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  1. #1
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    Predefinito ~ ι.ℓєανє.ιи.α.ѕнα∂σω

    ~ ι.ℓєανє.ιи.α.ѕнα∂σω


    ~ PROLOGO

    When the day is long and the night, the night is yours alone,
    When you're sure you've had enough of this life, well hang on
    Don't let yourself go, 'cause everybody cries and everybody hurts sometimes.

    Sometimes everything is wrong. Now it's time to sing along
    When your day is night alone,
    If you feel like letting go,
    When you think you've had too much of this life, well hang on.

    'Cause everybody hurts. Take comfort in your friends
    Everybody hurts. Don't throw your hand. Oh, no. Don't throw your hand
    If you feel like you're alone, no, no, no, you are not alone.

    If you're on your own in this life, the days and nights are long,
    When you think you've had too much of this life to hang on.

    Well, everybody hurts sometimes,
    Everybody cries. And everybody hurts sometimes
    And everybody hurts sometimes. So, hold on, hold on
    Hold on, hold on, hold on, hold on, hold on, hold on
    Everybody hurts. You are not alone... ~


    ___________________________

    Era morto.
    "Signorina, devo darle una brutta notizia. Diego Paolicelli è morto"
    Quella frase detta per telefono mi rimbombava nella testa.
    Aprii l'armadio che c'era in camera sua e gettai i vestiti a terra.
    Mi distesi su di loro come se lui fosse lì, tra i suoi abiti.
    Le lacrime mi stavano ustionando il viso dal dolore.
    Diego, il mio migliore amico, colui che sapeva tutto di me. Il mio primo amore, la prima volta, in giorno i cui diventai donna, sapeva se ero regolare. Sapeva tutto.
    «Diego» singhiozzai.
    Silenzio.
    Il mio cuore si fermò.
    Era morto assieme a Diego.

    __________________________________

    Buonasera, People.
    Essì. Prima Fan Fiction qui.
    Ah, piacere, io sono Erika per chi non mi conoscesse.
    Preferirei mi chiamaste Babbu (diminutivo di "babbuina", soprannome che mi è stato assegnato dalle persone che mi conoscono).

    Comunque, se vi è piaciuto come inizio, spero lasciate un commentino.

    Buon 2O11.

    B.

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    Ultima modifica di babbuina; 02-01-2011 alle 13:36

  2. #2
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    Predefinito Re: ~ ι.ℓєανє.ιи.α.ѕнα∂σω

    ♥ A un mio amico, che due anni fa se n'è andato.
    Simo.
    I Miss You. ♥




    1O Dicembre 2OO7
    "E come ogni Sabato, oggi sono di nuovo qui. Mi manchi, Diego; mi manchi infinitamente.
    Fra quindici giorni è Natale.
    Sai, quest'anno ho spedito una tua foto a Babbo Natale: per il 25 voglio te sotto l'albero.
    Ci spero tanto.
    Anche se non ti vedo, ti sento. So che mi sei vicino. E magari ora sei qui, accanto a me, a dirmi di non piangere. Ma io piago lo stesso.
    Si, è vero, sei lassù. Ma sappi che sei anche qui, in quel che resta del mio piccolo cuore. Da qui non ti muovi.
    Oggi c'è Leo. Mio fratello Leo. E' fuori, mi sta aspettando.
    Se potessi volare per 6O secondi, è lassù che volerei.
    Se potessi"
    Andai ad accendere una candela. La solita.
    Quella bianca. L'unica bianca fra 99 rosse.
    Sospirai.
    «A presto, Diego» sussurrai facendo il segno della croce. Guardai la candela bianca ancora una volta e poi uscii dalla Chiesa.
    Corsi da Leo, con le lacrime agli occhi.
    «Ehi, piccolina» disse abbracciandomi.
    «Leo, mi manca. Voglio morire anch'io, voglio stare con lui» singhiozzai.
    «Non dire così, sai che a Diego dispiacerebbe sentirlo dire.»
    Tirai su col naso.
    «Tieni» mi porse un fazzoletto «Non tirare su, poi ti vine mal di testa»
    Mi soffiai il naso e misi il fazzoletto nella tasca dei jeans. Poi infilali le mani nelle tasche del giubbotto.
    «Ti va una cioccolata?» propose.
    «Okay»
    Camminammo fino al primo bar.
    Mentre Leo andò ad ordinare, io mi sedetti al tavolo che dava sulla vetrata.
    Mi misi a guardare la neve che si posava innocente a terra.
    «Guendalina» mi sentii chiamare. Mi voltai.
    «Ehi, Rob» salutai. Era Roberto, un amico di Leo. Lavorava come cameriere.
    «Tutto okay?»
    «si.. tutto ok» mentii «Tu?»
    «Tutto a posto. Leo?»
    «Sta ordinando.»
    «Tra dieci minuto finisco il turno. Non è che mi darebbe uno strappo?»
    «Oh... certo. Glielo chiedo»
    «Grazie, Guenda.»
    Sorrisi.
    Dopo pochi minuti, riuscii a bere la mia cioccolata.
    «Leo, Roby chiede se buoi dargli uno strappo col motorino»
    «E tu?»
    «Io torno a casa»
    «Se per te non è un problema, è okay»
    «si, certo, stai tranquillo.»
    «Va bene. Vado a dirlo a Roby»
    «Vai, vai.»
    Leo si alzò e andò da Rob. Io continuai a sorseggiare la mia coccolata calda.


    Tornata a casa, iniziai a preparare cena.
    Mentre sbucciavo le patate, canticchiando "vita Spericolata", mi arrivò un Sms.
    "Sorellina, ho avuto un contrattempo. Non aspettarmi. E non aprire a nessuno. Leo"
    Fico. Casa libera.
    Cenai. Poi misi il pigiama, e andai sul divano.
    Mi misi a guardare "The Ring"
    Puro horror.
    All' incirca alla fine del film, verso le OO.25, sentii suonare al citofono.
    La prima volta restò premuto qualche secondo.
    Poi a tratti.
    Andai alla finestra.
    Si vedeva poco.
    Riuscii a vedere qualcuno...

    __________________________________________________ __

    Buon pomeriggio!
    Grazie per i commenti, mi hanno fatto molto piacere, davvero
    Spero che commentiate anche questa piccola parte

    Commenti.

