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Risultati da 1 a 10 di 10
  1. #1
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    Predefinito Fanfiction: Avril-My new life

    Ciao gente.. Ho deciso di postare questa fanfiction su il nostro mito!.. è abbastanza divertente e con un pizzico di tensione.. Dimenticavo è ambientata nel 2002.. Perdonate la grammatica.. Buona lettura..!

    Era una notte fredda d’inverno, nessun suono nell’aria, il lungo viale era bianco, completamente bianco, aveva appena smesso di nevicare e si vedeva il calore dell’asfalto evaporare. Dopo l’inizio della via c’era una tipica casetta americana di un quartiere di New York, con un giardino blu scuro, che di giorno sarebbe stato sicuramente un tipico verde speranza, come tutti i prati della grande città, lì si trovava una finestra in cui non vi era molta luce. La stanza era illuminata da una piccola lampadina moderna, usata da tutti i giovani teenager, oltre al letto non matrimoniale si riuscivano a vedere vari poster appesi alla parete di famose band punk-rock, tra cui Sum41 e Blink182, e in fine le mura della camera avevano appese dei vari cd. Vicino alla finestra c’era una ragazza dagli occhi profondi, che fissava la quiete del quartiere; la giovane pensava, pensava al totale cambiamento della sua vita, alla musica e soprattutto se,dopo le varie delusioni avute, l’amore che tutti ne parlavano esistesse veramente, ma i suoi pensieri furono interrotti da una squillante cantilena che a poco a poco si stava avvicinando alla porta.
    - Ciao Av! Come stai?- Le domandò un ragazzo alto e biondo.
    - Hey! Tutto bene, grazie Evan. Che ci fai qui?-
    - Sono venuto a trovarti! Dai, ti va se usciamo?-
    - Certo che mi va! Ho bisogno di un po’ di tranquillità!- rispose allegramente la canadese.
    - Fantastico! Ci divertiremo, contaci!- aggiunse Evan, mentre si dirigevano verso la macchina.
    - E dove andiamo?-
    - È una sorpresa Av!-
    “Dai Evan ce la puoi fare, siete tu e lei da soli, ora o mai piu.” Pensava tra sé il ragazzo, perché Avril per lui non era solo un’amica, ma molto di più.
    Il giovane parcheggiò la macchina davanti a una gelateria e si voltò verso la ragazza, che aveva un’espressione piuttosto scandalizzata.
    - Cosa? Siamo stati mezz’ora in macchina per venire in una gelateria??! Evan, ce n’era una attaccata a casa mia!-
    - Calma, calma! Non è questa la nostra destinazione.-
    - Ah… Che è??? La farmacia qui dietro???- gli domandò Avril, incrociando gli occhi.
    - No, la pianti di parlare?!- le disse scherzosamente il chitarrista. Era questo che le piaceva soprattutto di lei: la sua spontaneità.
    - Su, avanti seguimi.- Così scesero dalla macchina, Evan passeggiava velocemente verso il parco, assolto nei suoi pensieri, mentre Avril lo seguiva incuriosita.
    - Eccoci, arrivati. Bello no?- Davanti a loro si celava un enorme parco, affiancato da un fiume illuminato da lampioni ed un cielo stellato.
    - Wow, è stupendo!- aggiunse la cantante stupita.

  2. #2
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    Predefinito Riferimento: Fanfiction: Avril-My new life

    Continuo la mia ff, spero vi piaccia... NOTordinary_girl e Roxy_FreakOut scusate se ho preso un pò di spunto da voi( trovo grandiose le vostre ff), ma mi serviva un colpo di scena..

