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Discussione: E poi ci sei tu...

  1. #11
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    Predefinito Re: E poi ci sei tu...

    11°CAPITOLO

    KA


    Sono già tre settimane che è lontana e mi manca moltissimo anche se la sento molto più serena. Mentre lei è dalla cugina io sono in tour con i ragazzi e sono contento che almeno lei si stia divertendo.
    <<Kaaaa andiamo?>> urla Dani dal salotto.
    <<Uff ma dove sono?>>
    Non trovo i miei plettri e alcuni fogli con delle frasi per le canzoni. Mentre cerco mi fermo e mi spunta un sorriso.
    <<Ok Dà ora scendo!>>
    Lo raggiungo in salotto e ce ne andiamo.
    <<Era ora! Stavamo diventando vecchi>> sbuffano tutti.
    <<Lo so, scusate. La piccola peste prima di partire si è rubata i miei plettri e gli appunti delle canzoni>> sorrido.
    <<Ti manca eh?>> chiede Ivan.
    <<Sì ma preferisco che si rilassi da sua cugina. Gliene ho fatte passare tante e poi per lei è uno stress seguirci... quando passiamo per Bologna andiamo a salutarla>>
    Passano i giorni e sono stanco morto e a volte quando parliamo a telefono a notte fonda mi addormento in linea. Forse riusciamo a passare da lei per il suo compleanno, perché dovremmo avere due giorni liberi e vorrei fargli una sorpresa.

    IO


    Io e Melania passiamo delle ottime vacanze e insieme decidiamo in quale università fare i test di ammissione.
    <<Io vorrei farla all'estero>> dice Melania.
    <<Non credo che Ka ne sia felice però>> sbuffo.
    <<Allora resterai a Milano?>>
    <<La Cattolica è un'ottima università e c'è quello che voglio fare io, quindi accontento sia me che lui. Dai, vieni anche tu! Prendiamo un appartamento lì vicino io e te... per te comunque sarà un cambiamento d'aria, no?>> propongo.
    <<Ok ci sto! Ma solo io, Sara e te e nessun'altra coinquilina e qualche volta può restare Ka a dormire se non rompe>>
    <<Ahahahah ottimo compromesso!>>

    E' arrivato il giorno del mio diciannovesimo compleanno e Ka mi chiama per farmi gli auguri nel pomeriggio.
    <<Dove sei?>> mi chiede curioso.
    <<Siamo a casa perché fa un caldo tremendo e sono svenuta già due volte>>
    <<Oh mi dispiace tesoro. Stai prendendo le vitamine?>>
    <<Ehm sono due giorni che non le prendo>> dico a voce bassa.
    <<Ma come!? Se non te lo ricordo io tu non le prendi?>> mi sgrida.
    <<Hai ragione, scusa>>
    <<Ok non importa. Cosa fai stasera?>>
    <<Credo nulla. Stiamo così bene sole in casa>>
    <<Va bene... oh tesoro scusa devo scappare! Ti amo!>> Dice in fretta e stacca.
    Non ho proprio la forza di alzarmi dal letto, quindi mi addormento.
    Allungando il braccio urto qualcosa di caldo, morbido e peloso e mi sveglio spaventata. Guardo Ka sorpresa e lo abbraccio forte.
    <<Tu che ci fai qui?>> chiedo euforica.
    <<Sorpresa!!!!>> ride.
    Scendiamo di sotto e ci sono Pedro, Dani e Omar sul divano e Ivan che flirta con Melania.
    <<Siamo venuti per il tuo compleanno, tesoro e... Ivan è venuto per fare il filo a tua cugina!>> ride Pedro.
    Salto addosso a tutti e li abbraccio.
    <<Ok abbiamo un tavolo prenotato per le nove, quindi dovremmo andare a lavarci tutti. Noi puzziamo come dei caproni>> dice Dani tappandosi il naso.
    Ka mi da un bacio sulla fronte e ci lasciano preparare.
    <<Tu lo sapevi, vero?>> chiedo a Melania.
    <<Sì ma non erano sicuri che avevano questi due giorni liberi, quindi mi hanno fatto promettere di non dirti nulla>> spiega.
    Andiamo a prepararci. Melania indossa un bellissimo tubino di jeans con tacchi bianchi e capelli lisci che le toccano appena le spalle, invece io indosso un vestitino di velo pesca e tacchi dorati e i capelli li lascio morbidi lungo la schiena.
    I ragazzi restano a bocca aperta e andiamo a cena in un ristorante molto chic. Dopo cena Omar, Pedro e Dani tornano in albergo, invece io e Ka e Ivan e Melania ci dividiamo per fare una passeggiata.
    <<Non mi aveva mai detto di avere una cotta per Iv>> sorrido.
    Ka mi abbraccia da dietro e mi tiene stretta a sé.
    <<Mi sei mancata tanto, sai?>> sussurra.
    <<Anche tu. Questo è stato il più bel compleanno in assoluto>> sospiro.
    Camminiamo lentamente per la città, ma mi sento un po' stanca.
    <<Siamo quasi arrivati all'hotel. Sei stanca, vero?>>
    <<Un po'>> mormoro.
    Appena arriviamo all'hotel mi levo le scarpe odiose e mi butto sul letto.
    Ka si spoglia e mi raggiunge.
    <<Non mi vedi da due mesi e vuoi dormire?>> scherza.
    <<L'idea è quella>> rido.
    Mi da tanti baci nostalgici. Il suo profumo mi rende ancora più debole di come sono...

  2. #12
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    Predefinito Re: E poi ci sei tu...

