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  1. #21
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    Predefinito Re: *Ti prego, salvami da questa trappola;

    Tadan. Ogni tanto ricompaio. Per prima cosa vi ringrazio a tutte per i commenti. Siete delle lettrici fantastiche
    Seconda cosa mi scuso per non essere stata regolare nel postare.
    E terza cosa eccovi il ventunesimo capitolo.
    Il Mantegazza stupisce sempre
    Buona lettura
    Alis.

    CAPITOLO VENTUNO.

    Mancano pressapoco ventiquattro ore alla nostra partenza. Siamo arrivati all'ultimo giorno di vacanza dopo di che si ritorna tutti alla solita routine. Abbiamo deciso di partire nonostante i tre concerti annullati per partecipare almeno alle quattro ospitate radio/tv che abbiamo in programma.
    Siamo tutti in cucina indecisi sul da farsi. Siamo consapevoli di dover fare le valigie, ma nessuno vuole iniziare, sia per la voglia, ma soprattutto per la nostalgia. Sono certo che questa vacanza abbia portato a tutti un pò di tranquillità e tanto buon umore. Ah sì, a tutti tranne che a me. Devo fare la lista di quello che ha portato a me questa vacanza in Sardegna? Bene: un viaggio in aereo con le turbolenze, tante illusioni e menzogne create da me stesso, una mano e due dita rotte, ma soprattutto un amore sfumato che ha lasciato una grossa cicatrice nel mio cuore. Uhm, direi che è stata una vacanza conveniente!
    "Certo che mi mancherà stare qui!" dice Alessia guardandosi intorno mentre Pedro, seduto accanto a lei, le accarezza la schiena.
    "Già, è stata una bella vacanza!" afferma Sharon con tono nostalgico mentre Dani l'abbraccia da dietro.
    "Mi mancherete un sacco ragazzi!"
    Tutti ci voltiamo verso Vale e le sorridiamo. Sicuramente quelli a soffrire di più di questa vacanza terminata saranno proprio Stefano e Valentina. Il loro amore sbocciato lentamente dovrà superare le distanze per poter continuare a fiorire. Mi fanno un pò pena in effetti. E pensare che anche io potevo essere nella loro stessa situazione. Beh, da un certo lato è meglio che Alice si sia trovata un altro ragazzo. Non soffrirà per i chilometri che ci avrebbero diviso e sarà costantemente felice.
    Sospiro e mi siedo in una sedia coricandomi praticamente nel tavolo. La malinconia sta iniziando a riempire l'aria come un gas tossico.
    "Comunque non disperate, siamo tutti insieme. E' questo ciò che conta no?" dice Ste con fare sicuro di sè.
    Lo guardo storto senza capire la sua affermazione. Sa perfettamente che non potrà stare con Vale, dove trova tutta quella gioia?
    "Ste tu..."
    Vale si stacca da lui per poterlo guardare in faccia e sono certo che potrebbe scoppiare a piangere da un momento all'altro. In effetti Ste non è stato molto carino facendo quella domanda!
    "Tesoro, tu vieni con noi...io ti voglio portare a vivere a Milano; con me. Dimmi che domani prenderai quell'aereo con me, ti prego!" dice Ste mentre la guarda intensamente negli occhi.
    Noi altri ci scambiamo degli sguardi sorpresi e allo stesso tempo inteneriti in attesa della risposta di Vale. Stefano si è innamorato davvero, altro che storiella di solo sesso come diceva! E la risposta a quella domanda fatta con il cuore sono semplicemente gli occhi di Vale che inizia a piangere e lo abbraccia dolcemente.
    "Sììì. Stasera tutti a festeggiare la partenza di Vale con noi e a chiudere in bellezza la nostra vacanza!" dice mia sorella contenta per ciò che è appena avvenuto.
    "Ovviamente. Adesso invece io propongo di uscire a fare due passi. Dato che nessuno ha voglia di andare al mare ce ne andiamo tutti in centro per l'ultimo saluto a Cagliari no?" chiede Sharon soddisfatta della sua proposta.
    Come rifiutare una richiesta del genere? Accettiamo tutti di buon grado e in un attimo siamo già fuori casa. Il viaggio in macchina dura poco ed una volta arrivati in via Roma parcheggiamo l'auto e affidiamo la passeggiata alle nostre gambe. Il sole cocente delle ultime settimane di Luglio viene reso meno caldo dal venticello fresco di inizio Agosto, quando qui in Sardegna il tempo inizia già a peggiorare.
    Facciamo giri infiniti entrando in ogni negozio d'abbigliamento e restandoci dentro circa una mezz'ora in ognuno. Sono ragazze e amano lo shopping non c'è niente da fare!
    "Vi prego, fate che questo negozio sia l'ultimo. Vi scongiuro!" dice Ste mettendosi in ginocchio mentre le ragazze escono da Zara con mille mila buste in mano.
    "Okay, okay. Era l'ultimo! Ora andiamo a prenderci un gelato, vi va?" chiede Alessia scaricando allegramente le sue buste a Pedro.
    "Sì, ci sto andiamo!" risponde Sharon e prendendo Vale e Angy a braccetto se ne vanno verso una gelateria senza nemmeno degnarsi di aspettarci.
    "Visto come sono? Quando sono con le amiche non ti cagano di striscio quando invece sono sole con un uomo si divertono a farlo arrapare. Le ragazze non sono normali, cavolo!" dice Ste scuotendo la testa in segno negativo.
    "Rassegnati amico, noi gli serviamo solo per le carte di credito e per divertirsi la notte. In fondo in fondo loro sono più fissate di noi con il sesso!" affermo dandogli una pacca nella spalla con la mano sana.
    "Sì, ma ci conviene raggiungerle prima che si blocchino in qualche altro negozio!"
    Annuiamo a Dani e in un attimo siamo dentro alla gelateria dove le nostre donne si sono già fatte servire i loro gelati. Ci sediamo ad un tavolo e passiamo il tempo tra una chiacchiera e l'altra. Quando ce ne stiamo per andare nella gelateria entra un ragazzo. Alto più o meno come me e con una faccia che è tutto fuorché sconosciuta. Faccio mente locale e piano piano ricordo dove ho già visto quel viso. Lui è il ragazzo di Alice. Peccato che adesso con lui non c'è Alice, ma è in compagnia di una ragazza bionda e alta.
    "Ehy Vale. Quello non è il ragazzo di Alice" le chiedo sottovoce.
    Lei annuisce e come me resta incantata a guardare la scena. Il ragazzo e la ragazza stanno felicemente limonando ignorando tutti colore che li stanno intorno.
    "Lui...stra tradendo Alice!"
    Prima che possa alzarmi Vale mi ha già bloccato per il braccio. "Ti prego, non metterti in mezzo!" dice semplicemente.
    Mi risiedo e li osservo ancora. Lui sta usando Alice. Lui la sta tradendo. Alice ha tutto il diritto di saperlo. Sospiro cercando di rimanere calmo. Questa storia non finirà così; parola di Carmine Ruggiero!


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  2. #22
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    Predefinito Re: *Ti prego, salvami da questa trappola;

    Eccomi di nuovo. Eh eh non posso lasciarvi ancora allo scuro di tutto.
    Però prima del capitolo do il benvenuto a Rossana e a Giulia. Benvenute nello zoo ahahahah
    E quindi eccovi il capitolo ventidue. La fine mi piace assai *-*
    Spero piaccia anche a voi
    Alis


    CAPITOLO VENTIDUE.

