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Discussione: Just married

  1. #1
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    Predefinito Just married

    Salve a tutti!! Eccomi ancora qui con una nuova fanfiction Spero vi piaccia e, come al solito: BUONA LETTURA!


    Era appena finito il nostro concerto a Toronto quando Steve entrò in camerino seguito da una ragazza che mi sembrava di avere già visto da qualche parte...
    “Hey ragazzi! Guardate chi c'era là fuori a guardare il nostro concerto! Avril Lavigne! Presente la nana canadese, sempre vestita da skater, carina... Complicated... I'm with you...” “Hey! Nana a chi?!” esclamò la ragazza “Ok,ok! Ce l'abbiamo presente! Grazie per essere venuta, piacere Derick Whibley” le feci io porgendole la mano “Figurati, siete fantastici dal vivo! Piacere, Avril Lavigne” mi sorrise lei. Non so esattamente cosa mi accadde in quel momento, ricordo solo che da quella sera cominciai a sognare quel sorriso tutte le notti...
    “Piacere, Jason. Ti va di venire a prenderti una pizza con noi? Siamo affamati...” le propose Jason massaggiandosi lo stomaco brontolante “Volentieri! Emm... magari vi aspetto fuori, così vi riposate un attimo...” “No no! Ma quale riposo?! Dai vieni, Steve chiama l'autista!” esclamò Jason prendendo Avril sottobraccio e accompagnandola fuori dal camerino “Hey! Perchè devo chiamarlo io l'autista?! Uffa!”. Durante il viaggio non parlammo molto, lei tenne tutto il tempo lo sguardo fuori dal finestrino scuro, ma quando arrivammo in pizzeria ci lasciammo andare e cominciammo a conoscerci un po'. Ci divertimmo come dei pazzi, lanciandoci addirittura dietro dei pezzi di pizza, tanto che dopo poco il proprietario del ristorante ci cacciò fuori urlandoci che non gliene fregava niente di chi eravamo! Non immaginavo che una ragazza potesse essere così scatenata! Avril ci fece divertire davvero tanto, era fantastica!
    Cacciati dal ristorante, decidemmo di tornare a casa dato l'orario, ma il nostro autista non rispondeva al telefono “Ma che cavolo di autista avete?!” esclamò Avril scoppiando a ridere “Ahah! E il tuo invece? Che fine ha fatto?!” replicò Steve “Be', gli avete detto voi di fidarsi... che mi avreste portato a casa voi...” rispose lei ironica “E così faremo! Solo che... non ti fanno male le gambe vero? Abbiamo un po' di strada da fare...” borbottai io un po' imbarazzato “Per me non c'è problema, ma voi non alloggiate in quell'albergo laggiù? Non vorrete accompagnarmi fino a casa mia per poi tornare qui! Dai, chiamo il mio aut... ****a! Il cellulare...” “Avril Lavigne che dimentica il cellulare! Sei un fenomeno ragazza!” scoppiò a ridere Jason “Mmm... capita...” borbottò lei imbronciata “Va be' dai, chiamalo col mio” le dissi porgendole il mio telefono “Grazie, ma... non so il numero a memoria” da bianca come la neve divenne rossa come un pomodoro e noi tre scoppiammo a ridere come dei matti. “Perchè non resti da noi, non ho voglia di fare tutta quella strada...” propose stanco Jason “Be', se mi volete...” sussurrò Avril “Se ti vogliamo?! Una bella nana a dormire a casa nostra... credo proprio di volerlo!” esclamò Steve meritandosi un pugno sul braccio dalla ragazza. Arrivati all'albergo entrammo nella nostra camera “Oddio! Neanche la mia è ridotta così!” esclamò Avril guardando il caos nella stanza “Eheh... non abbiamo avuto tempo di sistemare! Comunque... chi è così cavaliere da cederle il letto?” chiese Jason a me e Steve, tirandosi evidentemente indietro; mi voltai verso Steve, ma nemmeno lui sembrava intenzionato a passare una notte per terra, perciò mi feci avanti io “Prendi pure il mio letto. Dovrebbe essere quel coso blu sommerso da... non ho idea di che cosa siano quelle cose...” Avril si fece largo tra il nostro casino fino ad arrivare al mio letto, poi si voltò verso di me “Emm... sicuro che non è un problema, vero? Se vuoi ci sto io per terra” “Ma figurati! Piuttosto, hai dietro un pigiama? Vuoi fare una doccia?” “Be', purtroppo non viaggio con un pigiama nella borsa, ma una doccia la faccio volentieri” sorrise lei. Cavolo, ancora quel sorriso! “Ti... ti presto una mia felpa allora...” borbottai un po' stordito “Grazie ancora! Mi sa che dopo stasera ti devo un favore amico!” esclamò lei seguendomi.
    Le porsi una mia felpa (la più bella che avevo, per far bella figura...) e un paio di boxer.
    Intanto che lei si faceva la doccia, noi tre cercammo di mettere un po' in ordine la stanza “È forte, non trovate?” chiese Steve “Già, è fantastica” sospirai io “Hey! Terra chiama Derick! Non ti starai mica innamorando, eh?” rise Jason “Oh! Il nostro sentimentalone!” canticchiò Steve per prendermi in giro “Ma che dite! Piantatela! Era solo un parer...” appena vidi Avril uscire dal bagno persi le parole.
    Era buffissima: la felpa le era abbondantemente larga e i boxer non si abbinavano molto al colore della felpa, ma lei riusciva comunque ad essere...perfetta. “Ehm...forse è meglio se te ne presto una delle mie che sono un po più piccole” sorrise Steve osservandola divertito “No! Questa va benissimo!” scattò subito lei “Hey! Ti ci sei già affezionata?!” “Mi piace. È morbida e... profumata...” rispose lei un po' imbarazzata “Vedi Steve?! Ha già capito che le tue puzzano!” esclamai io per farla ridere “Simpatico! Va be', io dormo, eh. Buonanotte!” “Buonanotte!”. Avril si accucciò sul mio letto, mentre io mi sdraiai per terra da parte a lei.

