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  1. #1
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    Predefinito **...Siamo Stelle Che Firmano Il Blu...**

    Ciau ragazze!!! so che la maggior parte del forum non mi conosce ma visto che la mia ff sta per terminare e intanto quello con l'altra ragazza sta andando alla grando o ben pensato di vedere che ne pensate di questa ff che mi è venuta in mente di scrivere un paio di settimane fa giusto prima di ricominciare scuola! puntualizzo che questa non c'entra nulla con l'altra mia il seguito di quella la posterò appena finita la prima ^^
    io spero che vi piaccia altro non so che dirvi, forse e meglio che vi lascio alla lettura! baci!

    **...Siamo Stelle Che Firmano Il Blu...**



    Quell’anno frose avrei passato una delle estati più pazze che avrei mai immaginato ma ancora non lo sapevo…

    **Lei**
    Era il 10 giugno l’ultimo giorno di scuola quando mia madre mi svegliò presto per dirmi che lei e mio padre dovevano parlarmi, conoscevo benissimo la situazione economica della mia famiglia in quanto riuscivano a mandarmi a scuola a malapena ma lo facevano per il mio bene. Quando arrivai in cucina vestita e pronta per subire il mio ultimo giorno di scuola vidi mia madre e mio padre seri che non si parlavano minimamente e allora capii che c’era qualcosa che non andava.
    “tesoro vedi…” disse mia madre ma non riusciva proprio a dirmi ciò che voleva.
    “si??” i miei genitori si guardarono negli occhi e poi mio padre prese un grosso respiro.
    “quest’estate non la passerai a casa…” io non capivo quale fosse il problema ovviamente, io ero felice.
    “davvero?” esclamai contenta!
    “si… ti manderemo in un specie di vacanza studio-divertimento… però visto che non riusciamo a pagartelo abbiamo fatto un accordo con un signore di un locale della zona…” li capii perché erano giù, si sentivano impotenti visto che non potevano pagarmi questa vacanza.
    “si…”
    “beh vedi tu canterai in questo ristorante di lusso e loro ti pagheranno la mensilità alla vacanza!”
    “state dicendo sul serio??” i miei sapevano quale fosse il mio sogno, ed era proprio quello di cantare ovviamente non in un locale ma per cominciare mi sembrava il minimo ed ero contentissima!
    “si!” i miei erano ancora tristi fino a quando non urlai dalla felicità e corsi ad abbracciarli. Pochi giorni dopo sarebbe cominciata quella vacanza che prevedeva puro divertimento, o almeno così speravo fino a quando non vidi il volantino, si trattava di una di quelle vacanze per ricconi! Come sarei sopravvissuta in un branco di persone che la metà di esse non mi avrebbe sopportata per la mia situazione economica??

    **Lui**
    Finalmente la scuola era finita, quest’anno era stato distruttivo come non mai e anche se odiavo le vacanze dove i miei genitori erano soliti mandarmi durante i mesi estivi per non avermi tra i piedi quest’anno non vedevo l’ora di andarci, stare lontano dai litigi dei miei genitori sarebbe stata una liberazione e finalmente avrei passato del tempo come una ragazzo normale con tutti i miei amici.
    La gente continua a ripetermi che grazie ai miei genitori sono fortunato perché posso avere tutto, ma questo non è assolutamente vero non posso avere una vita da teenager come tutti gli altri, i miei piuttosto che mandarmi con qualche mio amico al bar mi portavano con loro alle loro noiosissime cene in quei luoghi lussuosissimi ristoranti dove la distanza tra una portata e l’altra era lunghissima e per un ragazzo di soli 17 anni era una noia mortale ma i miei genitori non lo capivano. A volte mi chiedo se mi abbiano avuto per sbaglio o cosa perché sembrano non interessarsi minimamente a ciò che voglio, l’unica cosa che mi hanno permesso di decidere è stato quando mi hanno chiesto che attività volevo fare durante il pomeriggio e io ho deciso batteria! Quella è stata la mia unica soddisfazione anche perché grazie ad essa riesco a sfogarmi il più delle volte.

  2. #2
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    Predefinito Re: **...Siamo Stelle Che Firmano Il Blu...**

    http://forum.teamworld.it/forum1743/...ml#post7424729

    questo è il link per i commenti grazie in anticipo ^^

  3. #3
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    Predefinito Re: **...Siamo Stelle Che Firmano Il Blu...**

    vi lascio un altro casppi adesso visto che domani non so se mi riesco a collegare! bacioni e grazie a tutte dei commenti!



