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  1. #1
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    Predefinito FF: Tutto è bene ciò che finisce bene.

    Ciao a tutti gente! Questa è la mia prima FanFiction, che ho scritto un po' di tempo fa XD.
    Leggetela, se vi và!


    Capitolo 1

    "Cosa c***o ci fai ancora qui!"
    "Ti ricordo che questa è anche casa mia!"
    Le urla dei due ragazzi erano sempre più forti.
    "Si ma se non te lo ricordi l'ho pagata io con quello che mi sono guadagnata lavorando!" Esclamò Avril.
    "Ah! Perchè io sto tutto il tempo a bere birra vero? Ma se ti sto pure aiutando con il tuo prossimo CD!" Ribattè Deryck.
    "Non mi interessa! C***o! Basta che te ne vai e mi lasci vivere la mia vita..." il tono di Avril si faceva sempre più flebile,
    interrotto dalle lacrime che cercava di nascondere.

    Avril, nonostante odiasse ammetterlo, era una ragazza estremamente sensibile: le uscivano le lacrime anche solo ascoltando una canzone.
    Ma in quel momento non stava piangendo perchè era sensibile, ma perchè mentre cacciava suo marito le tornavano in mente i ricordi di quando tutto andava bene... E in tanto le aleggiava in mente una frase di Jim Morrison: "Non bisogna mai
    innamorarsi della stessa persona due volte... La seconda volta ti innamoreresti soltanto del suo dolce ricordo".

    "Eh va bene c***o! Me ne vado! Non sei altro che una stupida ragazzina viziata" concluse Deryck con tono severo, sbattendo
    il portone della villa.
    "Ma forse..." pensò la ragazza "... ma forse ha ragione... non sono altro che una stupida ragazzina viziata che ottiene tutto
    ciò che vuole..." intanto le lacrime continuavano a scendere.

    Intanto suonò il campanello.
    "Eccolo che già cerca di farsi perdonare... Ma io non cedo." bisbigliò Avril, asciugandosi le lacrime.
    Aprì la porta... Era Evan.
    "Hey Av!" Disse il ragazzo, entusiasta di rivedere la sua adorata amica "Ho incrociato Deryck che usciva..Sembrava piuttosto
    arrabbiato.." proprio in quel momento Evan notò gli occhi gonfi di pianto di Avril "Hey ma.. tu... tu stai piangendo! Cosa ti
    ha fatto stavolta quello st****o?" chiese il ragazzo, visibilmente irritato dal vedere la sua amica piangere.
    "Abbiamo.. Litigato... Di nuovo..." singhiozzò Avril fra una lacrima e l'altra.
    Evan abbracciò forte la ragazza. Avril, sentendo l'abbraccio, cominciò a piangere ancora di più, commossa dal gesto dell' amico.
    Evan la alzò in braccio, la sdraiò sul divano e si sedette accanto a lei,e, accarezzandole i capelli biondi, le disse:
    "ora ti preparo una camomilla... così ti calmi un po'. Poi mi racconti tutto con calma, se ti va'" "o... ok" singhiozzò Avril.
    "E' sempre così dolce!" pensò la giovane.

    Nel frattempo, Jamie, grande amica di Avril, stava pensando "chissà che fine ha fatto quella scema! Sono settimane che non si
    fa più viva... Speriamo che vada tutto bene... No sono troppo preoccupata.. Meglio chiamarla". Prese il cellulare e digitò il
    numero dell' amica.


    Avril, ancora srdaiata sul divano ad aspettare Evan con la camomilla, sentì il telefono squillare e immediatamente sollevò
    la cornetta: "... Pronto...?" disse in tono titubante la ragazza.
    "Avril!" esclamò Jamie dall' altra parte del telefono.
    "Jamiiiieee!" urlò di gioia Avril "è un secolo che non ci si sente! Tutto bene?"
    "Eh no cara, qui quella che deve chiedere se va tutto bene sono io!" scherzò Jamie "tutto bene?"
    "Ehm.. Sì" mentì Avril "scusa ma ti richiamo dopo... c'è Evan qui con me e..." "aaah allora vi devo lasciare in pace eh!" la
    interruppe l'amica. "Sempre spiritosa tu eh? dai vabbè... mi ha fatto piacere sentirti! ci sentiamo" tentò di scherzare Avril,
    "ok.. ciao!" terminò Jamie, abbassando la cornetta.

    "Con chi parlavi?" chiese Evan entrando nella stanza, attento a non far cadere il vassoio con le due tazze di camomilla "era
    Jamie! era tanto che non la sentivo..." rispose la ragazza "vedo che ti ha messo un po' di buon umore" disse l'amico. Avril gli
    sorrise.
    "Comunque... Ti va' di raccontarmi cos'è successo?" chiese.
    "No, già così mi sento meglio... Grazie" rispose la ragazza senza smettere di sorridere.
    "Alla fine la camomilla te la sei preparato anche per te! Ahahah" rise Avril, tentando di cambiare discorso. "Si.." Si limitò a
    rispondere il ragazzo, quando invece pensava:
    "Si.. Altrimenti se dovessi beccare quello st****o giuro che lo ammazzo! LO AMMAZZO!".
    "E dai sù non esagerare..." disse la ragazza, fissando l'amico.
    Evan si ricordò per la millesima volta, sorridendo fra sè, che la sua amica gli leggeva nella mente.




