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  1. #1
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    Predefinito Non voglio tradire ma sono portato a farlo.

    Ciao a tutti. Sono una presenza 'vecchia' sul forum ma avendo dimenticato e-mail, user, password e che Dio voglia ho riaperto un altro account.


    Quando pensi che tutto fili nel verso giusto arriva la vita e ti f*tte. In tutti i sensi.

    Un brivido percorre la mia schiena nuda. Apro gli occhi e mi ritrovo senza uno straccio di lenzuolo che potesse coprirmi e girando il viso dall’altro lato capisco che è stato preso dalla mia ragazza. Sbuffo rumorosamente e infilando un paio di pantaloncini mi avvio verso la finestra per la mia prima sigaretta. Adoro il secondo tiro, quando la nicotina impregna la tua bocca lasciando un aroma amaro. Passo una mano tra i capelli e mi volto a guardare la mia lei dormire beata! Possibile che possa non piacermi più? Ieri sera ha tanto insistito per una s*opata ma quasi non mi fa più eccitare. Sembra ingrassata, i capelli in quel modo le stanno male e… c*zzo smettila di parlare male di lei!
    -Buongiorno amore- la sua voce impastata mi provoca disturbo- stai già fumando? Affonda la testa nel cuscino, quasi disgustata da quell’odore. Butto il mozzicone e la raggiungo baciandole la testa.
    -Piccola vado a fare una doccia- Pochi passi e mi ritrovo davanti allo specchio. Piccola? Piccola? Ma ti sei fumato il cervello? Perché illudere una persona che non ami? Che non vorresti più nella tua vita? Mi sciacquo il viso e mi sono deciso a parlarle, dirle tutto… Magari domani! Oggi sarebbe troppo inaspettato. Domani. Deciso!
    -Carmine posso raggiungerti in doccia? – Solitamente queste cose non si chiedono ma quasi mi sento rilassato all’idea che io possa decidere cosa dirle.
    –No Frà, ho quasi fatto. Mi asciugo ed esco- Mento spudoratamente e mi infilo sotto la doccia! Probabilmente si sarà accorta della mia bugia ma ho deciso di chiuderla. Ah si, l’ho già ribadito!
    Il mio telefono squilla in modo insistente, mi stavo quasi meravigliando all’idea che non fosse ancora squillato.
    – Dimmi Pè- sbuffo mentre allaccio le mie vans.
    -Innanzitutto buongiorno- risponde divertito.
    –Dobbiamo ancora aspettare molto per queste prove?- Sbuffo ancora e ringhiando gli dico che li sto raggiungendo.
    Questa mattina anche la tranquillità di Pedro sembra infastidirmi. Ei Ka datti una calmata, sei partito con il piede sbagliato.
    –Frà vado a provare! Quando hai finito lascia le chiavi sotto il tappeto. Ok?- Afferro il mio i-phone e deciso ad uscire vengo interrotto dalla sua risposta.
    –Ka non dimentichi qualcosa?- Mi volto verso la cucina e mi accorgo della moka sul fornello acceso.
    –***** Frà, grazie! Quasi dimenticavo del caffè- Butto giù tutto d’un sorso e mentre chiudo la porta sento una sua imprecazione. Le saranno venute. Donne!


    Ok. Si è concluso il primo capitolo! A voi le tastiere.
    ps: perdonate eventuali errori ma è tutto scritto di getto!

  2. #2
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    Predefinito Re: Non voglio tradire ma sono portato a farlo.

    [a href="http://forum.teamworld.it/forum1743/194600-non-voglio-tradire-ma-sono-portato.html"]Qui i commenti.[/a]
    Ultima modifica di NonameIN; 25-09-2011 alle 13:31

  3. #3
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    Predefinito Non voglio tradire ma sono portato a farlo.

    Cap. 2

    Non ho bisogno di te per sentirmi felice..