    **Lei**
    Sotto le ruote di quella macchina i chilometri si consumavano verso quell’estate che non sapevo nemmeno io come definire, speravo solo che mi sarei divertita e che avrei fatto del mio meglio nel mio “lavoro”.
    Una volta arrivati a destinazione i miei genitori avevano fissato un appuntamento giusto per fare conoscenza con i proprietari del ristorante, quando lo vidi da fuori mi resi conto che non si trattava di uno di quei ristoranti che erano abbordabili da tutti ma solo da una certa rete sociale.
    Il proprietario era proprio simpatico e molto disponibile mi sembrava strano perché tutte le persone che avevo conosciuto fino quel momento che non avevano nessuno problema con i soldi erano persone insopportabile e criticavano tutti.
    Alla fine di quell’incontro avevo già ricevuto degli spartiti della maggior parte delle canzoni che avrei dovuto cantare affincata dalla moglie del proprietario che mi chiese di tornare nel ristorante appena mi fossi sistemata nella mia camera giusto per provare perché volevano mettermi a lavoro la sera stessa.
    “sembrano simpatici!” dissi appena uscita dal ristorante.
    “certo ma ricordati non dare mai del tu ai signori!”
    “si mamma!” odiavo quando mi faceva delle raccomandazioni del genere sembrava che avessi ancora 10 anni.
    Pochi minuti dopo a piedi entrammo in quello che doveva essere il dormitorio. Entrammo dalla porta principale e mi meravigliai nel vedere quelle scale difronte a me che portavano a un primo piano di stanze e agli ascensori.
    “buongiorno!” disse una ragazza che avrà avuto pressochè 28 anni che doveva essere una di quelle ragazze che ci avrebbe fatto una delle attività.
    “buongiorno!”
    “cognome prego!”
    Dissi il mio cognome e mi accompagnò alla mia stanza, non sembrava molto socievole ma forse non le piaceva molto il suo lavoro. Così lasciai perdere e appena mi aprì la porta a mi lasciò le chiavi guardai esterefatta la stanza che si aprì di fronte a me. Era spaziosissima e sembrava la stanza di un hotel a 5 stelle era esagerato per una ragazza come me. I miei dopo avermi fatto un po’ di comagnia nel “dormitorio” mi riaccompagnarono verso il ristorante per poi lasciarmi al mio destino di quei tre mesi successivi.

    **Lui**
    Era ormai il giorno della partenza e le mie valigie erano ormai pronte da un paio di ore, mentre i miei non erano ancora a casa. Come loro solito si erano dimenticati di me.
    “tesoro che stai face…” disse mia mamma vedendomi all’entrata con le valigie, per poi ricordarsi che giorno fosse.
    “siamo tardi vero??” chiese poi mio padre, raccogliendo le valigie per metterle in macchina, e così di fretta e furia mi accompagnarono nel centro vacanze dove avrei passato l’ennesima estate.
    Quando arrivammo lasciai le veligie nella mia stanza che ogni anno era la stessa perché ormai i miei l’avevano comprata e ci avevano già fatto mettere dentro una batteria perché sapevano che non riuscivo a stare senza.
    Dopo di che mi trascinarono a cena in un locale li vicino ovviamente il classico locale dalle mille portate sbuffai appena vidi di che locale si trattasse era ormai la routine di ogni anno cenare li e mi ero stufato. Io non vedevo l’ora del party di apertura di quelle vacanze che prevedeva serata nella saletta fatta a discoteca e di vedere di nuovo i miei amici per incominciare il divertimento.
    Entrammo nel locale e il proprietario ci fa accomodare in fondo la sala in un tavolino e ci lascia i menù per decidere che ordinare intanto nella sala si diffonde il suono di un piano che intona le note di una canzone stupenda e classica dei locali così, e poi una voce. Alzo gli occhi e vedo una ragazza con un vestitino estivo nero che canta con quel microfono tra le mani e non riesco a non pensare che ha una bellissima voce. I miei si accorgono che la sto guardando e mi dstraggono subito.
    “Danilo tesoro avrà di sicuro più anni di te!”
    “tua madre ha ragione! Lasciala perdere!” io annuì ma a me non sembrava avere tutti gli anni che le davano i miei.
    Ovviamente tutta la gente che cenava non faceva gran caso a lei era come se servisse soltanto per fare un po’ di confusione e nient’altro.

  4. #4
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    Predefinito Re: **...Siamo Stelle Che Firmano Il Blu...**

    e vi lascio sto cappi prima di andare a coro e vedere se ho ancora mal di gola! XD spero vi piaccia e sono contenta di essermi riuscita a collegare!! sta sera quando torno sul pc per cui dopo le 21.30 spero di trovare tanti commentini *_* vi voglio bene!


    **Lei**

    Ormai avevo cominciato a cantare da una ventina di minuti appure sembrava che nessuno mi ascoltasse, forse era ovvio ma intanto io mi divertivo e cercavo di metterci sempre più emozioni nei brani per far sentire la mia bravura.
    Un ragazzino dal fondo della sala continuava a fissarmi come se mi stesse facendo le analisi con i raggi laser, non capivo che cos’avessi di così strano così gli voltai le spalle e continuai a cantare facendo finta di niente anche se il suo sguardo su di me pesava, pesava davvero troppo, mi sentivo osservata nei minimi dettagli, movimenti e cose che facevo. Per fortuna quella tortura non durò a lungo perché circa un’ora dopo, se ne stava andando con i suoi genitori erano quasi le 10 quando se ne andò e io mi sentii sollevata, e riuscì a cantare fino la fine della serata tranquillamente senza altri osservatori, e per mezzanotte e mezza riuscii ad entrare nel dormitorio e senza fare molto rumore per mettermi a dormire distrutta dal viaggio.

