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Discussione: We could have it all.

  1. #1
    V.I.P


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    Predefinito We could have it all.

    Non so come introdurre questa FF, è molto difficile per me descrivere una cosa scritta da me, spero solo vi piaccia (: QUI per i commenti!

    WE COULD HAVE IT ALL.

    Vorrei sapere cosa c'è di sbagliato in me, perchè qualcosa dev'esserci. Sembra essere tutto così perfetto ma il vuoto a volte si impadronisce di me come una valanga che mi sommerge,
    eppure dovrei essere felice. Odio il condizionale, ma sto andando avanti solo a "vorrei" e "dovrei" in questa vita che a volte non sembra neanche la mia.
    "Avril?" Butch mi guardava con aria interrogativa e dubbiosa.
    "c'è qualcosa che non va?" mi chiese data l'assenza della mia risposta.
    "No no, veramente, tutto ok! Stavi dicendo?" Cercai di ritornare concentrata sul lavoro che stavamo facendo, dopotutto era il mio album che dovevamo progettare.
    "Dicevo che le tracce che abbiamo sono buone, ma so che potresti fare meglio..e vorrei sinceramente sapere se c'è qualcosa che ti blocca o che ti crea problemi, perchè sai che con me puoi
    parlarne, sono anche un tuo amico, non solo il tuo produttore" Mi fissava con i suoi profondi occhi verdi cercando di captare informazioni, senza però ottenere successo.
    "Mh. No, non c'è nulla che non va." Guardai il pavimento di moquette cercando di trovare una risposta più convincente.
    Mi squillò il cellulare quasi volesse salvarmi da quella situazione scomoda.
    "Scusa, rispondo" Mi alzai dal mio sgabello, presi il pacchetto di sigarette dalla mia borsa insieme al cellulare e usciì fuori dallo studio di registrazione.
    "Pronto?"
    "Ciao tesoro! Sono Alisha, so che oggi sei in studio ma appena possibile devo vederti per pianificare il red carpet della prima di quel film che avevamo parlato in Australia, sai che è molto
    importante la tua presenza a determinati eventi dati gli anni di assenza dal mercato musicale.."
    "Si, si, ti avevo già confermato la mia presenza, ora scusami ma devo ritornare al lavoro, ci sentiamo più tardi per i vari accordamenti, se vuoi inizia pure a prenotare hotel, voli..insomma
    sono nelle tue mani, ci sentiamo" Riagganciai senza neanche aspettare la risposta della mia manager e accesi la sigaretta cercando di tranquillizzarmi.
    Il vero problema è non sapere cosa voglio. Pensavo che tutto questa sofferenza fosse dovuta alla separazione con Deryck e provare a frequentare Brody non ha risolto nulla. Sono sempre più
    convinta che la soluzione migliore sia del tempo da sola, a lui non cambierà molto, sono la superstar famosa, può dire a tutti di essere stato a letto con me, del resto che importa?
    Aspirai il fumo della lucky strike fino in fondo, in totale silenzio assorta dai miei pensieri. Gettai il filtro e rientrai, sedendomi sullo sgabello in cerca di parole che potessero spiegare la mia
    completa assenza e collaborazione.
    "So che il mio lavoro in questi ultimi due mesi non è stato il massimo e vorrei darti una spiegazione plausibile, ma se la sapessi avrei già tentato di risolvere il problema." Ruppi il silenzio.
    "Sai che su di me puoi sempre contare Av, e l'unico consiglio che posso darti è quello di prendere ispirazione dalla sofferenza e tramutarla in qualcosa di migliore, nel tuo caso la musica."
    Butch era diventato come un fratello, insieme ad Evan cercava sempre di darmi ottimi consigli per migliorarmi come artista e prima di qualsiasi altra cosa, come persona.
    "Quindi penso che la cosa migliore sia parlarne davanti ad un caffè, tu come lo prendi? vado a prenderli alla caffetteria qui vicino, che la macchinetta qui non va" Disse, alzandosi e prendendo
    la giacca.
    "Mh, a me macchiato con doppia dose di zucchero!" lo vidi uscire dallo studio di corsa. Durante l'attesa afferrai la chitarra che avevo appoggiato sul divanetto, era accordata. Iniziai a lasciarmi
    trasportare, suonai degli accordi un po' strampalati, provando e riprovando a trovare una melodia che mi sembrava familiare. Volevo urlare al mondo come mi sentivo, qualcuno si sarà sentito
    ferito come mi ci sto sentendo io ora? "..Tutti." Pensai suonando quegli accordi. "Everybody hurts somedays" Spaventati. "It's ok to be afraid." Con l'incessante voglia di urlare. "Everybody hurts,
    everybody screams.." Non mi ero accorta della presenza di Butch dietro di me, era stato immobile tutto il tempo, lo vidi arrivare verso di me mentre cantava "Everybody feels this way"
    "and it's ok" ci guardammo pronunciando insieme quelle quattro parole.
    "Questa sei tu." Mi disse, appoggiando impazientemente il caffè sul tavolo.
    Ultima modifica di sk8ergirlfriend; 01-07-2011 alle 17:46

  2. #2
    V.I.P


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    Predefinito Re: We could have it all.

