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Discussione: Come a dirmi io ci sono...

  1. #1
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    Predefinito Come a dirmi io ci sono...

    Salve a tutti, mi chiamo Sharon e spero vi piaccia la mia storia!!!

    1°CAPITOLO


    Chiusi il libro che stavo leggendo e lo riposi con cura sullo scaffale della libreria. Mi girai verso di Ka con gli occhi pieni di lacrime.
    <<Dai tesoro non mi guardare così. Lo sai che non posso>>
    Strinsi gli occhi come una bambina e mi prese il viso tra le mani.
    <<Lo sai che sei troppo piccola per venire con me>>
    <<Ho quasi 18 anni!>> protestai.
    Mi baciò la fronte dolcemente.
    <<Vuoi dormire con me stanotte?>> chiesi speranzosa.
    Aveva una ragazza, ma era il mio migliore amico.
    <<E' la domanda più bella del mondo>> sorrise.
    Ricambiai il sorriso e lo abbracciai. Mi strinse forte e restammo così finché mamma non venne a chiamarci per la cena.
    <<Ka allora visto che resti con lei noi andiamo dalla nonna che sta male>> disse mamma.
    Mia nonna era malata e aveva costantemente bisogno di cure. Mamma e papà se ne andarono e io lavai i piatti mentre Ka si faceva la doccia. Potevo piangere senza interruzioni.
    <<Amore ti aspetto a letto!>> urlò dal bagno.
    Non risposi e ci misi più del dovuto a lavare i piatti. Andai in bagno, mi lavai i denti e lo raggiunsi con gli occhi gonfi. Mi guardò amareggiato.
    <<Ehi dai questa notte non devi piangere. Non posso sopportare il tuo bel faccino rigato di lacrime>>
    Lo abbracciai e mi appoggiai sul suo petto nudo. Non volevo dormire. Non volevo sprecare il tempo. non potevo vederlo per tre mesi e mezzo.
    <<Amore>> si lamentò con voce strozzata.
    Mi alzai di scatto guardandolo confusa, ma mi accorsi subito che la mia mano si era fermata sulla sua coscia e la levai subito. Si rilassò.
    <<Scusami non me ne ero accorta>>
    Sorrise con sguardo inquietante. Mi prese per i fianchi poggiandomi in posizione supina e si mise su di me sostenendosi con le braccia e le gambe.
    <<Ka cos...
    Mi zittì poggiando le labbra sulle mie. Approfondì il bacio e senza rendermene conto lo assecondai. Mi resi conto che desideravo di più, ma non osavo chiedere. Appena un attimo prima di perdere il controllo si spostò da me e mi fece appoggiare la testa sul so petto e mi addormentai...

    Passarono tre settimane e avevo ancora il sapore sulle labbra. Non lo sapevano le mie amiche e decidemmo in tacito accordo che era acqua passata e non significava niente. Era la cosa migliore. Ero in giro con Vero e Mary quando mi chiamò Ka.
    <<Chi non muore si risente!>>
    <<Io? Ciccio guarda che...>>
    <<Sì sì certo comunque torniamo a casa per due giorni. Ti voglio a casa mia per le 20:00. Non fare tardi>>
    Non mi diede nemmeno il tempo di rispondere che staccò. Finii il gir con le ragazze e alle 20:15 arrivai a casa sua. Appena mi vide mi baciò.
    <<Ka ma sei pazzo?>>
    <<Voglio che tu sia mia! Ti voglio adesso!>>
    Non ebbi la forza di oppormi perché alla fine lo volevo pure io. Era delicato e gentile.
    <<Posso sapere che hai?>>
    Sorrise e si rivestì. Mi accarezzò i capelli e mi addormentai.
    Al mio risveglio trovai un biglietto e lo feci leggere alle ragazze.

    Amore in realtà eravamo nei dintorni perciò al tuo risveglio non mi hai trovato. Mi dispiace, ma fremevo... ti volevo ad ogni costo e non ho resistito. Se vuoi ne riparleremo al mio ritorno o se non vuoi non lo faremo. Hai due mesi per pensarci.

    <<Questo è pazzo!!>> esclamarono Vero e Mary.
    <<E' venuto per portarti a letto e tu gliel'hai lasciato pure fare?>> mi sgridò Vero.
    <<Non ne voglio parlare>> mormorai a testa basta.















    Spero vi piaccia =) A più tardi!!!


    Se vi va qui potete commentare
    http://forum.teamworld.it/forum1743/...-231051-a.html
    Ultima modifica di Sharon Zerrelli; 24-06-2014 alle 13:13
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  2. #2
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    Predefinito Re: Come a dirmi io ci sono...

    2°CAPITOLO


    QUASI DUE ANNI DOPO...

    Dopo la morte della nonna i miei genitori tornarono a Napoli, mia città d'origine. Io restai a Milano in un appartamentino più modesto. Con Ka avevo rotto i rapporti, ma con gli altri tre mi tenevo in contatto regolarmente. Mi squillò il cellulare e toccai lo schermo per rispondere. Era Pedro.
    <<Ehi Pè dimmi>>
    <<Alza quel bel culetto che tra un'ora vengo a prenderti. Andiamo in n locale strafigo>>
    <<Pè non mi va!>> sbuffai.
    <<Se non ti trovo vestita a modo ti ci porto in pigiama!>> disse e staccò.
    Indossai un vestitino leggermente aderente, tacchi alti neri con tacco argentato lucido, mi stirai i capelli e mi truccai.
    <<Wooow!>> esclamò Pedro.
    <<Mica c' è pure lui?>> chiesi timorosa.
    <<Non ha voluto>>
    Sospirai di sollievo e arrivammo al locale dagli altri due. La serata proseguì bene e riuscii pure a divertirmi.


