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  1. #1
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    Predefinito Certi sbagli fanno crescere

    Ragazzi, questa è la mia prima fan fiction , siate buoni!! Se nn vi piace ditelo però, so ke fa schifo xDD

    Capitolo 1.
    Sono Marco, per gli amici Pedro e ho 23 anni, vivo a Legnano da un anno ormai. Sono tre anni che il mio sogno si è realizzato e insieme a quei tre pazzi mi diverto moltissimo! Ormai è il 20 dicembre, le strade di Milano sono affollate perché tra poco sarà Natale... questo Natale, come al solito lo passerò con la mia famiglia a casa dei miei, insieme a tutti i parenti. Quand’ero piccolo era bello, perché ero un po’ il cucciolo di casa, tutti mi riempivano di attenzioni e mi divertivo. Ma da tre anni era nata mia cugina, e quasi m’ingelosivo vedendo che quelle attenzioni erano rivolte a lei. Poco dopo il mio cellulare distolse i miei pensieri. Risposi! Io: Pronto?
    Mamma: Ciao Marco, è da molto che non ti fai sentire, va tutto bene?
    Io: Ciao mamma, tutto bene, è solo che sto continuamente a provare in studio con i ragazzi, che a volte dimentico di chiamarti! A te, invece, come va, tutto bene? Questo Natale sarà uguale agli altri? Cioè, volevo dire, vengo io a casa tua il 24, come tutti gli anni?
    Mamma: Senti Marco, è di questo che volevo parlarti, quand’eri piccolo e vivevi con noi, il Natale era stupendo, ma ora sei cresciuto, sei anche maturato e hai realizzato il tuo sogno ed è giusto che tu possa festeggiare questo giorno con i tuoi amici!
    Io: Mamma, dici sul serio? Grazie mille, davvero! Ora ti saluto! Chiamo i ragazzi per avvertirli!
    Mamma: Ciao e divertiti!
    Attaccai la chiamata e prima di chiamare Dani, Ka e Ste pensai: come mai mia madre ha preso questa decisione ? È per quello che dice lei, o sarà qualcosa che mi tiene nascosta. Va beh, intanto mi ha dato la possibilità di festeggiare il Natale con i miei migliori amici, cosa che mi aveva sempre proibito. Forse la nascita di mia cugina non è stata poi così brutta, forse ha fatto capire a mia madre che non ero più il “cucciolo” di casa, ma che ero cresciuto! Ora chiamo Ka per dirglielo e così andiamo dagli altri e facciamo loro una sorpresa! No, aspetta! Ka non sarebbe in grado di mantenere un segreto, meglio Dani!
    Dani: Pedro, ciao! Che vuoi alle 8:00 di mattina? Ma sai che è presto, le prove le facciamo alle 9:30!
    Io: Il solito dormiglione -.-“. Comunque ho una notizia bellissima! Però devi tenere la bocca chiusa con gli altri!
    Dani: Ah, davvero! E quale sarebbe questa notizia? Oggi saltiamo le prove e posso dormire fino a tardi?
    Io: No! Le prove si faranno! Mia madre ha detto che quest’anno potrò finalmente festeggiare il Natale con voi!
    Dani: Che? Ma dici sul serio? Mi fa piacere! Non preoccuparti terrò la bocca chiusa con Ka e Ste! Ora però... ti dovrei strozzare perché mi hai fatto svegliare! Dove sei? Corro a prenderti!
    Io: Dani, hai dimenticato che ho la patente? Comunque non preoccuparti, verrò io tra una mezzoretta, sono nel centro di Milano per comprare qualcosa! Tu intanto, preparati! Ok? Ciao st****o!
    Dani: Ciao, e st****o ci sarai te!
    Attaccai la chiamata, sapevo che fosse stato felice di saperlo, e non immagino gli altri! Festeggiare il Natale in una saletta nella discoteca più **** del paese era appunto una FIGATA! Una grande FIGATA!
    Punto di vista di Dani
    Sono davvero felice, finalmente questo Natale ci sarà anche Pedro insieme a noi a festeggiare in quella discoteca che è composta solo da ragazze fighe, tanto alcool e tanto divertimento! Ovviamente non era il genere di Natale per Pedro, però dovevamo farlo diventare, come è successo a me! Ka e Ste già da subito si erano abituati a quel Natale. Subito dopo, mi alzai e capii che era ora di prepararsi. Così andai in bagno, feci una doccia, mi vestii e mi sistemai un po’ i capelli per non sembrare un barbone. Poi scesi giù, feci colazione e poco dopo suonarono alla porta e pensai tra me e me: speriamo che non sia Pedro, ancora devo finire di mangiare e devo ancora lavarmi i denti! Ero pronto al peggio, ma quando aprii per mia fortuna-sfortuna mi ritrovai Ka davanti!
    Io: Ka che ci fai qui? Cioè a quest’ora!
    Ka: Veramente sono sorpreso io di trovarti già pronto a quest’ora! Comunque volevo parlarti di una cosa un po’ delicata, se mi fai entrare!
    Io: Certo, entra pure! Che è successo?
    Ka: Te la ricordi l’ex di Pedro?Antonella, quella che l’aveva tradito per Ste e poi aveva tradito Ste per quell’altro?
    Io: Una ragazza così non si dimentica facilmente! Ha fatto star male due nostri amici quella! Comunque che è successo?
    Ka: Ieri l’ho incontrata e abbiamo un po’ parlato. Pareva brutto... Poi alla fine ci siamo baciati!
    Io: E giustamente! Pareva brutto anche quello! Sei il classico napoletano sciupa femmine!
    Ka: Non ti permettere di insultare le mie origini che t’ammazzo! Mi ha chiesto di essere il suo ragazzo!
    Io: O.o E tu hai accettato? Ka quella si vuole mettere con te solo perché sei famoso!
    Ka: Lo so, per questo l’ho mandata a fa****o. Io non sono ingenuo, anche questo ha di bello un omaccione come me! Non si fa fregare da nessuno!
    Io: Hàhàhàhààhàhà, per favore Ka, non farmi ridere! OMACCIONE? Cavolo, ora devi andare! Ci vediamo da Ste per le prove! Ciao!
    Ka: Ciao!
    Punto di vista di Giulia
    Sono Giulia e ho diciannove anni! Da quando sono diventata maggiorenne vivo qui, a Legnano con una mia amica, Giorgia, anche lei diciannovenne! Era il venti dicembre, il Natale era vicino ed io avevo appena finito il liceo! Il primo Natale tranquillo! Verso le nove uscii di casa. Che bello respirare l’aria del mattino, questa città è davvero speciale per me, ma nasconde anche una sofferenza. Mentre sono avvolta tra i miei pensieri, sento una mano sulla mia spalla, mi volto e vedo lui: Andrea, il mio ex. Mi aveva lasciato qui da sola tre anni fa e ora ha anche la faccia tosta di tornare.
    Andrea: Amore, ciao! Come sei cambiata!
    Io: Amore un c***o, tu sei sparito e hai anche il coraggio di tornare da me e chiamarmi amore?
    Andrea: Sì, e ti chiedo anche di venire con me, dai ci divertiremo!
    Mi afferra un polso, io cerco di lasciarlo, ma lui mi tiene sempre più stretta e mi impedisce di muovermi.
    Io: Lasciami, ti prego lasciami! (Sono un tipo che odia farsi vedere piangere, anche perché sono molto sensibile e ho vergogna talvolta, ma questa volta, ero troppo arrabbiata e le mie erano lacrime di rabbia) Lasciami in pace! Vai via!
    Punto di vista di Marco
    Sono quasi arrivato a casa di Dani, ho parcheggiato l’auto in un parcheggio a pochi metri da casa sua, e sono sceso! Mentre cammino, assisto ad uno spettacolo orribile. Un ragazzo tiene bloccata una ragazza che chiede di essere lasciata in pace! Mi innervosì parecchio quella scena e allora andai dietro al ragazzo e gli battei col dito sulla spalla, lui si gira e d’istinto lascia la ragazza, poi gli do un pugno e vado a vedere la ragazza come sta!
    Io: Ciao, va tutto bene?
    Giulia: Sì, grazie a te! Mi fa proprio schifo! Comunque io sono Giulia, piacere! (mi tese la mano e lasciò intravedere i segni che le aveva fatto quel ragazzo.)
    Io: Piacere Marco, ma puoi chiamarmi Pedro! Sono opera sua quei segni?
    Giulia: Già. Grazie ancora e scusa per averti rubato tempo! Ciao!
    Io: Io non ti lascio sola con quel maniaco in giro per la città! Dai, vieni con me! Devo andare da un mio amico per dargli una bella notizia e poi andiamo a prova... cioè andiamo a lavorare! Ma puoi stare a casa di Ste, con sua sorella che avrà all’incirca la tua età! È da lui che vado a lavorare.
    Giulia: D’accordo! Grazie ancora!
    Così ci avviammo verso casa di Dani, per andare a prenderlo! Nel frattempo io Giulia parlammo e lei mi spiegò la situazione del suo ex. Quel ragazzo era proprio scemo, è andato via senza dirle niente e dopo tre anni torna e la vuole portare con se, la chiama amore! Che genere di persone esistono al mondo! Bah, io non lo capirò mai. Ma dopo quello che Antonella fece a me e Ste, non sono poi tanto stupito di questa gente! Dopo un po’ mi accorsi di essere arrivati a casa di Dani! Così suonai il citofono e rassicurai Giulia che il mio amico sarebbe stato contento di vederla!
    Dani: Ah, eccoti Pedro! Andiamo! Ah, vedo che non sei solo! Chi è?
    Pedro: Lei è Giulia, l’ho trovata per strada mentre il suo ex le stringeva i polsi e la minacciava e lei gridava di essere lasciata in pace. E allora non ho voluto rimanerla per strada! Giulia, lui è Dani! Tutto pronto?
    Dani: Sì, il mio amore tanto è nel garage di Ste! Non fraintendere Giulia, il mio amore è la batteria! Andiamo!
    Giulia: Tranquillo, anche se fosse stata una ragazza, che problema c’era!
    Così ci avviammo verso casa di Ste e lì cominciammo a suonare!