    I due ragazzi continuavano a passeggiare in un sentiero lungo il parco, ma nessuno di loro parlava, fino a che Evan interruppe il silenzio:
    - Av, ti devo… Ecco io ti devo dire una cosa di estrema importanza.- Disse un po’ impacciato il giovane.
    - Dimmi Evan. Tutto bene?- chiese preoccupata l’amica.
    - Si,si.. E che.. vedi tu sei forte Avril, simpatica, mi fai ridere… Mi piaci per questo.-
    - Anche tu mi piaci per questo.-gli rispose Avril.
    - No, non hai capito… Tu mi piaci!- aggiunse Evan con il volto completamente viola.
    - Eh?- Domandò la giovane non riuscendo più a capire l’amico.
    Evan, non sapendo più che fare, agì impulsivamente e la baciò. La cantante canadese si staccò velocemente dall’amico:
    - Evan, che fai?-
    - Avril, io ti amo, sono pazzo di te. Possiamo stare bene insieme!
    - Oddio Evan, ma io e te siamo amici! Ci vogliamo bene! Ma… io…io non… ti amo..-
    Il ragazzo a quelle parole scappò: sentiva il sangue pompare più forte che mai nelle vene, il cuore gli batteva all’impazzata, la rabbia si era impadronita di lui.
    -Ecco, adesso che hai combinato Avril! Tutte a me capitano! Povero Evan!Poi secondo problema: come torno a casa?!- Pensava ad alta voce la cantante.
    - Ci penso io, non preoccuparti!- Una voce a lei non del tutto sconosciuta le mise un fazzoletto con del sonnifero in bocca e…

    Avril si svegliò in un piccolo lettino di una stanza tutta in legno, dove oltre al letto si trovava un divano verde, un cammino e due porte.
    La giovane corse velocemente verso una di esse, sperando di trovare l’uscita.. Ma appena l’aprì vide davanti a lei una doccia, con wc e un lavandino.
    - Ah.. Hai sbagliato porta per caso… fott**a?- si girò di soprassalto e vide un giovane alto con un berretto e dei rayban, per nascondersi il volto.
    - Che ci faccio io qui?- gli domandò Avril andandogli incontro.
    - Sei meglio di quanto m’immaginassi ragazzina,- le disse toccandole il volto- ma non sei il mio tipo..- e il giovane si allontanò.
    - Quanto devo rimanere qua?-
    - Quanto è necessario.- le rispose il ragazzo accennando un sorriso, mentre stava uscendo dalla stanza.

  3. #3
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    Predefinito Riferimento: Fanfiction: Avril-My new life

    “Fantastico e ora sono qui da sola, non sapendo dove sono, ma soprattutto che vuole quello da me? Ho paura dannazione! Devo trovare una soluzione!”
    La giovane cantante continuava a muoversi per cercare un' uscita, ma non trovò nulla e riuscì soltanto a capire che era appena scesa la notte.
    - Pensavo stessi dormendo.. fott**a!- disse il ragazzo appena aprì la porta, precedentemente chiusa a chiave.
    - Spiegami come faccio a dormire con sto freddo! Almeno avessi acceso il cammino, Cocco!-
    - Per prima cosa: non chiamarmi mai più “Cocco”! Secondo: te lo puoi accendere da sola il cammino!-.
    - Scusami tanto, ma manca la legna!-
    - Vattela a prendere! A no, scusa dimenticavo che non puoi uscire!- aggiunse il giovane divertito.
    - Ah Ah!- disse Avril accennando una smorfia.
    - Tieni, la cena.- rispose il ragazzo ponendole un panino.
    - Grazie. Ma è avvelenato?-
    - Se hai fame lo mangi, se no niente.- disse il giovane sedendosi accanto a lei.
    - Chi sei? Che vuoi da me?- gli chiese la canadese mentre si sbaffava il panino.
    - Mangia e taci.-
    Quando Avril terminò il panino ed incominciò a fissare i lineamenti del ragazzo, si rese conto che lo conosceva, l’aveva già visto, ma non riusciva a dedurre chi fosse.
    - La vuoi piantare di fissarmi! Va bè che ho il mio fascino, ma non m’interessi carina!-
    - Stavo cercando di vedere se ti ho già visto! Almeno mi puoi dire come ti chiami?-
    - Zachary. E ora ti conviene dormire: perché domani ti viene a trovare una persona.- detto ciò il ragazzo se ne andò.
    Perciò la cantante non sapendo cosa fare si mise a dormire.

