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  1. #51
    V.I.P


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    Jun 2010
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    Predefinito Re: »ti chiedo scusa ma, io non ti chiamo amoяe!

    Per una serata e una notte piena di ansia.

    Buona lettura

    34.
    <<Oh-oh A romana de Roma!>> Mi saluta Stefano con il suo romano di m*rda, perché se sei napoletano la sfiga è tua!
    Viene ad abbracciarmi.
    Sorrido <<Ehi Ste!>> Ricambio l’abbraccio e quando mi stacco, si avvicina per baciarmi.
    Lo blocco <<Che c*zzo stai facendo?>>
    <<Sì. Che c*zzo stai facendo?>> Tuona Carmine dietro di lui.
    <<Mi son perso qualcosa?>> Ste guarda prima lui, poi me.
    <<Tesoro, se ci vediamo solo 3 mesi all’anno direi che sì, ti sei perso qualcosa. Lui è il mio fidanzato. –guardo per un attimo Ka, sentendo una fitta allo stomaco e poi lo sposto di nuovo su Stefano – Stefano, Carmine. Carmine, Stefano. Buona vita.>> Prendo e mene vado a salutare Davide.
    Mi roderà per molto.
    <<Ehi romana!>> Mi abbraccia e mi da un bacio <<Mancavi qui, eh!>>
    <<Sicuro!>> Mi sorride Francesca.
    Rido <<Anche voi mi mancavate. L’estate non è mai stata così divertente prima di incontrarvi >>
    Loro ridono e ci stringiamo in un abbraccio di gruppo.
    Poi Fra mi prende da parte <<Posso dire che sei una f*ga?>>
    Mi metto a ridere <<Dipende se vuoi passare per bugiarda o no!>>
    Lei ride <<Stupida! Senti, sto vedendo che tra te e Ka c’è attrito. So che può darti fastidio che io stia anche ad un centimetro da lui, adesso che hai scoperto che c’è stata una storia FINITA e STRAFINITA. –si ferma e mi prende le mani- Ti prego. Non roviniamoci l’estate. Io non amo Ka. E lui non ama me. È finita da anni ormai.>>
    Da 15 anni che ci conosciamo e so di potermi fidare di lei.
    <<Ti credo Fra. Ti credo.>>
    Sorridiamo.
    <<Torniamo di là.>> Le prendo la mano e ci aggreghiamo al gruppo.
    Di certo ora non mi metterò al centro dell’attenzione sventolando i miei problemi d’amore.
    Odio stare al centro dell’attenzione.
    Se Ka vorrà parlare, parleremo.
    Per conto nostro.
    Arriviamo al solito pub e ci sediamo al nostro posto.
    Ormai ce lo tengono libero!
    Passa l’uomo delle rose.
    E dato che Ste è masochista, io l’ho sempre detto, si alza e compra una rosa rossa.
    Ti prego, fa che va da Ludovica o da Silvia, ti prego, ti prego…
    <<A lei. Bentornata tra noi.>> Sorride, porgendomela.
    È sempre stato dolce.
    Però la piccola differenza è che prima andava bene esserlo con ME, ora no.
    Sorrido <<Grazie mille, Stefano. È bella, davvero.>>
    <<E di che >>
    Carmine gli da fuoco con lo sguardo.
    Se ne ritorna a posto e Silvia mi chiede ridendo <<La solita bibita alcolica, vero?!>>
    Annuisco col capo <<Ovvio che sì! La coca cola è perfetta!>>
    Scoppiamo a ridere e si unisce anche Ludo <<Ci riporti a casa tu, vero?>>
    <<Oh come no! Tu per ritornarci devi solo girare l’angolo!>>
    <<Ah ma allora ti ricordi!>> Ride lei.
    <<Dopo le arrampicate sulla finestra in piena notte perché tu ti scordavi le chiavi, sì direi di sì!>>
    <<Poi ovviamente è capitato così POCHE volte.>> Ironizza Silvia, assieme al consenso di Francesca.
    <<Oh io non crescerò mai!>> Si posa sullo schienale della sedia, mettendo le mani dietro la nuca.
    Ridiamo.
    <<Sicuro Lù >> Le dico, mentre con la coda dell’occhio noto Ka che esce per fumare una sigaretta.
    <<Ka è una forza. No dico, dove l’hai trovato?>> Mi chiede Davide <<Suona la chitarra!>>
    Rido <<Capita! Sì lo so. Suona in un gruppo. I Finley.>>
    Silvia sgrana gli occhi <<No aspetta. Quei Finley?! Tutto è possibile, Adrenalina…>> La fermo, prima che riprenda fiato e possa continuare.
    <<Sì, loro. A meno che non ci siano dei sosia in giro… Ma penso di no. Sennò sai che casino?! Già impazzisco con gli originali!>>
    Scoppiano a ridere e Silvia si dichiara <<Io amo Dani, c*zzo!>>
    Mi metto a ridere <<Sei arrivata leggermente in ritardo!>> La prendo in giro e mostro la sigaretta <<Esco un attimo.>>
    Loro annuiscono e raggiungo Ka.
    Non si accorge di me.
    Schiaccia la sigaretta e sta per rientrare, ma io lo poggio al muro e pianto le mie labbra sulle sue.
    Sento subito le sue mani stringermi a lui e scorrere lungo la mia schiena.
    Senza fiato, ci stacchiamo.
    <<Non è tutto. La situazione deve ancora chiarirsi.>> Mi ricorda lui.
    Annuisco <<Lo so. Avevo soltanto bisogno di questo.>>
    E bacio nuovamente le sue labbra.
    Sto per mettere piede nel locale, ma lui mi riprende e rimaniamo a guardarci per un tempo infinito.
    Potrei navigare ore dentro i suoi occhi.
    Sembra leggere qualsiasi cosa di lui.
    Vedo me stessa riflessa.
    Vedo lui.
    Vedo noi.
    Stringe la mia mano e la lascia andare.
    Prima di rientrare mi ruba un altro bacio.
    Ed io rimango immobile come un’idiota.
    Sento una brutta sensazione addosso.
    Di quelle che odio.
    Poco dopo faccio lo stesso anch’io, tornando a sedermi vicino a Silvia.
    Carmine è a due posti lontano da me, vicino a Ludovica.
    Sta sera è una strana sera.
    Bah.
    La sera, che ben presto è diventata notte, l’abbiamo passata girando per ogni locale, bevendo ogni tipo di alcolico e aperitivi.
    Mi hanno costretto a bere anche a me.
    Ergo, siamo tutti fuori come un balcone.
    E lo prova il fatto che io e Silvia stiamo camminando scalze per strada, urlando cose incomprensibili.
    E ben presto una pioggia ghiacciata ci ricopre.
    <<O mio dio!>> Urlo, voltandomi verso di Silvia.
    <<Cosa c*zzo…>> Alza lo sguardo verso un balcone, dal quale proviene la voce di una vecchietta.
    <<La prossima volta imparate a fare tutto questo casino!>>
    Oh ma c*zzo voi?!
    <<Ma per piacere! Quando uno invecchia si dimentica di essere stato giovane, eh!>> Le urlo di rimando.
    La vecchietta rientra dentro casa indignata.
    Silvia scoppia a ridere, seguita da me e dagli altri.
    Carmine ride come un matto.
    Lui è l’unico che regge l’alcol e che quindi, mi riporterà a casa sana e salva.
    Senza che mio padre o mia madre mi becchino.
    Almeno è quello che spero.
    Punto tutto su di lui.
    Già…
    <<Ma sei un fenomeno!>> Stefano mi mette un braccio sulle spalle.
    <<Lo so!>> Rispondo modestamente.
    Credo di non pensare più lucidamente.
    Salvatemi!
    Silvia mi prende per un braccio ed iniziamo a correre come due sceme.
    Questa volta, cantiamo a squarciagola ‘Barbie girl.’
    <<HI BARBIE!>> Parte lei.
    <<HI KEN!>> Rispondo ridendo.
    Arriviamo di fronte ad un autobus che fa la sua ultima corsa notturna.
    Facciamo segno agli altri di correre, mentre preghiamo l’autista di aspettare due secondi.
    E finalmente arrivano.
    Saliamo e facciamo un casino assurdo.
    Dopo circa 5 fermate scendiamo e ci ritroviamo al Faro.
    <<Che poi che originalità nel nome! C’è il faro e il mare e quindi c’è la spiaggia che si chiama ‘Faro.’ Che c*gata!>> Sbotto.
    Silvia è sdraiata e ride <<Ma la pianti di fare la polemica?! Ora, lanciamo i sassi nell’acqua! Io lo mando più lontano sicuro!>> Mi sfida, mentre sentiamo il chiacchiericcio degli altri dietro di noi, che si fermano su un muretto.
    Dopo essere stata stracciata li raggiungiamo.
    <<Yeah! Ti ho battuto!>> Canticchia e balla Silvia.
    <<Oh f*ttiti! Posso ribatterti quando voglio!>> Controbatto.
    <<Se, se.>> Mi liquida lei, prendendo la birra dalle mani di Stefano.
    <<Tieni. Fa bene.>> Mela porge.
    Tanto ormai non sento più niente.
    Prendo e finisco quel che ha fatto rimanere Silvia.
    <<Mi porti sulla cattiva strada.>> La accuso ridendo.
    <<Ma tu già lo sei. Ti eri un attimo persa >>
    Rido e noto che Ka si è allontanato con Davide e Francesca dopo qualche minuto li raggiunge, mentre Ludovica parla con Stefano.
    Chissà che gli sta dicendo.
    La faccia di Ste non promette niente di buono.
    <<Perché Francesca deve immischiarsi di tutto?>> Domando innervosita.
    <<Perché sennò non sarebbe lei. Infondo è un po’ tro*etta. Quindi giocherà un po’ fra te e Ka. Non è cattiveria. Perché a lei non interessa davvero Carmine. Lo fa perché si diverte.>> Fa un’alzata di spalle.
    Nonostante Silvia la conosca molto bene e da molto tempo, questo lato di lei non l’hai mai mandato giù.
    Scuoto la testa ridendo.
    Una risata alquanto amara.
    <<Il gioco finirà male se sono quelle le sue intenzioni.>>
    La faccia di Silvia si fa interrogativa <<Cioè?>>
    <<Nel suo giochetto con Ka ci rientro anche io. E sono c*zzi suoi se entro in scena.>> Spiego semplicemente.
    <<Bentornata cattiva ragazza.>> Mi batte il cinque lei.
    Sorrido <<Grazie.>>
    Le lancio una sfida <<Vediamo chi arriva prima al Faro!>>
    <<Oh ci sto!>>
    Partiamo a correre come dannate, spintonandoci a vicenda.
    Solo che Silvia scivola sul brecciolino e finisce nell’acqua.
    Nell’acqua ghiacciata e alquanto agitata.
    Scoppio a ridere, nel vederla salire in superficie con una faccia completamente incredula di quello che è appena successo.
    <<Non ci credo! Sono caduta in acqua!>> Ride anche lei con me.
    <<Muoviti ad uscire che si gela là sotto! Poi attenta agli scogli!>>
    <<Ehi, io sono una nuotatrice provetta!>>
    <<E sparane n’artra de c*zzataaa!>> La prendo in giro, mentre nuota verso la riva.
    <<Oh bella aspetta che esco che te corco!>>
    <<La tua pronuncia fa cag*reeee!>>
    Scoppiamo a ridere e in lontananza vedo una nave che passa, tutta illuminata.
    Manco fosse la Torre Effeil.
    La indico a Silvia <<Andiamo a fare una crociera Loooove!>>
    <<Io ci sto! Dove l’hai vista la nave?!>>
    Si ferma e si volta, ma in quell’esatto momento, un’onda la investe completamente.





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  2. #52
    V.I.P


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    Predefinito Re: »ti chiedo scusa ma, io non ti chiamo amoяe!

    'Seeeera

    Avvertimento: per chiunque soffrisse di crepacuore, non legga questo capitolo.