    L'ultima sera nella bellissima Sardegna abbiamo deciso di consumarla nel primo locale in cui eravamo andati la prima sera. 'La fine come l'inizio' avevano detto Sha e Ale contente della loro decisione. Non avevamo potuto fare altro che accettare per non smontare la loro gioia. Sono in camera che mi preparo. Ho deciso di vestirmi semplice; nulla di appariscente o 'elegante'. Metto la maglietta gialla della Billabong e un paio di bermuda mimetiche. Sono sicuro che quella serata sarà apatica e noiosa. Nulla che riguardi la compagnia o il locale, ma i pensieri che mi frullano per la testa m'impediscono di essere tranquillo e divertirmi nemmeno per un momento. E' come se ancora avessi davanti quel maledetto st*onzo del ragazzo di Alice che bacia un'altra; che tradisce la mia piccola morettina. Nonostante io sappia la verità non posso fare niente per fa sì che Alice scopra tutto. Primo perchè Vale me l'ha categoricamente impedito, secondo perchè so che se anche le dicessi la verità Ali non mi crederebbe. E non la biasimo; dopo tutto il casino che ho combinato capisco che di me non ne voglia più sapere niente.
    Esco dalla stanza seguito da mia sorella che non vede l'ora di arrivare al locale. Andiamo in cucina dove ci sono anche gli altri e tutti insieme usciamo di casa. Il viaggio verso la discoteca è un casino totale. Nella macchina da nove posti presa a noleggio regna l'anarchia più totale tutto dovuto all'euforia dell'ultima festa della vacanza. Tra musica, chiacchiere, risate e caz*ate arriviamo finalmente al locale che ci aveva accolto esattamente due settimane prima. Quel luogo è come una pugnalata al cuore per me. La prima volta lì coincide con la prima volta con Alice. E poco importa se quella volta eravamo ubriachi e confusi, io involontariamente già l'amavo; anche se mi ostinavo a dire il contrario.
    Valentina ci aspetta già fuori dalla discoteca e appena ci vede ci saluta ad uno ad uno fino ad arrivare a Ste a cui dedica ovviamente maggiori attenzioni.
    "Bene. Eccoci qui. Dobbiamo far si che la nostra ultima festa della vacanza sia indimenticabile!" dice Alessia prima di entrare nel locale seguita da tutti noi.
    Nemmeno il tempo di sistemarci tutti nei divanetti che Vale mi picchietta la spalla e m'indica un punto non ben definito nella pista da ballo. Cerco di seguire il suo dito e quando finalmente capisco a cosa si sta riferendo resto di sasso. Alice e il suo ragazzo ballano allegramente strusciandosi l'uno con l'altra. Chiudo gli occhi e mentre mi siedo do un pugno al tavolo con la mano sana. Il nervoso mi pervade velocemente tutto il corpo.
    "Ehy che ti prende? Vuoi romperti anche l'altra mano?" mi chiede Pedro attirato dalla mia reazione.
    Indico anche a lui la scena e capisce al volo. Anche gli altri vedono ciò che sta succedendo ed evitano ovviamente di fare un qualunque commento. Provano invece a farmi distrarre.
    "Carmine che ne dici di andare a prendere da bere?" mi chiede mia sorella sollecitandomi ad alzarmi.
    Annuisco e insieme andiamo la bancone. Ordiniamo gli alcolici richiesti dai nostri amici e con un vassoio raggiungiamo il nostro tavolo. Peccato che i nostri amici si siano trovati delle altre compagnie. Al tavolo con loro ci sono anche Alice e il suo ragazzo che ridono e scherzano molto tranquillamente con gli altri.
    "Ciao Ali. Come va?" chiede Angelica appoggiando il vassoio e andando ad abbracciare Alice.
    "Tutto bene, grazie. Angy lui è Alessio, il mio ragazzo. Ale lei è Angy e lui...beh, lui è Carmine" dice lei sorridendo leggermente.
    "Molto piacere. Tu sei quello che l'altro giorno era vestito da pinguino no?" mi chiede Alessio porgendomi la mano.
    Annuisco senza dire nulla e faccio finta di non notare la sua mano a penzoloni.
    "Oh, non mi ero accorto che avessi il gesso. Beh, piacere comunque!" continua sedendosi di nuovo e abbracciando Alice.
    "Beh, Alessio. Parlaci un pò di te. Alice è la mia migliore amica, mi sembra giusto che io sappia in quali mani è finita!" dice Vale in tono sarcastico.
    La guardo e mi fa l'occhiolino. Quella ragazza si merita una statua da parte mia, decisamente.
    "Ah. Sono un semplice ragazzo che abita a Cagliari e che ama molto questa ragazza!" risponde con leggerezza baciando Alice sulla guancia.
    "Già, si vede che la ami. Non avrebbe alcun motivo di sospettare un tradimento!"
    Soddisfatto della mia frecciatina esco fuori da locale e mi appoggio ad un muro accendendomi una sigaretta. Non riesco a stare lì dentro a vedere che Alice viene presa in giro in quel modo. Scruto per dei minuti interminabili in cielo finché non mi sento uno sguardo abbastanza arrabbiato addosso. Abbasso la testa e mi ritrovo Alice davanti con le braccia incrociate al petto e uno sguardo che è tutto fuorché amichevole.
    "Che c'è?" chiedo con fare innocente.
    "Che c'è? E lo chiedi? Mi spighi perchè hai detto quella cosa? Alessio ci è rimasto male sai!" dice con tono da rimprovero.
    "Ehy, l'Italia è un paese libero e io dico e faccio quello che voglio. Vai a fare la ramanzina a qualcun altro. Magari al tuo ragazzo che ti ama tanto!" rispondo seccato aspirando l'ultimo tiro dalla sigaretta.
    "Voglio semplicemente sapere perchè hai detto quella cosa!" risponde alzando la voce.
    "Perchè forse dovresti farti qualche domanda. Dov'era ieri il tuo caro fidanzato? Lo sai? Beh, te lo dico io. Era in centro con un'altra ragazza e si baciavano allegramente fregandosene di tutti!" dico con fare risolutivo mentre la fisso negli occhi.
    "Non ti credo!" afferma facendo la superiore.
    "Non ne avevo dubbi!" rispondo senza staccare i miei occhi dai suoi.
    Dopo di che torno dentro lasciandola fuori da sola. Sapevo che non mi avrebbe creduto e ormai ho perso tutte le forze per provare a riconquistarla. La lascerò andare mentre io me ne tornerò alla vita di sempre: ragazze sempre diverse ogni notte e niente sentimenti. Chi non vorrebbe una vita così in fondo?


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  3. #23
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    Predefinito Re: *Ti prego, salvami da questa trappola;

    E dopo aver pianto un pò con "Remember Me", dopo aver parlato già dell'estate prossima e dopo aver vaneggiato un pò con l'andare dei capitoli eccomi qui a postare. E' un capitolo carino dai
    Buona lettura care lettrici
    Alis


    CAPITOLO VENTITRE.

