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Discussione: Questa corsa non ha senso se il senso l'ho già perso dietro a te.

  1. #1
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    Predefinito Questa corsa non ha senso se il senso l'ho già perso dietro a te.

    Hola
    Alloraa apro una nuova Fan Fiction mentre ho ancora in corso quella con Ludo.Non mi dilungherò troppo a parlarvi di quanto è importante per me questa storia ma lo è,tanto,e spero piaccia anche a voi.
    Buona lettura!



    "Hi,è tanto che cammini e non senti male ai piedi,
    ti seguo già da un po'.."



    -Vabbè Pe,******* prenderò la metro.Si si a dopo.-
    Mi faccio strada tra le migliaia di persone che si riversano in una Milano di inizio Giugno,quando ancora nessuno è partito per le vacanze e le scuole sono appena state chiuse.Mi dirigo verso la stazione della metropolitana,insultando tra me e me il mio migliore amico,Pedro,per non essermi venuto a prendere e per avermi costretto in questo modo a prendere un mezzo pubblico,una delle cose che odio di più al mondo.Entro nella stazione e noto con irritazione che tutte le panchine sono occupate: perfetto,sto morendo di caldo,il mio migliore amico è un *******e e un migliaio di ragazzini e vecchiette dal culo grosso stanno occupando ogni panchina.Direi che la giornata sta procedendo al meglio.
    Finalmente arriva la metro ed io entro insieme ad altre mille persone; ecco perché odio profondamente i mezzi pubblici,la quantità delle persone è sempre inversamente proporzionale ai posti a sedere,e infatti ancora una volta,rimango in piedi.
    Vengo sballottato con molta poca grazia da una parete all’altra della metro,ricevendo anche degli insulti da parte di vecchiette che non si risparmiano di ficcarmi gentilmente il loro bastone tra le costole e che affermano che ai loro tempi i giovanotti andavano a piedi e non occupavano posto.Non so bene dove trovo la forza necessaria per non rispondere a queste gentili signore dicendo che ai loro tempi non esistevano nemmeno le automobili,figuriamoci le metropolitane!
    Mi infilo le cuffie dell’I-pod nelle orecchie e mi rilasso un po’,cullato dalle voci dei miei gruppi preferiti: poi all’improvviso inizio a sentire la testa come bruciare,ed ho la netta sensazione che qualcuno mi stia fissando intensamente.Alzo il viso e scruto la gente che si affolla intorno a me,cercando di capire se c’è realmente qualcuno che mi sta guardando o è solo frutto della mia immaginazione e del caldo. Cerco,cerco,ma tutto quello che trovo è gente che guarda per terra o ha lo sguardo perso in chissà quali pensieri:la lista della spesa,il bambino che deve essere preso a scuola,cosa faccio oggi per cena?,giuro che domani inizio a studiare per la maturità,oggi le dico che mi piace.Riabbasso la testa ma la sensazione di essere osservato è ancora lì,sempre più forte e continua.Mi guardo di nuovo intorno e quando ormai sono sul punto di arrendermi all’evidenza che il caldo mi fa molto male, li vedo.Ci sono due occhi castani scuri all’esterno che man mano che si avvicinano alla pupilla si fanno più chiari,fino a diventare quasi gialli:la forma è leggermente allungata verso l’alto. E stanno guardando me,non c’è dubbio.Sono fissi su di me,sui miei occhi e non si distolgono imbarazzati,come vorrebbe l’educazione,ma rimangono lì fermi ed immobili,con una luce quasi ironica,quasi mi stesse prendendo in giro,quello sguardo.Mi guardano e ridono,quegli occhi,e noto che anche la bocca è piegata in un sorriso di scherno.
    -Ragazzo spostati,stai bloccando l’uscita.-
    Una signora che peserà probabilmente più di 100 chili mi da uno spintone,costringendo il mio sguardo a disincastrarsi per un attimo da quegli occhi e a spostarmi leggermente per far passare la gente che vuole scendere.Tutto succede in pochi secondi,ma quando torno a guardare nella direzione di poco prima,quelle iridi marroni non ci sono più:mi giro come uno scemo guardando da ogni parte,andando avanti ed indietro per il vagone.Poi lo ritrovo,quello sguardo:è sulla banchina della metro che mi guarda e mi saluta con la mano,fino a quando il mezzo non rientra nella galleria.
    Che strano,dovessi dire se ho fissato per un’ora un ragazzo o una ragazza non saprei dirlo. L’unica cosa di cui sono certo è che domani riprenderò la stessa metropolitana alla stessa ora di oggi,nella speranza di rivedere quegli occhi.



    Commentati qui,pleaseee: http://forum.teamworld.it/forum1743/...ml#post8341012
    Ultima modifica di Claire.; 10-01-2013 alle 15:25
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  2. #2
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    Predefinito Re: Questa corsa non ha senso se il senso l'ho già perso dietro a te.

    Allorraaa grazie mille per i commenti,qui posto il secondo capitolo,spero vi piaccia



    "Guardi con due occhi neri e stanchi
    e non mi vedi e passi avanti io ti seguo ancora per un po'."