    Detto questo, buona lettura

    35.
    <<Opporcap*ttana!>> Urlo disperata il nome degli altri, mentre raggiungo lo scoglio più vicino per buttarmi.
    <<Che succede?!>> Urla Davide dietro di me.
    <<Silvia è in acqua!>>
    <<Aspetta, chiamo…>>
    <<Se ciao! Vado!>>
    Mi butto e ad ogni bracciata l’ansia sale.
    E se non la ritrovassi?
    Qui è pieno di scogli ed è buio.
    Odio non vedere!
    C*zzo.
    Io muoio qui.
    Per cercare di capirci qualcosa, mi poggio ad uno scoglio.
    Che è alquanto scivoloso direi…
    Mi guardo le mani: rosso.
    Mi manca il respiro.
    Vado sotto l’acqua e la vedo che affonda lentamente.
    Sento i polmoni che mi bruciano per il mancato ossigeno.
    La riafferro per un braccio e risalgo in superficie più veloce che posso.
    Ritorno ad aggrapparmi allo scoglio.
    <<Silvia. Silvia ti prego, parlami!>>
    Nessuna risposta.
    Le guardo la testa e non vedo niente.
    Il taglio sarà coperto dai capelli.
    Vedo soltanto il sangue macchiare l’acqua…
    Sento un suono fievole, susseguito da una tosse tremenda.
    <<Oh grazie a Dio.>> Sussurro tra me e me.
    Le alzo la testa fino a farle incrociare i miei occhi <<Silvia. Ti prego. Non lasciarmi. Aggrappati forte a me e andiamo via da qui. Capito?>>
    Fa un leggere cenno con la testa e sento le sue mani stringersi alle mie spalle.
    Prendo un respiro profondo e nuoto più veloce che posso, fino ad intravedere la riva, dove riconosco soltanto Davide e Ludovica.
    <<Silvia siamo arrivate.>> L’avverto.
    Lei scioglie le mani e Davide la prende al volo.
    La stendiamo subito.
    Direi di aver recuperato un po’ di lucidità.
    <<Ludovica.>> La richiamo e lei mi guarda con il viso invaso dalle lacrime.
    <<Ludo non è successo niente. È tutto apposto. Devi prendere lo zaino che porti sempre con te. Sicuramente hai una giacca. Un qualcosa.>> Le riferisco calma.
    Anche se calma non sono.
    Sempre tremando annuisce e corre.
    Davide intanto si leva la maglietta e la asciuga per quanto si possa fare.
    <<Che serata di m*rda.>> Mormoro inc*zzata.
    <<Già. –il suo sguardo viene catturato da qualcosa- O c*zzo. Sangue!>> Continua a guardare il rosso denso per terra, con orrore.
    <<Ha sbattuto ad uno scoglio…>>
    Inizia a disperarsi <<Siamo qui. Nessun autobus. Non ho né macchina né motorino. O mio dio.>>
    <<Davide! Senti già sono pessimista e già ho l’ansia. Non aumentarla. Va bene?! Riprenditi e troviamo una situazione c*zzo!>> Mi arrabbio, anche se lui non ha fatto niente.
    Ma almeno quando sono inc*zzata le persone capiscono.
    Finalmente Ludovica ritorna e arrivano anche gli altri.
    Silvia è tra le braccia di Davide, che cerca di riscaldarla in ogni modo.
    <<Oddio mio!>> Anche Francesca inizia a piangere e sento Stefano urlare, che sbraccia come un pazzo.
    <<Credo che Ste debba dirci qualcosa...>> Annuncio.
    <<Non c’è niente di divertente.>> Mi gela con lo sguardo Fra.
    <<Già. NIENTE.>> La fulmino e tocco il braccio di Davide per attirare la sua attenzione e corriamo verso Stefano.
    Ho perso completamente di vista Carmine.
    <<Ho chiamato un amico. Coperte e macchina.>>
    <<Ospedale.>> Dico con un sospiro di sollievo.
    <<Salvezza.>> Davide accenna un sorriso e saltiamo in macchina: Ste accanto al guidatore, io e Davide dietro con Silvia sulle gambe, in un involucro di coperte.
    Il telefono squilla senza sosta.
    Per i primi tre squilli avevo pensato di lasciarlo perdere, poi hanno continuato.
    <<Chi c*zzo è?!>> Sbotto.
    <<Erica!>>
    Oh m*rda.
    <<Ehi mà…>>
    Davide mi guarda con gli occhi fuori dalle orbite.
    Nel frattempo siamo in ospedale.
    Gli faccio segno di correre ed andare.
    Insieme a Ste scende, correndo velocemente.
    Grazie al cielo li soccorrono subito.
    Mentre l’amico parcheggia ho a che fare con quest’altro problema, ma ormai peggio di così non può andare.
    <<E modera i termini! Ma come parli?! Non t’azzardare mai più a rispondere così!>> Sfuria mia madre.
    <<Sì mamma. Hai ragione. Davvero mi dispiace! Ka mi ha fatto arrabbiare e ho risposto di getto. Scusa.>> Mi calmo e mi scuso per levarmela subito dai c*glioni.
    Sembro convincerla. <<Ok… Dove siete?! Sono le 2 e mezza di notte!>>
    Ah. Solo?
    <<Siamo venuti a vedere le stelle al faro. Credo che poi andremo a barboneggiare a casa di Stefano… Se si è fatto così tardi.>>
    Voglio vedere una madre che c’ha il suo c*zzo di numero.
    <<No perché la madre di Ludo ha chiamato zia e tutti ci siamo preoccupati.>>
    <<Nono tranquilla. Va tutto bene. Una birra, la passeggiata, gelato, stelle. Cose così. Poi andiamo a dormire da Ste e fine.>>
    <<Ste…? E Ka che dice?>> Ride.
    Ok. Sono salva!
    <<Sembra tranquillo. Ma non si può mai dire di lui! –faccio una risata forzata- Dobbiamo fare una gara a chi arriva per primo a un cancelletto. A domani mamma!>>
    <<Ok, ok. Mi raccomando! ‘Notte.>>
    <<Sì, sì! ’Notte.>>
    E attacco.
    <<Menti sempre così bene?>> Due occhi color nocciola si voltano verso di me.
    <<Quando sono costretta sì. Grazie per l’aiuto. Davvero.>>
    Il ragazzo sorride <<E di che. Sono Mattia comunque. Piacere.>> Mi tende la mano, che io stringo volentieri e mi presento, abbozzando un sorriso <<Erica. –guardo verso l’entrata dell’ospedale- Andiamo.>> Dico preoccupata.
    Scendiamo e troviamo Stefano ad aspettarci.
    <<Ehi.>> Gli vado vicino e lo abbraccio.
    Trema come una foglia.
    <<Sta tranquillo Stefano. Andrà tutto bene.>>
    <<Frase fatta.>> Accenna un sorriso, che non coinvolge gli occhi, che sono lucidi.
    <<Davide e Silvia?>> Chiede l’amico.
    <<Dentro una stanza. Con un infermiere.>> Risponde in un sussurro.
    <<È ottimo. Già la stanno curando. Dai Ste!>> Mi avvicino per baciargli la fronte e poi lo prendo per le spalle <<Questa notte in teoria la stiamo passando da te.>>
    <<Già. A meno che Francesca non sia tornata a casa a spifferare tutto.>> Mi fa presente.
    Francesca.
    Carmine.
    Ludovica.
    O m*rda.
    <<Dove sono gli altri…?>>
    <<Altri?>> Domanda corrugando la fronte Mattia.
    <<Ma non erano con voi?!>> Chiede allarmato Ste.
    <<Porca tr*ia.>> Mi mordo la lingua ed esco di corsa per chiamare Ka.
    Risponde soltanto alla terza chiamata.
    <<Ah ma ti ricordi che esisto allora.>> Risponde con il suo adoratissimo tono di voce.
    <<Non fare il deficiente. Dove c*zzo siete?>>
    <<A casa di Francesca. Ce la siamo fatta tutta a piedi. Ludovica è a pezzi. Lo stesso Fra. Silvia?>>
    <<La stanno vedendo. Dave è con lei. Non sappiamo come sta però.>>
    <<Fateci sapere appena succede qualcosa. Ciao.>>
    Neanche faccio in tempo a dirgli qualcosa che attacca.
    <<Ti amo.>> Sussurro a me stessa, chiudendo il telefono.
    Sento una lacrima scorrermi lungo la guancia.
    <<Sì lo immaginavo. Però ora dobbiamo correre da Sì.>> La voce di Stefano compare accanto a me.
    Mi passo velocemente una mano per asciugarmi il viso. <<Dal tuo buon umore deduco ci siano buone notizie.>>
    Annuisce e i miei occhi si illuminano.
    Rientriamo di corsa e l’infermiera ci indica una stanza.
    Apro la porta e Silvia è sdraiata su un lettino, sveglia.
    Quasi mi materializzo accanto a lei <<Stai meglio? La testa? Hai dolore?!>> Domando ansiosa.
    Vedo le sue labbra stendersi a fatica in un sorriso, poi mi riferisce debolmente tutto <<Sto bene. L’acqua nei polmoni è via e… -si ferma un attimo, poi prosegue- E il taglio alla testa cucito. Era piccolo: due punti e via.>>
    <<Ora chiamiamo tua madre.>> Le dice Davide.
    Lei sgrana gli occhi <<No. Domani sono fuori da ‘sto posto. E torno a levare i punti tra due settimane. Mamma non deve sapere niente. Per favore.>> Mi guarda per cercare aiuto.
    <<Sì, Dà. È tutto ok così. Domani esce e poi con una scusa qualsiasi ritorna qui per levarsi i punti. Fila tutto.>>
    Silvia mi strizza l’occhio e mi chino per baciarle la guancia.
    <<Siete senza speranza.>> Ride Davide.
    <<Per questo ci adori >> Gli dico ridendo, seguita da Silvia.
    <<Allora noi stanotte abbiamo dormito da Ste. E domani mattina quando ti svegli torni a casa. Ora fatti una bella dormita di dodici ore. Noi pensiamo al resto.>> La rassicuro.
    <<Mi fido di te.>> Risponde soltanto.
    <<E fai bene. Ti voglio bene.>>
    <<Grazie per il salvataggio da bagnina.>> Tossisce una risata.
    Rido anche io <<Ti faccio anche l’entrata in acqua alla baywatch quando esci da qui.>>
    <<Ci conto…>> E dopo un secondo si addormenta.
    Mi volto verso i ragazzi <<Ok. Dobbiamo mettere a punto tutto. E…>> Bussano alla porta.
    Tutti ci voltiamo ed entra Ludovica.

  3. #53
    V.I.P


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    Predefinito Re: »ti chiedo scusa ma, io non ti chiamo amoяe!

