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Discussione: Ora è tutta un'altra musica.

  1. #11
    V.I.P


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    Jan 2010
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    Predefinito Re: Ora è tutta un'altra musica.

    Non so voi, ma io solamente guardando i video di Cinisello Balsamo mi sono commossa.
    Sono davvero dei grandi, su questo non si discute. (Ma non facciamoglielo sapere o potrebbero prendersi bene! Ahahahah!)
    Ecco una canzone di qualche anno fa, che resta sempre e comunque bella come lo era prima!
    Gives You Hell (Full Narrative Version) - YouTube

    Cap 11
    Il giorno dopo mi svegliai con la musica ad alto volume nelle orecchie.
    Sono la solita.
    Ho dimenticato ancora l’Ipod acceso mentre mi addormentavo.
    Guardai la sveglia sul comodino. Le sei e dieci. Venti minuti e i miei partono.
    Così mi alzai dal letto e andai in camera di Pedro per svegliarlo.
    -Pedro, svegliati!- Gli sussurrai vicino al suo viso.
    -Che c’è?- mugugnò rigirandosi nel letto.
    -Papà e mamma partono, non ti ricordi?-
    -Ah già. Ma non potevi andare a svegliare prima Omy?- Mi chiese fulminandomi con lo sguardo, il che gli uscì abbastanza male con la faccia che si ritrova di mattina.
    -Scommettiamo dieci euro che è già in piedi ed è giù con loro?- Sfidai mio fratello.
    Omy è sempre mattiniero.
    L’unica persona che conosco che non ha problemi ad alzarsi dal letto.
    Poi siamo messi tutti male.
    -Scommettiamo! È impossibile che sia già sveglio.- Mi rispose sicuro di vincere. Si, continua a sperare!
    Andammo giù e trovammo i nostri genitori che preparavano le ultime cose per poi mettere tutte le valige in macchina.
    -Allora? Pronti per l’America?- Chiesi a mia madre, contenta per loro.
    -Più che altro non siamo sicuri di lasciarvi qua da soli per troppo tempo.-
    -Eh già, di Omy non ci si può mai fidare.- Disse Pedro sfottendo Omar.
    E si beccò una mia gomitata in pancia.
    -Madonna che male! La gentilezza non esiste, vero?- Si lamentò massaggiandosi la botta.
    -Così la prossima volta stai zitto e buono.- Mancava solo che questi partono con l’ansia addosso.
    -Bene, bene. Ora che vi siete svegliati anche voi, mi aiutate a mettere apposto le altre valigie.- Omar spuntò dalla porta d’entrata, cercando di scaricarci il lavoro a noi.
    -Che ti avevo detto?- Dissi soddisfatta a Pedro facendo segno verso Omy.
    -Ma è possibile che non ne vinco mai una?- Si lamentò con sé stesso Pedro.
    Autostima zero proprio.
    Omar ci guardò con aria interrogativa, così io e Pedro rispondemmo con un “lascia perdere” collettivo.
    Mettemmo le ultime valige nel bagagliaio della macchina e salutammo i nostri genitori.
    Appena la macchina svoltò la prima curva ci guardammo tutti negli occhi e rientrammo in casa battendoci il cinque.
    -Ahahahah! Adesso che siamo soli vedi Pedro che fine fa fare alla casa. Come minimo le da fuoco la prima volta che accende i fornelli.- Commentò Omy dando una pacca sulla schiena al fratello.
    -Tranquillo, a far da mangiare ci penso io!- Rassicurai Omar.
    Anche se a questo punto siamo messi male. Molto male.
    -Che stima che hai verso tuo fratello!- Pedro si rivolse a Omar facendo il finto offeso.
    -Ma lo sai che scherzo! Comunque io me ne torno a dormire, sto morendo di sonno.- Omy si avviò verso le scale mentre io e Pedro restammo svegli.
    Verso le otto Omar andò al lavoro e io e Pedro ci avviammo verso la scuola, da un’altra noiosa mattinata.

    Intervallo.
    Dato il bel tempo decidemmo di uscire ed andare nel cortile della scuola.
    C’era molto sole, ma si stava bene all’aria aperta.
    Era leggermente fresca, abbastanza da riuscir a star fuori senza morire dal caldo.
    Ci sedemmo sul muretto e Ka mi abbracciò da dietro, appoggiando la testa sulla mia spalla.
    Questo qualche giorno fa mi avrebbe dato fastidio. Perché adesso, invece, mi sento a mio agio?
    Forse anche troppo.

    Mi girai a guardarlo ma fraintese il mio sguardo.
    -Ti da fastidio?- Mi chiese, anche se sembrava più un’affermazione che una domanda.
    -No, anzi..- Cercai di rispondergli con un tono normale, senza far trapelare nessuna delle svariate emozioni che stavo provando il quel momento.
    Così mi strinse di più a lui e i brividi iniziarono a corrermi dietro alla schiena.
    Non è possibile.
    Tutti questi sentimenti improvvisi non hanno senso!

    Pedro lo guardò sbalordito e incredulo.
    Sinceramente lo ero anche io. Ka non aveva mai fatto così, almeno non con me.
    Con tutte le varie ragazze cha ha avuto.. No Gloria, non pensarci a ste cose!
    -Hey, cosa sono tutte queste confidenze con mia sorella?- Commentò Pedro guardandolo di sottecchi.
    -Confidenze? Ma ci conosciamo da una vita! Non posso abbracciare un’amica?- Rispose sicuro Ka.
    Amica.
    Sentii il cuore perdere un colpo. Non era una cosa positiva.
    Perché detto da lui mi faceva così male?
    -Guarda che ti tengo d’occhio!- Lo avvertì avvicinandosi per dagli una pacca sulla spalla.
    Poi mio fratello si girò a guardarmi cercando di dare un senso al mio sguardo.
    Lo aveva capito anche lui. Anche lui aveva capito che dentro di me, dentro il mio cuore c’era un sacco di casino.
    Ma perché? Io fondo per me è solo un amico.. No?
    Questo lo dovevo ancora capire.

    -Madonna che sonno che ho oggi!- Disse Giulia per sviare la strana situazione che si era creata.
    -Ma tu hai sempre sonno!- Rispose Pedro abbastanza divertito.
    Sapeva che ero abbastanza a disagio.
    Con lo sguardo la ringraziai.
    Lei si che mi capisce.
    Sempre.
    -Ma almeno voi giocate a carte durante la lezione! Noi invece siamo agli ultimi giorni di scuola e siamo dietro ancora con Dante!- Si lamentò Francesca, abbastanza scocciata.
    -Ma io mi domando.. Perché invece di scrivere, Dante non è andato a pescare?- Disse Ste.
    Tutti ci girammo verso di lui.
    Cavolo, lo stava dicendo veramente!
    -Bene. Ora mi domando io.. Sicuro che quello che hai messo stamattina nel latte sia davvero zucchero?- Azzardò Dani al bassista.
    -No, guarda. Ho grattato il gesso in classe e me lo sono portato a casa!- Ribattè Ste scherzando alla battuta di Dani.
    -Ragazzi, io oggi pomeriggio dovrei andare a fare un po’ di compere. Chi avrebbe voglia di accompagnarmi?- Chiese Michela.
    -Scusa davvero, ma io devo aiutare Ka con Matematica e gli manca pochissimo al recupero.- Mi giustificai io. E se poi non lo supera si beccherà una marea di insulti da parte mia. Per questo si deve impegnare al massimo, non ha scuse.
    -Io ho hip hop, mi spiace!- Anche Giulia si tirò indietro.
    -Francy? Daidaidaidai che non hai niente da fare!-
    -Scusa ma ci sono amici di famiglia a casa e i miei potrebbero farmela pagare cara se non ci sono!-
    -Wow, sono messa proprio male. Voi ragazzi?- Si girò verso Dani, Pedro e Ste pregandoli con lo sguardo.
    Mi fratello e Ste si lanciarono uno sguardo d’intesa.
    -Ah no! Io e Ste dobbiamo lavorare su un pezzo!-
    E Dani capì tutto, e lanciò un’occhiata di odio verso gli amici.
    -Dani, mi accompagni tu?-
    -C-cosa? I-io? P-perché?- Bene. È andato. Partito.
    -P-perché Micky ha bisogno d-di c-compagnia caro!- lo prese in giro Ste.
    Io e Ka ci guardammo e ridemmo insieme. Aveva proprio ragione, si vedeva lontano un miglio che era cotto di Michela.
    -DAIDAIDAIDAIDAI! Devo solo comprare nuove corde e plettri per la mia chitarra!- Praticamente gli era addosso, prendendolo per il braccio.
    -Okay okay va bene! Ci sono!- Ora la sua faccia era su un tono rossiccio. Strano dato che è bianco cadaverico in ogni santo mese dell’anno.
    -Davvero? Grazieee!- Urlò baciandolo sulla guancia, facendo diventare il rosso quasi un viola.
    -Ehm.. Dani? Sai che per vivere devi respirare?- Giulia lo guardò divertita.
    Praticamente tutti stavamo cercando di trattenere le risate, a parte Michela che era troppo impegnata a continuare a baciare Dani.

    __________________________________
    Com'è?
    Per tutti i vostri commenti ecco il link http://forum.teamworld.it/forum1743/...-musica-4.html
    Grazie ancora a tutti voi che la state leggendo!
    Per chi avesse voglia di farci un giro qui c'è una mia pagina dedicata quasi interamente ai Finley Ti diamo il benvenuto su Facebook: accedi, iscriviti o scopri maggiori informazioni

  2. #12
    V.I.P


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    Predefinito Re: Ora è tutta un'altra musica.

    Secondo voi quand'è che esce il nuovo cd?
    Io ho già l'ansia -.- sono proprio messa male!
    Un benvenuto alla nuova lettrice ed ecco il capitolo
    The Calling - Wherever You Will Go - YouTube

    Cap 12
    Dani
    Mi hanno fregato.
    Era l’ultima cosa che volevo fare, stare vicino a lei.
    Da soli, più che altro.
    Perché?
    Perché non riesco a controllarmi. Non riesco a controllare i miei sentimenti, che si vedono lontano chilometri.
    Quando è a poca distanza da me non capisco più niente. E la cosa peggiora quando mi parla.
    E ora chi mi spiega come farò oggi pomeriggio? Questa me la pagheranno.
    Come ho detto prima, mi hanno fregato.

