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  1. #1
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    Predefinito Un'emozione;è per sempre.

    Buona sera Forum!
    Scrivere,è diventata ormai una mia grandissima passione.

    Ed eccomi qui,spinta stavolta non so da chi,o da che cosa,a condividere con voi una delle mie "creazioni".
    Spero vi piaccia.


    Un' emozione; è per sempre.

    PREFAZIONE.

    E pensare che cominciò tutto per caso,per scherzo.
    Sono passati anni,ormai,da quando cominciò il “viaggio”.
    Quando decisero di provare,di far sentire il loro talento a qualcuno di importante.
    Decisero di provarci.
    Pensando “tentar non nuoce,ci diranno comunque “non siamo interessati,grazie e arrivederci.”
    Ci misero il cuore quella volta.
    E ce la fecero.
    Ed io ero con loro. Anche solo col pensiero,ma c'ero.
    Sono sempre stata molto amica di quei ragazzi.
    Adesso,dopo un paio di anni,ripensare a come è cambiata la nostra vita,grazie ad una sola giornata fa venire i brividi.
    Parlo anche per me,anche se non sono completamente “assorbita” in questo mondo.
    Sono sempre stata con loro,l'amicizia,l'amore,sono sentimenti che superano il successo che una persona può acquistare.
    Ormai,lo so per esperienza,le emozioni non muoiono mai,se sono davvero forti.
    Grazie a loro ho pianto,ho sorriso,mi sono divertita,ho passato degli anni stupendi.
    Grazie ragazzi,grazie amore mio. Vi voglio bene,tantissimo.
    Grazie,per il semplice fatto che nonostante il successo,avete permesso a me,una piccola anima in questo piccolo mondo,di entrare nella vostra vita. E di restarci,a lungo.




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  2. #2
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    Predefinito Re: Un'emozione;è per sempre.

    Capitolo 0.1
    «Lau,mi racconti un'altra favola?»
    «No. Adesso dobbiamo andare a letto.»
    «Ma ancora è presto!»
    «No,Riccardo,sono le dieci e mezza.»
    «Mamma e papà quando arrivano?»
    «Non credo arrivino prima di mezzanotte.»
    «Uffaaa! E Danilo?»
    «Tuo fratello?»
    «Stasera aveva un concerto,penso che torni ancora più tardi.»
    «Quindi devo proprio?»
    «Sì.»
    «Va beene!»
    Lo misi a dormire,si addormentò immediatamente. Si vedeva che era stanco.
    Faccio baby-sitting dai Calvio da circa nove mesi.
    Più o meno dal Settembre scorso.
    Cercavo un lavoro per evitare di pesare continuamente sui miei.
    Dopo il diploma,le spese universitarie,per una famiglia nel bel mezzo della crisi non sono la scelta migliore.
    Quindi lavoro in un locale milanese nei week-end e per arrotondare aiuto i Calvio a badare a Riccardo.
    Riccardo è il fratello minore di Danilo,un mio ex compagno di scuola,non chè grande amico.
    Fu proprio lui a propormi di badare a Riccardo,dato che lui,con la band che acquistava successo non poteva stare con lui ed i genitori non rinunciano ad uscire con i loro amici.
    Sono una bella famiglia,non pretendono molto,Riccardo è un bravo bambino,è calmo. E poi,lo conoscevo già da prima,quindi non ha avuto problemi con me.

    Mando un messaggio a Danilo,ancora il concerto non dovrebbe iniziare.
    “Tutto ok. Già dorme. Se i tuoi rientrano prima faccio un salto. Aggiornami.”
    poco dopo arrivò un messaggio. Era lui.
    “Grazie mille,sei un angelo! Ho sentito prima i miei. Dovrebbero arrivare,hanno avuto un imprevisto.”
    Neanche il tempo di finire di leggere il messaggio che il signor Gianfranco apre la porta.
    «già dorme la piccola peste?»
    «si è addormentato da poco.»
    «grazie mille!»
    «grazie a voi!»
    «Ecco a te i 7 euro per la pizza e i 20 del lavoro.»
    «La pizza? Ma non si preoccupi!»
    «No. Tienili,per favore.»
    «Va bene. A voi è andata bene la serata?»
    «Normale,come sempre. Voi?»
    «Ho aiutato riccardo a finire i compiti,abbiamoo visto un dvd mentre cenavamo e abbiamo sistemato la stanza.»
    «come faremmo senza di te?»
    «Si figuri! Adesso,vado,Danilo mi aveva chiesto se sarei passata da loro.»
    «Oh,si certo. Vuoi un passaggio?»
    «No,ho la macchina.»
    «Va bene,grazie ancora.»
    «grazie a voi!»



    Ecco a voi.
    Commenti Qui.

  3. #3
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    Predefinito Re: Un'emozione;è per sempre.

