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Discussione: Per sempre

  1. #1
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    Predefinito Per sempre

    eccomi qua!
    è una fan fiction che ho scritto tempo fa e voglio proporvela.
    speriamo sia di vostro gradimento, chiedo scusa da subito per gli errori ortografici se ci sono controlla ma qualcuno mi può sfuggire!
    aspetto tanti commenti!
    --------------------------- ---------------------------- -----------------
    CAP 1

    “DING DON DING DON”
    “marzia!! vai tu ad aprire io mi sto finendo di vestire..” mi alzai dal letto sbuffando “uffaa…te sei sempre impegnata” “su sorellina non te la prendere…dovrebbero essere pedro e ka..!” improvvisamente mi si illuminarono gli occhi e mi fiondai di sotto, mentre scendevo le scale pensavo “è pedro..è lui!!” arrivata alla porta la aprì.
    C’erano ka e pedro che aspettavano “era ora che qualcuno venisse ad aprire” disse pedro, lì guardai sorridendo “accomodatevi pure..” “grazie marzia”disse pedro abbracciandomi e dandomi un bacio sulla fronte, in quel momento mi sentivo sulle nuvole ero felicissima, poi entrò.
    Ka si avvicinò a me mi guardò dolcemente mi mise una mano sulla testa e mi baciò sulla guancia “ciao piccola!” io arrossii lievemente, non so per quale motivo ma lui riusciva sempre a farmi imbarazzare.
    Appena arrivati in salotto c’era già mia sorella seduta che ci aspettava “ciao ragazzi!” “ciao vero!” pedro gli corse in contro e si sedette al volo affianco a lei “ciao vero..”disse ka da dietro di me, si sedette sul divano pure lui, io rimasi in piedi “ marzia vai a prendere da bere!” “uffa!!marzia vai ad aprire la porta, marzia vai a prendere da bere..devo fare sempre tutto io?” “dai su..per favore!!” io la guardai male… “pedro vai ad aiutarla!”pedro guardò vero “va bene!dai ti aiuto io” io e pedro ci avviammo in cucina.
    Ci mettemmo a preparare un vassoio con bicchieri e bibite e qualche stuzzichino.
    Stavo tagliando le fette di pane, ma la mia testa era altrove stava pensando a pedro, con la coda dell’occhio seguivo i suoi movimenti mentre spalmava la nutella sulle fette di pane, ma ad un certo punto essendo distratta mi tagliai “ahiiiiii!” istintivamente portai la mano sinistra al petto tenendomela con la mano destra, pedro si voltò di scatto mi guardò “cavolo ti sei tagliata…fa vedere!” mi prese la mano “sanguina..aspetta mettiamola sotto l’acqua fredda..” mi tirò verso il lavandino, apri l’acqua fredda e ci mise sotto la mia mano.
    Subito provai dolore, ma improvvisamente mi accorsi in che situazione eravamo.
    Pedro era dietro di me, appoggiato, la mia mano sinistra era sulla sua sotto l’acqua gelata e l’altra era appoggiata sulla mia spalla destra. Era una situazione più che imbarazzante almeno..io lo ero molto.
    Dopo un po’ mi guardò dolcemente “va meglio?” “si..anche se ormai non la sento più la mano..” lui sorrise “si non sento neanche la mia..” ricambiai il sorriso. Chiuse l’acqua e mi riguardò la mano “adesso non sanguina andiamo a disinfettarla e a metterci qualcosa..” presi un fazzoletto di carta e ci avvolsi la mano poi ci dirigemmo in sala.
    Mia sorella mi guardò “che hai combinato?” “si è tagliata!” la vero mi guardò scotendo la testa “ma tu la testa dove ce l’hai?” ka mi guardò si alzò prendendomi per un braccio e mi tirò a se rimettendosi a sedere e facendomi cadere dolcemente sulle sue ginocchia “ fa vedere su!” io rimasi un attimo allibita..poi gli porsi la mano, lui delicatamente scostò il fazzoletto e guardò il taglio “mm nulla di grave un po’ di disinfettante e un cerotto e tutto è apposto!” mia sorella si alzò e andò a prendere l’occorrente e lo porse a ka.
    “mentre la medichi noi andiamo di là a finire di preparare!” “ok va bene!” pedro e vero andarono in cucina.
    Ka mi disinfettò e mentre lo faceva mi guardava “perché stringi i denti?” “brucia…”dissi con le lacrime agli occhi “dai che non è nulla adesso passa..” mi mise il cerotto, dopodiché mi prese la mano e se la porto alle labbra dando un bacio sul cerotto, poi mi guardò “passato ora?” “si…più o meno..” “e bhe mica sono un mago..” “eheheh già, ma apprezzo lo sforzo” lui mi sorrise “sarà meglio che lo hai apprezzato” lo guardai poi mi buttai con le braccia al suo collo stringendolo “graaaazieee!” lui si mise a ridere e ricambiò l’abbraccio.

