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Discussione: Insieme a te sarò invincibile di DAVIDE 1997

  1. #31
    V.I.P


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    Thumbs up Re: Insieme a te sarò invincibile di DAVIDE 1997

    CAPITOLO 29.
    RENATA.
    Mi sedetti sul suo letto e lo guardai mentre si vestiva, si infilò la cintura e prese dall'armadio una delle tante magliette che aveva dei Ramones e la indossò. Qua a casa sua faceva tanto caldo grazie al caminetto del salotto sempre acceso e si stava bene. Il pomeriggio era stato incantevole e intanto ci stavamo conoscendo ancora più a fondo sui nostri gusti e le nostre passioni, fino ad ora ci eravamo sempre parlati solo di sfuggita e di argomenti generici quando ci vedevamo o le poche volte che siamo usciti insieme. Questa specie di convivenza si stava rivelando molto interessante. Si sedette anche lui sul suo letto accanto a me, io a sinistra e lui a destra. Mi accarezzo la mia coscia destra con la sua mano sinistra. Rabbrividii sentendo il contatto della sua pelle calda sulla mia che era sempre fretta, soprattutto la metà inferiore del corpo. Scendemmo e ci sistemammo lunghi distesi nei due divani, io in quello a sinistra e Marco in quello a destra. Iniziò a fare zapping dopo di ché trovò un film dell'orrore e volle guardarlo. Il film era stato spaventoso e orripilante ma alla fine sapevo che era solo finzione e per questo non avevo paura. O quasi. Finito il film Marco si alzò e spense la tv. Era circa l'una e mezza. Era ora di andare a letto e salimmo di sopra, prima andai di nuovo in bagno e dopo di che mentre stavo raggiungendo la camera da letto notai Marco senza maglietta con indosso solo i jeans. Lo guardai e dopo di che aprii la bocca.
    - potresti dormire con me? - gli chiesi facendo la faccia da cucciolo.
    - cosa c'è piccola? Hai paura? - mi chiese lui. Si, avevo paura ma non volevo ammetterlo.
    - no, so che quei film sono tutti finti però mi andrebbe un pò di compagnia – risposi.
    - ho capito, hai paura – disse lui.
    - non è vero – risposi facendo la finta offesa.
    - si che è vero – continuò lui che voleva stuzzicarmi.
    - no, non è vero – continuai io.
    - si invece – disse ancora.
    - e tu sei brutto – gli dissi.
    - tu invece sei bellissima – disse lui guardandomi sorridendo.
    - e tu sei scemo – gli dissi ancora facendo sempre la finta arrabbiata.
    - dai ok che dormo con te, così starai tranquilla – rispose infine. Era troppo bello prendersi in giro scherzosamente tra di noi. Entrai nella mia stanza, mi pettinai i capelli per l'ultima volta prima di dormire, mi infilai sotto le coperte e dopo di ché entrò lui. Si tolse i jeans rimanendo solo in boxer e poi si infilò anche lui sotto le coperte. Io era a destra e lui a sinistra. Marco allungò il braccio e spense la luce. Pensavo al fatto che eravamo solo io e lui, a letto insieme, lui era solo in boxer.
    - ma non hai freddo? - gli chiese.
    - no, e tu? - mi domandò a mia volta.
    - un pochino – risposi.
    - se vuoi ti abbraccio così ti scaldi – disse lui.
    - va bene – risposi. Mi avvicinai al centro del letto e sentii le sue braccia calde avvolgermi, la mia testa era appoggiata tra i suoi pettorali e il suo collo e mi teneva stretta. So che tra un pò a lui avrebbero fatto male le braccia mentre io mi sarei stufata e quindi ci saremo sciolti ma sarei stata così per tutta la notte se fosse stato per me. Non me ne accorsi neanche e dormivo già. La notte passò e mi svegliai la mattina dopo. Avevo la testa sotto alle lenzuola e i capelli sicuramente tutti in disordine. Alzai la testa e guardai la sveglia, erano le otto e mezza. Girai la testa e vidi Marco che era ancora li accanto, dormiva a pancia in giù con la braccia sotto al cuscino. Senza fare rumore mi alzai, raggiunsi la cassettiera, mi pettinai i capelli e ritornai a letto. Mi distesi sopra di lui e lo abbracciai. Proprio in quel momento lui si sveglio.
