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  1. #1
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    Predefinito Like an uncommon ray you make world so less grey.

    Salve a tutti
    Questa FF sarà scritta a 4 mani, da me e Martina (Marty92loveFinley).
    Speriamo vi piaccia, e vogliamo tanti commenti u.u
    I capitoli scritti da me li posterò io, lei posterà i suoi. Buona lettura <3

    1.
    La mattina la sveglia suonava sempre troppo presto.
    Odiavo quel rumore fastidioso e penetrante, mi faceva svegliare già di cattivo umore.
    Mi buttai giù dal letto a fatica e corsi a prepararmi per la scuola.
    Un caffè al volo, un bacio frettoloso a mia madre e via, giù per la strada, dritta verso il posto che tanto odiavo, in cui passavo gran parte delle mie giornate (sfortunatamente).
    Il cielo era limpido e il sole alto nel cielo, le mie cuffiette alle orecchie e la musica m’invadeva.
    Soltanto in quel modo riuscivo a prepararmi psicologicamente ad affrontare un'altra giornata, solo in quel modo riuscivo a riacquistare un briciolo di buon umore.
    Arrivata davanti scuola mi poggiai al muro con le mani in tasca, attendendo il suono della campanella.
    Raggiunsi il mio banco in ultima fila, nella classe completamente vuota, ancora.
    La mia compagna di banco era Martina, la mia migliore amica, accanto a me da tanto tempo, compagna di innumerevoli avventure, e avevo la certezza che lo sarebbe stata per sempre. Era una di quelle persone che le guardi e dici ‘lei sarà con me per tutta la vita’, glielo leggi negli occhi. La adoravo, era praticamente la mia perfetta metà. Un sorriso mi spuntò sul viso, che si spense subito appena la persona che più odiavo dentro quella classe –e forse nell’intera scuola- imboccò la porta: Carmine Ruggiero.
    Aria da strafottente, atteggiamento da figo, carattere insopportabile.
    '’Buongiorno signorina’’ mi disse. Odiavo quel suo modo di fare, odiavo il suo atteggiamento, lo odiavo e basta.
    ‘’Vaf*******’’ avrei voluto rispondergli, ma mi limitai ad un cenno del capo.
    La mia giornata era iniziata pessimamente, direi.
    Finalmente Martina entrò in classe, ed averla vicino mi faceva sentire un po’ meglio. Decisamente meglio.
    ‘’Allora ragazzi, il prossimo argomento lo studierete individualmente, a coppie’’ esordì il prof di matematica, cogliendoci di sorpresa.
    ‘’le coppie verranno decise così, a caso. In questa scatola ci sono dei biglietti coi vostri nomi, pescatene uno per uno, il nome scritto sul foglietto sarà il vostro partner. Avete tre settimane a partire da oggi’’ concluse poi, schiarendosi la voce e mettendo sulla cattedra una scatola contenente i bigliettini.
    ‘’Spero d’aver fortuna per una volta, magari capitiamo insieme’’ dissi a Martina voltandomi verso di lei.
    Arrivato il mio turno pescai il biglietto, sorridendo e sperando con tutto il cuore di leggere ‘’Martina Segat’’ su quel foglio.
    ‘’Ma che cazz…’’ me ne uscii, invece. ‘’Paradiso, leggi alla classe il nome del tuo compagno!’’
    Presi fiato, e cercando di non esplodere feci ciò che il professore mi aveva appena detto. ‘’Carmine Ruggiero’’ sbuffai.
    Lui si girò di scatto, come se l’avessi distolto da qualcosa di troppo importante.
    ‘’Che?!’’ fu la sua reazione. ‘’Idiota’’ sibilai, cercando di non farmi sentire.
    Martina mi piantò un gomito nelle costole, lei sicuramente aveva sentito. ‘’Mi dispiace Fede’’ mi disse poi.
    ‘’Spero di riuscire a sopravvivere’’ le risposi, e scoppiammo a ridere insieme.

    Commenti:http://forum.teamworld.it/forum1743/...ml#post7802299
    Ultima modifica di Federichella; 27-05-2011 alle 13:49

  2. #2
    Roadie


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    Predefinito Re: Like an uncommon ray you make world so less grey.

    Ora tocca a me postare. (:
    Grazie a tutte per i commenti *-*

    Buona lettura.