    11°CAPITOLO

    RICORDI..
    DUE ANNI PRIMA


    Ero appena uscita da scuola e, come sempre, il sabato lo passo da Ka, quindi vado da lui.
    <<Kaaaaaaa!>> lo chiamo dall'ingresso.
    <<Ehi che ti urli? Sono qui, pulce>> risponde.
    Lo raggiungo in cucina e gli do un bacio sulla guancia.
    <<Senti stasera posso uscire?>> gli chiedo con gli occhi dolci.
    <<Lo sai che quando stai con me non puoi uscire>>
    <<Ma adesso ho quasi 17 anni. Questa regola è stupida>> protesto.
    <<Sì lo so, ma sei minorenne e sono responsabile io della tua incolumità e, francamente, tesoro mio, tu sei una calamita per i guai, quindi non si discute>> spiega pazientemente.
    <<Allora non verrò mai più qui nei weekend>> mi arrabbio.
    Prendo lo zaino e mi chiudo in camera sua senza pranzare. Dopo un'ora entra con il piatto di spaghetti sul vassoio, forchetta e brick di succo di frutta.
    <<Mangia questo. Sai che non puoi non mangiare>>
    Lascia il vassoio sul comodino e se ne va. Appena chiude la porta mangio in fretta per la fame. Dopo un paio d'ore scendo in cucina per mettere tutto in lavastoviglie mentre Ka fa un riposino sul divano. Ritorno in camera sua e mi metto a studiare. Verso le cinque viene di nuovo.
    <<Vuoi venire a mangiare un gelato?>> propone.
    <<No. Vacci da solo>> sbotto.
    Sospira e si siede accanto a me.
    <<Ascolta tesoro, io ho paura a farti uscire da sola. Se ti succedesse qualcosa mentre sei affidata a me non lo sopporterei>> mi spiega piano.
    <<E se mi accompagni in centro e resti lì nei paraggi con i ragazzi e poi mi vieni a prendere?>> propongo io.
    Ci pensa qualche secondo e alla fine accetta.
    <<Allora questo gelato?>> chiedo contenta.
    <<Quale gelato? Era solo per sollevarti il morale. Ora non serve>> ride.
    <<Uffa. Vattene>> sbuffo con una linguaccia.
    Avviso Sara e Matteo, i miei più cari amici di scuola e vado a prepararmi. Jeans stretti, stivaletti primaverili e blusa a fiori. Un filo di trucco, capelli mossi e sono pronta.
    <<Dove devi andare, signorina?>>
    <<A quel bar nella piazzetta>>
    Passiamo a prendere Ste.
    <<Dai nana levati. Passa dietro>> mi saluta.
    <<No. Se vuoi puoi venire a piedi se non ti garba il posto dietro>>
    Sbuffa e si siede dietro. Appena arriviamo al bar do un bacio sulla guancia a entrambi e raggiungo Sara e Matteo.
    Ci divertiamo un sacco e Ka verso le undici mi viene a prendere.
    <<Ka ho fame. Dove mangiamo?>>
    <<Nana è tardi. Vai a letto>> mi prende in giro Ste.
    <<Ma ho fame>> protesto.
    Ste sta per replicare ma Ka lo ferma. Sa che se iniziamo a battibeccare non la finiamo più.
    <<Vuoi quel gelato?>> propone Ka.
    <<Siiiiii!!!! Ste però vieni pure tu>>
    Andiamo a prendere un gelato e fare una passeggiata.
    <<Vi adoro ragazzi>> sorrido.
    <<Anche noi, nanerottola>> ride Ste.
    Portiamo Ste in disco dove lo aspettavano gli altri e noi torniamo a casa, perché io sono minorenne e non posso entrare.
    <<Se il prossimo weekend vuoi andarci io vado a dormire da Matteo>>
    <<Non ci provare nana malefica>>
    Andiamo a casa e ci mettiamo a letto a vedere il Cavaliere Oscuro, il film preferito di entrambi.
    <<Ho voglia di nutella >>
    <<Ehi basta altrimenti andrai in coma diabetico!>> mi sgrida.
    Gli faccio la linguaccia e vado a prepararmi una fetta di pane con la nutella.
    <<Anche io la voglio!>> dice Ka come un bambino.
    <<Tu diventi ciccione e poi fumi e sei vecchio. Vuoi avere un infarto?>>
    <<Sei davvero una nana malefica>> sbuffa.
    Gli do un bacio sulla guancia e mi addormento stretta a lui sul suo petto.

  3. #13
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    Predefinito Re: E poi ci sei tu...

    13°CAPITOLO

    RICORDI...
    Da un mese ho compiuto 17 anni e i ragazzi sono impegnati nell'incisione del loro album. Come sempre il pomeriggio assisto alle loro prove, ma Ka è abbastanza nervoso e stona di brutto e va spesso fuori tempo.
    <<Ka, maledizione concentrati!>> lo sgrida Pedro.
    <<Tu pensa a cantare!>> sbotta Ka.
    Iniziano a discutere per niente, così intervengo.
    <<Ehi che ne dite di andarci a prendere un bel frappè e fare una pausa?>> propongo.
    <<Già perché qui hanno sempre da ridire!>> sbraita Ka.
    <<Ka smettila! Chiedi subito scusa a Pedro perché non ha torto. Stai stonando di brutto e vai fuori tempo!>> lo rimprovero.
    Pedro si avvicina a Ka e gli da una pacca sulla schiena per solidarietà. C'è qualcosa che mi sfugge e questo non mi piace. Andiamo tutti a prendere un frappè e poi obbligo Ka a venire fuori a cena con me.
    <<Allora mi dici cosa succede?>>
    <<Sono cose da grandi>>
    <<Ok, ma almeno vuoi dirmi con chi sei arrabbiato?>>
    <<Non sono cose che ti riguardano. Non te lo ripeto più, stanne fuori!>> si arrabbia.
    Mi alzo da tavola e esco fuori al pub. Non mi da nemmeno il tempo di allontanarmi di tre metri che subito mi afferra il braccio.
    <<Torna dentro, dai!>> dice piano.
    <<No. Me ne vado a casa>>
    Non riesco a trattenere le lacrime e mi abbraccia.
    <<Scusami. Non sono arrabbiato con te né con i ragazzi...>>
    <<Con Manuela?>>
    <<Sì, ma non preoccuparti>>
    <<Lo sapevo! Ka non puoi litigare sempre per colpa mia! Ha ragione, cavolo! Non posso sempre stare da te a dormire. Tranquillo torno di nuovo da Ste, oppure posso andare da Sara qualche volta>>
    <<No! Lo sai che non voglio... tranquilla. Capirà!>>
    Lascio perdere perché so che è inutile discutere con lui in queste condizioni.
    Arriva il venerdì e come sempre Ka mi chiama per confermare il nostro weekend, ma questa volta gli dico una bugia. Gli dico che Sara ha insistito per farmi andare da lei, invece non è vero. Mi preparo la borsa e vado ad Arconate, a casa di Ste. Mi apre una bella ragazza, se non sbaglio è Elena.
    <<Ciao!>> mi saluta.
    <<Ciao, c'è Ste?>> chiedo imbarazzata.
    <<Tu chi sei?>> chiede sospettosa.
    <<Sono sua cugina>> mento.
    Mi sorride e mentre va a chiamare Ste io poso la mia borsa sul divano.
    <<Cugino!>> urlo abbracciandolo.
    Mi guarda un po' confuso, ma poi guarda il borsone e annuisce.
    <<Ehi ciao! Scusa El, avevo dimenticato che questo weekend mia cugina restava qui con me>> mente.
    <<Ah>> dice lei dispiaciuta.
    <<Sì tesoro mi dispiace... è una tale rompiscatole, ma che devo fare?>> si scusa.
    <<Tutto il weekend?>>
    Ste annuisce. Sembra che non vede l'ora che lei se ne vada.
    <<Vaffan*****!>> dice arrabbiata e se ne va.
    Ste chiude la porta sollevato.
    <<Grazie tesoro. Non sapevo come mandarla via. E' piombata qui a dirmi che vuole di più da me e bla bla bla... oi, ma come mai sei qui?>>
    <<Sono passata di qui e mi chiedevo se il mio vecchio amico vuole ospitarmi questo weekend>> spiego vagamente.
    <<Sono felice, ma dimmi la verità>> mi rimprovera.
    Gli spiego tutto di Ka e Emanuela.
    <<Puoi venire ogni volta che vuoi, anche in settimana mi chiami e vengo a prenderti>> sorride.
    <<Sì e poi Ka ti uccide. Lo sai che non lo permetterebbe mai e... gli ho detto che questo weekend sono da Sara>>
    <<Ok dai non ci pensiamo... maratona di Harry Potter e schifezze?>> propone.
    Ci mettiamo io il pigiama (canotta e pantaloncino) e lui solo un paio di boxer puliti e andiamo sul suo letto con tante schifezze da mangiare. Io sono appoggiata con la testa sul suo petto e lui mi avvolge con il suo braccio. Dopo il terzo film sospira e mi accarezza i capelli.
    <<E' da una vita che non vieni qui>>
    <<Non fare lo stupido. E' solo da un anno che Ka ha preteso l'esclusiva>>
    <<Mi manchi tanto>>
    <<Sì? Non mi pare proprio! Potevi anche opporti!>> mi arrabbio.
    Mi guarda sorpreso.
    <<Ehi no piccola... scusa. Vieni qui>> dice trattenendomi tra le sue braccia.
    Cerco di oppormi, ma alla fine lo stringo anche io.
    <<Peccato che sei piccola>> sospira.
    <<Non sono piccola!>> sbuffo.
    <<Invece sì... per quello che voglio io sì>>
    Lo guardo intensamente negli occhi.
    <<Piccola maliziosa... mi fai una promessa?>>
    Annuisco.
    <<Ka ha l'esclusiva del weekend, ma io voglio un'altra esclusiva. Voglio essere il primo per te>>
    <<Sì. Assolutamente sì, ma non adesso>>
    <<No amore, lo so. Adesso voglio un'altra cosa>> sorride.
    Mi prende il viso tra le mani e mi bacia piano. Si stacca per farmi prendere fiato, ma lo afferro per la testa e lo bacio mentre lui mi accarezza i fianchi. Il suo profumo mi fa perdere la testa e i suoi tocchi mi fanno rabbrividire.
    <<Sai forse non è una buona idea>> sussurra.
    <<Ottimo tempismo>> rido.

