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Discussione: Rι¢σя∂ι ∂ι qυєι gισяиι ¢hє...

  1. #1
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    Predefinito Rι¢σя∂ι ∂ι qυєι gισяиι ¢hє...

    Sera. Come va?. Le vacanze??
    Come promesso lunedì riprenderò a postare la ff "Tu non mi basti mai". Stasera vi posto questa. Durante le vacanze ho avuto modo di mettere nero su bianco qualcosa nei ritagli di tempo. E' breve, spero vi piacerà.


    -1-

    Fin da piccola ho sempre avuto paura del buio. Sempre. Forse perché non so cosa mi circonda quando il buio si espande.
    Lo so, si lo so. Non c’è differenza tra buio e luce. Quello che c’è al buio c’è anche alla luce ma purtroppo non riesco a farmene una ragione.
    Le persiane sono spalancate e dai vetri della finestra si fa spazio la luna. Illumina la mia stanza. Quello che c’è alla luce c’è anche al buio ed in questo momento c’è il nulla o quasi.
    C’è solo il mio letto. Domani ci trasferiamo.
    Ultima notte qui.
    Finalmente dopo molti anni mio padre ha ricevuto la tanto desiderata promozione. È un informatico. Dirigerà la nuova azienda a Vicenza. Per lui è un doppio premio visto che ha passato li la sua infanzia.
    Devo lasciare Legnano. La mia Legnano. La città dove sono nata e in cui ho passato i 17 anni più belli della mia vita. Devo lasciare i miei migliori amici, quelli con cui ho condiviso i momenti più emozionanti della mia vita.
    Marco, Danilo, Stefano e Carmine. Soprattutto Carmine, il mio migliore amico in assoluto.
    Il trasferimento in parte non mi fa soffrire perché, fortunatamente, andiamo in un posto che in parte conosco. Tutto è pronto.
    Il camion del trasloco è già in viaggio. Tocca a noi partire.
    Rivolgo un’ultima occhiata a quella che fino a quel momento era casa mia e poi salgo in macchina.
    Stiamo tutti e 3 in silenzio, sono solo le sei del mattino. Il sole dei primi di settembre non è ancora del tutto sorto, il cielo ha varie gradazioni. Approfitto del silenzio per riposare un po’ anche se il viaggio è breve. Solamente due ore e mezza.
    Mi addormento quasi subito ma nel giro di un’ora mi sveglio perché i miei genitori stanno parlando della casa nuova che altro non era che la casa della nonna paterna, quella dove aveva sempre vissuto papà.
    Non ricordo molto di quel posto ma ricordo che è una di quelle villette a schiera con un enorme giardino e con una piccola piscina. Mi ricordo di quel giardino, dove,da piccola, passavo interi pomeriggi con il figlio dei vicini con cui non ho mantenuto i contatti. Non so se abita ancora lì ma lo scoprirò appena arrivo.
    Mamma sta parlando della mia futura camera, sarà il doppio di quella che ho lasciato e finalmente avrò il tanto desiderato e richiesto letto ad una piazza e mezza.
    Poco dopo mi unisco alla loro conversazione. Tra una parola e l’altra noto un cartello stradale.

    Thiene 200 m.

    Poco dopo eravamo a casa della nonna.
    E’ davvero una tipa bizzarra che,nonostante la sua età, ama fare le cose più strane. Di mattina le piaceva andare a correre, fare shopping ed uscire ogni sabato sera fino a tardissimo con le sue amiche. Papà parcheggia e tutti e tre scendiamo.
    La nonna ci corre incontro e ci stringe in un abbraccio. Ci stringe forte tutti e tre contemporaneamente.
    << Sono felicissima. Da oggi in poi vivremo tutti insieme. Anto, non essere triste potrai vedere i tuoi amici ogni volta che vuoi. Invitali quando vuoi! >>
    <<grazie nonna. Sono felicissima di vederti, mi sei mancata tanto>>
    << anche voi, venite dentro che vi mostro la casa che di sicuro non ve la ricordate>>

    La villa è a due piani. Al primo c’è un salone enorme, a sinistra una cucina con porta scorrevole che porta al giardino. A destra una stanzetta che sarebbe diventata lo studio di papà e un bagno. Al secondo piano la camera di nonna, dei miei genitori un bagno e la mia.
    Non esitai ad entrarci.
    E’ davvero meravigliosa, mi piace già da vuota. Ad incidere anche il colore fucsia delle pareti. Scommetto che l’ha fatta ridipingere la nonna pensando a me.
    Apro il balcone per godermi qualche secondo il panorama. Un leggero venticello mi scompiglia i capelli.
    Rientro dopo poco, mi stanno chiamando dal piano di sotto. La nonna c’ha preparato la colazione.
    La tavola è già apparecchiata mi siedo e comincio mangiare.
    <<esco un po’ in giardino>>
    Dico alzandomi da tavola.
    << no Anto. Prima aiuti la nonna e la mamma, poi esci >>
    Dice con un tono quasi di rimprovero mio padre.
    Onde evitare problemi comincio a sparecchiare.
    << Filippo, lasciala pure andare..ci pensiamo noi! >>
    La nonna rimprovera papà che volendo evitare discussioni con la madre lascia correre.
    << Grazie nonna>>
    Dico mandandole un bacio, prendo una felpa ed esco.

    Il giardino della nonna è rimasto come me lo ricordavo. Comincio a camminare. Lungo il recinto noto un cancellino. Entro e trovo una sedia a sdraio. Mi metto comoda e mi rilasso.
    Un paio di minuti dopo qualcuno poggia una mano sulla mia spalla, spalanco gli occhi.
    E’ un ragazzo alto,magro,con i capelli neri lisci e con un ciuffo che penzola davanti agli occhi.
    << Chi sei? e perché sei a casa mia?!? >>
    Mi domanda sospettoso.
    << No,tu chi sei e che ci fai a casa di mia nonna?!? >>
    Domando subito.
    << Veramente questa è casa mia, casa di tua nonna?!?! Antooo>>
    Mi sorride ed io non so chi sia.
    <<sono io>>
    <<sono Walter, non dirmi che ti sei dimenticata di me >>
    Guarda un po’ il destino. Mi ero ripromessa di cercarlo appena arrivata e invece mi ha trovata lui. Era Walter,il bambino con cui giocavo da piccola.
    <<Quanto sei cambiato!>>
    << anche tu, sei davvero carinissima tosa>>
    Ricordavo Walter come un bambino cicciottello con i capelli a caschetto. Invariati i denti un po’ storti e quel suo bellissimo e dolcissimo sorriso.
    << Allora,come mai da queste parti? >>
    Mi domanda accomodandosi al mio fianco.
    << Stamattina mi sono svegliata presto, avevo voglia di fare due passi e sono venuta qui>>
    << divertente. Milano-Thiene a piedi>>
    <<Scherzavo, mi sono trasferita. Te la faccio breve, papà ha ricevuto una promozione con tanto di trasferimento ed eccomi qui!>>
    << Dimmi cos’ hai fatto da quando te ne sei andata da qui. Vorrei sapere tutto quello che hai fatto in questi anni>>
    << Ho fatto le elementari, le medie e ora sono a liceo. Ho cominciato a giocare a pallavolo. Ho pochi amici ma straordinari e …basta cosi>>
    <<Non basta cosi, per adesso mi accontento. Con il tempo voglio ogni dettaglio >>
    << va bene. Tu??>>
    <<Mi sono diplomato, a ragioneria. Non sono mai stato una cima a scuola cosi ho evitato l’università e mi sono dedicato alla mia più grande passione. La musica. Ad un concerto ho conosciuto un ragazzo,Roberto. Mi ha presentato un suo amico che suonava la batteria e tramite my space abbiamo trovato un bassista ed abbiamo formato una band. Come tutte le band abbiamo cominciato ad esibirci in piccoli pub, grazie al my space le persone sono aumentate e un giorno abbiamo preso parte ad una competizione “Cornetto Free Music Audition”. Siamo stati notati da una casa discografica, abbiamo partecipato al TRL Extra Live a Bari ed ora stiamo incidendo il nostro cd d’esordio>>
    Uao. In questi anni distanti ha davvero passato un bel periodo.
    << wow sto parlando con un cantante>>
    << eh si>>
    << sono contenta>>
    Lo abbraccio.
    << Mi sarebbe piaciuto condividere tutto questo con te>>
    << Anche a me ma Anto ora sei di nuovo qui e possiamo vivere tanto altro insieme. Il meglio arriverà>>


    http://forum.teamworld.it/forum1743/...ml#post8273863
    Ultima modifica di griduccia; 01-09-2012 alle 22:47
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  2. #2
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    Predefinito Re: Rι¢σя∂ι ∂ι qυєι gισяиι ¢hє...

