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  1. #41
    V.I.P


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    Jun 2010
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    Predefinito Re: »ti chiedo scusa ma, io non ti chiamo amoяe!

    Sì sono viva.
    Sì è da una vita che non posto.
    Sì vi voglio tantissimo bene.
    Sì mi spiccio.

    Buona lettura

    26.
    Quando mi sveglio, mi stiracchio, scoprendo di essere l’unica nel letto.
    Aggrotto le sopracciglia e noto che sul comodino c’è un foglietto: ‘Quando ti sveglierai starò preparando la colazione Marco.’
    Faccio un piccolo sorriso e scendo dal letto.
    Sto scendendo l’ultimo scalino quando dalla porta appare lui.
    <<Ehilà.>> Mi saluta con la mano.
    <<’Giorno.>> Sbadiglio.
    <<Come mai così presto? Di solito dormivi fino a mezzogiorno.>> Ride, mettendo i cornetti caldi, nel caldo del forno.
    <<Sì. E tu il sonnambulo.>>
    <<Oh non è colpa mia se non riesco a dormire per troppo tempo!>> Si giustifica.
    <<Alessio quando parte?>> Domando, mentre addento il mio cornetto alla crema.
    <<Domani mattina presto credo. Ah sì –mi porge le chiavi della stanza- Tutte tue >>
    <<Oh non vedevo l’ora!>> Bevo un sorso del mio cappuccino e corro a vestirmi.

    Dopo dieci minuti sono già alla porta <<Andiamooooo!>>
    <<Va bene, va bene. Poi facciamo un salto all’ospedale. Hai metà faccia gonfia… Ti ha schiaffeggiato con la mano dove c’era l’anello di famiglia?!>> Domanda lui.
    <<Sì. E poi io glieli ho spaccati i gioielli di famiglia. Ma la vendetta ancora non è finita. MUOVITI.>>
    <<Arrivo!>>
    Prende l’altro casco e davanti al motorino gli faccio gli occhi dolci <<Posso guidare io?>>
    <<Ovvio che no.>> Si allaccia il casco <<Salta su!>>
    <<Me la lego al dito, sappilo.>> Salgo dietro di lui e arriviamo sotto l’albergo.
    <<Vediamo… Starà dal suo dottore personale il principino?>> Domando pensierosa.
    <<O è andato a p*ttane. Scegli tu. Oppure è andato in palestra…>> Ipotizza Marco.
    <<…Per poi andare a p*ttane.>>
    Ci guardiamo e scoppiamo a ridere.
    Mi tiro su i capelli in una cipolla.
    <<Via con la scenetta.>> Sussurro al mio socio, raggiungendo il bancone della reception. <<Salve, sono la ragazza del signor Pintore, oggi facciamo due mesi e vorrei fargli una bella sorpresa!>>
    La donna sorride <<Mi dispiace signorina. Non posso farla entrare…>>
    Le mostro le chiavi <<Mele ha date lui ieri. Le bastano come prove della mia sincerità? –le faccio segno di avvicinarsi- E poi tra donne intendiamoci, no? Un’innocua sorpresa al fidanzato… Che sarà mai?!>>
    Lei esita, ma alla fine cede <<Va bene. Ora il suo fidanzato è in palestra. Ha un’oretta di tempo considerando quanto ci sta abitualmente. Faccia in fretta e buona fortuna!>>
    Sorrido <<Grazie mille, davvero! Avrei bisogno di tre contenitori per il vino con del ghiaccio dentro. Sa lui adora il vino rosso.>>
    <<Glieli faremo avere subito!>>
    <<Mi raccomando conto su di lei! E se lui le chiede qualcosa le dica che le manda un bacio la ragazza dai lunghi capelli castani.>> Sorrido.
    Lei annuisce decisa <<Nessun problema.>>
    La ringrazio e con Marco saliamo veloci.
    <<Sei stata perfetta.>> Si congratula con un sorriso.
    Rido <<Zitto e muoviti.>>
    Entriamo nella stanza e nascondo il suo portafoglio e cellulare nella cassaforte, mettendo la data del nostro fidanzamento.
    <<Ma non se la ricorderà mai.>> Mi riprende Marco.
    <<Questo è il mio scopo tesoro.>>
    <<Sei perfida.>>
    <<E lui è stato un b*stardo. Ognuno ha i propri difetti >>
    Lui scuote la testa ridendo e poco dopo bussano alla porta.
    <<O c*zzo.>> Sussurra spaventato.
    Gli faccio segno di rispondere.
    <<Sì…?>> Muta un po’ la voce, facendola essere più profonda.
    <<Servizio in camera. Avete chiesto voi il vino?>>
    <<E ‘namo!>> Sorridendo vado ad aprire la porta e prendo tutte le cose.
    <<Con il ghiaccio riempi i due cuscini e quello che rimane mettilo tra il materasso e il coprimaterasso.>> Gli ordino, mentre vado ad accendere l’aria condizionata al massimo e chiudo tutte le finestre.
    <<E con il vino?>> Chiede corrugando la fronte lui.
    <<Vediamo… Camicia di Burberry, maglietta di Burberry… -li prendo e li butto sul letto – Spostati.>>
    Marco non ci pensa due volte e ricopro di vino, i capi presi dall’armadio.
    <<Un'altra come te non esiste.>> Guarda la scena divertito.
    <<Neanche se la inventi >>
    Lui scoppia a ridere ed io vado in bagno con il rossetto rosso alla mano, scrivendo sullo specchio ‘Succede. Non prendertela troppo. Io telo avevo detto. Buon proseguimento di giornata
    <<Teppista andiamo?>> Marco si affaccia alla porta del bagno <<O madre teresa! -si mette a ridere- Sei str*nza. Davvero tanto. Ma ti voglio bene uguale.>>
    Sorrido <<Lo so. E devo dire che mi sento molto meglio adesso.>>
    Sento un brivido lungo il corpo <<Direi che se non vogliamo ibernarci ci conviene andare.>>
    <<Credo anche io.>>
    Ultimo giro di controllo per vedere se abbiamo lasciato qualcosa in giro ed usciamo.
    Andiamo a prendere il motorino, che è parcheggiato a dieci minuti dall’albergo.
    <<Ma tu sei un genio, c*zzo.>> Mi dice ridendo.
    <<È il mio secondo nome >>
    Ride e il mio telefono trilla.
    <<What?>> Sbircia Marco.
    Sorrido <<Lori.>>

    ‘Quand’è che ritorni a casa con me?’
    ‘Dipende tutto dalla mia coinquilina. Hai presente?’
    ‘Sì credo di sì. Le manchi e vorrebbe scusarsi. Solito bar?’
    ‘Solito caffè? Yeah. C’è anche Marco con me.’
    ‘Good. A dopo.’

    <<Finito di scrivervi la Divina Commedia?>> Commenta sarcastico Marco.
    <<Sì. Coffee Time. Go!>>
    Prendiamo il motorino e gli indico la strada.
    <<Arrivati a destinazione.>>
    Prima scendo io e lui mi segue.
    Mi ritrovo Loredana addosso <<Scusa Pètite. Ero inc*zzata nera. Capisco che è stata dura… Fai pace con mio fratello c*zzo. –poi rimane a guardarmi il viso- Che ti sei fatta in faccia?!>> Chiede allarmata.
    <<M*nchia…Si vede così tanto?>> Domando a Marco.
    <<Io tel’avevo detto!>> Risponde lui.
    <<Allora?!>> Chiede insistente Lori.
    <<Alessio mi ha dato uno schiaffo…>>
    Lei sgrana gli occhi <<Ti giuro che lo ammazzo.>>
    <<Abbiamo già pensato alla mia vendetta… Comunque, tuo fratello ha chiaramente detto che non mi ama.>> Sussurro contro la sua spalla.
    <<Conosco mio fratello. È testardo. –scioglie l’abbraccio- Puzzi di vino.>>
    Io e Marco ci scambiamo un’occhiata e scoppiamo in una risata.
    <<Sì… Fate ridere anche me, dai!>>
    <<Subito Donna >>
    Ci sediamo al tavolo e le dico tutto.
    <<Non ci credo. Sei… Sei assurda.>> Mi guarda stupita.
    <<L’ho avvertito della mia vendetta. C*zzi suoi.>>
    Loro ridono e Lori si alza per andare al bagno.
    Marco la segue con lo sguardo.
    <<Marco.>> Lo richiamo. <<Che c*zzo fai?>>
    <<Io? Niente! Perché?>>
    Gli lancio un’occhiataccia <<Devi avere il mio permesso soltanto per guardarla. Lo sai vero?>>
    <<Non posso neanche guardare una bella ragazza?>>
    <<Ma do vai!>> Rido e gli scompiglio i capelli.
    Loredana ritorna <<C’è una sorpresa per te a casa.>>
    <<Sorpresa del tipo?>>
    <<Del tipo che lo scoprirai.>>
    Sorrido e mi alzo <<Va bene. Mi toccherà andare. –guardo Marco- Chiavi.>>
    <<Tieni.>> Me le da subito.
    <<Ah ora lo posso guidare, eh.>> Gli do uno scappellotto e dopo aver salutato Lori, monto sul motorino e parto via.
    Mmmh. Sorpresa.
    Magari mi ha comprato quel paio di orecchini che desideravo da una vita.
    Regalo di compleanno anticipato.
    Beh, lo accetterei volentieri.
    Salgo le scale velocemente, data la contentezza di avere una sorpresa in casa.
    Direi che mi è mancata la mia casetta.
    Infilo le chiavi nella serratura, apro la porta e…


    Continuo con il mio elenco:
    Sì è orribile.
    Sì è corto.
    Sì è con l'ansia.
    E sì, il 27 vi piacerà



    http://forum.teamworld.it/forum1743/...ml#post7772635

  2. #42
    V.I.P


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    Predefinito Re: »ti chiedo scusa ma, io non ti chiamo amoяe!

    E resuscitò dal mondo dei morti.
    Orario strampalato, ma è meglio postare ora che domani, no?
    Si dice: Meglio tardi che mai.
    YEAH. SO NA FFFF*GA.