    Passo l'intera serata senza badare a niente. I discorsi dei miei amici non attirano la mia attenzione e le loro parole da un orecchio mi entrano e dall'altro mi escono. In quanto alla musica o alle belle ragazze ne resto praticamente immune. E' come se il mio corpo si rifiutasse di fare qualsiasi azione. Più di una volta mia sorella prova a convincermi a ballare, ma la risposta è sempre la stessa:"NO!".
    Resto a fissare imperterrito Alice e il suo ragazzo che ballano. A quanto pare oltre che st*onzo, permaloso, freddo, distaccato ed introverso sono anche masochista. Massì, mancava giusto questo nelle mia lista di difetti!
    All'improvviso, come un fulmine a ciel sereno, vedo all'ingresso del locale una ragazza alta e bionda. Ma non è una semplice ragazza alta e bionda, è la stessa ragazza che il giorno prima era in centro con Alessio. Sembra che il Destino voglia darmi una mano. Mi alzo di scatto e m'immergo tra la folla cercando di raggiungere quella ragazza. Appena le sono a qualche passo di distanza la prendo per un braccio e la faccio voltare verso di me.
    "Ehy, posso parlarti un attimo?" le chiedo cercando di farmi sentire oltre la musica.
    Lei mi guarda un pò storto e poco convinta mi segue. La porto proprio davanti ad Alessio ed Alice che ballano insieme. Nemmeno faccio in tempo ad indicarglieli che lei li ha già notati ed è già partita in quarta verso di loro.
    "Alessio? Oh, hai finito presto con la cena di lavoro?" chiede la bionda quando arriva vicino a loro.
    Io la seguo e mi godo pienamente soddisfatto tutta la scena. Alice, invece, guarda la situazione un pò confusa e in quanto ad Alessio è nel panico più assoluto.
    "Ale chi è lei?" chiede Alice disorientata.
    "Te le dico io chi sono. Mi chiamo Chiara e sto insieme ad Alessio da quasi tre mesi!" risponde la bionda con fare calmo.
    Non ha niente contro Alice infatti quando le rivolge la parola lo fa molto tranquillamente, ma quando parla con Alessio si vede che vorrebbe prenderlo e massacrarlo di botte.
    "Quindi mi stai dicendo che quando ci siamo messi insieme lui stava già con te?" chiede Alice che a stento riesce a crederci.
    "Aspettate ragazze, io vi posso spiegare!" cerca di calmare gli animi Alessio.
    Nessuna delle due però sembra dargli ascolto ed entrambe sono pronte a dirgliene di tutti i colori.
    "Puoi spiegare? Cosa? Senti vaffancu*o. Sei solo uno st*onzo. Non farti mai più sentire da me!" dice Alice infuriata.
    Dopo di che si volta, saluta la bionda con un gesto della mano e di corsa esce dal locale. Mi alzo dalla sedia che mi ha ospitato per godermi lo spettacolo e dopo aver ringraziato Chiara e aver sorriso con fare vittorioso ad Alessio esco anche io.
    La trovo seduta in una panchina con le ginocchia strette al petto e la testa poggiata su di esse. Mi avvicino e mi siedo vicino a lei senza dire niente.
    "Scusa!" dice semplicemente tra un singhiozzo e l'altro.
    "Non devi scusarti di nulla. Non avrei mai voluto avere ragione!" dico guardando il cielo. "Vederti soffrire non è la mia massima aspirazione sai!" continuo abbassando la testa e guardandola.
    Sembra così piccola e fragile. Quanto dolore le ha già provocato l'amore per una persona. Chissà se a quel sentimento lei ci crede ancora dopo tutto quello che le è capitato.
    "Il fatto è che io a lui nemmeno lo amavo. E' solo che è successo di nuovo. C'è sempre qualcuno più di me. C'è qualcuno più bello, più alto, più magro, più affascinante, più bravo a letto. Sempre più di me. E quel più mi porta via le persone che amo o semplicemente voglio bene! E io stupida che continuo a ricascarci!" ogni tanto il suo discorso è interrotto da qualche singhiozzo e alla fine si asciuga le guance con il dorso della mano.
    "Per me non c'è niente più di te. Tu sei la più bella, la più magra, la più affascinante, la più brava a letto. Non ti posso dire la più alta perchè altrimenti mentirei!" rispondo circondandole le spalle con un braccio e sorridendo.
    Riesco a far sorridere anche lei con le mie parole ed è come se appena vedo quel sorriso riuscissi a toccare il cielo con un dito. Perchè sono stato io a farglielo scaturire!
    "Allora perchè quella sera sei stato con un'altra?" chiede a bassa voce quasi come se non volesse chiedermelo davvero.
    "Ero confuso. Lo so, non è una risposta valida, ma è così. Avevo una tremenda paura di buttarmi di nuovo in una storia che sono riuscito a rovinare tutto. Mi stavo innamorando davvero di te, ma appena pensavo alla distanza o all'amore in se ne avevo paura. Non sarei mai potuto essere un bravo fidanzato a distanza di chilometri. Invece, solo dopo che la caz*ata era già fatta, mi sono accorto che potevo farcela se davvero volevo. Insomma, vinco io non i chilometri ne l'amore. Sono io che comando. Ma nonostante tutto tu non mi appartenevi già più!" sospiro rimirando il cielo incapace di guardarla in viso per non rischiare di farmi illusioni. "Vado dentro a chiedere le chiavi della macchina a Vale e ti accompagno a casa okay?" chiedo cambiando argomento.
    Lei annuisce mordendosi il labbro inferiore. Entro nel locale e dopo aver rintracciato Vale mi faccio dare le chiavi della macchina.
    "Tu non puoi guidare!" mi dice guardando il gesso.
    "E' questione di vita o di morte!" rispondo sorvolando sul fatto che ho un gesso e due dita rotte ed il dottore mi ha impedito di guidare.
    Vale tentenna per qualche altro secondo e poi alla fine cede dandomi le chiavi. Non aggiungo altro per paura che cambi idea e la ringrazio con un bacio sulla guancia. Le spiegazioni varie gliele darò l'indomani. Torno fuori e insieme ad Alice raggiungiamo la macchina.
    Fa decisamente un effetto strano parlare di nuovo con lei. Sento che l'odio che provava nei miei confronti si è affievolito anche se un poco. E così sento la voglia di riconquistarla che s'impossessa di nuovo del mio corpo. Come una fiamma ardente, come un lampo che illumina il cielo. La riavrò di nuovo. Perchè voglio e perchè posso amarla come merita!


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    Ultima modifica di >Alis}F.; 22-07-2010 alle 23:38

  4. #24
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    Predefinito Re: *Ti prego, salvami da questa trappola;

    Posto solo per via delle minacce della zia Vale v.v
    No, in realtà posto perchè sono due giorni (o forse tre?) che non lo faccio. Insomma, tra Zero Assoluto e J-Ax sono state delle serate belle piene. Consiglio a tutti vivamente di farsi almeno un concerto di questi artisti sopracitati. I primi perchè sono simpaticissimi e il secondo...beh, lui è un grande; punto!
    Okay, fine della propaganda abusiva ahahahha
    Buona lettura!
    Alis


    CAPITOLO VENTIQUATTRO.

    In macchina restiamo in silenzio per tutto il viaggio. Alice guarda fuori dal finestrino cercando ogni tanto di respingere qualche lacrima.
    "Vuoi davvero che ti accompagni a casa?" chiedo con la speranza che la sua risposta sia negativa.
    Non voglio riaccompagnarla a casa per doverle dire addio. Sarebbe l'ultima volta che la vedrei e solo il pensiero mi fa stare male. Voglio avere modo di passare ancora un pò di tempo con lei. Voglio tentare di riconquistarla; di riaverla mia anche solo per poche ore. Non voglio nemmeno pensare che il giorno dopo a quell'ora sarò di nuovo a Milano nella solita maledetta routine.
    "Non voglio che i miei mi vedano così!" risponde abbassando il viso.
    E' un no? O un sì? Oppure è un forse? O anche un 'Fai un pò come vuoi!'. Cos'è?? Okay, Ka calmati e respira profondamente. Decido io: è un 'Carmine portami alla villetta!'. E non ammetto repliche! Senza chiedere spiegazioni di nessun tipo per paura di ricevere una risposta diversa da quella che vorrei mi dirigo verso la villetta. Appena ci arriviamo davanti la vedo sorridere quasi sollevata e capisco così di aver indovinato la sua risposta. Sono davvero soddisfatto di me e del mio sesto senso!
    Entriamo in casa e la faccio accomodare nel divano del salone/cucina.
    "Vuoi qualcosa da bere?" chiedo aprendo il frigo.
    "Un bicchiere d'acqua grazie!" risponde giocando nervosamente con le mani.
    Le servo l'acqua e aspetto che finisca di bere per poi portarla in camera. Voglio che non si senta a disagio; che non si senta costretta a fare niente che non voglia davvero.
    "Ehm...sì, stanotte io dormo nel divano. Tu dormi pure qui con mia sorella!" dico indicandole il letto e prendendo delle lenzuola ed un cuscino da sistemare nel divano.
    "Aspetta. Cos'hai fatto alla mano?" mi chiede indicando il gesso.
    "Nulla. Ho voluto sperimentare su me stesso cosa si prova ad usare un albero come pungiball. Risultato? Una mano rotta e due dita fratturate. Decisamente da non rifare!" rispondo cercando di rendere la cosa meno grave di quanto sia.
    In effetti tutto quel gesso bianco e quelle stecche metalliche m'impediranno d'impugnare una chitarra per un intero mese. Puff, faccio meglio se non ci penso!
    "E' colpa mia?" chiede abbassando il viso forse in imbarazzo.
    "Non parliamone più, ti prego!" dico sospirando senza davvero rispondere alla sua domanda.
    Annuisce leggermente e poi mi sorride. "Avresti una maglietta da prestarmi per stanotte?"
    Sorrido e mi dirigo all'armadio iniziando a raccattarci dentro.
    "Non trovo nulla di adatto!" dico dopo pochi minuti.
    Mi volto e la trovo con la mia maglietta di Speedy Gonzales già indossata e i capelli legati in una coda disordinata. I suoi vestiti sono già ben sistemati nella sedia della scrivania.
    "Fai pure con comodo eh!" dico con tono sarcastico.
    Lei mi fa una linguaccia e si mette in ginocchio nel letto. "Ti va di unire i due letti e dormire qui?" mi chiede un pò insicura.
    Senza nemmeno rispondere sposto il letto di mia sorella e lo attacco al mio. Prima di coricarmi accanto a lei vado velocemente in bagno. Sbrigati i miei bisogni torno in camera e trovo Alice davanti al mio computer portatile che legge a voce alta.
    "'Perchè mi hai lasciato da solo dal giorno alla notte; senza nemmeno darmi spiegazioni. Perchè mi hai detto che saresti sempre stata mia ed invece adesso magari appartieni già a qualcun altro. Ma non ti odio. Non posso odiarti....'"
    "Ehy, che stai facendo?" dico scaraventandomi nel computer e chiudendolo.
    "Scusa. Volevo solo..." lascia la frase in sospeso sovrastata dall'imbarazzo.
    "No, scusami tu. Non hai fatto niente di male!" le dico accarezzandole un braccio.
    "Hai scritto tu quelle parole vero?" chiede indicandomi il computer.
    So a quali parole si riferisce. Quelle parole che ho scritto esattamente due settimane prima quando il mondo mi aveva voltato le spalle. Più precisamente, quando quella bugiarda della mia ex mi aveva voltato le spalle.
    "Sì, quel giorno ero depresso, lo ammetto!" rispondo accennando un sorriso.
    Non voglio che veda la sofferenza che mi riporta alla mente quel documento Word. Sarebbe da stupidi farsi sopraffare dal passato proprio ora, ma sento che è giunto il momento di dirle davvero tutto di me; di farmi conoscere senza maschere inutili.
    "Sai, erano passate meno di due settimane da quando la mia ragazza mi aveva lasciato. Mi sentivo uno stupido ad aver creduto che la nostra storia potesse andare a buon fine. Lei non era quella che credevo purtroppo. Un giorno quando ero tornato nella casa in cui avevamo deciso di convivere non l'avevo trovata. Avevo cercato per tutta la casa, ma di lei e delle sue cose non c'era nemmeno l'ombra. C'era solo un bigliettino nel letto. 'E' finita. Tu non fai per me e io ti tradisco da molto tempo ormai. Addio'. Così diceva il biglietto. Parole secche, che colpiscono dritte al cuore. Avevo passato interi giorni a chiedermi cosa c'era in me che non andava, ma tra i mille difetti che ho non avevo mai trovato quello che aveva fatto scaturire in lei quella fuga. Io l'amavo davvero, credevo in noi. Mi ero sentito perso senza di lei. Per questo avevo deciso di mettere una pietra sopra all'amore. Fino a che non ho incontrato te. All'inizio mi hai attratto solo perchè assomigliavi alla mia ex e un pò perchè volevo vendicarmi contro di lei, e anche perchè mi piacevi davvero ti ho voluta conoscere. Non avrei mai pensato che mi sarei di nuovo innamorato!"
    Respiro profondamente, quasi soddisfatto di essermi tolto quel grosso peso dallo stomaco. Alice, dopo avermi fatto posare la testa nelle sue gambe incrociate, ha iniziato ad accarezzarmi i capelli. Quando finisco di parlare sorride leggermente.
    "Sono quindi riuscita a far risvegliare il tuo cuore assopito?" chiede abbassandosi un poco verso la mia testa.
    Annuisco sorridente. Non avrei mai potuto chiedere di meglio: Alice sarebbe stata la mia perfezione!
    "Ti amo Carmine!"
    Nemmeno mi da il tempo di controbattere che le sue labbra sono già sulle mie. Quel bacio vale più di mille parole, più di mille chiarimenti e più di mille scuse. In effetti, pensandoci bene, l'amore non fa poi così schifo!


