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Discussione: Ti aspettavo

  1. #1
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    Smile Ti aspettavo

    Buon giorno! Sono una tipa che non si connette più da qualche mese su questo forum causa scuola (esami di terza media). Ora sono più libera e da qualche giorno sto scrivendo una nuova fan fiction. Spero vi piaccia. Se volete un'anticipazione, leggete di seguito, altrimenti iniziate a leggere la storia. Questa è l'anticipazione: il bello inizia con il quarto capitolo.
    Buona lettura!


    Capitolo 1
    Ginevra è seduta in riva al mare, le onde si infrangono in parte su di lei. Adora questo quando vuole restare sola con i suoi pensieri. Sta meditando sull’ultima notizia ricevuta dal padre:”<<Gini cara, resteremo ancora qui, a Riccione, per una settimana, dopodiché ci trasferiremo per un anno a Parigi e poi chissà.>> Maledizione! Possibile che papà non possa restare fisso in un posto e girare il mondo solo per le vacanze?!?!? Mannaggia! Sono stanca di stare lontana da Milano per quel cavolo di lavoro di mio padre! Chissà se mia madre se ne rende conto! Lorenzo, il mio adorato fratello dodicenne, è d’accordo con me. Ne sono certa. Però io voglio tornare definitivamente a Milano prima o poi!”.
    Ginevra si alza, va a prendere le sue cose, va a cambiarsi e ritorna a casa sua, nervosa. Appena varcata la soglia, trova una sorpresa: suo padre è già tornato a casa dal lavoro.
    “Ciao, Ginevra.”
    “Ciao.” Dice a denti stretti “Papà, quando finisco le superiori, da qualunque parte del mondo in cui mi trovo, posso trasferirmi in un posto fisso?”
    “Sarà così. Torneremo a Milano tutti e quattro. Perché?”
    “Come perché???!!?! Sono stanca di cambiare casa ogni anno! E neanche in Italia! In mezza Europa. Ok, sono contenta di saper parlare tredici lingue, però sono stanca di continuare a spostarmi!”
    “Vuoi dire che i l’Europa non ti piace?”
    “No!!! Nel Vecchio Continente ci sono i posti più belli che abbia mai visto! Altro che Stati Uniti, Cina, Turchia o Emirati Arabi Uniti! Però io voglio girare il mondo quando sono in vacanza. Cercheresti un altro lavoro, per cortesia?? O chiedo troppo?”
    “Ti fanno comodo, però, i soldi che guadagno…”
    “Papà, perché non capisci che non mi frega niente dei tuoi soldi?!?! Sei il solito dirigente d’azienda egoista, che mette su famiglia solo perché lo fanno più o meno tutti, che prima di coinvolgerci nel Giro d’Europa in Tredici Anni, vedeva i suoi figli solo nel finesettimana e che quindi cercava di compensare la sua assenza con regali di cui io e Lorenzo abbiamo piene le scatole!!”
    “Egoista sarai tu!”
    “IO SAREI L’EGOISTA! Sono la prima della classe, faccio due lavori per mettere da parte dei soldi per quando sarò maggiorenne poiché non ho intenzione di dipendere più da te e dalla mamma a partire dai diciotto anni, preparo sempre io la cena in questa casa, siccome tu e mamma arrivate sempre alle 9 di sera e Lorenzo spesso si confonde chiamandomi:<<Mamma>> da quando ha imparato a parlare e adesso ha dodici anni!!! Rifletti un attimo, per favore, e poi dimmi chi è veramente l’egoista.”
    Giancarlo, il padre di Ginevra, riflette per qualche istante, emette un sonoro sospiro e conclude:”Sì, hai ragione, faccio un lavoro che mi prima mi permetteva di stare con voi solo due giorni su sette ed ora ci fa girare per l’Europa. Ammetto di non essere mai stato un padre presente.”
    “Noi preferiremmo che tu guadagnassi cinque volte di meno, essere una famiglia che fa i salti mortali per arrivare alla fine del mese con il tuo mestiere, quello di mamma e i miei perché saremmo più felici. Perché saremmo costretti a restare in un luogo fisso e perché staremmo tutti e quattro insieme.”
    “Va bene. Prometto che quando torneremo a Milano, cioè fra un anno, cambierò lavoro. E a Milano resteremo una volta per tutte. Contenta? Dunque Milano sarà la città in cui darai gli esami di maturità, poi, se vorrai, là frequenterai l’università e, sempre se ne avrai voglia, metterai su famiglia...”
    “Lo spero proprio.”
    I due fanno una pausa. Dopo circa trenta secondi di silenzio, Ginevra dà un bacio sulla guancia al padre e gli dice:”Mi fido di quello che mi hai appena detto. Ti prego di non deludermi. Comunque grazie a te e alla mamma di essere arrivati a casa con due ore di anticipo oggi.”
    “Prego. Sarà così per tutta la settimana.”
    “Ok. – bacia di nuovo una sua guancia – Ti sei meritato anche questo.”
    “Grazie, piccola.”
    “Prego, papà.”