    A sto punto vi do la buona notte AHAHAHAH
    E... Non fatevi prendere dall'ansia durante il capitolo v.v
    ...Ma tanto ci siete abituate no?! AHAHAH


    Buona lettura

    27.
    Ed ispeziono la casa da cima a fondo ma non c’è traccia di niente e di nessuno.
    Chiamo Loredana.
    <<Già fatto?!>> Chiede stupita.
    <<Lori... Non ho trovato niente. L’hai nascosta davvero bene devo dire...>>
    <<Come… Non c’era nessuno?>> Chiede con disappunto.
    <<No. Sennò l’avrei visto che dici?>> Replico innervosita. <<Lori, vuoi dirmi che cosa doveva esserci?!>>
    <<Carmine doveva essere lì…>>
    <<Ma ancora non l’hai capito? È andata ormai.>>
    <<NO non lo è. Senti può essere inc*zzato quanto vuole ma lui ti ama ancora. FINE. Fai qualcosa…Ti prego. Non sopporto di vederlo così. Salvalo.>>
    V*ffanc*lo a me e a quando mi sono innamorata di lui!
    <<Beh, in effetti mi chiamano anche Lois.>>
    Lei ride <<Cognataaaaaaaaaa!>>
    <<Ammmore mio! –apro il cassetto del mobiletto sotto la televisione- Ti servono le candele?>>
    <<Non sono quelle strette e lunghe no?>>
    <<No sono quell’altre. Quelle piccoline che si mettono sul tavolo.>>
    <<Allora puoi farci quel che vuoi. Che devi farci?!>>
    <<Telo racconterà Carmine.>>
    <<Oh m*nchia vuoi dargli fuoco?!>>
    Scoppio a ridere <<Il mio sogno nel cassetto Chèrie!>>
    <<Ah. Ah. Ah. Simpatica. Ti devo lasciare casa libera?>> Domanda maliziosa.
    <<No. Ma io la lascio a te. Dato che secondo me non c’era nessuna c*zzo di sorpresa e te volevi solo rimanere sola con Marco!>> Rido.
    <<Sì. Anche quello faceva parte del piano!>> Ride con me.
    <<Beh, anche a Marco interessi. Fate i fuochi d’artificio belli miei Io cercherò di riprendermi il mio uomo.>>
    <<Mi piaci quando dici così!>>
    <<Sì, suona molto bene!>>
    Ridiamo e una volta esserci salutate, attacco.
    Bene.
    Prima di ritrovarmi ad assistere a scene imbarazzanti esco di casa, passando a comprare una bomboletta e raggiungendo casa di Carmine.
    Chiamo Pedro <<Pronto?>>
    <<Pedretti cosa urgente, sai dov’è Ka?>>
    <<In questo periodo si rifugia sempre in casa a suonare.>>
    <<Ah. Quindi ora è in casa…>>
    Ok. Se è chiuso tra le quattro pareti della sua stanza potrebbe non vedermi…
    <<Sì, ma in teoria è come se non ci fosse. Si chiude in camera e suona per ore. Perché? Hai in mente qualcosa?>>
    <<Esatto. E ho più o meno due orette per realizzarlo. Grazie mille Vocalist!>>
    <<Prego. Spero che ‘sta volta vada bene!>>
    <<Prega per me >>
    Attacco e mi metto all’opera.
    In un’ora buona riesco a posizionare per bene tutte le candele e nell’ora restante riesco ad accenderle tutte, nonostante qualcuna abbia fatto storie e in quella mezz’ora mi scervello per trovare qualcosa da scrivergli di significativo, ma ho optato per la più diretta.
    Anche se banale.
    Fortuna che adesso il sole è calato.
    Meno luce c’è, meglio è.
    Gli mando un messaggio: ‘Affacciati.’
    Dopo alcuni minuti lo vedo uscire in balcone, che stringe tra le mani la sua chitarra classica.
    Rimane a guardare le candele che formano la scritta ‘Scusa’ e illuminano quella per terra ‘Ti amo’
    Alza lo sguardo verso di me, poi rientra.
    No, no, no.
    Ti prego.
    Rimango come un’idiota a fissare quel c*zzo di balcone nella speranza che lui riesca fuori.
    Perché lui DEVE riuscire.
    Quando la speranza sta svanendo e sento gli occhi diventare lucidi, la vibrazione del mio telefono mi avverte del suo messaggio: ‘Sali.’
    Sorrido e corro da lui.
    La porta è aperta ma lui è infondo al corridoio che impugna la sua chitarra e accarezzando le corde, da vita alla canzone degli Oasis, Wonderwall.


    Mi guarda negli occhi <<And after all, you’re my wonderwall.>>
    Corro ad abbracciarlo <<Mi dispiace di essere così idiota. Ma sono felice che mi ami ugualmente!>> Rido.
    M prende il viso tra le mani e ci lasciamo andare ad un passionale bacio.
    Uno dei suoi baci.
    Quanto può essermi mancato?
    <<Pretendo di sapere ancora il vero motivo…>> Dice contro le mie labbra.
    <<Lori non telo ha detto?>>
    <<No. Voglio sentirlo da te.>>
    <<Non voglio che tu pensi che io non mi fidi di te. Il problema è che non mi fidavo di me stessa...>>
    Finisco di raccontargli tutto quello che è successo.
    <<Racconto interessante. Tutti te li trovi, eh.>> Mi mordicchia la guancia.
    Sorrido <<Spero che tu sia l’ultimo e l’unico, Man >>
    <<Oh sarà così. Fidati.>>
    E poggia nuovamente le sue labbra sulle mie.
    Un bacio semplice. Delicato.
    Che trasmette sicurezza e stabilità.
    <<Mi sei mancato.>>
    Mi stringe più forte a me <<Non andartene mai più.>>
    <<Non lo farò.>>
    E un nuovo bacio ci unisce.


    Mi sveglio prima di lui e rimango a guardarlo.
    Gli accarezzo la guancia e un secondo dopo mi ritrovo nei suoi bellissimi occhi.
    Sorrido.
    <<So che sono bello ma se mi guardi un altro po’ prendo fuoco.>>
    Rido <<In effetti stavo pensando che quando dormi sei bellissimo.>>
    <<Sono sempre bellissimo!>> Ribatte modesto.
    <<Ma nel sonno di più. Forse perché non parli.>>
    Sorride e sfiora le mie labbra per poi baciarle.
    <<Sì decisamente. È perché non parli.>> Sentenzio ridendo, divertita dalla sua faccia.
    <<Quale oltraggio!>> Prende il cuscino e parte con le prime cuscinate.
    <<Carmine Ruggiero, sei finito!>> Mi armo del mio ed inizio a colpirlo.
    Dopo una lunga lotta ricado sconfitta sul letto ridendo <<Ok, basta ti prego!>>
    <<Brava. Arrenditi che fai più bella figura.>> Sorride vittorioso e si stende accanto a me.
    <<Non ho detto che è finita qui. Potrei benissimo rialzarmi e soffocarti con il cuscino.>> Lo avverto minacciosa.
    <<Bene. Allora fallo.>> Sorride beffardo.
    Gli lancio un’occhiataccia e mi alzo <<Non perdo tempo con te.>>
    <<Se, se…>> Scoppia a ridere, nel vedere come lo guardo male.
    <<Cambiamo discorso che è meglio… Piaciuto il regalo di compleanno? E comunque auguri, anche se in ritardo.>>
    Il suo viso si rabbuia un po’.
    <<Mi aspettavo che sarebbe accaduto quel che è successo. Non preoccuparti.>> Lo tranquillizzo.
    <<Già. L’orgoglio gioca brutti scherzi.>>
    Annuisco <<Ci sono passata anche io. Ormai è acqua passata.>>
    <<Bene. Avere le cose sistemate è importante per me.>>
    <<Se vuoi ti lascio e cominciamo tutto da capo!>> Scoppio in una risata, seguita a lui, che rifiuta subito <<No grazie. Ne ho avuto abbastanza!>>
    Il citofono che suona, interrompe il nostro momento.
    Carmine si alza e va a rispondere <<Sì?>> Mi guarda <<Ah… Scende subito…>>
    Lo guardo interrogativa <<Chi è?>>
    La sua espressione si indurisce <<Marco.>>
    Marco?!
    <<Non fare il possessivo del c*zzo. È un mio AMICO.>> Sottolineo l’ultima parola.
    <<Vai, vai. –mi spinge verso la porta- Ne riparliamo dopo. E ritorna presto.>>
    <<Si fammi vestire magari! O vuoi che vada da Marco così?!>>
    Studia un attimo il mio abbigliamento formato soltanto dalla sua enorme maglietta.
    <<Direi che puoi andare a vestirti.>> Annuncia ridendo.
    <<Lo penso anche io!>>
    Corro in camera mi rivesto e scendo spedita le scale per ritrovarmi al portone.
    Lo apro sorridendo, ma ben presto il mio sorriso svanisce…



    Svanisce. Mmmh.
    E cosa appare al suo posto?
    Domanda del giorno. (O della notte. )


    http://forum.teamworld.it/forum1743/...ml#post7772635

  3. #43
    V.I.P


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    Predefinito Re: »ti chiedo scusa ma, io non ti chiamo amoяe!

    Girls, bbbuon pomeriggggio
    No non è un miraggio. Sto postando sul serio!