    Questo capitolo lo AMO SPUDORATAMENTE! ♥
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  5. #25
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    Predefinito Re: *Ti prego, salvami da questa trappola;

    Ed eccomi tornata.
    A dire il vero non so nemmeno perchè ieri sera non ho postato...mah, mistero!
    Comunque eccovi il nuovo capitolo
    Se non avete il diabete questo capitolo ve lo farà venire di sicuro. E' sdolcinato come lo zucchero a velo e smielato come il miele.
    E' troppo....troppo!
    Ma ogni tanto la dolcezza ci vuole nella vita quindi "Allegria", gente!
    Buona lettura.
    Alis


    CAPITOLO VENTICIQNUE.

    La sveglia nel comodino inizia a suonare insistentemente. Mi volto quanto basta verso il comodino e con una manata faccio tacere quell'arnese infernale. Mi volto dall'altro lato e facendo come se nulla fosse abbraccio Alice intenzionato a riaddormentarmi.
    "Carmine. Devi fare la valigia!" dice Alice ancora assonnata facendo crollare la mia intenzione di tornare tra le braccia di Morfeo.
    "Okay, okay, mi alzo!"
    Mi strofino gli occhi e dopo aver dato un bacio nella guancia alla mia principessa mi dirigo in bagno per fare una doccia. Per fortuna dentro non c'è nessuno: molto probabilmente sono tutti impegnati a sistemare le valigie o qualcuno forse ancora dorme - ad esempio il Pedretti!
    Mi lavo il più velocemente possibile per non sprecare nemmeno un secondo del tempo che mi resta con Alice. Non voglio nemmeno pensare che ci restano solo poche ore prima di dividerci per chissà quanto tempo. Mille mila chilometri ci divideranno ed entrambi dovremo essere forti per non farci battere da loro. Sarà ovviamente difficile, ma ci amiamo ed ho imparato che l'amore supera tutto e tutti; quindi sono più che fiducioso!
    Appena entro in camera la trovo che già sistema i miei vestiti nella valigia. Prende i pantaloni, li piega e poi li posiziona dentro al bagaglio. La stessa cosa fa con tutto il resto dei miei abiti con in viso un'espressione che rappresenta la tristezza. Mi avvicino a lei e l'abbraccio da dietro. Le bacio il collo dolcemente mentre lei continua imperterrita a sistemare tutto.
    "Non vedi l'ora che me ne vado per caso?" chiedo sedendomi dall'altro lato del letto.
    "Sei un pi*la!" mi dice facendomi una smorfia.
    Le prendo un polso e le sorrido. "Vieni qui!"
    Lei obbedisce e mi si siede in braccio. Le accarezzo i capelli, sfioro il suo nasino, le bacio le guance, assaporo le sue labbra.
    "Ti amo!" le sussurro ad un orecchio.
    Poi prendo dal comodino quella scatolina che era rimasta lì per troppo tempo. Gliela porgo e lei mi guarda diffidente.
    "Non è una bomba se è questo che temi!" le dico ridendo.
    Lei scuote la testa e apre la scatolina di velluto blu. Resta per un paio di secondi a guardare il ciondolo sfiorandolo delicatamente con le mani come se si potesse rompere.
    "Tu sei...sei pazzo!" dice lasciandosi scappare qualche lacrima.
    "E' un modo carino per dirmi che non ti piace?" chiedo cercando il vero senso della sua affermazione.
    "No, scemo. Vuol dire che io...io non ti amo!" dice seria.
    Resto di sasso all'udire delle sua parole. Non di nuovo. Non così. Non adesso. Non lei. Io la amo. Perchè lei no? Ho fatto qualcosa di sbagliato? Non sono stato abbastanza dolce o sincero? Perchè? Maledizione perchè?
    "Io farei qualunque cosa se tu me lo chiedessi, anche....che sò...fare un giro nelle montagne russe. Io ho il terrore delle montagne russe sai? Io morire per te. Non posso solo amarti. le parole per dirti quello che provo per te le devono ancora inventare! Sei il mio primo amore e ti ringrazio per essere esattamente come sei!"
    Sorrido e mi asciugo una lacrima sfuggita al mio controllo. Sì, anche Carmine Ruggiero ha un cuore. A volte sembro immune a tutto, ma non è proprio così!
    Alice sorride e mi bacia dolcemente. E' la seconda volta che prende lei l'iniziativa. E no, non mi da fastidio che sia lei a decide quando concedermi il lusso di poterla baciare.
    "Dai, finiamo con questa valigia che poi andiamo a fare colazione!" dice alzandosi e tornando ai miei vestiti.
    La osservo per qualche minuto. Voglio conservare la sua immagine. Voglio immagazzinare ogni più piccolo dettaglio. Voglio poter notare ogni suo cambiamento quando la rivedrò - sempre se ce ne saranno!. Voglio poterla sognare la notte ed averla costantemente in testa il giorno. Voglio che mi accompagni sempre l'immagina del suo viso. Voglio amarla anche da lontano.
    "La smetti di fissarmi? Mi metti in imbarazzo!" dice arrossendo e chinando la testa.
    Era da un pò che non la vedevo arrossire. Era da un pò che non compievo quella splendida magia. Sì, perchè vedere le sue guance colorarsi di rosa e sapere che sono stato io a farla arrossire mi fa sentire un mago.
    "Sono solo io che riesco a farti arrossire?" chiedo prendendola per i fianchi ed avvicinando i nostri corpi il più possibile.
    "In verità tu riesci a farmi fare anche cose impensabili. Sei per caso un mago?" chiede ridendo.
    "Ebbene sì. Nella vita privata sono un mago. Ma ora che lo sai mi toccherà ucciderti!" rispondo iniziando a farle il solletico.
    "Basta ti prego, basta!" mi supplica dopo che l'ho torturata per un pò.
    Mi fermo e senza farle dire nulla la bacio. Voglio che il suo sapore mi rimanga nelle labbra per sempre.
    "Ti amo!" mi sussurra all'orecchio come ho fatto io poco prima.
    Ci alziamo di nuovo dal letto ripromettendoci di non distrarci più. Non abbiamo più molto tempo per finire di sistemare il tutto.
    "Ehm...adesso mi cambio così ti rendo questa!" dice indicando la mia maglietta che ha addosso.
    "Tienila. So che ti piace tanto!" rispondo sorridendole.
    Lei risponde con un sorriso smagliante e orgogliosa annusa la maglietta. "Sa di sigaretta e di ammorbidente! Potrò sempre avere il tuo profumo addosso!" dice sorridendo mesta.
    "Ehy, niente musetti tristi. Leggi la collana...dice 'Mille o più chilometri non potranno scioglierci'. E così sarà chiaro?" affermo abbracciandola e guardandola negli occhi.
    Annuisce convinta e mi abbraccia fortissimo.
    Come sarà difficile non averla al mio fianco ventiquattro ore su ventiquattro. Sarà come patire le pene dell'Inferno. Ma nonostante tutto so di poter aspettare il momento in cui ci rivedremo. Perchè la distanza non è niente confronto al legame che ci unisce.