    Capitolo 0.2
    Nonostante il concerto fosse iniziato (sento la musica fuori dal locale), trovai facilmente parcheggio.
    Entrai,stavano suonando la mia canzone preferita “make up your own mind”.
    Mi avvicinai al bancone e ordinai una vodka redbull.
    Ascoltai le canzoni. Passò mezz'ora circa dal mio arrivo per la fine del concerto.
    Il locale poco dopo si svuotò.
    Resatmmo io,loro,i baristi e alcune ragazze che volevano complimentarsi con i ragazzi...e forse anche qualcosa di più.
    Pedro,non badò a loro minimamente,si diresse subito da me.
    «Ciao!» mi disse.
    «Ciao Cantante!» risposi.
    «Come ti siamo sembrati?»
    «Non male! Sono arrivata mentre suonavate “Make up”.»
    «così tardi? Come mai?»
    «Ero dai Calvio,con Riccardo.»
    «Capisco. Hai dovuto pagare il biglietto quindi?»
    «Sì.»
    «Se ce l'avessi detto,ti avremmo messo in lista.»
    «Non era sicuro che sarei venuta.»
    «Capito. Quindi ti sei persa la dedica di “Sole di Settembre”.»
    Lo guardai stranito. «a che ti riferisci?»
    «Niente,lascia stare.»
    Le ragazze di prima lo chiamarono. Si misero a parlare con lui,così ne approfittai per salutare gli altri.
    «Toh,chi si vede!» mi disse Ka.
    «Carmine,ciao!»
    «Saluti solo lui!»
    «prima le persone importanti, ste!»
    «zitto ka!»
    «ma sempre a stuzzicarvi voi due?»
    «Comuuunque Ciao Ste,ciao Danone!»
    «Solo riccardo mi chiama Danone.»
    «Sono stata tutta la sera con lui,mi ha contagiato!»
    «ahi-ahi. Il pedretti lo sa che eri con lui?»
    «sì. E poi dovrebbe essere geloso di un bambino di dieci anni?»
    «No.»
    «e allora? Che poi non stiamo neanche insieme.»
    «non hai sentito la dedica di sole di settembre?»
    «sono arrivata mentre suonavate “make up”.»
    «che sfiga!»
    «perchè? Mi volete spiegare?»
    «noi non c'entriamo nulla.»
    «ragazzii!»
    Pedro ci chiamò. Era seduto ad un tavolino,con cinque birre sul tavolo.
    «non dirmi che sono tutte per te queste.»
    «no,sono una ciascuno.»
    «anche per me? Io non bevo.»
    «Sempre la solita sei Lally!»
    «Voi avete l'autista,io no. Come arrivo a Legnano se mi fate bere?»
    «ti accompagno io» si propose pedro.
    «smettila. C'è stuo fratello che vi accompagna a casa..e poi tu come torneresti?»
    «chiamo Omar e mi faccio venire a prendere.»
    «sicuramente!»
    La serata passò così,scherzando,bevendo e ridendo.
    Usciti dal locale,o meglio,cacciati fuori perchè stava per chiudere,Pedro mi si avvicinò.
    «possiamo parlare?»
    «certo.»
    Mi prese per mano e cominciammo a camminare.
    Sapevo che prima o poi sarebbe successo.
    Ultimamente io e lui,siamo molto più che semplici amici.
    Ultimamente? Ma che dico? È dal compleanno di Ka che siamo più vicini.
    Quella sera,ci baciammo.
    Non ho mai nascosto di avere un debole per lui.
    È da quel compleanno che parliamo,sempre. Ci vediamo,anche senza gli altri.
    Cominciò il discorso con una domanda «Ale,noi due,cosa siamo?»
    «bella domanda. Non ne ho la più pallida idea.»
    «Bene.»
    «cioè,i nostri baci,i pomeriggi insieme,non si possono dimenticare,ma sono davvero così importanti per far sbocciare una relazione?»
    «per me sì. Prima di presentare Sole di Settembre dissi: vorrei dedicare questa canzone ad una persona che spero sia tra di noi. È come un sole,è il sole del gruppo. È una persona speciale,alla quale noi,soprattutto io,voglio molto bene. Lally,se ci sei,questa è per te.»
    mi farmai di botto. Sconvolta.
    «T-T-Tu mi avresti dedicato “sole di settembre”?»
    «Sì.»
    «Tu sei pazzo.»
    «perchè?»
    «Perchè non devi.»
    «Invece si.» Mi mise con le spalle al muro e mi baciò.
    Si staccò poco dopo e mi disse «Ti amo.»
    Dopo di che se ne andò.
    Mi accasciai sul marciapiede.
    Rimasi lì per un po'.
    Poi gli mandai un messaggio con scritto “Anche io.”
    Mi rialzai e tornai a dove avevo lasciato la macchina.
    Ste,Dani e Ka,erano lì.
    Pedro non c'era.
    E se non era con loro dov'era?
    Li salutai. Non chiesero di Pedro,forse sapevano dove fosse andato,forse era passato prima da qui.
    Non mi interessava,o forse sì.
    Conoscevo un posto,dove speravo di trovarlo.
    Un posto caro,ad entrambi.
    Il villino abbandonato.
    Mi diressi lì.
    Parcheggiai,c'era già qualcuno dentro.