  2. #2
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    Predefinito Re: Certi sbagli fanno crescere

    Seconda capitoloo

    Capitolo 2.
    Punto di vista di Giulia
    Ieri sono andata con Pedro e Dani, in quella casa! Cioè loro erano in garage ed io ero con Paola, la sorella di Ste, quando ad un certo punto lei mi dice che i ragazzi suonano sempre e mi mostra un loro poster con scritto “Finley”. Così mi faccio accompagnare da lei a casa e racconto tutto a Giorgia, ma non le dico del poster. Mentre ripenso alla giornata di ieri, Giorgia bussa alla porta della mia camera! Le avevo raccontato poco prima dell’incontro con Andrea!
    Io: Avanti!
    Giorgia: Giù, tutto bene?
    Io: Sì! Va bene, credo! Per fortuna che è passato quel ragazzo! A proposito, hai mai sentito parlare dei Finley?
    Giorgia: Questo nome non mi è nuovo. Ora cerco su Internet! [...] Trovato! Sono un gruppo italiano dal 2006, anno in cui uscì il loro primo album “Tutto è possibile”!
    Io: Cosa? Hanno fatto anche un Cd?
    Giorgia: Ah, ecco deve li avevo sentiti: in quest’anno hanno partecipato al festival di Sanremo e sono arrivati quinti!
    Io: Sanremo??? Quinti??? Sono famosi, quindi?
    Giorgia: A quanto pare, sì! Ma perché mi hai chiesto chi fossero?
    Io: Ehm, il ragazzo che mi ha aiutato con Andrea è uno di loro!
    Giorgia: Che? Comunque io devo partire domani, vado a preparare la valigia! Il Natale quest’anno lo festeggio dai miei, penso sia giusto così! Invece tu?
    Io: Idem! (Le sto mentendo, non è vero! Il Natale lo passerò da sola quest’anno)  Andrò dai miei!
    Dopo un po’ squilla il cellulare, il numero non è memorizzato e allora mi chiesi chi fosse, poi risposi.
    Io: Pronto?
    Pedro: Ciao, come stai?
    Io: Bene, ma chi sei?
    Pedro: Sono Pedro! Ho avuto il tuo numero tramite Paola, la sorella di Ste!
    Io: Ah! Capito!
    Pedro: Sei sicura che vada tutto bene, ti sento un po’ bassa.
    Io: Pedro, chi sono i Finley?
    Pedro: ...................... I Finley sono... ehm, ecco... si- siamo noi! Cioè io, Dani, Ste e Ka! Questo è il nostro lavoro!
    Io: Ah, sono felice per voi e... ti voglio ancora ringraziare per quello che hai fatto per me! Ora ti saluto, ciao!
    Pensai tra me e me, almeno l’ha ammesso, è un bravo ragazzo!
    Punto di vista di Marco
    Ho appena telefonato Giulia, e lei mi ha chiesto chi fossero Finley! Sapevo che prima o poi l’avrebbe scoperto. Prima o poi? Parlo come se fosse una mia amica e di sicuro la rincontrerò! Basta! È solo una conoscenza occasionale! Ora sto andando a casa dei miei, ieri mia madre sembrava preoccupata al telefono, forse c’è qualcosa che non va! Appena arrivo vedo un’ ambulanza partire da casa dei miei! Vado dentro e trovo Omar, più preoccupato che mai!
    Io: Omar, che succede? Ho visto un’ambulanza partire da qui e... dove sono mamma e papà?
    Omar: Pedro, mamma ha voluto che passassi il Natale con i tuoi amici perché... quest’anno qui non si farà nessun cenone, nessuna festa!
    Io: Perché? [...] Omar, mi rispondi? Comincio a preoccuparmi! C***o, ho 23 anni, non sono un bambino, so affrontare la realtà!
    Omar: Mamma ha detto di non dirtelo, ma hai ragione. Non posso tenerti nascosta la verità... beh, Pedro, la verità è che papà si è ammalato! Mamma ha chiamato l’ambulanza ed è andato con lui!
    Io: Si è ammalato? E cos’ha?
    Omar: Ha un problema con la digestione! Niente di grave, non preoccuparti!
    Io: (inc*****o) Omar, la pianti? Dimmi la verità! C***o, Omar! Vuoi che vada in ospedale?
    Omar: Ha un problema ai polmoni, talvolta gli manca il fiato, e ha bisogno di ossigeno costantemente e perciò l’hanno portato a Milano!
    Io: A Milano? Allora è grave?
    Omar: Più di quanto tu creda!
    Io: Ah, ok! Beh, Omar io vado a casa! Ciao!
    Omar: Pedro, hai 23 anni, ma sei ancora troppo debole per affrontare la realtà!
    Io: La pianti c***o, la pianti? (Sbatto la porta e vado via)
    Non pensavo fosse così grave, non m’immaginavo tanta sofferenza dietro a questa realtà! Forse Omar un po’ ha ragione, sono ancora troppo debole per affrontare la realtà, ma anche lui lo è! Lo sento, la realtà è dura per tutti non solo per me! E dopo averlo scoperto mi sento uno schifo, ma più che altro mi sento tradito: se non fossi andato a casa dei miei e non avessi convinto Omar a dirmi tutto probabilmente tra un mese mi ritrovavo a sapere che mio padre era in coma e mia madre non mi avrebbe raccontato mai il perché! Tra i miei pensieri arrivai a casa e andai subito in camera mia. Spensi il cellulare in modo che nessuno potesse rintracciarmi e strinsi le ginocchia al petto. Questa realtà fa male! Dopo un po’ mi lasciai andare alle lacrime... non ero il tipo da pianti, ma dovevo sfogarmi in qualche modo. È il 21 dicembre, dovrei essere felice, è quasi Natale, ma sono distrutto! Dopo un po’ suonarono alla porta! Andai ad aprire con gli occhi ancora rossi ed umidi! Era Dani!
    Dani: Buongiorno! 
    Pedro: Eh, mica tanto!
    Dani: Che è successo? Ma... ma... stavi per caso piangendo?
    Pedro: No! Non è successo niente!
    Dani: Pedro, hai la voce rauca! E te la sbiadisci di continuo! Va beh, dai! Andiamo alle prove!
    [In macchina]
    Dani: Il cellulare? Chi sarà mai? Ah, è tua madre!
    Pedro: Digli che io non ci sono!
    Dani: Ok! Pronto? Ciao Lorella, dimmi! [...] Cosa? E Pedro lo sa? [...] No, non preoccuparti, lui non è qui! [...] Ah, gliel’ha detto Omar perché Pedro l’ha obbligato! Ok! [...] Sì, ciao! (Attacca) Pedro, mi dispiace! 
    Pedro: Non preoccuparti! Almeno sai perché avevo gli occhi rossi prima!
    Dani: Allora stavi piangendo? Sul serio? Dai, Pedro, non vergognartene! In un modo dovevi sfogarti!
    Pedro: Lo so! Non dire niente a Ka e Ste, dopo mi fanno la faccia da compiaciuti!
    Dani: Non preoccuparti, ma credo che tua madre abbia chiamato anche loro!
    Pedro: Già! Va beh, eviterò di cantare “Per sempre”, altrimenti potrei di nuovo... no, ma che c***o sto dicendo? Io non posso! Non posso e non voglio! Andiamo va, che s’è fatto tardi! Meglio sorridere! (Ma a che serve sorridere, se dentro si è tristi?)

