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  1. #1
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    Predefinito FF: Christmas with Pipino

    Ecco una piccola FF natalizia... Spero vi piaccia Buon Natale!!

    Christmas with Pipino
    È la vigilia di Natale e io mi trovo qui sola, senza nessun amico, nessun parente. Derick si starà divertendo come un matto insieme alla sua Jane. Jane... il nome perfetto per un Tarzan come lui. È il primo Natale che che passo senza di lui dopo tanti anni e avevo sperato in qualcosa di meglio, ma non è andata proprio così.
    A dire la verità, se ora sono qui da sola c'è un motivo...
    Ho litigato con Evan, il mio migliore amico.
    Ma lasciate che vi racconti come è andata esattamente dall'inizio, tanto non ho nient'altro di meglio da fare...

    1
    Who loves me?

    “Allora Avril, che farai a Natale?” mi chiese Evan mettendo nel carrello un sacchetto pieno di cioccolatini a forma di Babbo Natale.
    Eravamo in un supermercato a fare la spesa, felici e contenti.
    “Credo che me ne starò a casa a fissare l'albero con una bottiglia di limoncello in mano... Tu?” “Che immagine deprimente Avril! Io non ho nessun programma invece... Che ne dici se lo passiamo insieme questo Natale? Stiamo a casa tua a scambiarci regali, guardare qualche commuovente film natalizio ingozzandoci di dolci...” “Ok, ok! Mi hai straconvinta!” sorrisi contenta. Sapevo che lo faceva solo per me. Lui è sempre andato dalla sua famiglia a Baltimora a festeggiare il Natale, ma evidentemente gli facevo troppa pena per lasciarmi sola.
    “Benissimo, allora preparati al Natale più bello della tua vita!” esclamò “Addirittura!” “E certo! Basta la mia presenza per rendere tutto magnifico!” lo guardai e pensai che in fondo aveva ragione. Quando c'era lui sentivo che andava tutto bene, che la vita era più semplice, più bella. “Ma va! Se mai basta la mia di presenza!” risi “In effetti...” sussurrò lui “Come?” “Niente, niente... Ah! Che cavolo è quel coso verde informe nel mio carrello?!” gridò cambiando discorso “È la mia insalata Evan... Ed è buonissima!” risposi “Ceeeeerto! E scommetto che ora mi dirai che è nutriente e che fa benissimo alla nostra salute...” alzò gli occhi al cielo “Sì, è così infatti!” “Ma dai! È solo un po' di erba! Questi sono nutrienti e salutari!” prese due hamburger dallo scaffale, me li agitò davanti agli occhi e li gettò nel carrello “Se lo dici tu...”.

    Quando arrivammo a casa mi aiutò a scaricare la spesa dalla macchina e si fermò a bere un tè.
    “Testa da elettrizzato si è più fatto sentire?” mi chiese seduto sul tavolo della cucina mentre mettevo a bollire l'acqua “Testa da elettrizzato?” “Quante persone conosci che sembrano aver messo il dito nella presa elettrica?” abbassai lo sguardo malinconica. Dannazione, mi veniva da piangere “Una” risposi.
    Evan rimase in silenzio per qualche secondo; chissà a cosa stesse pensando... “Ti prego togli quel faccino triste... Scusa se te l'ho ricordato, mi dispiace” sussurrò “Non fa niente, tranquillo. Ti... ti spiacerebbe rimanere qui stasera? Ho bisogno di compagnia in questa casa enorme” gli sorrisi e lui annuì, guardandomi con i suoi grandi occhi dolci “Grazie Ev, scusa se ti sto un po' stufando ultimamente” “Un po'?! Mi stai rovinando la vita!” esclamò prendendomi in braccio e posandomi sul tavolo dove prima era seduto lui “Ma credo che per la mia piccola possa resistere” lo abbracciai forte. Mi sentivo davvero fortunata ad avere un amico come lui “Grazie” sussurrai “Ti voglio bene, lo sai?” “Anch'io... Davvero, non so come farei senza di te” risposi. Proprio in quel momento l'acqua cominciò a bollire e io preparai il tè.