    Capitolo 2

    “Dormigliona svegliati! Sono quindici ore che dormi come un ghiro!” Esclamò Evan con entusiasmo.
    “Mmmm… Si. Due minuti e mi sveglio” tentò di ribattere Avril, ancora del tutto presa dal sonno.
    “No no alzati! Sono le 10 del mattino e ti sei addormentata ieri pomeriggio alle 7!” Insistette il ragazzo
    “Mmm… Eh?! Ma quanto diavolo ho dormito! E tu… Sei stato qui tutta la notte a.. Guardarmi… Mentre... dormivo?” chiese balbettando l’amica.
    “Fuori è una splendida giornata… E tu hai bisogno di uscire un po’ di qui.” Affermò deciso il ragazzo, ignorando ciò che aveva appena detto la ragazza.
    “Ma io…” Tentò di protestare Avril, con voce ancora del tutto assonnata.
    “Dai forza alzati e preparati, intanto io preparo la colazione” Disse Evan baciando teneramente l’amica sulla fronte “poi usciamo e ti porto da qualche parte” “Dove?” chiese prontamente la ragazza “e’ una sorpresa” rispose lui aiutandola ad alzarsi.

    “Eccomi, sono pronta”.
    “S-sei b-bellissima” balbettò Evan osservando la sua amica scendere le scale. “Grazie” rispose timidamente lei.
    Avril indossava un mini abito nero e portava i lunghi capelli biondi sciolti sulle spalle.
    “Allora? Dove mi porti?” Disse la ragazza sorridendo maliziosa.
    “Aspetta, prima la colazione!” esclamò divertito l’amico.
    “Ah.. Me ne ero dimenticata” disse lei.
    “Tanto per cambiare” sospirò in modo sarcastico il ragazzo, mentre portava le tazze di caffèlatte sul tavolo.
    Mentre stava appoggiando le tazze sul tavolo, Evan inciampò su una sedia e rovesciò il contenuto delle due tazze sul pavimento. Avril guardava divertita la scena, e scoppiò in una fragorosa risata. Il suo amico fece lo stesso, ma ciò che lo fece ridere fù la strana risata di Avril.
    “A quanto pare non è proprio aria di colazione stamattina!” disse lei ridendo “Dai ormai è quasi mezzogiorno… Mangeremo a pranzo” “eh già” concordò Evan sorridente, aprendo la porta di casa, precedendo l’amica.

    “Guido io!” esclamò Avril, gettandosi verso lo sportello della sua macchina. “Eh invece no!” disse lui indicando all’ amica di sedersi al posto del passeggero “le principesse non guidano”. “Ahahah ma io non sono una principessa!” disse lei maliziosa “e invece sì” disse l’amico dandole un bacio sulla guancia. Lei fece finta di essere offesa, poi sorrise e lo abbracciò forte “Ti voglio tanto bene Ev” “Anche io, Avie” rispose il ragazzo. “’Avie’” pensò Avril “era tanto che non venivo chiamata così.”
    “Allora… Si parte?” disse Evan . “Tre, due, uno… via!” scherzò la ragazza, ed entrambi scoppiarono a ridere.

    “Evan, ma proprio non me lo vuoi dire dove andiamo? E’ un ora che siamo in macchina… E io… Ho fame!” si lamentò Avril.
    “Su principessa, porti ancora un po’ di pazienza…” scherzò il ragazzo “appena arriviamo la porterò al miglior ristorante della città”. Avril sorrise. “A proposito di ristorante” continuò Evan “hai già in mente dove e cosa mangiare?” “Una pizza va’ benissimo… Ma come posso dirti dove andare a mangiare se non so dove mi porti?!” rispose lei. L’amico scoppiò in una risatina ironica.

    “Eccoci! Siamo arrivati” disse Evan. “Queste case… Quel hotel... mi ricordano qualcosa… mmm… aspetta, ma io sono già stata qui!” disse Avril, con gli occhi che le brillavano per l’emozione “siamo a Miami!” “eeesatto!” rispose il ragazzo
    “L’ultima volta che sono stata qui era quando stavo per iniziare il mio primo Tour… Ti ricordi?! C’eri tu, i ragazzi della band e…” “E Deryck” la interruppe lui, sospirando. “Già, c’era anche Deryck” confermò lei, mordendosi il labbro inferiore.
    “Mi mancano i ragazzi della band” disse Avril, trattenendo le lascrime “è tanto che non li vedo più… All’ improvviso se ne sono andati tutti…” “Anche io è tanto che non li vedo” cercò di consolarla l’amico “comunque la sorpresa non è ancora finita… Vedi quella pizzeria laggiù?” “Quella con le palme intendi? Era il posto dove andavamo sempre durante le pause…” rispose lei. “Si, mi ricordo… Ci fermiamo lì ok?” propose Evan. “Ok…” disse la giovane, mente veniva sopraffatta da uno strano senso di malinconia.

    I due ragazzi entrarono nella pizzeria, e Evan chiese al cameriere “Un tavolo per quattro, per favore” “Scemo! Ti faccio notare che io e te siamo DUE” gli sussurrò Avril in tono sarcastico, e Evan replicò “Cosa ti avevo detto? La sorpresa non è ancora finita”. Avril finalmente capì, e le si illuminarono gli occhi “Oh Evan! Ma non dovevi…” “Oh si invece” rispose lui sorridendo.
    Si sedettero, uno di fronte all’ altro, mentre aspettavano gli altri ragazzi.
    “C***o ma quando arrivano?” disse Evan impaziente. “Eeeeeeh in fondo non si cambia mai! eheh” disse Avril in tono critico ma allo stesso tempo spiritoso. “Ah! Eccoli! Stanno arrivando!” esclamò Avril entusiasta. “Avril! Evan!” disse Jesse correndogli in contro. “Hey ragazzi… Quanto tempo!” sospirò Matt, abbracciando Avril così forte fino a sollevarla. “Non immaginate neanche quanto mi siete mancati” mormorò la ragazza, commossa.

  2. #2
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    Predefinito Re: FF: Tutto è bene ciò che finisce bene.

    Capitolo 3




    “Eccomi di nuovo a casa… Da sola” pensò Avril, maliconica; “però è stata una giornata stupenda…”. Prese il cellulare in mano, e dopo averci giocherellato pensierosa per almeno una mezzora, decise di mandare un SMS a Evan:
    “Grazie per la magnifica giornata.
    Ti voglio bene”.