    2.
    Un'altro giorno di scuola era iniziato, un'altra giornata noiosa e ripetitiva. Menomale che c'era lei: Federica, la mia migliore amica a farmi compagnia. Era una persona davvero speciale e non so come avrei fatto senza di lei, la conoscevo da un sacco di tempo e sapevo che su di lei potevo sempre contare, di lei mi potevo fidare e questo per me era fondamentale. Quel giorno il nostro odioso e pazzo professore di matematica s'inventò una delle sue solite diavolerie: un progetto a coppie da completare entro tre settimane! Non sopportavo le sue idee balzane, lui credeva ci divertissero, ma noi le reputavamo inutili. "Segat, tocca a te!" ordinò il professore.
    'Bene, ora tocca a me pescare' pensai, mi alzai e comincia a frugare nella scatola, Federica era già in coppia con Carmine quindi non mi rimaneva che sperare di pescare il bigliettino giusto, ne estrassi uno, quello che mi sembrava migliore; anche se in fin dei conti erano tutti uguali. Tornai al posto e lo aprii di fretta, il suo nome era scritto in quel piccolo pezzo di carta: 'Danilo Calvio'. Sorrisi e lo mostrai a Federica che mi disse sottovoce: "Che culo!" scoppiammo a ridere ma la voce del prof. mi riportò alla realtà: "Allora Segat, con chi sarai in coppia?". "Con Danilo" dissi mostrando il biglietto. Mi girai verso di lui, era seduto qualche fila più avanti, mi sorrise.
    Era proprio lui che speravo di avere come compagno, con lui mi trovavo bene e in un certo senso eravamo amici, quel tipo di amicizia che nasce tra i banchi di scuola ma che poi non va oltre. Quando eravamo a scuola spesso ci mettavamo a chiaccherare del più e del meno, ma poi non c'era nulla che andasse oltre a questo. Dire che mi piacesse forse è troppo, lo ritenevo un ragazzo carino e disponibile e c'era qualcosa in lui che mi attraeva, forse i suoi capelli o il suo modo di fare tranquillo e la sua disponibilità, ma queste cose non erano abbastanza per ritenermi innamorata di lui. Danilo era uno dei migliori amici di Carmine, non so come facessero ad andare d'accordo quei due, erano praticamente uno l'opposto dell'altro. Federica e Carmine non si sopportavano, lui non faceva altro che provocarla quasi ogni giorno, se non fosse stato così ******o non sarebbe stato nemmeno male come ragazzo, era tra i più carini di tutta la scuola con quei suoi occhi di un verde intenso e quei capelli ribelli; tutte le ragazze più sicure di sè lo circondavano tutto il tempo e ridevano alle sue battute idiote, si rendevano perfino più ridicole di lui, ogni ricreazione era sempre la stessa storia, sembravano un branco d'oche ed io non riuscivo a sopportarle, mi urtavano. Carmine e Danilo suonavano assieme a Marco, detto Pedro, e Stefano: due ragazzi di un'altra sezione, erano da sempre amici inseparabili.
    "Bene, continuiamo" proseguì il prof. che comiciò a chiamare altre persone. Le coppie furono presto decise e finalmente suonò la campanella "Dovrete studiare gli argomenti che sono in queste schede ed esporli alla classe dividendovi l'argomento!" Disse il prof passando tra i banchi e lasciando una copia per ogni coppia. Io e Dani avremmo dovuto studiare le funzioni, già il nome non mi stava simpatico. Mi girai verso Federica e le chiesi "A te e al cretino che tocca?". "Rette e parabole! Dovrò fare sicuramente tutto il lavoro io" esclamò scocciata. Mi venne da ridere e risposi "Dai su, magari riesci a fargli usare il cervello per la sua prima volta!" dissi e scoppiammo a ridere, la cosa era alquanto impossibile, Ka, come lo chiamavano i suoi amici, era il peggiore della classe.

    Per i commenti qui: http://forum.teamworld.it/forum1743/...ml#post7802299 (taaaantiiii v.v)

    M.

  3. #3
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    Predefinito Re: Like an uncommon ray you make world so less grey.