    -2-

    Il giorno dopo.
    Spalanco gli occhi alle 10:00 in punto e dopo una bella colazione ed una doccia mi metto a sistemare la mia nuova stanza.
    Devo rimboccarmi le maniche, devo praticamente dar vita alla mia nuova tana. Attacco lo stereo alla corrente e metto il cd che mi ha dato Walter ieri sera. Il cd della sua band, i Lost.
    E’ davvero strepitoso, lo riascolto più volte mentre sistemo libri, cd, peluche, profumi e medaglie vinte grazie alla pallavolo.
    Qualcuno, decide di interrompermi, bussando alla porta.
    << entra pure>>
    La porta si apre e la musica si ferma.
    << ey spidergirl perché ti sei arrampicata?>>
    Sistemo la medaglia che ho tra le mani e lentamente mi volto ma non abbasso lo sguardo.
    << Ey Wal, ciao. Scusa se non ti guardo ma soffro di vertigini. Sto sistemando le medaglie. Purtroppo essendo alta quasi quanto i puffi devo farmi aiutare o arrampicarmi>>
    << lo conosco questo cd, allora che ne pensi?>>>
    << Sinceramente mi aspettavo qualcosa di buono ma in realtà è davvero meraviglioso. Ti descriverò meglio ciò penso in un altro momento. Ora aiutami a scendere, non ce la faccio più>>
    Gli allungando la mia mano, molto più pratico avvolge un braccio intorno al mio corpo e mi mette a terra ma si sofferma a guardare il mio decolté. La maglietta mi si è sbottonata mentre sistemavo le medaglie.
    << Fontana, basta cosi o rischi di vedermi anche gli organi>>
    Ridiamo.
    << è che mi fa strano vederti cosi. L’ultima volta che ti ho vista avevi 5 anni e i codini.>>
    Mi allontano e tiro fuori i profumi dallo scatolone.
    <<ti va di venire con me a casa di Filippo? >>
    Ecco perché è venuto.
    << volentieri. L’ho mai visto?>>
    Prende la custodia del suo cd dal mio letto e me lo mostra.
    <<piacere Filippo. Si vengo. Qui conosco solo te e mia nonna>>
    Chiamata in causa spalanca la porta.
    <<è pronto il pranzo>>
    Ci informa e poi riscende e mentre io vado a lavarmi le mani sento Walter correre sulle scale. Arrivo in sala da pranzo e lo trovo a capo tavola con tanto di tovagliolo infilato nel colletto della camicia pronto a mangiare il famoso pollo con le patate di mia nonna.
    <<sei sempre super goloso>>
    <<sempre, amo il pollo di tua nonna.>>
    Ride e mi siedo al suo fianco.
    << Mamma e papà? >>
    << Sono a lavoro. >>
    Mi informa, subito, la nonna.
    << Sara, l’ho convinta. Dopo viene con me a casa di Filippo>>
    Dice Walter alla nonna. Vedo che se la intendono.
    << bravo toso>>
    Risponde lei e poi, finalmente, cominciamo a mangiare. Siamo decisamente in extacy il pollo della nonna è una delle cose più buone del mondo.
    Al termine del pranzo Walter mi da una mano a sistemare la stanza. Finiamo nel giro di pochissimo visto che da sola ero già arrivata a buon punto, poi usciamo.
    << andiamo a piedi a casa del tuo amico?>>
    Domanda lecita.
    << ma no Anto. Ci andiamo con Smartina>>
    Mi risponde con aria sognante.
    << e chi è?>
    Indica una smart nera fuori dal cancello. Scoppio a ridere.
    << sei fuori di testa>>
    Rapidamente saliamo.
    << Anto, ti presento la Smartina. Smartina lei è Anto>>
    << andiamo va! >>
    Rispondo allibita mentre lui mette in moto e parte.
    << Mettiamo un po’ di musica? >>
    Mi propone.
    << Sì, il vostro CD>>
    << Non sei obbligata >>
    << lo so, infatti te lo chiedo perché mi piace >>
    Fa play e poco dopo siamo di fronte ad una villa enorme.
    << ey tosi, Walter ha una nuova fidanzata>>
    Ci accoglie questo annuncio appena scendiamo dalla macchina.
    Ci sono due ragazzi.
    Uno alto, ciuffo castano e sparato con accanto una ragazza. Capelli castani medio lunghi.
    << vi presento Antonella, una mia vecchissima amica. >>
    I due ragazzi si avvicinano a noi.
    << Ciao,io sono Lidia, lui è mio fratello Roberto >>
    << piacere. Roberto..ho sentito parlare di te.. >>
    << non mi importa>>
    Mi risponde indifferente.
    Ci rimango male, non mi aspettavo un atteggiamento del genere.
    Roberto prende Walter per un braccio e se lo porta fuori dal giardino.
    << Scusa, mio fratello è fatto male>>
    Mi informa Lidia.
    << ci sei rimasta male? >>
    <<no, assolutamente. Tranquilla.>>
    Li raggiungiamo per poi entrare tutti insieme in un garage.
    << Finalmente! >>
    Dicono in coro i tre ragazzi.
    Uno è altissimo e magrissimo, beato lui. Io sono una nana che gioca a pallavolo. Se fossi cosi alta sarebbe molto più facile. Ha dei ricci castani e dei bellissimi occhi azzurri. Il secondo è alla batteria e mi saluta a distanza alzando una bacchetta. Ha occhi e capelli castani ed un viso dolcissimo. Il terzo è anche lui castano e ha delle labbra molto pronunciate.
    << tosi lei è Antonella >>
    Prontamente mi presenta Walter. I tre ragazzi si alzano e mi vengono incontro per stringermi la mano.
    <<ciao io sono Giulio>>
    Il primo a presentarsi è proprio quello dalle labbra pronunciate, poi mi stringe la mano quello alto.
    << Io sono Luca>>
    << ed io Filippo….aspetta ma lei è quella famosa Antonella con cui giocavi da bambino? >>
    Domanda il padrone di casa al cantante che annuisce, imbarazzato.
    <<Walter era innamorato pazzo di te>>
    Mi informa Filippo.
    <<cosa??>
    Domando al Fontana mentre sto per scoppiare a ridere.
    <<eh si lo ammetto>>
    Dice lui ridendo.
    <<anche io ti amavo>>
    Ora ridiamo entrambi piegandoci in due e poggiandoci l’uno sull’altra.
    << Allora è tutto pronto per Genova? >>
    Domanda Roberto ignorando la nostra conversazione e le nostre risate. La sua domanda mi è sembrata molto automatica. Della serie non mi interessa quello che dite perciò cambio discorso.
    << Genova? >>
    Domando curiosa, cerco un modo per entrare nell’orbita di Roberto. Credo di essergli antipatica a pelle.
    << Sì ci esibiremo all’MTV DAY. Perché non vieni con noi? >>
    Propone Filippo.
    << non saprei>>
    << Grande idea Spez. Si Anto, ti prego. Ti prego, ti prego. Ti prego >>
    Dice Walter saltellando come un coniglio in preda all’eccitazione.
    << tu vieni con noi! >>
    Mi impone Luca con un sorriso.
    << che bello almeno avrò al fianco una persona sana di mente e non starò sola con questi 5>>
    Dice contenta Lidia.
    << fantastico >>
    Commenta, quasi, schifato Roberto per poi uscire. Mi correggo, non “credo” ma gli sto antipatica e anche tanto.


  3. #3
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    Predefinito Re: Rι¢σя∂ι ∂ι qυєι gισяиι ¢hє...

