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Discussione: Behind Blue Eyes

  1. #1
    V.I.P


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    Predefinito Behind Blue Eyes

    AUTORE: Miss_Angel
    RAITING: Giallo
    PAIRING: Me stessa/Rockstars/Amiche/30 seconds to mars

    DISCLAIMER: Dopotutto…mischiare la vita con i sogni è possibile no? Bello è quando quest’ultimi diventano vita…

    TOPIC COMMENTI: http://forum.teamworld.it/showthread...=1#post4224326


    Prefazione:

    Dicono che sia “solo rock ‘n roll”, ma per me è la vita.
    La mia avventura inizia nel grembo di mia mamma che durante quei 9 mesi lei si divertì ad andare ad ascoltare gruppi musicali di un certo spessore, come U2, Vasco Rossi, Bob Marley, Rolling Stones, Pink Floyd; e dicono che i bambini in gestazione ricevono le frequenze dei rumori esterni…
    Quando nacqui tutto parve così facile avendo due genitori che la musica la masticavano e la masticano tutt’oggi.
    Alla venera età di 3 anni mi fecero ascoltare il mio primo vinile, CCCP (fedeli alla linea) e li iniziò il mio lungo viaggio verso una formazione musicale degna di nota.
    Nella mia adolescenza (la fase teen) crebbi con svariati generi musicali influenzata dal post grunge anni 90’s e iniziai a riempire camera mia di poster e dischi di vari artisti.
    Poi, nel 2003, dopo una lunga riflessione e dopo svariati tentativi di portare il mio gruppo musicale che nel frattempo avevo formato, sulla vetta del successo, decisi che forse il mio posto non è poi così tanto sul palco ora come ora, ma nel backstage, decisi così di puntare il dito contro un gruppo musicale a caso e di buttarmi…quel giorno non avevo la benché minima idea di cosa mi sarebbe capitato in futuro!
    Questa è la mia storia…di come io abbia trovato quel che cercavo…



    CAPITOLO 1: Piccole Groupies Crescono

    x/x/2005

    “Angel andiamo, facciamo tardi!” Mi urla la mia amica Alessia appena mi vide scendere dal treno nella stazione di Bologna. Poverina, ero in ritardo di 30 minuti e non potevamo perdere il sound-check, come facevamo sennò a dare noia ai ragazzi come di routine?
    Saliamo in macchina e ci dirigiamo verso l’autostrada, destinazione? Milano!
    Naturalmente durante il tragitto non ci facevamo mancare niente dell’indispensabile; cd, acqua, cibo, sigarette, birre, macchine fotografiche per immortalarci nei momenti più pazzi, pennarelli non per gli autografi, perché noi marchiamo i locali dove andiamo con frasi del tipo: Angel was here, x/x/2005, “nome del gruppo”, noi gli autografi li abbiamo da anni oramai!
    In autostrada facciamo sempre sosta in autogrill a metà strada dalla destinazione, menù da groupie: Rustichella e coca cola (buon appetito).
    I viaggi durano sempre in media dalle 2 ore alle 2 ore e mezza, tranne per quella volta in cui decidemmo di fare la traversata Milano - Roma ma giusto perché ci avevano invitate al post concerto e…come rifiutare?
    Arriviamo così a Milano verso le 16, guida michelin stampata per l’occorrenza e via a dare indicazioni ad Alessia per andare al Rolling Stone (fosse stato l’Alcatraz anche questa volta sarebbe stato facile, la strada la conosco visto che li abita mia nonna a 200m).
    “Alessia gira a sinistra”
    Mentre guardavo le pagine stampate male perché la stampante è sempre a corto di inchiostro, sento la macchina che gira a destra.
    “ O__o Alessia…perché diamine giri a destra?”
    “Eh oh, mi sono sbagliata…inverto sempre la sinistra e la destra…lo sai! Non rompere! E poi lo fai anche te, è deformazione professionale da concerti!”
    “Perfetto, ci siam perse -__- e ora??”
    “Eh, si chiede”
    Alessia accosta e ferma una simpatica nonnina con vestito lungo e il trolley per la spesa colore tovaglia da pic-nic, la classica nonnina milanese che va a fare la spesa al mercato.
    “Signora scusi, Corso 22 Maggio, ci siamo perse”
    “Come dite?” fa la nonnina protraendosi in avanti portandosi la mano all’orecchio
    “Perfetto, anche la nonnina sorda ci mancava. SIGNORA, STIAMO CERCANDO CORSO 22 MAGGIO, SA DIRCI DOVE STA?”
    “Ah si si (accento milanese naturalmente). Girate ancora a destra, andate avanti! Attente al tram né, ci sono le rotaie! Poi c’è una rotonda e tornate indietro, la quarta traversa sulla sinistra”
    “OK, GRAZIE MILLE!”

    Queste sono le cose che ci capitano di routine andando ai concerti.
    Arriviamo, sound-check, chiacchiere, risate, foto, discorsi altolocati con il gruppo. Concerto, aiuto merchandising, sistemazione strumentazione post concerto, saluti e abbracci e via verso Bologna, da dove io, il giorno dopo, avrei preso il treno per scendere a Pisa.

    In macchina sulla strada del ritorno.

    “Angel… sei sveglia?”
    “…eh? Si si, dimmi…”
    “Stavo pensando, ma noi, seguendo i “nome gruppo” cosa ci guadagniamo?”
    “Ti vengono spontanee queste domande o ci pensi su prima di farmele? Noi materialmente nulla, o meglio, materialmente qualcosa ma personale, e poi se non ci piacesse nessuno ci vieterebbe di stare a casa, o sbaglio? Gratificazione e possibilità di conoscere gente…io per lo meno la mondanità non la sopporto, io sono fatta per la musica”
    “Si si, è quello che penso anche io, ma in fondo a noi non ci torna niente indietro”
    “Quello che possiamo lo prendiamo, mica ci pagano! Se avessimo uno stipendio a quest’ora sarei milionaria”
    “Ah, sai cosa mi ha detto Michele? Che ha sentito per caso un cd di un gruppo uscito qualche anno fa, 30 seconds e qualcosa, ora non ricordo…c’era la musica alta e ho sentito male il nome”
    “E chi sono sti qua?? Mai sentiti!”
    “A guarda, io proprio non so. Anche io è la prima volta che li sento nominare. Mi ha detto che nella formazione ci stan due fratelli di cui uno è cantante ed è anche un attore”
    “Ah no no, io gli attori che vogliono fare i fighi facendo anche le rock star non li ascolto! Che faccian una cosa alla volta al posto di esagerare in tutto. Che montati del *****”

    …chi l’avrebbe mai saputo che da quel giorno tutto sarebbe cambiato a mio favore?

    Mesi dopo andai a farmi fare un terzo tatuaggio dopo un ennesimo concerto, dovevo ricordarmi di una emozione fortissima provata…
    Li nello studio sento un pezzo passare alla radio
    “Andrea, sai chi sono questi che cantano?”
    “Dovrebbero essere i 30 seconds to mars”
    “Mmmmm…questo nome non mi è nuovo. Di dove sono?”
    “Sono americani.”
    ”…bel sound”

    La faccenda finì li. Io non li sentì più nominare. Continuavo con la mia vita frenetica da concerti in giro per l’Italia e nulla mi fermava. Ero sempre più in vetta alla mia piccola notorietà. Firmavo anche i miei autografi perché i fans mi riconoscevano e mi sentivo dire -Ma tu sei Angel del forum?- E’ una piccola soddisfazione ^^


    x/x/2008

    Passeggiando in città con una amica
    “Angel ma lo sai che ho scoperto un gruppo nuovo?”
    “Dimmi dimmi, che ho bisogno di sentire qualcosa di diverso dal solito”
    “30 seconds to mars”
    “O__o mi ricorda qualcosa”
    “Ascoltateli, non sono malaccio.”

    Ancora non so perché mesi, se non anni prima, non decisi di ascoltarli mentre ora si, sta di fatto che se ci penso mi mordo le mani
    Ebbi l’illuminazione. A febbraio stavo giusto cercando un sound diverso dai soliti che ascoltavo, tant’è che mi ero messa a cercarlo negli anni passati, avevo trovato quel che cercavo in “The velvet undergound e Nico” ed ero soddisfatta…ma con loro, sparati a qualche frequenza penso dannosa per i timpani, mi sento come sospesa per aria, riesco a flettere i muscoli e a lasciarmi andare. Mi sento come se potessi urlare tutta la rabbia che ho nell’anima e saltare sempre più in alto.

    “…non commento perché sarebbe riduttivo! Ma perché cavolo io sono scema?”
    “Ma di che parli?” Mi chiede la mia amica Ilaria mentre stavamo sdraiate sul prato del giardino scotto (Pisa)
    “Parlo che sono cretina davvero. Ma ti pare che io mi sia bruciata anni di carriera di questi maledetti musicisti solo perché il cantante è un attore e io come una scema – no no, io le schifezze degli attori che fan le rock star non le ascolto – dammi un *****tto, ora qua!! Picchiami!”
    “Guarda che poi ti faccio male”
    “E’ uguale, forza!!”
    PONCH!
    “Ohhhhhhhhhhhhhhh…ma che è? Sei scema?”
    “Guarda che me l’hai chiesto te eh!”
    “Metafora Ila, metafora. ***** mi hai fatto malissimo!”

    Deve avermi fatto abbastanza bene visto che ho imparato che a seguire sempre quel che si pensa si fanno le cretinate maggiori ^^’’’

    (to be continued...)
    Ultima modifica di Angel_Lyly; 01-08-2008 alle 01:36

  2. #2
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    Predefinito Riferimento: Behind Blue Eyes

    CAPITOLO 2: Proiettata Verso L’Alto

    x/x/20xx

    Mi ritrovavo a 2X anni con una decisione così importante per la mia vita che di ripensamenti non ne volevo nemmeno mezzo!
    Entro la fine dell’anno sarei partita con la mia roba, avrei salutato tutti e tutto e sarei andata oltre oceano a vivere. I miei zii mi avrebbero ospitata per un po’ li a Los Angeles prima di potermi sistemare in un appartamento tutto mio; ma prima…

    Io e una mia amica a Milano da mia nonna per poi andare ad un concerto…

    “Carla, pronta?”
    “Si un attimo che mi sistemo i capelli”
    “Guarda che non andiamo a fare la sfilata di moda dell’anno eh”
    I preparativi sono sempre così, alla rinfusa, in fetta. E’ una cosa che odio ecco perché mi preparo qualche ora prima.
    Saliamo in metro a andiamo al Datch a vedere quel concerto che tanto aspettavo.
    Sta volta per fortuna non mi perdo. Dopo 4 volte la strada l’ho imparata ^^’’’
    Arrivammo e notammo con fervore che non c’era nessuno né ai cancelli né alle scale.
    “Oh…siamo fortunate eh”
    “Amore mio” Dico io “Ci aspettano oltre 48 ore di nullafacenza prima che inizi il concerto.
    “Beh ma almeno siamo le prime”
    “Ah beh, questo poco ma sicuro. Abbiamo il parterre vero?”
    “Si, quindi entriamo da dietro.”

