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  1. #61
    V.I.P


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    Predefinito Re: »ti chiedo scusa ma, io non ti chiamo amoяe!

    <<HochiestoaCarminedisposarmi.>> Rispondo tutto d’un fiato.
    Mia madre spalanca gli occhi e mio padre rimane di sasso.
    Anche se balbettando, continuo <<Lui… Lui ha detto sì.>>
    <<Non credi sia troppo presto tesoro…?>> Mi chiede mamma, con la preoccupazione nella voce.
    <<È assolutamente troppo presto. Ma che t’è preso?>> Sbotta mio padre.
    <<Come che mi è preso?! Non ti sei reso conto di me e Carmine?!>>
    <<Io e tua madre prima di sposarci ci siamo frequentati per anni!>> Ribatte lui.
    <<Per una dannata volta nella tua vita, invece di fare polemiche non puoi semplicemente essere felice e basta?!>> Gli urlo contro.
    <<Signorina non alzare la voce con me! E ti ho semplicemente detto di pensarci su un altro po’ prima di pentirtene. Quando sei innamorata tutto è bello è con il tempo che i problemi e le discussioni si fanno sentire e che le cose cambiano. E ti rendi conto che quella persona non è così bella di come l’hai conosciuta. Io ho anni di esperienza alle spalle. E tu sei mia figlia. E devi fidarti di me.>>
    Gli occhi si coprono di un velo di lacrime.
    <<Mi dispiace ma… temo che lo sposerò ugualmente.>> Gli rispondo guardandolo dritto negli occhi.
    È sempre odioso fare una scelta.
    Solo che lui può stare semplicemente dalla mia parte ma non è mai così.
    Si alza e se ne va infuriato, mentre mamma rimane a guardare la scena con occhi sbarrati.
    Viene accanto a me, sollevandomi il viso per far incontrare i nostri occhi <<Pensami amore. È un passo importante…>> Apro bocca per interromperla ma mi zittisce <<So che lo ami ma devi sempre rifletterci due volte prima di fare queste scelte. Vedrai che adesso tuo padre si calma e parlerete, risolvendo la questione.>>
    Fa una pausa e poi riprende <<È nostro compito consigliarti. Non prendertela perché noi ci siamo passati prima di te. Allora, mi prometti che ci penserai?>>
    Le lacrime scivolano lentamente sulle guance.
    Annuisco non avendo neanche la forza di guardarla in faccia.
    Mi bacia la guancia e va alla ricerca di mio padre.
    Come fossi in trance, scendo i gradini uno ad uno con enorme calma.
    Apro la porta della camera e sento l’acqua della doccia scorrere.
    Raggiungo Ka in bagno.
    Il fumo dell’acqua calda ha invaso la stanza.
    Lo raggiungo in doccia.
    <<Ehi.>> Mi sorride, aprendo le braccia.
    Mi rifugio nel suo abbraccio, lasciando che le lacrime e l’acqua si confondessero e trovando conforto nelle sue labbra.

    Esco e mi avvolgo nell’accappatoio, buttandomi sul letto e nascondendo il viso nel cappuccio.
    <<Ora mi dici cos’hai?>> Mi chiede, sdraiandosi accanto a me e cingendomi la vita con il braccio.
    <<Niente. Stanchezza.>>
    <<È per questo che piangevi?>>
    Mi pietrifico e mi volto istantaneamente verso lui <<Come c*zzo fai?>>
    <<Guardo e capisco.>> Spiega tranquillamente.
    Prendo un respiro profondo e inizio a raccontargli.
    <<Quindi i tuoi non sapevano della tua proposta. Tuo padre l’ha presa male e tua madre si è contenuta.>> Riassume lui in poche parole.
    Annuisco contro la sua spalla.
    <<Bene.>> Si alza e mi tende la mano <<Andiamo a sistemare le cose.>>
    Lo guardo senza alcuna espressione.
    Sbuffa e mi tira giù dal letto.
    <<Vestiti e andiamo.>> Mi ordina, indicando l’armadio.
    Mi risveglio dal mio stato di incoscienza mentale e velocemente mi preparo.
    Ok.
    Non ho idea di cosa sia preso a mio padre ma adesso risolvo tutto.
    Devo farlo.
    A passo deciso entro in casa di zia.
    Passo per il salone, notando la televisione accesa che trasmette i cartoni animati e Andrea addormentato sul divano.
    Faccio un piccolo sorriso e mi affaccio alla cucina, scoprendo che è già tornata in casa <<Ehi zì, già qua stai?>>
    Lei annuisce ridendo <<Sì. Andrea è crollato.>>
    <<È a questo che serve farli uscire con gli amici: si scatenano e cadono in un sonno profondo e non rompono!>>
    Lei ride con me <<Esatto! Ma i tuoi dove sono?>>
    <<Erano usciti poco fa. Vado a raccattarli >>
    <<A dopo tesoro.>> Mi saluta e ritorna alle sue faccende.
    Ed io da Carmine. <<Let’s go.>>
    Mi metto il telefono all’orecchio ed usciamo, percorrendo il vicoletto che porta alla piazza principale.
    <<Mamma?>>
    <<Ehi Erica, ti stavo chiamando. Stiamo tornando.>>
    <<Devo parlarvi. Sono in piazza grande, voi?>>
    <<Ti vediamo…>> Attacca ed io alzo lo sguardo verso due persone che mi vengono incontro.
    Mamma parte a sbracciare.
    Li raggiungo, con Ka al mio seguito.
    Il volto di papà è ancora indurito dall’inc*zzatura e il modo in cui mi guarda la dice lunga.
    <<Lancio la palla a te…>> Mi sussurra all’orecchio mamma, prendendo Carmine con sé <<A dopo.>>
    Guardo nel panico Ka, che con un solo sguardo mi trasmette sicurezza.
    Annuisco e lascio andare la sua mano.
    Insieme a mia madre vanno, lasciandomi sola con papà.
    <<Senti, non so cosa ti sia preso, ma non occorreva aggredirmi così. Ok io e Ka siamo giovani e forse non conosciamo la vita matrimoniale però non c’è mai morto nessuno ed io sono sicura di lui. So che ti può sembrare strano e so anche che tu sei mio padre quindi è normale che tu sia preoccupato… Però voglio che tu sappia che non vogliamo andare di fretta. La proposta gliel’ho fatta, lui ha accettato ma non ci sposeremo domani! Potrà passare anche un altro anno prima di organizzare il matrimonio vero e proprio. Ci andremo piano.>> Concludo il mio discorso, trattenendo il fiato, fino a che non mi arriva la sua risposta <<Sarà sempre un grande mistero il modo in cui vi amate tu e Carmine per me. Ma se sei sicura… Cercherò di assecondarti. Anche se, devo essere sincero, per me state andando di corsa e ci metterò un po’ di tempo prima di accettare questa cosa. Promettimi che ci andrai piano sul serio. Davvero, non è per cattiveria, ma molte cose non sono come sembrano. Molti amori nascono e la maggior parte delle volte finiscono… Sia bene, che male.>>
    Non so a cosa si riferisce, ma annuisco, facendogli un sorriso.
    <<Grazie per il chiarimento. Con Carmine vorrei arrivare come voi adesso. Tu e mamma per me rappresentate tutto.>> Lo abbraccio.
    In quel ‘tutto’ c’è racchiuso l’amore sconfinato che provo per loro e se si dividessero mi crollerebbe il mondo addosso.
    La loro unione è una delle cose più significative per me.
    Scioglie l’abbraccio, stendendo gli angoli della bocca ad un sorriso <<Andiamo.>>
    Mio padre non è tipo da dimostrazioni d’affetto.
    E qualche volta ci soffro, solo che ognuno ha il suo modo per esprimere l’amore verso una persona.
    Mi porge la mano ed io la stringo forte, come a non volerla più lasciare.