    Entrai e lo chiamai. «Pedro?»
    mi rispose «vieni,sono qui.»
    Mi avvicinai da lui. Era seduto sulla finestra rotta,guardava le luci della città.
    «sapevo di trovarti qui.»
    «Mi conosci troppo bene.»
    «un po' ci speravo,ma ne ero quasi certa.»
    Lo sentì sorridere.
    Mi sedetti accanto a lui.
    Cercava la mia mano nel buio.
    La trovò poco dopo. La strinse forte e mi baciò ancora una volta.
    Stava cominciando ad albeggiare.
    Presi il cellulare e mandai un messaggio a Karolina.
    “Karo,stanotte ho dormito da te,ok?”
    Odio i miei quando si intromettono nella mia vita.
    Che poi,stasera non ho fatto granchè. Sono andata a lavorare e poi sono passata a salutare degli amici..con cui sono rimasta a parlare fino ad adesso.
    Che male c'è?


    ghghghgh.

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  4. #4
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    Predefinito Re: Un'emozione;è per sempre.

    Capitolo 0.3

    Quella mattina,andai veramente dalla Karo.
    Le dovevo raccontare della serata appena trascorsa.
    «..quindi,state insieme?»
    Mi chiese la mia migliore amica davanti ad una tazza di cappuccino caldo.
    Sorseggiai un po' del mio latte macchiato bollente.
    Fare colazione a casa sua,era una routine dopo le notti devastanti che passavo.
    Ammetto di non essere un tipino tranquillo.
    «è come prima,non è cambiato nulla.»
    «io voglio sapere se state inisieme o no.»
    «Non lo so Karo,non-lo-so.»
    «Ma come..?»
    «Karo,è una situazione complicata. Ora come ora non so neanche chi sono.»
    «Hai bisogno di riposare,di pensarci.»
    «Sì.»
    «Dai,vaai a casa,ci sentiamo in serata. Ricordi?»
    «è venerdì oggi?»
    «Sì. Alle sette e mezza da te. Non accetto rifiuti.»
    «Ti sei autoinvitata a casa mia!»
    «Il venerdì è sacro.»
    «Lo so bene. Lo dico a Ila?»
    «Oh no,già lo sa.»
    «Scusa,come fa a saperlo?»
    «Non preoccuparti di nulla. Alle sette e mezza fatti trovare a casa,presentabile.»
    Detto questo mi spinse verso la porta.
    «o-okay!»
    «Ciao,a stasera!»
    «Cia-o»
    Mi chiuse fuori casa.
    Mi guardai nel riflesso dell'ascensore.
    Ripensai alle parole di Karo di poco prima “fatti trovare a casa,presentabile
    Aveva ragione,non ero affatto presentabile.
    Scesi di corsa dalle scale,mi fiondai in macchina e tornai a casa,non dovevo,non potevo farmi vedere in queste condizioni da qualcuno.
    Anche se comunque,tutte le volte che non sei presentabile: bam,ecco che ti spunta qualcuno davanti.
    Non poteva essere questa l'eccezione che conferma la regola. Infatti,ecco qui,che incontro i Calvio.
    Gianfranco mi saluta e mi fa cenno di accostare.
    Ecco. Come immaginavo...
    Mi fermo,e abbasso il finestrino.
    «Salve!»
    «Ciao Laura,la serata è andata bene ieri?»
    «oh sì,i ragazzi sono stati grandiosi!»
    «bene,mi fa piacere! Stai tornando adesso a casa?»
    «sì,stanotte,dopo aver salutato i ragazzi mi sono fermata da un'amica e sono stata lì fino ad ora.»
    «eh,queste notti brave..»
    «eh,sono giovane..»
    «eh sì,ma non sprecare la tua gioventù così.»
    «si figuri! Una volta ogni tanto faccio così tardi,solitamente non è così.»
    «lo so bene!»
    Pensai: “ma dove vuole arrivare?”
    «bene, adesso,dovrei andare,vorrei riposarmi un po'.»
    «sì,certo. Vai!»
    «doveva dirmi qualcosa?»
    «oh,no. Volevo sapere come fosse andata ieri sera.»
    «Ah,come le ho detto prima,bene.»
    «sì,infatti.»
    «adesso vado,arrivederci!»
    «Ciao!»

    Alzai il finestrino,accesi la radio e presi la superstrada.
    Non avevo voglia di arrivare subuto a casa,volevo godermi la quiete mattutina,ne avevo bisogno.
    Mi rilassava.
    Mi aiutava a pensare.



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  5. #5
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    Predefinito Re: Un'emozione;è per sempre.