    LUI


    Verso l'una decisi di raggiungere i ragazzi al pub. Prima di entrare urtai qualcuno.
    <<Scusami>>
    La ragazza però non mi sentì perché era al cellulare. Entrai e salutai i ragazzi. Dopo dieci minuti buoni alzai lo sguardo ed eccola lì. Perfetta. Un po' troppo truccata per quel visino da bimba, ma quelle gambe facevano girare la testa. Restò impietrita.


    Non riuscivo a crederci. Mi stava guardando con sguardo da ebete e non smetteva di fissarmi. Senza dire una parola prendo la borsetta e esco fuori a fumare una sigaretta. Non era un vizio, lo facevo quando ero particolarmente nervosa.
    <<Fumi pure?>>
    Lo guardai con indifferenza e non risposi.
    <<Non dirmi che hai un tatuaggio e un piercing>>
    Buttai il fumo dalla bocca con calma.
    <<Ho un tatuaggio sull'anca sinistra>>
    Mi guardò negli occhi.
    <<Vuoi venire con me?>>
    Non risposi perché in realtà volevo.
    Fece cenno con la testa di seguirlo e lo feci. Andammo a casa sua e subito tolsi le scarpe massaggiandomi i piedi.
    <<Birra?>>
    Lo guardai sconvolta. Sapeva che la odiavo. Rise e mi portò un bicchiere di succo all'albicocca. Iniziammo a chiacchierare di cose futili in realtà. Si avvicinò troppo stampandomi un lieve bacio a fior di labbra. Ero desiderosa e lui lo capì. Mi afferrò per i fianchi e mentre continuava a baciarmi mi portò in camera sua. Il vestito si alzò fin sopra ai fianchi rivelando la parte iniziale del tatuaggio che spuntava del bordo delle mutandine. Ci amammo nonostante il lungo tempo d'assenza e soprattutto io ero fidanzata con Marco da un anno. Appena finimmo mi voltai dandogli le spalle.
    <<Amore io ti amo!>>
    <<Adesso te lo fai uscire? Dopo che ho palesemente tradito il mio fidanzato?>>
    <<Da quanto?>> chiese sorpreso,
    <<Un anno>>
    Sospirò e si accese una sigaretta.
















    Commentate se vi va :*
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  3. #3
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    Predefinito Re: Come a dirmi io ci sono...