    Arrivai fino al parcheggio, salii in macchina e mi diressi verso casa dove Evan mi avrebbe raggiunto poco più tardi. Entrai, buttai le chiavi sul divano e corsi al piano di sopra per fare una doccia veloce. Mi buttai sotto l'acqua bollente cercando di lavare via quel dolore che non mi apparteneva, che non volevo mi appartenesse. Il getto dell'acqua non aveva pietà, arrivava diretto picchiandomi sulla pelle come se fosse grandine, stavo iniziando a pensare di essere diventata masochista. Uscii di corsa dalla doccia asciugandomi velocemente i capelli per poi infilarmi nella mia comodissima tuta casalinga che oramai ero abituata ad indossare anche per un giorno intero. Sentiì un auto parcheggiare nel mio vialetto, doveva essere Evan. Scesi velocemente le scale e gli andai incontro.
    "Ehii Av, che hai?" Mi chiese vedendomi arrivare di corsa per abbracciarlo.
    "Smettetela tutti di farmi questa domanda" biascicai appoggiata al suo petto.
    "Dai, entriamo che ho preso un take away, stasera mangiamo cinese!"
    "Se non ci fossi tu penso avrei tentato il suicidio più volte!" Lo guardai sorridendo.
    Il nostro rapporto è visto dai fan come un amore platonico e forse un po' è così, saremmo perfetti insieme ma nessuno dei due ha mai voluto andare oltre.
    Appoggiai il sacchetto con scritto "take away" sul tavolino della sala, proprio davanti al televisore, andai in cucina a prendere delle birre e mi accasciai sul divano.
    "Stanca?" Mi chiese aprendo la bottiglia di birra che avevo appena portato.
    "Mh, sono esausta, oggi in studio siamo riusciti a buttar giù un possibile ritornello di una canzone, ma non sono più sicura di niente..è tutto un casino, Deryck come produttore, Butch che mi pressa continuando a ripetermi "ehi avril, non stai dando il massimo!" ed io..che non ci capisco più niente" Sbuffai.
    "Brody grazie a Dio è andato via per una settimana non-so-dove a girare non-so-cosa, non l'avrei sopportato" Sotterrai la mia faccia sotto ad un cuscino del divano.
    "Pff, Brodino. So che ti sembrerò ripetitivo ma a me sta davvero sul ca.." Non gli lasciai finire la frase e lo colpii con il cuscino. "Evan!" scoppiai a ridere vedendo la sua faccia completamente bagnata di birra.
    "Avril Ramona Lavigne.." iniziò lui cercando di afferrarmi.
    "Evan Ta..aaaaah!" Mi prese in braccio ed iniziò a spettinarmi i capelli. "Ok, ok, pace, bandiera bianca, Brody ti sta dove vuoi, basta che ora mi fai scendere!" Urlai mentre mi dimenavo come un pesce fuor d'acqua.
    Dopo esserci ricomposti Evan tornò a parlare con tono più serio. "Per me dovresti rompere con lui, non sei presa realmente, e lo sappiamo entrambi."
    Lo guardai interdetta. "Mi sembrava la cosa giusta da fare, chiodo schiaccia chiodo..mai sentito questo detto?"
    "Si Av, ma non vale dopo un divorzio ed una storia così importante come quella tra te e Deryck, c'è bisogno di tempo, un anno non basta." Evan mi fissava in attesa della mia risposta.
    Pensavo veramente che il mio fidanzamento con Brody avrebbe potuto sistemare un matrimonio fallito?
    "Non sono d'accordo. Non serve tempo, ma la persona giusta." Risposi d'impatto, senza pensare alle possibili conseguenze della mia frase.
    "Mi stai seriamente dicendo che hai pensato che Brody potesse essere la persona giusta per te?"
    Quelle parole mi attraversarono, come una scossa elettrica. Sentirle pronunciare ad alta voce era come ricevere un secchio di acqua gelata in pieno viso.
    Scoppiai a piangere in meno di un secondo con lo sguardo di Evan che mi schiacciava, pesante come un macigno.
    "Av..io non volevo arrivare a questo, so che è difficile accettarlo, ma tu sei ancora ferita da quello che è successo e non hai bisogno di lui ora, hai bisogno di qualcuno che ti stia a fianco non perchè ne ricava servizi fotografici o maggiori fan ma solo perchè ti vuole far stare bene."
    Mi abbracciò accarezzandomi i capelli mentre le mie lacrime non smettevano di sgorgare dai miei occhi azzurro cielo.
    "Voglio solo essere felice.." sussurrai.
    Ultima modifica di sk8ergirlfriend; 06-07-2011 alle 04:21

  3. #3
    V.I.P


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    Predefinito Re: We could have it all.

    Per chi non conosce la canzone è questa YouTube - ‪The Veronicas - 4ever (Lyrics)‬‏ spero vi piaccia quest'altro capitolo Grazie mille a tutti per i commenti, mi fa sempre un immenso piacere sapere che avete letto la mia FF


    Preparai la valigia svogliata quel giovedì mattina con un cielo a specchio che sembrava urlare "è ottobre" da ogni nuvola. Il vestito per il red carpet era arrivato il giorno prima incartato da una carta velina leggera con la stampa "Armani" a lettere cubitali, lo infilai velocemente nel bagaglio oramai quasi pieno. Feci mente locale per ricordarmi se avevo dimenticato qualcosa di importante. Carica batterie, vestiti, portafoglio, beautycase...dov'è il libro che stavo leggendo? Lo cercai seminando il disordine più totale in tutta la casa finchè non lo trovai nel cassetto della scrivania nello studio. "Eccolo." Lo infilai nella borsa insieme al mio ipod giallo. Ero pronta per partire.
    Squillò per l'ennesima volta il mio blackberry che avevo già messo nella borsa. "Pronto?"
    "Siamo già giù, ti stiamo aspettando"
    Riattaccai e scesi le scale della mia enorme villa.
    Salita in macchina mi accorsi che c'era una persona in più oltre ad Alisha e all'autista.
    "Evan?"
    "Sorpresaaaa!" Mi sorrise.
    "Mi stai dicendo che vieni anche tu in Australia?" Era la sorpresa più bella che potesse farmi.
    "Ovvio che si, ti devo salvare da tutto quell'ammasso di gente, ti romperesti veramente le palle senza di me e quindi..eccomi qui! Mi spiace solo di aver dimenticato la maglia di superman a casa.."
    "Dai idiota!" Risi come una bambina.
    "Allora questo - disse Alisha passandomi un foglio - Sono i tuoi impegni, due interviste per delle radio Australiane, il red carpet, ovviamente la visione del film e poi un party ad un locale affittato apposta per l'evento, non dovremmo avere problemi con paparazzi o fan incalliti, c'è un ottimo servizio di sicurezza"
    "Grazie" dissi poco interessata prendendo in mano il piccolo itinerario.
    Guardai fuori dal finestrino, migliaia di volti scorrevano veloci sotto il mio sguardo, la città aveva un altro volto in quel periodo. Non c'erano i soliti ragazzi abbronzati con la loro tavola da surf e i bermuda colorati, non c'erano sorrisi. Solo gente agitata per paura di ritardare al lavoro, ragazzi con lo zaino in spalla e gli occhi pieni di sogni.
    ***
    La cosa che amavo di più dei viaggi in aereo era la solitudine. Nessuno poteva chiamarmi, nessuno poteva disturbarmi se stavo dormendo o ero assorta dai miei pensieri. Mi misi le cuffie e alzai il volume al massimo, non volevo sentire nient'altro che la musica, solo io, lei e il cielo. Mi divertivo spesso a fare il gioco della riproduzione casuale, mettere play e vedere cosa il destino stava progettando per me. "Here we are so what you gonna do? Do I gotta spell it out for you? I can see that you got other plans for tonight But I don’t really care.." Melodia familiare, che canzone era? " Come on baby we ain’t gonna live 4ever let me show you all the things that we could do you know you wanna be together and I wanna spend the night with you yeah, with you yeah, yeah we could make the night last 4ever!" 4 ever delle Veronicas, ecco che canzone era! Non mi soffermai molto a pensare quale fosse il motivo per cui mi era capitata proprio quella canzone ma mi lasciai trasportare dalla chitarra e dalle bellissime voci di quelle due gemelle. In poco tempo mi addormentai con la speranza di risvegliarmi all'atterraggio.

  4. #4
    V.I.P


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    Predefinito Re: We could have it all.

    Come al solito QUI per i commenti! Grazie mille a tutti per i meravigliosi commenti che mi lasciate ogni volta, siete troppo gentili Spero che questo nuovo pezzo vi piaccia, c'è un colpo di scena che nessuno si aspettava.. Fatemi sapere che ne pensate!