  2. #2
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    Predefinito Re: Per sempre

    CAP 2

    Dopo poco ritornarono vero e pedro con la roba da mangiare e ci mettemmo a guardare la tv.
    Verso metà pomeriggio decidemmo di uscire, andammo a fare un giro in centro.
    Passeggiammo ridendo e scherzando tutti assieme e decidemmo di fermarci in un bar, lì incontrammo dany e ste “ohi raga!” “ciao dany ciao ste!” “vi unite a noi per bere qualcosa?” “si volentieri” ci sedemmo tutti assieme io ero seduta affianco a ka davanti a me avevo pedro.. ero ipnotizzata dai suoi gesti, dal suo modo di ridere era così bello.. passammo un pomeriggio divertente.
    I ragazzi ci accompagnarono a casa e ci salutammo.
    Poco prima ci cena mi arrivò un messaggio, era la mia amica < ciao marzia sabato prossimo c’è una festa organizzata da Jessica a casa sua vieni?io ci vado!!ne parliamo domani > “bisogna che ne parli hai miei…cercherò di convincerli già per tempo!” pensai e scesi per cena.
    Durante la cena decisi di parlarne hai miei “mamma, babbo sabato prossimo posso andare ad una festa?” aspettai la risposta ansiosa, mio padre parlò per primo “ non lo so marzia perché dopo non c’è nessuno che ti venga a prendere…a che ora sarebbe?” “mm penso che inizi alla 9 e finisca …mm..tardi..” “no non ci vai..” “ma papà..dai ci vanno tutti!!” “no e poi no..io non mi sveglio alle 3 per venirti a prendere!” “tua padre a ragione marzia dopo non ti verrebbe a prendere nessuno..” la cena fini così con il no secco di mio padre e la complicità di mia madre..ero arrabbiata.
    Dopo cena mi fiondai in camera e mandai un messaggio a ka, lui era da sempre il mio confidente, sapeva tutto di me, come io sapevo tutto di lui..era come un fratello per me..solo una cosa non sapeva di me..la mia cotta per pedro.
    <ciao ciccio!sono furiosa sabato prossimo ci sarebbe una festa e i miei non vogliono che ci vada perché non mi verrebbe a prendere nessuno..uffaaa!cavolo ho 20 anni e i miei mi trattano ancora come una bimba..grrr!!> mi rispose immediatamente < su su forza e coraggio non è nulla!sono certo che alla fine ci riuscirai ad andare alla festa…ora vado a letto, sono tanto stanco notte piccola mia un bacio e un abbraccio!> rimasi un attimo a fissare il cellulare “piccola mia..” mi dissi dentro me..ma poi mi misi a letto a dormire.
    Il giorno dopo mi vidi con elena la mia amica e gli raccontai l’accaduto e ci rassegnammo all’idea di non vederci alla festa..
    Era giovedì e io e la mia famiglia eravamo riuniti a pranzo quando mia sorella mi guardò mangiò un ultimo boccone e decise di parlare “ papà potrei andarla a prendere io..tanto sono fuori con le mie amiche..e torno sempre su quell’ora” mio padre ci guardò e sopirò “ah..vedo che non ho scelta…se la vai a prendere te..va bene..marzia puoi andarci ma dopo non esci per due sabati!” “vacci e fai la brava hai insistito così tanto poi..”aggiunse mia madre “va benissimo grazieee!!” abbracciai mia sorella ero felicissima.
    Mia sorella era speciale e mi aiutava sempre in queste occasioni lei era due anni più grande di me e forse era proprio per questo che mi aiutava..sapeva bene che voleva dire quando i tuoi ti dicevano NO.
    Dopo pranzo andai in camera ad avvertire elena “wow davvero!!che bello allora ci vieni!!ahahah! allora ci sentiamo comunque alle 9 dopo domani!!” “si a dopodomani!” misi giù il pomeriggio uscii per andare a fare un giro per negozi e mentre ero impegnata a guardare una vetrina mi sentii una mano sulla spalla, mi voltai.
    Era ka. Mi sorrise “che fai qua in giro?” “ciao ka!guardo cosa comperarmi per sabato sera!!” “ahh allora ci vai alla fine!” “zi!!” sorrisi “avevo ragione visto?” “siiiiiii!” mi attaccai al suo braccio “dai..quasi quasi ti accompagno vuoi?” “certo che voglio!!” e andammo in giro per negozi.
    Mi provai di tutto e ka mi seguiva paziente e mi consigliava pure cosa mi stava meglio e cosa non mi stava bene..alla fine scelsi i vestiti e ci fermammo in un parco dopo avere preso un the in lattina.
    Eravamo seduti su di una panchina l’aria era fresca, si stava avvicinando l’inverno, ka era al mio fianco impegnato a gustarsi il suo the al limone “mmm il tuo è alla pesca?” “si..perché?” “posso un sorso?” io lo guardai “certo che puoi!” “è che mi piacciono entrambi….” Disse un po’ imbarazzato “anche a me piacciono entrambi..” lui bevve un po’ del mio poi mi porse il suo “tieni bevi un po’ del mio” bevvi un po’ “grazie!” “prego..” rimanemmo a parlare del più e del meno quando si fece ora di tornare a casa.
    “ciao ci vediamo..ok?” “si certo..oppure ci si sente per messaggio!” “se per caso non ci si vede..buona festa..” “grazie” rimasi a guardarlo come se aspettassi qualcosa da lui, qualcosa che arrivò.
    Si avvicinò a me e mi diede un bacio sulla guancia, lo faceva sempre per salutarmi e non so perché ma in quel momento aspettavo proprio quello, mi guardò negli occhi “ciao e buonanotte piccola!” “notte carmine..” mi sorrise dolcemente, sapevo bene che gli piaceva essere chiamato con il suo nome invece che con il soprannome, poi si voltò e andò via.


