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Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
    Roadie


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    Predefinito FAN FICTION CONTEST: Caduta, ritorno e addio.

    Ecco la mia FF. come potete vedere dagli asterischi lungo il racconto questa storia si svogle su diversi piani narrativi ( e non tutti saranno trattati in ogni capitolo) e anche su diversi piani temporali (il flashback l'ho evidenziato con l'uso del corsivo. Il genere è drammatico, ci saranno anche alcuni episodi felici, ma sostanzialmente è una FF drammatica.
    Spero vi piaccia

    CAPITOLO 1
    Erano passati diversi anni. Diversi anni da quando non tornava nella sua vecchia casa, quella in cui era cresciuto. Il luogo che più gli mancava era la sua camera, un rifugio sicuro da tutti i problemi, sembrava che nella sua stanza il tempo si fermasse e tutto diventasse lucente.
    Era una giornata assolata di settembre, gli ultimi veri caldi dell’estate. La chiave di casa di riserva era sempre lì allo stesso posto, dentro il cestello della lavatrice nel garage.
    Prese la chiave e aprì la porta. <<Cavolo!>> pensò << è tutto così diverso>>.
    Tutt’intorno si era evoluta col tempo, quella non sembrava quasi più il luogo in cui era cresciuto.
    Si diresse immediatamente verso la sua stanza, aprì la porta, gli sembrò che all’interno della stanza tutto si fosse congelato. Nulla era cambiato, ogni cosa era al suo posto così come l’aveva lasciata 20 anni prima. Le pareti erano ancora piene di poster dei suoi artisti preferiti, attaccate all’armadio c’erano le foto con gli amici, le locandine dei film che aveva guardato e riguardato; in un’altra anta erano attaccati i biglietti dei concerti a cui era stato. Le sue chitarre erano ancora lì, allo stesso posto; ne prese una in mano e la sfoderò dalla custodia. La vista della sua Fender Stratocaster gli fece venire in mente dolorosissimi ricordi, qualche lacrima gli bagnò il viso.
    Era troppo doloroso stare lì dentro; fece per uscire quando la sua attenzione si fissò sul poster di una ragazza dalla chioma bionda che imbracciava una chitarra.
    Sbatté la porta e se ne andò.
    **

    A migliaia di chilometri di distanza una signora di mezz’età dai lunghi capelli biondi stava compiendo gli stessi gesti del ragazzo.
    Dopo anni era tornata nella sua camera ed ora stava accovacciata sul letto stringendo in mano una chitarra che causava anche a lei un’epifania di dolore.
    Sulle pareti c’erano appese nove copertine di album.
    La ragazza uscì in strada, da sola, e nessuno la riconobbe. E questo creava in lei due sentimenti contrastanti, il primo era il sollievo di non essere fermata ad ogni angolo di ogni singola strada, ma dall’altra parte provava un certo rimpianto per quella che era la sua vita di un tempo.
    La ragazza in questione era Avril Lavigne.
    Questo nome nel 2031 non diceva niente a nessuno, ormai solo alcuni ricordavano vagamente chi fosse. E pensare che fino a 10 anni prima era stata un’artista famosa, di successo, con milioni di fan sparsi per tutto il mondo ma delle scure ombre avevano coperto la vita della ragazza.
    Avril aveva fatto perdere le sue tracce da alcuni mesi ormai e non era stato difficile, quasi nessuno l’aveva cercata in quel periodo.
    La bionda donna uscì di casa e risalì nella sua macchina e iniziò a vagare senza metà per le strade deserte del Canada.
    **

    Quella sera a Parigi era forse stata la sua migliore performance. Aveva cantato divinamente e le canzoni del nuovo album erano piaciute moltissimo.
    “Avril, Avril!!” si sentiva gridare dal pubblico. La volevano di nuovo sul palco.
    LA bionda canadese tornò sul palco e suonò una vecchia canzone, un successo intitolato “Complicated”. La folla era letteralmente in delirio. Avril aveva fatto centro.
    Il quinto album era stata un’impresa; la produzione era durata 5 anni ma il risultato era ottimo. Non ricevette una sola critica negativa, tutti lo apprezzarono e, considerando che era uscito da due sole settimane, molti altri avrebbero avuto l’occasione di apprezzarlo.
    Nel backstage ad aspettarla c’era Deryck Whibley, i due erano tornati insieme dopo la rottura, ed ora tutto sembrava andare per il meglio.