    "Av?"
    Qualcuno stava tentando di svegliarmi, bentornata alla vita di tutti i giorni miss Lavigne.
    "Mmh." Riuscì a mugugnare, non avevo proprio voglia di svegliarmi e scollarmi da quel comodissimo sedile aereo.
    "Siamo quasi arrivati a Sidney, è notte fonda qui"
    Sapevo già che per quella settimana il Jet lag mi avrebbe ucciso, avrei visto il film ad occhi chiusi. Aprì lentamente gli occhi e mi guardai intorno spaesata.
    "Siamo già arrivati? ma mi sono appisolata solo 5 minuti fa!" Dissi con il broncio.
    "Mmh, in realtà sono passate 13 ore e mezzo e non so come tu fisicamente sia riuscita a dormire così tanto!" Sorrise.
    Nessuno sapeva nulla riguardo alle mie notti insonni, non ne avevo parlato neanche con Evan, forse perchè non c'era molto da dire. Solo flash della mia vita che mi colpivano in piena notte facendomi piangere come una bimba appena nata. Soffrivo di insonnia da un po' di tempo, mi alzavo in piena notte per andare a fumare sul balcone, ascoltavo della musica per tranquillizzarmi quando mi mancava il respiro. Avevo semplicemente paura, la notte, ancora di più.
    ***
    "Questa è la tua stanza, Av. Domani mattina verso mezzogiorno verrò a chiamarti, devi fare il solito giro di interviste." Alisha mi mostrò la stanza e mi lasciò le chiavi senza dire nient'altro, doveva essere esausta. La vidi barcollare verso la camera di fronte alla mia.
    Entrai nella mia enorme stanza, il letto, per essere singolo, era gigantesco. Sembrava quasi rimarcare il fatto che avrei dovuto sdraiarmici da sola. Posai la mia valigia vicino l'armadio e presi il pacchetto di sigarette che avevo sempre a portata di mano nella borsa. Ultimamente la nicotina era l'unica cosa che mi tranquillizzava. Accesi la televisione per sentirmi meno sola, anche se Evan era nella stanza accanto, non avevo molta voglia di parlare, il silenzio era diventato il mio migliore amico.
    "Domani premiere del nuovissimo film "The runaways"! E noi intervisteremo tutti i magnifici ospiti presenti qui a Sidney! Tra i più attesi c'è indubbiamente Avril Lavigne, la cantante pop-rock canadese che sta lavorando alla pubblicazione del suo nuovissimo album di cui il titolo è ancora un mistero! Saranno presenti anche le nostre gemelline australiane, Jessica e Lisa che formano il gruppo delle Veronicas! E ovviamente ci sarà anche l'attesissima Kristen Stewart insieme a Dakota Fanning, attrici protagoniste del film insieme a tutto il cast e udite udite, Joan Jett in persona vedrà l'intero film dedicato a lei! Non perdete questo meraviglioso appuntamento, qui su Fox alle 21! Assolutamente da non perdere!"
    Guardai la televisione con sguardo assente, aprendo la finestra della mia lussuosissima camera per accendermi la sigaretta. "Sono attesissima a quanto pare" pensai.
    Da quel balcone riuscivo a vedere il mare, mi dava un senso di libertà, quel senso di libertà che non avevo mai provato. Avrei voluto solo scappare, ma non avrebbe risolto nulla. Ero arrivata al punto di non ritorno e non sapevo neanche come l'avevo raggiunto. Avere Evan nella stanza affianco e non riuscire a chiamarlo era la cosa che non avevo mai pensato potesse accadere. Avevo semplicemente bisogno di vivere, il problema era scoprire come.
    ***
    "Come sta andando la produzione dell'album?" il giornalista mi fissava con aria speranzosa.
    "La produzione dell'album sta procedendo bene, ho iniziato a scrivere parecchie canzoni, ora le stiamo migliorando. Quest'album voglio che sia più introspettivo del precedente, voglio che chiunque lo ascolti possa capire come mi sono sentita scrivendolo, voglio che chiunque lo ascolti sappia di non essere solo" Risposi al giornalista che annotò piccoli appunti sul suo bloc notes.
    "Il titolo non è ancora stato deciso?" Chiese avvicinando leggermente il viso al mio.
    "Ancora no, è tutto da progettare, quando saprò il titolo dell'album penso che lo dirò io stessa sul mio sito ufficiale" Sorrisi cercando di sembrare il più gentile possibile.
    "Dopo il suo divorzio con il cantante dei Sum 41, si sta frequentando con l'attore Brody Jenner, cosa ci può dire a riguardo?"
    Solitamente evitavo di rispondere a domande personali ma risposi ugualmente con un sorriso, volevo provare ad essere più disponibile.
    "Mmh, sapevo che prima o poi questa domanda sarebbe saltata fuori! Usciamo insieme e mi trovo bene, non so che altro dire riguardo alla mia relazione con Brody, per ora sto bene cosi"
    Scarabocchiò le ultime frasi velocemente sul suo taccuino e prese in mano il registratore vocale per spegnerlo.
    "Grazie mille del suo tempo signorina Lavigne, le faremo ricevere una copia del magazine il prima possibile" mi strinse la mano soddisfatto.
    "Grazie a lei, leggerò sicuramente la rivista, arrivederci!" Lo vidi uscire dalla sala conferenze mentre infilava nella valigetta bloc notes e registratore.
    "Finite tutte le interviste finalmente!" Mi sorrise Evan spettinandomi i capelli.
    "Già! ora dobbiamo solo prepararci per il red carpet, altre domande, altre interviste..." Iniziai a gesticolare con le mani.
    "Ma come sei pessimista! Farai due sorrisi qua e là, qualche autografo e sarà tutto finito!"
    Mi sentivo in colpa per non averlo chiamato in camera la sera prima, dimenticavo quanto fosse in grado di tirarmi su il morale in poco tempo ed io avevo bisogno di lui.
    ***
    Indossavo un tubino nero con lo scollo a barca e le maniche a 3/4, Alisha aveva provato a farmi indossare dei tacchi che levai appena salita in auto, cambiandoli con i miei soliti anfibi.
    "Stai benissimo!" Mi disse Evan mentre si aggiustava la cravatta che la mia manager aveva prontamente acquistato durante la mattinata insieme ai miei tacchi abbandonati nella macchina.
    "Avril, Avril, Avril!" Sentiì parecchi urli provenire dalla folla che raggiunsi prontamente per firmare qualche autografo. "Avril Lavigne, ben arrivata! Come stai?" Mi chiese l'intervistatore puntandomi sorridente il microfono addosso. "Tutto bene grazie! E' bellissimo per me essere qui, Joan mi ha permesso di coverare una delle sue canzoni e non vedo l'ora di rivederla!" Sorrisi alla telecamera mentre tentavo di salutare qualche fan incallito che stava urlando il mio nome.
    "e quale occasione migliore della premiere di the runaways, il film interamente dedicato a lei! Come ti trovi qui a Sidney?"
    "Benissimo, sono tutti molto accoglienti e mi piace moltissimo l'australia, ci sono stata già in molte occasioni ma penso proprio che ci tornerò per le vacanze, il vostro mare è meraviglioso!"
    "Sentito ragazzi? Avril ama l'australia! ...e tra poco arriverà Kristen Stewart! chissà cosa ne penserà lei! a tra poco!" Salutai l'intervistatore e il cameramen e continuai a firmare autografi e a concedere qualche foto ai fans ed Evan dall'altro lato faceva lo stesso. I flash mi accecavano, non ero più così tanto abituata ai red carpet però era un'ottima occasione per rendere felice qualcuno dei miei fan, loro erano sempre stati un mio punto fermo, anche se non lo ripetevo in ogni intervista, li avevo sempre nel cuore. Finì di firmare gli autografi e mi voltai per cercare Evan nella folla di gente finchè non la vidi, sorrideva come non avevo mai visto sorridere nessuno. Era lei.
    Ultima modifica di sk8ergirlfriend; 16-07-2011 alle 04:10

  5. #5
    V.I.P


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    Predefinito Re: We could have it all.

