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  • 2 Post By {Sherry

Discussione: E' soltanto un arrivederci.

  1. #1
    V.I.P


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    Predefinito E' soltanto un arrivederci.

    Premetto che questa storia è nata dal nulla, senza pensarla, senza programmi, da una conversazione su MSN con Arianna. Non ho voluto rileggerla perchè avrei finito con il cambiare frasi e modificare qualcosa e non volevo. Volevo lasciarla così come il mio cuore l'aveva dettata, come avevo sentito di scrivere la prima volta.
    Non ha molto senso, i know. Spero comunque vi possa piacere almeno un po'..
    Buona lettura.
    Questa storia volevo dedicarla alla mia cice, che in qualche modo ha vissuto con me quel momento delicato.

    E' soltanto un arrivederci


    Un raggio di sole venne riflesso dalle lenti ambrate delle mie Carrera, mentre quella strada diventava più vuota a mano a mano che la percorrevo. Il caldo si sentiva ma in fondo era comprensibile tanto quanto il fatto che ero l’unica a passeggiare per quelle strade; eravamo in pieno Agosto, in una delle giornate che il telegiornale aveva previsto come ‘la giornata più afosa degli ultimi trent’anni’ e chi poteva, era scappato da quella città assurda in cui non c’era nulla da fare il primo giorno di Luglio per tornare poi a ferie finite gli inizi di Settembre. Cambiai il lato su cui pendeva la tracolla che manteneva il mio basso, la schiena cominciava a farmi male, come al solito mi ero portata dietro troppa roba, come se quel pezzo di metallo verde non lo fosse stato abbastanza. Avevo cominciato quattro anni prima, dopo aver abbandonato chitarra tre mesi dopo esser andata a lezione. Poi ero tornata a scuola di musica per avvisare il maestro che non sarei più andata, perché beh sentivo che quello non era il mio strumento, ero convinta che forse la musica mi piaceva ascoltarla e non suonarla. Poi, boom. Il mio cuore impazzì quando sentì un ragazzo suonare, era stato un colpo di fulmine. Già, c’eravamo amati a subito. Forse perché quattro corde riuscivano a custodire più emozioni di sei, forse perché lasciare scivolare le mie dita tra di esse sembrava imitare il mio cuore nel preciso istante in cui lo stavo facendo.
    Improvvisamente il mio sguardò non riuscì a fare a meno di scrutare una persona, seduta ad un tavolino di un bar da sola. Cercai di mettere a fuoco e, a mano a mano che mi avvicinavo, mi rendevo conto che camminavo più veloce per essere prima vicina, per capire se era soltanto l’ennesima somiglianza che avevo notato, l’ennesima persona che avevo scambiato per lui. Eppure, ogni passo che facevo sembrava confermarmi quello che avevo visto sin dall’inizio, come potevo sbagliarmi? L’avevo cercato per anni, pensato costantemente ogni singolo giorno da quando era andato via, l’avevo odiato perché mi rendevo conto che mi mancava troppo. E finalmente, quando avevo smesso di cercarlo, quando avevo eliminato dai segnalibri le infinite ricerche di google in cui cercavo anche soltanto la sua mail, mi era apparso davanti. Sfogliava distrattamente un giornale, erano passati due anni ma lui era identico, non era cambiato minimamente. Sorrisi e mi resi conto che una lacrima mi era appena scesa sul volto e non seppi giustificarla in nessun modo, forse era soltanto tutta quella nostalgia che avevo accumulato ad averlo lontano che mi abbandonò non appena mi trovai a pochi metri da lui.
    ‘Stefano...’ pronunciai quelle parole a voce bassa, apparvero come un sospiro che uscì dalle mie labbra delicato, leggero come il rumore delle foglie quando c’è vento, come lo schiantarsi del mare sulla riva, secco come un foglio di carta strappato in mille parti. Delicato, pungente, atteso, ansimato, spaventato, sicuro. Sì, sono convinta che lui le lesse tutte quelle emozioni in quella sola parola. Alzò lo sguardo dal suo giornale guardandomi per un attimo, come a cercare di capire io chi fossi;lo conoscevo abbastanza da poter dire che forse il mio arrivo lo aveva infastidito, perché lo aveva interrotto ed era una delle cose che lui odiava. Eppure quando incrociò il mio sguardo che si perse nel mio lo sentii una persona diversa, come se quel tempo l’avesse corroso nell’interno, lacerando la sua anima, lasciando, però, il suo aspetto integro. Come se avesse fatto un patto col diavolo, come se fosse entrato in uno dei miei libri preferiti. Il suo sguardo però, diversamente da quello del giovincello creato da Wilde, non era cattivo o assetato di divertimento. Al contrario, sembrava perso e deluso. Che fine avevano fatto i suoi occhi ridenti e quello sguardo di sfida e superiorità che aveva fino a qualche anno prima?
    Restammo qualche secondo a fissarci e mi resi conto in quel momento di non aver nulla da dirgli, era lì, davanti a me, ed ero rimasta in silenzio aspettando che lui mi dicesse qualcosa.