    Arriva la sera. Per fortuna che almeno il tempo era buono e non faceva tanto freddo.
    Lo zaino usato per l’occorrenza come schienale e come cuscino e via! Cosa volete di più dalla vita?
    “Angel, ma secondo te i ragazzi sono già arrivati?”
    “E che ne so? E tanto ho il GPS collegato con il loro per sapere dove stanno ahahahah”
    “Scema ahahahahah”
    “Facciamo così, prendiamo le casse, collego l’iPod e mettiamo su un po’ di musica”
    “Buona idea” dico io “Almeno mi muovo un po’ che ho le gambe anchilosate”

    What if I wanted to fight
    Beg for the rest of my life
    What would you do?
    You say you wanted more
    What are you waiting for
    I'm not running from you


    Mentre ballavamo beatamente nel parcheggio come due pazze senza senso, in lontananza vediamo una macchina che si mette davanti a noi e con i fari negli occhi non riuscivamo a vedere più niente

    “E che cavolo! Abbassale per lo meno no?? Ma chi è? Spero non siano i carabinieri perché non ho voglia di litigare per la musica. Qua non abita nessuno in un raggio di 10 km”
    Si videro scendere due figure che si misero a chiacchierare li accanto alla macchina.
    “Carla abbassa il volume”

    Come, break me down
    Break me down
    Break me down

    What if I wanted to break...?


    “Mi domando perché debba esserci sempre gente idiota a sto mondo. Ora vado la e gliene dico quattro”
    “Angel no, aspetta. Calmati”

    Impuntata e con aria abbastanza adirata (e che cavolo!!) andai verso di loro:
    “Oh, scusate tanto! Ma sti fari non potreste puntarli da qualche altra parte? Io e la mia amica si stava per i fatti nostri e voi venite e ci abbagliate peggio di San Siro. Allora? Come la mettiamo?”
    “ehm…sorry but we don’t understand what you're saying” (scusa ma non capiamo cosa dici)
    “O__o ah, sorry. Can you switch off the lights please??” (ah, scusa. Potete spegnere le luci?)
    “Ah ok, no problem” (ok, nessun problema)

    Tra me e me pensavo – ma io sta voce la conosco, bah – e senza pensarci mi girai per tornare da Carla

    (per convenzione scrivo direttamente in italiano i dialoghi)
    “Ehi, ma sei qua per il concerto?”
    Portandomi una mano davanti al viso per non essere accecata dai fari dissi
    “Si, stiamo qua ad aspettare”
    “Così tante ore prima?”
    “Vogliamo stare in prima fila, devo gustarmi bene i fratelli Leto, soprattutto il più piccolino”
    Si misero a ridere
    “Perché ridete? Si lo so, sono solo pensieri di una ragazza che ha preso una bella craniata”
    “No no, ridiamo perché…ahahahahah, lascia stare”
    Finalmente si spensero i fari. Mi stropicciai gli occhi per via del cambio di luminosità e rialzai la testa…si, ricordo di aver alzato la testa…
    “… … -silenzio improponibile e imbarazzante- Carla…vieni qua…”
    “Angy che succede?? Che ti han detto?”
    “CARLA VIENI QUAAAAAAAA!”
    La mia amica iniziò a correre verso di me per paura che fosse successo qualcosa. Non guardò nemmeno nella direzione che stavo guardando io, viene da me e mi fa prendendomi per le spalle:
    “Oh, tutto bene?”
    “Si – faccio io – guarda chi sono?”
    Carla si gira, e casca in terra.
    “Ora capisci perché ridevamo?”

    Tempo di ripresa da tale shock, 10 minuti, tempo di reazione sensata e moderata…ancora in corso…

    Si, erano loro, Jared e Shannon. Proprio loro li nel parcheggio del Datch a fare non so cosa
    Presi per le spalle la mia amica e la feci alzare
    “Ehm…ok, non farò niente di azzardato anche se la voglia di saltarvi al collo c’è, ma come mai siete qua? Da soli poi? Tim e Tomo dove sono?”
    “Si stava a giro e siamo venuti a vedere il forum e a prendere un po’ d’aria fresca. Siamo un po’ provati per il jet lag. Tim e Tomo sono in albergo”
    “Ah…capisco”
    “Angel io svengo. Io non ce la faccio. Vado e me lo porto via” mi dice Carla
    “Ma siete solo voi due?” mi fa Jared
    “Pare di si. Le pazze siamo noi.”

    Ce ne stemmo per qualche minuto a squadrarci tra di noi. Carla poverina che non si reggeva in piedi e dovevo tenerla io, io che, non so, ma non stavo tanto sana…avevo i pensieri che facevano testa coda e se avessi potuto avrei volentieri levato la corrente…
    Non so nemmeno con che coraggio io abbia chiesto quel che ho chiesto…

    “Sentite, io ve la butto li, non si sa mai. Ho un paio di birre nello zaino, state qua a bere con noi?”
    Jared e Shannon si guardano, risero e dissero “Perché no? Grazie”

    *****! Ma allora qualcuno lassù mi vuole bene!!!
    Dissero qualcosa all’autista e ci inseguirono verso il nostro mini accampamento

    “Ma guarda come siate attrezzate. Roba da matti!”
    “Eheheh, dopo anni di concerti ci siamo evolute e ora siamo pronte ad ogni evenienza”
    Presi le birre, le aprì, le offrì ai ragazzi e dissi: “A cosa brindiamo?”
    “Al momento. Angel, io e te con i fratelli Leto qua fuori dal Datch. Ma ci pensi?”
    “In effetti…alla vostra ragazzi, a me e alla mia collega d’avventure e al concerto di domani sera”

    Il rumore delle quattro bottiglie che si toccarono risuonò per tutto il parcheggio sconfinato del Datch!

    Parlammo del più e del meno. Chiedemmo tutto quello che c’era da chiedere. Ridemmo per le più piccole idiozie. Sono due persone così alla mano che non sembrava nemmeno di avere davanti loro due.
    Mi fermavo sempre a guardare Jared negli occhi e quando mi vedeva, giravo sempre lo sguardo…
    Carla era a suo agio, non era né agitata né imbarazzata. Mi fece piacere.

    Non ricordo esattamente ciò che venne fuori in quelle 3 ore passate con loro, se dovessi raccontare tutto quanto farei fatica a ricordare…ma quel che provai no, sta ancora qua impresso nella mia anima
    Quando si levò il sole i ragazzi dovettero andare via

    “Ladies, dobbiamo andare. A stasera allora” fa Shannon
    “E’ buffissimo sentirvelo dire! Ahahah! Comunque si, se staremo in prima fila ci vedrete, sperando che non ci spodestino nel correre verso le transenne”

    Shannon arricciò le sopracciglia, stette un attimo a guardare il cielo che si stava poco a poco colorando, prese Jared, si allontanarono un attimo e parlarono tra di loro. Jared ci guardò un attimo e poi mise una mano sulla spalla del fratello annuendo.
    Tornarono indietro e ci dissero che siccome eravamo state così gentili da offrirgli un paio di birre avrebbero voluto poter ripagarci in maniera tale da permetterci di vedere il concerto senza nessun problema. Ci stavano in parole povere offrendo l’opportunità di andare ora con loro per poi entrare nel forum quando ancora i cancelli erano chiusi in modo da poter andare alle transenne senza problemi.
    Li svenni io…cascai in terra come una mela matura
    “Ma…mi volete dire che ora noi veniamo con voi? A fare cosa?”
    “Noi andiamo in albergo a riposare un po’. Magari vi fate una doccia e vi rilassate così stasera siete cariche visto che sono più di 24 ore che state qua a far niente.”

    Senza nemmeno pensarci due volte corremmo a prendere le nostre cose e salimmo in macchina con Jared e Shannon
    “Angy se è un sogno non svegliarmi”
    “Non ti preoccupare…non farò niente di simile…”

    Iniziavo già a viaggiare con la testa…


    (to be continued...)


    [link topic commenti prima pagina]
    Ultima modifica di Angel_Lyly; 01-08-2008 alle 16:42

  3. #3
    V.I.P


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    Predefinito Riferimento: Behind Blue Eyes

    CAPITOLO 3: …è L’unica Cosa Che Posso Fare

    Arrivate nei pressi dei Principe di Savoia scendemmo dalla macchina per andare su nelle stanze.
    Fuori dall’albergo c’erano già alcuni echelons ad aspettare che i 30 scendessero, ignari che due di loro fossero da ben altra parte!
    Foto e autografi!
    Io e Carla entrammo nella Hall mentre un bodyguard, sotto gentile richiesta di Jared, disse al personale che avremmo preso una stanza per due a nome loro. Eh beh, ci trattan bene!

    Non aspettammo i ragazzi perché ci dissero che avrebbero fatto un paio di cose prima di salire in stanza ma non sapevo se era per via degli echelons fuori dall’albergo o chissà che altro.