  2. #2
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    Non riuscii ad addormentarmi e qualche ora dopo mi alzai per andare a bere un goccio d'acqua. Maledetto albergo! Possibile che non ci fosse un tappeto?! Avevo la schiena a pezzi... Quando tornai a coricarmi mi incantai ad osservare Avril. Cavolo era bellissima... era rannicchiata con le braccia intorno alle ginocchia e sembrava che stesse annusando la felpa. Ma davvero profumava così tanto?! Comunque, era la cosa più dolce che abbia mai visto in tutta la mia vita e, incapace di toglierle gli occhi di dosso, mi sedetti per terra e appoggiai la testa sul letto in modo da poterla guardare. Non so se rimasi sveglio a contemplarla o se mi addormentai, perchè vidi il suo volto tutta la notte e mi parve di sognare.
    Il mattino seguente aprii gli occhi e la trovai sveglia ad osservarmi “'Giorno” mi sorrise. Mi tirai su un po' imbarazzato “Scusa, ma... era un po' scomodo laggiù...” “Tranquillo. Dovevi svegliarmi, avremmo fatto cambio!” esclamò stiracchiandosi “Ma va! Chi farebbe dormire una bella ragazza per terra?! Jason e Steve dormono ancora?” “Già, sembrano due angioletti...” “Solo quando dormono” borbottai io “Eheh! Credo che quando dormono le persone rivelino il loro lato più vero... loro due sono terribili, ma in fondo sono dolci. E anche tu prima sembravi... un bimbo” mi spiegò pensierosa “Un bimbo, eh? Tu sei strana ragazza...” scrollai la testa “Hai proprio la profondità di un piatto...” commentò Avril facendomi la linguaccia “E il mondo mi adora!” risi io dandole una cuscinata.
    Quando ci fummo tutti lavati e vestiti chiamai il nostro autista e feci accompagnare Avril a casa “Grazie di tutto e scusate il disturbo” “Ma quale disturbo?!” sorrise Steve “Ah! La felpa! Per poco non me la portavo a casa! Grazie Derick” esclamò Avril porgendomi la felpa grigia e bianca che teneva tra le braccia “Tienila tu... magari non è il caso di metterla per uscire, ma oggi pomeriggio noi partiamo per Montreal e non ci vedremo per un bel po', perciò... tienila per ricordo” balbettai un po' impacciato “Davvero? Grazie!” la vidi alzarsi in punta di piedi e darmi un bacino sulla fronte “Hey! Cos'è sto favoritismo! Ci siamo anche noi!” esclamò Jason. Avril diede un bacio anche a loro due, che la salutarono e tornarono in camera a preparare le valigie, mentre io rimasi fuori dall'albergo ad aspettare l'autista insieme a lei. Dopo un minuto di silenzio lei si voltò verso di me e mi porse il suo polsino “Così mi ricorderai anche tu” sorrise “Grazie, anche se credo che sarà veramente difficile dimenticarti” sussurrai mettendomelo al polso. “Grazie ancora di tutto! Mi sono divertita un sacco con voi! Buon concerto a Montreal” esclamò salendo in macchina appena arrivò l'autista “Grazie a te! Ciao Avril!” le chiusi la portiera e la osservai andare via.

  3. #3
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    Nei giorni seguenti ci spostammo in tutte le città più belle dell'intero Canada per i nostri concerti. Fu meraviglioso, eppure sentivo che c'era qualcosa che non andava... che avrei voluto essere da un'altra parte. “Derick! Hey! Jason, questo si è rin*******ito...” esclamò Steve guardandomi preoccupato “Ma dai! È perchè non usi le maniere adatte, guarda come si fa!” Jason si avvicinò a me, mi diede un forte colpo dietro al collo e corse dov'era seduto prima “Ma che c***o fai?!” esclamai dolorante “Amico, tu non ci sei più con la testa! Che cos'hai?” mi chiese
    Steve sedendosi di fronte a me “Lo vorrei tanto sapere anch'io...” borbottai triste “Capito: ti manca Avril” sorrise lui guardando il polsino che continuavo ad accarezzare “Ma no! Insomma, l'ho a malapena conosciuta!” “Eppure ti manca” insistette lui “Ascolta, stasera è l'ultimo concerto, cerca di godertelo. Domani mattina poi torneremo a Toronto a trovare Avril, ok?” mi fece dandomi una pacca sul braccio “Ok, grazie ragazzi... siete degli amici” sorrisi grato “Emm... Va be' che sei innamorato, ma cerchiamo di non lasciarci prendere la mano con ste smancerie!” esclamò Jason disgustato.
    E così mi godetti il mio ultimo concerto e il mattino seguente ci dirigemmo a Toronto. “Ma dove c***o abita sta ragazza?!” esclamò Steve guardando fuori dal finestrino “È Avril Lavigne, che ti aspettavi?! Che abitasse in centro città?!” rispose Jason continuando a tamburellare sul sedile con le dita.
    Quando arrivammo suonammo al citofono e ci rispose una voce maschile “Chi è?” “Siamo i Sum41” risposi “Se, come no... senta signore, non abbiamo tempo da perdere con gente come voi, ok?” “Siamo davvero i Sum41! Ci sarà una telecamera di sicurezza qui in giro, no? Ci guardi!” esclamai innervosito “Chi è?” sentii una ragazza parlare con l'uomo, poi chiese al citofono “Der, sei tu?” “Sì, porca miseria!” e dopo pochi secondi il cancello si aprì mostrandoci una villetta bianca circondata da un ampio giardino fiorito.
    Avril ci fece accomodare in casa e si scusò per la sua guardia del corpo “Una volta una ragazza si è travestita da Paris Hilton per poter entrare... eheh, come se io facessi entrare Paris Hilton in casa mia!” rise porgendoci un bicchiere di birra “Be', la nostra guardia del corpo passa la giornata in giro a fare non so che cosa...” borbottò Jason “Ragazzi ma siete dei barboni!” esclamò lei prendendoci in giro “Appena assumiamo una guardia del corpo decente vieni a trovarci a casa nostra...” le sorrise Steve guardandola male “Dai scherzo! Comunque, cosa vi porta qui?” “Ci mancavi...” sorrise Jason voltandosi verso di me “Già! A tutti e tre!” aggiunsi guardandolo male. Avril sembrava non ascoltarci, stava fissando il mio (suo) polsino con uno strano sguardo... un misto tra sorpresa e tenerezza... “Be'...a te come va?” le chiesi imbarazzato “Mmm? Ah! Bene bene, grazie! Il nuovo album sta andando alla grande e tra poco inizierò il tour” sorrise eccitata.
    Dopo pochi secondi la guardia del corpo di Avril entrò in cucina e le annunciò l'arrivo di un certo Evan “Bene! Fallo entrare!” esclamò lei. Ed ecco entrare in casa un ragazzo alto e biondo, che la abbracciò e ci guardò confuso “I Sum41?” “Eh già! Evan ti presento Jason, Steve e Derick... Ragazzi lui è Evan Taubenfeld, mio chitarrista, corista e migliore amico” ci stringemmo la mano e ci sedemmo tutti in salotto a chiacchierare. Sembrava un ragazzo simpatico, anche se il fatto che fosse il migliore amico di Avril mi fece rimanere un po' perplesso; da quando una ragazza ha un migliore amico?! Di solito le ragazze hanno UNA migliore amicA! “Be', adesso devo andare... ciao a tutti, lieto di avervi conosciuti ragazzi!” fece alzandosi dopo un'oretta “È stato un piacere!” rispondemmo noi stringendogli la mano “Vai di già?!” gli chiese Avril “Eh sì, sono le undici, lo sai...” “Giusto! Ok, ciao Ev” un altro abbraccio ed Evan se ne andò lasciandoci di nuovo soli con Avril. “Dovremmo andare anche noi...” si alzò Steve “Davvero? Ma dai rimanete ancora un po'!” esclamò lei “Davvero, abbiamo un po' di roba da fare... comunque ti verremo a trovare ancora, se ci vuoi” le sorrise Jason “Va bene... Ah! Derick, puoi venire un secondo in cucina?” mi voltai confuso verso Jason e Steve, che mi fecero l'occhiolino, poi la seguii nella stanza accanto. “Girovagando in Internet ho letto che domani è il tuo compleanno, giusto?” mi chiese timidamente “Già...divento vecchio” sorrisi “Ma va! Comunque... tieni, questo è per te. Scusa, ma faccio abbastanza schifo coi regali” mi porse un pacchettino verde con in cima un fiocchetto blu e io lo presi stordito “Grazie... non dovevi Avril!” esclamai stupito “Figurati! Dopo la notte sul pavimento che ti ho fatto passare, era il minimo che potessi fare!” sorrise lei incosciente del fatto che quella fu la notte più bella della mia vita. “Ehm...Ascolta...non è che... vorresti uscire con me, una di queste sere...una cenetta...” borbottai impacciato “V...volentieri!” rispose sorpresa “Bene! Facciamo sabato sera?” “Sabato sera” “Alle otto?” “Alle otto” “Ti passo a prendere io?” “Passami a prendere tu” “Con la...” “Derick!” “Ok, scusa... ci vediamo sabato allora...” scoppiammo a ridere, poi me ne andai insieme a Jason e Steve.

