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  1. #1
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    Predefinito L'amore è la cosa più paradossale del mondo;

    Spero di non essere ripetitiva,ho poche cose da dire.
    E' tornata l'estate,e dentro avevo voglia di scrivere una nuova Fan Fiction. Prima di postarla,ammetto di averci pensato su molto tempo,e ad essere sincera avevo quasi paura. Il titolo,come potete ben leggere,è una citazione di Ka che mi ha colpito particolarmente. Leggendo tutta la 'storia' noterete che vari episodi,frasi,e situazioni sono state realmente vissute dal protagonista. Bene,lascio spazio ai capitoli che seguiranno,e spero vivamente che vi possano piacere,ci tengo particolarmente.
    Beatrice;



    L'amore è la cosa più paradossale del mondo.
    Il tempo di un minuto



    Introduzione

    “Ci sono sere in cui mi chiedo dove vanno a finire i sogni. Perché ci sono quelli che riescono a realizzarsi, e quelli che rimangono solo sogni. Dicono che sono proprio quelli che resteranno dentro di noi per sempre, ma io non ci credo. Niente è per sempre. I sogni poi, con il passare incessante del tempo, dei mesi, degli anni, di una vita, sono destinati a scomparire. A sfumarsi lentamente, dolcemente, lasciando solamente un ricordo lontano, sbiadito, di quei giorni in cui credevi che un giorno saresti riuscito a raggiungerlo.
    C'è un tempo per sognare. E' quel tempo che sembra bello, all'apparenza. Perché se qualcuno va a vedere veramente ciò che di nascosto c'è dietro, vedrebbe solo un'immensità di illusione, che a volte ci conducono verso delusioni.
    Ma poi ci sono quei sogni, nei quali speri di vivere in futuro. Sono proprio quelli che ti danno la forza di andare avanti, la spinta per andare oltre a ciò che si conosce, quelli che in cui credi con tutto te stesso, e cerchi di crederci anche quando vedi che tutto intorno si sgretola. Quel mondo che ti sei creato a fatica, credendo in quel sogno.
    Di aspetti positivi ce ne sono.
    Quando trovi le persone giuste, con le quali vivere quel sogno, tutto diventa più facile. Diventa tutto migliore, perché sai che accanto troverai sempre chi crede in te e in quello che sogni. Perché sono quelle persone che ti cambiano la vita. Sono quelle persone a cui doneresti tutto te stesso.
    Ma devi stare sempre attento a tutto ciò che ti circonda, perché a volte il destino non gioca benissimo le sue carte, e ti pone davanti situazione che mai avresti immaginato di vivere.
    E se io non avessi creduto in quel sogno, tanti anni fa?
    Non avrei mai saputo cosa significa essere acclamato, non avrei mai immaginato come ci si sente a suonare su un palco, vedere più di cento mila persone in una sola sera, lì per te. Per me. Io che non sono mai stato nessuno, mai lo sarò. Ma forse per qualcuno lo sono stato. Chissà se in quegli anni passati a scrivere canzoni sono cresciuti con me tutti quei ragazzi, loro che mi davano la voglia di continuare a suonare, a cantare, a scrivere. Ho dato tutto me stesso, ho donato la mia vita alla musica. Ho dato tutto per i Finley, e ne sono fiero. Più il tempo passa, più sono orgoglioso di essere stato uno dei quattro. Ancora oggi.
    Se potessi, tornerei di nuovo su un palco. Rispolvererei quella vecchia chitarra, quella che era la mia passione. Ritornerei a sognare con tutti i miei fans, a sorridere con loro.
    Perché in fondo, lo so, che loro in un modo o nell'altro mi ricordano ancora.
    Sono cresciuto con loro, ho suonato per me, ma anche per loro. Ho sorriso grazie a loro. Ho pianto grazie a loro, ma quelle erano semplicemente lacrime di felicità.
    E quando ricordo quei vecchi tempi, non spunta altro che un sorriso sulle mie labbra, e forse anche un colpo al cuore, quello che per tanto tempo era solo per loro.”



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    Ultima modifica di Bea.; 13-07-2010 alle 21:04

  2. #2
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    Predefinito Re: L'amore è la cosa più paradossale del mondo;

    Mie care lettrici,eccomi qui a postare il primo capitolo. E' corto lo so.
    Spero vi possa piacere,e mi raccomando i commenti! Spero che si aggiunga qualche altra lettrice.
    Enjoy it;