    **

    Nel frattempo in un luogo sconosciuto un uomo dietro una scrivania stava scrivendo degli appunti al computer. La puzza in quell’ufficio era letale. L’uomo era lì dentro da settimane e il lavarsi non era di certo fra le sue priorità.
    Ma stava architettando qualcosa di molto oscuro e pericoloso, erano ormai anni che lavorava al “progetto” e voleva a tutti i costi che andasse a buon fine…


    Se volete lasciate un commento in questa pagina:http://forum.teamworld.it/forum1857/...a-ritorno.html

    e se avete un po' di tempo date un' occhiata alla mia altra storia fuori dal contest: http://forum.teamworld.it/forum1857/...e-origini.html

  2. #2
    Roadie


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    Predefinito Re: FAN FICTION CONTEST: Caduta, ritorno e addio.

    Un capitolo un po' duro ma spero vi piaccia.
    Forse in questi primi momenti la storia del ragazzo italiano sembra del tutto scollegata dal resto ma vedrete che piano piano avrà senso buona lettura!

    CAPITOLO 2

    Le turbolenze in quella giornata erano fortissime, non aveva mai preso un volo così disatroso.
    Sperava che in Grecia ci fosse un po’ di sole almeno. Avril era partita quella mattina da Parigi e stava per arrivare a destinazione, era quasi ora di pranzo e la fame iniziava a farsi sentire.
    Il marito di Avril, frontman dei Sum 41, aveva dovuto prendere un altro volo per andare ad Amsterdam, doveva suonare con la sua band e per qualche tempo non si sarebbero rivisti.
    Per la rocker canadese era il primo concerto nell’antica terra degli dei e questo la spaventava non poco, non sapeva che cosa aspettarsi e non era certa che in Grecia ascoltassero la sua musica.
    “Vedrai che andrà tutto bene” disse Jim, il suo chitarrista, avendo colto l’espressione turbata della ragazza.
    “Non so Jim, e se qui non mi conoscessero?” chiese Avril
    “Non c’è luogo al mondo in cui la tua musica non sia arrivata, quindi rilassati e allaccia la cintura, stiamo per atterrare” disse Jim con un sorriso
    “Odio gli atterraggi” esclamò Avril.

    **

    Nessuno sembrava ricordare quello che aveva fatto pochi anni prima quel ragazzo, ormai uomo, di un paesino dell’Italia centrale. Lì a Ponte San Giovanni, una paesello umbro vicino Perugia, un tempo lo conoscevano tutti, tutti l’avevano visto e lo avevano apprezzato.
    Ma ormai erano passati anni dai quei momenti e ora era solo un semplice forestiero che veniva dalla grande mela.
    Non sapeva che fine avessero fatto i suoi amici, appena si era trasferito continuò a rimanere in contatto con loro, vennero anche a trovarlo negli States, ma poi si sa come vanno queste cose e nonostante si volessero molto bene se erano persi.
    Vicino alla sua casa c’era un campetto da basket che riportava alla sua memoria mille giornate passate lì con gli amici. Ora c’erano dei ragazzi che stavano giocando e Francesco li guardò malinconicamente.
    La sua famiglia, mamma e papà, non sapevano neppure che lui fosse ritornato in Italia, in realtà non lo sapeva nessuno. In quel periodo non si sentiva dell’umore giusto per incontrare gente e parlare, aveva solo bisogno di andare avanti.
    **

