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  1. #1
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    Predefinito ♬ Rєѕтσ, мα иσи αиcσяα. ♬

    Si, già mi conoscete. O almeno qualcuno di voi mi conosce.
    Sono Shy. Quella di cui avete letto in questa precedente fan fiction
    http://forum.teamworld.it/forum986/1...ain-again.html .
    Questa non è altro che la continuazione, la svolta. Quello che doveva essere ma non è stato. Perchè ormai will be rain again, non rispecchiavava più la storia. Era cambiato il titolo, perchè anche se in questa ff ci saranno ancora giorni di pioggia, Shy il suo rainboy l' ha trovato. L' aveva trovato, almeno.
    Una storia va vissuta, perciò non soppravvivetele a metà, saltate da will be rain again, partite dall' inizio. Perchè la storia di Shirley e Holly è una di quelle cose che ti mette serenità tra le endolfine, sfoglilatina alla fragola, sulla punta della lingua.


    Presto il nuovo capitolo.

    la vostra Shy. ♥
    Ultima modifica di lisa=D; 29-08-2011 alle 15:39

  2. #2
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    Predefinito Re: ♬ Rєѕтσ, мα иσи αиcσяα. ♬

    Faccio poche chiacchiere ancora.
    Grazie a Shy, poesia perenne della mia vita;
    Grazie a Holly migliore amica e stella qui, e vita vera fuori di qui;
    Grazie ad Ambra, Sab, Penny, e Angie. Che hanno dato vita a questa storia leggendola.
    Grazie a loro, che ispirano il cielo a raccontare.
    Grazie a voi, a noi.
    Grazia a te.




    Capitolo Primo.
    * Ma un bimbo che ne sa? Sempre azzurra non può essere l' età.


    Holly era stata trasferita al centro neurologico Valens, in svizzera a 915 metri dal livello del mare, un paesino montano. Erano trascorsi due lunghi anni, dall’ ultima volta che Shy aveva udito la voce della sua migliore amica. Avevano festeggiato i loro compleanni in quella stanza lugubre e angusta, Shy le aveva comparato una torta, avrebbe voluto tenere quella torta in frigo fin quando lei si sarebbe svegliata, perché prima o poi sarebbe successo, lei si sarebbe svegliata. E allora le avrebbe fatto mangiare torte su torte, cibo su cibo, chissà quanto le mancava il sapore denso e neutro dell’ acqua. Sorrise tra se e se e socchiuse gli occhi stringendosi nel pailed blu, faceva piuttosto freddo era passato da poco Natale, non vedeva i suoi genitori da un anno e mezzo, e il freddo pungente a 915 metri, faceva quasi male.

    Il riscaldamento andava e presto sicuramente sarebbe passata l’ infermiera di Holly a controllarle la flebo. Onye si chiamava. Era italo svizzera, ed era una bellissima ragazza aveva 30 anni. Spesso aveva consolato Shy nei giorni bui e pieni di lacrime. I capelli bruni di Holly ricadevano in boccoli intorno al cuscino, si erano allungati parecchio, c’era ancora molta vita in lei. Chissà se quando si sarebbe svegliata si sarebbe ricordata come si metteva l’ eleyner. Deglutì e si appoggiò stanca al letto di Holl, Holl svegliati. Continuava a ripetersi. Ka era diventato un pallido e flebile ricordo. Non ricordava bene i contorni del suo viso, ancora da bimbo. Ne il suono della sua voce, ormai impalpabile. Ma ricordava quegli occhi. Il portatile era sulla scrivania in mogano della stanza, non lo accendeva da parecchio. Ma sapeva, sapeva che quel disco era uscito il 31 Maggio e che erano diventati famosi. Sapeva bene che tutto era cambiato. Sulle pareti della stanza della clinica Valens c’erano foto ovunque.

    C’era Holly che troneggiava ovunque, In piscina, sorrisi e primi piani, mentre scriveva, mentre ballava, mentre parlava con Ste, mentre beveva una birra. E in un angolino lontano da tutto. Sopra quella scrivnaia in una piccola cornice c’era una foto di Shy e Ka. Anche Shy era cambiata, era cresciuta, il ciuffo non le stava più apposto, come se sentisse la depressione di quel momento, i suoi occhi erano languidi e lontano da tutti, lei dentro si spegneva. Piano piano, senza possibilità di salvezza. Ma sarebbe rimasta sempre con Holly sempre. Perché il suo cuore voleva così. Ma un cuore spezzato poteva spezzarsi ancora? No, si disse. E invece era così. Shirley era divisa a metà. E senza ombra di dubbio Holly Bacci lo sentiva, e non era un buon clima, per farle sapere che poteva tornare serenamente. Che avrebbe trovato felicità. Perché non avrebbe ritrovato le cose che amava. Sospirò. Onye fece il suo ingresso dalla porta.

    O:”Buongiorno Shy, come stai?”
    S:”Bene, io bene ”
    O:”E la tua amica?”
    S:”Sogna. Sicuramente sarà vicino a un bel surfista” e sorrise nascondendo l’ angoscia.
    O:”Oh, e hai fatto gli auguri di Natale ai tuoi?”
    S:”Sisi, proprio l’ altro giorno. Devon è cresciuto ha 6 anni e ha iniziato l’ elementari. Sembra un fotomodello.”
    O:”Oh..wow. Un dolce e piccolo fotomodello.”

    Onye controllò la flebo, sorrise, e se ne andò. Lasciando di nuovo Shy ai suoi pensieri. Devon vedeva Ka, era diventato suo fratello in pratica. La madre le aveva detto che Ka aveva rinunciato a lei, che stava con un’ altra ragazza..ora..e a Devon lei piaceva. Forse era proprio per quello che il cuore della ragazza cercava di smettere di battere. Quella ragazza sconosciuta, si portava via il suo ragazzo pioggia e anche il suo adorato fratellino. Holly doveva svegliarsi, non l’ avrebbe mai perdonata altrimenti. Ma che diamine diceva. Non era vero. Era Holly che non l’ avrebbe perdonata per non averla accompagnata a casa, era Ka che non l’ avrebbe perdonata per non esserne andata. E Ste non l’ avrebbe perdonata per non averlo fatto venire con loro.

    A casa tutti detestavano la ragazza strana, che sapeva che probabilmente non sarebbe mai tornata a casa.
    Stefano invece, era cambiato. Si vedeva con molte ragazze, forse perché non voleva smettere di cercare Holly, forse perché odiava tutto. E non gli importava più di niente e nessuno. Stava mentendo a Holly non voleva parlarle, di questi tristi cambiamenti.
    Accese il pc, ed entrò in face book. Nuovo singolo dei finley online diceva la loro pagina ufficiale.
    Sospirò e schiacciò play.