    **Lui**
    Alle 10 finalmente uscii da quel locale e andai verso i dormitori e verso la festa che mi aspettava. Mandai dei messaggi ai miei amici per informarli che stavo arrivando come ogni anno in ritardo perché la festa cominciava alle 9. Una volta davanti la porta della sala mi vidi venire in contro loro quei pazzi dei miei amici che se fosse stato per noi non saremmo mai stati figli di persone che ci impediscono di fare ciò che vogliamo perché noi volevamo essere fuori regola.
    “ciao ragazzi!”
    “ciao Dani!”
    “solita cena coi tuoi?” mi chiese Ste facendo roteare gli occhi.
    “certo che credevi?”
    “ti vedeva già mentre rimorchiavi una!” commentò così Ka quella domanda di Ste.
    “eeeeeeee si Ste, cosa ancora?? Dovevo portarmela già a letto?” chiesi mettendomi a ridere.
    “ma per me potevi anche farlo!” Disse Ste come offeso.
    “ma dai dai! Sai che non sono tipo!”
    “potresti sempre cambiare!” e gli fece la linguaccia.
    “Pedro cos’è sto silenzio?”
    “a niente niente tranquillo come il solito Omar durante il viaggio non mi ha lasciato un attimo in pace e mi ha distrutto!”
    “ma tuo fratello quanti anni ha 2?”
    “no Dani ti ricordo che è più grande di noi!”
    “ma guarda che lo so! Scemo!” gli dissi tirandogli una botta sulla spalla.
    “dai ragazzi torniamo dentro a guardare un po’ la fauna femminile!”
    “steee!!!”
    “che c’è ne ho bisogno!”
    “il solito!” risposero gli altri in coro.
    E così passò la serata tra balli e cavolate dette tra amici. Mi mancavano quelle cavolate che a scuola non potevamo dire.

  5. #5
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    Predefinito Re: **...Siamo Stelle Che Firmano Il Blu...**

    **Lei**

    La mattina dopo mi svegliai stiracchiandomi e quando aprii gli occhi, sbattei le palpebre mi ero dimenticata che ero li. Il sole entrava dalla finestra e si infrangeva sui mobili e su tutto in quella stanza, così presi in mano un orologio e quando vidi l’ora mi resi conto che era tardi. No anzi tardissimo.
    Mi vestii in fretta e furia e mi sistemai i capelli ovviamente non feci molto caso a che cosa indossai, un paio di jeans e una maglietta qualunque, mi avrebbero di sicuro etichettato dal primo giorno ma non mi importava molto. Presi l’ascensore e appena arrivata al piano terra corsi a caso alla ricerca di quella che doveva essere la mia specie di “classe”. Quella mattina come prima attività avremmo dovuto avere una sorta di lezione di inglese che da quello che mi avevano detto ci avrebbero fatto vedere film su film in inglese. Così una volta trovata una porta con scritto stanza audiovisivi bussai ed entrai.
    “buongiorno!” sussurrai ormai senza fiato, l’educatrice mi guardò squadrandomi dall’alto al basso per poi dirmi: “sei Tania vero???” io annuì “cerchi già di farti riconoscere il primo giorno???” disse alterata “siediti e guarda il film come i tuo compagni di gruppo.”
    Ovviamente tutte le ragazze già sedute commentavano il mio arrivo parlandosi all’orecchia l’una con l’altra cercando di non farsi vedere che sparlavano già di me. Mi girai un attimo alla ricerca di una sedia libera e girandomi notai il ragazzo della sera precedente lui mi guardò intensamente negli occhi e così mi sedetti subito davanti di lui in modo da mostrargli la schiena e non farmi guardare ancora, speravo assolutamente che non mi riconoscesse.