    Quella notte feci fatica ad addormentarmi... Non sapevo nemmeno io il perchè, ma stavo male.
    Decisi di andare a bere un bicchiere d'acqua, così scesi piano le scale e vidi Evan addormentato sul divano. Mi persi a guardarlo, era davvero dolce... Chissà come sarebbe stata la mia vita senza di lui... Di sicuro molto più difficile. Lui mi è sempre stato vicino, fin dal primo concerto che feci quando eravamo ancora dei ragazzini.
    Immersa tra questi pensieri, mi scivolò il bicchiere dalle mani e l'acqua finì su Evan, che scattò in piedi spaventato “Che ***** è?!” “Oddio! Scusa, mi è scivolato!” cercai di rimanere seria, ma più lo guardavo agitarsi zuppo d'acqua com'era e più mi scappava da ridere; alla fine non resistetti... “Ma che ti ridi?!” esclamò, ma dopo un secondo si arrese anche lui e si gettò sul divano a ridere come un matto.
    Questi sono i momenti che amo di più. I momenti che ho vissuto per sei anni con Derick...
    Pensando a questo tornai seria ed Evan se ne accorse “Avril, che ti prende?” “Niente” “Avril, sai che non mi puoi mentire” “Mi manca...” scoppiai a piangere e vidi che anche lui aveva gli occhi lucidi. Mi abbracciò senza dire niente e lasciò che mi calmassi.
    “Lui non ti meritava” disse arrabbiato quando ci sedemmo sul divano “Non dire così... Lui mi...” “Avril smettila! Guarda cosa ti ha fatto!” gridò spaventandomi “Non mi ha fatto nulla” replicai “Ma perchè continui a difenderlo?! Un giorno, quando finalmente aprirai gli occhi, vederai quali sono le persone che ti amano veramente” si stese di nuovo sul divano e io rimasi lì immobile accanto a lui “Non sono stupida come credi tu, ok? E smettila di criticare Derick” detto questo, tornai in camera e scoppiai di nuovo a piangere
    Ultima modifica di LucryDawn; 25-12-2009 alle 18:58

  2. #2
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    Predefinito Re: FF: Christmas with Pipino

    2
    I can't forget you

    Il mattino seguente, quando mi svegliai, trovai un biglietto sul mio cuscino...

    “Sei una sciocca, lo sai? Cosa devo fare per farti tornare l'Avril di prima?! L'Avril che si divertiva, faceva la matta, faceva a botte e soprattutto non si lasciava calpestare da nessuno... Quando ci conoscemmo ti feci una promessa: ti sarei sempre stato vicino, ma tu capisci che è davvero difficile mantenerla se non fai altro che negare l'evidenza? Derick ti ha lasciata per una che si chiama come la povera disgraziata che decise di passare la vita con un puzzolone di nome Tarzan. Mettitelo bene in testa: tu non meritavi tutto questo. Pensaci, e quando finalmente lo avrai capito, torna da me. Ti aspetto, mettici il tempo che ti serve”