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  2. #2
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    Predefinito Re: Ti aspettavo


    Ciao alle mie fan! Grazie ancora dei commenti!
    Ecco il secondo capitolo, buona lettura! :-))

    Capitolo 2
    Prima della partenza per Parigi, Ginevra sacrifica alcuni suoi risparmi per comprare un cd di musica italiana che intende ascoltare con il suo lettore. Per tutto il viaggio ascolta “Fuoco e fiamme” dei Finley. Adora tutte le canzoni che sente. Impara anche a memoria i nomi dei componenti e gli strumenti che suonano. Quando esce dall’aeroporto riceve una chiamata dalla sua cugina di Milano, Stefania:
    “Pronto? Stefi?”
    “Pronto? Ginevra?” Stefania sa che Ginevra detesta il soprannome “Gini”. Peccato che suo padre non l’abbia ancora capito e quindi quando le annuncia un nuovo trasloco (altra cosa che detesta) la chiama così.
    “Ciao.”
    “Ciao.”
    “Come stai?”
    “Bene, grazie. Perché so che dopo Parigi riuscirò a goderti molto e perché mi sono fidanzata…”
    “Ah, furbetta! Quella che sarebbe rimasta single per tutta la vita! Meno male! Mi fa piacere! Del resto ai venticinque anni!”
    “Già.”
    “Parlami di lui. per favore.”
    “Si chiama Carmine, detto Ka, ha ventisette anni, suona la chitarra in un gruppo rock… I Finley, conosc…?”
    “Cosacosacosa?!?!? Prima di partire per Paris ho comprato “Fuoco e fiamme” dei Finl…”
    “Comecomecome??!?!? Ti sono piaciuti??”
    “Tantissimo!”
    “Benebenebene! Allora quando arrivi a Milano te li presento.”
    “Volentieri! Grazie!”
    “Sai che ti vedo bene con uno di loro? Però preferisco non dirti di chi si tratta. Comunque chissà se ti innamorerai di uno di loro… Però… GIU’ LE MANI DAL MIO KA, PER CORTESIA!”
    “Me lo auguro.”
    “Bene. Buona permanenza à Paris.”
    “Merci!”
    “Pas de quoi!”



    “Come sta Stefania?” chiede Maria, la madre di Ginevra non appena quest’ultima conclude la telefonata.
    “Molto bene perché è contenta che dopo quest’anno parigino ci trasferiremo definitivamente a Milano e perché ora è in <<dolce compagnia>>: si è fidanzata con un ragazzo di due anni più grande di lei.”
    “Ah, bene! Mi fa piacere.”