    La mattina arrivò presto e Avril venne svegliata da Zachary che aprì la porta, ma la ragazza rimase ugualmente sotto le coperte.
    - Hey dormigliona! Svegliati!-
    Il giovane non vedendo nessuna risposta da parte della canadese le lanciò un secchio d’acqua addosso.
    - Fottiti imbecille!- le rispose Avril piuttosto irritata.
    - Modera il linguaggio signorina.-
    - Col cavolo! Senti, posso chiamare mamma o Evan?-
    - Tu sei fuori come un balcone, vecchia mia! Poi chi sarebbe sto Evan?-
    - È un mio amico penso.. o lo era.. o che ne so!-
    - Hai litigato con lui, fott**a?- Zachary si sedette accanto a lei, attento e interessato all’argomento.
    - Si!-
    - Come mai?-
    - Lui mi ha detto che mi ama.. e io non penso di ricambiarlo.- il giovane stava per aprir bocca, quando sentirono bussare la porta.
    - È lui.- aggiunse con un tono terribilmente serio il ragazzo.
    - Chi?- domandò preoccupata Avril.

  4. #4
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    Predefinito Riferimento: Fanfiction: Avril-My new life

    Quando Zachary aprì la porta si presentò un uomo piuttosto basso, anch’esso indossava degli occhiali da sole ed un giaccone lungo nero.
    - Si, è lei la ragazza. Complimenti Zac, non pensavo lo facessi davvero.-
    - Il patto verrà rispettato?-
    - Se me la tieni per altri tre giorni, si.-
    - Cosa? Lo sai che ho altro da fare!-
    - O lo fai o sai che succede!- avvicinandosi ad Avril - ciao bel bocconcino, goditi questi tre giorni più che puoi.- La giovane cantante a quelle parole rispose senza pensarci due volte con uno sputo.
    - Non ti permettere mai più, chiaro?- le disse minacciosamente il signore.
    - Mi raccomando Zac!- detto ciò l’uomo se ne andò.
    Avril approfittò del momento per correre verso la porta, ma il ragazzo la trattenne tra le sue braccia.
    - Mollami assassino!- gli disse la cantante sfuggendo dalla presa del giovane.
    - Non CHIAMARMI MAI PIU ASSASSINO!!!-urlò Zachary guardando la ragazza negli occhi.
    La canadese lo spinse indietro dandole un pugno sul volto e di conseguenza caddero a terra gli occhiali del giovane.
    - Non ci posso… credere. Zac Efron?- aggiunse Avril tra le lacrime fissando il giovane attore. Il ragazzo era proprio come se lo ricordava dai poster di sua sorella, Michelle. Il ragazzo la stava guardando dritta negli occhi; erano occhi blu, lucenti e puri quelli di Zac. Il suo sguardo era sofferente e sembrava implicasse aiuto. Avril abbassò lo sguardo, per la prima volta in vita sua, era intimidita e provava pietà per il suo rapitore, assurdo, pensava tra sé.
    - Mi dispiace, ma tu da qui non ti muovi.- aggiunse l’attore, facendola tornare in sé.
    - Spiegami, perché cavolo ti serve fare sta roba?!-
    - Per motivi personali. Ora siediti e stai buona.-
    - Ti rendi conto che mi stai rovinando la vita? Sei uno schifoso stro**o!- urlò la canadese in lacrime e dando in continuazione pugni sul petto al ragazzo.
    - Non pensare che l’abbia fatto volentieri!- le disse supplichevole il giovane.
    - Ma non pensi alle tue fan?!-
    - Spero solo che non facciano tutte una reazione come la tua! Altrimenti mi fanno fuori.- aggiunse Zac sorridendo.
    - Non preoccuparti, io non sono una tua fan!-
    - Non si era capito, guarda!- quelle parole riuscirono a far tornare il sorriso ad Avril e a farla smettere di dare pugni.

  5. #5
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    continuo la ff.. ho immagginato zac efron dell'età di avril.. è assurdo lo sò, ma mi serviva una persona completamente diversa da avril..!