  4. #4
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    In macchina Jason continuò a fissare il pacchettino che mi aveva appena dato Avril per poi chiedermi impaziente “E dai! Lo apri o no sto regalo?!” lo guardai male, poi iniziai a scartarlo curioso. Non so perchè, ma avevo il cuore che batteva a mille...di solito sono abbastanza indifferente ai regali...Quando finalmente riuscii a stracciare la carta tirai fuori il regalo e sorrisi: era una felpa nuova, nera con un teschio sorridente in mezzo. “Ehm... io non ci capisco molto di ste robe, ma per me cominci a piacergli!” sorrise Jason “Ma va! Guardala bene e poi guarda me, ti pare normale che a una così piaccia uno come me?” risposi “Convinto tu... ma io sono d'accordo con Jason” si intromise Steve osservando la felpa. Per il resto del viaggio pensai a ciò che mi avevano appena detto i miei amici, senza però riuscire a convincermene. Mi sembrava troppo stupido e troppo... bello. Nella mia vita l'unica fortuna che ho avuto è quella di avere una carriera, dei soldi e due grandi amici, per il resto ho sbagliato tutto. A partire dalla dose di droga che mi facevo fino a qualche tempo fa, fino a tutte le persone che ho allontanato perchè trasformato in una specie di mostro... Avril era davvero troppo per uno come me.
    Quella settimana fu terribile, contai i giorni fino al fatidico sabato sera!
    Alle otto in punto ero davanti al cancello di casa sua, impaziente, agitato... ma che cavolo mi stava succedendo?! Dopo un minuto eccola uscire, splendida nella sua semplicità: aveva i capelli sciolti, indossava una felpa grigia con qualche stella qua e là, un paio di pantaloni larghi neri e delle All Star. Insomma: era fantastica. “Ciao!” mi sorrise “Ciao!” “Ehm... ci porta il tuo autista?” “Sì” “Oddio...” sussurrò tesa “Hey! Il mio è un grande autista!” replicai “Quando mi ha portato a casa stavamo per schiantarci contro un camion!” esclamò lei “Bah, sarà stata solo una tua impressione...” mi fece la linguaccia e scoppiammo a ridere, e dopo un attimo di esitazione riuscii a farla salire in macchina. Non so come, ma riuscì a convincermi ad entrare in un ristorante cinese. Io odio il pesce! Passai comunque una serata fantastica. Usciti dal ristorante cominciò ad implorarmi “Ti scongiuro non farmi salire di nuovo su quella macchina! Chiamiamo un taxi, chiamiamo il mio autista, andiamo a casa a piedi, ma non chiamiamo il tuo autista!” la guardai divertito, era dolcissima “Va bene, va bene! Che ne dici di due passi fino a casa allora?” proposi “Ci sto!” sorrise lei grata “Povero il mio autista, se gli dicessi come me lo tratti ci rimarrebbe male... lui ti adora!” “E anch'io lo adorerei se non mi facesse rischiare di perdere la vita quando mi da un passaggio!” esclamò scoppiando a ridere. Adoravo quella risata! Era buffissima...
    Cominciammo a camminare e mi accorsi che ogni tanto Avril lanciava un'occhiata al mio (sempre suo) polsino “Lo... lo rivuoi?” le chiesi dopo un po' “Cosa?” mi fece lei sorpresa “Il polsino. Ho visto che lo guardi e...” “Ma no! Figurati! Solo che... è carino che tu lo porti...” rispose timidamente “Eheh... già, non lo tolgo mai! E tu invece ogni tanto hai il coraggio di indossare la mia felpa?” le chiesi ridendo “Tutte le sere...” sussurrò abbassando lo sguardo. Senza rendermene neanche conto le accarezzai i capelli e per un attimo ci guardammo negli occhi “E...ti è piaciuto il regalino?” mi chiese schiarendosi la voce “Sì! Mi piace molto, è bellissima!” sorrisi. Arrivati davanti al cancello di casa sua, trovammo la sua guardia del corpo aspettarla “Se ti chiede qualcosa digli che ci ha accompagnato il tuo autista e che ti sta aspettando là sulla strada, mi raccomando. Se scopre che ho fatto tutta quella strada a piedi di notte mi fa una ramanzina che non finisce più!” mi sussurrò a bassa voce “Tranquilla” “Signorina Lavigne! Non mi dica che siete tornati a piedi! Lo sa che lei non dovrebbe mai andare in giro senza di me! Soprattutto a quest'ora!” esclamò l'uomo “Ci ha portati il suo autista Bob, tranquillo! E poi piantala con sta 'signorina Lavigne', ti ho già detto di chiamarmi Avril!” “Va bene... Avril” borbottò lui “Vai pure dentro, arrivo subito” gli sorrise la bionda. Osservammo l'omone entrare in casa e all'improvviso sentii una forte fitta allo stomaco “Hey! Stai bene?” mi chiese Avril guardandomi preoccupata “No...devono essere stati i pesci...” borbottai dolorante “Cavolo! Scusa! Potevi dirmelo!” esclamò mortificata “Hey! Io te lo avevo detto che il pesce mi faceva schifo! Ahia!” mi voltai di scatto e vomitai. “Ehm... dai, vieni dentro” mi abbracciò e mi accompagnò in casa. MI fece stendere sul suo letto e mi sistemò un secchio lì da parte nel caso vomitassi di nuovo “Tieni, prendi questa” mi porse un bicchiere e una pastiglia e mi tolse le scarpe “Grazie...” sospirai mandandola giù. Mi lasciò solo un attimo e io mi persi a guardare la sua camera. Era stranamente piccola, le pareti erano rosa e attaccate ad essere c'erano un sacco di foto di lei con la sua band e vari personaggi famosi. Sul comodino da parte al letto c'era una cornice con all'interno la foto della sua famiglia e i suoi due cd. Dopo qualche minuto Avril rientrò e si sedette accanto a me “Come va?” “Meglio...scusa lo spettacolo di prima...” “Ma piantala! Stai tranquillo. Sicuro che va meglio? Sei bianchissimo e scotti!” mi sfiorò la fronte ed ebbi un brivido “Davvero, sto meglio! Ho solo un po' di nausea...” le sorrisi “Ok. Forse è meglio se ti fermi qui per stanotte, però. Sono quasi le tre” “Guarda, se non ti do fastidio, rimango volentieri” borbottai sentendo che stavo per vomitare un'altra volta “Nessun fastidio!” forse mi lesse nel pensiero perchè fu lei a passarmi il secchio!
    Avril passò tutta la notte seduta sulla poltrona accanto a me e quando chiusi gli occhi sentii il suo tocco delicato accarezzarmi il volto. Ok, forse la conoscevo da poco, ma mi ero veramente innamorato di quella ragazza...