    “Carla chiama l’ascensore, siamo al 4 piano”
    “Che lusso però! Mamma mia, è la prima volta che entro in un posto del genere, e soprattutto con una stanza O__o”
    Salimmo nell’ascensore e mentre le porte si chiudevano vidi Jared al bancone, si girò verso di noi e mi fece segno Ok con la mano sinistra.
    L’ascensore saliva e io e Carla improvvisammo un balletto di euforia dentro quella cabina in metallo che andava su lenta come una lumaca!
    “Assurdo! No no, qua bisogna festeggiare!
    “Certo!! Doccia e poi vediamo cosa fare”

    Arrivammo in camera, posammo tutto sui letti e ci facemmo la doccia, poi in accappatoio ci buttammo sul letto e ci addormentammo…menomale dovevamo festeggiare XD
    Iniziai a sognare...c’ero io che correvo lungo un corridoio bianco, con addosso un camice da ospedale, non camice da medico ma da degente. Correvo e correvo…era come se oltre la porta in fondo al corridoio avessi la risposta al mio “perché?”.
    Arrivata, stento ad aprire la porta…prendo la maniglia, faccio scattare la serratura e…

    Toc toc…

    …Angel…svegliati…
    Mi alzai dal letto abbastanza spaventata. Stavo sognando?

    Toc toc…

    No, stavano bussando veramente
    Non volente mi alzai per andare ad aprire e iniziai a blaterare come una vecchietta.
    “Ma te guarda se mi devono rompere le scatole mentre dormo…tanto è sempre così –apro la porta – ora a seconda chi è gli spu…”
    Imbambolata come una statua di gesso…Jared sulla porta.
    “Ti disturbo?”
    “Eh…no no. Dimmi”
    “Tutto ok? State bene?”
    ”Si si, non preoccuparti. Grazie davvero. Se posso ripagare in qualche modo dimmi pure. Altra birra?”
    “No grazie, ora vado a riposare.”

    La situazione era molto imbarazzante e ancora stentavo nel credere che io fossi li…mi guardavo in terza persona. Era come se mi potessi estraniare da me stessa e vedere ciò che mi stava capitando.
    Avrei voluto dire a me stessa – vai, prenditi l’occasione – ma non ascoltai.
    Jared stava li davanti a me a guardare io che muovevo le mani in modo al quanto nervoso.
    Chissà cosa pensava, chissà cosa stavo pensando io piuttosto…avevo i pensieri abbastanza intricati tra di loro da formare una matassa informe di parole e immagini.
    Alzai lo sguardo, ci fissammo un attimo.
    Jared avanzò di un passo e si protese verso di me
    La paura traversò il mio corpo come una scarica elettrica, così forte da farmi tornare lucida in meno di un millesimo di secondo.
    Le uniche parole che dissi furono

    “Vado a riposare anche io allora. A che ora dobbiamo farci trovare pronte” dissi facendo un passo indietro.
    Jared scosse leggermente la testa. Indietreggiò e disse “Per le 6 va bene”

    Sorrisi e vidi che aveva una faccia un po’ strana…salutai e chiusi la porta.
    Guardai dallo spioncino e vidi che stette li davanti a guardare la porta…poi andò via.
    Io mi girai e appoggiano la schiena alla porta mi lasciai andare finendo a sedere.

    “Io…no…dai…cioè…va bene avere fortuna…va bene essere così sfacciate da non rifiutare una roba simile…ma a tutto c’è un limite…o no? Oddio cosa sto facendo? Non mi sono mai fatta problemi”
    Mi alzai e andai a tuffarmi sul letto, e mi misi a guardare il soffitto pensando a Jared e ai suoi occhi azzurri davanti ai miei azzurri anch’essi.
    Non riuscì più a prendere sonno.


    Qualche ora dopo

    Toc toc…
    “Ragazze andiamo”
    “Angel dai, prendi lo zaino e usciamo”
    “Si, ok”
    ”Tutto bene?”
    “Si si, non preoccuparti”
    Aprimmo la porta e c’erano due tizi mai visti prima che ci chiedevano gentilmente d’andare nella hall che c’erano i 30 che stavano per andare al Datch e non avrebbero di certo aspettato noi

    Scendemmo e finalmente si videro anche Tim e Tomo che vennero a conoscerci! Troppo gentili! E subito ci chiesero se avessimo un paio di birre anche per loro ghghgh

    Uscendo dall’albergo gli echelons erano aumentati a dismisura. Non poterono fermarsi più di tanto perché avevano il soundcheck da fare.
    “Voi vi mettete in fondo, il gruppo sta sempre davanti” ci disse un omone abbastanza possente che era li per controllare la situazione.
    “Ok ok, andiamo in fondo. Questo è meglio non contraddirlo ^^’’”” dissi a Carla ridendo.
    Salimmo sul pullman, e ci sedemmo in fondo.

    (continua sotto)

  4. #4
    V.I.P


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    Predefinito Riferimento: Behind Blue Eyes

    Quando i 30 ebbero finito salirono pure loro. Io me ne stavo a guardare nel vuoto, non mi sentivo molto a mio agio, forse per quel che avevo fatto qualche ora prima.
    “Ragazze cosa fate la?” chiese Tomo facendoci cenno di avvicinarci
    “Ma un tizio ci ha detto…” iniziò Carla “E io vi dico di venire avanti! Su!” finì Tomo.
    “Io rimango qua che sto comoda” misi lo zaino sul sedile vicino al mio e mi sdraiai.
    Mi misi la felpa sulla faccia e pensai a tutto e a nulla.
    Ad un certo punto la felpa venne alzata e mi vidi Jared li davanti che si affacciava dal sedile davanti al mio.

    “Perché te ne stai qua? Vieni avanti no?”
    “Mi sento a disagio. Scusami”
    “E di cosa? Con noi? Ma figurati. Vieni che ti fai due risate, c’è mio fratello che fa sempre qualche ******ata clamorosa e devi sentirle e vederle”
    ”Senti chi parla. Quello tranquillo che non fa mai niente di insano. Mr. Perfection lo chiamano”
    “Senti? Sempre a dire qualche cretinata come al suo solito”
    ”Jared ti lancio la borsa eh! C’è il computer dentro, fa anche male”
    “Dai Angel vieni avanti con noi” insisteva Jared
    ”Ma guardatelo…non mi considera nemmeno. Jared sei brutto!! Canti male! Hai sempre delle pettinature da checca”

    Jared prende il mio zaino e lo lancia dritto in faccia a Shannon
    “Allora! Vieni avanti con noi?” insisteva ancora Jared
    “Guarda che li dentro ho cose in plastica gli hai fatto male!”
    “Che fratello cretino che ho”
    Jared si gira e fa “Tanto in prima linea ci sto io, non gliene frega niente a nessuno se hai un bernoccolo o un graffio in viso” inizia a ridere come un disperato
    “Shannon ti ha fatto male?” chiedo abbastanza preoccupata.
    “No no, tutto apposto. Gli dai un calcio da parte mia tu che sei li?”
    “Ma…ma…”
    “Lei non è cattiva. E’ una brava ragazza non lo farebbe mai”
    Arricciando le sopracciglia e iniziando a ridere gli do un calcio alla gamba
    “Ehi! Ma come ti permetti di darmi un calcio??”
    Ci guardammo e iniziammo a ridere, Jared si riavvicinò al mio viso e mi fa sottovoce “…perché prima in albergo ti sei scansata?”
    “…sapessi la risposta te la darei…”

    “Siamo arrivati ragazzi!” fa Tim guardando fuori dal finestrino. Era esaltato come un bambino con in mano un lecca-lecca gigante!

    Mi alzai e guardai fuori dal pullman tutti quelli echelons che aspettavano di entrare al concerto, un urlo fortissimo si alzò da quelle file per salutare i ragazzi.
    Non nego di aver avuto un brivido lungo la schiena così forte che se avessi avuto un amplificatore attaccato si sarebbe sentito il suono di tale scossa.
    “Tim vieni, saluta anche te, ti insegno come si fa” fa Tomo
    “Ora la borsa in faccia te la prendi pure te eh!”

    Tra mille risate e noi che passavamo vicini alle file, iniziai a sentirmi abbastanza strana, abbastanza alienata per quel mondo che non faceva così tanto parte di me…lo avevo sempre visto da fuori, mai da prima persona…e avrei pagato oro per poterlo provare tutti i giorni.

    Si aprì il cancello ed entrammo dentro il parcheggio ben lontani dalle file, ma nonostante ciò alcune echelons ci inseguirono.

    I 30 scesero e io e Carla rimanemmo su
    “Andiamo, entriamo.”
    “Ehm, se ci vedono ci lapidano”
    “Ma figuratevi. Andiamo”
    Nonostante le parole, poco rassicuranti, di Tim, scendemmo anche noi. In effetti non ci considerò nessuno, erano tutte prese con Jared che faceva il cretino davanti alla rete per qualche foto in qualche posa oscena ^^’’

    Mi guardai indietro, lo guardai, poi mi girai e corsi verso Carla che stava parlando con Tomo.
    “Carla aspettami!”
    “Angel muoviti”
    “Tomo scusa se non capirai niente ma devo dire una cosa a lei, (in italiano) Carla, non so se ce la faccio…”
    ”Cara mia, dopo tutto ciò che ci è capitato penso che sia un po’ palese che questa sia la nostra occasione, non puoi tirarti indietro adesso”
    “Ma io qua mi sento già molto a disagio, soprattutto dopo ciò che ho fatto…”
    “°__° Cosa hai fatto scusa??”
    “Eh, tu stavi dormendo e Jared era venuto da noi, non so per quale vera ragione, ma si era avvicinato a me, io ho sviato il discorso e ho fatto un passo indietro”
    “…te sei scema…lasciatelo dire!”
    “Ma come faccio?? Non posso andare la da lui e dirgli – sai Jay scusa per prima sono una cretina ma sappi che io mi sono persa me stessa per te – mi prenderebbe per pazza”
    “Meglio pazza che cretina, o sbaglio?”
    Il povero Tomo non capiva niente e ci guardava con una faccia alienata, aveva solo capito che si parlava di Jared.
    “Caro Tomo, devi sapere che qua la mia amica…” iniziò Carla
    “NOOOOOOOOOOO! Zitta!!!” finì io.
    “Cosa ha fatto?” chiede Tomo abbastanza perso nei discorsi
    “Ma niente di che, ha solo Leto jr. nei pensieri.”

    Rossa! Rossa come un peperone.