    <<Ludo!>> Stefano va ad abbracciarla <<Stai bene?>>
    Lei sorride <<Sì. Grazie. –ci guarda- Ka e Fra erano già addormentati… Io non riuscivo a dormire e ho preso il motorino di Francesca… -sposta lo sguardo su Silvia- Sta bene?>>
    <<Sì. Tua madre ha chiamato Sabrina. E mia madre ha chiamato me. Le ho detto che eravamo a dormire da Ste e che era tutto ok.>>
    Ludo annuisce <<Ok. Perfetto. Mi aveva già chiamato mamma però il telefono era spento… Mi ha chiamato fuori di qui. E ho aspettato di entrare. Ora la chiamo e le dico che siamo da Ste…>>
    Si mette in un angolo e chiama la madre.
    Poco dopo ci viene vicino <<Ah a che ora torniamo domani? Bah…>> Ci guarda disperata, le mimo <<A pranzo.>>
    <<…Verso pranzo. Sì sono a casa verso l’una. […] Certo. Sempre. ‘Notte.>> Attacca e chiude gli occhi, respirando profondamente.
    Quando li riapre dice <<E anche ‘sta volta siamo salvi.>>
    Annuiamo e le raccontiamo quello che ci ha appena detto Silvia.
    Ci accasciamo stremati chi sulle poltroncine, chi sulle sedie.
    Mi si chiudono gli occhi…

    Sento bussare alla porta e vado ad aprire.
    Mi ritrovo Ka di fronte.
    Gli butto le braccia al collo <<Scusa. Scusa. Ti amo.>> Gli dico tra le lacrime.
    Mi prende le mani e mi guarda in viso <<Non piangere sul latte versato.>>
    Lo guardo cercando di capire.
    <<Non c’è niente da capire. Ho ritrovato Francesca e… Mi dispiace. Eravamo a casa sua e…>>
    <<No. Non è vero.>> Trattengo le lacrime, mentre dalla mia voce traspare la rabbia.
    <<È successo e basta.>>
    <<Brutto str*nzo!>> Inizio a colpirgli il petto, ma le sue mani mi fermano e…

    …E due mani mi scuotono.
    <<Eri, svegliati!>>
    Questa non è la voce di Ka.
    Apro gli occhi e Ste mi appare davanti.
    <<Ci sei?>> Mi passa la mano sotto il mento, guardandomi negli occhi.
    <<Io… Sì… Carmine è stato qui?>> Chiedo nella confusione più totale.
    Ste scuote la testa <<No piccola. Non è stato qui.>>
    Mi prende per mano <<Andiamo a prendere qualcosa alle macchinette…>>
    Prendo una bottiglia d’acqua ghiacciata e me la passo sulla fronte.
    Iniziamo a camminare tra i vari corridoi.
    <<Hai litigato con il tuo uomo?>> Mi chiede dopo aver passato dieci minuti in silenzio.
    <<Non si era capito?>> Rido, senza alcuna voglia.
    <<Pensi di non chiarire più?>> Domanda, cercando di capire la mia preoccupazione.
    Questa volta faccio una risata abbastanza sincera <<Se solo sapessi le litigate che abbiamo fatto io e Ka…>>
    Fa un sorriso. <<Noi non litigavamo mai. Cioè, tu sfuriavi e io perdonavo.>>
    Sorrido <<Già. Forse eri troppo dolce nei miei confronti. Non ti reggevo per quello.>> Ammetto sincera.
    <<Ah. E io che pensavo stessi con quel Marco di cui mi parlavi spesso.>>
    Scoppio a ridere <<No, no. Lui è il mio migliore amico. Ora è a Milano. –lo sguardo mi cade sull’orologio- Ma sono le 7 di mattina.>>
    Stefano guarda nella mia stessa direzione <<Sì. Direi di sì. Succede qualcosa alle 7 di mattina?>> Domanda curioso.
    <<No. Ma Carmine e Fra ancora non sono qui…>> Lo dico più a me stessa che a lui.
    <<Oddio non parlarmi di Francesca, ti prego.>> Mi dice con aria scocciata.
    <<Come mai? Non l’avevi catalogata sotto la voce di ‘f*ghe da paura’?>> Chiedo interdetta.
    L’angolo della sua bocca si stende in un sorriso <<Sì. Però il carattere, i principi… Sono sballati. –mi guarda- Come sei tu mi fa impazzire. Il mio unico problema è stato non saperti gestire…>> Sposta lo sguardo dietro le mie spalle e ritorna a me <<Davide è il mio migliore amico e lei… Lei lo tradisce. Ma lo sospetta anche lui… Quindi hai ragione a preoccuparti per Ka…>>
    Scoppio una fragorosa risata <<Carmine non mi tradirà con Francesca. Fidati.>>
    <<Ne sei sicura…?>>
    <<Guarda Stefano, uno dei miei principi è questo: per ogni scelta c’è una conseguenza.>>
    Lui annuisce, afferrando il concetto <<Per cui se Francesca vuole provarci con Ka, o se Ka ci sta sono affari loro... E poi subiranno la conseguenza... Che prevede…?>>
    << Prevedere al fatto che darò fuoco ad entrambi: almeno moriranno insieme.>>
    Lui scoppia a ridere <<Sei perfida.>>
    <<Melo hanno detto parecchie volte.>>
    Siamo poggiati al muro e sento il suo sguardo su di me.
    <<Perché fissi?>> Gli chiedo, cercando di nascondere il nervoso.
    Lui ride <<Perché sei bella.>>
    Balletta di fieno che rotola.
    <<Ah… Grazie. Dove vuoi arrivare?>>
    Si avvicina, mi accarezza i capelli e…



    Capitolo str*nzissimissimo.
    E forse anche di più.
    Oggi c'ho un rodimento di culo particolare.



    http://forum.teamworld.it/forum1743/...ml#post7772635

  4. #54
    V.I.P


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    Predefinito Re: »ti chiedo scusa ma, io non ti chiamo amoяe!

    Altra dose di str*nzaggine.

    36.
    …E meli scompiglia tutti.
    <<Stefano!>> Gli pianto uno schiaffo sulla spalla. <<F*ttiti.>>
    Lui se la ride <<Dai. Bacino di riappacificazione!>> Si avvicina.
    <<Ma come ti passano ‘ste str*nzate per la testa?!>> Gli sbotto. <<Manco per sogno!>>
    Ci ripensa <<Ok. Allora abbraccio di riappacificazione, dai.>>
    Lo guardo scettica.
    Lui insiste <<Eddai! Che non ti fidi?!>>
    <<Vabbè…>>
    E mi lascio andare all’abbraccio, sentendo la sua mano dove non dovrebbe essere.
    <<Stefano checc*zzo.>> Lo allontano in malo modo <<Sei una testa di c*zzo.>>
    <<Non è colpa mia se ti ritrovi il culo che ti ritrovi.>>
    <<Ste.>> Lo ammonisco <<Basta.>>
    <<Ragazzi…>> Sentiamo la voce di Davide che ci richiama.
    Ci voltiamo.
    <<Ehi Dave! Novità?>> Chiedo, raggiungendolo subito. <<Acqua?>> Gli mostro la bottiglia.
    Lui la prende <<Grazie. No nessuna. Silvia ancora dorme… Il dottore è passato e dice che è tutto ok. È un amico di famiglia. Non dirà niente.>>
    Faccio un sospiro di sollievo <<Ero già crepata, Dà!>> Gli do una leggera spinta sulla spalla.
    Ride <<Anche tu no, ti prego! –ridiamo- Comunque è arrivato Carmine. È abbastanza inc*zzato… L’ho salutato e ha ricambiato… Ma più che un ‘ciao’ sembrava un ‘ma vaffanc*lo’.>>
    Faccio finta di ridere <<Si sarà alzato presto.>> Mento. <<Lo vado a salutare.>>
    Ora facciamo i conti.
    Vedo Francesca uscire dalla camera di Silvia.
    <<Ehi ciao! Tutto ok?>> Mi chiede lei, venendomi incontro.
    Mela squadro <<Ma stai bene?>>
    Aggrotta le sopracciglia <<Sì… Tu?>>
    <<Sì. Benissimo. Sai dirmi dov’è Ka?>>
    Brutta zocc*la. Giuro che ti apro in due appena ne ho occasione.
    <<Oh sì. Abbiamo parlato un minuto fa. È andato a fumare. Era un po’ strano ma secondo me è in ansia per Silvia. Ormai lo conosco.>>
    Oh certo. Lo conosci così tanto per dire che sta male per una che manco conosce.
    Ma levate dalle palle idiota!
    <<Grazie. Se cerchi Davide è laggiù.>> Gli indico un corridoio lungo, dove ci sono le macchinette ed inizio a raggiungere l’uscita.
    <<Laggiù dove?>>
    <<A fanc*lo Francesca.>> Le faccio l’occhiolino ed esco, raggiungendo Ka, che finisce una sigaretta e ne inizia un’altra.
    Prima che si accendesse la seconda, gliela prendo dalle mani e la butto nel cestino.
    <<Non migliori la situazione così. Lasciami perdere.>> Cita le mie stesse parole dette durante il viaggio.
    <<Memoria di ferro, eh?>> Dico sarcastica.
    Mi guarda male e mi dice <<Ero arrivato più o meno 5 minuti fa. Ma ho visto che eri molto impegnata con Stefano che ti toccava il culo. Quindi mene sono andato. Mi dispiace di non esserti venuto a salutare amore.>> Assume una finta espressione dispiaciuta.
    Apro la bocca per rispondere ma ne fuoriesce un singhiozzo e sorpresa per la reazione, mi tocco il viso.
    Il quale è rigato da lacrime su lacrime.
    Che c*zzo mi prende?
    <<Non piangere sul latte versato Erica.>> Mi riferisce lui duramente.
    Lo guardo incredula, ricordando il sogno di stamattina.
    E ben presto trovo la forza di rispondere <<Sai hai ragione. Tu sei una causa persa. E sì. Ho finito di piangere per te. Per il semplice motivo che si chiude qui. Auguri con Francesca >>
    Rientro per vedere se Silvia è sveglia per salutarla e tornare a casa.
    Prima passo per i bagni, per rendermi presentabile e cancellare le tracce del pianto.
    La porta si spalanca di colpo <<Che t’è preso prima?!>> Sbotta Francesca.
    Mi volto <<Che a me non prendi in giro. E poi ora hai campo libero con Carmine.>>
    Sto per uscire dal bagno, ma mi afferra il braccio.
    Lo levo dalla sua presa fulminandola <<Tu. Non devi toccarmi. Hai capito? O rimani in ospedale per qualche giorno anche te.>>
    Esco e sorpasso la figura di Ka, diventata ormai invisibile.
    Ma la stretta al cuore non mi passa tanto inosservata.
    Entro nella stanza e Ludovica si è appena svegliata.
    <<Ehi Lù. Dormito bene?>> Le sorrido debolmente.
    <<Sì… Tu perché piangi?>> Mi chiede con un velo di preoccupazione.
    Cosa?!
    Ma non è possibile c*zzo!
    Mi passo una mano sul viso.
    Altra lacrima.
    Ma fanc*lo.
    <<Ho appena sbadigliato. Mi sono svegliata alle 7 stamattina!>> Sorrido, cercando di coprire l’espressione di dolore sul volto.
    Annuisce poco convinta <<Ok…>>
    Sì. Potevo anche inventarmi una balla migliore.
    Che c*zzo.
    <<Ora devo scappare. Tutto apposto qui?>> Domando, prima di andare.
    <<Sì, sì. Vai pure. Ci sentiamo per telefono tesoro.>> Mi da un bacio e lascio la stanza.
    Cammino per la strada, dirigendomi verso la fermata dell’autobus.
    Almeno ora passano.
    <<Ehi, passaggio?>> Mi domanda Mattia, passando in macchina, con Stefano accanto.
    Rifiuto con un sorriso <<No grazie.>>
    Stare da sola e deprimermi come non facevo da anni: meta da raggiungere.
    <<Ok. Se serve qualcosa chiama >>
    <<No! Chiama me!>> Ribatte Ste.
    Li lascio litigare, mentre corro a prendere l’autobus che è appena arrivato.
    Quando scendo alla mia fermata, corro nuovamente per salire su una barchetta per raggiungere la spiaggia di Marina Piccola.
    È tutta una corsa contro il tempo.
    Faccio i mille gradini e finalmente sono tra le rocce e il mare.
    C’è una piccola grotta, dove passavo le intere giornate a giocare con le ragazze.
    Mi sdraio lì dentro e comincio a pensare.
    C*zzo. Sono passati vent’anni e sto ancora buttando la mia fiducia al vento.
    Con Francesca 15 anni di amicizia e ci provi col mio ragazzo. Nonostante tu sia fidanzata.
    Ah giusto: ex ragazzo.
    Che schifo.
    Il telefono interrompe il flusso dei miei pensieri.
    Loredana.
    Alla vista di quel nome sento il bisogno di scoppiare in lacrime.
    Loredana no, c*zzo.
    Rifiuto la chiamata e cerco di riprendere il controllo di me stessa.
    Il telefono squilla nuovamente.
    Lei non molla.
    Che c*zzo!
    Rispondo <<Voglio morire. Se conosci un modo veloce e in dolore sei la ben accetta in caso contrario, ciao.>>
    <<Io ti ammazzo.>> Sibila.
    <<Sì. Tu sei perfetta. Lama da 15 o rivoltella? Però la pistola è rumorosa… Ricorda il silenziatore.>>
    Sì. Modo stupido per manifestare la depressione e l’inc*zzatura.
    <<No. Con le mie mani. Perché Erica, perché?>> Mi chiede con tono supplichevole.
    Sono sicura che si riferisce al motivo per cui la situazione tra me e Carmine sia degenerata.
    <<Perché il silenziatore? Perché se ti sentono sei f*ttuta.>>
    <<Erica che c*zzo. Devi piantarla. Ma non tene frega un c*zzo?!>> Sfuria lei.
    Mi metto a sedere, iniziando a sputare veleno <<Brutta idiota. Tuo fratello non si fida di me e dovrei starmene zitta?! E mi chiedi anche perché l’ho lasciato?! Mi sono rotta il c*zzo di dare spiegazioni in giro. F*ttiti. Sia tu che Carmine.>> Prendo e aggancio.
    La faccia di Stefano sbuca dall’ombra.
    <<Che c*zzo ci fai qui? Non ti conviene essere qui. Sparisci.>> Lo caccio.
    <<Per aiutarti.>> Afferma lui.
    <<Stefano. Sparisci.>> Ribadisco il concetto.
    Un ulteriore problema non mi serve.
    <<Ti sarò utile sicuramente.>> Replica deciso, avanzando fino a sedersi accanto a me.
    <<Ah sì? E a cosa?>> Gli sbotto contro.
    <<Con me non servono parole.>> Mi prende il viso tra le mani e inizia baciarmi.
    Non rispondo al bacio, allontanandolo dal mio viso e spostando lo sguardo.
    Mi bacia il collo, fino a sussurrarmi all’orecchio <<E dai. Non resisterai a lungo…>>
    <<Stefano, finiscila.>> Cerco di alzarmi, ma lui mi costringe a fissarlo.
    Sorride, sapendo di avere la vittoria in pugno <<Vendicati.>>
    Rimango a guardarlo e la mia mano si posa sul suo collo, per avvicinarlo a me.
    Mi fa scivolare sotto di lui e le nostre labbra sono di nuovo attaccate…