    1

    “Non sono perfetto, mai lo sarò. E questo lo sai anche tu.
    Hai sempre saputo tutto di me, forse mi conosci molto meglio di quanto io conosca me stesso. Abbiamo passato insieme, gli anni più belli della nostra vita.
    Ricordo come fosse ieri gli abbracci, le ore,i giorni interi con te,con gli altri. Ricordo i pomeriggi di pioggia a casa mia, i pomeriggi di sole per la città, insieme a te.
    Ogni piccola cosa, tu la rendevi così stravagante, bella, speciale.
    Chissà se ricordi ancora quei momenti, come li ricordo io. Ho tante domande per la testa, ho così tanti dubbi,tanti pensieri che mi riempiono la mente. E tra questi ci sei anche te; pensavo di riuscire a dimenticare lentamente, ma a distanza di anni non ci sono ancora riuscito. Forse perché hai segnato quel pezzo di vita, quegli anni così meravigliosi che ho trascorso,forse perché sono debole. Musica, amici, tu.
    A volte mi domando come reagirei se riuscissi a rivederti, anche una volta soltanto, un'ora, anche il tempo di un minuto. Ti direi tante di quelle cose, tante di quelle avventure che ho passato da quando te ne sei...No. Non te ne sei andata veramente,lo so.
    Hai sempre creduto in me, mi hai sempre incoraggiato, mi hai dato la spinta per tuffarmi in quel mondo che ammiravo sin da piccolo, quel mondo che è diventata la mia vita, la mia casa,la mia seconda famiglia, dove mi sentivo davvero bene.
    Poi con il passar del tempo, le cose sono cambiate, come sai, o almeno credo. Sono cambiati i rapporti con i miei amici, con la mia famiglia, con te. In quel periodo mi chiesi molte volte dov'eri,come stavi,che facevi, perché avevo davvero bisogno di te, ma non c'eri.
    Quella fu la prima volta che sentii davvero il bisogno di stringerti di nuovo tra le mie braccia, mancavi così tanto. Implorai chiunque perché tu tornassi, ma no. Non tornavi, non tornavi da me. E nel frattempo, dentro, tanti pensieri e il dolore mi corrodevano pian piano, tutto intorno mi sembrava grigio e cupo senza te, che davi colore alla mia quotidianità.
    Non ricordo bene però, cosa mi dissero gli altri. Ricordo molto poco di quei giorni dopo quel saluto.
    Non so come ho fatto a non dimenticarti ancora, pensavo che con tutto quello che avrei affrontato, sarei riuscito a lasciarti fuori dalla mia vita, ma no. Brava,hai vinto tu.”


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    Ultima modifica di Bea.; 14-07-2010 alle 11:26

  3. #3
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    Predefinito Re: L'amore è la cosa più paradossale del mondo;

    Eccomi qui a postare di nuovo. Grazie per i commenti,davvero.
    Dopo aver risentito non so quante volte Per la vita che verrà,vi lascio questo secondo capitoletto. Sapete,mi hanno emozionata,per l'ennesima volta.
    Le parole di quella canzone mi hanno fatto sorridere,e nello stesso tempo emozionare. Ho sentito i brividi lungo la schiena,una sensazione a dir poco stupenda. Beh,bando alle ciance,buona lettura!



    2

    “La perenne tentazione della vita è di confondere la realtà con i sogni,così dicono.
    E' quello che forse succede nella maggior parte delle volte. Cresciamo, e immaginiamo la nostra vita ideale, con tutti i suoi vantaggi, aggiungendo poi un pizzico in più di fantasia.
    Non fu questo che mancò, quell'anno, in cui presi in mano dopo troppo tempo, la mia chitarra. Passavano gli anni, e lei rimaneva ferma, immobile, dove la lasciai quando ero appena un adolescente. Chi scelse di seguirmi, è a conoscenza del mio passato, e soprattutto di come prese inizio.
    Ero un bambino, ero ammaliato dal suono che riusciva a produrre quello strumento. Passavo ore a osservare le mani dei ragazzi più grandi e più esperti di me, che lentamente toccavano quelle corde. Quel suono era droga per me. Fino a quando mi decisi, e iniziai anche io a prendere in braccio una chitarra che era in casa da molto tempo.
    Questo, in breve, è quello che accadde quando ancora ero un bambino.
    Fino ad allora, non sono mai riuscito a distaccarmi un attimo dalle mie chitarre, le mie donne, tranne che per un periodo.
    Si sa, gli adolescenti cambiano in poco tempo. Cambia tutto in un ragazzo di quell'età. Ricordo che ragazzi della mia stessa età, cercavano di farsi vedere da noi altri, come grandi. Erano questi la causa di quel distacco dalla mia passione.
    Passai mesi a riflettere su ciò a cui mi ero appassionato, ciò che consideravo come l'aria che respiro. Arrivai al punto di dire che quella non sarebbe mai stata la mia vita, che chi pensava di diventare come i miei idoli che vedevo solo con occhi da sognatore, era un povero illuso. Portai avanti questa mia 'nuova idea' per troppo tempo.
    Nel frattempo guardavo quella chitarra ferma, in un angolo della mia stanza.
    La tentazione di prenderla tra le mani e suonare c'era assai troppa, ma volevo rimanere coerente con ciò che dicevo a quei ragazzi così stupidi, ai quali – purtroppo - mi ero aggiunto.
    Non dimenticherò mai, quel giorno in cui grazie ad una semplice persona, ma di così vitale importanza ricominciai a suonare. Era colui che mi insegnò le prime note, con il quale inizia a strimpellare quelle corde. E' anche grazie a lui che oggi sono qui.
    Ripresi a suonare, fino a quando diventò la mia passione e ossessione.
    Ero stregato dalla musica, tutto intorno era in secondo piano. Mi lasciavo scivolare addosso ogni critica che ricevevo da quei ragazzi incapaci di capire ciò che provavo io quando suonavo.
    Eravamo io e lei. Un'accoppiata vincente: eravamo perfetti insieme. (cit.)”


