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  1. #11
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    Predefinito Re: *Ti prego, salvami da questa trappola;

    Vi chiedo scusa per l'assenza, ma sono stata molto impegnata tra compleanni e mare..sì, mare per quanto possibile .-.
    Eccovi l'undicesimo capitolo.
    A me non piace tanto, ma è tipo un tappabuchi quindi accontentatevi XD
    Buona lettura
    Alis


    CAPITOLO UNDICI.

    Dopo aver mangiato la cena preparato da Sherry e Ale - okay, stavolta sono state brave. Solo stavolta però! - decidiamo di uscire e girare un pò per il centro di Cagliari. Usciamo di casa e quando siamo davanti alla macchina restiamo fermi a guardarci in faccia.
    "Chi guida?" chiede Pedro facendo un passo indietro. Sì, si sta passando!
    "Ah, io no grazie" risponde Stefano alzando le mani in alto come per dichiararsi innocente.
    "Ste, tu ci faresti solo perdere!" lo provoca Angelica.
    "Gne gne!"
    Ste si siede nel sedile posteriore e come un'aquila che ha appena adocchiato una preda Simona gli si siede accanto. Sono certo che Ste si stancherà molto presto di lei.
    In quando a Dani non presta nemmeno attenzione alla conversazione, troppo impegnato a parlare con Sharon. Quei due sono davvero bravi a passarsi in qualunque situazione!
    "Va bene, mi sembra ovvio che debba guidare io. Siete dei passivi di me*da!"
    Predo il posto dell'autista e mia sorella mi si siede accanto. Accendo il tom-tom e poi mi volto dagli altri. "Dove dobbiamo andare?"
    Alessia si sveglia dal suo insolito silenzio e mi mostra un dépliant azzurro. "Oggi in via Garibaldi c'è la Notte Bianca. I negozi sono tutti aperti fino a mezzanotte; possiamo approfittarne per fare shopping!"
    Sherry si avvicina ad Alessia e comincia a guardarmi con gli occhi da gatto con gli stivali di Shrek. Angelica e Simona sembrano d'accordo con loro.
    "Ragazzi voi ci stare?"
    Di malavoglia Ste, Dani e Pedro e annuiscono e io non posso fare altro che programmare il tom-tom. Spero vivamente che non passeremo l'intera serata a fare shopping!
    "Ka perchè non chiami Alice e le dici di raggiungerci con Valentina?"
    Guardo Stefano dallo specchietto retrovisore e lui mi sorride. Credo che abbia capito che anche io ho capito. A lui quella Valentina piace; e non poco!
    "Va bene, quando arriviamo lì la chiamo!"
    Continuo a guidare e per fortuna arriviamo a destinazione senza perderci nemmeno una volta. Non aspetto nemmeno mezzo secondo e dopo aver parcheggiato prendo il telefono e chiamo Alice. Risponde subito dopo il secondo squillo. "Pronto?"
    "Ali sono Carmine. Io e i ragazzi siamo in via Garibaldi e ci chiedevamo se ti andava di venire. Ovviamente l'invito è esteso anche per la tua amica!"
    La sento mugugnare dall'altra parte dell'apparecchio. "Chiamo Valentina e vi raggiungiamo. Ci vediamo davanti al Bastione tra dieci minuti okay?"
    "Va bene. A dopo. Un bacio!"
    "Un bacio!" risponde per poi mettere giù subito dopo.
    Appena metto in tasca il cellulare Ste mi si avvicina e mi guarda in attesa di notizie.
    "Saranno qui tra dieci minuti!"
    Nei suoi occhi noto un guizzo allegro. Non si starà mica innamorando questo? Sarebbe un miracolo; un enorme miracolo!
    Ci avviamo verso il Bastione con Alessia che da le indicazioni mentre consulta una cartina. Quando arriviamo lì ci sediamo nei gradini e aspettiamo.
    "Ciao!" dice qualcuno alle mie spalle.
    Mi volto e Alice mi sorride dolcemente. Mi alzo e getto la sigaretta appena finita per terra. Avvolgo le mie braccia nei suoi fianchi e la bacio dolcemente.
    "Ciao a tutti!" dice Vale salutandoci con la mano.
    "Ehy ciao Vale. Come va?"
    Ste le si avvicina e le accarezza i capelli. Guardo Simona e noto che vorrebbe strozzarlo. Prevedo disastri per il caro Mantegazza.
    "Tutto bene. A te come va bassista sfigato?"
    Valentina sorride e incrocia le braccia al petto. Oh, Stefano Mantegazza ha trovato pane per i suoi denti.
    "Okay, adesso noi andiamo a fare shopping. Ciao barboni!"
    Alessia e Sharon prendono Valentina e Alice a braccetto e insieme ad Angelica si avviano per i negozi. Simona le segue, poco convinta sul da farsi.
    "La tua ragazza sembra abbastanza incaz*ata!" dico a Ste dandoli una spallata.
    "'Sti caz*i. Io la devo mollare in qualche modo..." dice convinto. "E Valentina è il modo giusto no?" dico io continuando la sua frase.
    Mi allontano dirigendomi da Dani e Pedro che stanno seguendo le ragazze. Dopo che nostre donne hanno svaligiato quasi tutti i negozi ci fermiamo in una piazza a riposare.
    "Sono proprio contento che mia sorella mi abbia prosciugato la carta di credito!" dico sedendomi in una panchina con tono sarcastico.
    "Tranquillo, non sei l'unico a cui è stata prosciugata la carta di credito!" mi dice Dani sedendomisi affianco.
    "Adesso tocca a noi divertirci. Che ne dite di andare in qualche locale?"
    Ste ha ragione. Un locale è proprio ciò che mi serve per poter mettere in atto il mio piano. Alice deve capire che non è niente d'importante tra di noi. Ed è meglio che lo capisca subito!


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  2. #12
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    Predefinito Re: *Ti prego, salvami da questa trappola;

    Vabbè, ho capito che non risponderà nessuno se non la mia zia Vale (♥)
    E io posto lo stesso. Magari rispunta qualcuno - come i funghi v.v
    Commentate di più altrimenti non posterò più - sì, è una minaccia XD
    Buona lettura
    Alis


    CAPITOLO DODICI.