    Bonne lecture

    28.
    …Trasformandosi in un ghigno <<Piaciuta la sorpresa, tesoro?>>
    <<Divertente. Davvero.>> Batte le mani <<Per colpa tua ho il raffreddore e nessuna camicia decente da indossare. Solo quelle da pezzenti.>> Mi informa con disappunto Alessio.
    <<Accidenti. Che dispiacere.>> Dico con finto tono mortificato.
    Si avvicina ad un palmo dal mio viso <<Ora tocca a me vendicarmi.>>
    <<Se la tocchi giuro che ti ammazzo.>> Tuona Carmine da dietro di me.
    Faccio un sospiro di sollievo e con il braccio mi fa segno di mettermi dietro di lui.
    Alessio continua a guardarmi poi sposta lo sguardo verso di Ka <<A parte che non stavo facendo niente. E poi, tu saresti?>> Domanda, con fare strafottente.
    Ti pianterei un destro sul setto nasale per spaccartelo che neanche telo immagini!
    <<Colui che ti renderà la vita un inferno se non la lasci in pace.>> Risponde tranquillamente Ka.
    Oh il mio uomo!
    <<Ah sì?>> Alessio si mette di fronte a lui, non raggiungendo neanche volando la sua altezza.
    Ka lo incenerisce con lo sguardo <Lei è mia.>>
    Sul viso di Alessio appare l’indecisione sull’affrontarlo oppure scappare via.
    <<Direi che su questo non c’è dubbio. Bene, buona giornata.>> Dice cortesemente infine.
    China leggermente la testa per saluto e si dirige verso l’auto.
    Dannato figlio di papà con l’educazione da nobile!
    <<Ehi –lo richiamo e lui si volta- Spero che tu non possa mai ricominciare da capo come ho fatto io.>>
    <<Anche io ti auguro una felice vita.>> Fa il suo sorriso maligno.
    <<Oh io ti auguro tutto il male del mondo.>> Ricambio il suo sorriso, altrettanto pieno di cattiveria e gli mostro il dito medio.
    Lui sale nella sua costosa macchina e va via.
    Sento lo stomaco contorcersi per la rabbia e per lo schifo.
    <<Vorrei tanto graffiargliela quella Lamborghini.>> Afferma desideroso Ka.
    <<L’ho già fatto. Mi aveva regalato un peluche di Hello Kitty un 6 Novembre.>> Lo informo con una scrollata di spalle.
    Mi guarda sbalordito e poi scoppia a ridere <<Santo cielo. Che donna perfida! –mi avvina a sé cingendomi le spalle con un braccio e mi bacia la testa- E che c’era di male in Hello Kitty?>>
    <<A parte che mi fa vomitare, niente. Il problema è che il 6 novembre non era il mio compleanno. Per cui, di chi era?>> Domando retorica.
    <<Oh.>>
    <<Già.>>
    <<Avrei preferito Marco comunque.>> Ride lui, trasportando anche me.
    <<Sì, decisamente! Dopo quello che mi ha fatto Alessio lo odia più che mai.>>
    <<E vorrei vedere. È dura vedere il proprio migliore amico stare male.>> Commenta lui.
    <<Anche dopo che ha preso uno schiaffo in piena faccia!>> La butto un po’ sul ridere.
    Infondo è passata quella sera e non cene saranno altre come quelle.
    E poi la mia vendetta l’ho avuta.
    Sento che non arriva alcuna risposta da Ka per cui mi volto a vederlo in viso, che fiammeggia di rabbia.
    <<Che… Che c*zzo ti prende?!>> Domando allarmata.
    <<Ti ha dato uno schiaffo? Quello str*nzo ti ha dato uno schiaffo e io non ne so niente?! >> Alza la voce di un tono, ormai fuori di sé.
    M*rda.
    Lui non lo sapeva.
    <<Ma non mi ha fatto male…>>
    Mi interrompe, domandando a denti stretti <<Quando?>>
    <<Non importa.>> Cerco di chiudere la questione lì, ma sembra non arrendersi.
    Insiste <<Quando ti faccio una domanda, tu rispondi. Dimmi quando.>>
    <<Carmine hai voglia di litigare?>> Domando innervosita.
    Vedo che sta per rispondere ma ci ripensa e rientriamo in casa.
    Lui va spedito ad accendersi una sigaretta e lo raggiungo subito.
    <<La sera del tuo compleanno.>> Gli dico soltanto.
    <<Oh fantastico.>> Commenta ironico.
    <<Ok. Mi sto inc*zzando. Ora basta. Se non ci sto male io perché dovresti starci tu?!>>
    <<Mi da leggermente al c*zzo che quel bast*rdo ti abbia toccato.>>
    <<Ho avuto la mia vendetta.>> Lo informo tranquilla.
    Mi guarda interrogativo <<E sarebbe?>>
    Gli racconto tutto e dopo averlo fatto ridere fino ad avere le lacrime agli occhi mi mette una mano sulla spalla <<Ok. Non ti tradirò mai. Davvero.>>
    <<Sarà meglio che non lo fai. O la vendetta sarà più terrificante.>> Chiudo gli occhi a fessura.
    <<Oh che amore, ti amo anche io!>> Mi sf*tte, abbracciandomi.
    Il telefono suona ed io sbuffo.
    <<Che c*glioni.>> Lo prendo e rispondo scocciata <<È?>>
    <<’È’ a tu fratello!>> Risponde Marco.
    <<Appunto.>>
    <<F*ck. Mi hai fregato.>>
    Mi metto a ridere <<Che vuoi matto?>>
    <<Alessio era tipo imbestialito e si è fatto passare per me quando ha citofonato da Lori... Quindi lei ha detto che eri da Ka… Per cui…>>
    Proseguo interrompendolo <<È già passato qui.>> Lo informo con una punta di durezza nella voce, ricordando solo qualche minuto fa.
    <<Oh. È andata bene? Dio, dimmi che Ka lo ha massacrato!>>
    Scoppio a ridere <<No, ma lo stava per fare. Comunque il principino si è c*gato in mano ed è trottato via sui suoi duecento cavalli neri tirati a lucido.>>
    <<Lamborghini. Puah. Ti ricordi il 6 Novembre?!>> Mi riporta alla mente ridendo.
    <<Sì!>>
    Rimaniamo a ridere come due idioti per una mezz’oretta buona.
    <<Comunque te che ne sai che lui ha citofonato da Lori?!>>
    <<Ehm… L’ho chiamata stamattina dicendo che stavo a casa a fare niente se le andava di uscire e lei ha fatto 2+2…>>
    <<Va bene… Poi ne parliamo.>>
    <<Il tuo tono minaccioso non mi piace.>>
    Rido e quando attacco, rimaniamo d’accordo sul vederci sta sera.
    <<Kaaa! –lo chiamo a gran voce per casa, ritrovandolo nella sua camera con la chitarra classica in mano- Chiami Pè per favore?>>
    Dopo pochi minuti alza lo sguardo verso di me <<Certo, lo faccio subito.>>
    Sta per uscire dalla stanza per andare a prendere il telefono, ma lo blocco per un braccio <<C’è qualcosa che non va?>>
    <<Dovrebbe esserci qualcosa?>> Domanda calmo.
    <<Ah ho capito. Sai che ti dico? No, non fidarti. In realtà Marco è il mio amante. Mi dispiace, non volevo che tu lo sapessi in questo modo.>> Sbotto inacidita con ironia.
    Sta per dire qualcosa ma lo zittisco <<No. Sta zitto per favore! Mi fai solo urtare i nervi. Se ti gira ci vediamo stasera, sennò fanc*lo. Ti va bene che ci siano anche i tuoi amichetti? Così non c’è pericolo che possa rimanere sola con Marco!>> La rabbia fluisce senza sosta e vado diretta verso la porta, uscendo e sbattendola forte.
    Arrivo a casa più inc*zzata che mai.
    <<Che diamine t’è preso?!>> Domanda allarmata Lori.
    <<Che tu fratello certe volte è da sbatte ar muro >>
    <<Quando parti con il dialetto è brutto come segno vero?>>
    <<Pessimo.>>
    <<Se ti calmi ne parliamo. Che ha combinato?>>
    <<Mi da al c*zzo che quando gli dico le cose, non ci crede. Dio santo, se Marco è un amico lo è e basta. N’è che m’envento le cose!>>
    Loredana si mette a ridere <<No ti prego. Non puoi farmi così!>>
    <<Sgrrrrinfiaaa!>> Rido con lei.
    <<Bella Cì!>> Mi batte il cinque.
    <<Bella Zì!>> Ci stringiamo la mano.
    Rido e l’abbraccio <<Grazie. Come farai a farmi sentire sempre bene?>>
    <<Talento naturale!>> Stringe l’abbraccio e poi lo scioglie <<Stasera che si fa? Si esce con i Finley e le rispettive donzelle?>> Domanda allegra.
    <<Intendevi Finley meno uno, no?>>
    Scoppiamo a ridere e lei dice <<No, il chitarrista serve dai!>>
    <<Oh ce sto io che suona la chitarra! Anvedi che assoli che ve faccio!>>
    Lei ride e le riferisco <<Stasera si esce anche con la new entry!>> Sorrido.
    <<Sì dai! Così gli facciamo conoscere gli uomini delle caverne!>>
    Ridiamo e dopo aver fatto tutte le chiamate, ci raggiungono tutti sotto casa nostra.
    <<’Sera!>>Saluta Pedro, sempre con il suo sorriso sulle labbra.


    Che dite, il chitarrista sopravvive? D:

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  4. #44
    V.I.P


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    Predefinito Re: »ti chiedo scusa ma, io non ti chiamo amoяe!

    Poi non dire che non vi amo v.v

    29.
    Ma il sorriso che io sto puntando è un altro.
    Ed è rivolto soltanto a me. Come lo sguardo di chi lo possiede.
    Scuoto la testa ridendo e distolgo lo sguardo da quegli occhi di ghiaccio che mi hanno fatto innamorare da subito e saluto Dani e Pedro per poi passare a coccolarmi le ragazze.
    <<Cos’è? Stasera state litigati?>> Domanda ridendo Ali, riferendosi a me e Ka.
    <<Ahhhh! Non parliamone per favore!>> Loredana avverte con una risata Alice.
    Lei ride ed Eli domanda <<Alor? Si va?>>
    <<No, ciccina. Dobbiamo aspettare un ritardatario che è l’omonimo del tuo fidanzato.>> Le bacio una guancia.
    <<Ovvero?>> Domanda curiosa lei.
    <<Marco.>> Sorrido.
    E correndo come un pazzo, lo vediamo svoltare l’angolo.
    <<Parli del diavolo e spuntano le corna, eh?>> Sussurra lei.
    Annuisco sorridente e gli vado incontro <<Ritardatario, bonsoir!>>
    Mi bacia una guancia <<’Sera signorina. –mi posa un braccio sulle spalle e una volta raggiunti gli altri, saluta con un cenno della mano- Scusate per il ritardo. Piacere a tutti, Marco >>
    <<Piacere Ka.>> Lui è il primo che si presenta.
    Butta la sigaretta ormai finita e gli porge la mano.
    Seguono le presentazioni del resto del gruppo e siamo pronti per andare.
    <<Fratello, non hai anche tu questa voglia di Jack Daniel’s?>> Chiede ridendo Loredana a Carmine.
    <<’Azz. Mi leggi nel pensiero scimmia?>> Le cinge le spalle con un braccio.
    <<A me non va il Jack Daniel’s.>> Commenta Marco.
    Il sangue mi si gela nelle vene.
    Perché deve contraddire Carmine?
    Checc*zzo.
    <<Qualcuno ti ha interp…>> Sta per rispondere Ka, ma Loredana gli pianta un gomito tra le costole e lo ferma.
    Lei sorride e si rivolge a Marco <<Secondo me è perché non l’hai mai provato. Scommetti che ti piace?>>
    Lui fa il suo sorriso sghembo che tanto adoro <<Mi devo fidare, mora?>>
    <<Direi di sì >>
    Ride <<E vada per il Jack Daniel’s!>>
    <<Tutti a casa del chitarrista!>> Annuncio sorridente, chiedendogli sfacciata <<Non ti dispiace, vero Carmine?>>
    <<Oh figurati.>> Mi fa l’occhiolino.
    <<Si prospetta una bella serata, eh! –Pedro mi raggiunge e mi chiede sussurrando- Cos’è? Stiamo in guerra?>>
    <<Assolutamente sì, Pedretti. Deve rigare dritto quello là!>>
    <<Ti preannuncio che non c’è mai riuscito nessuno.>> Mi avverte lui ridendo.
    <<Oh io sarò l’eccezione alla regola cantante >>
    Lui ride e ritorna vicino Elisa.
    <<Sto già sui cogl*oni al tuo ragazzo. Parto avvantaggiato no?>> Ride Marco.
    Lo seguo a ruota <<Come no! Come va con Lori? Eh, eh?>> Ammicco, dandogli una leggera gomitata.
    <<Va. Non ho il coraggio di fare altro. È la sorella di… Lui.>> Con un cenno della testa indica Ka.
    Svolto gli occhi all’aria <<Sì. Di coluichenonpuòesserenominato. Ma finiscila! A lui ci penso io >>
    <<Ah, a proposito, come mai siete in guerra?>> Domanda mentre arriviamo sotto casa di Carmine.
    <<Perché gli ho ripetuto troppe volte che tu sei un amico.>>
    <<Ahhh! La solita gelosia.>>
    <<Parliamo io e te che siamo gelosi cronici.>> Gli faccio notare.
    <<Sì. Solo che la mia gelosia è inoffensiva. La tua distrugge gli esseri umani in questione.>> Mi risponde correttamente.
    Sorrido, facendo gli occhi dolci <<Sotto, sotto sono un angioletto.>>
    <<Sì. Negli abissi più profondi ed oscuri!>> Mi sf*tte, dandomi una leggera spinta.
    Rido e saliamo le scale per giungere all’appartamento del mio attuale nemico.
    Per tutta la serata, io e Ka non facciamo altro che scambiarci sguardi e sorrisi.
    Solo perché infondo ho il cuore tenero, dopo avergli lanciato l’ennesima occhiata, mi alzo e vado a fumarmi una sigaretta.
    Poco dopo sento le sue mani sui fianchi e la sua bocca che scorre sul mio collo, lasciandovi piccoli baci.
    <<Continuiamo il gioco di sguardi?>> Mi volto e intreccio le mie mani dietro il suo collo.
    <<Se proprio ti diverte…>> Mi morde il labbro inferiore.
    Ma una voce arriva alle sue spalle <<Teppistaaaaa! Ops…>>
    Rido, guardando la smorfia che Ka ha appena fatto <<Ehi schizzato, adesso arriviamo. Concedici un minuto >>
    Marco mima con la bocca <<Mi farà il c*lo dopo, vero?>>
    Gli alzo il pollice e dopo aver riso per la sua faccia disperata, torno a Ka <<Perdonalo.>>
    <<Non lo reggo.>> Sbuffa infastidito.
    <<Lo stai sottovalutando perché sei geloso. È simpatico ed è un tipo ok.>>
    <<Quindi? –inarca il sopracciglio- Mi deve stare simpatico per forza, giusto?>>
    <<Non ho detto questo. Santo dio. –trattengo a stento il nervoso- Ma non senti quando uno parla?! Devi solo provarci. Mi prometti che ci provi?>> Lo guardo supplichevole.
    <<Non so quanto andrà bene.>>
    <<Rispondi alla domanda Carmine.>> Dico seccata.
    <<Te lo prometto.>>
    Sorrido <<Grazie Man.>>
    Gli bacio la guancia e sulla soglia della porta, mi domanda deluso <<Beh, finita qui la nostra riappacificazione?>>
    <<Cosa ti aspettavi, scusa?! –gli prendo la mano- Ritorniamo di là e piantala di dire cose inutili.>>
    Siamo insieme a tutti e Ka richiama Marco con un cenno della mano <<Amico di Erica, facciamo due chiacchiere.>>
    Alzo gli occhi al cielo e sussurro a Lori <<Perché deve farsi il figo così?>>
    <<Melo sono chiesto tante volte. Soprattutto quando portavo i miei ragazzi a casa ai tempi del liceo.>>
    <<Oh la ruba cuori di famiglia!>> La sf*tto ridendo.
    <<Sì. E allora Ka chi era?>> Domanda con il sopracciglio inarcato.
    <<Il p*ttaniere di turno!>>
    Scoppiamo a ridere e Dani aggiunge <<Roba che faceva concorrenza a Ste!>>
    Ridiamo e la serata prosegue in modo tranquillo.
    <<Ci siamo perse qualcosa Sosia?>> Domanda Lori, indicando Marco e Ka che parlano amichevolmente tra di loro.
    <<Andiamo ad indagare.>> Sorrido e insieme a Loredana li raggiungiamo.
    <<Novità?>> Chiedo contenta, prendendo sottobraccio Carmine.
    <<Oh, secondo me sì.>> Prosegue Loredana con il sorriso, facendo altrettanto con Marco.
    Prende parola Ka <<Il tuo AMICO è un tipo ok.>> Sorride amorevolmente.
    Lo stesso faccio io <<Tesoro.>>
    <<Ok… L’acidità mi sta corrodendo…>> Mormora Marco.
    <<Noi vi lasciamo soli, eh >> Loredana porta Marco con sé e rimaniamo soli io e lui.
    <<Grazie.>> Gli dico abbracciandolo.
    <<Per non averlo menato?>> Chiede ridendo.
    Gli arriva uno schiaffo sulla spalla <<No. Per lo sforzo e per avermi ascoltato.>>
    <<Ma io lo faccio sempre!>> Replica ridendo.
    Lo guardo male.
    Lui sorride e si avvicina al mio viso <<Voglio il mio premio.>>
    Faccio un sorriso e aderisco le nostre labbra.
    Forse anche per troppo tempo.
    <<In teoria gli esseri umani per vivere hanno bisogno di ossigeno…>> Sentiamo Marco che ci riprende divertito.
    <<E anche di acqua. Considerando che il corpo umano ne è composto dal 60%.>> Rispondo prontamente con una risata.
    <<E finisce sulla sedia a rotelle se qualcuno gli spezza le gambe.>> Gli riferisce in tono minaccioso Ka.
    <<No non ce n’è bisogno. Davvero.>> Alza le mani in segno di resa lui.
    <<Sì, lo penso anche io. –fulmino Ka con lo sguardo- Bene… Cambiamo discorso!>>
    Riprendiamo a chiacchierare e ogni tanto volgo lo sguardo verso il chitarrista, che guarda sistematicamente il cellulare, in attesa di non si sa cosa.
    Controllo l’ora: undici e mezza.
    Gli vado vicino <<Se guardi un altro po’ il telefono si consuma.>> Gli faccio notare.
    In quel momento suona il campanello.
    Mi guarda <<Spero che tu mi possa perdonare.>>
    Mi fa un sorriso e dopo avermi dato un bacio veloce, va ad aprire...