    Ahio.
    Situazione critica.


    http://forum.teamworld.it/forum1743/...ml#post7772635

  5. #55
    V.I.P


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    Predefinito Re: »ti chiedo scusa ma, io non ti chiamo amoяe!

    Hi beautiful!

    Bonne lecture!

    37.
    Prima di poter passare il limite mi fermo, sgusciando da sotto di lui <<No.>>
    <<Perché?>> Poggia la sua mano sulla mia guancia, accarezzandola con il pollice.
    <<Perché tu non sei lui.>> Gli prendo la mano e la sposto, alzandomi e facendo di corsa la scalinata.
    Con il fiatone, continuo a camminare e camminare fino a che non raggiungo casa di zia, esausta.
    Andrea si accorge subito del mio arrivo <<Eccolaaaaaaaaaaaa!>> Mi corre incontro ed io lo prendo in braccio, facendogli fare una giravolta <<Ciao piccolo uomo.>> Gli bacio la guancia.
    <<Ciao piccola.>> Mi mostra la lingua lui.
    Come lo dice lui è nettamente più meraviglioso di come lo possa dire qualsiasi altro.
    Mamma arriva mezzo minuto dopo <<Vieni che è pronto il pranzo.>> Mi informa.
    <<Sì. Ciao anche a te madre. Sto bene, comunque.>> Rispondo acida, mentre mano per la mano con Andrea, andiamo a sederci a tavola.
    <<Già te rode?>> Chiede mamma.
    <<Prova a non fare l’antipatica quando mi devi dire le cose.>>
    <<Bene.>>
    <<Sì. Bene.>>
    Raggiungo papà e dopo averlo baciato, mi sto per sedere ma mia madre mi domanda <<Vai a chiamare Carmine. È di sotto.>>
    O m*rda.
    Sento già i sensi di colpa attanagliarmi.
    <<È qui?>>
    Mamma mi guarda stranita <<Sì… Avevate detto che tornavate verso quest’ora…>>
    Papà mi rivolge un altro sguardo indagatore <<Non sei venuta con lui? È passato 5 secondi fa.>>
    Scoppio a ridere, cercando di rendere la risata più vera possibile <<Ci siete cascati eh! Lo vado a chiamare subito!>> Con estremo e finto entusiasmo scendo le scale e intravedo qualcuno uscire dalla stanza.
    Mi nascondo dietro la siepe e quasi con certezza assoluta vedo uscire Francesca.
    Sento la voce di mamma da sopra <<In effetti mi sembrava un po’ strano… Non si divertirà troppo nostra figlia a farci i dispetti?>> Ride mamma.
    <<Avrà ripreso dal padre.>> Risponde semplicemente papà.
    Quando Francesca sparisce mi avvicino verso la porta.
    Beh, almeno siamo pari.
    Metto una mano sulla maniglia e apro la porta.
    Ritrovandomi Carmine che si rimette la maglietta.
    La sensazione, più o meno, è come se qualcuno ti aprisse il petto e ti strappasse il cuore.
    Sorrido, concentrandomi a comportarmi come se tutto sia tutto normale.
    <<Il pranzo è pronto.>> Lo avverto.
    Carmine ricambia il sorriso <<Arrivo subito. Sai prima ero impegnato.>>
    Ah sì?
    Altro sorriso tirato <<Anche io. È una fortuna che sia arrivata in tempo. –sto per uscire dalla stanza, ma mi giro verso di lui- Ah. Ti saluta Stefano, comunque.>>
    La mascella di Carmine si contrae ma prosegue con il suo sorriso <<Hai detto che ricambio no?>>
    <<Ovviamente >>
    Giro i tacchi e ritorno in terrazza da zia.
    Fantastico.
    Si è sc*pato Francesca.
    ‘Sta tr*ia.
    Mi siedo a tavola e lui arriva dopo pochi minuti.
    Non mangio quasi niente.
    Impegno la mia testa e le mie azioni ad imboccare Andrea e ad inventarmi storielle idiote per fargli finire la pasta.
    <<Non mangi?>> Mi chiede con espressione preoccupata mamma.
    No. Tengo la forchetta bassa da 40 minuti per divertimento.
    <<Non ho fame mamma. Ieri sera abbiamo mangiato tanto.>>
    Solita c*zzata.
    A questo servono le uscire serali: per pararti il culo quando non hai fame perché al posto dello stomaco hai una voragine enorme.
    <<BUM!>> Grida Andrea, facendo saltare la forchetta e facendomi arrivare quello che c’era infilato sopra, dritto, dritto sopra i miei capelli.
    Zia parte subito di schiaffi e lui parte a piangere.
    <<Sempre il cattivo devi fare.>> Gli dice inc*zzata zia.
    Traduzione di ‘cattivo’: testa di c*zzo.
    È incredibile come i bambini possano farmi di tutto e io non mi smuovo di una virgola.
    Alla loro presenza divento spaventosamente dolce.
    Mio cugino mi fa perdere la pazienza poche volte.
    Non che ci voglia molto nel mio caso.
    <<Tutto apposto?>> mi domanda zia.
    ‘Ste c*zzo di domande. Mica mi ha ammazzato.
    Zia c’ha lo schiaffo pronto per ogni occasione.
    Inutile dirle che non occorre massacrare il figlio.
    <<Sì, grazie. –mi alzo- Vabbè, vado giù per farmi una doccia già che ci sono.>>
    Saluto e mi chino per baciare Andrea <<Sei una peste.>>
    <<I tuoi capelli sono brutti.>> Mi risponde con un’occhiataccia.
    Le risposte sensate dei bambini.
    Rido e corro in stanza per buttarmi sotto la doccia.
    Una volta uscita mi asciugo e fermo i capelli sulla testa con un mollettone.
    Mi vesto e il telefono inizia a suonare: Davide.
    <<Ehi Dà. Tutto ok?>> Chiedo subito.
    Ho bisogno di buone notizie, c*zzo.
    <<Sì, sì tranquilla. Silvia si è svegliata da una mezz’oretta. Ha mangiato e vuole vederti.>> Mi informa.
    Le mie labbra si distendono in un vero e proprio sorriso. <<Arrivo subito!>>
    Mi sciolgo i capelli e avverto i miei del mio programma pomeridiano.
    Ovvero vedermi con Silvia e gli altri in piazza.
    Più verità di così si muore!
    <<Ka non vai con lei?>> Domanda mamma, con la faccia di chi ha capito che c’è qualcosa che non va e DEVE scoprirlo.
    <<Sì, mi stavo alzando. –sposta la sedia e saluta tutti- A dopo.>>
    Saliamo le scale tranquilli, uno accanto all’altra e appena siamo nascosti alla loro visuale, corro spedita ad aprire il cancelletto e incontro il figlio di un’amica di zia.
    <<Ehilà bellissima!>> Ferma il motorino e mi bacia la guancia <<Dove vai di bello? -nota Ka alle mie spalle- Con il fidanzato, eh?>>
    <<No.>> Rispondo gelida ma cerco di riprendermi sorridendogli <<Devo andare da un’amica. Abita vicino l’ospedale…>>
    Il suo viso si illumina <<Ah quei palazzi sul bianco-panna?>>
    Sorrido <<Sì proprio quelli! Mi dai uno strappo?>>
    Non li ho manco mai visti dei palazzi sul bianco-panna ma dettagli.
    <<Certamente. L’unico problema è che non c’è spazio per il tuo amico…Ma dov’è?>>
    Mi guardo intorno e in effetti Carmine è scomparso.
    Bah.
    Salgo e mi allaccio il casco <<Ah boh. Affari suoi.>>
    Mi lancia uno sguardo come per dire: Stai fuori.
    Faccio finta di niente e partiamo in direzione dell’ospedale.
    Mi lascia là davanti ed io lo guardo in modo interrogativo <<Non mi va di arrivare fin laggiù. È un casino tornare indietro. Guarda per arrivare a quei pal…>> Lo blocco <<Sì, sì. Quello lo so Grazie per il passaggio Mario.>> Gli bacio la guancia e aspetto che mi sorpassi.
    Quando lo vedo scomparire oltre la curva mi fiondo in ospedale, verso la camera di Silvia.
    Entro piano, piano e vedo Davide addormentato sulla poltroncina e Silvia che mi fa segno di fare silenzio e mi sorride.
    Si mette a sedere e ci scambiamo un abbraccio.
    <<Amore dormito bene?>> Le chiedo sussurrando.
    Lei fa un sorriso enorme <<Sì, sì. Sto molto meglio, davvero. Passa l’infermiera tra poco e mi dimettono.>>
    Lancio uno sguardo a Davide <<È rimasto qui tutto il tempo eh?>>
    Lei ride <<Lascia perdere. Per convincerlo a tornare a casa per una doccia e per mangiare c’ho messo due vite!>>
    Ridiamo.
    <<Io stamattina mene sono andata di corsa, sennò gli avrei dato il cambio volentieri ma…>> Mi fermo, spostando lo sguardo per cambiare discorso ma lei mi richiama subito <<Ma?>>
    <<Ma non ero in me stessa in quel momento.>> Concludo lì.
    Lei mi studia <<Cos’è successo Stellì?>>
    Scoppio a ridere.
    Lei e i suoi soprannomi.
    <<Ho lasciato Ka.>>
    Rimane a bocca aperta <<È uno scherzo vero?>>
    Scuoto la testa.
    <<Non si fidava di me. Poi Stefano c’ha messo il carico da novanta…>>
    Insieme a qualche altra lacrima, finisco di raccontarle tutto.
    Le mi asciuga il viso <<Pensi che lui e Francesca abbiano…>>
    <<Sì. Perché ho visto Francesca uscire dalla nostra camera quando lo stavo andando ad avvertire per il pranzo e lui mi ha detto ‘Scusa. Ero impegnato.’ E io…>>
    Continua lei <<L’hai ripagato con la stessa moneta. Inventandoti di Ste.>>
    La guardo esitante.
    <<Perché ti sei inventata di Stefano, vero? Erica.>> La sua voce si indurisce.
    <<C’è stato un bacio. Una m*rda di bacio.>> Il tremolio nella mia voce aumenta.
    <<È uno stupido bacio. Non siete andati oltre, giusto?>> Domanda preoccupata.
    Scuoto la testa <<Assolutamente no.>>
    Mi fa un sorriso, sollevata. <<Bene. –riprende la mia mano e mi costringe a guardarla in viso-Tesoro tu lo ami ancora. Lo stesso lui. E sono sicura che si tratta solo di un periodo no. Tornerete insieme.>>
    Le stringo la mano e la guardo <<Non credo sarà così semplice.>>
    Lei sgrana gli occhi <<Cosa?! E perché?!>> Chiede allarmata.
    <<Se Ka scopre di Ste mi ammazza. O ammazza lui o ci uccide entrambi. E non mi parlerà per il resto della vita.>> Sento una lacrima formarsi all’angolo del mio occhio e scendere lungo la guancia.
    <<Ehi. Tu non ci fai caso ma, vi rendete conto quanto vi amate voi due? Nonostante state sempre a stuzzicarvi, vi guardate in un modo... Tutto vostro. Intenso. Riuscite a capirvi anche solo con lo sguardo. I sorrisi, i baci. Siete, siete spettacolari.>>
    Rimango a bocca aperta.
    Lei prosegue ridendo <<E comunque, io punto su Ka che ammazza Ste!>>
    Rido con lei e sentiamo Davide muoversi.