  5. #5
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    Il mattino seguente, quando aprii gli occhi mi sentivo già meglio e vidi Avril ancora addormentata. Mentre dormivo si era andata a mettere il pigiama e mi incantai a guardarla: era rannicchiata sulla poltrona con un pigiamino azzurro e mi accorsi solo in quel momento che teneva una mano nei miei capelli... Quando si svegliò mi guardò un attimo persa, poi evidentemente ricordò il motivo per cui dormivo nel suo letto e mi sorrise “Meglio?” “Meglio” risposi. Levò timidamente la mano e si stropicciò gli occhi azzurri “Scusa se ti ho fregato il letto e... grazie per la compagnia” sussurrai stiracchiandomi “Di nulla! Non ce la facevo a lasciarti qui da solo, sembravi un bimbo ammalato...” “Ancora con sta storia del bimbo?!” scoppiammo a ridere, poi mi alzai e mi andai a fare una doccia prima di tornare al mio albergo.
    Avril mi impedì di chiamare il mio autista esclamando che mi avrebbe fatto stare male di nuovo, perciò mi “prestò” il suo.

    Arrivato in albergo trovai Jason e Steve aspettarmi in camera con un sorrisetto furbo “Mmm... passata la notte da Avril, eh...Dai raccontaci campione!” “Ma che cavolo andate a pensare?! Siete sempre i soliti maiali voi!” esclamai indignato “E allora che cosa avresti fatto?” chiese Steve poco convinto “Dormito e...” “E?...” “E vomitato” conclusi imbarazzato. I due scoppiarono a ridere “Come?!” esclamò Jason incredulo “Be', ci siamo fermati a mangiare in un ristorante cinese... pesce... poi siamo andati a casa sua a piedi e quando siamo arrivati le ho vomitato fuori dal cancello. Mi ha portato in camera sua, dove ho vomitato ancora, e ho dormito lì” spiegai facendoli ridere ancora di più “Bel primo appuntamento amico!” rise Jason “Dai! Che b******i che siete! Comunque... per me è stato bellissimo. Pensate che mi è rimasta accanto tutta la notte ad accarezzarmi!” sospirai sognante “Visto? Gli piaci Der! Non puoi più negarlo!” sorrise Steve dandomi una pacca sulla spalla “Sarebbe fantastico...” sussurrai.

