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  1. #1
    MILEY MOD


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    Predefinito W-MAGAZINE - Miley Cyrus: Ronan Farrow intervista la cattiva ragazza d'America.



    OH MY MILEY!
    Alla più cattiva ragazza d’America non importa quello che tu pensi di lei.

    “Lei è una grande, è scandalosa”, Kristal, 13 anni, grida queste parole sopra il frastuono. “Mi piacciono i suoi capelli”, aggiunge Morgan, 12 anni, accanto a lei. “E’ una *****”, dichiara Kaylee, una 14enne imbronciata con la bocca piena di gomma da masticare. “Sono qui per Ariana Grande.” Per quel che ne so, si sta riferendo a Microsoft Word o ad un nuovo tipo di latte. Questa non è la mia scena. Mi trovo nel caos opprimente allo Staples Center di Los Angeles, tutto pronto per il Jingle Bell in questa notte di Dicembre, una serie di concerti che coinvolgono gli artisti pop del momento. Kristal e Morgan sono Smilers, come si vogliono far chiamare i seguaci di Miley Cyrus. Alcuni si sono portati dietro una torcia per Hannah Montana, il ruolo Disney che l’ha resa una star. Altri preferiscono il personaggio spigoloso presentato nel 2013 assieme al suo album, Bangerz. Nonostante questo sono tutti ferocemente devoti e aspettano ore la Cyrus.

    Sul palco le luci si abbassano. Paillettes rosse lampeggiano attraverso la nebbia prodotta da una macchina per il fumo ed ecco che Miley esce fuori. Dietro di lei, un’alta donna di colore ondeggia un costume da albero di natale che Miley dovrà successivamente rovesciare,
    che punta al sedere delle donne e maliziosamente agita la lingua al pubblico. Accanto a lei, una piccola persona saltella in un body color argento con dei coni di schiuma sui seni. Cyrus si inginocchia e li stringe giocosamente. Diciottomila spettatori esplodono in un unico grido. “Oh, mio Dio,” urla Kristal con le lacrime agli occhi. “L’adoro!”

    “Io non amo i bambini”, mi dice una Cyrus stanca la sera prima del concerto, spegnendo una sigaretta. Siamo nel suo salotto, seduti davanti ad un camino moderno in pietra bianca di metà secolo. Ci sono ben tre camini nella sua villa sulle colline che dominano Los Angeles, villa recintata da alti cancelli monitorati con innumerevoli telecamere di sicurezza. Il fuoco lancia ombre sulla forma apatica di Miley, ora drappeggiata su una apparentemente scomoda sedia a forma di tulipano. Una maglietta Chanel a righe bianche e nere avvolge il suo corpo sottile. Con una frangia tagliata allo paggetto che le cade sul suo viso privo di trucco, la cantante sembra vulnerabile come un bambino. Solo la parola “bad” riportata in rosso grossetto sul dito medio della sua mano destra ed uno dei suoi 21 tatuaggi (secondo ultimo conteggio), tradisce quell’impresario malizioso che sarà sul palco la notte successiva. Ha appena compiuto 21 anni.

    Comincio a rispondere, ma Miley non mi sta ascoltando. “Non li amo perché, voglio dire, penso d’aver avuto troppi bambini intorno ad un certo punto, perché io stessa ero in mezzo ad un sacco di bambini.”

    Una conversazione con Miley suona più come un folle soliloquio flusso di coscienza. Lei è una Molly Bloom, il personaggio che chiude l’Ulysses di James Joyce in un capitolo fatto di una serie di frasi ininterrotte. Raramente si ferma per un respiro. Cyrus parla nella lingua della sua generazione: è un messaggio scritto umano.

    “Sono così ******amente cattivi”; continua. “Ogni tanto senti dei bambini con i loro genitori e mi viene voglia di avvicinarmi e dar loro uno schiaffo….è come se mi incontrassero e mi dicessero ‘Come mamma, non sai usare un iPhone? Non sai scattare una fotografia?’ e io “Moccioso, se io mi fossi mai rivolta a mia mamma in questa maniera quando ero una bambina, non avrei mai avuto un telefono, un computer, un televisore, assolutamente niente.’ Quindi si, i bambini sono soltanto cattivi.”