    Capitolo 0.4

    Diciannove e trenta spaccate.
    Suonano alla porta.
    So già chi è.
    Sono la Karo e Ila.
    Le mie migliori amiche.
    Sempre puntuali loro.
    Aprì la porta.
    «Ti avevo detto “sìì presentabile!” Lau!»
    «E non lo sono?»
    «Hai un pantacollant e una maglia di sopra!»
    «Primo a me piace. Secondo non dobbiamo andare da nessuna parte,quindi va bene!»
    «Ecco,ila,abbiamo fatto bene ad passare da tua sorella.»
    La sorella di Ilaria ha un negozio di vestiti per ragazze qui a Legnano.
    «vi odio ragazze!»
    «ricorda,lo facciamo per il tuo bene!»
    «ma non sono così conciata male!»
    «lo so,ma appena è arrivato in negozio,pensai “questo è adatto a Lau.” e così lo presi.»
    «Tu,Ila sei,malefica!»
    Aprì il pacchetto.
    Dentro c'era una maglia bianca con delle stampe e delle scritte,un pantaloncino nero con due bretelle attaccate.
    «Ma è bellissimo!»
    «sì,e adesso te lo metti!»
    «eh?»
    «sì,stasera si esce!»
    «ma come?»
    «il nostro venerdì,lo passeremo fuori.»
    «non abbiamo avuto tempo di cercare un dvd,quindi stasera si cena a Milano e poi si vedrà.»
    «voi mi nascondete qualcosa..»
    «Ma che dici Lau?»
    «dico che mi nascondete qualcosa..»
    «ma smettila! È che per ora,il negozio sembra essere sempre strapieno di ragazze..»
    «ed io in ufficio non ho un minuto di tregua!»
    «...sai che da quando Serena è incinta non ho più tempo per uscire!»
    «va bene,va bene! Mi avete convinta!»
    Dissi mentendo,sapevo benissimo che queste sono solo scuse.
    Serena,la sorella di Ila,anche se incinta,stava sempre in negozio,d'altronde lo era solo da quattro mesi.
    Il negozio,non aveva sempre molte ragazze,pomeriggio,sono dovuta uscire per comprare alcune cose e il negozio era vuoto e al bancone c'era solo Sere.
    Casualità? Forse.
    Sarà comunque che quelle due diavolette mi nascondevano qualcosa.
    Avrei dovuto scoprire cosa,prima che fosse troppo tardi.

    Mi fecero indossare il loro “regalo”,abbinando sopra un paio di scarpe nere con delle zeppe.
    «Così non sfiguri con la nostra bellezza» mi dissero.
    È vero,in confronto a loro,io non sono bellissima.
    Karo è alta,mora,occhi verdi,formosa. Ha i capelli lunghi,ondulati e castani.
    È bella,molto. Circa metà paese le viene dietro,ma lei non bada a nessuno.
    Lei resta fedele a Carlo,ormai da tre anni.
    Ila,beh,Ila è Ila.
    Ila è bionda,alta,magra,occhi color cioccolato. Ama disegnare e aiutare sua sorella al negozio,che secondo me,la Sere,ha aperto solo per Ila.
    Lei,come Karo,ama la moda. Cioè,non è una di quelle ragazze che durante la “settimana della moda” sta a vedere i nuovi look,loro amano seguire la loro moda,in modo stravagante,singolare,unico.
    Io,beh,io sono un po' più bassina,mora,capelli castani,occhi castani.
    Un po' meno magra di Karo e Ila,almeno dal mio punto di vista,loro due insistono col dire che io sia perfetta così.
    Sarà...
    Nonostante comunque Karo sia fidanzata e non rinunci mai ai suoi “week-end” con Carlo,non abbandona me ed Ila,le sue amiche.
    Noi tre,ci conosciamo dal primo anno di superiore.
    Tutte e tre eravamo in classe insieme,anche con Danilo,Pedro e Carmine.
    Ila,ha sempre avuto un debole per Carmine,lui così bello.
    Moro,occhi verdi,alto,simpatico,sempre con la battuta pronta.
    Un difetto?
    Forse troppo geloso,da buon meridionale.
    Sì,perchè lui,nonostante viva da anni qui a Legnano,è nato in provincia di Napoli.
    Anche se solo il “luogo di nascita” è differente,il sangue che gli scorre nelle vene è meridionale.
    Io,beh,io ho un debole,ormai da anni per Pedro.
    Ultimamente siamo anche più che semplici amici,ma non mi va di pensarci,non ho assolutemente voglia di pensare a quell'essere,non ho voglia di rovinarmi una serata con le mie migliori amiche.
    Ma lui,lo fa prima che io ci pensi.
    “stasera suoniamo al Club,dopo di noi ci saranno un paio di dj tutta la notta,ci vadiamo?”
    «ragazze,mi ha mandato un messaggio Pedro,mi ha chiesto se stasera vado al Club,dopo di loro ci saranno diversi dj.»
    «perfetto,digli che ci andiamo.»
    «ok,ma Carlo stasera lavora!»
    «Karo,riesci a stare una sera con i tuoi amici senza pensare al tuo ragazzo?»
    «ci proverò.»
    «promesso?»
    «promesso.»


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    Predefinito Re: Un'emozione;è per sempre.

    Capitolo 0.5
    Giusto perchè siamo delle ragazze molto educate,andammo a mangiare da Mc.
    «Karo,ma sei sicura che non siamo troppo eleganti per il Mc?»
    «chissene. Siamo fighe lo stesso!»
    «Ben detto sorella!»
    Dopo aver cenato con tre bei big mac una cola gigante e patatine,uscimmo.
    «Adesso?»
    «Ka mi ha mandato un messaggio,mi ha chiesto se possiamo passare da lui.»
    «Va bene.»
    «Ok,andiamo.»