    Io vi ho avvisato che vi sarebbe venuto il diabete XD
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    Ultima modifica di >Alis}F.; 27-07-2010 alle 18:56

  6. #26
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    Predefinito Re: *Ti prego, salvami da questa trappola;

    Vi chiedo immensamente scusa. In questo periodo non ho avuto nemmeno un buco nell'arco della giornata per mettermi a scrivere e postare. Ho dei parenti bolognesi a casa e non ho mai tempo per stare al computer. Finalmente oggi ho avuto un pò di libertà così ho scritto e ora posto. Non so quando posterò il successivo anche perchè non l'ho nemmeno scritto! XD
    Spero che questo vi piaccia. E' scritto di fretta e non so nemmeno se sia sensato ahahahaha
    Buona lettura (:
    Alis


    CAPITOLO VENTISEI.

    Facciamo colazione in silenzio. Ci scrutiamo a vicenda per far sì che l'immagine dell'altro resti costantemente viva nei pensieri. Gli altri ci raggiungono ad uno ad uno sistemandosi intorno al tavolo senza spezzare il silenzio che c'è nella stanza. Nessuno trova la voglia di parlare, tutti siamo pressati dalla nostalgia. Due settimane sono volate ed in due settimane sono successe mille mila cose. Sono riuscito ad innamorarmi, a fare una caz*ata, a rimediare alla caz*ata fatta precedentemente e ad essere parzialmente felice in sole due settimane. Beh, dovrei entrare nel guinnes dei primati!
    "Ragazzi, dobbiamo andare!" dice Stefano mostrandoci i biglietti.
    Annuiamo tutti con in viso delle espressioni cupe. Nessuno avrebbe mai voluto la fine di quella vacanza. La Sardegna ci sarebbe decisamente mancata!
    Arriviamo all'aeroporto nel giro di una decina di minuti. Portiamo la macchina all'autonoleggio dell'aeroporto situato lì proprio per la praticità ai viaggiatori. Saliamo poi al piano superiore in silenzio. Lo stomaco mi si ritorce e le gambe diventano deboli al solo pensiero che mancano pochi minuti dal distacco da lei. Okay, ammetto che ci si mette anche la paura per l'aereo, ma il distacco da lei ha senza dubbio il sopravvento.
    "Noi andiamo ad occuparci del volo di Vale!" dice Stefano interrompendo il silenzio di tomba.
    Tutti annuiamo ed insieme a Vale si allontana. Restiamo per altri minuti in silenzio, tutti immersi nei propri pensieri.
    "E' meglio se inizio a salutarvi!" dice Alice all'improvviso.
    Si alza e comincia ad abbracciare e baciare a tutti. Con le ragazze ci resta qualche minuto in più, trattenendo a stento le lacrime per quel viaggio che dividerà la loro nuova amicizia. Quando torna Vale vedo che si lascia andare e qualche lacrima le sfugge.
    "Mi raccomando, controllamelo!" dice Alice alla sua migliore amica indicandomi.
    "Stai pur certa che lo terrò sempre d'occhio. Mi raccomando tu piuttosto, fai la brava in assenza della tua migliore amica!" le risponde Vale abbracciandola.
    Alice annuisce e si asciuga le lacrime.
    "Bene, vi lasciamo un pò soli!" dice Pedro allontanandosi seguito da tutti gli altri.
    "E' giunto il momento dell'addio!" dice Alice mordendosi il labbro inferiore.
    "Ehy, non è un addio. E' solo un arrivederci!" le rispondo accarezzandole la guancia.
    Mi butta le braccia al collo e si lascia andare ad un pianto liberatorio. "E' un arrivederci che fa malissimo!" cerca di dire tra i singhiozzi.
    "Tesoro ti prego non fare così! E' difficilissimo, ma noi ci riusciremo. Non voglio portarmi a casa il ricordo di te che piangi!"
    Le accarezzo i capelli poi scendo nella guancia e nel naso. "Voglio portarmi a casa il ricordo del tuo splendido sorriso. Dei tuoi occhi allegri e vivi. Della tua bellezza disumana quando si scatena la tua risata melodiosa. Voglio che il tuo ricordo mi aiuti a tirarmi su di morale quando voglio mollare tutto. Le tue lacrime non mi aiuteranno affatto!"
    Tira su con il naso e poi con il dorso della mano si asciuga le guance inondate di lacrime. "Sbrigati a memorizzare il mio viso perchè non so per quanto le lacrime resteranno ai margini degli occhi!" mi dice sorridendo leggermente, mentre dagli occhi già trabocca qualche lacrima.
    L'abbraccio sorridendo intenerito dalle sua parole. "Sarai il mio pensiero costante!" affermo guardandola negli occhi.
    "Anche tu. Sempre, comunque e dovunque!" mi risponde accarezzandomi la nuca rinunciando ormai a bloccare il suo pianto.
    Mi avvicino alle sue labbra e le bacio lentamente. Voglio che quel bacio mi rimanga impresso per sempre nella memoria. Come marchiato a fuoco nel mio cervello. Non è il solito sapore a cui ero abituato. Questo bacio purtroppo ha il gusto amaro delle lacrime. Sa di distanza e sofferenza. Sa di chilometri maledetti che ci terranno lontani e di pianti notturni nel silenzio della stanza.
    "Mi mancherai da morire!" dice Alice accarezzandomi la guancia.
    Le sorrido e poi poso la mia fronte contro la sua. "Ci sentiremo ad ogni secondo della giornata, te lo prometto!" le rispondo baciandole la punta del naso.
    "Mi amerai nonostante la lontananza?" mi domanda insicura.
    Storco il naso alla sua domanda e scuoto la testa. "Certo che ti amerò. Sempre, comunque e dovunque!" le dico citando le sue parole di poco prima.
    "Va bene, ti credo!" ribatte soddisfatta.
    Le accarezzo il braccio e la bacio di nuovo. Quei baci che non potrò avere per tanto tempo me li dovrò portare dietro solo tramite i ricordi. Sarà una tortura non poter più naufragare nelle sue labbra per chissà quanto tempo.
    "Scusate se v'interrompo, ma hanno chiamato il nostro volo!" ci avvisa Dani dopo essersi riavvicinato a noi.
    "Arrivo!" rispondo annuendo.
    Si allontana di nuovo e io guardo Alice negli occhi. "Promettimi che non piangerai appena me ne andrò!"
    Ci pensa un pò su e poi mordendosi il labbro annuisce. "Te lo prometto!"
    "Bene...arrivederci tesoro mio!" le do un ultimo bacio e poi lentamente mi allontano.
    "Ti amo!" mi grida quando sto per passare il metal detector.
    "Lo so. Anche io ti amo!" le rispondo gridando, fregandomene di tutti gli altri.
    Dopo di che mi volto e sospiro. Una lacrima solitaria solca la mia guancia. Mi mancherà infinitamente. Oh, se mi mancherà!



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  7. #27
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    Predefinito Re: *Ti prego, salvami da questa trappola;

    Gnare sono tornataaaaaa. Vi ringrazio per i commenti e per la pazienza. Ora sono di nuovo qui a postare. Però vi avviso già che sono in crisi: non so più come andare avanti. Cioè, un'idea ce l'ho anche, ma non so come impostare i capitoli. Non so proprio come riuscirò ad andare avanti ç_____ç
    Per adesso un capitolo ce l'ho ve lo posto subito!
    NON MI PIACE -.-''
    Buona lettura!
    Alis


    CAPITOLO VENTISETTE.