    **Lui**
    Dopo colazione come ogni anno ci divisero in gruppi i quali sarebbero stati le nostre classi, cioè la gente con cui avremmo condiviso i successivi 3 mesi. Una volta divisi l’educatrice che teneva il mio gruppo ci portò in sala audiovisivi tanto per cominciare già con l’annoiamento totale uno di quei soliti film pallosi in inglese che ormai io e i miei amici sapevamo a memoria e che non sopportavamo. Noi 4, i ragazzi più svegli del gruppo, aspettavamo con ansia che succedesse qualcosa, che cambiasse la solita routine della giornata, e già il fatto che una ragazza mancasse all’appello era strano, di solito erano sempre le più puntuali per apparire come delle brave ragazze. E infatti non aspettavamo altro che quella ragazza entrasse dalla porta anche perché il suo nome non l’avevamo mai sentito doveva essere nuova di quest’anno, e quando si parlava di nuove arrivate per di più della nostra età per noi veterani era momento di rizzare le orecchie e di aguzzare gli occhi.
    Dopo una buona mezzora che eravamo li ormai, si sentii bussare alla porta e sia noi 4 che l’educatrice ci girammo istintivamente verso la porta per poi veder apparire quella ragazza che disse un flebile “buongiorno” per poi poter respirare, si doveva aver girato tutto il campus correndo, ma come gli era venuto in mente?? Ma che dovevamo aspettarci da una novellina?? Di sicuro niente di intelligente.
    La osservammo tutto il tempo mentre la prof la rimproverò e gli disse di sedersi, lei si girò controllò dove fosse una sedia libera e guardandola negli occhi ebbi la sensazione di averla già vista ma non mi ricordavo assolutamente dove. Alla fine lei si sedette precisamente davanti di me e continuai a guardarla, ispezionando i capelli, ma non ricordavo dove l’avessi già vista.
    “hei, hei!” mi chiamava bisbigliando Ka accanto a me.
    “che c’è?” gli risposi cercando di non farmi vedere dalla professoressa, che era molto femminista.
    “ti piace e??”
    “di che stai parlando??”
    “della nuova arrivata!”
    “ma no! Sei pazzo!”
    “perché secondo me e Ste è una bella fi*a!”
    “figuriamoci se non doveva esserlo… comunque mi sembra di averla già vista!”
    “e tu vedi una **** così e non ci dici nulla!” si intromise Ste
    “ma non sono sicuro!” dissi scrutandola ancora un attimo dalla mia posizione.
    “Pe che dice??” mi chiese ancora Ste.
    “non lo so…”
    “chiediglielo no?”
    “ok…” mi girai verso Pedro che era seduto all’altro mio fianco “Pe!! Ka e Ste vogliono sapere che pensi della nuova!”
    “non è male!” disse Pe guardandola anche lui.
    “secondo loro è una bella fi*a!”
    “e secondo te?” mi chiese lui.
    “è carina…”
    “mmmm… ok…” mi girai di nuovo verso gli altri due.
    “dice che non è male!”
    “strano che diciamo tutti che è bella non è da noi!”
    “signorino Carmine invece di distrarre i tuoi compagni vorresti seguire la visione del film!” lo rimproverò l’educatrice, e in quel momento la ragazza si voltò verso di lui, forse per memorizzare il nome, ma poi subito riportò lo sguardo sul quello schermo di fronte a lei.

  6. #6
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    Predefinito Re: **...Siamo Stelle Che Firmano Il Blu...**

    **Lei**
    I ragazzi dietro di me parlavamo a bassa voce tra di loro ma non capivo che cosa si dicessero, e così cercai di concentrarmi sul film che avevo già visto in italiano per fortuna. Ad un tratto però l’educatrice richiamò uno dei ragazzi seduti dietro di me chiamandolo “Carmine” che nome buffo, non era di sicuro delle mie parti, così decisi di vedere chi fosse e mi girai verso i ragazzi solo per un istante per verificare chi si chiamasse così. Era un ragazzo con degli occhi bellissimi che probabilmente avevano già conquistato molti cuori e ne avrebbero conquistati altri. Riportai immediatamente gli occhi allo schermo per non farmi guardare un attimo di più da quei ragazzi. Almeno loro si conoscevano, mentre io non conoscevo nessuno e per di più dovevo tenermi dentro un segreto che era quello che io cantassi nel locale poco distante dal dormitorio.
    Una volta che il film finì non vedevo l’ora di uscire da quella stanza perché mi ero annoiata a morte! Non credevo che ci avrebbero praticamente fare lezione!
    “ecco ragazzi ora vorrei che uno di voi riassumesse il film! In inglese ovviamente…” disse l’educatrice tranquilla, io strabuzzai gli occhi chiedendomi come non fosse già finita quell’attività volevo assolutamente fare altro! Non ne potevo più di stare seduta li a non fare niente!
    Alla fine nessuno si offrì per riassumere il film così l’educatrice, pensò un attimo e poi chiamò il mio nome, io inizialmente non sapevo da dove iniziare, sapevo che l’aveva fatto solo per il semplice fatto che mi ero persa l’inizio così ad un tratto visto che non rispondevo disse: “bene vedo che sei stata molto attenta! Qualcun altro se la sente?”
    E così in quel momento per fargliela vedere cominciai tranquillamente a riassumere il film in inglese ovviamente con qualche difficoltà, lei mi guardò e ci rimase male, io invece ero contenta per averla fregata.
    Intanto i quattro ragazzi che erano seduti dietro di me stavano zitti fino a che l’educatrice non ci disse che potevamo andarci a cambiare con una tuta da ginnastica visto che ci avrebbe fatto giocare a qualcosa.
    Io uscii dalla stanza tranquillamente e una volta arrivata in camera mi buttai sul letto. Era già cominciata male! Mi ero svegliata in ritardo, avevo fatto la figura dell’idiota e per di più la nostra educatrice ce l’aveva già con me!