    Tomo abbassò gli occhiali, guardò me e poi fece cenno con la testa verso Jared, nella direzione in cui stava lui per lo meno…
    “Ditemi che non è dietro di me. Ditemi che è andato a prendere un caffé”
    Mi sentì una mano sulla spalla e abbastanza morta mi girai e sentì “Amore miooooooooooo”
    “SHANNON!!! Te la lancio anche io la borsa eh!!!!!”
    Risero tutti quanti, penso che iniziarono a ridere anche quei muli che montano il palco
    “Vi faccio fuori tra tutti così stasera niente concerto ma tutti all’ospedale”
    “Dai Angel, non te la prendere” fece Carla
    “Guarda che ne prendi anche te eh!!!! >__< Vado a fare un giro! Tsk! Che modi!”

    Presi e andai a fare una passeggiata attorno al forum ma sempre non oltre i cancelli.

    Trovai un muretto abbastanza basso su cui sdraiarmi per poter grogiolarmi un po’ al sole invernale.
    Iniziai a ridere ripensando a Shannon che faceva in cretino. Per lo meno il morale sembrava risanarsi poco a poco…e invece…

    “Ehi scusa…”
    Pensai tra me e me – chi diamine è adesso? – “Si?”
    “Sei con i 30 seconds to mars?”
    “Ehm…si perché?”
    ”Puoi consegnare questa a Jared da parte mia?”
    ”E questa a Sha da parte mia”

    Non scesi nemmeno dal muretto e mi sentì chiamare

    “Angel vieni dentro!”
    “JAREEEEEEED!!! Vieni qua per favore!!! JAREEEEEEEEED”
    Volsi lo sguardo al cielo e mi rimisi sdraiata a fare quel che facevo prima sbuffando.

    Jay si avvicinò, prese le lettere, stette qualche minuto li e poi venne da me.
    “Entri? Noi siamo dentro a provare. C’è anche qualcosa da mangiare se vuoi”
    “Preferisco stare fuori grazie”
    ”Mi dici perché sei così irritata?”
    “Cosa ti fa pensare che io lo sia?”
    ”Perché stamattina non eri così”.
    Scendendo dal muretto dissi, mettendomi lo zaino in spalla “Non mi conosci, non dire cose che non sai..”

    ”…e se volessi conoscerti?”

    Mi girai, lo guardai e poi vidi ancora ancorate alla rete quelle due echelons di prima.
    “Entriamo vai, devi fare il s/c”
    “Ma mi hai capito?”
    ”Si Jared. Lo so l’inglese, grazie! Entriamo”
    ”No ora vieni qua”
    ”Senti, ci sono ste due che non penso capiscano una mazza di quel che stiamo dicendo ma non voglio stare davanti a loro”

    Jay venne, mi prese e mi portò di forza dentro

    “Jared devi provare, dobbiamo fare le spie” fa un tecnico
    “Non ora, scusate. Iniziate senza di me”
    ”Dove andiamo??”

    Andammo dietro il palco in una stanza bianca dove non c’era assolutamente niente.
    Ebbi un flash del sogno che stavo facendo qualche ora prima. Avevo il cuore che andava a mille.

    “E ora mi spieghi perché mi hai portata qua dentro. C’è Carla che mi starà cercando”
    ”Lei sta bene non preoccuparti. Piuttosto mi dici perché sei così scontrosa da stamattina? Che ho fatto?”
    ”Tu niente Jay, tu assolutamente niente…”
    “E allora perché mi rispondi male? Anche prima ti ho detto una cosa e non mi hai tratto benissimo, se questa deve essere la risposta alla gentilezza dimostratavi, la prossima volta me ne guardo bene dal fare qualsiasi cosa di carino!”

    …lo guardai negli occhi…quegli occhi così azzurri da perdercisi, da tuffarcisi dentro e lasciarsi trasportare senza tentare di tornare in superficie…
    “…perché…perché sono una cretina. Sono una folle. Sono partita completamente. Non riesco più a ragionare senza una vostra canzone, e penso d’essere molto cretina perché non ti conosco, perché ti ho qua davanti a me e non tento nemmeno di prenderti e saltarti al collo, non sto facendo assolutamente niente e penso seriamente di non sapere ciò che voglio…”

    Mi mise le mani sulle spalle

    “Forse lo sai ma hai paura”
    “Paura…probabile, dopo le pugnalate che ho preso in passato penso che sia più che naturale. Forse ho anche paura che succeda tutto così e poi addio, chi si è visto si è visto…forse sto cercando di evitarti il più possibile per non rimanerci da schifo dopo…”
    ”Ma se ti ho detto che voglio conoscerti…”
    ”E se fosse giusto una scusa per farmi scogliere come burro?”
    “Non mi conosci, perché pensi questo?”
    “Perché non mi fido più di tanto”
    “Posso farti cambiare idea?”
    “Non saprei…puoi riuscirci come no! Dipende da come sei te veramente…”

    “Ehi Jared, devi provare, siamo in ritardo!” fa una voce fuori dalla porta
    “Si arrivo”
    “Vai dai, sennò mi sento in colpa” dissi io abbassando la testa

    Senza preavviso sentì le sue labbra contro le mie. Un bacio a bocca chiusa, semplice, dolce, veloce…
    Rimasi ferma, immobile…

    “Vado!”


    (to be continued...)

  5. #5
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    CAPITOLO 4: With The Lights Out It’s A Little Less Dangerous


    “Angy dov’eri?”

    Ancora imbambolata, persa nel vuoto…

    “Angel!!!”
    ”Eh? Uh? Che c’è? Che è successo?”
    ”Dov’eri? Ti ho visto girare qua per i corridoi come uno zombie, sembri un fantasmino sperduto”
    “Uhuhuhuhuuuuuuuuu…”
    “Eri con Jay?? Che ha fatto? Che hai fatto??”
    “Niente di ciò che pensi”
    “Glielo hai detto?”
    ”Macchè…ma non voglio dirglielo.”
    ”Guarda che per me dovresti, si farebbe un’idea un po’ più concreta di te almeno”
    “Se lo dici te, comunque mi ha dato un bacio”
    “…scherzi?”
    ”No no, dico sul serio. E te?? Cosa hai fatto??? Eh!!!”
    “Ma niente ^^’’ Ho parlato con Tomo prima che salisse a provare”

    Ce ne stavamo a chiacchiera girando per il parterre del forum mentre i ragazzi provavano.
    Appena finito tutto ci chiamarono per andare a mangiare qualcosa nei camerini
    Non parlammo nemmeno, non ci scambiammo nemmeno mezza parola…e le mie paranoie crebbero più velocemente di quanto ci avevo messo nel pensarle.

    “Allora ragazze pronte? Ma è il vostro primo concerto nostro?”
    ”Beh, si. Io vi ho conosciuto tramite lei che mi faceva una testa tanta con…con la vostra musica e i vostri spettacoli e i testi e i video… - sapevo che stava per dire Jared al posto di elencare cose a caso – e le promisi che al primo concerto utile saremmo andate assieme.”
    “Riesco ad essere convincente in una maniera esorbitante quando mi ci impegno. E poi come poteva perdersi un concerto di un gruppo così bello?”

    Jared mi guardava mentre parlavo…imbarazzo totale.

    “Spero vi piacerà lo show. Dopo vogliamo sapere cosa ne pensate, ok?”
    “Si si, ma non possiamo rimanere tanto con voi, dobbiamo tornare a casa dopo”

    Jared posò la forchetta sul piatto e disse prendendo il bicchiere

    “Casa?”
    “…si, sai quella cosa grande, dove ci abiti? Casa!”
    “E perché dovete andare a casa? State con noi no?”

    Non sapevo se ne avesse parlato con gli altri visto che fecero una faccia un po’ stralunata e poi annuirono assieme come se volessero anche loro che non tornassimo a casa ma che restassimo a fargli compagnia

    “Ci pensiamo ok? Dopo ve lo diciamo”

    Visto che mancava poco all’apertura dei cancelli ci dissero d’andare sotto il palco a prendere posto.
    Lasciammo gli zaini nei camerini e andammo alle transenne

    Poco dopo aprirono i cancelli e girandomi indietro vidi tutti quei ragazzi correre verso di noi per prendere i posti migliori.
    Non nego d’essermi sentita un po’ fulminata dagli sguardi, penso che tutti quanti si chiedessero come mai due ragazze fossero già li…ma non me ne fregava niente…stavo pensando ai fatti miei

    “Angel non pensarci dai”
    ”Carla guarda, non so cosa fare (sottovoce) e non facciamo nomi sennò qua parte la rissa!”

    Ad un certo punto mi sentì una mano sulla spalla che mi chiamava
    Mi girai e vidi due ragazzine con la maschera da Pierrot che mi indicavano
    “Che c’è?”
    Queste si levarono la maschera e mi guardarono
    “Tu sei quella che prima stava con Jared dietro al Datch”

    Quando vuoi che una cosa non la sappia nessuno, immancabilmente capita l’inevitabile.

    Carla poverina mi guardava come per dirmi – e ora???

    “Chi? Io? No no, ti sbagli. Io ero fuori con voi”
    Da destra sentì
    “Non è vero. Io sono entrata che tu e la tua amica eravate già qua alle transenne”
    “Ti dico di no, eravamo fuori anche voi”
    “Impossibile, davanti a me non avevo nessuno. Perché state con i ragazzi?? Perché stavi con Jared?”
    La situazione non faceva molto piacere e non avevo voglia di starmene li a prendere insulti e rischiare la morte per delle fans-girl assatanate.
    “Carla che facciamo?”
    “Bel problema davvero!”
    “Allora lo ammettete che state con loro?? Perché voi si e noi no??”
    Io mi girai con aria abbastanza palese del tipo – e io che ne so???- mentre Carla chiamava uno della security.
    “Scusa, puoi andare a chiamarmi Tomo e dirgli che Carla e Angel hanno un problema?”
    “E perché dovrei andare a chiamarlo scusa?” fece questo qua
    Io mi affacciai tipo avvoltoio e dissi abbastanza adirata
    “Senta, se non vuole che i ragazzi si arrabbino con lei in primis per non averci aiutate e con sta mandria di ragazzine che vogliono il nostro scalpo da mettere in un raccoglitore di cimeli dei concerto dei 30, le conviene chiamare qualcuno dei gruppo per venire a darci una mano”

    Non so come io abbia fatto ma mi credette

    Dopo poco tornò e ci prese una alla volta e ci fece scavalcare
    “Andate nei camerini, vi aspettano la”

    Intanto sentivo paroline poco gentili provenire al pubblico.
    Mi girai verso di loro, stetti ferma ad ascoltare…iniziai a sorridere e poi corsi verso i camerini.