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  4. #4
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    Predefinito Re: L'amore è la cosa più paradossale del mondo;

    Buongiorno mie care lettrici,sembra che il secondo capitolo non sia piaciuto visto il numero di commenti! D:
    Oggi vi posto ugualmente il terzo capitoletto (spero che allora vi piaccia di più!),anche perché domani non sarò a casa,ma sarò dalla mattina,a Valdichiana per loro tre! *si sente orgogliosa*
    Quindi,buona lettura,e auguratemi di resistere per ben 7/8 ore sotto al sole cocente!
    Beatrice;



    3

    “Ed ogni canzone ha i suoi ricordi.
    Provo quasi una strana sensazione, ripensando al passato, mentre un vecchio cd gira nello stereo qui accanto. Ho così tante cose da raccontare, forse più di quante avrei mai immaginato di poter accumulare con il passare degli anni. Il tempo ha i suoi benefici: ci fa dimenticare, ci fa crescere, ci insegna ad amare, ci da la forza per sperare, ma, arriva anche quell'attimo che fa riflettere.
    Se non fosse stato per quest'attimo, non sarei qui, a raccontare tutto questo.
    Ho iniziato a parlare di quando ero bambino, di quando con quegli occhi grandi fissavo dalla vetrina di un negozio i cd dei miei artisti preferiti.
    Sarebbe troppo lunga la lista di tutti quegli album che avrei voluto tra le mie mani, ma allo stesso modo è lunga quella dei cd che ho potuto toccare con mano. Fa uno strano effetto vedere il frutto di un lungo lavoro di chi consideri quasi un eroe, tra le tue mani. Che poi, se ci pensi bene, non ti rimane nient'altro che un oggetto che tutti possono avere.
    E' in quel momento che ti chiedi se mai, potrai avere qualcosa in più. Qualcosa che rimane, più di un semplice cd. Sì, quello è importante, ma tante volte anche io ho desiderato di poter incontrare chi cambiava in qualche modo le mie giornate, con la sua musica. Anche io ero, e lo sono tutt'ora, un fan come tanti altri. Come te,come voi.
    Non mi considero niente e nessuno, come dicevo.
    Ma forse, non sei nessuno finché qualcuno non parlerà male di te.
    Ho 'lottato' tanto, per difendere ciò che mi rendeva felice, ho creduto fino in fondo in quello che facevo, e oggi, in questo istante, posso solo dire di essere orgoglioso di me. Mai avrei pensato di poter dire una cosa tale!
    Quando iniziai a suonare con i miei migliori amici, in quella cantina, alle porte di Legnano, mi consideravo fortunato ugualmente. Al diavolo il freddo che c'era, al diavolo tutto. C'ero io, loro, e il nostro sogno. Beh, conobbi quei tre pazzi, Stefano, Danilo e Marco alle superiori. No aspettate, forse non è proprio così la storia. Io e Danilo, già da tempo ci vedevamo qualche pomeriggio per provare qualcosa; Marco lo conobbi l'anno che andai alle superiori, eravamo in classe insieme, e allo stesso tempo con noi c'era anche Marco. Stefano invece, si aggiunse in seguito. Mi ricordo che era proprio Marco che ci parlava spesso di lui, era suo amico fin dall'infanzia. Ci raccontava che anche lui amava suonare, e casualità, il suo strumento era il basso.
    Inizialmente non provai tutta quella simpatia, che ci legò in seguito, ma questa è un'altra storia.
    Decidemmo di provare qualche volta insieme. Col passare del tempo, vedevamo che tra di noi c'era affiatamento, c'era voglia di arrivare in alto, o forse era solo la voglia di fare ciò che per noi si chiamava vita,passione. Sì, da sempre la musica è aria, è gioia, è dolore, è felicità, è lacrime. Non smetterò mai di ringraziarli per il semplice fatto di avermi accompagnato da tutta una vita verso ciò che ho raggiunto.
    E' anche grazie a loro se oggi mi sento così, se sono ancora qui oggi, e se ho tutto questo.
    O forse, li ringrazio solamente per essere entrati a far parte nella mia vita.”