    Alice e Valentina ci hanno portato in un locale chiamato 'Sotto la torre'. Il nome nasce perchè il locale è posto proprio sotto la Torre dell'Elefante. Davvero un bel posto; molto suggestivo. L'unico punto a sfavore è che non è molto frequentato e resta comunque un pò nascosto e riservato. Credo che qui in questo posto non riuscirò a trovare nessuna ragazza per mettere in atto il mio piano. Massì, posso anche rimandare per stavolta!
    Ci sistemiamo in un tavolo tondo posto all'aperto. Le luci leggere della torre rendono l'aria molto romantica.
    "Vi piace qui? E' un posto molto romantico!" afferma Alice come se mi avesse appena letto nel pensiero.
    "Già. Davvero bello. Queste luci risaltano il colore candido della tua pelle!" dice Ste accarezzando Valentina nella guancia.
    Simona guarda la scena abbastanza irritata. Non so per quanto tempo riuscirà a trattenere l'istinto di prendere Stefano a mazzate.
    "Che modo povero per corteggiare. Non sai fare di meglio?" risponde Vale provocandolo.
    Sembra che i due siano entrati in un mondo fatto su misura per loro. Ste se ne frega altamente di Simona e Valentina fa la preziosa, ma sono certo che cadrà ai suoi piedi nel giro di qualche ora.
    "Ti va di salire sulla torre prima di cominciare a bere?" mi chiede Alice sorridendo.
    Alzo il viso e guardo la torre. E' alta okay, e sarà faticoso, ma mi affascina pensare a cosa troverò quando sarò giunto in cima. E poi non posso dire di no al faccino dolce di Alice che attende impaziente una risposta.
    "Okay, saliamo. A chi dobbiamo chiedere?"
    Ali mi sorride e si alza. "Aspetta qui!" si allontana dopo avermi dato un bacio nella guancia. Aspetto lì per un pò. Intanto Stefano corteggia ancora Valentina con lo sguardo omicida di Simona che li scruta. Marco e Alessia stanno passeggiando là vicino. Mentre Danilo e Sharon si stanno letteralmente risucchiando la faccia. Che baci intensi che si danno!
    "Eccomi. Andiamo!" dice Alice appena tornata mostrandomi un mazzo di chiavi.
    Mi alzo e ci avviamo ad un cancelletto che Alice apre con una delle chiavi del mazzo. Facciamo qualche gradino fino ad arrivare all'inizio della lunga 'scalata'.
    "Sei ancora in tempo per tirarti indietro sai? Sono quattro piani con delle scale ripide così" mette la mano in obliquo per 'mimare' le scale e poi mi fa una linguaccia.
    "Tranquilla, riuscirò ad arrivare alla fine!" affermo convinto dandomi delle arie.
    "Bene, allora iniziamo a salire!"
    Seguo Alice che tutta saltellante sale tranquillamente la prima rampa di scale. Camminiamo lentamente in modo da non stancarci e a volte ci fermiamo per scambiarci baci e carezza. Non riesco a resisterle. Quando incrocio il suo sguardo divento debole; mi è impossibile resistere all'impulso di baciarla o anche solo accarezzarla. Mi chiedo come riuscirò ad essere freddo e distaccato con lei. Sarà un'impresa molto ardua.
    Quando dobbiamo salire l'ultima rampa mi fermo e mi appoggio alla ringhiera. "Aspetta...sono stanco!" dico affannando.
    Lei si volta di un poco, dall'alto dei pochi gradini già saliti, e mi sorride. "Dai, siamo quasi arrivati! Il panorama ripagherà la fatica, te lo assicuro!"
    Prendo un bel respiro e comincio a salire. Quando raggiungo la fine dei gradini non mi sembra vero. Riprendo fiato e poi raggiungo Alice che si è appoggiata alla ringhiera; intenta a guardare il bellissimo paesaggio. L'abbraccio da dietro e le bacio il collo.
    Davanti a noi si estende una distesa di case e chiese. L'acqua color della notte brilla lontano. E il cielo incornicia quella vista meravigliosa che sembra appartenere ad un sogno. L'aria fresca ci sfiora il viso e il rumore del silenzio lascia spazio alla fantasia. La maledetta fantasia che tra noi possa essere qualcosa di concreto; che tra noi non sarà solo sesso. Lascia in gola il bruciore della distanza che spezza il magico sogno di un amore splendido. Devo farmene una ragione; a malincuore, ma tra noi non ci potrà mai essere niente di serio.
    "A che pensi?" mi chiede Alice senza voltarsi.
    "A niente. A niente!" rispondo semplicemente.
    Non voglio rovinare quel momento. La malia di quella notte merita di restare immacolata; senza parole a rovinarne l'aria.
    "Cosa credi che accadrà tra noi?"
    Alice si volta leggermente, giusto il tempo di guardarmi negli occhi e poi disperde di nuovo il suo sguardo nell'orizzonte.
    "Non pensiamoci adesso; per favore!"
    In realtà non lo so cosa ci succederà. Io non voglio innamorarmi di lei perchè sono consapevole che la distanza sarebbe impossibile da reggere. Il mio piano era quello di divertirmi e giocare con lei e tale deve restare. Ma non posso dirglielo. Non posso dirle che non voglio amarla. Ma sarebbe sbagliato anche illuderla. Non devo essere dolce e gentile con lei altrimenti finirei solo per ferirla. Lei mi si avvicina e cerca le mie labbra. Faccio un passo indietro; sfuggendo al suo bacio cercato e inizio a scendere le scale senza dire niente. Non voglio continuare a mentirle. Io con lei non voglio una storia seria: non sarebbe giusto farle credere il contrario!

    Vi posto qui due foto della Torre dell'Elefante; giusto per farvi un'idea:
    L'elefante che da il nome alla torre: http://i46.tinypic.com/23tpf1l.jpg
    La torre nelle Notti Bianche: http://i47.tinypic.com/2jai9li.jpg



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  3. #13
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    Predefinito Re: *Ti prego, salvami da questa trappola;

    Ammetto che mi hanno convinto gli insistenti coff coff della zia Vale a postare.
    Eccovi il tredicesimo capitolo.
    Vi avevo detto che il Carmine è un pò confuso. Ma giusto un filino eh!
    Buona lettura (:
    Alis


    CAPITOLO TREDICI.

    Sono passati un paio di giorni da quando siamo stati alla torre. D'allora non ho più cercato Alice. Non voglio sentirla per continuare a mentire. Mi dispiace allontanarmi da lei, ma se non ha capito dall'inizio come stavano le cose tra noi io non posso continuare ad illuderla.
    Mi alzo dal letto solo quando sento delle urla provenienti dalla cucina. Mi vesto velocemente e raggiungo la stanza dove sembra scoppiata la Terza Guerra Mondiale.
    "Sei uno st*onzo Stefano. Sono giorni che non passiamo più un momento insieme e per di più tu ti metti a corteggiare la prima che capita come se io non ci fossi! Cosa credi che sia un giocattolo? Ti sbagli di grosso. Sei solo un cog*ione!"
    Simona grida come una pazza mentre si dimena. Ste la tiene stretta per i polsi in modo da non beccarsi qualche schiaffo. Da quanto vedo Simona si è stancata del comportamento che Ste ha con Vale. Non immagino cosa farebbe se sapesse che alla fine Ste è riuscito a portarsi a letto la bella cagliaritana. Sarebbe incaz*ata non il doppio, ma il triplo!
    Mi siedo nel divano già occupato da Dani e Sherry.
    "Da quanto litigano?" chiedo con leggerezza.
    "Uhm..da una ventina di minuti. Ste non ha praticamente parlato; Simona sovrasta la sua voce da tutto il tempo!" mi risponde Sherry con altrettanta leggerezza.
    E' chiaro come il sole che Stefano non voglia più stare con Simona; forse l'unica a non averlo capito è proprio lei!
    "Adesso parlo io chiaro?" Ste fa una pausa e prende un respiro. Probabilmente ha solo bisogno di stare calmo perchè di certo non ha problemi a dire a Simona come stanno le cose. "Io mi sono stancato di te. Sei sempre appiccicata peggio della colla e mi stai col fiato sul collo ad ogni mio movimento. Io ho bisogno dei miei spazi; voglio sentirmi libero. E tu sei troppo gelosa e possessiva per andarmi ancora a genio. E' finita Simo!"
    Simona lo guarda sconvolta diventando piano piano paonazza. Sarebbe potuta esplodere da un momento all'altro. Inizia a piangere e prima di uscire di casa sferra uno schiaffo dritto nella guancia destra di Ste.
    "Vaffanc*lo st*onzo!" dice Simona per poi uscire in fretta dalla villetta.
    "Ahio!" fa Ste appena Simona chiude la porta. "Mi ha fatto male!"
    Tutti iniziamo a ridere nel vedere la sua faccia e lui ci guarda poco convinto. Non sembra molto disperato di quella rottura. In fondo lui ci sperava e adesso nella sua testa c'è un'altra da conquistare. Magari Vale è quella giusta per lui; chi può dirlo?
    "Tu sei una sagoma Stefano Mantegazza!" dice mia sorella dandogli una pacca sulla spalla.
    Mentre siamo ancora tutti in cucina che parliamo del più e del meno il campanello della villetta inizia a suonare insistentemente.
    "Vado io!" dico alzandomi quando vedo che nessuno si degna a farlo.
    Apro la porta e mi ritrovo Alice davanti. No, perchè lei? Non riuscirei a stare con lei nella stessa stanza per più di dieci minuti. La desidero troppo; soprattutto adesso che non la vedo da qualche giorno.
    "Ciao!" mi dice restando sulla soglia.
    "Entra!" le dico senza guardarla negli occhi.
    "Ti andrebbe di fare due passi?" chiede tenendo il viso basso.
    Sospiro e annuisco. Avviso gli altri velocemente e poi con passo lento raggiungo la spiaggia insieme ad Alice. Camminiamo un pò lontani, senza dire niente.
    "Perchè non ti sei fatto più sentire?"
    La guardo e vedo che non ha il coraggio di guardarmi in faccia. Non ho ancora capito se quell'effetto glielo faccio solo io o è timida con tutti.
    "Non lo so. Non c'è un motivo preciso!"
    Faccio un'alzata di spalle e sposto il mio sguardo verso le onde. Ho voglia di baciarla; una voglia che mi comprime il petto e mi accelera il battito cardiaco. Questo è l'effetto che fa l'amore? No, io non sono innamorato! La mia mente vince sull'istinto e mi ricorda continuamente che tra noi non potrà mai funzionare. Maledizione al mio cervello. Perchè una volta tanto non smette di funzionare? Sarebbe la soluzione a tutti i miei problemi avere un cervello muto; che smettesse di farmi pensare ai contro di tutta quella situazione.
    "Valentina e Stefano sono stati a letto insieme sapevi?"
    Annuisco leggermente, sorpreso di quel cambio di argomento repentino. Che c'entravano i nostri amici in tutta quella faccenda?
    "Vale dice che tra loro sarà solo sesso fino alla fine della vostra vacanza..." si ferma e mi si para davanti trovando improvvisamente il coraggio di scontrarsi con il mio sguardo. "Tra noi non sarà così vero?" chiede finendo il suo discorso.
    Resto di sasso all'udire di quelle parole. Non voglio mentirle, ma non voglio nemmeno vederla soffrire. E dirle la verità significherebbe deludere le sue aspettative. Sono nel panico; nel panico più totale.
    "No, tra noi non sarà solo sesso!"
    Resto impietrito dalle mie stesse parole. Perchè? Perchè le ho dato quella risposta? E' una bugia; una sporca menzogna. Eppure dalle mie labbra sono uscite proprio quelle parole. Che sia stato il cuore a farmele dire? E la mia mente per una volta ha deciso di stare da parte? Beh, ha scelto il momento meno opportuno per stare da parte quel maledetto cervello bacato.
    Mi avvicino ad Alice e la bacio lentamente. Tanto ormai il danno è fatto, non posso rimediare così su due piedi!