  3. #3
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    Predefinito Re: Certi sbagli fanno crescere

    Ekkolo,,

    Capitolo 3.
    Punto di vista di Giulia
    Oggi sono felice, mi sono ripresa dalla batosta dell’altro giorno, per fortuna! Oggi è il 24 dicembre, sono ormai tre giorni che Giorgia è partita per festeggiare il Natale a casa dei suoi! Io, invece, quest’anno lo festeggerò da sola. Magari in qualche disco! Sì, ottima idea! Lo festeggerò in discoteca! Beh, però è anche vero che sono tre giorni che non esco di casa! Ho voglia di uscire! Ora chiamo Paola, abbiamo avuto da subito un ottimo rapporto e così ci sentiamo spesso.
    Io: Paola, ciao! Come va, tutto bene?
    Paola: Sì, certo! A te?
    Io: Va meglio. Senti, ti va di uscire oggi?
    Paola: Sì, certo. Però prima delle sette devo essere a casa perché devo aiutare mamma con l’organizzazione del Natale.
    Io: Perfetto! Alle quattro allora?
    Paola: Alle quattro è perfetto! Ti passo a prendere io! Ciao!
    Io: Ok! Ciao!
    Tra un pensiero e l’altro si fecero le quattro e uscii con Paola. Ci divertimmo davvero tanto, finché lei non mi chiese come avrei festeggiato il Natale quest’anno. Io non sapevo cosa risponderle, ma poi le dissi la verità.
    Io: Ho pensato di festeggiarlo in una disco. Quest’anno mi scoccio di raggiungere i miei in Campania e quindi vado un po’ in discoteca!
    Paola: Ah, bella idea! Purtroppo a me non lo permettono, anche se sarebbe davvero divertente!
    E così si fecero le sette e Paola sarebbe dovuta tornare a casa! E così mi accompagnò ed io andai a casa! Mi preparai e alle nove andai con la bici in discoteca! Un po’ patetica! Però non avevo altra scelta!
    Punto di vista di Marco
    Anche dopo aver scoperto l’episodio di mio padre, ho deciso lo stesso di festeggiare il Natale, per non rovinarlo ai miei amici. Fingevo di essere felice, ma dentro di me ero triste! Ero pronto, l’appuntamento era in quella discoteca, la stessa discoteca in cui mi ero innamorato per la prima volta, la stessa discoteca in cui avevo tirato un pugno in faccia a Ste perché la mia ex mi aveva tradito con lui, la stessa in cui gli ho chiesto scusa e la stessa in cui sto andando adesso a festeggiare il Natale. Quella discoteca è davvero bella perché ha delle salette nel piano di sopra dove poter stare tranquilli. Ma forse discoteca e tranquillità non vanno molto d’accordo come parole! E poi la tranquillità come la intende Ka è diversa da come la intendo io! Dopo un paio di minuti ero arrivato, i ragazzi mi stavano aspettando fuori e così entrammo.
    Ka: Ehi, finalmente qui! Era tanto che aspettavamo!
    Io: Veramente l’appuntamento era alle 9:30 ed ora sono solo le nove e un quarto!
    Dani: Dice così solo perché per una volta è arrivato in anticipo! Comunque tua madre ha avvertito solo me, loro non lo sanno!
    Io: Ecco perché invece di farmi la faccia da compiaciuti, mi pigliavano per il c**o!
    Ste: Scusa Dani, cosa non dovremmo sapere?
    Dani: Che Babbo Natale non esiste!
    Ka: Dani!! Non ci credo più a quelle ca****e! Comunque fatti tuoi! Sss!
    Ste: Già, avete un segreto voi due che non dividete con noi! Sss! Non so come possiamo essere vostri amici!
    Io: Ragazzi, Dani non c’entra!
    Ka: Non cercare di difenderlo, certo che c’entra!
    Io: Ragazzi, la piantate?
    Ste: No! Noi abbiamo il diritto di sapere!
    Io: Mio padre è malato! È grave e l’hanno portato a Milano! L’ho scoperto qualche giorno fa!
    Ka: Pedro non cercare di salvarti il c**o mettendo in mezzo tuo padre!
    Dani: È la verità!
    Ste: Ma dici sul serio?
    Io: Sì!
    Ka: Che co*****i! Scusa! Non credevamo che fosse una cosa così grave!
    Io: Va beh! Non vi preoccupate! Ora entriamo e festeggiamo il Natale più rock della storia! [...] Che c’è?
    Ste: Sei sicuro?
    Ecco, per questo non volevo che lo sapessero! Mi guardano compiaciuti ed io odio quando si comportano così!
    Dani: Sì, è vero! Sei sicuro?
    Io: Dani, non ti ci mettere anche te adesso! Sì che sono sicuro! Allora, entriamo? O volete restare qui fuori al freddo per il resto della serata?
    Dopo essere entrati ci godemmo la serata, io volevo almeno dimenticare, ma l’alcool non era abbastanza potente! Così decisi di smettere di bere e tornai da loro!

  4. #4
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    Predefinito Re: Certi sbagli fanno crescere