    Sono fregato.

    15.00
    In anticipo di 10 minuti.
    Che vuoi fare Dani? Vuoi morire giovane?
    Massì, torturiamoci da soli!

    Ed eccola che arriva.
    Semplice. Lei è sempre così. Ma è quello che mi fa impazzire.
    Mi corre incontro in nero, con la maglia dei My Chemical Romance e All Star.
    Perfetto.
    No, no. Aspetta. Mi sta correndo incontro?
    Cavolo Dani! Sii uomo.
    -Danii!- E mi abbracciò calorosamente.
    -Eccolaa!- Risposi ricambiando l’abbraccio cercando di nascondere l’agitazione dentro di me.
    -Allora? Entriamo?- Mi chiese lei con un gran sorriso solare in viso. Un sorriso di quelli che ti condizionano,dandoti di conseguenza quella felicità improvvisa.
    Ed è quello che successe a me in quel momento.
    -Ma no, stiamo qui a osservare il marciapiede fino a quando ci denuncerà per stalking!- Detto questo entrammo, io con una tinta rossa e lei con il sorriso sulle labbra.

    -Soddisfatta della spesa?- Le chiesi uscendo dall’entrata del negozio.
    Lui non vedeva l’ora che ce ne andassimo, povero negozio.
    Tre ore. Dico tre. Ma se è un negozio di musica tutto cambia.
    -Corde, plettri, maglia dei Red Hot Chili Peppers.. penso di essere apposto!- Commentò abbracciandomi e uscendo a passo sostenuto.
    Non ho più quel colorito da pomodoro. Dopo un pomeriggio passato con lei, finalmente sono riuscito a tranquillizzarmi.
    Ero ansioso, preoccupato di cosa doveva accadere.
    Ed ora è tutto il contrario, finalmente sono riuscito a sentirmi a mio agio con lei. Ma i sentimenti sono cambiati di poco. Quel senso di farfalle allo stomaco resta sempre.
    Si è trasferito da me e non vuole andarsene. Ma a me non dispiace affatto.
    -Che facciamo? Prendiamo un gelato?- Mi chiese Micky. Guardai l’ora.
    Sei e mezza.
    -Solo se facciamo velocemente, i ragazzi si staranno già chiedendo dove sia finito.-
    -Bene, allora muovi quel culo! L’ultimo che arriva in gelateria paga a tutti e due!- E partì sparata verso la piazza. Io, invece di correrle dietro, scoppiai a ridere.
    Dani, coma cosa fai? Corri, c*zzo.

    Michela
    -PRIMAA!- Appena arrivata sull’entrata della gelateria urlai come una sc*ma.
    Certo, in piazza c’era un sacco di gente che conoscevo, ma non me ne importava che mi prendessero per una senza testa.
    Ero felice. Punto.
    Ed era l’unica cosa che mi importava in quel momento.
    Solo adesso ho scoperto che stare con lui mi fa sentire bene. Libera.
    Dovevo scoprirlo prima, c*zzo.
    Ho sempre trovato gente che mi giudicava solo dalla musica che ascolto. Invece i miei amici riescono a capirmi perfettamente.
    E Dani ne è la prova più affidabile.
    La musica è la mia passione, sono fiera di essere fan di un gruppo. Con loro non vengo giudicata, perché anche loro hanno la mia stessa passione.
    E mi capiscono alla perfezione.
    Con Dani non ho mai avuto un bellissimo rapporto. Certo, non siamo come Ka e Gloria che ci sfottiamo dalla mattina alla sera, ma non ci siamo mai confidati.
    Invece oggi pomeriggio è capitato.
    Abbiamo parlato. Parlato e ancora parlato.
    Per tre lunghissime ore.
    Non è che non mi confido con le mie migliori amiche, anzi. Ma parlare con lui è stato bello.
    Mi ha fatto capire di tenere a lui più di quanto pensavo. E la cosa mi piace.
    Molto strana, è vero.. ma mi piace.
    -No, ma tu che sport fai per essere così veloce? – Me lo ritrovai dietro con il fiatone mentre cercava di riprendere un po’ di fiato.
    -Nulla. Non faccio nessun sport. Semplicemente non fumo. Cosa che dovresti incominciare a fare anche tu!- Già.
    Sia lui che Ka che Ste fumano. Solo Glo è riuscita a far smettere suo fratello. Gli rovinava la sua bellissima voce, così si è convinto e ha smesso.
    Cosa che gli altri tre non farebbero mai. E poi con una semplice corsa restano senza fiato.
    -Ahahahahah! Ma smettila!- Commentò abbracciandomi da dietro, portandomi direttamente nella gelateria.

    Dani
    E ci ritrovammo davanti la povera gelataia scioccata dalla scena.
    Dopo aver finito di mangiare uscimmo e ci avviammo verso il Circolone.
    -Dani, scusa ma io devo proprio andare. E poi non voglio vedere ka infuriato perché sei arrivato in ritardo!- Disse scoppiando a ridere mentre stava immaginando la scena.
    -Ma tu guarda che str*nza!- La tirai in giro io.
    -Ahahahah Grazie Dani per avermi accompagnato. È stato un bel pomeriggio.- E mi abbracciò.
    Mi sentii un brivido correre dietro la schiena.
    Dani, sei proprio messo male!
    -Ma grazie di che! L’ho fatto con piacere. Passerei altri pomeriggi così con te.-
    No. Aspetta.
    L’ho detto davvero?

    -Sinceramente? Anche io. Sono stato bene con te.- Ma questa volta fu lei ad arrossire.
    -Forse è meglio se entri, o domani non esisterà più Danilo Calvio!- Mi salutò e si avviò verso casa, mentre io presi la strada opposta, per il Circolone.

    _______________________________________________
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  3. #13
    V.I.P


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    Predefinito Re: Ora è tutta un'altra musica.

    Scusate la troppa assenza ma in questo periodo ho avuto pochissimo tempo.
    Finalmente arrivano le vacanze, non ne potevo più! Ne approfitterò per postare il più possibile questa Fan Fiction
    Avete visto che succede il 12 di Gennaio?
    Si, stanno tornando. Alla grande!
    Eccovi il capitolo
    30 Seconds To Mars - Closer To The Edge - YouTube


    Cap 13
    Arrivò al Circolone per le sei e mezza.
    Abbastanza in ritardo, almeno per Ka.
    Era infuriato, ma era una cosa da tutti i giorni. Lui odia i ritardi ed ormai ci abbiamo fatto tutti l’abitudine alle sue occhiate minacciose.
    -Scusate scusate! Lo so che sono in ritardo e mi farò perdonare!- Non era ancora entrato e già chiedeva scusa, così è il nostro Calvio.
    -Guarda. Ti perdono perché sei in ritardo per una buona ragione- Gli disse Ka calmandosi.
    -Glo, che gli hai fatto per farlo restare così calmo?- Mi chiese sorpreso Dani.
    -Eh? Io? Niente!- Ma perché devono sempre farmi queste domande stupide?! Come se io centrassi sempre in tutto quello che fa Ka.
    Così cercai di cambiare discorso-Come è andato il pomeriggio?- Alla mia frase, sul suo viso spuntò un enorme sorriso.
    Dalla faccia è andato più che bene.
    -Ehm.. Si, si è andato tutto bene.- Commentò cercando le bacchette della batteria, come se non gli importasse più di tanto del discorso.
    -Solo bene?- Insistette Ste. L’aveva capito pure lui che Dani era molto più che felice.
    A quel punto alzò la testa dal suo strumento e sfoggiò il sorriso di due secondi prima.
    -Più che bene. Insomma.. abbiamo parlato molto, cosa che non avevamo mai fatto.-
    -Ebbravo il nostro Calvio!- disse Ka dandogli una pacca sulla spalla.
    -Si. Però è meglio se iniziamo o oggi non proviamo niente!- Era carichissimo. E si vedeva.
    Per loro la musica è un modo per sfogarsi. Per esprimere quello che hanno dentro, per liberarsi da tutto.
    Per loro la musica è tutto.

    -Stai prendendo la piega giusta, finalmente stiamo facendo progressi!-
    Altro pomeriggio a casa Ruggiero.
    Praticamente mancavano due giorni al suo test di recupero. E una settimana alla fine della scuola.
    Poi libertà. Finalmente.
    E Ka stava facendo grandi progressi. Non sono un’esperta in ste cose ma ora almeno mi ascolta quando parlo e quello che studia poi lo applica nella pratica.
    -Scherzi? Mi sto impegnando in una maniera assurda!- Disse sospirando leggermente.
    -Appunto. E si vede dai risultati.-
    -Se devo essere sincero sono pure soddisfatto.- Commentò sorridendomi orgoglioso.
    -Visto? È questo che devi capire! Se ti impegni poi la cosa ti soddisfa sempre.- Wow, perla di saggezza. Detta da me fa pure schifo.
    -Tranquilla, che questo lo so pure io.-
    Si. Questo lo sapevo benissimo. Lo fa con la musica. La cosa più importante per lui, che lo soddisfa sempre al massimo.
    Tornai a guardare il suo viso e vidi che gli brillavano gli occhi. Come sempre. Ha sempre quella strana luce negli occhi quando si parla della musica. Della sua musica.
    -Ti brillano gli occhi.- Commentai sorridendo. Era la cosa che mi piaceva di più in lui. Era orgoglioso di una cosa in cui si impegnava al massimo.
    -Cosa?- Disse tornando a guardarmi in faccia, cercando di cambiare espressione.
    -Ho detto che ti brillano gli occhi.-
    -Ma smettila!- Disse sbuffando. Stava tentando di fare il gradasso ma questa volta non ci riuscì molto bene.
    -è vero! Lo giuro! Pure l’altra volta, intanto che provavate, avevi una luce negli occhi. –
    -Stai scherzando? Io non me ne sono mai accorto.. Sicura?- Ma stava scherzando o cosa? Sembra un ritardato!
    -Non sto scherzando. Ma guardarti è una cosa incredibile. Lo fai quando suoni, o comunque quando si parla della vostra musica. Si vede che ne sei orgoglioso.-
    -E perché ne sei così felice?- Mi chiese sorridendo per l’ultima frase che avevo detto.
    -Perché finalmente ho capito che tengo a te.-
    Abbassai lo sguardo per non rischiare di vedere la sua faccia. Potrei trovarci qualcosa di negativo e rimanerci di m*rda per un bel po’ di tempo.
    -La sai una cosa? Ne sono contento. Perché solo ora ho capito quanto vali per me.- E si avvicinò a me, tenendomi stressa a sé.
    Ed in quel momento arrivai davvero alla felicità. Non me ne fregava niente se magari non provava quello che provavo io per lui, ma per adesso bastava così. D'altronde non lo so neanche io cosa provo per questa persona.
    So solo che finalmente l’ho conosciuta meglio, non è la persona egoista e senza cuore che pensavo che fosse.
    Ma ora ci siamo riavvicinati.
    Ed è solo questo che conta, per ora.
    -Però la prossima volta che succede sta cosa, dimmelo. Così magari ci credo e ti faccio felice.- Disse ancora abbracciato a me.
    -Perché? Non ti accorgi che quando suoni, qualcosa in te cambia? O non è così?-
    -Mmm.. è esattamente così. Quando suono sono in pace con tutto. Ho la mia chitarra, e questo mi basta per stare bene ma non pensavo che si vedesse che ci tengo così tanto.-
    Non gli piaceva proprio far capire alla persone cosa c’è dentro di lui.
    -Guarda che non devi vergognartene, anzi! Così le persone capiscono che anche tu hai un cuore e non fanno lo sbaglio che ho fatto io, insultandoti senza pensare.- Si, ero ancora un po’ arrabbiata con me stessa. Anche lui aveva ragione, il mio comportamento non era stato affatto carino.
    -Smettila di tormentarti! Anche io avevo sbagliato, siamo pari e finisce così! Cancelliamo i brutti ricordi e guardiamo avanti, al presente.- Così dicendo mi baciò la fronte.
    Era un bacio piccolo, leggero. Ma mi fece uno strano effetto, le solite farfalle nello stomaco e il cuore che accelerava il suo battito.
    Chissà se la gente riesce a capire anche le mie di emozioni. Spero non si noti tanto, o sono fregata.