  6. #56
    V.I.P


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    Predefinito Re: »ti chiedo scusa ma, io non ti chiamo amoяe!

    Apre gli occhi.
    Noi ci mettiamo a ridere per la sua faccia addormentata.
    <<Ma buongiorno.>> Lo saluto. <<Ti vado a prendere un caffè?>>
    <<Se lo fai ti sposo, lo giuro!>> Ride lui.
    <<Vado subito allora >>
    Vado alle macchinette e seleziono il caffè con un cucchiaino di zucchero.
    Ritorno in camera e trovo Davide e Silvia uniti in un bacio.
    <<Ops. Scusate…>> Dico imbarazzata, mostrando il caffè a Davide.
    Silvia arrossisce leggermente e lui sta per dire qualcosa ma lo fermo.
    <<Tranquillo. Hai fatto benissimo. Piscia Francesca e mettiti con Silvia. Ti merita più di lei.>>
    Loro ridono e Silvia risponde <<Grazie per la tua benedizione tesoro!>>
    Rido e l’infermiera entra nella stanza <<Vedo che sta molto meglio signorina.>> Le sorride dolcemente e dopo un ultimo controllo e una firma Silvia si prepara ed usciamo da quel dannato ospedale.
    <<Ragazze ho la macchina. Ave Cesare!>> Annuncia Davide.
    <<Ti adoro Davide, ti adoro!>> Gli bacio la fronte e mi accomodo dietro, mentre Silvia va a fargli compagnia davanti.
    <<Musica, musica, musica.>> Ripeto da dietro.
    <<Arriva Metti Gigi D’Alessio.>> Dice Davide a Silvia.
    <<STOP. Innanzitutto ho detto MUSICA. E Gigi D’Alessio non credo la sappia fare. Comunque se devi mettere quell’obbrobrio preferisco una coltellata.>>
    Lui ride <<Perfetto. Direi niente Gigi. Che fai, vieni con noi da me?>> Propone lui.
    <<No, no. Lasciami pure da zia.>>
    Silvia si gira guardandomi di traverso <<Stupida. Spero che tu non venga non per il motivo che so io.>>
    Rido <<Figurati se non vengo perché così vi disturbo, piccioncini! Stai parlando con una che è nata per disturbare la gente, amore. Dovresti saperlo >>
    Lei ride <<E io sono la più gettonata tra le tue vittime, vero?>>
    <<Brava ciccina.>> Le do un bacio e mi lasciano davanti casa <<Ciao belli!>>
    <<Ciao romana!>> Mi salutano insieme ed entro.
    A passo svelto la raggiungo la terrazza.
    Ora che il sole tramonta è uno spettacolo meraviglioso.
    Due mani mi coprono gli occhi.
    Sussulto e vado subito a sentire i polpastrelli.
    Il battito del cuore aumenta.
    <<Carmine.>>
    Mi scanso da lui <<Cosa vuoi?>>
    <<Te.>>
    <<Inventati qualcosa che non sia banale.>> Lo guardo male e mi dirigo verso la nostra stanza.
    Mi afferra per un braccio <<Aspetta.>>
    Lo aggredisco <<Aspetta cosa, aspetta?! Mandi a p*ttane tutto e pensi di risolvere così?! Carmine, ragiona sulle cose prima di dirle e di FARLE.>> Sottolineo l’ultimo verbo e mi avvio verso le scale.
    <<Ho parlato con Ste. Perché ti sei inventata di esserci andata a letto?>>
    <<Perché ti sei sc*pato Francesca?>> Gli chiedo di rimando.
    <<Per il semplice motivo che non l’ho fatto.>>
    <<E secondo te io ci credo. E ho detto io a Stefano di mentirti nel caso glielo avessi chiesto.>> Continuo a mentire.
    Probabilmente più a me stessa.
    A chi voglio nascondere che non riesco più a stare senza di lui?



    E mo la discussione come andrà a finire?





    http://forum.teamworld.it/forum1743/...ml#post7772635

  7. #57
    V.I.P


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    Predefinito Re: »ti chiedo scusa ma, io non ti chiamo amoяe!

    Bellissime donne, eccolo finalmente: il 38!
    AHAHAHAHAHAH
    Perdonate l'assenza...
    Comunque domani parto e torno il 15, quindi ho pensato fosse d'obbligo postare!
    AHAHAHAH

    Buona letturaaaa

    38.
    I tratti del suo viso diventano di marmo e la mascella si contrae <<Bene. Non credermi. Stefano mi ha comunque assicurato che non è successo niente. Ha detto che sennò se lo sarebbe ricordato. E anche bene.>> Termina la frase infastidito.
    Scuoto la testa ridendo amareggiata.
    Gli punto il dito contro <<Tu mi stai parlando solo perché hai avuto la prova della mia fedeltà. Tu non hai capito che c’è in gioco qualcosa di più grande. Carmine, tu non ti fidi di me!>>
    <<Senti. È da due giorni che ti sei allontanata. E poi vedo che te ne stai da sola con Stefano. Posso pormi qualche domanda?!>> Sbotta inc*zzato.
    <<E secondo te perché mi sono allontanata, eh?! Testa di...>>
    <<E siamo arrivati!>> Sento la voce squillante di zia che mi ammonisce con lo sguardo, tenendo per mano Andrea.
    Le faccio un sorriso di scuse e fulmino Ka con lo sguardo<<Barbabietola.>>
    Lui scoppia a ridere e Andrea mi salta in braccio <<Perché urlavate?>>
    <<Perché Ka non sentiva bene sennò.>> Gli rispondo, poi rivolgo un sorriso a lui <<Giusto amore?>>
    <<Giustissimo tesoro.>> Risponde Carmine con il mio stesso tono smielato.
    <<Ora mi accompagni giù?>> Mi chiede.
    <<Altra prova costume?>> Domanda al mio orecchio Andrea.
    Scoppio a ridere.
    <<No. La prossima prova costume chi lo sa se ci sarà.>> Altro sorrisino str*nzo a Carmine e faccio scendere Andrea <<Inizia a giocare tu, io ti raggiungo tra un po’.>> Gli do un bacio e insieme a Ka ci chiudiamo nella nostra camera.
    <<Barbabietola, eh.>> Osserva lui.
    Cerco di trattenere una risata e lo guardo male <<Allora ti ripeto il concetto: testa di c*zzo.>>
    Lui alza le mani <<Bene.>>
    Inizio a camminare su e giù per la stanza.
    Che nervoso!
    <<Ti calmi per favore?>> Domanda lui, cercando di non innervosirsi.
    <<No.>>
    <<Erica. Con Francesca non è successo niente. Tel’ho fatto credere. Esattamente come hai fatto tu riguardo a Ste.>> Afferma.
    Mi viene da ridere.
    Siamo uguali, santo cielo.
    Continuo a sorreggere il suo sguardo.
    <<Non sono andata a letto con Ste.>>
    Lui soppesa ogni parola, mi guarda con confusione fino ad arrivare alla conclusione giusta <<Vi siete baciati.>>
    Annuisco.
    <<Non ci credo. Porca putt*na Erica!>> Inizia ad urlarmi contro. <<Pensavi sul serio che era finita davvero?! Ti giuro che non ti ho mai visto fare una c*zzata più grande di questa.>>
    Mi guarda un’ultima volta, prima di uscire sbattendo la porta.
    Quello sguardo l’ho conosciuto una volta.
    E mi ero ripromesso di non rivederlo più.
    La delusione scolpita sul suo volto.
    Ed io mi ritrovo di nuovo con le lacrime che scorrono sul viso.
    Mi butto sul letto, con la testa sotterrata nel cuscino.

    Vengo risvegliata da una voce femminile che mi chiama <<Erica, Erica!>>
    Alzo la testa e riconosco Silvia.
    Esco fuori, andandole incontro <<Ehi! Che ci fai qui?>>
    <<Stefano e Carmine!>>
    Sgrano gli occhi.
    Por*o c*zzo!
    Ed iniziamo a correre.
    <<Dove sono?>> Domando agitata.
    <<Stefano probabilmente già è morto.>> Risponde lei.
    <<SILVIA.>> La ammonisco.
    <<Oddio, scusa, scusa. Piazzetta. C’è Davide e Mattia. Dovrebbero tenerli divisi.>>
    Arrivo lì senza fiato, vedendo Stefano rispondergli sfacciatamente e Carmine perdere le staffe.
    M*rda.
    <<Ka!>> Lo richiamo e appena mi vede, sparisce in un vicolo.
    Lo rincorro fino a prenderlo per un braccio. <<Che volevi fare?! Pensi che con un pugno tutto si risolva?>>
    <<Mi sarei sentito meglio.>>
    Gli prendo il viso tra le mani, poggiando la mia fronte contro la sua, mentre lui stringe delicatamente i miei polsi.
    <<Anche con Francesca è successo qualcosa?>> Più che una domanda, è un’affermazione.
    Non risponde.
    Questo basta.
    Chiudo gli occhi, sentendo piano, piano come la notizia si deposita nella mia testa.
    Respiri lunghi e profondi.
    <<Sai che con un pugno non si risolve niente, vero?>> Mi domanda, accennando un sorriso.
    <<Sai già che non mene frega un c*zzo vero?>>
    Apro gli occhi, ritrovandomi nei suoi <<Il problema della fiducia rimane ugualmente.>> Gli ricordo.
    <<Tu hai capito che ti amo oltre tutte le mie aspettative?>>
    Le parole che ha appena detto mi lasciano senza respiro.
    <<Tu non hai capito quando io amo te.>>
    Lo abbraccio forte.
    <<Mi dispiace.>> Sussurra, mentre la sua mano scivola fino a stringere la mia.
    <<Non sono bravo a dimostrare le cose, c*zzo. Io mi fido di te, mi fido porca miseria. Io non voglio rinunciare a te. Mai.>>
    Credo che questo sia il suo primo discorso serio.
    Mi alzo fino a toccare le sue labbra.
    Mi poggia contro il muro, approfondendo il bacio.
    Ci siamo ritrovati.
    Al bisogno di ossigeno, mi stacco per prendere fiato.
    I nostri sguardi sono incatenati.
    <<Ti amo anche io.>>
    Lui sorride e aderisce nuovamente le sue labbra alle mie.
    <<Mi sei mancata.>> Sussurra contro le mie labbra <<Stavo avendo una crisi di astinenza dalla tua str*nzaggine.>>
    Sorrido a un centimetro dalle sue labbra <<Ah non perché Francesca non era alla tua altezza?>> Domando ridendo.
    <<Tesoro, nessuno è alla tua di altezza. Comunque… Ho già detto che ti amo?>>
    <<Mmmh. Forse l’hai accennato qualche minuto fa…>> Rido e ci perdiamo in un ulteriore bacio.