    3°CAPITOLO


    [FONT=Book Antiqua]Passò circa una settimana e Marco tornò a casa. Lavorava a Bologna. Ero al bar con i ragazzi e c'era pure Ka. Si presentò educatamente e mi baciò a stampo. Gli passai la sigaretta e bevvi un sorso del mio ace ghiacciato. In tutto questo Ka passava lo sguardo da me a Marco senza staccare gli occhi.
    <<Amore stanotte dormo da te. Sei contenta?>> mi chiese Marco.
    <<Certo>> sorrisi.
    Ka indurì lo sguardo. Diventò glaciale. Solo io sapevo cosa significava.
    <<Ehi Shà molto bello il tuo tatuaggio. Molto particolare. Non trovi, Marco?>>
    Marco mi guardò furioso.
    <<Lui come fa a saperlo?>>
    <<Gli ho fatto vedere il disegno dal cellulare>> risposi tranquilla.
    Ka buttò il fumo della sigaretta lentamente.
    <<L'intimo di pizzo nero che avevi sabato era favoloso, tesoro>>
    Marco si alzò.
    <<Hai chiuso con me!>> urlò furioso e se ne andò.
    Cercai di raggiungerlo, ma sparì all'istante. Mi voltai verso i ragazzi piangendo disperata e corsi a casa. Lo odiavo sul serio. Dopo due ore si presentò a casa con Marco. Ridevano. Li guardai sbigottita.
    <<Gli ho detto che era una battuta per provocare te>>
    <<Sì amore scusa per aver reagito male>>
    Ka mi fece l'occhiolino e sorrisi.
    <<Be io vado>> disse stringendo la mano a Marco.
    <<No. Non andare per causa mia. Vado a riposarmi. Ci vediamo verrso le 22>> disse Marco dandomi un bacio a stampo.
    Una volta rimasti soli Ka mi sorrise.
    <<Be dovresti ringraziarmi>>
    <<Non devo fare un bel niente! Se fossi stato zitto tutto questo non sarebbe successo e ora vattene!>> risposi dura.
    Mi afferrò i fianchi.
    <<E dai scusami>>
    <<No!>>
    Rise e mi baciò la fronte.
    <<Be ho detto la verità. Eri tremendamente sexy con l'intimo di pizzo. Ora come ce l'hai?>> chiese malizioso.
    <<Non sono ca*zi tuoi! Fattelo dire da Marco domani cosa metterò stasera>>
    Rise.
    <<Ti piace più come lo faccio io o lui?>>
    Sbuffai e cercai di buttarlo fuori.
    <<Se vuoi ti rinfresco le idee così puoi fare un paragone domani mattina>> sorrise.
    <<Ka smettila!>> mi lamentai.
    <<Allora sono meglio io. Lo dicono i tuoi occhietti>>
    Un po' aveva ragione, ma non l'avrei mai detto.
    <<Te ne vai?>> chiesi spazientita.
    Prese il mio cellulare e cercò un numero. Mi premette un dito sulle labbra mentre faceva squillare.
    <<Ehi Marco!... Sì senti ti dispiace se... Cosa? No che peccato, amico... Ma certo>>
    Sbuffai e mi passò il cellulare.
    <<Amore cos'è successo?>> chiesi allarmata.
    <<Niente piccola è solo che devo ritorrnare a Bologna per un'emergenza a lavoro. Mi sentirei più tranquillo se dormisse Ka con te>>
    <<Ok sta tranquillo ci sentiamo più tardi>> sospirai e staccai.
    Ka intanto si era seduto sul divano.
    <<Su baby fammi vedere che intimo hai>> sorrise.
    <<Amo Marco!>>
    <<Anche quando urlavi il mio nome, bimba?>>
    Decisi di ignorarlo e andai a fare una doccia. Dopo mezz'ora lo raggiunsi con l'intimo che indossavo prima e glielo mostrai.
    <<Indossavo questo. contento?>>
    Reggiseno imbottito rosa semplice e mutandina bianca.
    Rise e si accese una sigaretta.
    Gliela strappai dalle labbra e feci un tiro.
    <<Bimba cucinami qualcosa di buono. Vado a casa per prendermi i vestiti puliti>> disse prendendo le mie chiavi di casa.
    Mi sedetti sul divano e aaspettai il suo ritorno. Quando rientrò scosse la testa.
    <<Eh no bimba! Ho detto che ho fame>>
    <<Cucinati da solo!>> sbuffai.
    Sorrise e mi fece alzare.
    <<Cuciniamo insieme come ai vecchi tempi>>
    Devo ammettere che mi divertii molto.
    <<Tu mi ami, vero?>> chiese serio.
    <<Sì, ma tu non vai bene per me>>
    Mi baciò la tempia.
    <<Lascia Marco! Libera! Se vuoi venire a letto con me lo fai senza starci male>>
    <<Per chi mi hai presa? Solo perché desidero venirci non lo faccio così senza senso>>
    <<A-ah! Hai confessato!>>
    Sbuffai.
    <<Per l'ultima volta voglio stringerti tra le mie braccia.>>
    Lo volevo anch'io. Gli appoggiai le mani sul petto e mi baciò intensamente.
    <<Sai di caramella>> sussurrò.
    Lui sapeva di grande, di buono e era caldo, anzi bollente. Avevo dimenticato quanto fosse bello stare tra le sue braccia al caldo. Mi aggrappai al suo fianco.
    <<Ora che si fa?>> chiese accarezzandomi i capelli.
    <<Lascio Marco. Non è giusto nei suoi confronti>>
    <<Mi fa rabbia che hai dormito tra le sue braccia per un anno>>
    Mi voltai per dargli le spalle e mi addormentai con le sue braccia avvolte al mio corpo.















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  4. #4
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    Predefinito Re: Come a dirmi io ci sono...

    4°CAPITOLO


    Avevo lasciato Marco, ma non volevo darla vinta a Ka troppo presto. Stavo al bar con Mary e Vero quando vennero Ka e Pedro.
    <<Ciao bimba>>
    Ka cercò di darmi un bacio, ma lo scansai. In tutta risposta misi in bocca il cucchiaino con lo yogurt con sciroppo al cioccolato e fiocchi di cereali. Lo leccai con calma e mi colò una goccia sul petto strizzato dal corpetto.
    <<Non farmi arrestare per atti osceni in luogo pubblico>> ringhiò Ka a mezza voce.
    Feci finta di non ascoltarlo e mentre parlavo con le mie amiche accavallavo le gambe lasciate scoperte dalla mini di jeans.


    KA
    La bimba mi stava mettendo a dura prova. Troppo sexy per una passeggiata innocente. Sapeva con certezza che ci incontravamo. Mentre parlava con le sue amiche mi poggiò una mano sul ginocchio e andava su fino all'inguine quasi e poi riscendeva. Trattenni il respiro quando salì troppo.
    <<Se non la smetti ti faccio urlare nel bagno>> sussurrai.
    Mi rivolse un sorriso malandrino e mi sfidò. Le presi il polso allontanandole la mano.
    <<Basta!>>ansimai.
    Si alzò e andò in bagno. La seguì e le afferrai i fianchi.
    <<Pronta a gridare?>>
    <<Qui no!>> disse decisa.
    <<A casa mia o tua. Ti prego sono 20 giorni che non ti tocco>>
    Mi avvolse le braccia al collo e mi baciò con intensità. Le mordevo le labbra con voglia mentre le mie dita si infilavano nei suoi capelli. Ogni volta che perdeva il controllo si staccava da me.
    <<Non ne posso più. Andiamo a casa tua>> ansimai.
    Salutammo Pedro e le ragazze e andammo da lei. Ero pronto a farla svenire. Andammo con calma. Baci più lunghi e mani più lente. Il suo respiro era una carezza. Mi faceva stare bene. I suoi tocchi erano delicati sul mio torace. Quando arrivammo al dunque fece una lieve pressione sui miei bicipiti, poi si rilassò. Mi baciò la spalla e i pettorali. Mi stavo rilassando. La baciai ancora a lungo, ma non reagiva come volevo. Si era stancata. Mi stesi accanto a lei e si addormentò tra le mie braccia.