    Ka stava concludendo un assolo con la chitarra, quando la svelgia dle cellulare suonò, doveva andare a prendere Devon a scuola. Gabriella la madre di Devon gli permetteva di occuparsi di lui, con il lavoro che loro avevano, erano spesso fuori casa, e non avevano nessuno che si occupasse di lui. Ma Ka aveva tempo. Più o meno, in quei giorni poco. Ma per lui lo trovava. Andò a prenderlo a piedi con la chitarra in spalla, si fermò a prenderle una cioccolata calda davanti al bar Mondo e gliela portò a scuola, aveva un grembiulino nero e stava uscendo dal cancello d’ entrata, in quel caso di uscita mandò a mente.

    K- Si? No Ste sono a prendere Devon, ci vediamo poi stasera. Caricalo tu il nuovo singolo. Ciao!

    Devon vide Ka e corse euforico sulle sue gambette e allungò la mano, che Ka prese senza esitare.
    D:”Ciao Mimmo!”
    K:”Deeeevon! Come è andata a scuola?? E le morosette?”
    D:”Si c’è una carina, mi ricorda un po’ Holly ma Holly è più bella!”
    K:”E’ più bella Nicole, no?”
    D:”Uhm, è più bella mia sorella.”
    K:”E chi lo sa.
    D:”  Uhm, io. L’ ho vista. L’ ho vista in cam quella cosa lì nel computer, è cambiata, ma è sembre bella.”
    K:”Frena un attimo. Tu hai visto Shirley nel computer?”
    D:”Certo! E mi ha fatto vedere anche Holly che dormiva.”
    K:”Holly dormiva. Devon ma tu hai capito dov’è?”
    D:”Mamma e papà non me lo vogliono dire. Però… sul muro c’era scritto qualcosa, che sembrava - valens - ^^”
    Ka abbracciò il piccolo e lo strinse così forte sorridendo come un matto. Bravo il piccolo Devon rideva e rideva.
    D:”Mimmo ma ti senti bene?

    ************************************************** ****
    Passate qui, e lasciatemi un pezzo di voi! http://forum.teamworld.it/forum1743/...ments-r-c.html
    Ultima modifica di lisa=D; 29-08-2011 alle 22:30

  3. #3
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    Predefinito Re: ♬ Rєѕтσ, мα иσи αиcσяα. ♬

    Posto il secondo capitolo, anche se ho visto che nessuno mi ha letto. Oltre a Holly.
    Un bacio Grande. ♥
    Shy.

    Capitolo d u e.
    - se miri in alto, non puoi avere paura dell' altezza.


    K:”Nono non puoiii . Pedrooo. Pedroooo. Dani, Stefanooo. Ah so dove sono, lo so!”
    P:”Ancora?”
    D:”Dove??”
    K:”Valens. Me l’ ha detto Detto Devon, l’ ha visto sulla parete dell’ ospedale, Holly è viva. Devo dirlo a Ste!”
    S:”Holly è viva?”
    K:”Si Ste!!!”
    S:”E’ due anni che aspetto questa dannatissima notizia.”
    K:”E ora ce l’ hai. Ce l’ abbiamo. Dobbiamo andare a prenderle.”
    S:”Si.”
    P:”State con altre ragazze, è già dura per loro.”
    K:”Aspettavamo loro, cercando di sopravvivere. Pedro. Non puoi darci torto.”
    P:”Vedremo che dirà Shy, di questo.”
    S:”Ti è sempre piaciuta, vero?”
    K:”Lascia stare Ste ”
    D:”Andiamo, allora. Primo aereo?”
    P:”Domani.”
    K:”Finalmente.”
    S:”Devon finirà in castigo.”
    K:”Ci penserò io se accadrà.”
    P:”Non te lo faranno più vedere.”

    Ka stava intorno alla sua chitarra, forse stava pensando di mettere in valigia anche quella. Ste invece, aveva già fatto. Aveva tragicamente buttato l’ armadio, in una catasta di cose che non somigliavano all’ idea raccapricciante di vestiti che una persona normale avrebbe avuto in testa.
    Pedro non vedeva di buon occhio l’ improvvisa partenza, la decisione era stata presa troppo in fretta e poi una volta giunti a Valen come avrebbero trovato l’ ospedale? E cosa avrebbero detto a Shirley. E Ste e il volto di Holly? Sher di sicuro non aveva bisogno di dolore ma di calma e non dell’ uragano finley. Non di fama, alle calcagna, non andava bene. Ma forse a questo ci stava pensando Ka, era dovere di Ka pensare.

    D:”Chi vuole un caffè?”

    La madre di Shy la chiamò in quell’ istante e lei non fece altro che schiacciare il pulsante verde e rispondere alla chiamata, mai avrebbe pensato di ricevere una notizia così. Quel giorno Ka, non aveva portato all’ asilo Devon. Aveva lasciato il compito alla madre, tramite una chiamata troppo veloce.
    Sher sentì un disagio crescere dentro lei, forse era panico. Forse. Osservò Holly. Il nuovo singolo dei Finley faceva bene a entrambe. Ad occhi chiusi. Le sembrava di ricordare che un pezzo di quella canzone l’ avesse letto l’ ultimo giorno passato in Italia, nella camera di lui. Una frase, un segno di bozza l’ aveva scovato. Lo sentiva dentro di lei. Addentò una sfogliatina alla fragola e attese, in angoscia, con il cuore a mille, che accadesse qualcosa. Qualsiasi cosa.

    Ka si stava agitando parecchio, odiava gli aerei, erano un mezzo insicuro. Non voleva schiantarsi, esplodere così vicino alle stelle e così lontano da casa, non si chiamava big bang lui. Pedro venne costretto a sedersi accanto al finestrino, vicino a Ka, lui lontano dall’ altezza. Ste rideva con Dani.

    S:”Pedro ti pago un viaggio a New York se ti sposti vicino a Dani.”
    K:”No! Tanto se lo può pagare da solo un viaggio a New York!”
    S:”Hahahahaa.”
    P:”Eddai coraggio lascia stare tormento!”
    D:”Sarebbe più corretto dire: lascia stare anti coraggio tormento.”
    K:”Ehi. L’ appellativo tormento è mio e guadagnato!”
    S:”Certo, piuttosto. Pensi che a Shy piacerai con quei capelloni spaurati e leonini?”
    K:”Spaurati e leonini.”
    S:”Si, hahahaa”

    Ka rise in modo amaro e si imbronciò, provando a chiudere gli occhi, ma Pedro lo sorprese ad aprirne uno per verificare che faceva l’ amico Ste.
    Pedro scoppiò a ridere, non riuscendo a trattenersi. Ste lo osservò, Ka richiuse gli occhi e finse di niente. I Finley scoppiarono a ridere, innervosendo più di quanto non fosse lecito Carmine.
    L’ areo atterrò a Valens scatenando il terrore di Carmine, che non si perde d’ animo e appena potè saltellò fuori. Toccando la terra più volte che poteva. Sorridendo come un bimbo.

    P:”Forse passi troppo tempo con Devon.”
    K:”Hoho che spiritoso!”

    Si, sembrava proprio babbo natale.
    Valens, direzione Valens. Difficile e ardua. Pedro si guardò intorno ridendo ma concentrato. Fermò una signora con una valigetta e chiese di qualche ospedale, nelle vicinanze, sfortunatamente la signora non capì nulla ed iniziarono ad impazzire. Che potevano mai fare.