    Entro in saletta lanciando i-phone e chiavi sul divano e per niente eufonico saluto gli altri che sono già posizionati dietro ai propri strumenti.
    –Oh si è svegliato finalmente. Cosa hai combinato ieri notte per darci buca?- Sbuffo e afferrando la chitarra comincio ad accordarla. Non è giornata c*zzo! Ma man mano che le dita percorrono il mio gioiellino mi sento rilassare, quasi come se quel ben di Dio funga da medicina.
    –Dani non fiatare e non farmi ricordare di ieri sera. Ho dovuto accompagnare Frà al cinema a vedere quei c*zzo di Puffi-
    Le risate incombono la stanza e il mio sguardo torvo non li fa certo smettere.
    –Te l’ha data almeno?- Disgustato dall’idea di vederla nuda rispondo con un vaffanc*lo.
    Una pausa arriva dopo due ore di prove. Pedro, il saggio della band, capisce che qualcosa non va e con la testa mi indica di andare fuori! Odio quando qualcuno vuole indagare su di me, ma se questo qualcuno è Pedro quasi mi diverte.
    –Mi spieghi cos’hai?- Entrambi guardiamo lontano, come ad ammirare la campagna di Busto.
    –Mi fa schifo! Lo so che non si dice di una donna ma non riesco ad eccitarmi, mi da quasi fastidio il suo profumo, le sue mani per non parlare dei suoi baci- Vedo che allarga le orbite degli occhi! Si, non se lo sarebbe mai aspettato!
    -Ka hai un’altra? Sai che puoi dirmi tutto- Sorrido al solo pensiero e lui capisce. No, non sono un tipo che può avere due donne! Sembro duro e inc*zzoso ma preferisco chiudere con una prima di cominciare qualcos altro. Preferisco un’amara verità ad una falsa bugia. Una volta mi sono ritrovato ad essere ‘il cornuto’ e non è una cosa piacevole.
    –Allora parlale e glielo spieghi. Se finisce l’attrazione è finito tutto. Non si può stare con una persona se finisce il piacere fisico. Vai da lei e spiegale tutto- Annuisco in silenzio e mi accendo un’altra sigaretta.
    –Si, domani le parlo- sorride e scuote la testa.
    –Non lo farai mai, ti conosco- mi rivolge un ultimo sguardo ed entra dentro.
    No! No! E no! Io domani le parlo e le dico tutto. C*zzo io posso avere tutte le donne che voglio, non mi va di accontentarmi di una come lei! Mi ama, mi rispetta, non ha mai preteso grandi cose eppure voglio farla finita. Basta.
    Il suono rumoroso della suoneria dell’i-phone fa capolinea nei miei pensieri. Il suo nome si illumina sullo schermo. Striscio sulla parte verde e comincia la sua predica! Non ascolto una parola, un suono, niente di niente. Si ferma, forse in attesa di una mia risposta ma non so veramente cosa dirle.
    –Amen Frà. Finita la messa?- Tira un urlo isterico perforandomi un timpano!
    –Sto venendo in saletta, dobbiamo parlare- Neanche il tempo di risponderle che butta giù. Mi ha lasciato un amaro fastidioso in bocca. C*zzo sono f*ttuto! Rientro dentro e comunico agli altri che se sentiranno urla o altri rumori per niente carini, non dovranno intromettersi. Ho deciso, domani è arrivato in anticipo!
    La vedo entrare con una borsa decisamente grande, si toglie gli occhiali da sole e saluta gli altri in modo armonioso. È sempre andata d’accordo con i miei amici! Soprattutto con Ste, anche se inizialmente pensavo che se la potesse sbattere. Non ho mai avuto una vera conferma ma ora come ora potrebbe anche succedere!
    -Possiamo andare di là? Avrei bisogno di parlarti- le faccio strada nella sala insonorizzata dove registriamo i nostri pezzi! Gli altri non avrebbero potuto sentirci.
    Si avvicina e mi bacia, dolcemente. Le sue mani si infilano nei miei capelli, sul mio collo mentre le mie rimangono lungo il mio corpo! Non ho voglia di toccarla.
    -Stamattina era questo che avevi dimenticato- Avrei potuto anche farne a meno. Sorrido e ribaciandola mi scuso! Anche se non vorrei. Lo faccio per rispetto.
    –Pensavo fosse successo qualcosa. Eri così arrabbiato stamattina! C’è qualcosa che non va? Se vuoi ne parliamo-
    Si, è la mia volta, è il mio momento. Sento applaudire il mio cuore. Sono emozionato. Posso dirti quello che penso veramente? Vuoi veramente saperlo?

    http://forum.teamworld.it/forum1743/...o-portato.html

  4. #4
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    Predefinito Non voglio tradire ma sono portato a farlo.

    Tornata da una giornata piena di università, di diritto privato e di economia aziendale! Grazie per i commenti, per i consigli e soprattutto alla nuova arrivata S!lly_dreamer*

    Al bambino appena nato bisognerebbe fare una iniezione di coraggio.

