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  1. #1
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    Predefinito La distanza di un amore ♥

    Salve a tuttiiii emh.. ho deciso di postare la mia prime Effe Effe sui Finley qui sul forum .. spero vi piaccia ^^ .. a me non piace molto come scrivo, quindi non so se a voi possa piacere. Io intanto metto i primi due capitoli e aspetto con ansia i vostri commenti .. fatemi sapere

    Capitolo Uno.


    Ragazzo:“ci facciamo un tatuaggio?”
    Ragazza:“cosa? Ma tu sei pazzo, fa male”
    Ragazzo:“eddai uno piccolo piccolo, così ci ricorderemo di noi anche a kilometri di distanza”
    Ragazza:“ma io ho paura”
    Ragazzo:“stai tranquilla, non fa tanto male”
    Ragazza:“va bene dai, ma solo perchè sei tu”
    Lui sorrise, si presero per mano, e inisieme entrarono. Scelsero un tatuaggio piccolo e semplice. Un cuoricino sulla mano con dentro le loro iniziali. Lui la “E”, e Lei la “P”. Finirono, e dopo aver pagato uscirono e iniziarono a ridere.
    E:“è vero non fa tanto male”
    P:“visto? Ti devi fidare di me cara”
    E:“mi mancherai”
    P:“anche tu, tantissimo”
    E:“ma devi proprio andare?”
    P:“si per forza”
    Lei abbassò lo sguardo, e qualche lacrima iniziò a scendere. Non poteva pensare che Lui, quel ragazzo così speciale stesse andando via. Non poteva pensare che l’indomani non l’avrebbe trovato a scuola, non poteva pensarlo a miliaia di kilometri lontano da lei.
    P:“mi dispiace piccolina ma non è colpa mia”
    E:“lo so questo, ma non so come fare senza di te. Adesso chi mi aiuterà quando sarà in difficoltà? Chi ascolterà le mie cazzate 24h su 24? Tu non ci sarai più per me”
    P:“non è affatto vero. Anche se sarò lontano, non esitare a chiamarmi per qualsiasi cosa. Io ci sono sempre in qualunque momento”
    Si scambiarono un lungo abbraccio, e iniziarono a piangere in silenzio. Lei in realtà non era triste solo per la sua partenza, era triste anche perchè non riusciva a spiegare a Lui, quello che provava realmente. Per lei non era solo una semplice amicizia. Si era accorta che lui stava diventando qualcosa di più e la notizia della partenza le aveva fatto crollare sogni e speranze. Si staccarono da quell’abbraccio e lei lo prese per mano. Doveva dirglielo, doveva rischiare.
    E:“devo dirti una cosa”
    Lui si mise davanti a lei, e iniziò a guardarla.
    E:“ecco, emh.. insomma ho capito che io per te, non provo solo un amicizia. Tu sei molto importante per me. Quando sto con te non penso più a niente e mi sento me stessa. Vabbè senza che faccio molti giri di parole, ho capito che mi piaci. Sono stata una stupida a non dirtelo prima, ma ho preso coraggio solo adesso. Scusa”
    Lui le sorrise, e con due dita le alzò la testa. La guardò negli occhi, e avvicinò lentamente la testa a quella di Lei.
    P:“se proprio lo vuoi sapere anche io avevo il tuo stesso peso. Non riuscivo a dirti quello che provavo per te. Mi piaci anche tu Erika“
    Lei sorrise e non rispose. Non sapeva cosa dire. Per la felicità le parole si erano fermate in gola. Lui chiuse lentamente gli occhi, e stringendo forte Lei contro il suo corpo le diede un dolce bacio. Era da tanto che aspettavano quel momento, e finalmente il loro desiderio si era realizzato.
    P:“non ti voglio perdere, per nulla al mondo”
    E:“neanche io e questo tu lo sai benissimo. Non mi lasciare”
    P:“ti voglio bene piccolina” disse baciandole la fronte.
    E:“anche io ti voglio bene”
    P:“stanotte resta con me”
    E:“cosa?”
    P:“rimani a casa mia. Rimani con me”
    E:“si ma domani mattina..”
    P:“domani mattina si vedrà. Ma io devo passare quest’ultima notte qui con te”
    Lei sorrise e annuì. Voleva rimanere con lui, voleva passare quella notte con il ragazzo che amava di più al mondo.

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    Ultima modifica di Mitica62; 08-09-2011 alle 22:42

  2. #2
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    Predefinito Re: La distanza di un amore ♥

    Capitolo Due.