    Stava per appoggiare il cellulare sul bracciolo del divano, quando all’ improvviso si illuminò il display: Numero privato.
    "Ma chi diavolo può essere a quest' ora? Sono le 2 di mattino!" pensò un po' infastidita la ragazza "sarà uno stupido scherzo... Tanto vale rispondere! Così mi faccio quattro risate"
    "...Pronto?" disse in tono serio.
    "Av!" disse la voce.
    "Luke!!" esclamò felice Avril. Luke (Dr.Luke) aveva collaborato con Avril per il suo CD precedente... E i due diventarono molto amici.
    "Sei felice di sentirmi, baby?" Chiese lui, compiaciuto.
    "Si si non sai quanto! Ma... Non ti sembra un po' tarduccio per fare telefonate?!" disse lei, come per rimproverarlo
    "Oh! Non mi ero ricordato del fuso orario... scusa baby" disse lui, scherzando.
    "Ahhh! Ma allora è un vizio: NON MI CHIAMARE BABY!!" disse lei in tono altrettanto scherzoso.
    "Ok, baby, no lo faro più, baby... Basta che non mi urli più nelle orecchie in quel modo... B-A-B-Y" disse Luke, provocondola.
    "Uh! Va bene, come vuoi" disse la ragazza, ormai rassegnata; "Sai che sto lavorando al mio nuovo CD?" disse, cambiando discorso.
    "Si, ed è per questo che ti ho chiamata" affermò lui "ti serve una mano?"
    "Farebbe comodo... Ultimamente sto passando molto tempo in studio a registrare... Praticamente giono e notte... Ad eccezione di.. OGGI!" esclamò Avril.
    "Allora.. Quando iniziamo?" chiese Luke.
    "Mmmmm... Sabato" rispose lei.
    "oook baby! A Sabato allora!"
    "A Sabato". E con questo Avril spense il cellulare.
    "Beh... Almeno le 4 risate me le sono fatta lo stesso" pensò ridendo.
    Prese il suo pc portabile e si sedette nel divano. C'era troppo silenzio.
    Decise di accendere la radio: strasmettevano una canzone di Barbra Streisand, "Papa Can You Hear Me":

    'Papa, can you hear me?
    Papa, can you see me?
    Papa, can you find me in the night?
    Papa, are you near me?
    Papa, can you still hear me?
    Papa, can you help me to don't be frintend?
    When I'm looking in the sky I seample see a milion eyes, which ones are yours?'

    Avril adorava quella canzone... Ma in quel momento, mentre la ascoltava, provava un enorme senso di solitudine. "Ma che diamine mi succede" pensava inquieta la ragazza
    "eppure sono abituata a essere sola... non c'è mai nessuno qui... eccetto... Deryck."
    Deryck.
    Che fine aveva fatto? Dopo quella sfuriata non si erano più sentiti.
    "Beh... Meglio. Che faccia ciò che crede. Non me ne frega più niente di lui e di tutte le sue bugie."

    Accese la TV. Avril cominciò a girare i canali in modo quasi frenetico... Finchè la televisione non si spense. Fulminata.
    "Ecchec***o! Ci mancava solo questa!"
    Si sentiva sempre più isolata.
    "Ma perchè ho lasciato che Evan se ne tornasse a casa?! Se solo fosse qui..." sopirò.
    Prese la radio è la scaraventò contro all'inanime televisore.
    "Cavolo! Giuro che non ascolterò mai più quella canzone!"

    "Meglio provare a dormire" pensò sconsolata.







    Capitolo 4





    "Mmmhm?"
    Era Sabato mattina, Avril ancora dormiva, quando suonò il campanello.
    La ragazza si tolse velocemente il pigiama, indossò il primo vestito preso dall' armadio e aprì la porta di corsa: era Luke.
    "Luke!" disse la ragazza, abbracciando velocemente il giovane uomo "come va?"
    "Bene! Piuttosto come va a te baby... Ti vedo distrutta... E' successo qualcosa?" chiese lui, con aria preoccupata.
    "Mmmhm... no... cioè sì...cioè... no!.... Diciamo solo che ho passato momenti migliori di questo..." cercò di rassicurarlo la ragazza.
    "Beh... Ci credo! Hai due occhiaie baby! Sei sicura di dormire abbastanza?!" chiese lui, non del tutto convinto di quello che gli ha detto Avril.
    "Si.. si. Ma... RIUSCIRESTI PER ALMENO UN MINUTO A NON CHIAMARMI BABY?! Mi da' non poco fastidio!" brontolò allegramente lei, cercando di tirare sù il morale della conversazione.
    "Eheh... scusami... ma è più forte di me baby... OOOPS! scusa." disse lui, divertito.
    "Eh no! stavolta l'hai fatto apposta!" disse lei, con un tono tra il rimprovero e la sfida.
    "No!" replicò lui.
    "Si invece"
    "ti dico di no!"
    "e io ti dico di sì"
    "no"
    "si"
    "eh no stavolta non ti lascio avere l'ultima parola!" disse lui sorridente.
    "scommettiamo di si?" disse lei prendendo in mano un cuscino.
    "eh! baby che vuoi fare con quello?!" chise lui con un aria vagamente strana.
    "ORA TI UCCIDO!" esclamò lei ridendo di gusto.
    Avril prese il cuscino e lo schiacciò contro la faccia dell'uomo, che riuscì appena a farfugliare "ok ok baby hai vinto!" "non lo fare più eh! per un attimo mi hai fatto paura!" continuò.
    "come?! paura io?! a un omone grande e grosso come te?!" mormorò la ragazza, facendo il faccino da angioletto.
    "Sei adorabile quando fai quel faccino, baby" disse Luke, sorridendo.
    "... Scemo..." ridacchiò lei, dandogli un colpetto sulla nuca.