    -Ma no amore. Mi sarò svegliato male! Non ho riposato molto bene a dire il vero- Sorride maliziosamente ricordando forse la notte precedente. Mentre io. Mi darei uno pungo in un occhio, poi nello stomaco e alla fine ficcherei la testa nel muro. Mi ribacia con più trasporto di prima e infila una mano sotto la mia t-shirt. La lascio fare ma come il bacio precedente le mie mani rimangono ferme, infatti è proprio lei a prenderle e spostarle sui suoi fianchi e in cerca di una scusa mi sposto dalla sua bocca e facendomi spazio mi dirigo verso la porta.
    –Frà, stavamo provando, ci vediamo domani ok?- Domani, domani, domani. Quasi mi sento felice all’idea di domani. Che c*glione che sono! Si affretta a prendere la sua ‘valigia’ e prima di schizzare fuori dalla porta principale, cogliendomi impreparato, mi stampa un altro bacio. Chiudo la porta e in contemporanea gli occhi.
    -C*zzo Ka, fortuna che dovevamo sentire gli urli- Sorrido in malo modo e riafferro la mia chitarra.
    –Riuscirò mai a mollarla?- Involontariamente parlo a voce alta. Mi sto anche rinc*glionendo, fantastico.
    –No!- Pedro, Ste e Dani rispondono all’unisono e cominciamo a ridere come dei d*ficienti.
    Un’altra ora di prove vola via. Ci stiamo preparando al meglio per i prossimi live. Questo sarà un anno esplosivo dato dalle vendite inaspettate del nostro secondo album. Ci hanno promesso di farci suonare anche all’estero ma a noi interessa suonare, il luogo non è un’aspetto fondamentale, noi vogliamo la presenza, il calore dei nostri fans. L’ultima corda viene pizzicata producendo una dolce ballata.
    -Che p*lle tu e sto c*zzo di cellulare Ka- Risquilla ancora. Infastidisce anche me ma la mia occhiataccia fulmina Ste. Mia sorella. Mancava solo lei.
    -Scimmia buongiorno! Ho bisogno di te, ti prego non dirmi di no- sbuffo urlandole un no. –Ka dico alla mamma di quella volta che… - e comincia a parlare utilizzando sempre lo stesso ricatto.
    -Che c*zzo ti serve?-
    -Devo andare a ripetizioni, mi accompagni? È vicino casa ma sta diluviando. Ho chiamato papà ma è bloccato a lavoro. Domani ho la verifica di matematica e se non vado… -
    -Fermaaaaaaaaa! C*zzo che p*lle. Venti minuti e sono da te! Fatti trovare giù- Ringhio e la sento sorridere. Si, ci amiamo.
    Accosto sotto quella che era casa mia. Da pochi mesi avevo comprato un’altra casa e mi ero definitivamente trasferito. Non che con i miei mi trovato male, anzi, ma avevo bisogno dei miei spazi, dei miei orari ma soprattutto della mia privacy. Suono all’impazzata il clacson e un ombrello azzurro appare dalla portiera.
    -E datti una calmata- Non sorride, abbassa il para sole e comincia ad ammirarsi e a spennellare le sue labbra di un lucidalabbra troppo appiccicoso.
    -Devi andare a ripetizioni o a s*oparti qualcuno?- sorrido e parto non sapendo però dove andare.
    -Ma magari! Questa è una femmina. Che p*lle e cmq dovevi girare a sinistra- impreco mentre lei rovista nella sua borsa.

    Qui i vostri graziosi commenti.
    http://forum.teamworld.it/forum1743/...portato-2.html

  5. #5
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    Predefinito Non voglio tradire ma sono portato a farlo.

    Parto con il ringraziare i vostri commenti (apparte quelli di Erika e mi sento anche i prossimi della Giu u.u)
    Anyway.

    Dammi lo spazio e il tempo o anche solo un frammento della tua attenzione perchè possa colpirti, sedurti, averti.