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  5. #5
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    Predefinito Re: L'amore è la cosa più paradossale del mondo;

    "Per i Finley,con affetto e simpatia... e BASTA"
    Ed eccomi tornata da quel di Valdichiana. E' stato bellissimo poterli rivedere su un palco,poterli incontrare,tra foto con loro e autografi. Nove ore sotto un sole,è stata dura,l'ammetto,ma eravamo in tante lì,solo per loro! Ne è valsa la pena,eccome! Oddio,basta ora,sennò non smetto più di parlare!! Bene,vi lascio questo capitoletto ragazzuole belle.
    Beatrice;



    4

    “La cosa più bella è riuscire a suscitare curiosità negli altri anche solo raccontando quanta passione si ha in ciò che si fa.
    Uno tra i primi obiettivi era quello. Il nostro obiettivo.
    Ognuno di noi quattro, considerava questa esperienza che ci è capitata, e che ripeteremmo dall'inizio all'infinito, in modo diverso.
    La mia ovviamente, è una passione che era nata da tempo dentro di me, che non riuscivo più a tenermi dentro. Ca*zo, crescere con una voglia del genere fa capire tante cose.
    Capisci quanto quello che ti circonda sia niente a confronto, quanto quella passione ti spinge oltre i limiti, oltre il giusto, oltre tutto.
    Quando ti svegli la mattina e vedi la tua chitarra accanto al tuo letto, capisci che forse non c'è niente di meglio al mondo.
    Ma, ciò nonostante, avevo paura. C'era qualcosa che mi terrorizzava, forse la paura di fallire, la paura di non raggiungere ciò che da sempre desideravo, la paura di cadere in basso e non potermi rialzare.
    Ho sempre tenuto queste mie considerazioni, o meglio paure, dentro di me. Mai dette a nessuno.
    Considero, da sempre, il coraggio, l'arte di aver paura senza farlo capire agli altri. Che brutta parola 'rischiare' … vero?
    E poi invece c'erano gli altri tre, che consideravano tutto ciò, diversamente da me.
    Per Marco è nata come un bisogno di urlare tutto ciò che aveva dentro, tutto ciò che teneva dentro di sé, e che in altri modi non sarebbe riuscito mai e poi mai a tirarlo fuori.
    Poi c'era Stefano, che non sono mai riuscito a capire come avesse potuto prendere, sempre e dico sempre, tutto con superficialità. Questa sua caratteristica si rivelò un pregio,forse, per ciò che stava per affrontare. Cavolo,per questa cosa l'ho sempre ammirato.
    Danilo forse, è quello che teneva a tutto, voleva che tutto era al suo posto, tutto 'troppo' perfetto.
    Avevamo deciso insieme, di crescere insieme, di metterci a nudo con la musica, davanti a persone che mai avrebbero capito davvero quanto tenevamo a ciò che stavamo facendo.
    Avevamo deciso di vivere insieme, ma soprattutto sapevamo che avevamo bisogno uno dell'altro.”


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  6. #6
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    Predefinito Re: L'amore è la cosa più paradossale del mondo;

    Rieccomi qui a postare,dopo troppi giorni di assenza u.u Oggi non ho niente da dirvi,niente di particolare.. solo spero vi piaccia questo capitolo. Quindi,buona lettura : D

    5

    “Sono chiuso in una stanza che sa ormai di vecchio.
    Queste quattro pareti che ora mi proteggono, mi hanno visto crescere. Hanno vissuto con me ogni attimo della mia vita.
    Racchiudono negli angoli, anche quelli più bui, ogni mio singolo sorriso, i miei desideri, le notti d'estate passate con gli altri a parlare di noi fino al mattino. Non dimentico certo anche gli attimi passati con te. Mai, non svaniranno mai. Resteranno sempre dentro me, chiusi qui, al sicuro da ogni ostacolo, da ogni cosa brutta,da ogni altro dolore, da ogni persona che voglia cancellarli,o voglia renderli dei rimorsi e delusioni.
    In questo momento mi sento solo.
    Niente stimoli, niente risate, niente canzoni, niente fogli su un tavolo, niente.
    Sono io, al centro di questa stanza appena illuminata. Non ci sei neanche te. Mi chiedo cosa tu faccia in questo momento, ma non dove sei.
    Quello credo di saperlo.
    Sento che la vista lentamente si annebbia.
    Ogni volta che penso a te, è come un pugno in pieno stomaco, e i miei occhi si fanno lucidi. Odio parlare di te quando non voglio,ma il tuo pensiero mi viene in mente quasi spontaneamente.
    Ci sono momenti che odio tutto ciò che mi rimane di te, odio ricordarmi di te. Di me e te. Però in realtà, lo sai anche tu. Lo sai che non riesco ad odiarti veramente.
    Devo ricordarmi più spesso di non entrare qui dentro. Sa dannatamente di te. Chissà se ti ho mai detto, cosa sei stata per me.
    Anche gli altri, mi dicevano che dipendevo da ogni tuo gesto, ogni tua parola. Avevano ragione anche loro.
    Quelli erano i primi anni che c'eravamo uniti come band. Ricordo che tutto andava bene, ricordo poi il casino che c'era nelle nostre case,tra di noi e nei garage, e c'eravamo noi come impauriti da quel mondo che stavamo scoprendo man mano,a piccoli passi. Lo ammetto, eravamo abbastanza imbranati in ogni situazione. Ma in fondo lo sapevamo, più o meno, che saremmo cresciuti, e avremmo imparato ad essere un poco migliori.
    Sono gli anni che ricordo con più piacere, perché c'era quel pizzico di immaturità che ci rendeva facili vittime di quegli avvoltoi, che prendevano dimora in quel mondo. Tuttavia, ce la cavammo. Guardavamo solo avanti, senza mai voltarci, senza nessun ripensamento. Sulla nostra strada c'eravamo noi,noi e noi.
    Credevamo in quello che facevamo, nessuno ci avrebbe fermato. Poco, ma sicuro.
    Iniziammo a buttare giù, su un foglio, qualche idea. Qualche 'canzone'. Le nostre prime canzoni.
    Dovevamo pensare anche agli accordi giusti, alle note che insieme avrebbero formato una melodia che ci avrebbe dovuto convincere fino in fondo. In poco tempo avevamo in mano il frutto del nostro lavoro. Le giornate diventavano sempre più pesanti, tra la scuola e i pomeriggi a provare. Le mattinate in classe le trascorrevo a scrivere qualche pezzo nonostante i rimproveri continui dei professori e quelli dei genitori, e i pomeriggi invece di studiare dedicavo tutto il tempo a quella passione.
    Rifarei tutto dall'inizio, senza cambiare nulla. Anche se non capivo quanto la scuola era importante per un ragazzo come me.
    Purtroppo quando si è giovani, non si da il valore giusto ad ogni cosa. Purtroppo, nessuno è perfetto.”