    Il moro continuava a scrutarmi, cercando di capire probabilmente chi fossi e quando finì per guardare quella ‘F’ incisa sul mio polso, probabilmente capì ed il suo sguardo sembro incupirsi ancora di più. Quella stella, la stessa che aveva lui sul polpaccio. M i ero sempre chiesta se non se l’era fatta togliere via quando ci aveva lasciato, quando era sparito nel nulla senza darci una spiegazione.
    Mi feci forza e cercai dentro di me tutte le parole che gli avevo conservato, le domande che non avevano mai avuto risposta negli anni. Eppure, proprio nel momento in cui mi ero decisa a lasciarle uscire mi anticipò e dopo avermi fatto con il capo cenno di sedermi sulla sedia di metallo di fronte a lui, finalmente disse.
    «Mi spiace avervi deluso. Io non potevo fare diversamente.»
    Tenevo il basso poggiato accanto alla mia sedia e lo guardavo negli occhi, come non avevo mai potuto fare. Ascoltare quella voce mi provocò una sensazione strana e sentii un brivido partire dalla schiena per poi coprirmi tutta la pelle. Avevo l’istinto di piangere, di urlare, di supplicarlo a tornare, di saltargli addosso per mollargli uno schiaffo, chiedergli perché ci aveva fatto stare così male, ma riuscii a controllarlo e, dopo essermi presa qualche secondo in cui avevo cercato le parole giuste, replicai:
    « Non ci hai delusi. Spiegami solo perché ci odi?»
    Un sorriso sarcastico apparve sul suo volto, uno di quelli che mi ricordò il vecchio Ste, quello che faceva battute porche di continuo, quello che prendeva per culo Pedro e Dani, quello che era il braccio destro di Ka.
    «Io non vi odio affatto.»
    «Allora spiegami perché sei andato via? Perché l’hai fatto senza nemmeno dirci addio, senza salutarci. Sarebbe bastato dirlo una settimana prima o una dopo, saremmo stati tutti li al tuo ultimo live per dirti addio. Avremmo vissuto senza rancori, senza rimpianti, senza sentirci la causa per cui tu eri andato via.»
    Sospirò, mentre poggiai le dita sotto le palpebre per asciugare quelle lacrime che erano arrivate a metà della mia frase e che avevano spazzato via tutta la sicurezza che avevo cercato d mostrare. Non era la prima volta che piangevo per lui, per quanto potesse sembrare assurdo mi capitava spesso, quando era andato via ero stata una settimana intera senza toccare cibo, e lo aspettavo, speravo che tornasse. Ma no, lui non era più tornato.
    «Ho dovuto farlo, non avevo altra scelta. E so che non è stato giusto sparire così di punto in bianco ma faceva male anche a me e odiavo dover mostrare le mie debolezze. Ora per fortuna sono cambiato da quel punto di vista, sono migliore.»
    «A noi andavi bene così, non ti volevamo diverso. Ti volevamo solo con noi.»
    Ancora una volta non riuscii a mantenere il tono della mia voce costante in quella frase ma non mi importava nemmeno più, mi ero mostrata fragile a lui perché avevo capito che non voleva ferirmi, non voleva ferirci, anche se l’aveva fatto.
    «Lo so. E ve ne sarò grato per sempre di questo. E di tutto quello che mi avete scritto in risposta alla mia lettera, eravate arrabbiati ma non riuscivate ad odiarmi e lo si leggeva da quelle parole. Mi avete detto tutti che avreste aspettato, che anche un secolo dopo il vostro cuore non mi avrebbe potuto sostituire e oggi con te ho avuto la conferma che è stato così davvero. Sono scappato, sono tornato in Italia da qualche giorno sperando di non dovermi scontrare di nuovo con il passato ma è impossibile, perché è quello che sono stato che ancora sono. E’ come quel marchio inciso a fuoco sulla mia pelle, per me non è cambiato nulla, mi sento ancora parte di tutto e sono riuscito con il tempo ad accettare anche la rabbia di Ka, perché sono riuscito a fare del male con la mia ipocrisia anche il mio migliore amico, pur di non ammettere che in realtà ci stavo più male di tutti voi messi insieme. » Prese una pausa in cui scavò nella sua tasca alla ricerca di qualcosa e, dopo un secondo dopo essersele rigirate sulla mano, poggiò delle monete nel piattino con lo scontrino su cui era probabilmente segnato quello che doveva pagare. Fece un lungo sospiro, si alzò dalla sedia ed istintivamente feci lo stesso. Si avvicinò a me e mi fece paura, non perché non mi fidavo di lui, semplicemente perché non ero mai riuscita a guardare il suo volto così bene.
    «Siete stati fondamentali e non vi ringrazierò mai abbastanza. Ma ci sono delle cose che mi hanno portato a fare quella scelta, sono troppo debole per poter confessare cosa sia, lo ammetto. Ma ci rivedremo presto, te lo prometto. »
    Allungò il suo palmo verso di me, su cui era poggiato un plettro nero molto spesso, con la scritta ‘Ibanez’ dorata, leggermente consumata. Usato, molto lo si vedeva bene.
    Lo afferrai abbozzando un sorriso per ringraziarlo, anche se non capii completamente quel gesto. Ma non mi importava, ero riuscita finalmente a parlargli a buttare fuori quello che avevo cercato di sopprimere per troppo tempo.
    «Credimi, anche io le mantengo le mie promesse.»
    E così lo vidi sparire, a testa bassa, come non aveva fatto mai.
    L’avrei creduto, quella volta sarebbe tornato ne ero sicura.