    Capitolo 4.
    Alle due di notte, avevamo deciso di tornare a casa, ma siccome i genitori di Dani, Ka e Ste festeggiavano ancora a quest’ora e per non far fare loro una figura di m***a per non aver festeggiato il Natale con i parenti, li invitai a casa mia. Mentre uscivamo, vidi una borsa a terra appena fuori dalla discoteca e la raccolsi! Appena arrivati a casa feci strada agli altri nella loro stanza e subito dopo aprii la borsa per sapere di chi fosse e così potergliela riportare! Corrispondeva ad una certa Giulia F******, era nata in una città campana che non mi era nuova! Ma viveva qui, a Legnano, poi vidi la foto sulla carta d’identità: era lei! La ragazza dell’altro giorno, colei che avevo conosciuto, salvandola dalle grinfie del suo ex. Poi vidi nella borsa, il cellulare non c’era! Volevo chiamarla, ma non volevo svegliarla! E mentre posavo la carta d’identità, vidi una foto. Era lei ed un’altra ragazza in una specie di bosco, tipo quelli francesi, bellissimo! La girai e dietro c’era scritto: Io e Giorgia – 14 Agosto – Quisisana! Da questo nome avevo capito che non era un bosco francese, anche se non mi diceva niente! Dopo un po’ scese Ka per vedere che stessi facendo ed io nascosi la borsa e poi gli domandai se sapesse di questo “luogo incantevole”.
    Io: Ka, hai mai sentito parlare di un luogo che si chiama Quisisana?
    Ka: Sì, ci andavo da piccolo a Pasquetta, perché me lo chiedi?
    Io: Curiosità! Vado a dormire!
    Ka: Ok! Vado anch’io!
    Punto di vista di Giulia
    Sono le dieci del mattino di Natale, non è da me svegliarmi a quest’ora! Che ho fatto ieri sera? Ah, già ero in discoteca, ricordo di essere arrivata, di essere entrata! Ho visto Andrea, poi sono scappata! Ho provato a chiamare qualcuno, ma poi non ho chiamato più nessuno! E poi... la borsa! Ho perso la borsa e sono ancora vestita! Non posso continuare ad andare avanti così! Appena vedo lui, scappo! Ma ho paura di lui, non posso farci niente! Dopo un po’ sento bussare alla porta, vado in salotto e prima di aprire chiedo chi fosse per non far sì che mi trovassi davanti Andrea! E sento rispondermi: << Sono Pedro, apri! >> Così, mi tranquillizzai e aprii!
    Pedro: Ciao! Ti disturbo?
    Io: No, più che altro sono sorpresa! Che ci fai qui, e come hai fatto a trovarmi?
    Pedro: Ho trovato la tua borsa e sulla carta d’identità c’era il tuo indirizzo! Eccola, comunque!
    Io: Grazie! Ah, scusa! Entra! Che scostumata!
    Pedro:Non preoccuparti! Comunque, buon Natale!
    Io: Buon Natale anche a te! Il mio comunque è andato da schifo, ho rivisto il mio ex ieri sera! A te, invece com’è andato?
    Pedro: Ah, mi dispiace! A me tutto bene, sono stato con i miei amici! All’inizio ero un po’ fuori luogo per una notizia che scoperto pochi giorni fa, però poi mi sono divertito!
    Io: Sono felice per te! Beh, io non uscirò di casa prima del 3 gennaio, credo! Non ho voglia di rivedere Andrea! E senza nessuno ho paura ad uscire!
    Pedro: Se vuoi, possiamo andare a farci un giretto qui intorno!
    Io: Davvero?
    Pedro: Sì, quando vuoi! Hai il mio numero, sai come cercarmi!
    Io: Grazie davvero! Non so come sdebitarmi con te!
    Pedro: Oh, senza accorgertene, lo stai già facendo! I miei amici dormono beati ed io non so che fare! Almeno faccio qualcosa!
    Io: Per questo vuoi uscire con me? Solo perché non hai niente da fare?
    Pedro: No, non volevo dire questo! Voglio solo dire che è mi hai reso felice la mattina di Natale!
    Io: Non sai quanto a me! Va beh, io vado a prepararmi! Aspetta qui!
    Corro subito in camera, prendo dei vestiti puliti e vado in bagno, mi faccio la doccia, mi vesto, aggiusto i capelli, un po’ di trucco e sono pronta! Vado subito da lui, è stato davvero gentilissimo con me e lo è tutt’ora! Va beh, non voglio farlo aspettare ancora!
    Io: Allora, come sto?
    Pedro: Benissimo! Andiamo?
    Io: Dove?
    Pedro: In un posto lontano da qui! Dove poter stare rilassati! Ci vado sempre per pensare!
    Così, dopo un po’ arrivammo in questo posto: una piccola collinetta che al suo interno aveva una grotta! Era davvero bellissimo lì!
    Punto di vista di Marco
    Quel posto dove l’avevo portava era pieno di ricordi, fu lì che scrissi la maggior parte delle mie canzoni, fu lì che andavo per restare solo se avevo bisogno di pensare e nessuno mi trovava mai! E lì avevo portato lei! Non è possibile, non ho potuto farlo! Ma ormai l’ho fatto! Non so che fare, la conosco da così poco eppure sto bene con lei! Il diavoletto sulla mia spalla sinistra mi dice: << E provaci! In fondo che te ne frega, la conosci a malapena! >>, ma l’angioletto sulla spalla destra mi diceva: << Non lo ascoltare, devi fare ciò che ti consiglia il cuore, e di certo dopo quello che è successo col fidanzato non devi provarci >> e il diavoletto risponde: << Ah, ma sentilo! Vuole avere pure ragione! >> e così capii che ero davvero impazzito! <<Ragazzi, basta! La piantate! >> Vidi Giulia guardarmi perplessa! Com’è bella, sembra una dea! Lei mi parlava, ma io non l’ascoltavo!
    Giulia: Pedro? [...] Pedro? Mi ascolti?
    Io: Sì, scusa! Continua!
    Giulia: Sei sicuro di star bene? Ti vedo un po’ confuso!
    Io: Sono totalmente confuso in questo periodo! Mi capita di parlare da solo, sto diventando paranoico, sto impazzendo, lo sento!
    Giulia: Bene! Tu hai bisogno di svagarti! Divertiti!
    Io: Parli tu? Se non ti avessi portato io a fare un giro, saresti stata fino a Gennaio chiusa in casa per paura del tuo ex. Oddio, scusami, ho toccato un tasto dolente!
    Giulia: Non devi scusarti! Hai ragione! Purtroppo gli uomini sono s*****i!
    Io: Non tutti! Ci sono delle eccezioni!
    Giulia: Ad esempio?
    Io: Ad esempio io! 
    Giulia: E che ti fa pensare che tu non lo sia?
    Io: Il fatto che dovrei pensare lo stesso delle donne!
    Giulia: Ah, allora siamo pari!
    Io: Mi è venuta fame, andiamo a mangiare?
    Giulia: Non hai fatto colazione?
    Io: Si, ma mi erano rimaste solo due brioches e un po’ di caffè!
    Giulia: O.o Ti piace mangiare a quanto pare! Eppure sei magro! Ma dove lo metti il cibo?
    Io: Beh, il 70% si trasforma in intelligenza e il restante si distribuisce uniformemente!
    Giulia: Molto modesto! Se due brioches sono poche, con tutto quello che mangi dovresti essere l’uomo più intelligente del mondo!
    Io: Hai qualche dubbio? [...] Scherzo, dai!
    Giulia: Incomincia a piovere, andiamo?

  5. #5
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    Predefinito Re: Certi sbagli fanno crescere

    Per i commenti qui ---> Il topik l'ha perto una mia amica, perché io non sono capace! http://forum.teamworld.it/forum1743/...ml#post7926136 Ora il 5° capitolo!!