    E chi è?



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  5. #45
    V.I.P


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    Predefinito Re: »ti chiedo scusa ma, io non ti chiamo amoяe!

    Incredibile ma vero.
    Sto postando.
    Datevi un pizzico per vedere se è vero. AHAHAHAH
    Cioè vorrei farvi notare che siete state con l'ansia solo 24 ore! SOLO v.v

    30.
    Alla porta appaiono due signori: un uomo e una donna.
    Quest’ultima assomiglia così dannatamente a Ka…
    Occ*zzo.
    Rimango a bocca aperta.
    <<Carmine non ti ha detto nulla, vero?>> Deduce istantaneamente Lori.
    Annuisco, come in trance.
    <<Dai pètite, cela puoi fare >> Mi incoraggia lei, stringendomi la mano.
    CHE ANSIA.
    Dani e Pedro si catapultano verso i genitori dei fratelli Ruggiero, accogliendoli con un abbraccio.
    La madre mi punta e mi viene incontro <<Ciao tesoro, sono Luisa.>>
    Tiro le labbra fino a sorridere <<Erica, piacere.>>
    Ci baciamo le guancie e il padre mi porge la mano, stringendo forte <<Franco.>>
    Altro sorriso <<Erica.>>
    Rimangono con noi, rivolgendomi la maggior parte delle domande alle quali rispondo sempre con un sorriso di apertura.
    Tra poco mi casca la faccia.
    <<Frank, birra?>> Gli chiede gentilmente Dani.
    <<Come no, grazie Danilo.>> Risponde sorridente lui.
    Intervengo <<Vado io. Non preoccuparti biondino. –mi rivolgo a Ka – Ma non le avete finite le birre?>>
    <<No ce ne sono ancora… -realizza dove voglio arrivare- Vengo con te.>>
    Annuisco e mi rifugio in cucina.
    <<Ti odio.>> Apro il frigo e prendo la birra.
    Quando sto per ritornare di là, lui mi blocca <<Solo questo?>> Domanda divertito.
    <<Sì. Puoi andare.>>
    <<Mi dici perché ti inc*zzi?>> Chiede serio.
    <<Perché potevi anche dirlo che sarebbero arrivati i tuoi.>> Rispondo fredda.
    <<Sì, certo. Così scappavi di nuovo.>>
    <<Questo problema di fiducia Ka… Non andiamo avanti così. Telo dico da subito.>>
    <<Voglio soltanto che vada bene. Tutto qui.>>
    <<Anche io, davvero. Ma se non ti fidi non finirà bene.>>
    Scuoto leggermente la testa e porto la birra a Franco <<A lei.>>
    <<Dammi del tu. Tel’ho già detto prima.>>
    <<Scusa. Ero sovrappensiero. Non accadrà più >>
    <<Sì. I propri fidanzati combinano sempre qualcosa.>> Risponde la moglie.
    Faccio un mezzo sorriso e passo il resto della sera lontano da lui.
    Prima di andare via, Pedro chiede a Luisa <<Quanto rimanete a Milano?>>
    <<Poco tesoro. Siamo passati per un saluto veloce.>> Gli risponde sorridente e dopo averlo salutato, insieme ad Elisa, Alice e Dani va via.
    <<Mamma, anche io inizio ad avere sonno… Ci vediamo domani! –bacia tutti e due i genitori e mi guarda- Andiamo chèrie?>>
    <<Arrivo. Vado a salutare Carmine e Marco che stanno fumando.>>
    Lei annuisce e vado da loro <<Ehi, io e Lò andiamo. Marco, che fai tu?>>
    <<Scendo con voi. Il motorino è qui sotto.>> Spegne la sigaretta e butta il mozzicone. Stringe la mano a Ka <<’Notte. Ci vediamo presto.>>
    Lui gliela stringe e quando Marco raggiunge Lori alla porta, mi guarda <<Ci vediamo domani?>>
    <<Non lo so.>> Ammetto con un velo di tristezza.
    Scuote la testa mentre si accende nervosamente un’altra sigaretta.
    Sto per andarmene ma mi ritrovo Luisa di fronte <<Mio figlio non è bravo a dimostrare le cose. Non era mancanza di fiducia. Era paura di perderti un’altra volta.>>
    Abbasso lo sguardo <<Sono stanca di dividermi da lui.>> Confesso in un sussurro.
    <<Allora non farlo. Non ce n’è bisogno. Rimani qui e parla con lui. Ho mandato a casa Lori e Marco… Secondo me nasce una nuova coppia, che dici?>>
    Rido e annuisco <<Dico, dico!>>
    Mi abbraccia prendendomi alla sprovvista.
    Ricambio l’abbraccio e quando ci stacchiamo la ringrazio.
    <<E di che. Ho la mia età e sono cose che ho già vissuto. Rendi felice mio figlio.>> Mi sorride ed esce di casa con il marito, che mi saluta con la mano.
    Ricambio il saluto e li accompagno alla porta.
    Pochi minuti dopo Ka esce dalla cucina.
    <<Che ci fai ancora qui?>> Domanda inc*zzato.
    <<Io… Io ti amo. Che c*zzo Carmine!>> Sbotto.
    L’inc*zzatura svanisce dal suo viso e lui si mette a ridere <<Beh anche io ti amo. Stiamo pari, che dici?>>
    Sorrido e mi fiondo tra le sue braccia. <<Tua madre mi sta simpatica.>>
    <<Lei ti adora. Mio padre dice che vai forte. Direi che è andata bene no?>>
    <<Oh e anche di più.>> Alzo il viso all’altezza del suo e lo bacio.
    <<Mi è venuta un’idea…>> Dice malizioso e mi prende in braccio.
    Alzo gli occhi al cielo <<Che idea originale trasferirsi in camera da letto Carmine.>>
    <<Almeno si sta comodi. Vuoi proporre un altro posto?>> Domanda ridendo.
    <<Oh ma stà zitto dio mio!>> Gli prendo il viso tra le mani e poggio nuovamente le mie labbra sulle sue.


    Sento qualcuno pizzicarmi sul braccio.
    Mi volto scocciata <<Senti, già hai rotto i cogl*oni per tutta la notte mo pure la mattina?! E famme dormì.>>
    Lui scoppia a ridere <<Ti serve una settimana rilassante, eh?>>
    <<Sì, senza di te. Così è proprio un paradiso!>> Ributto la testa sul cuscino.
    Poi il mio viso si illumina. <<Settimana rilassante…>> Dico pensierosa.
    <<Già. Hai qualche posto in mente?>> Mi avvolge la vita con un braccio.
    <<Capri.>> Sorrido.
    Almeno mi faccio perdonare da zia.
    <<Mi piace.>> Risponde lui.
    Il piccolo dettaglio è che dovrà sorbirsi mio cugino.
    Ma non glielo diciamo.
    Infondo i bambini non sono così terribili, no?
    <<Ci saranno anche i tuoi?>> Domanda interessato.
    <<Bah. Forse sì, forse no. Ti piacciono le sorprese, no?>> Sorrido angelica.
    <<Simpatica.>> Replica inacidito.
    <<Come sempre tesoro.>> Gli accarezzo il viso e scendo dal letto.
    <<Str*nza.>>
    Mi volto <<Come prego?>>
    Si mette a sedere <<Vediamo come spiegarti meglio il concetto… Ah sì. Sei str*nza.>>
    Rido <<Ti devi aspettare una cosa del genere dopo l’arrivo a sorpresa dei tuoi, Carmine.>>
    Alza gli occhi al cielo <<Va a preparare il caffè và.>> Mi fa segno di uscire dalla stanza.
    Esco dalla camera e Birba viene a darmi il buongiorno.
    Le accarezzo la testa e dopo essermi sciacquata le mani inizio a preparare il caffè.
    Riesco a trovare sepolto tra i vari vestiti seminati per casa il mio telefono e chiamo mia madre.
    Inaspettatamente risponde papà <<Pronto?>>
    <<Ehi Pà. Come va?>>
    Sbadiglia <<Bene. Tu?>>
    <<Bene. Mi sarebbe venuta un’idea…>>
    <<Quella di farci perdere un altro aereo?>> Domanda sarcastico.
    <<Ah. Ah. Ah. Che siamo simpatici. Ti chiamerò più volte di mattina >>
    <<No grazie. Che vuoi?>>
    <<Sempre gentile, vero? Comunque, settimana a Capri insieme al tuo futuro genero?>>
    <<Così da avere il perdono di madre e zia insieme?>> Intuisce all’istante papà.
    <<Vedo che sei intelligente come tua figlia >>
    <<No. Di più. Prenoto il viaggio. Ci vediamo direttamente a Napoli e poi da lì prendiamo il traghetto?>> Propone.
    <<Mmmh. Sì, direi di sì. Fammi sapere tutto. Ciao padre!>>
    <<Ok. Ciao figlia.>>
    Attacca e verso il caffè nelle due tazze.
    Zucchero e lo porto in camera, dato che sono sicura che Ka non si sia mosso di lì.
    E infatti.
    <<Caffè pronto Man. –glielo porgo- A lei >>
    Si rialza a sedere <<Grazie.>>
    Una terza ospite entra scodinzolando.
    Sorrido e inizio a giocherellare un po’ con Birba.
    M*nchia. Birba.
    <<Sto per prenotare per Capri. Dove la lasciamo Birba?>> Domando con un velo di preoccupazione.
    <<Passiamo per Napoli no?>> Mi chiede ridendo, soddisfatto di aver sentito la conversazione.
    <<Tesoro, non è detto che i miei vengono. Papà prenota soltanto.>> Mantengo nascosta la mia decisione.
    <<Va bene, come vuoi tu. –beve un altro sorso della sua tazza- Comunque quando passiamo da Pè per lasciargli l’auto, la lasciamo lì.>>
    Mi tranquillizzo <<Perfetto. –prendo il muso della cagnolina tra le mani- E vacanza pure per te! Eddaje!>>
    Lei inclina la testa da un lato.
    <<Oh lo so che non capisci un tubo di ciò che diciamo però è ok. Io continuo a parlare con te perché ormai ho il cervello fuso.>> Sorrido e la lascio acciambellarsi fra le mie gambe.
    Mi arriva un messaggio: ‘5-12 giugno. Treno Milano - Napoli ore 9.00. Traghetto 11.30.’
    I messaggi striminziti di papà.
    Probabilmente il loro treno Roma - Napoli sarà alle 10.
    Riferisco tutto a Ka.
    <<Ora di buco per incontrare Luisa.>> Propone lui.
    <<Sì. Tua madre mi piace.>>
    Sorride, poi mi domanda curioso <<Qualcos’altro da dire?>>
    Mi sgama subito.
    <<Alle 9 alla stazione. Svegliami con le cannonate alle 8.>>
    <<Sarà fatto.>> Sorride pregustando già una tortura.
    <<Poi mi avrai con il rodimento di c*lo per tutto il viaggio. Buona fortuna in anticipo tesoro.>>
    <<Augurare buona fortuna porta sfiga amore.>>
    <<E perché telo avrei detto sennò? >>
    Lui ride e allarga le braccia per invitarmi ad abbracciarlo.
    Faccio finta di pensarci e ridendo, mi lascio stringere nel suo abbraccio.