    Quando mi svegliai era tardo pomeriggio. Ka se ne accorse e mi fece girare verso di lui.
    <<Devo fare la spesa e devo andare a lavoro al bar>> sussurrai.
    Mi alzai, ma mi tremavano le gambe.
    <<Amore se ti faccio questo effetto allora vado a letto con qualcun'altra>> rise.
    Lo fulminai con lo sguardo mentre mi vestivo. Lui fece lo stesso e andammo a fare la spesa e poi al bar. Volle parlare cn il proprietario perché voleva che mi licenziassi e voleva vivessimo insieme.
    <<Non dire una parola! Sono stato stupido a non farmi vivo in tutto questo tempo e voglio rimediare. Innanzi tutto domani andiamo a cercare un appartamento. Sta topaia fa schifo!>>
















    Commentini??????????

  5. #5
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    Predefinito Re: Come a dirmi io ci sono...

    5°CAPITOLO


    Avevamo litigato e di brutto. Solo perché stavo prendendo un gelato con Marco, il mio ex. Dovevo accettare per forza. Lui voleva delle spiegazioni e io dovevo dargli tutte le risposte. Tornai esausta dall'Università e Ka era in casa inca*zato nero. Non lo salutai e andai a farmi una doccia per poi mettermi in canottiera e pantaloncini.
    <<Io esco>> annunciò dal salotto.
    Lo raggiunsi in un lampo e gli presi la mano.
    <<Mi avevi promesso di restare>> mormorai.
    Sfilò la sua mano dalla mia delicatamente.
    <<E' urgente lo sai>>
    <<No non lo so!>> urlai stizzita.
    Sospirò e mi toccò i capelli.
    <<Parliamo quando vengo te lo prometto>> disse e se ne andò.
    Stizzita indossai la tuta e andai a fare una passeggiata rilassante in centro e presi un frappè. Dopo un paio d'ore mi chiamò Ka.
    <<Dove ca*zo sei? Torna immediatamente che è pronta la cena!>> sbraitò.
    <<Vaffan*ulo!>> dissi e spensi il cellulare. Verso le 20:15 andai nel pub che adoravo e mangiai con calma un panino. Tornai verso le 23:00 timorosa della reazione di Ka. Appena girai le chiavi nella toppa Ka aprì la porta. Lo scansai e posai la borsa sul tavolo.
    La tempesta che mi aspettavo tardava ad arrivare, ma lo conoscevo e sapevo che ci sarebbe stata. Andai in camera da letto e misi il pigiama sciogliendo i capelli. Avevo una canottiera bianca senza reggiseno e coulotte rosa chiaro e i capelli li lasciai ribelli. Sapevo che impazziva. Lo raggiunsi in salotto a piedi nudi.
    <<Non mi freghi signorina!>>
    Mi morsi il labbro inferiore. Altra cosa che lo faceva impazzire.
    <<Ca*zo ti è preso? Mi hai fatto venire un infarto!>> urlò.
    <<Allora tu non dovevi farmi arrabbiare!>>
    Sorrise incredulo.
    <<Io? Tu ti vedi col tuo ex alle mie spalle!>>
    <<Te l'ho detto dopo perché non vuoi essere disturbato a lavoro e poi voleva delle spiegazioni e io ero in dovere di dargliele!>> strillai.
    <<Non dovevi un bel niente Shà!>>
    <<Sì invece e siamo rimasti amici!>>
    <<Eh brava quando non ci sono fatti portare a letto da lui così bilanciamo la cosa!>>
    Lo guardai con gli occhi pieni di lacrime.
    <<Tu pensi che io...>>
    Non riuscì a finire la frase perché scoppiai a piangere.
    <<No amore scusami. Non penso niente>>
    Cercò di abbracciarmi, ma me ne andai in bagno a vomitare.
    <<Piccola stai bene?>> chiese aprendo la porta del bagno.
    Ero seduta accanto al gabinetto stravolta. Quando ero arrabbiata facevo sempre così.
    <<VATTENE!>> strillai lanciandogli il rotolo di carta igienica addosso.
    Non si mosse. Raccolsi tutte le forze che avevo per alzarmi e lo spinsi fuori e chiusi la porta a chiave. Mi sciacquai il viso, mi lavai i denti e dopo un po' mi stesi sul letto senza forze. Ka entrò dopo un'ora. Cercai di spingerlo di nuovo fuori, ma mi tremavano le braccia. Era più forte. Mi spinse sul letto e mi accarezzò i capelli.
    <<Non lo pensavo veramente!Anzi la colpa è mia, non tua. Chiaro?>>
    Senza pensarci gli sfiorai il petto umido per la doccia e sorrise.
    <<Ti amo>>
    Mi baciò con voglia. Io ero stanca, ma non avevo forze per respingerlo.