  2. #2
    Roadie


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    Predefinito Re: E' soltanto un arrivederci.

    Tesoroooo

    Sono la prima, siiiiiiii *O* *si esalta*

    Allooooooora, come sempre scrivi molto bene e mi fa piacere leggerti *-*
    Ma passiamo alla storia, mi piace! E' piena di speranza (che purtroppo io ho perso ormai ç_ç), ma sarebbe davvero bello se Ste tornasse, sarebbero di nuovo i Finley al 100%, la PedroKaSteDani che abbiamo cominciato a seguire nel lontaaaaaaano 2006.
    Sai, quando Ste se ne è andato è stata dura anche per me, è come se avessi ricevuto uno schiaffo, come se avessi capito che nulla dura per sempre e le cose cambiano; loro erano una cosa così sicura, sembravano indistruttibili, e invece..
    Comunque spero che torni, perchè anche io sarei pronta a riaccoglierlo *-* Per quanto sia un rompipallottole v.v Lui rimane uno dei Finley u.u

    In attesa di leggere altre nsplendide parole da te scritte porgo distintio saluti (Si, stasera sono fuori, sarà tutto il linguaggio giuridico che ho in testa per l'esame di diritto di dimani .----.).
    Ti voglio bbbbeneeee

    M.

    P.S. CI ho messo secoli ha scrivere questo post, forse non sarò più la prima ad aver risposto ç__ç

  3. #3
    Supporter


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    Predefinito Re: E' soltanto un arrivederci.

    Sarà perchè oggi avrebbe dovuto essere una bella giornata e invece ho sentito la terra sotto i piedi tremare più di una volta, o perchè non mi sono ancora completamente abituata al fatto che adesso c'è Ivan, ma ho le lacrime agli occhi. Questa storia è fantastica, mi sono venuti i brividi a leggerla :')

  4. #4
    Supporter


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    Predefinito Re: E' soltanto un arrivederci.

    Ciao, ti odio, ciao.




    No, sul serio, Sherry. Come osi? Mi hai fatto venire le lacrime agli occhi.Ti ricordi quando ne abbiamo parlato al telefono? C*zzo, mi son sentita male, ti giuro. Orribile. No, nel senso, che come sensazione è orribile.
    Ti se superata, questa volta.
    Non smetterò mai di ringraziarti. Mi è sembrato di star lì, al bar con lui.
    E tu sai che non ci sono mai stata, davanti al Mante.
    Comunque è davvero scritta bene.
    Spero ne scriverai altre

    Ci sentiamo presto, noi

  5. #5
    Backstage Addicted


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    Predefinito Re: E' soltanto un arrivederci.

    Here I'm.

    Lo sai non so cosa dirti? Tutto ciò che potrei dirti sarebbe una banale ripetizione. Ciò che ho passato, tu lo sai, perché lo hai passato anche tu.
    Questo evento ha dei lati positivi? Bo. Una persona se ne è andata, un'altra è entrata nella mia vita. Questo è un lato positivo.
    Lati negativi? Forse non tanti.

    Tu però sai cosa penso di tutto questo.

    Passando alla storia.
    Io amo come scrivi, punto. Fai sembrare tutto reale, veramente.
    E grazie, non solo per la dedica. Per tutto.



  6. #6
    Supporter


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    Predefinito Re: E' soltanto un arrivederci.

    Ne abbiamo parlato poco fa in quei commenti al video.

    Mi hai fatto rivivere la rabbia e il dolore di quando ho saputo. Della delusione che ho sentito e dell'amarezza.
    Complimenti.

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