    Entrarono nello studio.
    "hai già cominciato a scrivere qualcosa baby?" chiese Luke.
    "Sssi...! ho cominciato a buttare giù quello che mi veniva in mente, per esempio que.." "QUESTA!" la interruppe lui.
    "no quella no!" esclamò lei, cercando di strappagli il foglio dalle mani.

    "perchè no?!" disse il giovane uomo con aria di sfida.
    "perchè no!" gli rinfacciò la ragazza.
    "è bellissima invece, baby. Che ne dici di provare a registrarla? Hai già in mente la musica?" tentò Luke.
    "no dai davvero... quella no. Ti prego." lo implorò lei.
    "chissà se un giorno riuscirò a ragionare come una persona normale con te, baby" bisbigliò lui, rassegnato "ah! quasi dimenticavo" aggiunse lui;
    "ti ho portato questa" disse Luke, mostrano alla ragazza una bottiglia di Limoncello "ti va di fare come ai 'vecchi tempi'?"
    "Siiiiii" rispose lei fissando la bottiglia "ma questa me la bevo tutta io!" disse in tono baldanzoso, strappandogli la bottiglia dalle mani.
    "Hey baby cosa stai facendo!" esclamò lui perplesso "non mi dirai che davvero non hai intenzine di lasciarmene almeno un goccio!"
    "Mhmmm... vado a prendere i bicchieri" rispose lei, non del tutto convinta, "dovrei avere anche del Vodka da qualche parte... ti va?
    "Certo!" rispose lui, già ubriaco al solo pensiero.




    Capitolo 5




    Si fecero le 8 di sera.
    I due erano spaparanzati sul divano, così ubriachi da non distinguere il bianco dal nero.
    "Te l'avevo detto!" disse Avril, scoppiando in una fragorosa risata.
    "Cosa?" chiese Luke, anche lui ridendo.
    "Che mi bevevo tutto io!" rispose la ragazza, ormai spastica dal ridere.
    "Non è ancora detta l'ultima parola, baby" la provocò Luke, prendendo in mano la bottiglia di Vodka.
    "Hey no che fai" lo interrupe lei, ancora ridendo "mi bevo anche questa".
    "Oh no invece" replicò lui, sempre ridendo "troppo alchool potrebbe farti male, baby" continuò, ridendo sempre di più.
    I due erano sempre più vicini.
    "non credi che faccia male anche a te?" il tono di Avril si fece improvvisamente malizioso.
    "e perchè dovrebbe" rispose lui, appena prima di baciare la ragazza sul collo.
    "non ne ho idea" mormorò la giovane, mentre Luke le scostava i capelli, per poi baciarla di nuovo sul collo, questa volta più convinto.

    Avril si svegliò la mattina dopo di soprassalto.
    Era nella sua stanza, nel suo letto... Sembrava tutto come sempre, ma poi notò Luke, sdaiato accanto a lei.
    "Ma.. Cosa è successo" pensò la ragazza.
    Poi ricordò: il Limoncello, il Vodka, le risate, e poi...
    "Mhmmm!...Dovevo immaginarlo..." pensò lei, ormai rassegnata all'accaduto.
    "Luke, perfavore svegliati" disse fredda scendendo da letto, per poi infilarsi la vestaglia.
    "Mmmh... 'giorno" borbottò lui, assonnato. "Cosa! Cosa è successo?!" aggiunse subito dopo.
    "Mah... Prova un po' ad indovinare" disse Avril in modo sarcastico.
    "Già" rispose lui, con lo sguardo rivolto al pavimento; "eh vabbè dai... Ormai è successo... comunque... Scusa." disse lui con un tono di finto pentimento che fece ridere la ragazza.
    "Io ho fame!!!" esclamò lei, cambiando volutamente discorso "mi porti a fare colazione al bar, vero?!" facendo la faccia da angioletto che ormai le riusciva perfettamente.
    "certo che ti porto" rispose Luke, divertito. "Corro a pepararmi!" esclamò sorridente la ragazza.
    "Quando fai così sembri proprio una bambina" rise lui. Avril lo sentì e si mise a ridere anche lei.

    Arrivarono al bar e si sedettero a un tavolino piuttosto isolato.
    "Senti..." disse Avril a Luke "siamo ancora amici, vero?"
    "Certo! Perchè mai non dovremmo esserlo!?" disse lui sorridendole.
    "Beh sai... Dopo quello che è successo.. pensavo che tu potessi essere... beh ecco... arrabbiato.. com me" disse titubante la ragazza.
    "io cosa?!" disse Luke divertito "casomai TU dovresti essere arrabbiata con me!"
    "Ma non lo sono!" rispose lei, altrettanto divertita.
    "e allora... Amici!" disse lui.
    "Amici!" ripetè lei.

    Luke riportò Avril a casa, dicendo che sarebbe tornato il giorno dopo "Stavolta però dobbiamo registrare qualcosa... sul serio però" disse ridendo.
    Avril rise, poi lo salutò e chiuse il portone di casa.
    Squillò il telefono.
    "Pronto?" rispose Avril
    "Avril! sono Jamie! Alla fine non mi hai più richiamata... tutto bene?" disse Jamie.
    "Si... Solo che in questo periodo ho avuto molto da fare... sai com'è... sono sempre in studio" mentì la ragazza.
    "Ah... allora... scusami non volevo disturbare" si scusò l'amica.
    "no figurati.."disse Avril.
    "scusa devo andare.. ci sentamo!" esclamò Jamie abbassando la cornetta.
    "Bah!" pensò Avril "strano!".

  3. #3
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    Predefinito Re: FF: Tutto è bene ciò che finisce bene.