    Ho appena finito di parlare ai miei tre migliori amici di quello che mi è successo in metro e stranamente nessuno mi ha interrotto;ogni tanto si sono guardati con uno sguardo della serie “o mio dio questo è pazzo” ma almeno sono stati zitti e hanno lasciato che io finissi il discorso. Appena chiudo bocca Stefano prende la parola.
    -E quindi non sai dirci se è un ragazzo o una ragazza.-
    -Ma non lo so è una cosa strana..Io ho ben stampato in testa il sorriso,gli occhi e la mano che mi saluta ma li vedo come entità separate,non so se mi spiego,non riesco a ricomporle in un viso o in un corpo.Però credo che fosse una ragazza..o comunque un maschio con degli occhi e un sorriso molto femminili.-
    Discutiamo ancora un po’ di questo mio strano incontro in metro e poi il discorso cade,soppiantato da un altro ben più importante;il tour estivo,la cui prima data sarà esattamente fra quindici giorni.Arriva anche il fratello di Pedro,Omar,che ci fa un po’ da manager e un po’ da mamma e discutiamo degli aspetti strettamente tecnici legati ai concerti;dopo pochi minuti che il discorso ruota intorno alla parola Finley,il nostro gruppo,i nostri volti si fanno più accalorati,iniziamo a parlare l’uno sopra l’altro,siamo entusiasti. E’ il nostro primo tour e vogliamo che tutto vada alla perfezione,proprio come è stato da quando è uscito il nostro primo album “Tutto è possibile”,qualche mese fa.Da allora la nostra vita è cambiata:ci invitano in televisione,la gente ci riconosce per strada ed è molto più facile per me e Stefano,gli unici due non fidanzati,portarsi le ragazze a letto senza neanche doversi sforzare a corteggiarle.Ma ciò che non è cambiato assolutamente è l’amicizia che ci lega e che ci ha sempre legato da quando ci siamo conosciuti sui banchi di scuola cinque anni fa,io,Danilo e Marco,che poi ci ha presentato un suo amico che suonava il basso e che frequentava un’altra scuola,Stefano.Abbiamo suonato per un sacco di anni,tutti i giorni,in una saletta dove ci facevano regolarmente visita topi,scarafaggi e ragni,abbiamo suonato e cantato in ogni momento libero ed in quella stanzetta polverosa ci siamo stretti gli uni agli altri e sottovoce,consapevoli della grandezza della nostra promessa,ci siamo detti: “oh!Per tutta la vita,lo sai?”.Ed ora siamo qua,siamo riusciti a realizzare almeno in parte il nostro grande sogno e siamo ancora insieme,tutti e quattro,gioiosi ed esaltati come la prima volta che abbiamo provato insieme.
    Parliamo e ridiamo per quattro ore e alla fine viene il proprietario del locale nel quale ci troviamo per chiederci di andarcene perché devono chiudere;ci avviamo verso l’uscita quando un gruppetto di ragazze molto poco vestite si avvicina a noi con dei grandi sorrisi stampati in faccia.
    -Ciao,voi siete i Finley vero?Vi ho visti in televisione!-
    Dice una ragazza mora,molto formosa e alta che guarda insistentemente verso di me;come al solito quando succedono queste cose Dani e Pedro si allontanano ridendo,lasciando me e Stefano a parlare con queste ragazze. Io mi avvicino a quella che ha parlato per prima mentre il mio amico si butta nella mischia,ridendo e scherzando.
    -Io sono Federica.-
    -Ciao,io sono Ka.-
    -E’ lontana casa tua,Ka?-
    Mi dice sorridendomi maliziosa. Io rido mentre le faccio segno di seguirmi:lei ovviamente lo fa docilmente.Ecco cosa intendevo quando prima ho detto che è molto più facile portarsi le ragazze a letto,adesso:non devi neanche perdere tempo a guardarle,sceglierle,sono loro che ti puntano e si buttano a capofitto su di te. Ci allontaniamo insieme,dopo aver salutato Dani e Pedro che scuotono la testa in segno di disapprovazione e poi camminiamo verso casa mia,in assoluto silenzio perché in realtà io non ho niente da dirle,non saprei neanche di cosa parlare,con una come lei. Arriviamo a casa mia e passiamo due ore insieme,fino a quando io sono soddisfatto e voglio andare a dormire;a quel punto la caccio via dal mio letto in malo modo,senza darle spiegazioni perché lei non le chiede neanche.Entrambi volevamo la stessa cosa e l’abbiamo ottenuta,fine della storia. Apro la finestra prima di andare a dormire,un po’ per il caldo e un po’ perché quella ragazza di cui ora non mi ricordo più il nome ha lasciato un profumo troppo pesante,che si infila nelle narici e le pizzica.Mi sdraio sul letto e mi addormento subito dopo,sfinito:sogno per tutta la notte dei pozzi marroni da cui vengo attratto,ed io mi avvicino sempre di più fino a quando non vengo come inglobato da tutto quel marrone che mi circonda e si chiude ovunque intorno a me. Mi risveglio di soprassalto la mattina dopo alle undici passate:solo dopo essermi fatto il caffè ed una doccia mi ricordo del sogno che mi ha tormentato tutta la notte,e capisco che quei pozzi marroni che mi attiravano altro non erano che gli occhi di quella ragazza (o ragazzo?) in metro.



    Mi raccomando,fate le brave e commentate
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  3. #3
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    Predefinito Re: Questa corsa non ha senso se il senso l'ho già perso dietro a te.

    Benvenuta Valentina,anche io ho letto la FF che hai appena postato
    Vi lascio questo capitolo piccolino prima di scappare,hope u like it!


    “Ma poi non esistono persone giuste o sbagliate.
    Esiste chi ti arriva in mente nei momenti più sbagliati e rimette tutto al posto giusto.”

    -Pè avvisa gli altri che potrei fare tardi alle prove oggi.-Dico al telefono con il mio migliore amico,che a giudicare dalla voce impastata con la quale mi risponde,si è appena svegliato.
    -Ma Ka cosa hai da fare?Lo sai che oggi decidiamo definitivamente la scaletta per il tour,dobbiamo iniziare presto se no finiamo a mezzanotte.-
    -Dai Pè,ho da fare,non sono mai arrivato in ritardo,per una volta mi volete crocifiggere?-
    -Ma che devi fare?-
    -Ma niente..delle cose..- Rispondo cercando di essere il più evasivo possibile.Il problema è che mi sono scelto per migliore amico una specie di psicologo,che capisce praticamente tutto anche se non glielo dici,e anche se non ti sta parlando in faccia ma solo tramite un telefono,proprio come ora.Infatti passano pochi secondi in cui nessuno dei due parla e io posso quasi sentire il rumore delle rotelline del cervello di Pedro che lavorano freneticamenteoi alla fine parla,e come al solito,mi capisce.
    -Non ci credo.Stai tornando in metro a vedere se c’è quella ragazza.-
    La sua voce è incredula ma nonostante tutto la sua non è una domanda,ma è un’affermazione perché sa che,per quanto assurdo possa essere,è proprio quello che sto andando a fare.
    -Mmh si..ma non so nemmeno se è una ragazza.-
    -Cazzate,lo sai eccome.Se no non ritorneresti,non saresti stato così attratto dagli occhi di un ragazzo.No no,io dico che è una ragazza,e anche **** se ha destato così tanto la tua attenzione.- Rido.
    -Bè,allora mamma mi dai il permesso di andare a vedere?- Stavolta è lui che ride.
    -Si figlioletto,ma non fare troppo tardi che se no setaccio tutte le metro di Milano fino a quando non ti trovo,chiaro?-
    -Sì mammina,a dopo!-
    -A dopo Carmine,e non fare cazzate che quella se va bene ti prende per uno stalker.-

    Esco di casa trepidante,con una strana sensazione nel corpo,che si aggira nelle ossa e mi rende tutto un fremito:sono agitato mentre entro nella stazione della metro e non so neanche io perché,in realtà non mi aspetto niente,probabilmente non rivedrò mai più quegli occhi e nemmeno la persona a cui essi appartengono,quindi non c’è alcuna ragione di agitarsi. Questo è quello che mi ripeto in continuazione più o meno fino a quando non entro nel vagone della metro,lo stesso di ieri e mi posiziono esattamente all’altezza del posto in cui mi trovavo ieri:eseguo gli stessi movimenti,tiro fuori l’ipod,metto le cuffiette,seleziono la stessa canzone e aspetto. La mia attesa non si fa troppo lunga perché sento subito la stessa sensazione di ieri;una sorta di bruciore sulla fronte che mi costringe ancora una volta ad alzare lo sguardo. Oggi,però,so esattamente dove devo dirigere i miei occhi,so esattamente qual è il sedile sul quale è seduto il proprietario di quei due pozzi marroni che mi hanno fatto fare un sonno agitato stanotte. E infatti eccoli lì,puntati dritti su di me,sempre con quella luce sbarazzina e beffarda che un po’ mi fa innervosire ed un po’ mi stuzzica ancor di più;ma questa volta non mi faccio fregare da quegli occhi,voglio scoprire qualcosa in piu sulla proprietaria. Indossa delle espadrillas verdi che fanno risaltare l’abbronzatura delle gambe.. e che gambe:indossa dei pantaloncini corti che mettono in mostra le gambe più belle che io abbia mai visto.Sono lunghe,anche se si capisce che la loro proprietaria non è molto alta,magre e muscolose.

    Evidentemente secondo lei mi fisso su di esse un minuto di troppo perché quando rialzo lo sguardo sbuffa con fare annoiato:le sorrido scusandomi con lo sguardo e torno all’ispezione del suo corpo.La vita è minuta,come tutto il suo corpo ad eccezione del seno che invece è della misura perfetta:sono ancora lì fisso con lo sguardo quando lei si alza bruscamente,mettendo una mano davanti al seno e mi guarda male.Mi passa davanti senza dire niente e appena le porte si aprono esce,senza neanche darmi il tempo di realizzare quello che sta succedendo, e se ne va via,questa volta senza salutarmi. Ok,forse non è stato un comportamento da gran gentleman fissarmi prima sulle sue gambe e poi,dopo essere stato richiamato da lei,fissarmi sul suo seno:rido tra me e me ripensando all’espressione con cui mi ha guardato. Però,ha un bel caratterino la ragazza..