    Il pomeriggio passò in fretta tra risate, baci e coccole. Entrambi si erano dimenticati per un attimo dei problemi dell’indomani, ma il cellulare del ragazzo li fece tornare alla realtà.
    P:“pronto?”
    O:“torna a casa che devi finire di preparare la valigia”
    P:“si arrivo”
    Sbuffò e chiuse la chiamata.
    E:“devi andare?” chiese a testa bassa.
    P:“purtroppo si. Devo finire di sistemare le mie cose”
    E:“aspetta” disse prendendo un pennarello rosso indelebile dalla borsa.
    Lui la guardò con sguardo interrogativo e sorrise.
    E:“scriviamo qui i nostri nomi”
    Lui annuì e le accarezzò una guancia. Gli dispiaceva lasciarla. Si erano appena trovati e già dovevano dirsi addio. Lui abbassò lo sguardo sulla panchina e notò la scritta. I loro nomi circondati da un cuore. Fece un piccolo sorrisetto, prese il viso di lei e la baciò.
    P:“grazie” disse ad occhi chiusi.
    E:“e di cosa scusa? Non ho fatto niente”
    P:“non dire così, tu fai molto per me. Ti ringrazio perchè oggi mi hai colorato la vita”
    Lei sorrise, e gli diede un bacio sul collo.
    P:“andiamo, che sennò mio fratello inizia a rompere”
    Si alzarono, e a mano presa iniziarono a camminare per raggiungere la casa del ragazzo. Dopo pochi minuti arrivarono a destinazione. Entrarono, e la casa era piena di scatoloni. Lei abbassò lo sguardo, e cercò di trattenere le lacrime. Voleva impedire a tutti i costi che lui partisse, ma non sapeva cosa fare. Salirono le scale, ed entrarono in camera. Anche essa era piena di scatoloni, e sul letto c’era un enorme valigia piena di vestiti.
    P:“che disastro” disse indicando la valigia.
    E:“dai ti aiuto io” rispose facendo un sorrisino forzato.
    P:“grazie piccina”
    In silenzio iniziarono a mettere nella valigia i vestiti che erano sparsi nella camera. Non sapevano cosa dire. La felicità che si era creata poco prima era svanita in un secondo. Ora c’era aria di tristezza. Ad un tratto lei sotto un mucchio di vestiti trovò una macchinetta fotografica. Si girò verso di lui, e gli scattò una foto.
    E:“sei uscito buffissimo” disse facendo un sorriso sincero.
    Lui si avvicinò a lei e guardò la foto.
    P:“o mio dio. Cancellala subito”
    E:“mai. Anzi vieni qui che ci facciamo una foto insieme”
    Si misero in posa e lei scattò la foto. Lei voleva immortalare ogni minimo dettaglio di quell’ultima giornata insieme a lui, e così iniziò a fotografare ogni cosa. Fotografò i loro tatuaggi, la sua valigia, la sua stanza. Tutto.
    P:“adesso però dobbiamo fare una foto come si deve” disse abbracciandola da dietro.
    E:“come la facciamo?”
    P:“mmmmh, con un bel bacio che dici?”
    E:“certo che si!”
    Si diedero quel bacio, e fecero la foto.
    P:“è proprio bella”
    E:“e già” disse sospirando.
    P:“che hai piccina?”
    E:“ho paura” rispose abbassando lo sguardo.
    P:“e di cosa?” chiese mettendosi davanti a lei.
    E:“di perderti. Adesso che cosa ne sarà di noi? Non ci vedremo più”
    P:“tu non mi perderai mai. Io sarò sempre vicino a te. Ci sentiremo sempre, tutti i giorni e ti prometto che in un modo o nell’altro ci rivedremo. Mi dispiace lasciarti, ti porterei con me a Milano, ma non si può e lo sai benissimo, tua madre mi ucciderebbe”
    E:“io voglio venire con te. Non ti voglio lasciare adesso. Ti ho trovato e non voglio dirti addio così”
    P:“non dire stupidagini Erika. Non si può. C’è la scuola, la tua famiglia. Non puoi lasciare tutto questo per me”
    E:“invece voglio farlo”
    P:“No, Tu non ti rovinerai la vita per seguire me. Rimarrai qui e continuerai a fare quello che fai tutti i giorni” disse abbracciandola.
    Lei abbassò la testa, e da sotto il suo ciuffo biondo si potevano vedere le lacrime che stavano scorrendo lungo le sue guance. Lui la strinse forte e chiuse gli occhi. Ci stava molto male, ma non poteva permettere che lei, rovinasse la sua vita per seguirlo in una città sconosciuta, e che stava iniziando ad odiare ormai da mesi.
    P:“adesso basta piangere, le lacrime non risolvono niente, devi solo stare tranquilla”
    E:“non è così semplice. Almeno per me”
    P:“devi essere forte piccina mia. Ormai c’è l’abbiamo anche scritto sulla pelle. Non ci potremo dimenticare di Noi”
    Lei annuì, si asciugò le lacrime con il palmo della mano e fece un sorrisino falso.
    E:“muoviamoci a sistemare queste ultime cose, che voglio uscire”
    Come prima il silenzio era diventato protagonista. Dopo vari minuti, finalmente finirono di sistemare la valigia, e si guardarono. Era tutto pronto. Sospirarono.
    P:“io ho fame” disse spezzando quel silenzio.
    E:“mmmmh ora che ci penso anche io. Che ore sono?”
    P:“sono le 20:15. ci abbiamo messo due ore” disse perplesso.
    E:“wow. Andiamo giù che sto morendo di fame” rispose con un sorrisetto malinconico.
    Lui fece un cenno con la testa e insieme, scesero in cucina in cerca di qualcosa da mettere nello stomaco.

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  3. #3
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    Predefinito Re: La distanza di un amore ♥

    neanche un commento, ma io voglio provarci ancora..
    ecco il terzo capitolo..
    altrimenti la faccio chiudere..

    Capitolo Tre.