    B.

  3. #3
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    Predefinito Re: ~ ι.ℓєανє.ιи.α.ѕнα∂σω

    Si vedeva poco.
    Però riuscii a vedere qualcuno. Ma non si capiva molto.
    «Oddio. E se fosse Samara?» risi della mia battuta squallida. Feci ciò che mi passò per il cervello.
    Presi coraggio e uscii fuori, avviandomi al cancello.
    «Leo, sei tu?»
    Nessuna risposta. Okay, iniziai ad avere paura.
    «Leo, non è divertente!»
    Mi sentii toccare la spalla.
    Chiusi gli occhi. «Leo?»
    «Boom!»
    Tirai uno strillo, quasi fossi una pazza.
    «Guen, sta' zitta, per la miseria!»
    C'era solo una persona che mi chiamava ''Guen''.
    «Tu, brutto essere idiota, unico uomo senza cervello su questo schifosissimo pianeta, come hai osato? Ti rendi conto che sono quasi morta?»
    La sua risata. Quanto lo odiavo, quel mongolo di ragazzo.
    «Paura, Guendalina?»
    «Imbecil*e. Che ci fai, qui, a quest'ora?»
    «Inviato speciale. Tuo fratello voleva che venissi a vedere che facevi. A quanto pare, io e te, dobbiamo passare la notte insieme.»
    «Ah, no. Ti infili nella cuccia di Jack.»
    «Simpatica. Entriamo, che fa freddo.»
    Feci una smorfia, entrando assieme a lui, in casa.
    Mi lanciai sul divano, e schiacciai "Play" sul telecomando.
    «Che fai?»
    «Secondo te? Guardo un film» Iniziavo ad avere seri dubbi, su sto ragazzo. Non è che era ritardato?
    «Siamo di una simpatia stasera...»
    «Okay» mi misi seduta «Se devi rompermi le palle tutta la sera, dillo subito che vado a dormire»
    «Dai, Guen, non si può neanche parlare con te! Asociale.»
    «Ripeti quello che hai detto?» dissi alzandomi.
    «Asociale»
    «Idiota»
    «Bambina»
    «Bambina a me? Brutto ritardato che non sei altro!»
    «Ehi, ritardato a me non lo dici.»
    «Ritardato, ritardato, RI-TAR-DA-TO!»
    «Bambina»
    «Blablabla, non ti ascolto!» mi tappai le orecchie continuando a ripetere “Blablabla”.
    Si, finché non successe.
    Mi tolse la mani dalle orecchie, poggiandole sul mio viso. Bruscamente lo avvicinò al suo.
    E mi baciò.
    Le braccia mi caddero lungo i fianchi.
    Mi sentivo agitata, arrabbiata, imbarazzata, confusa e… felice.
    Intimorita dal fatto che lui fosse più grande, più esperto e vulnerabile di me, mi feci avanti.
    Iniziai a ricambiare anche io.
    E un po’ ci presi gusto.
    Continuava a muoversi velocemente, a baciarmi con foga.
    La sua lingua cercava insistentemente contatto con la mia. La cosa era reciproca.
    Tre minuti di pomiciata con Ka. Quei tre minuti avevo desiderato Ka.
    Quando mi resi conto che stavo davvero baciando Carmine Ruggiero, mi allontanai di scatto.
    Feci un passo indietro, guardandolo confusa negli occhi.
    Perché lo aveva fatto?
    Baciarmi in quel modo dopo anni di litigi, prese in giro, scherzi bastardi e tutto quanto, mai una volta che fossimo andati d’accordo. Che significava?
    Sentii qualcosa di caldo scivolarmi sulla guancia.
    No.
    Piangevo. Per uno Stron*o come lui.
    Per un caspita di bacio, a cui ci ero stata fino al collo.
    Stupida. Stupida incosciente ragazzina di 19 anni.
    Eppure sapevo benissimo come si comportava lui con le ragazze.
    Attirarle, farle cadere nella tana del lupo, e divorarle. Ovvero, lavorarle, scoparle e sput*anarle.
    Voleva usare questa tattica con me?
    Perché io già ci stavo cadendo nella tana del lupo.
    Inconsciamente, ma era così.
    Iniziai ad allontanarmi.
    «Guen, aspetta! »
    No, non lo ascoltai. Corsi su, in camera mia. E sapevo che mi stava seguendo.
    Chiusi la porta.
    Ma non riuscii a mettere in tempo la chiave. Entrò.
    «Vattene, Ka, vattene!» gli urlai contro.
    «Dai, Guen..»
    «Guen un corno, Ka! Perché lo hai fatto? Cos’è, devo essere io la tua prossima vittima?»
    «No, fammi parlare»
    «Carmine Ruggiero, non ti voglio ascoltare! Basta, vattene»
    «No, fin quando non mi ascolti, di qui non mi muovo»
    «Allora me ne vado io»
    Feci per andarmene ma Ka mi prese per il polso sinistro e mi costrinse a girarmi.
    Senza pensarci su due volte, gli mollai un ceffone in faccia.
    «Non mi toccare, Ka. Mi fai solo schifo»
    Me ne andai in bagno. Mi guardai allo specchio.
    Avevo la nausea. Solo a guardarmi, mi facevo schifo da sola.
    Come avevo potuto, io, desiderare Ka?
    Avere solo l’idea di sentire il suo sapore nella bocca mi faceva venire la nausea.
    Mi sciacquai la faccia.
    Andai su, in terrazza.
    Pioveva. Ma poco mi importava.
    Guardai quelle poche stelle che si accendevano in cielo.
    E mi sentii abbracciare da dietro.
    Non riuscii ad oppormi.
    «Scusami, Guen. Mi dispiace»



    ___________________________________

    Buonasera forum.
    Scusate l'attesa.
    Piaciuta la parte? Ditemi ciò che volete, ma a me, personalmente, piace un sacco. Modestia a parte.
    Beh, chi volesse commentare, il link è sempre quello.
    Un bacione.
    B.