    In quel momento quello era l’unico luogo in cui si sentiva bene. Non era un luogo tipicamente felice ma era il posto più silenzioso che Avril conoscesse e andò lì perché aveva bisogno di sentire le voci nella sua testa.
    Superò a testa bassa la scritta “Cimitero di Napanee” e si diresse verso un gruppo di lapidi. Avril salutò con un bacio le lapidi dei suoi genitori e ci poggiò dei fiori; erano passati solo 2 anni ma nello spirito i suoi erano morti da quasi 10 anni.
    Avril alzò la testa verso la ragione di quella loro morte non fisica e rimase a fissare una lapide che portava la scritta “Qui giace Matt Lavigne, figlio e fratello amato”. Avril pianse e ne aveva proprio bisogno. Lasciò dei fiori anche davanti alla sua tomba e si sedette sul terreno come per entrare in qualche modo in contatto con il fratello.
    Ricordava ogni singolo dettaglio di quella tragica serata. Erano a Los Angeles, lei, il fratello e un paio di membri della band di Avril di allora. Stavano tutti festeggiando il successo del tour di Avril e avevano tutti alzato un po’troppo il gomito.
    Uscirono in strada, era una serata fantastica, erano molto allegri e forse l’alcool aveva contribuito. Decisero di chiamare un taxi perché non sarebbero stati in grado di guidare fino a casa. Aspettando il taxi si misero seduti sul marciapiede continuando a ridere, ad un certo punto Matt si alzò in piedi, poi ci fu il dramma. In meno di un secondo videro dei grossi fari bianchi avvicinarsi a tutta velocità, Avril rimase paralizzata dalla paura, Matt non si era nemmeno reso conto, uno dei due membri della band provò ad andare a chiamare Matt ma si rese conto che era troppo tardi e si mise in salvo. Avril si mosse verso il fratello ma il chitarrista, che si era appena accorto dell’auto che sfrecciava zigzagando qua e là, si buttò su di Avril e la spinse a terra salvandogli la vita.
    La macchina sfrecciò via a tutta velocità lasciando tutti in stato di shock. Da quel momento in poi Avril ricorda solo la vista del fratello immerso in una pozza di sangue, urla, grida, una corsa in ospedale ma tutti i ricordi erano molto confusi.
    Avril pianse più forte al ricordo di quell’orribile notte. Si sdraiò accanto alla lapide del fratello e cercò di stoppare il flusso dei suoi pensieri, ma era troppo tardi e ormai avevano preso il sopravvento.

    Qui i commenti: http://forum.teamworld.it/forum1857/...a-ritorno.html

  3. #3
    Roadie


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    Predefinito Re: FAN FICTION CONTEST: Caduta, ritorno e addio.

    Terzo capitolo, continuo a scrivere perchè a me personalmente piace quello che sta venendo fuori anche se per ora non sembra essere molto apprezzata, in ogni caso Buona lettura =)

    CAPITOLO 3

    Negli ultimi anni non era capitato frequentemente ad Avril di avere la possibilità di fermarsi per qualche giorno nella sua vecchia città, così dopo la lunga visita al cimitero andò in altri luoghi a cui era legata.
    Passò davanti alla sua vecchia scuola superiore e la maledisse, era un posto che aveva odiato.
    Poi vide la pizzeria in cui aveva lavorato, quello era un luogo che amava, il vecchio proprietario le voleva molto bene e fino a qualche anno fa c’erano sempre state appesi alle pareti ritagli di giornale che parlavano di Avril, foto della cantante e non era raro che si sentisse uno dei suoi successi mentre si stava lì a mangiare una pizza.
    Avril continuò per un po’ con i suoi giri nel viale dei ricordi poi si rese conto che era giunta l’ora di andare. Ripassò davanti alla sua vecchia casa per darle un ultimo saluto, chissà quando l’avrebbe rivista.
    Quando svoltò nella via di casa sua vide una macchina parcheggiata nel vialetto, capì che qualcuno aveva saputo che era lì.
    La ragazza accostò e scese dall’auto, si avvicinò alla misteriosa macchina parcheggiata nel suo vialetto per cercare di capire di chi fosse. Non appena accostò la testa al finestrino senti una voce che diceva :
    ” Signorina Lavigne!” e Avril vide un biondo figuro alzarsi dal portico.
    **
    Steve Fekete, chitarrista di Avril, annunciò che avrebbe lasciato la band della cantante canadese alla fine dell’attuale tour per dedicarsi ad una carriera da solista.
    Il tour era quasi agli sgoccioli e bisognava mettersi al più presto a cercare un nuovo chitarrista. Avril non era così dispiaciuta dell’abbandono di Steve, infatti nonostante fosse un musicista straordinario, non gli era mai stato molto simpatico e non avevano legato quasi per niente. Questa volta Avril voleva scegliere da sola il suo nuovo chitarrista e non voleva che la casa discografica gliene affibbiasse uno senza che lei potesse replicare.
    Nel frattempo il “One Way Out Tour”proseguiva molto bene, il concerto in Grecia era stato strabiliante, con la cornice del Partenone alle spalle, Avril aveva fatto una gran bel concerto. Ora la cantante si stava spostando verso la Spagna, Madrid e Barcellona poi sarebbe toccato all’Italia Con Bologna, Milano e Roma e poi sarebbe potuta tornare a casa per un po’ di riposo.