    Nei giorni seguenti non riesco a stare in presenza di Ka e ovviamente se ne accorge.
    <<Sei arrabbiata con me per il fatto di Manuela?>> chiede preoccupato.
    Gli spiego tutto e inevitabilmente si infuria.

  4. #14
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    Predefinito Re: E poi ci sei tu...

    14°CAPITOLO


    RICORDI...

    Cerco comunque di evitare che Ka si arrabbi con Ste e fortunatamente ci riesco perché comunque sono amici da anni e riescono a non arrivare all'impensabile, ma Ka con me non riesce ad ammorbidirsi. Il venerdì, come se niente fosse, preparo la mia borsa e dopo scuola vado direttamente a casa di Ka.
    <<Cosa vuoi?>> chiede aprendo la porta.
    Senza rispondere entro e poso la borsa sul divano.
    <<Voglio stare qui con te>> dico piano.
    <<Ste non può ospitarti questo weekend? Vai da lui, no? Vai!>> urla.
    Non capisco il motivo di tutta quella rabbia, così glielo chiedo ma non mi da una risposta.
    <<Ok prendi il mio letto. Io dormo nel letto dei miei o sul divano>> dice arrabbiato.
    Sospiro e mi sento a disagio di fronte alla sua freddezza.
    <<Vai a mettere il pigiama che è quasi pronta la cena>> dice sempre freddo.
    Obbedisco senza fiatare e ci mettiamo a tavola.
    <<Ka per favore possiamo parlare?>> chiedo con calma.
    <<No. Per favore sono stanco, vattene a letto>> dice freddo.
    Sospiro ancora e lo accontento andando in camera sua a vedere un film, ma sono inquieta e non riesco a dormire. Così verso le due di notte vado in salotto e lo trovo sveglio tutto serio e corrucciato.
    <<Ehi posso mettermi vicino a te>> chiedo tranquilla.
    Di tutta risposta cambia canale. Mi siedo accanto a lui e gli tocco il braccio.
    <<Per favore>> lo imploro.
    Sbuffa e mi guarda senza parlare.
    <<Senti Ka io... cioè non sapevo che poteva darti fastidio. Scusa, non volevo farti arrabbiare>> dico piano.
    Si addolcisce e mi prende la mano.
    <<Non voglio che Ste ti deluda... sai com'è fatto. Io ci tengo tanto, tesoro, lo sai>> spiega.
    Annuisco e lo abbraccio.

    ADESSO...