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  4. #4
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    Predefinito Re: ~ ι.ℓєανє.ιи.α.ѕнα∂σω

    Andai su, in terrazza.
    Pioveva. Ma poco mi importava.
    Guardai quelle poche stelle che si accendevano in cielo.
    E mi sentii abbracciare da dietro.
    Non riuscii ad oppormi.
    «Scusami, Guen. Mi dispiace»

    «Vattene, Ka. Ti prego»
    «Ascoltami, ti chiedo solo un minuto»
    Sospirai. «Un minuto»
    Si mise davanti a me.
    «Se avessi davvero voluto portarti a letto, lo avrei fatto tempo fa, non credi? E poi sei la sorella di un mio amico, non oserei mai.
    E' vero, ti ho baciata. E a dirtela tutta, non so neanche io perchè l'ho fatto. So solo che eri così vicina e avevo così.. tanta voglia di baciarti che non ho saputo resistere alla tentazione. Ma credimi, non riuscirei mai a far soffrire te, con tutto che sei acida e mi hai sempre trattato una mer*a.
    Guen ci tengo a te, anche se non lo dimostro praticamente mai.»
    «Ka..»
    «Ho una voglia di bacarti, ora, che neanche ti immagini. Ma so già che se ti baciassi rovinerei tutto. E quindi non posso che assaporare quel poco di te che mi rimane sulle labbra»
    «Giurami che non c'è nulla sotto»
    «Te lo giuro, Guen. Mi credi?» disse prendendomi il viso tra le mani.
    Sospirai. «Si»
    Mi abbracciò.
    «Ka.. cosa sta succedendo? Cosa vuol dire che hai voglia di.. voglia di baciarmi? Che significato ha questo abbraccio?»
    «Non lo so.»
    «Ho paura, Ka» mi strinsi a lui «Ho paura di quello che possa succedere»
    «Sta' tranquilla. Qualunque cosa sia, l'affronteremo insieme.»
    Annuii.
    «Dai» Continuò «Entriamo, siamo zuppi»
    Sciogliemmo l'abbraccio e tornammo dentro.
    Ka si tolse la maglia.
    «Ma dai, Ka!!» mi coprii gli occhi.
    «Oh, avanti! Che fai, ti vergogni?»
    «Sii!»
    «Che sciocca» Mi levò le mani dagli occhi «Forse è meglio se metti ad asciugare quel pigiama»
    «Veramente non posso»
    «Perchè?»
    «Non ne ho un'altro. Leo me ne ha sporcato uno e l'ultimo è a lavare»
    «Peccato. Vuol dire che dormirai senza pigiama»
    Sbarrai gli occhi «Maniaco»
    «Ma dai, scherzavo! E comunque ti metti qualcosa di vecchio e poi ci stringiamo io e te, vicini vicini» Gli mancavano solo gli occhi a cuoricino.
    «Ma.. d'oh. Vado a prendere qualcosa di Leo» dissi avviandomi.
    Aprii l'armadio e presi un felpone blu, della sua collezione.
    Poi andai in camera mia, e presi un paio di pantaloncini (del tipo shorts).
    Mi spogliai e infilai il ''pigiama''.
    «Ma lo sai» disse Ka abbracciandomi da dietro «Che stai proprio bene, così?»
    «Pedofilo!! Lo dico a Leo» mi girai verso di lui.
    «Ma ti ho solo fatto un complimento!!»
    «Tesoro, era una battuta!»
    «Te la faccio vedere io la battuta!»
    Mi prese a sacco di patate e mi appoggiò sul letto, mettendosi sopra di me.
    Iniziò a farmi il solletico.
    Per la prima volta, riuscì a farmi ridere.
    «Dai, Ka!» dissi fra le risate «ti prego, smettila!!»
    «Ah, no. Voglio qualcosa in cambio» si fermò.
    «Cosa?»
    «No, niente..» Abbassò il viso.
    Capii. Ribaltai la posizione, mettendomi sopra di lui.
    Con un po' di timidezza, gli baciai la guancia, anche se lui avrebbe voluto di più.
    Sorrise.
    «A nanna?»
    «Si, va.»
    Ci infilammo sotto le coperte del mio lettuccio.
    «Buonanotte, acidella»
    «Notte, bombolo.»
    Non chiedetemi cosa volesse dire Bombolo. Era la prima cosa che mi passò per la mente.
    Chiusi gli occhi.
    Aspettai un po', poi feci finta di dormire. Non volevo mi vedesse davvero dormire.
    Dopo qualche minuto..
    «Cavolo, quanto sei bella» sussurrò. Probabilmente arrossii.
    Sentii qualcosa posarsi delicatamente sulle mie labbra.
    No. Che anima dolce.
    Mi aveva baciata.
    Al mio cuore mancò un battito.
    «Sogni d'oro, principessa.»

    __________________________________
    Scusate se è corto.
    L'ho scritto di fretta.
    Voglio vedere tanti commenti **
    Un bacione a tutte.
    B.

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  5. #5
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    Predefinito Re: ~ ι.ℓєανє.ιи.α.ѕнα∂σω