    Una volta sistemate le valigie, Ginevra, nell’attesa che sia pronta la cena, si sdraia sul suo letto e inizia a pensare:”E questa è l’ultima città provvisoria. – sorride – Era ora. Mi incuriosisce proprio questa città e se farò amicizie. Contando quelle polacche, ceche, russe, portoghesi, tedesche, danesi, italiane, norvegesi, svedesi, croate e finlandesi, più i parenti (italiani) penso di possedere la rubrica telefonica più lunga fra tutti gli adolescenti del mondo... E chissà quante amicizie farò qui...”



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  3. #3
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    Predefinito Re: Ti aspettavo

    Adesso posto il terzo capitolo perché ho saputo che è stato apprezzato anche il secondo capitolo (grazie mille, Ale!).
    Le prossime volte, però, per favore, commentate anche...
    Buona lettura!

    Capitolo 3
    Passano nove mesi. È un tardo pomeriggio di metà maggio. Ginevra corre lungo gli Champs-Élysées dall’Arco di Trionfo verso la Place de la Concorde. Ascolta con l’mp3 i Finley, perdendosi ogni tanto nelle sue riflessioni. Una settimana prima aveva lasciato André. Si erano fidanzati il 23 di novembre. André ha diciannove anni il 5 di giugno, mentre lei ne ha compiuti diciassette il 29 gennaio. Si erano fidanzati perché avevano diverse cose in comune: condividevano la passione per la batteria, per la musica in generale (escluse la disco e la techno) e per le lingue col vantaggio che non appena si erano visti si sono innamorati l’uno dell’altra. Si rispettavano a vicenda. Erano gelosi l’uno dell’altra, ma fino a un certo punto.
    Ma la settimana scorsa André le ha fatto capire che le interessava un’altra. Una ventunenne. Le è crollato il mondo addosso: odia le coppie di coetanei, ma soprattutto quelle in cui la donna è la maggiore. Se si tratta di una di quelle cottarelle da scuola media, questo non la infastidisce, però quando questo capita alle superiori, o più tardi, sì. Per lei la donna matura è quella che sta con un uomo maturo che, sempre secondo lei, deve essere più grande di lei. Con questo non intende considerarsi chissà chi, però è consapevole, senza vantarsi, di essere molto più matura e intelligente per la sua età. Comunque, la sua amica Sylvie le ha detto che questa ragazza “è stata” con dieci ragazzi nelle ultime dieci settimane…

    Squilla il telefono. È Stefania.
    “Pronto?”
    “Ciao Ginevra!”
    Ginevra sa che se Stefania all’inizio di una telefonata non dice: “Pronto?”, saluta soltanto il suo interlocutore, significa che deve dare all’altra persona una bellissima notizia.
    “Stefy, una bella notizia?”
    “Sì!!!!”
    “Ti ascolto: ne ho proprio bisogno.”
    “Ti hanno detto che dovresti tornare a Milano il 10 di agosto, giusto?”
    “Sì.”
    “Be’, i tuoi e tuo fratello torneranno il 10 di agosto. Tu tornerai… Il 10 di giugno! Ho già parlato con i tuoi. Evvai! Fra venticinque giorni ci rivediamo! Chissà quanto sei cresciuta!”
    “Sììììììììììììììììì!!!!!!!!!!! Quand’è stata l’ultima volta che ci siamo viste?”
    “Due anni fa, penso. Quello in cui ti sei messa con Daniele.”
    “No. Ho capito! Era l’anno prima, quello in cui mi sono fidanzata con Daniele. Avevo quattordici anni.”
    “Urca!!”
    “Già!”
    “Evviva! Ci si vede fra meno di un mese! Ciaaaooooo!!”
    “Ciao, Stefania. Grazie mille.”
    Grazie, veramente, Stefania. Hai ridato il sorriso a Ginevra, che ora torna di corsa a casa perché vuole controllare di aver fatto bene i compiti, con l’intenzione di continuare a dare il massimo a scuola e a continuare a farsi in quattro per tutti quelli che se lo meritano. Ma anche con la gioia di poter tornare a casa, a Milano, in anticipo di due mesi. E con la speranza di trovare un fidanzato, magari italiano, assai migliore di André e di Daniele. Magari quello definitivo. E chissà… Magari uno dei Finley…
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  4. #4
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    Predefinito Re: Ti aspettavo