    -3-

    Io e Walter abbiamo ritrovato il feeling e l’alchimia che ci univa tantissimo in passato. Abbiamo ringranato nel giro di pochissimi giorni. Ora urge informare i miei, devo chiedergli il permesso per andare a Genova. La fortuna è dalla nostra.
    Stasera siamo a cena a casa Fontana, questo è il momento perfetto.
    Io e Walter siamo in cucina ad apparecchiare, scherzando e giocando mentre le nostre mamme sono sedute sul divano.
    La nonna ne ha approfittato per andare a ballare con le sue amiche.
    Walter mi sta facendo il solletico.
    Non ha dimenticato che lo soffro moltissimo. Sono praticamente inginocchiata sul pavimento a ridere mentre lui continua.
    << Ragazzi venite qui! >>
    Reclama la nostra presenta sua madre.
    Ci tiriamo su e ispirando li raggiungiamo. Sentiamo le mascelle stanche, abbiamo riso moltissimo.
    << Walter, stavamo proprio parlando di te e di Genova>>
    Wow, ma allora il destino è con noi e non contro di noi.
    Walter mi trascina alla poltrona e ci sediamo.
    << oggi pomeriggio mi è venuta una grande idea. Visto che Antonella ama moltissimo il mare potrebbe andare a Genova con Walter e divertirsi un po’ prima dell’inizio della scuola. Cosi può conoscere meglio Lidia>>
    Domanda la madre di Walter alla mia. Wow vorrei fare una standing ovation a mamma Fontana.
    Mamma mi guarda.
    << mà, non ci crederai ma stavamo per chiedervelo noi>>
    Ammette Walter ridendo.
    << Non so.. >>
    Comincia a parlare mamma.
    << tranquilla. Conosco gli amici di Walter, sono tutti dei bravi ragazzi e poi, infondo,sono solo due giorni e mezzo! >>
    Ribadisco, mamma Fontana merita una standing ovation.
    << Anto?, tu?. Che ne pensi?>>
    Mi domanda mamma.
    <<ci voglio andare. Voglio vedere il mare e poi vorrei passare un po’ di tempo con Walter prima dell’inizio della scuola e vederlo finalmente sul palco. Anche perché poi io sarò impegnata visto che ho la maturità e lui sarà in tour>>
    << hai ragione. Si, dai ne parlo con tuo padre ma al 99% puoi andare>>
    <<e andiamooo>>
    Lancia un urlo Walter mentre io corro ad abbracciare mamma e poi la mamma di Walter. Il Fontana mi segue a ruota.
    Finite le smancerie mi prende per un polso e mi trascina in camera sua.
    Ci posizioniamo sul letto. Sdraiati, testa piedi in modo da guardarci negli occhi.
    << sono contentissimo>>
    Ammette.
    << anche io, grazie Wal>>
    Dico abbracciandolo e lui ricambia in automatico.
    << tra noi non c’è bisogno. Ora chiamiamo il Visentin. Deve sapere >>
    Lo sta per dire alla persona sbagliata.
    Walter prende il suo cellulare e lascia scorrere il pollice nella lista delle ultime chiamate. Una volta trovato il numero di Roberto ammacca il tasto verde e poi quello del vivavoce.
    << che vuoi Wal? >>
    Non si smentisce mai.
    << indovina??, Anto viene a Genova con noi. Ce l’ho fatta>>
    Lo informa Walter super contento. Lui e la sua faccia d’angelo, riesce ad ottenere ogni cosa che vuole.
    << come sono felice>>
    Risponde Roberto con un tono odioso per poi staccare.
    Walter lancia il telefono sulla sua scrivania. È talmente perso nella sua felicità che non ha fatto per niente caso al tono del suo migliore amico.
    <<direi che non è felice quanto te >>
    Gli faccio notare.
    << Scusalo>>
    Dice per poi abbracciarmi. Quante volte me l’hanno chiesto dal giorno in cui sono arrivata. Lo ammetto, il suo atteggiamento e le sue rispostine un po’ mi fanno male ma non più di tanto infondo non è nessuno nella mia vita.
    << Non preoccuparti, tutto ok>>
    Abbozzo un sorriso e lui, capendo che un po’ ci sono rimasta male si tuffa su di me per farmi il solletico, finché si blocca per spostarmi i capelli dal viso.
    Però quanto è sexy il suo sorriso. Restiamo cosi in bilico. Lui sdraiato su di me con le dita sulla mia fronte e il viso ad un millimetro dal mio ed io a fissare prepotentemente il suo sorriso quando da sotto un urlo reclama la nostra presenza.
    Non abbiamo finito di apparecchiare.
    Ci alziamo rapidamente ma il mio cellulare comincia a squillare.
    Leggo il nome sul display.
    E’ Carmine.
    Lo faccio vedere a Walter che con un sorriso si avvia alla porta chiudendosela alle spalle per lasciarmi un po’ di privacy.
    <<pronto>>
    <<parlo con la signorina Antonella Aleotti?>>
    <<si>>
    <<volevo un’informazione>>
    Sto al gioco.
    <<mi dica>>
    <<ha per caso perso la memoria?>>
    <<no>>
    <<e allora perché non mi hai ancora chiamato da quanto sei partita??>>
    Mi rimprovera lui.
    <<scusa scusa scusa. È che tra una cosa e l’altra non ho avuto il tempo e lo sai che con te non mi basta mai solo un saluto. Volevo dedicarti moltissimo tempo. Meriti moltissimo tempo tanto quanto sei importante per me>>
    <<salvata in corner. Come va?. Com’è Thiene?>>
    <<mh, mi manca Legnano. Troppo.>>
    <<ritenta>>
    <<tu mi manchi più di tutto>>
    <<ora si>>
    <<come mai non siete all’mtv day?>>
    <<eh perché ci stiamo auto votando per vincere il best italian act. A proposito, ci stai votando?>>
    <<ovvio. Ma che domande fai?, vi voto anche dal cellulare e da tutti i siti d’Europa. Peccato che non ci sarete>>
    <<dispiace molto anche a me ma se hai voglia di vederci suonare ti raggiungiamo>>
    <<M A G A R I. Ho troppa voglia di vedervi ma lo dicevo anche perché sarò a Genova>>
    <<come mai?>>
    <<ricordi quel bambino con cui giocavo tantissimo da bambina, di cui ti ho parlato?>>
    <<il figlio dei vicini di tua nonna>>
    <<lui, è Walter Fontana, il cantante dei Lost>>
    <<non ci posso credere>>
    <<non dirlo a me. L’ho lasciato cicciottello e con i capelli a caschetto e me lo sono ritrovato magrissimo e cantante>>
    <<hai dimenticato i denti storti>>
    <<no quelli gl’hanno sempre donato. Ora è davvero carino>>
    <<signorina Aleotti, devo preoccuparmi?>>
    <<di Walter?, no. È come se fosse mio fratello. Non ci sarà mai nulla tra noi>>
    <<ed io?, anche io sono come un fratello?>>
    <<si, molto più di lui però>>
    <<esattamente quello che temevo. Beh ti lascio. Mi aspettano per cena. Salutami i tuoi>>
    Strana risposta la sua.
    <<anche tu, abbracciami gli altri. Vi aspetto eh. Dovete venire a trovarmi>>
    <<certo, ciao>>
    Finisce cosi la nostra prima conversazione da quando mi sono trasferita.


  4. #4
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    Predefinito Re: Rι¢σя∂ι ∂ι qυєι gισяиι ¢hє...

    [B]-4-

    Siamo pronti, le valigie fatte, i biglietti ritirai e l’hotel prenotato. Domani partiamo.
    Lidia mi ha invitata a dormire a casa sua. Ho sbagliato ad accettare. Dovrò stare sotto lo stesso tetto di Roberto.
    Papà mi lascia davanti all’entrata del cancello dei Visentin e dopo avermi ricoperta di raccomandazioni mi saluta.
    <<Ciao papà! >>
    Gli dico scendendo dalla macchina. Walter dovrebbe essere qui, c’è una smart nera.
    Dovrebbe essere la sua.
    Trascinandomi il trolley mi avvia alla porta e busso.
    Ad aprirmi proprio mister simpatia.
    << perché stai qui? >>
    Mi domanda con il suo solito tono.
    << di certo non per la tua “simpatia”>>
    Gli rispondo a tono proprio nel momento in cui compare Lidia.
    <<brava Anto, comunque brutto cafone l’ho invitata io. Vieni Anto>>
    Lancio uno sguardo sarcastico a Roberto e seguo la sorella.