    - buongiorno piccola – mi salutò.
    - buongiorno – lo salutai io. Siccome aveva la braccia sotto al cuscino iniziai a fargli il solletico sotto le braccia e poi passai alle costole mentre lui si dimenava e rideva. Dopo cinquanta secondi smisi e ripresi ad abbracciarlo mentre lui ansimava ancora.
    - questa me la paghi piccola – disse lui.
    - ah si – risposi io con tono di sfida.
    - si, mi devi un bacio – continuò.
    - ok, dopo che mi sarò lavata i denti – risposi.
    - no, adesso – disse lui. Scivolai giù da lui e mi ritrovai sotto le coperte faccia a faccia. Ci stavamo guardando intensamente.
    - o mi dai un bacio o ti lasci fare il solletico – continuò lui.
    - ok, ti do il bacio – risposi prendendo con la mano destra il suo mento e mentre gli tenevo fermo il viso lo baciai sulla sua guancia destra. Ritornai al mio posto tenendogli però sempre fermo il viso con i pollice della mano destra sopra il suo mento e l'indice sotto. Lui continuava a sorridere come un orso felice e la cosa faceva sorridere pure me. Staccai la mia mano dal suo viso.
    - vedo che sei collaborativa – disse.
    - piuttosto che sopportarmi il solletico – risposi.
    - ma tu lo hai fatto a me – disse lui facendo il finto offeso.
    - ma io poso fartelo, tu no – risposi.
    - e perché? - chiese lui.
    - perché di si – risposi stuzzicandolo.
    - ora comunque è meglio che ci alziamo, si sono già fatte le nove e mezza – disse lui. Ci alzammo e scendemmo di sotto in cucina. Preparammo la colazione, o meglio mangiammo come colazione cioccolata e poi io mi bevvi il mio solito tè e lui il caffè. Io non lo sopportavo il caffè, l'avevo assaggiato una volta ma non mi piaceva. Finita la colazione tornammo di sopra, ognuno nella propria stanza e ci vestimmo. Indossai un paio di leggings pesanti neri e sopra un maglione blu a righe bianche e poi pettinai ancora i capelli. Marco entrò nella mia stanza e mi guardò mentre mi sistemavo i capelli. Indossava un paio di jeans neri semplici ed un maglione anch'esso nero.
    - forse non te l'ho mai detto ma adoro i tuoi capelli – disse lui.
    - davvero? - gli domandai.
    - si – rispose lui.
    - strano, visti i tuoi trascorsi pensavo ti piacessero di più le bionde – gli ricordai.
    - ti dirò che onestamente potresti avere i capelli di qualsiasi colore, l'importante è che quello che hai dentro non cambi per niente al mondo – affermò lui.
    - che dolce, ma con questo vorresti dire che non ti piacciono i miei capelli? - domandai.
    - no, li adoro e mi fanno impazzire – ammise lui diventando leggermente rosso. Mi avvicinai a lui e gli diedi due baci per guancia. Rimase spiazzato ma allo stesso tempo felice ed era senza parole. Era rimasto li immobile con la bocca leggermente aperta.
    - non dici niente? - gli chiesi. Lui si riprese.
    - non me lo aspettavo – rispose sorridendo. Passò qualche ora in pace, la mattinata sarebbe stata tranquilla, avremmo pranzato qua a casa e poi nel pomeriggio saremo andati a farci una passeggiata in giro per le colline. Io preparai la tavola mentre Marco cucinava. Dopo averla preparata mi sedetti nel mio posto ed inizia a scrutarlo mentre cucinava con indosso il grembiule bianco a pois rossi per non sporcarsi. Cucinò una normale pasta con il ragù. Mangiammo circa verso mezzogiorno e poi dopo aver finito come sempre sparecchiammo e sistemammo tutto. Verso l'una e mezza partimmo per la passeggiata.