    **Lui**
    Mi incamminai verso la mia stanza con i miei amici visto che anche loro avevano la stanza nello stesso corridoio, e ripensai a quella ragazza era ormai ovvio che non conoscesse nessuno del nostro gruppo e mi aveva preso alla sprovvista che era riuscita a mettergliela in quel posto a quella stupida di educatrice che ci ritrovavamo!
    Ero talmente assolto nei miei pensieri che quando Ste mi fece una domande Ka mi diede un pugno sulla spalla per attirare la mia attenzione.
    “si??”
    “ti ho chiesto se sai se anche quest’anno c’è Max?” mi richiese guardandomi.
    “veramente no non lo so… e spero sinceramente di no! Perché mi sono stufato dei casini che tira fuori!” dissi guardando Ste, per poi riportare gli occhi dritto davanti a me e vederlo che mi veniva incontro.
    “parlavate di me?” chiese con quel sorriso da stupido che nessuno di noi sopportava.
    “no! Di fatti nostri!” rispose Ste un po’ già sulla difensiva. E aveva ragione ormai era anni che combinava disastri e passava sempre la colpa ad uno di noi, per non parlare di come trattava le ragazze che poi non avevano nemmeno il coraggio di dire alle educatrici che cosa fosse successo se le trovavano mentre piangevano.
    “si si va bene! Ciao.”
    “Ciao sfigato” disse tra se e se Ka e per fortuna lui non sentii.
    Finalmente eravamo arrivati nel corridoio delle nostre camere e così ci salutammo per poi ritrovarci pochi minuti dopo fuori sempre in corridoio pronti per andare a stracciare gli altri ragazzi a calcetto, anche se io non ero molto d’accordo sul fatto di giocare a calcio, visto che non mi diceva niente e non mi facevo nemmeno passare la palla.

  7. #7
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    Predefinito Re: **...Siamo Stelle Che Firmano Il Blu...**

    **Lei**
    Mi preparai velocemente per non rischiare di presentarmi nuovamente in ritardo.
    Scesi e uscii per dirigermi nel campetto dove li avremmo giocato chissà a cosa.
    “ci siamo tutti?” chiese l’educatrice contando il nostro gruppo. Per poi decidere che eravamo al completo per poi avvisarci che ci avrebbe diviso in 3 squadre da 5 per farci a giocare a calcio visto che i maschi erano in maggioranza.
    I quattro ragazzi mi guardavano e visto che io ero una delle poche a non essere ancora scelta nelle squadre e loro 4 erano insieme stavano discutendo se prendere me o l’altra ragazza che come me aspettava il verdetto.
    Intanto io notai com’erano vestite tutte le altre ragazze, pantaloncini cortissimi e maglietta attillata, io avevo un paio di pantaloncini che mi arrivavano a metà coscia con una maglia in cui sarei potuta stare due o tre volte dentro.
    “la ragazza con la maglia bianca!” disse uno dei quattro ragazzi indicandomi. Io mi guardai in giro e capii che intendevano proprio me. Così mi avvicinai a loro con calma, per poi essere assalita da loro che cercavano di presentarsi.
    “ciao io sono Ste”mi dichiarò il ragazzo che mi aveva indicato, e poi mi porse la mano io la strinsi e dissi il mio nome.
    “ciao io sono Ka!” disse il ragazzo che poche ore prima era stato richiamato dall’educatrice.
    “io sono Pedro” disse il ragazzo riccio che mi dava l’impressione di essere piuttosto stanco, e poi l’ultimo il ragazzo che mi aveva sentito cantare.
    “io sono Dani, piacere!” mi strinse la mano e mi sorrise.
    “bene tu sai giocare a calcio?” mi chiese Ste come se si domandasse se rischiavo di farli perdere o no.
    “mah… si ma non tantissimo…” risposi intimidita.
    “ok vedremo appena iniziamo a giocare!” mi rispose lui sorridendomi.
    L’educatrice si avvicinò a noi per avvertirci che avremmo giocato noi la prima partita, contro la squadra formata da due ragazze e tre ragazzi.
    “dai ragazzi facciamogli vedere chi siamo!” disse Pedro.
    Così ci posizionammo in campo, lasciarono Dani in porta, me e Ka in difesa e Ste e Pedro si misero in attacco tranquilli.
    Suonò il calcio di inizio e da li iniziò quella partita, Ste e Pedro se la cavavano davvero bene.
    Io cercavo di difendere il meglio possibile, infatti stavo giocando meglio del solito.

    **Lui**
    Quando i miei amici decisero di scegliere la ragazza nuova io non commentai perché non sapevo riconoscere una brava giocatrice solo guardandola, così lasciai quella parte ai due intenditori. Quando venne verso di noi e si presentò mi sembrava sempre di più ad una persona che avevo visto da qualche parte ma dove?
    Pochi minuti dopo iniziammo a giocare, i ragazzi mi misero in porta anche se sapevo di essere negato anche in quel ruolo, mentre Tania in difesa non era sta gran frana come lo erano la maggior parte delle altre ragazze, infatti Ste quando la vedeva fare delle cose giuste le sorrideva.
    Quella prima partita finì con la nostra vittoria per 5 a 3. Ste mi aveva ripreso ogni volta che mi ero lasciato fare goal, ma che voleva da me sapeva benissimo che io non ne ero per niente capace, e che si sarebbe dovuto accontentare.
    L’altra partita andò meglio vincemmo per 7 a 3 era incredibile come Tania riuscisse a difendere alcuni palloni. Alla fine di quelle partite ormai si era avvicinata l’ora di pranzo, così l’educatrice dopo averci fatto i complimenti ci lasciò liberi per andarci a fare una doccia per poi ripresentarci in sala da pranzo per pranzare con tutti gli altri gruppi.
    “complimenti Tania!” disse Ste avvicinandosi alla ragazza.
    “grazie..” disse abbassando lo sguardo come se si vergognasse.
    “davvero brava! Dissero poi insieme Pedro e Ka. Lei disse un altro flebile Grazie per poi farci una domanda: “scusate ma sapete mica che ore sono?”
    “si…12.20..” dissi io dopo aver controllato l’orologio.
    “o grazie, scusate ragazzi ma devo scappare!” disse per poi correre via verso i dormitori.