    Capitolo 5.
    Era ormai mezzogiorno, andammo via perché cominciava a piovere! Purtroppo la strada era allagata e non potei accompagnarla a casa sua, così le proposi di restare a casa mia.
    Io: Se vuoi, puoi restare da me. I miei amici sono andati a casa ed io sono solo! La strada è allagata e non posso andare oltre!
    Giulia: Non preoccuparti! Vado a piedi!
    Io: Sei pazza? Piove a dirotto, ti prenderai un malanno!
    Giulia: Beh, in effetti! Sei sicuro che non disturbo?
    Io: No, figurati! Entra! Preparo il pranzo!
    Giulia: Sai cucinare?
    Io: Ehm, sì dai! Me la cavo!
    Giulia: Mi devo fidare?
    Io: Fidati degli uomini per una buona volta!
    Giulia: Ma sì, hai ragione in fondo!
    Così cercai qualcosa di adatto da fare! Volevo stupirla! Ma allora che dovevo fare? Spaghetti al pomodoro! Che genio che sei Pedro! Per una ragazza con origini campane è perfetto! E per secondo? Un hamburger è perfetto! Così mi misi all’opera! Speriamo che mi riesca bene! Dopo un po’ la sento entrare in cucina, ma faccio finta di niente! Intanto cantavo le note di “Ad occhi chiusi”! << Da te, mi nasconderò, resterò in silenzio qui, a fissarti immobile! Osserverò ogni piccolo gesto che inconsapevolmente fai!>> Mentre cantavo, sentii la sua voce interrompermi.
    Giulia: Che bella voce che hai!
    Io: Grazie! (Certo che tra tante canzoni me la sono proprio andata a scegliere! Sembra il mio atteggiamento nei suoi confronti!) Siediti! È pronto!
    Giulia: Wow! Certo che tu mi leggi proprio nel pensiero! Sei un grande!
    Io: Perché?
    Giulia: È da un anno che non mangio questa pasta! Grazie Pedro, tu sei un...
    Io: Un... (Ora davvero comincio a preoccuparmi: dirà una cosa bella o brutta?)
    Giulia: Beh, sei un tesoro! Senza di te ora sarei tra le grinfie del mio ex in chissà quale posto! L’altro giorno sei arrivato appena in tempo.
    Io: Grazie! Beh... (Cretino perché hai detto beh...? Ora devi per forza dire qualcosa! Ti ha chiamato tesoro? Cioè, mi ha chiamato tesoro? No, ha detto che sono un tesoro ed è diverso!) Vado a friggere gli hamburger!
    Dopo mangiato ci sedemmo sul divano e accendemmo la tv! Io volevo vedere MTV, ma a lei non interessava più di tanto, allora le diedi il telecomando! Lei, dopo aver girato vari canali si fermò su un film! L’avevo già visto!
    Giulia: Ti piace?
    Io: Il Titanic? Sì, bello! (Pedro, non fingere, tu odi quel film; come tutti i film romantici del resto! Ma non puoi farle vedere un film horror. Vediti sto film strappa lacrime e zittisci.)
    Giulia: Sei sicuro?
    Io: Sì!
    Giulia: Loro sì che erano innamorati! Peccato che alla fine lui muoia!
    Io: Già!
    Si era voltata verso di me! Lei mi guardava, io la guardavo. La mia mente non funzionava più, eravamo sempre più vicini quando le nostre labbra si unirono in un bacio spettacolare!
    Punto di vista di Giulia
    Non posso crederci, ero lì, su quel divano a casa sua! E lo stavo baciando? Così mi staccai subito! Non è che non mi piacesse, però dopo che avrebbe dovuto pensare di me! << Dopo quello che è successo con l’ex, subito è rimontata in sella>> Ma chi se ne frega, io lo voglio baciare! Ma subito dopo mi allontanai, non so neanche il perché!
    Io: Scusa!
    Pedro: No, scusa tu!
    Io: Vado a casa! Forse è meglio! (Che idiota! Ma che ti salta in mente? Vuoi andare a casa?)
    Pedro: No! Cioè, piove, non puoi! Resta qui, per questa notte! Domani ti accompagno io!
    Io: Sicuro?
    Pedro: Certo che sono sicuro!
    Così lo abbracciai e lo ringraziai! Era stato davvero gentile e tutto andava bene finché non si sentii un tuono! Io feci uno scatto e mi staccai.
    Pedro: Tutto bene?
    Io: Sì, sì! Tutto a posto!
    Pedro: Ti mostro la tua stanza! Seguimi!
    Io: Ok!
    Così ci incamminammo verso la stanza degli ospiti e parlammo un po’ del più e del meno finché non gli squillò il cellulare! Era teso guardando la schermata!
    Io: Che fai, non rispondi?
    Pedro: È mia madre! Non so che fare! Rispondo, dai! Non potrà dirmi altre bugie!
    Da quelle parole avevo capito che era successo qualcosa con la madre, era nervoso mentre parlava, ma allo stesso tempo preoccupato e sentii le ultime parole uscire dalla sua bocca <<Ok, verrò domani. Ciao. >> Era triste, ma si era rilassato un pochino. Chissà ch’è successo? Tra un pensiero e l’altro Pedro mi diede la buonanotte, mi spense la luce e andò a dormire, o almeno credo dormisse!


    Spero vi piaccia... commentatee!!

  6. #6
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    Predefinito Re: Certi sbagli fanno crescere

    Capitolo 6.
    Mi ero svegliata, ero a casa sua, non stavo sognando! Mi piaceva davvero tanto! No aspetta, che sto dicendo? A proposito, lui dov’è? Lo chiamavo! E all’improvviso lo vidi in cucina! Stava scrivendo qualcosa, così gli chiesi cosa!
    Io: Pedro, che stai scrivendo?
    Pedro: Una lettera! Solo che non trovo le parole adatte!
    Io: A chi?
    Pedro: A mio padre! Scusa, devo andare ora! Si è fatto tardi! Ti ho lasciato le brioches sul tavolo e sul mobile c’è il caffè! Ciao! A dopo!
    Io: Ok! Grazie, ciao!
    Era frettoloso e agitato! E poi, perché doveva scrivere una lettera a suo padre? <<Giulia, saranno anche fatti suoi!>> Brutto segno quando parlo da sola! Chissà dov’è andato? Dopo glielo chiedo, magari me lo dice!
    Punto di vista di Marco
    Sto andando in ospedale da mio padre, sono agitato, nervoso! Non posso guidare in questo stato! Magari chiamo Dani e mi ci faccio a accompagnare!
    Dani: Pronto? Pedro, ora che c’è? Perché mi svegli sempre presto?
    Io: Presto? O.o Sono le nove! E comunque volevo chiederti un favore!
    Dani: Le nove? Allora grazie per avermi svegliato! Di cosa hai bisogno?
    Io: Ehm... dovrei andare da mio padre in ospedale, ha detto mamma che vuole vedermi! Però sono troppo agitato, teso! Non riesco a guidare! Non è che tu potresti... accompagnarmi?
    Dani: D’accordo! Dammi tempo! Tra venti minuti sono pronto! Ciao!
    Io: Ciao!
    Bene, sono stato convincente! Non mi resta che aspettare! Dopo venti minuti, vedo Dani davanti casa mia! Puntuale come un orologio svizzero! Cerco di sembrare rilassato, ma a metà tragitto Dani mi chiede come stessi! Ero nervoso!
    Dani: Pedro, va tutto bene?
    Io: Sì, sto benissimo! (Andiamo bene, menti anche al tuo migliore amico! Cerca di non mentire a te stesso, almeno.)
    Dani: Sicuro?
    Io: No! C***o Dani, sono agitato!
    Dani: Per cosa? Per tuo padre?
    Io: No! Mamma ieri ha detto che sta meglio e che si riprenderà presto!
    Dani: E allora si può sapere che hai?
    Io: È che mia madre mi tratta come se fossi un ragazzino! Non ha capito che sono cresciuto! E anche Omar ci si mette, non ci capisco più niente! E inoltre... no, va beh, lasciamo perdere!
    Dani: Inoltre?
    Io: Niente!
    Dani: Pedro! Mannaggia a te! Che mi combini? Che è successo?
    Io: Credo di... essermi innamora... no, sto dicendo una ca****a!
    Dani: Ti sei innamorato? Sei sicuro? Cioè non è che si è messa con te solo perché sei famoso?
    Io: Non stiamo insieme! Lei non lo sa!
    Dani: O.o Ora comincio a preoccuparmi! Va beh, siamo arrivati! Scendi! Ti aspetto qui!
    Io: Grazie! A dopo!
    Avevo salutato Dani ed ero entrato nell’ospedale. Mi tremavano le gambe, ma mi ero tranquillizzato, parlare con Dani mi aveva aiutato molto! Appena entro, vedo una donna corrermi incontro! È mia madre! Mi abbraccia e mi chiede scusa!
    Mamma: Tesoro scusa! Sei cresciuto, avrei dovuto dirtelo!
    Io: Non chiamarmi tesoro! E poi non preoccuparti! Te ne eri accorta già da prima che ero cresciuto quando mi hai detto che potevo festeggiare il Natale con i miei amici! Ah, già! Ma non era la verità, era una scusa per tenermi all’oscuro di tutto questo! Se non avessi minacciato Omar di venire fin qui, io non ne sapevo niente! Capisci?
    Mamma: Hai ragione! Ma, non volevo rovinarti il Natale!
    Io: Invece me l’hai rovinato ancora di più! Vado da papà!
    Omar: Pedro!
    Io: Ciao Omar, dov’è?
    Omar: Lì! Vai, è sveglio che ti aspetta!
    Io: Vado! (Dentro) Papà!
    Papà: Marco! Da quanto non ti vedevo! Sei cresciuto tantissimo eppure è passato solo un anno!
    Io: Sì, ho avuto tanti impegni con la band che non ho potuto... (Non mi fece neanche finire la frase quando mi fece una domanda a cui preferivo non rispondere, ma poi risposi!)
    Papà: Sei arrabbiato con la mamma, vero?
    Io: Sì. Papà mi ha mentito. Io non sono un ragazzino, so affrontare le cose!
    Papà: Lo so bene Marco! Anzi, Pedro! Non sei più un ragazzino, sei cresciuto. Sei un uomo!
    Io: Sono contento che qualcuno mi definisca tale. E sono altrettanto contento che quel qualcuno sia tu! Ti voglio bene papà. Ora vado. Ti faccio riposare!
    Papà: Vai! Ah, ci parlo io con la mamma, non preoccuparti!
    Così lo ringraziai e andai via! Salutai Omar, ma non mia madre! E poi andai da Dani. Stavo molto meglio. Così col sorriso di sempre andai da Dani che mi vide felice e credo si tranquillizzò anche lui. Così tornammo finalmente a Legnano. Era tutto risolto! Dovevo solo trovare a Giulia la forza di dirle che l’amavo, ma ero sicuro che ce l’avrei fatta!