    Mi risvegliai più tranquilla. Mi rivestii e andai in bagno. Ka era da poco uscito dalla doccia. Cercò di darmi un bacio, ma gli posai un dito sulle labbra.
    <<La discussione non è finita>>
    <<Sì che lo è! E' finita nel letto e sei fantastica quando sei arrabbiata>> sorrise.
    Lo guardai male e rise. Era contento.
    <<Dai scema muoviti che devi andare ai corsi>>
    Alzai il dito medio e mi detti una mossa perché era effettivamente tardi.















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  6. #6
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    Predefinito Re: Come a dirmi io ci sono...

    6°CAPITOLO


    RICORDI...


    Avevo 16 anni.
    Tornai da scuola esausta e dopo aver pranzato mi diressi in camera mia per studiare. Alle 17:00 iniziai a prepararmi. Da poco avevo pure il permesso di truccarmi e scoprii che mi piaceva moltissimo la matita nera che faceva risaltare i miei occhi scuri. Indossai jeans stretti, converse e top senza spalline bianco. Semplice come lo ero io. Andavo d'accordo da sempre con Mary e Vero perché erano semplici come me. Tutte le ragazze della mia età correvano dietro ai ragazzi più grandi solo per fare quelle cose per me inconcepibili alla nostra età. Ci vediamo al solito bar alle 18:00, poi da lì veniva a prendermi Ka per passare il weekend da lui.
    <<Oh ma hai visto Alessia? Si è fatta il fratello di Giorgio, quello che va all'università!>> ci stava spiegando Mary.
    Mary era la nostra finestra sul mondo per quanto riguardava i pettegolezzi.
    <<Sì è una tr*ia! Io ho altro per la testa! Sono redattrice del nostro giornale scolastico e solo voi due mi avete consegnato lavori decenti. Tutti gli altri li devo rifare completamente>> sbuffai.
    Ero l'unica tra le tre che non frequentava ragazzi. Prendemmo il solito frappè mentre mi aiutavano a fare qualcosina di decente, poi il resto l'avrei fatto con l'aiuto di Ka che entrò in quel momento.
    <<Ehi sembri una sgualdrina!>> mi sgridò.
    Lo ignorai.
    <<Dai andiamo a casa prima che devo fare a pugni>>
    Misi a posto senza guardarlo e salutai le ragazze. Una volta arrivati a casa scoppiò.
    <<Che devi fare con tutta questa matita? Che poi metti pure il rossetto! Per non parlare di sto fazzoletto che ti sei messa! Ti fa schizzare le tette fuori!>> urlò.
    <<Ca*zo vuoi? Posso fare quello che voglio!>> mi arrabbiai.
    <<Fila in bagno a struccarti e metti il pigiama!>> ordinò.
    Lo feci subito. Faceva caldo e come pigiama avevo solo un paio di mutandine e una canottiera. Ritornai in salotto e mi sedetti sul divano con le gambe incrociate per messaggiare con Vero e Mary.

    Mary: Ma mica è tuo padre che subito obbedisci?

    Vero: Shà stavolta MAry ha ragione!

    Io. Lo so, ma è il mio fratellone e non riesco a fare diversamente!

    Mary: Sembra che quello voglia portarti a letto!

    Vero: Ahahahahah

    Io: Ja ragazzeeeee!!!!


    <<Mettiti un paio di pantaloncini che sta per venire Ivan e poi spegni che è pronta la cena>> disse Ka ancora arrabbiato.
    Salutai le ragazze e feci quello che mi aveva chiesto e poco dopo infatti arrivò Ivan.
    <<Ehi Shà come sei bella in pigiama sei molto sexy!>>
    Lo abbracciai e gli diedi un bacio sulla guancia.
    <<Oh ma hai visto che non ha il reggiseno? Cioè tu dormi con lei in questo stato? Guarda che me la porto a letto io!>> disse Ivan a voce bassa.
    <<Smettila cretino! Vuoi farti arrestare? Guarda che è minorenne e poi è mia sorella! Sì ho notato che non ha il reggiseno e a volte mi trattengo a stento>> sbuffò.
    Sorrisi soddisfatta mentre ci mettevamo a tavola per cenare.
    <<Tesoro per cortesia puoi andare a metterti un reggiseno?>> mi chiese Ka gentilmente.
    Ancora arrabbiata con lui alzai il dito medio e cominciai a mangiare. Mi divertii molto. Ivan mi faceva morire dal ridere. Verso le due me ne andai a letto stanchissima e Ka mi raggiunse poco dopo.
    <<Chi ti ha insegnato quel gesto col dito?>> mi sgridò.
    <<Tu e ora levati dalle pa*le che ho sonno!>>
    Mi prese per i fianchi e mi voltò verso di lui.
    <<Lo sai che per me resterai sempre la mia bimba! Non voglio che gli altri ti guardino come ha fatto Ivan!>> sussurrò.
    <<Ma prima o poi succederà!>>
    <<Certo! Quando sarò sotto tre metri di terra!>>
    Mi accarezzò i capelli e mi addormentai quasi subito.














    Commenti!!!
    Vabbè mi fa piacere che ci sono molte visite! Grazie di cuore!!!!

  7. #7
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    Predefinito Re: Come a dirmi io ci sono...

    Mi è uscito un capitolo triste perché oggi lo sono abbastanza pure io...