    Entrai dopo di Carla e vidi i ragazzi già vestiti, tutti di bianco pronti per lo show.

    “Angel tutto ok? Cosa è successo? Tu Carla? Stai bene?”
    “Si si Sha, non preoccuparti. Colpa mia che mi sono fatta beccare fuori, da due ragazzine, con tuo fratello. Mi han riconosciuta ed è successo il guaio”

    Jared mi guardò e mi chiese scusa. Non volevo assolutamente che si scusasse, la colpa era mia che ero andata a giro senza farmi problemi, ma non dissi niente.
    Carla andò a parlare con Tomo Tim e Sha, molto probabilmente aveva intuito prima che io e Jared intuissimo a nostra volta.
    Jay venne vicino a me mi prese le mani e alzò lo sguardo verso il soffitto.

    “Non fartene una colpa. Non rovinarti la serata”
    “Ah ma tanto…non è che io abbia possibilità di risollevarla”
    “Se devi essere pessimista allora non c’è nemmeno bisogno che io stia qua a parlare con te”
    Lo guardai con aria dispiaciuta, poi abbassai la testa. Jared lasciò andare le mie mani e si voltò per andare dagli altri…appena vidi la sua schiena mi sentì qualcosa allo stomaco.
    Era come se qualcosa mi soffocasse, come se fossi immersa nell’acqua e qualcuno mi tenesse ferma per non farmi respirare.
    Sentivo i muscoli del mio corpo lasciarsi andare piano piano, come se fossi rassegnata a rimanere sott’acqua perché incapace di ribellarmi…
    Poi una scarica elettrica attraversò il mio corpo…

    Do you live, do you die, do you bleed, for the fantasy…

    Non pensai più a niente di ciò che mi metteva paura…quella schiena bianca mi avrebbe rincorso anche nei sogni più nascosti e non volevo, non avrei permesso che un muro bianco si mettesse tra me e me stessa.
    Allungai le braccia e lo fermai, appoggiandomi su di lui con tutto il corpo
    “Forgive me…(perdonami) anche a provarci non ci riesco e divento quella che non sono. Jared, io ero venuta qua con l’intenzione di vederti e basta da lontano per rendermi conto da sola chi e cosa sei, per vedere se veramente vale la pena che io lasci tutto, tutta la mia vita avuta fino ad oggi per poterne iniziare una nuova altrove…cascherò nel ridicolo ma a fine anno mi trasferirò dai miei zii a LA solo perché qua mi sento come un pesce fuor d’acqua, ma soprattutto perché starei ogni giorno abbastanza vicina a te. Non volevo cercarti, non volevo passare la mia vita a rincorrerti, non avrei mai fatto una cosa simile, ma mi sarei data la possibilità di vederti normalmente per la città. Avevo paura a lasciami andare perché pensavo che avrei compromesso la mia decisione; invece, sei tu che mi hai trovata. Se ciò non ti va bene, non voltarti, resta così e va via da qua, non farmi perdere in quegli occhi azzurri, non voglio vedere il tuo sorriso…in caso contrario voltati.”

    E’ vero. Chiusi gli occhi e iniziai a piangere, convinta che le parole di una ragazza di 2X anni non avrebbero mai potuto colpire così tanto una persona come lui, non perché lui sia diverso, ma perché non avrebbe avuto problemi a farlo con la vita che fa.
    Sentivo in lontananza i ragazzi che ridevano con Carla, avevano sentito? Avevano visto? E se si, cosa stavano pensando?

    Stavo per abbandonarmi perché non sentivo niente, stavo ferma li con lui tra le mie braccia, quando sentì le sue mani sulle mie, si liberò dalla morsa…e si voltò verso di me.
    Pensavo comunque che mi avrebbe detto parole gentili prima d’andarsene e invece sentì un qualcosa che nemmeno nei miei sogni mi immaginavo

    “Proviamoci, non voglio levarmi questa possibilità e né tanto meno a te. Non lo faccio per compassione, non fraintendere. Mi è passato un bagliore ieri sera mentre si stava fuori dai cancelli, ti guardavo fare le più piccole cose, ti guardavo dall’alto lo ammetto, ma mi hai fatto scendere….proviamoci!”
    “Lo dici perché ti ho detto che vengo a LA o perché davvero lo pensi?”
    Mi diede una pacca sulla testa e disse “Ma quanto sei tonta…non dico cose così per dire”
    “Eh e io questo come faccio a saperlo?”
    “Altro motivo per conoscerci meglio…”

    Mi accarezzò i capelli, e portando le mani sul mio collo mi diede un bacio a fior di labbra.

    Sentivo ancora che gli altri parlavano come se niente fosse, magari lo facevano perché non volevano intromettersi o per chissà quale motivo, qualche minuto dopo avrei saputo che non si accorsero di niente perché intenti a guardare video stupidi in internet ^^’’

    Quella sera il concerto io e Carla lo vedemmo dal lato del palco. Vedevo che tra Carla e Tomo c’era abbastanza sintonia ed ero contenta.
    Gli echelons si dimenavano tanto quando Jared.
    Io non cantai e non mi mossi da dove stavo per nemmeno cinque secondi.
    Abbracciavo la mia amica perché tutte e due stavamo vivendo quella avventura.

    Quando Jared finiva un pezzo si girava sempre verso di noi. Sorridevo sempre per rispondere che ero li.
    La musica dei 30 seconds to mars investì tutti come un’onda di energia pura, lo spettacolo fu eccezionale, una carica fortissima e una sintonia sul palco perfetta. Pareva di sentirti veramente su un altro pianeta durante il concerto.


    (to be continued...)
    Ultima modifica di Angel_Lyly; 03-08-2008 alle 02:40

  6. #6
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    CAPITOLO 5: Oh, It’s So Beautiful

    Il tour andò bene, alla fine decidemmo di restare, anche se sarebbe più opportuno dire che fummo obbligate.
    Avevamo i compiti più disparati per impegnare le nostre giornate ed eravamo libere di visitare le varie città e i vari studi di radio e le varie Mtv locali, io di certo non mi lamentavo, e contando che ogni giorno potevo abbracciare Jay, la situazione mi pareva ancora più bella del giorno prima.
    Carla invece stava instaurando un rapporto molto bello con il nostro caro Tomo, e lui stesso pareva molto più rilassato, almeno questo è quello che ci dicono gli altri tre, e noi gli daremo retta ^^

    Le giornate passavano così.

    La cosa più bella era intrufolarci tra gli echelons e fare le cretine urlando come delle disperate appena si vedevano i 30 o da una finestra o da un balcone o mentre suonavano qualche pezzo in unplugghed per qualche trasmissione.
    Addirittura una volta siamo riuscite a farci scegliere come pubblico per una trasmissione norvegese, che risate!
    “Ehi ehi, siamo italiane, siamo venute qua per i 30 seconds to mars” e via, a sedere tra altri echelons! Poi si chiedono perché Shannon ride sempre durante le trasmissioni. Gli raccontavamo anche qualche aneddoto di qualche echelon, in fondo le idiozie le facciamo tutti quanti ahahahahah, Jared iniziava ad odiarci amorevolmente ma sotto sotto rideva anche lui ghghgh

    In Inghilterra capitò qualcosa di imprevedibile, non avrei mai pensato che ci saremmo ritrovate in una situazione così…insolita!

    Si stava passeggiando per Carnaby Street, piene di buste e con un’aria così compiaciuta che se mi avessero fotografato si sarebbe vista la mia faccia da ebete in tutto il suo splendore.
    “Angy, guarda che carinoooooooooooo!! Entriamo, è un negozio bellissimo, tutto vintage strano”
    “Ok, aspetta però che sistemo le buste perché sennò non riesco più a muovermi”
    Trovi un posto dove appoggiare le buste un attimo per sistemarle e mi sgranchì la schiena
    “Mamma mia, ho preso troppa roba…qua mi partono tutti i soldi davvero”
    Stavo beatamente facendomi gli affari miei quando…
    “Ehi, no no, avete sbagliato persona….io?? Ma che dite? (in italiano) Angeeeeeeeeeeeel! Corri”
    Mi girai verso Carla e la vidi attorniata da quattro ragazze
    Li per li non capì niente, non mi pareva niente di strano, poi ci riflettei su per mezzo secondo
    “Oh cavolo…sta a vedere che…”
    Corsi con le buste e tutto, mica potevo abbandonare sterline su sterline di shopping li al loro destino, verso la mia amica
    “Che succede?”
    “Ah, ecco l’altra. Voi due perché siete sempre dappertutto?”
    “Noi? Ma cosa dite” dissi io con aria sorpresa, ma sapevo benissimo cosa intendevano
    “Scusate ma dobbiamo andare via. (in italiano) Carla muoviti queste ci han riconosciuto e sanno che giriamo con i 30”
    “E come diamine han fatto? E tanto ci sono foto e quant’altro? O magari…dalle trasmissioni? Ma non ci riprendevano nemmeno poi più di tanto…”
    Mi catapultai a chiamare un taxi per poter andarcene da li.

    Promemoria; in Inghilterra guidano a sinistra! Ricordatelo! Per poco non mi misero sotto!

    Salimmo sul taxi e ci facemmo portare all’albergo.
    Li sotto trovammo altri echelons
    “Ma sono ovunqueeeeeee. Ora capisco molte cose -__- Che facciamo? Se ci riconosco anche qua siamo messe come prima. Ci mangiano vive”
    “Aspetta, ho un’idea”
    Chiesi al taxista se era possibile che lui andasse dentro la hall a chiedere di chiamare almeno una delle bodyguard dei ragazzi in modo da farci entrare in tranquillità, ero abbastanza spaventata ma in fondo tranquilla, so che non sarebbe successo niente ma agì così senza pensarci due volte

    Salimmo su nelle stanze, entrammo, lanciammo le buste sui letti e iniziammo a ridere come matte!
    “Ma te ne rendi conto?”
    “Si ma adesso come facciamo? Ora andranno in internet e tutti lo sapranno che ci stan due appresso ai 30…mi sa che va detto ai ragazzi”

    Uscimmo per andare a parlare con i ragazzi, Carla andò ad avvisare Tomo, poi avrebbero chiamato gli altri due con il telefono, io andai da Jay.
    Bussai alla porta

    “Jared, sei sveglio?”
    ….
    “Jared…ci sei?...magari non è nemmeno in stanza”
    Passava di li una signora delle pulizie e mi feci aprire la stanza. Entrai un po’ intimorita, non sapevo se avrebbe acconsentito ad una cosa simile…in effetti avrei potuto sentire Sha ma non ci pensai sul momento.