    Torno dall'università stanca insieme a Sara e Melania e mi butto sul divano.
    <<Shà muoviti che tra un'ora e mezza Ka viene a prenderti>> dice Melania.
    <<Dieci minuti>> borbotto e mi addormento.
    Melania e Sara mi svegliano dopo un'ora.
    <<Oh mio Dio, è tardissimo! Ok mi invento qualcosa>> dico in preda al panico.
    Le ragazze escono mentre io faccio una doccia e metto una canottiera, un pantaloncino e raccolsi i capelli in una coda disordinata e Ka bussa poco dopo e entra tutto ben vestito e profumato.
    <<Ehi piccola non dovevamo uscire?>> chiede non capendo.
    <<Ehm ho cambiato idea. Sorpresa!>>
    Se gli dicessi che mi sono addormentata si sarebbe arrabbiato tantissimo.
    <<Ok, vuoi una mano?>> sorride.
    <<Solo se mi aiuti a sparecchiare>> rido.
    Mentre finisco di apparecchiare squilla il mio cellulare e chiedo a Ka di rispondere.
    <<Ehi... sì è sveglia... cosa? Ah non lo sapevo... Ok tranquilla, ciao!>> dice un po' infastidito e stacca.
    Io intanto metto tutto a tavola.
    <<E così con tutto quello che ho da fare io faccio i salti mortali per vederti e tu dimentichi il nostro appuntamento addormentandoti?>> si arrabbia.
    <<Ka non... scusami ero stanchissima! Lo sai che io ti amo>>
    <<sì certo!>> sbuffa.
    <<Dai Ka, mi sono addormentata un pochino, ma ho rimediato in fretta. L'importante è stare insieme, non dove, giusto?>> cerco di riprendere la situazione in mano.
    <<Evidentemente non avevi tutta questa voglia di vedermi!>>
    So che Ka è super impegnato, ma ogni volta che ho bisogno corre da me senza scuse.
    <<Mi dispiace hai ragione. Ero solo stanca>> dico piano.
    Sapevo che alla fine sbolliva da sola.
    <<Be' ora cosa vuoi fare?>> chiedo toccandogli il braccio.
    Non risponde e va sul divano a vedere la televisione. Io mangio da sola trattenendo le lacrime, ma alla fine mentre tolgo tutto da mezzo scoppio a piangere.
    <<Ehi piccola>> mi sussurra abbracciandomi da dietro.
    Mi giro e mi asciugo le lacrime.
    <<Mi dispiace di essermi arrabbiato. So che sei stanca, scusa>>
    Ho una vera e propria crisi di pianto dovuta alla stanchezza e allo stress.
    <<Mi dispiace, davvero. Non volevo farti piangere>> dice accarezzandomi i capelli.
    Mi calmo un po' e Ka inizia a pizzicarmi la pancia per farmi ridere. Funziona e finalmente ci baciamo.
    <<Mi manchi a casa mia. Mi mancano i nostri weekend insieme>> sussurra.
    <<Lo sai che le cose sarebbero cambiate una volta iniziata l'università>>
    <<Sì tesoro, tranquilla. Vorrei solo che qualche volta venissi da me come ai vecchi tempi>> sorride.
    <<Come lei desidera, mio re!>> rido.
    Andiamo in camera mia e ci baciamo con molta passione...

    ...Mi risveglio intontita e lo raggiungo in cucina, ma lo vedo preoccupato.
    <<Ehi tesoro, cos'hai?>> chiedo preoccupata.
    <<Niente di apocalittico, amore>> sorride.
    <<Ok, puoi darmi uno strappo in centro? Devo fare alcune commissioni e vado di fretta>> gli chiedo dandogli un bacio sulla guancia.
    <<Certo! Pranziamo fuori?>> sorride con un po' troppo brio.
    Inizialmente non indago perché mi serviva un passaggio, ma con il passare della giornata si fa sempre più strano. Alla fine, verso sera torniamo a casa sua e insisto di voler sapere cosa succede.
    <<Be'... a breve dovremmo partire per il tour>> dice agitato.
    <<A breve? Cosa significa esattamente?>> chiedo sospettosa.
    <<Tra tre giorni>>
    <<Mi fai schifo! Come minimo lo sai da un mese!>> urlo.
    <<Mi dispiace. Lo so che sei stanca e non volevo...>>
    <<Ma stai zitto! Vattene in tour da solo! Se non mi volevi con te potevi inventarti tante altre scuse, ma almeno me lo dicevi!>>
    Ormai sono fuori di me.
    <<Non è per questo... io non volevo caricarti>> cerca di scusarsi.
    <<Non fiatare! Non parlare mai più con me! Abbiamo chiuso, ok? Vai! Vattene in tour, ma da me non tornare, ok?! Hai capito?!>>
    <<Ma no amore hai capito male... io non te l'ho detto perché so che per te è difficile conciliare tutto>>
    <<Infatti! E' difficile spaccarsi la schiena tutto il giorno e poi subire le tue bugie! Potevi anche avvertirmi e lasciar decidere me, ti pare?>> strillo come non mai.
    Non risponde.
    <<O semplicemente non mi volevi intorno!>> continuo.
    <<No, questo non è vero. So che per te è un periodo stressante e non volevo incidere>>
    <<Non ho parole... mi fai schifo! Io me ne vado e ti prego di non venire da me né ora né mai!>> dico infuriata e me ne vado a casa mia prima che faccia buio.
    Sto malissimo e Melania e Sara mi stanno vicino. Melania nemmeno lo sapeva, ma lei e Ivan stanno insieme sul serio da una settimana, quindi non poteva saperlo.
    Ka continua a chiamarmi per una settimana intera, mi manda messaggi a tutte le ore aggiornandomi delle loro tappe e riempiendomi di scuse, ma non cedo.

  5. #15
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    Predefinito Re: E poi ci sei tu...

    15°CAPITOLO


    RICORDI...