    Appena esco dalla metro mando un messaggio a Pedro.
    “Sto arrivando e comunque avevi ragione tu.”
    La sua risposta non tarda ad arrivare,come al solito.
    “Su cosa?che è una ragazza o che è ****?”
    “Su entrambe.E aggiungerei che ha un bel caratterino.Arrivo allo studio e vi spiego.”



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    Ultima modifica di Claire.; 14-01-2013 alle 15:01
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  4. #4
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    Predefinito Re: Questa corsa non ha senso se il senso l'ho già perso dietro a te.

    Ciao bellezze,come promesso metto il nuovo capitolo
    Love u!


    “Sono le donne difficili quelle che hanno più amore da dare, ma non lo danno a chiunque.
    Sono quelle che, quando la vita non ha alcun sapore, danno sapore alla vita.”

    Quando arrivo allo studio i miei colleghi sono letteralmente stravaccati sui divanetti,ufficialmente ad aspettarmi,in realtà a cazzeggiare:Ste fuma mentre Dani e Pedro parlano di un qualche libro che il primo ha letto e che l’altro deve assolutamente leggere.Appena entro però,tutti gli sguardi si rivolgono verso di me e viene addirittura interrotta la conversazione sul libro dell’anno,a detta di Dani;io faccio finta di niente,mi dirigo verso l’unico divanetto lasciato libero da quegli animali dei miei amici e mi sdraio,accendendomi una sigaretta.
    Mi diverto non poco a continuare a far finta di non notare i loro occhi puntati su di me,curiosi,mentre continuo ostentando tranquillità a giocare al cellulare e a fumare la mia sigaretta.
    -Che ***** Carmine hai intenzione di dirci qualcosa o ci vuoi far morire tutti e tre dalla curiosità?- Alzo lo sguardo verso Dani che,a giudicare il tono che ha usato e il colorito che la sua faccia ha assunto,è particolarmente irritato.Io per tutta risposta gli rivolgo un sorriso che farebbe girare le palle a chiunque.
    -Ehi calmo,non ti arrabbiare,basta chiedere.Cosa vuoi sapere?-
    -Carmine Ruggiero smetti di fare il *******e sai benissimo cosa vogliamo sapere quindi sei pregato di muoverti a raccontarci così possiamo iniziare le prove,che per causa tua inizieranno in ritardo di ben due ore.- Mi richiama Pedro.Decido di non stuzzicarli troppo ed inizio a raccontare per filo e per segno tutto quello che mi è successo dal momento in cui ho chiuso la telefonata con il nostro cantante e quello in cui la ragazza è uscita dalla metro.
    -…e poi si è alzata e se ne è andata. - Finisco di raccontare.Loro tre sono stati muti ad ascoltarmi,ma a questo punto rompono il silenzio con una risata divertita.
    -***** ridete?Ci sono rimasto di ****a..cioè ha fatto tutto nel giro di tre secondi,si è alzata,mi ha guardato malissimo,e poi se ne è andata così,come se niente fosse. -
    -Bè Ka ammetterai che non è stata proprio una cosa carina ed educata fissarti sulle sue tette no?Trovami una ragazza che non se ne sarebbe andata. - Dice Dani con calma,ma sempre con un sorrisetto divertito stampato sulle labbra.
    -Ma non è che le ho proprio fissate cioè..la stavo guardando tutta e..-
    -E stranamente la tua attenzione non è stata catturata da..bo che ne so..i piedi,no,ma dalle tette..mmh che strano,a te che proprio non piacciono,non le guardi mai..- Dice Pedro soffocando le risate,spalleggiato dagli altri due che ancora un po’ e muoiono soffocati.
    -Grazie,siete proprio simpatici. Dai smettetela di prendermi per il culo ed iniziamo le prove.-
    Gli altri tre si alzano e dopo pochi secondi stiamo suonando “Tutto è possibile” la canzone con cui abbiamo lanciato l’omonimo album:la mia mente si svuota da ogni pensiero e vedo negli occhi di Pedro,Dani e Ste la stessa gioia primitiva che sono sicuro ci sia anche nei miei.Non è solo la bellezza e la felicità di suonare e basta,ma è quella di suonare con loro,i miei migliori amici,i miei compagni di vita a cui posso raccontare del mio incontro con la ragazza sulla metro senza che mi prendano per pazzo o per uno stalker.Non credo che potrei mai suonare con chiunque altro,fosse anche Slash o Dave Grohl che non sia Marco Pedretti,Danilo Calvio e Stefano Mantegazza. Sono loro,sono i miei amici e sono anche i miei colleghi e fra pochissimo inizia il nostro primo tour:non potrebbe andare meglio di così per quattro ragazzini di provincia che come unico sogno avevano quello di suonare insieme.
    Suoniamo fino alle undici di sera quando stravolti ma incredibilmente soddisfatti ci avviamo verso le nostre macchine,una sigaretta in bocca e nel cuore ancora tanta voglia di fare musica,la nostra.Saluto gli altri e sto per salire sulla mia macchina quando sento la voce di Pedro che mi richiama indietro:mi volto verso di lui che mi sta raggiungendo e lo aspetto.
    -Ehi Ka domani torni da lei?-
    -Sì.- E non appena rispondo al mio amico mi rendo conto che stavolta la musica non è riuscita a svuotare la mia testa da ogni pensiero;anche se non me ne sono accorto fino ad adesso,quegli occhi,quel corpicino e quel viso su cui il mio sguardo si è soffermato così poco,sono sempre stati li,in un angolo della mia mente,ad aspettare che io finissi di suonare per poi ritornare a prendersi il posto di onore all’interno dei miei pensieri.
    -Non aspettarti che ci sia anche domani..voglio dire magari è stato un caso che vi siate visti due giorni di seguito,magari per lei non ha significato quello che ha significato per te,qualsiasi cosa sia.-
    Lui mi guarda apprensivo ed io non posso che provare un affetto incondizionato per questo ragazzo che spesso antepone il mio bene al suo.
    -Stai tranquillo Pè,non mi sono mica innamorato di quella!Però sono abbastanza sicuro che il nostro incontro non sia stato un caso.-
    Dico deciso.Lui annuisce,mi da una pacca sulla spalla e si avvia verso la sua macchina:io vado a casa,impaziente per l’incontro di domani.


    Quiiii ci sono i commenti http://forum.teamworld.it/forum1743/...-senso-se.html
    Ultima modifica di Claire.; 15-01-2013 alle 20:40

  5. #5
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    Predefinito Re: Questa corsa non ha senso se il senso l'ho già perso dietro a te.

    Ehilàààà
    Lo so,lo so avevo detto che ieri avrei postato ma invece ho deciso di fare la cattiva e di farvi aspettare ancora un po',spero che il capitolo valga l'attesa

    Solo nella vendetta e nell'amore,
    la donna è più barbarica dell'uomo.