    Ste fece scattare il cellulare impaziente e chiamò Omar.
    Richiuse il telefono e improvvisamente gli si illuminarono gli occhi. Alzò il sopracciglio in direzione di Ka, e indicò la strada. Ka si buttò in mezzo la strada e fermò un taxi salirono a bordo, e salirono di 915 metri, l’ ospedale di Valens, quello di Holly.
    Quello dove Ka avrebbe rivisto Shy.
    Shy.
    Shy.
    Shy.
    L’ amore della sua vita, il suo angelo. Solo e soltanto il suo angelo.
    I finley scesero dall’ auto si sgranchirono le gambe ed entrarono veloci con i loro trolley al seguito.. nel centro neurologico.
    Ka picchiettò sul bancone d’ attesa e aspettò che qualcuno lo degnasse. Fortunatamente furono degnati da Onye che capitò proprio davanti a loro.. sorrise e pestò i piedi a terra euforica.

    O:”Io so voi chi siete, i FInley!”
    D-P-K-S:” O.O”
    S:”Ci conosce.”
    D:”Sul serio.”
    P:”In Svizzera.”
    K:”Si certo. Scusi..lei sa..dove sta Shy?”
    O:”Shy, parlate di Shy e Holly. Tu sei Ka, vero? Si sei il ragazzo delle foto. E lui Ste, Pedro e Ka.”
    P:”Conosce la nostra musica?”
    O:”Non proprio, i vostri volti però. In camera di Holly.”
    K:”Shy, le foto. A lei piace fare foto” Ricordò con un sorriso, di chi aveva dimenticato per un attimo. Si riscosse, am prima che potesse parlare Ste lo precedette.
    S:”La prego se sa dove sta Holly Bacci me lo dica.”
    O:”Non so se posso, Shirley sta molto in pena per Ka, lei ha pensato a te per tutti i giorni. Lei sa chi siete.”
    K:”Lei sa che siamo diventati famosi. E non ha fatto niente, anche solo per una cura per Holly. L’ abbiamo sempre cercata.”
    O:”Certo poi ha saputo che stavi con Nicole. La stanza è la 445.”

    Neanche ringraziarono corsero all’ ascensore slittando insieme ai Trolley e andarono al 4 piano, stanza numero 445.


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  4. #4
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    Predefinito Re: ♬ Rєѕтσ, мα иσи αиcσяα. ♬

    Capitolo tre.
    - ne resta il suono, subito dopo il silenzio.

    Una ragazza dormiva beata senza sapere che fosse in coma nel suo letto, in quel momento pensava a Ste, vedeva delle immagini sfocate, coperte da nebbiolina bianca, Ste le accarezzava la fronte e le diceva qualcosa all' orecchio, assomigliava tanto a due parole, che un tempo avevano significato tutto, ma ora proprio non le ricordava. Non ricordava come si pronunciavano, voleva drigliele, lei non aveva risposto. Non c' era riuscita, ma l' ultimo rumore del mondo, partecipe di tutti i suoi sensi era quello. C' aveva messo tutta la forza del mondo. Per pressarlo affondo ai suoi sensi. Shy l' avrebbe chiaamta emozione, ma sopra il suo volto c'era un buco nero, non riusciva a ricordare, non riusciva a vedere bene il suo volto. E lei desiderava vederlo.

    Una ragazza bionda scribacchiava un foglio, lo appese al muro e si accomodò alla finestra ad osservare il vento, la neve colorava le cime, e il lago ghiacciaot e grigio quasi nero sottostante, quel lago metteva angoscia a Shy, le mancava tutto della vita di prima. Tutto quanto. La sciarpa di flanella rossa le ricadeva dietro la schienza, lasciandole quindi, solo una fascia non completamente gelata, si ranicchiò in posizione fetale cingendosi le ginocchia ed inziò a canticchiare ad occhi chiusi, persa e silenziosa nei suoi ricordi.

    Quattro ragazzi correvano nel quarto piano con delle valigie, uno aveva l' aria preoccupata, l' alto agitata, uno era divertito e l' altro era pronto, non era mai sta più pronto di così.
    La stanza 442 era sulla destra, e quindi anche la 445 lo sarebbe stata. La stanza era lì a portata di mano, vicino al pallore tetro che trasudava la finestra c' era raggomitolato un fagotto rosso, con una marea di capelli biondi, disordinati e mossi che ricadevano lunghi sulla schiena. Lui sorrise, e il ragazzo con il ciuffo bussò alla porta un attimo prima che il ragazzo con il pizzetto facesse la sua entrata, avvicinandosi premuroso al letto di Holly con una lacrima sul volto.

    La ragazza bionda sobbalzò sulla sedia e perse, uno, due, tre battiti.

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    cioè non so neanche perchè l' ho metto. Nessuno commenta. Ma la speranza è l' ultima a morire! xD

  5. #5
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    Predefinito Re: ♬ Rєѕтσ, мα иσи αиcσяα. ♬

    Capitolo q u a t t r o.
    - Se sorridi hai vinto.


    Ka piantò gli occhi in quelli della ragazza, sorrise voleva avvolgerla tra le sue braccia, voleva baciarla, voleva dirle quanto le era mancata. Ma poi ricordò che la ragazza l’ aveva abbandonato senza avergli detto niente, senza aver provato a chiedergli di seguirla e lui ora aveva Nicole, non aveva più Sirley, chiuse gli occhi e abbassò il volto. Facendo un passo indietro, forse era stato un errore essere lì, aveva commesso uno sbaglio. Guardò di sottecchi Pedro, e uscì dalla stanza, con il cuore a pezzi probabilmente e seppe che pensare di essere stato pronto era uno sbaglio. Usciì dalla stanza e non si voltò a guardare l’ espressione della ragazza ne quella dei suoi compagni, eppure Danilo lo rincorse gli mise le mani sul petto e lo fermò.

    D:”Dove stai andando?”
    K:”Lontano..”
    D:”No resti qui, tu.”
    K:”No.”
    D:”Ma siamo tornati per lei.”
    K:”Per Holly.”
    D:”Per lei, Ka. Tu sei tornato per lei.”
    K:”No, per Holly, per Ste per stare vicino a un amico.”
    D:”Aha, va bene. Vai pure, si.”
    Carmine fece dei passi avanti, si fissò i polsini e le sue mani, quelle mani che avevano lei tra le braccia l’ ultima volta. Deglutì e si fermò, privo di emozioni o forse troppo pieno.
    K:”E va bene, cosa dovrei fare?!” Disse a voce alta.
    D:”E non ti mettere a urlare!”
    K:”Non sto urlando!” urlò.
    D:”O.O Abbassa la voce.” Disse Dani facendo un passo indietro.
    Ka lo guardò stralunato, e lo osservò ringhiando quasi.
    St:”Smettila.”
    K:”Ste, ti spacco la faccia se mi dici cosa devo fare. Non mi si zittisce al massimo lo decido io di stare zitto.”
    St:”Ka, ci cacceranno da qui, calmati. Pensa ad Holly.”
    K:”A Holly pensaci tu.” Il ragazzo sperava di farsi cacciare, tutto piuttosto che restare lì. Sbuffò e fece per andarsene menzionando ogni singolo insulto che conosceva.