    _________________________________
    Com'è?
    Commenti qui
    http://forum.teamworld.it/forum1743/...ra-musica.html
    Grazie a tutti quelli che stanno leggendo questa ff e che mi stanno supportando in questo periodo.

  4. #14
    V.I.P


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    Predefinito Re: Ora è tutta un'altra musica.

    Non commenta nessuno?
    E io posto lo stesso u.u
    Comunque buon anno a tutti quelli che leggono questa ff
    Chi andrà al Bicocca Village il 21?
    Io penso proprio di no, anche questa volta passo
    Capitolooo!
    P!nk - ****in' Perfect HD/HQ [OFFICIAL MUSIC] PINK - YouTube

    Cap 14

    Dopo aver finito di far ripetizioni a Ka mi avviai verso casa.
    -Sono tornata!- Urlai cercando di farmi sentire da Pedro, tornato a casa subito dopo le prove. A pensarci bene, sarà in camera con l’Ipod nelle orecchie.
    Niente. Nessuno che risponde.
    Così ne approfittai per iniziare a preparare la cena, prima che Pedro voglia fare uno dei suoi esperimenti.
    Era il secondo giorno senza i nostri genitori e per il primo io e Omy abbiamo lasciato preparare la cena a Pedro. Cosa che non faremo mai più. È bravo a mangiare, questo si. Ma che non si avvicini più alla cucina! Poi che casa si ritrovano i miei quando tornano?
    Così oggi cucino io. E poi tutti all’ospedale per una lavanda gastrica assicurata!
    Speriamo proprio di no!

    Bene, stasera cotoletta e patatine, per evitare troppi casini.
    Cercai la pentola e la misi sui fornelli. Tirai fuori le bistecche e le impannai velocemente per metterle poi sul fuoco. Iniziai a preparare la tavola ma una voce mi distrasse.
    Finalmente qualcuno che si degna di scendere e c*garmi!
    -SO SHUT UP, SHUT UP, SHUT UP! – Urlò scendendo dalle scale Pedro.
    -DON’T WANNA HEAR IT!- Iniziai a cantare insieme a lui.
    -GET OUT, GET OUT, GET OUT!- Continuò lui.
    -GET OUT OF MY WAY!- Lo interruppi io.
    -STEP UP, STEP UP, STEP UP!-
    -You’ll never stop me, nothing you say today ..-
    -Is gonna bring me down!- Finimmo insieme, senza accorgerci di avere un piccolo pubblico all’ascolto:
    Po e Omy stavano guardando la scena.
    Per specificare, Po è il nostro gatto. Un gatto che si spaventa del comportamento dei suoi padroni? Si, esiste!
    Solo da noi.

    Se quel gatto potesse parlare chissà quanto ci sp*ttanerebbe in giro per la varie c*zzate che facciamo ogni santo giorno!
    -Povero gatto, che deve sorbirsi due padroni così squilibrati!- Commentò Omar sul punto di scoppiare a ridere.
    -Si, ma poi dove li trova dei padroni così in giro? Mica ce ne sono tanti.- Disse Pedro al fratello.
    -Si, vabbhè. Ne farebbe volentieri anche a meno.- Difatti il nostro gatto ci ignorò e raggiunse il divano, per poi raggomitolarsi su sé stesso.
    -Comunque buona serata a tutti!- Ci salutò Omy che non ci vedeva da stamattina.
    -Si, ciao!- Rispondemmo all’unisono, in modo molto svogliato.
    -Madonna che felicità, prima eravate sul punto di buttar giù la casa e ora sembra che vi sia morto il gatto.- Commentò Omy.
    Sorprendendo tutti noi Po si girò e soffiò contro mio fratello.
    -Vedi? Non è sc*mo. Lo sa quando lo prendi in causa.- Rise Pedro soddisfatto del nostro piccolo animale.
    -Ma Pooooooooooo, stavo scherzando!- Disse Omar andando verso il micio e prendendolo in braccio.
    -E poi quelli strani siamo noi. Tu che chiedi scusa al gatto parlando come un inganfito sei assolutamente normale!-
    -Ahahahah si vabbhè dai, ora è meglio se andiamo a mangiare.. Prima che le cotolette diventino i prossimi frisbee da lanciare al cane di Ka!- Così tornai in cucina e finii di preparare la tavola. Chiamai i miei fratelli e misi in tavola le bistecche.
    Aspettai che misero in bocca il primo boccone e chiesi:
    -Allora? Come sono?- Si guardarono tra loro e Pedro fece una faccia schifata.
    -Fanno schifo.- conclusi io dalle loro facce.- Chiamo Ka e gli dico che ho trovato il regalo per il compleanno per Birba.- E poi si insieme mi sorrisero.
    -Ma stiamo scherzando! Davvero, sono buone!- Mi rivelò Pedro scompigliandomi i capelli.
    -Almeno sono decisamente più buone della poltiglia di ieri di Pè- Ma all’occhiataccia del fratello si corresse.- Sono buone, ma non paragoniamole alla cucina di tuo fratello, non riempiamolo di complimenti!- E gli arrivò un calcio negli stinchi da sotto il tavolo.
    Chissà da chi.
    -Aio! Cavolo ma fai male!- Si lamentò girandosi verso il colpevole.
    -Che vuoi? Faccio calcio e devo allenarmi pure a casa. Dopo non ho tempo e ne approfitto adesso.- Si giustificò Pedro.
    -Che scusa di m*rda, bastava dire che ti diverti a tirare calci!- Gli disse Omar facendo finta di non aver gradito la battuta.
    -Umorismo zero proprio, oggi!-
    -Sta stò scherzando!- Rise Omar.
    In questa casa non si è quasi mai tristi.
    Cerchiamo sempre di tirarci su a vicenda. Come farei io senza i fratelli che mi ritrovo?
    Sono tutto per me. Sono cresciuta con loro e per niente al mondo li cambierei.

    -Bene! Ora li lavate voi i piatti però!- Annunciai appena finito di mangiare.
    Mica devo fare tutto io, no?
    Con aria molto svogliata si alzarono dal tavolo e andarono verso il lavandino, cercando di perdere più tempo possibile. Misi Pedro a lavare i piatti e Omar ad asciugarli e mi gustai tutta la scena seduta alla sedia più vicina.
    Finalmente fanno qualcosa anche loro!

    -Scusa ma da quando la donna prevale sull’uomo?- Chiese Omy maledicendomi con lo sguardo.
    Dopo una bella mezz’ora finalmente avevano finito di lavare le stoviglie e ci eravamo spostati in salotto, sul divano.
    -Da quando ci sono io.- Gli risposi scherzando.
    -Bene. Allora Ka è proprio messo male. Chissà cosa deve subire tutti i pomeriggi con te!- Ribattè Omar.
    -Ma smettila che non gli faccio niente! E poi è stato lui a chiedere il mio aiuto. Non è colpa mia.-
    -Se se, poi passo da casa sua a fargli le condoglianze. – Ma non vide il mega cuscino che subito dopo gli arrivò dritto in faccia.
    -Così Po non si spaventa più a vedere la tua brutta faccia!- Mi giustificai, vedendo Omar togliersi il cuscino di dosso e pronto per ribattere.
    -Ora mi spiegate perché ce l’avete tanto con me!-
    In quel momento io e Pedro ci passammo uno sguardo di intesa e risposimo insieme- Ma perché ti vogliamo bene!- E ci buttammo addosso a lui insieme ai vari cuscini.
    -Ma che gesto amorevole!- Commentò sorridendo.
    Non riesce a fare il duro, per quanto cerca sempre di trattenersi non riesce a fare finta.
    Così, arrendendosi, ci abbracciò per concludere quella piccola lotta casalinga.
    Noi siamo così, non litighiamo mai veramente.
    Ripeto, per niente al mondo io li cambierei.

    _______________
    Com'è sta famiglia? Fuori dal normale?
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  5. #15
    V.I.P


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    Predefinito Re: Ora è tutta un'altra musica.