    «Chi è?» disse una voce metallica davanti al cancello di casa Ruggiero.
    «Ila,Karo e Lau»
    Ci apre il cancello ed entriamo.
    Il vialetto prima di entrare in casa è illuminato.
    Sono tutti nella depandance,ci dirigiamo lì.
    «Ciao!» dissi e mi gaurdai intorno: Carmine,Danilo,Stefano e lui,Pedro. Ok,c'erano tutti,come mai tutti qui?
    «Ciao *******i!» disse Ila,correndo ad abbracciare suo cugino,Danilo.
    «Ciao.»
    «Ciao!» risposero in coro i quattro.
    «come mai tutti qui? Niente concerto?»
    «No.»
    «Come mai?»
    «Concerto annullato,incendio al Club.»
    «Ah,che culo!»
    «Già.»
    mi sedetti in un divanetto.
    «Che look stasera! Ti ha prestato i vestiti Ila?»
    «No,dani,sono un regalo di Karo e Ila.»
    «Sì?»
    «sì,ogni tanto anche la nostra Lally deve essere ****!»
    «c'è qualche volta che non lo è?» si intromise pedro.
    Poco prima ridevo,mi fermai,tornai seria e lo guardai.
    “sappi che non mi hai salutato,eppure pensavo... va beh,non devo pensare!” pensai.
    «Grazie» dissi in tono acida,poi tornai a parlare con Dani Ste e Ila.
    Karo,aveva trovato dentro la chitarra di Carmine e allora gli chiese il permesso di suonarla.
    Karo ama la musica,ama la chitarra,qualsiasi tipo di chitarra.
    Ka,non la lasciò da sola con la sua piccola,si mise accanto a lei,a sentire due meraviglie suonare.
    Pedro mi si avvicinò e mi sussurrò all'orecchio “puoi venire con me?”
    Annuì,mi alzai e lo seguì.
    Mi portò dentro,conoscevo quella casa meglio delle mie tasche.
    Stava salendo al piano di sopra.
    Un brivido mi salì lungo la schiena.
    Avevo paura,ma non so di cosa.
    Si fermò quasi in cima alle scale,si girò,mi sorrise.
    I suoi denti brillavano nella semi oscurità delle scale.
    Mi prese per mano,mi fece avvicinare a lui e mi strinse forte.
    “ma non ce la fai ad aspettare che salissimo? -.-”
    Dopo quel suo abbraccio gli chiesi «perchè?»
    «volevo abbracciarti,non potevo?»
    «no,poi il mio ragazzo si ingelosisce.»
    «il tuo ragazzo?»
    «Ah,non lo sapevi? Sì,sono fidanzata,cioè,ultimamente mi vedo sempre con un ragazzo,è molto bello,ci conosciamo da tempo.»
    si immobilizzò un secondo,paralizzato.«ah. E da quanto va avanti questa cosa?»
    «più o meno dal 31 Maggio.»
    Sorrise,si rilassò. «Capisco. Sai che mi hai fatto spaventare?»
    «Lo sapevo,ti conosco troppo bene!»
    «Devo cambiare atteggiamenti.»
    «Tesoro mio,ti conosco da quando avevi quattordici anni e ancora,a ventitrè non hai cambiato atteggiamenti.»
    «e menomale che ci sei stata tu in questi anni.»
    Sorrisi,spesso mi diceva delle frasi dolci,è nel suo carattere.
    E mi piaceva.

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    Predefinito Re: Un'emozione;è per sempre.

    Capitolo 0.6
    Entrammo in una stanza.
    Stettimo un po' in silenzio,al buio.
    Mi sedetti sul letto.
    Mi seguì.
    Prese il mio viso tra le sue mani.
    Avvicinò il suo viso al mio.
    «Lau,ultimamente non siamo semplici amici noi,siamo molto di più. Non voglio perderti,invece,voglio che tu sia sempre quella che sei. Perchè,anche se non lo sai,noi stiamo già insieme,anche se non ufficialmente. Adesso,voglio che sia tutto ufficiale.
    Lau...vuoi essere la mia ragazza?»
    Oddio.
    Sei consapevole dellinfarto che mi stai facendo prendere?
    No,non è possibile.
    No,tu,il mio sogno che mi dici una cosa del genere? E dire che io sono sempre stata a venirti dietro,a starti dietro...gelosa come non mai,quando mi presentavi le tue ragazze,solo Carmine e le ragazze sapevano quanto ci stessi male.
    Ma tu nulla,non te ne accorgevi,poi boh,è bastato un po' di alcool,una festa a cambiare tutto.
    È successo in questa stanza.
    Eravamo qui,sì.
    Ricordo tutto alla perfezione.
    Mio caro,adesso tu,stai fremendo,aspetti la mia risposta,sai già qual'è.
    Lo so che lo sai,lo so.
    «Pedro,allora... è vero quello che hai detto,hai ragione,su tutto,so che adesso tu stai fremendo per la mia risposta. Ma prima di arrivare lì,vorrei chiarire una cosa.»
    «dimmi,ti ascolterò.»
    «Ecco,sai che è da un bel paio di anni che ti vengo dietro? Sono anni ormai che tu mi piaci,anni che mi dispero,mi condanno perchè non sono bella come tu vuoi,bella come ti aspetti,bella come le mie amiche,bella come le tue ex ragazze.
    Poi,un giorno,il 30 maggio scorso,qualcosa,probabilmente l'alcool o il mio vestito di quella sera,ti fece cambiare idea.
    E adesso siamo qui,so che non mi sopporti più parlare,ma avevo bisogno di dirti queste cose,sono state represse dentro di me per molto tempo,proprio come i miei sentimenti per te.
    Grazie Signor Pedretti,ma sì,voglio essere la tua ragazza.»
    detto questo,sorrise,mi sorrise.
    Quel suo sorriso mi fece venire una fitta dentro.
    Perchè lui,così maledettamente bello era qui,accanto a me,a chiedermi di essere la sua ragazza? Sì,la sua.
    Cercò la mia mano,la avvicinò al suo petto e mi sussurrò «my heart is yours.» proprio come recita la mia canzone preferita dei Paramore.
    Adoro troppo questo ragazzo. Sa tutto di me,sa che con questa citazione non poteva che non farmi felice.
    «Sì,solo mio.»
    Detto questo lo baciai.
    Mi strinse forte a sé.
    Una piccola lacrima scese sul mio viso.
    La asciugai velocemente,non notò nulla.
    E ne fui grata.