    Onye lo sentì e lo guardò male. Ka l’ osservò ostile e alzò le spalle. Onye in contropiede gli disse di stare più tranquillo e Ka iniziò a sbraitare di nuovo.
    Shy si alzò dalla sedia, con le lacrime in volto e camminò di fianco al muro, seguendo il permietro della stanza con il dito, Pedro sulla porta la guardò triste e lei sorrise silenziosa, riabassò la testa e continuò a seguire il corridoio, fino a raggiungere le urla dell’ uomo.

    S:”Ka, perfavore abbassa la voce. Holly sta riposando..”
    K:”Holly è in coma! E tu non credere che tu possa dirmi qualcosa, tu hai perso la voce per me. Non esisti più.”
    S:”Holly si sveglierà” le disse combattiva
    K:”No, invece è due anni che non si sveglia e due anni che non lo sei anche tu.” Disse minaccioso facendo un passo verso di lei, in modo arrogante.
    D:”Ka lasciala stare.”
    K:”Ed è quello che farò, che farò per sempre. “
    St:”Vai Ka, vai lontano da qui.”
    Ka fissò irritato gli occhi di Ste e fece un passo indietro uscendo dal reparto.
    St:”Shirley mi dispiace…”
    S:”Lo so..Tranquillo Ste, va bene così. Vai da Holly.”
    P:”Non lo seguire Shy.”
    S:”Pedro..?”

    Si avvicinò a lui e lo strinse, gli era davvero mancato tanto. Era cambiato, il ciuffo gli ricadeva sempre disordinato su quei suoi occhi scuri, gli voleva un
    bene infinito, pianse e si aggrappò al suo collo.

    P:”Ehi, ehi.”
    S:”Finley, siete diventati bravissimi!” Sorrise a Pedro e ai ragazzi e si raggomitolò tremando. La sua emozione più grande era tornata a casa. Da lei.
    D:”Bravissimi è un eufemismo!”
    S:”Daniiii!”
    D:”Si scema, restiamo. Ti aiuteremo a farla svegliare.”

    Sorrise silenziosa e deglutì, certa che le parole di Dani si sarebbero avverate.
    Chiuse gli occhi e inspirò il profumo di Pedro, pregando che le facesse bene all’ anima, guardò fuori dalla vetrata del corridoio e lui era lì sotto, a braccia conserte che osservava il suo migliore amico e lei. Quella che aveva cercato per così tanto tempo. La guardò con occhi intensi e lei non distolse lo sguardò, lo fissò sperando che potesse bastare. Poi lui abbassò lo sguardo e pensò che tutto era così irrilevante, lui era cambiato non era più giusto per lei, piegò la testa di lato e la rialzò. Le sorrise per un attimo e a Shy parve il sorriso più grande del mondo, forse non ne aveva mai neppure visto uno così, ma capì, le si velarono gli occhi e poi lui si voltò, sparendo alla sua vista a grandi passi.

    -------------------------------------------------------------------
    - grazie mille.
    A tutti. ♥

    Shy.

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  6. #6
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    Predefinito Re: ♬ Rєѕтσ, мα иσи αиcσяα. ♬

    Capitolo q u i n t o.
    - Raise your hopeful voice you have a choice You've made it now.


    non parlare delle tue emozioni, qualcuno l' ha fatto ed è stato cacciato da coloro che lo emozionavano.

    Shy era seduta accanto a Ste ed osservava Holly, le sembrava che il volto di lei avesse più colore, come se si fosse imbarazzata per il contatto della mano di Ste, chissà quanto le mancava, Probabilmente troppo.
    Si sentiva quasi egoista al solo pensiero. A lei mancava Ka e poteva rapirne immagini quando voleva e quante ne voleva. Holly poteva sentire la nostalgia della mancanza, perché per quanto lui le mancasse lei non poteva viverla quella mancanza, e in un certo senso era sicura che la stesse struggendo.

    Sospirò silenziosa, sospirò e si guardò i palmi della mano, finchè cercava un senso al corso delle strane righe che aveva sulle mani Pedro le accarezzò quelle strane righe e le sorrise gentile e forse un po riluttante. Shy appoggiò la fronte sulla spalla del ragazzo con il ciuffo, soffermò lo sguardo su Holl, riuscì a chiudere gli occhi e si addormentò con la speranza disegnata sul volto.
    Pedro appoggiò una mano sulla schiena di lei, e la accarezzò delicatamente, era bellissima e se Ka non l’ avesse voluta, lui ci sarebbe stata per lei. Come l’ aveva sempre sperata, aspettata e desiderata in un certo senso. Anche se probabilmente Ka la meritava molto di più. Cancellò quel pensiero dalla sua testa che venne intercettato da Dani che scosse il volto in senso di diniego e con aria ostile e poi gli sorrise comprensivo, deglutì e poi la protesse in modo silenzioso, dagli incubi che forse sarebbero venuti a trovarla.
    St:”Holly mi senti? Sei sempre incantevole o forse di più. Sempre bellissima. “

    K:”Si che ti sente, lei ti ha sempre sentito.”
    Pedro si voltò, quasi sconvolto al suono della voce del suo chitarrista, deglutì e fece per togliere una mano dalla schiena di Shy, ma Ka sorrise e severo li fece segno di continuare a stringerla, contemplò i capelli dorati di Shy e si avvicinò a Holl.
    K:”Ehi Holly ti devi svegliare sai?”
    Ka si bloccò un attimo e poi incurante delle orecchie dei loro amici che ascoltavano andò avanti, l’ importante per lui era che Shy non potesse sentire. Così come forse non poteva sentire Holly pensò. Ma ci provò comunque.
    K:”Si Hol, mi senti? Devi proprio svegliarti. Devi per me.Non per me, cioè per Ste. Ma anche per me, per lei. E’ qui da due anni, devi farlo va bene? Aho’’’ mi senti – sorrisre – dai cavolo Ho’ so che puoi sentirmi. Se ti suono una canzone, se te la scrivo. Mi prometti che ti sveglierai?”
    P:”Eh?”
    St:”Cos’è che vuoi fare?”
    Dani sorrise a Ka.
    K:”Shhh , lo farai Holly?”