  7. #7
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    Predefinito Re: Certi sbagli fanno crescere

    Un po' deprimente lo so! Ma dall'ottavo capitolo succederà una cosa bellissima!!

    Capitolo 7.
    Era passata una settimana ormai! Io e Giulia ci sentivamo spesso, ma era arrivato il momento di dirle la verità. Sono molto determinato, a volte, e quindi la chiamo così andiamo a farci un giretto!
    Giulia: Pronto?
    Io: Ciao Giulia, sono Pedro. È un po’ che non ci si vede! Che ne dici di uscire?
    Giulia: Sì, va bene! Quando?
    Io: Passo a prenderti tra mezz’ora!
    Giulia: D’accordo! A dopo, allora! Ciao!
    Io: Ok! Ciao!
    Che bella sensazione, mi sento sollevato, è dall’ultimo live che non provavo questo genere di sensazioni! È come se il buio che c’era intorno a me fosse sparito, lasciando posto ad una luce bellissima! La stessa luce che vedevo negli occhi di Giulia, una luce stupenda! Lo sento, questa luce, non fa male!
    Punto di vista di Giulia
    Pedro mi ha chiesto di uscire, sembrava sereno e soprattutto pareva volesse dirmi qualcosa! Così lo aspettai! Sentii suonare alla porta e corsi in salotto gridando: <<Pedro, arrivo!>> Ma quando aprii la porta, non mi trovai Pedro davanti e ci rimasi di m***a! Questa persona inaspettata era Andrea!
    Io: Vattene via!
    Andrea: Mai! Voglio parlarti! Chi è Pedro?
    Io: Il ragazzo che mi salvò da te!
    Andrea: Ah, il deficiente che mi diede un pugno in faccia?
    Ma un tratto, ebbi come una grazia divina! C’era Pedro dietro Andrea e lui di nuovo gli batté il dito sulla spalla! Poi cominciò a parlare!
    Pedro: Scusa come mi hai chiamato? E poi, lasciala in pace! Non ti permettere di toccarla che stavolta t’ammazzo davvero; non te la cavi con un pugno!
    Così Andrea se n’è andò ed io uscii con Pedro. Dopo aver camminato tanto, arrivammo in una piazza di fronte ad una chiesa. Ci sedemmo su una panchina e cominciammo a parlare. Ad un certo punto mi disse una cosa con un pizzico di preoccupazione!
    Pedro: Giulia, devo dirti una cosa! Solo che all’apparenza sembra facile, ma credimi, non lo è affatto!
    Giulia: Qualunque cosa sia, dimmela! Sono pronta a tutto!
    Così si alzò in piedi e mi guardò negli occhi. Quegli che mi dicevano già tutto, avevano una capacità fantastica! Leggere i messaggi del cuore, ma le sue labbra, se li avessero letti, sarei stata ancora più felice di quanto non lo sia già a vedere quel sorriso e quegli occhi stupendi!
    Pedro: Giulia, io... mi sono innamorato di te!
    Al suono di quelle parole arrossii e anche Pedro era piuttosto imbarazzato. Poi mi alzai in piedi e gli presi le mani. Lui alzò lo sguardo verso di me e così gli dissi: <<Anch’io>> e ci baciammo! Quel bacio era la cosa più bella che mi fosse capitata! Appena ci staccammo, lui mi sorrise, ma dietro le sue spalle vidi arrivare Andrea! Pedro si gira e mi dice: << Andiamo via da qui!>> Poi lui lo blocca e lui mi chiede di scappare! Io così scappo via e per la strada incontro Dani. Ero in lacrime, così gli spiego tutto e lui si precipita dall’amico!
    Punto di vista di Marco
    Avevo detto a Giulia di andar via, ma a quanto vedo non era lei il bersaglio, ma io! Mi teneva stretto per il collo, non riuscivo quasi a respirare. Fin quando non arriva Dani che mi libera! Cavolo, che ci fa qui? Non voglio che mi aiuti! Ma lui è troppo generoso, aiuterebbe tutti! Quando Andrea lo vide, mi lasciò andare, io credevo perché aveva capito di non avere scampo, invece no! Si allontanò ad un paio di metri da me e cacciò fuori una pistola. Ca**o, mi voleva sparare? Era questo il suo piano? Vedermi morire sotto gli occhi di una persona a me cara? Così sparò verso di me, ero talmente distratto che non ci feci caso e svenni! Nel frattempo Dani si era avvicinato a me, credendo di essere stato colpito e fu colpito lui, alla spalla fortunatamente! Sentii Andrea scappare e Dani urlare. Appena mi svegliai e vidi la ferita mi preoccupai, poi lui disse che era superficiale, era solo un graffio! Ma sapevo che non era la verità. Così lo accompagnai in ospedale, il proiettile non era neanche entrato, se l’era cavata con solo quattro punti! Intanto però, si era ferito per colpa mia, anche se quando cercavo di chiedergli scusa, lui mi diceva sempre di no! Dopo un po’ vidi arrivare Giulia e appena la vidi ci baciammo e Dani capii subito!
    Io: Ciao! Sei venuta a trovare Dani?
    Giulia: Sì, ma anche a darvi una bella notizia!
    Io: Cioè?
    Giulia: Andrea è stato arrestato per tentato omicidio!
    Io: Mi fa piacere! Scusate, il telefono! Pronto? [...] Cosa? Omar, dici sul serio? [...] Non posso crederci!
    Così chiusi quella chiamata. I giorni felici erano finiti, erano ricominciati quelli tristi, quelli in cui startene solo è la soluzione migliore, quelli in cui niente va bene! Quei giorni in cui ti senti solo, abbandonato! Nonostante abbia tante persone intorno. Quel buio soffocante mi aveva nuovamente avvolto, chissà se stavolta la luce tornerà, chissà quando? Mi auguro solo che non finisca così!