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  4. #14
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    Predefinito Re: *Ti prego, salvami da questa trappola;

    Questo è l'ultimo capitolo che ho pronto. E non so nemmeno quando troverò il tempo per scrivere perchè ultimamente sto andando ai corsi di recupero a scuola e mi sto occupando di idee per riuscire a far venire i Finley in Sardegna. (YN)
    Okay, mi eclisso - Eclipse ♥
    Buona lettura
    Alis


    CAPITOLO QUATTORDICI.

    Restiamo in spiaggia per diverso tempo. Ancora non riesco a spiegarmi come possa averle risposto in quel modo. Non ci credo nemmeno io alle mie parole; come posso averle dette? Restiamo in silenzio osservando le onde del mare. In spiaggia non c'è molta gente dal momento che il cielo non promette niente di buono. Potrebbe piovere da un momento all'altro. Mi stendo nella sabbia e in silenzio perdo il mio sguardo tra le nuvole grige che avanzano. All'improvviso Alice si mette a cavalcioni sopra di me e sorride.
    "Che intenzioni hai?" le chiedo con faccia maliziosa.
    "Ehy non pensare male. Volevo solo stendermi sopra di te; così non mi sporco di sabbia!" risponde convinta.
    Si adagia al mio corpo e mette la testa nell'incavo del mio collo.
    "Mi stai schiacciando!" dico ridendo.
    Lei si alza di un poco per potermi guardare negli occhi. "Ah, non dire caz*ate che sono leggerissima io!"
    Rido della sua faccia e le do un bacio a stampo nelle labbra. Lei non si accontenta e approfondisce quel bacio. Non è possibile che riesca a dominarmi in quel modo. Qualunque cosa lei faccia io ne resto sottomesso. Devo riuscire a cambiare le cose altrimenti non riuscirò a restare immune all'amore per molto. Mi stacco e con fare freddo mi alzo dalla sabbia facendo sedere lei per terra.
    "Che ti prende?" chiede alzandosi e prendendomi per un polso.
    "Niente!" rispondo senza nemmeno guardarla negli occhi.
    E' difficile dover fare lo st*onzo con lei, ma è l'unica soluzione per evitare ulteriori casini!
    "Ho fatto qualcosa che non va?"
    Mi volto verso di lei e sospiro. Ma perchè deve rendere tutto più difficile? Non può semplicemente capire che le cose tra noi non potranno mai andare come lei vorrebbe? Così mi costringe solamente a continuare a mentirle.
    "Non hai fatto niente tu! Ali, lascia perdere okay?"
    Lei scuote la testa e si volta dall'altra parte. "Sei cambiato. Sei diventato freddo. Non mi hai più cercata eppure mi hai appena detto che ci potrebbe essere qualcosa tra noi. Io non ti capisco più, davvero!"
    Chiudo gli occhi e respiro profondamente. Non riesco più a guardarla. Non riesco a capire perchè debba soffrire tanto; m'infastidisce. E' una brava ragazza; con la testa sulle spalle. Perchè doveva capitarmi proprio lei? Ah sì, lei assomiglia alla mia ex. Ma 'sti cazzi la mia ex. Con il tempo mi sono accorto che lei mi sarebbe piaciuta anche se fosse stata completamente diversa dalla mia ex; e la cose è anche più grave! E' il suo carattere ad incantarmi che insieme alla sua bellezza la rende perfetta ai miei occhi.
    Mentre sto ancora riflettendo delle gocce fredde mi cadono nella testa per poi diventare un acquazzone a tutti gli effetti. Guardo Alice che cerca di coprirsi con le braccia e mi sorride, forse divertita da quella situazione. In effetti è un pò bizzarra come cosa: piove a Giugno proprio mentre noi litighiamo. Lascio perdere quelle stupide constatazioni e segue Alice che mi ha appena preso per il polso e senza dire niente si sta dirigendo in un posto a me ignoto. Arriviamo dentro ad una caverna vicino al mare dove possiamo ripararci da quella pioggia insistente.
    "Per fortuna che c'è questo posto altrimenti rischiavamo di prenderci un malanno!" dice Alice sorridendo leggermente. "Vengo sempre qui quando ho bisogno di riflettere!"
    Non mi guarda ed è come se si rivolgesse più a lei stessa che a me. Quanto mi fa male vedere che effetto ha la mia scelta. Ma malgrado tutto io ho deciso di non innamorarmi di nessuna e lei non dev'essere l'eccezione.
    "Adesso devi riflettere?" chiedo per non dover ascoltare il peso del silenzio.
    "Forse!" fa spallucce e si morde il labbro inferiore. "Carmine scusami per quello che ti ho detto prima. Non è colpa tua se io non ti capisco. Forse sono io sbagliata no?"
    Nel suo viso appare il fantasma di un sorriso e poi di nuovo il suo sguardo si perde nel mare che è ormai in burrasca.
    Come può pensare di avere qualcosa di sbagliato? Lei è perfetta così com'è. E' perfetta nella sua imperfezione e a me piace da matti. Sto sbagliando tutto, maledizione a me!
    "Tu non hai niente di sbagliato. Per me sei perfetta così. E' solo che sono molto confuso; per questo a volte non riesci a capirmi. A volte non mi capisco nemmeno io. Ti prego di scusarmi!"
    Lei sorride felice delle mie parole e mi getta le braccia al collo. Sto solamente complicando le cose; ne sono consapevole. Mi sto incartando peggio di una caramella! Ma non voglio pensarci ora. La confusione la metto momentaneamente da parte e mi godo il momento. Mi avvicino alle labbra di Alice e le catturo con le mie. Il bacio diventa lentamente qualcosa di più e ancora una volta ispeziono dolcemente il suo corpo. Mi nutro dei suoi baci intensi, prendo il tempo dal suo affanno irregolare, la delizio con parole dolci. Ci amiamo. Sì, perchè volente o nolente quello non è sesso, ma amore. Potrei ripetermi cento volte che non voglio innamorarmi di lei, ma sarebbero parole sprecate; regalate gratuitamente al vento. L'amo, ma con tutta la testardaggine che ho non voglio crederci. Non voglio rendere il mio cuore consapevole di quello che la mente ha già capito. Oh, quanto sono maledettamente stupido!


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  5. #15
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    Predefinito Re: *Ti prego, salvami da questa trappola;

    Chi non muore si rivede dice il proverbio (è un proverbio?)
    Vi chiedo scusa per l'assenza, ma dovete sapere che primo sono molto pigra e secondo non sono più molto abituata a postare frequentemente. Questo è perchè non ho postato ff per quasi un anno.
    Comunque eccovi il nuovo capitolo.
    Colpo di scena...poi mica tanto colpo di scena perchè ci si poteva aspettare di tutto da confuso cronico AHAHAHA
    Buona lettura
    Alis


    CAPITOLO QUINDICI.