    Era di Evan. Stracciai il biglietto arrabbiata e lo gettai nel cestino. Lui non sapeva nulla, non poteva sapere quante cose abbiamo passato io e Derick e soprattutto quanto ci amavamo.
    Mi vestii e scesi le scale. Come immaginavo se n'era andato.
    In quel momento sentivo davvero di detestarlo... Se si aspettava che sarei corsa da lui implorando il suo perdono e ringraziandolo per avermi data dell'illusa si sbagliava di grosso!
    Misi il cappotto e uscii a fare un giro.
    Per la strada incontrai Derick, che mi salutò impacciato “Ciao Av...ril” non sapeva nemmeno più se chiamarmi Avie o Avril... Che fine triste la nostra. “Ciao Derick” risposi “Allora? Come va?” “Bene, grazie. A te?” “Bene... Tra un po' è Natale!” sorrise “Già... Che farai di bello?” chiesi cercando di non far vedere la tristezza che provavo pensando che di sicuro non sarebbe stato con me “Be', pensavo di portare Jane a Las Vegas... Dici che le piacerà?” “Certo, credo di sì...” lurida scimmia senza un minimo di tatto... “Tu invece che farai?” “Oh, io lo passerò a casa con Evan” sorrisi soddisfatta “Ovvio...” borbottò lui “C'è qualcosa che non va?” gli chiesi “No, niente... Ma mi piacerebbe che tu fossi chiara una volta per tutte” “In che senso?” non capivo davvero a cosa si riferisse “Lo ami, vero? Lo amavi già quando stavi con me” lo guardai negli occhi e riuscii a captare la rabbia che provava “Ti amavo tanto Derick e questo credo di avertelo dimostrato fino alla fine. Tu eri tutto per me e se pensi che ti abbia sposato pensando a un altro sei un vero cretino” abbassai lo sguardo e lui mi abbracciò. Non capii cosa significasse quel gesto, ma quando mi lasciò sembrò confuso anche lui. “Derick!! È da un'ora che ti aspetto e dov'eri?! Con quell'oca della tua ex-moglie!” una ragazza dai capelli scuri e vestita da... Credo abbiate capito... ci venne incontro a grandi passi “L'oca sarai tu” ribattei guardandole la minigonna “L'hai sentita Pulcino?! Dille qualcosa!” esclamò rivolta a Derick. Io e lui ci guardammo negli occhi e dopo pochi secondi scoppiamo a ridere “Pulcino!!” gridò Jane sbattendo i piedi per terra “Va be', ora vado... Buon Natale” in un momento di pura follia abbracciai Jane, che ricambiò riluttante, e poi Derick. Restammo abbracciati per qualche istante, fino a quando l'isterica non esclamò che poteva bastare “Buon Natale Pulcino” sorrisi a Derick dandogli una pacca sulle spalle e facendo per andarmene. Prima che potessi fare un passo lui mi prese la mano e mi fece fermare, così mi voltai confusa “Buon Natale Avie”. In quel momento capii che tra noi non era tutto finito. Ok, eravamo divorziati, ma ci volevamo ancora bene. Mi sorrise, mi lasciò la mano e io me ne andai.

  3. #3
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    Predefinito Re: FF: Christmas with Pipino

    3
    Best friends

    Tra qualche giorno sarebbe stato Natale, perciò tirai fuori gli scatoloni con dentro le palline e il resto degli addobbi dalla cantina e mi sistemai in salotto a fare l'albero di Natale.
    Mi sentivo abbastanza triste a farlo da sola, ma che ci potevo fare? Di sicuro non avrei chiamato Evan. Mi aveva davvero deluso... E poi non è che la mia vita debba dipendere dalla sua presenza! Io ho tante altre persone oltre a lui!
    Presi il cellulare e composi il primo numero che mi venne in mente: mia sorella Michelle.

    M: Pronto?
    A: Hey bella bionda!!
    M: Hey!! Ti sei messa pure a parlar da sola adesso?!
    A: Ahah! Hai impegni per caso?
    M: Ora?
    A: Già. Voglio fare l'albero di Natale, ma da sola non c'è gusto...
    M: Ah... Scusami Avie, ma ora non posso proprio...
    A: Dai! Che hai da fare di così importante?!
    M: C'è qui il mio ragazzo...
    A: Ah, certo... Non fa niente... Salutami...
    M: Nunzio
    A: Sì, va be', lui... Ciao!
    M: Ciao!

    Perfetto. Composi un altro numero: mio fratello.
    M: Pronto?
    A: Hey!!
    M: Hey matta! Come va?
    A: Bene bene... Hai da fare in questo momento?
    M: Veramente sì... C'è qui la mia ragazza...
    A: Ah... Ok, fa niente. Salutami...
    M: Ambrogina
    A: Che??
    M: Ambrogina!
    A: Ehm... Ok, salutamela tanto e dille che mi dispiace...
    M: Per cosa?
    A: Per il suo no... Cioè, di non averla mia conosciuta!
    M: Ah, ok. Tranquilla, te la farò conoscere!
    A: Sì sì. Ciao!
    M: Ciao Avie!

    Perfetto. Composi il terzo numero: mia madre.

    M: Pronto?
    A: Hey mamy!
    M: Hey piccola!
    A: Hai voglia di venire a fare l'albero di Natale con me?
    M: Ah... Veramente ora non posso... Sono con...
    A: Non lo voglio sapere, grazie! Ciao!
    M: Ok... Ciao piccolina!