    E' incredibile quanto già mi manca. Mi manca quasi come se mi avessero tolto l'aria da respirare. Quasi come se non avessi più niente di sensato per cui vivere.
    Ritiro il mio bagaglio da nastro trasportatore e seguo gli altri che impazienti vogliono uscire dall'aeroporto. Il viaggio è stato tranquillo, o così mi è sembrato perchè ci ho fatto davvero poco caso. La mia piccola morettina mi ha occupato il cervello per tutto il tempo.
    Estraggo una sigaretta dal pacchetto appena varchiamo la porta scorrevole dell'aeroporto. Un pò di fumo nei polmoni mi aiuterà a rilassarmi.
    "Ka? Tutto bene?" mi chiede Angelica prendendomi a braccetto.
    "Sì, tutto a posto!" le rispondo semplicemente scompigliandole i capelli e tentando di fare un sorriso.
    In realtà non sto per niente bene, ma come mio solito non lo dirò a nessuno; mi terrò tutto dentro. Prendo il cellulare dalla tasca e scrivo in fretta un messaggio.
    "Mi manchi. Incredibilmente!" digito velocemente nella tastiera del telefono.
    Nemmeno qualche secondo che il telefono che ho appena riposto in tasca inizia a vibrare. Lo prendo e leggo il messaggio. "Anche tu mi manchi!"
    Perchè dobbiamo per forza soffrire in quel modo? Insieme ci equipariamo. Siamo un perfetto bilanciamento. Perchè siamo per forza costretti a stare separati? Non ce lo meritiamo affatto. Che grosso errore hai fatto Carmine Ruggiero nell'innamorarti della piccola morettina. Se tutto fosse andato come mi ero prefissato io, adesso non mi troverei in questa situazione. Se avessi evitato ogni contatto con lei a quest'ora non desidererei le sue belle labbra rosse. Se avessi lasciato da parte i sentimenti adesso non avrei voglia di stringerla nella mia morsa e coccolarla all'infinito. Quanti 'se' maledizione. Non mi serve a niente pensare come sarebbe potuta andare. Io, lei e la distanza...così stanno le cose ora!
    "Ka il taxi è arrivato!" mi avvisa mia sorella indicandomi il taxi appena arrivato nel parcheggio.
    Senza dire nulla salgo in macchina e prendo posto accanto al finestrino. Non ho nessuna voglia di parlare e spero vivamente che Dani e Sherry - che sono saliti nel taxi con me e mia sorella - lo capiscano subito. M'immergo semplicemente nel paesaggio che c'è fuori dal finestrino. Il grigiore di Milano mi fa deprimere ancora di più: dopo tutto il sole preso in Sardegna tornare qui, tra pioggia e nuvole, non è per niente facile!
    Per tutto il viaggio nessun argomento riesce ad attirare la mia attenzione; troppo concentrato a pensare ad Alice. Quanto fa male non sentirla vicina, non poterla abbracciare e baciare.
    In una ventina di minuti siamo a Legnano, precisamente davanti a casa mia. Come capita ogni volta che torniamo da un viaggio ci fermiamo tutti a casa dei miei genitori dove sono presenti anche i genitori degli altri tre deficienti. Ci sistemiamo sotto il gazebo in giardino con una lunga tavolata e ceniamo tutti insieme. Passiamo la serata a raccontare tutti gli aneddoti più divertenti del viaggio fino a che non si fa una certa ora e tutti tornano nelle proprie dimore. E' una specie di tradizione che si è consolidata per la prima volta al ritorno dal nostro primo tour. Ci piace stare tutti insieme; siamo come un'enorme famiglia.
    Entriamo in casa e tutti ci accolgono con baci e abbracci. I genitori di Ste conoscono Vale tra l'imbarazzo e la sorpresa che loro figlio abbia finalmente trovato una compagna. Dopo aver salutato i miei genitori me la svigno di nascosto. Di solito mi piace stare con tutti loro; con la mia enormissima famiglia, ma quella sera non è davvero aria. Ho bisogno di stare solo; di pensare. Spero che nessuno si accorga della mia assenza almeno per una buona mezz'ora. Neanche il tempo di finire di pensarlo che bussano alla porta della mia stanza. Mi alzo ad aprire e davanti mi ritrovo Alessia.
    "Salve!" dice sorridente. "Gli altri non si sono ancora accorti che non ci sei, ma è questione di minuti prima che vengano a cercarti!" m'informa sedendosi nel letto accanto a me.
    Sbuffo e mi corico a peso morto nel letto. Possibile che non si può avere nemmeno un minuto per stare da soli?
    "Ti manca immagino!" dice coricandosi affianco a me.
    "Mi manca in maniera spaventosa!" rispondo mettendo un braccio sulla sua schiena.
    Restiamo per qualche secondo così; coricati vicini senza dire nulla. Poi lei si siede nel letto dandomi le spalle e inizia a giocare nervosamente con le mani.
    "Ale cos'hai?" chiedo alzandomi anche io.
    "Ehm...Ka io ho un problema!" mi risponde sospirando.
    "Sì, immaginavo. Io sono qui per ascoltarti. Dai, spara!" affermo il più convincente possibile.
    "Okay...ecco...vedi...io ho un ritardo!" risponde velocemente in una confusione di parole.
    Lascio che la sua frase mi arrivi dritta al cervello e poi sgrano gli occhi. Ha detto che ha un ritardo o ho solamente sentito male io?
    "Tu stai dicendo che..." m'interrompo e scuoto la testa.
    No, devo per forza aver capito male!
    "Sì, Ka. Credo di essere rimasta incinta!" dice sospirando quasi affranta.
    "E'...è di Pedro vero?"
    Lei mi spinge con un colpo sulla spalla e rotea gli occhi al cielo. "Sì, certo che è di Pedro. Ma io ho paura!"
    "Ma di cosa? Ale noi siamo con te. Pedro sarà felicissimo. Immaginati quanto andrà pazzo per un piccolo Pedretti! Devi stare tranquilla!"
    Le sorrido e le prendo il viso tra le mani per poi baciarle la fronte. Lei mi sorride, quasi sollevata e mi da un bacio nella guancia. "Grazie! Però non devi dirlo a nessuno per favore!"
    "Va bene. Sarò muto come una tomba!" rispondo sorridendo.
    Anche lei sorride e poi poggia la testa sulla mia spalla. Le accarezzo la pancia e poi le bacio i capelli. La notizia ovviamente mi ha lasciato abbastanza sconvolto. Marco un padre. Ma in quale mondo? Lui nemmeno sa badare a se stesso, come potrà badare ad un piccolo Pedretti? Beh, come farà non lo so, ma sono certo che insieme ad Alessia riusciranno a costruire una bella famiglia. E noi saremo ovviamente al loro fianco!


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    Ultima modifica di >Alis}F.; 09-08-2010 alle 11:05

  8. #28
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    Predefinito Re: *Ti prego, salvami da questa trappola;

    Eccomi ricomparsa. Diciamo che un modo per andare avanti FORSE l'ho trovato. Per ora ho scritto un capitolo. Brutto e molto tappabuchi, ma vi prego di accontentarvi per adesso!
    Spero di riuscire a ringranare la marcia al più presto!
    Buona lettura.
    Alis