    Mi scuso per il ritardo, ma lo studio per gli esami mi porta via troppo tempo
    ecco il nuovo capitolo <3

    3.
    Quel giorno di tornare a casa non avevo proprio voglia: mi aspettava un lungo pomeriggio in compagnia di Ka.
    Feci la strada insieme a Martina, continuando a lamentarmi del fatto che non avessi nemmeno un briciolo di voglia.
    ‘'A te almeno è andata bene, avrai l’occasione di conoscere un po’ meglio Dani’’ sbottai alla fine, un po’ amareggiata dal fatto che la sfortuna avesse colpito me per l’ennesima volta.
    ‘'Già, speriamo bene. Anche se non sono molto fiduciosa, sai, non credo di piacergli’’.
    ''Finiscila! Pensa positivo una volta ogni tanto, e non sprecare quest’occasione’’ le dissi aprendo la porta di casa mia, per poi salutarla.
    Ricordo che ero sola in casa e dopo aver mangiato iniziò a piovere, a piovere a dirotto.
    La pioggia batteva forte sul vetro della finestra, mi avvicinai e ci appoggiai il naso, disegnando strane forme sulle parti che si appannavano, colpa del mio respiro.
    Non so per quanto rimasi in quel modo, ma quando il campanello suonò quasi mi spaventai, e ci impiegai qualche secondo a raggiungere la porta.
    Mi ritrovai davanti Carmine, appoggiato allo stipite, con il suo solito sguardo di quello che ne sa sempre una più di te.
    '’Ciao’’ un saluto secco, arrabbiato.
    '’Entra, dai. Prima iniziamo, prima finiamo’’, gli feci strada verso il tavolo della sala da pranzo.
    Gli occhi spenti ed il viso inespressivo, le mani fra i capelli ogni tanto, neanche una parola.
    Si sedette appoggiando i libri sul tavolo, incurvò le spalle e portò le braccia al petto, conserte.
    ''Aspettami qui, vado di sopra a prendere il necessario’’ cercai di accennare un sorriso ma mi rimase difficile.
    Qualche minuto dopo ero di nuovo al piano inferiore, seduta al tavolo che appoggiavo i miei libri.
    '’Allora… da dove cominciamo?’’
    '’Sicuramente dovrò fare tutto io, la tua scarsa intelligenza non è abbastanza’’ sbottò.
    L’ora della battuta sarcastica era arrivata, non mi era mancata affatto.
    '’Senti, cerchiamo di rendere queste poche ore insieme vivibili, okay? Non voglio arrivare alla fine di queste tre settimane e vedere la tua faccia spaccata in due, ovviamente per opera mia’’ risposi.
    ''Ehi ehi, signorina, calmati. So difendermi, non ci riusciresti’’ sghignazzò.
    Quell’atteggiamento mi dava ai nervi, non lo sopportavo! Avrei voluto alzarmi e lanciargli la sedia in testa, sicuramente non avrebbe saputo difendersi. Una serie di parolacce si susseguirono nella mia testa, ma non diedi voce ai miei pensieri, o avrei peggiorato la situazione.
    ''Ti odio, Carmine’’ mi limitai a dire. Questa frase glie l’avevo ripetuta triliardi di volte, non era una novità.
    ''La cosa è reciproca, non ti preoccupare’’ mi sorrise sarcasticamente.
    Mi alzai infuriata, cercando di calmarmi. '’Perché siamo dovuti capitare insieme? Perché? Domani andiamo dal professore e ci facciamo cambiare con qualcun altro. Ci stai?’’ gli dissi.
    '’E me lo chiedi pure? Certo che ci sto, diamine’’ mi fulminò con lo sguardo.
    Quella, fino ad allora, era una delle poche cose su cui eravamo d’accordo.


    Commentiii: http://forum.teamworld.it/forum1743/...ml#post7802299

  4. #4
    Roadie


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    Predefinito Re: Like an uncommon ray you make world so less grey.