    Percorro il piccolo corridoio e lo trovo addormentato sul letto. Mi fermo a fissarlo per un po’, poi mi avvicino piano per non svegliarlo, e inizio ad ammirarlo con una piccola euforia.
    “Jay…”
    “…uh? Angel? Che ci fai qua?”
    “Mi sono fatta aprire la porta, devo dirti una cosa”
    “Puoi dirmela dopo? Vieni qua, sdraiati con me che dormiamo”
    Un pisolino me lo faccio volentieri, pensai, e mi misi accanto a lui. Jared mi mise il braccio sinistro sul fianco, fronte contro fronte ci addormentammo.

    Non so quanto effettivamente dormimmo, ma quando mi svegliai vidi lui sveglio che mi guardava.
    “Sei già sveglio? Perché non mi hai svegliata?”
    “Non volevo disturbarti e poi mi piaceva stare a guardarti così mentre dormivi”

    Un sorriso apparve un sul mio viso

    “Che è successo che sei venuta qua da me?”
    “..ah si…eravamo in giro io e Carla e delle ragazze ci han riconosciute e siamo dovute scappare. Non mi sono mai sentita così persa”
    “Benvenuta del club”
    “E ora? Che facciamo?”
    ”Ora dovreste comportarvi come facciamo noi, oppure girate assieme a noi, come volete. Ma niente più idiozie per passare il tempo. Se volete muovervi vi facciamo accompagnare”
    “Uffa, da una parte ero curiosa di vedere cosa si provava, ma ora ne farei anche a meno”

    Stampai la mia faccia sul cuscino e iniziai a lamentarmi
    Jay si avvicinò a me, mi alzò la testa e mi diede un bacio…non come quelli di prima, un bacio vero, un bacio sensuale, da assuefazione, un bacio gentile, delicato, con un buon sapore…restammo così per qualche minuto, poi mi guardò e appoggiò la testa sul mio petto
    “Angel, se c’è qualcosa che non va sei libera di dirmelo. Qualsiasi cosa non ti vada bene parlamene, non tenerti tutto dentro. Non lo sopporterei”
    “Perché mi dici questo?”
    ”Per mettere qualche carta in tavola e per far funzionare meglio le cose”
    ”Non preoccuparti”

    Nel tardo pomeriggio i ragazzi sarebbero stati ospiti in una trasmissione locale…ma prima, Mtv!

    Toc toc…toc toc…
    “Jared, dobbiamo andare”
    “Si arrivo. Aspettate un attimo, mi metto le scarpe”
    Tim era passato a chiamare Jay per andare negli studi di Mtv dove sarebbero stati ospiti nel programma del pomeriggio.
    “Angel vieni con noi, che poi andiamo ad una radio per un programma in acustica, che dopo non torniamo in albergo, andiamo direttamente al palazzetto per il concerto”
    “Ah ok, ma non voglio che si crei confusione con me e Carla tra i piedi”
    ”Tranquilla”

    Mi misi le scarpe, mi sistemai il trucco e uscimmo.
    Tim sgranò gli occhi nel vedermi uscire dalla stanza. Mi scappò un sorriso tipo – c’est la vie – e mi avviai per le scale.
    Stavo per scendere quando mi sentì portare via per un braccio
    “Ohhhhhhh aspetta che casco”
    “Corri che c’è l’ascensore”
    “Jay mi fai male”
    Entriamo dentro l’ascensore e Jared premette subito il pulsante per scendere.
    Tim corse per entrare ma arrivò tardi, si vide giusto il dito medio di Jared ed un sorriso un po’ a presa in giro come per dirgli – ora ti fai 7 piani di scale.- Povero Tim ^^’’.
    “Ma dai, che cattivo che sei”
    “Volevo stare ancora un po’ con te visto che poi sono abbastanza impegnato”
    “Ma potevi anche dirglielo no?”
    “E perché avrei dovuto? E’ più divertente far così”
    “Che carogna che sei”




    (continua sotto)

  7. #7
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    Predefinito Riferimento: Behind Blue Eyes

    Nei sette piani che ci dividevano dal piano terra ci lasciammo andare a qualche effusione, qualche bacio e qualche morso, poi le porte si aprirono e corremmo nella hall per non farci trovare da Tim che lo sentivamo urlare per le scale
    “Shannon ferma quello ******o di tuo fratello!”

    Si stava per varcare la soglia della porta d’ingresso e Tim arrivò nella hall saltando gli ultimi cinque scalini della rampa.
    Shannon poverino si stava facendo gli affari suoi e non capì cosa stesse succedendo.
    Mentre me ne stavo a ridere con Jared che mi teneva per un braccio feci cenno a Tomo e Carla di uscire che stavamo per andare via.
    “Jared sei uno ******o! Fermati”
    “Tim che è successo?” chiede Carla dall’altra parte della stanza, a dire il vero lo urlò perché la hall era un po’ dispersiva
    “Quel deficiente mi ha lasciato a piedi al settimo piano e lui e Angel si sono intrufolati nella ascensore”

    Shannon iniziò a ridere come un pazzo facendo cadere una borsa, si stava piegando in due dalle risate!
    “Ridi ridi, ******* anche a te Sha”
    “Ma cosa ho fatto adesso? Tim sei un *******e aahahah”

    Povero Tim, era quello preso in giro da tutti e tre, ancora devo capire perché ma ci si provava gusto, e lui non se la prendeva così tanto!

    Io e Jay ci infilammo dentro il furgoncino, non considerò nemmeno uno degli echelons che stavano li fuori.
    Mi guarda e fa “Aspetta”
    Uscì un attimo dal furgone e disse “Abbiate pazienza ma è in corso una caccia all’uomo. Non posso fermarmi con voi, passate una bella giornata e…bo? E’ uguale, venite stasera al concerto che ci si diverte.”
    Finito il discorsone rientrò, venne da me, mi diede un bacio sulla fronte e iniziò a ridere…ma il furgoncino aveva il finestrini oscurati vero??

    Tomo e Carla entrarono seguiti da Shannon e Tim un po’ affannato.

    “Tim tutto bene?? Ahahaha”
    ”Jared sei uno ******o.”
    ”Te la prendi per poco eh…si scherza”

    Facemmo il viaggio tra risate e bicchieri in carta che volavano da una parte all’altra

    “Angel ma cosa è successo?”
    ”Ma niente, ero in camera sua, Tim ci ha chiamati ma non sapeva che ero da Jay. Siamo usciti per venire giù e sono stata trascinata dentro l’ascensore lasciando Tim a piedi.”

    Carla iniziò a ridere di sano gusto che Tim deve aver capito nonostante stessimo parlando in italiano

    “Ridi ridi pure te…sempre a trattami male voi -___-“
    “Dai Tim, prendila con filosofia, hai fatto del sano movimento fisico” fa Shannon ridendosela ancora
    “L’ha fatto anche tuo fratello movimento fisico da quel che ho visto”

    Shannon si gira verso suo fratello sgranando gli occhi
    Jared arricciò le spalle e mi abbracciò. Guardai Shannon e arricciai le spalle anche io, iniziando a ridere.

    La trasmissione ad Mtv andò bene. Io e Carla ce ne stavamo dietro le quinte in lontananza alle spalle degli echelons presenti. Non ricordo che qualcuno si girò e ci vide, erano tutti impegnati a guardare i ragazzi.
    Poco prima della fine della trasmissione ce ne andammo per aspettare i 30 nel corridoio per poi andare alla radio per la trasmissione successiva.

    Qua le cose andarono un po’…peggio

    Il DJ presentò i 30 e loro entrarono negli studi, anche qua c’erano una decina di echelons inglesi che fremevano nel vedere i ragazzi. Io e Carla ce ne stavamo in disparte senza dare noia a nessuno, nel mentre lei mi raccontava che con Tomo ci stava bene, che stavano spesso a parlare e si scambiavano qualche effusione carina anche loro, ma senza mai baciarsi.
    Lei a confronto mio è abbastanza più riservata e con maggiore osservazione personale prima di lasciarsi andare, cosa che a me manca purtroppo, forse è per quello che poi prendo le bastonate ^^’’

    Durante la trasmissione venne ritagliato uno spazio per le domande degli echelons al gruppo.
    Vennero poste le solite domande un po’ idiote, un po’ sensate, non cambiano mai, indipendentemente dal gruppo… che fantasia!
    Ad un certo punto una echelon fece una domanda a Jared, io non stavo nemmeno ad ascoltare cosa dicevano, stavo ciarlando beatamente con Carla di affari nostri, poi con la cosa dell’occhio vidi un movimento, mi girai e vidi che questa ragazza si alza e va da Jared, gli consegna una rosa e mentre Jared si protraeva in avanti per ringraziarla con i soliti baci sulle guance, questa qua lo prende alla sprovvista e gli molla un bacio sulla bocca.

    Jared indietreggiò di colpo, gli altri rimasero fermi immobili, Carla si girò verso di me. Io stavo ferma, impassibile…
    Tomo guardò nella nostra direzione e poi disse una cosa nell’orecchio a Shannon, il quale prese il microfono e disse
    “Tu, non hai pensato che magari una cosa simile poteva essere inappropriata?”
    “Ho avuto l’occasione e non me la sono lasciata scappare”
    Jared non disse niente, non rispose, non commentò. Si mise gli occhiali da sole e se ne stette fermo impassibile per i successivi 15 minuti di trasmissione

    Saluti, abbracci e autografi e andammo via per andare al palazzotto per il concerto.

    “Angel aspetta, dove vai?”
    “Mi avvio al furgone, digli che sono giù. Vi aspetto li”

    Scesi le scale e uscì. Davanti mi trovai una schiera di echelons che aspettavano i 30

    “Lei è una delle due ragazze che stanno con i 30”
    “Si è lei. Chi sei? Perché sei con loro?”
    “Come ti chiami? Stai con uno di loro?”