    7°CAPITOLO


    Ero seduta sul davanzale pensierosa a fumare una sigaretta. Avevo una canottiera nera, una maglia bianca larga e un paio di pantaloni della tuta e i capelli sciolti che svolazzavano con il vento leggero del primo freddo. dovevo andare all'Università, ma non ne avevo voglia. Non mi voltai nemmeno quando sapevo che c'era Ka accanto al letto ancora in disordine.
    <<Amore cos'hai?>> chiese preoccupato.
    Non risposi perché non lo sapevo nemmeno io. Si avvicino piano, incerto. Quasi avesse paura di toccarmi. Mi voltai verso di lui con le lacrime agli occhi.
    <<Lasciami sola>>
    Cercò di afferrarmi, ma mi scoprii arrabbiata.
    <<Vattene! Vattene subito!>> strillai.
    Sgranò gli occhi terrorizzato e capii solo dopo il perché, quando lui mi afferrò saldamente. Stavo perdendo l'equilibrio quando mi ero arrabbiata. Mi fece sedere sul letto e mi scostò i capelli dal viso e si inginocchiò davanti a me.
    <<Sei arrabbiata con me?>> chiese tranquillo.
    <<Non lo so... io... no sì?>> singhiozzai.
    Mi diede un bacio sulla gamba.
    <<Ho capito. Tu ce l'hai ancora con me, vero?>>
    Mi alzai di scatto e lo presi a pugni sul petto.
    <<Sì certo! Mi hai abbandonata per due anni e mezzo perrché dovrei esserlo? Mi hai solo portata a letto come tutte le altre e poi sei sparito!>> strillai isterica.
    Restò in silenzio incassando i miei pugni e le mie parole. Quando mi calmai mi accarezzò le mani ancora strette a pugno.
    <<Vuoi che ti lasci sola? Non so vuoi passare qualche giorno dalle tue amiche?>>
    <<Voglio stare sola>>
    Capì all'istante.
    <<Ok, ma devi stare in questa casa però. Vado via io>>
    <<Davvero lo faresti per me?>>
    <<Certo! Voglio fare tutto ciò che vuoi>> sorrise.
    Lo abbracciai.
    <<Grazie>> sussurrai.
    Le sue mani gentili, le sue labbra delicate e il suo corpo forte...

    <<Domani non mi vedrai qui, ok?>> sussurrò tenendomi stretta.
    <<Ka io ti amo davvero, ma ho bisogno di tempo>> sospirai.
    Sorrise e mi fece addormentare.
    Sapevo che lo stavo ferendo e che non voleva lasciarmi, ma ne avevo bisogno.















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  8. #8
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    Predefinito Re: Come a dirmi io ci sono...

    8°CAPITOLO


    A gennaio, dopo tre mesi, iniziai il mio stage negli studi di Sky e purtroppo io e Ka ci vedevamo pochissimo. Mi mandò un messaggio dicendomi che alle 19:00 sarebbe venuto a prendermi per andare a cena.
    <<Ragazzi attenzione! Avremo molto da fare oggi e mi servirà anche la collaborazione dei ragazzi presenti che fanno parte dello stage. Siete membri dello staff, quindi seguiteci!>> disse il direttore.
    Erano le 19:00 e ancora non avevamo portato a termine il nostro lavoro. Temevo la reazione di Ka quando risposi al cellulare con aria stanca.
    <<Ehi amore sono sotto casa. Dove sei?>>
    <<Ehm Ka scusami, ma sono ancora allo stage. Dovrei finire per le 20:30. Possiamo post...>>
    <<No! Shà ca*zo ti ho dato una settimana di preavviso!>> mi interruppe.
    <<Lo so, ma abbiamo avuto da fare. Scusami>>
    <<Mo non ti voglio proprio sentì!>> si arrabbiò e staccò.
    Alle 21:00 finalmente finimmo e con la macchina percorrevo le strade ghiacciate di Milano per raggiungerlo a casa, ma persi il controllo della macchina e poi buio...

    KA

    Il cellulare mi squillava con una certa insistenza e risposi.
    <<Salve signore! Siamo i medici del 118. Lei è un parente della ragazza che possiede il cellulare? Purtroppo non ha documenti, quindi...>>
    <<Sono il suo compagno. Che le è successo?>> chiesi ansioso.
    <<Ha avuto un incidente in centro a Milano e la stiamo portando in ospedale. Mi raccomando faccia attenzione al ghiaccio>>
    <<La ringrazio>>
    Sbiancai di colpo, ma dovevo essere lucido. I ragazzi mi guardavano allarmai.
    <<Pedro e Dani voi andate a piazza Duomo a recuperare la macchina, ma prima andate a casa a prendere i suoi documenti nel primo cassetto del comodino. Ivan tu vieni con me in ospedale!>>


    IO

    Cercai di muovermi, ma avevo un dolore lancinante al braccio, alle costole e alla gamba sinistra.
    <<Ehi Ka guarda!>>
    Mi pareva la voce di Ivan. Al tocco di Ka aprii gli occhi e subito si riempirono di lacrime perché era arrabbiato.
    <<Ivan chiama l'infermiere>> disse rivolto a Ivan e si sedette accanto a me tenendomi la mano.
    <<Sai che potevi morire?>> mi sgridò?
    Annuii. Mi sentivo debole. Non riuscivo a guardare i suoi occhi freddi. Mimai con la bocca la parola "SCUSA" perché incapace di parlare. Mi accarezzò i capelli e mi addormentai di nuovo.