    Eccomi quaaa!
    Avete visto il primo episodio di Timeline videodoc?
    Le lacrime sono scese ancora, e anche troppe!
    Ogni giorno mi convinco sempre di più che stanno facendo un gran disco, poi si dovrà vedere nè! Ma mi danno questa sensazione.
    Un benvenuto e un grazie a gaia91 e a *Ila*
    Paramore: Ignorance [OFFICIAL VIDEO] - YouTube

    Cap 15
    E siamo arrivati al fatidico giorno del recupero di Ka.
    Fino a ieri sera faceva il duro ed era tranquillo, ma prima di entrare in classe, alla prima ora, sembrava abbastanza preoccupato. Se viene rimandato le prende, mi ha fatto perdere un sacco di pomeriggi.
    Ma in fondo ci tengo a lui e spero che vada tutto per il meglio.
    All’intervallo uscimmo in cortile.
    Qui lo trovai che si fumava una sigaretta. Mi avvicinai senza farmi sentire e gliela presi da dietro. Di scatto si girò per vedere chi gli aveva fregato la sua dose di nicotina mattiniera.
    -Hey!- Esclamò vedendo che ero io.
    -Lo sai che ti fanno solo male, vero?- Gli dissi buttando per terra la sua amica e spegnendola.
    -Guarda che non riuscirai mai a farmi smettere, come hai fatto con tuo fratello.- Mi disse guardando dispiaciuto la sua sigaretta non ancora terminata.
    -Si, ma guarda che fumando mica andrà meglio il recupero.-
    -Io sono tranquillissimo, ma fatto sta che il solo pensiero di fare tutta estate sui libri mi fa venire i brividi. Per questo sono così pensieroso.- Cercò di confidarsi lui.
    Fa tanto l’arrogante ma alla fine ha paura pure lui delle cose più semplici.
    Guardai per un attimo il suo sguardo per capire se i suoi sentimenti coincidevano con le parole.
    -No. tu hai paura anche di qualcos’altro, vero?-
    -Sono tranquillo, in pace con me stesso.- Ma sembrava che cercasse di convincere più se stesso che me.
    -Sicuro? Guarda che non sono così ingenua.- Lo so, sono un tormento. Ma non sono tanto convinta.
    -Zitta e augurami buona fortuna!- Esclamò avvicinandomi a sé per abbracciarmi.
    Ecco. Ha cambiato argomento.
    Ma in questo momento non mi dispiace affatto.

    Ka
    Ultima ora: recupero di matematica.
    Ma non mi preoccupo tanto per quello, anche se cerco di farlo credere a tutti.
    Difatti sembro un c*gasotto che c’ha paura per una verifica. Ma non è il primo dei miei pensieri.
    Certo, sprecare tutta l’estate per una c*zzo di materia è snervante, ma dopo il gran ripasso fatto in questi giorni sono sicuro di me e delle mie capacità. Non ho dubbi di passarlo, e tantomeno non mi farò rovinare i tre mesi più belli dell’anno da una materia.
    Tutto questo non mi fa paura.
    Quello di cui mi preoccupo sono i sentimenti che sto provando in questo periodo. E un periodo proprio di m*rda, non capisco una mazza di quello che sta succedendo dentro di me.
    Mi sono avvicinato ad una persona che non ho mai considerato tanto come adesso.
    Ogni santo giorno mi avvicino di più a lei.
    Ed ogni giorno ho la sensazione che prima o poi questo legame che si è creato fra di noi finisca.
    Dopo aver fatto questo c*zzo di recupero, ci sarà ancora lei? Ci sarà ancora come è stata in queste ultime settimane o finirà tutto?
    Ecco del perché sono nervoso. Ho solamente paura che non ci sarà più motivo di vederci, di passare i pomeriggi insieme, di avere ancora quel tempo solo per noi.
    Devo fare in modo che tutto questo non finisca.
    Non deve finire, a meno che non lo voglia lei.
    Ora che sono in mezzo a questa cosa devo capire fino in fondo che cosa conta per me.
    Quanto conta per me.

    Gloria
    Siamo li tutte, insieme a Ste, che aspettiamo fuori dal cancello della scuola i tre geni del liceo.
    Dopo 10 minuti abbondanti dal suono della campanella li vediamo che dal fondo del corridoio se la stanno prendendo comoda e vanno al rallentatore.
    -Allora? Stò recupero?- Chiese Ste guardando Ka.
    -Eh..- Disse abbassando la testa.
    -C*zzo no, anche l’estate è andata a farsi benedire!- Esclamò Giulia nel vedere la reazione di Ka.
    -E se passassimo un’estate in un villaggio turistico?- Mormorò- Ce l’ho fatta! Alla faccia della matematica!- Urlò tutto d’un fiato prendendomi in braccio.
    Bene, io sono già partita di mio, se poi lui fa anche così..
    -Massììì! Ma vieniiiiiiiii!- Urlai condizionata dalla sua felicità. E senza rendermene conto mi appesi al suo collo e lo baciai sulla guancia destra.
    Ma mi accorsi di quello che ho fatto solo quando lui mi strinse e ricambiò dandomene uno su quella sinistra.
    Ci scommetto il mio gatto che ora la mia faccia ha una tinta rosso cocomero.
    Intanto gli altri si erano accomodati su un muretto vicino e si godevano la scena, un po’ troppo sorpresi.
    -Su, sputate il rospo. Da quanto va avanti sta cosa?- Domandò Pedro passando lo sguardo da me a Ka.
    -Scherzi? Noi non stiamo insieme!- Rispondemmo all’unisono noi.
    -Certo, e noi ci crediamo.. fino a qualche settimana fa vi prendevate a ceffoni.- Commentò Ste non convinto della nostra risposta.
    -Ma neanche morta mi metterei con lui! Toglietevi quell’idea dalla testa!- Certo, non era del tutto vero, ma non sono sicura nemmeno io di cosa sta succedendo. Come faccio a dirlo a loro se non lo so nemmeno io?
    -Vale lo stesso per me.. Non è il mio tipo, tranquillo Pè.- Aggiunse Ka, senza rendersi conto che dicendo questo feriva qualcuno.
    Certo, lui non poteva saperlo.
    E non lo deve mai venire a sapere, mai.
    Alla fine me lo sono meritato questo colpo al cuore.
    ________________________
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    Goodbye

  6. #16
    V.I.P


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    Predefinito Re: Ora è tutta un'altra musica.

    E Tornaa!
    Scusate se non posto ma è colpa della scuola!
    Posto subito
    Grazie ancora a tutti quelli che commentano e leggono questa ff!
    (Grazie anche a nennika che mi segue sia nella mia pagina che qua )
    Musee!
    Muse - Starlight (Official Video HD) - YouTube

    Cap 16
    Dopo l’esultanza di tutti per l’andata dell’esame decidemmo di andare al Circolone a provare un po’.
    Anche se le intenzioni dei ragazzi non erano le stesse.
    Infatti, appena entrati nella stanza, si fiondarono tutti e quattro insieme sui divanetti.
    Ste e Ka furono i primi a riuscire a saltare sui divani e successivamente arrivarono pure mio fratello e Dani sui restanti due.
    E ora chi li tira su da li?
    Così provammo ad alzarli, cercando il miglior modo possibile senza farci spaccare in due la nostra povera schiena!
    Prima io e Giulia provammo con Ka ma inutilmente.
    -Su, muoviti!- Gli dissi io mentre con l’aiuto di Giulia cercai di tirarlo su prendendolo da un braccio.
    -Muovi il culo, che devi lavorare!- Lo rimproverò lei tirandolo per un piede.
    -Ma come? Ho appena finito di far funzionare il cervello! Dovrò pure riposarmi!- Si giustifico lui mettendosi le braccia dietro il collo.
    -Orso bruno, dovremmo farti fare una bella dieta. Pesi un sacco!- Commentai io lasciando perdere il pensiero di farlo muovere da li.
    -Ma scusa, dite tanto di me ma loro non sono da meno, guarda come sono sdraiati.. Sembrano morti!-
    -Ci abbiamo già provato prima io e Micky, ma niente da fare. Sono peggio di te!- Gli rispose Francesca.
    A quel punto, dato che nessuno di quei scansafatiche si muoveva, ci arrendemmo e ci buttammo sopra di loro.
    Alla fine era l’unica soluzione, no?
    -Ti puoi mettere dove vuoi, tanto io non mi muovo da qui per un bel po’!- Mi disse Ka dopo essermi praticamente svaccata su di lui.
    -Bene, allora io non mi muoverò da qui fino a quando non cambi idea.- Gli risposi di rimando.
    -Stessa cosa vale per noi, se non vi decidete a suonarci qualcosa noi non ci alziamo!- Concordò Michela, anche lei seduta su Dani. Ma questo per loro era una cosa positiva, nessuno dei due sicuramente avrebbe cambiato posizione.
    Tra loro le cose sono cambiate, non di tanto ma sono cambiate.
    Hanno iniziato ad uscire ed a parlarsi molto più di prima e se ne hanno l’occasione cercano di stare insieme più tempo possibile.
    Michela si trova molto più a suo agio con lui, e Dani non ne è affatto dispiaciuto.
    In fondo quello che prova lui si sa, non riesce più di tanto a nasconderlo.
    Ed è proprio cotto.
    Speriamo tutti che vada bene tra loro, sarebbe un vero peccato.
    -Allora che facciamo se non vi alzate?- Chiese Giulia seduta sulla schiena di Ste che si era sdraiato sul divano.
    Non sembrava tanto comodo in quella posizione.
    -Almeno facciamo qualcosa di utile!- Commentò Francesca seduta accanto a mio fratello.
    -Tipo?- Rispose Dani annoiato.
    -E se organizzassimo la nostra estate?- Propose Ka abbastanza entusiasta.
    -Quello che dicevo prima sul villaggio turistico non era una battuta. Sapete la proposta che aveva fatto la scuola qualche settimana fa?- Continuò.
    -Sinceramente io non ricordo niente.- Rivelò Ste un po’ confuso.
    -Certo, tu non stai attento neanche dieci minuti in classe, è logico che non ti ricordi nemmeno quando entrano le bidelle.- Gli rispose Giulia motivando la confusione del bassista.
    -Praticamente la scuola organizzava in andare in un villaggio turistico per due settimane a lavorare come animatori.- Concluse Ka.
    -Non è male come idea, anzi!- Concordò la proposta Dani.
    -Mmm.. Me gusta, me gusta!- Commentò Ste con un sguardo malizioso.
    -Guarda che non passerai due settimane a rimorchiare! Sai cosa vuol dire fare da animatore?- Disse Francesca troncando la felicità di Ste.
    -Lo so, lo so. Stavo scherzando!- Disse alzando le mani a mò di scusa, ma sempre con il sorriso in faccia.
    -Già. Tu scherzi sempre ma poi lo fai ogni santa volta.- Sussurrò Giulia senza rendersene conto.
    -Cos’è che hai detto?- Le chiese Ste non avendo capito.
    -Dici a me?- Disse lei confusa. Anche se dalla faccia sembrava più imbarazzata che confusa.
    -Si, a te. Mi pareva di averti sentito parlare.- Rispose lui con uno sguardo confuso ma poco interessato.
    -No, non ho detto nulla io! Avrai sentito qualcosa d’altro.- Concluse definitivamente lei.
    Era un po’ amareggiata e preoccupata. Non è un buon segno dato che è lei quella che tira sembra su il morale agli altri.
    -Allora? Che ne dite dell’idea?- Insistette Ka guardando gli amici.
    -Potrebbe andare. Una cosa positiva per noi è che magari cambiando aria potrebbe aiutarci con le canzoni.- Sostenne mio fratello pensieroso.
    -Allora siamo tutti d’accordo?-
    -Si. Ma se le iscrizioni sono già terminate?- Chiesi io.
    -Ma Gloria! Sempre pessimista tu!- Disse Ka guardandomi divertito.
    -Che c’è? Può capitare! Tutto è possibile!- Commentai ridendo con lui.
    -Adesso mi rubi anche le frasi delle mie canzoni? Voglio i diritti d’autore!-
    -Ma cosa vuoi che non sei ancora famoso!- Risposi alla battuta.
    Certo non sarebbe male l’idea di mandare un demo per sapere che ne pensa la gente di loro.
    Sarebbe una bellissima occasione per avverare il loro più grande sogno, la loro più grande passione.
    ________________________________
    Com'è?
    A me fa leggermente schifo D:
    A voi la tastiera per commentare! http://forum.teamworld.it/forum1743/...-musica-5.html