    Scusate il mio megaritardo ç.ç
    Spero piaccia, buona lettura :3

    4.
    Arrivai a casa di corsa, buttai lo zaino per terra e mi misi a mangiare di fretta la solita pasta riscaldata che mi lasciavano per pranzo. Alle tre dovevo essere da Dani, le funzioni ci aspettavano. Già, le funzioni e niente più. Eppure ero lo stesso entusiasta, non riuscivo quasi a mangiare. E mi chiedevo anche il perchè, dopotutto non ero innamorata di lui. Ma c'era qualcosa di strano che mi nasceva da dentro, lo sentivo. Qualcosa che andava eliminato, sedato subito; non avrebbe avuto molto senso soffrire per una persona che nemmeno ti considera e io credevo di poter comandare al cuore, c'ero sempre riuscita. Avevo sempre avuto paura di soffrire per amore, faceva troppo male.
    Dopo mangiato mi immersi per il traffico della città, decisi di andare a piedi nonostante piovesse a dirotto, non avevo voglia di pedalare con l'ombrello in mano e nemmeno di prendere la macchina, avevo fatto la patente da poco e di girare per le strade da sola non me la sentivo proprio. Non ero mai stata a casa di Dani, ma sapevo dove abitava; non era molto distante da me e in dieci minuti di camminata ci arrivai senza problemi. Magicamente quando arrivai a casa sua smise di piovere e il sole spuntò fuori dalle nuvole. La casa da fuori non era per niente male, una villetta con un pò di giardino davanti, quel tanto che bastava e avanzava per una famiglia.
    Suonai il campanello e in pochi istanti me lo ritrovai davanti, con un'aria un pò assonnata, capelli scompigliati illuminati dal sole ed un sorriso smagliante sulle labbra. Rimasi a fissarlo per qualche istante senza riuscire a dire nulla, mi sentii una rin*******ita, mi sarei presa a sberle, non dovevo ritenerlo bello, non potevo innamorarmene, era un patto tra cuore e cervello. Poi lui disse "Ehi ciao Martina! Mi sono appena svegliato, avevo una sonno dopo scuola! Dormo poco ultimamente, provo fino a tardi con il gruppo..". Il suo discorso mi aiutò a tornare in me, così poi gli risposi: "Ciao Dani! Eh si, si vede che non sei in ottima forma insomma." Ci mettemmo a ridere insieme, stavo già così bene, mi sentivo a mio agio con lui, forse troppo. Mi fece entrare in casa, era veramente una bella casa ed era tutto molto in ordine, ci sedemmo sul tavolo in soggiorno. I suoi non erano in casa, ma appena cominciammo a tirare fuori i libri piombò nella stanza un ragazzino, avrà avuto 13 anni al massimo, era suo fratello: Federico. Mi guardò incuriosito, chissà che pensiero si era fatto di me nella sua testolina, e poi lo salutai, lui ricambiò e poi disse a Dani "Dovevo chiederti una cosa, ma fa niente, torno dopo.". Dani lo guardò strano e rispose "Si dimmi dopo!". Appena se andò Dani mi disse "Gli avevo detto di star buono di là e non rompere le palle!". Mi venne da ridere, era bello vedere come due fratelli vivessero assieme, mi avevano sempre incuriosito queste cose, forse per il fatto di essere figlia unica. Poi risposi "Poveretto dai, non mi sembra un rompi scatole!" "Eh perchè ci sei tu qui!". Federico tornò in fretta nella stanza e cominciò a minacciare Dani "Non ti conviene parlar male di me, potrei dire..". Dani si alzò e lo fece scappare spaventato, poi urlò "Ti conviene stare di là o vedrai!". Scoppiai a ridere, erano davvero buffi assieme.
    Tornò a sedersi e cominciammo a sfogliare il libro in cerca del nostro argomento: le funzioni. Non riuscivo a concentrarmi su niente, sfogliavo il libro e a caso, sarei voluta scappare di lì, nemmeno lui riusciva a trovare la pagina giusta. Alzammo lo sguardo nello stesso momento e guardandoci scoppiammo a ridere. "Okay, possiamo farcela." dissi e finalmente pensai bene di cercare l'argomento sull'indice. Capire qualcosa di quella spiegazione era alquanto impossibile, più che altro non riuscivo a leggere nemmeno una riga con concentrazione. Dani credeva di aver capito e provò a spiegarmelo con un esercizio, ma non faceva altro che ripetere "Ah no aspetta, forse non si fa così." grattandosi la testa; mi faceva ridere, continuava a leggere la definizione e provare a finire l'esercizio. A me la matematica non era mai dispiaciuta come materia, con i numeri ci sapevo fare abbastanza, ma la sola cosa su cui riuscivo a focalizzare la mia attenzione quel pomeriggio era lui.


    A lot of comments here v.v : http://forum.teamworld.it/forum1743/...ml#post7802299

    M.


  5. #5
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    Predefinito Re: Like an uncommon ray you make world so less grey.

    Saaalve ragazze v.v
    New chapter

    5.
    “Non è possibile, ragazzi” rispose calmo il professore, mentre, per l’ennesima volta, poggiava lo sguardo sull’elenco dei nomi.
    “Prof,faccia uno sgarro!” esclamò Carmine, di tutta risposta.
    “Ruggiero,ho detto che le coppie non si cambiano,chiaro?” lo fulminò con lo sguardo.
    Io rimasi immobile, vicino alla cattedra, senza dire una parola.
    Non volevo arrendermi, ma cos’altro potevo fare? Era la nostra parola contro quella del professore.
    “*******” sibilò Carmine a denti stretti, mentre tornava al suo posto.
    “Mi dispiace” dissi io, alzando le spalle, in segno di resa.
    “Dovremo piacerci per forza” mi sforzai poi.
    “Questa è bella! Io e te, piacerci? Mai!” esclamò ridendo, mentre si sedeva al suo posto e scuoteva la testa.
    “Idiota” sussurrai io, mentre tornavo al mio posto.