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  7. #7
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    Predefinito Re: L'amore è la cosa più paradossale del mondo;

    Oggi non è proprio giornata,visto che mi perdo il loro primo concerto dopo due anni,con l'intero album nuovo. E' troppo lontano purtroppo,speriamo che chiunque sia andato si divertirà anche da parte mia xDD
    Ora vi lascio il capitolo,mi raccomando voglio più commenti **


    6

    “Resto fermo, osservando tutto intorno a me. Tutto gira veloce, ed io impassibile.
    Qualunque cosa mi sfiori, in questo momento, non mi provoca alcun effetto. Sento dentro di me, qualcosa che mi spinge ancora a ricordare.
    Prevalgono quei pensieri che mi hanno fatto stare veramente bene.
    Ripenso spesso a quella che fu la telefonata più importante della mia vita: « Sai, c'è lo scout più famoso d'Italia che vuole incontrarci. » Furono le parole che mi arrivarono dall'altra parte del telefono quel giorno del lontano 2005. Non riuscivo a crederci sinceramente. Me lo feci ripetere per più di dieci volte, fino a quando capii che forse poteva anche essere vero.
    Nel frattempo che Marco lo ripeteva con la voce che tremava da quanto era agitato, io pensavo che il primo muro da abbattere,beh, era stato abbattuto. E bene si. Temevamo che il demo che avevamo inviato a parecchie case discografiche non avesse provocato altro che un fottu*o sorriso sul volto di quegli uomini, ritenuti importanti un po' da tutti. Quando vali niente di fronte a certe situazioni, non fai altro che ripeterti che hai fatto una delle cazzate più grandi della tua vita. Però infondo, noi ci speravamo davvero.
    Poco tempo dopo, qualcuno ci disse che il 2006 era l'anno dei Finley. Di quella frase, non facemmo altro che riderne, e forse ci sbagliavamo.
    Non facciamo confusione con il tempo però.
    Prima di questo ci fu l'incontro con Cecchetto,appunto. Santo Claudio,sarebbe più opportuno da dire.
    Quella mattina, temevo di non riuscire a svegliarmi come accadde qualche anno prima per l'accademia di disegno. Per evitare di ripetere la stessa stron*ata due volte, in casa c'erano ben tre sveglie rimesse due ore prima del mio solito risveglio. Forse è vero, quando dicono che sbagliando si impara.
    Ho imparato veramente tanto dai miei sbagli in tutta la mia vita. Sono il primo ad ammettere di averne fatti tanti, tantissimi.
    Tra questi ce ne sono un paio che proprio non riesco a perdonarmi.
    Il primo è la mattina che mi svegliai tardi e la mia unica occasione di entrare in accademia d'arte sfumò in un attimo.
    Il secondo poi, solo a pensarci ho come un peso sullo stomaco. Forse perché riguarda di nuovo te.
    Tutt'ora mi chiedo come abbia fatto a lasciarti andare. Questa casa sa di te. Sa maledettamente di te. Dovrei andarmene, lo vorrei, ma non lo faccio. Le mie gambe non si smuovono. Ora che ci penso, la tua maglia che ancora tengo in casa, me la regalasti quella mattina, prima di entrare nello studio per il provino.
    La tengo ancora stretta ogni volta che sono dentro questa casa, cerco ancora quel profumo che mi mandava fuori di testa ogni volta che eri stretta a me. Quella mattina, mi abbracciasti e mi sussurrasti tre semplici parole all'orecchio: « tutto è possibile ».
    Mi stringevi la mano,ricordo che eri più agitata di me. Nei tuoi occhi si vedeva benissimo che credevi in noi,che in qualche modo ce l'avremmo fatta.
    Spesso mi tornano in mente tutti i tuoi gesti,le carezze,i baci. Stavo bene,forse era il più bel periodo che stavo vivendo,forse la mia vita era perfetta.
    Entrammo in quella stanza. Ci presentammo a tutti quelli che erano già dentro, ma lui non c'era. Tra quelle poche persone cercavo anche te,ma non c'eri nemmeno tu. Decidesti di rimanere fuori,perché sapevi che ce l'avrei potuta fare benissimo anche senza di te.
    Provammo qualche canzone per il sound-check,poi arrivò.
    Io e la mia donna eravamo pronti. Eravamo lì,per dimostrare cosa eravamo capaci di fare, io, lei, e gli altri.
    Eravamo lì per uno scopo ben preciso: fare di noi delle vere star.“