    Mi sorrise e mi baciò,ancora una volta.
    Ci alzammo e tornammo dagli altri.
    Mi bastava questo.

    Non lo mollai neanche un secondo,dopo tanto,manifestai i miei sentimenti così,come lo erano sempre stati.
    E fui felice,felicissima,come mai lo fossi stata prima.



    Cosa ne pensate?

  8. #8
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    Predefinito Re: Un'emozione;è per sempre.

    Capitolo 0.7

    Karo ricevette una telefonata.
    «Pronto?»
    Si alzò,probabilmente era Carlo.

    Partendo dal fatto che dieci minuti dopo,chiamò me ed Ila,in lacime,deduco che sì: la persona al telefono prima era Carlo.

    Quella sera ebbero una discussione,una discussione pesante.
    Carlo,il suo ragazzo,sarebbe dovuto partire per lavoro l'indomani.
    Lui ha trent'anni,lavora per un giornale economico ed il suo capo lo ha mandato ad una convetion con altre colleghe ad Amsterdam.
    Era scontato che Karo si sarebbe alterata,dato che il giorno successivo,sabato,loro avrebbero festeggiato tre anni di fidanzamento.
    Riflettendoci,Carlo,da tempo era freddo,distante,così,un po' ingenuamente magari,convinta di sbagliarmi ed esaltata dall'alcol,proposi ad Ila e Karo di andare sotto l'ufficio di Carlo.
    Sapevamo che fosse ancora lì,aveva chiamato Karo dallo studio.
    Salutammo velocemente i ragazzi e andammo via.
    Promisi a Pedro che prima o poi,avremmo avuto un po' di tempo per stare insieme,ma la mia amica aveva bisogno di me e lo capì.
    Avrebbe fatto la stessa cosa.

    Sotto l'ufficio,come mi aspettavo c'era la macchina di Carlo.
    Eravamo con la mia macchina,quindi Carlo non avrebbe potuto riconoscere la targa.
    Nel palazzo c'era una sola luce accesa,da quello che ci disse Karo,era proprio quella della sua stanza...che poco dopo si spense.
    Scese una donna,la riconobbi,era Stefania,la segretaria dello studio,nonchè anche la sorella di Giulio,il mio datore di lavoro.
    Poco dopo arrivò Carlo,aveva la cravatta slacciata,i capelli scombinati..
    uscirono insieme dal portone e Stefania saltò al collo a Carlo,che la prese in braccio e la sbattè contro il muro.
    Rimasi a bocca aperta.
    Guardai Karo,seduta nel lato passeggeri.
    Piangeva.
    Riguardai verso Carlo e Stefania,ancora intenti nei loro “comodi”.
    Guardai nuovamente la mia piccola stella,la mia Karo.
    Scese dalla macchina,come un fulmine e si diresse verso Carlo.
    Avrei voluto scendere,ma Ila,come se mi avesse letto nel pensiero si limitò ad un freddo «lasciala andare.» Ed aveva ragione. Scendendo,avrei aiutato qualcuno? Mi sarei solo intromessa in cose che non mi riguardavano,ok,Karo è una mia carissima amica,ma in fin dei conti,intromettendomi,avrei anche potuto perdere il lavoro,ed ora come ora non era proprio nella mia “top ten di cose da fare”.