    Mi svegliai, ancora lì, fra le sue braccia.
    «Sogni d'oro, principessa» mi aveva detto.
    Ricordando le sue parole, sorrisi.
    Gli baciai il mento e poi mi alzai.
    Dopo essermi lavata, vestita e truccata, scesi a prendere due cornetti al bar.
    Feci veloce, avevo un freddo e tanta voglia di tornare a casa.
    Così tanta che quando rientrai e vidi che Ka non era sveglio decisi di andare io a svegliarlo.
    Posai la giacca sul divano e i cornetti sul tavolo, e poi salii.
    Aprii la corta facendo silenzio.
    Mi sedetti delicatamente sul letto.
    Un po' mi dispiaceva svegliarlo, ma avevo voglia di farlo io.
    Allora gli accarezzai a guancia col dorso della mano.
    «Ka?» lo chiamai. Nulla.
    Riprovai. «Carmine?»
    Strizzò gli occhi e poi lentamente li aprì.
    Un sorriso si allargò sul suo viso. «Ehi, acidella»
    «Ma buongiorno» dissi con un sorriso che partiva da un orecchio e finiva all'altro. «Immagino che abbia dormito bene?»
    «Certo!» Mi guardò. Pian piano il suo sorriso scomparve. «Dio. Ti prego, allontanati.»
    «Che?»
    «Sei troppo vicina, non vorrei.. come dire? "Saltarti addosso"»
    «Non mi interessa, Ka. E comunque, volevo.. parlarti.»
    «Cosa c'è?» disse mettendosi a sedere.
    «Stanotte ho fatto un sogno. Era tutto.. strano.»
    «Che hai sognato?»
    «Ecco.. C'è un foglio bianco e pian piano si colora di rosso. Appena appare il tuo nome lo strappo. Il foglio si ricompone, il tuo nome resta, ma il foglio si colora di azzurro. Allora il foglio lo metto in tasca. Però sento che brucia. Fa male. Il foglio ha cambiato di nuovo colore: è Nero. Mi manca il respiro, il cuore mi batte forte e io inizio a cercarti. Ecco che arrivi tu. Siamo sempre più vicini e..»
    «E..?»
    «Beh, Ka, lo hai capito!»
    «Ma voglio sentirlo dire da te»
    Sospirai. «Beh... ci baciamo.. e il foglio torna rosso»
    «Finito?»
    «Si. Che significa, secondo te?»
    «Non so. Magari, ogni colore rappresenta uno stato d'animo, un sentimento.. Per esempio, l'azzurro: affetto»
    «.. il nero, la nostalgia..»
    «e il rosso l'Amore. Magari è una specie di sogno premonitore»
    «Dici?»
    «beh, più che altro ci spero..»


    23 DICEMBRE 2OO7
    Erano passate quasi due settimane dalla sera in cui Carmine mi aveva baciata.
    Carmine.
    Eravamo diventati molto amici.
    Beh, forse a lui non bastava.
    Forse a noi non bastava.
    Forse mi stavo innamorando. O forse lo amavo già.
    Forse, forse, forse. Quanti forse.
    Se solo ci fosse stato Diego...
    «Guenda, dove vai?» mi chiese Leo.
    «Devo andare da Ka.»
    «Ma.. è tardi, sono le dieci, quasi.»
    «Non importa, ho bisogno di vederlo»
    «Va beh, lascia almeno ce ti accompagni»
    «No, Leo. Questa volta no.»
    Sospirò. «Okay. Ma fa' attenzione»
    Annuii, salutai con la mano e uscii.
    Iniziai a camminare con l' iPod nelle orecchie.

    "...e ci viviamo a metà
    e abbiam paura di cosa, chissà?
    O sto morendo o mi sto innamorando
    e, guarda caso, di te... "

    Arrivai a casa di Ka.
    Presi coraggio e bussai.
    Sentii dei passi. La porta si aprì.
    «Ciao.. » era una ragazza.
    Aveva indosso solo una camicia che era il doppio di lei e fra l'altro mezza sbottonata.
    «Volevi Ka?»
    «Eh? No... guarda, non dire nulla a lui.. scusa il disturbo»
    Corsi via.
    Sentii le lacrime scorrermi sul viso.
    No, non era vero.
    Tutto falso, come lui.
    Idiota, io, che ci avevo creduto!

    ______________________________

    Non dico nulla.
    B.

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  6. #6
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    Predefinito Re: ~ ι.ℓєανє.ιи.α.ѕнα∂σω

    Ah, stupida Guendalina!
    Che ci hai creduto alle sue parole, a quelle di Ka!

    "And I'll hold on to it, don't you let it pass you by..."

    Non permetterò che questo amore mi sorpassi.
    Amore.
    Già. Mi ero innamorata di quei suoi occhi verdi, di quelle sue labbra rosse quasi sempre sorridenti. Delle sue parole che non erano nient'altro che bugie.
    Stupida io.
    E stron*o lui.

    5 GENNAIO 2OO8
    Andava avanti da due settimane.
    Evitare Ka (che veniva praticamente ogni giorno a casa), i suoi sguardi, la parola, un contatto fisico, qualunque cosa riguardasse lui.
    Ero in camera mia, come al solito.
    Ascoltavo un po' di musica allo stereo, a basso volume.

    "Proprio nel momento in cui non ci credevi più,
    tornerà quel sole dentro l'anima .
    E darai colore un'altra volta al cielo blu
    e potrai capire che la vita dà di più..
    Ti ritroverai dentro il cammino dell'età,
    a capire se davvero l'uomo giusto è questo qua.
    E bagnando la tua penna dentro il cuore scriverai
    il suo nome sulle pagine invisibili dell'anima che hai.."

    Scrivevo qualche appunto personale su uno stupido diario.
    Stupido, ma liberatorio.
    Scrivevo così, senza pensare.
    A metà pagina mi fermai. Avevo riempito sei o sette righe di "Ti amo".
    Sapere a chi fossero rivolti non era poi così difficile, da capire.
    Mi spaventai quando vidi la porta aprirsi.
    Mi si formò un nodo alla gola.
    «Okay, facciamola finita» disse.
    Mi alzai. «Vattene, Ka.» dissi con un filo di voce.
    «No che non me ne vado. Non riesco a capre, Guen. Cosa ho fatto che mi stai evitando? Ha detto qualcosa di sbagliato? Non capisco»
    «Ah, non capisci? TU non capisci?»
    «No, Guen! Perchè così, tutto un tratto, non mi parli più, non mi guardi più, non sorridi? Cos'è successo? Dov'è la Guendalina ce ho conosciuto due settimane fa?»
    «No esiste quella Guendalina, Ka.»
    Abbassò il viso mordendosi il labbro. «Cos'ho fatto?»
    «COS'HAI FATTO?» urlai spingendolo contro la porta. Gli alzai il viso tirandolo su per i capelli. «Ka, mi hai presa in giro! Mi hai riempita di bugie, tutto falso! Le tue parole, le carezze, gli sguardi, i bacini, tutto! Tutto falso! Come te.» dissi piangendo. Mi allontanai, dandogli le spalle.
    «Cosa? No, Guen, era tutto vero. Te lo giuro, con te non ho mentito.» mi prese per un braccio costringendomi a girarmi «Non sono mai stato più sincero, Guen.»
    «Non ti credo, Ka»
    «Ma perchè? Perchè ora te ne vieni fuori così?»
    «Ka, io il 23 sono venuta a casa tua, a parlarti, ma al posto tuo ho trovato una mezza zocco*a, quasi completamente svestita. E so bene che razza di porcherie fai con le ragazze!»
    «Aspetta aspetta aspetta. Io, le amiche di mia sorella, non le guardo nemmeno.»
    «"Le" cosa? Le amiche di tua sorella? Ah, perchè quella lì era amica di Lory, no? Ora si chiamano così?»
    «Quella che tu chiami zocco*a, è solo un'amica di Lory, che era venuta a dormire con lei, non so, IO, che diavolo ci faceva mezza nuda, anche perchè IO il 23 NON C'ERO!»
    «DEVO CREDERTI?»
    «Si, Guen, DEVI credermi. Anzi, guarda, chiamo Lory e ti faccio sentire da lei, testuali parole»
    Tirò fuori dalla tasca dei jeans il cellulare, iniziando a schiacciare qualche tasto.
    Credergli? Era ciò che dovevo fare? Era la verità?
    Beh, le cose coincidevano.
    E il mio cuore mi sussurrava qualcosa.
    "Credigli"
    ...Credere. Seguire il mio cuore. Andare incontro al destino.
    Presi il cellulare dalle mani di Ka e lo lanciai sul letto.
    Mi avvicinai a lui, lo tirai a me dal colletto della camicia e, senza timore, lo baciai.