    Mmh, allora. Forse alcuni potrebbero rimanere "sconvolti" dalla piega che d'ora in poi la FF prenderà, però purtroppo questa è la storia che mi è venuta in mente! Spero che nessuno smetta di leggerla per questa trama (: E niente u.u Come al solito fatemi sapere cosa ne pensate (: P.S. QUI vi metto il link del blend che ho creato per rappresentare la mia FF..contiene degli spoiler, quindi se non vi volete "rovinare" questo capitolo che ho appena postato, guardatevelo alla fine Ora la smetto di scrivere e me ne vado
    GRAZIEGRAZIEGRAZIE a tutti quelli che mi leggono, mi fa un immenso piacere sapere che la storia vi piace :3




    Raggiunsi Evan velocemente e gli bisbigliai all'orecchio.
    "Chi è quella ragazza là?" La indicai senza farmi notare da nessuno. Il mio tono di voce non nascose la curiosità che provavo.
    "Ma chi, quella? Mi pare sia Jessica, una cantante Australiana, fa parte di una band...come mai vuoi saperlo?" Mi chiese Evan incuriosito dalla mia domanda.
    Non lo sapevo neanche io, perchè volevo saperlo? Nella mia testa iniziarono a frullare migliaia di giustificazioni improbabili da dire al mio migliore amico, ma nessuna di queste era quella vera.
    "Così, per sapere, mi sembrava familiare" E invece era tutto fuorchè familiare; il suo viso, i suoi occhi scuri e profondi come un pozzo da cui sapevo che non sarei mai uscita, era perfetta. Volevo parlarle ma non trovai nessuna scusa possibile per farlo, sarebbe stato parecchio strano avvicinarmi a lei nel bel mezzo del red carpet e dirle "Ehi ciao, sono Avril Lavigne e avevo bisogno di parlarti così, nel bel mezzo di una premiere di un film, piacere". Ero la prima a non capire il motivo per cui il mio cuore aveva iniziato a battere più forte del normale, il motivo più plausibile che riusciì a darmi era semplicemente che ero totalmente impazzita, gli orari australiani dovevano aver sballato completamente la mia psiche. Ma questo non giustificava la sua immensa..bellezza. Sorrideva ai fotografi ed io avrei pagato solo per essere la causa di un suo sorriso. Stavo decisamente impazzendo, lei era una ragazza, io ero una ragazza, che mi era preso?
    "Tra poco inizierà la premiere dell'attesissimo film "the runaways" e qui da noi sono arrivate le Veronicas!" Sentii la voce del giornalista senza neanche voltarmi a vedere chi stava per intervistare, avevo assolutamente bisogno di andare in bagno per sciaquarmi la faccia e schiarirmi le idee, ero appena stata attratta da una donna. Era praticamente impossibile. Speravo solo che nessunosi fosse accorto dei buoni venti minuti che avevo passato a fissare quella ragazza estremamente meraviglio.."Avril, basta." Dissi tra me e me. La situazione stava solo peggiorando ed io stavo camminando verso la fine del red carpet sperando di trovare qualcuno a cui chiedere dov'era il bagno e magari, qualcuno che mi dicesse che stavo solo sognando.
    ***
    Mi sciaquai il viso ripetutamente, sperando di svegliarmi nella mia stanza d'albergo. Ma niente. Era tutto vero. Ed io non volevo altro che rimuoverlo, ma dovevo entrare in quella stanza, vedere la premiere del film e poi sopportare tutto un after party per almeno un'ora. Non ce l'avrei mai fatta, lo sapevo già, andavo incontro ad un crollo psicologico ben più grande del solito. Uscita da lì, cercai di raggiungere Evan che mi aveva mandato un messaggio dicendomi che il film stava per iniziare. Corsi verso la prima fila cercando un posto libero per sedermi, Evan me ne aveva tenuto uno libero proprio accanto a lui. "Grazie, mi hai salvato la vita!" Gli sorrisi. Mi sedetti velocemente, inclinai leggermente la testa verso sinistra per spostare una ciocca di capelli fastidiosa e la vidi seduta lì, proprio di fianco a me. E luci si spensero. Congelata, ecco come mi sentivo. Volevo sentire la sua voce, volevo sentire la sua mano stringersi nella mia. Era questo il colpo di fulmine?
    "Av, ma che succede? Sei rimasta in fissa a guardare nel vuoto! Ti senti bene?" Evan mi bisbigliò all'orecchio.
    "Mmh? No tutto ok, credo, cioè direi di si, tutto apposto.." Che cavolo stavo dicendo? Bel modo di rassicurarlo, Avril, complimenti! In quel preciso istante desideravo solamente sotterrarmi.
    "Dopo mi spieghi, niente bugie! ora ci conviene stare zitti prima che qualcuno ci butti fuori.." Evan tornò a guardare lo schermo. Dopo ...spiegare? Che gli avrei detto? No, assolutamente no! Eppure non riuscivo a fingere, come facevo di solito. Questa volta blateravo ad ogni domanda, gesticolavo imbranata. Mi sentivo di nuovo la ragazzina 14enne con il suo skate, i capelli lunghi e piastrati che le nascondevano il viso e i suoi profondi occhi azzurri. La sentiì sorridere, mentre guardava quel film di cui oramai ricordavo a malapena il titolo.
    ***
    "Av, vado un attimo da Alisha..dopo ti spiego!" Sentiì Evan allontanarsi velocemente dal buffet del After Party, lasciandomi da sola. Presi il telefono per rispondere alla chiamata, era Brody.
    "Ehi! In questi 3 giorni non sentirti è stata dura!"
    "Ciao Bro.."Risposi con tono neutro.
    "Dove sei finita? E' da un po' che ti cerco e neanche ai messaggi privati su twitter rispondi più"
    "Mmh, sono in Australia alla premiere di un film, conosci Alisha, fa tutto lei e poi mi trascina a queste feste dall'altra parte del mondo"
    "Ah va bene dai, allora ti lascio alla festa, io scappo che devo fare due interviste qui, mi stanno tartassando chiedendomi perchè non sono con te"
    "Digli pure quello che vuoi, a me tanto non importa, ora scusami ma devo proprio andare, ci sentiamo"
    Riattaccai guardando lo schermo del mio Blackberry diventare scuro. Brody, pff. Dovevo chiudere quella storia senza capo nè coda il prima possibile. Avevo bisogno di stare un po' senza di lui. Mi voltai di scatto per cercare Evan con lo sguardo e rovesciai addosso ad una ragazza il mio drink.
    "Scusami, veramente, sono stata un'idiota.." Cercai dei tovaglioli sopra il tavolo del buffet.
    "Non ti preoccupare, l'importante è che i capelli siano salvi, tanto ho sempre un cambio -almeno il mio manager ce l'ha- per questi inconvenienti" La ragazza mi sorrise e mi resi conto che quel sorriso era uno di quelli che non avrei mai potuto dimenticare.