    Io stavo li impassibile ad ascoltare quel che dicevano…a tentare di capire ciò che dicevano, avevo cominciato a chiudere i miei pensieri su loro stessi come una tartaruga
    Abbassai la testa, mi misi gli occhiali da sole, alzai lo sguardo al cielo e dissi
    “Mi chiamo Angel, sono italiana e sono ospite dei 30 durante il tour europeo. Niente di più niente di meno. Vi prego, lasciatemi stare, non perdete tempo a farvi paranoie inutili. Non sono nessuno”

    La porta dietro di me si aprì, mi girai e vidi Jared con uno sguardo triste.
    Corse verso di me e mi abbracciò.

    Gli echelons iniziarono a lamentarsi parlando alla rinfusa. Non capivo assolutamente niente. Sentivo solo quell’abbraccio così stretto da farmi mancare il fiato. Sentivo il suo respiro affaticato. Sentivo che voleva dirmi qualcosa ma non sentivo nessuna parola uscire dalla sua bocca.
    Allentò la presa, mi guardò attraverso i suoi occhiali da sole, prese e andò davanti agli echelons


    (continua sotto)

  8. #8
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    “Trattatela bene. Lei sta con me”

    Io che davo le spalle a loro, mi portai le mani sulla bocca e iniziai a singhiozzare
    “Angel, vieni qua”
    Mi girai e andai vicino a Jared. Mi mise una mano attorno alla vita e ce ne stemmo li a non fare niente. Iniziarono ad apparire macchine fotografiche e vidi qualche flash.
    Mi sentivo abbastanza persa nuovamente. Perché stavo li? Perché me ne stavo ferma a farmi fotografare così spudoratamente?
    “Jared io non voglio questo”
    Sottovoce mi spiegò che era meglio così. Neanche a lui piacevano queste cose, che avrebbe preferito che restasse tutto tra noi, ma mi fece notare che ero in una situazione molto spiacevole, che oramai giravano foto di me e Carla ma che non si sapeva chi eravamo e né tanto meno perché eravamo con loro, così facendo avremmo messo le carte in tavola facendo capire i fatti.
    Il resto sarebbe rimasto solo tra noi, tra me e lui.

    Dopo nemmeno cinque minuti apparvero gli altri, salimmo sul furgone e andammo al palazzetto.
    Durante il tragitto me ne stetti tra le braccia di Jared, non parlai con nessuno e nessuno disse una parola se non un –come stai? – ogni tanto.

    Avevo una paura tremenda…

    All’interno del palazzetto le cose non sembravano migliori. Io ero molto sulle mie e Jared stava seduto a fissare il vuoto con in mano Artemis.
    Ho dei ricordi confusi di quelle ore passate li dentro, quei minuti non passavano mai e io avevo quella scena in loop nella mia testa, non sapevo se credere a me stessa o a quel che avevo visto? Ero pronta per una situazione così? Potevo stare al passo con una persona del suo calibro? Potevo sopportare situazioni analoghe? Non riuscivo a rispondermi.
    Shannon andò dal fratello per cercare un dialogo ma non trovò risposta, venne da me allora

    “Angy, come stai?”
    ”Di ****a…”
    ”Posso capire, credimi”
    Lo guardai come per dirgli – ma davvero?.
    “Uff…Shannon Shannon…cosa devo fare? Rispondimi. Tu sei suo fratello, lo conosci meglio te di chiunque altro e sicuramente meglio di me ora come ora”
    Sha prese un paio di birre, le aprì e una me la diede a me
    “Vedi, ci sono volte in cui sei in certe situazioni che difficilmente riesci a risolvere. Non puoi sempre pilotare tutto quanto, alcune volte sei succube altre volte invece puoi evitare. Purtroppo, e non è una scusate lo so, siamo a contatto con migliaia di persone tra le quali ci sono quelle che non si fermano davanti a niente, che pur di raggiungere un punto, scavalcherebbero anche l’insormontabile, fregandosene di tutto e tutti. Devi sempre fare il gentile nei limiti, anche quando hai una giornata nera dovresti essere sempre sorridente e disponibile, non puoi permetterti molto anche se puoi avere tutto. Lo conosco, non sta bene, è amareggiato e si sente in colpa per ciò che è successo, ma non poteva prevedere e non è stato capace di evitare ciò. Ma credimi…non hai nulla da preoccuparti.”

    Lo guardai dritto in quegli occhi verdi, sorrisi e andai da Jay.
    Gli misi le mani sulle spalle, lui alzò lo sguardo e io mi chinai a baciarlo
    “Non preoccuparti. Io sto bene, va tutto bene. Stai tranquillo, rilassati e dai il meglio di te su quel maledetto palco. Dimenati, urla, suona, canta, esprimi tutto quello che hai nell’anima, non tralasciare niente. Voglio vedere cosa Jared Leto può fare, voglio vedere te stesso, voglio poter riuscire a toccare le tue vibrazioni, voglio vederti volare”

    Appoggiò Artemis per terra, si alzò e mi abbracciò così forte che mi sentì quasi soffocare, sentivo le mie costole comprimere i miei polmoni ma il dolore era attenuato dalla morsa attorno allo stomaco

    “Te lo prometto. Farò il migliore concerto. Sarà il tuo concerto. Sarà il nostro concerto. Volerò più alto possibile, e dopo, tornerò a prenderti per portarti con me”
    Mi baciò, prese la chitarra, si mise la maschera e assieme a Shannon, Tim e Tomo andò sul palco, pronto per quel concerto che viene ricordato come “oltre i 30 secondi”.

    Finito il concerto ci fu la classica routine degli autografi e foto fuori dal palazzetto.
    Io ero tranquilla, Carla pure. Durante lo show mi disse che sarebbe andata in California da Tomo ora che il tour era finito. Era contenta, era felice, e ancora non si erano baciati, il che rendeva la situazione migliore della mia.

    Guardavo Jared attorniato da mille echelons, impazienti di potergli parlare per qualche minuto, scattare qualche foto e abbracciarlo, ero felice perché anche se con poli negativi, quella vita mi piaceva e sapevo di poterla accettare in tutte le sfumature possibili.

    Dopo qualche minuto Jared salutò tutti, compresi i ragazzi, venne da me e mi portò via.
    Chiamammo un taxi per farci portare in albergo, non si cambiò nemmeno, lasciò detto di portare via la sua roba.
    Arrivati salimmo su in ascensore.

    “Piaciuto il concerto?”
    “Tu cosa dici?”
    ”Dico di si”

    Le porte di aprirono, Jay mi prese per un braccio e iniziò a correre verso la sua stanza.
    Aprì la porta, mi fece entrare, mise fuori il cartellino “Do not disturb”, chiuse e rimase sulla porta.

    “Vieni con me a LA. Non parto senza di te.”
    “Jay, non posso partire così senza avvisare e senza nulla dietro. Ho un sacco di cose che mi servono e non posso stare senza”
    ”Nessun problema. Ci pensiamo. Risolveremo tutto quanto, basta che tu venga con me”
    “Non te lo posso promettere”
    ”Perché? Non vuoi venire via con me?”
    ”…si, lo voglio…ma così, di punto in bianco. Devo parlare in famiglia prima, devo avvisare, devo salutare tutti, salutare i miei amici, devo pianificare tutto quanto, così su due piedi non posso farlo razionalmente anche se vorrei.”
    “Allora ti aspetto, io senza di te non torno a casa”

    Si avvicinò a me, mi mise le mani sui fianchi, mi guardò dritta negli occhi.
    Iniziai a baciarlo.
    Le sue mani mi accarezzavano i capelli, le mie, il suo viso.
    Mi fece sdraiare dolcemente sul letto, e poco a poco ci levavamo i vestiti.
    Potevo passare le mani su quel corpo, potevo baciarlo ovunque.
    Mi faceva provare brividi ogni volta che mi baciava su qualsiasi zona del mio corpo. Mi sentivo avvolta da un turbine di sensazioni così forti da non poterle gestire.
    Vederlo sopra di me, così rilassato, così pieno di emozioni, mi mandò in paradiso.

    Quella sera io e Jared facemmo l’amore per la prima volta.
    La mia vita cambiò nuovamente…


    (to be continued...)

  9. #9
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    CAPITOLO 6: I Believe…

    Essendo oramai finito il tour tutti tornammo a casa.
    Salutai Carla che andò ad avvisare i suoi che sarebbe andata in California per qualche settimana per farsi una vacanza primaverile dato che erano gli inizi di Marzo.
    Dicono che in quel periodo in California si stia bene.

    Io tornai a casa mia dopo aver salutato i ragazzi che da Londra partirono per andare a casa loro.
    Appena arrivata a casa, salì le scale ridendo, presi le chiavi dallo zaino, aprì la porta e mi trovai i miei gatti, come al solito d’altronde, a miagolare come due pazzi appena mi videro apparire, dopo di che scapparono via in cucina.

    Appoggiai le chiavi sul mobile dell’ingresso.
    Sentì aprirsi la porta di una camera e stetti ferma li dov’ero per vedere chi arrivava, se mio fratello, mio padre o Susanna.

    “Angel sei tornata...oh ciao!”
    “Papà, lui è Jared, Jared Leto, non parla l’italiano quindi mi sa che devi sfoderare il tuo inglese maccheronico”
    “Ma è quel Jared? Cioè, sei te?”
    “Jared ti sta chiedendo se sei davvero quel Jared”
    Jay iniziò a ridere e annuì

    Mio padre chiamò mio fratello che come al solito era al computer a giocare, non è che si schiodasse poi più di tanto da li. Susanna invece era al lavoro e sarebbe rientrata a momenti.

    Portai Jared in camera mia per lasciare le borse e sistemarci un po’

    “Vieni entra”
    Jay si guardò in giro e vide che camera mia non è poi così come se l’aspettava, chissà, forse pensava di trovare una miriade di poster, foto e quant’altro sui muri, avevo giusto una foto accanto allo specchio e i cd nelle colonnine.
    Era abbastanza compiaciuto e divertito.

    Quando arrivò Susanna li presentai e devo dire che lei era la più sorpresa in quella casa. Tutto si aspettava tranne di vedere lui in casa nostra. So cosa avrebbe voluto chiedergli successivamente ma non glielo chiese mai.