    Ecco il 4° capitolo. Buona lettura!!!!
    GRAZIE ancora. Vi avviso che fra i nuovi personaggi ci sono due russi. I loro nomi Nadezhda e Aleksej si pronunciano "Nadiézhda" (zh=j francese, come in "jardin") e "Aleksiéi"

    Capitolo 4
    “Bene, Ginevra. Direi che le tue valigie siano pronte.”
    “Sì, sono pronte. C’è tutto.”
    “Perfetto.”
    Dal piano inferiore Giancarlo la chiama. L’accompagnerà fino all’aeroporto, dopodiché Ginevra arriverà all’aeroporto di Linate, dove ci sarà Stefania ad aspettarla.
    “Ciao, mamma.”
    “Ciao, piccola. Buon viaggio. Chiamaci ogni tanto, per favore.”
    “Certo! Ciao, Lorenzino!”
    “Ciao, Généviève! Buon viaggio!”
    “Grazie!”
    “Prego!”

    In aeroporto la coda al check-in è lunga ma veloce.
    “Ciao, piccola.”
    “Ciao, papà.”
    L’aereo decolla alle ore 10 del 10 di giugno. In volo, conosce una coppia di russi di San Pietroburgo, Nadezhda e Aleksej, con i quali fa amicizia e mette in pratica il suo russo. E' contenta di scoprire che lo parla bene.

    A Linate le valigie ritornano senza problemi. Arriva anche Stefania, anzi, VOLA su sua cugina.
    “Ciao, cugy! Alla faccia del bicarbonato di sodio! Ma quanto sei cresciuta!!!”
    “Ciao!!!”
    “Come stai?”
    “…Meglio, grazie. E tu?”
    “Benissimo, perché adesso abito in un appartamento su tre piani con Ka e i suoi amici. La sala è immensa, stupenda, e la cucina è il mio regno. C’è anche un balcone su ogni piano. E' abbastanza vicina alla tua casa… è una villetta che fa parte di una serie che da fuori non si vede, ma entrando, oltre il cancello, si vedono andando in avanti. La nostra è l'ultima in fondo.”
    “Ah! Ho capito dov'è!"
    “Perfetto! Dormirai nella ex stanza degli ospiti. C'è il letto matrimoniale, è un problema?"
    "Assolutamente no."