    Miley sta ricevendo un sacco di cattiveria ultimamente. Ha ben 16.7 milioni di followers su Twitter, e ogni giorno riceve insulti di ogni tipo (Miley: “Odio. Fare. Le. Valigie”. Qualcuno le risponde su Twitter “Fatti venire il Cancro”). Lei è la personificazione di una nuova generazione di fama. Lei sia giudica che sostiene i costi di un media sempre più invadente, di un pubblico famelico per tale invadenza, di una rete globale che ha messo tutti noi, celebrità o meno, sotto il microscopio. Miley abbassa la sua voce cospiratoria e mi dice “Penso che con Instagram, Twitter, e qualsiasi altra cosa, ognuno è come un paparazzo. Non fa paura? E’ come se non fossimo mai al sicuro.” Perfino le persone più ordinarie, dice Miley “pensano che possono parlare di te come se ti conoscessero. Specialmente per il fatto che io vi sono cresciuta dentro, e tu vi sei pure cresciuto dentro, c’è un senso di diritto.” Il suo pararellismo non è sbagliato: ognuno di noi è stato cresciuto da intrattenitori, entrambi spinti a lavorare sotto i riflettori secondo le nostre condizioni.

    Miley ha prosperato sotto quei riflettori fin dagli inizi, prima come figlia del famoso cantante country BillyRay Cyrus. Destiny Hope, come Miley era stata battezzata, è nata nel 1992, l’anno in cui la canzone di suo padre “Achy Breaky Heart” era in testa alle classifiche. Lei e i suoi cinque fratelli hanno trascorso lunghe giornate estive all’aperto in una fattoria di 500 ettari a Franklin, Tennessee. “Non rimanevamo mai dentro, e non abbiamo mai indossato scarpe” ricorda “Penso sia per questo che non mi piace indossare vestiti e sono sempre nuda.” Miley è molto vicina a sua madre, Tish, che gestisce la sua carriera. “Non ho mai avuto qualcuno come una bambinaia che si prendesse cura di me. Mia mamma mi ha sempre preparato colazione, pranzo e cena.” Ma i suoi genitori le sono anche serviti come esempio per cosa non fare, a partire dal fidarsi troppo facilmente delle persone. “Mio padre è una delle persone più fiduciose in questo mondo” dice “Lui si fida praticamente di tutti, fino a quando questi non lo fregano. E mia mamma pure, non detiene rancori. Lei è come se – sai, vergogna –“ Miley fa una pausa, evento raro. Corruga la fronte. “Cos’è? ‘Che io mi vergogni’?….o come si dice.”
    “Fregami una volta…?” Le suggerisco, ma Miley sta parlando di nuovo.
    “Lei lascerà che qualcuno la freghi due volte, e poi lascerà stare, dimenticandosi della cosa. E io un tempo facevo lo stesso. Adesso invece lo tengo solo a mente.”

    Altre influenze che precedono la fama di Miley includono suo nonno Ron Cyrus, un legislatore dello stato del Kentucky che ha inspirato una serie di movimenti contro culturali (“Deve essere da matti essere un democratico in uno stato superconservativo, perché le persone ti guardano come se fossi un certo tipo di peccatore”, dice lei) e Dolly Parton, la madrina di Miley (“Quello che adoro di Dolly è che lei va a salutare la persona che sta facendo il catering sul set ben prima di andare a salutare il cast”).