    Dannazione! Chiamai altre dieci persone, ma tutte erano troppo impegnate per aiutarmi ad addobbare un maledettissimo albero!
    Decisi che avrei fatto da sola, così mi misi al lavoro.
    Quando ebbi finito, osservai il mio capolavoro... Faceva schifo.
    Prima che potessi dargli fuoco, qualcuno suonò il campanello e corsi ad aprire.
    “Ciao...” era Evan “Ciao... Che vuoi?” gli chiesi fredda “Ormai sono passati giorni da quando...” “Mi hai dato della povera illusa...” conclusi io “Non ti ho detto questo” “Ah no? Allora devo aver capito male” risposi scettica “Appunto. E comunque tu ti sei fermata solo a questo, vero? Non hai riflettuto su quello che ti ho scritto...” “Non ho bisogno che uno venga qua a dirmi di riflettere sulla mia vita, chiaro?!” “Uno... È questo che sono per te? Uno? Grazie... Be', sappi almeno che quell'Uno ha passato otto anni della sua vita a starti accanto e a volerti bene! Per questo ti ho detto quelle cose!” “Cose che nemmeno tu sai!! Tu non sai quanto io e l'uomo che ho sposato ci amavamo!” “Tanto da divorziare? Tanto da vedere quel caro uomo che hai sposato girare per la città con un'altra scema? No, forse non lo so davvero!” gli tirai uno schiaffo e lui mi guardò con gli occhi tristi “Brava, continua nascondere l'evidenza. Dato che in questi otto anni sono stato solo di disturbo me ne vado... Buona Natale” lo osservai andare e via e gli gridai: “Bell'amico che sei!! Grazie Evan! Ti voglio tanto bene anch'io!!” lui si voltò e mi guardò male. Mi ferì. Non aveva mai usato quello sguardo con me e quando lo vidi mi sentii morire.

  4. #4
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    Predefinito Re: FF: Christmas with Pipino

    4
    Pipino

    Nevica...
    Quando ero piccola passavo settimane ad aspettare che quei candidi fiocchi freddi scendessero dal cielo e coprissero la città, per poi correre fuori in giardino con i miei fratelli a giocare. Ora invece non ho alcun motivo per aspettarli.
    Sono seduta al tavolo, davanti al mio mongolo albero di Natale, con la mia bottiglia di limoncello in mano...
    Decido di accendere il camino, ma quel maledetto non ha voglia di collaborare, così lancio via il legno e scoppio a piangere “È il peggior Natale della mia vita!”.
    Presto mi addormento e gli incubi cominciano ad avvolgermi...

    “Avril! Sveglia!!” apro gli occhi e cerco di riconoscere la sagoma che continua a scrollarmi e a chiamarmi “Finalmente!! Con degli occhi così belli non puoi continuare a dormire!” esclama. Provo a mettere più a fuoco l'immagine piccola del quale non mi spiego la presenza e quando ci riesco... “Che ***** è?!!!” “Hey! Calma signorina! Non hai mai visto un elfo?!” “Veramente no... Ti prego non farmi del male! È vero, ultimamente non sono stata la persona più buona del mondo, ma lasciami stare!” esclamo spaventata “Non voglio farti niente!” “E allora perchè sei qui?” prima che possa rispondere prendo la bottiglia di limoncello vuota davanti a me e gliela spacco in testa. L'elfo grida dolorante e, quando vedo che comincia a piangere, smetto di picchiarlo e mi avvicino piano “Dai, non piangere...” “Che cosa?! Mi hai appena spaccato una bottiglia in testa! Che ***** dovrei fare?!” “Ma un elfo non dovrebbe usare un linguaggio un po' più fine?” “E certo! Noi non abbiamo il diritto di manifestare le nostre emozioni! Noi siamo delle macchine!!” “Non ho detto questo! Comunque non cambiare discorso! Cosa vuoi da me?!” l'elfo si ricompone e mi guarda dritto negli occhi “Prometti che non mi picchierai di nuovo?” “Dipende...” “Promettilo!” grida togliendomi la bottiglia rotta di limoncello dalle mani “D'accordo!” ci guardiamo in cagnesco e lui comincia a spiegare: “Dunque, io mi chiamo Pipino e sono un aiutante di Babbo Natale. Sono venuto qui perchè il Capo prova compassione per te” “Grazie...” borbotto. Magnifico, faccio pena anche a Babbo Natale... “Non interrompermi!” scatta “Ok! Scusa!!” maledetto elfo isterico “Comunque, il Capo pensa che ultimamente non ti sei comportata molto bene con i tuoi amici e avrebbe voluto farti investire “accidentalmente” da una renna per punirti, ma... Ha deciso di darti un'altra possibilità per rimediare ai tuoi errori” “Ma io non ho fatto nulla di male! Ho solamente avuto una discussione con un idiota!” esclamo “Un idiota? Ma non è il tuo migliore amico?” “No, non più” “Quindi non ti manca? Non conta più nulla per te?” “No” abbasso lo sguardo e Pipino resta in silenzio.
    “Be', allora sono venuto per niente... Però io non ti credo e dato che se tornassi ora in Fabbrica mi toccherebbe costruire giocattoli per tutto il giorno, ho deciso che ti mostrerò comunque una cosuccia...” lo guardo confusa. Tutto questo non è possibile! Io sto avendo una discussione con un elfo! “Allora, vuoi?” mi chiede “Ok... Ma questa la porto con me!” gli rubo la bottiglia di limoncello nel caso mi servisse, ma lui la riprende subito “Devo usarla io?!!!!” grida; cavolo, quanto strilla! “Dai, dammi la mano” mi porge la manina e io la prendo titubante. La stanza comincia a girare e dopo qualche secondo mi trovo in un luogo che non credo di conoscere...