    P:“che mangiamo?” chiese aprendo uno sportello.
    E:“mmmh bella domanda, non ne ho idea” rispose sedendosi sul divano.
    P:“che dici se ordiniamo una pizza?” disse guardandola.
    E:“aggiudicatooo!” rispose ridendo.
    Lui prese il telefono, chiamò la pizzeria vicino casa e ordinò due pizze rosse. Chiuse la chiamata e si sedette vicino a lei. Senza dire niente la strinse forte in un abbraccio e lei appoggiando la testa sul suo petto si lasciò cullare. Lui le accarezzò la testa, e lei si girò per guardarlo. Trovò quegli occhi così belli dentro i suoi, e sorrise. Lui iniziò a darle dei piccoli baci sulla guancia e lei chiuse gli occhi. Tanti brividi stavano attraversando il suo corpo. A ogni tocco delle sue labbra sul suo viso, provava un emozione nuova. Lei si alzò, si mise sulle sue gambe, e iniziò a baciarlo dolcemente. Lui la stringeva forte a sé, e ricambiava i suoi baci con dolcezza e foga. In quel momento esistevano solo loro due. Ad un tratto sentirono la porta del salotto aprirsi. Si staccarono e girandosi, notarono Omar con due enormi buste in mano.
    P:“emh fratello cosa ci sono in quelle buste?”
    O:“ma ciao anche a te fratellone, comunque niente cose che mi ha detto mamma di comprare”
    E:“ciao Omar” disse timidamente.
    O:“ciao Erika, come stai?”
    E:“tutto bene diciamo”
    Lui le sorrise dolcemente, e guardò Pedro con aria interrogativa.
    O:“ho interrotto qualcosa?” chiese alzando un sopracciglio.
    I ragazzi non risposero, ma abbassarono tutti e due lo sguardo dalla vergogna.
    O:“emh lo prendo per un si, scusate”
    P:“ma dai Omar non hai intterrotto niente tranquillo”
    O:“va bene” disse mettendo le buste sul tavolo.
    P:“emh io vado a prendere le pizze”
    Lei si alzò per far alzare Pedro e si risedette sul divano.
    E:“vengo con te?”
    P:“mannò tranquilla, ci metto un attimo” rispose sorridendo.
    Lei ricambiò il suo sorriso, e lo seguì con lo sguardo fin quando lui non uscì. In casa erano rimasti solo lei e Omar. Loro erano un po’ come fratelli, si dicevano tutto e si volevano un gran bene. Lei abbassò lo sguardo e iniziò a pensare. Era giusto quello che stava facendo? Questa domanda le ronzava nella testa e non riusciva a trovare una risposta. Era perdutamente innamorata di Pedro certo, ma aveva troppa paura della distanza. Non sarebbe stato facile far andare avanti un amore con tutti quei kilometri che li dividevano. Fece un sospiro, e strinse forte le gambe al petto. Omar si girò verso di lei, e la guardò con occhi tristi. Le faceva una gran tenerezza e gli dispiaceva vederla così. Si sedette vicino a lei, e l’abbracciò con tutta la forza che aveva. Sapeva che stava soffrendo, ormai la conosceva benissimo.
    O:“mi dici la verità? Cosa sta succedendo con Pedro?”
    E:“gli ho detto quello che provo per lui, e ora più o meno stiamo insieme. Cioè non lo so, non ci sto capendo nulla. Oggi ho passato una giornata bellissma, ma da domani non sarà così. Lo perderò secondo te?” chiese con le lacrime agli occhi.
    O:“perderlo? Ma che cosa pensi. Lui è molto affezzionato a te, e credimi ogni giorno mi parlava di te. Non sapeva come dirti la verità, aveva paura che tu lo rifiutassi e ti allontanassi da lui. Adesso state provando a costruire una storia insieme e secondo me durerà anche con i kilometri che vi dividono. Niente può separare un amore vero”
    E:“si ma io ho paura lo stesso. Cioè e se mi tradisce? Se si innamora di un’altra migliore di me? Omar ho paura. Non posso sopportare l’idea di non vederlo più non c’è la faccio”
    O:“lo so ma devi essere forte. Credimi anche per noi non è facile questa situazione. non vogliamo lasciarti, ma purtroppo non dipende da noi. Dobbiamo andare per forza”
    E:“lo so” disse con le lacrime che le rigavano il viso.
    O:“non piangere dai” rispose accarezzandole la guancia.
    Lei sospirò e si calmò un po’. Aveva capito che era inutile piangere. Si era creato un silenzio pieno di tristezza, e non sapevano come spezzarlo. Rimasero in silenzio fino a quando sentirono la porta d’ingresso sbattere. Omar si alzò e iniziò a sistemare alcune cose sul tavolo della cucina, e dopo due secondi apparve Pedro con due cartoni di pizza ancora fumanti.
    P:“ed eccola quiiiii si mangia” disse con occhi sognanti.
    Lei sorrise debolmente e insieme si sedettero a tavola per mangiare quella pizza ancora fumante.


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  4. #4
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    Predefinito Re: La distanza di un amore ♥

    Grazie mille a tutte per i commenti che avete lasciato **
    Siete favolose <3
    Metto il quarto capitolo e spero vi piaccia
    Un bacione e .. buona lettura

    Capitolo Quattro.