    Neanche il tempo di lasciare il trolley che Walter cercò di saltarmi in braccio.
    <<amichetta mia>>
    Cadiamo a terra visto che non sono abbastanza forte, fisicamente gracile e impreparata al suo lancio.
    Lidia scoppia a ridere.
    <<Wal, ciao, come mai qui??>>
    <<beh la sera prima di ogni viaggio mi autoinvito a casa Visentin. È d’obbligo>>
    <<beh la sera prima del viaggio sono stata invitata a casa Visentin. È un piacere>>
    Gli rispondo e poi scoppiamo a ridere e insieme ci tiriamo su.
    << serata a quattro>>
    Propone Lidia
    << ma che bello >>
    Commenta Roberto con il suo inseparabile tono odioso e poi si allontana.
    Lidia afferra il mio trolley e lo porta nella sua stanza mentre io raggiungo i ragazzi in cucina.
    Stanno parlando di qualcosa o meglio Roberto sta parlando ma appena entro nel suo raggio visivo smette di parlare. Chiaramente non vuole rendermi partecipe. Salto su uno sgabello e mi siedo di fronte a loro in attesa di Lidia.
    Comincio a fissare Roberto. Ha un viso dolce ed uno sguardo tenero. Non capisco dove lo trova questo caratteraccio.
    <<che hai da fissarmi?, t’è venuta una paralisi?>>
    <<eh direi di si. Sei bellissimo e ti guardo. Perché non posso??>>
    Dico ironica mentre Walter ride con la testa poggiata sul bancone della cucina.
    <<spiritosa>
    Mi giudica il padrone di casa chitarrista.
    <<non immagini quanto Rò, non immagini quanto>>
    Gli riferisce Walter mentre continua a ridere di gusto.
    << Fontana, grazie per l’informazione. Adesso che lo so mi sento realizzato>>
    << Robè non incominciare. Ordino le pizze>>
    Lo riprende la sorella.
    << sbrigati >>
    Le risponde Roberto super affamato passando il cordless alla sorella.
    Per la gioia di Roberto ce le consegnano nel giro di poco e in anche meno tempo le mangiamo.
    Dopo aver sistemato la cucina ci sposiamo in giardino per sederci sul prato. I due musicisti si scambiano sguardi e sorrisini che probabilmente sono collegati alla conversazione che ho interrotto prima di cena.
    <<ho un’idea, che ne dite di fare obbligo, giudizio o verità?>>
    <<ma anche no>>
    Risponde serio Roberto.
    <<allora vai a lavare il bagno>>
    Lo minaccia Lidia.
    Roberto si risiede.
    << chi comincia?>>
    Domanda facendo braccetto al suo migliore amico.
    <<Inizio io >>
    Parte prontamente Walter.
    <<a tuo rischio e pericolo Fontana >>
    Lo avverto mentre lui mi lancia uno sguardo di sfida.
    << coraggio è il mio secondo nome, scelgo verità! >>
    << ooo sei nei guai >>
    Gli dice ridendo Roberto.
    << è vero che a 5 anni dopo averti fatto uno scherzo ti sei spaventato a tal punto da aver costretto i tuoi genitori a dormire con te per una settimana>>
    << ero solo un bambino >>
    <<bella scusa>>
    Lo prende in giro Lidia.
    << questo è proprio da te Wal>>
    Lo informa Roberto.
    <<prendi pure in giro Rò, ora tocca a te>>.
    Un nuovo cenno d’intesa tra i due poi Walter tirò fuori la domanda.
    << Perché ti comporti male con Anto? >>
    Sgrano gli occhi per poi fissare il Fontana.
    << ti sbagli>>
    Risponde in automatico Roberto.
    <<devi dire la verità Rò>>
    << Lo ammetto visto che ci tenete tanto. È arrivata da poco e s’è già piazzata troppo bene e sta cosa non mi va giù. Chi è questa ragazza??, fino a ieri sapevo a malapena che esistesse e ora è qui e fa l’amica. Siete concentrati tutti su di lei, sul farla ambientare e avete perso di vista tutte le vostre priorità. Soprattutto tu Wal, il mio migliore amico. Ti sta sempre attaccato. Non mi sento più libero di parlarti. Vorrei che fosse tutto come prima >>
    << finalmente l’hai ammesso. Ma non ti vergogni?. Non sono qui per portarti via il tuo amatissimo amico. Sei talmente accecato dalla gelosia che non ti rendi conto che potremmo essere tutti amici>>
    Sono esplosa e dopo un respiro profondo mi allontano.
    << bravo Robè, bravo. Ti faccio i miei complimenti>>
    Commenta Lidia per poi andarsi a chiudere nella sua stanza.
    << Mi hai deluso Rò, tanto. Anto è una ragazza speciale e prima te ne accorgerai prima potrai diventare suo amico. Come fai a fare un discorso del genere?, come?. Non stiamo all’asilo. Non ci rubiamo gli amici>>
    Lo rimprovera Walter.
    << Hai ragione, scusa>>
    << ti stai scusando con la persona sbagliata>>
    Senza replicare Roberto si alza e comincia a camminare verso di me.
    Sono seduta su una panchina con le ginocchia strette al petto.
    << Posso? >>
    Mi domanda Roberto.
    << è la tua città. Puoi fare quello che vuoi, non vorrei che pensassi che ti voglio rubare anche questa>>
    << non fare come me, di antipatico e insensibile basto io>>
    Ammette.
    << chi va con lo zoppo impara a zoppicare >>
    Si posiziona di tre quarti e afferra le mie mani.
    << Anto mi dispiace. Scusa. Ho sbagliato a giudicarti, lo faccio sempre.>>
    Gli sorrido.
    <<è tutto a posto. Ricominciamo daccapo>>
    Annuisce per poi abbracciarmi.

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    -5-

    È cominciato un nuovo giorno. Mi sveglio accanto ai miei nuovi amici. Mi alzo senza fare rumore e raggiungo la cucina.
    Mi concedo un bicchiere d’acqua per cominciare al meglio la giornata e rispondo agli sms di Marco o meglio Pedro, Dani, Ste e Carmine.
    << Buongiorno! >>
    Persa a scrivere non mi sono accorta di nulla. Che paura.
    <<aiuto>>
    Dico per poi voltarmi e capire chi mi ha fatta spaventare.
    << scusami, non volevo spaventarti. Lo so che la mattina non sono al massimo del mio splendore ma da li a spaventarti ce ne passa>>
    <<Giorno Rò, ecco perché sei amico di Walter. Sei vanitoso come lui>>
    Dico ridendo.
    << proprio perché lui è il più vanitoso e tu la più lenta andiamo a svegliarli tra poco c’è il treno>>
    Mi fa segno di seguirlo in soggiorno, Walter e Lidia stanno ancora dormendo.
    << dovete svegliarvi>>
    Dice Roberto urlando. Noto Walter spalancare gli occhi e poi di scatto raggiunge il bagno per chiudercisi dentro.
    <<è la fine. Noi 3 saremo costretti a prepararci in 3 minuti>>
    << dai approfittiamo dell’assenza di Walter per fare un’abbondante colazione>>
    Propone Roberto per poi invitarci ad andare in cucina.
    Come giustamente aveva previsto Lidia la preparazione di Walter fu lunga, lunghissima. Fortunatamente abbiamo fatto una bella colazione ed in compenso una brevissima doccia. Recupereremo una volta in hotel.
    Arriviamo puntuali all’appuntamento con gli altri nonostante tutto.
    << prima di partire faccio un rapidissimo annuncio. Roberto ed Anto hanno fatto pace>>
    Si affretta ad informare tutti Lidia.
    << ma certo sbandiera pure i fatti nostri sorella >>
    Dice ridendo Roberto.
    << era ora>>
    Dice Giulio guardandoci.
    <<direi che ora possiamo andare>>
    Ci esorta Roberto.
    << Rò, sicuro che il treno sia al binario 22?>>
    Domanda giustamente Giulio.
    <<si, certo che sono sicuro. Perché me lo domandi?. Non ti fidi di me?>>
    <<no visto che il tabellone dice che il treno che si fermerà a questo binario è diretto a Reggio Calabria>>
    Scoppio a ridere.
    << hai vinto Robbè>>
    Gli dico mentre continuo a ridere.
    << mio fratello è sempre più cretino. Da che binario partiamo?>>
    Domanda giustamente Lidia. Prendo fiato e do un’occhiata al tabellone delle partenze.
    << binario uno. Afferrate i trolley e CORRIAMO>
    Urlo afferrando il mio trolley e scattando tra la folla. Gli altri mi guardano per qualche secondo un po’ sconvolti poi capiscono che non c’è altro da fare ed afferrando i loro bagagli mi seguono a ruota.
    Copiano ogni mio movimento scavalco bagagli, schivo persone e supero binari più veloce della luce.
    Dopo poco la voce di Roberto mi raggiunge.
    <<Antooo, vai più piano. Per favore. Non ce la faccio più>>
    <<corri Robbè>>>
    Gli urlo senza fermarmi.
    <<se continuo una volta al treno mi ci vorrà una rianimazione>>
    <<vorrà dire che il tuo amichetto Walter ti farà la respirazione bocca a bocca>>
    <<ma sei pazza??>
    Mi domanda Walter mentre rido. Sono al binario uno, per niente stanca. Giocare a pallavolo e allenarsi correndo fa bene. Mi fermo davanti alla nostra carrozza e con il braccio gli faccio segno di sbrigarsi. Siamo rimasti solo noi.
    Nel giro di pochissimo mi raggiungono gli altri. Walter, Luca, Lidia, Giulio e Filippo. Roberto è ancora distante. Mannaggia il capotreno sta per fischiare. Dico agli altri di salire e poi lancio il trolley sullo scompartimento e Walter lo afferra.
    <<sistematevi vado a prendere Roberto>>
    Annuisce e rapidamente torno indietro.
    Lo raggiungo mentre a fatica cerca di continuare a correre.
    <<Anto>>
    Mi dice senza fiato. Gli sorrido ed afferro il suo trolley poi lo prendo per mano.
    <<dai che ci siamo quasi>>
    Ricambia il sorriso, raggiungiamo lo scompartimento e lo trascino sul treno giusto in tempo.
    Sono già tutti seduti. Walter mi fa segno di raggiungerlo al suo fianco e Roberto si sdraia su dei sedili vuoti cercando di riprendere fiato.
    <<ey Rò, che fai li, vieni ho tenuto il posto anche a te>>
    Lo informa Walter. È talmente senza fiato che risponde al suo amico facendo il segno dell’ok con il pollice. Rido.
    <<Wal ti sta aspettando. Ha bisogno della tua respirazione bocca a bocca>>
    <<preferisco morire>>
    Riesce ad informarci Roberto mentre tutti ridiamo.