  8. #8
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    Predefinito Re: Certi sbagli fanno crescere

    Ekko l'ottavo capitolo! Qui si aggiusta tutto!! Spero vi piaccia! per i commenti quii ---> http://forum.teamworld.it/forum1743/...ml#post7926136

    Capitolo 8.
    Dopo quella notizia presi l’auto ed andai in ospedale. Al mio arrivo dicevano che poteva reggere visite anche se era in coma, allora andai da lui. Non sapevo cosa dirgli, ma poi mi venne spontaneo e cominciai a parlare: <<La vita purtroppo è crudele solo con le persone più buone. Tu hai un cuore nobile e l’hai dimostrato a tutti. Molti ti hanno voltato le spalle, ma tu ci sei sempre stato per tutti e anche per me. So che non puoi sentirmi, ma le parole sincere, che vengono dal cuore, a volte non si riesce a dirle faccia a faccia! Sono sempre stato troppo orgoglioso per dirlo, forse ho aspettato troppo tempo, ma te l’ho detto alla fine! Ti ricordi quella volta in cui ti ho detto che volevo mollare l’università perché volevo cantare? Beh, tutti si sono arrabbiati, solo tu sei riuscito a capirmi, solo tu mi hai appoggiato, nonostante io non l’avessi mai fatto con te!>> A quel punto sentii un rumore, un piccolo “bip”, un rumore che mi fece alzare lo sguardo verso quell’apparecchio che non so neanche cosa sia! Ma qualcosa lo sapevo: i battiti cardiaci aumentavano fino a stabilirsi e lui dopo un po’ aprì gli occhi. Così sorrisi, sorrisi perché si era ripreso! Poi, cominciò a parlare!
    Papà: Sì, me la ricordo quella volta! E ti ho appoggiato perché era il tuo sogno, sono stato sempre io a dirti di inseguire i tuoi sogni e non fregartene di niente e nessuno!
    Mi disse quelle parole con un filo di voce. Si era ripreso per fortuna! Ero davvero contento che mi avesse ascoltato! Poi si avvicinò a me un dottore che mi fece ritornare in me!
    Dottore: Tuo padre si è ripreso per merito tuo, lo sai?
    Io: Io? E cosa ho fatto?
    Dottore: Se una persona in coma ascolta la voce di una persona familiare, ci sono probabilità che si svegli più facilmente!
    Io: Davvero? Se è così è il minimo che potessi fare, dopo quello che lui ha fatto per me!
    Dottore: Purtroppo è così! Si fa sempre troppo poco per certe persone!
    Dopo quell’affermazione mi sentii sollevato. E di nuovo vidi quella luce, la stessa luce che ho visto ieri! Spero che però questa volta sarà eterna! Il dottore mi ha assicurato che il capo sta bene e se una settimana non succede niente potrà ritornare a casa! Devo solo chiamare Giulia e scusarmi per averla piantata in asso! E poi tutto risolto! Finché l’angioletto sulla mia spalla destra non cominciò a parlare!
    Angioletto: Non dimentichi qualcosa?
    Diavoletto: Se ti riferisci a sua madre non può perdonarla!
    Angioletto: Zitto tu! -.-“ Segui il mio consiglio, devi parlarle!
    Diavoletto: Non se ne parla!
    Angioletto: Sì!
    Diavoletto: No!
    Angioletto: Sì!
    Io: Se permettete decido io! Ora la chiamo!
    Mamma: Marco, hai deciso di chiamarmi finalmente!
    Io: Sì!
    Mamma: Senti ti chiedo ancora una volta scusa! Ti ho trattato come un bambino e...
    Io: Tranquilla! Fa niente!
    Mamma: Mi hai perdonato?
    Io: I... io cre... cioè sì! Ora scusa, ma devo andare!
    Mamma: Ciao!
    Ora dovevo solo chiedere scusa a Giulia! La provai a chiamare, ma non rispondeva al cellulare, probabilmente aveva accompagnato Dani a casa e il cellulare non prendeva! Mi stavo preoccupando, poi chiamai Dani e come se si fossero messi d’accordo non rispondeva neanche lui! Allora chiamai Ka per sapere dove stesse Dani! Per fortuna il suo squillava!
    Ka: Pedrooooo!! Che ti serve?
    Pedro: Sai dov’è Dani?
    Ka: Sì, lo tengono sotto osservazione un’altra notte e poi domani ritorna fra noi!
    Pedro: Ok! Gli devo parlare. A che ora finisce l’orario delle visite?
    Ka: È già finito!
    Pedro: Come è già finito??? E Giulia allora dov’è?
    Ka: Quando sono passato da Dani, lei era lì e quando se n’è andata ha detto che doveva andare in aeroporto!
    Pedro: Aeroporto??? O.o !!! E che doveva andare a fare in aeroporto?
    Ka: E che ne so! Mo mi mettevo a chiederle che doveva fare?
    Pedro: Va beh, hai ragione. Io vado!
    Ka: Dove?
    Pedro: In aeroporto! Dove altrimenti?
    Ka: OK! Ciao
    Pedro: Ciao!
    In aeroporto? Avrò fatto qualche casino e ha deciso di andarsene? Nah, non credo! Intanto tra pensieri vari ero arrivato lì. Non la vedevo, ma poi ad un tratto sentii chiamarmi.
    Giulia: Pedro? [...] Pedro?
    Io: Giulia! Mi hai fatto preoccupare!
    Giulia: No, più che altro tu mi hai fatto preoccupare. Sei andato via di corsa e con una faccia da cane bastonato!
    Io: NO! Cioè sono dovuto scappare! Scusa, se ti sei preoccupata!
    Giulia: Ok! Però non farlo mai più!
    Io: Promesso!
    E così di nuovo le nostre labbra si unirono. Mi stravo preoccupando per niente! Ora quella luce brillava ancor di più e non l’avrei mai più fatta scappare!

  9. #9
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    Predefinito Re: Certi sbagli fanno crescere

    Eccone un altro!! Commentate qui -->
    http://forum.teamworld.it/forum1743/...ml#post7926136