    Capitolo acido solo per voi AHAHAHAH
    Piaciuto?!
    Tutto calmo e sereno v.v
    (Per poco, ma è già un passo avanti, no?! AHAHAH)



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  6. #46
    V.I.P


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    Predefinito Re: »ti chiedo scusa ma, io non ti chiamo amoяe!

    Bonjour a tout le monde!

    Capitolo QUASI dolce e SENZA ansia,
    (Sì esatto: S-E- N-Z-A ansia.)
    Solo per la mia ventenne affermata
    Auguri baldracca!

    Per quanto riguarda l'ansia, vi congratulerete dopo v.v

    Bonne lecture!

    31.
    Vago per casa cercando di ricordare se ho messo tutto in valigia e se è tutto pronto per domani mattina, quando Ka verrà a prendermi.
    <<Amò mi lasci da sola per una settimanaaaaa!>> Mi si butta a dosso Lori, trasportandoci dirette sul pavimento.
    <<Se mi spacchi una gamba probabilmente la passerò in ospedale la settimana babbuina!>> Le faccio notare.
    Lei ride e mi aiuta a rialzarmi <<Giusta osservazione Roger!>>
    Scuoto la testa ridendo <<Ma come farò senza di te per 7 giorni?!>> Chiedo disperata, con fare teatrale.
    Mi imita, portandosi una mano sul cuore <<Rimani con me pètite!>>
    Le punto il dito contro <<Non chiamarmi pètite, sennò c’è rischio che rimango davvero qui!>>
    Scoppiamo a ridere e suonano alla porta.
    Sicuro che sono Alice ed Elisa.
    Ultima sera tra ragazze prima di partire.
    Considerando che ognuna se ne sparisce in un luogo diverso.
    Il Pedretti porta la sua morosa a New York, Il Calvio a Madrid e Loredana si darà da fare con il mio fratello acquisito.
    Infondo stiamo messe bene, dai!
    <<New York mi attende!>> Entra canticchiando e ballando Elisa.
    <<Io andrò a Capri!>> Ribatto mostrandole la lingua.
    <<Io nella terra spagnola! Yeah!>> Si aggiunge Alice, dopo avermi baciato la guancia.
    <<E io sono l’unica sfigata che rimarrà qui a Milano.>> Conclude tristemente Lori.
    Tutte e tre scoppiamo a ridere e l’andiamo ad abbracciare.
    <<Ma questa nooootte è ancoooora nostraaaaa!>> Canto io, seguita dalle altre.
    <<Giusto. Bando alle ciance. Consiglio importante – ci guarda una per una - Che devo fare con Marco?!>>
    <<Quello che ti senti di fare Lò.>> Rispondo semplicemente.
    <<Buttati.>> Le consiglia Ali.
    <<A me non è che piace tanto…>> Commenta Elisa.
    <<Pfff. E che ci importa dolce bionda? Deve interessare alla mora >> Replico.
    <<Bah. Hai ragione però… Non mi convince tutto qui.>> Spiega lei.
    <<Oddio. Quindi?>> Chiede Lori, già in preda all’ansia.
    Le do una leggera spinta, sbuffando <<Fai come dice Alice: buttai. E fine. Andrà male, andrà bene, nessuno di noi lo sa. Ci provi. Sta sicura che se va male lo uccido.>> Le sorrido, alzandole il pollice.
    Lei ride <<Bene. Direi perfetto. Il piccolo particolare è che se mi accorgo troppo tardi che andrà male?>>
    <<Fregata.>> Rispondo, poi riprendo <<Però potrai sempre rialzarti.>>
    Si rattrista un po’ <<Dopo Ste c’è stato un vuoto. Non voglio ricaderci.>>
    <<Bambola sei la più forte qui. -Alice mi indica- Sta qua, muore dietro tuo fratello e pensa di cavarsela facendo finta di niente.>>
    Tutte ridono sotto le mie occhiatacce <<Simpatiche. Davvero. Ed io –sottolineo- Non muoio dietro tuo fratello. È il contrario>>
    <<Su quello non ci piove!>> Ride Lori, insieme alle altre due.
    <<Che amiche perfide che mi ritrovo!>> Le accuso ridendo.
    <<Te le sei scelte te!>> Controbatte Alice con una risata.
    Faccio la finta offesa e giro la testa da un’altra parte <<La porta è quella.>>
    <<E noi non cene andiamooo!>> Urla Alice e in pochi secondi, me le ritrovo sopra di me.
    <<Non respiro!>> Cerco di cacciarle e dopo avermi torturato per un po’ si alzano.
    <<Grazie, sempre adorabili.>> Dico ironica.
    <<Solo per te, tesoro >> Risponde Lori, allargando le braccia.
    <<Sosia.>> Sorrido abbracciandola.
    <<Presente!>> Risponde pronta, stritolandomi nell’abbraccio.
    La serata continua tra lo sparare c*zzate e al ridere come stupide per ogni cosa.
    <<M*nchia. Io ho l’aereo fra 4 ore!>> Balza alla porta Elisa.
    <<C*zzo. Abbiamo fatto le due.>> Nota Alice ed io sbadiglio.
    Io e Loredana le accompagniamo alla porta e dopo averle salutate ci tuffiamo nel mio letto.
    <<Ultima notte da coinquiline.>> Sospira Loredana.
    <<Ultima prima della partenza. Poi cene saranno altre >> Puntualizzo.
    Lei ride <<Oh sicuro!>>
    Ci auguriamo la buona notte e addio mondo.


    E come previsto alle 8 in punto Carmine entra in camera urlando di svegliarmi e sbattendo coperchi di pentole.
    <<Dimmi che è solo un incubo, ti prego.>> Mormoro tra me e me.
    <<No è la realtà. E vedo che sei ancora sul letto, tesoro.>> Osserva divertito lui.
    <<Allora mi tocca ucciderti.>> Lo fulmino con lo sguardo.
    <<Sì ma per farlo devi sempre scendere dal letto.>> Continua a ridere.
    Dopo averlo guardato male, con molta fatica, riesco a poggiare i piedi per terra e ad alzarmi.
    <<Un altro piccolo sforzo verso l’armadio…>> Mi prende in giro.
    <<Carmine sparisci. Aiuta Lori a prepararmi il cappuccino che ne ho bisogno.>> Gli ordino, entrando in bagno.
    <<Una motivazione valida?>> Chiede seguendomi e poggiandosi allo stipite della porta.
    <<Ne vale del mio buon umore e di conseguenza della tua vita. Cià.>> Gli chiudo la porta in faccia e mi inizio a preparare.


    Riesumo dalla doccia soltanto 30 minuti dopo.
    Veloce asciugo i capelli e mi vesto.
    Cerco disperata la valigia, che è scomparsa.
    <<O m*rda. Non può essersi volatilizzata.>> Mi passo le mani tra i capelli, cercando di capirci qualcosa.
    <<L’ha portata giù Carmine.>> Mi informa Lori alle mie spalle.
    <<Oh mi sta sulle palle tuo fratello!>> Sbuffo e afferro il mio cappuccino, bevendolo con calma.
    <<Sì. Ma lo ami alla folliiiia!>> Ride lei.
    <<M*rda. È vero!>> Ridiamo insieme e mi avvio verso la porta <<Ciao chèrie! –l’abbraccio- Comportati bene. Non farmi diventare zia troppo presto!>>
    Lei mi bacia <<Ma piantala. Vedi che puoi fare te piuttosto. Buon viaggio pètite.>>
    Un ultimo abbraccio e volo in macchina, dove Ka mi aspetta spazientito.
    <<Alla buon ora.>> Si lamenta, mentre apro il cassettino dell’auto e sfoglio tra i vari CD.
    Non rispondo, pregando me stessa di lasciarlo perdere e di non dare sfogo alla mia acidità mattutina.
    <<Ehi.>> Mi richiama lui, mostrandomi il suo sorriso che mi fa impazzire.
    <<Ehi.>> Involontariamente sento le labbra stendersi e ricambiarlo.
    Si avvicina e preme le sue labbra sulle mie.
    La mia mano scorre dalla sua guancia alla sua nuca, per tenere la fine di quel momento più lontana possibile.
    Quando lentamente si stacca, non è stato comunque abbastanza.
    <<Odio quando riesci a comprarmi con i tuoi baci.>> Lo accuso.
    <<È mio diritto usare le armi a me lecite per salvarmi.>> Sorride, mettendo in moto la macchina e andando verso casa di Pedro.
    <<Pedro?>> Domando interdetta.
    Lui annuisce <<Mica vorrai lasciare la mia macchina alla stazione per una settimana, no?>>
    <<Ah sì. Vero.>> Poggio la testa sul finestrino.
    <<Sei più r*n*******ita del solito, eh.>>
    <<Effetto collaterale dello svegliarmi alle sette di mattina urlando come un pazzo e sbattendo i coperchi delle pentole. Mi concedi di avere mal di testa? Grazie.>> Chiudo gli occhi, massaggiandomi le tempie.
    Ride, parcheggia sotto casa di Pè e scende a citofonargli.
    <<Buongiorno!>> Il cantante entra in macchina, sorridendo come suo solito.
    <<Pedretti! –mi giro sorridente- ‘Giorno anche a lei.>>
    Carmine ritorna al posto di guida <<Poi, vedi di riportarmi il gioiellino a casa sano e salvo per favore.>>
    Pedro porta la mano all’altezza della testa e fa il saluto militare <<Sìssignore.>>
    Rido e partiamo verso la stazione.
    Arriviamo e scendiamo a prendere le valigie.
    <<Buon viaggio ragazzi >> Pedro mi da un bacio e stringe la mano a Ka.
    <<Ci sentiamo Bro.>> Risponde lui, lanciandogli le chiavi dell’auto. <<E passa a trovare Birba. La affido a te.>> Gli riferisce.
    Il cantante sorride <<Sarà fatto. Godetevi ‘sta vacanza e tornate come una coppia… Normale, dopo una settimana a Capri. CAPITO?>>
    Ridiamo e gli dico <<Cercheremo >>
    Entriamo nella stazione e saliamo sul nostro treno.
    Mi fa un po’ strano essere di nuovo qui.
    L’ultima volta che ho usato un treno era stato per fuggire dalle arpie malefiche.
    La vibrazione del mio telefono mi riporta alla realtà.
    Messaggio da Marco: ‘Che palle. Vai a Capri. Se ‘na m*rda. Fatte sentì <3’
    Sorrido e rispondo: ‘Ma levete! Quando ritorno a Milano te smonto come i lego! Fai lo stesso baldracco. <3’
    <<Te smonto?>> Mi chiede Ka.
    Rido <<Sì. Le minacce sono un segno d’amore. –vedo Ka cambiare per un attimo sguardo- Cioè d’affetto. Vabbè è uguale.>> Vado nel pallone.
    Lui si mette a ridere <<Ho compreso. Musica?>> Mi tende un auricolare delle sue cuffiette.
    La prendo <<Yeah. Che mi fai sentire?>>
    Sorride <<Foo Fighters.>>
    Preme play e con ‘My Hero’ il treno lascia la stazione.
    <<Chissà perché ma lo immaginavo.>> Sorrido a mia volta.
    Si china per baciarmi e alza il braccio per farmi accoccolare di più a lui.