    commentate almeno così sò se è di vostro gradimento oppure no

  3. #3
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    Predefinito Re: Per sempre

    CAP 3

    Dopo essere rientrata in casa accesi il computer e mi misi a guardare le foto delle nostre gite tutti assieme guardai le foto di pedro..era bellissimo un ragazzo dai capelli scuri e lunghi fino alle spalle scalati con qualche morbido ricciolo, era alto circa sull’ 1 e75, magro e vestiva sempre in maniera semplice gli bastava una felpa e un paio di jeans per stare benissimo.
    La mia cotta per lui risaliva all’età di 13 anni e fino ad ora non a mai smesso di piacermi…anzi forse ora più che mai..forse lui non se ne era ancora accorto.
    Poi notai una foto..c’erano pedro, ka, dany e mia sorella…ka aveva un’espressione così dolce..in fondo era anche lui un bel ragazzo castano chiaro, alto 1e80, anche lui abbastanza magro, ma non come pedro, e aveva due occhi verdi da far perdere la testa. Quando mi guardava intensamente con quegli occhi così chiari, mi sembrava che mi leggesse dentro..adoravo quegli occhi.
    Così espressivi, ma anche così freddi. Rimasi a fissare la foto o per meglio dire a fissare ka.
    Ad un certo punto uno sbadiglio mi risvegliò da quella specie di ipnosi in cui ero e decisi di andare a letto, ma prima di addormentarmi mandai un messaggio a ka < carmine buonanotte!sei il mio angelo custode..e per questo ti voglio un mondo di bene..> inviai e aspettai per un po’ la sua risposta, ma il sonno vinse e crollai addormentata.
    La mattina seguente mi svegliai e guardai nel cellulare c’era un messaggio < eheheh si sono il tuo angelo custode e non ti lascerò mai da sola..!sei sempre stata importante nella mia vita!> lessi il messaggio e arrossii violentemente.
    La giornata passò in fretta e io rimasi in casa, non avevo voglia di uscire, mia sorella era via con le sue amiche.
    Il giorno dopo mi svegliai che ero al settimo cielo non vedevo l’ora che arrivassero le 9 di sera per poter andare alla festa.
    Erano le 20e30 quando mia sorella scese di sotto e mi passò davanti con indosso la maglietta che avevo accuratamente scelto di mettere stasera alla festa “vero perché hai quella maglia?” lei mi guardò “mha l’ho trovata in camera tua, era carina e l’ho messa” “quella l’avevo scelta per me stasera” “che vuoi che sia è una maglia ne hai tante..”iniziò a darmi sui nervi “no non ne ho così” “insomma è una maglia fai poco la bambina, ti detesto quando fai così” “e io ti detesto quando mi prendi le cose senza chiedere prima..” lei si voltò e uscì sbattendo la porta.
    Calmai i miei bollenti spiriti e mi misi un’altra maglietta al posto di quella che aveva rubato mia sorella e mio padre mi accompagnò puntuale alla festa.
    La festa era divertentissima, ma arrivò in fretta l’orario in cui sarebbe arrivata mia sorella a prendermi, mi infilai il cappotto salutai i miei amici e aspettai in giardino, ad un certo punto inaspettatamente mi chiamò ka “pronto?” “marzia sono ka..senti sei pronta..?” “..si sto aspettando la vero..” “vengo io a prenderti..aspettami lì fuori..” “ si ok..” mise giù di botto..non capivo la sua voce era agitata..chissà perché..
    Arrivò sotto casa di Jessica in meno di 10 minuti appena fermato scese di corsa dalla macchina e si avvicinò a me che gli stavo venendo incontro.
    Si piazzo davanti a me e mi prese per le braccia era sconvolto io non capivo perché..mi guardava con occhi sconvolti e io continuavo a non capire.. “ka..che ti prende..?” mi guardava intensamente, era agitato…non capivo perché quando..


    commentate! ci tengo ad un vostro parere!

  4. #4
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    Predefinito Re: Per sempre

    rieccomi qua con il capitolo 4!
    non avevo sonno e mi sono riletta tutto per bene!
    ________________--________________--_________________--___________