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    Ultima modifica di DAVIDE-1997; 19-10-2014 alle 13:01

  2. #32
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    Thumbs up Re: Insieme a te sarò invincibile di DAVIDE 1997

    CAPITOLO 30.
    RENATA.
    Ci infilammo gli scarponi ed uscimmo, mentre Marco chiudeva a chiave la porta di casa io scrutavo dal portico l'orizzonte. Era una giornata nuvolosa, non c'era il sole, al momento c'era luce perché era giorno ma dei raggi del sole neanche l'ombra. Molto probabilmente il termometro era già sotto lo zero, se per caso avesse dovuto piovere ci saremo ritrovati con la neve e non mi sarebbe dispiaciuto sinceramente, la neve fuori che cade e noi li al calduccio davanti al caminetto.
    - dove mi porti? - gli chiesi curiosa.
    - andiamo a passeggiare per le colline, ti va? - mi rispose.
    - certo, ma passeremo davanti anche a dove mi hai portato la prima volta per chiedermi scusa? - gli domandai perplessa.
    - si – mi rispose.
    - ci sono stata già sabato scorso con Serena che siamo uscite ma va bene lo stesso dai – gli risposi sorridendo.
    - forse oggi se siamo fortunati nevicherà prima di stasera – disse.
    - ne sei sicuro? - gli domandai.
    - penso di si, avevo guardato le previsioni del meteo – mi rispose. Iniziammo a camminare affiancati in salita verso quei colli che ogni tanto la strada scendeva ed ogni tanto saliva. Intanto guardavo meravigliata il paesaggio, era da tutta la mia vita che abitavo li ma non mi ero mai accorta di quanto fosse bello questo posto. Non avrei voluto esagerare ma forse gran parte del merito era di Marco, che quando stavo con lui ero felice e vedevo il mondo più bello.
    Spettri di quei giorni bui spariscono col tuo sguardo 
    Stringimi e resta qui, qui con me