    Questa volta quando entro nella metro sono preparato a tutto:so benissimo cosa mi aspetta,o meglio chi mi aspetta,e sono deciso a non farla scappare come ieri.Salgo sul solito vagone e metto l’ipod nelle orecchie,aspettando fiducioso di avvertire la solita sensazione che mi accompagna da tre giorni ormai:questa volta però,passano cinque minuti senza che io senta niente.Alzo lo sguardo e lo lascio girovagare su tutte le facce che mi circondano,mentre una sorta di ansia dovuta a non so cosa,mi stringe la bocca dello stomaco e mi rende più difficile respirare normalmente,costringendomi ad ansimare.Dopo un po’ mi arrendo e abbasso la testa confuso:aveva ragione Pedro,allora,sono io che rimango fregato la prima volta che faccio qualcosa che non si addice alla mia personalità.Con rabbia mi posiziono davanti alle porte per uscire: ormai non ha più senso rimanere su questa metro,meglio tornare all’aria aperta tra le persone normali e ritornare, di conseguenza,normale anche io.Tamburello impazientemente con le mani sulla mia gamba e tengo il tempo con il piede seguendo il ritmo della canzone che si sta diffondendo a partire dalle mie orecchie per tutto il corpo:sono ancora preso dalla musica e dalla mia rabbia quando qualcuno mi poggia la mano sulla spalla costringendomi a girarmi.Per un attimo,per una frazione di secondo,proprio nel momento in cui il mio corpo realizza che c’è qualcuno dietro di me e si gira,io penso,addirittura forse spero,che sia la misteriosa ragazza degli altri due giorni.Ma questa speranza dura ben poco,esattamente fino al momento in cui non mi rendo conto che davanti a me c’è sì una ragazza,ma non è la solita.Anche questa però mi guarda,con uno sguardo ben più timido e meno affascinante,almeno per me,dell’altra:mi porge un bigliettino che io prendo.
    “La ragazza che di solito sta lì” dice indicandomi il sedile che non ho mai smesso di fissare da quando sono salito “mi ha detto di darti questo.” Adesso indica il biglietto che si trova nelle mie mani ed io mi improvvisamente riesco a capire come si deve sentire un poliziotto od un detective quando si trovano nelle mani la prova per incastrare il delinquente che rincorrono da anni.Apro il bigliettino scritto con una bella grafia,tonda e assolutamente leggibile e leggo.
    “Come vedi,oggi non ci sono. Così impari a guardarmi le tette,maiale!Ci vediamo domani,e vedi di fare un corso di educazione nel frattempo.”
    Rido tra me e me sento crescere all’interno del mio corpo la stessa gioia primitiva di cui ho parlato descrivendo il mio rapporto con la chitarra,la musica ed i Finley;sorrido perché avevo ragione io e Pedro aveva torto,non era un caso,non mi sono immaginato tutto.Sono ancora lì,immerso in quelle lettere tondeggianti quando le porte della metro si aprono e vedo che la ragazza che mi ha consegnato il bigliettino si avvia verso la porta e scende,senza dire una parola.Succede tutto in un secondo e scendo anche io,rincorrendola in mezzo alla gente e bloccandola con una mano sulla spalla,proprio come lei aveva fatto poco prima con me.
    “Ehi aspetta..tu..tu la conosci?”Dico con il fiatone e il cuore che batte all’impazzata per la piccola corsa che sono stato costretto a compiere:lei mi guarda senza capire e io allora le sventolo davanti agli occhi il bigliettino. A quel punto il suo sguardo si illumina ed annuisce con forza.
    “Sì certo che la conosco.”
    “E come si chiama?”
    Lei mi guarda,ridendo come una pazza.Io aspetto paziente con le braccia incrociate,noncurante degli sguardi della gente e che passa e della sua risata di scherno,che adesso la rende tanto simile alla sua amica.
    “Mi aveva avvertita sul fatto che probabilmente avresti cercato di farmi parlare sul suo conto,ma no,non ho nessuna intenzione di farlo.”
    “Perché?” lei mi guarda con un sorriso angelico che mi fa irritare ancora di più.
    “Perché la mia amica mi ha ordinato di non scucirmi con te.”
    “Mmh..senti almeno puoi dirmi se lei sa chi sono?Cioè è un caso o no?”
    Un’altra volta lei ride e io devo chiudere gli occhi e stringere i pugni ancora una volta per resistere all’impulso di scuoterla per le spalle e iniziare a gridarle contro:aspetto con pazienza e giuro su me stesso che domani blocco la sua amica e la costringo a parlare con me,faccia a faccia,senza inviare messaggeri come fa lei.
    “Ma certo che sa chi sei. E ora scusa,ma devo andare a riferire alla mia capa della nostra conversazione.” Detto questo mi gira le spalle e si confonde in mezzo alla folla: proprio mentre sta per sparire le urlo dietro.
    “Riferiscile anche che questa situazione non è divertente come lei pensa!”La sua amica ride e io la lascio andare,con la testa che mi scoppia tante sono le domande che si affollano all’interno di essa.Non ci capisco niente e questo mi fa rabbia perché sono sicuro che è proprio questo l’obbiettivo che voleva raggiungere quella ragazza:me la immagino adesso,ovunque sia,che se la ride insieme alla sua amica,prendendomi in giro sempre con quel cavolo di sorriso divertito che mi attira tanto.Scuoto la testa e mi avvio verso la sala prove,un’altra volta in ritardo,un’altra volta con mille dubbi che mi si affollano nella testa.Cammino con tanta confusione in testa e con ancora quel bigliettino in mano:chissà perché ho la sensazione che quei pozzi marroni verranno a risucchiarmi anche stanotte e che domani sarò di nuovo lì,ad aspettare sempre la stessa metro,con la stessa morsa che stringe il cuore ogni volta.


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  6. #6
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    Predefinito Re: Questa corsa non ha senso se il senso l'ho già perso dietro a te.

    Ehilààà bella gente
    Eccovi qui il quinto capitolo,spero vi piacca e che commentiate in tanti
    Scusate per il ritardo ma sono stata incasinatissima con la scuola,e mi sa che lo sarò anche la prossima settimana .-.
    Buona lettura,
    Love u!


    "Io mi faccio avanti faccio il primo passo,sicuro di me sicuro di me stesso,
    Non lo faccio più se non lo faccio adesso so che se non provo mi sentirò perso."