    CAP 4

    mi guardava intensamente, era agitato…non capivo perché quando..
    “marzia..promettimi di stare calma..” disse ka
    “ma che stai dicendo?”
    “promettilo..” mi guardava intensamente era serio.
    “si lo prometto..” ero confusa
    “marzia..tua sorella non è venuta a prenderti perché..”
    “perché?”
    “perché ha avuto un incidente..” rimasi immobile guardavo ka “ma..dov’è ora?”
    “è in ospedale andiamo..” mi prese per mano e salimmo in macchina.
    Dovevamo andare forti perché le cose fuori sfrecciavano in fretta davanti hai miei occhi ero agitata come sarà successo?e come starà queste erano le domande che mi frullavano per la testa.
    Arrivammo in ospedale e raggiungemmo gli altri nella saletta d’aspetto.
    Arrivata mi bloccai vidi mia madre piangere disperatamente tra le braccia di mio padre che anch’esso piangeva, seduto sul divano pedro chino piangeva accanto dany che teneva una mano sulla spalla di pedro e più lontano da tutti ste..anche lui in lacrime.
    Rimasi a fissarli non capivo “perché tutti piangono?” mi chiedevo poi mia madre di voltò verso di me mi guardò e scosse la testa con aria distrutta dal dolore.
    Abbandonai le braccia lungo i fianchi sentii solo ka che da dietro di me disse avvicinandosi a pedro e dany.
    “no..non è possibile..” dissi a me stessa.
    Poi improvvisamente più nulla vedevo mia madre urlare di dolore, ma non udivo più alcun rumore..era come se vedessi tutta la scena davanti hai miei occhi tramite un vetro chiusa in una stanza da sola..tutto era muto ma vedevo bene la disperazione che vi era.
    Pensavo ad ore prima..avevo litigato con lei..non gli avevo chiesto scusa..e ora non potevo più farlo..poi..improvvisamente mi sentii vuota.. persa..il mio sguardo era vuoto e pedro se ne accorse appena mi guardo un attimo.
    Si alzò in lacrime e venne verso di me e mi abbracciò forte mi disse qualcosa ma non riuscii a sentirlo.
    Nulla, non provavo nulla, pedro mi stata abbracciando forte a lui e non provavo nulla neppure conforto...
    Pedro mi guardò negli occhi scostandosi, vidi la sua faccia improvvisamente assumere un’espressione preoccupata.
    Mia madre fece per avvicinarsi, ma improvvisamente
    “non avvicinarti a lei!” urlò mio padre,quella frase mi riportò alla realtà, guardai mio padre, mi stava guardando furioso.
    “ma perché non dovrei andare da mia figlia..”chiese confusa mia madre
    “è colpa sua se è morta veronica…”
    “cosa stai dicendo?”
    “lei è voluta andare a quella dannata festa a tutti i costi se ti stavi a casa questo non sarebbe accaduto…”
    “ma non è colpa sua..ragiona!”
    “se tu fossi stata come la veronica avresti obbedito da subito quando ti dissi di no..vattene!” io lo guardai con gli occhi sgranati
    “mio padre mi odiava..”pensai poi mi voltai e di corsa uscii dall’ospedale.
    Corsi, corsi più forte che potevo…ad un certo punto le mie gambe non ce la facevano più e il respiro mi mancava..mi fermai, ansimavo..mi sembrava di morire tanto che mi mancava il fiato..e forse era quello che avrei voluto veramente in quel momento....morire….

  5. #5
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    Predefinito Re: Per sempre

    CAP 5

    Aveva iniziato a piovere e io camminavo sola per la città..senza una meta… il mio cuore era svuotato da tutto ciò che potevo provare…non riuscivo a piangere, non riuscivo a disperarmi, non riuscivo a fare nulla se non guardare avanti con lo sguardo vuoto.
    Decisi di fermarmi su di una panchina non ce la facevo più ero stanca..
    La pioggia era fredda avevo i brividi sentivo le gocce cadermi sulla testa violentemente..poi ad un certo punto più nulla, le gocce cessarono, ma pioveva ancora.
    Alzai lo sguardo e c’era lui..il mio angelo custode, ka.
    Mi guardava con occhi tristi aveva un ombrello con se e me lo aveva messo sopra per parami dalla pioggia.
    Si sedette affianco a me, in silenzio, si udiva solo la pioggia poi ad un certo punto lui mi prese tra le sue braccia e mi strinse forte a sé..non c’erano parole da pronunciare perché un gesto, se fatto con il cuore, valeva più di mille parole…io mi strinsi a lui.
    “ti va di andare da me?”
    alzai lo sguardo “io..”
    “ti prego..non dirmi di no..” in fondo che avrei potuto fare a casa non ci sarei potuta tornare..mio padre mi avrebbe ricacciato via.. annuii lievemente.
    Ci alzammo e ci dirigemmo a casa.
    Ka viveva da solo in un appartamento che i suoi gli avevano dato..anni prima lo davano in affitto, ma da quando ka era diventato maggiorenne pagava lui l’affitto hai suoi e così andò a vivere lì da solo..
    Entrammo.
    Quell’appartamento lo conoscevo bene ci andavo spesso assieme a mia sorella..i miei pensieri si bloccarono di colpo.. mi fermai.. ka si accorse che qualcosa non andava mi si avvicinò
    “non ci pensare…vieni con me..” mi sussurrò all’orecchio.
    mi fece sedere in sala e andò di sopra lasciandomi sola, iniziai a fissare il vuoto come in trance.
    Dopo un po’ tornò di sotto mi si avvicinò
    “vieni su ti ho preparato una sorpresa” mi condusse in bagno.
    La mia mente non pensava a nulla, ma in fondo la mia curiosità si faceva sentire, ero curiosa di sapere perché andavamo in bagno.
    Entrata trovai tutte candele accese emanavano una luce soffusa, nell’aria si sentiva odore di rosa, guardai la vasca, era di dimensioni grandi.
    Grande da farci stare due persone comode,era piena d’acqua con tanta schiuma e fumava causa la temperatura calda dell’acqua.
    “ pensavo ti volessi fare un bagno..sei bagnata dalla pioggia e tutta fredda..rilassati nel bagno..sul mobile ci sono dei miei vestiti..i tuoi mettili là, provvederemo domani a lavarli e asciugarli…”
    Lo guardai, in fondo era stato così carino e premuroso, che gli presi la mano e la portai alla mia guancia strofinandola contro essa, non ero ancora pronta a sorridere e lui lo capì, perché annuì lievemente
    “su buttati in quell’acqua fumante se hai bisogno sono di là chiamami pure”si voltò e usci chiudendo la porta.
    Mi spogliai e mi immersi nell’acqua, rimasi lì da sola, la mia mente era così vuota o forse era così talmente piena con riuscivo a pensare a nulla.
    Dopo un paio di ore uscii dal bagno e mi diressi in camera di ka.