    Quella sera la sfrutterò a mio vantaggio. Farò sì che Alice capisca come stanno davvero le cose tra noi. La mia mente continua a ripetermi che è sbagliato ciò che voglio fare; che la farò solo soffrire, ma la testardaggine del mio cuore - che si ostina a non volersi innamorare - prevale. Ho deciso che per quella serata non seguirò alcuno schema. Berrò, ballerò e rimorchierò a non finire. Mi farò guidare dall'istinto e il mio istinto mi terrà lontano da Alice; almeno spero!
    "Carmine sei pronto?" chiede mia sorella entrando in camera.
    "Sì, sono pronto!" rispondo convinto prendendo la giacca dal letto.
    Appena arriviamo davanti al locale troviamo già lì Alice e Valentina. Resto ipnotizzato ad osservare Alice. Indossa un corsetto rosso fuoco con dei pantaloni bianchi e delle scarpe dal tacco vertiginoso. In viso ha solo un filo di matita e un pò di phard. Sfiora il divino, lo ammetto! Valentina si avvicina subito a Ste e iniziano a baciarsi in maniera molto appassionata. Non vorrei dire, ma penso che Stefano stavolta sia davvero innamorato. Lo capisco da come guarda Vale. La elogia con solo uno sguardo mentre ogni volta che l'accarezza lo fa dolcemente; con infinita delicatezza. Sembra che sia la cosa più bella che gli sia mai capitata. Magari è la volta buona che il caro Mantegazza riesce ad essere serio con una ragazza. Ovviamente non ci metto la mano sul fuoco!
    "Ciao!" dice Alice avvicinandosi a me e sorridendo.
    "Ehy!" rispondo semplicemente senza guardarla in viso.
    "Dai ragazzi entriamo che oggi ci diamo alla pazza gioia!"
    Sorrido nell'udire le parole di Sharon. Oggi mi darò alla pazza gioia; Alice o non Alice!
    Ci avviamo all'entrata del locale e per fortuna dopo qualche minuto riusciamo ad essere già dentro. Senza badare a niente e a nessuno mi avvio al bancone e mi siedo in uno sgabello. "Un chupito!" dico al barista che mi porta il mio bicchiere poco dopo.
    Devo mandare giù litri e litri di alcool se voglio davvero fare ciò che ho progettato. Il problema principale è che non riuscirei a lasciarmi andare senza che l'alcool s'impossessi parzialmente di me. Alice sarebbe un chiodo fisso che non riuscirei a scacciare facilmente.
    "Un brancamenta, grazie!"
    Mi volto verso la voce che ha ordinato il liquore e sorrido. E' una ragazza dai capelli biondi e gli occhi da cerbiatta. Indossa un top nero senza bretelle che lascia praticamente scoperto il seno e una minigonna che lascia davvero poco all'immaginazione. Mi sorride con fare provocatorio mentre sorseggia il suo alcolico. "Hai bisogno di compagnia?" dice accarezzandomi una guancia.
    E come posso rifiutare? Devo lasciarmi andare e lei sembra perfettamente adatta al mio scopo. Mi avvicino a lei e con una gesto della mano chiamo il barista. "Portaci due vodka!"
    Lui annuisce e poco dopo torna con le mie ordinazioni. Senza dire niente porgo un bicchiere alla bella ragazza che mi sta dando la sua attenzione e avvicino il mio bicchiere al suo. "Alla nostra salute!" dico facendo tentennare i nostri bicchieri insieme.
    Lei sorride e manda giù tutto d'un colpo il forte alcolico. Deve avere uno stomaco di ferro la ragazza!
    La serata prosegue e io continuo a mandare giù litri e litri di ogni genere di alcolico. Nonostante l'alcool inizi a farsi sentire io continuo a pensare solo ed esclusivamente ad Alice. Nonostante la ragazza che mi fa compagnia - di cui non so nemmeno il nome - continui insistentemente a provocarmi io non riesco a non pensare alla mia piccola morettina. E così non va affatto bene. Io quella sera la devo sfruttare a mio vantaggio. Non devo pensare a lei; che è diventata un maledetto chiodo fisso!
    "Ehy carino non ti andrebbe di venire con me in bagno?" chiede all'improvviso la ragazza senza nome infilando la sua mano tra le mie gambe.
    No, stavolta è l'istinto a vincere. Mi alzo con fare traballante e seguo la ragazza nei bagni. Passiamo per la pista da ballo e prima di arrivare ai servizi incrocio Alice che appena mi vede sospira. "Ti ho cercato ovunque. Dov'eri finito?" mi chiede avvicinandosi e abbracciandomi.
    Solo in quel momento si accorge che al mio fianco c'è un'altra ragazza. Si stacca da me come scottata ed indietreggia di qualche passo.
    "Ora io vado con lei. Ci vediamo dopo; forse!"
    Senza aggiungere altro torno ad avviarmi ai bagni seguito dalla biondina che si lascia scappare un gridolino di vittoria di fronte ad Alice. Non mi guardo indietro. Non voglio vedere quale effetto ha fatto quella scena su Alice. Entro nel bagno e in un battibaleno sono già sopra alla ragazza. Faccio tutto molto voracemente; come se volessi strapparle la carne di dosso, come se volessi distruggere ogni sua parte. Quello è l'effetto dell'alcool misto all'incaz*o che ho addosso per la caz*ata che sto commettendo. Quando finisco mi alzo e lancio qualche banconota alla put*ana che è ancora lì in terra. Non sembra offesa del mio gesto e per ringraziarmi s'inginocchi e inizia a giocare con me. In quell'esatto istante la porta si apre. Resto immobilizzato e con fare svelto spingo via quella *****t*a e mi rivesto. Alice guarda la scena con fare impassibile. Non piange, non grida, non fa niente. Semplicemente si volta ed esce dal locale. Ed è forse quello che mi fa più male; che sia stata così forte da non farmi vedere il suo dolore.
    "Ali aspetta!" dico seguendola mentre cerco di bloccarla superando tutta la gente del locale.
    No, non mi ascolta. Si allontana e si ferma solo una volta che ha raggiunto la macchina di Vale. Si appoggia ad essa e si lascia cadere a terra.
    E in quel momento sento il peso della mia caz*ata. Sento che ho sbagliato; sento che ho distrutto le mie possibilità di essere felice. Sento di aver distrutto l'unica persona che avrei potuto amare da qui fino all'eternità. Quanto sono stron*o!


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    Ultima modifica di >Alis}F.; 06-07-2010 alle 19:49

  6. #16
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    Predefinito Re: *Ti prego, salvami da questa trappola;

    Okay, ho effettuato il login. Sono pigra, molto pigra gnare. Capitemi!
    Pota, vi posto il nuovo capitolo.
    Benvenuta alla nuova lettrice (:
    E buona lettura a tutte.
    Alis


    CAPITOLO SEDICI.