    Passo i successivi quindici giorni così,immerso tra una corsa sulla metro e le prove in studio,il sorriso divertito di una ragazza che nemmeno conosco e le risate dei migliori amici da una vita,i suoi occhi maliziosi e i loro esaltati dalla più grande avventura che mai si sarebbero aspettati di vivere e che sta per iniziare:il nostro primo tour.Partiamo oggi pomeriggio,sono riuscito a far posticipare la partenza per poter andare un ultima volta in metro e giuro che stavolta riesco a parlarle,almeno per salutarla,anche se lei mi inizia a guardare con quegli occhi che mi hanno bloccato ogni volta che mi sono avvicinato a lei per parlarle.Stavolta non me ne frega niente,mi sono stancato di giocare: ogni singolo giorno l’ho passato in quella metropolitana,tra i suoi sorrisi e le sue occhiate. A volte si è portata dietro un ragazzo,sempre diverso,che la toccava ovunque e lei rideva tra sé e sé nel vedere la mia reazione:non è che sono geloso,non la conosco neanche,semplicemente mi da immensamente fastidio che lei si diverta così tanto a prendersi gioco di me,al punto di portarsi dietro dei ragazzi per vedere la mia reazione.Nonostante la rabbia e tutto,io non ho mai portato nessuna ragazza anche se ho continuato a frequentarne molte senza problemi,e non ho mai mancato un appuntamento con lei.
    Entro nella metro con disinvoltura ormai:se penso al disprezzo che sentivo nei confronti dei mezzi pubblici e di questo in particolare solo due settimane fa mi viene da ridere,mi sono completamente rincretinito.La individuo subito e lei è già li che mi guarda: oggi è più bella del solito,chissà magari intuisce con quella sua intelligenza sottile che so che possiede,anche se non la conosco,che oggi è l’ultimo giorno che possiamo “incontrarci”,chissà per quanto tempo.Ci hanno dato la data di inizio del tour,ma quando finiremo ancora non si sa,hanno detto che probabilmente aggiungeranno date man mano che l’estate va avanti.
    Lei ha messo un vestitino corto,come al solito,senza spalline,blu e con la gonna a fiori azzurri su uno sfondo bianco:i capelli sono sciolti e lisci.I suoi capelli,per me sono e rimangono un mistero:a volte li ha lisci,a volte tutti ricci che la fanno sembrare una bimba,a volte legati in acconciature stranissime e altre volte lasciati liberi quasi come se non li avesse neanche pettinati alla mattina. E poi il colore..quante volte li ho osservati cercando di capire se sono castani,biondi o rossi:cambiano completamente a secondo della luce o della posizioni che lei assume.E’ bella e lo sa,sa che la sto guardando ed ammirando,sa che probabilmente è quello che stanno facendo tutti gli altri ragazzi,uomini e vecchi che sono presenti su questa metro:ma io so che a lei adesso interessa solo il mio,di sguardo,e quello di nessun’altro,poi magari tornata fuori si beerà di quello di qualcun altro,ma per ora,quel corpo vuole essere guardato solo da me.Mi avvicino a lei,che alza il sopracciglio e mi guarda con un’aria incuriosita,chiedendosi probabilmente,cosa mi spinge a fare questo gesto e perché ci ho messo così tanto:il fatto è che lei mette soggezione,intimidisce e sono sicuro di non essere la prima persona che pensa questo.Mi faccio sempre più vicino,e oggi deve proprio essere la mia giornata fortunata,perché la signora che stava seduta vicino a lei si alza di scatto,correndo verso le porte che si stanno per richiudere,lasciandomi così il posto e permettendomi di posizionarmi proprio accanto a lei.Siamo vicini e la sua gamba nuda attaccata alla mia provoca in me sensazioni sconosciute,di cui quasi mi vergogno:lei,come se mi avesse letto nella mente sposta la sua gamba e la accavalla sull’altra,continuando a guardarmi divertita,in attesa.Prendo un gran respiro come se fossi un atleta e stessi per compiere la corsa della mia vita.
    “Io parto oggi pomeriggio.” Niente presentazioni,niente convenevoli,del resto io so che lei sa perfettamente chi sono,e probabilmente sa anche dove sto andando,cosa andrò a fare e con chi.Mi guarda con quegli occhi grandi e annuisce,confermando così le mie supposizioni:lei sa tutto.
    Sempre senza dire niente allunga una mano e la posa sui miei jeans;per un attimo la guardo,stupito,senza capire cosa vuole fare e fraintendendo tutto.Lei ride,con una risata cristallina e forte,che fa si che molta gente presente intorno a noi si giri,poi infila la sua mano nella tasca dei miei jeans e tira fuori il mio cellulare,continuando a guardarmi come se volesse dirmi “che cosa pensavi che facessi?”.Digita qualcosa e poi me lo torna indietro,con un sorriso:c’è scritto il suo numero,e io sento che questa è la giornata più bella della mia vita.Sono ancora lì,come uno scemo che fisso lo schermo con un sorriso quando lei si alza e mi accarezza dolcemente con una mano la guancia,chinandosi piano su di me,la sua bocca maledettamente vicina al mio orecchio,che sento bruciare come non mai.
    “Buona fortuna,Carmine.”
    Poi si allontana e malgrado io sia completamente inebetito dal suo profumo che sento ancora nelle narici le grido,quando si trova già in mezzo a migliaia di persone:
    “Mi dici almeno come ti chiami?” Si gira e sorride e questo è un sorriso diverso dal solito,non è ne seducente né sexy,è semplicemente molto dolce.
    “Mi chiamo Chiara.” Sorride un'ultima volta e poi se ne va.
    Io mi continuo a toccare l’orecchio,proprio nel punto esatto in cui lei ha poggiato le labbra e sul quale il suo fiato caldo ha soffiato per un po’:sono sicuro che sono paonazzo,ma non me ne importa niente.Chiara.Mi maledico solo per non essermi portato dietro un registratore:se avessi registrato la sua risata,sarebbe stata un magnifico sottofondo per la più bella canzone mai stata scritta.


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  7. #7
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    Predefinito Re: Questa corsa non ha senso se il senso l'ho già perso dietro a te.

    Hello!
    Posto un altro capitolo,spero vi piaccia,fatemi sapere i vostri pareri!
    Love you



    "Tu saprai sempre dove trovarmi,ed è questo quello che mi spaventa:
    nonostante tutto,sai che io aspetto te,
    mentre io,su di te,non so ancora nulla."



    “E quindi MissGambeLunghe ti ha dato il suo numero?”Io annuisco rispondendo alla domanda di Ste,mentre mi giro a guardare una ragazza che sta passando proprio davanti a noi con il solo intento di attirare la nostra attenzione.
    “E non è che me lo dai?”
    “No.”Rispondo secco,senza neanche spostare lo sguardo dalla ragazza verso il mio amico.
    “E perché no?Non te la vorrei mica tenere tutta per te,Ka?Dai,quante volte siamo andati a letto con la stessa ragazza,non sarebbe la prima volta.”Questa volta mi giro,lasciando andare la ragazza che mi guarda imbronciata e dispiaciuta,come se dal mio sguardo si aspettasse chissà cosa.Sospiro e le sorrido,facendole capire che la andrò a cercare fra poco,sempre che riesca a liberarmi in tempo prima di dover partire per un’altra città in cui andare a suonare.
    “Primo io con lei non ci sono andato a letto,secondo conoscendola non so neanche se mi ha dato il numero giusto,se va bene ha cambiato le ultime due cifre”.Dico ridendo tra me e me,pensando a quanto strana ed originale fosse quella ragazza,Chiara.Chiamarla per nome me la faceva sentire un po’ meno lontana ed irraggiungibile,mi illudeva per un secondo che non fosse lei a guidare il gioco,ma io.
    “Bè mandale un messaggio,no?”Dice con semplicità il mio amico,usando la sua solita capacità innata di rendere semplice un pensiero che prima mi sembrava contorto. Annuisco alla sua affermazione,mentre lui mi guarda strano,come se non mi riconoscesse più:lo so che i miei tre migliori amici non riescono a capire il motivo per il quale non l’ho ancora cercata di contattare in qualche modo,in fondo sono passati già cinque giorni.Il punto è che davvero lei sarebbe una di quelle ragazze capaci di illudermi dandomi il suo numero,che poi si rivela essere sbagliato od inesistente,ed io ho sognato così tanto di poter parlare con lei,che adesso ho paura di scoprire la verità.
    “Ka,Ste salite,siamo già in ritardo!”Omar,come sempre,ci richiama all’ordine,facendoci segno di salire sul furgoncino bianco,che ci ha accompagnato nelle prime tre tappe del tour e che è stato un nostro fedele compagno di avventure.Noi due saliamo ed io tiro fuori il cellulare dalla tasca dei pantaloni,ricordando con un sorriso che solo cinque giorni fa Chiara aveva eseguito lo stesso gesto,mentre la mia mente resa molto più perversa del solito dal contatto con la sua pelle,pensava a chissà cosa.Rimango per un po’ pensieroso,cercando di scegliere le parole adatte per colpire una ragazza del genere,così sicura,bella e pericolosa al tempo stesso,ma vengo distratto in continuazione dai discorsi dei miei compagni di viaggio che adesso ruotano intorno ad una ragazza.
    “Bè comunque viene dopodomani a vederci,quindi la conoscerete.”Dice Stefano,con un sorriso dolce stampato in faccia,che di solito non compare mai quando si parla di ragazze,ma viene sostituito da uno malizioso.
    “Oh finalmente!Era ora che ce la facessi conoscere!”Dice Dani.
    “Ma di chi state parlando?”dico io,incuriosito da un discorso di cui non ho preso parte fin dall’inizio,preso come ero dai miei pensieri.
    “Della mia migliore amica,la ragazza più bella del mondo.”Stefano assume una faccia dolce ed orgogliosa allo stesso tempo,ricalcando l’espressione che aveva assunto il suo viso poco fa.Io rido,prendendolo in giro.
    “Se è tua amica vuol dire che è cessa,se no te la saresti già portata a letto.”Sentenzio per poi richiudermi nel mio silenzio e nella mia bolla che esclude tutte le loro chiacchiere:sento solo una specie di ronzio intorno a me,senza realmente ascoltare e distinguere le parole l’una dall’altra.Gioco con il cellulare,lanciandolo da una mano all’altra,mentre cerco di far uscire dalla mia testa delle parole intelligenti messe in fila una dopo l’altra:dio mio,sarà poi cosi difficile mandare un messaggio ad una ragazza,Carmine?Come se non l’avessi mai fatto,non devi mica chiederle di sposarti,è solo uno stupidissimo ed inutile messaggio al quale probabilmente non risponderà nessuno se non la Vodafone che ti avvisa che il numero è inesistente.Dai su,svegliati un po’ Carmine,prendi in mano il cellulare e scrivi la prima cosa che ti viene in mente,non è che devi farla innamorare con un messaggio,per quello bastano i tuoi occhi verdi illuminati di quella luce che tu sai e poi puoi far capitolare qualsiasi ragazza,non importa quanto bella sia,l’hai già fatto mille volte,ce la farai anche questa,te la porterai a letto e fine della storia.
    Rinvigorito un po’ grazie a questi pensieri prendo in mano il cellulare e mi decido a fare ciò che sto aspettando di fare da circa cinque giorni,precisamente dal momento in cui ho realizzato di avere un minimo pezzetto di lei,il suo numero.
    “Questo è il mio numero.Non fare la dura che tanto lo so che morivi dalla voglia che io ti scrivessi.”
    Invio il messaggio e mi rendo subito conto che con lei la solita aria da duro che mi do con le altre non attacca;vorrei cancellare tutto e mandarle un messaggio che mi faccia apparire un po’ più intelligente,meno spaccone e soprattutto alla sua altezza.Mi comincio a mangiare le unghie fino a farmi uscire il sangue dalle dita,sotto gli occhi dei miei amici che mi conoscono abbastanza per sapere che quando sono così è meglio non chiedermi niente,rischio esplosione di rabbia:sono irritato perché lei mi ha in pugno,cosa che di solito non accade mai,sono sempre io che governo il gioco,io che lascio il mio numero,io che ricevo i messaggi,senza rispondere quasi mai,io che controllo tutto.Sono irritato soprattutto perché non riesco a capire quando è successo che io sia diventato da predatore a preda,e la situazione non mi piace per niente.