  6. #6
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    Predefinito Re: Per sempre

    CAP 6

    Lo trovai nel letto, già sotto le coperte, era mezzo assopito.
    Lo guardai, lui sobbalzò e mi guardò
    “ahh sei tu….tutto bene il bagno..?”
    “si grazie..mi sono un po’ scaldata..”
    “vieni..” disse alzando la coperta affianco a lui.
    “ma..” protestai
    “niente ma dormi con me…”
    Mi misi sotto le coperte e lui spense la luce.
    Eravamo al buio intravedevo i lineamenti del suo viso a fatica, ma riuscivo a vedere che mi guardava.
    Improvvisamente sentii le sue braccia prendermi per la vita e tirarmi verso di sé, mi strinse forte a lui.
    Appoggiai la testa al suo petto, in quel momento, li al buio, il battito del suo cuore era rilassante.
    Il calore del suo corpo, le sue braccia che mi tenevano forte a lui, in quel preciso istante mi sentii di nuovo viva.
    “marzia..mi dispiace..” disse sottovoce.
    Trattenni il respiro per qualche secondo e rimasi in silenzio
    “io non me lo aspettavo…non mi aspettavo neppure che tuo pad..!”
    Lo bloccai mettendogli le dita sulle labbra, non volevo che continuasse quella frase..
    “basta ka..non voglio parlarne..non voglio pensarci..”
    “scusami” disse ancora con le dita sulle sue labbra, le scostai e abbassai il braccio mettendomi stesa.
    Dopo poco si sistemò prendendomi e stringendomi a sé.
    Mi prese una mano e iniziò a darmi dei baci leggeri su di essa, ringraziai dentro me che fosse stato buio dentro quella stanza, perché diventai subito rossa come un peperone.
    Nel silenzio sentivo solo il leggerissimo schioccare dei baci che mi dava sulla mano, non so perché e soprattutto per quale dannato motivo, il sentire le sue labbra sulla mia mano mi eccitò, il cuore mi batteva a mille..ì
    Ka si bloccò di colpo e abbassò la mano stringendola nella sua e avvicinò la mia testa al suo petto “riposati…” disse accarezzandomi la testa d’improvviso
    Mi calmai e lentamente mi addormentai, ma prima notai che anche il suo cuore andava a mille e non capivo perché.
    La mattina seguente mi svegliai e mi ritrovai sola nel letto, ka non c’era.
    Decisi di alzarmi e cercarlo per casa.
    Lo trovai in cucina, indaffarato a preparare la colazione, mi vide
    “buongiorno marzia” disse sorridendo lievemente.
    Lo guardai “buongiorno…”
    Non mi ero ancora ripresa, anzi non lo ero per niente, stavo ancora male dentro di me.
    “facciamo colazione poi usciamo un po’ ti va?” chiese con dolcezza.
    Con la testa feci segno di no, non mi andava di uscire, per niente.
    Ci mettemmo a fare colazione
    “allora io vado a fare la spesa dopo. Se vuoi,vado a prenderti qualcosa da casa”
    “no…ci vado io, le chiavi le ho..”
    “non vuoi che ti accompagni?”
    “non lo so…”
    “se non te la senti vado io..”
    “no andiamo ora mi vesto” mi alzai e andai in camera, ma poi mi venne in mente che non avevo vestiti se non quelli bagnati.
    Ka fu tempestivo, entrò in camera
    “ti do qualcosa di mio per oggi, ho dei jeans che usavo tempo fa non mi stanno più e poi sono cresciuto, bhe le magliette ti vanno …scegli ciò che vuoi ci sono anche delle felpe..”
    “grazie …sono proprio un peso”dissi abbassando il viso.
    “non dire così, per me non lo sei..”
    Si avvicinò a me, mi prese, mi baciò sulla fronte poi ci guardammo lui sorrise, non ricambiai, ma ka sapeva che non era perché non volevo sorridergli.
    Era solo ancora troppo presto.
    Usci, mi cambiai e lo raggiunsi in sala.
    Andammo a fare la spesa assieme e poi andammo a casa mia.



    che ne pensate?