    Capitolo 9.
    Finalmente era arrivata la primavera, la mia stagione preferita! Come ogni anno di sera si andava con i ragazzi in Trentino! In quei boschi meravigliosi (anche se Ka tutti gli anni doveva parlare dei suoi boschi e mi scocciavo leggermente), ma quest’anno l’avrei fatto tacere! Con Giulia tutto apposto, le ho spiegato che è come una tradizione e che è una cosa tra “uomini”! Così chiamai Ka per sapere a che ora saremmo dovuti partire!
    Ka: Pedro che ti serve?
    Io: Ka, oggi a che ora partiamo?
    Ka: Perché dovre... ma oggi è... è 21? Oh, ca**o! Ehm, chiedi a Dani, lui sa sempre tutto!
    Io: Di’ la verità, te ne eri dimenticato?
    Ka: NO! Giuro!
    Io: Non giurare! Te ne eri dimenticato!!!
    Ka: Sì! Ora sei contento? Vado a preparare il borsone!
    Io: Ok! Ciao!!
    Ka: Ciao!
    Se ne era dimenticato! Il solito co*****e! Meglio chiamare Dani!
    Dani: Pedro che ti serve?
    Io: Ma perché tutte le volte che vi chiamo dite sempre: “Pedro che ti serve?”
    Dani: Forse perché se ci chiami è perché ti serve qualcosa?
    Io: -.-“ Comunque oggi a che ora si parte?
    Dani: Alle 16:00! Così abbiamo tutto il tempo! Va bene?
    Io: D’accordo! Ciao!
    Dani: Ciao! Vedi, non chiedi neanche come sto? Chiami solo per i ca**i tuoi!
    Io: Come stai? Ora va bene?
    Dani: No! Perché te l’ho detto io! Comunque, tranquillo stavo scherzando!
    Io: Sì, certo! Ciao!
    Dani: Ciao! Ma mica te la sei presa?
    Io: No! E attacca!
    Forse Dani ha ragione, non chiedo mai come sta! Però neanche lui me lo chiede! <<Pedro, ma che ti fai ‘ste paranoie? Scherzava! Te l’ha anche detto!>> Sì forse il mio angioletto aveva ragione!
    Tra un pensiero e l’altro arrivai a casa di Ka, dove c’era il raduno e così ci avviammo in stazione verso Trento per poi prendere la seggiovia e andare in alta montagna! Preferivo il mare, però quel paesaggio mi ha sempre affascinato! Dopo poco tempo arrivammo finalmente a destinazione. Ci sedemmo lì, sotto quel grande albero! E come al solito Ste aveva fatto i panini: tre al salame e uno al prosciutto cotto! Che ci vuoi fare: Dani si comporta come una donna incinta, la carne di maiale solo cotta! -.-“ E Ka, come al solito si era dimenticato l’acqua! Così io e Dani la andammo a prendere in una sorgente!
    Dani: Pedro, sei sicuro che sai dove stiamo andando?
    Io: Sì. È lì in fondo la sorgente!
    Dani: Pedro, io sono sicuro che te la sei presa prima!
    Io: Ti sbagli! Come stai?
    Dani: Mi sento in colpa!
    Io: Non devi! L’avevo capito che fosse uno scherzo o comunque una sciocchezza! Tu non potresti accusarmi per una stupidaggine del genere!
    Dani: Tu credi?
    Io: Sì! Dai, prendiamo l’acqua e andiamo!
    Dani: Ok!
    Così avevamo anche chiarito! Ma la domanda è: “Che c’era da chiarire?” Va beh, Dani è fatto così, anche per una ca***ta si sente in colpa! Il resto del pomeriggio e della sera lo passammo a valle, nel centro della città! Tutto tranquillo finché Ka non cominciò a parlare!
    Ka: Ragazzi, tutto troppo tranquillo! Io vado in cerca di una pollastrella! A dopo!
    Ste: Sempre il solito! -.-"
    Mentre Ka si allontana Ste dice una cosa piuttosto imbarazzante!
    Ste: Ragazzi, io lo seguo!
    Pedro: Ma dai! Anche tu? Ste, mi deludi!
    Ste: Tu sei fidanzato, quindi taci! Hai la ragazza tutte le volte che vuoi, io invece me la devo conquistare!
    Pedro: Che ca**o dici? Io non me ne approfitto!
    Ste: Ora capisci Dani perché lo chiamavamo “Pacifico”?
    Dani: Per me ha ragione! Non bisogna approfittarsi delle donne!
    Ste: -.-“ Questo è troppo!
    E così tra risate e sciocchezze varie finì la serata! Era stata una di quelle sere indimenticabili! Una di quelle che restano dentro di te e non vanno più via! Una di quelle sere in cui ti rendi contro che i tre pazzi con cui condividi quel sogno, sono davvero speciali!

  10. #10
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    Predefinito Re: Certi sbagli fanno crescere

    Capitolo 10.
    Ero appena ritornato a casa! Appena entrai trovai Giulia pronta ad accogliermi con una cena fantastica! Ma io avevo già mangiato, però dai per non deluderla mangio di nuovo!
    Io: Giulia, hai preparato tutto tu?
    Giulia: Sì! Perché? Ho fatto male?
    Io: No! Ma che dici? Beh, mangiamo allora!
    Punto di vista di Giulia
    Avrò fatto bene a cucinare tutta quella roba? Ma sì, dai! Pedro è di buona forchetta! Mentre stavo pensando, mi squilla il cellulare, è Giorgia! A pensarci bene è da stamattina che non la vedo!
    Io: Pronto?
    Giorgia: Ehm, pronto Giù, sono Giorgia!
    Io: Lo so! Ma che fine hai fatto? È da stamattina che non ti vedo!
    Giorgia: Ho incontrato una persona che non mi ha fatto piacere incontrare!
    Io: Chi?
    Giorgia: Lo spagnolo! Cioè, è un mio amico, però mi ha fatto tipo... una... dichiarazione!
    Io: Davvero?? E che ti ha detto?
    Giorgia: Sono pazzo di te! Mi ha i rubato il cuore! -.-“
    Io: Ok! Ma non è dolce? Perché hai quella voce?
    Giorgia: Perché mi ha chiamato Jorga!
    Io: Oddio! Va beh, credo che volesse dire Giorgia!
    Giorgia: Ma sai che vuol dire Jorga?
    Io: Certo che lo so! Ma non credo intendesse quello! Va beh, io ti saluto! Ciao!
    Giorgia: Ok! Ci vediamo domani! Ciao!
    E così attacco la chiamata! Cioè, Giorgia mi ha chiamato per sta ca****a? Ok! È pazza anche lei!
    Pedro: Chi era?
    Io: Giorgia!
    Pedro: E che voleva a quest’ora?
    Io: Voleva dirmi una ca****a! Ma sei nervoso?
    Pedro: Nervoso, io? No! Ho solo un po’ sonno! Quindi, vado a dormire. Resti qui stanotte?
    Io: Ok! Possiamo dormire insieme?
    Pedro: Certo che possiamo! Andiamo allora!
    (Il giorno seguente)
    Punto di vista di Marco
    Alle nove in punto mi ero alzato. Lei dormiva ancora! Dovevo andare dai ragazzi per provare e mentre facevo la doccia in testa avevo una melodia, una melodia che rappresentava la mia determinazione! Questa melodia faceva più o meno così: “Questa è la mia notte, sento un brivido! Questa è la mia notte, sarà uno spettacolo. Questa notte il mondo gira intorno a me, questa è la mia notte, non me la voglio perdere!” Mi piaceva troppo questa melodia, così arrivato al “Randa studio” la proposi ai ragazzi che la trovarono molto originale. Così, sempre nello studio la scrissi tutta ripensando a tutti gli “atti di coraggio” fatti in questi giorni! Appena finito di scriverla, Ste stava scrivendo un altro pezzo, però era troppo pensieroso quando lo scriveva! Ka invece, cercava una melodia adatta per la mia canzone, poi alla fine la trovò e piaceva molto a tutti! Invece Dani stava trovando l’arrangiamento per la batteria, che alla fine risultò perfetto! Quella canzone l’avremmo portata agli MTV Day!
    Ste: Ragazzi, credo sia perfetta! Devo solo riarrangiarla al basso!
    Ka: Ancora non l’hai riarrangiata? E che hai fatto tutto questo tempo?
    Ste: Ka, saranno pure fatti miei!
    Io: Ste, io ti ho visto scrivere una canzone!
    Ste: Non era una canzone, era una lettera!
    Ka: Il Randa studio ti pare il luogo più adatto per scrivere una lettera? E poi, scusa a chi l’hai scritta la lettera?
    Ste: Come se ci fossi riuscito! Con tutto sto casino!
    Ka: “Sto casino” si chiama musica. La musica è il nostro lavoro, la nostra passione, la nostra aria! Ste, ma che ti prende?
    Ste: Anche per me la musica è tutto. Ma una ca**o di lettera la posso scrivere?
    Dani: Ka, lascialo scrivere!
    Ka: Sì certo! Comunque ho preso dal cestino quella cestinata! Allora, leggiamo un po’: “Cari C!” Tutto qui?
    Io: Certo che sei proprio curioso!
    Ka: Ehm, sì!
    Dani: Chi è C?
    Io: Già, vero! Chi è C?
    Ka: Poi quello curioso sarei io! -.-“
    Ste: I fatti vostri, no è?
    Ka: Ma Ste, dai! Siamo tuoi amici, ciò che mio è tuo e ciò che è tuo è mio! Lo stesso i segreti. Dimmelo, io ti posso aiutare!
    Ste: Volevo scrivere: Cari Cicci!
    Ka: La lettera era per noi?
    Ste: Sì! Scusate, ma avete ragione, meglio trovare gli arrangiamenti per il basso!
    Dani: Ecco, ora ti riconosco!
    Quella mattina c’era qualcosa che non andava. Forse è solo un mio pensiero, forse Ste aveva voglia di pigliarci un po’ per il cu*o e noi l’abbiamo scoperto! Ma sì! Solo questo poteva essere! Così andai a casa dove mi aspettava Giulia! Un’altra giornata di lavoro era finita!

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