    Carlo,vedendo Karo avvicinarsi si staccò da Stefania e preso dal panico disse «Porca *****,che ci fai qui?»
    Sì,ammetto,anche se non sono scesa,Ila ed io,decidemmo di abbassare i finestrini,quantomento per sentire e per evitare che poi Karo dovesse raccontarci i dettagli.
    Karo gli spiegò che era passata per salutarlo,data la sua partenza improvvisa per Amsterdam.
    Parlarono,Carlo,al solito,come fanno tutti i ragazzi disse «non è come pensi amore,io amo solo te.»
    Fortunatamente Karo,innamorata per quanto potesse essere,non la bevve.
    Nonostante le costò una grande sofferenza,si levò la collana regalatagli da Carlo per Natale,se non erro, e gliela lanciò.
    Poi gli disse «racconta tutte le balle raccontate a me in questi tre anni a questa... ragazza. Buona vita,non farti più vedere,MAI PIU'.»
    detto questo stava per venire verso la macchina,tutt'ad un tratto si girò e gli urlò tra le lacrime «Comunque,Auguri amore mio,tre anni insieme,chi l'avrebbe mai detto? Ah,una domanda,da quanto mi tradisci?»
    Carlo le si avvicinò,tentò di abbracciarla,ma lei salì in macchina e misi in moto.
    Carlo,VAF*******.


    Basta col romanticismo! Qui i commenti

  9. #9
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    Predefinito Re: Un'emozione;è per sempre.

    Vorrei dedicare questo capitolo ad Andrea.
    Ciao Andrè. e grazie per le mille risate di qualche anno fa. :')

    Capitolo 0.8
    CINQUE MESI DOPO.
    È lunedì sera.
    Fa un freddo assurdo,accendo la stufa,prendo una coperta e mi metto a leggere sotto la luce soffusa dell'abatjour.
    Ho il telefono appoggiato al tavolino.
    Sentì una vibrazione improvvisa,che nel silenzio,mi fece saltare in aria.
    Mi suonava il telefono.
    Chiusi poco dopo.
    Era Ka,mi ricordava che tra qualche giorno ci sarebbe stata la data finale del Tour dei Finley a Milano.
    Bene,pensai,ottima occasione per farsi vedere dalle fans.
    Mi chiese,Ka,se volevo i biglietti,se dovevano darmi pass o altro.
    Disse tutto lui alla fine.
    So che Pedro era con lui,lo sentivo,anche se non lo sentivo.
    Cioè,mi immaginavo loro quattro,in saletta a parlare,anche di me.
    Ed è normale,sono amici. Migliori amici.

    Con lui,è da Venerdì che non ci vediamo.
    Lui,sempre preso dal tour,dai concerti,dai cd.
    Io,tra università,lavoro.
    Abbiamo orari inconcepibili.
    E mi fa stare male questo.
    Mi manda un messaggio. “stasera passo da te. Ne sento il bisogno. Non accetto rifiuti.”
    Mi legge nel pensiero?
    Azzecca sempre.
    Ecco,non voglio essere la solita romanticona,ma siamo perfetti.
    Ok,si,esagero.
    Che posso farci?
    Sono fatta così.

    Karo,ha deciso di paritre,lei e Ila sono andate in Trentino qualche giorno.
    Io,avrei voluto anche partire con loro,ma la settimana prossima ho un esame all'università e ho preferito,a mio malincuore,stare qui,a studiare.
    Sono al terzo anno di lingue.
    Non è facile,lo ammetto,ma non avevo davvero alternative,nonostante Milano,abbia tante opportunità lavorative,io non mi vedo proiettata ancora nel futuro.
    Le mie passioni non sono molte.
    Amo viaggiare,amo parlare lingue diverse dall'italiano e amo la musica.
    La musica,***** che parola.
    È il mio mondo.
    Tutto intorno a me dice “musica”.
    Tempo fa,feci ri-dipingere le pareti della mia stanza e chiesi a Carmine,che è davvero bravo a disegnare,di disegnarmi su una parete della mia stanza,un Murales,quantomento la forma,per colorarlo,beh,ci siamo divertiti a colorarlo tutti insieme.
    Quel murales è una scritta,c'è scritto “Musica”.
    Sembra strano e banale?
    Può anche sembrare così,ma no,è originale.
    Chi si azzarderebbe a fare un murales del genere?
    Per non parlare,che sempre nel muro,vicino a questo “capolavoro” ho i “fantastici autografi dei finley”.
    Mi diverto a prenderli in giro.
    È bello,perchè so che non se la prendono con me,lo so.
    Mi amano. Io amo loro.
    La loro musica,beh,è molto.
    Non esagero,non dico che è tutto,ma posso dire,con certezza che mi ha aiutato.
    Loro mi hanno aiutato,io ho aiutato loro.
    Siamo una grande famiglia,che sia aiuta a vincenda,che stiamo insieme,quando è possibile. Ok,basta pensare a queste cose,non mi va,sono sempre la solita.

    Guardai l'orologio.
    «Cavolo,meglio che prepari qualcosa da mangiare.»
    Erano già le otto.
    Mi alzai dal divano e andai a cucinare.
    Mi riscaldai dei nachos comprati stamattina.
    Ottima cena.
    Avevo bisogno di stare un po' da sola.

    Amo stare sola.
    Amo la solitudine.


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    Predefinito Re: Un'emozione;è per sempre.

    PREMESSA: scusate per questo capitolo. è abbastanza triste,ma spero vi piaccia comunque.