  7. #7
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    Predefinito Re: Per sempre

    CAP 7

    Quando varcai la soglia di casa mi prese un groppo alla gola, mi mancava il respiro e mi venne una sensazione di nausea, ma prosegui in silenzio verso la sala.
    “io ti aspetto qua..”disse sedendosi nel divano.
    “si..”
    andai in camera mia presi una borsa grande, la riempii con intimo, con i vestiti e tutte le cose utili che potevo prendere.
    Poi presi la borsa con il portafoglio i documenti e tutto.
    Raccolsi da terra lo zaino dell’estpack, ci misi delle cose utili per scrivere e altre cosine, poi andai in camera di mia sorella.
    Entrai…. guardai la stanza, tutto era come lo aveva lasciato la sera prima.
    I vestiti sul letto, il libro sul comodino che avrebbe letto tornata a casa e altre cose sparse per la camera.
    Avrebbe sistemato tutto il giorno dopo, invece non può più farlo perché è morta.
    “morta….”sussurrai poi le lacrime scesero lungo le mie guance iniziai a singhiozzare
    “è mortaaaaa….” Urlai disperata.
    Ka sentì da sotto che avevo urlato qualcosa, si alzò e corse di sopra, ma non mi trovo in camera mia.
    Sentì che i singhiozzi provenivano dalla camera in fondo al corridoio, quella di mia sorella.
    Entrò e mi trovò in ginocchio con le mani sul viso.
    Rimase un attimo sulla porta poi si avvicinò si inginocchiò e mi prese tra le sue braccia
    “marzia sfogati..”
    “ka lei è morta…è morta!!!”urlai con la voce incrinata dal pianto.
    Mi strinse ancora di più a lui.. “lo so.. lo so..ma devi farti coraggio…”
    “voi che ci fate qua..” la voce proveniva da dietro, era mio padre.
    Ci voltammo era arrabbiato
    “che ti ho detto?ti avevo detto di sparire..che non ti volevo vedere.”
    “siamo solo venuti a prendere le sue cose..” disse ka tenendo a testa a mio padre.
    “bene le avete prese, ora togliti dalla mia vista..”
    “ ma papà..” cercai di dire
    “no..non sono più tuo padre!Non ti voglio più come figlia..”
    rimasi bloccata gli occhi sgranati, ero sconvolta, ka mi tirò su e mi spinse fuori dalla stanza. Andammo a prendere le mie cose dalla mia stanza e uscimmo in fretta, mio padre rimase sulla soglia di casa
    “ka ..dopo domani alle 10 c’è il funerale se vuoi venire..”
    “si..”disse semplicemente.
    Montammo in macchina e tornammo a casa sua.
    Entrammo e portammo le mie cose in camera, mi misi a sedere sul letto in silenzio.
    Guardavo per terra, ma il mio sguardo tornò vuoto.
    “è colpa mia se è morta….”pensavo.
    Nella mia testa c’era solo quella frase che rimbombava di continuo
    Ka mi guardò
    “marzia non ci pensare..”
    Era impressionante ka sapeva sempre ciò che pensavo, mi conosceva benissimo.
    Rimasi in silenzio
    “se vuoi io sono in sala..” uscì e chiuse la porta.
    Dopo un po’ suonò il mio cellulare era Elena, la mia amica, non avevo voglia ma risposi.
    “marzia..come stai?..ho saputo..mi dispiace..”
    “che ci vuoi fare…capita, capita anche che il proprio padre non ti voglia più come figlia perché è convinto che sia mia la colpa della morte di vero..”
    “che stai dicendo?”disse con voce sconvolta
    “mio padre non mi vuole più..è colpa mia perché lei stava venendo a prendermi da quella festa. Ci sono voluta andare a tutti i costi. Si forse è colpa mia…ha ragione..” dissi rassegnata
    “ma non è colpa tua..non dire così..come potevi sapere che saprebbe morta..è solo addolorato che si è arrabbiato..per sfogare il dolore che prova..” tento di spiegarmi per tranquillizzarmi
    rimasi in silenzio
    “e ora dove sei?”
    “sono a casa di ka..ma..devo parlarti di persona, sei a casa ora?”
    “si vieni ti aspetto tanto in 10 minuti sei qui..”
    “arrivo..” buttai giù.
    Andai in sala, ka era seduto chino con le mani sul viso
    “ka..io vado da Elena per un po’..” dissi fredda
    “ti accompagno?” disse alzandosi di colpo
    “no vado da sola..”
    lui mi guardò si avvicinò “come stai?”
    Alzai lo sguardo.
    Mi guardava con uno sguardo preoccupato e con quei suoi dannati occhi verdi che mi facevano sentire nuda quando si posavano su di me, non potevo nascondergli nulla.
    “più o meno..”
    “capisco..” mi abbracciò e mi lasciò uscire.
    Andai da Elena, mentre camminavo pensavo se quello che stavo per fare fosse la cosa giusta.