    **
    Estrasse dalla tasca una banconota da 10 € e pagò panino e birra. Era sera e Francesco era da solo e aveva appena finito di mangiare.
    Uscì dal pub e si diresse verso la macchina, era quasi arrivato al parcheggio quando da un auto che passava accanto a lui sentì le note di una canzone che conosceva molto bene e poi delle parole “Chill out, what you’re yelling for?”. Francesco ebbe un tuffo al cuore; erano anni che non ascoltava quella canzone, anni che non sentiva quella voce parlare.
    Entrò in macchina, prese il cellulare e scrisse un messaggio : “ Sono a casa. Vediamoci da me tra un’ora” mandò il messaggio sperando che quello che aveva fosse ancora il numero giusto. Poi si mise ad aspettare.

    QUi se volete lasciare un commento: http://forum.teamworld.it/forum1857/...a-ritorno.html

  4. #4
    Roadie


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    Predefinito Re: FAN FICTION CONTEST: Caduta, ritorno e addio.

    Ecco il capitolo 4, spero vi piaccia!!

    CAPITOLO 4

    Rincontrare l’amico che non vedeva da tanto tempo era una grande emozione per lui. Se non si sbagliava era anche il giorno del suo compleano, il 27 settembre.
    Appena lo vide gli fece tanti auguri di buon compleanno, l’amico (si chiamava Luca) lo ringrazio, non si immaginava che a distanza di tanti anni si ricordasse della data del suo compleanno.
    Luca era un musicista di successo, per anni era stato il nuovo batterista dei Green Day e suonò con loro finchè non decisero di ritirarsi dalle scene, poi si dedico al suo vecchio gruppo giovanile i One More Collision ed ebbe un gran successo anche con loro; avevano da poco finito il tour mondiale e Luca era ritornato a casa per riposarsi un po’. Francesco aveva suonato per un periodo con lui, poi le loro strade si erano divise ma entrambi avevano avuto un gran successo dal punto di vista musicale.
    “Ti ricordi che oggi è anche il compleanno di un’altra persona?” chiese Luca
    “Si mi ricordo..” disse Francesco che non aveva pensato ad altro per tutta la giornata e poi quella canzone alla radio..
    “Ho sentito una sua vecchia canzone alla radio prima, è stata una forte emozione” disse Francesco
    “Sai per caso che fine abbia fatto?” chiese Luca
    “Ormai è parecchio tempo che no si hanno più sue notizie” rispose Francesco con una certa tristezza.
    I due amici continuarono a parlare tutta la notte delle loro avventure vissute insieme, dei concerti a cui erano andati da ragazzi. Fu una bella serata.