    Il mattino seguente mi sveglio con un mal di testa atroce. Reggo l'alcool molto facilmente, ma ieri ne ho mandato giù a quintali quindi non mi sorprende il mio fortissimo cerchio alla testa. Mi alzo sui gomiti ancora stordito e guardo l'ora nella sveglia del comodino. E' quasi l'una di mattina. Mi alzo, faticando a stare in piedi e mi guardo allo specchio. Sono piuttosto messo male: ho delle marcate occhiaie nere e una faccia da cadavere. Della sera precedente ricordo tutto e niente. Ricordo la ragazza, ma in realtà non la ricordo. Ricordo il dolore di Alice, ma in realtà sento che non me l'ha mostrato. L'unica cosa che ricordo di sicuro è che ho fatto una caz*ata; la caz*ata più grande di tutta la mia vita!
    Mi getto a peso morto nel letto e fisso il soffitto. Alice, Alice, Alice. Perchè è entrata nella mia vita? Perchè ha dovuto per forza fare parte di questa vacanza? Perchè nonostante tutto io me ne sono perdutamente innamorato? Caz*o!
    I miei pensieri vengono interrotti da qualcuno che bussa alla porta della stanza. Non si può più nemmeno pensare in pace adesso! Sbuffando mi alzo dal letto ed apro la porta. Le fantastiche quattro entrano nella stanza e si sistemano nel letto.
    "Grazie per averci accolto in boxer. Davvero galante da parte tua!" dice Alessia scuotendo la testa.
    "Ehy se siete venute per rompermi le scatole sappiate che ho altro di meglio da fare!" dico sedendomi nel restante posto libero del letto.
    "Io ti ho portato il pranzo. Se non lo vuoi me lo riporto via!" dice Angelica facendo l'offesa.
    Prima che esca dalla stanza la blocco e le facci posare il vassoio con la bistecca ed il bicchiere nel comodino. "Grazie!" le do un bacio nella guancia e la faccio sedere in braccio a me.
    "Allora, vuoi informarmi di ciò che è successo ieri sera prima che cominci ad ucciderti?"
    Mi volto verso Valentina e sospiro. Ovviamente Alice le avrà raccontato tutto!
    "Vale, ti prego, non mi va di parlarne!" rispondo, sperando di cavarmela così.
    Vale, però si alza e mi si para davanti. "Si dia il caso che io ieri notte abbia accompagnato a casa la mia migliore amica in lacrime. Quindi mio caro che tu voglia o no mi devi dire cos'hai fatto. Così posso scegliere il modo più adatto per ucciderti!"
    Non sta scherzando. E' davvero furiosa. Furiosa perchè la sua migliore amica sta soffrendo. Furiosa perchè la sua migliore amica si è innamorata di uno st*onzo. Non la biasimo affatto se volesse davvero uccidermi.
    "Ti chiedo scusa per quello che ho fatto. Insomma, ero confuso. Io non so più cosa fare!"
    Mi getto nel letto e nascondo il viso nel cuscino. Non voglio che mi vedano piangere. Non voglio che mi considerino debole. Mi sento accarezzare la testa e quando alzo il viso Sharon mi sorride dolcemente. "Vuoi confidarti un pò con noi? Ti farà solo bene!" dice continuando ad accarezzarmi i capelli affettuosamente.
    Mi giro verso Alessia e anche lei mi sorride con fare premuroso. Le mie migliori amiche. Così stro*ze, così puntigliose, così sfacciate, ma anche pronte ad aiutarmi quando più ne ho bisogno. Sono insuperabili! Ad essere sincero non so come farei senza di loro.
    "Ho sbagliato tutto fin dall'inizio. Alice mi ha attratto principalmente perchè somigliava molto alla mia ex, ma quando ho iniziato a conoscerla io ho letteralmente perso la testa per lei. Ciò non toglie che non posso innamorarmene. L'amore a distanza non dura; oltretutto io all'amore non ci credo più. Insomma, volevo che capisse che tra noi era solo sesso, ma ho fatto una tale confusione con me stesso che alla fine ho fatto un casino anche con lei!" respiro lentamente, riprendendo fiato.
    "Tu la ami, ma stai lottando con la paura delle distanza!" dice Ale annuendo alle sue stesse parole.
    "Ma perchè non ci provi? Se davvero la ami - e non ce ne sono dubbi - perchè non provi ad amarla anche con dei chilometri che vi dividono?" continua Sha con fare convinto.
    "Ragazze ma mi ci vedete in una relazione a distanza? Non posso passare dal non credere per niente all'amore a voler coltivare un amore a distanza. Io non ce la faccio!"
    Scuoto la testa in segno negativo. Non posso nemmeno pensare ai chilometri che ci divideranno. Io, che all'amore non ci credo...no, non posso gettarmi in una storia lontana.
    "Maledizione Ka...se non ci hai mai provato non puoi già abbatterti in partenza! Alice ti ama, tu ami Alice. Cosa c'è che non quadra? 'Sti caz*o di chilometri devono darvi la forza. Devono farvi lottare per superarli, devono essere la vostra sfida; da vincere insieme. Se nemmeno ci provi non puoi dire di non farcela!"
    Resto per qualche secondo a fissare Vale. Non so se quello che mi ha detto lo dice per il mio bene o per quello di Alice - sono più propenso per la seconda! - , ma so che ha ragione; al cento per cento. Nonostante per me Vale sia ancora una sconosciuta posso affermare che ha grinta, forza e tanta voglia di trionfare. Assomiglia molto ad Alessia e Sharon. Ecco perchè hanno legato così in fretta!
    "E se dovessimo fallire?" chiedo, tremando al solo pensiero.
    "Almeno potrete dire di averci provato! E comunque io so che ce la potete fare!" risponde mia sorella schioccandomi un bacio nella guancia.
    Un amore a distanza. Sembra impossibile, proprio inimmaginabile, ma le ragazza hanno ragione: non posso arrendermi prima ancora di averci provato. Devo tentare di vincere sui chilometri. Dobbiamo farlo insieme: Alice ed io!


    Stimiamo tutte la Ale, la Vale e la Sha. Le mie zie DOMINANO

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  7. #17
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    Predefinito Re: *Ti prego, salvami da questa trappola;

    Eccovi il capitolo dei chiarimenti...
    Eh, il caro Carmine...
    Buona lettura!
    Alis


    CAPITOLO DICIASSETTE.