    Nessuna risposta, il cielo venne squarciato da un lampo ed iniziò a piovere, sghignazzò ridendo e si girò verso Shy, La risposta l’ aveva avuta ma ad Holly non era bastata, la pioggia doveva scendere ancora, una volta. E ancora una volta sarebbe scesa su loro. Sorrise in senso di diniego fece la linguaccia a Hol e le spettinò i capelli. Mentre Ste farfugliava qualche minaccia in una lingua poco fortuita e generosa. Pedro sorrise. Ka si sollevò dal viso di Holly, si sgranchì le spalle, si mise le mani in tasca e la osservò ancora per un attimo, fece due passi verso la chitarra appoggiata alla parete, si mise a correre nel corridoio, Ste guardò fuori dalla finestra appoggiando una mano al vetro, il ragazzo era uscito dalla porta di servizio correndo sotto la pioggia con la custodia della chitarra sulle spalle, sorrise stupito alla stupidà del ragazzo.Si è impazzito pensò.
    E guardandolo correre, mentre spariva lontano si chiese dove sarebbe andaot a mantenere quella specie di promessa, che credeva suggellata solo lui.

    Quando l’ avrebbe rivisto?

    Ka si diresse veloce vicino al lago ghiacciato no, non l’ avrebbe mica rovinata la sua ibanez vero? Poco importava..l’ unica cosa che contava ora, era correre, correre e ancora correre. Cavolo gli si era pura slacciata una all star, sorrise incurante che avrebbe potuto spezzarsi il collo, raddoppiò l’ intensità della corsa, spingendo al limite le sue gambe, percepì quella sensazione di cadere in avanti quando le gambe toccano troppo rapidamente il terreno. Sorrise al cielo, pieno di lampi e si fermò sotto un grosso abete vicino al lago, ci si mise sotto bagnato fradicio, gli aghi di pino gli si appiccicarono al sedere e incurante iniziò a pensare pizzicando le corde della chitarra.
    Voleva creare la vita per lei, voleva che si svegliasse, voleva ricordarle perché doveva farlo. Chiuse gli occhi e strinse la terra bagnata nel suo pugno, facendosi distrarre per un attimo dal pensiero di Shy. Iniziò a comporre pensando ad Holly, al cuore di Holly e ogni tanto Shy si intrufolava nella sua mente dandogli qualche pensiero, qualche idea intuitiva e rassicurante e lui scriveva di getto, aveva fretta ma voleva fare le cose fatte bene.

    Prese la matita di Shy dalla custodia della chitarra e un foglio, si sapeva tutto della matita di Shirley, Pedro gliel’ aveva raccontato. Aveva voluto sapere il più possibile della vita di Shy dal giorno che se n’ era andata, e la cosa che lo fece sorridere fu che non era con lei in quell istante e sapeva benissimo che poteva esserci facilmente. Sospirò era davvero uno spirito libero, era davvero l’ uomo più strambo che conoscesse e sorrise ancora di più per il fatto che lo ammetteva da solo.
    Prese il foglio ed anche la matita, appoggiò il foglio al ginocchio ed iniziò la sua canzone.
    Continuava a pensare agli attimi in cui aveva cercato di raggiungere Shy, a quanto l’ avesse desiderata a quanto avesse pregato di trovarla, e probabilmente avrebbe fatto Ste. Aveva desiderato così a lungo di raggiungerla ancora.Si soffermò su quel pensiero e diede forma al ritornello, aggiustandoci sopra la musica giusta.

    Oh si Holl, ti saresti svegliata. Parola di Carmine Ruggiero!
    Ripensò alla storia sua e di Shy, al dolore che aveva provato e creò la cura per Hol. Osservò il cielo, la pioggia cadeva ancora, sorrise con i capelli bagnati e sparsi in disordine sulla fronte, li tolse da davanti e impaziente corse contro il tempo, tanto per fare. Tanto per arrivare e svegliare Hol, ci credeva così tanto che lei avrebbe dovuto svegliarsi.
    Scivolò sul corridoio con le converse e per un pelo non perse l’ equlibrio, sorrise facendo finta di nulla, e rientrò sfoderando la chitarra.
    Ste rise, eh pensava di vederlo qualche giorno dopo.

    D:”Già tornato sei?”
    K:”Eccerto, bisogna svegliare la donzella”
    St:”Ka stai scherzando vero?!”
    K:”E perché?”
    St:”Siamo in ******issimo ospedale, e non si sveglierà solo perché tu l’ hai deciso.”
    K:”Beh, me l’ ha promesso.”
    St:”Hahaha stai scherzando.”
    P:”Eddai Ste.”
    K:”Non sfottere sai.”
    D:”Non diventare aggressivo, ora.”
    K:”E lui sfotte. “
    S:”Non fate i bambini. – Pedro sobbalzò nel sentire la voce di Shy, che si era svegliata. Deglutì, ovviamente le urla di Ka e Ste l’ avevano svegliata.- e Ste lascia provare Ka, ci credo anche io.”

    Non pensava mica che ciò significava qualcosa tra loro, solo perché lei lo appoggiava, pensò Ka. Comunque ringraziò in modo duro, Shy fissò i suoi occhi e fece spallucce senza tradire emozioni. Ka la osservò incredulo, strinse le labbra acido, e mise la corda della chitarra intorno la sua schiena. Era pronto.

    St:”Non ce l’ hai nemmeno fatta sentire!”
    K:”Ora provvedo” disse scocciato e un po’ pieno di se.
    Shy si accucciò per terra con una mano appoggiata al ginocchio di Pedro, si rendeva perfettamente conto che stava per assistere a una delle canzoni appena composte, stava facendo parte dei finley in quell’ istante era presa come loro, nessuno aveva sentito quella canzone, era una privilegiata, quella sera lo era. Chiuse gli occhi e aspettò tremante.

    Ka pizzicò la corda. Osservò Hol con sguardo cocente e intenso, pieno di speranza e iniziò.

    “Stringimi sulla pelle ho ancora i brividi
    e guardami asciuga gli occhi e poi convincimi
    che non son stato io ad abbattere le nostre fragili
    regole di un equilibrio da proteggere
    colpevole di quei progetti andati in polvere
    dimenticando quelle lacrime
    per poi rinascere..”

    Il ragazzo convinto di se continuava la sua canzone, mentre gli occhi dei finley si illuminavano dallo stupore per così poco preavviso, poco tempo di elaborarla. Non era possibile. Shy si riconosceva nella prima parte della canzone, e poi si confondeva con Holl. Le due migliori amiche si confondevano insieme, in un’ unica canzone, era buffo.. si concentrò sul resto della canzone..

  7. #7
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    Tra gli angeli [tra gli angeli]
    risvegliati [tra gli angeli]
    tra gli angeli [tra gli angeli]
    io sarò lì
    con te tra gli angeli


    Gelide, le mani giunte come a chiedere
    scusami se ti ho cercato fino agli inferi
    ti prego fermati un'attimo un'ora
    se guardo in basso ho le vertigini
    adesso ho paura e se poi cado a terra
    afferrami e stingimi ancora perchè ho il terrore sai di perderti
    di non raggiungerti

    Le lacrime di Shy iniziarono a scendere copiose , bagnarono il pavimento e formarono pozze in cui riusciva a riflettere il suo volto. Deglutì e non ce la fece iniziò a singhiozzare, Ka incredulo si fermò, la osservò e sbuffò l’ aveva interrottò, alzò un sopracciglio e la guardò costante senza riserve.
    Shy voleva chiedere scusa, ma più lui la guardava scontroso più lei si sentiva morire. Non riusciva a guardare la sua espressione, così cercando di asciugarsi le lacrime, disse solo.. “è bellissima” Ka deglutì, si accucciò di fronte a lei, spostando la chitarra di lato e stringendola con la mano. Ka le poggiò la mano sulla gamba e fece una leggere pressione, facendo piccoli cerchi rassicuranti sui quei jeans, che odoravano così tanto di lei.