    Ditelo che vi ho stupito, c*zzo!
    (Anche solo postando, però c*zzo, la proposta di matrimonio! OLLè!)
    AHAHAHAHAH



    http://forum.teamworld.it/forum1743/...ml#post7772635

  2. #62
    V.I.P


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    Predefinito Re: »ti chiedo scusa ma, io non ti chiamo amoяe!

    Ok. Se volete che mi lasci con Carmine DITELO.
    Mi dispiace di aver traumatizzato metà lettrici!
    Ammetto che è stato divertente però! AHAHAHAHAHAH
    Bene, godetevi gli ultimi capitoli ragazze
    La fine arriverà presto.
    E l'assurdità non mancherà.

    Buona lettura
    (Sì, lo so. DUE capitoli in UN giorno. Mi sto preoccupando da sola. Fatelo con me! AHAHAHAH)


    41.
    Torniamo da zia e vediamo le due donne tutte pronte con vestito da sera compreso.
    <<E tu dove credi di andare vestita così?>> Incenerisco mia madre con lo sguardo.
    <<Cosa c’è che non va?>> Chiede lei, sistemandosi il vestito.
    <<Che sei decisamente troppo bella.>> Sorrido, andando a baciarle la guancia.
    Mi ringrazia con un sorriso, raggiungendo papà.
    Nel frattempo arriva anche zio e con un saluto e le raccomandazioni di zia per quanto riguarda Andrea, si congedano.
    Vedo Carmine disteso su una sdraio intento a guardare il cielo che si sta colorando di rosa, come le nuvole.
    Appena mi vede mi fa spazio accanto a lui <<A che pensi?>> Gli chiedo, rannicchiandomi nel suo abbraccio.
    <<A niente in particolare. Tra poco mi sposerò.>> Assume un finto tono tragico.
    <<Ahio. E chi è la sfigata?>> Sto al gioco.
    <<Una tappa, capelli castani, occhi azzurri… Presente?>> Sf*tte lui.
    <<Non credo sia tappa. Comunque complimenti: è una f*ga! Quand’è che la fanno santa per sposarsi uno come te?!>>
    Scoppiamo a ridere.
    <<E melo stavo chiedendo anche io!>>
    Rido e scivolo sopra di lui, premendo le mie labbra contro le sue.



    Pacchia finita.
    Lo si capisce anche dalla sveglia puntata decisamente troppo presto.
    Il traghetto ci ha portato a Napoli.
    E già intravedo la macchina della madre di Carmine.
    <<Dobbiamo informarla della grande notizia.>> Mi ricorda lui.
    <<Ovvero della mia grande rovina.>>
    Si mette a ridere e dopo aver salutato i miei genitori, raggiungiamo Luisa.
    Che con nostra grande sorpresa è accompagnata da Franco.
    Buttiamo le valigie nel porta bagagli e ci accomodiamo nei sedili posteriori.
    <<Buongiorno, buongiorno!>> Li saluto con un sorriso.
    Ricambiano e Luisa nota <<Di buon umore oggi, eh?>>
    Rido e dopo aver lanciato uno sguardo a Ka, le domando <<Ti ricordi cosa mi hai detto prima di partire?>>
    <<Su quanto mi piaci e quanto adoro che tu stia con mio figlio?>> Sorride lei.
    Franco si volta verso di noi.
    Guardando prima Carmine e poi me.
    Ci studia.
    <<Grande novità in arrivo a quanto sembra.>> Accenna un sorriso <<Comunque, bell’anello figliolo.>> Ci strizza l’occhio e ritorna a guardare avanti a sé.
    <<Anello? Carmine anello?!>> La madre inchioda e si gira verso entrambi <<Le hai chiesto di sposarla!>>
    Lui ride <<Mi ha anticipato.>> Le mostra l’anello al dito <<Me lo ha chiesto lei.>>
    Lei scuote la testa ridendo <<Sempre il solito.>> Mi guarda accarezzandomi il viso e sorride, ritornando alla guida.
    Direi che è andata alquanto bene.


    Treno e finalmente rientro in Milano.
    Niente sole, nuvole ovunque e caldo.
    Potremmo tornare indietro prego?
    Giro la testa verso Carmine <<Chiami Pedro?>> Domando, notandolo con il cellulare all’orecchio.
    Lui annuisce, rispondendo all’amico.
    Usciamo dalla stazione che lui chiude la chiamata e dopo una decina di minuti, ecco venire verso di noi un moro dai capelli ricci e un sorriso smagliante.
    <<Peeeeeeeeeedro!>> Corro ad abbracciarlo <<Mi sei mancato, c*zzo!>>
    <<Sì, ok. Giù le mani da mio fratello.>> Mi lancia una finta occhiataccia Ka, salutando l’amico stringendogli la mano e abbracciandolo. <<Bro!>>
    <<Ben tornati >> Ci sorride lui e raggiungiamo la nostra macchina, dove al finestrino c’è appiccicato il muso di una cagnolina familiare.
    <<Biiirba!>> Scoppio a ridere, aprendo la portiera e accogliendola tra le braccia.
    Mi slinguazza dalla testa ai piedi.
    <<Macchina perfetta, Bro. A ‘sto punto te la lascio a te.>> Carmine ride, andando incontro a Birba.
    <<Casa tua è ancora tutta intatta?>> Domanda Ka ridendo.
    Pedro annuisce <<Yeah. A parte qualche graffio in giro, ma si regge ancora in piedi.>>
    Ridiamo ed io dico <<Le donne e il terzo uomo?>>
    <<Sopravvivono. Venite da me?>> Ci propone con un sorriso.
    <<Se mi sorridi così ovvio che sì!>> Rido, osservando anche il sollevamento degli occhi al cielo di Ka.
    Gli vado a mordere la guancia ed entriamo in macchina, io seguita dalle sue occhiatacce.