    Dopo quattro giorni tornai a casa e Ka si era trasferito momentaneamente da me finché non mi sarei ripresa. Avevo la gamba ingessata e lividi un po' ovunque. Mi coccolavano tutti tranne lui e ne soffrivo molto. La sera andava a dormire sul divano. Dopo sei giorni di totale indifferenza non ne potevo più. Erano le due di notte. Indossavo la coulotte per stare più comoda col gesso e una felpa leggera. Presi le stampelle e piano lo raggiunsi in salotto. Era ancora sveglio con solo i boxer addosso. Subito mi guardò furioso.
    <<Perché sei scesa?>> chiese arrabbiato.
    <<Mi manchi>> sussurrai in lacrime.
    Si avvicinò subito e mi adagiò sul divano seduta sulle sue gambe. Mi asciugò le lacrime e mi baciò a stampo. Non ci stavo. Lo afferrai i capelli e lo costrinsi ad approfondire il bacio mordendogli il labbro inferiore. Si stava lasciando andare. Le sue mani sotto la mia felpa mi provocarono brividi di piacere e ansimai. Si staccò subito.
    <<Vedi? E' proprio per questo che non posso dormire con te... mi viene voglia e tu non puoi sopportare la mia voglia. Hai avuto un'emorragia, amore. Hai una gamba più spappolata che sana e hai due costole rotte. Credo che potrei addirittura ucciderti se cedessi alla mia voglia>>
    <<Sarà l'ultimo istante più felice della mia vita>> sussurrai mordendogli l'orecchio.
    <<Sono serio>>
    <<Ok però vieni a letto con me, ti prego>> lo implorai.
    Mi portò nel letto di peso e mi baciò di nuovo intensamente, ma poi si alzò.
    <<Dove vai?>> gemetti frustrata.
    <<Non posso amore. Ci vediamo domattina>> sorrise e se ne andò.















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  9. #9
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    Predefinito Re: Come a dirmi io ci sono...

    9°CAPITOLO


    Dopo altri 15 giorni stavo nettamente meglio e Ka tutti i giorni mi accompagnava e mi veniva a prendere agli studi di Sky. Le costole mi facevano male solo con starnuti o colpi di tosse violenti, i lividi erano spariti e potevo camminare un po' con le stampelle appoggiando lievemente il piede a terra. Ero lo stesso furiosa con Ka che continuava a dormire sul divano e non mi degnava di uno sguardo. Quel sabato pomeriggio doveva fare le prove, ma non se la sentiva di lasciarmi sola quindi mi preparai per bene. Short cortissimi, quasi inguinali, calze nere, ma molto trasparenti, sneakers, camicetta bianca molto sbottonata e maglioncino.
    <<Amore dai smettila! Lo sai che non possiamo>> sbuffò.
    <<A cosa ti riferisci? Io non sto facendo niente. Sei te che hai sempre voglia>> risposi un po' troppo ingenuamente.
    Sospirò e andammo in studio dagli altri.
    <<Ehi tesoro come ti senti?>> chiese Dani.
    <<Meglio, grazie!>> sorrisi.
    Fecero le prove mentre io messaggiavo con Marco, Mary e Vero. Alle 19:30 tornammo a casa, ma lo implorai di portarmi fuori a cena. Andammo ad un pub e verso mezzanotte ci raggiunsero anche gli altri. Alle 2:00 tornammo a casa. Ero stanca e avevo un po' di dolore alle costole e alla gamba, ma avevo bisogno di lui. Indossai una coulotte verde chiaro e una canottiera bianca e i capelli li lasciai sciolti. Lui subito si defilò in salotto, ma stavolta non avevo voglia di rinunciare.
    <<Amore ti sei stancata troppo. Ti riporto a letto>>
    Mi lasciai portare in braccio mentre gli baciavo la spalla nuda.
    <<Piccola anche io sto morendo dalla voglia, ma lo sai anche tu che non puoi sostenere questo sforzo>> disse adagiandomi sul letto.
    <<Proviamoci ti prego. Appena sento dolore ci fermiamo... Ne ho bisogno ti prego>>

    KA


    Come potevo rifiutare? Il suo seno si intravedeva dalla canottiera aderente e il suo profumo mi dava alla testa. Piano la baciai facendo attenzione a non toccarle il torace con il mio.
    <<Ka ti puoi appoggiare. Anzi è un ordine!>> sussurrò.
    La sfiorai soltanto. Non con tutto il peso. Già una smorfia di dolore le attraversò il viso.
    <<Dimmelo se ti faccio male>> continuavo a ripetere.
    Lei era sicura che sarebbe riuscita a sopportare. Io no. Avevo paura di pesare sulle costole e sulla pancia dove aveva avuto l'emorragia. Niente di serio, ma era comunque un'emorragia. Dopo un po' le sue smorfie furono accompagnate anche da lievi lamenti smorzati e cercai di ritrarmi.
    <<No ti prego>> ansimò stringendomi con tutta la forza che aveva i bicipiti.
    Quando le sue smorfie divenne molto più intense mi spostai e si rilassò.
    <<Non pensavo che fosse così schifoso e doloroso>> commentò massaggiandosi ovunque.
    <<Scusa>> sussurrai accarezzandole i capelli.
    Le diedi un bacio e si addormentò tra le mie braccia.