    Arriviamo sotto ad uno stabile grigio, conosco bene questa zona a causa dei giardinetti che anni fa ci hanno ospitato per i nostri lunghi pomeriggi. È un palazzo come un altro e fermandomi aspetto che mia sorella si appresti a scendere.
    -Ka- i suoi occhi non preannunciano niente di buono –Mi accompagneresti su? Dai è la prima volta, mi vergogno un po’- Mia sorella che si vergogna? Beh potrei usare questa cosa per minacciarla le prossime volte. In realtà potrei anche accettare ma che c*zzo faccio mentre lei studia?
    -Ma non è un problema mio! Cosa faccio mentre tu sei li? Poi chi la conosce sta tipa?- Roteo gli occhi e sbuffo alla sola idea.
    -Ah va bene. Salgo ma quando torno a casa dico a papà che non ci sono andata perché non mi hai accompagnata- ad essere ******a è ******a eh. Avrei anche una mia vita ma prendermi una strigliata da papà proprio non mi va.
    -S*ronza del c*zzo, andiamo- Sbatto fortemente la portiera e sbuffo.
    Una voce da vecchia ci indica il piano dove salire. Già mi sta sul *****! ‘Ti stavo aspettando, sali al 4° piano’. Mi immaginavo una racchia, una di quelle professoresse che non hanno mai s*opato, che hanno mille gatti da sfamare. Una zitella insomma.
    Ci apre la porta una ragazza, forse della mia età con degli occhiali appoggiati sui capelli, una matita che cercava di tenerli raccolti e una tuta largona. Estremamente sexy la figlia della prof.
    -Ciao, sono Laura. Ehm lui?- mi guarda senza interesse e ci fa entrare. La squadro in ogni minimo dettaglio soffermandomi sul c*lo decisamente perfetto. Quasi mi volesse parlare.
    -Ciao sono Lory. Si lui è mio fratello, è venuto per un sostegno morale- Quasi mi infastidisce che non mi chiede il nome o che mia sorella non ci presenta. Cafona.
    -Vieni, andiamo nel mio studio così…- Fermi tutti! È lei la professoressa? Io mi aspettavo una racchia e invece. Wow! Lory potrei accompagnarti più volte sai? Sorridevo da solo.
    -Oh Ka, ci senti? Vieni con noi o stai qui sul divano?- Dovevo dare un freno ai miei pensieri.
    -Vengo con voi, non voglio perdermi lo spettacolo di questa capra- Non sorride per niente ma si sistema sulla sedia. No, non mi fila di striscio. Come minimo è già fidanzata ma questo non mi interessa. Anche io lo sono, fino a domani.
    Un’ora sembra non passare mai. Prendo il mio i-phone e comincio a giocare senza perderla mai di vista.
    -No, no c*zzo no. Che p*lle- Sento i loro sguardi in cagnesco e spegnendo l’i-phone sorrido imbarazzato.
    -Scusate ma ho perso, continuate pure come se io non ci fossi-
    -Ma magari- La sua voce è ammaliante anche se in un altro contesto mi avrebbe mandato a c*gare. Che s*igato, a 22 anni mi faccio sorprendere mentre gioco e perdo. Hai perso altri punti. No, impossibile io sono la perfezione fatta in persona. È già persa di me solo che non può ammetterlo davanti a mia sorella. Chissà a letto come si fa s*opare bene, basta non voglio pensare a più niente.
    -Che peccato è già ora di andare- Mi alzo sistemando i miei jeans e guardo la sua espressione, sorride senza farsi vedere. Avevo ragione! Mia sorella sistema la roba e nel frattempo mi avvicino alla professorina.
    -Visto che si è parlato di numeri, che ne dici se mi lasci il tuo?- Da dove avevo tirato fuori questa battuta orrenda?



    Dì la tua con un click. (si son poco fissata con Click di Entics)
    http://forum.teamworld.it/forum1743/...portato-4.html

  6. #6
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    Predefinito Non voglio tradire ma sono portato a farlo.

    Eccomi ritornata a rompervi. Siete troppo carine con i vostri commenti, anche perchè indirettamente, mi date nuove idee THANKS!


    Io non lo so se è giusto, ma so che non resisto. E' sempre qui che torni, sempre così finisco



    Distoglie lo sguardo dai suoi libri e facendo la sostenuta annuncia un no, secco. Se la mena troppo però voglio farmela. E io riesco sempre in tutto. O quasi!
    Mi ritrovo sul divano di Pedro a raccontargli ogni minima cosa di quell’ora passata. Mi sentivo come una donna ma quella ragazza mi aveva rapito e pensare che non volevo nemmeno accompagnare mia sorella.
    -Ma come si chiama? Mi hai parlato del culo, delle tette ma ha un nome?- Ride stappando l’ennesima birra
    -Laura. Laura come la dea di Dante- rubo un altro sorso di birra.
    -Magari Petrarca eh. Anche tu avresti bisogno di ripetizioni ma non di matematica che sia chiaro- Ridiamo insieme e mi squilla ancora il telefono.
    -E’ Dani, che c*zzo vorrà?- Rivolgo la domanda a me stesso mentre Pedro incuriosito si appresta ad ascoltare la nostra conversazione.
    -Era Dani, stasera andiamo al pub. Forse ha litigato con la tipa, diceva cose senza senso e vuole ubriacarsi. Sei dei nostri no?- Annuisce senza risponde e continua a bere. Lascio la birra sul tavolino e salutando Pedro vado via. Dovevo prepararmi a quella serata di sbronza. Lasciando tutti i problemi e pensieri al giorno successivo.
    Un telefono squilla e dentro di me cresce una forte ostilità nel prenderlo. Mi chiedo per quale motivo debba squillare in continuazione. Non ho nemmeno il tempo di starmene un po’ rilassato con il mio corpo, con la mente. C*zzo ti ostini a squillare?
    -Mi dici che vuoi? Sto provando- Ometto il pronto sapendo già chi era l’altro interlocutore.
    -Non dirmi s*ronzate, sono da Ste. Perché mi dici tutte queste bugie?- Il suo tono era minaccioso, ma questa volta volevo giocarmela in tutto e per tutto. Dovevo solo trovare dei pretesti per farmi lasciare. Tutto sarebbe stato più semplice.
    -Cosa ci fai da Ste? Non mi metterai mica le corna, t*oia- Cerco di assumere un tono infuriato per quanto potesse importarmi di lei.
    -Quanto sei dolce quando sei così geloso, amore- Me la immagino già, stringere la il cellulare e oscillare su se stessa. E comunque no, non dovevi darmi questa risposta. –Che ne dici se passo da te? Ho voglia di stare un po’ con il mio gelosone preferito- No. No e no.
    -Ci sono fino alle 10 che poi passa Dani che andiamo a bere, fai presto- Non ero entusiasta, in realtà mi prenderei a schiaffi ma a volte bisogna pure soddisfare i piaceri maschili. Già, lei per me è solo un piacere, anche se la sto trovando orribile è pur sempre un piacere, strettamente sessuale.
    E così il mio pre-serata si trasforma in una quelle s*opate, dove non ti interessi dell’altra persona ma cerchi di arrivare solo al tuo piacere, soddisfare così ogni minima voglia.
    La lascio rivestire mentre io mi sintonizzo subito su un canale di musica, voglio che vada via.
    -E cmq amore hai della rabbia repressa- Si piazza davanti a me, coprendo l’intera visuale.
    -eh? Cosa stai dicendo?- mi faccio spazio cercando di guardare la tv. Senza risultati.
    -Prima a letto sembravi un leone affamato- ci guardiamo e sorridiamo entrambi
    -Baby, sono sempre un leone affamato- e alzandomi le stampo un bacio violento, conducendola poi gentilmente alla porta. Potrei sempre tenermela cara e usarla come una p*ttana. A volte mi sorprendo di me stesso e delle mie fantastiche ma irrealizzabili idee, bravo Ka.