    Dopo quella sera io ed Avril uscimmo altre volte, evitando i ristoranti cinesi, fino a quando un giorno mi telefonò e mi disse che avrebbe cominciato il suo tour il giorno seguente e che quindi sarebbe partita la mattina dopo. Ci invitò per un'ultima cena a casa sua e per tutta la serata non riuscii a spiaccicare parola. Quando io, Jason e Steve stemmo per salire in macchina, Avril mi bloccò per un braccio e mi impedì di entrare “Tranquilla, starà attento!” sorrisi triste riferendomi all'autista “Non...non è per questo. È che ti ho visto strano stasera, che hai?” mi chiese guardandomi negli occhi. Cercai di inventarmi una scusa, ma alla fine sbuffai e le dissi la verità: “Il punto è che... non voglio che tu parta. Sento già la tua mancanza dopo due giorni che non ti vedo e ho paura di non resistere così tanto tempo lontano da te!Da quando ti ho incontrata non riesco a non pensarti e quando non ci sei mi sento vuoto... come se tutto nella mia vita dipendesse da te...” Avril restò a fissarmi un attimo, poi si avvicinò e mi baciò. In quel momento non capii più niente, chiusi gli occhi e vidi tutti i momenti passati con lei... ero l'uomo più felice del mondo! “Ti giuro che è la prima volta che vorrei rinunciare ad esibirmi... vorrei stare qui con te, ma purtroppo non è possibile. Non so cosa tu mi abbia fatto, ma quando sto con te mi sento come se fossi a casa... in un mondo lontano da tutto e da tutti... Ogni tanto se mi sento sola mi metto la tua felpa e quel tuo maledetto profumo mi fa perdere la testa...” mi sussurrò incredula e io la baciai di nuovo “Sei riuscito a farmi innamorare” mi sorrise restando aggrappata al mio collo “Dio... Te lo farei ripetere all'infinito!” esclamai stingendola talmente forte da sollevarla da terra.

  6. #6
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    Tutto questo accadde 5 anni fa. Da quel momento non ci lasciammo più e 3 anni fa, presi una decisione...
    Ero steso sul letto di camera mia e Jason e Steve mi osservavano preoccupati “Der, che hai? Sembri in trance!” esclamò Jason “Io la sposo” annunciai ancora pensieroso “CHE COSA?!!” gridarono i due svegliandomi “Hey amico! Ma ti sei rimbecillito?! Tu non sai quello che dici...” borbottò Steve scandalizzato “Perchè?!” chiesi perplesso “Ma hai idea di che cosa porta il matrimonio? Il matrimonio porta noia, fede, litigi, mutui, talvolta anche figli! Il matrimonio ti toglie ogni divertimento... Avril comincerà a dirti che vuole passare più tempo con te, che non puoi passare la vita a divertirti, che avete delle responsabilità in quanto sposati...” poi continuò Jason “Comincerà a vestirsi da brava casalinga, ti toglierà persino la birra dal frigo e ti dovrai scordare i completini sexy che ti concede quando la vai a trovare... Non sentirà più il bisogno di uscire a divertirsi e la notte dovrai abituarti all'idea di vederle il bel visino ricoperto da una crema verde puzzolente per mantenere la pelle giovane!” restai un attimo sotto shock, poi esclamai “Che ne sai tu dei completini sexy?! Comunque Avril non è così, lei è diversa!” “Derick, Derick, Derick... tu sei accecato da questa bella, giovane, spensierata skater, ma vedrai che appena le avrai messo l'anello al dito da skater passerà a... moglie” mi spiegò Steve con una smorfia sull'ultima parola “Ma io la amo! Voglio passare tutta la mia vita con lei! E poi il matrimonio non è come dite voi...” i due scoppiarono a ridere, poi tornarono seri e si avvicinarono a me “Ascoltaci: pensaci bene Derick prima di prendere decisioni così grosse, ok? Potresti pentirtene per tutta la vita” cavolo riuscirono a spaventarmi! Per qualche sera sognai Avril col volto coperto da una strana crema verde puzzolente, vestita con una lunga gonna rosa, intenta a spolverare e pulire di qua e di là starnazzando come un'oca...
    Qualche giorno dopo però Avril mi venne a trovare ed eliminai quella stupidissima e soprattutto improbabile immagine di lei. Avril non era così, lei era fantastica e sapevo che non sarebbe diventata un mostro come tutte le altre (va be' dai, quasi tutte le altre...). Però preferii pensarci ancora un po' su...