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    Ultima modifica di Bea.; 24-07-2010 alle 15:16

  8. #8
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    Predefinito Re: L'amore è la cosa più paradossale del mondo;

    Buona lettura,commentate mi raccomando!
    Beatrice;


    7

    “Passò del tempo,prima che Santo Claudio o chi per lui, ci fece sapere qualcosa. Noi quattro non sapevamo cosa fare.
    Credo furono giorni in cui la tensione iniziava ad essere fin troppo pesante.
    A casa, la situazione non era delle migliori. Già i miei genitori non erano pienamente d'accordo in quello che stavo facendo, in più da quanto ero nervoso rispondevo male ad ogni domanda, credevo di essere in balia di una crisi d'ansia.
    Non ho mai osato pensare quanto anche tu mi abbia odiato in quel periodo. Mi hai sopportato ogni giorno, ed io mi accorgevo che non era ciò che meritavi. Non sono mai riuscito a darti tutto ciò di cui avevi bisogno, mai. Ho cercato tante volte, ti giuro, di essere perfetto per te. Scusa se non ci sono riuscito,ma capita a tutti i poveri esseri umani,no?
    Arrivò quella seconda chiamata, quella che aspettavamo così tanto.
    Dopo poco tempo, riuscimmo a buttar giù qualche altro pezzo.
    Lui era fonte di idee, era una macchina in continuo lavoro. Non ci lasciava soli nemmeno un attimo, era sempre accanto a noi,e sopratutto disponibilissimo. Ci ha veramente aiutato molto, per ogni minimo dubbio lui c'era.
    Era ormai alle porte il 2006,che anno!
    In precedenza avevo detto che qualcuno ci disse che questo anno, sarebbe stato l'anno dei Finley.
    Complimenti,c'aveva preso in pieno.
    Quando venne Marzo, già era tutto pronto da un po' di tempo ormai. Nei mesi precedenti c'era solo da sistemare le ultime cose. Poi arrivò il momento di decidere una data.
    Faceva strano ai nostri occhi,noi che decidevamo una data per l'uscita del primo album!
    Avevamo tra le mani qualcosa finalmente nostro, con la nostra firma, con le nostre brutte facce. In quell'album avevamo messo noi stessi.
    Il primo cd è quello che ti presenta a quello che sarà il tuo futuro pubblico, il tuo biglietto da visita che porterai con te fino alla fine.
    Quella fatidica data fu decisa: 31 Marzo 2006.
    Ormai,eravamo dentro a quel sogno. Si aggiungeva poi,un'altra tappa, la vendita dell'album. Non ci saremmo mai immaginati di vederci in vetta alla classifica, alla prima posizione della FIMI, per ben due settimane!
    Mai e poi mai avremmo immaginato di salire sul palco dell' Heineken Jammin' Festival in quello stesso anno ad aprire i concerti della prima giornata, mai avremmo immaginato di partecipare al Festivalbar, mai di salire sul palco del Coca Cola Live, poi a novembre a Copenaghen come Best Italian Act agli MTV Europe Music Awards.
    C'era da non crederci,ogni mattina,quando mi alzavo dal letto avevo bisogno di darmi due pizzichi in faccia per vedere se stavo ancora dormendo o ero veramente sveglio.
    Disco d'oro,doppio Disco di platino.
    Se stavo sognando,pregavo che nessuno mi avrebbe mai svegliato,perché stavo vivendo ciò in cui avevo sempre creduto, ciò che vedevo irraggiungibile fin da bambino.
    Era solo l'inizio, l'inizio di una lunga serie di soddisfazioni,di emozioni,l'inizio della nostra favola,ma già sentivo l'adrenalina scorrermi dentro.
    Ricordo tutto alla perfezione, come fosse ieri. Ogni dettaglio,ogni giorno si faceva ai nostri occhi realtà.
    E poi certe emozioni mescolate a quell'entusiasmo sono difficili da dimenticare.”