  6. #6
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    -6-

    Il treno si ferma alla stazione di Genova P. Principe alle 14 in punto. Dopo esserci informati al giornalaio compriamo i biglietti e raggiungiamo l’hotel con i mezzi pubblici.
    Una volta davanti all’hotel Filippo ci fa radunare in cerchio. Rapido meet di gruppo.
    <<abbiamo un problema. La prenotazione è per sei e noi siamo in 7>>
    <<ops>>
    Ammette Giulio.
    << colpa di Roberto, ha prenotato lui>>
    Si difende il batterista puntando il dito contro il suo amico.
    << ey, non è colpa mia. L’abbiamo deciso da poco di portare Anto>>
    Si difende per poi aggiungere.
    <<bisogna fare una stanza da 3>>
    << Io dormo con Anto>>
    Lo informa Lidia con un tono che non ammette altre soluzioni.
    << Io non dormo con il Visentin, russa> >
    Dichiara Giulio.
    <<hai ragione, dormo io con te Giù>>
    Si accoda Filippo.
    << grazie tante, comunque non russo>>
    Si difende Roberto.
    <<si e anche tanto>>
    Gli ricorda la sorella.
    <<ok ok. Nella stanza da tre ci stiamo io, Luca e Walter.>>
    <<oh no>>
    Si lamentano in coro Walter e Luca. Ridiamo e poi entriamo. Ci facciamo registrare e poi saliamo in camera. Lidia mi afferra per un polso e mi sussurra.
    <<scherzetto ai ragazzi. Preparati a correre>>
    Annuisco.
    <<chi raggiunge per primo l’ascensore la usa gli altri vanno a piedi>>
    I ragazzi si guardano e afferrano i loro trolley mentre noi scattiamo. Entriamo rapidamente e proprio mentre arrivano Lidia schiaccia il tasto 2 e le porte si chiudono.
    Ridendo saliamo. Pochi secondi e ci ritroviamo al nostro piano. Apriamo la porta della nostra stanza.
    È bella grande, ha due lettoni, un mega bagno e con vista sul mare. Lidia ne approfitta subito e si lancia sul letto.
    <<ooo, sono stanchissima ho bisogno di star sdraiata per un po’>>
    <<bene. Io intanto vado a farmi una bella doccia visto che sta mattina, per colpa di Walter mi sono dovuta lavare col timer alla mano>>
    Ride e mentre lei si mette comoda io apro il trolley e prendo il cambio.
    Prima di entrare in bagno mi siedo sul suo letto, c’è qualcosa che non mi è chiara.
    <<Lì, ho notato una cosa. Non sei obbligata a rispondermi. Cos’ha Giulio?. Lo vedo strano. È una mia impressione?>>
    << ehm. Io sono innamorata di lui. Da un paio d’anni ma lui è impegnato e in crisi, sta anche pensando di lasciare la band per iscriversi all’università>>
    << non immaginavo. Per quanto riguarda la band spero non lo faccia ma quella è una scelta sua e nessuno deve condizionarlo. Per quanto riguarda te. È il momento di farti avanti. Si vede dai tuoi occhi che lui è importante. Stagli accanto, aiutalo ma soprattutto dimostragli cosa provi>>
    Sorrido e mi abbraccia ma Walter spalanca la porta.
    << alla tua età ancora non sai che si bussa prima di entrare nella stanza di due ragazze?, e se ci stavamo cambiando???>>
    Lo rimprovera Lidia.
    <<e capirai, io e Anto facevamo il bagnetto insieme sempre>>
    <<uuu>>
    Commenta Roberto entrando e lanciandosi sul mio letto.
    << eravamo piccolissimi. Come mai qua? >>
    Gli domando.
    << stasera usciamo, devo rimorchiare >>
    Risponde Roberto per poi trascinarsi via il suo amico.
    Io e Lidia ci scambiamo uno sguardo poi scoppiamo a ridere.
    << Vado a fare la doccia >>
    << va bene, io faccio un sonnellino. Svegliami quando hai fatto>>
    Annuisco e mi chiudo in bagno.

    Alle nove raggiungiamo i ragazzi nella hall. Tutti in jeans e camicia. Si sono parecchio acchitati per questa uscita.
    << acciderba>>
    Dico mentre lascio scorrere il mio sguardo su di loro.
    << lo so sono uno schianto>>
    Si vanta un po’ Roberto.
    Ride sguainata la sorella per poi domandare al gruppo.
    << dove si va?>>
    << a far conquiste>>
    Risponde Luca.
    << sono fissati>>
    Commento e poi iniziamo a camminare. Una bella passeggiata in spiaggia, ne avevo bisogno. Amo il mare e il suo profumo quando è tutto buio. Solo davanti al mare non ho paura del buio.
    Andiamo al bar a prendere delle cose da bere, da mangiare e poi dopo aver accesso l’i pod passiamo la serata sulla sabbia.

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    -8-


    Avevo bisogno di una serata come quella di ieri. Sono stata benissimo ma mi mancano immensamente i miei amici. Sono pronta per la colazione. Approfitto che Lidia è in bagno a prepararsi e li chiamo.
    Rispondono con il vivavoce.
    <<Antoooooo>>
    Mi urlano in coro.
    <<quanto mi mancate>>
    Gli confesso.
    <<anche tu, tantissimo>>
    Ammette Danilo.
    <<com’è Genova?>>
    Mi domanda il Mantegazza che si è reso conto che sto per commuovermi.
    <<bella come la ricordavo e fortunatamente circondata dal mare. È uno spettacolo>>
    <<tesoro, approfitta e fatti un bagno. Hai bisogno di stare un po’ tra le onde, lo so>>
    <<hai ragione Ka ma non credo che avremo il tempo. I Lost hanno un programma specifico e mio padre ha detto che devo stare incollata a Walter>>
    <<chiedi a Walter di concederti una mezz’oretta in spiaggia. Non credo sia un sacrificio>>
    Mi consiglia Pedro.
    <<è un sacrificio>>
    Ammetto.
    <<tesoro, salto sul primo treno e ti ci porto io al mare. Con me tuo padre è tranquillo>>
    <<più di quanto immagini. Che darei per buttarti a mare Kapitano>>
    <<semmai ti ci butto io ragazzina>>
    <<ma se non ci sei mai riuscito. Sono più veloce di te>>
    <<seh, tu sogni. Io sono Batman, non puoi essere più veloce di me>>
    <<io sogno?, tu semmai visto che ti credi Batman>>
    <<ti detesto ragazzina>>
    <<pure io>>
    <<mi manchi>>
    <<non puoi immaginare quanto mi manchi tu Ka>>

    Mentre continuo a parlare con i miei amici Lidia esce dal bagno pronta.
    <<andiamo a far colazione??...ops scusa>>
    Le sorrido per tranquillizzarla.
    <<cicci, devo salutarvi. È ora di colazione>>
    <<ci sentiamo dopo?>>
    Mi domanda Pedro.
    <<assolutamente. Vi voglio benissimo.>>
    <<anche noi a più tardi. Ciao>>
    Stacchiamo e con Lidia scendiamo per far colazione con i ragazzi.

    << Buongiorno! >>
    Diciamo in coro per poi prendere posto. Mi verso un po’ di latte e poi un po’ di caffè nella stessa tazza e punto il braccio.
    <<io ti conosco. Tu sei Walter Fontana, il mio amico. Credevo di dover mettere un annuncio. Che fine hai fatto stanotte?.>>
    Alzo ironica le sopracciglia poi aggiungo.
    <<te la sei spassata eh??>>
    <<Anto per favore, non prendermi in giro. C’ha già pensato Roberto. Comunque sono stato con quella tipa che abbiamo conosciuto al bar. La cameriera. Cristiana, Elisa, Lorenza….qualcosa del genere>>
    <<infatti, perché quelli sono nomi simili e facilmente confondibili>>
    Dichiara Lidia per poi addentare una fetta di pane imburrata.
    << che amico ingrato. Cioè tu ti diverti e non pensi a me?. Scusa non potevi chiederle una tipa per me??>>
    <<e uno per me>>
    Mi accodo anche io.
    <<Anto. Sei pazza??. Non se ne parla per te>>
    <<perché scusa, voi potete divertirvi e noi ragazze no?>>

    Domanda Lidia.
    <<esatto>>
    Risponde Giulio fissandola e poi inzuppa una fetta biscottata nel caffè. Faccio l’occhiolino a Lidia e poi tiro su la tazza.
    <<ragazzi, qui tocca parlare chiaro. Io lo faccio sempre, sono la versione femminile di Walter perciò tocca che vi abituate>>
    Il Fontana balza in piedi.
    <<spero per te che stai scherzando>>
    Mi punta l’indice contro, serissimo, anzi, quasi arrabbiato.
    Sostengo un po’ il suo sguardo e poi scoppio a ridere.
    <<certo che scherzo. Dovresti vedere la tua faccia>>
    Io e Lidia siamo piegate in due dalle risate.
    Walter respira profondamente poi si risiede.
    <<Anto?>>
    Roberto mi sta chiamando.
    Mi guarda negli occhi per diversi istanti poi scuote la testa.
    <<niente, mi è passato di mente quello che dovevo dirti>>
    China la testa e continua a far colazione.
    <<ehm ragazzi, io avrei bisogno di fare un bagno. Ho bisogno di farmi una nuotata. È un problema??. Potete lasciarmi una mezzoretta??>>
    <<a dire il vero non è un problema. Anzi, noi abbiamo da fare. Perciò tu e Lidia siete libere. Potete fare quello che volete>>
    Mi informa Filippo.
    <<davvero??>>
    I Lost annuiscono.
    <<Lì ti prego, solo mezzora ne ho bisogno>>
    <<ma tranquilla Anto. Per me possiamo anche passare la giornata al mare>>
    <<grazie>>
    Le dico per poi finire il mio cornetto.
    Finita la colazione li salutiamo e andiamo a prepararci per il mare. Facciamo prima un po’ le turiste e poi ci sistemiamo in uno stabilimento. Mi spoglio e dopo aver salutato Lidia corro in acqua e finalmente mi perdo tra le onde. Niente mi fa sentire libera come stare nell’acqua del mare o giocare a pallavolo. È una sensazione difficile da spiegare ma mi fa stare bene.
    All’ora di pranzo vado a prendere un paio di focacce e due bibite e mangiamo in spiaggia.
    Che bel pranzo, io ho un debole per la focaccia.
    Restiamo in spiaggia anche nel pomeriggio poi mi arriva un sms.