  8. #8
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    CAP 8

    Arrivata e suonai il campanello, dopo poco mi venne ad aprire.
    “ciao marzia” mi abbracciò
    “ciao Ele..”
    “entriamo..” entrammo e ci mettemmo a sedere in sala.
    “devo parlarti…” dissi titubante
    “dimmi tutto ti ascolto..”
    “ ho pensato molto a questa cosa e ho deciso..”
    “cosa…?”
    “ ho deciso di andarmene..”dissi decisa
    Lei si alzò di colpo “cosa??”
    “ho deciso di trasferirmi..”
    “e dove andrai? Come farai?”
    “mi trasferirò lontano da qui..ma..”
    “ma cosa?”
    “ma voglio lasciarmi alle spalle tutti. Voglio iniziare un vita nuova” la guardai con uno sguardo che conosceva bene,deciso
    Mi guardò, si abbassò e mi abbracciò forte
    “ti dovrei dire di non andartene di non lasciarmi sola, tu sei la mia migliore amica da ben 6 anni, ma so che sarebbe tutto inutile..”
    “già, è meglio che me ne vada, è giusto così, i miei non mi considerano più della famiglia…ci sei tu, c’è ka, ma rimanere qua vorrebbe dire convivere con il dolore, convivere e affrontare ogni giorno il fatto che mio padre mi colpevolizza della morte di Vero…” dissi con tono triste
    “mi dispiace, ma ti capisco e ti lascio andare…”
    “non ti preoccupare resteremo sempre amiche..”
    “si su questo non ne dubito..”
    “rimarrò il mio numero di cellulare, ma ti prego se mi farò sentire non dire nulla a ka e a nessuno ce lo chieda, non voglio che mi vengano a cercare per riportarmi indietro..”
    “si tranquilla..!ti puoi fidare di me..”
    “lo so bene..ora vado.”
    “addio marzia.” Disse sorridendo
    La guardai e gli presi la mano stringendola forte, lei fece lo stesso.
    “Addio Elena..!”
    Tornai a casa di ka.
    Entrai e lo ritrovai sempre sul divano, era mezzo steso assopito mentre guardava la tv mi avvicinai e lo guardai.
    Aveva gli occhi chiusi e a quanto pare non mi aveva sentito.
    Avvicinai la mia mano al suo viso e gliela appoggiai sulla guancia accarezzandogliela
    “mi dispiace lasciarti così dopo tutto quello che hai fatto per me, ma devo..” pensai tristemente.
    Lui se ne accorse mi prese d’improvviso la mano, guardandomi, rimasi un attimo allibita non me lo aspettavo.
    “sei tornata..” sussurrò con voce appena roca e ancora assonnata
    “si..”
    Mi tirò verso di lui e gli caddi addosso, praticamente ero sopra di lui a cavalcioni sulle sue ginocchia voltata con il viso verso il suo.
    Rimasi un attimo senza fiato perché mi ritrovai i suoi occhi verdi a pochi centimetri dai miei, potevo sentire il suo respiro caldo, mi guardava.
    Mi allontanai un po’ rimanendo in silenzio
    “ti va di stare un po’ qui?” disse improvvisamente rompendo quel silenzio.
    Mi strinse a lui facendomi mettere la testa sulla sua spalla
    “si..va bene..” dissi quasi agitata
    “cavolo ka non fare così, complichi solo le cose..” pensavo disperata.
    Prese la coperta e me la mise addosso coprendoci entrambi
    “stiamo qui al calduccio, assieme, non voglio lasciarti mai più sola” disse quasi sul punto di addormentarsi.
    Rimasi in silenzio e lui si addormento di nuovo
    “…mi odierai, tu non mi vuoi lasciare sola, ma purtroppo sarò io a lasciare solo te e ciò mi fa un male tremendo” pensai mentre una lacrima mi scendeva sulla guancia.

  9. #9
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    Predefinito Re: Per sempre