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    Ultima modifica di Bea.; 25-07-2010 alle 11:05

  9. #9
    Roadie


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    Predefinito Re: L'amore è la cosa più paradossale del mondo;

    Girlss, la Bea non c'è, quindi ha affidato a me il compito di postare al suo posto per non lasciarvi senza capitolo! ( Che amoree ♥ )
    Ovviamente manda i suoi saluti a tutte, me compresa hahahah!
    Benissimo, basta più cavolate, si posta ora.
    E mi raccomando facciamole trovare TANTI commenti per quando torna!
    Have fun!




    8

    “Quando arriverà il momento in cui questa trappola cesserà di corrodermi dentro,come una sua vittima?
    Una trappola che gira intorno e non si ferma mai. Una trappola che non lascia scampo,una trappola che prende vita e vive il tempo necessario per lasciare dentro un segno che fa pensare,che fa riflettere. Come una musica incessante,che si fa sempre più lenta,intensa e malinconica. E' un qualcosa che ti prende nella testa, nel cuore, nella pancia e non troppo facile da scacciare.
    Ancora guardo il cielo,quando alzo gli occhi,e vedo solo qualcosa di vuoto.
    Sono come ossessionato dal tuo ricordo,la tua mancanza è stata sempre un incubo per me.
    Tutt'ora mi sento male al solo pensiero di non rivederti. Lasciami in pace,esci dalla mia vita. Esci una volta per tutte. Sono anni che la tua immagine mi perseguita, entra nei miei pensieri, e non molla la presa. Sono stanco di ricordare, sono stanco di immaginarti ma di non poter riabbracciarti, non poterti toccare con le mie mani, sono stanco di soffrire per te.
    Raccontare di te in poche righe,non fa altro che aumentare il bisogno,la voglia e la necessità di te,di sentirti accanto. Ancora una volta,nonostante quella promessa.
    Correva l'anno 2007, quando ormai finì il tour Tutto è possibile e io e te, ci riavvicinammo ancora più di prima. Sarà stata, come dicono in molti,la lontananza che aumentava man mano il desiderio di poterci riavvicinare.
    Quando partii, eri rimasta a casa, perché credevi che non ce l'avresti fatta a sopportare tutte quel tempo lontano da tutti. E' stato difficile anche per me,ma a fianco in questo viaggio avevo tre delle persone più importanti,i miei migliori amici.
    Tornai, mancavi da morire. Mi mancava sentire il tuo profumo, o semplicemente guardarti negli occhi.
    Quando arrivai a casa, posai le valigie, e corsi da te. Stranamente non c'eri.
    Avevi questa abitudine di stare sempre fuori casa, e c'erano due cose a cui non rinunciavi: fuori con le amiche, o casa di Pedro che era a quel tempo il tuo migliore amico.
    La seconda era da escludere, visto che era tornato da poco anche lui. Ricordo che mi sedetti, sulle scale di casa tua.
    C'era quel cane orribile che abbaiava, e non si azzittava un attimo. Era terribile, dopo mesi, non era cambiato per niente nemmeno lui. Mi guardavo intorno, tutto era rimasto come lo avevo lasciato,niente fuori posto. Erano pochi mesi che ero partito, ma sembrava un'eternità. Non mi ero mai allontanato così tanto e soprattutto così lontano da casa.
    Si fece tardi,il sole calava ed io stavo per andarmene, ma proprio in quel momento arrivasti.
    La tua faccia era un misto tra lo stupore e l'incredulità. Dicesti con poca voce il mio nome, e poi mi abbracciasti forte forte. Ah,quanto mi mancava tutto questo.
    Eravamo rimasti in quel modo per più di dieci minuti. Non mi sarei staccato da quell'abbraccio per niente al mondo, forse anche perché era abbastanza freddo. Mi chiedesti da quando tempo ero lì ad aspettarti,risposi che erano più o meno due ore. Due ore, solo per te. Mi abbracciasti di nuovo. Amavo tutto di te,forse amavo te.
    Volevi farmi entrare in casa, i tuoi nemmeno c'erano. Come uno stupido, esitavo. Non sapevo cosa fare. Alla fine, mi portasti dentro a forza.
    Eravamo di nuovo io e te, soltanto noi, come tempo fa.”

    http://forum.teamworld.it/forum1743/...ml#post7327921
    Ultima modifica di */Eli; 26-07-2010 alle 13:42

  10. #10
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    Predefinito Re: L'amore è la cosa più paradossale del mondo;

    Eccomi tornata,i commenti sono pochissimi ç__ç Oggi vi posto uguale,ma se non troverò più commenti sciopero u.u"
    Buona lettura;