    Mie dolcezze a voi i commenti. Ovviamente accetto anche critiche () scherzo

    http://forum.teamworld.it/forum1743/...portato-5.html

  7. #7
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    Predefinito Non voglio tradire ma sono portato a farlo.

    Altra giornata straziante in quel posto chiamatò Università. Non ne posso già piùùùùùùùù!
    Grazie dei commenti girls


    ... e poi all'improvviso, sei arrivata tu, non so chi l'hai deciso m'hai preso sempre più.

    La serata passa in modo tranquilla nel nostro tavolo del nostro pub. Ovviamente lo identifico come nostro perché veniamo qui da quando eravamo ragazzini. È qui che ho avuto la mia prima sbronza, ho vomitato tutto ciò che avevo bevuto e ricordo di essermi impuntato perché volevo il risarcimento dato che l’alcool non mi era rimasto dentro. Mi ero sentito tradito dallo stomaco.
    Inoltre qui c’è anche stata la prima s*opata selvaggia, proprio nei bagni. Non ricordo la fisionomia della ragazza eppure ricordo ogni minimo particolare. La porta rotta, le sue calze rosse, le sue urla di piacere, tutto accompagnato da un sottofondo musicale molto hard rock. Sorrido al solo pensiero. In questo locale si organizzano piccole serate, per lo più di uomini, le poche donne che ci sono non possono essere di certo definite come tali.
    Il terzo giro di birra e Dani non si decide a parlare, a tirare fuori quello che lo tormenta. Nonostante Pedro avesse la capacità di far parlare anche un muro, quella sera proprio non ci riesce.
    -Andiamo via? Andiamo in un altro locale?- Ste quasi solitamente parla a vanvera, ecco questa era una di quelle volte.
    -Io non esco di qui finché Dani non mi dice cos’ha- Pedro e i suoi f*ttuti metodi psicologici.
    -Basta Pedro, se non ne vuole parlare lascialo in pace. Scusa Ste perché vorresti andare via? E dove poi?- Tre sorsi e finisco soddisfatto la mia terza birra.
    -Ho voglia di topa ragazzi. Qui non si rimorchia nemmeno se piangi in greco- In realtà non aveva poi tanto torto ma io non volevo cambiare posto, ne tantomeno andare a rimorchiare.
    -Anzi ragazzi, ho cambiato idea, arrivo subito- E cosi dicendo si avvia al bancone proprio dietro le mie spalle. Controllo l’i-phone incurante di Ste e delle sue trovate. Nessuna chiamata, per fortuna mi verrebbe da aggiungere. Non mi ha detto cosa avrebbe fatto questa sera, né tanto meno mi interessava.
    -Oddio che figura di m*rda! L’ha preso proprio in pieno volto- Commenta Dani portandosi entrambi le mani alla bocca stupito.
    -Ma di cosa stai parl…?- Mi volto verso Ste e lo vedo massaggiarsi la guancia mentre due ragazze di spalle, vestite in modo provocante ma non volgare, ritornano a parlare con la barista. Osservo ancora la scena e, Ste sembra proprio non arrendersi. Le due morettine si voltano di nuovo verso di lui e una di quelle gli stringe la mano in segno di patto. Chissà cosa gli sta saltando in mente!
    -Tutto ciò che farà o dirà non mi interessa- obietta Dani quasi spazientito delle bambinate di Ste.
    -Eddai amico smettila di essere noioso, vuole divertirsi, lascia che lo faccia no?- Mi sbuffa in faccia e non so quale forza divina mi ferma evitando di rispondergli o lanciargli qualcosa in pieno volto. Sono pur sempre il Capitano.
    -Oh cavoli, stanno venendo verso il nostro tavolo- Aggiunge Pedro quasi intimorito. Non ama stare al centro dell’attenzione, è il più timido della band ma una volta sciolto il ghiaccio è il più estroverso. In quel momento mi arriva un sms e intento a rispondere non faccio caso alle presentazioni da parte di Ste. Mi alzo in piedi e mi presento. Due fi*he.
    -Ma tu sei quello di oggi! Oh mio Dio, Giù andiamo via dai- La guardo in silenzio gesticolando con la mano come per dire ‘ma cosa vuoi?’ ma nel frattempo lei si è aggrappata al braccio dell’amica quasi volesse trascinarla.
    -Vi conoscete voi due?- La sua amica guarda prima lei e poi me. Ma magari conoscessi una f*ga così, anzi per come si è comportata potrebbe anche andarsene. Come osa dire così a me, a Ka dei Finley?
    -Si, è quello che è venuto a casa con sua sorella- Sgrano gli occhi e mi gratto dietro la nuca.
    -Tu sei Laura? E così da professorina ti sei trasformata in una ragazza hard. Hai capito la ragazza- Assumo uno sguardo investigativo, quasi come se la stessi spogliando mentre lei mi guarda storto. Nel frattempo la sua amica si presenta a tutti gli altri, mentre io non riesco ancora a crederci. Effettivamente guardandola meglio è proprio lei ma la preferisco di gran lunga senza quel dannato trucco, la maschera. Lei è perfetta senza, con i capelli aggrovigliati e un abbigliamento molto più confortevole.