    Parlarono e scherzarono per tutto il tempo e Pedro ed Erika non facevano altro che scambiarsi dolci occhiate.
    P:“è la fine del mondo questa pizza, è buonissima” disse mettendo una mano sulla pancia.
    E:“concordo con te, amo.. emh Pedro” rispose imbarazzata.
    Lui le sorrise dolcemente e abbassò lo sguardo.
    O:“beh ragazzi io vi lascio soli. Ciao Erika ci vediamo dopo” disse salutandola con due baci sulle guance.
    E:“ciao Omar a dopo”
    Lui sorrise e uscì. Erano rimasti da soli.
    P:“come mi stavi chiamando prima?” chiese contento.
    E:“io emh.. ti stavo chiamando..”
    P:“amore” rispose interrompendola.
    Lei abbassò lo sguardo e arrossì.
    P:“ti voglio tanto bene, amore”
    E:“anche io tantissimo”
    P:“vieni, andiamo fuori in giardino” disse accarezzandole una mano.
    Si alzarono, lui prese una coperta e andarono fuori. Pedro la distese sull’erbetta e invitò la ragazza ad allungarsi vicino a lui. Erika sorrise e si mise vicino al ragazzo. Lui la strinse forte, e iniziò a guardare le stelle.
    E:“sono proprio belle le stelle stasera, non credi?”
    P:“sono bellissime, ma tu lo sei di più”
    Lei sorrise imbarazzata. Lui le accarezzò la guancia e chiuse gli occhi.
    E:“mi prometti una cosa?”
    P:“tutto quello che vuoi”
    E:“promettimi che non mi tradirai con nessuna”
    P:“tu sei l’unica ad essermi entrata nel cuore, promesso”
    E:“promettimi che ci sentiremo sempre, tutti i giorni”
    P:“promesso”
    E:“promettimi che nonostante i kilometri tu non mi dimenticherai”
    P:“promesso” rispose deciso.
    E:“ora promettimi la cosa più importante. Promettimi che ci rincontreremo”
    P:“te lo prometto” rispose in un sussurro.
    Lei ora si sentiva più tranquilla e sapeva che poteva fidarsi di lui, ma quel briciolo di paura c’era sempre.
    P:“sei più tranquilla adesso?” chiese speranzoso.
    E:“un po’”
    P:“voglio fare le cose con calma, ma una cosa la devi sapere. Il sentimento che provo per te, è molto forte, quindi niente ci potrà mai dividere”
    Lei si staccò dal suo abbraccio, si alzò sul gomito e iniziò a guardarlo. Gli occhi di lui erano dentro i suoi. Erika si avvicinò a Pedro, e chiudendo gli occhi unì le sue labbra con quelle di lui.
    La serata passò veloce tra baci e coccole, e il sonno iniziò a farsi sentire.
    E:“mmmh ho sonno” disse sbadigliando.
    P:“anche io piccina. Vogliamo andare a dormire in camera mia?”
    E:“no, preferisco rimanere qui se per te non è un problema” rispose appoggiando la sua testa sul suo petto.
    P:“certo che non è un problema. Allora buonanotte amore” disse accarezzandole la guancia.
    E:“buonanotte tesoro” rispose sorridendo.
    Lui la strinse forte, e si addormentarono sotto quel cielo stellato che per una notte era stato protagonista del loro amore.

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  5. #5
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    Predefinito Re: La distanza di un amore ♥

    Ciao a tuttiii
    Oddio grazie mille per i commenti, non so cosa dire davvero!!
    Scusate se posto solo ora ma la scuola purtroppo mi porta via un sacco di tempo .__.
    Beh metto il quinto capitolo ^^
    Fatemi sapere cosa ne pensate
    Un bacione.

    Capitolo Cinque.

    Un caldo raggio di sole fece svegliare Pedro. Si stropicciò gli occhi, e guardò lei. Era proprio dolce mentre dormiva. Sorrise, e si accorse di una coperta che li copriva. Sicuramente era stato Omar. Si guardò intorno e notò degli scatoloni che erano fuori la porta.
    P:“cavolo, devo andare” disse con tristezza.
    Sospirò, accarezzò la guancia di lei, e iniziò a chiamarla.
    P:“Erika svegliati” disse dolcemente.
    lei si strinse forte al suo petto, e rimase ad occhi chiusi.
    E:“è già mattina?”
    P:“purtroppo si”
    Lei si mise seduta, e si accorse della coperta.
    E:“e questa da dove esce fuori?”
    P:“sarà stato Omar”
    E:“capisco” ripose abbassando la testa.
    P:“comunque buongiorno” disse avvicinandosi a lei.
    E:“buongiorno” rispose tristemente.
    Lui prese il suo viso tra le mani, e la baciò dolcemente. Si staccarono e iniziarono a guardrsi negli occhi. Tutti e due avevano voglia di piangere, ma non lo facevano perchè volevano essere forti.
    O:“buongiorno piccioncini!” disse raggiungendoli.
    P/E:“buongiorno” risposero insieme.
    O:“Pedro puoi aiutarmi un attimo?”
    Lui annuì, diede un bacio ad Erika, e andò con il fratello.
    P:“io non voglio venire” disse caricando uno scatolone nel furgoncino.
    O:“dai Pedro non dire cretinate, dobbiamo andare per forza. Sai che i nostri genitori sono fissati per il fatto che dobbiamo raggiungerli a Milano. Neanche io vorrei partire, ma non faccio tutte queste storie come te”
    P:“perchè dobbiamo andare noi da loro eh? Beh certo dobbiamo sacrificarci noi. Tu non ti fai questi problemi perchè non sei innamorato. Non hai paura di perdere una persona importante, io invece si. Ecco perchè mi faccio tutti questi problemi. E adesso se non ti dispiace vado a passare gli ultimi dieci minuti con la ragazza che amo” disse guardandolo.
    Caricò un altro scartolone, e raggiunse Erika che era rimasta seduta sull’erba.
    P:“eccomi” disse abbracciandola da dietro.
    E:“eccoti” rispose senza entusiasmo.
    P:“tu oggi hai saltato anche una giornata di scuola per colpa mia”
    E:“sinceramente non me ne frega niente. Non te ne andare” disse incominciando a piangere.
    A lui dispiaceva vederla così, e senza dire niente la strinse in un forte abbraccio.
    O:“io ho finito” disse chiudendo la porta.
    E:“no!! Ti prego non mi lasciare da sola. Rimani qui” disse disperata, e stringendo forte a se Pedro.
    P:“credimi Erika io rimarrei qui con te per sempre, ma non posso. Questo non è un Addio, ma giusto un Arrivederci”
    E:“Arrivederci” disse cercando di calmare le lacrime.
    Lui la prese per i fianchi e iniziò a baciarla. Quello non era il solito bacio dolce. Stavolta No, Quello era un bacio vuoto e triste. Si presero per mano e raggiunsero Omar, che stava chiudendo il retro del furgoncino.
    E:“ciao Omar” disse con voce spezzata.
    O:“ciao Erika, ci sentiamo e fai la brava” rispose abbracciandola.
    Lei annuì. Lui si staccò e salì nel posto del guidatore.
    P:“allora arrivederci. Amore ricorda che niente e nessuno, può separarci” disse prendendo la sua mano destra, dove c’era il piccolo tatuaggio.
    E:“grazie di tutto amore mio. Non dimenticarmi mai” rispose tirando su col naso, e facendo un sorriso forzato.
    P:“mai” disse baciandola.
    Si staccarono e lui si avvicinò all’orecchio di lei.
    P:“perdonami ti prego” disse sussurrando.
    E:“ti adoro”
    Lui fece un sorriso malinconico, e andò verso il lato del passeggiero. Mise la mano sulla maniglia, e si girò un ultima volta verso di lei. Sentiva il suo sguardo triste addosso, e aveva voglia di correre da lei e abbracciarla di nuovo. Ma non lo fece. La salutò l’ultima volta con la mano, lei ricambiò, e subito dopo salì sul furgoncino. Omar mise in moto e partì.
    Lei rimase lì fin quando non vide il furgoncino sparire, e dopo accasciandosi a terra vicino al cancello ormai chiuso, iniziò un pianto pieno di dolore.