    Ehhh?! Sono o non sono brava quando mi ci impegno?!
    Però a pensarci bene, mi riesce meglio fare la str*nza...
    Mmmh, ho paura che lascerò la strada della brava ragazza molto presto v.v



    Le parolacce, come sempre, qui : http://forum.teamworld.it/forum1743/...ml#post7772635

  7. #47
    V.I.P


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    Predefinito Re: »ti chiedo scusa ma, io non ti chiamo amoяe!

    Buon umore.
    Buon umore.
    Buon umore.
    TANTO BUON UMORE!

    Ed è colpa della Anna v.v
    Z*ccoooola!

    Buona letturaaaaa!

    32.
    <<SVEGLIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!>> Urla una voce femminile nel mio orecchio.
    <<OCC*ZZO!>> Sussulto dallo spavento, ritrovando Carmine che ride come un c*glione, rimettendosi il telefono all’orecchio.
    <<Alice, sei una grande. Ti devo un favore.>> Attacca e continua a ridere, nonostante lo stia guardando in cagnesco.
    <<Dai. Mica tela sarai presa?>> Domanda sghignazzando.
    <<V*ffanc*lo.>> Mi alzo per prendere la valigia e lui mi dice divertito <<Perché prendi la valigia se dobbiamo scendere alla prossima?>>
    <<Perché faccio come c*zzo mi pare.>> Gli ringhio contro.
    <<Come siamo permalose…>> Sorride venendomi ad abbracciare.
    <<Dio mio. E levate.>> Scanso le sue braccia in malo modo e ritorno a sedermi, ascoltando l’ipod a palla.
    Mi toglie una cuffietta.
    <<Carmine.>> Chiudo gli occhi per controllarmi.
    <<Dimmi.>> Risponde tranquillo.
    <<Lo sai che stai rischiando la vita, vero?>> Lo freddo con lo sguardo.
    Sorride <<Sì lo so.>>
    <<Così non migliori la situazione. Lasciami perdere.>>
    Mi sto innervosendo. E di brutto.
    Se ne accorge e si mette dritto al suo posto, senza più dire parola finché non siamo scesi.
    <<Ehi ma quella non è tua madre?!>> Domando, indicandogli con un cenno del mento una signora che viene nella nostra direzione.
    <<Non lo so.>> Risponde sc*zzato.
    Faccio un respiro profondo, lo faccio voltare verso di me, ponendo la mano sotto il suo mento.
    Rimaniamo a guardarci negli occhi.
    E poco dopo sorridiamo.
    Perché a volte basta solo uno sguardo.
    Mi alzo sulle punte per baciarlo, ma a un centimetro dalle sue labbra, riconosco la voce di sua madre.
    <<Suppongo che la lite sia stata superata con successo.>>
    Lui ride, mi fa l’occhiolino e si rivolge a Luisa <<Direi di sì.>>
    Le bacia la guancia e poi lei passa a me <<Signorina, buongiorno.>>
    La saluto anche io con un bacio <<’Giorno. Suo figlio è perfido.>>
    <<Ed è per questo che lo stavi baciando?>> Domanda con un sorriso.
    Scuoto la testa ridendo.
    Carmine mi prende per mano e andiamo a sederci in un bar per un caffè.
    <<Non lo sapevi, eh.>> Gli sussurro, tirandolo per un braccio per avere il mio bacio.
    <<Ops. Ho detto una bugia.>> Ride e mi stampa un bacio veloce sulle labbra.
    <<Oh. Voi siete la coppia perfetta.>> Commenta Luisa, mentre ci sediamo a un tavolo.
    <<Dici?>> Domando divertita.
    <<Non siete quelle coppie sdolcinate che poi si mettono le corna a vicenda.>> Risponde lei.
    Guardo Carmine, che fa lo stesso e mi fa un sorriso.
    Presa da un attimo di dolcezza gli accarezzo il viso, poi ritorno alla madre <<Io direi che siamo una delle coppie che si amano a proprio modo.>>
    Lei sorride <<Lo stai facendo rigare dritto. Mi devo preoccupare?>>
    Ridiamo insieme <<Forse sì. Lo starò minacciando in modo troppo pensante?!>>
    <<Io sono ancora qui, eh.>> Commenta lui, raddoppiando le nostre risate.
    <<So che è una scelta sbagliata. Ma devo andare al bagno.>> Si alza e ci lancia varie occhiate prima di raggiungerlo.
    <<Ok. Giuro di non aver mai visto una faccia da pesce lesso simile!>> Ride Luisa.
    La guardo a bocca aperta <<Mi hai dato del pesce lesso?!>>
    La faccio ridere ancor di più <<Sei persa. Sul serio. E mi piaci. Questa volta Carmine sen’è trovata una tosta.>>
    <<Oh sì. Quello è sicuro. L’ultima litigata risale più o meno a…10 minuti fa.>> Rido, seguita da lei.
    <<Meglio. Dopo la litigata c’è sempre un bacio di riconciliazione >>
    Ka ritorna al tavolo <<Mi sono perso qualcosa?>>
    <<A parte il cervello, niente.>> Sorrido.
    <<Tesoro.>> Socchiude gli occhi.
    <<Ahio. Meglio che scappo. Poi avete un traghetto da prendere.>> La madre si alza e dopo aver baciato il figlio, bacia anche me e l’accompagniamo all’uscita.
    Prima di salire in macchina si volta verso di noi <<Scusate. Vi do un passaggio, saltate su.>>
    Buttiamo le valigie nel porta bagagli e ci accomodiamo.
    <<Molo Beverello?>> Ci chiede.
    <<Yes.>> Rispondo pronta.
    Siamo sempre stati da zia da quando avevo 5 anni, per cui ricordo tutto alla perfezione.
    Luisa ci lascia sul molo.
    <<Bene. La prossima volta ci vediamo quando siete sposati?>> Ride lei.
    <<Sì mamma certo. Va a casa che è meglio eh.>> La liquida Carmine.
    <<Signorino riga dritto. –si rivolge a me- A questo punto la mano chiedigliela tu.>> Sorride.
    Rido e la saluto <<Ciao Luisa!>>
    Mi fa l’occhiolino e va via.
    Mentre chiamo mio padre per sapere dove si trova, ancora sto ridendo.
    <<Mica vorremmo sposarci vero?>> Domanda corrugando la fronte, poi nota il telefono <<Chi chiami?>>
    <<Non sono così masochista tesoro. Al matrimonio ci penseremo dopo. Molto dopo. –finalmente papà risponde- Ehi dove siete?>>
    <<Al molo numero dieci, figlia cara.>> Risponde smieloso.
    <<Che ti rode?>>
    <<Ho litigato perché l’idiota alla biglietteria non trovava la prenotazione.>> Spiega con ancora l’amaro in bocca.
    <<Capisco. Vabbè vi raggiungiamo.>> Attacco e guardo Ka <<Andiamo. Mi porti tu il trolley?>> Chiedo con gli occhi dolci.
    <<Non è una domanda, giusto?>> Deduce schietto lui.
    <<Bravo amore.>> Gli bacio la punta del naso e raggiungiamo i miei.
    <<Lo sapevo.>> Sorride soddisfatto quando riconosce le figure di mia madre e di mio padre.
    <<È l’unico modo per farmi perdonare da madre e zia.>> Chiarisco strizzandogli l’occhio.
    <<Tataaa!>> Mi abbraccia mamma <<Ciao Ka! Che piacere vederti!>> Mi molla nel mezzo dell’abbraccio e va a coccolarsi Carmine.
    Non so se avete compreso: molla ME per andare da LUI.
    La torturerò per il resto della settimana.
    <<Pà!>> Lo bacio e lo abbraccio.
    <<Figlia.>> Ricambia entrambi i gesti e ci imbarchiamo.
    Presi i posti, aspettiamo che le due comari ci raggiungono.
    Sì. Per comari intendo mia madre e Carmine -.-
    <<Dove vi volete mettere?>> Chiedo a tutti e due.
    <<Se vuoi stare vicino a Ka io vado da papà. Ma se tu vuoi stare con papà, rimango qui. È uguale.>> Dice mamma.
    Inclino la testa, poi dico <<Mah per me è uguale. Tanto io vado di sopra.>>
    Detto questo, vado a salire le scale.
    Ora che il traghetto è in viaggio vedere tutte le onde che si infrangono al passaggio della barca, il vento che ti investe completamente, qualche schizzo d’acqua che arriva.
    Adoro i viaggi in nave.
    Chiudo gli occhi per gustarmi il momento ma sento un’imprecazione dietro di me <<Porca p*ttana. L’occhio!>>
    Mi volto e mi ritrovo Ka piegato con una mano sull’occhio destro.
    <<Che è successo?!>> Chiedo allarmata, tirandolo su.
    <<Stavo per abbracciarti ma i tuoi adorati capelli al vento mi hanno preso l’occhio.>> Lo apre piano, piano.
    È tutto arrossato.
    <<Tanto ora passa. Non toccartelo.>> Gli consiglio.
    <<Ma pizzica!>> Sbotta innervosito.
    <<E non pensarci.>>
    <<Come fai a non pensare a qualcosa che ti trapassa l’occhio?>> Chiede inc*zzato.
    Svolto gli occhi all’aria e dopo essermi legata velocemente i capelli, lo attiro a me per un bacio.
    Lo sento che cerca di resistere a causa dell’incazz*tura ma si scioglie quasi subito.
    Mi fa salire sulla ringhiera, tenendomi stretta, continuando il bacio.
    Una persona normale potrebbe pensare alla paura di cadere.
    Solo che ogni suo bacio è come volare sempre più in alto.
    Sentendo le labbra indolenzite, mi stacco piano, piano, rimando sempre ad un centimetro dal suo viso.
    <<Se mi fai cascare ti gonfio di botte.>> Lo avverto con un mezzo sorriso.
    <<Non c’è pericolo. Non potrei mai staccare le mani dal tuo c*lo.>>
    Giuro che è serio quando lo dice. E questo preoccupa ancora di più.
    Alzo gli occhi al cielo. <<CARMINE.>>
    Sorride come un idiota.
    Ed io scoppio a ridere. <<Ma ‘na faccia più intelligente?>>
    Fa scorrere una mano sul mio collo e avvicina nuovamente le nostre labbra.
    Con la coda dell’occhio vedo mio padre arrivare e stacco subito Ka da me.
    <<Che fai?>> Domando a mio padre, poi vedo la macchinetta fotografica. <<Ahhh foto.>>
    <<Vai. Mettetevi in posa.>> Ci dice.
    Oh no.
    Le foto no.
    <<Veramente…>> Inizio a dire ma lui mi zittisce <<Fate finta di essere contenti, sorridete, faccio la foto e vi lascio in pace.>>
    <<Se ti si spacca l’obiettivo è colpa di Carmine.>> Lo indico mentre poso un braccio sulle sue spalle e lui fa scivolare la mano sul mio fianco.
    <<Io ne dubito.>> Mormorano all’unisono tutti e due.
    <<Che uomini che mi ritrovo -.->>
    <<Levati quella smorfia dal viso, almeno.>> Mi riferisce Ka.
    <<Non ho smorfie sul viso.>> Lo guardo male.
    <<Ah vero. È la tua faccia scusa.>> Sorride divertito.
    <<F*ttiti.>>
    Ed ecco il suono dello scatto.
    <<PAPà!>> Gli rubo la macchinetta dalle mani e carico subito la foto.
    Scoppio a ridere.
    Ka la prende tra le mani <<Mmmh. Tu che mi mandi a fanc*lo ed io che sorrido per averti fatto inc*zzare…>>
    <<La foto ci rappresenta a pieno, direi.>>
    Lui ride e mi da un morso leggero sulla guancia, ridando la macchinetta a mio padre.
    Passiamo il resto del viaggio lì sopra, nella speranza che io non mi prenda un’insolazione.
    E ne sarei capace.
    Dopo due orette e mezza scendiamo finalmente dal traghetto e individuo subito il furgoncino verde scuro di zia, con il mio cuginetto che sbraccia sorridente per attirare la nostra attenzione.
    Ci dirigiamo verso di noi e melo ritrovo tra le braccia.
    Lo prendo in braccio e lo alzo per aria <<A belloooo!>>
    <<A bellaaaa!>> Sorride lui mentre mi stritola in un abbraccio.
    Quando dico ‘stritola’ non scherzo.
    <<Ma diventi sempre più bello tu?>> Gli domando rimettendolo a terra.
    <<Sìsìsìsì. –poi alza la testa verso di Ka- Lui chi è?>> Domanda curioso.
    <<Lui è Carmine. Ma puoi chiamarlo Ka.>> Lo informo, guardando Ka che si abbassa e con un sorriso gli chiede <<Il tuo nome?>>
    <<Andrea.>> Risponde pronto.
    Poi attacca a parlare di non so cosa e Carmine annuisce.
    Bene. Possono sopravvivere.
    Nel frattempo vado a salutare zia.
    <<Amore!>> Mi abbraccia lei, baciandomi le guance.