    -FlashBack
    «Stanotte ho fatto un sogno. Era tutto.. strano.»
    «Che hai sognato?»
    «Ecco.. C'è un foglio bianco e pian piano si colora di rosso. Appena appare il tuo nome lo strappo. Il foglio si ricompone, il tuo nome resta, ma il foglio si colora di azzurro. Allora il foglio lo metto in tasca. Però sento che brucia. Fa male. Il foglio ha cambiato di nuovo colore: è Nero. Mi manca il respiro, il cuore mi batte forte e io inizio a cercarti. Ecco che arrivi tu. Siamo sempre più vicini e..»
    «E..?»
    «Beh, Ka, lo hai capito!»
    «Ma voglio sentirlo dire da te»
    Sospirai. «Beh... ci baciamo.. e il foglio torna rosso»
    «Finito?»
    «Si. Che significa, secondo te?»
    «Non so. Magari, ogni colore rappresenta uno stato d'animo, un sentimento.. Per esempio, l'azzurro: affetto»
    «.. il nero, la nostalgia..»
    «e il rosso l'Amore. Magari è una specie di sogno premonitore»
    «Dici?»
    «beh, più che altro ci spero..»
    Fine FlashBack-


    Il suo sapore invase la mia bocca. Sentivo i battiti frenetici del mio e del suo cuore. Stesso ritmo.
    La sua mano si incastrò fra i miei capelli, all'altezza della nuca, impedendomi di allontanarmi. Tanto non lo avrei comunque fatto...

    Forse era lui ciò che volevo.

    -Riavvolgiamo il nastro- era lui ciò che volevo.

    ________________________________

    Ehi, forum!
    Oggi ho deciso di scrivere ù.ù
    Però voglio tanti commenti, eh?
    Scherzi a parte. Piaciuto?
    A me si [ ] anche se mi sembra che manchi qualcosa.
    Boh xD
    Un saluto a tutte
    B.

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  7. #7
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    Predefinito Re: ~ ι.ℓєανє.ιи.α.ѕнα∂σω


    In quel bacio provai tutte le emozioni possibili.
    Brividi.
    Mi passavano lungo il petto, lungo la schiena.
    Ci staccammo da quel bacio, io avevo il fiatone.. beh, anche lui.
    Diventai rossa di botto.
    «Mi.. mi credi?» iniziò.
    Annuii con un movimento del capo, e poi abbassai il viso.
    «Mi dispiace a non averti creduto prima, Ka»
    «Ehi» mi alzò il viso «non dirlo. So che genere di persona ero»
    «Eri?»
    «Si, Guen» sorrise «ero. Sai, sono cambiato»
    Feci su e giù col capo, lo guardai negli occhi e poi scesi.
    Sentivo i suoi passi rumorosi seguirmi, ma continuai a camminare, finché non arrivai in bagno.
    «Ma.. lo fai apposta! » mi rimproverò.
    «No, devo.. ahm.. diciamo.. fare.. pipì»
    «Non ti credo»
    «Sai, ti farei vedere, ma ho problemi a fare pipì davanti a qualcuno»
    Rise. «Va bene. Ti lascio fare, però sto qui fuori»
    Lo guardai male.
    «Non spierò dalla serratura! Te l’ho detto, sono cambiato»
    «Mmmh»
    Chiusi la porta e iniziai a fare ciò che dovevo fare.
    «Guen?» mi chiamò Ka, dall’altra parte della porta.
    «Si?»
    «Perché… perché quel bacio?»
    Ci pensai su un secondo. «Non.. non lo so. L’ho fatto perché mi andava». Copiai le sue parole.
    «Ka»
    «Eh..»
    «Cosa siamo, noi?» dissi scaricando.
    «Cosa siamo, non lo so. Ma so cosa vorrei che fossimo»
    Aprii. «E cosa vorresti che fossimo?»
    «Beh.. io vorrei che noi.. che tu fossi…»
    «Che io fossi?»
    Stava per parlare quando spuntò Leo.
    «Ehi, vedo che avete fatto pace!» iniziò.
    Io e Ka ci girammo a guardarlo. «Già» dicemmo all’unisono.
    «Bene, non ne potevo più a vedervi così. Cioè, peggio di come eravate prima di essere “amici” ! Beh? Si esce?»
    «Certo!»
    «Dai, Guenda, vatti a vestire»
    Sorrisi e corsi in camera a vestirmi.
    Infilai i jeans chiari del mattino appena passato e la felpa viola e misi velocemente le mie Adidas alte.
    Mi diedi una spazzolata ai capelli e, con la giacca in mano, scesi giù, dai due.
    «Fatto!»
    «La giacca» mi rimproverò Leo.
    «Si, la metto» Sbuffai infilandola.