    K:”Posso finire di cantare per lei?”
    Gli occhi duri di Ka, tradivano le sue stesse parole, non capiva che Shy stava male? Deglutì e cercò di alzarsi ma scivolò sulle sue stesse lacrime, intrappolando una delle sua gambe tra quelle di lui, arrossì e si nascose sotto il suo ciuffo.
    S:”Porca putt**a che figura di m***a” borbottò in silenzio. Ka sorrise non era cambiata ed era bellissima. Ma doveva restare serio, anche se sapeva che il suo ghigno non era sfuggito ai finley, che se la ridevano beata.
    K:”Ah ma che maldestra, dai alzati!” E si sollevò alzandola per un braccio. Shy tremava, per come lui la trattava e per il suo tocco. Sospirò e lo guardò mentre si rimetteva a suonare il seguito..

    Tra gli angeli [tra gli angeli]
    risvegliati [tra gli angeli]
    tra gli angeli [tra gli angeli]
    io sarò lì
    con te tra gli angeli

    Fermati un'attimo un'ora
    stingimi adesso ho paura
    baciami e vola via [vola via]

    Tra gli angeli
    ora chiudi gli occhi e poi risvegliati [tra gli angeli]
    di nascosto io sarò li
    Tra gli angeli [tra gli angeli]
    risvegliati [tra gli angeli]
    tra gli angeli [tra gli angeli]
    io sarò lì
    con te tra gli angeli


    St:”E’ bellissima.”
    D:”E’ che si deve svegliare”
    P:”E lo farà.”
    St:”Pf, d’accordo, lo farà.”
    K:”Si..”
    S:”Perché ci stiamo credendo tutti insieme.”
    E sorriseo a loro stessi, e nell’ attimo in cui Ka appoggiò la chittarra al muro..

    -----------------------------------------------------------------------

    commentate in tanti qui, vero? http://forum.teamworld.it/forum1743/...ments-r-c.html
    Vero che lo fate per Liz??' E sennò la chitarra di Ka resterà appoggiata a quel muro per l' eternità eh ^^ :P vi voglio beneee!

  8. #8
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    Capitolo numero sedici!
    Turning into Diamond.


    La mano di Ka tremolò sul manico della sua chitarra, ghignò in modo feroce e fece un balzo esultando. Ste aveva la bocca spalancata, guardava sconcertato Ka, che si mostrava sfacciattamente vittorioso. Ste sorrise e abbracciò stretto Ka, che cercò di dimenarsi contro quel soppruso.

    K:"Ti denuncio per molestia eh spostati. "
    St:"Lei ha :') "
    P:"Parlato..."

    Shy era a stringere la mano dell' amica, che ricambiava la sua stretta, ancora addormentata, il suo primo segno di vita, quelle due lettere e quella stretta. Aveva sussurato solo una cosa. KA.
    Ste si chiedeva perchè Ka e non Ste. Forse perchè era stato Ka ad avere cantato e composto per lei. Deglutì e si avvicinò cauto, si sedette sul bordo del letto. Deglutì mostrando il pomo d' adamo e ridendo, Holly, disse con voce accorata.

    S:"Amica mia, svegliati, te ne prego!"
    K:"Presto."
    S:"Ka ce l' hai fatta. :')"

    Shy tremò con le lacrime prorrompenti che catturavano ogni sua emozione, si sentiva così strana. Deglutì e mosse un passo verso lui, con i pugni tesi lungo le cosce, sentiva lo sguardo di lui scrutarla attentamente.
    Ka si augurò con tutto il cuore che non si avvicinasse ancora, non avrebbe saputo gestire tutto quello in una volta sola, eppure sorrise, Hol si era mossa, era un mezzo miracolo.. probabilmente.

    St:"Risuonala ti prego."
    K:"Io... uhm, d' accordo."

    Ka afferrò la chitarra silenzioso, si sedette a gambe incrociate a terra e suonò ancora e ancora. E ancora. Non successe nulla, ne quel giorno ne quello dopo, e Ka era troppo stanco per continuare a suonare, si addormentò sul pavimento con la chitarra al suo fianco. Shy lo veglio. Si sedette accanto a lui dopo avergli messo addosso la coperta e avergli accarezzato i capelli con dolcezza infinita, sotto lo sguardo tenero di Pedro, che conosceva bene i sentimenti di Shirley.

    P:"Ehi Sher"
    S:"Si?"
    P:"Come mai quel giorno hai scelto proprio Hol?"

    Shy sospirò, pensava gli chiedesse proprio perchè Ka.

    S:"Io, non lo so. L' ho vista, mi ha sorriso, quando mi si è avvicinata, il primo anno alle superiori, aveva quest' aria così carismatica e sicura che mi sentivo a mio agio con lei, aveva gli occhi estremamente dolci e densi, e i suoi capelli profumavano di shampoo al cocco."
    H:"E i tuoi di mango e frutti della passione. ♥"
    St:"Holly??"
    D:"Ehiii piccola!"
    P:"Ehiii!"

    Shy si voltò lentamente, sperando di essere abbastanza fragile da non rompere il sogno, sperando di non fare male, a nessuno, ne a lei ne alle sue membra. Quando il braccio fu' completamente teso, e la testa girata completamente di 90 gradi, spalancò gli occhi incredula, Holly era lì con gli occhi scuri e intensi, umidi con le ciglia che quasi luccicavano, Shy alzò un soppracciglio, era bellissima. Erano due anni di assenza, erano due anni di amore a senso unico, erano due anni che asettava quello sguar.....

    H:"Sei proprio buffa..."

    do.

    S:"Holly, Holly!"

    Si alzò pestando i piedi sorridende con le lacrime agli occhi, strinse Hol. Si voltò per un attimo ed osservò Ka, si però aspettava da due anni anche lui. Mai chiedere troppo, riaveva Hol, si sarebbe accontentata, e avrebbe lasciato andare lui, verso la sua fama, verso la sua Nicole, le lacrime scesero copiose tra dolore e felicità e abbracciò l' amica, rubandola per un attimo dalle cure del Mantegazza.

  9. #9
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    Predefinito Re: ♬ Rєѕтσ, мα иσи αиcσяα. ♬

    Si lo soooo, ho sbagliato numero di capitolo nel post precedente, scusatemiiii! Ecco un altro capitolo, ho trovato un attimo per postarlo! ------------------------------------------

    Capitolo numero 7

    I giorno passarono lenti e appesi alle membra dei ricordi della mente di Ka, il loro scorrere a tempo di fumo e cenere gli ricordava dolore e amore, gli ricordava le parole non dette, i baci strappati, gli sguardi intensi. I suoi occhi, non era riuscito mai a darci un piccolo sguardo veloce, per rapirne il blu. Lei lo meritava un blu così intenso? Probabilmente no!
    Holly era sveglia da una manciata di giorni, e Ste non faceva altro che ringraziarlo. Consapevole di non aver mai fatto nulla lui posò la testa sul cuscino del piccolo appartamento che avevano preso in città. Il freddo era davvero insopportabile, ma neanche in zanna bianca di Jack London faceva così freddo. Sbuffò’ emettendo una flebile nuvoletta di vapore.