  6. #6
    V.I.P


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    Predefinito Re: We could have it all.

    Dopo un po', pubblico un altro mini capitolo! Spero vi piaccia e mi scuso in anticipo dell'attesa :3 I commenti ovviamente sono sempre graditissimi, li leggo tutti Buona lettura :*



    Era davanti a me ed io avevo sicuramente la faccia più idiota del mondo. Complimenti Avril, ottimo modo per iniziare una conversazione. Prima le versi addosso un drink e poi rimani imbambolata a fissarla mentre ti sorride.
    Non so quanti minuti passarno prima che io iniziassi a parlare, forse un'ora o forse 3 minuti, il tempo sembrava essersi fermato.
    "N-no è stata colpa mia, ultimamente ho la testa tra le nuvole e mi sono voltata di fretta per cercare il mio amico che si è volatilizzato nel nulla e..scusami ancora." sbiascicai qualche parola, quasi sussurrando con profondo imbarazzo.
    "Ahahahah, tranquilla, andiamo a prendere da bere, così magari mi racconti un po' che cosa ti ha innervosito e mi puoi chiedere scusa un altro centinaio di volte!" Mi portò al bancone, prendendomi distrattamente per mano. Quando le nostre mani entrarono in contatto, il resto del mondo diventò sfocato ed indefinito, i volti, le parole, scorrevano veloci senza lasciare nessun tipo di traccia.
    "Due per favore!" Le sentiì dire mentre indicava dello champagne posato su una mensola dietro il bancone, io stavo ancora cercando di fare mente locale. "Purtroppo qui non hanno nulla di più forte di un banalissimo champagne" Mi bisbigliò a bassa voce per non farsi sentire dal barista.
    "Comunque per evitare che tu mi chiami "la-ragazza-a-cui-ho-incidentalmente-versato-un-bicchiere-di-martini-sul-vestito", mi presento! Piacere, Jessica" Mi guardò, sorridendomi e porgendomi la mano.
    "Mmh, io sono Avril" Le strinsi la mano timorosa cercando di imitare il suo perfetto sorriso ma probabilmente uscì una smorfia.
    "La parte del "siamo famose e quindi sappiamo entrambe chi siamo" la saltiamo quindi!" Rise dolcemente alla sua stessa battuta.
    "Forse è meglio così" Sussurrai avvicinando la bocca al bicchiere di champagne che il barista aveva appena posato vicino a noi sul bancone.
    "Beh, che cosa ti ha reso nervosa, poco fa?" Chiese sorseggiando un po' del suo champagne.
    Ci pensai. Brody, la produzione del mio cd, Evan che era sparito improvvisamente e..lei. Lei che non aveva fatto nulla, aveva solo sorriso e tutto si era capovolto. Che cosa aveva messo nel mio champagne?
    Guardai per un secondo il bicchiere in cerca di qualche pasticca strana, ma niente. Ero diventata veramente pazza.
    "Mmh niente di che, una vita sempre uguale, un ragazzo che non voglio, un matrimonio distrutto e..la produzione del mio album che effettivamente sta andando abbastanza male, non ho ispirazione."
    Risposi, guardando il pavimento cercando di non dar a vedere la preoccupazione che si era momentaneamente impossessata di me.
    "Lo vuoi un consiglio da una ragazza appena conosciuta? Dovresti solamente lasciarti andare, devi sentire le emozioni, non vedertele scorrere davanti.
    Tu stai vivendo la tua vita dietro un vetro, aspettando che qualcuno lo possa spaccare e tu uscire sana e salva dall'apatia. Ma ti assicuro che l'unica persona che può distruggerlo, sei proprio tu, anche se puoi essere sempre aiutata da qualcuno.." Fece uno strano sorriso e poi sembrò fermarsi per pensare un attimo.
    "Usciamo?" Mi guardò e senza aspettare risposta mi prese per mano per portarmi davanti ad un'uscita di sicurezza. Questa volta la sua mano stringeva la mia, ed il mio cuore sembrava essersi accorto della differenza.
    Mi sorrise per poi avvicinarsi al mio viso. "Fuori piove, Av." Mi sussurrò dolcemente all'orecchio.
    Si levò velocemente le scarpe e aprì la porta con una forte spinta. Le gocce iniziarono a bagnarla immediatamente mentre lei correva nell'erba, al centro del grande parco isolato. Mi guardai indietro, sperando che nessuno ci avesse viste.
    "Non vieni?" Si voltò verso di me, in attesa della mia risposta.
    Non c'era nessuno li, chi avrebbe potuto vederci? Mi autoconvinsi. Mi levai gli anfibi frettolosa e corsi verso di lei a piedi scalzi.
    "Sei totalmente impazzita" Urlai per sovrastare il rumore incessante della pioggia.
    "Dici?" Rispose correndo verso di me, mettendomi una mano intorno al collo mentre rideva.
    Risi anch'io, come non facevo da tempo, i polmoni mi bruciavano, non pensavo neanche di averli più.
    Mi guardò sorridendo per poi voltarsi a correre nella direzione opposta alla mia. Il suono della sua risata era un'altra delle tante cose che non avrei mai dimenticato.
    Tirò fuori dalla sua piccola borsa a tracolla una piccola bottiglia di alcool e ne bevve un sorso, per poi passarmela. Avvicinai la bottiglia alle labbra e ne assaporai il contenuto. Era vodka liscia.
    Feci sorsi più lunghi, per poi lasciare la bottiglia posata vicino alle nostre scarpe. Barcollai verso di lei, ne avevo bevuta un po' troppa, pensai ridendo di quella situazione strana.
    Accostai il mio viso ai suoi capelli, annusandone il profumo. Odorava di mare, di cocco, di estate. Odorava di una vita diversa dalla mia, profumava di sogni.