    Capitolo 28

    Quel pomeriggio ho promesso che accompagnerò Alessia a fare shopping. Okay, non è per niente da me, ma è una mia amica e dirle di no nelle condizioni in cui è non mi sembrava giusto. Voglio aiutarla sempre; costantemente ogni volta che ne avrà bisogno. Sarò come la sua ombra. Tengo a lei e a quella creatura che porta in grembo. Essere la prima persona a saperlo mi ha veramente dato alla testa.
    Esco di casa e dopo essermi messo alla guida raggiungo velocemente casa di Pedro e Alessia. Parcheggio, scendo e suono. Pochi minuti e Pedro mi viene ad aprire.
    "Ehy depresso, come mai qui?" mi chiede facendomi entrare in casa.
    Depresso. Io non sono depresso. E' solo che sono poco allegro, ecco. Il problema è sempre la lontananza. Nonostante Alice e io ci sentiamo tutti i giorni la lontananza ci uccide piano piano. Farci l'abitudine sarà molto difficile.
    "Alessia non te l'ha detto? L'accompagno a fare shopping!" rispondo con un'alzata di spalle.
    Pedro resta a fissarmi per qualche secondo forse non riuscendo a trovare il nesso nella mia farse. Io, shopping e Alessia: cosa abbiamo in comune? Lui non può saperlo perchè per via della sua testardaggine Alessia ancora non gliel'ha detto, ma di mezzo c'è un piccolo Pedretti.
    "Scusa? Tu stai per portare la mia ragazza a fare shopping? Da quando il mio migliore amico porta la mia ragazza a fare shopping?" marca ripetutamente la parola 'mia' come se volesse farmi capire qualcosa.
    Non avrei mai immaginato che Pedro se la sarebbe presa in quel modo.
    "Non ti fidi di me?" chiedo alzandomi dal divano e mettendomi davanti a lui.
    Tutte quelle chiacchiere non hanno senso. Pedro non mi avrebbe mai parlato in quel modo se non provasse un pò di gelosia. Gelosia per cosa poi? Alessia è solo mia amica, niente di più!
    Pedro non fa in tempo a rispondermi che Alessia scende le scale e mi viene incontro. "Andiamo?" mi chiede sorridente.
    Mi da un bacio nella guancia e io a mia volta le bacio capelli non togliendo la sguardo nemmeno per un secondo da Pedro. "Sì, andiamo!"
    "Pedro non so a che ora torno. Per pranzo fai tu no?" domanda Alessia voltandosi verso Pedro.
    "Tranquilla. Vai pure a divertirti con il mio migliore amico!" risponde Pedro con tono acido.
    Per fortuna quel tono lo noto solo io. Lo ignoro completamente e raggiungo Alessia in macchina. Metto in moto e parto verso i grandi magazzini. Per fortuna non troviamo molta gente così parcheggio vicino all'ingresso e c'immergiamo subito tra i negozi.
    "Cosa hai intenzione di comprare?" le chiedo abbracciandola mentre si guarda intorno.
    "Uhm...non lo so. Per prima cosa devo prendere un passeggino poi a tutto il resto ci penserò quando saprò il sesso del piccolo!" risponde accarezzandosi la pancia e stringendosi a me.
    "E come farai con Pedro? Non credo che se torni a casa con un passeggino non ti farà domande!" replico convinto.
    "Ed è per far sì che Pedro non faccia domande che il passeggino lo terrai tu!"
    Si ferma di botto e mi guarda negli occhi con fare supplichevole.
    "No, no e no. Insomma, okay accompagnarti a fare spese. Va bene non dirlo a nessuno. Ma non esiste proprio che mi porto un passeggino a casa. No, proprio no!" rispondo con fare categorico.
    Lei scuote la testa e mi fa una pernacchia. "Alice approverebbe!" continua insistente.
    "Alice non c'è okay? Non è qui e non può approvare. Cavolo, ma che c'entra Alice adesso? Maledizione!"
    Mi giro un pò intorno cercando di sbollire la rabbia. Non so perchè ho avuto una reazione del genere, ma sapere che Alice non potrà approvare la mia decisione di persona mi crea nervosiso. Mi riavvicino ad Alessia e chino il capo. "Scusa, non volevo risponderti così! Scusami!"
    Lei scuote la testa e mi sorride. "Tranquillo, ho sbagliato io. La distanza ti sta uccidendo!"
    Annuisco condiscendete alla sua affermazione e l'abbraccio. "Comunque non dovevo reagire così!" ribadisco sospirando.
    "Okay, mettiamoci una pietra sopra. Che ne dici di pranzare e poi di andare a trovare Andrea agli studi di Virgni Radio? Ti farà bene passare del tempo in maniera diversa. Non fai altro che stare davanti alla tv o suonare. Non che non vada bene, ma è ovvio che pensi ad Alice in quei momenti! Dai, ci stai?" cerca di convincermi.
    In effetti non ha tutti i torti. Da quando la vacanza è terminata non ho fatto altro che guardare la tv o suonare. Inevitabilmente la finivo per pensare ad Alice e a quei maledetti chilometri che ci separano. Stare un pò con Andrea non mi avrebbe fatto di certo male.
    "Va bene, ci sto!" acconsento sorridente.
    Lei mi sorride di rimando e abbracciati ci dirigiamo ad un fast food.
    Svagarmi, ecco di cosa ho bisogno. Alice è un chiodo fisso che non posso fare a meno di tenermi in testa, ma se quel chiodo lo sposto poco poco più al buio male non mi farà. La distanza non ci deve distruggere.
    'Mille o più chilometri non potranno scioglierci!'


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  9. #29
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    Predefinito Re: *Ti prego, salvami da questa trappola;

    Oh, ma sono io. Sono davvero io eh!
    MIRACOLO! Sì, 'stavolta è un miracolo davvero.
    Vi ringrazio tutte per i commenti. Oh, quanto siete fantastiche come lettrici *O*
    Io invece sono una pessima scrittrice, lo so.
    Vi chiedo scusa per il ritardo ,ma non avevo ne tempo ne ispirazione per scrivere purtroppo.
    Ora ho buttato giù un capitolo, ma ovviamente non mi piace - avevate dubbi?.
    Però lo posto lo stesso perchè questi sono giusto dei capitoli di passaggio. Il meglio deve ancora venire....spero XD
    Okay, bando alle ciance: eccovi il capitolo.
    Spero vi piaccia!
    Alis


    Capitolo 29

    Dopo aver pranzato ad un fast food ritorniamo alla macchina e dopo aver sistemato il passeggino bianco candido ci avviamo agli studi di Virgin Radio. Arriviamo lì in una decina di minuti ed entriamo dentro in cerca di Andrea. Dopo aver salutato qualcuno finalmente vediamo Andrea che ci viene incontro.
    "Ehy, ma guarda un pò chi si vede! Ma Carmine che hai fatto alla mano? Non posso lasciarti da solo due settimane che torni con un gesso al braccio?"
    Si avvicina ad Alessia e si scambiano i consueti due baci sulle guance. Poi saluta me con una pacca sulla spalla.
    "Questo gesso era un esperimento da non rifare. Ti spiegherò poi!" rispondo scuotendo la testa.
    "Okay, okay, non insisto. Tanto prima o poi verrò a sapere come te lo sei fatto! E ditemi, com'è andata la vostra vacanza in Sardegna? Gli altri tutto bene?" chiede invitandoci a sedere in delle poltrone nere.
    "Oh, la vacanza è stata uno spasso. Dovevi venire anche te! E gli altri stanno tutti benissimo. Ah, non sai le novità: Stefano e Carmine si sono trovati la morosa!" dice Alessia con frenesia mentre ricorda le serate in quel di Cagliari.
    Sbuffo consapevole che adesso Andrea non farà altro che riempirmi di domande sulla mia ragazza. Ma Alessia non poteva tenere la bocca chiusa?
    "Stefano innamorato? Non credo finchè non vedo!" afferma sorridendo. "Oh oh, il Carmine s'è innamorato! Ma allora anche tu cadi davanti alla freccia di Cupido. E dimmi come si chiama, quanti anni ha e adesso dov'è?" continua, incitandomi a parlare.
    Sospiro maledicendo Alessia in tutte le lingue possibile. Appena saremo soli mi dovrò ricordare di strozzarla! "Si chiama Alice, ha 17 anni e ora sta a casa sua!" rispondo risoluto. "Devo anche farti la descrizione fisica o dirti quante volte va in bagno?" continuo ironico dandogli una spallata.
    "Uhm...ehy, hai detto che è a casa sua? Non è venuta a Milano con te?" chiede Andrea afferrando proprio la parte di frase che avrei voluto non recepisse nemmeno.
    Ora darà il via alla ramanzina sulla distanza e balle varie. Quando fa l'amico saggio è una palla assurda!
    "Sì, è rimasta a Cagliari. Lì ha il suo lavoro e poi a Settembre dovrà ricominciare la scuola. Senti, ti prego, niente predica eh!" dico quasi supplichevole.
    "No, okay, niente predica, ma sai anche tu che gli amori a distanza sono un casino totale!" afferma convinto mentre annuisce.
    "Già, lo so!" dico a bassa voce pensando alla nostalgia che in questi giorni non mi molla mai.
    "Beh, questa sera siete ufficialmente invitati all'Alcatraz. Io e gli altri suoniamo ed è un'occasione per passare del tempo tutti insieme! Ovviamente ditelo anche agli altri eh!" c'informa Andrea sorridendo.
    "Bene, vedremo di esserci allora!" risponde Alessia già esaltata.
    Quando si tratta di concerti, eventi o discoteche Alessia non può di certo mancare. Ah, ma quella sera non le farò toccare nemmeno un goccio di alcool!
    "Vi aspetto alle 22.00 davanti all'entrata dell'Alcatraz okay?" ci sollecita Andrea prima di salutarci.
    Annuiamo accettando di buon grado l'invito e dopo aver salutato torniamo alla macchina.
    "Stasera ci divertiamo!" dice Alessia allacciandosi la cintura di sicurezza appena saliamo in macchina.
    "Ehy, per prima cosa grazie per aver sbandierato tutto davanti ad Andrea" mi fermo un attimo e mi volto verso di lei per guardarla, notando che è parecchio spaesata. "Non fare la finta tonta: parlo di Alice! Potevi anche non dirgli niente. Sai perfettamente che gli piace fare il saggio filosofo! E seconda cosa tu stasera non toccherai nemmeno una goccia di alcool, sia chiaro!" affermo dopo aver messo in moto ed essere partito in direzione di casa mia.
    "Come niente alcool? Ma allora tu mi vuoi male! Carmine è una serata tra amici non posso non bere. Quella stro*za della Sha mi farà morire d'invidia perchè lei può bere e io no! E poi che motivo diamo agli altri del perchè non posso bere?" chiede quasi piagnucolando cercando di salvarsi.
    "Avrai un tremendo mal di stomaco che non ti permetterà nemmeno di annusare uno spritz. E a Sherry ci penso io!" rispondo soddisfatto della mia scusa trovata al momento.
    Lei mi guarda fulminandomi e poi incrocia le braccia al petto. "Perchè ho scelto di dirlo proprio a te che sono incinta?" farfuglia tra se e se.
    "Ma perchè io sono il migliore amico che potessi desiderare!" rispondo ridendo dandole un buffetto nel naso.
    "Ma vaffancu*o va!" afferma con tutta la finezza possibile mentre mi da un pugno nella spalla.
    Ridiamo insieme e per tutto il viaggio non facciamo altro che prenderci simpaticamente a parole. Questo è il nostro modo per dimostrarci affetto!
    Dopo aver portato il passeggino a casa mia - sì, perchè alla fine mi ha convinto a tenerglielo! - l'accompagno a casa sua.
    "Grazie per la giornata Ka!" dice schioccandomi un bacio nella guancia.
    "Oh, figurati. Ci vediamo stasera e ricordati di avvisare anche gli altri!"
    Annuisce e poi si chiude la porta alle spalle. Risalgo in macchina e dopo essermi legato la cintura di sicurezza mi dirigo in un luogo tranquillo. Ho bisogno di stare un pò da solo a pensare. Magari chiamerò Alice. Così non sarò da solo ad assaporare il gusto amaro della distanza.