  7. #17
    V.I.P


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    Predefinito Re: Ora è tutta un'altra musica.

    Mannooo, Gloria non è morta!
    L'assenza è sempre per le solite cose, e forse anche un pò perchè aveva perso l'ispirazione.
    Poche parole per commentare il Timeline: Una Figata.
    E non vedo l'ora che esca ste benedetto album e tour!
    Capitoloooo!
    James Morrison - Please Don't Stop The Rain - YouTube

    Vi ricordo la mia pagina Senza Un Limite. | Facebook

    Cap 17
    Tutto organizzato.
    Abbiamo chiesto informazioni e ci siamo iscritti.
    A metà Luglio partiamo per due settimane in Puglia in un villaggio turistico come animatori.
    La gente non è molta che partecipa e il gruppo maggiore siamo noi, ma ci divertiremo sicuramente.
    Manca un giorno alla fine della scuola e oggi noi ragazze ci siamo riunite a casa mia.
    Fra un giorno finiranno quei nove mesi di tormenti e tensioni alle stelle, il periodo più stressante dell’anno.
    -Buondì!- Urlò Giulia entrando dalla porta principale di casa mia.
    -Ma buongiorno! Da quanto non ci vediamo? Mezz’ora?- Domandai ironicamente alla mia amica.
    -Quarantacinque minuti, specifichiamo.- Puntualizzò lei restando al gioco.
    -Ciao Erre!- La salutò mio fratello uscendo dalla cucina con in mano un panino alla nutella.
    -MIOOOOOOOOOOOOOOO!- Appena vide quello che aveva in mano Pedro, Giulia si lanciò su di lui.
    -Eh già. Prima si saluta il panino, poi Pedro.. vero?- Scherzò lui scansando il panino evitando di farlo mangiare a Giulia.
    -Ciao Pedro. Ora posso mangiarlo?- Disse Giulia con zero entusiasmo nel saluto.
    -Senza cuore, preferisci un panino a me!- Si arrese lui.
    -Tiè!- Gli rispose lei afferrando il panino e dividendolo a metà.
    -Un boccone, vero?-
    -Bon, ora ti posso salutare per bene. CIAO PEDRO!- Gli urlò soddisfatta avviandosi verso il divano, vicino a me.
    -Ingorda!- Commentò mio fratello andando in cucina a prepararsene un altro, non soddisfatto di quello che gli era rimasto in mano.
    Ed arrivò pure Francy, entrando anche lei tranquillamente dalla porta aperta.
    -Bonjour!- Salutò lei.
    In quel momento tornò di volata mia fratello, sentendo la voce della mia amica.
    Non era mai stato così entusiasta nel vedere Francesca.
    -Ciao Francy! Come stai?- Le chiese con uno sguardo agitato, come se si aspettasse qualcosa.
    -Ma sei mi hai visto mezz’ora fa?- Rispose lei girandosi verso di lui.
    -Quarantacinque minuti!- Esclamò Giulia, intenta a leccarsi le dita sporche di nutella.
    -Ancora sei dietro con ste quarantacinque minuti?- Risi io alla mia amica.
    Fissando il secondo panino di Pedro, Francy sorrise e si avvicinò lentamente a lui.
    Mio fratello, che non si sarebbe mai aspettato una reazione del genere, diventò di una sfumatura rossiccia.
    Arrivata a meno di mezzo metro da lui si avvicinò ancora per staccare una metà del panino, portandosela alla bocca.
    -Grazie tesoro!- Gli disse finendo di masticare il boccone per poi tornare vicino a lui per baciagli la guancia.
    -Prego.- Rispose mio fratello bloccato da circa cinque minuti ad osservarla.
    No. Una reazione del genere non me la sarei mai aspettata.
    E poi sono io quella che nasconde i suoi sentimenti agli altri!
    -Non fatemi lo scherzo di fare arrivare pure l’altra con la voglia di nutella.- Commentò riprendendosi e andandosene in cucina.
    -Contaci.- Gli risposi sapendo che neanche Michela riesce a resistere alla nutella.
    Ebbe solo il tempo di varcare la porta del salotto che sentì:
    -Good morning!-
    Eccola.
    -No, ora mi chiudo in cucina!- Fece marcia indietro e si chiuse la porta alle spalle.
    -Ma che ho fatto?- Chiese confusa Micky.
    -Niente di che, ma se vai in cucina gli farai un grosso piacere.- Le consigliò Giulia con il sorriso in faccia.
    Volendo seguire il consiglio dell’amica, andò in cucina e sentimmo un:
    -MIOOOOOOOOOOOOOOOO!- Seguito da:
    -Giulia, sei una brutta str*nza!-
    -Non c’è di che!- Rispose Giulia cercando di non morire dalle risate.
    -Ahahahahah! Povero, non si è ancora mangiato un panino decente!-
    -Che ne dite se andiamo in camera e la smettiamo di tormentare mio fratello?- Dissi divertita a Francy e a Giulia.
    -Solo se ci portiamo su anche il barattolo di nutella!- Negoziò Giulia avviandosi verso la cucina.
    -Ma non ci pensare nemmeno! – Esclamò mio fratello uscendo dalla porta con il barattolo sotto il braccio.
    -Questo lo tengo io per tutto il giorno!-
    -Ma uffa! Tu non sai che niente può soddisfare una ragazza più della nutella.- Continuò Francesca per poi prendere per il braccio le due amiche e salendo le scale verso la mia camera.
    -Caro fratello, per adesso nella graduatoria sei sotto la nutella, mi dispiace.- Dissi avvicinandomi ad abbracciarlo velocemente.
    -Si, ma che ingiustizia però.- Commentò lui.
    -Massì, vedrai che arriverà il tuo momento con Francesca.- Alla mia affermazione lo sentii agitarsi e rispose:
    -Ma no! ma cosa hai capito?-
    -Guarda che l’ho notato, tranquillo non le dico niente! Devi farlo tu il primo passo.- Detto questo seguii le mie amiche nella mia stanza, lasciandolo lì con tutti i suoi pensieri confusi.
    Povero Pedro!

    -Ma io volevo il barattolooo!- Si lamentò Michela facendo la faccia da bambina che vuole disperatamente ciò che desidera.
    -No, magari dopo. Piuttosto dicci come stanno andando le cose con Dani!- Intervenne Giulia abbastanza curiosa.
    -Appunto, non ne abbiamo mai parlato seriamente.- Concordò Francesca interessata all’argomento.
    -Ehm.. massì, come dovrebbe andare? Tutto bene, siamo amici!-
    -Neanche se lo dici a Ste ci crede veramente- Disse Giulia all’amica che stava cercando una via d’uscita.
    -Ok, mi arrendo- Michela prese un bel respiro e cominciò- Mi piace, e non poco. Stiamo uscendo ma non so cosa prova lui. So solo che mi trovo molto bene in sua presenza. Non mi critica e ascolta tutto quello che dico, ma non so se per lui valgo solo come amica. Che ne pensate voi?-
    -Secondo me basta solo avere pazienza e prima o poi si farà avanti.. Ma non hai visto che effetto gli fai? Diventa bordeaux.- La mise al corrente Francesca seduta sul mio letto a gambe incrociate.
    -E’ vero, concordo. Il fatto è che vede solo te, non come qualcuno che usa le persone come fossero degli oggetti.- Commentò Giulia abbastanza irritata.
    Scommetto 10€ che parla di Ste.
    -Il Mante?- Chiese Michela ammiccando con lo sguardo.
    -No, mio nonno che coltiva i kiwi.. Secondo te?-
    Appunto, Ste.
    -Ti da fastidio di più il fatto che le usa o che ne fa passare una dietro l’altra?-
    Si, Ste è così. Non ha ancora capito che con le ragazze ci si può anche parlare e non solo farci un giro.
    -Sinceramente? Tutte e due. È una persona arrogante, che pensa di essere un grande solo perché gli stanno dietro tutte come delle oche!-
    -Ma ti piace.- Terminò Francesca guardando l’amica con un sorriso.
    -Ma che cosa hai bevuto stamattina? Ammoniaca?-
    -No, spremuta!- Ribatté lei tirando fuori la lingua.
    -Dai, ammettilo Giuls. Se ti da così fastidio ci sarò un motivo.- Disse Michela.
    -Ma neanche se mi chiudi in manicomio lo ammetterò. Ci metterà di meno Ka a prendere la patente che io a sparare ste cazzata.- Commentò lei tenendo duro.
    -Ahahahahahahah! Ma Ka non riuscirà mai a prendere la patente!- Risi io alla battuta.
    Neanche se ricatta l’insegnante riuscirà a passare lo scritto!
    -Appunto.- Insistette lei.
    -Hai provato almeno a parlarci per capire il perché si comporta in questo modo?-
    -No. faccio fatica a rivolgergli la parola dallo schifo che mi fa il suo comportamento.- Ammise lei abbassando la testa per guardarsi le mani distrattamente.
    -Fai un tentativo, almeno. Poi possiamo dire se è str*nzo o meno.- Le consigliai io mettendole una mano sulla spalla.
    -Ma anche solo il fatto che usa le persone mi verrebbe voglia di prenderlo a ceffoni, su questo c’ha ragione.- Rifletté Francesca.
    -Grazie Francy, ma così non mi aiuti!- Le sussurrai pregandola con gli occhi.
    -Ok, ci proverò. Ma non assicuro a nessuno che gli parlerò senza perdere il controllo.- Si arrese Giulia.
    Ma in fondo lo sapevamo tutte che un po’ ci sperava.
    Sperava che in fondo a questo comportamento ci fosse una ragione valida.
    Ed era quello che speravamo tutti.


