[FONT="Arial Black"]ciao a tutti ragazzi..non so veramente se questo è il posto giusto per mettere la mia fanfiction ...comunque spero lo sia =D
In qualche modo, è il finale che avevo sempre sperato per la serie fumettistica Make5Wishes, di Avril Lavigne.
Per chi non conoscesse la storia, la protagonista è una ragazzina, Hana Davis che capita in un sito e ordina una scatola contenente un piccolo demone dispensa desideri. Ha cinque desideri, che le cambieranno la vita quasi solo in modo negativo se non pessimo. Infatti ogni cosa che chiede ha un prezzo ...
Il suo ultimo desiderio era stato quello di vedere Avril Lavigne. E cosi Avril gli si presenta su un ponte dove Hana era andata con una sua amica per fare del cosplay. Ma anche Avril è travestita come tutti quelli che sono presenti sul ponte e Hana non la riconosce. Volendo eliminare per sempre Romeo, il suo piccolo demone che teneva chiuso in una scatola, si butta dal ponte, intenzionata a sotterrare la scatola nel fondale. Ma Romeo è un demone e non può morire cosi facilmente, infatti esce dalla scatola e risale in superficie. Hana invece, rimane preda delle correnti che la portano sempre più a fondo ....
Poi si vede una scena del telegiornale che comunica la notizia, dove dicono che si sarebbe potuta salvare se le correnti fossero riuscite a condurla nella riva più a sud del fiume.
Il finale è aperto.
Ed io ho scelto questo finale per lei, per Hana.

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Tutta l’eccitazione di quei minuti non ricordavo da dove derivasse. Cosa mi aveva fatta diventare d’un tratto cosi felice da, cavolo, rendermi conto che non ero felice da tanto?
In fondo, ero sopravvissuta a una morte per annegamento quasi certa solo 4 giorni prima.
In fondo, ero al concerto di Avril. Nella prima fila. Con accanto Rose, la mia nuova amica.
In fondo, non ero morta.
Si che potevo essere felice. E adesso sapevo che la ragazza sul ponte era Avril, la ragazza con i capelli corti, a caschetto, che contro ogni logica mi aveva rivolto la parola, era Avril. Come era stata genuinamente simpatica con me! E come si doveva essere sentita quando, per eliminare definitivamente Romeo, il mio piccolo demone dispensa desideri che tenevo chiuso in una scatola, mi ero buttata da quel ponte?
Sentivo i cuori battere in un unico tumulto, compatti, innamorati della stessa persona, desiderosi solo di lei. Tutti guardavano solo lei . Si aspettavano cose magnifiche.
Tutti avevamo lo stesso sguardo di un’alcolista che vede una bottiglia di un prezioso champagne, in bella mostra, sotto splendidi riflettori e sorprendenti effetti di luce. Qual è la loro reazione? Impazzire ...ma di pura gioia perché appena inizia il concerto e l’alcolista inizia a bere , scopre che in quella situazione lo champagne gli piace ancora e ancora di più.

Mi sento schiacciata contro la ringhiera in una maniera incredibile quando Avril si avvicina dal mio lato.
Sta cantando una sua canzone e io piango, cosi felice dopo cosi tanto tempo. L’ho vista ...è li che si dirige verso di me. È vera. È unica. È Avril. Oddio è lei. Ma io odio questo. Insomma, perché devo stare tutto il tempo a adorarla a starle dietro? Perché mi piace il suo stile, è ovvio. Perché adoro le sue canzoni. Perché vorrei essere lei , sua amica, sua mamma, sua nonna, la sua foto sul comodino, solo per poter provare come si sente. Non voglio che mi firmi un autografo e se ne vada. Non voglio che mi sorrida gentilmente e poi si dimentichi di me. Ho deciso di non accontentarmi di stringerle la mano e via. È da perdenti. E io lo sono stata troppo a lungo. Troppo a lungo invisibile al mondo. Cosi non lascerò che io mi sporga verso di lei urlando in cerca della sua mano come stanno facendo tutti quelli accanto a me.
No, posso fare di meglio. Pensai.
Sulle note iniziali di Complicated, faccio la cosa più eccitante e incredibilmente non-da-me che abbia mai fatto: con un gesto di una sicurezza a me ignota , il fuoco negli occhi che brucia violento la mia passione, poggio il mio piede destro nella staccionata che mi separa dal palco. Avril si avvicina nella mia direzione cantando già la prima strofa.

Ho intenzione di arrivare in tempo per il ritornello.

Un salto e sono oltre la staccionata ma più precisamente in ginocchio sul palcoscenico. I bodyguard mi si avvicinano veloci, tutti. No, non possono fermarmi. Sono già in piedi sotto lo sguardo incredibilmente sconvolto di Avril che smette per un attimo di cantare e si spaventa del fatto che io non sia salita li con fini diciamo gradevoli. Ma sempre nello stesso istante in cui lascia a metà la parola, mi riconosce, è felice ansi felicissima di riconoscermi, di vedere che non sono morta. Si, perché ancora non lo sapeva nessuno tranne i miei genitori e Rose e i genitori di Rose. La notizia non era ancora stata data al mondo che attendeva aggiornamenti sulla piccola Hana Davis buttatasi da un ponte in presenza di una famosa cantante pop/rock che non aveva voluto rilasciare dichiarazioni riguardo l’accaduto.


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non ci entrava tutta ..scusate...