  8. #58
    V.I.P


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    Predefinito Re: »ti chiedo scusa ma, io non ti chiamo amoяe!

    Non ricordo neanche come ci sono ritornata qui.
    Mi ricordo solo io e lui.
    Di nuovo insieme.
    Sento un dito disegnare leggero dei ghirigori invisibili sulla mia schiena.
    <<’Giorno.>> Lo saluto.
    <<’Giorno.>> Si china per baciarmi il collo <<Sei più bianca del latte.>> Ride.
    <<Batto Dani?>>
    <<Decisamente sì!>>
    Scoppiamo a ridere.
    <<Quanto ho dormito?>> Domando assonnata.
    <<Un’ora e mezza.>>
    <<M*rda. Andrea.>> Mi ricordo all’improvviso.
    Lo sento sospirare pesantemente.
    Si becca uno schiaffo in pieno stomaco <<Ma la finisci di essere geloso per ogni essere vivente? È un bambino c*zzo!>>
    <<Ma non puoi stargli appiccicata tutto il giorno!>> Ribatte inc*zzato.
    <<E chi melo impedisce?!>> Urlo.
    <<IO!>> Si butta sopra di me e mi zittisce premendo le sue labbra sulle mie.
    Per i primi 5 secondi cerco di resistergli, ma poi mi sciolgo sotto il suo tocco.
    <<Sei scorretto, sei molto scorretto!>> Gli mordo il labbro inferiore.
    Lui ride <<Fai silenzio donna. E dammi un altro bacio.>>
    <<Seh. Ao a bello t’accolli. Lè. ‘Namo da mi cugino.>> Gli do una spinta e lo faccio ricadere di lato sul letto, mentre io mi alzo e mi rivesto velocemente.
    Gli lancio i suoi vestiti e una volta pronto, saliamo su.
    Zia sorride <<Tutto bene?>> Chiede, notando le mani intrecciate.
    <<Adesso sì.>> Ricambio il sorriso <<Andrea?>>
    <<Zio l’ha portato un po’ alle giostre. Stavo riordinando qui fuori… Vai ad aiutare tuo padre che cucina.>>
    <<Good >>
    Entriamo in casa e mamma ordina a Ka ti apparecchiare la tavola.
    <<Sìssignora.>> Risponde ridendo lui, iniziando a fare avanti e indietro tra la terrazza e la cucina.
    <<Manco io lo comando così a bacchetta, oh.>> Gli dico scherzando a mamma.
    Lei ride <<A proposito tutto apposto tra voi due?>>
    Annuisco <<Sì.>>
    <<Perché che era successo?>> Domanda interdetto mio padre.
    Entrambe scoppiamo a ridere.
    <<Papà. Non ti sfugge niente, eh.>> Gli dico ironica.
    <<Invece di fare la simpatica, taglia quella cipolla.>> Mi ordina.
    Rido e mi metto al lavoro.
    Ceniamo e sono iper-attiva.
    Non vedo l’ora di riabbracciare Silvia e di fare il culo a Francesca.
    Finiamo di mangiare e sono già in piedi.
    Saluto frettolosamente tutti e prendo Ka per un braccio <<Muoviti.>>
    <<Arrivo, arrivo.>> Risponde scocciato.
    Siamo in piazzetta e stritolo Silvia in un abbraccio<<Scusa se oggi sono scappata via…>>
    Lei ride <<Ma che scherzi?! Vi siete chiariti a quanto vedo…>>
    Sorrido <<È il tuo sesto senso che ti parla?!>> La prendo in giro.
    <<No. È Carmine che non ti stacca gli occhi di dosso.>> Mi strizza l’occhio e dopo essermela spupazzata, vado salutare Ludo, Davide e Stefano.
    Stando bene attenta che Carmine e lui non si intercettassero.
    Ci sediamo su una panchina.
    <<E dopo ‘sta grande avventura…>> Inizio io.
    <<…Se riposamo!>> Termine Silvia con una risata.
    <<E me pare ovvio!>>
    Ridiamo e domando <<Come mai la Fra non è qui?>>
    <<Perché si c*ga sotto di incontrarti.>> Mi informa Ste, con gli altri che acconsentono.
    <<Direi che ha ragione.>> Replica Ka guardandomi e scuotendo la testa ridendo.
    Rido e gli bacio la guancia.
    Poi la riconosco che viene verso di noi <<Nah. Eccola là. –con un gesto del mento indico una figura che sbuca da dietro la fontana- Dio mio, la vorrei strangolare.>>
    Silvia ride <<Fallo. Ti prego.>>
    <<Io devo anche parlarci con lei… Quindi fallo dopo.>> Mi ricorda Davide.
    Annuisco e arriva davanti a noi <<’Sera ragazzi.>>
    Si avvicina per salutare Carmine.
    <<ALT. Levati dalle palle signorina.>> La fermo all’istante.
    <<Ma è solo…>> Comincia a dire ma taglio corto <<Sta zitta.>>
    <<E vieni un attimo con me…>> La invita Davide.
    Lei mi guarda confusa e lo segue.
    Parlano e parlano.
    Da come gesticola con le mani Francesca è disperata.
    Mentre lui non si scompone: prosegue tranquillo e terminato il discorso, rimane in silenzio per aspettare una risposta da lei, che non arriva.
    Lo manda direttamente a fanc*lo e ritorna da me <<Immagino che anche te devi parlarmi.>> Mi riferisce dura.
    <<Ma non devo dirti molto. Solo di f*tterti e di ricordarti che a me non prendi per il c*lo. Passa una buona estate tesoro >>
    <<Ma andate a fanc*lo tu e tutti voi.>> Prende e sculetta via.
    Rimaniamo in silenzio per qualche secondo, non riuscendo per più di tanto a trattenere una risata.
    <<Bene. Partono i festeggiamenti?>> Propone ridendo Stefano.
    <<Direi proooprio di sì. –mi volto verso Silvia- Coca cola hai detto no?>> Le dico sarcastica.
    Lei annuisce ridendo <<Mi hai letto nel pensiero!>>
    Ridiamo e raggiungiamo il locale, passando la serata tra musica e… Analcolici.
    <<Venite a ballare?!>> Ci domanda Silvia, prendendo per la mano Davide.
    Scoppio a ridere <<Ti sembro una che balla?>>
    <<Sì!>> Mi prende per mano e mi tira con lei.
    <<No, tu non ti salvi!>> Afferro velocemente anche la mano di Ka e lo trasporto nel mezzo del locale, dove le casse risuonano a palla e migliaia di corpi si muovono a tempo.
    <<Mio dio.>> Guarda sconcertato la scena.
    Mi metto a ridere <<Fooorza!>>
    Gli prendo le mani e gli faccio fare una giravolta.
    Lui scuote la testa ridendo e me ne fa fare una anche a me, facendo rimanere le nostre mani intrecciate.
    Mi bacia l’incavo del collo <<Da quando in qua ti piace ballare?>>
    <<A me fa schifo ballare.>> Controbatto <<Però è bello vedere una scimmia ballerina.>> Sorrido, mentre lui scoppia in una risata <<Grazie, davvero!>>
    <<Ma quando vuoi! >> Raggiungiamo Silvia e Davide e facciamo di tutto: tra il saltare, il girare, ci scambiamo di coppie, la figura di m*rda fin dal principio, tranne che ballare.
    Usciamo dalla mischia ed io annuncio ridendo <<Ora si va a fare il bagno di mezzanotte!>>
    <<Ci piace, ci piace!>> Esulta Silvia.
    Mi posa un braccio sulle spalle e io sulla vita <<Ti voglio bene papera.>>
    Rido <<Mi mancavano i tuoi soprannomi tigrotta –le scompiglio i capelli- Ti voglio bene anche io.>>
    Sorridiamo e raggiungiamo, questa volta con la macchina di Davide, la spiaggia più vicina: Marina Grande.
    I nomi molto fantasiosi dei capresi.
    Stendiamo un telo e ci sdraiamo lì sopra, aspettando la mezzanotte.
    <<Ci tuffiamo?!>> Domanda euforia Silvia.
    <<No! Aspetti 10 minuti che si fa mezzanotte!>> La rimetto a sedere ridendo.
    Lei mette il broncio e le bacio una guancia <<Lo sai che love you.>>
    <<Io pennnnniente!>> Mi da un morso su uno zigomo.
    <<Ma io ti uccido!>> Inizio a farle il solletico, mentre i ragazzi si allontanano.
    <<Beh, io direi: birretta?>> Propone Carmine a Davide.
    <<Mooolto volentieri. Si butteranno al mare a vicenda?>>
    <<Probabilmente sì.>>
    Ridono ed entrano nel bar.
    <<CAAARMINE! VOGLIO IL GELATO!>> Gli urlo, ma è troppo tardi: esce soltanto con due bottiglie di Heineken.
    <<F*ck.>>
    <<Se mangi il gelato poi non puoi farti il bagno.>> Osserva lui.
    Ci rifletto un attimo.
    <<Adoro il tuo ragazzo.>> Commenta Silvia strizzandogli l’occhio.
    <<Oh bella, vacci piano!>> Le do una leggera spinta, che la fa ricadere sopra Davide.
    <<We cicciaaaa!>> Frega la bottiglia di birra dalle mani del suo ragazzo e mi bagna completamente.
    <<SILVIA. IO TI ROVINO.>> Tuono mentre lei si alza per scappare.
    Con la coda dell’occhio noto Davide e Carmine scambiarsi un’occhiata complice.
    <<Silvia! Stanno complottando qualcosa!>> La richiamo, indicandoli.
    <<Del tipo?>> Chiede lei.
    <<Vai.>> Ka si alza e mi prende in braccio, lo stesso fa Davide con Silvia.
    <<Lo sapevo io!>> Le urlo prima di essere buttata in acqua.
    Risalgo e appena Ka cerca di riprendermi nuoto lontano, svoltando uno scoglio e iniziando a fare il giro.
    Melo ritrovo a metà percorso.
    <<E tu che c*cchio ne sapevi…>> Sto per domandargli ma mi risponde subito <<Davide.>>
    <<Gliela farò pagare.>> Affermo, chiudendo gli occhi a fessura.
    Faccio la linguaccia a Ka e neanche passa un secondo che riesce ad acciuffarmi.
    <<Ma non vale! Devi darmi i 10 secondi standard!>> Obietto, intrecciando le braccia dietro il suo collo.
    Lui ride <<Io non rispetto le regole…>> E si avvicina lasciandomi un bacio salato.
    Si stacca, sorridendomi malizioso <<Hai intenzioni brutte, eh…>>
    Rido continuando a guardarlo con espressione confusa <<Perché…?>>
    <<Non mi stai slacciando tu il costume?!>> Domanda nel panico.
    Nel mentre che scuoto la testa, vedo Silvia risalire <<E il chitarrista è nudooo!>> Urla mentre scappa, lanciando il costume a Davide.
    <<Occ*zzo.>> Sgrana gli occhi Carmine.
    Scoppio a ridere come un’idiota.
    <<Omiodio!>> Continuo, quasi soffocata dalle risate.
    <<Ehi amico, mica starai dalla loro parte, vero?!>> Chiede speranzoso Ka a Davide.
    Raggiungo Silvia <<Ma io ti amo!>>
    Lei ride <<Lo so!>>
    Ka mi guarda disperato, così gli faccio l’occhiolino e vado sotto l’acqua, sbucando dietro Davide.
    <<Mi dispiace.>> Gli sussurro, mentre mi vendico e nuoto via.
    Salgo su uno scoglio e mi metto a ridere <<E ora chi è che è rimasto fregato?!>> Domando ai due fidanzatini.
    Silvia mi guarda stupita <<Donnaaaaa! Sei malefica!>>
    Mi raggiunge qui sopra e sorridiamo.
    <<Perché ci guardate così… Volete per caso qualcosa?>> Domando sarcastica ad entrambi gli uomini.
    <<Str*nza.>> Mi fulmina Ka.
    Anche Silvia mi guarda e dice all’unisono con Davide <Str*nza, sì!>>
    Io li guardo <<Oh. Con calma, eh!>>
    Loro ridono e Silvia mi sussurra all’orecchio <<’Namo và.>>
    Rido <<Vabbè, và.>>
    Ci scambiamo gli indumenti fregati ai rispettivi ragazzi e ci ributtiamo in acqua.
    <<Tieni Man.>>
    Lui mi lancia un’occhiataccia e poi mi ringrazia con un bacio sulla guancia.
    <<Ambè!>> Rido, schizzandogli in piena faccia.
    Lui mi fa una smorfia e mi affonda, spingendomi con la mano sulla mia testa.
    Risalgo e la nottata passa, facendoci un dispetto dopo l’altro.
    …Che poi è quello che facciamo sempre.