  5. #5
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    Predefinito Re: FF: Christmas with Pipino

    5
    Derick's Chritmas
    “Pulcino! Dai! Apri il mio regalo!!” ma quella è Jane... Mi guardo intorno: è la nuova casa di Derick. Lui è seduto sul divano e lei gli sta porgendo un pacchetto rosso con tanto di fiocco giallo. Mi volto verso Pipino, che mi fa segno di fare silenzio, così torno ad osservare la coppia.
    “Wow... Una sciarpa!” esclama Derick poco convinto. Lui odia le sciarpe! “Ti piace Pulcino?” “Certo! È bellissima!!” abbassa lo sguardo e Jane si siede accanto a lui “Che c'è?” gli chiede “Niente” “Dai Pulcino! Dimmelo” lui sospira “Non arrabbiarti, ma... Mi manca un po' Avie” “Che cosa?!!!!!!” grida lei. Wow... Non me lo aspettavo da lui... “È che Avril è stata troppo importante per me, capisci? Non sono pronto a un'altra relazione e, senza offesa, il Natale con lei era tutta un'altra cosa”. Jane si alza in piedi e gli lancia addosso i regali che lui le aveva fatto “Sei un idiota! E, senza offesa, non sei più il mio Pulcino!” lo guarda male e se ne va.
    Pipino mi guarda un attimo e mi sussurra “Dai, va' da lui”.
    Con un battito di mani mi fa comparire davanti alla porta e io suono il campanello “Chi è?” chiede Derick “Sono io, Avril” rispondo. Quando apre, istintivamente, lo abbraccio forte “Hey! Come mai qui?” sorride sorpreso “Volevo solo augurarti un buon Natale” “Tu sei tutta matta” “Lo so” scoppiamo a ridere e mi sento felice. Non voglio tornare con lui, voglio restare così, come due amici che insieme ne hanno passate tante...
    Derick mi fa entrare in casa e sedere davanti al camino.
    “Allora, non dovevi andare a Las Vegas con Jane?” gli chiedo vaga “Veramente avevamo deciso di passarlo qui, ma ci siamo lasciati poco prima che arrivassi tu...” “Mi dispiace... Anche se sinceramente mi sembrava strano che tu riuscissi a sopportare di farti chiamare Pulcino...” mi scappa una risatina e lui mi tira una cuscinata “Simpatica! Comunque Avie... Ti voglio bene” “Anche io Der” ci abbracciamo e dopo qualche minuto passato a chiacchierare, Pipino mi fa segno che dobbiamo andare, così saluto Derick e me ne vado.
    “Pipino... Ma quello che è appena successo è la realtà? Non ci sto capendo nulla!” “Certo che è la realtà! Ti sto portando a vedere come stanno passando il Natale i tuoi amici senza di te” “Ah, quindi non mi toccherà vedere Evan!” esclamo contenta “Errato, è proprio questa la prossima tappa!” sorride lui “Ma dai! Hai detto AMICI!” “Taci e dammi la mano!” “NO” “Ti ricordo che ho una bottiglia di limoncello!” “Ok ok!” maledetto ricattatore!