    Arriviamo a casa del Pedretti, dove appena superiamo la soglia della porta ci piombano addosso coriandoli di ogni tipo e colore.
    E il nostro sguardo viene catturato dalle quattro persone di fronte a noi che reggono un cartello: They’re back!
    <<Stanno facendo finta di essere felici, amore. Don’t worry >> Dico ridendo a Carmine, per sf*tterli.
    Lo striscione casca per terra.
    E Alice si fa avanti <<Come scusa?>>
    Elisa mi guarda con gli occhi spalancati.
    <<Amore?>> Mi riprende Ka con la stessa espressione di Elisa.
    <<M*nchia che m*rda!>> Sbotto <<Non accadrà mai più. Dio santo ‘amore’ è l’unico nomignolo che odio. Che schifo. La prossima volta voglio una sberla in faccia.>> Ordino a tutti i presenti.
    <<Sarà fatto. E mene occuperò io.>> Si offre Loredana, gelandomi con lo sguardo.
    Ah giusto.
    Siamo in guerra.
    <<Chissà perché ma lo immaginavo. Devo ricordarti che non è colpa mia? Almeno non parzialmente.>> Mi riferisco all’ultima telefonata.
    Lei scuote la testa e nel mezzo della discussione, Carmine urla <<Mi sposo!>>
    Loredana sgrana gli occhi, come tutti gli altri.
    <<Gli ho fatto la proposta io!>> Saltello e batto le mani con una bambina, per fare l’idiota.
    <<Già!>> Carmine mi imita, lasciando sempre più esterrefatte le persone che ci circondano.
    Scoppiamo a ridere e in mezzo secondo mi ritrovo le ragazze addosso.
    <<Lo scimmione diventa tuo maritoooo!>> Mi urla Alice. <<Com’è che si dice a Roma?>> Prosegue ridendo ed io rispondo con una risata <<Che so c*zzi mia mo!>>
    <<Cognata, chi era la fallita veggente?>> Mi riprende acida Lori.
    <<Stai zitta baldracca e abbracciami!>>
    Ride e ci stritoliamo in un abbraccio.
    È incredibile come in amicizia basti soltanto il semplice gesto di un abbraccio per risolvere tutto.
    <<E quindi? Giorno, data, ora, TUTTO?!>> Chiede entusiasta Eli.
    Guardo Ka e ritorno a lei <<Quando ci girerà.>>
    Rimane di sasso.
    Scoppio a ridere <<Non abbiamo fretta, poi a quanto ho sentito ora iniziano a fare concerti in giro.>>
    <<Esatto. Quindi levatevi dai cogl*oni donne. Tocca a noi divertirci.>> Ci ammonisce subito il chitarrista.
    <<Già. E che ne dite di provare ossessivamente, dato che il signorino ci ha graziato della sua presenza?>> Più che una proposta, Dani ha lanciato un ordine.
    <<Oh eccheppalle. Questo già comincia a scassare la m*nchia. Non mi sei mancato per niente Calvio, sappilo.>> Gli risponde Ka.
    <<Già. Si ricomincia ufficialmente.>> Commenta ridendo Pedro, guardando la scena.
    <<Oh dobbiamo chiamare Daaaaaan!>> Urla Dani.
    <<C*zzo urliiiii!>> Gli salta addosso Carmine.
    <<MIMMOOOOO!>> Cerca di levarselo di dosso lui.
    <<Regàààà! Considerando che siete musicisti le braccia e le gambe vi servono!>> Si butta nella mischia Pedro, sotto le risate di noi ragazze.
    <<Sono tornati indietro di 10 anni.>> Commenta Eli.
    <<Ovvero… Come sempre.>> Diciamo all’unisono io e Lori.
    Ali scoppia a ridere, seguita a ruota da Elisa.
    Esco un attimo in balcone, a chiamare mia madre.
    Per una volta che mi ricordo di farlo.
    <<Oh guarda chi si sente! Ora nevica!>> Risponde divertita mamma.
    <<Ah. Ah. Ah. Sono viva! Milano non m’è mancata pe niente.>> Rido con lei.
    <<E Roma…?>> Domanda con un sorrisetto.
    <<Non dirmi così. Mi manca tremendamente. Papà?>>
    <<Ora non c’è… È a lavoro.>>
    Mmmh.
    <<Come a lavoro…? Di già? Ma se è appena tornato da Capri…>>
    <<Sai come sono i clienti no…>> Si blocca un attimo <<Vabbè. Quando ritorna ti faccio richiamare.>>
    <<Va bene…>>
    <<Dai, ora vai. Hai già dato la notiziona ai tuoi amici e alla famiglia Ruggiero?>>
    <<Sì. Tutti felici. Le ragazze mi sono saltate addosso, credo di aver un ginocchio fratturato!>>
    Lei ride e dopo esserci scambiate altre due chiacchiere aggancia.
    Rientro in salone e intercetto lo sguardo di Loredana, che mi viene incontro.
    <<Pensierosa?>> Domanda.
    <<Già. Sta succedendo qualcosa tra i miei, ma non so cosa.>>
    Lei mi poggia una mano sulla spalla <<Avranno avuto una discussione. A chi non capita?>> Poi riflette sulle parole appena dette e scoppia a ridere insieme a me. <<Ne parlo con te poi!>>

    E da un caffè e un pomeriggio in casa, ci si ritrova a cantare e urlare per le strade con una birra in mano con il sole che cala e la luna che ci accompagna per tutto il tempo.







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  3. #63
    V.I.P


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    Predefinito Re: »ti chiedo scusa ma, io non ti chiamo amoяe!

    Bonjour

    And this is the last chapter!