    Se commentate vi premio con un capitolo ahah
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  8. #8
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    Predefinito Re: Questa corsa non ha senso se il senso l'ho già perso dietro a te.

    Eccomi qua con il nuovo capitolo
    Premetto che è un capitolo un po' inutile,non ha molto senso,ma se fate le brave e commentate domani appena torno da scuola ve ne metto uno in cui verrà rivelata una cosuccia


    "Adesso prenderò i tuoi occhi,userò il tuo sguardo
    per vedere che c'è dietro,perchè voglio capirlo,
    parlerò con la tua bocca pronuncerò l'amore."



    Vengo svegliato di soprassalto da qualcuno che picchia alquanto violentemente sulla porta della mia camera di albergo;grugnisco ed apro gli occhi con fatica,allontanando bruscamente una ragazza che a quanto pare ha passato la notte con me ma di cui non ricordo né il nome né il volto,probabilmente non ci siamo neanche presentati,deve essere una di quelle fan che si accampano sotto i nostri alberghi in attesa di essere scopate da me o da Ste,solo perché sanno che gli altri due non sono disponibili a compiere questo genere di cose.Mi alzo e cammino verso la porta,cercando di farmi spazio con fatica tra la massa di vestiti maschili e femminili mischiati insieme e buttati alla rinfusa per terra,e quando apro la porta la mia faccia deve essere tutto meno che sveglia e contenta.Davanti a me ci sono loro,gli unici che possono permettersi di svegliarmi alla mattina picchiando sulla porta senza venire ammazzati sul posto.
    “Ka,ka è tardi,muoviti,vestiti,fatti una doccia veloce ed esci!” dice uno Stefano particolarmente agitato che saltella da un piede all’altro con un’espressione che si trova a metà tra l’euforico ed il nevrastenico.
    “Stefano sono le dieci di mattina,perché ***** dovremmo essere già in ritardo?E poi smettila di saltellare,il soprannome di “Palpitazione” se l’è già aggiudicato Dani,quindi ritorna al tuo ruolo.”
    “Lascia stare,è venuto a svegliare anche noi con la stessa gentilezza con cui è venuto da te,solo qualche ora fa.”Dice Pedro esasperato,alzando gli occhi al cielo,mentre Dani ha ancora gli occhi chiusi,quasi fosse un sonnambulo.
    “E perché oggi hai deciso di svegliarci tutti in questo dolce modo?”
    “Dobbiamo muoverci ad andare a Firenze.Devo vedermi con la mia migliore amica,ricordi?Quella che si chiama come..”Dice Stefano riprendendo la stessa espressione dolce,orgogliosa e a questo punto vagamente pazza che assume ogni volta che parla di quella ragazza.
    “Fermo fermo,ho capito,non mi interessa sapere il suo nome.Mi vesto,caccio via questa tipa,faccio la doccia e vi raggiungo a colazione ok?”Dico,bloccando il fiume di parole del bassista.Alla mattina non riesco a sopportare troppa gente che parla,e oggi ho già superato largamente il limite massimo che le mie orecchie possono sentire così presto nella giornata:loro tre annuiscono e si allontanano.Vedo Ste che riprende a saltellare e a tormentare gli altri due elencando tutte le qualità che questa ragazza possiede,fisiche e caratteriali,e continua a ripete quanto non vede l’ora che noi tre la conosciamo.Scuoto la testa divertito: ogni tanto è bello vederlo così felice e dolce,non è proprio da lui,sembra abbia fatto uno scambio di personalità con Pedro.Rientro in camera ed innorridisco alla vista del casino che mi circonda:inizio con lo svegliare poco delicatamente la ragazza che nonostante il casino che i miei tre migliori amici hanno provocato,ha continuato a dormire tranquillamente,bocca aperta e bava che cola da essa.
    “Ehm..senti adesso io devo partire,te ne devi andare.”Le urlo praticamente nell’orecchio,scotendola per le spalle.Lei apre gli occhi guardandomi un po’ imbronciata,e io inizio a ricordarmi qualcosa di questa faccia:in realtà non mi piaceva neanche,me lo sono portata a letto semplicemente perché era la prima che si era avvicinata al nostro tavolo ed io non avevo voglia di stare lì ancora a lungo.
    Dopo cinque minuti di discussione in cui ho cercato di farle capire il motivo per il quale non mi interessa avere il suo numero né mi sembrava appropriato darle il mio,finalmente lascia la mia camera,insultandomi in tutte le lingue del mondo e gridando,probabilmente svegliando i pochi dell’albergo che ancora dormivano.Guardo il cellulare speranzoso,ma ancora una volta gli unici messaggi che ci trovo sono di persone di cui alla fine non mi importa niente.Sono passati due giorni da quando ho scritto a Chiara e ancora non ho ricevuto risposta,neanche un insulto o un messaggio della Vodafone che mi dice che il numero non è più in uso o cose del genere.Niente. Borbotto qualcosa tra me e me e poi vado a farmi la doccia,cercando di pensare ad altro:che ne so,il concerto che sto per andare a fare,la mia nuova chitarra,la ragazza che sarà con me stanotte,l’amica di ste,una birra con i miei amici,qualsiasi cosa basta che non pensi a quel volto.
    Mi preparo velocemente,sperando così di scamparmi la ramanzina di Stefano sul mio ritardo e di Dani e Pedro su quanto sia sbagliato il mio portarmi a letto una ragazza diversa ogni sera.Scendo le scale per dirigermi verso la sala della colazione ma vengo bloccato da Omar,particolarmente agitato e rosso in faccia che mi guarda come se avesse visto l’apparizione della Madonna.
    “Oh Ka meno male che sei qui,ero terrorizzato dall’idea di dover fare tutte le scale per arrivare fino in camera tua..Comunque muoviti,vieni nel furgone che se no Ste ci fucila tutti.”dice intervallando ogni frase con un fiato,ansimando.
    “Ma io devo fare ancora colazione.”Protesto.
    “Lascia stare,la farai in autogrill.Fidati quando ti dico che se non arriviamo a Firenze alle tre Ste ci uccide.”Dice con il tipico sguardo disperato che ci rivolge quando uno di noi quattro fa qualcosa che lo rende esasperato.Scuoto la testa cercando di ignorare la mia pancia che reclama cibo e lo seguo,sapendo che se devo protestare con qualcuno,lui non è la persona giusta,poveraccio.