    IO

    Mi svegliai con il sole già alto, ma non riuscii a muovermi. Avevo costole e addome indolenziti. Ka aveva ragione. Me ne sarei subito pentita, ma non ne potevo più.
    <<Come ti senti?>> chiese entrando nella camera da letto.
    <<Meglio. Almeno dimmi che per te non è stato un totale schifo come per me>>
    Sorrise e scosse la testa.
    <<Vuoi che ti porti il pranzo qui?>> chiese accarezzandomi la testa.
    <<No ho bisogno di alzarmi>> mormorai.
    Mi alzai e subito si fecero sentire le fitte di dolore, ma le ignorai. Andai in bagno a rendermi presentabile e pranzammo.















    Eeeehi allora?

  10. #10
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    Predefinito Re: Come a dirmi io ci sono...

    Scusate l'assenza!!!

    10°CAPITOLO


    Decidemmo di passare le vacanze di Pasqua in albergo in Trentino. Sulle montagne. Molto caratteristico. Da un po' le cose tra noi erano un po' tese per via delle assenze, quindi cercammo di rimediare con questo viaggio. Per tutto il viaggio non riuscii a trovare qualcosa per rompere quel silenzio assurdo e pian piano mi addormentai.
    Mi svegliai con un leggero tocco sulle labbra.
    <<Dai dormigliona siamo arrivati>> mi sorrise.
    Prese le valige e entrammo nella hall di un albergo lussuoso. Deve aver speso una fortuna, quindi meglio non fare la capricciosa, pensai.
    <<Piccola che ne dici se andiamo a farci un bel trattamento alla SPA?>> chiese mentre andavamo in camera. La 271. Quando la aprì restai a bocca aperta per quanto era bella. Letto enorme dall'aria soffice, tantissimi cuscini bianchi come la trapunta tutta ricamata, divano in pelle beige chiaro con altri cuscini, caminetto e comodini bianchi con particolari beige e il bagno era enorme. Vasca idromassaggio, candele attorno e tappeti morbidi.
    <<Il bagno è mio>>
    Sorrise e iniziò a disfare la sua valigia. Dopo un po' scendemmo in costume e accappatoio e andammo alla SPA per un trattamento completo di tre ore. Man mano l'irritazione svanì del tutto.
    <<Sei incinta?>> mi chiese la ragazza che doveva farmi il massaggio.
    La guardai strana.
    <<Lo devo sapere perché alcune cose non possono farle le donne incinte>> spiegò.
    <Ah sì scusami. Comunque no>> sorrisi.
    Mi stava simpatica mentre chiacchieravamo.
    <<Scusami se sono indiscreta, ma l'ho chiesto anche perché ti ho vista di umore particolarmente pessimo>>
    <<Ah non ti preoccupare. Ero irritata col mio ragazzo, ma ha fatto tutto questo per me quindi sembra stupido tenergli il muso>>
    Quando tornammo in camera eravamo decisamente più tranquilli.
    <<Sei stanca?>> mi chiese scrutandomi con attenzione.
    Riecco l'irritazione.
    <<Uffa ma perché mi chiedete sempre se sono stanca, se sto bene, se ho mangiato? Fatevi i fatti vostri>> sbottai.
    Mi guardò confuso e sbuffai.
    <<Amore sono giorni che sei di cattivo umore. Potresti essere così gentile da spiegarmi che hai?>>
    <<Non ne ho idea. Un attimo sono felice e un attimo dopo vorrei sbranare qualcuno>>
    Mi baciò la fronte e andò a farsi una doccia. Restai a gambe incrociate sul letto e d'istinto mi poggiai una mano sulla pancia in modo protettivo. Mi alzai tremante e aprii la porta del bagno senza fregarmene che Ka era nudo. Mi guardò spaventato mentre gli presi la mano e la poggiai sulla mia pancia nuda. Ero ancora in costume.
    <<Forse ho capito. Ka io... be' insomma aspetto un bambino>> dissi fissando il pavimento.
    Mi prese il viso tra le mani e mi baciò.
    <<Vuoi tornare a casa?>> chiese premuroso.
    Scossi la testa e iniziai a piangere.
    <<Amore tranquilla. Va tutto bene>>
    Lo spinsi via.
    <<Sei il solito egoista!>> singhiozzai.
    Mi abbracciò.
    <<Cosa vuoi fare ora?>>
    <<Voglio che mi lasci sola. Non fraintendermi. Io il bimbo lo voglio davvero, ma adesso non era il momento. Ho solo 19 anni>>
    Mi lasciò fare la doccia e mi vestii. Cenammo e vinti dalla stanchezza andammo a letto. Non riuscii a dormire e non volevo che mi toccasse.
    <<Piccola io ti amo lo sai e l'unica persona che amerò più di te è questo piccolo regalo che porti in grembo>> sussurrò sfiorandomi la parte bassa della pancia.
    Mi voltai sorridendo perché pure per me era la stessa cosa. Mi baciò intensamente e mi rilassai molto con la sua mano che mi accarezzava sotto la maglietta del pigiama.
    <<Non chiamarmi maniaco, ma vedevo qualcosa di strano già da qualche giorno. Tipo le tue tette cresciute>> rise.
    Lo colpii sul braccio e continuammo a baciarci e a coccolarci finché stanca non mi addormentai stretta al suo petto.

















    Che ne dite?

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