    Buona lettura

    42.
    Bene.
    L’estate passa.
    Per i Finley il tour è iniziato bene e finito anche meglio.
    Soddisfatti come sempre dai fan e, con riluttanza, si stanno dando una calmata.
    Anche se devono comunicarci un’altra piccola chicca.
    <<Sto aspettando.>> Guardo Carmine male.
    <<Oh. Non scassare.>> Interviene Pedro.
    Con gli occhi fuori dalle orbite, lo fisso.
    Ka scoppia a ridere <<L’ho detto che ci sarebbe rimasta!>> E si battono il cinque.
    <<Pedretti, mi stai calando.>> Gli lancio un’occhiataccia e ritorno a fissare i tre Finley.
    <<Che c*zzo di sorpresa è?! M*nchia oh, che c*glioni. E ‘namo. Mica ce posso ‘nvecchià qua eh!>>
    Carmine si mette in mezzo alla stanza e allarga le braccia lentamente, mentre le parole escono dalla sua bocca <<Benvenuti, nel mondo che non c’è. Finley.>>
    <<GRANDE MIMMO!>> Grida Dani, applaudendo insieme a noi tutti.
    Rido <<Nuovo video, yeaaah!>>

    E quindi i seguenti mesi passano tra prove, riprese, mettere insieme il video: quello serio e quello per metà intelligente e metà idiota.
    Perché i Finley si danno sempre da fare a sparare m*nchiate.
    O almeno, gli riesce alquanto bene!
    E dopo la pubblicazione del video, si pone davanti a noi, la cosa più incasinante e pesante di tutti i tempi: l’organizzazione del matrimonio.
    E questo lo prova il fatto che io e Carmine siamo sommersi da inviti, scelte su quale pasticceria è migliore e in che tavolo mettere famiglia e amici.
    <<Conosci per caso chi ha chiesto di sposarmi?>> Si dispera lui, controllando l’ennesimo carattere per un dannato biglietto <<Insomma questo o quest’altro che c*zzo mene frega della scrittura?! Dobbiamo semplicemente andare in Chiesa, dire sì e i giochi sono fatti!>>
    Annuisco disperata <<Sì! Scappiamo a Las Vegas, ti prego! Prima che Alice, Elisa e tua sorella varchino quella porta per la prova vestito!>> Lo supplico disperata.
    Inizia a valutare seriamente la proposta.
    Poi alza la testa verso di me <<Mia madre che mi insegue con una spranga non mi piace molto.>>
    <<Ti dimentichi che è affiancata dalla mia.>> Aggiungo infilandomi le mani nei capelli. <<Perché ti ho chiesto di sposarmi?!>>
    Lui ride <<Perché sono bellissimo, f*ghissimo e quindi mi ami.>>
    Lo guardo con una smorfia <<Ma piantala di sentirtela matta!>> Gli lancio un cuscino in piena faccia.
    Si mette a ridere prendendolo e ricambiando il gesto iniziando a colpirmi.
    <<CARMINE!>> Tuono, mentre il suono del campanello interrompe la nostra guerra.
    Guardo spaventata la porta <<Porcatro*azocc*lap*ttana.>> Sputo fuori tutto d’un fiato.
    Carmine inarca il sopracciglio.
    <<Sì. Le ho dette tutte. Problemi? Anzi no, manca m*gnotta!>>
    Sbuffando vado ad aprire la porta alle tre streghe.
    <<Vi odio.>>
    Entrando, mi investono di parole, annunciandomi il programma di oggi.
    Parte Alice <<E oggi, proverà il vestitino anche il panda!>>
    Lui le guarda con terrore <<Vade retro mostro!>>
    <<Oh che palle! Se ti devi sposare telo dovrai misurare ‘sto c*zzo di vestito no?>> Lo riprende sua sorella.
    Lui mi guarda <<Jeans e maglietta?>> Mi propone.
    Annuisco decisa <<Perfetto!>>
    Le ragazze ci fulminano con lo sguardo.
    <<Non velo permetteremo.>> Afferma con decisione Elisa.
    <<Ok. Mi fa paura il tuo sguardo.>> Le ammetto sincera.
    Lei ride e insieme a Lori ed Ali, mi trascinano fuori di casa <<Ehi e Carmine?>>
    <<Arriveranno Pedro e Dani.>> Sghignazzano maligne.
    Dove sono finita?!
    E così l’intera giornata passa fra provini, il giro di mille negozi per le bomboniere, Chiese, di nuovo inviti, invitati, i regali che avremmo dovuto ricevere, io che penso al suicidio guardando i coltelli che vanno scelti per il taglio della torta…
    <<Il manico è figo di questo.>> Commenta Lori.
    <<Per la tua gola, sì.>> Sibilo.
    Lei ride <<Oh mi mancavano le tue dimostrazioni d’affetto.>>
    <<Oh no. Si tratta di amore puro, tesoro.>> Ribatto acida.
    Riprende le altre due con una risata <<Ragazze, prima che faccia un omicidio di massa, riportiamola a casa, và.>>
    <<Voglio scolarmi una bottiglia di vodka!>> Dico esasperata.
    Loro ridono e mi prendono sotto braccio, riportandomi a casa mia che è un inferno come quella di Ka.
    Ovunque mi giro vedo cose riguardanti il matrimonio.
    Non cela faccio più.
    Sbuffando mi butto sul letto della mia camera.
    Fortuna che Ka non è il solito uomo che ha già comprato una casa per i nostri futuri figli e il nostro cane.
    Lo ammetto: per questo si merita un monumento.
    Sento la porta schiudersi.
    <<Se sei una delle tre arpie che vuole costringermi a scegliere qualche altra c*zzata per le nozze ti ammazzo.>> Ringhio con la faccia sommersa nel cuscino.
    La porta si richiude lentamente e sento qualcuno stendersi accanto a me.
    Riconosco all’istante chi è.
    <<Propongo un omicidio. Ci stai?>> Chiedo a Ka.
    Lui abbozza un sorriso <<Già.>>
    Mi accoccolo accanto a lui <<Che succede Man?>>
    <<Mi sto stancando. Che c*zzo. Il NOSTRO matrimonio lo decidiamo noi, no? Ok l’eccitazione della notizia però diamine, stanno esagerando. Sia le tue amichette sia i miei. Direi di darci una svegliata, che dici?>> Dice, tra l’inc*zzato e il seccato.
    Annuisco <<Hai ragione. Adesso basta. Mi sono stancata anche io.>>
    Si volta, mentre un sorriso sorge dal suo viso.
    Stiamo pensando la stessa cosa e il tutto è ancora più divertente.
    Scoppiamo a ridere, uscendo dalla stanza, sotto gli sguardi indagatori dell’allegra combriccola.
    <<Illuminazione per l’assestamento dei fiori?>> Azzarda Elisa, sventolandoci davanti delle foto con vari fiori e colori stampati sopra.
    <<Mmmh, direi tante rose rosse e bianche. Le adoro.>> mi volto verso Ka <<Non trovi?>>
    Lui annuisce <<Decisamente sì. Anche se un po’ di girasoli non guasterebbero.>>
    Alice sgrana gli occhi <<ROSE E GIRASOLI? Ma che c*zzo blaterate?! Almeno degli accostamenti DECENTI.>> Sbotta.
    <<Oh è vero. Che stupidi! Sai che ti dico? Sceglilo tu, Alice. Anzi voi tutti insieme. Tanto ormai avete formato una bella squadra per decidere il nostro matrimonio. Noi andiamo un po’ in giro. Tanto non abbiamo un c*zzo da fare. Ciao ciao.>> Insieme a Ka ci avviamo verso la porta e prima di uscire Ka gli augura <<E… Buon lavoro ragazzi >>
    La porta si chiude dietro di noi, che scappiamo come due matti in macchina, partendo senza una meta ben precisa.
    Ma almeno abbiamo ricominciato a respirare.