    Dall’età di 9 anni, Miley aveva già vinto un posto sotto i riflettori, apparendo in una piccola parte nel programma televisivo di suo padre, Doc. Tre anni più tardi, all’età di 12, è atterrata nel ruolo televisivo che l’avrebbe resa una star: la miglior amica di ogni ragazza americana, Hannah Montana. Lee Shallat Chemel, che aveva fatto il provino a Miley per quel ruolo, si ricorda di un attrice bambina che era pronta a mettersi in gioco. “Non l’ho mai vista guidato fino a questo punto” riflette “L’ ho visto molto aperta e disposta a lasciarsi andare”. E così ha fatto. Miley è diventata una delle star Disney più redditizie e commercializzate. Il franchise Hannah Montana ha fatto guadagnare all’azienda un miliardo di dollari dal 2006 al 2011.

    Ma la fama ha portato un giudizio sempre più duro e severo. Nel 2008, Miley Cyrus ha scandalizzato il pubblico a soli 15 anni per aver indossato quello che pareva essere soltanto un lenzuolo in un servizio fotografico di Annie Leibovitz per Vanity Fair. (“Mi sento così imbarazzata”, aveva detto Miley a quel tempo “mi scuso con i miei fans, che ho molto a cuore”). L’anno successivo, un suo video che la vedeva ballare su un palo ad uno spettacolo di premiazioni, ha innestato una catena di perle. Non molto tempo dopo, si è ritrovata nuovamente in prima pagina per un video online che la ritraeva fumare da un bong.

    L’interesse pubblico per l’immagine personale di Miley non ha mai vacillato, ma come per magia lo ha fatto la sua capacità di capitalizzazione. Il suo album Can’t Be Tamed, uscito nel 2010 per conto della Disney, ha dato prova di essere quello che a riscontrato meno successo. Invani sono stati i tentativi per rilanciare la sua carriera come attrice.
    Quindi è arrivato il 2013 e con esso, un’immagine radicalmente reinventata – non sono necessarie alcune scuse. Con addosso un bikini in lattice color carne per la sua performance infame agli MTV Video Music Awards, dondolando nuda su una palla da demolizione nel suo vide musicale più popolare, e fornendo una serie di selfies intime attraverso i social media, Miley ha preparato una continua pressione per la coscienza del pubblico. A fine anno, era la persona più cercata su Google in America.

    Miley ha inoltre reinventato la sua musica. Ha assunto un nuovo manager musicale, Larry Rudolph, famoso per aver orchestrato la carriera controversa di Britney Spears. Ha assemblato un team di produttori, tra cui hitmakers affidabili come Pharrell WIlliams, Doctor Luke e Mike WiLL Made It. Anche questo ha in qualche modo ripagato. Bangerz è stato in cima alla classifica Billboard 200, e Miley ha guadagnato un certo rispetto critico.
    “Hanno stilato su Rolling Stones una lista dei migliori album del 2013” dice Miley, facendo un tiro dalla sigaretta “e il mio album era uno di essi! Me lo sono stampata, così posso guardare a questo tipo di cose”.

  2. #2
    MILEY MOD


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    Predefinito Re: W-MAGAZINE - Miley Cyrus: Ronan Farrow intervista la cattiva ragazza d'America.

    (continua)


    Miley insiste affermando che la sua immagine provocatoria è tutta calcolata. In parte, mi dice, è una risposta a quello che vede essere una mancanza di autenticità nelle persone simili a lei. “Io semplicemente non capisco quello che metà delle ragazze indossa. Tutte quante mi sembrano essere come Vanna White. Sto cercando di dire alle ragazze qualcosa come ‘******* a questo, tu non hai bisogno di indossare makeup. Non hai bisogno di avere lunghi capelli biondi e tette grandi. Non si tratta di questo. Si tratta di avere uno stile personale.’ Mi piace il fatto di venir associata alla sessualità e a quel tipo di punk-rock di cui in realtà non ci interessa. Come Madonna, o Blondie, o Joan Jett – Jett è quella che mi fa essere un po’ instabile. Lei ha fatto quello che ho fatto io in una maniera assai più folle. Voglio dire, non ci si aspettava che le ragazze indossassero pantaloni in pelle e facessero rock. E lei l’ha fatto.”