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  8. #8
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    Posto a seguito della richiesta dell Giù, ma ci son pochi commenti girlssssssss!


    Chiudessi gli occhi affogherei è un fiume in piena di vorrei.

    Passarono altri minuti e le ragazze non avevano ancora deciso se rimanere lì con noi o andare via. Giù si era affrettata a spiegare che aspettavano la ragazza del bar, loro amica, perché avevano un appuntamento per andare in discoteca. Ovviamente tutto ciò prima che il magnifico Ste le importunasse.
    -Dai potete andarci domani in discoteca, invitate qui anche la vostra amica- Non volevo lasciare andare via Laura, ero deciso a farmela.
    -Perché non venite con noi invece di stare in questo posto?- Sbotta Laura quasi come se gli facesse schifo il nostro bar.
    -Perché noi odiamo la discoteca, la musica da discoteca e tutto quello che fa riferimento alla parola discoteca- Sorrido con un pizzico di nervosismo. Non so perché ma questa morettina me le stava facendo girare.
    Nel frattempo Giù si era seduta, abbindolata da Ste o forse da Pedro. Non si era ben capito, mentre Laura continuava a sbuffare. Dovevo prendere in mano la situazione e subito. Mi alzo per avvicinarmi di più a lei ma prima controllo che gli altri non mi vedano. Le sposto un ciuffo di capelli dietro all’orecchio e la guardo intensamente negli occhi.
    -Togli queste mani, cafone. Quante tipe hai fatto abbindolare con quegli occhi? Con me non funziona, capito?- C*zzo è stato come ricevere uno schiaffo. Ma cosa aveva questa tipa?
    -Bene- riprendo freddamente –se vuoi sederti con noi bene, altrimenti puoi anche andartene- Si, sono stato un maleducato ma questa ragazzina mi ha già stancato.
    Mi risiedo senza degnarle di uno sguardo e mi intrometto nella conversazione degli altri che, per quanto avevo appreso, prendevano in giro i modi di corteggiare di Ste. Ma la mia attenzione finisce subito sulla sedia di fianco a me che viene spostata e occupata. Quanto vorrei essere quella sedia, c*zzo.
    -Ah allora ti sei decisa?- Accenno con un sorriso.
    -Scusa per prima, ma non so cosa mi sia preso. Non ci tengo particolarmente ad andare in discoteca ma non mi va di stare qui- Abbozza anche lei un sorriso quasi per nascondere la timidezza per aver detto tutto ciò.
    -Vogliamo andare fuori? Non so, facciamo due passi. Qui intorno non c’è granché ma possiamo andare dove preferisci- magari a casa mia non so, o anche direttamente nel mio letto. Ovviamente nella macchina si sprecano i preliminari, sia chiaro.
    -Chi ti ha detto che voglio andare in un altro posto con te?- tira fuori la linguaccia e sorride. C*zzo è gia mia.
    La guardo come incantato mentre lei comincia a spiegarmi il perché ha necessità di dare ripetizioni. I suoi genitori si sono ritrovati in un mare di debiti e lei ha dovuto rimboccarsi le maniche rinunciando cosi al sogno di laurearsi in giurisprudenza. In quel momento potevano farmi di tutto, ero come ipnotizzato. Dani, con il suo fare poco simpatico, mi lancia il sottobicchiere della birra dritto sul petto e cade poco sotto ai suoi piedi. Gli ringhio contro e abbassandomi nel prenderlo noto le sue gambe. Mi verrebbe da esclamare solo una cosa: WOW! Gambe che andrebbero subito toccate, assaporate, gambe alte, sottili. Le sfioro con le mani la caviglia ma le ritrae velocemente. Forse dovrei farla un po’ bere.