    I raggi del sole che penetrarono tra le tende svegliarono Avril la mattina seguente. La giovane cantante guardò il cielo e la valle che si distendevano davanti alla casetta in cui era, osservandoli le vennero in mente tutti quei momenti passati con la sua famiglia, nelle montagne intorno alla sua cittadina; ogni anno passava lì le sue vacanze. Pensando ai suoi ricordi le venne una grande nostalgia di casa, degli amici, della musica, del mondo; tutto quello in cui non sapeva più se avrebbe mai rivisto, poichè ora come ora non sapeva nemmeno se il giorno dopo avrebbe riaperto gli occhi e rivisto il cielo.
    - Dai fott**a, fammi vedere che sai fare veramente!- disse Zac entrando con una chitarra in spalla.
    - Non mi va di suonare.- gli rispose la cantante con tristezza, continuando a fissare il panorama dinnanzi a lei. L’attore accorgendosi della malinconia della ragazza le andò vicino.
    - Ti manca,vero?- le chiese guardando anch’esso la valle. Avril non rispose.
    - Ti manca tutto e tutti, non è vero?- continuò il ragazzo.
    - Certo che mi mancano! Ma è soltanto colpa tua se sono QUI!!! Quindi è inutile che fai il carino con me, perché sei solo uno STRO**O! Vaffanc**o!!! SPARISCI!!!- gli urlò Avril in lacrime.
    Zac dopo quelle parole si diresse verso la porta, esitò un attimo prima di uscire, fissando Avril, poi si voltò e chiuse la porta. La canadese era in lacrime e tremando dal freddo si rannicchiò in sé stessa. Nelle ore di pranzo e cena il ragazzo non si fece vivo, le lasciava solamente del cibo fuori dall’uscio della porta, facendo si che la giovane non rimanesse senza viveri.

    Il pomeriggio del giorno dopo Zac tornò nella stanza di Avril.
    - Sfogati.- le disse alla ragazza porgendole un quaderno, una penna ed una chitarra.
    La cantante esitò, ma sapeva che accettarli sarebbe stata la mossa più corretta, perciò afferrò la chitarra ed incominciò ad arpeggiare.
    And I wanna believe you,
    When you tell me that it'll be ok,
    Ya I try to believe you,
    But I don't
    When you say that it's gonna be,
    It always turns out to be a different way,
    I try to believe you,
    Not today, today, today, today, today...

  6. #6
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    Ciao gente.. continuo la ff..spero vi diverta..ank se nn sopportate zac efron.. e non vi do tti i torti..

    Il giovane non riusciva a smettere di ascoltare quella voce, quella melodia, quella ragazza; gli occhi blu oceano di Zac continuavano a fissare le mani di Av muoversi lietamente sulle sei corde della chitarra.
    - Tieni.- gli disse Avril con timore di non poter più suonare dopo ciò: le sembrava l’ultimo desiderio prima di morire.
    - No, ti prego, continua a cantare.- rispose l’attore alla ragazza. I loro occhi s’incontrarono per la seconda volta, lei si perse nell’azzurro cristallino, lui nel verde che tanto amava dei parchi.
    - fott**a ti va di giocare a scala quaranta?- domandò sorridente il giovane per togliere l’imbarazzo, createsi prima.
    - Se devo proprio.- Perciò giocarono fino a tarda sera a carte.
    - La chitarra puoi tenerla… e usarla.- aggiunse Zac sorridendo mentre usciva.
    Appena il ragazzo se ne andò, Avril si mise subito a suonare e cantare: perché se quella era l’ultima notte della sua vita, l’avrebbe passata con il suo più grande amore conosciuto finora: la musica.
    I'm Standing on a bridge
    I'm waitin in the dark
    I thought that you'd be here by now
    Theres nothing but the rain
    No footsteps on the ground
    I'm listening but theres no sound..