  8. #48
    V.I.P


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    Predefinito Re: »ti chiedo scusa ma, io non ti chiamo amoяe!

    Poi guarda dietro di me ammiccando <<Quello è il tuo fidanzatino?>>
    Faccio una piccola smorfia.
    Già è tanto che riesco a dire fidanzato quando parlo di Carmine, figurati fidanzatino.
    No, ti prego! Fidanzatino proprio no.
    <<Sì è lui. –lo chiamo- Carmineeeee! Vieni qui.>>
    Quando mi rigiro melo trovo accanto con Andrea in braccio.
    <<Mela fai provare la tua chitarra? Io ti faccio provare la mia. Però è più piccola della tua.>> Gli propone lui.
    Mi trattengo dal ridere.
    Già è tanto se io la posso guardare la sua Gibson.
    <<Certo. Forse un giorno.>> Gli fa l’occhiolino Ka.
    Poi si presenta a zia <<Piacere Carmine.>>
    <<Piacere mio. Sabrina.>> Gli stringe la mano, dopo avergli baciato la guancia.
    <<Ora tutti sul furgone!>> Annuncio io, tendendo le braccia ad Andrea che scivola facilmente tra le mie braccia.
    <<Ka ha detto che non è come papà per la mamma per te. Allora cos’è?>> Domanda interessato lui.
    <<È un amico speciale. Come le bimbe con cui ti dai la mano e vi scambiate qualche bacio.>> Gli spiego.
    <<Però tu e Ka…>> Parte con una delle sue teorie ma lo blocco al principio <<Senti che ne dici di fare un gioco?>> Gli propongo.
    Sento Ka ridere e mi volto per fargli l’occhiolino.
    Gli s’illuminano gli occhi <<Sì! Anzi no, facciamo che tu mi canti le tue canzoni.>> Mi dice lui.
    <<Canti le tue canzoni?>> Chiede con un eccesso di interesse Ka <<Oh che bello. Canta dai!>>
    Gliela farò pagare.
    Per tutto il viaggio canto fino a non avere più voce, mentre Ka mi guarda divertito e gioca con Andrea e i miei genitori con zia confabulano della festa del paese di stasera.
    A cui andremo a quanto pare.
    Finalmente arriviamo al Bed and Breakfast che dirige mia zia insieme al marito.
    È spettacolare questo posto.
    L’ho sempre adorato.
    I fiori, i mille colori, la terrazza che si affaccia sul mare.
    Un paradiso.
    Come fosse casa mia entro e seguo quella peste dappertutto, mentre zia mostra il posto a Ka e i miei vanno nella loro stanza per sistemare tutte le loro cose.
    Sollevo di peso Andrea e lo porto a zia.
    <<A zì ‘nse regge più ‘sto qua.>> Rido facendolo scendere dalle mie spalle.
    <<Non è vero!>> Ribatte lui, mettendosi accanto alla madre.
    Lei ride e mi dice <<Amore la camera è quella a sinistra dei tuoi. Vai da sola no? Intanto vedo di fare il bagno al pupo.>>
    Annuisco <<Bene. Ci vediamo dopo. –pizzico la guancia ad Andrea - Ciao piccolè!>>
    Prendo Ka per mano e ci avviamo nella nostra camera.
    <<Quanto tempo abbiamo?>> Domanda lui, chiudendo la porta dietro di noi e spostando le tende, lasciando giusto uno spiraglio per farci passare qualche raggio di sole.
    <<Boh. Credo che stasera si faccia qualcosa. Abbiamo… Due orette di tempo. Ma che ti chiudi che non entra luce?>>
    Si avvicina con un’espressione maliziosa in volto <<Continuiamo da dove abbiamo interrotto sul traghetto…>> Inizia a baciarmi sul collo, mandandomi in confusione totale.
    Sorrido ed inizio a baciarlo, sollevandogli la maglietta…



    Mi raccomando: non dimenticate la piccola esistenza di un fondamentale fattore v.v



    Ps. Sono di buon umore se non l'aveste capito! AHAHAH

    http://forum.teamworld.it/forum1743/...ml#post7772635

  9. #49
    V.I.P


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    Predefinito Re: »ti chiedo scusa ma, io non ti chiamo amoяe!

    Prima ci sparire a Frascati, posto
    (Direi che mi merito un applauso! AHAHAHAH)