    Ok, giunti a questo punto, sapete cosa mi piacerebbe ricevere.
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  9. #9
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    Posto adesso dato che il sabato è sempre un giorno impegnativo

    Porta la tua vita che vediamo che succede a mescolarle un po'. E ora che ci sei, dato che ci sei, fammi fare un giro su chi non sono stato mai. Dato che ci sei, come io vorrei.


    -Mi dispiace sono astemia, l’alcool mi fa un brutto effetto- Un brutto effetto o quell’effetto che vorrei ti capitasse?
    -Capito. Qui non fanno analcolici, dai cosa posso offrirti?- La s*opata è inclusa nel pacchetto, chiaramente. I miei pensieri erano troppo perversi, dovevo darci un freno. Eppure avevo solo voglia di toccarla, baciarla. La guardo divertito, quasi perso mentre lei si sposta i capelli dietro l’orecchio visibilmente imbarazzata.
    -Mi sa che sei un po’ brillo no?
    -Sai quanto alcool ci vuole per distruggere Ka?- Dani stai pure al tuo posto, stiamo bene così, non ci interessa la tua opinione.
    -Chi è Ka?- Fantastico aveva anche dimenticato il mio nome. Congratulazioni, buon segno direi.
    -Io, sono io- sbuffando appoggio i gomiti sul tavolo intento ad ignorarla
    -Ehy puoi anche tranquillizzarti. Non ci siamo presentati- Come abbiamo potuto dimenticarlo? Le porgo la mano ma proprio in quel momento arrivò una distrazione, cattiva oserei aggiungere. Il mio display segnava una chiamata entrante sotto il nome di ‘amore’.
    -Amore. Non ti avrei mai definito così dolce- Sorride assumendo una faccia buffa e mi distoglie lo sguardo dal mio cellulare. No, non voglio risponderle e striscio sulla parte rossa. Bene un pensiero in meno. Ma dopo pochi minuti si illumina ancora e sbuffo.
    -Vado a rispondere, arrivo- Vado all’uscita del locale in cerca di privacy. Laura non doveva sapere che ero fidanzato, non sembra molto la tipa che si offre da ‘amante’. Rispondo contro voglia e una voce simile ad una cornacchia comincia ad urlare. Come avevo potuto trovare questa voce dolce e sensuale? Ero proprio preso. Finiamo la chiamata e mi volto per rientrare ma la presenza di Laura mi blocca.
    -Cosa ci fai qui?- Le parole escono velocemente quasi impaurite.
    -Tranquillo sono appena arrivata, non ho ascoltato niente. Avevo solo voglia di fumare- E mi passa davanti dandomi le spalle.
    -Prima hai detto che non mi avresti mai definito dolce. Perché? Ti sembro uno burbero? E poi come puoi non chiamare amore la donna che ti ha creato?- Bella c*zzata Ka. Come distrazione mancava veramente solo la chiamata da parte di mia madre.
    Una risata interrompe i miei pensieri e il suo viso divertito mi contagia. Dai l’avrà bevuta.
    -Dai ma non dire c*zzate- e la sua risata dolce e armoniosa riempie la mia testa.
    -Questa cosa di ‘amore’ e di ‘mamma’ la sai solo tu. Tienila per te per favore- Sbotto fingendomi offeso quasi come se mi avesse dato fastidio condividere quel particolare con lei.
    -Fai finta di avere una morosa?-
    -No, faccio finta di non essere single, che male c’è?- Trattiene un’altra risata e tossisce per ricomporsi. –tu sei fidanzata?- incalzo lentamente sperando in un no.
    -Non ho né la testa né il tempo per coltivare un amore, se capita bene ma non ho voglia di cercarlo-
    -…anche perché quando lo cerchi non lo trovi. L’amore è sempre intorno a noi, solo che a volte siamo così superficiali da lasciarci sfuggire occasioni o ancora peggio abbiamo paura di rischiare e buttarci a capofitto nelle mani dell’amore- Parlo a raffica mentre i suoi occhi sono ipnotizzati sulle mie labbra, quasi come se, quello che avessi detto, l’avrebbe svegliata da un lungo sonno. Parla c*zzo, dì qualcosa. Scalcia un sassolino e girandomi le spalle ritorna dentro. Sono stato elegantemente rifiutato, ignorato.


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    Predefinito Non voglio tradire ma sono portato a farlo.