    Un sabato pomeriggio decidemmo di andare al lunaparck e fu una giornata meravigliosa... Avril volle far passare tutte le giostre e la vidi divertirsi come una bambina. Per poco non me la portava via un coniglio gigante! C'era questo pover uomo travestito da coniglio gigante rosa che salutava e regalava palloncini colorati a tutti; gli chiedemmo di fare una foto con noi e appena abbassai lo sguardo sulla macchina fotografica per vedere com'era venuta, lui prese in braccio Avril e cominciò a correre! Prima che potessi intervenire io, Avril lo spinse a terra e lo pestò di brutto! Ve l'ho già detto che amo quella ragazza?
    Ogni tanto qualcuno ci fermava a chiederci un autografo e noi accontentavamo tutti con un mega sorriso.
    Ci fermammo a mangiare in un chiosco all'interno del lunapark e cominciammo a chiacchierare “Hai mai avuto qualche storia prima di me?” mi chiese mettendo in bocca una patatina fritta “Nessuna storia seria, tutte storielle da due giorni...tu?” “Solo una” mi rispose “Ah... e con chi?” mi incuriosii “Con uno della vecchia band”
    Ah! Mi ero dimenticato di dirvi che la band di Avril si sciolse finito il tour del 2004, motivo: volevano una carriera tutta loro... Ok, adesso continuo a spiegare la nostra chiacchierata...
    “Evan, giusto?” chiesi un po' infastidito “Evan?! No! Ma va!” scoppiò a ridere lei “Ah no? Sembrate così affiatati...” borbottai “No, davvero! Evan è il mio migliore amico, come un fratello. È da quando iniziai a cantare che mi sta accanto, gli voglio molto bene... però no, mai stata insieme” “Ok... e con chi allora?” “Con Jesse, il secondo chitarrista” mi rispose “È durata molto?” le chiesi con aria indifferente “No...direi di no. È stato bello, ma non eravamo poi così innamorati, era una storiella” spiegò pensierosa “E...per te questa cos'è?” “Questa per me non è affatto una storiella Derick” mi rispose seria e io decisi di raccontarle una cosa “Solo che... vorrei che sapessi una cosa Av...” sospirai “Dimmi” si preoccupò lei “Qualche... qualche anno fa facevo uso di droga” sbottai sofferente “Ah...” sussurrò con una strana espressione. Mi pentii subito di averle parlato di quel maledetto periodo “Però ne sei uscito, no?” mi fece “Sì, ma quando...quando c'ero dentro non ho fatto proprio delle belle azioni. Ho trattato male tutti i miei amici, i miei cari... se ci ripenso mi viene voglia di vomitare! Per questo se adesso tu mi dicessi che non te la senti di continuare, io ti capirei benissimo” le spiegai con lo sguardo basso. Lei tacque un secondo, poi mi accarezzò il viso e mi guardò negli occhi “Ammetto che a me sta storia della droga non va molto giù, però voglio che ora tu mi prometta che non ci cascherai mai più, perchè ti amo e non ho intenzione di perderti per una c*****a del genere” “Avril, io ti giuro, ti prometto che quella roba non farà mai più parte della mia vita... ora ci sei solo tu” le sussurrai deciso. Mi baciò, poi la lasciai un attimo lì da sola e corsi via... avevo preso la mia decisione. Entrai di nascosto nella cabina dove si controllavano tutte le telecamere, i microfoni e gli altoparlanti e, dopo aver persuaso le due ragazze che ci lavoravano, feci dare un annuncio che si potesse sentire in tutto il lunapark: “La signorina Avril Lavigne è desiderata sulla pista da ballo posizionata al centro del lunapark”; lì infatti era una zona dove si esibivano delle orchestrine e dove i visitatori potevano liberamente salire in pista e ballare. Sperando che Avril seguisse quelle indicazioni, mi precipitai alla pista e chiesi all'orchestrina di suonare una canzone che amavo e che ogni volta che la sentivo mi faceva pensare a lei: Iris. Poi mi fermai dal ******o coniglio gigante e mi feci dare tutti i palloncini che aveva (all'iniziò rifiutò, ma io lo minacciai che stava per arrivare la mia ragazza e me li ha regalati). Li legai alla scatolina contenente l'anello che ormai mi portavo dietro da un po' e li posizionai al centro del palco pregando che non mi volassero via con l'anello. Sopra a un palloncino a forma di cuore scrissi un messaggio, poi finalmente vidi Avril arrivare e mi andai a nascondere.
    Salì sul palco, si avvicinò ai palloncini e lesse il messaggio ad alta voce, osservata dall'intero lunapark (compresi gli addetti) che si riunì intorno alla pista: “Hey Avril! Scusa per tutta sta sceneggiata, ma per una ragazza speciale come te ci vuole una richiesta speciale. Esatto, una richiesta. In questi anni tu mi hai mostrato una persona fantastica, unica, perfetta... Una ragazza solare, con qualche ombra qua e là, ma sempre piena di energia. Una ragazza che col suo sorriso, la sua buffa risata, i suoi occhi dolci, mi ha fatto perdere completamente la testa. Fino a qualche tempo fa non avrei mai pensato di potermi innamorare, eppure sei arrivata tu... ed eccomi qua. Credo che avrai notato la scatolina legata ai palloncini generosamente offerti dal tuo amico coniglio, be': aprila e voltati” eseguì gli ordini e la raggiunsi accompagnato dalle dolci note di Iris, per poi inginocchiarmi di fronte a lei e chiederle dolcemente: “Avril Ramona Lavigne, mi vuoi sposare?” Avril si asciugò una lacrimuccia ed annuì incredula. Mi alzai e la strinsi a me “Ti amo” “Anch'io” e così cominciammo a ballare stretti uno all'altra, tra le mie, le sue e le lacrime dell'intero lunapark.

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    Ci sposammo di lì a pochi mesi con una cerimonia molto intima tra soli parenti e amici, niente media. Avril volle chiedere al mio autista di essere lui a portarla in chiesa e lui accettò subito quasi commosso. Avril se ne pentì presto: infatti a 2 minuti dalla cerimonia, Clarck (il mio autista) la portò nella chiesa sbagliata... A parte quel piccolo inconveniente, tutto filò liscio e passai il giorno più bello della mia vita! Ma ora ve lo racconto meglio...

    Ore 5:30 del mattino – camera mia
    “Derick, la cerimonia inizia alle dieci, ti prego lasciaci dormire...” borbottò Steve quando lo svegliai “Dai ragazzi! È tutta la notte che non riesco a chiudere occhio e poi questa è l'ultima mattina che passeremo insieme!” esclamai dandogli uno scrollone. Entrambi si tirarono su storditi “Derick, te lo chiediamo un'ultima volta: sei veramente sicuro di quello che stai per fare? Hai preso in considerazione il fatto che siete entrambi dei cantanti e che passerete dei lunghi periodi senza vedervi?” mi chiese Jason “Sì e non c'è problema, ne abbiamo già parlato e anche lei capisce la situazione. Vi giuro che non sono mai stato tanto convinto di voler fare una cosa!” risposi “Va bene allora. Sei agitato futuro maritino?” mi stuzzicò Steve “No, davvero! Sono tranquillissimo” sorrisi.
    Poche ore dopo dimenticai quella frase... Ero nella mia camera con mia madre, le mie due sorelle, Steve e Jason ed ero agitatissimo! “Derick Whibley! Se non stai fermo giuro che ti infilo questo ago su per il...” “Mary!” esclamò mia madre rivolta a mia sorella, che stava tentando di aggiustarmi il vestito “Come stai?” mi chiese guardandomi preoccupata “Sei bianchissimo Der!” “Sto...sto bene. Sto benissimo... Mi gira un po' la testa,ma sto benissimo...” farfugliai “Crede che ci arriverà all'altare?” chiese Steve a mia madre “Tranquilli, è solo un po' di panico pre-matrimonio” sorrise lei “Non avrei mai pensato che questo giorno sarebbe arrivato così presto... Il mio bimbo che si sposa! Quante me ne hai fatte passare! Ma dimmi una cosa, Der: com'è Avril? È carina?” infatti non avevo ancora presentato Avril alla mia famiglia e mia madre non sa nulla di musica e televisione perciò non l'ha mai vista o ascoltata “Be', gnocca è gnocca...” rispose Jason al posto mio meritandosi uno spintone “È la ragazza più bella del mondo, vedrai mamma! Papà dov'è?” chiesi rendendomi conto solo ora della sua assenza “È da Avril, voleva conoscerla prima del matrimonio dato che tu non ti sei nemmeno degnato di presentarcela!”rispose acida “Mary vorrei arrivare vivo in chiesa!” esclamai contro mia sorella, che mi stava bucando dappertutto con l'ago “Non rompere le palle! Continui a tremare!”. In effetti stavo malissimo, avevo la nausea e sentivo che presto mi sarebbe scoppiato il cuore a furia di accelerare i battiti!