    33.
    <<Eicaaaaa!>> Chiama una voce al vetro.
    La parte ancora conscia della mia mente, mi permette di selezionare l’unica persona che pronuncia il mio nome non marcando la ‘r’.
    Occ*zzo.
    Spingo Ka via da me. <<C’è Andrea!>>
    <<Dove?!>> Domanda agitato, guardandosi intorno.
    Sbuffando, vado ad aprire la porta. Che non è propriamente una porta, perché è a vetri.
    E sono sicura che da quel minimo spiraglio fra le tende, Andrea abbia visto qualcosa.
    I bambini sono tremendi.
    <<Amore dimmi.>> Gli chiedo, facendolo entrare.
    <<Perché sei senza maglietta?>> Domanda increspando le sopracciglia <<E perché Ka è in costume?>>
    I bambini sono tremendiiiiiiiiiiiiiiiiiii!
    <<Perché anche io sono in costume come Ka.>> Sorrido, sentendo le guance avvampare.
    <<Oh. –lo convinco- Vieni a giocare con le macchinette?>>
    <<Sicuro. Mi infilo una maglietta e sono da te.>> Confermo.
    <<Ok!>> Corre via mentre io rientro con una faccia scocciata.
    <<No aspetta. Vai sul serio a giocare con le macchinette?>> Mi guarda sconcertato Ka.
    <<Ovvio che sì.>> Mi infilo la maglietta. <<Vieni o no?>> Gli domando, con la mano sulla maniglia della porta.
    <<Non rimani qui a coccolarmi? Sono il tuo fidanzatino!>> Inizia a sf*ttere, seguendo con una sonora risata.
    Storco la bocca <<Va a farti il bagno con le paperelle Carmine.>>
    Metto un piede fuori dalla stanza e lo sento gridare <<Aspetta va, che arrivo.>>
    Dopo cinque minuti esce con bermuda e maglietta a maniche corte.
    <<Cos’è quel sorrisetto?>> Domanda, leggermente stranito, cingendomi le spalle con un braccio.
    <<Sei un figo porca paletta!>> Gli bacio la guancia e ridendo, raggiungiamo Andrea.
    Già pronto sugli attenti mostrandoci le macchinette in fila.
    <<Quale volete?>> Domanda prendendone in mano una blu, della polizia <<Questa è mia.>>
    <<Lo sospettavo tesoro. Prendi sempre quella da quando vengo qui.>> Sorrido, prendendo quella rossa <<Io voglio questa!>>
    <<E tu Ka?>> Gli chiede lui, poi mi volto anche io <<Già. E tu Ka?>>
    Lui mi lancia un’occhiataccia e prende quella nera <<Questa.>>
    Neanche un secondo e mio cugino ci sommerge di miliardi di piste e giocattoli.
    Carmine sta per buttarsi dal balcone, io rido come un’idiota sia per lui, sia perché guardare Andrea ridere e giocare è di una bellezza spettacolare e sia perché sono tornata 10 anni indietro nel tempo.
    Vedo i miei scendere le scale con le buste della spesa.
    Ka si alza all’istante <<Vi aiuto a portarle dentro!>>
    <<Ma non c’è problema tesoro…>> Gli risponde mia zia.
    <<No, no. Si figuri!>> Sorride lui, prendendole una busta e lo stesso a mamma.
    Ritornano venti minuti dopo.
    Nel frattempo Andrea, non so come, mi ha convinto ad impiastrarmi con il pongo.
    Perché i bambini mi f*ttono sempre?
    M*rda.
    Forse un po’ di dolcezza è presente anche in me.
    Mi sto preoccupando!
    <<Amore vatti a preparare. Usciamo tra poco.>> Mi richiama mia madre.
    Annuisco <<E Andrea?>>
    <<Viene a vestirsi con me.>> Lo prende per mano la mamma.
    <<Ma Erica…>> Inizia a lamentarsi lui.
    <<Erica la porto a vestire io. –Ka mi prende per mano. - Vediamo chi fa prima! 3, 2, 1… Via!>> Iniziamo a correre giù per le scale, sentendo dietro di noi Andrea che ride e che incita zia ad andare veloce.
    Entro nella stanza e butto sul letto la valigia <<La mia maglietta blu… Dove sei?!>> Mi dispero, mentre frugo velocemente tra i vestiti.
    La mano di Ka mi afferra il polso <<Che c*zzo stai facendo?>> Domanda, inarcando il sopracciglio.
    <<Voglio arrivare prima.>> Gli spiego tranquillamente, mentre avvisto la mia maglietta preferita.
    <<Era uno stupido gioco per farci rimanere soli! Mica devi arrivare prima per forza.>> Sbotta lui.
    <<No. Hai lanciato una sfida e io la vinco. Semplice.>> Faccio un’alzata di spalle.
    <<Sei seria? Erica, sei seria?!>> Mi chiede incredulo lui.
    <<…Carmine. Sì. Sono seria. Mi stai rallentando.>> Gli faccio notare, liberandomi dalla sua presa.
    Rimane immobile al suo posto, mentre io corro a cambiarmi maglietta e pantaloncini e dopo aver legato i capelli in una coda improvvisata, una passata di rimmel e sono davanti la porta.
    <<Fatto?!>> Gli chiedo frettolosa.
    Carmine mi guarda sgranando gli occhi <<No. Tu vinci, io arrivo.>>
    Scoppio a ridere e svelta salgo le scale, nell’esatto momento in cui Andrea sorpassa la soglia della porta di casa.
    <<Ho fatto prima io!>> Urla vittorioso lui, portando le mani al cielo.
    Oh ma col c*zzo!
    <<Ehi bello. No! Sono arrivata prima io!>>
    È sempre così. Ora mi metterò a discutere con un bambino.
    Sì, esatto.
    Devo avere ragione con i bambini. Sempre.
    <<Non è vero!>> Obietta lui.
    <<Sì che lo è!>> Controbatto decisa.
    <<No!>>
    <<Sì!>>
    <<Nooo!>>
    Gioco d’astuzia che funziona sempre.
    Sorrido <<Dio santo! Ho detto di NO!>>
    <<Sì invece!>> si arrabbia lui. <<Sì e basta.>>
    <<Ok. Perfetto. Sì sono arrivata prima io >> Sorrido vittoriosa e dietro di lui, vedo i miei genitori e zia che ridono come matti.
    Papà mi guarda <<Sono senza parole. Non so se sei più bambina tu o lui!>>
    Rido <<La risposta è semplice: lo sono più io!>>
    Sento qualcuno agganciarsi alla mia gamba.
    <<E certo. Pure bambina sei! Infatti io sono il grande!>> Andrea fa un sorriso enorme, mentre papà gli batte il cinque.
    <<Bravo ragazzo >> Si complimenta con lui.
    Rimango a guardarlo con gli occhi fuori dalle orbite.
    Sto ragazzino è diventato intelligente per caso?
    Nah. È abituato alla cugina romana che si ritrova
    <<Andrea?>> Lo chiamo e lui si volta <<Preparati. Se stasera incontro Silvia sono affari tuoi, sappilo.>> Lo fulmino con lo sguardo e vedo sorpassarmi Ka.
    <<Ehi Man.>> Gli tocco il braccio.
    <<Vinto?>> Domanda, guardando di fronte a sé.
    <<Ha voluto contraddirmi ma ho vinto, sì.>> Omettiamo la parte in cui mi ha risposto.
    Passiamo tra i vicoletti e siamo in piazza.
    Riconosco subito la figura femminile che viene verso di noi.
    Le corro incontro <<Sììììììììììììììììììììììììììììììììììììì!>>
    <<ERIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII! –ci abbracciamo- Non ci credo che sei qui!>> Ci stacchiamo e mi guarda <<Oddio che bello!>> Esclama felice e mi stringe nuovamente in un abbraccio.
    Arriva anche Francesca <<Ehi!>> Mi abbraccia e poi strizza gli occhi per vedere chi c’è dietro di me.
    <<Carmine?>> Lo chiama, guardandolo con occhi sgranati.
    Lui si volta.
    <<Francesca?>> Stessa espressione.
    <<Che ci fai qui?>> Chiede lei, andandolo ad abbracciare.
    Ok. Credo sia l’ora di chiedere che m*nchia succede.
    <<Mi rendete partecipe?>> Domando sarcastica.
    Lei ride <<Lui è il mio ex ragazzo! È da una vita che non ci si vede!>>
    Lo abbraccia di nuovo.
    Il sangue interrompe di scorrere nelle mie vene.
    Forse perché per un minuto buono il mio cuore ha smesso di battere.
    Lui la guarda sorridente <<Una vita, sì. Che si dice da queste parti?>>
    Si prendono sottobraccio e camminano insieme.
    Prima Francesca raggiunge zia e i miei per un saluto.
    Andrea corre accanto a me <<Francesca ti ha fregato il fidanzato.>>
    Lo guardo in cagnesco <<Nanerottolo dei miei stivali. Stanotte non dormire tranquillo.>>
    Intimorito se ne va, mentre io raggiungo Silvia e l’altra amica: Ludovica.
    <<Ragazze, la romana è tra noi!>> Esclama ridendo Ludo.
    <<Come no –l’abbraccio, poi gli chiedo- Come state?>>
    <<Oh alla grande! Tra poco ci raggiunge Stefano!>> Ammicca, dandomi una leggera gomitata.
    Interviene Silvia <<Non ti manca la tua fiamma napoletana?!>>
    Ridiamo.
    <<No. Per ora mi accontento della mia fiamma attuale >>
    Stiamo camminando dietro a tutti e Ludovica allarga gli occhi sorpresa <<Quello è il fidanzato di Fra!>>
    No. Mettiamo le cose in chiaro. È il suo ex. Porca paletta.
    <<Ex, Ludo. Ex ragazzo. Lui è il MIO fidanzato.>> Puntualizzo irritata.
    <<Oddio scusa. Mi ero dimenticata l’ex davanti!>> Scoppia a ridere lei.
    Ah. Ah. Ah. Grasse risate.
    No.
    <<Si era visto Lù >>
    Silvia mi prende sottobraccio <<Acidaaaaaaaaaaaaaaaaa!>>
    <<Sì, presente!>>
    Lei ride e avanziamo il passo verso gli altri.
    I miei si girano e mi avvertono del loro cambio di programma <<Amore, zia ci porta in giro. Suppongo che tu voglia rimanere qui.>>
    <<Giusta osservazione mamma. Buona serata o nel mio caso, nottata. Ciao!>>
    Bacio veloce a tutti ed infine ad Andrea <<Ciao Scrì.>>
    Mi mostra la lingua <<Vai via!>>
    Rido <<Dai facciamo pace –gli tendo il mignolo- E poi mi dai un bacino.>>
    Ci pensa su un attimo e esitante stringe il mio dito e canticchia la canzoncina della riappacificazione.
    Che io non ricordo più dai tempi dell’asilo.
    Si mette sulla punta dei piedi e raggiunge la mia guancia, posandoci le sue piccole e morbide labbra.
    <<Bella!>> Lo saluto, andando verso le ragazze.
    <<BELLAAAA!>> Sorride, mentre corre verso la madre.
    Silvia si mette in mezzo e apre le braccia.
    Sorrido e l’abbraccio.
    Con lei ci prendiamo di più, rispetto a Francesca e Ludovica.
    Però tutte e quattro insieme abbiamo sempre formato un bel gruppo.
    <<Che si fa?!>> Domando allegra, nonostante la vista che Francesca sia a soli 10 centimetri da Carmine, mi urta il sistema nervoso.
    Che poi, oh sì giusto, devo ancora scoprire cosa abbia il signorino.
    Dato che non mi guarda in faccia da 2 ore.
    <<Aspettiamo Ste, che sicuramente sta con Davide.>> A quest’ultimo nome Francesca arrossisce leggermente.
    <<Sgamata! Nuova vittima?>> Chiedo ridendo.

  10. #50
    V.I.P


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    Predefinito Re: »ti chiedo scusa ma, io non ti chiamo amoяe!

    Lei annuisce con una risata <<Esatto.>>
    <<E sarebbero?>> Domanda Ka.
    <<Ste è l’ex… -inizia a dire Ludovica ma gli pianto un gomito tra le costole- Mio. Il mio ex.>> si corregge, poi prosegue <<E Davide è il ragazzo di Fra.>> Termina la spiegazione Ludo.
    <<Il tuo ex?!>> Domanda spiazzata Francesca.
    Le lancio un’occhiata di avvertimento.
    Lei recepisce subito <<Oh sì è vero.>>
    Poi il mio telefono squilla: Lori.
    LORI!
    Rispondo all’istante, mentre mi allontano <<Mi manchi checc*zzo. Sta vacanza di m*rda! Ma come m’è venuto in mente?!>> Le sbotto tutto d’un fiato.
    <<Altro?>> Chiede lei.
    <<E odio tuo fratello!>>
    <<L’hai ripetuto miliardi di volte ma state ancora insieme.>> Conclude lei.
    <<Sì forse ancora per poco. A meno che lui non decida di staccarsi da Francesca. O lei da lui. Vabbè fatto sta che stanno appiccicati!>>
    <<Erica.>> Mi riprende Lori.
    Faccio un respiro profondo <<Sì?>>
    <<Buona sera. Mi manchi anche tu. E tanto. Com’è andato il viaggio?>> Mi chiede tranquilla.
    Ho già detto di amare alla follia questa donna?
    <<’Sera. Bene… Molto bene direi. Ma tutto è stato rov…>> Sto per dire, ma lei mi blocca. <<Aspetta.>>
    Attimo di silenzio.
    <<Siete andati da tua zia. Cosa è successo lì?>>
    Si sta immedesimando in una poliziotta mista ad una psicologa.
    <<Abbiamo giocato con Andrea… Poi siamo andati a vestirci, ho giocato con Andrea… Siamo usciti, abbiamo incontrato Francesca, Silvia e Ludovica. Mora, castana e bionda.>>
    Lei ride <<La mora è l’ex di Ka.>>
    <<Maddai. Non l’avevo capito!>> Sbotto ironica.
    <<Ok, ok. Comunque il problema è che… Non sarai stata troppo appiccicata a tuo cugino?>>
    Probabile.
    <<Ma è un bambino!>>
    <<Sì ma non puoi lasciare Carmine solo e spupazzarti in continuazione tuo cugino!>>
    <<Loredana Ruggiero io ti amo.>>
    Si mette a ridere <<Oh anche io. Chiarisci con la scimmia e ci sentiamo domani. La mia serata non è ancora finita…>> Finisce la frase maliziosa.
    <<Dove sei, con chi sei e cosa fai con questo presunto Chi!>>
    Scoppia in una risata <<Casa mia. Marco. Cena. E poi chi lo sa…>>
    <<No ok. Non voglio saperlo. –inorridisco al solo pensiero- Stanno per arrivare Stefano e Davide. Amici di tutta l’allegra combriccola. Compresa io.>>
    <<Mmmh. E che problema c’è?>>
    <<Ho avuto una mezza storia con Stefano.>>
    <<Uao. Seria?>>
    <<Ma che te seria! Il problema è che si ripeteva ogni estate…>>
    <<Lui non sa che tu sei con Ka. Ma lui glielo farà capire benissimo.>>
    <<Ka non lo sa. E poi sta facendo il cretino con Fra!>>
    <<Erica non pensare minimamente a vendicarti. O giuro che vengo a Capri e ti apro in due!>> Mi minaccia sibilando.
    Mi ammutolisco per un minuto.
    <<Felice di averti terrorizzato. Il mio quasi uomo sta rientrando con le pizze. Ciao donna. Love you.>> Mi saluta lei.
    <<Moi aussi. Fate i bravi!>>
    Sento sotto la voce di Marco <<Erica?>>
    <<Vado! Ciao pètite!>>
    Prima che potessi dire qualcos’altro ha attaccato e con riluttanza ritorno dagli altri.
    E i due ritardatari, sono appena arrivati.



    Cmq ormai vi ho traviato! AHAHAHAHAH
    Per fattore intendevo Andrea AHAHAHAHAHAH

    Siete wonderfulllll

    http://forum.teamworld.it/forum1743/...ml#post7772635

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