  8. #8
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    Predefinito Re: **...Siamo Stelle Che Firmano Il Blu...**

    **Lei**
    Quando Dani mi disse l’ora ricordai che dovevo andare a lavorare, ed ero già in ritardo di 20 minuti. Così corsi in camera e feci la doccia più veloce che avessi mai fatto, svelta recuperai il vestito che era dentro il porta vestiti, e uscii rapidamente dalla mia stanza. E appena uscita andai a sbattere contro qualcuno.
    “hei dove vai?” mi disse una delle voci di poco prima.
    “tutta di corsa??” chiese un’altra, alzai gli occhi, ero finita addosso a Ste, il quale mi fissava.
    “si scusate devo scappare sono in ritardo!” dissi smarcandomi e correndo fuori dal dormitorio diretta al ristorante. Non potevo di certo dirgli dov’ero diretta no??
    Mi sembrava già strano che Dani non mi avesse ancora riconosciuto, sinceramente speravo che non si ricordasse mai di quella sera, almeno non sarei stata una bugiarda, anche se sapevo benissimo che il comportamento che avevo appena avuto con loro li avrebbe fatti insospettire.

    **Lui**
    “ma che??” disse Ste che come tutti noi c’era rimasto male, poi ci voltammo per vedere dove stesse correndo.
    “ma secondo voi dove andava cos’ di corsa con un porta abiti in mano?” chiesi io, anche se sapevo già la risposta visto che la conoscevamo da pochissimo, e non potevamo farci gli affaracci suoi no??
    “bu che vuoi che ne sappiamo noi Dani!” mi rispose Ste schietto entrando in camera sua.
    “ha ragione Ka… anche se a me piacerebbe sapere dov’è andata ho fame, per cui mi faccio una doccia e vado a pranzo!” e così anche lui entrò nella sua stanza.
    “Dani vado anche io, che spero di trovare un posto decente a pranzo almeno il primo giorno!” e così sparì anche Ste, io rimasi li ancora qualche secondo, e poi entrai in camera domandandomi, che aveva quella ragazza che mi faceva talmente rinc*glionire!
    Mi misi sotto la doccia una volta entrato e spogliato, e più cercavo di non pensare alla ragazza più mi tornava in mente come un’ossesione!
    Una volta uscito dalla doccia cercai qualcosa nella valigia ancora integra perché la sera precendente non avevo voluto disfarla! Alla fine recuperai un paio di jeans e una maglietta,e appena uscii dalla mia stanza incontrai Max!
    “o ciao!” disse lui con un aria da strafott*nte.
    “ciao!” risposi io solo per gentilezza e poi cominciai a dirigermi verso le scale, ma lui mi bloccò prendendomi per una spalla: “che c’è?”
    “molto carina la vostra amica!”
    “come scusa?”
    “la ragazza che giocava con voi in squadra a calcio prima, direi che sarebbe da farci un pensierino non credi anche tu?”
    “è una bella ragazza punto! E tu vedi di starle alla larga!”
    “perché tu non la conosci nemmeno!”
    “no però so come tratti le ragazze!”
    “perché come le tratto?”
    “lasciamo perdere è meglio che vada!” dissi liberandomi dalla presa e andando via senza voltarmi mentre lui mi diceva: “se era un’offesa questa vedrai che la pagherai e anche bene!”
    “sapevo che era capace di farlo in qualsiasi modo e momento, ma in quel momento me ne fregava poco e niente.
    Una volta arrivato in sala da pranzo vidi i miei amici e dopo aver preso il pranzo, mi diressi verso il tavolo che avevano scelto, intanto mi guardavo in giro per vedere se ci fosse anche lei in giro, ma non la vedevo. Era come sparita!
    “Dani che è successo??”
    “c’hai una faccia!”
    “niente ragazzi solita litigata con Max!”
    “che voleva questa volta???”
    “ha commentato la nuova ragazza, Tania…”
    “a e che ha detto?”
    “cosa vuoi che abbia detto??”
    “il solito?”
    “si che lui ci farebbe un pensierino!”
    “vuole portarsela a letto?”
    “si praticamente…”
    “evvai!”
    “già bisogna farla stare alla larga da quel maniaco!”