    Dopo qualche ora che eravamo in auto, il mio telefono squilla, risvegliandomi dal mio sonno.
    <<Controlla chi è prima di rispondere!>> Mi ricorda subito Ka.
    <<Don’t worry: Papà.>> Rispondo <<Ehilà Dad.>>
    <<’Giorno.>> Mi saluta, avendo come sottofondo spostamento di fogli e penne che ticchettano sulla scrivania.
    Ok.
    È parecchio che sento i miei genitori in modo alternato.
    <<Che per caso sai qualcosa riguardante i miei genitori? Sai, li sento molto distaccati.>> tiro fuori l’argomento in modo ironico.
    Finalmente lo sento fermarsi.
    Silenzio.
    <<Che dice tua madre?>> Chiede.
    <<Non si risponde ad una domanda con un’altra domanda.>> Gli riferisco innervosita.
    <<Oggi siamo velenose, eh.>> Osserva.
    <<E quando non lo sono, papà?>> Rispondo con un tono acido.
    Vedo Carmine accostare e spegnere il motore.
    Lo ringrazio con lo sguardo e scendo a farmi una passeggiata, ammirando la distesa di girasoli che si trova di fronte a me.
    Scende anche lui, rimanendo a pochi metri da me.
    <<Dove sei?>> Domanda papà.
    <<In giro con Ka. Stiamo organizzando il matrimonio e gli amici ci stanno opprimendo.>> Rispondo sincera.
    <<Piccola fuga?>>
    <<Già. E tu da cosa stai scappando papà?>>
    Tutti e due rimaniamo in silenzio.
    Gli lascio il tempo di rispondere.
    Finalmente, la risposta non tarda ad arrivare <<Io da niente. O almeno ormai non più. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è giunta da un po’ di tempo. Volevamo solo aspettare a dirtelo.>>
    <<Volevamo? Plurale? Cosa diamine stai dicendo?>> Inizio ad agitarmi.
    <<Io e tua madre dobbiamo parlarti. Preferiremmo farlo faccia a faccia.>>
    Sento il cuore perdere un battito.
    <<Adesso non siete insieme… Voi non lo siete da mesi. Ecco perché le telefonate divise. O mio dio. O mio dio!>> Sento il telefono scivolare dalle mie mani e spaccarsi per terra, mentre le lacrime scorrono senza sosta sul mio viso.
    Carmine corre subito al mio fianco <<Che cosa è successo?!>> Domanda allarmato.
    <<I miei si stanno lasciando.>> Riesco a dire tra un singhiozzo e l’altro.
    Mi avvolge con le sue braccia, per cercare di calmare il mio corpo tremante.
    <<Dio santo non ci credo. Non ci credo.>> Biascico, cercando di asciugarmi il viso.
    <<Non è la fine. Succede. Ora però calmati.>> Cerca di tranquillizzarmi.
    Ma subisce l’effetto contrario.
    Mi scanso in malo modo da lui <<Ma perché devi sbattermi in faccia la realtà così?! Per una c*zzo di volta puoi darmi una speranza di m*rda?! V*ffanc*lo! E io che voglio sposarmi. Madre Teresa che idiota che sono! L’unico riferimento della mia vita sta divorziando ed io mi voglio sposare! Come una povera stupida. Dio mio.>> Urlo infuriata, iniziando a camminare per la strada asfaltata vuota, dove ogni ora massimo, una macchina passa.
    <<Erica! Fermati!>> Mi rincorre lui <<Dove c*zzo vai?>> Mi urla dietro.
    Ora lo ammazzo.
    <<Lontano da te. Lontano da tutti.>>


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  4. #64
    V.I.P


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    Predefinito Re: »ti chiedo scusa ma, io non ti chiamo amoяe!

    Cioè.
    Mi state dicendo che nessuno c'è cascato (a parte la Anna CHE MENTE dicendo che non è vero. v.v) che era tutta una finta?
    Che lettrici intellligggenti madò!
    Siete delle fighe!