    ***

    La strada verso casa sembrava più lunga del solito, quel giorno.
    Martina era rimasta a studiare in biblioteca, io non ero in vena.
    Pensare di dover lavorare con Carmine mi straniva. Non sapevo praticamente niente di lui, ma non lo sopportavo. Andava avanti dal primo anno: lui mi punzecchiava, io reagivo, e finivamo sempre per discutere.
    Odiavo quel suo modo di fare, odiavo il fatto che credesse sempre d’aver ragione lui.
    Odiavo il suo sguardo penetrante, che tante volte m’aveva fatto rabbrividire, e non avevo idea del perché.
    Sapevo solo che quegli occhi, spesso, mi incutevano una strana sensazione. Mi davano i brividi.
    Mentre continuavo a camminare, sentii una mano che mi spingeva lievemente dietro la schiena.
    Mi voltai di scatto, pensando di ritrovarmi Martina alle spalle, e ricevetti una sorpresa.
    “Non ti basta rompermi le palle a scuola, ogni secondo?” sbuffai.
    “Ehi, calmati. Stavo solo goocando!” rispose Carmine, con quel suo solito ghigno da ‘sottuttoio’ sul viso.
    Si sistemò lo zaino sulla spalla, lasciandolo penzoloni.
    “E poi dovrai abituartici, da ora in poi dovremmo vederci quasi tutti i giorni per tre settimane” sghignazzò di nuovo.
    “Non eri tu quello che diceva che non ti sarei mai piaciuta?”
    “Infatti, non ho mica cambiato idea. Piacersi è una cosa, abituarsi un’altra”.
    Eravamo vicini, lui mi camminava accanto sul marciapiede, ed io non riuscivo a staccare lo sguardo dal marciapiede.
    Poi lo poggiai sulle sue converse rovinate, sulla punta delle mie scarpe, poi di nuovo sul pavimento.
    “Ehi, amico” c’interruppe una voce alle nostre spalle.
    “Peeeedro!” si abbracciarono come se non si fossero visti per una vita.
    “Vieni a mangiare da me?” rispose il ricciolino, in un’enorme sorriso (perfetto).
    “Passiamo per casa mia prima, così avverto mia madre. Poi chiamiamo gli altri e proviamo un po’, che ne dici?” rispose Carmine. Per la prima volta lo vidi tranquillo, rilassato, sorridente.
    Non mi era mai capitato di trovarmelo vicino fuori dalla classe. Non mi era mai capitato di vederlo scherzare coi suoi amici fuori da scuola. Mi appariva tutto così… strano.
    I due continuarono a conversare come se io non fossi lì. Continuavo a fissarmi la punta delle scarpe.
    “La tua amica vuole venire con noi?” sbottò Pedro in un altro dei suoi sorrisi perfetti.
    Alzai lo sguardo, i miei occhi erano quasi fuori dalle orbite. Guardai quasi istintivamente Carmine negli occhi, la sua espressione era simile alla mia.
    “Marco, lei è Federica…” disse piano Carmine rivolgendosi all’amico, ma riuscii a sentire lo stesso.
    “Oh, capisco. Beh, amico, dovrete passare settimane insieme… dovrete imparare a piacervi” rispose Marco a voce alta, facendo in modo che lo sentissi anch’io.
    Incollai di nuovo lo sguardo sulla punta delle mie scarpe.
    “Mia madre cucina sempre per un regimento. Sarà un piacere averti a pranzo” concluse lui, e né io né Carmine avemmo il coraggio di obbiettare.

    commenti:http://forum.teamworld.it/forum1743/...ml#post7802299

  6. #6
    Roadie


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    Predefinito Re: Like an uncommon ray you make world so less grey.