    Torno da scuola stanca e arrabbiata con tutti e quattro. Ste ha lasciato la band e la città senza dirmi nulla e gli altri tre me l'hanno tenuto nascosto. Il nuovo bassista non mi dispiace, anzi è simpatico, ma non è Ste. C'è Pedro fuori scuola, ma lo evito.
    <<Dai tesoro. Vieni con me e Dani a pranzo>> dice piano.
    <<Neanche morta. Mi fate schifo!>>
    Su Pedro queste parole hanno un effetto devastante perché è il più dolce e sensibile del gruppo, così si intristisce.
    <<Tesoro ti prego>> sospira.
    <<No! Tu su tutti! Sei il mio amico preferito e lo sai bene! Mi fidavo di te più di tutti!>> scoppio a piangere.
    Lotto per non farmi abbracciare, ma alla fine cedo e mentre lui guida Dani si siede dietro con me e mi tiene stretta a sé.
    <<Ka e Ste ci hanno fatto giurare di non dirti nulla>> mi spiega Dani.
    <<Lo immaginavo che sono loro gli artefici>>
    <<Io non ero d'accordo, ma sai che siamo iperprotettivi>>sorride.
    Dani è Pedro sono fatti così: non puoi tenergli il muso per più di due secondi, così inizio a perdonare Dani.
    <<Pulce allora vuoi pranzare da me?>> chiede Pedro.
    <<E va bene>> sbuffo.
    Andiamo a casa sua e mentre ci prepariamo i panini Pedro mi spiega il motivo per cui non mi ha detto nulla.
    <<Ok ma dovresti essere anche dalla mia parte, no?>>
    <<Sì tesoro, ma alla fine non potevo dirtelo io>>
    Ci riappacifichiamo tra una guerra di cuscini e un attacco di solletico.
    <<<Posso restare qui per il weekend?>> gli chiedo con gli occhi dolci.
    <<Ma oggi e venerdì. Non dovresti andare da Ka?>>
    <<Non voglio vederlo e non voglio dirglielo!>> ribatto con decisione.
    Vado in salotto a fare i compiti, poi arriva Omar e gli salto addosso per salutarlo.
    <<Eeeehi ma io non ho avuto la stessa accoglienza!>> borbotta Pedro offeso.
    <<Tu sei un traditore>> lo prendo in giro.
    <<Ehi abbiamo una pulce come ospite?>> ride Omar stringendomi forte.
    <<Si è auto invitata per il weekend>> spiega Pedro.
    Ka continua a chiamarmi al cellulare, ma non rispondo. Dopo mezz'ora arriva a casa di Pedro infuriato.
    <<Ciao frà!>> dice rivolto a Pedro.
    Mi guarda con uno sguardo truce.
    <<Prendi lo zaino e sali in macchina!>> mi ordina.
    <<No!>>
    <<Shà non farmi arrabbiare!>>
    <<Ho detto di no! Vattene! Non ti voglio vedere!>> dico ferma.
    <<Sai cosa significa se non vieni con me?>> mi minaccia.
    <<Ma io non voglio vedere la tua faccia!>> protesto.
    <<Non mi interessa! Sei affidata a me tutti i weekend e resterai con me. Punto! Adesso ti è più chiaro?!>> si arrabbia.
    Evito di farlo arrabbiare di più e obbedisco salutando Pedro e Omar con le lacrime agli occhi.
    <<Ti odio!>> dico piano entrando in macchina.
    Sospira e stringe le dita sul volante serrando le labbra trattenendo altra rabbia e poi mette in moto. Appena arriviamo a casa sua faccio una doccia, metto il pigiama e vado in camera sua a vedere un film. Non avevo alcuna voglia di parlare con lui, così passammo il pomeriggio ad evitarci.
    <<Scendi! La cena è pronta!>> mi chiama dalla cucina.
    <<Non la voglio!>> protesto indispettita.
    impreca ma non riesco ad afferrare quello che dice. Dal suo letto riesco a vedere benissimo il bagno e lo guardo con il broncio mentre si rade la barba con calma a torso nudo. Per la prima volta mi fa un certo effetto vederlo senza maglietta. Ha le rughe sulla fronte in mezzo alle sopracciglia, ciò vuol dire che è ancora arrabbiato con me, ma io lo sono ancora di più. Con un gesto di stizza mi rannicchio sul fianco dando le spalle alla porta più vicina possibile al bordo del letto. Piano entra in camera e si mette nel letto rispettando i miei spazi. Verso le 3.00 mi alzo per la fame e vado in cucina per rubarmi il pacco di Pan di Stelle mezzo vuoto e sgranocchio i biscotti mentre vedo la TV.
    <<Non ti va il letto?>> chiede Ka apparendo accanto a me.
    <<Vattene!>>
    <<Mi dici cos'hai?>> chiede preoccupato.
    <<Se non va a te il letto ci torno io, ok? Buonanotte!>> rispondo ostinata.
    Vado di nuovo a letto e mi raggiunge subito. Faccio per alzarmi, ma mi blocca con una mano al centro del petto.
    <<Non voglio parlarti!>>
    <<Tesoro ascoltami ti prego... io non so il perché se ne sia andato in Svizzera. Ti prego, credimi!>>
    <<No! A te non andava giù che ci siamo baciati, quindi per non rovinare l'amicizia con te ha preferito andarsene!>>
    Finalmente dico quello che ho sempre pensato.
    <<Non è vero. Mi ha dato fastidi, ma non tanto da mettere a rischio la nostra amicizia. Te lo giuro!>> dice esasperato.
    <<Allora perché io non l'ho saputo prima?>>
    <<Perché Ste voleva andarsene senza dirti nulla, ma l'ho obbligato a dirtelo>> spiega.
    <<Non so se ti credo...>>
    <<Mi odi ancora adesso?>>
    <<Come non ho mai fatto in tutta la mia vita>> rispondo a denti stretti.
    La sua espressione cambiò: dall'esasperazione passò alla tristezza, delusione e dolore. Prese il suo cuscino e se ne andò sul divano.

    Mi risveglio con gli occhi gonfi dopo aver pianto tutta la notte e sul comodino trovo una tazza di latte con il cacao, pacco di Pan di Stelle e un biglietto.

    Sono andato un attimo in sala prove con i ragazzi. Torno per l'ora di pranzo. Vestiti che andiamo fuori a pranzo.

    Faccio colazione un po' più tranquilla, sistemo un po' casa e mi preparo: jeans, canottiera bianca, giacca rossa, sneakers e raccolgo i capelli in uno chignon ordinato e mi trucco un po' per mascherare le occhiaie. Ka arriva a prendermi puntuale e noto che abbiamo le stesse occhiaie scure. Andiamo a Milano in centro in un ristorante molto carino. Mi fa sedere ad un tavolo per due e mi sorride. Io non ci riesco ancora. A rompere il ghiaccio è il cameriere che ci chiede cosa vogliamo ordinare.
    <<Che dici di iniziare con un po' di fritturine che adori?>> propone Ka.
    <<Per me va bene>> rispondo semplicemente.
    <<Ok. Per bere birra e coca?>> chiede Ka di nuovo.
    Io annuisco e il cameriere trascrive. Appena ci lascia soli Ka mi stringe la mano e mi ammorbidisco un po'.
    Mangiamo l'antipasto, il primo, il secondo, il dolce e sono più serena, ma ancora non riesco a dire nulla perché ho un groppo alla gola. Alla fine passeggiamo un po' per il centro vicini, ma senza toccarci. Appena mi sfiora la mano mi ci aggrappo saldamente e appoggio la testa al suo braccio.
    <<Vuoi tornare a casa?>> propone.
    <<No... io... Ka io...>>
    Non riesco a trattenere le lacrime.
    <<Lo so. Ste me l'ha detto. Tranquilla non sono arrabbiato>> mi rassicura.
    <<Non ti odio. Anzi, credo che non ho mai voluto bene a qualcuno così tanto>> dico in un sol fiato.
    Mi abbraccia felice.

  6. #16
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    Predefinito Re: E poi ci sei tu...