  6. #6
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    Predefinito Re: FF: Christmas with Pipino

    6
    Evan's Christmas
    Mi trovo nella camera di Evan; lui è seduto sul letto e sta suonando la chitarra.
    Lo osservo... Ricordo che, quando suonavamo ancora insieme, se c'era lui a seguirmi mentre cantavo mi sentivo più sicura. Quando finisce la canzone, appoggia lo strumento e si prende la testa tra le mani “Buon Natale Evan” sussurra tristemente. Il cellulare comincia a squillare, ma lui non risponde.
    Lo vedo fissare una fotografia sul comodino da parte al letto. La scattammo qualche settimana fa: eravamo in un centro commerciale e trovammo un pover uomo travestito da Babbo Natale che chiedeva qualche sterlina per una foto insieme a lui. Nella foto io ed Evan eravamo seduti sulle ginocchia del finto Babbo Natale e gli davamo un bacino sulle guance nascoste dalla lunga barba bianca. Mi viene da piangere e credo che Pipino se ne sia accorto perchè annuisce e batte le mani.
    Comparisco sotto la sua finestra e decido di arrampicarmi sulla scala per raggiungere la sua camera. Non sono impazzita, tranquilli... È solo che ho paura che bussando alla porta non mi apra perchè è ancora arrabbiato! Con molta fatica, riesco ad ad arrivare fino alla finestra, ma mi accorgo solo ora che è chiusa... ****a! Per evitare di ribaltarmi, decido di bussare al vetro e quando Evan mi vede lancia un urlo spaventato. “Che ***** stai facendo?!!” esclama aprendo “Ti devo parlare” rispondo col fiatone per la fatica “Non so se hai notato la porta verde che c'è a qualche metro più giù...” mi aiuta ad entrare in camera e mi guarda male “Allora?” sbotta “Senti, non è vero che in questi otto anni sei stato solo di disturbo, ok? Anzi! Però non è neanche vero che Derick non mi amava” scrolla la testa e si volta dall'altra parte “Evan! Smettila di fare così! Ti sto dicendo la verità!”. Come cavolo faccio a farglielo capire?! “Senti, ma perchè non vai da lui allora?” mi chiede scocciato “Perchè non è con lui che voglio stare” continua a non voltarsi... “Io voglio stare con te Evan. Ho bisogno di te, dei tuoi sorrisi, delle tue risate, delle tue prese in giro, dei tuoi occhi, della tua voce... Con te è tutto diverso e... Ti prego, non mi lasciare...” vedendo che non reagisce, decido di andarmene e lui non mi ferma.
    7
    I need you!

    Arrivata a casa, Pipino mi guarda dolcemente “Mi dispiace Avril... Però vedi il lato positivo: hai capito i tuoi sentimenti! E poi ti sei decisamente meritata il perdono del Capo!” gli sorrido stanca “Già... Grazie Pipino...” “Non essere triste, ok? Le cose non possono sempre andare come vuoi” “Lo so bene, tranquillo” rispondo coricandomi sul letto della mia camera “Be', ora io devo andare: il Capo mi aspetta. È stato un vero piacere conoscerti, sei una persona speciale” “Grazie, è stato un piacere anche per me”. Pipino mi sistema la coperta, mi fa una lieve carezza e io mi addormento mentre lui se ne va.
    Dopo poco sento un gran casino provenire da fuori...
    Corro alla finestra e vedo Evan intento ad arrampicarsi sulla scala per raggiungere la mia camera. “Che fai?!” esclamo sorpresa “Avie... Io ho molto, molto più bisogno di te di quanto tu di me. Ti amo” raggiunge la finestra e ci guardiamo negli occhi “Sei un idiota, lo sai?” “Lo so” ci baciamo e tutto per me sembra non avere più alcuna importanza.
    “E ora, se permetti, il Natale più bello della tua vita deve avere inizio” sorride entrando “Ma sono le tre del mattino ormai!” esclamo “E allora?” “Ok... qual'è il programma?” “Be', decida lei...” lo guardo un attimo, poi rispondo: “Voglio solo stare con te”.
    Ci accucciamo sul divano, davanti al mio mongolo albero di Natale e ci addormentiamo così, felici e contenti.

    FINE

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