    Uscimmo dalla pizzeria che erano le 23.3O.
    Tornammo a casa a piedi, fra quattro chiacchiere e due risate.
    «Aspetta, Leo» dissi «sto due minuti qui, con Ka»
    «Okay, ma fa’ presto»
    «Si»
    Leo entrò.
    Guardai Ka., che, reciprocamente, guardava me.
    «Beh?» iniziai «Prima che arrivasse Leo mi stavi dicendo..»
    «Che ti vorrei tutta per me»
    «Giusto!» mi bloccai e sbarrai gli occhi «Cosa??? Io? P-per te?»
    «Ecco, lo sapevo» alzò il viso al cielo, sospirò, e lo riabbassò.
    «Ka è… io.. oddio, non riesco neanche più a parlare!» dissi ridendo.
    «Cosa stai cercando di dirmi?»
    «Che sono già tutta per te» confessai prendendogli la mano.
    Sorrise, si avvicinò di più a me. Con l’altra mano mi alzò il viso portandolo al suo e poi premette delicatamente le labbra contro le mie.
    Sentii l’eccitazione salirmi al petto, brividi che come razzi mi percorrevano la schiena, uno stormo di rondini prendere il volo nello stomaco.
    Istintivamente chiusi gli occhi, sentendo la sua lingua insinuarsi nella mia bocca.
    Si allontanò un attimo.
    «Tu.. sei sicura?»
    «Certo che sono sicura, Ka. Ho riflettuto molto, e sai, tu venivi sempre a disturbarmi nei miei pensieri. Tu vieni sempre a disturbarmi.»
    Sorrise. «Dio, io non ci credo! Da che litigavamo sempre, siamo finiti così. Sotto le stelle, fra baci e carezze»
    «Che ci vuoi fare? La vita è questa. Gira e rigira, siamo sempre e solo noi»
    «Mmmh.. vieni qui, fatti stringere un po’» disse tirandomi a se’.
    Mi lasciai trasportare dalle sue braccia.
    «ehi» mi chiamò.
    «Cosa c’è?»
    «Sai una cosa?»
    «Cosa?»
    «che ho voglia di chiedertelo» si allontanò il giusto per guardarmi in faccia «Tu vuoi.. ecco.. essere la mia ragazza?»
    «beh, Ka, pensavo fosse scontato dirlo.. certo che si»
    Quel ragazzo sorrideva troppo!
    Mi stampò n bacio sulle labbra.
    «starei qui tutta la notte, tesoro. Ma non voglio farti stancare. Perchè non torni dentro?»
    «E tu perché non dormi con me, stanotte?»
    «Perché non voglio disturbare»
    «Pfff, il mio ragazzo non disturba a casa mia!» lo presi per un braccio e lo trascinai dentro.
    «LEO! KA RESTA QUI, A DORMIRE!!» urlai salendo le scale.
    «SIII!» annuì.
    «Visto?» mi rivolsi a Ka.
    Entrammo in camera mia.
    «Pazza»
    Risi mentre gli tirai giù la lampo della giacca.
    Lui fece lo stesso con la mia giacca, solo con un tocco di malizia in più.
    «Ridi, ridi. Voglio vederti poi quando saremo lì» disse pizzicandomi il fianco.
    Rimasi di stucco.
    «Scherzavo! … più o meno»
    Scossi la testa e tolsi le scarpe. Mi misi sul letto.
    «Mi togli i jeans?» si, ero una sfaticata quando volevo.
    «Certo» mi sfilò i jeans per il fondo, all’altezza dei piedi «Che fisichino, eh?»
    «eggià, eh» mi alzai portando su le braccia, lasciando a lui l’onore di sfilarmi anche la maglietta.
    «Pigiama?»
    «sotto al cuscino»
    Dopo avermi aiutato anche a mettere il pigiama, e dopo che so tolse le scarpe, ci infilammo sotto le coperte.
    Mi diede un bacio come quello di prima e poi mi sussurrò «Buonanotte, Principessa»
    Istintivamente sorrisi. «Buonanotte, ranocchio»
    L’ultima cosa che sentii prima di addormentarmi fra le sue braccia, fu la sua dolce risata.

    _________________________________

    Buooonasera a tutte, Randa
    Finalmente, ho scritto.
    Ho avuto l'illuminazione stamattina.
    si, perchè io improvviso quando scrivo ù.ù
    ok, scusate, mangiare dolci dopo cena, mi fa male.
    ok, spero vi sia piaciuto, e spero lasciate un commentino.
    Alla prossima!
    B.

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  8. #8
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    Predefinito Re: ~ ι.ℓєανє.ιи.α.ѕнα∂σω

    Mi sentii scuotere per un braccio.
    Infastidita, mi svegliai.
    «Guenda, silenzio, scandiamo» mi sussurrò mio fratello.
    Feci come aveva detto.
    Andammo a sederci sul divano.
    «Tesoro, dobbiamo andare a Palermo.»
    Mi alzai di scatto. «E' successo qualcosa a Enry?»
    «C-cosa? No, che c'entra Enry?»
    «Guarda che è successo qualcosa a Enry ho il pieno diritto di saperlo. E' anche MIO fratello.»
    «stai tranquilla. E comunque si tratta solo di una settimana, circa.»
    «Si, ma che succede?»
    «Ti spiegherò tutto quando saremo lì.»
    «Si, ma.. Ka?»
    «Ka? Che c'entra, Ka???»
    «Oh.. è che.. ieri ci.. lui mi ha.. e io..»
    «Cosa? Non capisco..»
    «Stiamo.. insieme»
    «Wow. Sono contento! Beh, questa è una cosa vostra, se lui vuole venire, è libero di farlo.»
    «Mmmh.. ok..»
    «Su, va' a preparare le valigie»
    Annuii col viso e poi salii su.
    Iniziai silenziosamente a mettere le mie cose in valigia.
    Sentii due mani calde infilarsi sotto la mia maglietta e due morbide labbra premere contro la pelle nuda del collo.
    Chiusi gli occhi, assaporando quei momenti di piacere.
    «Buongiorno..»
    Sorrisi voltandomi verso il mio dolce ranocchio, posandogli le braccia dietro al collo. «Buongiorno»
    «Come sta la mia dolce fanciulla?»
    «Direi bene. E il mio batuffolo verde, il ranocchio?»
    Sorrise stampandomi delicato un bacio sulle labbra.
    Tutta sta dolcezza, da parte sua??
    «Bene. Ma che fai con sta valigia?»
    «Ecco.. Leo mi ha detto che dobbiamo andare a Palermo, ma non so il perchè.»
    «E..?»
    «Non lo so. Ci stavo pensando anche io.»
    «Ma io non posso venire. E Lory? Mi distrugge casa, quella peste!»
    «Resisterai una settimana?»
    «Senza te? Mai.»
    «Ka, seriamente!»
    «Okay.. ahm.. penso che potrei farcela»
    «Potresti?»
    «Beh, si. Penso di si.»
    «Meglio. Preparati da adesso, stammi lontana» scherzai, allontanandolo.
    Fece una faccia! «Dici sul serio?»
    «Certo che no, stupido! Vieni qui!» lo tirai a me in un bacio.
    «Mi hai fatto paura!»
    Feci la linguaccia. «Dai, dammi una mano!!!»