    Ma Jett non è cresciuta negli anni dei social media. Miley è spesso sotto fuoco, e non per tutto l’insensato bullismo di Twitter. Recentemente, ha gestito molte più gravi affermazioni che la vedono sfruttare i suoi ballerini, come la donna di colore allo spettacolo del Jingle Ball.

    Il The Guardian ha considerato l’uso di ballerini di colori e l’inquadratura sui loro posteriori come “uno spettacolo menestrello”. Una colonna sul sito web culturale Jezebel.com, con visualizzazioni superiori alle 746.000, ha accusato Miley di “usare persone di colore come accessori”. Amazon Ashley, la burlesque performer che ha preso parte al video di Miley “We Can’t Stop” e ha vestito il costume da albero di Natale, difende la performance. “Io dico, ‘Bah, baggianate’ a questo”, dice così riferendosi alle critiche. “Miley mi tratta con il massimo rispetto. Il twerking è il mio comportamento. E’ ciò che mi piace fare, è ciò che sono.”

  3. #3
    MILEY MOD


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    Predefinito Re: W-MAGAZINE - Miley Cyrus: Ronan Farrow intervista la cattiva ragazza d'America.

    Il coinvolgimento dei più bassi da parte della Cyrus ha suscitato molta rabbia. Hollis Jane, che si è vestita da orso durante l’esibizione ai VMAs ha scritto che “stare su quel palco, vestita in quel modo è stata una delle esperienze più degradanti - ero stata ingaggiata come oggetto, non come persona.” Brittney Guzman, la donna che ha sostituito la Jane e che è apparsa nell’esibizione di Miley al Jingle Ball considera le lamentele di Hollis come una ricerca di attenzione. “Quando mi prende le tette ci stiamo solo divertendo,” dice. “Non è degradante.” Poi mi racconta dei gesti che fanno sul palco e spiega che, dopo l’esibizione, che Miley le dice “volevo toccarti le tette, la prossima volta afferro il tuo sedere, sei quella che ce l’ha più grosso!”

    Quando le chiedo delle critiche, risponde semplicemente “Non me ne frega un *****. Non sono la Disney, dove hanno una ragazza asiatica, una nera e una bianca per essere politicamente corretti, e dove tutti indossano magliette coloratissime.” Non sto facendo alcuna dichiarazione. Tutti quelli che ti odiano sono sempre un passo dietro di te e sono gelosi di quello che hai.”
    La Cyrus sembra aver sviluppato una particolare abilità per non dare credito alle cose (dice di avere molta difficoltà ad ascoltare gli altri). Questo vale per le critiche e la gente. “Conosco un sacco di gente che potrei chiamare per andarci fare un giro insieme, ma pochissimi amici, non so se ha senso,” poi aggiunge: “mi spiego: non racconto agli altri niente. Di solito infatti mi dicono che sono misteriosa.”

    Ammette di essere riluttante nel fidarsi, e che la cosa ha fatto finire la sua relazione con l’attore australiano Liam Hemsworth, lo scorso Settembre. “I ragazzi guardano troppi porno,” dice guardando distrattamente l’iPhone. “Quelle ragazze non esistono, non sono ragazze vere. Per noi il porno sono i film d’amore, perchè quei tipi di ragazzi rappresentati non esistono.” Il tipo di persona che esiste, continua, “è quella che prova ad impressionarmi. Mi portano in ristoranti strani, ma io odio stare seduta a cena!” Il tono della Cyrus sembra essersi fatto accusatorio, anche se non le ho portato né la cena, né mi sono seduta o viceversa. “Non c’è bisogno che la gente faccia questo per me! Non dovete portarmi a fare viaggi, voglio semplicemente stare qui.”

    Poi si spiega: “Ecco perchè cerco di non buttarmi o in una nuova relazione.. Amo la mia musica e adoro che è quello in cui sono impegnata che è diventata la mia altra metà - piuttosto che una persona. E in questo riesco a dare il 100% di me. Voglio semplicemente concentrarmi in questo! - Oh, ciao Maya!”