    Ore 9:40 – Chiesa
    “Hey Der! Ho conosciuto Avril! Bravo ragazzo, sono fiero di te. Neanch'io sono riuscito a trovarne una così bella...Ahia Lois!” esclamò mio padre, preso a borsettate da mia madre. Ero davanti la chiesa circondato dai miei parenti, ancora tremante. Vidi due signori venirmi incontro e li riconobbi dalla foto che Avril aveva in camera sua: i suoi genitori. “Salve Derick, io sono la mamma di Avril, Judy” “ E io il papà, John” mi porsero la mano sorridenti “Piacere! Lieto di conoscervi! Anche se un po' tardi...” i due risero “Tranquillo, Avril ci ha parlato talmente tanto di te che è come se già ti conoscessimo! Avril arriverà a momenti, sei pronto?” mi chiese sua madre “Sono un po' agitato, ma pronto” risposi cercando di controllare il tremolio della voce “Eheh! Un po'?! Dai stai tranquillo, il matrimonio è una delle cose più belle che possono accadere nella vita!” detto da due divorziati non era molto rassicurante, ma annuii comunque facendo finta di niente “Lo so, ma... è un passo importante, sapete. È la prima volta che prendo una decisione così grande” “Non ti preoccupare Der, posso chiamarti Der? Comunque, si vede benissimo che siete entrambi pronti! Siamo stati da nostra figlia prima ed era agitata come te! Non sai che fatica sistemarle il vestito! Ma c'è un'altra cosa che avete entrambi: il bagliore negli occhi. Quel bagliore di chi sta per fare ciò che desidera di più al mondo. E ti dobbiamo ringraziare... non l'abbiamo mai vista così felice!” abbracciai entrambi, grato per essere riusciti a tranquillizzarmi un po', poi entrai in chiesa.

    Ore 10:00 – Chiesa
    Ok, era arrivato il momento, ma di Avril nemmeno l'ombra! Tutti gli invitati avevano già preso posto sulle lunghe panchine in legno e io ero davanti all'altare con i testimoni, mentre le damigelle aspettavano la sposa davanti la Chiesa. Avril e io avevamo deciso che i testimoni sarebbero stati Jason, Steve e Matt (suo fratello), mentre le damigelle sarebbero state Michelle (sua sorella) e le mie due sorelle. Avril mi chiese di poter essere accompagnata all'altare da Evan e non da suo padre come da tradizione, perchè diceva che era la persona che più gli è stata vicina al mondo e lo voleva accanto anche in questa occasione. Io aspettai un attimo ad accettare, poi però vidi che lei ci teneva davvero tanto e poi pensai che comunque la stavo per sposare per cui non c'era alcun pericolo, e le risposi di sì.
    Accidenti! Perchè non arrivava?!

    Ore 10:10 – Ancora in Chiesa dannazione!
    Avril non era ancora arrivata e il prete cominciava ad innervosirsi. Lui?! Per un attimo pensai che fosse fuggita con Evan e cominciai a tremare di nuovo all'idea di averla persa. Ma ecco finalmente spalancarsi il portone della Chiesa!
    Non riuscii a capire se era il sole o se fosse Avril a brillare così tanto...Intanto si udì l'urletto felice di mia madre, che si voltò verso di me e mi sussurrò senza parlare: “È bellissima! Bravo!”
    Vidi le damigelle spargere petali di fiori d'arancio qua e là seguite da Avril e da Evan che la teneva sotto braccio. E quando i miei occhi si posarono sulla sposa, mi mancò il respiro... Era bellissima con l'abito bianco, i capelli lunghi biondi lungo le spalle coperti dal velo e gli occhi ancora più azzurri del solito... Per un attimo pensai di essere morto, di aver raggiunto il Paradiso!
    Quando Avril mi raggiunse si alzò in punta di piedi e diede un bacio sulla guancia ad Evan, che le sussurrò “Vai piccola” e si andò a sedere insieme agli altri invitati; poi si voltò verso i testimoni e scoppiò a ridere: stavano piangendo! Scrollai la testa divertito, le porsi la mano e ci avvicinammo al prete.
    Durante la cerimonia non riuscii a scollare i miei occhi dai suoi e tremavo così tanto che ci misi quasi un minuto a metterle l'anello al dito!
    Usciti dalla chiesa e bombardati da chicchi di riso (Avril rincorse Steve e Jason picchiandoli col delicato mazzo di bouquet per averle rovesciato un intero sacchetto di riso in testa!) ci dirigemmo tutti a casa dei genitori di Avril per il banchetto.

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    Ore 14:30 – Casa dei genitori di Avril
    Mi abbuffai come un maiale fino al momento della giarrettiera...
    Incoraggiato dal “Oh....” degli invitati, tolsi la giarrettiera a Avril coi denti e mi stupii di quanto avessi fatto in fretta “Accidenti Judy! Ma non poteva farmela con le gambe un po' più lunghe?!” esclamai facendo scoppiare a ridere sua madre e meritandomi un pugno da Avril. Ma la cosa più divertente fu il lancio del bouquet!
    Ci spostammo tutti in giardino e le donne presero posto davanti a Avril, che si voltò e si coprì gli occhi con la mano. Come si guardavano! Erano tutte lì pronte a fare un salto di 10 metri e mezzo pur di riuscire ad afferrarlo e si lanciavano sguardi di sfida terribili! Noi uomini ci tenemmo bene indietro un po' spaventati...
    Alla fine Avril fece un lancio talmente lungo che il mazzo di fiori finì in mano a Steve, che sorrise furbo “Eheh...Pronto Jason?” “Ma che schifo!” lo spinse via l'altro disgustato.
    Quando calò la sera chiesi alla vecchia band di Avril di poter suonare una canzone, indovinate quale...
    Esatto, proprio Iris.
    Mi avvicinai a Avril, che appena sentì la canzone smise di chiacchierare con gli invitati e mi guardò con gli occhi illuminati. Le porsi la mano, la accompagnai al centro del giardino e cominciammo a ballare. Dio quanto era bella!!
    “Siamo sposati...” sussurrò ancora incredula “E già... Il signore e la signora Whibley!” sorrisi “Ti amo così tanto Der” “Anch'io. Fino a due anni fa non avrei mai pensato che una ragazza sarebbe riuscita a cambiarmi la vita” ci scambiammo un lungo bacio e guardandoci negli occhi cominciammo a cantare il ritornello della nostra canzone “And I don't want the world to see me, 'cause I don't think that they'd understand when everything's made to be broken, I just want you to know who I am”.