    16°CAPITOLO


    Sono davvero inconsolabile. Sara e Melania fanno di tutto per aiutarmi, ma non riesco a rallegrarmi. Ka non si arrende, mi aggiorna su quello che fanno, dove vanno, mi manda messaggi come se fossero lettere. Un po' mi sento meglio perché so per certo che mi pensa, ma per il resto lo odio. Mi arriva il suo ennesimo messaggio, ma al posto delle sue bellissime frasi mi arriva solo una con una faccina:
    Leggi le mail più spesso!
    Fisso il messaggio senza capire, ma alla fine con il mio portatile controllo la mia casella di posta Gmail. La mail me l'ha mandata lui e la leggo incuriosita. Scarico l'allegato in pdf e scopro che è un biglietto aereo acquistato in partenza da Malpensa e che arriva a Roma, c'è la data di andata e quella di arrivo: dal 10 al 21 novembre e anche una prenotazione fatta in un ristorante per la sera stessa dell'arrivo e tutte le istruzioni da seguire e le scuse per non poter venirmi a prendere all'aeroporto perché impegnati, ma mi promette di essere presente alla cena.
    Sospiro e faccio leggere la mail a Sara e a Melania.
    <<Be' sembra piuttosto chiara. Cosa non hai afferrato?>> chiede Sara.
    <<Ci vado?>>
    <<Assolutamente sì!>> sorridono.
    Decido di fargli una sorpresa con la complicità dei ragazzi che devono mantenere il segreto e Omar mi promette che verrà a prendermi.
    Arrivato il giorno della partenza sono un po' emozionata. Per il volo metto le scarpe comode mentre le scarpe da sera le infilo nello zaino. Indosso un tubino nero semplice con cappottino di pelliccia finta e mi addormento per tutto il volo. Come promesso, una volta atterrata a Fiumicino, Omar mi aspetta. Lo abbraccio contenta e mi accompagna al ristorante.
    <<Vai tesoro. Ka ti aspetta>> mi sorride.
    Entro in questo bel ristorante dalle luci soffuse, l'arredamento delicato e raffinato e musica di pianoforte come sottofondo.
    <<Scusi lei è la signorina Landi?>> mi chiede il direttore di sala.
    <<Sì. E' stupendo qui>> sorrido estasiata.
    Sorride e mi accompagna lungo la sala in un posto più intimo che affaccia sul centro di Roma dove Ka mi stava aspettando tutto elegante, ma con due occhiaie spaventose.
    <<Grazie>> lo congeda gentilmente.
    Ka mi si avvicina e mi da un bacio sulla fronte e mi fa sedere.
    <<Sono contento che tu abbia deciso di venire>> sorride.
    <<Sembrava brutto rifiutare un viaggio gratis a Roma>> scherzo.
    Sorride e mi prende la mano.
    <<Mi dispiace davvero tanto per come mi sono comportato. Sono stato un vero stupido>> si scusa.
    <<Non c'era bisogno di spendere tutti questi soldi per il ristorante>> dico piano.
    <<Niente è troppo per te>>
    Si avvicina il cameriere e ordiniamo. dopo cena decidiamo di fare un giro.
    <<Non è meglio che andiamo in albergo? Sei stanco morto>> propongo.
    <<Ma volevo farti vedere la magia di Roma la notte>> protesta.
    <<Lo faremo un altro giorno. Ora andiamo che sei stanco>> sorrido.
    Andiamo in albergo e ci spogliamo mettendoci a letto abbracciati. Il suo calore mi è mancato così tanto in queste settimane e ora cerco di prenderne il più possibile.

  7. #17
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    Predefinito Re: E poi ci sei tu...

    17°CAPITOLO


    RICORDI...

    <<Dai peste, muoviti!>> sbuffa Ka impaziente.
    <<Ma vai! Resto qui, tranquillo!>> protesto.
    <<No. Tua madre ti ha affidata a me e devi stare con me sempre e ovunque vada. Quindi muoviti!>>
    Sbuffo e mi preparo in fretta per andare in sala prove dai ragazzi. Anche se Ste è andato via da due mesi mi fa ancora strano vedere Ivan al suo posto, anche se mi piace. Ci danno dentro di brutto e infine faccio il duetto con Pedro cantando Your Hero.
    <<Wow! Hai una voce magnifica!>> si complimenta Ivan.
    Sa ci fosse stato Ste avrebbe detto che la mia voce faceva schifo e che era una tortura sentirmi cantare. Ovviamente mi prendeva in giro.
    <<Ok ragazzi stasera tutti al Nottingham Forest?>> propone Dani.
    <<Sì, ma andiamo in taxi!>> risponde Pedro.
    <<Io ci sto!>> sorride Ivan.
    <<Lo sapete che passo>> dice Ka prendendo le chiavi della macchina.
    Ci salutiamo e io e Ka andiamo a casa sua.
    <<Perché non ci andiamo? Solo un'ora, giuro che non ti farò arrabbiare, ti prego!>> lo imploro.
    Sorride e mi accarezza i capelli.
    <<Non è questo. Ho promesso a tua madre che durante la settimana ti facevo rispettare gli orari>> spiega.
    Sorrido e vado a mettermi il pigiama.
    <<Si è fatto tardi per cucinare qualcosa di decente, che ne dici di ordinare greco?>> mi urla dalla cucina.
    <<Il nostro preferito? Ma certo!!>>
    Metto coulotte e cannottiera e lo raggiungo in cucina per cenare vedendo un film.
    <<Ma ti pesa questa cosa che non puoi uscire perché devi stare con me?>> chiedo curiosa.
    <<Non proprio. In realtà sono contento di stare a casa con te e di non uscire tutte le sere altrimenti mi annoio e soprettutto rendo felice il mio portafogli>> sorride.
    <<Dai scemo. Dicevo: non ti pesa non stare a cazzeggiare con i tuoi amici per colpa mia?>> ripeto.
    <<Avevo capito bene e la mia risposta è no. Mi piace stare qui a farti da balia quando tua madre me lo chiede>> conferma.
    Lo abbraccio forte e mi appoggio al suo petto nudo.
    <<A proposito... puzzi!>> rido.
    Mi fa il solletico e va a fare una doccia.

    ADESSO

    Ritorno al mio appartamento dopo la vacanza a Roma e le cose procedono velocemente in modo frenetico.
    <<Ehi tesoro dai andiamo che siamo in ritardo!>> mi chiama Melania.
    <<Mel non mi sento bene. Ho la nausea e dei capogiri fortissimi>> mormoro debolmente.
    <<Oh vuoi andare dal medico?>> chiede preoccupata.
    <<No, tranquilla. Sarà un po' di influenza e poi voglio riposare. Ho vomitato tutta la notte>>
    Mi da un bacio sulla guancia facendomi promettere di chiamarla se stavo peggio. Io sapevo cosa mi succedeva, ma non volevo ammetterlo. Con uno sforzo umano mi costringo a lavarmi e a vestirmi e andare in farmacia.
    <<Cosa desidera signorina?>> mi chiede il farmacista.
    <<Io... io...