    Capitolo 0.9
    «Pronto?»
    «Sì,sono la figlia,mi dica.»
    «No,non sono in casa al momento,perchè?»
    «come in ospedale? Che succede?»
    «farò il prima possibile.»

    «Che succede Lau?»
    «Mi hanno chiamato dall'ospedale,devo andare urgentemente lì.»
    «Vengo con te.»
    «Grazie Ila.»

    Salì in macchina con lei.
    Stamattina,mi sentì strana,avevo la sicurezza che sarebbe successo qualcosa di brutto oggi,ma non riuscivo ancora a capire cosa.
    Certo,che la chiamata dell'ospedale,mi fa preoccupare.
    Cosa può essere successo?
    A CHI soprattutto?

    Arrivammo in ospedale.
    Mi avvicinai al bancone al centro della stanza.
    Tutto,qui,è maledettamente bianco.
    Io odio il bianco.
    Troppa purezza,tutta apparenza.
    Il bianco è falso.
    «Scusi» chiesi.
    Una signora sulla cinquantina alzò la testa da alcune scartoffie.
    «mi dica.»
    «mi hanno chiamato circa mezz'ora fa,dicendomi di venire urgentemente qui.»
    «lei è la signorina...?»
    «Stolti Laura.»
    «è la figlia della signora Elisabetta Ferrini?»
    «sì,è mia madre,perchè?»
    «aspetti un minuto.»
    La signora si alzò ed entrò in uno stanzino.
    Mi girai verso Ila,le presi la mano e gliela strinsi.
    Sapevo che non dovevo aspettarmi nulla di buono.
    Mamma,che ti è successo?
    Uscì nuovamente,seguita da un medico. Un uomo alto,con i capelli un po' grigi,non molto corti.
    Occhi azzurri...e ancora il bianco.
    Il maledetto bianco.
    «è lei,dottor Umbri.»
    «Signorina Stolti?»
    «Sì? Mi dica.»
    «potrebbe seguirmi?»
    «sì certo.»
    Io e Ila,andammo dietro il dottore,che si girò e disse «è un parente lei?» indicando Ila.
    «sì,è mia cugina.»
    Sapevo benissimo di mentire,ma avevo bisogno di lei.
    Non potevo parlare con lui,da sola. Avevo bisogno di Ila,anche se non avrebbe detto nulla.
    «va bene,seguitemi.»
    Avevo come la sensazione che una montagna mi sarebbe caduta a dosso da un momento all'altro.

    Entrammo nei sotteranei.
    Brutto segnale.
    «potrei sapere come mai mi ha chiamata?»
    «dovrebbe riconoscere un corpo.»
    mi fermai,di colpo. «cosa? Di chi? E poi cosa c'entra mia madre?»
    «Stanotte,c'è stato un incidente sull'A1. Una macchina,probabilmente guidata da un ubriaco,è arrivata sulla macchina di sua madre,che è uscita dalla strada,finendo in un burrone.»
    «Come potete averne la certezza?»
    «il ragazzo che ha fatto la denuncia dell'incidente ci ha raccontato l'accaduto,sua madre,ha cercato di uscire dalla macchina,ma l'auto ha preso subito fuoco...e ci è molto difficile anche riconoscere il cadavere.»
    Mi accasciai a terra.
    Ecco,adesso sentivo il peso della montagna addosso.
    Mio padre,chi lo vedeva più?
    Ormai erano anni che viveva chissà dove con qualche ******a.
    Da dieci anni,se non di più,vivevo sola,con mia madre ed il suo compagno.
    Proprio in questi mesi,lui,è a New York per lavoro..anche se,per me,era solo una scusa.
    Sapevo,che non stavano più insieme. Anche se non lo avevano ufficializzato.

    Entrammo nell'obitorio.
    Nonostante,lo scenario raccapricciante,la riconobbi.
    Nonostante parte del corpo fosse carbonizzato.
    «è lei?»
    «Sì.» dissi,in lacrime.
    Era...morta.
    Mia madre,era morta.
    Dannazione.
    Adesso,tutti i miei problemi,tutto ciò che avevo ignorato,quello che avevo tentato di dimenticare in questi mesi,mi si rivoltava contro.
    Ila mi abbracciò.
    Scappai da lì,in lacrime. Presi l'uscita di emergenza.
    Scappai.
    Dovevo andare via,non potevo più stare in quel luogo.
    Ero sconvolta.
    Ila,mi raggiunse.
    Chiamai Pedro e gli altri,erano ancora tutti in saletta.

    Avevo bisogno di stare sola. Con me stessa e con i miei ricordi.
    Non volevo vedere nessuno.
    Volevo,solo ciò che non potevo avere.
    Un ultimo abbraccio,da parte sua.
    Un ultimo saluto,un ultimo consiglio.
    Volevo l'ultimo rimprovero,l'ultima lite.
    L'unica cosa che avevo ancora di lei,erano i suoi abiti.

    Arrivata a casa,aprì il suo armadio,presi un vestito e lo annusai.
    Ancora,il suo profumo riusciva a farmela sentire vicino.


    Commenti.
    Ultima modifica di A l l y*; 22-10-2010 alle 20:27

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