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  6. #6
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    Predefinito Re: La distanza di un amore ♥

    Ciao a tutte!! eccomi qui!!
    Ho appena letto tutti i commenti e .. siete dolcissime <3
    Ora metto il sesto capitolo spero vi piaccia!!
    Un bacione <3

    Capitolo Sei.

    Rimase seduta lì per molto tempo. Sperava tanto che quel furgoncino tornasse indietro, ma sapeva che non sarebbe mai tornato. Cercava di calmarsi, ma non ci riusciva. Già sentiva la loro, ma soprattutto la sua mancanza. Ad un tratto sentì il cellulare vibrare. Sperava tanto che fosse lui, ma appena lesse il mittente ci rimase male. Era sua madre. Rispose cercando di nascondere il singhiozzo causato dalle lacrime.
    E:“pronto?”
    Mamma:“Erika dove sei? Non sei andata a scuola oggi vero?”
    E:“no mamma, sono davanti casa di Pedro”
    Mamma:“sono gia andati via?”
    E:“si” rispose con un nodo in gola.
    Mamma:“ho capito. Io sono a casa, non fare tardi”
    E:“va bene. ciao mamma” disse chiudendo la chiamata.
    Fissava il cellulare pensierosa. Voleva scrivergli “mi manchi” ma non voleva essere molto appiccicosa. Si liberò delle ultime lacrime, e si alzò. Diede un ultima occhiata alla casa, e iniziò a camminare senza una destinazione. Senza sapere come arrivò davanti la panchina dove avevano scritto i loro nomi. Si sedette lì e iniziò a ricordare quella bellissima giornata passata in sua compagnia. Voleva riaverlo accanto a se. Il “biiip” dei messaggi la fece tornare alla realtà. Prese il cellulare dalla tasca, e aprì il messaggio. Era lui.
    “Ciao piccolina. Già mi manchi. Non ho per niente voglia di andare in quella stupida città. Mi dispiace, so che ti sto facendo del male, quindi perdonami. Mi odi? Ti voglio tanto bene”
    Rilesse quel messaggio due volte. Come poteva pensare che lo odiasse? Non era colpa sua se doveva stare a Milano. Fece un sospiro, e si affrettò a rispondere.
    “Ciao amore.. mi manchi tanto anche tu, ma se devi stare a Milano non è colpa tua. Non potrò mai odiarti quindi togliti queste idee dalla testa. Sarà difficile andare avanti senza di te, ma ci devo provare. Oggi mi sento uno schifo. Sono seduta sulla nostra panchina, e guardo il nostro tatuaggio. Ti rivoglio vicino a me. Ti adoro”
    Lo inviò, e iniziò a fissare lo schermo del cellulare. Si sentiva una stupida, ma voleva sentirlo. Voleva parlare con lui. Aspettava con ansia una sua risposta, e dopo due minuti lo schermo si illuminò.
    “anch’io fisso il nostro tatuaggio e ti penso. Riusciremo a superare tutto insieme. Amore torna a casa, tua madre sarà abbastanza preoccupata, e io non voglio che stai male per colpa mia. Mi sento un cretino”
    Sulle sue labbra spuntò un piccolo sorrisino. Si stava preoccupando per lei, e le faceva davvero molto piacere.
    “ti ripeto che non è colpa tua, smettila di dire queste cose. Sinceramente non mi importa se mia madre è preoccupata. In questo momento il mio unico pensiero sei tu e basta. Ti prometto che prima o poi verrò a Milano”
    Voleva già raggiungerlo, ma sapeva che era impossibile. Sua madre non l’avrebbe mai mandata in una città sconosciuta da sola, ma un giorno o l’altro l’avrebbe fatta questa pazzia anche solo per vederlo un minuto. Già iniziò a farsi i viaggi mentali su quel giorno, ma sapeva benissimo che era troppo presto. Sospirò e aprì il messaggio che era appena arrivato.
    “mi raccomando amore non fare cretinate. Io ci tengo a te, e lo sai. Se hai bisogno di qualcuno, in qualsiasi momento ricorda che io ci sono. Anch’io ti prometto che tornerò. Amore ora chiudo gli occhi, e provo a dormire sperando di sognarti. Ci sentamo più tardi. Ti adoro <3”
    Lei sorrise, e arrossì per quelle parole così dolci. Lui sapeva sempre come farle tornare il sorriso.
    “tu sai sempre come farmi tornare il sorriso e per questo ti ringrazio. Beh allora buonanotte amore xD io adesso torno a casa =). Grazie davvero di tutto. Ci sentiamo dopo. Ti adoro <3”
    Inviò il messaggio, rimise il cellulare in tasca, e con un velo di tristezza negli occhi, iniziò a camminare per tornare a casa.