    Mi risveglio stesa sul pavimento con il dottore che mi da dei buffetti sulla guancia. I paramedici mi fanno delle domande, ma non riesco a capire, così mi caricano sull'ambulanza e mi portano in ospedale.
    <<Possiamo chiamare qualcuno, piccola?>> mi chiede il paramedico che sta seduto accanto a me.
    <<La mia amica Sara>> biascico porgendogli il cellulare.
    Compone il numero e la chiama.
    <<Salve Sara... sono il paramedico... la sua amica Sharon si è sentita male e la stiamo portando al San Raffaele... sì, può raggiungerci lì...tranquilla resto con lei fino al suo arrivo... arrivederci>>
    Arriviamo in ospedale e Sara arriva dopo dieci minuti.
    <<Shà cos'hai?>> mi chiede preoccupata mentre aspettiamo un medico.
    <<Sono convinta di essere incinta>> sospiro con le lacrime agli occhi.
    Infatti dopo vari accertamenti confermano che sono incinta di cinque settimane. Appena torniamo a casa Ka mi telefona e mi sforzo di essere normale perché non voglio dirglielo.
    <<Perché non glielo vuoi dire?>> mi chiede Melania fuori di sé.
    <<Non è il momento. Ci siamo appena riappacificati e poi non è il momento>> protesto debolmente.
    Passano tre- quattro giorni e mi sento meglio, quindi ritorno a frequentare regolarmente l'università e con Sara vado a fare la prima ecografia. Ka era davvero sottosopra e giù di morale. Decido di mostrargli l'ecografia quella sera a cena. Da vicino è ancora peggio che dal telefono: è davvero a pezzi. Andiamo al ristorante greco, il nostro preferito, e iniziamo a parlare.
    <<Ho una cosa importante di cui discutere con te>> mi annuncia serio.
    <<Anche io>> sorrido.
    <<Allora inizia tu!>> mi incita.
    <<No. Dai inizia tu!>> insisto.
    <<D'accordo... siamo in un periodo incasinatissimo e non abbiamo tempo per nulla e... tu sai che ti amo tantissimo, sei la mia vita, ma... per adesso non posso permettermi di... be' insomma ho bisogno di concentrarmi e... non ti sto lasciando e non sto dicendo che non voglio più sentirti perché altrimenti muoio, ma... capisci?>> dice agitato.
    <<Perfettamente. Tranquillo sono d'accordo con te. Prenditi tutto il tempo che ti serve... io sarò qui ad aspettarti>> lo rassicuro.
    <<Bene. Qual è la tua notizia?>> sorride prendendomi la mano.
    <<Oh nulla... sono entrata nella redazione della rivista universitaria>> dico velocemente.
    Con la nausea e il groppo in gola non riuscii a mangiare quasi nulla.
    Andiamo a fare una passeggiata dopodiché andiamo a casa sua.
    <<Voglio farti capire che io ti amo>> mi dice piano.
    Mi bacia e cerca di spogliarmi, ma non lo lascio andare avanti.
    <<Mi dispiace Ka, ma non posso... non ci riesco>>
    <<Tranquilla>> dice piano.
    <<Lo so che mi ami davvero tanto e anche io... puoi portarmi a casa, per favore?>>
    Mi porta a casa e mi da un bacio sulla fronte dandomi il suo plettro di Slash.
    <<Voglio che lo conservi tu... voglio che me lo consegni tu di persona>> mi sussurra.
    Sorrido piano e entro in casa. Mi infilo nel letto di Melania perché so che anche lei è nella mia stessa situazione, ma non mi ha detto nulla perché mi vuole bene.
    <<Grazie>> le sussurro appena mi abbraccia.
    <<Sarai una mamma fantastica>> mi sorride.

  8. #18
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    Predefinito Re: E poi ci sei tu...

    [QUOTE=Sharon Zerrelli;8486322]
    18°CAPITOLO


    RICORDI...

    Ero emozionata perché era il mio primo anno di liceo e in più i miei amatissimi "fratelli" avevano da poco inciso il loro primo CD e di lì a poco sarebbero partiti per il tour promozionale. Come sempre dopo scuola Ka viene a prendermi per andare in sala prove dove stavano decidendo la scaletta per il tour e non sapevano con quale singolo aprire il concerto e con quale chiuderlo.
    <<Scusate ma sembra abbastanza ovvio>>
    Tutti mi guardano incuriositi.
    <<Io direi di aprire con "Diventerai una star" e poi chiudere con "Tutto e possibile">> spiego semplicemente.

    Dopo una settimana mi ritrovo sul mio letto stringendomi le ginocchia al petto scossa dai singhiozzi.
    <<Posso?>> chiede Ka bussando allo stipite della mia camera.
    <<No. Vattene!>>
    Entra lo stesso e mi abbraccia forte aspettando che mi calmi.
    <<Ricordi come si usa Skype?>> mi chiede asciugandomi le lacrime.
    Annuisco tirando su con il naso.
    <<Bene. Ci vedremo tutte le sere e chiedo a Omar se qualche volta può farti assistere tramite Skype ad un concerto>>
    Annuisco ancora, incapace di parlare.
    <<Ok poi puoi chiamarmi quando vuoi. Anche di notte, ok?>>
    Annuisco di nuovo.
    <<Ricordi dove sono le mie cose che adori, vero? Il plettro di Slash...
    <<Il plettro di Slash portatelo come portafortuna>> lo interrompo.
    <<Vedi? Stai diventando una signorina. Poi fai un conto alla rovescia sul calendario... so che è dura, ma vedrai che 80 giorni passano in fretta, d'accordo?>> sorride.

    KA
    Siamo a Roma e questa nuova avventura ci sta gasando tantissimo per quanto stancante e stressante possa essere. Oggi prima del concerto abbiamo fatto una video chiamata con la peste e mi è sembrata molto ripresa e ne sono felice. Mentre facciamo un meet, alcune ragazze hanno notato il mio plettro speciale e lo volevano in regalo.
    <<Mi spiace dolci donzelle, ma questo qui è un regale prezioso e a me molto caro.

    ADESSO

    Devo parlare con qualcuno, ma non so con chi, così chiamo zia Luisa, la mamma di Ste e mi faccio dare il suo nuovo numero e lo chiamo.
    <<Sì?>>
    <<Ste!>> lo chiamo piano.
    <<Cos... oh mio Dio! Tesoro sei tu?>> chiede sorpreso.
    <<Sì. Come stai?>> sorrido.
    <<Sto bene, davvero, ma mi manchi un sacco. Puoi fare un salto da me?>> dice tutto agitato.
    <<Credimi vorrei davvero, ma non posso>> sospiro.
    Gli spiego tutto.
    <<Ok super Ste entra in azione. Un bacio>>dice e stacca senza dire altro.
    Non so cosa aspettarmi, quindi sono agitata. Ka non sa ancora nulla della gravidanza, ma mi manca molto parlare con lui anche se ci sentiamo tutte le sere.