    Intanto le ombre della giornata scorrevano. Dopo qualche ora che camminavamo ci fermammo dove c'era uno spiazzo pianeggiante. Eravamo in cima alle colline e si vedeva giù tutta la valle. C'erano alcune rocce e nello spiazzo c'era la ghiaia dove qua e la fuori usciva qualche ciuffo d'erba verde. C'era anche una staccionata che permetteva di guardare giù senza cadere. Io mi sedetti su una delle rocce mentre Marco che era sempre curioso andò subito davanti alla staccionata per guardare giù. Io stetti un pò li per conto mio per qualche minuto, il tempo di riprendere fiato e poi lo raggiunsi. Eravamo l'uno accanto all'altra, io a destra e lui a sinistra, appoggiati sulla staccionata che guardavamo giù il panorama.
    - sai, è tutta la vita che abito qua ma oggi il panorama mi sembra diverso – dissi.
    - in che senso? - chiese lui.
    - oggi mi sembra più bello del solito – risposi.
    - sul serio? - domandò lui perplesso.
    - forse proprio perché sono qua con te a guardarlo – dissi. Lui rimase a bocca aperta, senza dire niente, le sue labbra erano così irresistibile ed era tutto così impossibile. Mi avvicinai a lui e accarezzai con la mano destra la sua guancia sinistra dopo di ché mi avvicinai sempre di più. L'aria era gelida e soffiava il vento, ad ogni respiro usciva fuori dalla nostre bocche il fumo. I nostri respiri erano di nuovo uniti e immancabilmente vicini. Il mio viso sempre più vicino al suo. Le nostre labbra si unirono ed iniziarono le scintille. Ci staccammo e ci guardammo a lungo.
    - forse è un presto per dirlo ma io non posso fare a meno di te, io sono innamorata di te, tu sei come una droga per me – dissi.
    - non è presto, anzi è perfetto – rispose lui mentre lo guardai.
    - hai freddo? - mi chiese.
    - un pochino – gli risposi. Lui allora mi abbracciò e mi tenne al caldo tra le sue braccia forti e allo stesso tempo così calde e rassicuranti. Il tempo passò e verso circa le cinque e mezza di sera ritornammo a casa. Ormai era buio pesto e l'unica cosa che mancava era solo la neve. Ma anche senza quel momento li era stato perfetto lo stesso. Ritornammo a casa e decidemmo di riscaldarci tutti e due nell'idromassaggio e finalmente il costume da bagno che mi aveva vivamente consigliato di portare Serena sarebbe servito a qualcosa. Riempimmo la vasca fino a metà visto che sicuramente quando ci saremmo immersi il livello dell'acqua sicuramente si sarebbe alzato. Intanto mentre la vasca si riempiva sia io che Marco andammo nelle nostre stanze e ci spogliammo ed indossammo il costume. Il mio era un bikini due pezzi blu, mentre lui indossava il classico costume tipo bermuda bianco con fiori stilizzati verdi, gialli, arancio e rossi. Siccome faceva freddino solo con il costume addosso ci affrettammo ad entrare nella vasca. Chiudemmo il rubinetto che ormai era arrivata a riempirsi fino a metà ed ci immergemmo. Entrammo dentro con i nostri corpi. Marco si appoggiò con la schiena sulla vasca lasciando fuori solo le spalle e la testa con le gambe lunghe distese ed io mi ero appoggiata a lui, con la testa sulla sua spalla sinistra e pure io con le gambe lunghe distese accanto alle sue.
    - a proposito, ma tu ci vai alla sta di capodanno di Silvia? - gli chiesi.
    - si – mi rispose.
    - va bene, allora ci andiamo insieme – gli dissi.
    - e a proposito, mi hanno chiesto se partecipo pure io al concorso per il re di capodanno e gli ho detto di si, non ti dispiace vero? - mi chiese lui.
    - no, figurati, ma in cosa consiste esattamente? - gli domandai.
    - beh, noi che partecipiamo prima sfiliamo con indosso solo un paio di jeans in modo da farci vedere da tutti gli invitati alla festa e poi distribuiscono a tutti i fogliettini in cui si deve scrivere il nome di chi si preferisce e sono da mettere nelle varie scatole per i voti – spiegò.
    - ok, comunque non ho nulla in contrario al fatto che tu partecipi, a parte che non sarà la prima volta che ti vedrò a petto a nudo – dissi.
    - e sicuramente non sarà neanche l'ultima – disse lui con malizia giocosa mentre gli diedi scherzosamente uno schiaffo sulla guancia destra con la mano sinistra.
    - e per le ragazze funziona allo stesso modo? - gli chiesi.
    - si, solo che loro sfilano in bikini – disse.
    - buono a sapersi – affermai.
    - le due sfilate, sia quella della reginetta che quella del re di capodanno si fanno alle dieci circa così poi la gente ha tempo fino a mezzanotte per votare – continuò.
    - io ti voterò – gli dissi mentre lui mi sorrideva.
    - tanto non ho vincerò, non ho mai vinto neanche gli anni scorsi – spiegò.
    - vabbè, non è importante vincere a questi stupidi concorsi, le cose importanti sono ben altre – gli ricordai.
    - una ce l'ho proprio davanti a me – disse mentre i nostri sguardi si incrociavano pericolosamente. Con la mano sinistra gli accarezzai la sua guancia destra e dopo di che con l'indice scesi giù sul collo, scesi ancora più giù passando in mezzo per i suoi pettorali e per il suo addome fino ad arrivare all'ombelico mentre lui si irrigidiva e diventava rosso e accaldato. Infine dopo essere arrivata al mio scopo tolsi la mano e lui mi guardò malizioso.
    - e mi lasci così? - chiese.
    - certo, eccitare ma non soddisfare – gli risposi.
    - beh, eccitare ci sei riuscita eccome, ma avrei qualcosa da ridire sul non soddisfare – continuò lui mentre io lo zittì posando il mio indice sinistro sul suo labbro inferiore. Lui si zittì e lo baciai a stampo sulle labbra. Quella sera di quel sabato 28 dicembre non cenammo, rimanemmo li qualche ora nella vasca da bagno a farci le coccole e a parlare ogni tanto e verso le dieci ci asciugammo, svuotammo la vasca e dopo esserci cambiati riprendemmo la conversazione a letto. In quei momenti non c'era nessun pensiero, non c'era niente per la mia testa, c'eravamo solo io e lui. Ci addormentammo ancora una volta abbracciati insieme.

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    Ultima modifica di DAVIDE-1997; 29-10-2014 alle 22:32

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