    K:”Caz*o Pedro, mica l’hai attaccato sto riscaldamento?”
    D:”Quello che emana calore batte i dente ahaha.”
    K:”Dani e chiudi quella bocca!”
    P:”Si Ka l’ho acceso, ma ci vorrà un attimo”

    Ka borbottò silenzioso e ansante ritornando ai suoi occhioni blu, Pedro lo guardava curioso. Carmine chiuse gli occhi e notò nel volto di Pedro una domanda galleggiare, probabilmente si chiedeva come cavolo avevo fatto a fare quella canzone e a fare in modo che lei si svegliasse. Non lo sapevo. Ma Holl mi era mancata molto. La sua chitarra era appoggiata al muro, quasi lo salutava. Ka intorpidito e annoiato si alzò e fece dei grandi passi avanti e indietro per la stanza.

    D:”Siediti.”
    K:”Ah non riesco.”
    P:”Ti manca Shy.”
    K:”Non la no mi na re” sibilò rabbioso.
    Pedro fece spalucce come per dargliene atto, ma poi sorrise. Tanto aveva ragione.
    Ka conbatteva con i pensieri he lo tartassavano sussurrando minacciosi e dolci, prese la giacca e la sciarpa e per sicurezza anche un'altra maglia. Dani rise e Pedro lo immitò.
    P:”Dove vai?”
    K:”Da Shy.”
    P:”Infatti. “
    D/P:”Salutaceleee”

    Ka grugnì ed uscìì sentendo l’ aria che gli sferzava il viso insolente. Ecco poteva mica essere un Dio greco per cambiare il tempo? Sussultò stupito dei suoi pensieri. Avvilito entrò nella stanza di Holly.

    H:”Kaaaa!!”
    Si alzò e gli corse incontro per abbracciarlo, lui rispose sorridendo e accalorato le baciò la guancia.
    K”:Sempre più bella.”
    St:”E togliele le mani di dosso! V.v”
    Ka sorrise e lasciò Holly all’ istante alzando le mani in segno di resa.
    H:”Come mai qui?”
    K:”Ah, e se vuoi me ne vado eh!” Amiccò scherzosamente.
    H:”Nonono!
    K:”Mi annoiavo a casa, e poi fa freddo. Pe è un incompetente!”
    St:” Ahahaha, grande Pedro.”
    H:”Shy, vai pure da lui, se vuoi!”
    S:”No, tranquilla resto con te.”
    St:”Sei rimasta abbastanza a lungo con Lei, ora ci sono io. Riprendi in mano la tua vita, va da Marco.”

    Lei annuì silenziosa. Raccolse le sue cose e fece i gradini di corsa. Solo dopo si accorse che qualcuno stava dietro di lei, coprendo i suoi passi con tanta semplicità.
    Lei si voltò curiosa e rimase interdetta nel vedere Ka di fronte a lei con sguardo impenetrabile.

    S:”Ka?”
    K:”Ehi.. ti porto io da loro, fa freddo.”
    S:”Non mi dispiace fare quattro passi, sul serio. Tranquillo.” E lei posò la sua mano sull’ avambraccio di lui che guardò sibilando quel contatto e rabbrvidì.
    K:”Io..dai non voglio, magari scivolì sul ghiaccio e ti rompi l’ osso del collo. Non sarebbe corretto, no?”
    Shy sorrise sorpresa non capendo se stava scherzando o se era serio, terribilmente serio. Poi si aprì in un mesto sorriso e Shy rise allegramente.
    S:”Divertente Carmine!”
    K:”Non chiamarmi così Shirley Mirabelli!”
    Sher rimase sorpresa nel sentirsi chiamare con quel nome tanto fastidioso, ma non seppe se restare più di stucco nel sentire che lui ricordava ancora il nome di lei!
    S:”Uhm, Devon?”
    K:”Sta bene, cresce e diventa bellissimo. Ahaha, ha la morosetta.”
    S:”Ehi.”
    K:”Nono, non ti preoccupare porto avanti il tuo progetto” Sorrise di sbieco e nervoso invitò Shirley a salire in macchina.
    Lei si accomodò sul sedile del passeggero e guardò Carmine mettere in moto la macchia e guidare vero l’ appartamento.
    S:”Ka io non voglio…andare a casa.”
    Ka sconcertato osservò Shirley che mugugnava e la guardò severo.
    K:”E dove, allora?”
    S:”Non lo so, potresti guidare ancora un po’?? Mi piace vederti guidare..”
    K:”Si ricordo..uhm..va bene.”

    Silenzioso guidò per il centro di Valens, e raggiunsimo una vetta dove si trovava un piccolo e insolito lago ghiacciato con intorno degli abeti che gli faccevano da cornicie perfetta.
    S:”Wow.” Piu’ che sentire il suono notò la nuvoletta densa di fiato che si innalzò nell’ aria.
    Ka sorrise e le si avvicinò mesto con una coperta in mano, porgendogliela. Shy sorrise in realtà batteva i denti molto pià di quanto non facesse Shirley.
    S:”Mi piace molto, qui.”
    K:”Si anche a me.”
    Si sedette sotto un abete, spolverato appena di neve e mi fissò. Sorridendo, quando iniziò a nevicare e Shy alzò il volto al viso sussultando per il tocco gelido sul suo pallido volto.

    S:”Amazza, fa freddissimo.”
    K:”Si, dai vieni qui. Almeno non ti riempì di neve.”
    Shy si avvicinò cauta e si sedette di fronte a lui avvolta nel plaid. Lo suqadrò silenziosa.
    S:”I tuoi occhi sono dello stesso colore di questo posto, incredibile.”
    K:”Mi stai dicendo che sono muschiosi?” chiese evidentemente offeso.
    S:”Ahahaha, ma no.. Ka. xD “
    K:”Sarà meglio – sorrise, guardando insù verso l’ abete- i tuoi sono sempre..blu. Credo.”
    S:”Ehm, sicuro?”
    K:”Uhm..aspetta eh, ora mi alzo. XD” Lo disse come se ci avesse potuto metterci una vita e così fece.
    S:”Ahaha, faccio prima io.”
    K:”Si forse si, io mi sto congelando.”