    Capitolo 6




    Si fece tardo pomeriggio.
    Avril fece per accendere la TV, ma si ricordò che non si sarebbe più accesa.
    "Già.. Niente TV." pensò.
    All' improvviso le venne in mente Evan.
    "Non è da lui non farsi sentire per più di 24 ore cronometrate" pensò la ragazza, prendendo il cellulare il mano e digitando il numero dell' amico.
    "Avril!" rispose Evan subito dopo il primo squillo.
    "Evan! Sei ancora vivo?! Iniziavo a preoccuparmi... Sono tre giorni che non ti fai sentire... E questo non è da te!" esclamò Avril.
    "Si Avie hai ragione, scusami. Vengo subito." disse il ragazzo, pentito.
    "In che senso 'vengo subito'" disse confusa lei.
    "Ti vengo a trovare! Non posso?" disse sorridendo Evan.
    "Certo che puoi, scemo" scherzò Avril.
    "10 minuti e arrivo"
    "ok ti aspetto" concluse lei.

    Evan arrivò pochissimi minuti dopo.
    Avril gli aprì alla porta e lo abbracciò: "mi sei mancato" gli sussurrò.
    Quella frase le era uscita inconsapevolmente, non sapeva perchè l'aveva detta... Ma sapeva solo che diceva il vero.
    Lui la strinse forte, e bisbigliò: "anche tu, tantissimo".

    I due si sedettero sul divano. Evan cercò di accendere la TV, ma Avril lo bloccò: "Si è fulminata. Non da segni di vita"
    "Ok... Allora ninte TV" disse lui rassegnato "allora accendo la radio" continuò, allungando una mano verso lo stereo.
    La radio strasmetteva 'Nothing In This World' di Paris Hilton, ma i due ragazzi non fecero caso alla canzone.
    "E' quasi ora di cena" disse Avril "cosa vuoi mangiare?" continuò, avviandosi verso la cucina.
    "Mmmhm... Vediamo... Centrifugato di broccoli! Ti va'?" scherzò la ragazza.
    Evan fece una smorfia buffa, poi si mise a ridere a crepapelle.
    "A parte gli scherzi... che ne dici di un piatto di pasta?" propose Avril.
    "perfetto!" esclamò il ragazzo "vuoi che ti aiuti a cucinare?" chiese gentilmente.
    "Nah, non è il caso" ironizzò l'amica.
    "Ma guarda un po' che ragazza 'simpatica' abbiamo qui" brontolò Evan, facendo finta di essere offeso.
    "E dai Evan! Lo sai che scherzo! Non direi mai male di te...! Tu sei il mio...il mio... Orsacchiotto biondo!" disse lei scherzosamente, per poi baciarlo amichevolmente sulla guancia.
    Evan sorrise, divertito dal soprannome assegnatogli dall' amica.
    "E' pronto!" esclamò Avril, appoggiando sul tavolo due piatti di fumante pasta al pomodoro. Poi si sedette.
    "Sembra essere commestibile" scherzò Evan, addentando la prima forchettata.
    "Uh! Menomale che sono io la 'simpatica'" disse Avril ridacchiando.
    "A parte gli scherzi" farfugliò Evan, ancora con la bocca piena "e' buona!"
    "Ci credo! L'hai già quasi finita tutta!" esclamò la ragazza, con un sorriso compiaciuto.

    Poco dopo, i due ragazzi si ritrovarono nuovamente seduti sul divano.
    "Ho sonno" disse Avril, sdraiandosi e appoggiando la testa sulle ginocchia dell' amico.
    "Chiudi gli occhi" le sussurrò dolcemente lui, sdraiandosi accanto a lei.
    Intanto alla radio cominciavano a trasmettere "I Don't Wanna Miss A Thing" ("Non Mi Voglio Perdere Niente") degli Aerosmith:

    "Resterei sveglio solo per sentirti respirare,
    Osservarti sorridere mentre dormi
    Quando sei lontana e sognante.
    Potrei trascorrere la mia vita in questa dolce visione
    Potrei rimanere perso in questo momento per sempre.
    Ogni momento che passo con te è un momento che custodisco come un tesoro"

    Avril ascoltava l'amico canticchiare a tempo con la canzone (che conosceva a memoria), mentre le accarezzava i capelli.

    "Non voglio chiudere i miei occhi
    Non mi voglio addormantare
    perchè mi macheresti, baby
    E non mi voglio perdere niente
    Perchè anche quando sogno te,
    Il sogno più dolce che potrei mai fare,
    Mi macheresti ancora, baby
    E non mi voglio perdere niente"

    Continua la canzone, e di seguito il canticchiare di Evan.
    "E' proprio ciò che sento. Le parole giuste." pensò Evan.
    Avril, nonostante avesse gli occhi chiusi, era ancora sveglia... E una lacrima di commozione non poteva fare a meno di attraversarle la guancia.

    "Ponendomi vicino a te
    Percependo il tuo cuore battere
    Mi sto chiedendo cosa stai sognando
    Se è me che stai vedendo
    Poi bacio i tuoi occhi
    E ringrazio Dio di essere con te
    Voglio solo essere con te in questo momento, per sempre
    Per sempre e sempre"

    Più la canzone andava avanti, più Avril era commossa.
    Evan se ne accorse, ma non aveva alcuna intenzione di smettere: quella canzone parlava al posto suo.