    Avril continuò a cantare per ore e ore, ma successivamente la giovane canadese si addormentò nel piccolo divano color verde, sia per il freddo sia per la stanchezza. All’alba della mattina del giorno del giudizio Zac corse da Avril, svegliandola di soprassalto.
    - Dai dormigliona! Lavigne svegliati! LAVIGNE!- Non vedendo nessuna risposta dalla giovane, il ragazzo avendo fretta, la prese in braccio e si diresse di corsa verso la macchina. Durante il viaggio in auto Zac osservava la ragazza, accennando sempre un sorriso: Avril con quella felpa rossa, ricoperta da giacconi e coperte era davvero buffa e non solo. Dopo un’ora di viaggio la canadese si svegliò, sdraiata nei sedili posteriori dell’auto e notò Zac alla guida.
    - Dove sono? Dove mi stai portando?- chiese Avril con agitazione.
    - Non ti preoccupare, ora ti ammazzo!- le rispose minacciosamente l’attore.
    Avril continuava a dare pugni ai finestrini e alla testa di Zac, fino a che raggiunsero un magazzino in mezzo alla campagna.
    - Di la tua ultima preghiera, fott**a!- il ragazzo era terribilmente serio, come mai prima. Lui e Avril si trovavano uno di fronte all’altro, come in un vecchio film del far west. Zac prese con la mano destra la pistola nera, nascosta sotto il giubbotto in pelle. Gli occhi della canadese era terrorizzati, le palpebre immobili. Lì c’erano lui e lei, solo loro due.
    Zac posò il dito medio sul grilletto, il quale tremava, come lo sguardo del ragazzo.
    - BOOM!-
    Avril si guardò ansimante il petto, toccando con la mano destra il cuore

  7. #7
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    - Paura è!!!- le urlò ridendo Zac, mentre la cantante era sconvolta e dispersa; solo successivamente si accorse che l’arma del ragazzo aveva estratto una piccola bandierina bianca. Perciò Avril non pensandoci due volte corse verso il giovane e le recò una mano viola sul lato destro del viso.
    - VAF-FAN-CU-LO!- aggiunse senza fiato la canadese, ancora spaventata dall’avvenimento.
    - Hey sono un attore! Dovevi aspettartelo! Comunque non ho molto tempo devo andare.-
    - Aspetta. Spiegami tutta la verità, per favore.-
    - Non posso.- Ma guardando lo sguardo della ragazza, Zac continuò:
    - Ok. Io ti ho rapito, perché quel deficiente mafioso ha rubato mio fratello, capisci? E ora ti ho portato qui per non essere complice di un assassino. Mi dispiace per tutto.-
    - Cosa? Non potevi dirlo prima?! Ora vengo con te, mi fa schifo sto posto. Poi adoro l’avventura!- disse la canadese allegramente.
    - È pericoloso, troppo pericoloso. Salvare mio fratello è compito mio.-
    - Che vuoi fare l’eroe? No, Cocco esistono anche l’eroine!-
    - Ancora con sto “Cocco”?! Va bene, se è quello che vuoi. Basta solo che dopo non mi denunci!-
    Perciò i due giovani dopo aver raggiunto l’automobile, si diressero in una periferia di Los Angeles.
    - è peggio di quanto pensassi.- sospirò Zac.
    Nei margini dei marciapiedi si notavano molti gruppi separati di ragazzini disposti in cerchio, degli emarginati e mercato nero. Da sfondo a tutto ciò si innalzavano enormi e vecchi palazzi rossi con circa 30 piani, accompagnati da piccoli edifici. Il ragazzo intraprese una via, con Avril dietro, finché arrivarono di fronte a una piccola fabbrica abbandonata.
    - è qui?- domandò preoccupata Avril: il luogo le incuteva terrore, soprattutto perché ormai era pomeriggio inoltrato.
    - Si.- le rispose l’attore. La canadese anche se non conosceva molto Zac, aveva intuito che era uno di poche parole e questo non la rassicurava affatto.
    - Puoi chiamare chi vuoi ora.- aggiunse il ragazzo con la testa altrove,dopo mezz’ora di completo silenzio.
    - Meglio che li chiamo domani mattina, almeno non do false illusioni.- concluse con sarcasmo la cantante.
    - Ci siamo.- disse ad alta voce Zac.
    - Io non vedo nessuna macchina.-
    - Sono già dentro, sono sempre stati lì.-

  8. #8
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    CONTINUED...