    Ho deciso che quel pomeriggio andrò a trovare Alice a casa sua. Da quanto mi ha detto Vale quella mattina non è andata a lavoro e con molta probabilità la troverò a casa sua da sola. perchè i genitori sono in vacanza da una zia a Bologna. Mi sembra un'occasione perfetta per cercare di parlare con lei da solo.
    Le ragazze sono uscite dalla stanza consigliandomi vivamente di farmi una doccia. In effetti ne ho alquanto bisogno. Puzzo ancora di fumo e alcool e non posso presentarmi da Alice in quelle trascurate condizioni. Mi dirigo in bagno e subito m'infilo sotto il getto di acqua tiepida - quasi fredda. Resto svariati minuti senza pensare a niente. Non voglio prepararmi un discorso per riuscire a convincere Alice a perdonarmi, voglio che le cose vadano come è giusto che sia. Ce la metterò tutta per farmi perdonare, ma se la situazione non si aggiusterà vorrà dire che è meglio così. Quello che m'interessa di più per Alice è che lei sia felice. E se potrà esserlo solo senza avermi al suo fianco allora mi rassegnerò a lasciarla andare. Ehm...non dopo aver fatto i dovuti tentativi per riconquistarla; che potrebbero essere uno, due, tre, dieci. Insomma, dipende!
    Esco dalla doccia e mi avvolgo nell'asciugamano. Torno in camera mia e inizio a rovistare dentro l'armadio in cerca di qualcosa di decente da mettere. Una maglietta di Speedy Gonzales e dei jeans neri mi faranno compagnia quella sera nella missione 'RICONQUISTIAMO ALICE'. Scuoto la testa ridendo. Sto decisamente perdendo colpi ultimamente! Finisco di prepararmi e raggiungo gli altri in salone. Ste e Vale sono concentrati in una lotta con i cuscini all'ultimo sangue. Lei sembra molto serena con lui e lui sembra al settimo cielo. Come se insieme si bilanciassero. Che cosa strana l'amore: colpisce all'improvviso quando meno te l'aspetti. Basta uno sguardo, un sorriso, una parola scambiata veloce e tutto cambia. E' come ritrovarsi in un mondo parallelo dove a tenerti legato a terra è la tua metà. Forse l'amore ha colpito anche Stefano e Valentina; oltre che a me!
    "Ragazzi io sto uscendo. Vedete di fare i bravi!"
    Entrambi mi guardano e in contemporaneamente mi tirano addosso i due cuscini che avevano in mano poco prima. Rido e raccolgo i due cuscini rilanciandoglieli. "Ciao eh!" saluto con un cenno della mano ed esco di casa.
    In macchina cerco di non agitarmi. Non sarebbe il massimo se arrivassi da Alice e mi facessi prendere da un attacco di panico! Faccio la strada molto tranquillamente; ricordandomela da qualche sera prima quando l'avevo accompagnata a casa. Parcheggio in un posto trovato per miracolo e scendo dall'auto. Sospiro e cerco; invano, di calmare i battiti accelerati del mio cuore. Entro nel palazzo e salgo la prima rampa di scale e solo in quel momento mi accorgo che non ho la minima idea del piano in cui abiti Alice. Bene, sembra che la sfiga mi stai seguendo; mi sta quasi appiccicata a quanto vedo! Mi siedo nei gradini della scala e mi passo una mano tra i capelli; quasi sconsolato. Proprio in quel momento il mio cellulare nella tasca inizia a vibrare. Lo estraggo e leggo il messaggio di Vale. "Primo piano...non lasciartela scappare!". Sorrido leggendo quelle parole e poi mi alzo dirigendomi al primo piano. Valentina è davvero una benedizione dal cielo per quanto mi riguarda!
    Raggiungo il primo piano e inizio a suonare insistentemente il campanello.
    "Ali, aprimi. Ti prego, aprimi!" dico iniziando anche a bussare.
    La porta si apre dopo pochi minuti e davanti mi ritrovo la mia piccola Alice. Ha gli occhi gonfi e le guance ancora bagnate. Stava piangendo...stava piangendo per colpa mia! Tutto per colpa della mia stupida voglia di divertimento; di fare il figo. Ma quale figo e figo: Carmine Ruggiero sei solo un idiota! Voglio prendermi a schiaffi da solo, maledizione!
    Mi avvicino e le accarezzo la guancia asciugandole alcune lacrime che ha ancora sulla pelle. Lei indietreggi di qualche passo e mi guarda dritto negli occhi scuotendo la testa. Vuole sembrare forte. Vuole farmi credere che non sta soffrendo. Ma non ci riesce del tutto. La conosco e la capisco ormai, non mi potrà mai nascondere quello che prova davvero.
    "Ti prego Ali ascoltami almeno! Ho bisogno di parlare con te!"
    Faccio alcuni passi avanti fino a prendere le sue mani tra le mie. La guardo come incantato; perso quasi nei suoi occhi castani.
    "Adesso vuoi parlare? Adesso? Dopo avermi usata a tuo piacimento? Dopo avermi fatto credere che tra noi potesse davvero esserci qualcosa? Dopo che mi hai spudoratamente tradita e ti sei ben divertito con quella put*ana lì? Ora vuoi parlare? Mi dispiace, ma è tardi!"
    Sfugge velocemente alla mia presa e fa per chiudere la porta. Prima che il legno duro mi becchi dritto nel naso metto un piede e le impedisco di chiudere del tutto.
    "Le cose non dovevano andare così. Tu non dovevi vedere ciò che hai visto!" dico abbassando il capo e la voce.
    Lei ride istericamente e poi scuote di nuovo la testa. "Non dovevo vedere? Così tu potevi continuare a divertirti tranquillamente no? Mi dispiace di averti rovinato la serata, davvero!" dice con tono sarcastico.
    Sospiro e cerco di trovare le parole adatte per rimediare alla mia ultima, pessima affermazione. Devo fare in modo che mi creda; che capisca che a lei ci tengo davvero e che non ho intenzione di perderla.
    "Ali io mi sono davvero innamorato di te! E' solo che ero confuso. Ti prego perdonami!" dico quasi in tono supplichevole.
    "No Ka. Io non ci riesco. Per il semplice motivo che non mi fido di te. Non posso iniziare una storia con una persona di cui non mi fido. Tu mi hai mentito. Se non credevi che tra noi potesse esserci qualcosa allora perchè mi hai illusa? Ho sbagliato a credere alle tue parole. Ho sbagliato a pensare che fossi diverso. Ho sbagliato ad innamorarmi di te. Che stupida che sono stata!" riprende fiato e noto che ricaccia indietro le lacrime.
    Non voglio che pianga. Non voglio che soffra. Non resisterei se lei fosse infelice. Che stupido sono stato a mentirle...a mentirmi!
    "Io ti amo!" ribadisco semplicemente in un vano tentativo di farmi ancora perdonare.
    "Anche io, ma allo stesso tempo provo ribrezzo solo a guardarti. Alla fine ti sei rivelato per quello che sei veramente. Spero davvero di non vederti mai più. Addio Ka!"
    Senza aggiungere altro chiude la porta. Mi poggio nella superficie legnosa e sento i singhiozzi provenienti dall'altra parte. Mi accascio a terra e sospiro. Mi sento debole; come se mi avessero appena chiuso in una teca di vetro privandomi dell'ossigeno. Come se mi avessero appena tolto il cuore dal petto. Che male fa l'amore!


    Non è uscito esattamente come volevo comunque spero che vi piaccia comunque.
    Ah, d'ora in poi non so più come andare avanti quindi potrebbe capitare che passeranno giorni e giorni prima che io posti!


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    Ultima modifica di >Alis}F.; 12-07-2010 alle 17:18

  8. #18
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    Predefinito Re: *Ti prego, salvami da questa trappola;

    Questo capitolo mi fa una tenerezza assurda. Non è uscito come volevo - come sempre -, ma è così dolce *-*
    Cioè, tra Carmine depresso e gli amici che sono un ammmore io adoro questo capirolo *-*
    Okay, la smetto di dare anticipazioni.
    Buona lettura girls.
    Alis


    CAPITOLO DICIOTTO.

    Quando torno a casa cerco di non farmi vedere da nessuno. Per fortuna appena entro non trovo anima viva. Molto probabilmente sono tutti andati nelle loro camere per prepararsi ad un'altra giornata di mare. Entro nella mia stanza e ovviamente ci trovo Angelica. Mi getto nel letto con la speranza che non faccia alcuna domanda. Speranza vaga naturalmente perchè mia sorella è curiosa come una scimmia.
    "Com'è andata?" mi chiede sedendomisi affianco.
    Le rispondo con un mugugno e mi volto dall'altra parte senza aggiungere altro.
    Ho un'estrema voglia di piangere. Vorrei prendermi a schiaffi da solo; infliggermi lo stesso dolore che ho fatto provare ad Alice. Senza rendermene conte una lacrima mi cade sulla guancia. L'asciugo velocemente, ma Angelica ha comunque visto che sto male.
    "Guarda che se vuoi piangere puoi farlo senza problemi!" mi dice con tono apprensivo.
    "Non sarebbe molto bello che mia sorella minore mi vedesse piangere come un bambino!" dico sorridendo mesto.
    "Tzè, prima o poi dovrò pur trovare qualcosa per prenderti per il cu*o no?" chiede facendo la superiore.
    Le sorrido dolcemente, quasi grato perchè sta cercando di farmi ridere; di farmi stare bene...anche se un minimo.
    Senza parlare o tentare tanti sotterfugi mi lascio andare. Le lacrime scendono calde come macchine da corsa nelle mie guance. Sto male come non lo ero mai stato prima. O forse solo un'altra volta avevo provato un dolore paragonabile a quello. Solo quando la mia ex mi aveva lasciato. Ero innamorato davvero di lei. Ne amavo la voce, il sorriso, gli occhi, il suo essere semplice. Ma poi qualcosa mi aveva fatto aprire gli occhi. All'improvviso il mondo mi era caduto addosso e non ero stato capace di reggerlo. Mi ero fatto sommergere e avevo deciso di rinchiudere i sentimenti in una scatola e gettarli via. Come avrei potuto amare di nuovo dopo una tale delusione? La credevo una cosa impossibile. Invece adesso mi ritrovo qui a piangere come un bambino perchè sono innamorato. E perchè sono anche stupido!
    Sento mia sorella sospirare e accarezzarmi i capelli. Si abbassa di un poco e mi da un bacio leggero nella guancia. "Io a questo amore ci credo. E anche gli altri credono in voi. Non abbatterti al primo rifiuto. Tenta e ritenta. Beccati schiaffi, parolacce, lacrime, ma non mollare. Perchè so che a lei ci tieni davvero e so anche che sei determinato. Alice non ti scapperà!"
    Fa un sorriso sicuro e poi esce dalla stanza lasciandomi solo.
    Ha ragione. Non devo abbattermi davanti ad un primo no, devo andare avanti. Sarà difficilissimo far sì che Alice mi perdoni; sarà un'impresa durissima, ma ce la dovrò mettere tutta. Non posso andarmene da Cagliari con la consapevolezze di aver commesso mille mila errori. Prima di partire devo rimettere tutto al proprio posto; anche meglio se ci riesco!
    Esco dalla stanza e vado in bagno a sciacquarmi il viso. Non posso farmi vedere dagli altri con gli occhi rossi e le guance bagnate. Vado in cucina e ci trovo Vale, Ale e Sha che sicuramente aspettano Ste, Pedro e Dani.
    "Ehy, di solito sono le ragazze a far aspettare i ragazzi!" dico con tono sarcastico.
    "Ed è così infatti!" dice Alessia quasi seria.
    Scoppiamo tutti a ridere e io mi siedo nel divano abbracciando le tre ragazze. Loro mi guardano un pò confuse e poi ricambiano il mio abbraccio.
    "Vieni con noi al mare?" mi chiede Sharon.
    "No, ragazze. Non ne ho poi tanta voglia. E poi non sono dell'umore!" rispondo sospirando.
    "Uhm...mettiamola così: tu vieni al mare con noi! E non è una domanda!"
    Vale mi sprona ad alzarmi e dopo ripetute spinte da parte di tutte e tre alla fine mi alzo e mi dirigo in camera. Metto il costume e preparo lo zaino in tutta velocità. Quando torno in cucina trovo già tutti lì, pronti per scendere in spiaggia.
    "Andiamo!"
    Mia sorella mi si avvicina, mi prende a braccetto e insieme seguiamo gli altri.
    Appena arriviamo in spiaggia mi sistemo nell'asciugamano e non bado a niente e a nessuno. Non ho voglia di nulla, mi sento quasi depresso!
    "Carmine, vieni in acqua?" mi urla mia sorella dal bagnasciuga.
    "No, non ho voglia!" rispondo semplicemente rigettandomi nell'asciugamano.
    Nemmeno il tempo di chiudere gli occhi per estraniarmi dal resto del mondo che mi sento delle gocce d'acqua sulla schiena. Mi volto e mi ritrovo in piedi davanti a me Pedro, Ste e Dani con uno sguardo alquanto minaccioso.
    "Che volete?" chiedo sulla difensiva.
    "Vieni a fare il bagno con noi?" chiedono con fare intimidatorio.
    "No ragazzi, davvero non mi va!" rispondo quasi sconsolato.
    Non mi danno il tempo nemmeno di aggiungere altro che mi hanno già preso di peso. Ste mi tiene per i piedi e gli altri due per le spalle. Arrivano all'acqua e quando vedono che è abbastanza alta da impedirmi di sbattere nel fondo mi lasciano andare.
    Quando riemergo mi ritrovo tutti davanti che se la ridono di gusto.
    "Siete dei bastardi!" dico annuendo da solo alla mia stessa affermazione.
    "Oh, anche noi ti vogliamo bene su!" dice Pedro dandomi una pacca sulla spalla.
    "Sì, però dovresti dimagrire. Mi hai quasi rotto la schiena con il tuo peso!" continua Ste sorridendo.
    Scuoto la testa e inizio a schizzarli tutti come per vendicarmi. Di lì a poco si apre una lotta tutti contro tutti. E per un attimo mi dimentico dei miei problemi. Per un attimo Alice non mi fa più tanto male.