    “Oh no!!!!”
    “Cosa c’è, Stefy?”
    “Guarda che disordine!! KAAAAAAAAA!!!!!!!”
    Dal piano superiore scende Carmine.
    “Che c’è, amore?”
    “Guarda che disordine!!”
    “Non sono stato io, è stato Pedro!”
    “Vi avevo chiesto di lasciare la casa in ordine per l’arrivo di mia cugina!!”
    “Scusa, amore, scusa!”
    “Uff! E va bene! Comunque, Ginevra, questo è il mio fidanzato, Carmine.”
    “Ka-Ginevra.”
    “Piacere!”
    “Il piacere è mio.” Ka finisce la frase con un immenso sbadiglio che contagia le due ragazze. Queste si accorgono solo adesso che Ka è ancora in pigiama, cioè... volevo dire... in boxer...
    “Ka!!!!!! Vai a vestirti! Subito!!!!!!”
    “Ok!”
    “Cos’è questo casino?” Domanda una ragazzo dai capelli piuttosto lunghi e ricci. “Stefania! Ma… quella è tua cugina Ginevra?”
    “Sì, sono io.”
    “Piacere, sono Marco, ma, ti prego, chiamami Pedro.”
    “Va bene. E tu non chiamarmi mai Giny, ti prego. Ginevra o Généviève, per favore.”
    “Ok!”
    Ka ritorna vestito in maniera decente, finalmente.
    “Pedro, metti a posto il disordine che hai fatto!”
    “Ma non sono stato io!”
    “Sì, va bene, è stato il fantasma di Canterville!”
    “No, sono stato io!” dice un terzo ragazzo. “Arrivo! Eccomi! Tu devi essere Ginevra, la cugina di Stefania, giusto?”
    “Sì, sono io.”
    “Piacere, Ivan.”
    Arriva un quarto ragazzo.
    “Ciao, io sono…”
    “…Dani, giusto?”
    “Come mai sai il mio nome?”
    “Già, come mai sai il suo nome?” gli fa eco Ka, facendo a Ginevra l'occhiolino.
    “Perché voi siete i Finley. Sapevo già i vostri nomi e i vostri soprannomi.”
    “Sei una nostra ammiratrice?” chiede con aria allarmata Pedro.
    “No, se intendete una di quelle scimmie urlatrici, ma mi piacete abbastanza da considerarvi come il migliore gruppo rock italiano di adesso.”
    “Grazie!” dicono in coro i quattro musicisti.
    “Prego! Ah, dimenticavo! Siccome non sono una vostra fan sfegatata, sappiate che non voglio vostri autografi. Mi piacerebbe però ogni tanto scattarci qualche fotografia tutti e sei insieme, cioè Stefania compresa. Ovvio, se Ivan, Pedro e Dani sono fidanzati, con anche le loro ragazze, perché intendo stringere una bella amicizia con voi.”
    “E noi accettiamo con piacere!” questa volta è stato Ivan a parlare.
    Poco dopo Ginevra sale in camera. Le è rimasto in mente quel viso sorridente, quegli occhi dolci, come direbbe lei: “da cucciolo”. Stefania bussa. Sua cugina ritorna sul pianeta Terra con la testa e la fa entrare.
    “Disturbo?”
    “No! Anzi, volevo chiederti… Era con lui che mi vedi, o almeno vedevi bene?”
    “Lui chi?”
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  5. #5
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    Predefinito Re: Ti aspettavo

    Bona sera!!! Per festeggiare il mio primo giorno (ormai finito) di scuola superiore, posto un nuovo capitolo, breve ma, secondo me, un po'... avvincente. Buona lettura


    Capitolo 5
    “...Dani.”
    “Sì, proprio lui. Perché?”
    Ginevra non risponde, ma non appena sua cugina vede l’espressione del suo viso, sbotta:”Ti sei innamorata?”
    “No, ma…”
    “…Ti piace?”
    “…Sì… Mi piacerebbe che diventasse amore… Quello vero…”
    “Con quello che mi hai raccontato sui tuoi amori, ti dico che è possibile.” Stefania è una che non sbaglia mai in questo settore. E Ginevra lo sa. Infatti il suo sorriso si illumina, lei sorride ed esclama:” Allora… Sììììììììì!!!!!!!!! Grazie, Stefy!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!”
    “Prego, cugina!”
    Dani, entra, anzi, irrompe come un terremoto nella camera di Ginevra, la quale, per poco, non sviene. Per due motivi: 1) la visione paradisiaca che ha appena avuto inaspettatamente; 2) il terrore che Dani abbia sentito tutto, ma che non la ricambi né adesso né in un prossimo futuro. Ad ogni modo, Dani si accorge che improvvisamente Ginevra impallidisce.
    “GINEVRAAAAAA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!” urla il ragazzo, terrorizzato.
    “O PORC…!! GIINEEEVRAAAAA!!!!!!!!!!” esclama Stefania, altrettanto spaventata.
    “Mi sento sven…”
    Ginevra non finisce la frase che sviene. Dani la prende al volo e l’adagia sul letto, al contrario, cioè appoggiandole i piedi sul cuscino e dice a Stefania:”Vai in cucina a prendere qualcosa di salato e portalo qua, per favore.”
    “Signor sì! Ma… Non ci vuole acqua e zucchero?”
    “Gli zuccheri fanno effetto subito, ma durano poco. Non vorrei che lei abbia mangiato troppo poco. Comunque è meglio che mangi”
    “Hai ragione: ha mangiato troppo poco. La conosco: quando fa così caldo, non mangia molto e quindi rischia di svenire molte volte. Stavolta è svenuta. Vado subito in cucina! – già fuori dalla stanza aggiunge – Preparo anche l’acqua per la pasta!!!”
    Proprio mentre Stefania inizia a scendere le scale, Ginevra si riprende. Vede il sorriso di Dani. (Per poco non sviene di nuovo).
    “Grazie, mille. Sei un eroe. Il mio eroe.” Gli dice.
    “Prego, ma mannaggia a te! Mi hai fatto prendere un enorme spavento!!”
    Ginevra si ritrova seduta in 0.00000001 secondi. Sgrana gli occhi mentre continua a guardare Dani e gli dice:”Grazie! Nessuno mai si era così preoccupato per me! Neanche i miei genitori, purtroppo…”
    I due si guardano negli occhi, in silenzio, iniziano ad avvicinarsi un po’ e…