    Iniziai a ballare sul prato cantando un motivetto che mi era passato per la testa, la presi per entrambe le mani ed iniziai a cantare parole appena inventate, come se le avessi sempre avute chiuse in un piccolo cassetto della mia memoria e lei fosse la chiave per sbloccarlo.
    "You said - hey what's your name? - , It took one look and now I’m not the same!" Cantavo a squarciagola in una notte di pioggia, mani nelle mani con quella ragazza che era diventata la causa del mio momentaneo buon umore.
    Lei seguì le mie parole ed il ritmo. "You said "hey" and since that day" Rise e mi fece fare una giravolta.
    "You stole my heart and you're the one to blame!" Risposi io con quel testo appena inventato.

    Non mi stavo più chiedendo dove fosse Evan, non stavo più pensando alla mia relazione disastrata con quel ragazzo che si trovava dall'altra parte del mondo, non mi chiedevo neanche più del perchè provassi quella folle attrazione per lei. Stavo passando la serata più bella di tutta la mia vita.
    Cademmo per terra, esauste ed ubriache. Mi stesi supina sull'erba e notai che aveva smesso di piovere. Mi girai verso di lei, che nel frattempo si era stesa accanto a me, le nostre mani erano ancora unite. Mi guardò con i suoi profondissimi occhi scuri. Alcune ciocche dei capelli e coprivano il viso, bagnate a causa del temporale estivo. Si avvicinò al mio viso, posandosi su un fianco.
    "Sei sporca qui.." Il suo viso era a pochi centimetri dal mio e la sua mano mi stava dolcemente accarezzando la guancia.
    Avrei dovuto allontanarmi, alzarmi e scappare via cercando di dimenticare tutta quella serata ma non lo feci. Ero completamente immobile, ed il mio sguardo non riusciva a liberarsi dal suo.
    Fu immediato, come calamite le nostre labbra si sfiorarono per incontrarsi, a metà strada.Il mio cervello si riattivò in quell'istante. I miei occhi rimasero aperti e ,quasi pietrificati, la fissavano da pochi millimetri di distanza, mentre le sue labbra toccavano le mie. Mi staccai meccanicamente, mi alzai frettolosa prendendo le scarpe e aprì la mia pochette rovistando tra le varie cose in cerca del mio cellulare, dovevo chiamare Evan, volevo, dovevo, tornare in albergo.
    "Non doveva succedere" Riuscì a dire voltandomi verso il suo viso che ero sicura non avrei più visto. Ma una parte di me sapeva già che quella sicurezza era del tutto infondata.
    Corsi verso la porta dalla quale eravamo uscite, cercando di non farmi vedere in quello stato da nessuno dei presenti all'after party. Ubriaca, bagnata dalla testa ai piedi e spaventata chiamai Evan al cellulare.
    "P-pronto?" Dissi infreddolita aspettando una risposta dall'altra parte del telefono.
    "Av?! Dove sei? E' tutta la sera che ti cerco..ma stai bene?" Mi chiese con tono preoccupato.
    "Sono davanti all'uscita antincendio, torniamo in hotel per favore?" La prima lacrima sgorgò senza preavviso.
    "Ti vengo a prendere subito" Riagganciò frettoloso.

    Non sapevo che dirgli, avrebbe capito? Nella mia testa si formarono milioni di domande di cui continuavo a non trovare le risposte.

  7. #7
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    Predefinito Re: We could have it all.

    Chiedo umilmente perdono per i miei non-aggiornamenti, ma sono andata in vacanza e..l'ispirazione, anche se molto presente, non poteva essere molto sfruttata in spiaggia Mi scuso anche per questo aggiornamento MINUSCOLO, preferivo però farvi avere un piccolo assaggino del seguito della storia, ricordandovi che non sono sparita :3 Spero vi piaccia, grazie a tutti per la lettura


    Luci, c'erano tantissime luci. Era una città viva, anche se era vista dal vetro oscurato della mia limousine e la luna piena si intravedeva tra gli enormi alberi illuminati di quel gigantesco vialone. Tentai di capire quale città fosse ma non riusciì a capirlo.
    Indossavo un lungo vestito nero, stretto in vita, brillava a contatto con la luminosità trasmessa dalle migliaia di luci presenti in quel posto così familiare di cui non ricordavo il nome. E la mia mano era stretta nella sua. Mi girai verso di lei, guardando i suoi enormi occhi neri e il suo sorriso, quello che sapeva donare solo a me.
    "Dove siamo?" Chiesi un po' incuriosita dalla situazione in cui mi trovavo. Lei non parlò, prese il mio viso tra le mani e mi baciò. Un bacio lento, un bacio che sapeva di perfezione. L'auto non sembrava volesse fermarsi, ma avevo il continuo desiderio di scendere ed esplorare con lei quel posto sconosciuto.
    La guardai, indugiando su cosa dirle ma le parole uscirono da sole. "Io ho paura di tutto questo."