  9. #9
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    Predefinito Re: **...Siamo Stelle Che Firmano Il Blu...**

    **Lei**
    “sei in ritardo!” mi disse il porprietario del locale una volta arrivata al ristorante.
    “mi scusi!” dissi senza fiato come la mattina.
    “dai che sc herzavo! C’è mia moglie che ti aspetta al piano vai a cambairti!” sorrisi perché rimasi spiazzata dalla gentilezza che aveva avuto nel parlarmi, i proprietari del ristorante erano proprio delle brave persone.
    Mi andai a cambiare velocemente, e indossai un vestitino rosso e un paio di sandali col tacco, cercai di sistemare i capelli il meglio possibile anche se non sarebbero granchè visto che avevo appena finito di giocare a calcio.
    Una volta uscita dal retro vestita com’ero alcuni signori seduti ad un tavolo si voltarono a guardarmi, mi avvicinai alla moglie del proprietario, che mi aveva chiesto gentilmente di chiamarla Rosy, per aspettare che concludesse quella canzone e per poi decidere insieme con che partire.
    “hai scaldato un po’ la voce?” mi chiese al quanto preoccupata vedendo che ero ancora un po’ affaticata dalla corsa.
    “veramente no…”
    “ok allora partiamo con qualcosa di semplice, così la scaldi un po’! che ne dici di questa??” e mi mostrò gli spartiti della canzone con la quale voleva partire io annuì pensando alle parole che mi ricordavo perfettamente.
    Le note di quella canzone iniziarono in quell’enorme sala per espandersi con la stessa leggerezza con cui veniva fuori dal pianoforte e dalle mie labbra. Qualche incertezza mi fece notare che avevo fatto male a non scaldare la voce.
    Una volta finito quel brano dal tavolo dei signori che prima si erano girati a guardarmi applaudirono alcuni per farmi i complimenti io ringraziai abbassando leggermente la testa .

    **Lui**
    Eravamo a pranzo tranquilli beatamente, quando l’educatrice ci si avvicinò e ci avvertì che ci avrebbe portato anche in spiaggia-
    “potete avvertire anche Tania?”
    “certo!” rispondemmo, per poi aspettare che si allontanasse e chiederci tutti nello stesso momento: “che cosa sa lei?”
    Ovviamente l’educatrice sapeva dove fosse andata la ragazza, ma ovviamente non potevamo andare la e chiederglielo, ci avrebbe dato dei ficcanaso! Così evitammo e cercammo di toglierci la curiosità trovando altri argomenti per tutto il resto del pranzo, tornammo velocemente verso il corridoio delle camere.
    “secondo voi Tania è in camera???” chiesi io ricordando ciò che ci aveva detto l’educatrice.
    “bu…. Prova a bussare!!” mi rispose Ste mentre gli altri si erano già rifugiati nelle loro camere per cambiarsi. Provai a bussare una, due, tre volte…. Ma non rispondeva. La provai a chiamare per nome, me nemmeno così sembrava dare segni di vita, controllai l’orologio segnava le 13.40, se mi fossi soffermato ancora li sarei arrivato in ritardo.
    “che dici se le infiliamo un foglio sotto la porta????” chiesi a Ste che intanto stava cercando ad un rimedio.
    “beh non sarebbe una brutta idea provare mal che vada non lo legge e non ci raggiunge si fa tutto il pomeriggio in camera!”
    “si hai ragione!” andai in camera e presi un pezzo di carta e sopra ci scrissi: “ciao noi siamo in spiaggia. Ciao Dani!” glielo infilai sotto la porta velocemente e poi corsi diretto in camera perché rischiavamo davvero di fare tardi.
    “certo che ce ne avete messo di tempo!” ci dissero Pe e Ka una volta usciti dalle nostre stanze.
    “vacci piano noi abbiamo anche dovuto pensare a come avvisare Tania!”
    “aa si dimenticavo! Chissà che fatica!” ribattè Ka tanto per fare il simpaticone.
    “Ka ma vaf*******!” gli rispose Ste diretto come sempre!
    “ci sono già stato e sono anche già tornato!”
    “a davvero? Com’è?”
    “mah… un bel posto direi! Devi sempre rompere le p*lle per arrivarci! Non è difficile!”
    “me ne sono accorto” dissi io notando che discussione insulsa stavano facendo.
    “appunto andiamo dai!” disse Pe spintonando me e tirando delle sberle agli altri, tanto per dirci datevi una mossa.

  10. #10
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    Predefinito Re: **...Siamo Stelle Che Firmano Il Blu...**

    **Lei**

    Una volta finito il mio turno i proprietari del locale mi offrirono il pranzo li ringrazia mentre mangaivamo insieme quel piatto di tortellini.
    Una volta finito recuperai tutte le mie cose e mi diressi verso il dormitorio. Aprii la porta della mia stanza e entrando sentii che avevo calpestato qualcosa così abbassai lo sguardo e notai quel biglietti che era sotto le mie scarpe. Lo raccolsi e lo lessi.
    Che bell’idea avevano avuto per avvisarmi in quella maniera!
    Così mi cambiai e mi diressi da sola verso la spiaggia, anche se non ero sicura da che parte fossero, e così andai a caso alla ricerca del mio gruppo. Passeggiai per un po’ lungo la battigia,tevevo le scarpe da ginnastica con una mano e passeggiavo lasciando che i miei piedi si bagneassero mentro guardavo il sole e la gente. Ad un tratto sentiii qualcuno correre dietro di me.
    “Tania!” mi voltai e il ragazzo era li di fronte di me piegato che cercava di riprendere fiato.
    “ciao!” dissi io, per cercare di dargli il tempo di riprendere fiato.
    “non ci hai visti?” disse poi.
    “veramente no, devo essere stata troppo assorta nei miei pensieri…”
    “a vabbè… l’educatrice ha detto se vieni la che ora faremmo qualcosa…”
    “ah… em certo…”
    Dani rimase li a guardarmi, che stava aspettando?? Così cominciai a camminare nella direzione da dove lui sembrava essere venuto e così camminammo per alcuni minuti sulla b attigia insieme.
    “come mai prima eri tutta di corsa??” mi chiese poi, io non sapevo che dire, dovevo di sicuro dirgli una bugia ma quale??
    “sono dovuta andare a fare un lavoretto per la nostra educatrice…”
    “ah! Ma sei riuscita a pranzare qualcosa?”
    “si si non preoccuparti!”
    “ok…”
    E in quel momento arrivammo nel nostro gruppo per poi sentire che voleva farci fare la nostra educatrice, che sembrava entusiasta di ciò che ci stava per dire.