    _____________________________
    Schifoso, vero?
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  8. #18
    V.I.P


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    Predefinito Re: Ora è tutta un'altra musica.

    Tornano, più forti che mai.
    Fuoco e Fiamme sarà il cd italiano dell'anno, me lo sento.
    Posto?
    Massi dai.
    The Fray - How To Save A Life - YouTube


    Cap 18

    Ultimo giorno di scuola. Finalmente.
    Finalmente è arrivato il giorno che aspetti da nove mesi, quello che chiude il periodo più stressante dell’anno per aprire tre mesi di libertà.
    Ora possiamo tirare un sospiro di sollievo e fare tutto quello che non siamo riusciti a realizzare per mancanza di tempo.
    Per alcune persone è il tempo per rilassarsi, per certe è quello per divertirsi senza pensare a nient’altro.
    Invece per i ragazzi questa è l’opportunità per cercare di vivere il proprio sogno, in questo caso la loro passione più grande:
    La musica.

    Infatti è la cosa che vogliono fare più frequentemente quest’estate.
    Vogliono cercare di migliorarsi al meglio.
    Alla mattina entrammo tutti insieme dal cancello della scuola e ci avviammo nelle nostre rispettive classi.
    Prima ora: Matematica.
    Visto che è l’ultimo giorno di scuola sicuramente non ci farà fare niente!
    -Bene ragazze, chi viene alla lavagna?-
    Come non detto.
    -Profe, ma sta scherzando? È l’ultimo giorno di scuola!- Dissi al mio profe.
    -Gloria, vuoi venire tu alla lavagna?- Mi rispose con il sorriso in faccia arrivando davanti al mio banco e mettendomi il gesso in mano.
    -Grazie mille.- Gli risposi ironicamente.
    Cercando di andare più lenta possibile per perdere tempo, andai verso la lavagna e mi dettò l’espressione.
    Un ultimo giorno così particolare non si era mia visto. Mai.
    Appena finito di scrivere il testo lo guardai intensamente sulla lavagna, non riuscendo a trapelare una mazza.
    In matematica me la cavo, ma nessuno può pretendere che anche all’ultimo giorno di scuola il cervello riesca a lavorare!
    -Ma lei mi vuole mettere a Ko proprio l’ultimo giorno?- Dissi al professore.
    Noi non abbiamo mai avuto problemi a scherzare con lui, secondo me è il modo migliore per fare lezione senza annoiarsi troppo.
    -Ma tranquilla, ci penso IO!- Urlò una voce, forse troppo riconoscibile.
    Ka entrò dalla porta senza bussare e si avvicinò alla cattedra.
    -Buongiorno profe!- Esclamò davanti al professore che lo guardava divertito.
    Ma non solo lui lo guardava intensamente, anche la maggior parte della mia classe smise di parlare e rimase a guardarlo. Ovviamente fantasticando su di lui.
    Noo, lui non è capace di attirare l’attenzione!
    A quel punto appoggiai la fronte alla lavagna, sfinita.
    Ora me lo devo cuccare perfino nella mia classe, con metà delle ragazze che gli sbavano dietro! Già, perché in una classe del linguistico è logico che siano quasi tutte ragazze.
    -Ciao Carmine, che ci fa qua?- Gli chiese il mio professore.
    -Ehm.. avevo religione e non ci avevo niente da fare. Posso andare alla lavagna? Sono migliorato sa!- Detto questo mi prese il gesso di mano e si mise a fare l’espressione.
    -Chissà grazie a chi..- Gli sussurrai e andando verso al calorifero vicino alla lavagna, restando sempre accanto a lui.
    -Ho visto dal recupero, bravo Carmine!-
    -Profe, Ka non Carmine.- Lo corresse lui, non volendo sentire il suo vero nome.
    -Va bene “Ka”, vedo che ti sei impegnato molto! Hai fatto tutto da solo?-
    -Certo, tutto da solo!- Rispose sicuro.
    Ma un piede gli schiacciò la scarpa.
    Il mio.
    -Veramente no, mi ha aiutato Pedretti.- Commentò abbassandosi a massaggiare il piede dolorante e guardando dalla mia parte, maledicendomi con lo sguardo.
    E si beccò una linguaccia da bambina dell’asilo.

    Ultima ora.
    Suona la campanella e la scuola impazzisce.
    La gente ha solo voglia di uscire da quel maledetto edificio.
    Noi ci avviammo tutti verso casa mia per il primo tuffo dell’estate.
    Di fianco alla casa, infatti, pochi anni fa abbiamo terminato la piscina interrata che adesso ci aspettava a casa.
    Non ebbi nemmeno il tempo di aprire il cancello che Ste e Ka lo scavalcarono e si tuffarono nella piscina, senza quasi togliersi la maglietta.
    -D*ficenti.- Commentai aprendo la porta di casa e appoggiando le varie cartelle in cucina.
    Ritornai fuori con i ragazzi e, mandando uno sguardo d’intesa a Michela, mi avvicinai con lei a Pedro e a Dani, che stavano osservando l’acqua dal bordo.
    Ci avvicinammo fino ad arrivare praticamente dietro di loro e ci preparammo per spingerli in acqua.
    Ma all’ultimo minuto Pedro mi notò e, nel momento in cui lo spinsi, mi prese per il braccio e mi trascinò giù, insieme a lui.
    Riemersi dall’acqua tossendo e cercando di riprendere aria.
    -Perché finisce sempre così? Io con l’acqua in gola e tu che ridi come uno scemo, quando dovrei morire io dalla risate?-
    -Perché ormai ti conosco e almeno in questo riesco a fregarti.- Rispose Pedro ridendo.
    Abbastanza scocciata dallo scherzo di mio fratello, andai vero il brodo e mi sedetti.
    Ma non ebbi neanche il tempo di potermi calmare due secondi che Ka spuntò fuori dall’acqua, facendomi praticamente la doccia.
    -Ma che finezza!- Commentai cercando di asciugarmi almeno l’acqua vicino agli occhi.
    -Ma che lagna!- Rispose imitandomi.
    Mi prese a mò di sacco di patate e mi ributtò in piscina.
    -Ma voi vi divertite a torturare solo me?- Chiesi in generale tornando in superficie.
    -Si, perché sei quella che si incazza di più!- Rispose Ka scompigliandomi i capelli.
    Capelli scompigliati, bagnati. Vi lascio immaginare in che stato potevano essere.
    -Quando usciamo da qua vedi i tuoi capelli che fine fanno!-
    -Nooo, tu non toccherai mai i miei capelli!- Mi rispose deciso.
    Una delle cose in cui è pignolo sono i capelli. Non puoi toccaglieli che si infuria come un matto!
    -Questo lo dici tu!- E si beccò la seconda linguaccia del giorno.
    Mentre noi due stavamo litigando come due bambini, Michela e Dani, dopo essersi buttati in piscina, si sdraiarono tranquilli a prendere il sole.
    Si, ma tanto lo sappiano che Dani, anche se sta 10 ore al sole, resta sempre e comunque bianco come la neve!
    Difatti sembrava proprio che a lui non importasse minimamente del sole, gli importava solamente di essere accanto a Michela, parlando tranquillamente.
    Ma era naturale che qualcuno poi andasse a rompergli le palle!
    Difatti Ste stava arrivando lentamente dietro di loro con un secchio pieno d’acqua.
    Ne Giulia, ne Francy riuscirono in tempo a fermarlo e così Dani si ritrovò bagnato fradicio,peggio di prima.
    -Ma io ti menooo!- Iniziò ad urlare il batteriologo e senza pensarci due volte iniziò a correre dietro a Ste, che non riusciva a smettere di ridere.
    -Ma smettila che tu non fai male ad una mosca! E poi è estate, ti lamenti di un secchio d’acqua?- Commentò il bassista correndo.
    -“Ti lamenti?” c*zzo era gelida!- E vide che, accanto alla fontanella c’era la canna che usiamo per innaffiare il prato e si fermò.
    Tempo di far passare Ste e accese l’acqua su di lui.
    -Gelidagelidagelidagelidaaa!- Il bassista saltava come un cretino e non smetteva di urlare.
    -Certo che è gelida, è quella che mi hai tirato tu, sc*mo!- Commentò soddisfatto Dani.
    -Ok, mi arrendo! Ora spegnila!- Lo pregò infine lui.
    Si, ora erano pari.
    -Freddofreddofreddofreddo!- Ste corse verso il suo salviettone e ci rimase sotto per un bel po’.
    -Ahahahahahahahah! Grande Dani!- Ka, uscendo dalla piscina, batté il cinque al batteriologo e si sedette su uno sdraio vicino a quello di Ste.
    -Ti sei rinfrescato un po’?- Domandò divertito all’amico.
    -Vuoi un secchio d’acqua gelida anche tu?- Rispose di rimando Ste.
    Loro fanno sempre così, quando si divertono non hanno limiti!
    È questo che mi piace di più del nostro gruppo.
    Siamo noi stessi.