    A voi il 43

    43.
    Dopo aver camminato più o meno, per un’ora sotto il sole con Carmine al mio seguito, che ha smesso di urlarmi dietro da un po’, sono passata dall’inc*zzato al furioso, al triste, al deluso, a provare una terribile sensazione di solitudine.
    Mi fermo.
    Il fatto è che non lo sono.
    Mi volto verso di lui, incrociando i suoi occhi.
    Pieni di quell’energia che mi riporta alla vita.
    Si ferma anche lui, nell’esatto momento in cui i nostri sguardi si ritrovano.
    Mi studia.
    Rimaniamo a fissarci per parecchio tempo.
    Corro fra le sue braccia e scoppio nuovamente in singhiozzi.
    Lui mi stringe forte a sé, accarezzandomi la schiena per calmarmi.
    Mi asciugo gli occhi <<Come faccio a sopravvivere al mio matrimonio se l’unico in cui credevo è andato in pezzi?>> Gli domando, cercando di trattenere l’ennesima lacrima che scivola senza problemi sulla mia guancia.
    Lui la manda via con una carezza <<Noi non siamo loro. Siamo noi e basta. So che ti sembra sconvolgente, ma piano, piano si supera. Non puoi costringere due persone che non si amano più a stare insieme… Se lo facessi non vorresti bene ai tuoi genitori…>>
    <<Ma io non voglio che si lascino.>> Mi impunto, neanche avessi due anni.
    Che c*zzo. Riprenditi.
    Devi vivere la tua vita.
    Ok.
    I tuoi genitori si sono lasciati.
    Lascio che la notizia si depositi nel mio cervello.
    Faccio un respiro profondo.
    Accade.
    Anche se non lo volevi.
    Beh è ovvio, sei sua figlia.
    Annuisco <<Ok, ci sono.>>
    Definitivamente mi calmo e riprendo il controllo di me stessa.
    <<V*ffanc*lo ai miei. C*zzi loro. Prendiamo la macchina e continuiamo il piano deciso in partenza.>>
    Gli prendo il viso tra le mani e con prepotenza, premo le mie labbra contro le sue.
    Lentamente mi stacco, mordendogli il labbro inferiore.
    <<Pronta?>> Chiede cauto lui.
    <<Sì.>> Lo guardo con un sorrisetto <<A chi arriva prima!>> Urlo, prima di partire in una folle corsa.
    <<C*zzo, NO!>> Urla disperato, seguendomi più veloce che può.
    Tocco per prima l’auto e lancio un grido di vittoria <<E ‘namo!>>
    Lui arriva ansimando <<Fanc*lo. Voglio la rivincita.>>
    Mi metto a ridere <<Seh! Ciao cooore!>>
    E mi butto sul sedile della macchina.
    <<Oh autista mica si muove da sola l’auto >> Lo richiamo sarcastica.
    <<Ah. Ah. Ah. Miss simpatia.>> Risponde acido, salendo su e mettendo in moto.
    <<Aereoporto.>> Sorride compiaciuto, poi.
    <<Già. E alla svelta.>> Confermo altrettanto felice.
    <<Yeah.>>
    Accendiamo la radio mettendo a palla qualsiasi cosa passi e in quel momento risuonano nelle casse i Linkin Park, con Leave out the rest.
    Sorrido e chiudo gli occhi.
    Lasciandomi cullare dalle note di quella canzone.

    Quando mi risveglio sono seduta sulle sedie d’attesa dell’aereoporto.
    <<Che c*zzo…>> Comincio a dire guardandomi intorno, non trovando Carmine.
    O m*rda. Quello str*nzo mi ha pisciato qui!
    <<Non sono scappato. Caffeina.>> E mi porge il bicchiere.
    Sorrido <<Se diventi il marito perfetto non ti sposo più.>> Gli faccio notare ridendo.
    <<Se diventi così gentile mi farai morire di crepacuore.>> Commenta con una punta di acidità.
    Rido e gli faccio spazio accanto a me.
    Mentre si siede gli cade un foglietto dalla tasca dei jeans.
    Il foglietto di una gioielleria <<A chi hai comprato un gioiello?>> Domando interdetta.
    Lui ride <<Alla mia amante segreta.>>
    <<Umorismo pessimo Carmine.>> Gli faccio notare con un’occhiataccia.
    Lui sorride e tira fuori dalla tasca dei suoi pantaloni una scatoletta in velluto blu.
    Me la porge e titubante la apro.
    <<O mio dio.>> Le uniche tre parole che riesco a scandire.
    Una catenina in argento fa pendere una meraviglia un ciondolo in oro bianco che aprendosi, mi mostra la mia foto con Carmine durante il viaggio in traghetto, verso Capri.
    <<Tu sei pazzo. Ma ovviamente questo ciondolo sfigura in confronto al mio anello!>> Lo prendo in giro con una risata. <<Grazie Man.>> E mi avvicino a baciarlo.
    Nel mentre che le nostre labbra sono incollate l’altoparlante annuncia la partenza del nostro volo.
    Ci avviamo a passo svelto verso il nostro aereo <<Non ci credo che lo stiamo facendo davvero.>> Commento divertita ed euforica alla sola idea.
    <<Di sposarci a Las Vegas?>>
    Rido <<Sì. Ma anche di mandare a p*ttane, amici, genitori e parenti. E l’organizzazione ufficiale di tutti i c*zzi: tra fiori, Chiesa, ristoranti, inviti…>> prendo fiato e faccio un enorme sorriso <<Evvaiiiii! LIBERAAAAA!>> Sfogo tutta la mia esasperazione in un grido, provocando sguardi allibiti di turisti e altre persone intorno a me.
    Carmine ride cingendomi le spalle con un braccio <<E fammi il piacere: in aereo, DORMI.>>
    Rido e saliamo sull’oggetto volante che ci farà provare la brezza di staccare dalla normalità e dall’oppressione di ogni cosa.
    Com’è che si diceva?
    Ah sì, una scossa alla realtà.

    Atterriamo più o meno dodici ore dopo.
    Nel rientrare in aereoporto, ho avuto la PESSIMA idea di rifugiarmi in un bagno e per poco di gridare di spavento di fronte all’orrore che si presenta di fronte a me: capelli sfatti, occhi irriconoscibili.
    No aspetta.
    In effetti…. Quali occhi? Quale faccia?
    Lo zombie che si sta riflettendo nello specchio non promette nulla di buono.
    Afferro e apro la mia borsa.
    L’unica cosa intelligente che ho fatto prima di uscire di casa è stato buttarci dentro ogni tipo di cianfrusaglia: spazzola, mascara, fazzoletti, crema… Crema?!
    Bah.
    Immersione del viso in acqua gelida.
    Mi sciolgo quei pochi nodi che mi ritrovo nei capelli.
    Si avvicinano soltanto ad un numero improponibile, ma dettagli.
    E rendo lo sguardo leggermente più sveglio calcando con il mascara le ciglia.
    Detto questo sistemarmi quel poco di roba che mi ritrovo addosso ed uscire dal bagno, ritrovandomi Carmine a pochi metri.
    Sorrido.
    Oh il mio quasi marito è un pezzo di gnocco!
    <<Cos’è quel sorriso?>> Mi domanda scettico, una volta che l’ho raggiunto.
    <<Mah niente.>> Faccio la vaga, sempre con un sorriso stampato in faccia.
    Usciamo fuori dall’aereoporto e ci ritroviamo davanti ad un noleggio di auto.
    <<Suppongo che un’auto ci occorra…>> Mi fa presente lui.
    <<Nah. Voglio quella.>> Ed indico una Ducati blu metallizzata.
    Vedo un sorriso aprirsi su suo volto <<Ehi, che per caso vorresti diventare mia moglie?>>
    Scoppio a ridere, dandogli un colpetto sul braccio e veloci come entriamo a noleggiare, usciamo infilandoci il casco e salendo su quella meraviglia.
    <<Pronta?>> Domanda avendo come sottofondo il rombo del motore.
    <<Sono nata pronta!>> Ribatto con una risata.
    E a quelle parole, sfrecciamo via, dando il benvenuto alla gigantesca, enorme pazzia a cui stiamo andando incontro.
    Anche se probabilmente i più pazzi siamo noi, considerando che non vediamo l’ora di farla.