    Eccomi qui a postare
    Scusatemi ma non mi funzionava internet ç.ç Spero piaccia, buona lettura! :3

    6.
    Quel giorno mi fermai a scuola per studiare in biblioteca, avevo mangiato un panino al volo che mi ero portata da casa ed ero apposto cosi; non lo facevo spesso, solo quando sentivo che c'era bisogno di darsi da fare e a casa avevo troppe distrazioni, la bibloteca invece era un posto dove studiare e basta, non ci potevano essere altre sensazioni o pensieri a distrarmi; capivo io quando era il momento giusto di ritirarsi lì, non c'era bisogno che qualcuno a casa me lo dicesse ed ero orgogliosa di questo. Il giorno dopo ci sarebbe stato il compito si storia ed io la storia non l'avevo mai sopportata, stare lì avrebbe aiutato la mia concentrazione. Mi ero seduta in fondo, da sola su un tavolo, non mi andava di sedermi con gente che non conoscevo agli altri tavoli o troppo vicino al bibliotecario. Aprii il libro di storia sbuffando, una ragazza seduta poco distante si girò a guardare e disse "Shhh!" come avessi fatto il rumore più fastidioso del mondo, la fulminai con lo sguardo e lei si girò di nuovo, immersa tra le pagine del suo libro.
    Stavo per cominciare a studiare quando mi arrivò un messaggio, era la Fede: "Tesoro vado a mangiare con Ka, da un suo amico, Marco.. Quello che chiamano Pedro!"
    Risposi subito: "Tesoro! Eheh, tra l'odio nasce l'amore! Divertiti e poi fammi sapere eh!".
    "Macchè amore e amore.. Va bene, a dopo!"
    Cominciai a leggere e sottolineare la Prima Guerra Mondiale noiosamente, la voglia di studiare proprio non c'era. Poco dopo ero così concentrata sulle varie vicende da non accorgermi nemmeno che qualcuno si era seduto al mio tavolo, sentii solo un "Ehi!", sobbalzai ed alzando lo sguardo mi ritrovai Dani davanti. Rideva cercando di non fare rumore, poi disse piano "Faccio così paura?". No in realtà no, anzi... 'Eccola che torna, la rimbecillita' pensai, non sapevo più che dire, mi si era anestetizzata la lingua. Dopo poco riuscii a rispondere "Nono, ero così concentrata che non ti avevo nemmeno visto! Che ci fai qui?". Lui tirò fuori il suo libro di storia e rispose "Studio, qualche volta ci vengo.. Come sei messa per il compito di domani?" mi chiese Dani. "Beh insomma, ho iniziato da poco a studiare.. Tu?" "Beh, io benino dai, la storia mi piace abbastanza, ma mi manca un pezzetto da studiare." La ragazza di prima si girò di nuovo a chiedere silenzio, mi dava sui nervi. Anche Dani la guardò male e ridemmo di lei in silenzio. Poco dopo Dani cominciò a studiare ed anche io tornai sul mio libro, senza però riuscire a concentrarmi; lui era lì ed era una distrazione troppo grande, rileggevo le stesse poche righe decine di volte senza che in testa mi fosse entrato nulla. Sbuffai, alzai lo sguardo e mi ritrovai i suoi occhi su di me "Ti va un caffè alle macchinette?" mi chiese ed io accettai volentieri.
    Ci ritrovammo davanti alla macchinetta, ma purtroppo non funzionava. Capitava fin troppo spesso. Dani cominciò ad insultarla, mi faceva troppo ridere. Ridevamo entrambi come due scemi. Mi accorgevo di stare bene con lui, fin troppo. "Beh vorrà dire che dovrò invitarti a berlo fuori questo caffè.." mi disse sorridendo, imbarazzata risposi che andava bene. Mentre uscivamo dalla scuola suonò il suo telefono, lo prese in mano e disse: "***** è vero! Oggi dovevamo provare!", poi rispose e da quello che capii era Ka e loro dopo pranzo si sarebbero dovuti trovare per provare. Riagganciò e mi disse "Scusami ma devo proprio andare, mi ero dimenticato che dovevamo provare anche oggi! Proviamo ogni giorno ormai.." Mi sentii un pò delusa ma non importava "Tranquillo non importa dai!" Poi però lui proseguì "Beh vieni anche tu dai!" "Mannò dai non serve, non vorrei disturbare.." "Dai vieni, così ci senti suonare e ti presento Pedro e Ste! Poi da quello che mi ha detto Pedro c'è anche Federica.". 'Ah ma quindi è rimasta lì anche dopo pranzo..' pensai. Decisi poi di accettare l'invito, se c'era anche lei mi sarei sentita più a mio agio e poi passare altro tempo con Dani non mi dispiaceva affatto, anche se non sarebbe dovuto essere così.

    Commenti Qui: http://forum.teamworld.it/forum1743/...ommon-ray.html u.ù

    M.


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