    Il pomeriggio dopo sono sul mio letto a studiare.
    <<Posso?>> chiede una voce maschile.
    Mi alzo di scatto e corro ad abbracciare Ste.
    <<Cosa ci fai qui?>> chiedo felice.
    <<Ho chiuso un paio di affari in anticipo e mi sono liberato per una settimana>> spiega rimettendomi sul letto.
    Andiamo in cucina e presento Sara a Ste.
    <<Passiamo alle cose serie: perché Ka non lo sa?>> mi sgrida Ste.
    <<E' complicato... non era il momento adatto, perché... per... oh cielo! Aiuto!!!>> urlo premendo le mani sulla pancia.
    Ho dei dolori fortissimi e svengo...

    ...mi risveglio con la sirena assordante dell'ambulanza e vedo Ste accanto al paramedico seduti di fianco alla barella su cui sto. Mi ci vuole un secondo per comprendere. Il paramedico è quello di poche settimane fa.
    <<Se vuole uscire con me signorina basta chiedermi il numero, non c'è bisogno di star male per vedermi>> scherza il ragazzo.
    Riesce a farmi ridere, ma ho fitte peggiori. Arriviamo in ospedale, ma perdo di nuovo conoscenza...

    ...mi risveglio nella stanza, intubata e con delle flebo nel braccio.
    <<Come ti senti?>> mi chiedono Sara e Melania preoccupare.
    <<Un po' intontita... dov'è Ste?>> dico debolmente.
    <<E' fuori a parlare con il medico. Vado a chiamarlo?>> mi sorride Sara.
    Annuisco e lascia me e Melania. Dopo dieci minuti entra Ste e mi bacia la fronte.
    <<Cos'è successo? Ho perso il bambino, vero?>> chiedo con le lacrime agli occhi.
    <<Sì tesoro... si è rotto il cordone e... non è colpa tua. Sono cose che succedono, capito?>> dice piano accarezzandomi i capelli.
    Un rumore mi fa voltare la testa. C'è Ka sull'uscio della stanza con il fiato corto per aver corso.
    <<Grazie bro per avermi avvisato>> dice stringendo la mano a Ste.
    Una volta soli Ka mi stringe la mano e me la bacia.
    <<PErché non me l'hai detto???>>
    <<Non era giusto. Tu stavi giù e io non potevo caricarti anche di questo>>
    <<Ascoltami bene, perché non ritorneremo sull'argomento in futuro, mai più. Hai capito? La parte divertente l'abbiamo fatta insieme e anche la parte difficile dobbiamo affrontarla insieme>> dice serio.
    Annuisco e mi abbraccia.
    Dopo due giorni torno a casa e i ragazzi sospendono il tour per una settimana.
    <<Ok, be' io vorrei portarti con me, ma non puoi trapazzarti in questo modo, quindi devi farmi la cortesia di stare al riposo per un'altra settimana, come ha detto il medico, ok?>>
    Annuisco stendendomi nel letto.
    <<Sono un po' stanca>> mormoro piano.
    Sorride e mi da un bacio.

  9. #19
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    Predefinito Re: E poi ci sei tu...

    19°CAPITOLO


    RICORDI...

    <<Kaaaa! Kaaaa! Ka!>>
    Sono furiosa perché si è rubato il mio plettro di Slash.
    <<Dimmi, bambolina>> sorride.
    <<Dammelo subito!>> ordino.
    <<Cosa?>> chiede con aria troppo innocente.
    <<Il plettro! Lo sai cosa!>>
    <<E dai nel primo tour mi ha portato fortuna. Posso tenerlo ancora?>> chiede facendo il musetto tenero.
    <<No è mio. E poi hai 23 anni, sei un uomo!>> sbuffo.
    <<E' tuo perché al concerto ti ho portato io>> ribatte.
    <<Ma io lo voglio perché così ho qualcosa che li ricorda te quando sei via>> mormoro.
    <<Anche io lo voglio per la stessa ragione. Ok facciamo così: io ti do il mio bracciale che adori e tu mi dai il plettro>> sorride.
    Annuisco e mi mette al polso il suo bracciale fatto di corda nera e come ciondoli aveva una chitarra, una nota musicale e una F di Finley.
    <<Ripetimi perché non posso venire>> sospiro sedendomi sulle sue gambe.
    <<Perché hai 16 anni>> ripete per l'ennesima volta.
    Lo abbraccio forte.
    <<Dai amore. Ti prometto che ti chiamo sempre sempre sempre. Non sentirai la mia mancanza>> cerca di rassicurarmi.
    <<Be' è un po' difficile visto che non posso correre ad abbracciarti se qualcosa non va>>
    Sorride e mi accarezza i capelli.
    Come al solito in quel weekend vado da lui e lo aiuto a fare la valigia.
    <<Tesoro tranquilla. Vai a vedere un film, io ti raggiungo dopo>> sorride.
    <<Voglio venire>> lo imploro con le lacrime agli occhi.
    <<Ok la completo dopo. Su fila a mettere le scarpe che andiamo a prendere un gelato>> sospira.
    Faccio come mi ha detto e andiamo a Milano per prendere un gelato. Come previsto si avvicinarono alcune fan e Ka si mostra sempre gentile con loro.
    <<Sì le date sono tutte confermate, tranquille! Ahahahah purtroppo il Plettro e lo chiedete in tante, ma ci tengo particolarmente, quindi quello non posso darlo a nessuna, mi dispiace>>

    ADESSO
    La routine riprende anche senza Ka e mi distrae anche un po' dal brutto incidente che mi è capitato. E' l'inizio di marzo e di conseguenza inizia secondo semestre. Dopo le lezioni prendo il cellulare e vedo 4 chiamate perse di Ka, così lo richiamo subito.
    <<Dov'eri?>> mi chiede preoccupato.
    <<A lezione. Scusa avevo il cellulare in borsa>> mi giustifico.
    <<Perché?>>
    <<PErché mi distrae il cellulare>>
    <<No, cioè, dico perché sei andata a lezione>>
    <<Be' perché sono iniziati i corsi del secondo semestre>>
    <<Ma tu non dovevi essere a riposo?>> mi sgrida.
    <<Che palle! Il dottore ha detto che se me la sentivo potevo uscire>> sbuffo.
    Lunga pausa.
    <<Ok scusa lo so che sei preoccupato, ma non preoccuparti. Sto bene e me la sento di uscire>> sospiro.
    <<Ok hai ragione. Sei siucra di potercela fare?>> chiede preoccupato.
    <<Lo giuro>> sorrido.

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