    Ed è così che, caschi alla mano, jeans, maglietta e capelli scompigliati dal vento, entriamo nella chiesetta del centro di Las Vegas.
    Un altro fattore importante è il sorriso stampato in faccia di entrambi.
    Intravediamo un ragazzo, che ci viene incontro <<Desiderate?>>
    Ci scambiamo uno sguardo e Carmine prende la parola <<Sposarci.>>




    Bene per le parolacce sapete dove andare a pescare il link dei commenti AHAHAH
    Ultima modifica di Eri P.; 21-07-2011 alle 14:57

  5. #65
    V.I.P


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    Predefinito Re: »ti chiedo scusa ma, io non ti chiamo amoяe!

    'Giorno girls

    44.
    Il ragazzo sorride <<Provvedo subito.>> E così sparisce dietro una porta.
    <<Stando con te la pazzia si è consolidata ancora di più nel mio cervello malato.>> Commenta Ka.
    Rido <<La tua più grande pazzia è stata far parte dei Finley.>>
    Annuisce sorridente <<Una delle cose più fondamentali.>>
    <<Ok. Mi stai diventando troppo dolce. Toc, toc.>> Mimo di bussare alla porta.
    Lui alza gli occhi al cielo, per poi tornare a guardarmi di traverso.
    Gli do una gomitata, ribadendo il gesto a denti stretti <<TOC, TOC.>>
    <<Chi è?>> Domanda con la voce scocciata.
    <<Erica. E desidero parlare con il vero Carmine.>>
    <<Ma f*ttiti.>>
    Mi metto a ridere <<Perfetto.>>
    Lui scuote la testa ridendo e arriva da noi colui che dovrebbe sposarci.
    Il vestito da prete celo ha, quindi direi ok.
    Stringo la mano a Ka <<Vai?>>
    <<Vai.>> Conferma lui, ed insieme andiamo incontro a quell’uomo.
    Si presenta a noi come Don Gabriel e dopo strette di mano e mille sorrisi, si arriva al dunque.
    <<Dai il benvenuto all’inferno.>> Sussurro divertita a Ka.
    Scuote la testa <<Nah. Questo concetto vale per te. Mi divertirò e basta io.>> Sorride soddisfatto.
    Scoppio a ridere e Don Gabriel si schiarisce la voce per richiamare la mia attenzione.
    Alzo la mano per scusarmi e passano pochi attimi di silenzio.
    Chiesa deserta.
    Soltanto noi e il ragazzo che sgobba per la Chiesa silenziosamente.
    E ovviamente il prete, che da inizio alla cerimonia.
    La quale dura due secondi, nel vero senso della parola.

    Ringraziamo Gabriel ed usciamo sghignazzando come due idioti dalla Chiesa.
    <<Non ci credo che l’ho fatto!>> Riesco a dire tra una risata e l’altra.
    <<Neanche io. Prima almeno ero serio entro un limite!>>
    <<Beh ora però non ti senti cresciuto? Sei sposato!>> Lo prendo in giro ridendo.
    <<Siamo sulla stessa barca tesoro >> Controbatte.
    <<Non serve che fai l’acido, eh.>> Lo punzecchio.
    Svolta gli occhi all’aria e posa il suo braccio sulle mie spalle <<Bene. E dopo le nozze…>> Comincia malizioso.
    <<Vuoi rifugiarti nel primo locale e farti la prima che ti capita?>> Gli propongo ironica.
    <<Ehi. Bella idea, questa!>> Risponde congratulandosi.
    Lo incenerisco con lo sguardo <<Ma f*ttiti.>>
    Ride divertito <<Ma che bella differenza tra il nostro prima e il nostro dopo!>> Osserva ironico.
    <<Mi piace così. Mica se siamo sposati qualcosa deve cambiare. L’unica cosa che cambia è che siamo uniti anche legalmente… Anche se stiamo parlando di Las Vegas…>> Scoppio a ridere, seguita a ruota da lui.
    Dato che ormai il limite è stato superato, al primo albergo che troviamo, ci rifugiamo lì dentro e come si dice, dopo le nozze c’è la famosissima notte di nozze…


    Mi risveglio avvolta dalle sue braccia.
    Sbadiglio e dico l’unica parola che mi sorge spontanea <<Caffè. Caffè. Caffè.>>
    Lui si stiracchia, sbadigliando tipo orso che esce dal letargo.
    <<Carmine. Controllati. Non voglio che i vicini di stanza ci facciano visita.>> Gli faccio notare in modo sarcastico.
    Come se non mi avesse ascoltato, prende dal comodino un oggetto e melo lancia.
    Lo metto a fuoco e scopro di averlo già visto.
    <<Ma è la scatoletta che mi hai dato ieri!>> Obietto, non capendo le sue intenzioni.
    Solleva gli occhi al cielo <<Sta notte mentre dormivi mi è venuta un’idea e l’ho fatta incidere.>> Mi comunica allegro.
    Con la curiosità a mille prendo nuovamente il ciondolo tra le mani.
    Lo giro e appena leggo l’incisione scoppio a ridere: ti chiedo scusa ma io non ti chiamo amore!
    <<Mi piace, mi piace, mi piace!>> Gli stampo un bacio sulle labbra.
    Lui ride <<Lo sospettavo. È per questo che tel’ho fatto, sai >>
    Gli mostro la lingua e melo aggancio al collo.
    <<Ritorniamo a Milano e vedi che ti faccio.>> Lo minaccio con un mezzo sorriso.
    <<Mmmh. Sei adorabile quando minacci.>> Sussurra a un centimetro dalle mie labbra.
    <<Ahhh, ora capisco perché mi hai sposato!>> Dico ridendo, avvicinandomi fino a far incontrare le nostre labbra.


    Dopo un ultimo scambio di effusioni, eccoci nuovamente in viaggio per l’inferno vero e proprio.
    Scomparire per un giorno e mezzo ci farà polverizzare all’istante dai nostri adorati amichetti.
    Ma nonostante tutto, sti c*zzi.
    Siamo grandi e vaccinati.
    Avresti da ridire qualcosa?
    F*ttiti.
    Il desiderio di scappare lo hanno fatto diventare loro realtà.
    Ergo: si faranno i complimenti da soli.
    Il volo prosegue tranquillo, ma non mi scalfisce più di tanto: passare ore a dormire è il sogno della mia vita.
    Prima di addormentarmi, sorrido al guardare le nostre mani intrecciate e le nostre fedi che brillano al contatto con il sole.