    ______________________
    Ho visto che quasi nessuno sta continuando a leggere la ff ed è anche per colpa mia, posto troppo poco.
    Da adesso cercherò di postare almeno una volta a settimana e dato che settimana prossima parto per la Spagna posterò due capitoli questa
    Commenti! http://forum.teamworld.it/forum1743/...-musica-6.html
    Grazie per chi mi sta seguendo
    Ultima modifica di glo96; 16-04-2012 alle 17:54

  9. #19
    V.I.P


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    Predefinito Re: Ora è tutta un'altra musica.

    Sono fiera di me stessa, non ho mai postato 2 capitoli in così poco tempo!
    Secondo capitolo della settimana perchè lunedì parto, Spagna!
    blink-182 - The Rock Show - YouTube


    Cap 19

    Dopo aver passato un pomeriggio in balia di risate e scherzi, verso sera andarono tutti quanti a casa, a parte Ka che restò a giocare alla Playstation con Pedro.
    Feci una bella doccia fredda e mi misi al computer a controllare la posta elettronica, aspettando una e-mail dai nostri genitori dall’America.
    Come previsto ne trovai una, arrivata poche ore prima.

    Good afternoon Italy!
    Ciao ragazzi, come stanno andando le cose a casa?
    Qui tutto bene, la prima settimana è andata liscia come l’olio. Qui è tutto molto diverso dall’Italia, ma soprattutto molto più grande!
    Domani ci sposteremo verso New York per circa due settimane e non vediamo l’ora. Se in futuro avrete l’occasione di partire per un simile posto non lasciatevela scappare, è davvero una gran bella esperienza.
    Sperando in una vostra positiva risposta e che nessuno abbia distrutto casa, vi salutiamo.
    Mamma e papà.


    Bene, si stanno divertendo un mondo!
    Speriamo che trovi anche io un lavoro che m porti via da qui.
    Mi alzai dalla scrivania e mi avvicinai alla porta della stanza, per farmi sentire meglio.
    -Pedrooooo, Omy! Mamma e papà ci hanno scritto!- Urlai cercando di farmi sentire dai miei fratelli.
    Sentii dei passi sulla scala e Omar mi raggiunse in camera.
    -Come sta andando dall’altra parte del mondo?- Mi chiese appoggiandosi allo stipite della porta.
    -Tutto alla grande, domani si spostano verso New York, che gli rispondo?-
    -Scrivi tutto quello che vuoi, basta solo che non dici alla mamma che Pedro le ha bruciato metà batteria di pentole.- Mi rispose ricordandomi del danno di Pedro, e ritornò lentamente in cucina.
    Forse è meglio non accennare quel piccolo dettaglio, per quello potrebbe tornare in aereo da un momento all’altro.
    -Salutali anche da parte miaaaaaaaaa!- Urlò Ka dal divano, troppo impegnato col videogioco per venire su e parlare con un tono normale e civile.

    Ciao!
    Sono Gloria, ma scrivo da parte di tutti perché gli altri non hanno voglia di alzarsi dal divano!
    Siamo contentissimi che lì stia andando bene. Ne avete fatte di foto, vero? È l’America!
    Comunque qui sta andando tutto molto bene, la scuola è finita e per lo studio nessuno si deve più preoccupare, finalmente.
    Vi avviserò come andranno le lezioni per la patente di Marco e vi terrò aggiornati su tutto, per non farvi preoccupare troppo.
    State tranquilli, del resto c’è Omar con la situazione sotto controllo.
    Un bacio e un saluto da tutti, anche da Carmine!


    Già, mio fratello quest’estate si preparerà per la patente.
    Bene, ho già trovato chi mi scarrozzerà per i vari concerti quando Omar non può!
    Ma prima di tutti che dovrebbe prendere la patente dovrebbe essere Ka.
    Per quello si sta impegnando molto, perché ovviamente per le cose che gli interessano veramente ci si impegna di più.
    Certo, la cosa positiva è che ha la patente ma con questo avrò un motivo in più per rompergli le palle tutta estate.
    E un motivo un più per stagli vicino. Non ho assolutamente intenzione di perdere una persona che finalmente ho imparato a conoscere.
    Finito di scrivere ai miei genitori spensi il pc e raggiunsi i ragazzi in salotto, passando prima dalla cucina per prendere un pacchetto di patatine.
    Mi sedetti accanto a Ka e aprii il sacchetto.
    -Chi vince?- Chiesi ai ragazzi guardando lo schermo. Giocano a calcio, ovviamente.
    -Naturalmente io, tuo fratello è una schiappa.- Mi rispose Ka facendo lo sbruffone.
    -A quanto?-
    -Tre a zero!- Con Ka distratto, mio fratello ne approfittò e fece goal.
    -Tre a uno! Ti conviene stare zitto, gufi troppo.- Gli consigliò Pedro soddisfatto dell’azione.
    -E’ colpa di tua sorella che rovina sempre tutto!-
    -Hey! Guarda che offendi!- Esclamai prendendo il cuscino che avevo dietro la schiena e tirandoglielo in testa.
    -E vorresti farmi male con un cuscino?- Commentò Ka guardandomi con la sua ormai tipica faccia da sbruffone.
    -Tre a duee!- Esultò mio fratello per la seconda volta.
    -Gloria, io ti amo. Sai che sei la mia sorella preferita?-
    -Non che l’unica sorella che hai e l’unica Gloria che conosci, ruffiano!- Commentai io rimettendomi comoda sul divano.
    -Pedro, ma come fai a sopportare una sorella così?- Chiese ironico Ka al suo amico, cercando di stare attento nel videogioco il più possibile.
    Allora, il cuscino l’avevo già usato, con che cosa potevo colpirlo ancora?
    Guardai il pacchetto di patatine.
    Ne avevo mangiate abbastanza, potevo benissimo lasciarle a loro..
    Invece aprii per bene il pacchetto, mi alzai, andai dietro al divano e versai tutte quante le patatine sui capelli di Ka, che rimase bloccato per cercare di contenere la rabbia.
    -Tre pariii!- Pedro si alzò dal divano e come un pazzo iniziò a correre per il salotto.
    -In teoria le patatine sono salate, vero?- Chiese Ka con la testa tra le mani.
    -Ma anche in pratica dovrebbe esserci il sale.- Commentai aspettando una sua reazione.
    -I miei capelli, C*ZZO GLORIA!-
    -AHAHAHAHAHAHAH, ma sai che sono più belli così?- E mi preparai con un altro cuscino in mano.
    Non si sa mai che gli venga d’improvviso un istinto omicida.
    -Ka, stai calmo. Stai calmo.- Cercò di convincere se stesso, riprendendo in mano il joystick e urlando a Pedro di tornare a sedersi.
    Dovevo inventarmi ancora qualcosa, era troppo esilarante far morire di rabbia Carmine.
    Stetti un po’ a pensarci e Ka mi guardò minacciandomi con lo sguardo e si rigirò verso lo schermo.
    -Ti tengo d’occhio.- Mi sussurrò, continuando però a guardare la televisione.
    -Contaci.- Ribattei io.- Basta. Mi arrendo, vado in cucina con Omar.- Così mi avviai verso la porta della cucina, pensando comunque a come far delirare il chitarrista.
    -Ecco, vai e non rompere.- Sentii sussurrare Ka.
    Mi sedetti sulla sedia accanto a quella di Omy e mi misi a pensare… E il mio sguardo si fermò alla chitarra di Ka.
    Un gran sorriso mi spuntò sul viso e mi avvicinai allo strumento.
    E cacciai un urlo, spaventando anche Omy.
    -OH C*ZZO, LA CHITARRA. E ADESSO?!- Mio fratello mi squadrò come se fossi una malata di mente e io risi, ma cercai di trattenermi.
    -COSA C*ZZO HAI FATTO ALLA MIA IBANEZ?- Ka entrò come una furia nella stanza e si catapultò davanti a me, cercando avido il suo amato strumento.
    -4 a 3. E VINCEEEEE!- Pedro ricominciò a sbraitare e nell’alzarsi quasi ribaltò il divano.
    Dopo aver visto che il suo strumento era sano e salvo, si girò lentamente verso di me.
    -Ti do 3 secondi di vantaggio. Inizia a correre.-
    Arrivato al tre ero già corsa sulle scale e avevo chiuso alle mie spalle la porta della camera, ma non riuscii a chiuderla a chiave in tempo.
    Spinse la porta e si lanciò verso di me, buttandomi completamente sul letto.
    -Sei morta, lo sai?- Commentò incrociandomi le braccia per bloccarmele.
    -Tu non hai il coraggio di farmi del male, non lo hai mai avuto.- Risposi ridendo.
    Osservai il suo viso, stava bruciando di rabbia.
    Non è capace di nascondere questo tipo di emozioni.
    -Ne sei sicura?-
    In quel momento si avvicinò pericolosamente al mio viso e restammo a pochi centimetri di distanza.
    Avevo il fiato corto, non ci capivo più niente. I suoi occhi verdi catturarono il mio sguardo e non riuscii più a toglierlo dal suo viso.
    Ma prima di perdere completamente il senno feci leva sulle gambe e buttai Ka per terra, liberandomi così dalla sua stretta.
    -Si, sicurissima.-
    C’era mancato poco al casino totale.
    Avrò fatto bene? Era tutto così strano, così nuovo.
    Ma forse è stato meglio così.

    Sparecchiai la tavola e misi tutto nella lavastoviglie, di lavare i piatti non ne avevo voglia.
    -Bon, io vado.. Per oggi vi ho rotto troppo le p*lle.- Informò Ka prendendo la sua chitarra e mettendosela in spalla.
    -Si, appunto. Per oggi hai rotto abbastanza.- Commentai io ironica.
    -Tu no, vero?- Mi rispose ricordandomi lo scherzo precedente.
    Intanto si era avviato verso la porta e io lo accompagnai.
    Gli aprii la porta e mi appoggiai allo stipite.
    -Allora non mi saluti?- Continuò a tirarla lunga Ka, avvicinandosi ancora a me.
    Si avvicinò a tal punto che potei vedergli perfettamente le iridi degli occhi.
    -Ciao Ka.- E gli chiusi la porta in faccia.
    L’amore fa schifo, ti fa provare cose senza senso che ti rovinano la vita.
    Io odio l’amore.
    Punto.