    Spero vi piaccia (:
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  9. #19
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    Predefinito Re: *Ti prego, salvami da questa trappola;

    Fresco fresco di scrittura.
    Non è uscito come volevo ergo non mi piace molto.
    Alla fine nessun capitolo esce mai come mi ero prefissata .-.
    Spero piaccia a voi almeno.
    Buona lettura
    Alis


    CAPITOLO DICIANNOVE.

    Sono passati tre giorni dall'ultima volta che ho visto Alice. Ho passato le intere giornate a cercare il modo migliore per riconquistarla; per farmi perdonare dalla mia enorme caz*ata. Beh, non che abbia trovato qualcosa di speciale, ma per questa sera ho una mezza idea sul da farsi. Mi alzo dal letto e mi catapulto di fronte all'armadio. Sono quasi le nove e devo fare in modo di essere sotto casa di Alice tra dieci minuti per poter far coincidere tutti gli orari. Tra la miriade di roba che l'armadio contiene ne estraggo fuori dei jeans neri, la camicia bianca e il gilet nero. Mi vesto di tutta fretta e poi vado in bagno per sistemarmi i capelli. Spargo il ciuffo di gelatina e lo sistemo a dovere. Maledizione, non mi viene mai come quello del mio amico Andrea. Rinuncio alla sistemazione di quel groviglio che ho in testa ed esco dal bagno andando verso la cucina.
    "Oh, ma guarda chi c'è? Sei sempre lo stesso Carmine Ruggiero?" chiede Ste appena mi vede.
    "Sì, sono sempre io. E sto andando a recuperare la mia donna!" rispondo prendendo le chiavi della macchina.
    Alessia mi si posiziona davanti e mi blocca. "Alt. Vieni con me!"
    La seguo senza fiatare fino ad arrivare alla camera sua e di Pedro. Senza dire nulla apre l'armadio e ne estrae fuori una cravatta nera. "Toh, mettila" mi dice lanciandomela.
    Annuisco poco convinto e mi lego al collo quel pezzo di stoffa.
    "Non è che mi ci vedo bene!" dico guardandomi allo specchio.
    "Stai zitto e vai da Alice!" afferma Alessia spingendomi verso l'uscita della stanza.
    Annuisco e dopo aver salutato tutti esco di casa per dirigermi davanti al palazzo di Alice. Quando ci arrivo davanti sento il cuore battere a velocità disumana. Tum tum, tum tum. E' anche più veloce di come batteva l'ultima volta che dovevo vederla. Prendo un respiro profondo e salgo le scale a due a due. Arrivo davanti alla porta e prima di suonare mi sistemo. Raddrizzo la cravatta e la metto bene sotto al gilet. Quando sto finalmente per suonare Alice apre la porta. Dietro di lei c'è un ragazzo alto più o meno come me, che appena mi vede quasi scoppia a ridere.
    "Chi è questo pinguino tesoro?" chiede abbracciando Alice.
    "E'...è un conoscente. Aspettami qui, parlo un attimo con lui e torno!"
    Lo bacia dolcemente e poi mi sorpassa facendomi segno di seguirla. Scendiamo qualche rampa di scale e poi finalmente si ferma, voltandosi verso di me.
    "Che ci fai qui?" chiede incrociando le braccia al petto.
    "Ero venuto per passare una serata insieme. Ho prenotato una terrazza di un ristorante con vista sul mare solo per noi e ti avevo comprato una cosa...una specie di regalo per farti ricordare di noi!" dico in modo confusionario mentre mi passo la mano tra i capelli.
    "Carmine, io non voglio venire con te. Hai giù avuto la tua occasione e l'hai sprecata. Adesso io mi sono impegnata con un'altra persona e non ho intenzione di tornare con te. Io sono fidanzata e tu devi lasciarmi in pace. Addio Ka!"
    Si volta senza dire altro e sale le scale senza nemmeno voltarsi. Respiro profondamente respingendo via l'istinto di mettermi a piangere come un bambino. Torno in macchina e comincio a guidare senza nemmeno sapere dove andare. Mi sento male. Ho una stra maledetta voglia di urlare e piangere. Voglia di farmi del male perchè ho la consapevolezza di non poterla più avere indietro. Un altro se l'è portata via. E chissà se la merita davvero...
    Cerco invano di non pensarci più e parcheggio davanti ad un bar trovato per casa. Entro e in una decina di minuti ho già mandato giù ogni genere di alcool. Chiupito, Vodka, Rum, Angelo azzurro, Sambuca e ogni genere di altra cosa di cui nemmeno so l'esistenza. So che bere come una spugna non mi servirà a nulla, ma almeno fino a domani mattina non ricorderò nulla. Niente di quello successo qualche minuto fa mi apparirà in sogno o mi ronzerà ininterrottamente nella testa.
    "Se n'è trovata un altro. Un altro stron*o se l'è portata via. Ma io la amo. Sì, la amo caz*o!" inizio a sparare cose senza senso e solo in quel momento il barista decide che non mi servirà nient'altro.
    Così esco dal locale e con passo incerto raggiungo la macchina. Ci salgo e mi accascio letteralmente sopra al volante. Nemmeno il tempo di chiudere gli occhi che sono costretto a scendere e a nascondermi tra i cespugli per vomitare. Mi reggo ad un albero e butto fuori tutto...strano che non ho vomitato anche le budella! Mi pulisco come possibile e risalgo in macchina mettendo in moto. Giro per la città senza metà per una buona mezz'ora. Cerco di non pensare a niente e la cosa mi viene abbastanza semplice perchè l'unica cosa che sento è l'atroce mal di testa che ho. Mi faccio schifo da solo ad essere sincero. Arrivo davanti a casa e dopo aver parcheggiato esco dall'auto e mi accascio vicino al cancello della villa.
    "Che serata di mer*a!" affermo guardando il cielo; quasi come se ce l'avessi con lui.
    Mi levo la cravatta strappandomela letteralmente dal collo.
    L'ho persa, l'ho persa, l'ho persa. Ecco l'unica cosa che mi viene in mente. La sua maledetta assenza; la sua perdita. Sento un vuoto dentro; il vuoto più doloroso che abbia mai sentito. Mi alzo e barcollante mi avvicino ad un albero. Mi poggio ad esso e stringo i pugni. Voglio che la sofferenza che sto provando mi pervada dentro. Le vene, i muscoli le ossa. Così sarò costantemente consapevole di quanto sono stron*o. Mi volto e senza pensarci due volte tiro un pungo nella dura corteccia dell'albero. Chiudo gli occhi e il male che mi arriva dalla mano mi fa capire che grazie a quel pungo me la sono rotta. La lascio chiusa, incapace di riaprirla per via delle dita fratturate e mi dirigo in casa. Prima di entrare infilo la mano sana nel taschino della camicia ed estraggo fuori una scatolina. Mi siedo nei gradini della villa e apro la scatola. La collana a forma di plettro spicca nel buio della notte. La volto ed accarezzo le lettere incise sopra. "Mille o più chilometri non potranno scioglierci". Quando l'avevo fatto incidere il gioielliere mi aveva detto che quella frase non ci sarebbe mai stata per intero. Beh, per fortuna che avevo insistito. Peccato che non sarebbe mai servito a nulla. Niente mi sarebbe servito per farmi riavere Alice indietro.