    Sento Carmine sussurrarmi qualcosa.
    Mi sveglio.
    <<Siamo arrivati.>> Mi fa notare lui.
    Oh.
    Nel mentre che mi stiracchio sento qualcosa cadere e tintinnare per terra.
    Mi chino a raccoglierlo e riconosco un anello di quelli che si trovano nelle patatine con la scritta ‘Luck.’
    Sorrido.
    Per la strana idea che mi è venuta in mente.
    Scendiamo dall’aereo e chiedo a Ka di passarmi il suo coltellino.
    Mi guarda confuso e titubante, melo porge.
    Prendo l’anello tra le mani e correggo la ‘L’ in ‘F’.
    Glielo porgo <<Come simbolo del nostro amore e del nostro matrimonio a Las Vegas >>
    E scoppio a ridere per quello che ho detto e per la sua faccia.
    <<Oh che amore che sei.>> Commenta sarcastico infilandosi l’anello al pollice e proseguiamo verso l’uscita.
    All’improvviso mi ricordo di possedere un telefono.
    Ho come dire, leggermente timore di accenderlo.
    E detto fatto, miliardi di messaggi e chiamate senza risposta.
    Manco fossi il Papa.
    Guardo Ka, che mi anticipa <<Stessa identica cosa e... Oh. Tutte minacce di morte.>> Ripone il telefono in tasca.
    <<Ci sono abituata.>> Faccio un’alzata di spalle e incredula, vedo apparire Loredana e il resto della truppa di fronte a noi.
    <<Uao. Non pensavo che la nostra fine arrivasse così presto.>> Commento sarcastica.
    <<Buon regalo di post nozze.>> Ironizza lui.
    E li raggiungiamo sorridenti.
    <<’Sera.>> Li saluto con un cenno della mano e manco avessi parlato che le ragazze aprono bocca, fondendo le loro tre voci in un mix di parolacce ed imprecazioni da record.
    I ragazzi spostano lo sguardo da loro a me.
    Appena riprendono fiato, vado a salutare Dani e Pedro, sotto i loro sguardi di fuoco.
    <<Tranquilli: anche io sarei scappato di fronte a loro messe insieme.>> Comprende subito Dani con il consenso di Pedro, che abbraccia sia me che Ka. <<Ben tornato Bro.>>
    Sorridiamo e per ogni gesto che compio sento gli sguardi omicidi delle ragazze che mi trapassano la schiena.
    Mi fermo di botto.
    <<Ok. Forse non è stato bello fuggire a Las Vegas ma voi potevate opprimere di meno.>> Chiarisco subito.
    Loredana apre bocca e la richiude subito.
    È avvelenata.
    Alice mi sta semplicemente dando fuoco con lo sguardo e con mio stupore, prende parola Elisa.
    <<Hai ragione però potevi avvertire. O semplicemente parlare: Ehi state esagerando. Voglio sposarmi nella città del peccato e ciaociao.>> Conclude tranquilla lei.
    <<Voi non avevate idea dello spettacolo che avevamo davanti io e Carmine. Eravate assatanate. E ogni volta che aprivo bocca mi sommergevate di domande sul taglio del vestito o su quei f*ttuti fiori di m*rda!>> Sbotto infuriata.
    <<Mi da fastidio uguale!>> Sfuria anche Alice, con dietro Loredana che annuisce, lanciandomi occhiatacce.
    Scrollo le spalle <<Potevate pensarci prima e poi adesso basta ragazze. È successo e basta. Sono sposata!>> Tiro la bocca in un sorriso esagerato, mostrandogli la fede.
    <<Fanc*lo.>> Risponde incazz*ta Lori, seguendo i ragazzi fino alla macchina.
    Guardo divertita la scena.
    Nonostante non ci sia un c*zzo da esserlo.
    Però sono comiche tutte e tre.
    <<E togliti quel sorriso idiota dalla faccia!>> Sbotta Alice, non riuscendo a trattenere un sorriso.
    Rido e le do una leggera spinta <<Eddddai che mi vuoi ancora bene!>>
    Finalmente mi fa un sorriso <<E va bene dai…>>
    Ci abbracciamo e dopo due secondi ci ritroviamo appiccicate anche le altre due.
    <<Avevo bisogno di evadere. Capitemi, vi prego.>> Le supplico.
    <<Sei str*nza. Ma ti vogliamo bene.>> Afferma Lori, stringendomi la mano.
    Sorrido e ci stritoliamo in quell’abbraccio di gruppo, venendo riprese dai rispettivi fidanzati, tra cui uno già sposato, e li raggiungiamo l’una stretta all’altra.

    http://forum.teamworld.it/forum1743/...ml#post7772635

    Direi che ogni amicizia merita una scena come questa.
    Anche se per adesso non ho la fortuna di poterla vivere.
    Una persona mi ha ricordato che l’amicizia è come un filo.
    E penso sia giusto: fragile ma capace di tener ben strette due persone.
    È brutto quando il filo non riesce a sostenere il peso di un’amicizia…
    Forse perché è troppo grande e importante?
    Quindi si tratta di un’amicizia per la quale vale battersi.
    Ma se nessuno lo dimostra?
    Se nonostante tutti gli sforzi il distacco lo senti fin troppo?
    Che ti pesa sullo stomaco.
    Ti fa sentire che c’è.
    Ed è molto peggio di un normale mal di stomaco.
    Perché il dolore si sposta più su.
    Più su, vicino al cuore…



    E questa è la fine
    Già: vi lascio con un'ultima riflessione assurda avuta di notte, nella lontana speranza di addormentarmi D:
    E adesso non vi romperò più le palle. O chissà, forse sì...
    E che dire: meritate degli enoooormi ringraziamenti.
    Grazie per avermi sopportato (E uao: non pensavo che avreste resistito così tanto! AHAH)
    Per aver letto, per aver commentato, che nonostante i commenti siano stati sanguinari e minacciosi erano di una bellezza e una f*gaggine assurda *-*
    E direi che 'sta FF ha fatto un successsoooone oh!
    Mi piace che vi sia piaciuta *-* (Gioco di parole idiota ma ha il suo fascino AHAHAHAH)
    Ok la smetto di sparare m*nchiate, và! AHAHAHAH
    Bene speriamo di risentirci preeeesto

  6. #66
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