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  7. #7
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    Predefinito Re: La distanza di un amore ♥

    Ciao a tutte!!
    Sono qui per postare il settimo capitolo della mia Effe Effe xD
    Un bacione.

    Capitolo Sette.

    Entrò in casa sbattendo la porta, e senza salutare sua madre, iniziò a salire le scale. Voleva raggiungere la sua camera, abbandonarsi nel letto e iniziare a piangere di nuovo. Stava per entrare ma sua madre la chiamò. Lei chiuse gli occhi, e sospirando la raggiunse in cucina.
    Mamma:“adesso non si saluta più?” chiese infastidita.
    E:“scusa mamma”
    Mamma:“ascolta Erika devi andare avanti. Non ti sto dicendo di dimenticarlo perchè nulla si dimentica. Ti sto solo dicendo di lasciarlo un po’ da parte. Mi dispiace vederti così”
    Lei ci rimase male. Non voleva sentirsi dire quelle parole. Lei non poteva ma soprattutto non voleva escluderlo dalla sua vita.
    E:“si vede che non capisci. Io non potrò mai dimenticarlo, non potrò mai lasciarlo da parte perchè io lo amo. Lui fa parte di me”
    La madre non si aspettava questa verità e la guardò sorpresa. Non sapeva che sua figlia si era innamorata di quel ragazzo tanto dolce. Erika iniziò a piangere come una bambina indifesa e la madre con tanto affetto l’abbracciò.
    Mamma:“dai Erika calmati. Ti prometto che ti farò andare a Milano. Lo rincontrerai”
    E:“mamma già sento la sua mancanza, non c’è la posso fare”
    Mamma:“e invece sono sicura che c’è la farai. Sei forte, lo so. Supererai anche questa” disse dolcemente accarezzandole la testa.
    Lei si lasciò consolare. Aveva proprio bisogno d’affetto.
    Mamma:“va un po’ meglio?”
    E:“si grazie” rispose mentendo.
    In realtà stava da schifo e si vedeva.
    La madre le fece un sorriso comprensivo, e iniziò a preparare il pranzo.
    E:“io non ho fame”
    Mamma:“qualcosa devi mangiare”
    E:“ora no per favore”
    M:“va bene, non insisto” disse sospirando.
    Lei abbassò lo sguardo, e iniziò a fissare il pavimento. Le dispiaceva far preoccupare sua madre, ma non riusciva a fingere che andasse tutto bene. Si alzò dal divano, e andò verso le scale.
    E:“vado in camera”
    Mamma:“va bene piccina”
    “piccina” era il soprannome che Pedro le aveva dato. Asciugò la lacrima che era scesa sulla guancia, ed entrò il camera. Prese il suo fedele i-pod e si butto sul letto. Lo accese e ovviamente iniziarono a partire canzoni deprimenti e tristi. “Sonohra-L’amore”. “La distanza che ci divide fa male anche a me” a quelle parole iniziò a piangere sconsolata. Le faceva male avere il suo ragazzo a miliaia di kilometri lontano. Strise forte a se il cuscino, e guardò il cellulare. C’era la loro foto. Non sapeva che cosa fare e si sentiva inutile. Ad un tratto il cellulare si illuminò. Lo prese, e vide il messaggio. Era Sofia, una sua compagna di classe.
    “Ciao Eri, so il motivo per cui non sei venuta oggi a scuola e ti capisco benissimo. I prof non hanno detto nulla, tranquilla. Emh volevo chiederti non è che ti va di uscire? Ti conosco, e sono sicura che in questo momento sei a piangere. io non ti voglio vedere così. quindi pensaci e fammi sapere. Ti voglio bene”.
    Lei era una delle poche amiche che aveva, e si volevano un gran bene. Non sapeva se accettare perchè non aveva molta voglia di uscire, ma sapeva anche che se non avrebbe accettato, sarebbe rimasta tutto il giorno dentro la sua camera a piangere. Ci pensò su, e decise di accettare.
    “Hey Sofi, che avete combinato oggi senza di me? Si scusa se non ti ho fatto sapere niente, ma non ho avuto il tempo e sinceramente mi ero anche dimenticata stamattina della scuola. Comunque certo che mi va di uscire, almeno mi distraggo un po’ =). Dimmi ora, e posto ^^. Grazie davvero Sofi <3”
    Fece un piccolo sorrisino, e si tolse le cuffie. Era inutile restare a casa e piangere. Lui non sarebbe tornato. Era davvero contenta di avere vicino un amica come Sofia. Lei la faceva sorridere sempre anche nei momenti peggiori. Dopo due minuti ricevette la sua risposta.
    “mmmmh che dici se facciamo che verso le 16:00 ti vengo a prendere sotto casa tua, così ci facciamo una passeggiatina insieme? =P”
    Per Erika come piano era perfetto.
    “va più che bene. allora ci vediamo più tadri. Ciao Sofi ti voglio bene”
    Appoggiò il cellulare sul comodino, e decise di accendere il computer per vedere chi era on-line su msn.

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  8. #8
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    Predefinito Re: La distanza di un amore ♥

    Buonasera sono qui per postare l'ottavo capitolo della Effe Effe
    Buona Lettura ^^ <3

    Capitolo Otto.