    "Non mi voglio perdere un solo sorriso
    Non mi voglio perdere un solo bacio
    Voglio solo essere con te
    Propio qui con te, proprio così
    Voglio solo avvicinarti
    Sentire il tuo cuore vicino al mio
    E soltanto resta qui, in questo momento, per il resto del tempo
    Baby
    Non voglio chiudere i miei occhi
    Non mi voglio addormantare
    perchè mi macheresti
    E non mi voglio perdere niente
    Perchè anche quando sogno te,
    Il sogno più dolce che potrei mai fare,
    Mi macheresti ancora, baby
    E non mi voglio perdere niente"

    La canzone giunse all' ultimo ritornello, e Avril bisbigliò tra le lacrime:
    "E' questo che provi per me, vero?"
    Evan la baciò dolcemente sulle labbra.
    "Questo è il momento più bello della mia vita" disse Avril, baciando il ragazzo.
    Evan alzò in braccio la ragazza, salì le scale, entrò nella sua stanza e la sdraiò sul letto.
    "Evan... Sei sicuro di quello che stiamo facendo? Io non vorrei rovinare tutto... così" Disse Avril, un po' confusa.
    "Tranquilla" rispose lui, baciandola di nuovo "non avevi detto che è il momento più bello della tua vita?" continuò, sorridendole.
    "Certo" sussurrò la ragazza baciandolo a sua volta.





    Capitolo 7





    Era ormai notte fonda, e i due ragazzi avevano appena finito di fare l'amore.
    Evan abbracciava e accarezzava teneramente Avril, che era sempre più verso il sonno.
    "Più tu mi coccoli, più io mi addormento" disse Avril sbadigliando.
    "Infatti" disse il ragazzo "io voglio che ti addormenti... così finalmente ti posso rivedere mentre dormi"
    Avril lo baciò teneramente, colpita da quelle parole.
    "Ora chiudi gli occhi" disse lui, bacinadola sulla fronte.
    "Anche prima hai detto così... E invece gli occhi non me li hai fatti chiudere neanche un attimo" disse lei, assonnata.
    Evan rise.
    "Ti prometto che ora ti lascio dormire in pace" disse il giovane, sorridendo.
    "Promettimi anche che non te ne andarai appena mi sarò addormentata" disse la ragazza, con aria un' po preoccupata.
    "Prometto. Non c'è cosa più bella di osservarti mentre dormi. Non ci guadagnerei niente ad andarmene via." disse lui, rassicurandola.
    "Non so perchè.. Ma ho la strana paura che tu te ne vada" disse lei, ancora un po' preoccupata.
    "Puoi stare tranquilla. Non me ne andrei via da te per nessuna ragione al mondo. Ora dormi, che domani mattina arriva Luke e dobbiamo essere in forma pronti per lavorare". Disse lui, accarezzandole un braccio.
    "Buonotte orsacchiotto" disse lei sorridendo.
    "Buonatte cucciola" disse Evan, baciando delicatamente la ragazza, quasi con la paura di farle male.
    "Sembra così piccola e fragile" pensò il ragazzo, continuando ad accarezzare Avril.


    "Buongiorno principessa!" disse Evan entrando nella stanza con un vassoio in mano. Poi si sedette nel letto, accanto a Avril.
    Avril aveva appena aperto gli occhi.
    "'Giono" farfugliò la ragazza.
    "Ti ho portato la colazione: caffèlatte, biscotti, Nutella, pane, marlellata di mirtilli, miele... Manca qualcosa?" disse il ragazzo, poco convinto.
    Avril lo guardava, sorridendo, poi disse: "Ma quanto ancora mi vuoi far ingrassare?!" e lo baciò.
    "Tanto sei sempre bellissima" replicò lui.
    "Se continuò a mangiare così tanto farò la fine di Kelly Osburne!" disse lei, lamentandosi.
    Entrambi scoppiarono a ridere.


    Suonò il campanello.
    "Eccolo... E' già arrivato" disse Avril, mentre Evan si lanciava giù per le scale per andare ad aprire.
    "Hey ciao Evan" disse Luke "Ma Avril dov'è?!"
    "Si sta vest.." il ragazzo non fece in tempo a rispondere, che... "Eccomi!" Avril stava già scendendo le scale.
    Luke guardò i due con faccia confusa per qualche istante, per poi concludere il suo percorso mentale con un "Ok" a voce alta.
    Passò qualche altro secondo.
    "Forse è il caso di andare nello studio e cercare di registrare qualcosa" disse Avril, rompendo il ghiaccio.

    Entrarono nello studio.
    "Sapete... Stanotte ho fatto un sogno strano." disse Avril.
    "Che sogno?!" dissero in coro Evan e Luke.
    "Ho sognato che facevo una cover di una canzone... Ma non ne conosco il titolo." raccontò Avril.
    "La canzone com'era?!" chiese Luke, curioso.
    "Era lenta... Un duetto. Si era un duetto. Mi ricordo che la stavo registando insieme a te, Evan." rispose la ragazza.
    "Ti ricordi più o meno come faceva?" disse Evan, anche lui incuriosito.
    "Faceva più o meno così" Avril si sedette, prese in mano la chitarra e cominciò a suonare e cantare:

    "I finally fuond someone
    Someone to share my life,
    I finally found the one
    To be with every night,
    'Cause wherever I go
    There's just got to be you,
    My life is just begun
    I finally found someone"


    "Ma... Ma io questa canzone la conosco!" disse Evan, balzando in piedi e raggiungendo il computer.
    Evan andò su Youtube e digitò: 'I Finally Found Someone'.
    "Ecco... Dovrebbe essere questa. E' di Bryan Adams, duettata con Barbra Streisand" disse, mentre schiacciava 'play'.
    "Si si è proprio questa!" esclamò Avril, subito dopo aver sentito le prime due note "Voglio provare a farne una cover. Evan, sei pronto per il DUETTO?!" continuò la ragazza, con un aria giocosa, ma allo stesso tempo di sfida.
    "Ovvio!" disse lui, sorridendole "aspetta, stampo il testo".

    "Pronti?" disse Luke, pronto per registrare.
    "Si!" dissero Avril e Evan, in coro.
    "Mettetevi le cuffie..." continuò Luke "Via!"

  4. #4
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    Predefinito Re: FF: Tutto è bene ciò che finisce bene.