    Ore 18:30 – Giardino dei genitori di Avril
    Io ed Avril ci andammo a cambiare e cominciammo a salutare tutti gli invitati. Le nostre mamme piangevano e le abbracciammo senza riuscire però a calmarle... Anche Jason aveva gli occhi lucidi e mi avvicinai a lui e Steve mentre Avril salutava la sua vecchia band “Hey! E poi ero io il sentimentalone!” esclamai “Ci mancherai amico, sei un grande!” per la prima volta in anni che ci conoscevamo, ci abbracciammo... Volevo davvero bene a quei due matti!
    Mi voltai e vidi Avril abbracciare forte Evan, che aveva le lacrime agli occhi “Evan! Dai che così fai piangere anche me!” gli sussurrò lei scoppiando a piangere. Gli lasciai da soli e andai a salutare le mie sorelle.
    Quando finimmo il giro dei saluti io ed Avril salimmo in macchina e lei guardò male il mio autista “Pensi di riuscire a portarci all'aeroporto giusto sani e salvi?” “Certo signorina Lavigne” rispose imbarazzato lui “Hey! A parte che adesso è la signora Whibley, ma poi perchè con lei tanta gentilezza e a me mi chiami porcospino?!” esclamai facendoli scoppiare a ridere “Be', non so se è l'effetto dello specchietto retrovisore signore, ma a me sembra un porcospino” “No no non è l'effetto dello specchietto” rispose Avril “Hey! Che è sta alleanza?!” ed eccoci pronti a partire per la nostra luna di miele... l'Italia ci aspettava!!!

    Finita la luna di miele raggiungemmo la nostra nuova casa a Los Angeles “Aspetta aspetta!” esclamai posando la mia valigia “Che c'è?!” chiese Avril impaziente di entrare “Be', aggrappati scimmietta!” mi avvicinai e la sollevai facendole lanciare un urlo acuto “Avvertimi!” esclamò scoppiando a ridere “Io ti avevo avvertita cara... Pronta a varcare la soglia?” le chiesi stranamente emozionato “Ma ci pensi che vivremo insieme per...” “Tutta la vita” sussurrai felice come una pasqua “Tutta la vita” ripeté lei dandomi un bacio “Ok, va be' che sei leggera, ma le mie braccia cominciano a chiedere pietà...” borbottai “Che m***a che sei... Dai entriamo!” rise Avril tutta contenta “Tatatatatatata....” “Ma che è la canzone dello Squalo?!” esclamò bloccando la mia canzoncina “Doveva essere una specie di marcia nuziale...” risposi facendole la linguaccia “Ok, ok... continua...” sorrise ed entrammo nella nostra nuova casetta.
    Casetta... era enorme! Non vi dico quanto spendemmo per averla, ma ne valeva veramente la pena! Una volta entrati lasciammo le valigie lì fuori e ci accingemmo ad inaugurare la camera da letto...

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    Ed eccoci qui, tre anni dopo...
    Dio! La amo come il primo giorno che l'ho incontrata! Nel frattempo è uscito sia il suo che l'album dei Sum41 e ora la sto aiutando a produrre alcune canzoni del suo quarto album. La convivenza per noi non è per niente difficile, direi che la cosa peggiore è la lontananza, ma continuiamo comunque a tenerci in contatto ogni volta che abbiamo due minuti di tempo. Avril non è assolutamente cambiata dopo il matrimonio, è sempre fantastica! La mattina mi prepara la colazione, mi sveglia riempendomi di bacini e se non funziona passa alle cuscinate, e in questo periodo il pomeriggio lo passiamo a lavorare sul suo album (si sta impegnando davvero tanto...). La sera, dopo cena (preparata da lei, infatti ha voluto solo una cameriera che venisse a fare le pulizie ogni tanto, ma niente cuochi!), ci sistemiamo sul divano e ci riempiamo di coccole davanti a un film e qualche schifezza. Quando non abbiamo nulla da fare ci facciamo un tuffo in piscina o giochiamo a baseball in giardino e cavolo: vince sempre lei! Ma per rimanerne davvero incantati dovete portarla a giocare a hockey! L'altro giorno per esempio io, Steve e Jason le abbiamo chiesto di fare una partita e... aiuto! Visto che eravamo tutti e tre un po' impediti sul ghiaccio, ci ha fatto fare un tre contro uno. Noi le abbiamo riso in faccia, convinti che l'avremmo stracciata, ma... non è finita proprio come ci aspettavamo: si muoveva talmente veloce e aveva un tiro talmente preciso che non ci accorgevamo nemmeno quando segnava! Le abbiamo dovuto preparare la cena e lei fece tutto il tempo a ridere osservandoci correre di qua e di là per la cucina in preda al panico (Jason si è quasi dato fuoco ai capelli...)!
    Ancora non si fida molto del mio autista, ma hanno allacciato un bel rapporto e ormai è come se fosse uno di famiglia (perchè in fondo è anche un po' grazie a lui se siamo insieme...); ad ogni Natale, Pasqua, e per il suo compleanno, Avril gli fa un regalo e lui scoppia sempre a piangere come un bambino ringraziandoci un migliaio di volte perchè non ha mai conosciuto qualcuno che lo trattasse come un amico. Evan ogni tanto ci viene a trovare e Avril fa sempre i salti di gioia quando succede perchè non sono molte le volte che si fa vedere.
    Ho voluto raccontarvi la nostra storia non solo per farvi capire quanto si possa amare alla follia una persona, ma anche perchè sono veramente poche le coppie famose che durano e noi non facciamo parte di quella categoria perchè me lo sento: io ed Avril non ci lasceremo mai.
    Ehm... ora scusate, ma vedo Avril addormentata sulla poltrona con su la mia vecchia felpa (sì, quella che le piaceva e che le piace ancora tanto) e ho intenzione di passare la notte a contemplarla... può sembrare stupido, ma è una delle cose che mi rendono più felice al mondo.

    FINE:P

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