    Chiedo scusa per eventuali errori (:
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    Ultima modifica di >Alis}F.; 17-07-2010 alle 11:27

  10. #20
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    Predefinito Re: *Ti prego, salvami da questa trappola;

    Vi chiedo scusa per l'assenza, comunque eccovi il nuovo capitolo.
    Boh, m'è venuto così e nemmeno so cosa c'entri. Nel senso che è un gigante tappabuchi XD Insomma, dovevo pur fargli aggiustare la mano a quell'essere no?
    Pota, spero che vi piaccia. A me come al solito no, ma non importa fes XD
    Buona lettura gnare.
    Alis

    PS: Abituatevi alle introduzioni mezze bresciane perchè a me stra piacciono XD


    CAPITOLO VENTI.

    La casa è completamente buia segno che tutti stanno già dormendo. Perfetto, riuscirò a raggiungere camera mia senza che nessuno mi faccia domande. Non sono per niente in vena di dare spiegazioni. La mano inizia a farmi davvero molto male così prendo del ghiaccio dal frigo per tentare, invano, di placare quel dolore atroce. Evito di pensare al fatto che essendo io un chitarrista mi sono rotto proprio la parte del corpo più sacra per il mio lavoro. Ma complimenti a me eh! Sospiro mentre mi lego uno strofinaccio intorno alla mano per tenere fermo il ghiaccio. Fa un male cane, credo proprio di averla rotta malamente e aver fratturato il dito indice e il dito medio.
    Mi dirigo in camera con il morale proprio sotto le scarpe e completamente trasandato. Ho il gilet tutto storto e la cravatta che ancora sta miracolosamente appesa al collo. Credo proprio che dovrò comprare un'altra cravatta a Pedro! Quando sto per entrare nella mia stanza Dani apre la porta della sua e si blocca appena mi vede.
    "Ehy!" dice sfregandosi gli occhi.
    "Ehy!" rispondo alzando una mano in segno di saluto.
    Peccato che la mano che alzo è la destra ovvero quella che ho martoriato una decina di minuti prima. Dani mi si avvicina e me la prende tra le sua. La guarda per un pò mentre io mi lamento per il dolore che mi provoca anche solo il suo tatto.
    "Ma che hai fatto? Devi andare al pronto soccorso; questa è rotta!" dice quasi con fare da medico professionista.
    Cerco d'ignorare il suo fare da sapientone che tanto non sopporto e faccio una semplice alzata di spalle. "Sì, lo so, ma ora non mi sembra il caso!" rispondo con leggerezza.
    Lui scuote la testa e sempre guardandomi la mano sentenzia la sua indiscutibile decisione. "Ti porto io adesso all'ospedale. E non te lo sto chiedendo!"
    Non aggiunge altro ed entra in camera sua per vestirsi dato che indossava solamente un paio di boxer. Quando esce mi prende per il braccio sano e mi porta in cucina. Prende le chiavi ed usciamo di casa. Passiamo il viaggio in silenzio e di ciò non posso che esserne contento. Non voglio raccontare a nessuno di aver perso la persona che amo di più al mondo.
    In un attimo arriviamo in ospedale. Per fortuna non c'è molta gente così non ce ne andremo da lì alle quattro del mattino. Ci sediamo nelle seggioline della sala d'attesa subito dopo che un'infermiera mi ha preso i dati e controllato superficialmente.
    "Signor Ruggiero?" mi chiama dopo pochi secondi la stessa infermiera dalla porta che divide la sala d'attesa dal pronto soccorso.
    Mi alzo e dopo aver lanciato uno sguardo a Dani raggiungo la signorina che mi porta in una camera dove un dottore mi aspetta.
    "Prego, si accomodi pure nel lettino" mi dice il dottore con fare serio.
    Obbedisco e senza dire nulla mi siedo. In una mezz'ora il dottore conclude la sua visita e il suo 'intervento'. Il gesso bianco e le stecche alle dita faranno parte della mia mano per un intero mese. Esco dalla stanza dopo aver ringraziato il dottore e torno da Dani. Senza parlare torniamo alla macchina.
    "Quanto devi tenere il gesso e le stecche?" mi chiede Dani quando siamo in macchina mentre mette in moto.
    "Un mese e forse qualcosa in più!" rispondo sbuffando.
    Un mese intero senza poter suonare la chitarra. Senza poter fare pressione su quelle sie corde che mi sono amiche. Tutto per colpa mia, delle mie st*onzate e dell'amore che nutro nei confronto di Alice. Io l'ho detto che l'amore fa male!
    "Quindi dovremmo rimandare i tre concerti che abbiamo tra meno di una settimana!?" chiede in toto retorico mentre svolta in una via seguendo le indicazioni del tom-tom.
    "Già!" rispondo semplicemente.
    "Posso sapere come te lo sei fatto e perchè?"
    Sbuffo chiudendo gli occhi e preparandomi un discorso sensato da dirgli. Tanto prima o poi dovrò spiegare a tutti cosa ho fatto!
    "Oggi sono andato da Alice con l'intenzione di passare una serata insieme che l'avrebbe convinta a perdonarmi. Avevo organizzato tutto: il ristorante sulla terrazza solo per noi e le avevo anche comprato un regalo che sarebbe stato solo nostro. Ma quando sono arrivato a casa sua l'ho trovata con un altro ragazzo. Mi è caduto il mondo addosso; mi sono sentito malissimo. Così me ne sono andato e sono rimasto un pò fuori dalla villa e ho tirato un pugno ad un albero; ecco come mi sono procurato questo gesso!" dico in modo risolutivo e sofferente.
    "E?" chiede Dani guardandomi leggermente.
    "E cosa?" chiedo a mia volta non capendo cosa vuole sapere.
    "E come ti senti? Non puoi tenerti tutto dentro, Ka. Tanto meno puoi sfogarti usando gli alberi come pungiball. Sono tuo amico; con me ti puoi confidare!" mi dice in tono apprensivo.
    "Mi sento un cretino. Invece di illudere me stesso facendo di tutto per non innamorarmi di lei potevo benissimo lasciarmi andare. Invece no, ho voluto fare lo strafottente come sempre e me la sono lasciata scappare. Mi sono innamorato maledizione!" dico con tono quasi depresso.
    "Non lo dire come se fosse un errore. Ti sei innamorato e innamorarsi è la cosa più bella che ci possa essere al mondo. Immagino che vederla con un altro sia stato un brutto colpo, ma tu non abbatterti. Magari non è quello giusto per lei, anzi quasi sicuramente. Sei tu quello giusto per lei quindi in un modo o nell'altro te la devi riprendere. Lotta con tutte le tue forze e non scoraggiarti alla prima difficoltà. Questo è quello che farei io se Sharon dovesse sfuggirmi!" dice sorridendo leggermente con una convinzione che mi trasmette sicurezza.
    "Grazie amico. E stai tranquillo: Sharon non te la schiodi più; ti ama davvero!" dico sorridendo dandogli una pacca sulla spalla.
    Continuiamo il viaggio in silenzio ognuno immerso nei propri pensieri. Sperando che la fortuna stavolta mi assista, cercherò ancora di riprendermi Alice. Carmine Ruggiero non si da per vinto!


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    Ultima modifica di >Alis}F.; 17-07-2010 alle 13:20

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