    >>Oh alle 5 dovete stare alla nave del porto antico!

    <<chi è?>>

    Mi domanda Lidia.
    <<tuo fratello. Torniamo in hotel, dobbiamo stare alle 5 alla nave del porto antico>>
    Annuisce, ci prepariamo e poi andiamo in hotel. Mentre Lidia fa la doccia mi sdraio qualche minuto per riposarmi un po’ il mare stanca.
    Una volta pronte raggiungiamo la nave Italia. Giulio ci sta aspettando. Ci fa segno e lo raggiungiamo.
    Ci saluta e ci mette al collo un paio di pass.
    <<dai, andiamo che è tardi>>
    Lo seguiamo e ci indica dove sistemarci.
    Sulla prua della nave ci sono degli strumenti e alcune fans ma posizionate più distanti di noi.
    Pochi minuti d’attesa e li vediamo correre sul palco, la musica comincia e le emozioni prendono vita.

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    -9-

    Siamo tornati alla normalità. Uscite, cene, passeggiate, musica e tantissimo tempo insieme. Purtroppo domani comincerà la scuola. Il disco dei ragazzi è uscito quindi presto partiranno per il tour.
    So cosa vuol dire, lo so bene. È un’esperienza che ho già fatto con i Finley. In compenso tra un paio di settimane sarà il mio compleanno e finalmente li rivedrò.
    Spero solo di ambientarmi bene nella nuova scuola e di mantenere la media alta che avevo a Legnano. Purtroppo Lidia era in un’altra classe visto che frequenta il liceo scientifico e io il classico. Fortunatamente siamo nello stessa scuola quindi la possiamo andare e tornare insieme e passare insieme la ricreazione.
    L’ho invitata a dormire a casa mia cosi possiamo fare due chiacchiere.
    << sei agitata per domani? >>
    <<un po’. Fondamentalmente sono una ragazza timida. Fatico ad inserirmi. Ho sempre avuto pochi amici ma buoni. Non sarà facile poi è l’ultimo anno e loro saranno unitissimi. A Legnano andavo molto d’accordo con i miei compagni di classe, la sorella di Ka era nella mia stessa scuola ma ha un anno più di me quindi a giugno ha dato la maturità. I cicci facevano a gara per venirmi a prendere, non sai quanto mi mancano.>>
    <<Anto, guarda come ti sei inserita nel nostro gruppo. C’hai conquistati tutti in un secondo. Sarà lo stesso a scuola. Ho un paio d’amici nella tua classe, vedrai andrà tutto bene>>
    <<no Lì, se mi sono inserita è merito vostro. Mi avete aiutata, siete fantastici. Sai in realtà io ero in classe con Lory perché ho fatto la primina ma poi ho perso un anno>>
    E’ la prima persona a cui lo racconto. Walter non sa niente. Gli unici a saperlo i miei amici di Legnano, i miei genitori e mia nonna.
    <<com’è possibile?, hai dei voti magnifici. Ho visto il tema incorniciato in salotto>>
    Sorrido.
    <<non ho perso l’anno perché andavo male, anzi, l’ho perso per colpa delle assenze. Ho ripetuto il quarto anno.>>
    <<ti va di raccontarmelo?>>
    Annuisco.
    <<in realtà c’è poco da dire. Non ricordo quasi niente. Ho avuto un incidente con la macchina e sono finita in coma>>
    Noto Lidia mentre perde colore.
    <<la cosa strana è che non ho mai rischiato la vita e non mi sono rotta nulla. Ho solo fatto un lungo sonno e poi ho completamente cancellato il momento dell’incidente>>
    <<non capisco>>
    Ammette lei.
    <<non ricordo nulla di quel momento. Il coma mi ha fatto dimenticare quel viaggio in macchina finito male e i mesi che l’hanno preceduto. L’incidente è stato a marzo e io mi sono risvegliata a giugno. La mia memoria ha cancellato tutto o meglio quando mi sono svegliata ero rimasta al primo giorno di scuola e non al momento dell’incidente. La chiamano amnesia da schock.>>
    <<hai provato a parlarne con i tuoi?, con i tuoi amici?>>
    <<certo. Ho chiesto a tutti più volte. Ho notato una cosa strana. Cioè i miei sarebbero disposti anche a raccontarmi tutto ma è come se qualcosa o qualcuno glielo impedisse. Idem per i miei amici, soprattutto Ka. Ho provato più volte a domandargli qualcosa ma lui mi ha sempre risposto allo stesso modo. L’importante è che ora stai bene. Quello che è successo in quei mesi non è importante altrimenti lo ricorderesti. Se la tua memoria l’ha cancellato doveva essere cosi>>
    Mi abbraccia la Visentin.
    <<ha ragione. Ciò che conta è che stai bene ma non arrabbiarti se ti dico che è strano e che secondo me c’è qualcosa sotto>>
    <<ma figurati. La penso come te>>

    Dopo un bel panino con la nutella ci addormentiamo.
    Mattina dopo.
    Lidia è già pronta. Sta provando a svegliarmi da 10 minuti. Tutto inutile. Amo dormire soprattutto la mattina presto.
    <<dai, Anto, dobbiamo andare a scuola è il primo giorno>>
    <<no. Vai poi mi fai sapere com’è andata. In bocca al lupo>>
    Mi giro ma lei con un rapido gesto mi tira via la coperta.
    <<in piedi su>>
    <<nuuuu>>
    Mi alzo e corro in doccia, una volta pronta scendiamo a far colazione. La nonna ha preparato tutto. Una volta finito laviamo i denti, prendiamo gli zaini e salutiamo la nonna.
    Arriviamo in ritardo, per colpa mia. Lidia è un po’ sconvolta. È il suo primo ritardo in cinque anni. Mi accompagna in classe e poi corre nella sua.
    <<giorno>>
    Interrompo l’appello della professoressa.
    <<ciao, tu sei Antonella. La nuova allieva>>
    Annuisco e la classe mi saluta.
    <<prendi posto li al secondo banco accanto al ragazzo con la cresta>>
    Annuisco e mi siedo.
    Il ragazzo mi sorride e si presenta.
    <<sono Paolo>>
    Mi porge la mano e la stringo.
    <<ciao, io sono Antonella>>
    Classe 3°C. La professoressa riprende con l’appello e la giornata scolastica prende il via.
    Alle 13 in punto suona la campanella ed io esco da scuola con Paolo, chiacchierando. Noto Lidia.
    <<ciao Pa, a più tardi>>
    <<ci vediamo al bar>>
    Mi saluta con la mano e raggiungo Lidia.
    <<ah però è cominciata bene la scuola. Hai già un appuntamento. Carino quello>>
    <<è il mio compagno di banco e non abbiamo un appuntamento. Ci sarà tutta la classe, andiamo a prendere un frappè al bar. Vogliono conoscermi>>
    <<bene. Dai andiamo che c’è mio fratello>>
    Attraversiamo la strada. Salgo in macchina e prendo posto sul sedile posteriore dopo aver salutato Roberto.
    Anche lui sta per salire ma Lidia lo blocca.
    <<Robbè che succede?, in tanti anni di scuola non mi sei mai venuto a prendere. Perché sei qui?>>
    <<cosi ero di strada>>
    <<mh è strano come da quando Anto è arrivata i posti che frequento ti sono di strada>>
    <<ma che dici?!, mi stavate di strada e sono passato>>
    <<due giorni fa ti era di strada l’estetista fai un po’ te>>
    <<Lì, dai non ho voglia. Ho fame. Andiamo a pranzo>>
    Saltano in macchina e rapidamente Roberto mette in moto.
    <<oggi, pomeriggio da Spez. Bagno in piscina>>
    <<fantastico>>
    Risponde Lidia.
    <<Anto?>>
    Mi chiama in causa Roberto.
    <<ehm, ho un impegno. Vedo i miei compagni di classe per un frappè>>
    Annuisce e noto dallo specchio centrale che c’è rimasto male. Sicuramente mi sbaglio, sarà un’impressione.