  6. #6
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    Predefinito Re: Ti aspettavo


    GRAZIE, prima di tutto!
    Buona lettura!

    Capitolo 6

    …“Eccomi!!!! Sono arrivata troppo tardi?” dice Stefania vedendo sua cugina e il suo amico.
    “Mi sento un po’ debole.”
    “Mangia una schiacciatina mantovana.”
    “Dove le hai trovate!?????????????”
    “Me le ha portate Annalisa, la mia amica di Mantova, te la ricordi?”
    “Annalisa? Ah, sì! Grazie mille, Stefy!”
    “Prego! Comunque ho anche messo su l’acqua per la pasta, dato che è mezzogiorno. – poi aggiunge sottovoce, rivolta a Ginevra - Scusa l’interruzione.” Subito dopo, Stefania fa l’occhiolino a sua cugina.

    A pranzo i Finley pongono qualche domanda a Ginevra:
    Pedro:”Come mai sei venuta qui a Milano da sola?”
    Ivan:”Cosa studi?”
    Ka:”Suoni qualcosa?”
    Dani:”Sei fidanzata?”
    Pedro:”Vuoi avere una famiglia?”
    Ivan:”In quali città europee hai vissuto?”
    Ka:”Perché ti sei spostata così tanto?”
    Dani:”Ti piace Milano?”
    Pedro:”Quale città in cui sei stata ti è piaciuta di più?”
    Dani:”Hai fratelli o sorelle?”
    Ginevra:”Calma, per favore! Adesso rispondo a tutti: sono venuta qui a Milano da sola perché i miei sanno che sono stufa di continuare a spostarmi per via del loro lavoro e allora mi hanno fatta tornare qui da Stefania per le vacanze, due mesi prima di loro. In giro per l’Europa ho studiato lingue in tre scuole diverse con indirizzi diversi, dunque i miei hanno deciso di farmi finire gli studi da privatista. So suonare il flauto, ma la mia passione è la batteria, - Dani sgrana gli occhi - ah, dimenticavo, anche il citofono e il campanello. Non sono fidanzata. Sono stata per circa sei mesi con un certo André, parigino, ma l’ho lasciato un mese fa per una serie di motivi che preferisco non dirvi perché sono più lunghe della lista della spesa che dobbiamo fare domani. Comunque sì, fra qualche anno mi piacerebbe mettere su famiglia e avere almeno due figli. Finora ho vissuto a Varsavia e a Cracovia, a Praga, a San Pietroburgo e a Mosca, a Lisbona, a Colonia, a Copenaghen, a Parigi, ad Oslo, a Stoccolma, a Helsinki, a Zagabria, a Riccione e a Milano, da cui non voglio più andare via, tranne che per le vacanze. Ecco, mi piacerebbe girare di più per la Germania, la Francia e la Russia, vedere Vienna e Budapest, magari. Adoro Milano. Non so dirvi quale sia la mia città preferita fra quelle che ho visto: hanno tutte un fascino unico. Ho un fratello che si chiama Lorenzo. Ha dodici anni.”
    Ginevra fa una pausa per riprendere fiato e finisce finalmente di mangiare la sua pastasciutta, ormai fredda.
    “Se vuoi suonare la batteria ogni tanto, va pure in camera: lì ce n’è una.” Così dicendo, rivolto a Ginevra, Dani, stupisce, anzi, sconvolge gli altri ragazzi e Stefania.
    “Grazie mille.” Gli risponde.
    “Généviève, posso parlarti un attimo in privato per favore?” questa volta a parlare a Ginevra è Stefania.
    “Sì, certo!” Acconsente Ginevra.