    Entrò e notò che non c’era quasi nessuno. Sospirò e iniziò a girare sui vari siti internet. Ad un tratto spuntò “Emily ha appena effettuato l’accesso”. Sorrise, e aprì la conversazione. Emily è una ragazza di Milano. Si sono conosciute per caso su Facebook, e da quel giorno sono diventate migliori amiche. Stava per scrivere, ma l’amica fu più veloce.
    _Emily*_Scrive:“Ciaaaaaaao Amore miooooo *-*”
    °°(*)PiCcola(*)°°Scrive:“amoreee ciaaao”
    _Emily*_Scrive:“come stai amore?”
    °°(*)PiCcola(*)°°Scrive:“diciamo non molto bene. tu amore mio? Come te la passi?”
    _Emily*_Scrive:“io tutto bene, sempre la solita vita. oddio amore che è successo?”
    °°(*)PiCcola(*)°°Scrive:“il mio emh .. ragazzo si è trasferito.. =’(“
    _Emily*_Scrive:“il tuo cosaaaa? O.o non mi avevi mai detto che eri fidanzata”
    °°(*)PiCcola(*)°°Scrive:“lo so, cioè gli ho detto quello che provavo ieri, ma stamattina se ne andato e quindi ..”
    _Emily*_Scrive:“oddio amore mio mi dispiace =(. Dove si è trasferito?”
    °°(*)PiCcola(*)°°Scrive:“Milano..”
    _Emily*_Scrive:“woooo, allora va a finire che lo incontro un giorno xD. Dai amore mio non essere così giù, stai tranquillaaaa =). Amore ora scappo che mamma rompe -.-“ ci sentiamo con i messaggi? *-*”
    °°(*)PiCcola(*)°°Scrive:“ma ovvio che si u.u ciao ciao amoreeee, ti amoooo <3”
    _Emily*_Scrive:“ti amo Gemellina miaaaa <3”
    “Emily non è online”.
    Erika spense il computer, e iniziò a guardarsi intorno. Doveva trovare un modo per distrarsi. Prese un libro, e iniziò a leggerlo. Scelse “New moon”. Iniziò a leggere attentamente, ma appena arrivò alla parte in cui Edward lascia Bella nella foresta, chiuse violentemente il libro, e lo buttò a terra. In quel momento tutto le ricordava Lui.
    Guardò l’orario sul cellulare e notò che erano le 15:30. Tra mezz’ora sarebbe arrivata Sofia. Si alzò dal letto, e aprì l’armadio. Doveva decidere cosa mettere. Scelse le prime cose che trovò, cioè dei pantaloni neri stretti a sigaretta, e la maglia gialla di Spongebob. Andò in bagno si sistemò i capelli, e scese giù in salotto. Non aveva voglia neanche di truccarsi. Accese la tv e sintonizzò MTV. Almeno in quella buona mezz’ora passarono canzoni allegre. Ad un tratto il citofono iniziò a suonare.
    E:“mamma è Sofia esco con lei ci vediamo dopo” disse aprendo la porta.
    Mamma:“va bene Erika, ma non fare tanto tardi”
    E:“Ok ciao”
    Uscì e raggiunse Sofia, che l’aspettava fuori dal cancelletto.
    S:“ma salveeeeee”
    E:“ciao Sofiiii” disse dandole due baci sulle guance.
    S:“allora adesso si va a mangiare un mega gelatone. E dopo decidiamo cosa fare” rispose sorridendo.
    E:“tu mi vuoi far ingrassare oggi me lo sento”
    Sofia sorrise e prese l’amica a braccetto.
    S:“zitta che sei uno stecchino, hai bisogno di mangiare tu”
    E:“ma che cosa stai dicendo. Faccio schifo”
    Sofia la guardò storto, ed Erika sorrise.
    E:“va bene mi sto zitta”
    S:“ecco brava, che fai più bella figura”
    Parlando e scherzando, raggiunsero la gelateria in piazza. Presero i gelati e si sedettero su una panchina a parlare.


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  9. #9
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    Predefinito Re: La distanza di un amore ♥

    Ciao a tutti e buonasera
    Scusate l'assenza ma tra scuola e altro non ho più quasi tempo di entrare al Pc >__<
    Ora posto il nono capitolo
    Spero vi piaccia
    Un bacione.

    Capitolo Nove.

    S:“sinceramente come stai?” chiese guardandola attentamente.
    E:“uno schifo. Mi manca” rispose mangiando il suo gelato.
    S:“dai Erika, prova a reagire!”
    E:“vorrei tanto farlo. Ma non ci riesco”
    S:“ma almeno provaci. Non ci risolvi niente. E poi lo sai che a lui non farebbe piacere vederti così, lo sai più di me, quindi reagisci e basta!”
    E:“lo so, hai ragione. Ma non c’è la faccio. Neanche io amo vedermi così, ma questo non mi passerà in un giorno. Ci vorrà del tempo”
    S:”si hai ragione. Cioè io non ho mai provato una situazione del genere, ma posso immaginare come ti senti. Mi dispiace vederti così giù e non so che cosa fare. Mi sento proprio inutile. Mi sto rendendo conto che non sono una buona amica” rispose abbassando lo sguardo.
    Erika la guardò con occhi sgranati. Non riusciva a credere a quelle parole. Sofia, era l’unica che le stava vicino in ogni momento, ed era una buonissima amica. Non riusciva a capire il perchè di quelle parole.
    E:“ma che cosa stai dicendo eh? Tu sei un amica fantastica, e credimi quando te lo dico. Mi stai sempre vicino, in qualsiasi momento, e per questo ti ringrazio. Nessuno è come te. Nessuno avrebbe fatto tutto questo per me oggi. Quindi non dire mai più una cosa del genere perchè ti giuro che non è affatto così”
    Sofia la guardò tristemente per un secondo, e poi abbassò lo sguardo. Non sapeva cosa dire.
    E:“ancora quel musone lungo? Ma la smetti? Qui in mezzo quella depressa sono io” disse ridendo.
    S:“scemaaaaa!! Depressa un tubo, adesso ti faccio tornare il sorriso io” ripose alzandosi.
    E:“ooooh questa è la vera Sofia! Finalmente eccoti”
    Sofia sorrise dolcemente e guardò l’amica. Ad un tratto notò il piccolo cuoricino sulla mano destra di Erika.
    S:“e questo?” chiese facendo un cenno verso il tatuaggio.
    E:“l’ho fatto insieme a Pedro. Lui ha la mia iniziale, e io ho la sua” rispose fissando perterra.
    S:“eeeemh beeeh che facciamo?” disse cambiando discorso.
    E:“sinceramente non lo so. Sono senza idee oggi”
    S:“tu sei sempre senza idee è diverso”
    E:“antipatica del cavolo” disse mettendosi a braccia conserte.
    S:“eddai pazza scherzavo!”
    E:“anche iooooo!” disse alzandosi, e abbracciando l’amica.
    Sofia ricambiò l’abbraccio, e sospirò.
    S:“io un idea c’è l’avrei” disse con occhi a forma di cuoricino.
    E:“oddio quello sguardo mi fa paura”
    S:“ti va di entrare nel mondo dei vestiti?” chiese sorridendo.
    E:“ma certo che si! Come posso rifiutareeee?” disse sfoderando un sorrisone.
    S:“andiamo allora!” rispose piena di gioia.
    E:“si ma io non ho i soldi”
    S:“infatti mica dobbiamo comprare. È solo per passare un po’ di tempo. Proviamo e basta. Neanche io ho i soldi” disse ridendo.
    E:“va beneeee, andiamo”
    Si presero per mano, e insieme si diressero verso i negozietti in piazza.