    Una piccola ragazza asiatica si è materializzata a fianco della Cyrus.

    “Sto facendo una piccola intervista,” le spiega la Cyrus. “Ma se vuoi puoi sederti qui.”

    “Poi si gira e mi dice “questa è Maya, si occupa delle mie unghie.”

    “Non lascio mai la casa,” spiega la Cyrus. “Perché andare a cinema? Ho uno schermo da paura a casa! Ho uno chef che può cucinare ottimo cibo. Non abbiamo bisogno di uscire. Preferisco starmene qua, dove sono impegnata a tempo pieno.”

    Mi guardo intorno alla stanza. Il Sole sta tramontando a Los Angeles, gli ultimi raggi si riflettono sul pavimento. L’arredamento moderno è completato da dettagli New Age, come una fontana di Buddha. Nel garage c’è la moto della Cyrus, una Mercedes classe S, una Porsche e una Maserati - ma con i paparazzi, lì fuori, le uscite devono essere programmate, dice la Cyrus.

    Sembra gelosa quando le dico che sto per andare in Kenya.

    “Voglio andare in Kenya,” dice.

    Le dico di venire con me: “Non ci provare. Potrei prenderti in parola.”

    “Il Kenya è il mio sogno,” dices. “Il Kenya è davvero il mio sogno. Se non dovessi andare a Minneapolis la prossima settimana sarebbe stato bello andare in Kenya.”

    La sua immaginazione adesso sta correndo. “Vorrei anche andare in Islanda,” dice.

    “Sì!” sono d’accordo. “Non ci sono mai stata.”

    “Andiamo in Islanda…e voglio anche andare in Norvegia…Mi hanno detto che la luce lì è bellissima…”

    Se la Cyrus andrà in Kenya o Islanda o ancora in Norvegia probabilmente non sarà per piacere. E sicuramente non succederà presto. Questo anno lo passerà in America e Europa per il suo Bangerz Tour, che inizia a metà Febbraio. “Adoro mettermi in viaggio,” dice con occhi scintillanti. “E voglio semplicemente fare musica.”

    “La musica è il solo argomento che fa concentrare veramente la Cyrus. Quando le racconto che sono stata una cantante e songwriter mi chiede di sentire la canzone che ho scritto in collaborazione con uno degli artisti con cui lei ha lavorato. Si mette le cuffie e dopo tre minuti mi dice ballando con la testa “Il ritornello è figo!” I versi sono ordinari ma il ritornello è molto old school!” E in un paio di minuti mi fa più domande di quante me ne abbia fatte in ore di conversazione. Mi chiede dei testi, delle melodie e dei modelli.

    Le influenze della Cyrus sono tutte nel suo CD, Bangerz. Dopo parliamo di tutte le canzoni del rock psichedelico dei Pink Floyd, delle canzoni di Dolly Parton, Bobby Vinton e Irma Thomas. Nel 2012 la Cyrus registrò un paio di canzoni nella “Backyard Sessions,” con la sua band, mostrando le doti canore soprattutto in Jolene. Quando le dico di una canzone recente di una famosa principessa del pop la Cyrus arriccia il naso: “Oddio! E’ orribile! Non potrei mai fare un album del genere.” Anche da bambina aveva una singolare sicurezza nel fare arte. Mi dice di quando litigò con un produttore della Disney perché pensava di essere troppo commerciale. ”Gli dissi: ‘perchè ti comporti così? Poi scoppiai a piangere al punto che stavo quasi tremando.”

    Parte del suo potere, crede, sta nell’avere nient’altro da dimostrare agli altri. All’età di 21 anni è riuscita a trasformarsi in una professionista per due volte. “Sai, ormai ho i miei soldi. Se nessuno compra i miei album fa niente. Va bene. Ho una casa e dei cani che amo. Non ho bisogno di nient’altro,” dice. Nella sua mente la disponibilità finanziaria è una costante nelle leggende della musica che ammira. “Forse sono riusciti in quello che facevano perchè non avevano nulla da dimostrare. Spero di diventare come Dolly, sulla cresta dell’onda a 75 anni.”