    Stefania porta sua cugina in camera di quest’ultima e le dice:”Complimenti: sei riuscita a guadagnare la fiducia di Dani come nessun altro. Mi spiego meglio: di noi si fida, ma non sopporta che si tocchino le sue cose. Se a te ha permesso di toccare la sua batteria… Be’, oserei dire che tu non gli sia affatto indifferente…” Sul viso di Ginevra si stampa un sorriso a trentadue, anzi, a quarantaquattro denti ed esclama:”Grazie Stefy, della bella notizia!!! – la abbraccia – ma ne sei proprio sicura??”
    “Sì.”
    “Grazie della bellissima notiziaaaa!!!!!”
    “Brava!”
    “Grazie! Una curiosità: hai uno smalto marrone, per caso?”
    “Sì, anzi, più di uno, perché?”
    “Te lo spiegherò fra un po’…”
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    Predefinito Re: Ti aspettavo

    Mi scuso profondamente della lunga attesa, ma ho avuto tanti impegni i giorni scorsi. Ecco pronto un nuovo capitolo, mi spiace che sia corto, però già quello che posterò non appena questo sarà commentato, sappiate che è più lungo, così come altri futuri.
    Buona lettura!


    Capitolo 7
    “Dani, scusa, posso parlarti un attimo?”
    “Sì, però ho solo un minuto perché devo andare con Pedro, Ka e Ivan a provare ancora le canzoni di Fuoco e Fiamme.”
    “Mi bastano trenta secondi. Posso guardare i tuoi occhi? Sai, vorrei mettermi uno smalto dello stesso colore...”
    Ginevra vede che Dani arrossisce. Subito dopo questo scoppia a ridere, poi le dice:
    “Va bene, però stasera perché abbiamo tanto tempo a nostra disposizione.”
    “Perfetto! Come è meglio per te.”
    “Grazie, a stasera.”
    Uscendo di casa, Dani dà un bacio a Ginevra sulla guancia sinistra. Lei resta impalata per circa un minuto. A farla ritornare alla realtà è Ivan.
    “Ginevra, sai che hai una faccia da innamorata?”
    “Sul serio?”
    “Sì! Se vuoi dirmi di chi si tratta…”
    “Va bene! Però lo sappiamo solo io e te e Stefania.”
    “Certo.”
    “Be’… Ecco… Sì… Insomma… Mi piace Dani.”
    “A me sembra che tu piaccia a lui… comunque non vorrei sbagliarmi…”
    “Non ti preoccupare… Comunque Stefania mi ha detto la stessa cosa… Ad ogni modo dire che mi sono innamorata è troppo, però ogni momento che passa insieme a lui, ne sono sempre più interessata… Questa situazione ha preso un’impennata un momento fa, appena prima che lui uscisse di casa, perché mi ha dato un bacio su una guancia.”
    “Bene bene bene!”
    “Grazie della bella notizia!!”
    “Di niente!”