    ____________
    E vi saluto.
    Hasta Luego!
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  10. #20
    V.I.P


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    Predefinito Re: Ora è tutta un'altra musica.

    La Spagna? Senza pioggia è molto meglio.
    Fuoco e Fiamme? Quello che mancava.
    L'album? Sarà nostro tra 15 giorni.
    FINLEY - Fuoco e Fiamme - Official Video - YouTube


    Cap 20

    Mi alzai tutta intontita dal letto.
    Avevo dormito talmente male che la testa poteva tranquillamente staccarsi e andare dove cavolo ne aveva voglia.
    Di stare nel letto a rimuginare ancora non ne ero capace, la mia testa può pensare fino a un certo limite di tempo.
    Poi si stufa e si spegne.
    Così uscii dalla mia camera e mi avviai giù per la scale, intenzionata ad andare in cucina, ma mi fermai a metà e tornai indietro.
    No, non ci stò in cucina da sola.
    Ripresi a camminare, ma questa colta fino alla camera di Pedro.
    Aprii la porta e vidi le coperte praticamente buttate a terra e lui spaparanzato sul letto, stanco morto.
    Non volevo svegliarlo, ma erano già le 10 e mezza e Omy era già andato al lavoro, mica stò sveglia da sola!
    Voglio evitare di iniziare a pensare fino a non finire e il silenzio non mi aiuta affatto.
    Mi avvicinai al letto e mi inginocchiai, in modo da essere a livello del letto.
    Iniziai ad accarezzare i capelli di mio fratello, meglio iniziare con un po’ di gentilezza.
    Ed iniziò a mugugnare.. e sorrise.
    -Pedro, dai alzati!-
    -Mmm..-
    Lo presi come un no.
    -Pedro, non ho voglia di stare giù da sola!- Continuai a stigarlo io.
    -Ci sono Po e Tea giù che ti aspettano, se non ti piace la loro compagnia chiama Ka.- Ma come fa a fare frasi sensate di prima mattina?
    -Ma io non voglio Ka, preferisco mio fratello.-
    -Come no, anche i muri hanno capito che ti piace.- Ed è anche molto perspicace.
    -Pedro, ALZATI!- E diedi uno strattone al cuscino.
    Ancora un po’ imbambolato, alzò la testa dal cuscino e mio guardò.
    -Non dovevo dirlo, vero?- E mi scrutò con dolcezza.
    -Scusa, ho fatto la bambina.- Mi scusai sorprendendomi del mio comportamento da bambinetta di 2 anni.
    -Si, sarai sempre la mia sorellina. Ora mi dici che succede?-
    -Non succede niente, ecco cosa succede. Ho pensieri senza senso e senza fine. La mia testa è piena fino a scoppiare e fortuna che siamo in vacanza!-
    -Ka?- Si vede che è mio fratello, non ci vuole niente e capisce subito al volo.
    -Non lo so. Prova a chiederlo a lui.- Risposi ironica.
    Non sapevo più cosa pensare.
    Non sapevo più cosa dire.

    Ho più problemi io del Codice Da Vinci.
    -Dici che sarebbe meglio innamorarsi di un cane, tipo Birba?-
    -Ah beh, innamorarsi di Ka è un bell’impegno, forse è meglio sposarsi il suo cane.-
    -Ma non è che mi piace.. non lo so cosa mi succede. Finalmente lo ritengo una persona importante, ma non so fino a che punto.-
    -Già quello è un traguardo, fidati.- Commentò mio fratello, conoscendo perfettamente il suo migliore amico.
    -Devi solo avere pazienza, le cose non si risolveranno da sole, ma con il tempo posso solo migliorare.-
    Mi mancava la parte saggia di mio fratello.
    -Lo spero. Non mi piace essere confusa.-
    -Bene, ora che mi hai svegliato per bene cosa facciamo?- Chiese sbadigliando.
    -Andiamo a far colazione? Dai che ho voglia di brioches!-
    -Va bene, è meglio farti ingrassare. Stai diventando troppo magra.-
    -Ma se mangio come una bestia?- Lo ammetto, sono un pozzo senza fondo quando ho fame.
    -Si, ma tu mangi e io assimilo! Cos’è sta cosa?!- Commentò alzandosi la maglietta che usava come pigiama e guardandosi la pancetta.
    -Quella è colpa della birra, e lo sai, forse è meglio se vai a correre un po’.-
    -No, io devo piacere per quello che sono.- Mi rispose ironico e orgoglioso di sé.
    -Si, va bene, ti do 5 minuti per cambiarti, io ti aspetto in cucina.-
    -Ma come faccio in 5 minuti, sei matta?- Ma io uscii dalla stanza e mi avviai verso la mia, facendo finta di non aver sentito

    -Dai Gloria, muoviti che dobbiamo andare. Lo sai come fa quando si incazza.- Sentii le urla di mio fratello dalla mia camera e uscii di corsa, con una scarpa si e l’altra in mano.
    -Lo hai fatto apposta. Perché devo venire pure io?-
    -Vieni sempre anche tu.- Mi rispose guardandomi sorpreso.
    -Si, ma non mi sembra il caso di andare. È per la mia salute.-
    -Cammina va! Che con un po’ di musica ti schiarisci le idee.-
    Oggi prove da Ka.
    Tutto il mondo è contro di me.
    E piove pure, come iniziano bene le vacanze!

    Andiamo da Ka a piedi, senza ombrello.
    Lo so, siamo due cretini. Ma ci piace così.
    Facemmo tutta la strada a corse e solo quando arrivammo alla porta di casa Ruggiero di fermammo a prendere fiato.
    Qualcuno aprì la porta e ci guardò come se fossimo dei deficienti.
    -I Pedretti si riconoscono anche a distanza di kilometri.- Una ragazza più o meno alta come me ci fece entrare.
    Si, ha gli occhi come quelli di suo fratello.
    Lori è la sorella minore di Ka, la mia alleata nel tormentarlo mattina e sera.
    Andiamo molto d’accordo su questo, il suo divertimento preferito è far esaurire il fratello.
    -Ciao Lory, sarcastica come il fratello.- Commentò Pedro scrollandosi i capelli tutti bagnati.
    -Vi aspettano in taverna, è un po’ incazzatello per il ritardo.-
    Pedro mi guardò con aria ammonitrice.
    -Non è colpa mia, non trovavo le scarpe.- Mi giustificai.
    Dovevamo sorbirci una grande predica sull’arrivo in orario.
    Peggio dei miei genitori al sabato sera.
    -Dai, muoviti o moriremo giovani.- Mi disse Pedro spingendomi verso le scale della taverna.
    Scendemmo praticamente correndo e ci trovammo davanti un Ka tranquillo con in braccio la sua ragazza, una perfetta Ibanez.
    -Scusascusascusa per il ritardo! Lo giuro non lo faremo più, parola di lupetto!- Mi misi davanti a lui e lo pregai tenendo cinte le mani.
    E mi guardò con un sorriso che andava da un’orecchia all’altra.
    Gli brillavano gli occhi.
    -Ciao Glo, vedo che sei arrivata. Finalmente.-
    Niente urla, niente sguardi omicidi.
    Ma cosa è successo? Questo non è Ka.
    -Grazie, sono arrivato anche io- Commentò mio fratello sentendo la frase del chitarrista.
    -Giuro scusaci per il ritardo! Non lo faremo più!-
    -Massi tranquilli, capita a tutti di arrivare in ritardo di 5 minuti.- Rispose continuando a guardarmi, come se fossi la sua Ibanez.
    Ok, il ragazzo è diventato sguercio.
    In modo teatrale, e forse un po’ per scherzare lo presi per le spalle e gli dissi -Chi sei tu? Dov’è il vecchio Ka? ti denuncio per sequestro di persona!-
    -Smettila, è qui il vecchio Ka.-
    -Il vecchio Ka non mi avrebbe fatto entrare.-
    Avvicinò le sue labbra al mio orecchio, per non farsi sentire dagli altri.
    -E se il vecchio Ka talvolta diventa gentile?-
    -Se tu diventi gentile io mi faccio suora.-
    -No, suora no!- commentò, forse con troppa insistenza.
    -E a te che ti interessa se divento suora o meno?- No no, questo non è affatto Ka.
    Più tardi andrò a denunciare la scomparsa di Carmine Ruggiero, il vecchio Carmine.
    -E’ che non ti ci vedo, quella tunica tutta nera e bianca non ti sta, ti fa sembrare grassa.-
    Balla colossale, si vede lontano un chilometro.
    -Che carino, pensa alla mia dieta e a come potrei vestirmi.- Ero ironica, ovviamente.
    -Ti preferisco con pantaloncini e maglietta dei Green Day, sai?- Sempre vicino, sempre più vicino.
    -Pure io mi preferisco così, grazie per il sostegno.- Mi ero stufata del teatrino e mi allontanai da lui, sedendomi sul divano e immergendomi nei miei pensieri.
    “A te non piace Ka. Ka non ti piace, è brutto, rozzo, maleducato, gentile quando vuole, ha due occhi che non ha nessuno, ti fa sentire bene, suona da dio.. Dio Gloria, NO!”
    Scaccia i pensieri negativi, in qualsiasi modo.. ti prego!

    Ste mi cedette il posto sul divano e si alzò con il suo basso, per andare alla destra di mio fratello.
    Sembrano un po’ montati, no?
    Invece no.
    Insomma, fanno tutte queste cose alla perfezione, le posizioni, i microfoni, certe volte gli amplificatori.. Ma montati mai.
    Coltivano la loro passione nella loro semplicità e non gliene frega nulla di quello che pensano gli altri della loro musica.
    Sfonderanno? Chi lo sa, ma se non si muovono almeno a fare un demo per farlo sentire a qualcuno no di certo!
    Cominciano a suonare una delle loro canzoni che preferiamo di più, Fumo e Cenere.
    Sembra tanto depressa e triste, ma forse è quello che la rende così speciale.
    Suonano, fino ad arrivare allo sfinimento.
    Non si fermano, perché c’è la passione che li unisce.
    Che fa vedere come sono dentro e, credetemi, dentro sono una gran figata.


    _______________
    No. Non mi piace per niente.
    L'aria di Madrid mi ha fatto male.
    Commenti!
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