    CAP 9

    Passammo il pomeriggio lì abbracciati, non riuscivo a dormire, pensavo a troppe cose.
    La mia mente si era un po’ ripresa dal quel momento di black out che avevo avuto e ora stavo pensando a troppe cose.
    La sera la passammo sempre sul divano e dopo cena lui si mise al computer e io continuai a guardare la tv, sempre nel più silenzio assoluto.
    Non mi andava di parlare, perché più avevo un qualsiasi avvicinamento con lui più diventava difficile partire.
    Si fece ora di andare a letto mi misi i vestiti che avevo in prestito da ka, una t-shirt e un paio di pantaloncini.
    Mi stesi sotto le coperte e dopo poco arrivò anche lui, si stese, si coprì e come la sera prima spense la luce
    Tutto taceva, sentivo il suo respiro, sentivo anche il suo braccio sfiorare il mio
    “cavolo era l’ultima notte che avremmo passato assieme…devo fare qualcosa” pensai tra me e me.
    Mi avvicinai a lui
    “ka..?” sussurrai lievemente
    “si?” mi rispose anche lui sussurrando
    “se ti..chiedessi di abbracciarmi?..”
    Mi vergognavo di avergli chiesto quella cosa, era il mio amico d’infanzia, ma lui per me era stato tutto, tutto tranne che un fidanzato.
    Non negavo che fosse un bel ragazzo, dolce, ma io vedevo solo Pedro.
    Ci fu un attimo di silenzio non capivo perché stesse esitando
    “si certo..” mi prese e mi abbracciò.
    “grazie..ka..” dissi piano
    “e di cosa?” chiese
    “di tutto…”
    Sorrisi dolcemente, ma le lacrime mi scesero giù senza controllo e lui se ne accorse
    “non piangere piccola e poi mi hai appena sorriso..” disse alzandomi il viso prendendomi il mento, sorrise.
    “e poi tutto questo lo supereremo assieme, giusto?”
    Lo guardai negli occhi per un attimo.
    “si ka..” mentivo, mentivo spudoratamente, mi facevo schifo, ma non potevo fare altrimenti.
    Ci addormentammo dopo poco.
    La mattina seguente mi svegliai presto stavolta però ka era al mio fianco ancora che mi teneva stretto a lui, mi fece tenerezza, sembrava un bimbo con il suo peluche.
    Mi mossi leggermente lui si svegliò
    “marzia…” mugugnò ancora mezzo assonnato
    “buongiorno..” gli dissi con dolcezza
    Lui sorrise e mi baciò sulla guancia.
    Era così bello stare lì con lui, pensare che non lo avrei più rivisto mi faceva sentire male, ma trattenni di nuovo le lacrime e ci alzammo.
    “dai stamattina usciamo!!” propose
    “non mi va tanto..”
    “dai ti prego! se mi vuoi bene esci con me!” disse ricattandomi
    “non si ricattano così le persone..” lo rimproverai
    Lui mi fece la lingua.
    Io gli saltai addosso, eravamo nel divano e iniziai a torturarlo.
    Soffriva il solletico, fruttai la cosa per punirlo del ricatto, ma lui ebbe la meglio e mi ritrovai io sotto e lui sopra.
    Con una mano mi teneva ferma le mie e con l’altra mi faceva il solletico.
    Ridevo, ridevo a più non posso..era come essere tornati a poco tempo prima.
    “basta bastaaa!!” lo implorai
    “no non smetto hai iniziato te e ora ti arrendi..”
    “no..no..dai carmine!!”
    “va bene smetto, ma solo perché mi hai chiamato carmine che sai bene che mi piace…” disse fermandosi
    Gli feci gli occhi dolci da cerbiatta “grazie carmine..”
    “e non farmi gli occhi da cerbiatta!!” protesto imbarazzato
    Ka era diventato tutto rosso non capivo perché, lui mi guardò per un attimo imbarazzato poi si alzò e distolse lo sguardo
    “andiamo se no si fa tardi..” e uscimmo.

  10. #10
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    Predefinito Re: Per sempre

    CAP 10

    Era una bella giornata e andammo in giro per negozi, ci stavamo divertendo.
    Ad un certo punto diventai cupa
    “che stupida…che sto qui a fare? chi voglio prendere in giro, così soffrirà solo di più”pensai
    diventai silenziosa.
    Ka se ne accorse, ma non disse nulla, si fece ora di pranzo e mangiammo un panino in un bar, rimasi sempre avvolta nel mio silenzio.
    Incontrammo Pedro per strada
    “ciao ka..ciao marzia..”disse guardandomi con dolcezza
    “come stai?” mi chiese
    “come vuoi che stia..” risposi d’istinto
    “hai ragione scusa…se hai bisogno..io ci sono..” disse triste
    “dimenticare Pedro..dimenticare ka..dimenticare tutti..” pensai cercando di convincermi.
    Stavamo passeggiando tutti e tre quando Ka perse le staffe
    “mi sono stufato marzia…”
    Lo guardai stupita, anche Pedro rimase imbambolato a guardarlo
    “mi sono stufato! Reagisci! ti è morta la sorella, ma è stato un incidente non puoi stare sempre in silenzio distrutta dal dolore…reagisci dannazione!!.…” ansimava per averlo detto tutto d’un fiato
    Rimasi stupita da quello sfogo, ma il mio istinto fu aggressivo
    “ che cosa ne puoi sapere te?eh? che ne sai di quello che provo io?non sai che si prova quando tuo padre ti incolpa della morte della sorella…tu sei stato solo capace di provare pietà per me! mi hai tenuto con te solo per pietà!”urlavo
    Poi successe, non me lo sarei mai aspettato da Ka, ma a quanto pare lo dovevo avere ferito nei sentimenti.
    Mi diede uno schiaffo, veloce, forte, doloroso.
    Rimasi scioccata dal suo gesto, istintivamente mi portati la mano sulla guancia poi lo guardai
    “ti detesto..” gli dissi, poi mi voltai e corsi via.
    Ka rimase un attimo fermo, respirava con affanno, Pedro era affianco a lui, lo guardava non credeva alla scena che aveva visto, non credeva che ka arrivasse a picchiarla.
    Ka si riprese e si rese conto di ciò che aveva fatto si portò le mani al viso
    “pedro..che ho fatto?” chiese con tono sconvolto
    “ka che ti è preso..?”
    “mi ero stufato di vederla sempre giù, io capisco che si sta male, ma volevo che reagisse, volevo vederla sorridere…. invece l’ho allontanata da me…”disse con la voce pacata
    Pedro si limitò a mettergli una mano sulla spalla
    “ora è meglio lasciarla sola..tornerà..tranquillo..”.
    Intanto corsi a casa di ka, presi la mia roba buttandola di fretta nella borsa, presi il cellulare e chiamai Elena
    “pronto?” rispose
    “Elena posso venire da te?”
    “certo ma che è successo..?”chiese peroccupata
    “ti spiego dopo..”
    Stavo piangendo
    “certo vieni..ti aspetto..” buttai giù.
    Appoggiai le chiavi di casa di Ka sul tavolo in cucina e uscii.


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