    Andrea è un mito v.v
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    Ultima modifica di >Alis}F.; 17-08-2010 alle 09:44

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    Predefinito Re: *Ti prego, salvami da questa trappola;

    Vi chiedo scusa per l'ennesima volta. Non ho nessuna scusa valida per i miei continui ritardi. Il vero problema è che purtroppo non riesco più ad andare avanti. Mi pianto per giorni e giorni sullo stesso capitolo. Sono confusa sui capitoli da scrivere, anche perchè Carmine e Alice sono divisi e non ho la più pallida idea di cosa far succedere per animare le cose. Boh, questa fan fiction è un blocco dello scrittore enorme...e anche un totale tappabuchi purtroppo. Mi dispiace stia andando avanti così...
    Comunque finchè i capitoli vengono fuori - anche se lentamente - continuo a postare.
    Buona lettura.
    Alis


    CAPITOLO TRENTA.

    Decido di andare un pò in Piazza Duomo in qualche via secondaria per far sì che non ci siano miliardi di persone. Impossibile per Milano, ma c'è una minima speranza che alle cinque del pomeriggio di una sera d'Agosto gli abitanti di Milano siamo più che occupati nelle loro belle vacanza. M'inoltro in una via sperduta e lì rimango. Mi siedo in dei gradini ed estraggo il cellulare dalla tasca. Digito il suo numero e dopo il terzo squillo la sua voce arriva dritta nel mio orecchio.
    "Pronto?" risponde probabilmente senza aver nemmeno guardato il nome dell'interlocutore.
    "Mi manchi!" affermo di slancio quando la sua voce mi fa venire i brividi lungo la schiena.
    "Anche tu. Come va?" chiede cercando di non rattristarsi.
    L'incoraggiarsi a vicenda è una delle cose che ci aiuta ad andare avanti. La mancanza di un sorriso reciproco o anche solo di uno sguardo pesa come un macigno, ma il tentativo d'incoraggiamento alterno c'incentiva ad andare avanti nonostante tutto. E' una dimostrazione sempre costante che entrambi crediamo nella nostra storia mal grado i chilometri che ci separano.
    "Diciamo che va bene. Tu?"
    La sento sospirare dall'altra parte probabilmente intenta a trattenere invano qualche lacrima. La sofferenza è il condimento di ogni nostra telefonata. Probabilmente, se la conosco bene, appena metterà giù inizierà a piangere. Ed io non potrò essere con lei!
    "Ali, ti amo!" dico semplicemente con la speranza di rassicurarla e farla stare bene.
    "Sì, anche io! E' così ingiusto tutto questo!"
    Annuisco nonostante lei non possa vedermi. E' ingiusto che siamo costretti a non poterci amare da vicino. E' ingiusto forse anche che ci siamo innamorati. Eppure è successo e noi siamo colpevoli di una cosa che ci ha colpito senza che noi ce lo aspettassimo.
    "Amore, io devo andare. Ci sentiamo. Ti amo!" mi dice all'improvviso.
    La saluto e dopo aver chiuso la chiamata risalgo in macchina e mi dirigo verso casa. Appena metto piede in camera mia mi getto di peso nel letto. Il sonno mi rapisce lentamente. Nei miei sogni appare silenzioso il mio angelo. Forse è per farmi avere la sensazione di avere Alice più vicino che in un attimo mi addormento.

    "Ka, sei pronto?" chiede mia sorella entrando in camera.
    Apro lentamente gli occhi e dopo aver fatto mente locale di dove sono e chi sono soprattutto cerco di dare una risposta sensata a mia sorella. Ovviamente con scarsi risultati dato che ancora sono nel mondo dei sogni.
    "Ti vuoi sbrigare? Siamo i ritardo!" sbotta mia sorella strattonandomi nel letto.
    Solo in quel momento mi ricordo dell'appuntamento con Andrea fuori dall'Alcatraz. Guardo l'orologio e noto che sono in ritardo di cinque minuti. Da qui a prepararmi il ritardo diventerà come minimo di un quarto d'ora. Accidenti a me, al sonno e anche ad Alice sì!
    Senza rispondere a mia sorella corro in bagno e m'infilo sotto il getto dell'acqua gelida della doccia. Una piccola punizione personale per il ritardo che sto per fare. Odio tremendamente il ritardo. Per colpa del ritardo avevo perso l'opportunità di fare l'esame per la scuola artistica. Sbuffo e in tutta velocità torno in camera raccattando la prima cosa che trovo dall'armadio senza nemmeno accertarmi che sia qualcosa di appropriato da mettere. Prendo alla svelta le chiavi della macchina e dopo aver dato una strigliata a mia sorella per farla scendere, salgo in macchina e metto in moto.
    Quando arrivo davanti all'Alcatraz sono già tutti lì fuori che aspettano. C'è già anche Pedro ciò significa che sono davvero in un ritardo tremendo.
    "Scusatemi, davvero. Mi sono addormentato!" dico appena arrivo da loro sperando che non mi prendano a mazzate.
    "Sei un *****. Andiamo va!" mi dice Alessia prendendomi sotto braccio.
    Mi volto verso Pedro e noto il suo sguardo. Se potrebbe mi ammazzerebbe, senza ombra di dubbio. Sto avendo come la sensazione che sia leggermente geloso. Forse dovrei parlargli. Beh, male non farebbe. Ci penserò più tardi, sperando di restare sobrio il tempo necessario per parlare seriamente. Seguiamo gli altri all'interno del locale dove Andrea e gli altri si stanno preparando per iniziare. Si sistemano con i loro strumenti e via al concerto. Come al solito spaccano. Sono pura energia, pura voglia di fare casino. Sono gli Andead: ho sempre creduto in loro!
    Il concerto termina dopo una buon'ora di bella musica. Andrea scende dal palco entusiasta del successo.
    "Complimenti...come al solito avete spaccato!" dico congratulandomi con tutti e abbracciandoli.
    Decidiamo di sederci tutti insieme a dei tavolini per parlare un pò e raccontare i dettagli della nostra vacanza in Sardegna.
    Stefano presenta Valentina ai ragazzi che molto stupiti le stringono la mano. Vedere Ste fidanzato fa un certo effetto a tutti a quanto pare!
    "Adesso ci manca da conoscere la morosa di Ka!" dice Andrea guardandomi di sottecchi. "Speriamo che presto riesca a salire a Milano no?" aggiunge annuendo da solo.
    "Già, speriamo!" rispondo semplicemente mandando giù il mio bicchiere di Gin.
    La serata passa tranquilla tra risate e chiacchiere. Una serata tra amici era ciò che più mi serviva per sentirmi meno solo.


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