    Sorpresona in arrivo!




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  9. #59
    V.I.P


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    Predefinito Re: »ti chiedo scusa ma, io non ti chiamo amoяe!

    E sono viva, sono viva, sono viva!
    : DDDDDDD

    Buona lettura ragazze e perdonate il ritardo D:
    Questo è un periodo un pò triste quindi l'ispirazione non passa a trovarmi spesso >.<

    39.
    La settimana è volata.
    E domani già si riparte.
    Ultimo giorno nell’oasi paradisiaca.
    Mi sveglio e dopo essermi stiracchiata, noto che Carmine dorme beato accanto a me.
    Sorrido: idea malvagia.
    E poi devo vendicarmi per il risveglio di una settimana fa.
    Controllo l’ora sul telefono: mezzogiorno.
    Beh ogni sera facciamo le 5 di mattina oppure non dormiamo proprio quindi, siamo giustificati.
    Scendo lentamente dal letto, attenta a non far rumore e dopo essermi infilata una di quelle magliettone lunghe, salgo di sopra, dove in terrazzo incontro subito Andrea che sta giocando.
    Corre ad abbracciarmi e io gli sussurro all’orecchio <<Facciamo uno scherzo a Ka.>>
    Lui mi guarda confuso <<Perché?>>
    Perché sì.
    Che razza di domanda è?!
    Odio i ‘perché’ dei bambini.
    È un urto al sistema nervoso.
    <<Perché tu che gli dai il buongiorno saltandogli sul letto e facendo casino lo farà svegliare col sorriso.>> Gli spiego sorridente, cercando di trattenere una risata immaginando la sua faccia.
    Annuisce <<Va bene. Posso portarmi il piccolo megafono che mamma mi ha comprato stamattina?>>
    Adoro quando propone cose geniali e neanche se ne accorge.
    <<Ma è perfetto tesoro.>> Gli bacio la guancia e velocemente va di fronte le scale.
    Mi guarda <<Andiamo?!>> Domanda ansioso.
    <<Arrivo. Mi raccomando.>>
    Gli prendo la mano e ci incamminiamo piano, piano verso la nostra camera.
    Sempre con estrema calma apro la porta e controllo Ka.
    Dorme.
    Mi abbasso per mettermi all’altezza di Andrea e gli sussurro <<Al mio tre entri e ti butti sul letto urlando qualsiasi cosa ti viene in mente e puoi anche azionare il megafono, ok?>>
    Lui annuisce deciso <<Sì, sì.>>
    Con un sorriso stampato in faccia si prepara per la sua entrata.
    <<Ok. Uno, due… Tre!>>
    Parte in una corsa buttandosi direttamente su Ka, iniziano ad urlare come un pazzo.
    Carmine sobbalza e sgrana gli occhi di fronte alla scena.
    <<Andrea… Che, che diamine fai qui?>> Domanda, muovendo il capo alla mia ricerca, mentre lui gli urla al megafono <<Ti stanno cercando!>>
    Nel frattempo io sono troppo impegnata a morire dal ridere sulla sdraio di fuori.
    <<Chi è che mi cerca?>> Gli chiede nella confusione più totale.
    <<La polizia!>> Urla lui, iniziando a imitare il suono delle sirene.
    Finalmente riesco ad alzarmi e a raggiungere la camera.
    <<Oh sei arrivata!>> Il viso di Ka si illumina.
    Alzo il viso e lui mi studia <<E perché tu piangi?! O mio dio. Che c*zzo succede?!>>
    Neanche avesse pronunciato quella parola che Andrea inizia a ripeterla nel megafono.
    <<NO!>> Mi fiondo sul letto e glielo frego dalle mani. <<Non ripetere mai più questa parola. È bruttissima. Capito?>> Lo ammonisco.
    <<E io se la voglio ripetere la ripeto.>> Si impunta.
    <<No che non lo fai.>>
    <<Sì, lo faccio.>>
    Svolto gli occhi all’aria.
    E ci risiamo.
    <<No.>>
    <<Sì.>>
    <<No.>>
    <<S…>> Sto per pronunciare la fine della sillaba ma Ka si mette in mezzo e mi leva il megafono dalle mani.
    <<Tu piantala. E tu –fissa Andrea negli occhi- Non ripeterai quella parola punto e basta.>>
    Lui lo guarda con gli occhi sgranati.
    Scende dal letto e scappa via.
    Scoppio a ridere, buttandomi su di Carmine.
    <<Non mi sto divertendo.>> Mi riferisce con tono duro.
    Gli butto le braccia al collo, continuando a ridere.
    Faccio un respiro profondo e alzo il viso, asciugandomi gli occhi <<Piangevo dal ridere.>>
    Lui mi scruta <<Andrea non c’entra un c*zzo in tutta questa storia vero?>>
    Sorrido.
    <<V*ffanc*lo.>>
    Rido, baciandogli le labbra <<Mica tela sarai presa per così poco?>>
    Mi guarda male.
    Gli mostro la lingua <<Vieni a fare colazione con me?>>
    <<Ci devo pensare.>> Mi risponde guardandomi con un’occhiataccia.
    Mi metto a ridere ed esco, avvicinandomi il telefono all’orecchio.
    <<Amor de mi vida.>> Risponde allegra Silvia.
    <<Sì, sono proprio io.>> Commento con una risata.
    <<Puuuahhh. Cosa vuoi bambola?>>
    <<Pranziamo only us e poi mi accompagni a fare una cosa.>> Le propongo.
    <<Yessa. Mi piace. Cosa dobbiamo fare?>> Domanda curiosa.
    <<Una cosa che non sarebbe affatto alla me. Anzi per niente. Ti stupirò.>> E aggancio, prima che potesse fare altre domande, lasciandola alla curiosità.
    Non oso immaginare le parolacce che mi dirà appena mi vede.
    Mi sono fermata sul penultimo gradino, quando sento due mani sui miei fianchi.
    Gliele levo, sbrigandomi a nascondermi dietro una colonna, nell’attesa di mio cugino.
    Carmine alza gli occhi al cielo e avanza verso il tavolo, incrociandolo.
    <<Ehi ometto.>> Lo saluta.
    <<Ciao Ka. Erica?>> Gli chiede.
    Vaga con lo sguardo, fino a guardarmi per chiedermi aiuto.
    Gli faccio segno di mettere di spalle Andrea.
    <<Se chiudi gli occhi e fai mezzo giro, telo dico.>> Risponde Ka.
    E certo. Vedi come ti calcola.
    Andrea lo guarda di traverso <<Perché?>>
    E lo sapevo!
    <<Perché si tratta di una piccola magia.>>
    <<Ma tu non sei un mago.>>
    Vedo Ka sospirare pesantemente.
    <<Oh sì.>> Lo prende in braccio e lo fa voltare <<Visto? In mezzo secondo ti sei spostato.>>
    <<Ma tu mi hai presto in braccio!>> Obietta lui.
    Prima che Carmine potesse esplodere entro in scena.
    <<E quanto scassi!>> Corro dietro di lui e lo prendo a sacco di patate.
    <<Mettimi giù!>> Mi colpisce la schiena Andrea.
    <<Giù dal terrazzo?>> Gli domando con finto sbalordimento.
    <<No. Per terra!>>
    <<Ah. Così.>> E lo lascio per un secondo, per poi stringerlo forte di nuovo <<Oddio, mi stavi per cascare!>>
    <<Eddai!>> Urla infastidito.
    Scoppio a ridere, gli bacio la guancia e lo rimetto a terra <<Così non rompi.>>
    Mi fa una smorfia e torna a giocare.
    Lo guardo sorridendo.
    <<Adori poco i bambini, eh.>> Nota ironico.
    <<Anche se alle volte ti fanno saltare i nervi, sì li adoro. –lo guardo- Poi ormai sono abituata con te >> Rido, andando a sedermi a tavola, ad aspettare zia e i miei.
    Si siede accanto a me <<Sei stranamente di buon umore. Che nascondi?>> Mi domanda sospettoso.
    <<Una sorpresa per te.>> Gli faccio l’occhiolino.
    <<Odio le sorprese.>> Ribatte lui.
    <<Non ci pensare…>> Gli rispondo a bassa voce, mentre mi avvicino per baciarlo.
    Sento qualcuno schiarirsi la voce.
    Mi giro: papà.
    Sorriso innocente <<Bella pà!>>
    Mi guarda storto e viene a sedersi, seguito da mamma e zia che portano tazze di cappuccino e di the con bustoni enormi di biscotti.
    <<Andrea, le gocciole!>> Lo richiama zia.
    Si nutre esclusivamente di quei biscotti.
    <<No! Devo finire di costruire il castello.>> Le riferisce deciso.
    <<Per la tua principessa?>> Gli domando con un sorriso.
    <<No. Per te.>>
    <<Ah capisco. Perché non sono una principessa per te?>> Domando divertita.
    <<No. Sei te e basta.>> Risponde lui.
    Carmine ride ed io continuo a parlare con Andrea <<Allora dato che è solo per me, puoi continuarlo dopo.>> Gli propongo.
    Studia la mia offerta e dopo aver esitato per qualche secondo, accetta e viene a sedersi a tavola.
    <<E c’è il drago cattivo?>> Continuo a chiedergli.
    <<Sì. È zio Sergio.>>
    Scoppio a ridere, guardando mio padre <<Sergio sei il drago cattivo!>>
    <<Esatto. Sputo fuoco.>> Guarda mio cugino con finta aria minacciosa.
    <<E io sono il guerriero con la potente spada!>> Controbatte con decisione lui.
    <<E mi proteggi?>> Gli chiedo.
    Mi guarda come se avessi fatto la domanda più stupida del mondo <<No. Tu stai per fatti tuoi. Io uccido il drago. Tu hai il principe azzurro che è Ka.>>
    Scoppio a ridere <<Grazie, eh!>>
    Poi sposto lo sguardo su Ka <<Mi fai da principe azzurro?>> Gli domando ridendo.
    <<Non mi ritrovo molto nei suoi panni. Cavaliere nero, madamoiselle.>> Mi prende la mano e la bacia.
    Rido <<Oh grazie.>>
    Finiamo la colazione e mamma mi chiede <<Ora noi usciamo per andare a comprare un po’ di regalini in giro, venite con noi?>>
    <<No mà. Devo vedermi con Silvia.>>
    Lei annuisce ed iniziano a sparecchiare, mentre io e Ka scendiamo.
    Sto davanti allo specchio per rifarmi la coda e Ka mi guarda scettico <<Con la Silvia, eh? E dove vai?>>
    Sorrido <<A fare una cosa. Non te la dico tanto.>> Lo bacio ed esco fuori.
    <<Chiamo Davide!>> Lo sento gridarmi.
    Gli faccio cenno di sì col capo e raggiungo Silvia sotto casa sua.
    <<Amò scendi!>> Le urlo, vedendola in balcone.
    <<Arrivo!>> Mi urla di rimando.
    Scende e ci incamminiamo per il corso.
    <<Z*ccola. Ti odio. F*ttiti. Dimmi che dobbiamo fare.>> Mi trapassa con lo sguardo.
    Scoppio a ridere <<P*ttana ora mangiamo un gelato e poi ti dirò.>>
    Lei svolta gli occhi all’aria <<Odio quando fai così.>>
    <<Così come?>> Domando divertita.
    <<Str*nza.>>
    <<Dovresti esserci abituata.>> Le strizzo l’occhio, mentre entriamo nel bar.
    <<Fanc*lo.>>
    Silvia mi sorpassa e inizia a vedere i gusti.
    Rido e le cingo le spalle con un braccio <<Che ti prendi?>>
    <<Il gusto a: fatti i c*zzi tuoi.>>
    Continuo a ridere <<Odio quel gusto.>>
    Lei fa il suo sorrisino <<Lo so. È per questo che tel’ho proposto.>>
    <<Gnè gnè gnè!>> Le mostro la lingua e ordino il mio gelato.
    Poi tocca a lei e usciamo dalla gelateria, continuando a guardare vetrine e negozi.
    Ci fermiamo di fronte la gioielleria.
    <<Che intenzioni hai?>> Mi guarda con una certa nota di sorpresa nella voce.
    Sorrido ed entro nel negozio, con lei al mio seguito.