    IN AEROPORTO
    «Oh, mi raccomando. Niente caz*ate! Mi fido, eh?»
    «Certo, stai tranquilla, tu. Tu, riguardati. Non mi combinare nulla, salutami Enrico. E ricordati una cosa»
    «Che cosa?»
    Si avvicinò al mio orecchio. «Ti Amo, Principessa»
    Sentii i muscoli del viso allargarmi un sorriso sulla faccia.
    «Dai, Guen, andiamo!» Leo mi tirò via per un braccio.
    Gli mandai un bacio con la mano.
    E lui fece finta di prenderlo e metterlo in tasca.
    Quello scemo del mio ragazzo. Che ci potevo fare?
    Il mio cuore sarebbe appartenuto a lui, sempre e comunque.


    7 GENNAIO 2OO8
    «Dai, dobbiamo andare!» mi tirò via, Leo.
    Iniziammo a salire le scale.
    «Scusi, Calvio Enrico?» domandò mio fratello ad una sinora che stava seduta alla scrivania. Quella si aggiustò le lenti sul viso, leggendo qualcosa sullo schermo del pc.
    «Al secondo piano, stanza 38-b»
    «Grazie!» disse già in corsa per andare su.
    Lo seguii, ma lentamente, dato che le gambe non mi resistevano.
    Non poteva, Dio, portarsi via anche mio fratello.
    Non lui, non Enrico, nè nessun altro.
    Mi scontrai con qualcuno.
    «Scus... che.. che ci fai, tu, qui?» chiesi sconvolta.
    Era proprio lui?
    Colui che la sera dei miei 18 anni, mi aveva fatta sua? Lui..
    I suoi capelli neri..

    ________________________________

    Eccomiii
    Come va, bella gente?
    Piaciuto?
    Chi sarà il misterioso x???
    Alla prossima!
    B.

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  9. #9
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    Predefinito Re: ~ ι.ℓєανє.ιи.α.ѕнα∂σω

    I suoi capelli neri, che tanto avevo adorato stringere, nonostante fossero corti.
    Due labbra che spesso avevo baciato, e che spesso mi avevano baciata.
    E i suoi occhi, neri e profondi. I miei due pozzi.
    «Allora? Cosa fai, qui?» ripetei, dato che non mi rispose.
    «Tuo.. fratello. Guendy, mi dispiace.» mi tirò a se'.
    E non opposi resistenza, mi lasciai coccolare dalle sue braccia, lasciano che il pianto si trasformasse in singhiozzo.
    «Non piangere. Sta bene, Enry, è forte. E tu lo sai»
    «Si, ma non voglio perdere anche lui.»
    «Stai tranquilla. Ti prometto che non succederà.»
    «Promesso?»
    «Prometto. Dai, andiamo, su.»
    Annuii, e una volta sciolto l'abbraccio, andammo su.
    37, 37-b, 38... 38-b.
    Eccolo.
    I capelli, castano chiaro come i miei. Sempre così, corti e tenuti bene.
    Infilato sotto le coperte, non potevo vedere i segni che, sicuramente, si nascondevano sotto la sua maglia.
    Le sue labbra piegate in su, in un sorriso.
    E gli occhi, di cui non potevo vedere il celeste. Erano chiusi.
    Il mio Enry era in coma.
    Da una settimana.
    E io lo avevo scoperto solo quella mattina.
    Avevo il diritto di saperlo. Ne avevo il diritto.
    Poggiai una mano sul vetro che ci separava. Dentro, accanto a lui, inginocchiato a tenergli la mano, c'era Leo.
    Enrico e Leo. Le mie vite.
    I miei due fratelli maggiori.
    Gemelli. Già.
    «Guendy, mi dispiace»
    Scossi la testa, abbassandola. «Me l'hai promesso.»
    «Lo so.»
    «Ste.. portami via. Non ce la faccio a vederlo così.»
    «Certo. Avvisa Leo, digli che ti riporto a casa»
    «Gli mando dopo un sms»
    «Okay. Andiamo, piccolina»
    Mi prese per mano, portandomi via.
    Ci fermammo ad un bar. Avevo bisogno di bere qualcosa.
    «Una birra e una coc...» lo fermai.
    «Due birre, grazie.»
    Ste mi guardò. «E da quando bevi, tu?»
    «Da quando mi hai mollata» lo presi in giro, per niente divertita.
    «Guendalina, ti non mi freghi. Lo so che non reggi l'alcol!»
    «Shh. Impara l'arte e mettila da parte»
    Ecco che.. 1, 2, 3..e via! A non capirci più nulla.