    **
    Il biondo figuro le si fece incontro correndo e appena Avril lo riconobbe rimase paralizzata dall’emozione.
    “E- Evan! Sei proprio tu” chiese Avril tremolante
    “Si sono proprio io!” rispose il ragazzo di nome Evan
    I due si abbracciarono, un abbraccio che durò una vita, in quell’abbraccio erano racchiusi tutti gli anni in cui non si erano ne visti ne parlati.
    “Come facevi a sapere che ero qui?” chiese la ragazza
    “Ho le mie fonti” rispose Evan
    “ E’ bellissimo vederti” disse con gioia Avril.
    I due non si vedevano da anni,precisamente dalla morte del fratello di Avril, si erano sentiti sporadicamente, Avril aveva tagliato ogni relazione col mondo dopo quella tragedia eccetto che con una persona che in quel momento fu l’unica che volle accanto.
    “Avie, so quello che hai passato, ma non voglio in nessun modo che ricapiti una cosa del genere. Non ce la faccio a stare tutto questo tempo senza di te” confessò il ragazzo
    “Lo so e lo stesso è per me. Scusa” disse Avril quasi piangendo
    I due si abbracciarono di nuovo e Avril scoppiò a piangere; finalmente dopo tanto tempo era riuscita a ritrovare il suo più vecchio amico. Ed era felice.
    **
    “Gracias por venir esta noche. Te quiero mucho” .
    Con queste parole Avril salutò Barcellona e prese l’aereo per l’Italia. Ora le aspettavano tre date nel suo paese preferito e in Italia, a Roma, era stato organizzato un incontro con i fan e Avril non vedeva l’ora di poter rivedere i suoi fan italiani e fargli vedere che aveva imparato qualche parola d’italiano.
    La prima tappa fu quella di Bologna, il concerto si tenne all’arena parco nord, all’aperto e fu un concerto fantastico; in .50.000 vennero per ascoltare la sua musica e tutti se ne andarono continuando a cantare le sue canzoni.
    Poi fu la volta di Milano; anche lì il concerto fu molto bello eccetto il fatto che un problema tecnico non le permise di cantare tutte le canzoni in scaletta, si scusò con i suoi fan e venne subito organizzata una sessione acustica per il pomeriggio seguente.
    Infine toccò a Roma, la capitale, dove era previsto per il pomeriggio un incontro con i fan.
    Il forum ufficiale italiano di Avril Lavigne, Teamworld, era come sempre lì presente ed erano in molti gli isciritti che avevano avuto la possibilià di vedere la loro “dea”.
    Avril accolse i fan uno per uno, fece fotografie, sorrise, firmò autografi e si divertì moltissimo provando le nuove parole in italiano che conosceva.
    Ad un certo puntò le si presentò davanti un ragazzo, moro, con i capelli ricci e gli occhi verdi e aveva una chitarra in mano.
    <<Che cosa carina!>> pensò Avril.
    Lo salutò, si chiamava Francesco, fecero una foto insieme e gli autografò la chitarra. Poi il ragazzo le chiese se poteva dedicarle una canzone. Avril rispose immediatamente di si.
    Il ragazzo iniziò a suonare e cantare “Good Riddance (Time of your life)” dei Green Day e tutti rimasero stupefatti dalla bravura del ragazzo nel suonare lo strumento; Avril inizò a cantare insieme a lui e alla fine tutti fecero un grandissimo applauso.
    Avril abrracciò e salutò il ragazzo complimentandosi con lui. Francesco ringraziò, disse qualcosa di molto dolce ad Avril nell’orecchio e se ne andò con la sua chitarra.
    Avril era piuttosto emozionata e si voltò verso Jim che era nella stanza. I due si diedero una rapida occhiata e capirono subito ciò che doveva essere fatto.



    **
    La sua vendetta era oramai quasi pronta.
    Non era un uomo cattivo, ma era molto malato e non riusciva in nessun modo a perdonare quello che aveva subito.


    QUi se volete lasciare un commento:http://forum.teamworld.it/forum1857/...a-ritorno.html

  5. #5
    Roadie


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    Predefinito Re: FAN FICTION CONTEST: Caduta, ritorno e addio.

    Capitolo 5!!! Che ne pensate?