    “Accippicchia, Dani è uscito per andare in sala prove – suona il videocitofono – Arrivo, Dani! – gli urla –“.
    Dopodiché, Ivan corre fuori dalla porta.

    Ginevra chiude la porta. Decide di andare a ripassare un po’ il francese anche se questa lingua le ricorda André.
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    Predefinito Re: Ti aspettavo

    'Sera a tutte!!! Nuovo capitolo!!

    Capitolo 8

    “Dani, ma che c***o ti succede?!!?!?!?”
    “Perché?”
    “Continui a sbagliare! Ma si può sapere che hai???” sbraita Ka.
    “Già, sei strano, amico.” Aggiunge Pedro.
    “Concordo.” Conclude Ivan facendo finta di non sapere quello che sa sul suo amico batterista.
    “Niente di grave… è solo che… …è solo che mi sono innamorato, penso…”
    “GIU’ LE MANI DALLA MIA STEFANIA!” Non è necessario che scriva chi abbia parlato.
    “Tranquillo, Ka. Non è lei che mi piace. È Ginevra…”
    Ivan sorride e pensa, contento per Dani:”Io so qualcosa che voi non sapete”, quindi dice:”Complimenti amico! Ma lo sai che vi vedo molto bene insieme?”
    “Grazie! Speriamo sia così!”
    “Ah, bravo!” Dice stavolta Ka.
    “Grazie. Mi rendo conto che fra di noi la differenza di età non sia molto piccola, però io sono convinto che se ci amiamo può funzionare, anzi, funzionerà.”
    “Se ti può interessare – dice Ivan – a me sembra che tu sia tutt’altro che indifferente a Ginevra… Non vorrei sbagliarmi, ma mi sembra che le piaci.”
    Sul viso del batterista compare un sorriso.
    Ora, chiarita la situazione, i quattro riprendono a far musica insieme, sbagliando molto meno. Soprattutto il batterista.

    “Grazie! Scusate un attimo, vado a fare una telefonata.”
    “Ok… ” acconsente Ka.

    “Pronto? Stefania?”
    “Pronto? Dani, dimmi tutto.”
    “Ho bisogno di un’informazione.”
    “Dimmi.”
    “Ginevra è mai stata a Venezia?”
    “Sì, ha fatto una gita in seconda superiore con la classe di Riccione in due giorni…”
    “Da 1 a 100 quanto le sono piaciute Mosca e San Pietroburgo?”
    “Aspetta che glielo chiedo. – dopo un po’ – 1000. Perché?”
    “Grazie, Stefania.” Subito dopo riaggancia. A bassa voce dice:”Questo è il piano B.”
    Stefania, nonostante la chiamata sia già interrotta, dice:”Prego. Ma… Chissà cos’ha in mente…”

    Uscendo dalla sala prove Dani dice ai suoi amici:
    “Non aspettatemi. Torno a casa più tardi. Non preoccuparvi. Voglio solo farvi una sorpresa.”
    “Ok! Va bene!” rispondono i quattro in coro.
    Dani esce, gli altri tre iniziano a seguirlo, vedono che va verso una banca. Si ferma. Fa un prelievo. Quindi, squilla il cellulare di Ka.
    “Pronto? Stefy?”
    “Ka, la cena è quasi pronta, potreste sbrigarvi?”
    “sì, sì, arriviamo fra cinque minuti. Un momento, Dani ci metterà di più. Non so cos’abbia intenzione di fare però ci ha detto di non preoccuparci.”
    “Ah, va bene. Grazie.”
    I tre si incamminano verso casa, mentre Dani inizia ad allontanarsi dalla banca, dirigendosi altrove, senza essersi accorto dei suoi amici…


    Vi anticipo che dovete stare tranquille: Dani non compirà un insano gesto... Se commentate scoprirete che succederà...

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