    Avril guardò il cielo e capì subito le intenzioni del ragazzo.
    - Non ci posso credere, tu hai aspettato apposta la notte! Oh poveri noi!-disse con sarcasmo la canadese.
    - Ora che hai fatto la tua battuta potresti startene un po’ zitta!-
    - Non mi faccio comandare da nessuno, tanto meno che da te!
    - Allora vattene!-le rispose l’attore.
    Il ragazzo lentamente si avvicinò alle mura dell’edificio, la canadese fece lo stesso; arrivati alla porta Zac la superò tranquillamente, mentre Avril abbassò la maniglia.
    - Ma che fai?- le chiese incredulo l’attore.
    - È una porta! Per le porte si entra o si esce, nel nostro caso si entra.- gli ripose la cantante con dei mimi e una faccia piuttosto buffa.
    - Grazie mille per la tua ingegnosa spiegazione, ma so cos’è una porta.Il problema è che dentro quella porta ci sono degli assassini, i quali sono persone che ti sbattono all’aldilà in meno di 3 secondi.- l’attore man mano che proseguiva la frase alzava il tono della voce.
    Avril stava per ribattere: poiché era nella sua natura essere spontanea e dire ciò che pensava, ma capì che la soluzione migliore era stare zitta e seguire il giovane. Dopo aver percorso quasi tutto il perimetro della fabbrica, Zac aprì lentamente una finestra con un piccolo cacciavite;ciò permise ad entrambi di entrare nell’edificio. I due si trovarono in un corridoio da molte porte.
    - Ora fai molto cautamente.- aggiunse con tono basso l’attore.

  9. #9
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    Ciao gente.. scusate se è da un pò che non posto... ora la continuo..

    Egli proseguì lungo le mura dell’immenso corridoio e la canadese lo seguiva molto attentamente; il giovane ad un tratto si fermò davanti ad una porta verde scuro, si girò guardando Avril negli occhi e le fece un cenno con la testa. La ragazza aveva capito che la porta era quella, lì dentro si trovavano: il fratellino e il colpevole di tutto ciò. Era arrivato il momento di agire: zac passò alla cantante una pistola nera , che la fece rabbrividire. L’attore abbassò lentamente la maniglia e la porta si aprì.. Davanti a loro si trovarono soltanto Dylan legato ad una sedia.
    - Tu sei il fratello, giusto?- domandò la giovane.
    - Già- rispose Zac con un grande sorriso, mentre lo liberava.
    Il fratello dell’attore era più o meno alto come Avril, indossava vestiti strappati ed il suo volto era pieno di lividi.
    - Wow! Avril Lavigne!!!- urlò il ragazzino correndo verso la giovane.
    - Si, sono io! Piacere di conoscerti.- le rispose Avril allegramente, porgendogli la mano.
    - Io sono Dylan! Hey Zac, ma lei è la tua nuova ragazza?!- aggiunse ingenuamente il fratellino.
    - No, siamo conoscenti!- risposero in fretta i due giovani.
    - Ok, andiamo.- disse la canadese sorridendo.
    - Ma sei matta? Dobbiamo o devo prendere il ricattatore! Tu e Dylan prendete la macchina e andatevene.- aggiunse secco Zac
    - Nemmeno per sogno, ormai ci sono dentro.- rispose con aria soddisfatta Avril.

  10. #10
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    Ciao gente...ho avuto dei piccoli problemi con il computer ultimamente...k nervi!.. ora coq continuo la ff..

    Avril non sopportava il ragazzo, ma non poteva lasciarlo da solo, dopo quello che aveva fatto per lei.
    Perciò i tre ragazzi ritornarono nuovamente nel corridoio, ma il nemico non si fece aspettare.
    - Guarda chi si vede?- aggiunse in tono di sfida l’uomo basso con gli occhiali.
    - Sei una me**a!- gli urlò Avril agitata.
    - Stai calma.- disse Zac tenendo ferma la ragazza.- la polizia sta per arrivare, sei finito.- continuò.
    - NO! Un ragazzino come te, non mi finirà! Sarò io a farlo!- urlò il rapitore impazzito e detto ciò graffiò l’attore con un pugnale. Zac si alzò subito da terra, evitando l’intervento degli altri due.
    L’uomo e il giovane continuavano a darsi pugni e calci, cercando entrambi di prendere all’uno il pugnale dell’altro. Avril nel frattempo prese una bottiglia di limoncello, trovatasi nella stanza accanto. La ragazza si avvicinò dal dietro al ladro e dopo aver trovato il momento giusto, gli diede in testa la bottiglia, facendolo finire a terra.
    - Adoro il limoncello.- sussurrò la cantante compiaciuta.

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