    Sentiì la testa esplodermi e poi il rumore di qualcuno che stava bussando alla porta della mia stanza. "A..avanti" sbiascicai toccandomi la testa con la mano, il mal di testa non sarebbe passato velocemente.
    "Colazione, o meglio, tantissima acqua e qualche brioche" Vidi entrare Evan con un vassoio con due bottiglie di acqua naturale e vari snack. Avevo la bocca completamente impastata ma non ricordavo il perchè, dov'ero stata la sera precedente?
    "Ma io non ricordo, che diamine è successo?" Guardai Evan aspettandomi una spiegazione logica del perchè avessi quell'incredibile mal di testa e la mia bocca fosse impastata.
    "..Pensavo potessi spiegarmelo tu, dato che ieri all'after party sei sparita e mi hai richiamato piangendo verso l'una di notte" disse riempiendo il bicchiere sul mio comodino con l'acqua che aveva appena portato.
    Feci mente locale il più possibile. After party, chiamata di Brody, rovescio il mio drink addosso ad una ragazza...che...CA**O! Probabilmente i miei occhi si erano appena spalancati uscendo quasi dalle orbite.
    "oh..già, l'after party, scusa la chiamata ero ubriaca e non pensavo di..ecco insomma, ridurmi in quello stato e chiamarti piangendo" Bisbigliai iniziando a giocherellare con il lenzuolo e abbassando lo sguardo.
    "Quindi potresti gentilmente informarmi riguardo all'accaduto?" Mi porse il bicchiere aspettando la mia risposta, magari più sensata della precedente. Mille ricordi riaffiorarono nella mia mente, canzoni cantate sotto la pioggia, alcool, risate.. e quel bacio che neanche la sbronza mi aveva fatto dimenticare.
    Evan avrebbe mai capito? Era il mio migliore amico dopotutto, giusto? L'autoconvinzione era diventata la mia compagna inseparabile di vita in quell'ultimo periodo. Decisi di prendere fiato e raccontare tutto l'accaduto, senza omettere neanche un minimo particolare.
    "Non so come parlarne, nè da dove iniziare, perchè sarà una cosa abbastanza difficile per me da dire, più che altro perchè non me la so ancora spiegare. Vuoi sapere come ci sono finita completamente bagnata, sporca di terra ed ubriaca ieri sera? Mi sono presa una bella sbandata, con la persona più sbagliata di questo mondo."
    Mi fissava cercando di capire cosa non andasse in quel racconto, rovistando tra le mie parole quella che doveva fargli capire la gravità del fatto. "..Allora? Chi è?" Domandò impaziente.
    "Le ho rovesciato un drink sull'abito che indossava, mentre ti stavo cercando tra la folla. Mi ha sorriso e abbiamo bevuto un semplice champagne al bancone e subito dopo mi sono ritrovata sotto la piogga a ballare dopo aver bevuto mezza bottiglia di vodka che aveva tirato fuori dalla sua borsa."
    Evan rimase imbambolato davanti a me, fissandomi in silenzio senza parlare. "Borsetta?" Aveva notato la parola chiave del discorso. "Si, era una donna, beh è una donna, a meno che non si sia uccisa ieri notte."
    Non rispose, riusciva solo a guardarmi senza sbiascicare parola. "Ooook, non fare questa faccia. Sarò abbastanza incasinata di mio per l'accaduto, appena riuscirò a rendermene definitivamente conto, ora sono ancora sotto sbronza e con un mal di testa allucinante"
    Dopo un intervallo di silenzio abbastanza lungo, Evan decise di parlare. "Lo sapevo." Riuscì ad intravedere un mezzo sorriso che era appena apparso sul suo viso. "Sapevi..cosa?!" Domandai curiosa. "Sapevo che prima o poi mi avresti raccontato di qualche ragazza, perchè dai Av, ammettiamolo che un po' hai sempre avuto un po' l'aria da lesbica mancata!" Iniziammo a ridere alla sua battuta e lo colpiì con un cuscino.
    "Cosa scusa?! Lesbica mancata? Ma come ti permetti!" Gli feci una linguaccia e lui mi abbracciò ridendo. "Dai, non te la prendere, ma i mille anfibi e le borchie che hai nell'armadio erano un segnale abbastanza chiaro"
    "Mmh, se lo dici tu..però ora la domanda mi sorge spontanea? Cosa dovrei fare? Ci siamo baciate ieri sera ed io....beh sono scappata via e ti ho chiamato piangendo, non so se rendo l'idea!" Tirai mentalmente un sospiro di sollievo, avevo bisogno di parlarne con qualcuno che mi capisse.
    "Beh, tu la vuoi rivedere?" Mi chiese interrogativo. "Mmh, probabilmente si, ma non ho il suo numero.." "Come se questo fosse un problema! Sei Avril Lavigne, ti basta fare un giro di chiamate e potresti ottenere anche il numero del papa, se volessi!" Disse alzando il sopracciglio con tono accusatorio.
    Forse volevo solo nascondermi con scuse poco credibili, il suo numero potevo ottenerlo quando volevo, ma la paura era troppa per agire, che le avrei detto? La serata precedente l'avevo rovinata fuggendo via come una stupida e magari per lei non ero così importante, una cosa di una notte e basta.
    "E se lei non mi volesse rivedere?" Domandai più a me stessa che ad Evan. "Se non provi non puoi sapere, non credi? E poi che cosa ti manca? Sei tutto quello che una persona può desiderare, lo so bene, sai perfettamente l'enorme cotta che ho avuto per te agli inizi" Risi al ricordo delle nostre serate a New York quando veniva a casa mia ubriaco tentando di dirmi che era innamorato di me e finivamo sempre a giocare alla playstation mangiando take away.
    Saremmo stati perfetti, ma l'amicizia era diventata troppo importante e anche lui si era reso conto che la sua era una semplice cotta adolescenziale per la cantante della sua band.
    "Av, oggi ti vedo diversa da com'eri ieri, oggi sorridi, oggi stai vivendo. Forse è il momento di buttarsi in qualcosa di nuovo e se lei ti fa stare così bene, perchè non provarci? Ti meriti la felicità, piccola. E' ora di tornare alla ribalta!" Lo abbracciai istintivamente, appoggiando il viso tra la sua scapola e il collo annusando il suo profumo così familiare che mi faceva sentire a casa. Forse aveva ragione, era ora di trovare un motivo per cui combattere, per vivere di nuovo.
    Ultima modifica di sk8ergirlfriend; 22-08-2011 alle 20:47

  8. #8
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    Predefinito Re: We could have it all.

    Non chiedetemi perchè oggi - e a quest'ora - io abbia deciso di postare il nuovo capitolo che avevo già scritto da oramai qualche mese. Forse perchè mi è ritornato in mente, forse perchè alla fine questa storia si sta rivelando quasi "reale" nella mia vita di tutti i giorni, però mi andava di farvi leggere (sempre se a qualcuno andrà di farlo) il seguito di questa FF. Ecco a voi il continuo (:



    Fissavo costantemente il mio telefono, cercando numeri in rubrica che neanche sapevo di avere e dopo poco, premevo il tasto indietro e mettevo il cellulare in tasca. Neanche le strade affollate di Sidney e l'incredibile sole estivo riuscivano a distrarmi dal mio istinto di chiamare qualcuno che mi desse il numero di Jessica.
    Pensavo continuamente di essere sbagliata, c'era qualcosa che non andava in me, non potevo - non dovevo - innamorarmi di una donna. Pensavo e ripensavo incessantemente alla scorsa notte, alla pioggia, alle risate e al suo bellissimo viso di porcellana, l'unica cosa in grado di far illuminare i miei occhi azzurro-cielo.
    "Guarda quel vestito! Ti starebbe benissimo secondo me!" Alisha indicò una vetrina di un negozio, sul lungo mare. Ma non la ascoltai, cercavo ancora il suo sguardo in quella miriade di gente che camminava sorridente in quella calda giornata. "Mmh si, carino." Accennai, fingendo di prestarle attenzione.
    Evan era parecchio silenzioso quel pomeriggio, camminava al mio fianco, guardandomi di tanto in tanto, come se percepisse i miei pensieri, sembrava volesse dirmi qualcosa, lo conoscevo troppo bene per potermi sbagliare.
    "Ma che avete tutti e due oggi pomeriggio?!" Alisha buttò li la domanda, senza però ottenere nessun tipo di risposta. La sentiì sbuffare poco dopo, mentre si avvicinava ad un'altra vetrina, sbirciando i prezzi di vestiti costosi con occhi sognanti.
    "Compra quello che vuoi, te lo pago io" Le dissi per farla allontanare un po' da me ed Evan. "Ok. Mi stai rendendo veramente felice." Mi abbracciò e corse velocemente dentro il negozio.
    "Ev, c'è qualcosa che vuoi dirmi?" Mi girai verso di lui, abbassando la voce. "Ti vedo strana, prendi in mano il telefono ogni due secondi, sfogli la rubrica e poi lo rimetti in tasca. Se devi chiedere il suo numero a qualcuno e non hai il coraggio di farlo, posso trovarlo io per te. E la cosa che mi stupisce è che tu non me l'abbia ancora chiesto."
    Vidi il suo viso incupito a quella conclusione troppo frettolosa che aveva deciso di darsi, come se fosse lui il problema. Sbuffai, e rialzai lo sguardo verso il suo, cercando di fargli capire che non era quello, la cosa a cui stavo pensando.
    "Non è decisamente questo il problema. Non credi che io possa essere un po' confusa riguardo ai miei sentimenti?" Dissi bruscamente abbassando poi lo sguardo e iniziando poi a mordicchiarmi le pellicine delle mani.
    "No, non è da te, non sei una persona insicura. E lo sai meglio di me, lo eri tempo fa ma non ora, non adesso che puoi essere finalmente felice, hai trovato il modo per sorridere di nuovo e non capisco sinceramente cosa ti stia bloccando. La paura di essere omosessuale? Mi sembra troppo poco, Av. Non devi per forza darti delle etichette, non servono a un bel niente."
    Sembrava deluso dal mio comportamento, forse non aveva tutti i torti. Non ero indecisa e confusa dalla pubblicazione di let go, quando finalmente ero riuscita ad ottenere quello che volevo, come potevo farmi fermare da uno stupido e misero bacio dato ad una ragazza?
    "Mi sono creata una maschera, un sorriso finto da mostrare ai fotografi anche nelle giornate in cui vorrei chiudermi in casa e attaccarmi al mio pianoforte. Non sono forte, non sono una donna di carattere. A volte riesco bene in questa parte, altre volte meno. Sono debole, questa è la verità."
    Una lacrima iniziò a scorrermi sulla guancia ma la mano di Evan la fermò prima che raggiungesse il mento.
    "Avril Ramona Lavigne, inizierò per la prima volta un discorso pronunciando l'intero nome proprio come fanno le madri preoccupate in via di una predica. Devi smetterla di autocommiserarti, perchè io lo so che sotto tutta questa corazza c'è ancora la ragazzina che usava lo skate nei supermercati facendosi rincorrere dalla polizia per poi alzare il dito medio. Devi solo trovare il coraggio di premere quel ******o tasto verde e chiamare Paris che sicuramente la conosce. C'e' ancora quella ragazzina che non ha paura dei giudizi degli altri, quella ragazza che è capace di sollevare il mondo, se solo volesse. Smettila di piangere e soprattutto chiama Paris."
    Il suo sguardo era uno dei più severi che mi avesse mai fatto ma probabilmente aveva capito che avevo solo bisogno di incoraggiamento e sostegno in quei momenti di crollo psicologico che oramai mi capitavano più che spesso.
    Evan mi sorrise e tirò fuori dalla tasca il suo pacchetto di sigarette, offrendomene una. "Mi sa che abbiamo entrambi bisogno di un momento di relax, tanto prima che Alisha uscirà da quel negozio passeranno letteralmente secoli!"
    Presi l'accendino dalla mano di Evan e sorrisi con gli occhi ancora lucidi. "Probabilmente avremo la fortuna di vedere Sydney illuminata stasera" scoppiammo a ridere insieme nel bel mezzo della città con qualche passante che si fermò qualche secondo a fissarci.
    "A-avril?" Una ragazza sui 16 anni mi fissava quasi paralizzata. "Mmh, si?" le feci un gran sorriso. Apriì la mia borsa e cercai una penna e un foglietto volante, nella speranza di poter rendere felice qualcuno, quel giorno. Lei mi fissava con gli occhi sognanti mentre rovistavo nella mia borsa frettolosa. Finalmente riusciì a trovare un'agenda da cui strappai una pagina insieme ad una penna. "Come ti chiami?" "Lisa" Disse con voce tremolante. Le sorrisi e iniziai a farle l'autografo "a...Lisa, con..affetto, Avril Lavigne" Bisbigliai mentre la penna scorreva veloce sul foglio. "G-grazie mille.." Sembrava in preda ad un attacco di panico. "E di che?" La salutai con un semplice bacio sulla guancia. La vidi allontanarsi ancora un po' rintontita ma con un sorriso a 35 denti stampato in volto. Evan si voltò verso di me. "C'è gente che vive di te, Av. Non deludere quelle persone che credono ancora in te, tu sei il loro idolo, e sei anche il mio." Mi abbracciò come era solito a fare, quella stretta era in grado di calmarmi in qualsiasi momento, erano le braccia di Evan che mi avevano sempre protetto nelle giornate più buie, nei momenti impossibili da superare. Profumava di casa, era il fratello che mi ero scelta.
    Il cielo iniziò a colorarsi di blu, se il paradiso esisteva - mi ritrovai a pensare - doveva essere sicuramente quello. Mi sedetti sul molo del porto fissando l'orizzonte mentre il sole si posizionava tra il mare e il cielo, i piedi a mollo nell'acqua salata e la musica nelle orecchie. Evan ed Alisha avevano deciso di fare una tappa veloce all'hotel ed io avevo deciso di rimanere un po' da sola, a rimuginare su gli eventi recenti. Dovevo trovare il coraggio di agire, poteva andare peggio di così? Poi infondo era lei che mi aveva baciato, quindi di cosa avevo paura? di un "no"? Mmh, non era di certo quello il problema. Presi con vigore il telefono dalla tasca ed iniziai a digitare il numero di Paris, sperando di ottenere quello che stavo cercando, avvicinai il cellulare all'orecchio. Squillava. "Tesoro!" La voce di Paris mi invase l'orecchio. "E-ehi! Come stai, tutto bene?" "Si, certo! Dove sei di bello? Stasera avevo intenzione di andare in qualche locale, magari potevi raggiungermi!" "Beh, in realtà ti ho chiamato per un altro motivo.." "E cosa aspetti a dirmi di cosa si tratta?" "Beh ecco, avrei bisogno del numero di Jessica, una cantante australiana abbastanza famosa, Jessica Origliasso mi sembra" Iniziai a tremare. "Jessica, jessica.. mmh, dovrei avere il numero, aspetta in linea, non attaccare!" E chi ha intenzione di attaccare, pensai tra me e me. "Si ce l'ho! Te lo invio per messaggio, va bene?" "Perfetto! Grazie mille, ci sentiamo presto, divertiti stasera!" "Baci baci!" Chiusi la chiamata ed infilai il telefono nella tasca dei jeans. Sospirai di sollievo e alzai lo sguardo verso il cielo. "Avvvvvvvvril" Evan corse verso di me con una coppetta di gelato alla nocciola e frutti di bosco. "Soorpresa!" Disse sorridente porgendomela. "Ooh, i miei gusti preferiti!" Iniziai a mangiucchiare il gelato come una bambina di 5 anni. "Ti vedo più serena o sbaglio?" Mi guardò alzando il sopracciglio, la sua tipica espressione da terzo grado. "Ma hai sempre la puzza sotto il naso tu?!" Scherzai. "No, solo che ti conosco meglio di chiunque altro, quindi non mi sfugge nulla." Sbuffai divertita. Sentiì la vibrazione del telefono nella tasca, era arrivato un messaggio. Presi il telefono con la mano tremante e apriì il messaggio di Paris. "Ecco il numero che mi avevi chiesto! xoxo".
    Ora arrivava la parte difficile.

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