    Scusatemi ancora per l'immensa inutilità di questo capitolo,ma oggi mi è uscito così!

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  9. #9
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    Predefinito Re: Questa corsa non ha senso se il senso l'ho già perso dietro a te.

    Ciao bella gente!
    Vi lascio il nuovo capitolo dopo essere riemersa dalla valle di lacrime in cui ero precipitata sentendo questa meravigliosa canzone: Fabrizio Moro - Sono solo parole - YouTube spero piaccia anche a voi
    Buona lettura!


    "Un nome,un nome solo,
    quanta grazie può racchiudere."

    “******a Ka,alla buon ora eh!”Mi accoglie Stefano non appena salgo sul furgoncino e mi siedo accanto a Pedro,che si è già riaddormentato.
    Senza dire niente lo guardo con tutta la cattiveria di cui sono capace,mostrandogli il dito medio e girandomi verso il finestrino ed infilandomi le cuffiette nelle orecchie mentre cerco una canzone decente da selezionare sull’ipod:che buffo,anche questo gesto che avrò fatto mille volte in tutta la mia vita,adesso mi riporta a quei giorni in metro,quando selezionavo sempre la stessa canzone. E per caso o per destino,chi lo sa,dalle mie cuffiette partì proprio quella canzone: “Everlong.”
    “Hello,I’ve waited here for you..everlong.”
    Sorrido tra me e me e mi lascio cullare dalla voce meravigliosa di Dave Grohl,fino a quando non mi addormento e faccio il solito sogno che da venti giorni ormai mi tormenta alla notte.Mi risveglio di soprassalto con quei pozzi marroni ancora stampati nella mente,sentendomi sollevato quando mi rendo conto che gli altri tre si sono addormentati e che quindi non possono pormi domande difficili sul perchè mi sono svegliato tutto sudato ed agitato.
    Dopo tre ore di macchina e molti gridolini di Stefano,arriviamo a Firenze,dove il sole è scottante e stiamo già tutti morendo di caldo,avendo tutti e quattro rigorosamente magliette nere,furboni.Ci avviamo verso il nostro albergo solo per posare le cose,poi Ste si dileguerà con la sua amica,noi andremo sul luogo del concerto a fare il soundcheck e a me toccherà anche farlo per il nostro bassista,che testuali parole “non ha intenzione di rovinarsi il pomeriggio con la sua migliore amica da una cazzata come il soundcheck.”Arriviamo quindi in albergo e scopro con disgusto che non ho una stanza singola ma sono stato messo con Ste,il che vorrà dire che o portiamo entrambi una ragazza stanotte o non la porta nessuno dei due,cosa alquanto probabile visto l’occhiata che ci hanno lanciato Pedro e Dani quando abbiamo scoperto come eravamo divisi nelle stanze.Mentre aspetto che il mio amico mi liberi il bagno per farmi una doccia,Firenze alla fine di Giugno è veramente calda,mi sdraio sul letto e tiro fuori dalla tasca il cellulare,avendo ormai perso ogni speranza di trovare un messaggio da quella dannata ragazza che prima mi da il numero e poi non si degna neanche di rispondermi.Ovviamente,neanche questa volta l’ha fatto e io scaravento per l’ennesima volta il cellulare dall’altra parte della stanza:il suo silenzio mi entra nel cuore come una ruspa che lo voglia distruggere,abbattere,cancellando il nome di Chiara e ricoprendolo di macerie.Sono così infuriato e deluso che non mi accorgo neanche di aver svolto queste ultime azioni sotto lo sguardo tra il preoccupato e lo scherzoso di Ste che è appena uscito dal bagno tutto messo a posto e pronto per uscire.
    “Non ti ha ancora risposto?”Chiede lui serio.
    “Cosa sei diventato Pedro?Lascia a lui il ruolo di psicologo del gruppo e tu rimani il solito *******e che mi piaci di più così! E comunque no,non m’ha risposto.”Finisco il discorso guardando sconfitto il mio cellulare a pezzi,chiedendomi quante volte ancora potrò lanciarlo contro qualsiasi parete io mi trova davanti prima che si rompa definitivamente e mi lasci anche lui,custodendo il segreto di quella ragazza.
    “Sai com’è deve avermi contagiato,ormai sto con lui ventiquattro ore su ventiquattro.Prima o poi diventerò perennemente scazzato come te e poi ipernevrotico come dani.E comunque rilassati Ka,sono passati solo due giorni magari ha avuto da fare,su.”Mi dice lui già sulla porta della stanza ed io ancora una volta nel giro di due giorni mi sorprendo di me stesso e mi chiedo che cosa è successo perché Stefano debba consolarmi,dio mio non era mai successo,sono davvero diventato ridicolo.
    “Mmh si vabbe dai vai Ste..divertiti con..?”Gli rispondo senza finire la frase poiché non mi ricordo assolutamente il nome della sua amica,o forse semplicemente non l’ho mai ascoltato,preso come ero dai miei pensieri e dalle mie frustrazioni.
    “E dai Ka,se non ti ricordi il nome delle ragazze con cui vai a letto non è un problema,lo faccio pure io,ma lei è importante quindi fai un piccolo sforzo,ok?”Mi dice lui rimproverandomi con un cipiglio severe.Io giuro che mi sforzo a ricordarmi il nome di quella ragazza ma nella mia testa c’è il vuoto più totale,non riesco a ricordarmi niente,ricordo solo i concerti,gli unici momenti in cui riesco a levarmi dalla testa quella ragazzina insolente.I concerti sì,li ricordo uno ad uno,sono lì,impressi nella mia memoria a fuoco,ricordo il calore della gente,il suono della mia chitarra,quello del basso e della batteria e la voce perfetta del mio migliore amico che non sbaglia mai una nota,mai una tonalità,mai niente.Ritorno sulla terra e mi rivolgo incerto a Stefano che mi fissa serio,cercando di cavare qualcosa fuori dalla mia testa.Un nome,Carmine,un nome,sparane uno a caso,magari ci azzecchi.
    “Non so..Sara?”Lui mi guarda malissimo e scuote la testa.
    “No non si chiama Sara.E strano che non te lo ricordi,perché questo nome ti sarebbe dovuto rimanere impresso visto che ne sei ossessionato..Comunque,visto che sei un povero ragazzo senza memoria,si chiama Chiara


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  10. #10
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    Predefinito Re: Questa corsa non ha senso se il senso l'ho già perso dietro a te.