    Shirley si alzò e fece due passi ampi verso di lui, si inginocchiò di fronte a lui, cercò il coraggio di guardarlo negli occhi, ma non lo trovò.
    Lui era combattuto nel sentire il suo cuore e la sua testa ignorò tutto, era il momento giusto. Si liberò dell’ orgoglio un poco alla volta e sospirò. Il tocco gelido della mani di Ka sul volto di lei la fecero sciogliere e tremare allo stesso tempo. Le alzò il viso e pianto i suoi grandi occhi verde acqua in quelli di lei.
    K:”Aha, si sono blu. – sorrise attento- con una piccola punto di grigio che si espande fino le pupille. E’ inverno.”
    Shy seppe che il ghiaccio si era sciolto, almeno quello tra loro. Guardò attentamente Ka, sussultando per la sua folgorante bellezza. E si avvicinò ancora un poco, sentiva le labbra infreddolite che ormai cominciavano a seccarsi per il freddo. Ma quelle di lui erano sorprendentemente cariche di dolce e armonioso grigiore che ricordavano una statua.
    Ka la osservò intensamente.

    Sher si tolse la coperta e la avvolse intorno a loro, lei tuttavia restava comunque dannatamente scoperta , Ka sibilò e non potendone fare a meno sorrise divertito.
    K:”Vieni qui scema xD non voglio che ti congeli. “
    Mi fece spazio e mi insinuai tra le sue gambe. Prese la coperta e ci avolse stretti entrambi, mi appoggiai al suo petto. Ecco ora stava da Dio senza ombra di dubbio. Inspirai il suo dolce respiro e sospirai.
    S:”Ka?”
    K:”Si?”
    S:”Grazie. “
    K:”Shy? Mi sei mancata. Da morire.” aggiunse con voce tremante.
    Shy sussultò ed iniziò a piangere, piena di paura. Lo amava.
    K:”Non piangere, ti prego.”
    Lei si voltò e gli gettò le braccia al collo. Sussultando incontrollabilmente di terrore, nascose il suo volto nell’ incavo della palla di lui e pianse, Ka le accarezzò i capelli amareggiato.

    S:”Kk-k-a-aaa, io t-ti amo..”
    Ka, la guardò intensamente, le asciugò le lacrime, e fermò i tremiti delle sue labbra tra quelle di lui. Assaggiandola con la lingua.
    K:”Allora abbiamo un problema, ti amo anche io!” Sorrise gentile.

    ------------------------------------------------------------------
    commentate qui, grazie!
    Vostra Shy!
    -> http://forum.teamworld.it/forum1743/...ments-r-c.html

  10. #10
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    Ottavo Capitolo
    Slowly.


    No, non ci credeva. Nn potevo crederci. Aveva pronunciato quelle parole. Lo guardò sibilando estasiata, appiccicandosi alle sue labbra, mentre lui lerestituiva quei baci con infiniti sorrisi e carezze.

    K:"Eddai. Sono solo due anni, che non mi dai neanche un bacino!"
    S:"Scusa.." disse rannichiandosi contro il suo petto e avvolgendosi a lui più di quanto poteva. Aveva freddo, e voleva stare più vicino a lui di quanto potesse.
    Ka sorrise malizioso.

    S:"Cosa..?"
    K:"Sembra quasi, da come ti ranicchi vicino a me, che tu abbia voglia di fare l' amore."

    Lo guardò allibita e quasi furiosa, punzecchiandomi un fianco con le dita gelide.

    S:"No, freddo. Mi restano i lividi dai."
    K:"Preferisci questi??"

    Ka iniziò a baciarle delicatamente e con passione il collo, infondendole dolci e calde sensazioni che si irradiavano fino le caviglie di lei.
    Shirl mugugnò estasiata, quando le sue labbra le solleticarono le guancie.

    K:"Ehiehi" sorrise malizioso e pieno di sè. Sapendo perfettamente cosa stava succedendo a Shy.
    K:"Hai ragione, fa troppo freddo qui."

    Ka l' abbracciò e la tirò su di peso, i piedi di lei oscillavano dolcemente fuori dall' avambraccio destro di Ka. La ragazza bionda cinse il collo di lui, e posò il viso sull' incavo della spalla di lui.
    Ka la mise delicatamente sul sedile e chiuse la portiera, accarezzandole una guancia con l' indice.
    Shirley seguì con lo sguardo la traettoria che percorse Ka, nell' entrare in macchina. La ragazza era troppo felice per ciò che era appena successo. Il ragazzo le allungò la mano e lei la strinse forte.

    Shy pensava che tutto fosse estremamente buffo. I baci e la radura erano stati buffi. Il modo in cui Ka le aveva parlato era buffo. Il modo in cui le aveva parlato dell' amore era buffo. Il colore del cielo era buffo. Questi due anni erano stati buffi. Questa vita invece era terribilmente vera e dolce.

    S:"Pronto?"
    H:"Ehi pagliaccia, dove sei? Vieniii quiiii!"
    S:"Perchè??"
    H:"Eh. Esco dall' ospedale! Dove sei?? Pe ha detto che non sei a casa. Stai bene vero?? Ti ha rapita?!"
    S:"Ehm..si rapita. Mi ha detto che mi ama, e anche io!"
    H:"Oh!"
    S:"Ma arriviamo!"
    H:"Ka metti in motoooo! Hol esce!"

    Il ragazzò schiacciò il pedale dell' aceleratore e in un batter d'occhio tornarono nel parcheggio dell' ospedale. Shy scese veloce dalla macchina in corsa e fece i gradini di corsa, con dietro Ka che la raggiunse in un batter d'occhio. In sala d' attesa c'era Holly che firmava le ultime carte.
    K:"Oh.oh."
    St:"La visita di controllo è tra un mese! Ed è in Italia!"
    S:"Torniamo a casa??"
    K:"Siiii!"
    S:"Devon!"
    H:"Ma prima voglio vedere questo posto, daiii, torniamo dopo l' epifania d'accordo?
    S:"E va bene, befanaaa! Devo comprare una calza gigante a Devon. Piena di cioccolata!"
    K:"Dobbiamo. ♥"

    Ka le strinse la mano. Sussultando, quando le labbra di lei si posarono precise e decise sulle sue.
    Il negozio in cui Ka si fermò per primo si chiamava "sweet snow." C'era un profumo intenso e allo stesso tempo delicato di limone e zenzero. Dello zucchero a velo immaginario si scioglieva sulla punta della lingua di Shy, mentre lei sceglieva varie praline di cioccolato da portare a Devon. Delle fragole preziosamente arrichite di dioccolato attirarono l' attenzione di Ka, che ne prese un po' per quella notte. Quel sonno insieme, per la prima volta.
    Shirley effettivamente, neanche se ne accorse.

    Ka tornò a casa con lei. Il riscaldamento, fortunatamente era partito. Pedro sussultò nel vedere le mani di Ka e Shy intrecciate, pensò a mille e più cose. Forse che era felice, o che si era semplicemente illuso a pensare che un giorno lei sarebbe statta sua. Le voleva un gran bene, ed era preziosa. Ma lo era così tanto da rendere la sua vita piena e felice. di Ka e di se stesso. Era felice che i tasseli fossero tornati al loro posto.

    Strinse forte Shy quando lei gli corse incontro felice ed entusiasta che tutto si fosse risolto.
    Che quel tutto, fosse Ka.

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