    Un altro capitolo, pronto to be read ladies


    Se vuoi andare vai, prendi tutto ciò che vuoi e se ritornerai questo è tutto ciò che avrai.


    -Cos’è successo là fuori? Siete rientrati con due facce- Questa Giulia è un’altra che parla decisamente troppo. Ma fatti quello che hai al tuo fianco e lasciaci in pace.
    -Niente, io ragazzi andrei, si è fatto tardi- Mi alzo velocemente, non capendo cosa mi sia preso. Non le degno di uno sguardo e ricordando l’appuntamento in sala prove agli altri, mi allontano velocemente.
    Non mi aspetto che mi segua o che mi venga a dire qualcosa, non la conosco e non ho nemmeno intenzione di farlo. Mi fermo realizzando ciò che stavo pensando. Ka non prenderti in giro, la trovi carina, ci andresti a letto e se ti impegnassi di più ci riusciresti anche. Vuoi sprecare così una notte di fuoco? Una mano appoggiata sulla spalla mi fa sobbalzare il cuore. Mi giro e ritrovo ancora lei, quei suoi occhi.
    -Perché stai andando via? Se è per quello che è successo prima…-
    -Guarda che prima non è successo un bel niente. Io la penso così sull’amore, che ti piaccia o no- Non voglio essere scontroso eppure deve capire chi ha di fronte.
    -Ma stai calmo. Guarda che non volevo farti arrabbiare, ho capito il tuo discorso e va bene così. Forse hai ragione, forse no ma non voglio dirti come la penso, per ora- Per ora. Fantastico, vuol dire che vede già qualcosa oltre. Si piccolina, ti farò cuocere a puntino.
    -Non ti va un cornetto caldo? Conosco una pasticceria che li fa buonissimi- Molto probabilmente le avevo parlato con l’acquolina alla bocca ma poco importava, non poteva rifiutare.
    -Dici che se lascio Giulia nelle mani di Ste è al sicuro?- Sicuro non è un aggettivo con il quale identificherei Ste, ma poco importa.
    -Dille che ti riporto io- le sorrido e sembra quasi convincersi e a passo svelto raggiunge gli altri. Nemmeno il tempo di tornare che mi arriva un sms da parte di Pedro con scritto ‘non fare cazzate’. Oh al diavolo.
    Le appoggio il braccio sulla spalla ma ritraendosi divertita mi tira fuori la lingua. Che ti farei.
    I minuti scorrono velocemente, troppo. Perdiamo la cognizione del tempo ma a nessuno dei due sembra interessare. Parliamo a raffica, mi racconta cose della sua vita, episodi successi con le sue amiche, le fughe al liceo. La ascolto quasi rapito e la sua frase ‘dai adesso tocca a te’ quasi mi infastidisce non perché non volessi raccontarle le mie cose ma perché non volevo smettere di ascoltare la sua voce così dolce e sensuale. Prima le sorrido poi comincio a parlare provocando a volte risate, a volte mi lasciavo andare a cose un po’ piccanti e altre volte cose che mi erano successe ma soprattutto cambiato.
    -Ka ma è tardissimo. Sono le 6, io alle 8 devo andare a lavoro- Si alza prendendo la sua borsetta e abbassandosi di poco il vestitino cerca di alzarmi, afferrandomi la mano.
    -Dove lavori?- Decido di alzarmi e avviarci alla macchina
    -Faccio la commessa da scout a Legnano. Cavoli come faccio a recuperare le ore di sonno?-
    -Chiama e di che sei ammalata- Mi guarda torva e mi fa segno di accelerare. Si, non sono abituato ad avere un lavoro quindi non posso capire come funziona quel mondo. Il mio è un lavoro ma più autonomo. Anche io devo dar conto a delle scadenze ma non agli orari di entrata ed uscita. Non lo cambierei per nessun altro lavoro al mondo.
    -Ed eccoci qui. Siamo arrivati! Grazie della serata e del passaggio- si appresta a sistemare il vestito e la borsa.
    -Ci rivediamo?- Le chiedo quasi timoroso. Ho già capito che con questa ragazza devo andarci piano. Non sembra così facile.
    -Forse- E proprio in quel momento mi stampa un bacio sulla guancia lasciandomi spiazzato. Un cuore troppo accelerato minaccia di voler uscire dalla tassa toracica. Non è assolutamente amore o un sentimento che si appresta a nascere. È solo attrazione fisica, si è normale che con azioni del genere il cuore batta più velocemente del solito.
    Un ultimo saluto e in attesa che chiuda il portone principale, riparto accendendomi una sigaretta. I miei pensieri si rivolgono ancora a lei, alla serata tranquilla, al bacio che avrei voluto darle, alle cose che avrei voluto dirle.


    Are u ready to comment? Non 'nso perchè sto scrivendo in inglese! by the way ----> http://forum.teamworld.it/forum1743/...ortato-10.html

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