  9. #9
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    -1O-

    Roberto e Lidia mi lasciano davanti al cancello di casa e dopo avermi salutata si allontanano lentamente. Mi sono sembrati alquanto strani. La cosa mi preoccupa, fosse solo Roberto ok ma anche Lidia no.
    Entro in casa e saluto mamma e nonna poi corro in camera a posare lo zaino e a lavare le mani. Pranzo ricco di parole.
    Curiosissime mamma e nonna sul mio debutto nella scuola vicentina, devo ammetterlo è andata fin troppo bene. Sono contenta.
    Cominciamo a sparecchiare ma la nonna ci interrompe.
    <<Anto, mi era passato di mente. Questo è per te. L’ha portato il postino questa mattina>>
    È un pacco. Le sorrido e lo apro.
    <<cos’è?>>
    Domanda curiosissima mamma.
    <<è un fermaglio a forma di chitarra. Lo manda Carmine e c’è anche una lettera>>
    Sorrido.
    <<sono fortunata ad avere un amico come lui>>
    Sorrido e sedendomi sulla poltrona inizio a leggere la sua bellissima lettera.
    Mi asciugo le lacrime e la porto in camera mia per chiuderla nel cassetto del comodino. Una lettera bellissima.
    Vado in bagno e mi pettino i capelli, faccio una treccia bassa laterale e la blocco con il fermaglio che mi ha appena mandato Carmine. Mi scatto una foto con il cellulare e gliela mando via mms.
    Mi risponde nel giro di pochissimo.

    >>te l’ho scritto, è fatto apposta per te. Ti sta d’incanto. A dopo, vado a provare. Baci!!

    Casa Visentin:

    <<Robbè prendi fiato mh?>>
    <<si ma tu rispondimi>>
    <<sembri pazzo, perché ti interessa cosa fa Anto questo pomeriggio?. Non è obbligata a stare sempre con noi. Può anche farsi altri amici qui a Thiene>>
    <<solo curiosità. Curiosità maschile, è per caso vietato?>>
    <<no ma se permetti è strano non ti importa mai niente delle persone che ti circondano>>
    <<ora voglio sapere, per capire se ci possiamo fidare di lei e dobbiamo fare attenzione onde evitare cominci a frequentare brutta gente>>
    <<guarda che li conosco i suoi compagni di classe, sono bravi ragazzi>>
    Walter li raggiunge al piano di sopra.
    <<si può sapere che fate qui da soli?, mi sto annoiando a guardare la tv>>
    <<il tuo amico mi sta obbligando a chiamare Anto per farle il terzo grado e farmi dire tutto dell’uscita con la sua classe>>
    <<Lì, chiama>>
    Dice imperativo il fratello maggiore passandole il cordless.
    La ragazza lo afferra al volo e fa il numero.
    <<siediti sul letto e non andare in giro per la casa come tuo solito. Devo sentire tutto>>
    <<tu stai fuori, lo sai??>>
    Dice Lidia prima di premere il tasto verde cosi da far partire la chiamata.

    >>pronto!
    <<we Anto>>
    >>ciao Lì!
    <<a che ora devi vedere i tuoi compagni?>>
    >>alle 4 perché??
    <<curiosità, beh alle 4 allora dopo puoi passare a casa di Filippo cosi li vediamo mentre provano, ti va?>>
    >>certo che mi va!

    Roberto rapidamente le allontana il cordless dal viso e spinge il tasto del vivavoce.
    Lidia e Walter si scambiano uno sguardo e poi scuotono la testa.
    <<allora che mi dici di questo Paolo, carino no?>>
    >>molto. Oggettivamente!
    <<cioè?>>
    >>cioè è carino ma non è proprio il mio tipo!
    <<spiegati meglio>>
    >>a me non piacciono questi avanzi di palestra cosi attenti a cambiare scarpe di marca e a radersi il petto. Io preferisco quelli riservati, quelli con delle grandi e reali passioni e con lo sguardo dolce, tenero e tenebroso ma soprattutto gli amanti della musica. I chitarristi in particolare. Io adoro i chitarristi!

    Roberto sgrana gli occhi e Lidia gli fa il segno dell’ok.

    <<sembra la descrizione di un tipo preciso che esiste>>
    >>certo che esiste. Un giorno lo troverò un tipo con tutte queste caratteristiche. Io credo nel destino. Ora scappo a prepararmi, come sai sono lentissima. Ci vediamo dopo da Spez. Ti messaggio quando vado via dal bar!
    <<va benissimo. Divertiti. A dopo>>

    Stacchiamo.
    <<vai Rob>>
    Dice Walter abbracciando il suo amico.
    <<che hai Fontana?>>
    <<è fatta, sei tu il tipo che descrive>>
    <<ma quando mai>>
    <<dai che lo so che sei cotto di lei>>
    <<ma anche no. Mi sta antipatica>>
    <<si certo, fratello ti conosco. Tutto questo interesse sui suoi programmi e le sue probabili amicizie non è dettato dalla curiosità>>

    Si alza dal letto della sorella e fa qualche passo.
    <<si ok, lo ammetto. Forse mi interessa. Forse>>
    <<Rob>>
    Lo richiama Walter.
    <<e anche se fosse non ce la faccio ad ammetterlo ok?, ho troppissima paura. Troppa. Non puoi immaginare quanta. Vi ricordate cos’è successo l’ultima volta che ho avuto una ragazza. Beh ora muoio di paura>>
    <<Anto è diversa>>
    Gli confida Walter.
    <<si ma io sono io e poi guardami. Ci vedi Wal?, non potrei mai e dico mai conquistarla>>
    <<ma se ti ha detto che sei bellissimo quando si è trasferita>>
    <<mi stava prendendo in giro infatti dopo ha riso. Esteticamente le faccio schifo, lo so. E poi lo so che è attratta da te>>
    <<ma di che parli??>>
    <<c’avrei scommesso. Ti fa piacere. Anche tu sei attratto da lei e non vedi l’ora di averla. Sarebbe il top per te eh Fontana?!. È quella giusta no?. La grande amica, la migliore amica, l’amica del cuore a cui vuoi tanto bene e per tua fortuna è anche bella da mozzare il fiato. Beh che aspetti?. Buttati. Farete scintille insieme. Vi do la mia benedizione>>
    <<Robbè stai calmo e non farti film. Io e Anto siamo solo amici, migliori amici. E basta. Smettila con queste paranoie ok?>>
    <<ha ragione Walter. Se tornassimo indietro nel tempo si, sarei la prima a dire a gran voce che non le saresti mai potuto piacere. Eri strano con quel look e quel ciuffo multicolor al lato sinistro e gli occhi truccati. Guardati ora. Ti sei liberato di quel ciuffo e hai smesso di truccarti lasciando liberi i tuoi occhi e finalmente traspare quello sguardo dolce e tenero che lei desidera tanto. Sei dimagrito e stai decisamente bene con questo fisico e questo look>>
    <<e poi è un chitarrista non dimenticarlo Lì. Anto adora pazzamente i chitarristi>>
    Annuisce Lidia e poi lo abbracciano.



    Strano ma vero arrivo in orario all’appuntamento con i miei compagni. Prendiamo posto al bar e ordiniamo un po’ di frappè chiacchierando del più e del meno. Direi che stiamo ingranando alla grande. Sono contentissima. Questo si che è il modo migliore per fare amicizia. Essere sinceri, spontanei e divertenti.
    Dopo un paio d’ore, tra una chiacchiera e l’altra noto delle sagome camminare dirette verso il bar con tanto di occhiali da sole.
    Sono Roberto e Walter.
    <<oh mamma miaaaaaaaaaaaaaa. Ma quello è??>>
    Noto Federica, una delle mie compagne di classe in fibrillazione.
    <<stai bene?>>
    <<quello è Walter Fontana?>>
    Annuisco sorridendo. Walter e Roberto si fermano e sorridono al gruppetto. Walter si piega e mi stampa un bacione sul naso per poi darmi un dolce pizzicotto sulla guancia sinistra.
    <<salve a tutti>>
    <<Pà, domani cercati un posto. Anto è la mia nuova compagna di banco>>
    Rido. Il Fontana ovunque va fa conquiste.
    <<ciao Rob>>
    Gli sorrido.
    <<ciao Anto>>
    <<come mai qui?>>
    Domando ai due Lost.
    <<siamo venuti a prendere il gelato>>
    Chiarisce il mio dubbio Roberto.
    <<si come no>>
    Commenta quasi sottovoce Walter.
    <<come Wal?>>
    <<niente>>
    E sorride, indica il mio frappè.
    <<al cioccolato bianco, giusto?>>
    Federica annuisce e Walter se lo prende.
    <<ehm Anto, vieni con noi o torni a casa con loro?>>
    Mi domanda Roberto.
    <<no, vengo con voi. Lidia mi ha invitato alle prove. Raga, grazie, sono stata benissimo. Ci vediamo domani?>>
    <<certo>>
    Mi rispondono in coro.
    Roberto corre a prendere il gelato ed insieme andiamo via.