    Capitolo 8



    Erano circa le 9 di sera.
    "Piccola posso farmi una doccia?!" chiese Evan a Avril, che stava dando una sistemeta ai cuscini del divano.
    "E me lo chiedi anche" rispose la ragazza, in modo sarcastico.
    "Allora vado" disse lui.
    "Si ma... fai presto" lo supplicò lei, baciandolo teneramente.
    "Certo" rispose lui, correndo su per le scale.
    Avril si sedette sul divano: "Ma che diavolo mi sta succedendo" pensò sorridente.
    Pochi minuti più tardi suonò il campanello.
    "E ora chi è?!" pensò Avril, irritata.
    Il campanello suonava con insistenza.
    La ragazza aprì la porta.
    "Hey zuccherino" disse Deryck con uno strano sorriso.
    Avril non aveva la forza di parlare.
    Il ragazzo entrò e si chiuse alla porta alle spalle, per poi dirigersi verso la moglie.
    "Cosa c'è?! Non sei contenta di vedermi?" disse lui, ancora con lo strano sorriso.
    "Quando ho detto che te ne dovevi andare intendevo per sempre" sibilò Avril, irritata.
    "Che ne dici di fare un'eccezione?" disse lui, afferrandola per i fianchi e spingendola con la schiena contro il muro.
    "Lasciami stare" sibilò lei, tentando di allontanarlo.
    "E dai non fare così" sussurrò Deryck, riavvicinandosi alla ragazza "non ti voglio fare niente di male"
    "Ma tu... tu sei... UBRIACO!" esclamò la ragazza, quasi urlando.
    Lui la ignorò, e tentò di sbottonarle la camicietta.
    "DERYCK SMETTILA HO DETTO DI NO!" urlò lei, quasi piangendo.
    "Su non fare la bambina" bisbigliò lui "non è da te fare tutti questi capricci".
    "Basta ti prego smettila" disse Avril, ormai con le lacrime agli occhi per la rabbia.
    Il ragazzo fece finta di non sentire, e cominciò a baciarle il collo.
    "Smettila" disse lei, esasperata.
    Evan, udendo le urla della ragazza, uscì immediatamente della doccia, si vestì di corsa e scese precitipitosamente le scale.
    "Cosa diavolo sta succedendo qui?!" disse Evan, correndo in salotto.
    "EVAN!" urlò Avril "ti prego aiutami".
    "E lui cosa ci fa qui? Non lo sa che sei ancora mia moglie?!" disse Deryck.
    "***** lasciala stare!" esclamò Evan, allontanando bruscamente Deryck da Avril.
    "Ragazzino tu non ti immischiare" disse Deryck in tono violento.
    "Lasciala stare. VATTENE" disse Evan, al limite della pazienza "VATTENE ALTRIMENTI VA A FINIRE CHE TI SPACCO LA FACCIA" continuò, urlando.
    Intanto Avril era scoppiata a piangere, rannicchiata nell' angolino dove l'aveva spinta il marito.
    "Come mai la difendi in questo modo? Scommetto che si è fatta pure te quella tr**a!" Escamò Deryck, indicando la ragazza.
    "Non parlare di lei in questo modo!" disse Evan, tirandogli un pugno e colpendogli una guancia.
    "BASTA C***O! ANDATEVE TUTTI E DUE! LASCIATEMI DA SOLA C***O! urlò Avril, esasperata.
    "... Va bene..." disse umilmente Evan, dirigendosi verso la porta e spingendovi anche Deryck.
    "St****a non è finita qui! NON E' FINITA QUI CAPITO?" Urlò Deryck, uscendo.

    Avril continuò a singhiozzare per parecchio tempo, passarono diverse ore, poi si sforzò a calmarsi.
    "Cosa ho combinato" pensò "sono un disastro".
    "Questi sono i casi in cui bisogna fare riferimento a qualcuno con più esperienza" pensò.
    Le venne in mente sua madre.
    "No non posso raccontare tutto a lei" pensò "La deluderei troppo. Lei mi crede una ragazza modello... Meglio non sconvolgerla."
    "Ma allora con chi posso parlare?" si chiese, esasperata.
    All' improvviso un CD cadde dalla mensola porta-dischi.
    La ragazza si precipitò per raccorglielo: 'Under Rug Swept' di Alanis Morissette.
    "...Alanis..." pensò Avril.
    Avril adorava Alanis Morissette, e aveva avuto l'occasione di cantare con lei qualche anno prima: tra le due era nato subito un grande feeling.
    "Lei... Lei sarebbe... PERFETTA!" pensò Avril, sollevata al ricordo di quello che le aveva detto Alanis quando l'aveva incontrata: 'Per qualsiasi cosa, conta su di me' le aveva detto, porgendole il suo numero di telefono.
    "Bene... Devo solo ritovare quel cavolo di numero di telefono" pensò ad alta voce.

    Mentre Avril stava frugando in tutti i cassetti, borse, tasche e controllando agende e rubriche di tutti i tipi, sentì un rumore al piano di sotto.
    "Cos'è stato?!" pensò, spaventata
    Corse giù per le scale... E notò un gattino grigio di circa 2 mesi che si rotolava sul divano.
    La ragazza lo prese in braccio: "E tu come sei entrato qui?!" disse al gattino, accarezzandolo.
    Avril notò un biglietto sul collare del cucciolo:

    "So che ti senti sola... E per questo ti ho regalato questo gattino.
    Se non sbaglio ti piacciono i gatti, no?
    Quando vuoi chiamami che io vengo in un lampo.
    Evan "