    CAPITOLO 5

    Jim e Avril sapevano cosa dovevano fare e sicuramente non sarebbe stato troppo complicato. Chiamarono Matt, fratello di Avril e addetto alla sicurezza, e gli dissero cosa volevano.
    Matt andò subito tra le prime file del palco, vide il ragazzo che corrispondeva alla descrizione e gli disse :” Tu devi venire con me!”
    Il ragazzo in un primo momento si spaventò chiedendosi che cosa avesse combinato di male ma vista la stazza del ragazzo della sicurezza decise di seguirlo senza fiatare.
    Matt trascinò il ragazzo per un braccio, poi si rivolse a lui e gli disse:” Per ora aspetti qui, guardati il concerto ma poi dovrai venire con me”.
    Il ragazzo annuì pensando che mentre aspettava di sapere che cosa avesse combinato si sarebbe goduto il concerto da una posizione fantastica.
    Passarono circa due ore, il concerto era stato fantastico e il ragazzo dai ricci mori si era divertito moltissimo quando si ritrovò davanti Matt che gli fece cenno di seguirlo e lo condusse in una stanzetta con un paio di divani e gli disse di aspettare li.
    Nel frattempo Matt era andato a chiamare la sorella e le disse che il ragazzo la stava aspettando.
    Avril e Jim lo trovarono seduto sul divano piuttosto pensieroso ma non appena si accorse della loro presenza un grandissimo sorriso gli inondò il volto.
    Avril chiese al ragazzo se sapeva l’inglese e lui rispose di si.
    “Come ti chiami?” domando Jim
    “Francesco” rispose il ragazzo “ci siamo visti prima, ho suonato e cantato per te”.
    “Quanti anni hai?” continuò a domandare Avril
    “23” rispose lui
    “Ora tu naturalmente non sai perché sei qui e sicuramente nemmeno te lo immagini” cominciò Avril “ Ma le cose stanno così: noi stiamo cercando un chitarrista e la tua esibizione di prima ci ha fatto pensare che questo potresti essere tu!”

    **

    Per Francesco era arrivato il momento di tornare a casa sua a New York.
    Tornò un attimo a casa per salutarla, chiedendosi quando l’avrebbe rivista. Entrò nella sua camera e la malinconia lo travolse, ma lui prese solo un paio di cd e se ne andò velocemente.
    Prese la macchina che aveva noleggiato e si diresse verso Roma per prendere l’aereo.
    Arrivato a Roma, casualmente vide l’albergo Excelsior. << E’ qui che cominciò tutto!>> pensò il ragazzo, fissando una delle finestre più in alto.
    Sembrava che quel viaggio sul viale dei ricordi lo portasse a ricordare e a porre l’attenzione su quello che stava cercando di riconquistare.
    <<Sto arrivando, aspettami!!>> urlò Francesco nella sua testa.
    **

    “Evan mi dispiace che tu ti sia fatto tutta questa strada ma per me è ora di andare” disse Avril
    “ No no, tu non vai da nessuna parte! Hai qualcosa di importante da fare? Non mi sembra. Quindi ora restiamo qui!” rispose Evan deciso
    “Evan, io vorrei restare qui con te, ma lo sai che c’è una persona che ha bisogno di me!” replicò Avril
    “E’ con lui o sbaglio? Chiese il ragazzo
    “No, non sbagli” ammise Avril
    “Allora non si arrabbierà e vedrai che quando tornerai sarà ancora più felice!”
    “ok, resterò ma cosa c’è di così importante che dobbiamo fare qui?” chiese Avril
    Evan assunse una faccia piuttosto soddisfatta e le rispose: “ Una cosa che non fai da molto tempo”
    “Dobbiamo fare MUSICA!”
    Avril fece un grosso sorriso.

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  6. #6
    Roadie


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    Predefinito Re: FAN FICTION CONTEST: Caduta, ritorno e addio.

    Una bella rivelazione in questo capitolo!
    Continuo a sperare che qualcuno legga questa FF
    Spero vi piaccia.