    Ciao Belleesse,
    questa volta vi ho fatto aspettare un po' di piu rispetto al solito perchè sono stata male male :S
    Coooomunque qui c'è il nuovo capitolo,spero vi piaccia

    P.S Vale come è andato l'esame?


    “A volte si è troppo vicini da non riuscire a vedersi e poi troppo lontani da aver freddo vicino agli altri.”


    “Chiara?”
    Mi risveglio non appena la leggerezza e la dolcezza contenute in quel nome si librano nell’aria fino a giungere alle mie orecchie distratte,che sì,stavano ascoltando Stefano,ma non come ora,che sono sull’attenti. In realtà non sono solo le orecchie ad essersi drizzate,tutto il mio corpo è in tensione,pronto a scattare o a rilassarsi ad un minimo cenno da parte del mio amico.E tutto per un nome,bello,sì,ma pur sempre un nome.
    “Carmine te lo dico sul serio,spero che tu non faccia quell’espressione ogni volta che vedi quella povera ragazza perché se no posso spiegarti senza problemi il motivo per il quale non ti risponde. E comunque sì,la mia migliore amica si chiama Chiara,proprio come la tua tipa,e lo sapresti già da un po’ se negli ultimi giorni fossi stato con noi sulla terra e non nel pianeta MissGambeLunghe.”Detto questo se ne va,lasciandomi da solo a riflettere su che razza di amico posso essere se non ricordo neanche il nome della ragazza che è stato al centro dei loro discorsi per praticamente tre giorni di fila,quante altre cose avranno detto,da loro ritenute importanti,che io non ho minimamente ascoltato?il punto è che se ripenso agli ultimi giorni trascorsi,ho una specie di vuoto totale che viene riempito solo da quelle maledette gambe,quel corpo,quel sorriso,quegli occhi e quel viso.Sempre lo stesso,*****,che galleggia nella mia mente come a prendersi gioco di me.
    E sono lì,a mezzo tra il pieno compatimento e il ribrezzo di me stesso,sdraiato su un letto che mi accoglierà per una sola notte e di cui probabilmente fra cinque,dieci,venti anni non ricorderò assolutamente niente,a pensare ad una ragazza di cui non conosco nulla,ma che sono sicuro ricorderò sempre,anche quando sarò vecchio e decrepito io comunque la ricorderò e racconterò ai miei nipotini di quella ragazza strana e diversa che avevo incontrato in metropolitana e che mi aveva fatto dannare per un’intera settimana durante il primo tour della mia vita.Spero che a quel punto,di tour ne avrò fatti almeno dieci e che le canzoni dei Finley saranno famose in tutto il mondo al punto che verranno suonate a feste,matrimoni e anche ai funerali,sì,che la tristezza non fa mai male. So che qualunque cosa accada mi ricorderò di lei perché la memoria di ogni essere umano è un mostro:tu dimentichi,lei no,semplicemente archivia le cose,ecco tutto. A seconda della sua volontà le conserva per te o te le nasconde e le richiama poi un giorno per fartele ricordare,senza che tu lo chieda.La gente crede di avere una memoria,ma la verità è che è la memoria che possiede noi.
    Insomma,fondamentalmente passo il pomeriggio in attesa di andare a fare il soundcheck a delirare e a farmi mille film mentali di cui non parlerò mai a nessuno quando improvvisamente succede il miracolo.Lo schermo del mio cellulare si illumina e mi segnala il fatto che mi è appena arrivato un messaggio attraverso il disegno di una bella busta tutta piena che lampeggia e che continuo a vedere nei miei occhi,anche se giro lo sguardo più volte puntandolo su altre cose per distrarmi.Non so come faccio ma so perfettamente che è lei,lo sento da come la presa delle mie mani sul telefono si è fatta più forte non appena ho notato l’arrivo del messaggio,lo sento perché il mio volto ha preso un colorito rossastro decisamente innaturale per la mia carnagione e sono sicuro che nei miei occhi si è accesa quella luce che alle donne piace tanto e di cui io spesso non mi accorgo nemmeno.Sono sicuro che sia lei ed ho una tremenda paura di aprirlo,da lei posso aspettarmi di tutto,anche una riga di insulti infiniti o meglio,una presa per il culo. Vado in bagno,faccio la doccia,mi cambio,esco dalla camera incamminandomi verso quella degli altri due,andiamo a fare il soundcheck,tocco la mia chitarra,faccio musica,saluto qualcuno,parlo con gli altri,rido,accolgo Ste tutto contento,andiamo a mangiare e io ho paura.Non ho ancora aperto quel messaggio perché ho paura.Mi sono comportato normalmente come sempre,ma nella mia mente vedevo solo il mio cellulare con lo schermo illuminato dalla busta del messaggio in arrivo.Alla fine,cinque minuti prima di salire sul palco,prendo il cellulare in mano e mi decido a leggere quello che mi ha scritto.
    “Ci vediamo presto,Carmine.”
    Ma che cosa vuol dire?Cosa vuol dire ci vediamo presto?No,non ci vediamo presto Chiara,non so nemmeno io quando torno,come cavolo puoi pretendere di saperlo tu?E di conseguenza,finchè non torno non ci vediamo io e te,niente incontri sulla metropolitana,niente sguardi,niente sorrisi. Scuoto la testa,pensando a quanto il nome Carmine mi abbia sempre fatto schifo e quanto invece sia diventato splendido adesso che lei lo ha scritto,che lo ha pensato e modellato nella sua mente per me totalmente inspiegabile.
    “Ka dobbiamo salire!”Mi urla Pedro con negli occhi già quella luce esaltata che nasce non appena nell’aria si sente il profumo di concerto:gli sorrido contento e ripongo il cellulare nella tasca dei jeans,cercando di non pensare più a Chiara ed ai suoi strani messaggi e di concentrarmi solo sulla mia chitarra.Facciamo un concerto meraviglioso,suoniamo tutti i pezzi uno meglio dell’altro e non lo dico per vantarmi ma perché so che è così,so quanto abbiamo faticato per arrivare fin qui,sopra questo palco,legati ed uniti dalla nostra amicizia e dalla musica,non possiamo sbagliare niente finchè siamo insieme,questo ormai è chiaro a tutti.Pedro e Dani sono magnifici come al solito,ma Ste è perfetto,e questo solo perché la sua migliore amica stasera è venuta a vederci e ha detto che dopo il concerto ha intenzione di presentarcela e portarla a bere con noi.
    Finisce l’ultima canzone e io mi sento felice,come non lo sono mai stato:darei qualsiasi cosa,pagherei qualsiasi cifra per sentirmi tutta la vita proprio come mi sento ora,invincibile e fortissimo,capace di spaccare il mondo con una carezza.So bene che anche gli altri tre si sentono così:ridiamo e salutiamo il pubblico accalcato sotto il nostro palco,stupendoci per l’ennesima volta di quanta gente sia venuta,in una giornata afosissima di estate,a vedere noi,qui solo per noi.
    “Ciao Firenze!Grazie per stasera,siete stati fantastici!Buona notte!”
    Urla Pedro nel microfono,ricevendo come risposta dal pubblico un boato in grado di distruggere i timpani a chiunque,compreso me:ci tappiamo le orecchie ridendo e scendiamo dal palco,avviandoci verso il backstage e verso una delle serata che mi avrebbe cambiato la vita.



    http://forum.teamworld.it/forum1743/...-senso-se.html

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