    "Lo sapevo!" disse Avril con un sorrisetto malizioso. "Aspetta.. Meglio che lo chiamo. Tu aspetta qui e non fare danni in giro." continuò, rivolgenosi al micio.
    Afferrò il cellulare e digitò il numero di Evan.
    Il telefono squillò, ma non vi fu nessuna risposta.
    "E adesso perchè non risponde" pensò, preoccupata.
    Il gattino, avvertendo la preoccupazione della ragazza, cominciò a miagolare.
    Lei lo prese in braccio: "Tranquillo micio... Adesso lo richiamo" gli disse.
    Riprese il cellulare e ridigitò il numero.
    Questa volta Evan rispose subito.
    "Hey piccola scusa se prima non ho risposto ma ero sotto la doccia... Allora?" disse tutto d'un fiato.
    "Allora che?" disse lei.
    "Il regalo! Ti è piaciuto?!" chiese lui, sorridendo.
    "E'... E'... ADORABILEEEE!" disse la ragazza, accarezzando il gattino.
    "Si... Ma non quanto te" replicò Evan.
    Avril sorrise.
    "Che nome gli hai dato?!" continuò il ragazzo.
    "Ancora nessuno... Apettavo la tua opinione... dopottutto è anche tuo" disse lei, sorridendo.
    "Allora arrivo subito... anzi, prima passo a comprare qualcosa da mangiare per il gattino." disse Evan, premuroso.
    "Ok.. Ti aspetto. A dopo." disse la ragazza.
    "A dopo" rispose lui.




    Capitolo 9




    I due ragazzi erano seduti sul divano, Evan aveva in braccio il gattino.
    "Allora?! Come lo chiamiamo?!" disse Avril.
    "Decidi tu... Sei tu la 'mamma'" disse il ragazzo, ridendo.
    "Uh! Ci mancava solo 'mamma gatta' qui" disse lei, in tono sarcastico.
    "Mmmhm... 'mamma gatta'... Ti si addice" disse Evan, prendendola in giro.
    "Scemo" bisbigliò lei ridendo.
    "Sei così carina quando ridi" disse lui, poi la baciò.
    Il micio, intanto, aveva cominciato a prendere d'assalto i capelli di Avril.
    "Hey basta che così va a finire che mi stacchi le estencion" disse la ragazza al gattino, scoppiando a ridere.
    Evan sorrise.
    "Ti è venuto in mente un nome?" chise il ragazzo.
    "Ancora no" rispose lei, sconsolata.
    "Che ne dici di... Felix" propose lui.
    Il gattino cominciò a miagolare.
    "Sembra piacergli" disse Avril "Allora tu ti chiami Felix, ok? Domani ti vado a far preparare una targhetta con il tuo nome da mettere nel collare" continuò, rivolgendosi al micino.
    "Ecco.. E' qui da neanche un ora e già lo vizi" borbottò Evan.
    "Tu sta zitto" replicò la ragazza, facendo finta di essere imbronciata "e poi non eri tu a dire che sono la 'mamma'"
    "Si... ero io. E devo dire che c'ho proprio azzeccato." rispose lui, fingendo di essere serio.
    "Ma se io sono la mamma... Tu sei il papà." replicò lei, sorridendo.
    "'Papà gatto'!" esclamò il ragazzo, scoppiando a ridere.
    "No tu non sei un gatto... tu sei un orsacchiotto. Il MIO orsacchiotto." disse lei, abbracciandolo.
    "E vabbè... L'importante che sia un felino." disse Evan a bassa voce.
    "Ma l'orso non è un felino" disse lei.
    "Ah no?!" disse lui con aria di sfida "vorrà dire che io sono l'unico orso felino del pianeta." continuò.
    "Che scemenze" disse la ragazza.
    "Già" rispose lui, giocherellando con una ciocca dei capelli di Avril.
    "Ma del resto... Con te è impossibile fare un discorso serio" disse lei, mordendosi il labbro inferiore.
    "Uh! Ma senti un po' chi parla." replicò il ragazzo.
    "Si ma tu sei peggio" disse lei, dandogli un bacetto sulla fronte "Ma Felix dov'è?!" domandò lei.
    Si sentì un rumore provenire dalla cucina.
    I due ragazzi corsero per vedere cos'era successo... E videro il gattino grattare la porta del frigorifero.
    "Forse ha fame" disse Avril preoccupata.
    "Gli ho comprato i croccantini. Aspetta che li vado a prendere." disse il ragazzo.
    Evan tornò una manciata di secondi più tardi con in mano una ciotola di plastica azzurra e una scatola di croccantini per gatti.
    "Ecco qua!" disse, riempendo la ciotola di croccantini.
    "Non ne mettere troppi... se fa indigestione dopo..." disse Avril.
    "Tranquilla... Non vedi che fame che ha? Se ne mangerebbe una confezione intera senza aver problemi di digestione." disse lui, porgendo la ciotola al gattino.
    "Guardalo che carino!" mormorò Avril "aveva proprio fame!".
    "E io che ho detto" disse Evan.

  5. #5
    New Kid on TW


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    Predefinito Re: FF: Tutto è bene ciò che finisce bene.

    Mi sono stufata di postare capitolo x capitolo >_<
    Per il seguito della FF andate su questo forum FF - "Confusione&#33;" - By AnaliePsychophobia - Avril Lavigne;
    Grazie!

  6. #6
    BlackStar.
    Guest

    Predefinito Re: FF: Tutto è bene ciò che finisce bene.

    Citazione Originariamente Scritto da Cherry_Bomb Visualizza Messaggio
    Mi sono stufata di postare capitolo x capitolo >_<
    Per il seguito della FF andate su questo forum FF - "Confusione&#33;" - By AnaliePsychophobia - Avril Lavigne;
    Grazie!
    Ho letto oggi questa fanfiction, e l'ho letteralmente adorata! Ma non riescoa trovare il seguito! Dove lo trovo? Oppure sai consigliarmi fan fiction sulla coppia Avril- Evan perchè non ce ne sono in giro..

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