    Oltre la musica la Cyrus ha altri interessi. Dopo la rottura, mi dice, ha chiesto a Diane Martel, la regista di We Can’t Stop e Blurred Lines, di “immergermi nel mondo dei film, dei libri e dell’arte. Io ho vissuto a Nashville, dove non si vedono molto queste cose.” Guardiamo un libro di fotografie di Cindy Sherman. “Guardale!”, mi dice. Nella numero #276, un’artista è in posa da Cenerentola dei tempi moderni. “Lady Gaga l’ha stravolta!”. La Cyrus sta cercando anche il suo gusto nei film. Mi racconta che ha visto Days of Thunder, con Tom Cruise, per tre sere di seguito. E’ anche incantata da A Streetcar Named Desire, del 1951. Poi mi dice che si rispecchia molto nella protagonista. La guardo: è impetuosa, bellissima, più intelligente di quanto ritengano gli altri, restia ad ascoltare, veloce nel parlare, scaltra nell’usare la sua sessualità per i suoi fini.

    Riguardo quello che c’è oltre le arti, la Cyrus è restia. “Le notizie mi mettono ansia,” mi dice. “Quindi cerco di interessarmi meno di politica.”
    E’ restia anche a parlare della legalizzazione della marijuana, anche se la droga ormai fa parte della sua immagine. “Amo l’erba,” dice. “Mi piace stonarmi.” Ma è interessata al controllo della qualità, piuttosto che al lavoro di prevenzione. “Voglio che si torni a quando l’erba era pura, organica e buona.”

    Provo a chiederle qualcosa degli eventi più recenti, ma ne esco a mani vuote. Quando mi dice che al Thanksgiving i suoi fratelli hanno litigato riguardo gli alieni le chiedo “Sull’immigrazione?”

    “Sì, quindi è semplicemente -“

    “Dove è approdata la tua famiglia?”

    “In verità mio fratello grande è ossessionato dai documentari che sono stati censurati. Mio fratello è convinto che il governo non voglia farci sapere che gli alieni esistono, altrimenti tutti si spaventerebbero a morte -“

    “Oh,” dico io, realizzando di aver frainteso. “Alieni in senso proprio!”

    “- e poi mio fratello disse, “è davvero finto!”

    “Dì a tuo fratello che ho lavorato per il governo e non ho mai visto alieni.”

    “Non sono sicura,” dice, raccontandomi che una volta vide una luce sospetta nei cieli delle Bahamas. “Mio padre mi disse che era un satellite, ma era davvero strano il modo in cui si muoveva.”

    “Penso che fosse un satellite,” propongo io.

    Nonostante il suo dichiarato disinteresse nei confronti della politica, la Cyrus mi dice che vorrebbe poter influenzare qualcosa. Pensa profondamente nella sua mente. Cura degli animali (“Per esempio i miei cani sono stati tutti salvati e sono fantastici), bullismo (“voglio che la gente non abbia paura”), l’inquinamento (“ho paura che il cielo non sia più blu. Diventerà nero per tutte le schifezze”). Se c’è qualcosa che Miley sa è quello per cui combattere.

    Spengo il registratore e mi dirigo verso la porta verde. Il legno massiccio è sezionato da quattro finestre di vetro, ora appannate, che nascondono il mondo al di fuori dalla stanza. Guardo fuori e apro la porta. Appena irrompo nella fredda notte di Los Angeles la Cyrus mi chiama. Abbiamo parlato di libri preferiti e ora mi chiede di consigliarle qualche testo. “Niente di troppo pesante, niente di noioso”, aggiunge.

  4. #4
    TW superstar


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    Predefinito Re: W-MAGAZINE - Miley Cyrus: Ronan Farrow intervista la cattiva ragazza d'America.

    Grazie per la traduzione

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