    *rullo di tamburi* io e la mia ansia siamo tornate!
    Un buon ritorno eh?! AHAHAHAHAH



    http://forum.teamworld.it/forum1743/...ml#post7772635

  10. #60
    V.I.P


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    Predefinito Re: »ti chiedo scusa ma, io non ti chiamo amoяe!

    MA BUONGIORNO!
    Avrete guardato fuori dalla finestra dicendo <<M*nchia, che nuvoloni. Chissà perchè tra poco pioverà...>>
    E QUESTO vi ha portato a guardare sul forum, che vi annuncia che IO ho postato!
    YEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!

    Buona lettura : DDDD
    E... La sorpresa la dico proprio in questo capitolo, oh yesss

    40.
    Giriamo per tutto il negozio, sotto gli sguardi sospettosi della proprietaria.
    <<Ora basta. Sto crepando dalla curiosità!>> Mi ferma Silvia toccandomi un braccio. <<Allora?>>
    Rido <<Dai chèrie. Abbi pazienza.>>
    <<Ancora per poco. Solo perché io non sono te.>>
    Mi metto a ridere e il mio sguardo viene catturato da una meraviglia in oro bianco circolare.
    La semplicità è decisamente meravigliosa.
    <<Un anello?>> Mi domanda, inarcando un sopracciglio.
    <<Oh e fatte n’pacco de c*zzi tua.>> Le dico ridendo, raggiungendo la signorina.
    <<Salve, serve aiuto?>> Domanda sorridendo.
    Ah mo la luna te gira bene, eh.
    <<Sì, grazie. Vorrei quella fedina…>> E gliela indico, mentre mi avvio verso lo scaffale per fargliela vedere meglio.
    <<Subito.>> Sorride e la prende, portandola alla cassa.
    La incarta con cura, infilandola in un sacchettino di velluto nero e consegnandomelo.
    Al suono del prezzo sbianco leggermente, ma a cosa serve la carta di credito regalata da papà se non la si usa?
    <<Grazie.>> Riprendo la carta e dopo aver salutato, insieme a Silvia usciamo.
    <<Regalino innocuo insomma.>> Osserva sarcastica lei.
    Rido <<Esatto.>>
    <<Per chi è?>>
    <<Scoprilo.>> La sfido, con una risata.
    <<Beh, considerando che è per un uomo… Aspetta. Tra poco è il compleanno di tuo padre!>> Il viso le si illumina.
    <<Ma non ti si può nascondere nulla, eh!>> La prendo in giro, mentre lei mi da una leggera spinta e mi fa una smorfia.
    Ridiamo e raggiungiamo il bar dove lavora suo cugino: Gabriele.
    <<Gabriè, c’ho fame.>> Entra per prima lei, correndogli incontro.
    <<E quando non ne hai!>> La canzona lui, accogliendola tra le braccia.
    Poi sbircia dietro le sue spalle <<E lei?>> Sorride, porgendomi la mano.
    <<Erica, piacere.>> Gli stringo la mano e lui parte con i complimenti <<Ma tutte belle le amiche te le trovi, te?>>
    <<Ma io sono una che conta!>> Replica lei.
    La guardo ridendo <<Sì, come la Garnier!>>
    Mi lancia l’ennesima occhiataccia, lo stesso al cugino, che ride insieme a me.
    Mangiamo e con estrema calma la riaccompagno a casa.
    Si pianta di fronte a me <<Non mela racconti giusta.>>
    Scoppio a ridere <<Con cosa mi sono tradita?!>>
    Lei mi accompagna nella risata e osserva <<Sei strana oggi.>>
    Sfodero il mio sorrisetto <<Ah sì?>>
    Mi guarda torva <<Ti odio. Metti l’ansia a dosso!>> Mi accusa.
    Rido <<Lo so. Melo dicono fin troppe persone!>> Le faccio la linguaccia e lei ricambia con una smorfia.
    <<Bene. Dovrai farti perdonare.>> Indica la sua guancia <<Dammi un bacio sguattera.>>
    Scoppio in una risata e allungo il collo per baciarla.
    Mentre mi allontano la vedo strizzare gli occhi e increspare le sopracciglia.
    La guardo interrogativa.
    <<Quello è Carmine…>> Risponde titubante.
    <<No… Non dovrebbe… -mi volto e lo riconosco- Occ*zzo. È lui. E Davide non c’è.>>
    <<Davide?! Ma se Davide oggi è fuori.>> Replica lei.
    <<Bah.>> Scrollo le spalle e la saluto <<Vado a rompergli i c*glioni!>>
    Lei mi guarda divertita <<Se. Vaje a fa ‘na scenata de gelosia và.>>
    Rido <<Piantala di entrarmi nel cervello!>> Le mando un bacio e lei entra in casa, mentre io arrivo dietro Carmine e gli tappo gli occhi, formulando la solita idiota domanda <<Indovina chi è?>>
    Lo sento sorridere <<Beh, ero venuto qua per incontrare la mia donna segreta quindi…>>
    Gli ficco un dito nella schiena <<F*ttiti.>>
    Ride e si volta, facendo una faccia sorpresa <<No ma sei soltanto tu!>>
    Lo guardo male <<Non sono soltanto io. Sono l’ultima persona che vedrai perché ti ucciderò.>>
    Mi cinge le spalle con un braccio, mentre iniziamo ad incamminarci <<L’hai detto svariate volte…>>
    <<E allora sarà la volta buona che lo faccio.>> Lo minaccio socchiudendo gli occhi a fessura.
    Si mette a ridere e intreccia le nostre mani <<Nah. Non sopravvivresti senza di me.>>
    <<È il contrario, tesoro.>> Ribatto.
    Si ferma e unisce le nostre labbra.
    Sorrido, continuando il nostro bacio.
    Fino a che non sento degli applausi di sottofondo.
    Mi allontano lentamente <<Che c*zzo…>>
    E mi ritrovo delle vecchiette che battono le mani e mi sorridono, lanciando sguardi verso di Carmine.
    Omadreteresadicalcutta.
    <<Attiri sempre le vecchie eh.>> Lo prendo in giro ridendo, mentre lo tiro per la mano.
    Odio stare al centro dell’attenzione.
    <<Veramente volevo un caffè…>> Si lamenta lui, inconsapevole del fatto che le vecchiette ci stavano per accerchiare.
    Scappare, scappare via!
    <<Corri.>> Gli sussurro all’orecchio.
    Lo prendo per un braccio e lo trascino in una corsa che mi lascia senza fiato.
    Ops.
    Mi correggo: CI lascia senza fiato.
    <<Fumatore di m*rda!>> Lo sf*tto, sedendomi sul marciapiede.
    <<Parla lei.>> Mi guarda male, fiondandosi su di me e facendoci sdraiare per terra.
    <<Carmine. Tirati su.>> Gli ordino inc*zzata.
    <<E che mi daresti in cambio?>> Domanda divertito.
    <<TRE. DU…>> Inizio a fare il conto alla rovescia, quando ridendo si alza e mi tende la mano per rialzarmi.
    L’afferro e mi tiro su <<Ben fatto Kapitano >>
    Mi avvicino a lui <<Ora puoi prenderti il merito.>> Sorrido e gli bacio le labbra.
    Mi allontano, guardando il sorriso idiota che gli si forma sul volto.
    <<Carmine Ruggiero?>> Lo richiamo sorridendo.
    <<Qui per te.>> Risponde con un sorriso.
    Con le labbra scorro fino al suo orecchio, sussurrandogli <<Sposami.>>
    Ritorno a guardarlo, vedendo come spalanca gli occhi.
    Sorrido.
    Non so perché chiederglielo nel mezzo della piazzetta ma è una di quelle cose di cui sei sicura al cento per cento e il mio cuore stava esplodendo trattenendo quella proposta.
    Faccio scivolare fuori dalla bustina la scatoletta contenente l’anello e gliela porgo.
    La prende e mi fa un sorriso <<Non era l’uomo a doversi dichiarare?>>
    Corrugo la fronte dicendogli sarcastica <<Quale uomo scusa?>>
    Scoppia a ridere e apre la scatoletta.
    Tralasciamo il fatto che io stia andando in iperventilazione.
    Annuisce e se lo infila nell’anulare sinistro.
    Mi sorride <<A quando le nozze, quindi?>>
    Gli butto le braccia al collo <<Il classico ‘Sì, ti amo anche io’ Andava bene uguale, eh!>> Gli faccio presente con una risata, baciandogli la guancia.
    <<E da quando in qua noi siamo la classica coppia?>> Domanda ridendo, sollevando il sopracciglio.
    Lo abbraccio <<Odio quando hai sempre ragione.>>
    Mi stringe di più a sé e mi bacia.
    Ci incamminiamo verso casa e dopo qualche minuto annuncia <<Non melo aspettavo comunque.>>
    <<Neanche io. L’ho sentito e basta.>>
    Mi fermo di fronte a lui e gli prendo le mani <<Bene. Ora hai accettato e sei fott*to per sempre. Finché morte non ci separi. Ma il matrimonio si organizza con calma e ci sposeremo quando vuoi.>> Concludo con un sorriso finale.
    Si mette a ridere, poi aggiunge serio <<Odio il per sempre. È andata sempre male.>> Confessa con un velo di malinconia.
    Gli accarezzo la guancia <<Lo so bene anche io: niente è per sempre. Ma io credo in noi e quindi buttiamoci. So che può essere azzardato ma questa volta sono… Sicura. Di te. Di noi. Sei l’unica eccezione.>>
    Accenna un sorriso e porta la mia mano alle sue labbra.
    <<Futura moglie.>>
    <<Futuro marito.>>
    Sorridiamo e rientriamo in casa.
    <<’Seraaaaaaaaaa!>> Urlo, raggiungendo i miei e zia che giocano a carte sul tavolo in veranda.
    Con un cenno della mano rispondono al saluto e domando <<Andrea?>>
    <<Da Carmine.>> Risponde zia, portando dentro i bicchieri e il the freddo.
    <<Lo zio o l’amichetto?>> Chiedo conferma.
    <<Il secondo.>> Risponde lei con un sorriso.
    <<Divertita oggi?>> Domandano i miei.
    <<Yeah. Peccato che sia l’ultimo giorno.>> Replico con espressione triste.
    <<Potrai tornare quando vuoi tesoro.>> Mi riferisce zia, accarezzandomi il braccio.
    <<Graziegraziegrazie!>> Sorrido e l’abbraccio.
    <<Vado a farmi una doccia.>> Ci informa Carmine, sparendo di sotto.
    Annuisco e a zia casca lo sguardo sull’orologio <<Devo andare a prendere Andrea! E poi stasera si cena tra noi, eh!>> Riferisce ai miei mentre prende la borsa e vola alla macchina.
    Guardo mamma, che risponde subito alle mie domande <<Come sempre: il giorno prima di partire ceniamo noi quattro. I tuoi zii e noi due.>> Indica se stessa e papà.
    <<Ah è vero!>> Rido poi faccio un respiro profondo e cerco di calmarmi per riferirgli la notizia.
    <<Tutto…Bene?>> Domanda cauta lei.

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