    **Lui**
    Camminare da solo con lei per quei pochi minuti aveva suscitato qualcosa in me, ovviamente non volevo crederci dato che la conoscevo da pochissimo, era anche assolutamente impossibile.
    L’educatrice ci fece avvicinare a lei e ci disse: “bene, ora giocaremo a pallavolo pensavo con le squadre dell’altro giorno che dite?”
    “va bene!” si sentii il coretto, alcune ragazze già erano preoccupate per le loro unghie, chissà per quale motivo, alla fine un’unghia ricresce no?
    Dopo che l’educatrice ci disse così Tania si avvicinò a noi e Ste le disse: “spero tu sia brava in pallavolo?”
    “ma che prendi in giro?” rispose lei prima seria per poi scoppaire a ridere.
    “ma certo che so giocare! Giocavo fino 3 anni fa!”
    “ma sei arrugginita!”
    “ma che! Basta che mi scaldi un pochino e che uno di voi mi alzi dei palloni decenti!”
    “ah allora non contare su di me!” dissi io sapendo di essere negato anche a pallavolo.
    “va bene! Comunque non chiedo granchè no?” e si mise a ridere, il suo sorriso era semplicemnte solare non l’avevo mai vista ridere così di gusto e tranquillamente .
    Cominciammo a giocare e lei se la cavava davvero motlo bene ad un tratto si buttò sulla sabbia a recuperare una palla che ci mancava pochissimo prima che cadesse, e finì di la, una volta caduta la palla nel campo avversarsio io e i ragazzi ci girammo verso di lei, e la trovammo già impiedi che cercava di ripulirsi dalla sabbia che le ricopriva tutto il corpo compreso di maglietta e pantaloncini.
    “ti sei fatta male?” chiesi con un tono preoccupato che non sapevo da dove mi venisse.
    “no tranquillo sulla sabbia non ci si fa niente!”
    “a ok!”
    Mi sorrise e mi disse di stare attento perché intanto Ka aveva già battuto la palla seguente e stava già tornando nel nostro campo, lei mi spinse poco più in la delicatamente per evitare che la palla mi arrivasse dritta in faccia.
    “scusa!” disse cercando di guardarmi ma tenendo sempre un occhio sulla palla.
    “tranquilla anzi grazie!” risposi come incredulo.
    “di niente!” e mi sorrise un’altra volta, quel pomeriggio sembrava davvero contenta e serena.
    Una volta finite le partite ormai si avvicinava l’ora di cena e così l’educatrice ci lasciò li.
    “ma quanto adoro questa ragazza!” disse Ste abbracciandola da dietro. Beh ovvio come negarglielo avevamo vinto di nuovo.
    “Ste non esagerare!” disse arrossendo appena, solo che forse non immaginava cosa aveva organizzato Ste con Ka. Ste fece un segno strano con la testa e vidi Ka fare quel sorrisetto da ragazzo un po’ troppo furbetto. Si mise davanti ai due ragazzi ancora abbracciati e prese Tania per i piedi riuscendo a farle scivolare le ciabatte dai piedi, mentre Ste la stava tenendo da sotto le braccia, la tirarono su di peso, e si avvicinarono all’acqua.
    “eh no dai ragazzi che state facendo??” chiese lei sembrava tranquilla a differenza di tutte le ragazze a cui l’avevano fatto prima. Loro non le rispondevano.
    “Pedro Dani non è che potreste dire ai vostri amici che mi mettano giù devo scappare assolutamente!!”
    Pedro alza le mani dicendogli: “ah! Non contare su di me!” disse per poi scoppiare a ridere. E quando io stavo per irspondere ormai era già troppo tardi i ragazzi erano arrivati ad un livello d’acqua abbastanza alto perché lei non si facesse male, e la mollarono in acqua. Io intanto mi ero avvicinato a loro, ci mettemmo a ridere ma i ragazzi nel frattempo tornarono a riva mentre io, forse dovevo aspettarmelo, sarei dovuto stare attento, non avrei avuto ridere. Perché poco dopo le sue mani bagnate mi presero per le spalle e facendosi aiutare con un piede, per farmi una specie di sgambetto mi buttò in acqua.

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