    Il cellulare squillava.
    La testa la sentivo pesante come un mattone, tutto mi rimbombava.
    Sul ciglio della porta riconobbi i vestiti che indossavo la sera prima. Ricordavo poco, nella mia mente si affollavano fotogrammi confusi, sensazioni e odori.
    Con gli occhi ancora chiusi, presi qual cavolo di cellulare e risposi alzandomi.
    «Pron..»
    «Dove caz*o sei, Guenda? Avvisa, prima che te ne vai così!»
    Aprii gli occhi e mi girai.
    «Leo, non urlare, porca..» il cellulare mi cadde dalle mani per ciò che avevo visto.
    Non poteva essere vero. Stavo dormendo.
    «Ma che diavolo.. ma..» alzò la testa, con tanto di occhi aperti «Oh, Cristo!»
    «Ste, dimmi che non è come penso, ti prego»
    «Purtroppo mi sa che è successo.. è.. un problema? Cioè, se non..»
    «CERTO CHE è UN PROBLEMA, STE!» urlai gesticolando.
    «Guendalina, calmati!»
    «Calmati? CALMATI!? Ma come diami*e faccio?»
    «Eravamo tutti e due ubriachi, non sapevamo che cosa stessimo facendo.»
    Iniziai a rivestirmi.
    «Come ho potuto?» mi girai, iniziando a camminare. «Dio, perchè io? Perchè con Ste?» alzai il viso «Perchè a Ka?»
    «Che cosa? A.. A Ka? Tu e Ka..»
    «Dio, Ste, si!»
    «Mer*a, mer*a, mer*a!»
    «Come faccio a dirglielo?»
    «Diglielo? Non puoi dirglielo. Non puoi rovinare così l'amicizia di una vita, per una stupida sco*ata, fatta da ubriachi, di cui non ricordiamo un emerito caz*o!»
    «Tu pensi a te? e io? E Ka? Lo scoprirà comunque.»
    «Ah, io penso a me. E perchè, tu non pensi a te? Eh?»
    «Vaffancu*lo, Ste!»
    Presi il cellulare, la giacca e mi avviai all porta.
    «Oh, dove vai?»
    «A fancu*o, Ste, Con te.»
    uscii sbattendo la porta.

    Stupida Guendalina, Stupida!
    E ieri te lo aveva pure detto di non bere! Ma tu no, eh? Fai sempre di testa tua, intanto sei finita nella mer*a!

    _________________________________

    Oh-Oh!
    Ma voi ve lo aspettavate?
    Ma come continuerà?
    Ma cosa farà Guen?
    Ma vi è piaciuto?
    Ma commentate? *-*
    A preso, bella gente!
    B.

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    Ultima modifica di babbuina; 19-01-2011 alle 20:16

  10. #10
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    Predefinito Re: ~ ι.ℓєανє.ιи.α.ѕнα∂σω

    «Enry!!!» urlai correndo verso di lui a braccia aperte.
    Mi fiondai fra le sue braccia, stritolandolo.
    «Ehi, Anima» mi chiamò, alla solita maniera.
    «Enry! Non sai quanto sono felice di vederti in piedi! Mi sei mancato tantissimo, ho bisogno di te! Ho un miliardo di cose da dirti..»
    «Ehi ehi ehi! Prendi fiato!»
    Mi allontanai il giusto per guardarlo.
    «Enrico.. ho fatto una caz*ata!» dissi con le lacrime agli occhi.
    «Ohi, che hai?» ci sedemmo sul lettino.
    «Ka.. ci siamo messi insieme. E come al solito, ne ho fatta una delle mie. Ma questa volta è grave, En, Gravissimo!»
    «Cosa, che hai fatto? Mi fai preoccupare!»
    «Mercoledì sono venuta qui e ho incontrato Ste e..» iniziai a raccontare.
    «e abbiamo litigato. Ma che devo fare, ora? Dirglielo? O mentire?»
    «Anima..» mi prese le mani fra le sue e con la punta delle dita, mi asciugò le lacrime «semplicemente fai ciò che ti senti. Se vuoi dirglielo, spiegagli le cose per bene. Ma sappi che se vorrai mentire... boh, comunque lo scoprirà. E conoscendolo, finirà male.»
    Sbuffai. «Se potessi tornare indietro..»
    Sentii il mio cellulare vibrare. Un sms. Lo aprii.
    "Sono qui, girati"
    Girai il viso verso la finestra che dava sul corridoio.
    Di scatto mi alzai.
    Era lì. Com'era possibile? Corsi fuori.
    «Ka..» scoppiai in lacrime.
    «Oh, che c'è? Perchè piangi?» mi abbracciò. «Ehi..»
    «Stringimi, Ka. Ti prego, non lasciarmi ora.»
    Strinse di più di quanto non stesse già facendo.
    «Promettimi, Ka, che non mi lascerai mai. Comunque sia.»
    «Te lo prometto. Comunque sia.»
    Era come se così avessi ottenuto qualcosa.
    Ma cosa? Nulla.
    Portò il mio viso al suo e premette dolcemente le sue labbra sulle mie.
    Eccomi, Inferno.
    Sono qui.
    Sono io.
    Preferisco peccare, piuttosto che vivere nella sincerità.
    Poggiai le mani sul suo viso, ricambiando con voglia e paura allo stesso tempo il bacio. E chiusi gli occhi.
    «Ti Amo, Guen. Ricordalo. Ti Amo.»
    I sensi di colpa mi sotterrarono il cuore agli inferi.
    Deglutii silenziosamente e gli stampai un bacio sulle labbra.
    «Dimmelo ancora.»
    «Ti amo, ti amo, ti amo. Non mi stancherò mai di dirtelo.»
    «Ma che ci fai, qui?»
    «Mi son portato dietro mia sorella. E' con Leo.»
    «Hai visto, Enry si è svegliato!»
    «Già. Me lo ha detto, Leo..»
    Annuii col viso.

    Continuai così, finchè non tornammo a Legnano, con Enry, Leo Lory.
    E anche Ste.

    SABATO, 16 GENNAIO 2OO8
    «Amo, ma perchè non parli più con Ste?» mi chiese, a un certo punto del film, Ka.
    «Si che ci parlo. Ma sai, è difficile essere amici, dopo che si ha avuto una storia.»
    «Aaah.. sarà.»
    «Si, è così.» Mentii.
    «Mi fai due coccole?»
    Sorrisi, accarezzandogli il viso.
    Uno dopo l'altro i baci si trasformarono in qualcosa di più.
    «Ho voglia di fare l'amore con te» mi sussurrò dolcemente.
    Sorrisi.
    Tanto ormai il peccato lo avevo commesso.
    E poi con Ka anche io volevo farci l'amore.

    __________________________________

    Pezzo corto.
    Dovete accontentarvi.
    Spero commentiate comunque.
    Ci tengo a ringraziare dei commenti. Fanno sempre piacere, quelli.
    Alla prossima, belle!
    B.

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