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  10. #10
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    Buonasera a tutti
    Posto il decimo capitolo ^^
    Un bacio <3

    Capitolo Dieci.

    Entrarono nel negozio della “Guess” e iniziarono a guardare ingiro. Erika prese un vestitino grigio senza spalline, che arrivava sopra al ginocchio con due bottoni sul petto e decise di provarlo.
    E:“che dici se mi provo questo?” chiese facendo guardare il vestito all’amica.
    S:“o mio dio, ti starà benissimo” rispose sorridendo.
    Erika annuì, e guardò Sofia.
    E:“ma tu non provi niente?”
    S:“siccome faccio schifo, neanche mi metto a cercare”
    E:“ti ricordo che è stata tua l’idea, quindi adesso ti trovi un vestito anche tu e te lo provi”
    S:“lo sai che non mi stanno bene i vestitini”
    E:“non dire cazzate per favore. Ti stanno benissimo”
    Sofia sospirò, e segui Erika con lo sguardo. Stava cercando un vestitino giusto per lei. Ad un tratto trovò un vestitino rosso, con una cinta nera in vita a forma di fiocco. Con gli occhi che brillavano, prese il vestitino e lo diede a Sofia.
    E:“provati questo”
    S:“che cosa? No Erika, mi starà da schifo”
    E:“bla bla bla bla”
    S:“quanto ti odio”
    E:“si certo, ti voglio bene amica mia”
    Sofia le fece la linguaccia, e andarono nei camerini.
    S:“è possibile che non ci sono mai dei camerini liberi qui?” disse innervosita.
    E:“si vede che non siamo le uniche assetate di Shopping”
    S:“eh ma che palleeee, dobbiamo anche aspettare. Senti io questo lo rimetto a posto”
    E:“se lo fai torno depressa, e tu non vuoi vedermi in quello stato vero?” disse abbassando la testa.
    S:“ti odio ancora di più! Con questa cosa hai saputo convincermi. Antipatica! Lo faccio solo per te sia chiaro”
    E:“si si certo” rispose sorridendo.
    Aspettarono cinque minuti, e due camerini si liberarono.
    S:“finalmenteeee” disse entrando.
    E:“beh ci vediamo tra due minuti”
    Sorrisero, e iniziarono a provarsi i vestitini. Uscirono e si guardarono. Erano entrambe stupende.
    E:“oddio Sofi ti sta davvero benissimo” disse felicissima.
    S:“macchè, sono orrenda. A te piùttosto quel vestito ti sta alla grande!! Sei uno schianto! Ti prego dammi il tuo corpo, le tue gambeee!!”
    E:“tu sei perfetta così, zitta. E comunque prima o poi questi vestitini saranno nostri sia chiaro”
    S:“prima o poi”
    E:“vistooo? Piace anche a te come ti rimane”
    Sofia la guardò imbarazzata e si chiuse nel camerino. Erika sorrise, e iniziò a cambiarsi.
    Misero i vestitini a posto e uscirono dal negozio.
    E:“altro giro?” chiese sorridendo.
    S:“vedo che il buon umore è tornato” rispose contenta.
    E:“si abbastanza, e tutto questo grazie a te”
    Sofia sorrise ed Erika l’abbracciò.
    S:“sinceramente mi sono stufata di andare nei negozi”
    E:“tu che rifiuti lo shopping? O mio dio. Stai male?”
    S:“scema, siccome non ho i soldi non posso comprare nulla, e quindi mi sono stufata”
    E:“tu ogni tanto mi preoccupi fattelo dire”
    Sofia fece una faccia indecifrabile, ed Erika iniziò a ridere.
    S:“si può sapere perchè ridi?”
    E:“hai fatto una faccia troppo strana” ripose ridendo.
    S:“beh con le cazzate che spari è d’obbligo”
    Erika stava per rispondere, ma la suoneria del suo cellulare la fece tornare seria per un attimo.
    E:“questa è sicuramente quella rompi di mia madre” disse cercando il cellulare nella borsa.
    Prese il cellulare in mano e vide che si sbagliava. Iniziò a fissare lo schermo imbambolata, e Sofia se ne accorse.
    S:“chi è?” chiese curiosa.
    E:“è Pedro” rispose a bassa voce.
    S:“rispondi no?” disse guardandola.
    Erika annuì, premette il tasto verde, e con una leggera paura, iniziò a parlare con Lui.


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