    CAPITOLO 6

    “ Allora Avie i tuoi ultimi album non hanno avuto il successo sperato e ci sono due motivi per questo.” Cominciò Evan “ Per prima cosa non avevi me ad aiutarti.” disse Evan ridendo
    “Avevo un degno sostituto” replicò Avril
    “Questo è vero ed è qui che subentra il secondo motivo. Hai smesso di scrivere quello che sentivi e in un momento tragico della tua vita in cui tutto quello che dovevi fare era scrivere per sfogarti, per far sentire al mondo che eri incazzata, triste hai fatto l’esatto contrario: hai scritto canzoni senz’anima, che non parlavano di te e francamente erano piuttosto noiose e ridicole”.
    Per un momento Avril pensò di rispondere ad Evan, ma immediatamente realizzò che l’amico aveva assolutamente ragione.
    “Quindi secondo te cosa dovrei fare?” chiese Avril
    “Devi ricominciare. Scrivi quello che senti ora e che hai sentito per tutti questi anni ma non hai mai la forza di tirare fuori” rispose il ragazzo
    “Non so se sono in grado” disse Avril a bassa voce
    “Certo che ne sei in grado! Non è la prima volta che ti ritrovi ad affrontare brutte situazioni. Eri o non eri tu quella ragazza che circa 30 anni fa pianse sul palco di Dublino ma continuò a suonare nonostante il nonno fosse morto quel giorno?” chiese Evan in tono di sfida
    Avril ebbe un tuffo al cuore era passato così tanto tempo ma le parole di evan le riportarono quel ricordo alla memoria più nitido che mai.
    “I tuoi sentimenti sono bellissimi” continuò Evan “E diventano arte quando li metti insieme alla musica!”
    “ E poi non hai avuto solo brutti momenti; c’è stato un momento che è stato il più bello di tutta la tua vita.
    Hai avuto una figlia, parla di lei.”
    **
    Avril era contenta più che mai del suo nuovo chitarrista, era simpatico e molto bravo in quello che faceva.
    Avevano fatto un’apparizione in uno show statunitense e per ora era stata l’unica volta in cui si erano esibiti insieme dal vivo. La ragazza aveva sentito una magia sul palco che non sentiva da quando sul palco non c’era il suo amico Evan Taubenfeld.
    Non era stato facile imporre la sua decisione alla casa discografica ma una volta vista l’apparizione nello show si erano convinti senza pensarci troppo.
    E quello che divertiva Avril era che ancora dopo qualche mese, Francesco sembrava sempre sorpreso di trovarsela davanti quasi tutti i giorni, come se si aspettasse da un giorno all’altro di svegliarsi da un sogno.
    Nel frattempo era arrivato il momento per Avril di cominciare a pensare al nuovo album, la ragazza sentiva che quello era un momento buono, aveva molte idee e voleva iniziare al più presto a lavorarci su.

    **
    A New York faceva molto freddo, Francesco abituato al clima italiano senti il gelo rientrargli nelle vene.
    Non sapeva dove andare per trovare ciò che stava cercando, ormai era molto tempo che non erano più in contatto ma Francesco ora sentiva il bisogno di “ricollegarsi”.
    Provo a chiamare i numeri che conosceva ma non ci fu risposta, provò a chiedere a chi pensava che potesse sapere dove fosse, non sapeva nemmeno di preciso dove lavorasse ora, era fuori dalla scena da molto e non si poteva presentare all’ufficio principale e dire :”Ditemi dov’è!”. Anche perché probabilmente nemmeno loro sapevano dove fosse.
    Stava perdendo le speranze quando ad un certo momento gli arrivò un messaggio, lo lesse e poi sorrise: finalmente sapeva dove andare.

    http://forum.teamworld.it/forum1857/...a-ritorno.html

  7. #7
    Roadie


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    Predefinito Re: FAN FICTION CONTEST: Caduta, ritorno e addio.

    Ho smesso di scriverla dato che nessuno la seguiva a me piaceva molto ma purtroppo è andata così...
    In ogni caso se a qualcuno interessasse sapere come va a finire me lo dica..

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