  10. #10
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    Predefinito Re: Rι¢σя∂ι ∂ι qυєι gισяиι ¢hє...

    -11-

    Il mio compleanno è tra una settimana. Tra una settimana riabbraccerò i cicci, non sto nella pelle. La scuola ormai è cominciata come si deve e sto mantenendo la media alta che avevo a Legnano.
    L’unica a conoscere il mio segreto, per ora, è Lidia. Non ho il coraggio di raccontarlo a Walter.
    Dopo ben due ore di greco ed una di storia suona la campanella dell’intervallo. Finalmente potevamo riprendere fiato.
    Oggi siamo costretti a restare in classe dobbiamo parlare della festa d’inizio anno. La stiamo organizzando con calma visto che per noi è l’ultima festa d’inizio anno a liceo.
    Abbiamo scelto sia il posto che l’ora.
    Ore 21 a casa di Lorenzo, visto che ha una villa megagalattica e nel weekend i suoi partiranno.
    Sono un po’ titubante, non amo moltissimo le feste io sono un animale da transenna. Preferisco passare il sabato con i miei amici anziché girare per ore la cannuccia in un cocktail o a dimenarmi a tempo di musica.
    <<Anto rilassati, è solo una festa non faremo niente di illegale.>>
    Mi riporta alla realtà uno dei miei compagni.
    <<ci vieni?>>
    Mi domanda Paolo.
    <<certamente, fate voi a me qualunque cosa va bene. Vado a fare un giro. A dopo>>
    Lascio i miei compagni ed esco in giardino alla ricerca di Lidia. È sui gradini davanti alla palestra. La saluto con la mano e la raggiungo.
    << Ti devo dire una cosa>>
    Mi informa seria.
    <<dimmi>>
    <<Giulio passerà a prendermi all’uscita. Deve parlarmi di una cosa importante>>
    <<oh mamma mia. Spero che sia quello che immagino>>
    <<lo spero anche io>>
    <<scusa ma sei costretta a tornare senza di me>>
    <<non c’è problema ma ad una condizione>>
    <<quale?>>
    <<dopo mi chiami e mi racconti TUTTO>>
    <<certo>>
    Risponde ridendo.
    Si sono convinta che oggi sarà un gran giorno. Giulio le dirà proprio quello che immagino. L’uscita non tardò ad arrivare. Li saluto e mi avvio a piedi verso casa.

    Giulio-Lidia.
    <<andiamo a pranzo?>>
    Domanda lei.
    <<ehm no, magari dopo>>
    <<ok, allora prima parliamo>>
    Gli risponde sicura e sorridente lei.
    Lui respira profondamente mentre fa avanti e indietro. Lidia lo guarda e prende posto su una panchina. Passano cinque minuti e lui non dice nulla.
    <<Giù??>>
    Lui la guarda un po’ imbarazzato. Si gratta la testa in cerca di un’ispirazione poi si siede al suo fianco.
    <<mi ero preparato un discorso ma l’ho completamente dimenticato. Vorrei dirti cose bellissime ma lo sai che sono uno che parla poco, anche meno del dovuto perciò cerco di essere più rapido possibile. Non sai quanto sia imbarazzante per me questo momento. Ho lasciato la mia ragazza per te. Ti amo. Scusa se ti ho fatto perdere tempo ora ti porto a casa>>
    Una lacrima scivola sulla guancia sinistra di Lidia per poi rompersi su un grandissimo sorriso. Poggia le mani sulle guancie di Giulio e lo avvicina a se per baciarlo.
    <<ma….>>
    Prova a parlare lui ma è talmente felice da non riuscire a dir nulla.
    <<sono innamorata di te da due anni>>
    Ammette lei.
    <<sono uno stupido, un cretino. Il più idiota del mondo. Sei innamorata di me da due anni…se solo ti avessi aperto il mio cuore prima a quest’ora…>>
    <<ey va bene cosi. Due anni persi sono niente paragonati a tutti quelli che avremo da vivere insieme>>
    Sorride convinto lui e poi finalmente la bacia.

    Casa Aleotti.
    <<ma si Ka, ti giuro. L’ho fatto bene il compito. Sii ho preso 9. Tranquillo>>
    >>guai a te se mi cali. Devi mantenere la media, devi entrare alla Bocconi!!
    <<tu credi ancora che frequenterò la Bocconi?>>
    >>ne sono certo!
    <<ora abito a Thiene, la mia casa è qui. Come faccio ad andare alla Bocconi?. Dove vado a dormire?. Fare la pendolare ogni giorno è scomodo>>
    >>tu pensa ad uscire con un ottimo voto che alla casa ci penso io. Vieni a vivere a casa mia!
    <<seh duriamo due giorni al massimo. Siamo ritardatari, lenti e con un brutto carattere. Dopo due giorni mi sposti in garage>>
    >>vedo che Thiene ha aumentato il tuo essere spiritosa!
    <<eh si, fare battute mi mantiene giovane!>>
    Ride.
    <<allora quando arrivate?, non dirmi direttamente il primo che mi metto ad urlare>>
    >>e quando scusa?, il tuo compleanno è l’1 ottobre di certo non possiamo presentarci dieci anni prima!!
    <<Kaaaa>>
    >>ok, arriviamo il 28>>
    <<siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii> >
    >>ey, avevi detto che non avresti urlato se arrivavamo prima!
    Rido e Lidia entra come un fulmine super agitata.
    <<mio adorato chitarrista ti posso richiamare più tardi??>>
    >>perché?
    <<Lidia, ha bisogno di me, scusa>>
    >>non c’è problema. A dopo, un grande bacio!
    <<a te>>
    >>finisci i compiti!
    <<ma se ti ho telefonato dopo averli finiti>>
    >>ah già!
    <<sei diventato vecchio. Ciao>>
    Ridendo attacco.
    Le faccio segno di sedersi.
    <<mi sono messa con Giulio>>
    Sorrido e gli occhi mi brillano dalla gioia mentre la obbligo a farmi raccontare i particolari.
    <<e qui entri in gioco tu>>
    <<io?, e che centro?>>
    <<devi dirlo a Roberto. Devi fare in modo che lui accetti la mia storia con Giulio. Sei l’unica che può farlo>>
    <<cosa?, ma no. Non mi ascolterà mai. Tuo fratello mi odia. Non mi darebbe mai ascolto>>
    <<e invece si, fidati di me. Se te lo chiedo è perché so che è cosi>>
    <<e va bene. Ci provo ma non ti prometto niente. Vieni alla festa?>>
    <<naturalmente>>
    <<allora andiamo a comprare qualcosa da indossare, hai la tua carta di credito?>>
    <<no…ho quella di mio fratello. Andiamo>>
    Ridendo usciamo per andare a far shopping.

    Casa Visentin.

    Lidia è nella sua stanza. Si sta ripassando il trucco e Roberto entra.
    <<Lì>>
    <<we Ro>>
    <<sei pronta?>>
    <<si, quasi. Perché?>>
    <<ci vai con Anto?>>
    La ragazza annuisce e si mette il lucidalabbra.
    <<non allontanarti da lei neanche per un secondo. Impedisci a qualunque ragazzo di avvicinarsi e se qualcuno ci prova infilagli un tacco nella fronte>>
    <<ma no, mica sono Rambo>>
    <<se mi fai questo favore metto una buona parola per un tuo fidanzamento con Giulio>>
    <<davvero?>>
    Domanda scettica lei.
    Lui annuisce.
    <<è un’offerta che non puoi rifiutare. Fallo e io andrò di corsa da Giulio>>
    Lei lo guarda e poi prende giacca e borsa e si affretta ad uscire.

    La festa è strepitosa. Letteralmente. I miei compagni hanno fatto un gran lavoro.
    Mi siedo su un divanetto con un tè freddo alla pesca tra le mani mentre Lidia balla con un suo compagno.
    Paolo scavalca il divano e si siede al mio fianco.
    <<finalmente ti ho trovata. Che ne dici se stasera dimentichiamo le paranoie scolastiche e ci divertiamo?>>
    Con due dita mi sposta il ciuffo ribelle dalla fronte.
    <<hai voglia di ballare?>>
    Gli domando ma lui scuote la testa.
    <<no, ho voglia di baciarti>>
    Prontamente si avvicina ma io giro il viso.
    <<ehm, no Pà. No. Io non voglio. Non sei il mio tipo. Mi piace un altro tipo di ragazzo e poi penso ad un altro>>
    Lui mi guarda male e poi sparisce nel giro di un minuto mentre io alzo e vado a far un giro in giardino.
    Penso ad un altro?, è la prima volta che ci faccio caso. Dall’incidente è la prima volta che penso di interessarmi a qualcuno.


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