    9

    “Si,ero tornato,finalmente.
    Il cielo di quella città sembrava sempre più bello, aspettai tanto prima di rivederlo. Il poco traffico che c'era in centro mi rendeva tranquillo. La pioggia di quei giorni, nonostante tutto quel grigio, mi rilassava.
    Tornato alla normalità,tornato a casa...non mi sembrava neanche vero.
    Avevo bisogno di staccare per qualche giorno,anche se ciò che facevo mentre ero in viaggio lo avevo desiderato da sempre,e non mi scocciava poi più di tanto. Forse era soltanto che viaggiare così ,i primi tempi, stancava poiché nessuno di noi quattro era abituato a quel ritmo frenetico.
    Dopo aver trascorso la sera prima con te, ero davvero felice. Tutto sembrava andare bene, tutto finalmente sembrava realizzarsi lentamente. I Finley,l'album,te.
    Ricordo che un giorno,poco dopo il mio ritorno,pioveva.
    Della pioggia non mi importava molto a dire il vero,quindi uscii lo stesso. Come uno stupido,dimenticai chiavi e ombrello, per la fretta. 'Che idiota' pensai. Ormai ero fuori,tanto valeva andare da qualche parte.
    Iniziai a camminare,mani rigorosamente in tasca,felpa nera con il logo Finley. Adoravo quella felpa. Pensare che portai solo quella a Copenaghen,roba da pazzi. Ripensandoci ancora rido da solo,come un *******e, ma visto che tutto era possibile,perché non andare a Copenaghen senza giubbotto con – 1 di minima? Poi,con sei gradi ce l'avrei fatta a resistere certo,avevo portato anche la sciarpa della Juve,quindi forza Juve! Come se non bastasse, quando sbarcammo all'aeroporto di lì, gli altri erano incappucciati dalla testa ai piedi e Dani continuava a prendere in giro verso la telecamera che ci seguiva. Ma cavolo, io ero abituato a climi peggiori,io tutt'ora ho il sole dentro,io incamero calore e poi lo espando! Sì,come no,a sto punto tutti dovrebbero crederci,o no? Va bene,almeno fate finta di crederci...
    Proseguendo,arrivai al solito bar. Quando entrai,trovai tutti i miei amici. Vennero tutti a salutarmi, e decidemmo di prenderci una birra insieme. Iniziammo a parlare di tutti quei mesi in giro per l'Italia, e per l'estero,di quello che avevo visto,e se c'erano belle ragazze. Era bello raccontare tutto quello che avevo vissuto in così pochi mesi. Iniziarono poi anche a farmi domande strane,riguardo le fan che erano ai concerti. Com'erano,qual era l'età media,se c'era qualche tipa più carina del solito. Risposi che non erano domande da farsi,quando ero in giro non dovevo mica portarmi a letto tutte le fans che mi capitavano sott'occhio. Erano ragionamenti immaturi,perché io avevo un'altra visione dei miei fan,sapevo che erano lì per me,e non certo per sperare che io le vedessi e ne scegliessi un paio per una notte. Essere fan,al contrario, vuol dire riuscire a creare un legame indissolubile tra te e il tuo gruppo preferito,in questo caso,grazie alla musica e alle canzoni. Significa ricavare significati,emozioni e pensieri diversi in ogni tipo di testo. Vuol dire accendere lo stereo mentre un cd gira all'interno,perché credi che sia quella musica a farti compagnia quando nessuno c'è lì per te. Oppure,fare chilometri su chilometri solo per una notte,per vivere un concerto sulla propria pelle,con l'adrenalina che riempie la folla e la soddisfazione poi, di poter dire in futuro: io c'ero.
    Una birra,due, tre.
    Poco dopo, per quello che mi ricordo, entrò qualcuno nel bar,ed eri te. Mi voltai di scatto,prima di riuscire a vederti,perché una folata di vento mi fece rabbrividire. Tutti noi ci voltammo,e ad un tratto diventasti rossa,con un leggero sorriso imbarazzato. Essere timida è stata sempre una tua caratteristica che mi faceva impazzire.
    Salutasti gli altri con un cenno di mano,poi venisti da me,e mi desti un bacio sulla guancia.
    Tutti gli altri iniziarono a prenderci in giro,ma solo per gioco. Te diventavi mano a mano sempre più rossa, così ci allontanammo e andammo dall'altra parte del bar,poi ti abbracciai dolcemente, e tu ricambiasti l'abbraccio.
    Mi staccai, ci pensai su, e ti chiesi cosa facevi al bar. Ridesti per qualche secondo, e poi mi dissi che lavoravi lì da qualche tempo. Ti lasciai andare,perché dovevi cambiarti. Io ripresi a scherzare e a parlare con gli altri, che continuavano a prendermi in giro. Facevo il finto offeso,in realtà mi faceva quasi piacere.
    Ti seguivo con lo sguardo,mentre giravi per il bar e dentro di me,sentivo come una voce che mi diceva: 'Non fare promesse che poi non manterrai'. Cosa centrasse in quel momento non lo sapevo, e non sapevo bene nemmeno cosa volesse dire,ma di una cosa ero certo, troppi bicchieri di birra mi davano alla testa.”


    Commenti.
    Commentate,commentate,commentate,commentate,commen tate!
    Ultima modifica di Bea.; 30-07-2010 alle 12:28

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