    La giornata passò in tranquillità. Io e Jay passammo il tempo in camera a chiacchierare e a farci qualche effusione, nulla di che.
    A cena finalmente affrontai il discorso

    “Jay scusa ma devo parlare in italiano per un po’”
    ”Non preoccuparti.”
    “Vi devo dire una cosa. Jared è qua con me perché non vuole tornare in California senza di me. Non stiamo assieme assieme, diciamo che è giusto una prova, un tentativo per conoscerci meglio. Siamo stati assieme durante questo tour e ci siamo scoperti. Ci vogliamo bene e stiamo bene assieme. A Londra ho dovuto rendere noto chi fossi, e non solo io ma anche la mia amica, perché i fans ci inseguivano avendo scoperto che stavamo con loro da dopo la data italiana. Ammetto che è stato traumatico. Passerò qua a Pisa due settimane assieme a lui, sempre che possa stare qua da noi sennò prenderà una stanza in albergo, dopo di che partiremo per la California e…vedremo come andrà. Ha pensato anche all’opzione – ci abbiamo provato ma niente – e si offre nel caso di rimandarmi a casa qua a spese sue con tutta la mia roba. Tutto tranquillissimo quindi. Non preoccupatevi ok?”

    Dopo dovetti tradurre tutto quello che avevo detto. Naturalmente non volevo fare l’interprete con mio padre e mio fratello che l’inglese, ahimé, lo parlano molto maccheronicamente, quindi gli dissi che, o parlavano in inglese, o amen ^^’’’
    Fu abbastanza divertente vedere mio padre e Nicola cercare di farsi capire e Jay che faceva le facce sconcertate perché capiva cosa stessero dicendo ma sentiva taaaaaanti di quegli errori da far rabbrividire anche un bambino di 3 mesi ahahahahah.

    I giorni trascorsi a Pisa assieme a Jay furono bellissimi. Gli dissi che giusto un paio di persone avrebbero potuto riconoscerlo e fermarlo qua in città, ma che era meglio uscire un po’ camuffati, le classiche cose, occhiali, cappello e via, ma giusto per non far vedere il viso scoperto. Insomma, le solite cose! Ghghgh!

    La sera uscivamo, lo presentai ai miei amici più stretti e furono contenti di vedermi accanto alla persona di cui parlavo da qualche anno. Erano tutti soddisfatti di me e io ero fiera di loro.
    Ogni tanto andavamo in un locale per sentire un po’ di musica rock. Li nessuno si preoccupa di chi hai accanto e potevamo fare quel che volevamo. Io mi mettevo a ballare con Jay che mi guardava seduto beatamente a sorseggiare una scura doppio malto!
    Ogni tanto mettevano Attack (confesso, chiesi io al DJ, un amico di famiglia, di metterla in playlist per farmi contenta) e quando sentivo l’attacco mi fermavo, iniziavo a ridere e andavo da Jay ad abbracciarlo.
    “Grazie! Ti voglio bene”
    “Grazie di cosa?”
    “Di quel che fai e di stare con me e di portarmi con te!”

    Andammo anche a qualche festa universitaria, ci divertivamo come matti. Rideva per le canzoni che mettevano ma che voleva farci? Qua siam fatti così!
    Gli feci un po’ da cicerone per la città, mi diverte sempre farlo. E lui non rifiutava mai sentire qualche spiegazione strampalata con parole insensate giusto perché non sapevo come tradurre alcuni termini assurdi ahahahah!

    Lo presentai anche a mie Nonna e mia Mamma…molto soddisfatte di ciò questa volta mi lasciarono andare più serenamente. Mi riempirono il cuore di gioia.
    Mia nonna era la più euforica di tutta la famiglia quando glielo portai a casa. Lei che non parla niente di inglese dovevo tradurre tutto quanto ma sapeva farsi capire a gesti. Che nonna che ho!

    Mia mamma fece l’ennesima cosa che ha fatto con tutti quelli prima di Jay.
    Per lo meno lei l’inglese lo parla ^^

    “Oh, trattamela bene eh! Lasciami indirizzo, numero di telefono, che se serve vengo e ti rigiro come un calzino se scopro che me la tratti male”
    ”MAMMAAAAAAAAAAA!!!!”
    “Angeeeeeeeeel…io metto le mani avanti. Non si sa mai”
    “Eh ho capito ma così me lo traumatizzi. E che cavolo!”
    Jay rideva. Non so perché non si fosse mai trovato in una situazione simile o perché c’era passato pure lui.
    “Capito tu?
    ”Si si, non si preoccupi. Andrà tutto bene”
    ”Faccio così per riderci sopra non ti preoccupare, ma l’indirizzo e il numero di telefono lo voglio ^^”

    Mia mamma non si smentisce mai.

    Prima di partire, decidemmo d’andare a Milano a salutare l’altra parte del mio parentado. Andammo e tornammo in giornata. Stare a Milano era un po’ più complicato rispetto che a Pisa.

    Arrivò così il giorno della partenza.

    All’aeroporto penso d’aver visto il mondo intero.
    A parte qualche fan straniero che si trovava li che chiedeva a Jay di fare foto e autografo andò tutto bene. Io mi trattenei dal piangere perché la situazione era fantastica.
    Tutti li a salutarmi, mancavano giusto i miei gatti e la Maverik che avevo salutato a dovere prima di partire.
    “Angel fai a modo ok? Per qualsiasi cosa alza il telefono e se stai male non esitare a tornare”
    ”Non preoccupatevi. Starò benissimo”

    Baci, abbracci, saluti di ogni genere, raccomandazioni infinite a Jay nei miei confronti, prendemmo gli zaini e varcammo la soglia per l’imbarco.

    “Mi sento strana. Mi sento bene”
    ”Andrà tutto bene”

    Magari tutti lo sapevano, lo immaginavano per lo meno, che la volta successiva che mi avrebbero rivista qualcosa sarebbe cambiato, in positivo…

    Venimmo sempre fermati da qualcuno successivamente. Sull’aereo c’erano un paio di persone che ascoltavano i 30, quindi autografi e foto anche all’interno del velivolo. Pazzesco.

    Il viaggio Pisa - New York andò bene. Nessun imprevisto.
    Da New York prendemmo l’aereo per Los Angeles.
    Dal finestrino mi vidi tutto il paesaggio urbano della metropoli.
    Dopo essere atterrati ed essere usciti dall’aeroporto Jared mi fece
    “Benvenuta a casa Angel”

    Shannon era venuto a prenderci in macchina e assieme andammo a casa.

    Iniziava così la mia vita in America con Jared.

    (to be continued...)
    Ultima modifica di Angel_Lyly; 03-08-2008 alle 15:13

  10. #10
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    Predefinito Riferimento: Behind Blue Eyes

    CAPITOLO 6: Tutto E’ Possibile

    Se dovessi soffermarmi a raccontare ciò che ho vissuto in tutti questi anni, non avrei abbastanza tempo per scrivere tutto.
    Sta di fatto che dopo 3 anni io e Jared stiamo ancora assieme. Ancora ancorati qua in California. Quando doveva spostarsi per lavoro io ne approfittavo per seguirlo e magari fare anche un salto a casa. Penso che dopotutto mi vedano spesso, soprattutto nelle festività in cui abbiamo deciso di dividere i giorni da passare con i miei parenti e i suoi.

    Carla si vede ancora con Tomo, dicono che non abitano assieme ma sono più le volte in cui la vedo qua a Los Angeles che quelle in cui non la vedo perché è in Italia. Che carini che sono quando nascondono l’apparenza! ^^

    Tra tour e film la nostra vita è abbastanza movimentata. Io pressoché non faccio niente di speciale se non quello di seguirlo nel suo lavoro e magari dargli qualche consiglio anche se so che non ne avrebbe bisogno, ma gli fa comunque piacere.
    Durante i tour mi dedico un po’ alle mansioni tutto fare, non mi piace stare ferma e qualche cosa devo pur farla, quindi ho chiesto di potermene stare al merchandising (quando ho voglia naturalmente) oppure al mixer o sennò mi piace solamente girovagare tranquillamente per il palazzetto o il locale dove terranno il concerto.
    E’ anche carino che ogni tanto qualcuno mi faccia qualche foto ^^, da quando abbiamo reso nota la nostra relazione direi che le acque si sono abbastanza calmate, anche se le calunnie in rete si sentono sempre ma non ci abbiamo mai dato peso. Ai giornalisti che non sanno lavarsi la bocca mostriamo gentilmente il dito medio. Nulla di più semplice!

    I 30 seconds to mars stanno andando sempre meglio. Vengono chiamati sempre in alcuni trasmissioni, alle varie cerimonie per i premi, alle feste…una vita abbastanza frenetica. Non mi ha mai pesato tutto ciò perché è quella vita che mi piace, anche se ne faccio parte in modo non diretto.

    Shannon è un “cognato” fantastico. Mai avrei potuto chiedere di meglio. Sempre gentile, disponibile, è un amico che mi è sempre mancato negli anni passati.

    In casa, quando il lavoro non c’è non faccio quasi niente. Abbiamo la colf e, a meno che non mi prendano manie a me (notturne per lo più, non chiedetemi perché) di pulire o sistemare, non muovo un muscolo per la maggior parte delle giornate, anche perché in casa ci siamo stati poco.
    Anche a mangiare andiamo spesso fuori, o perché siamo invitati da qualche parte, o perché c’è un compleanno o perché…bo? Qualsiasi altra scusa è valida per non stare in casa.

    Per il mio compleanno Jay mi porta sempre a mangiare al Koi, solo io e lui, senza troppe rotture di scatole attorno. Chiede sempre di riservare un tavolo e ci facciamo portare li in modo assolutamente riservato, vuole sempre ritagliare un piccolo spazio solo per noi due durante il mio compleanno.
    Durante il suo…accadono le cose più disparate…anche per quello di Sha, diciamo che fanno a gara a chi fa le cretinate maggiori.
    L’anno scorso ho assistito ad un fantastico lancio della torta in un locale abbastanza chic di Beverly Hills. Penso d’aver riso come una deficiente per almeno 20 minuti quando un pezzo di torta è finito in testa ad un cameriere che poverino, non ha potuto nemmeno lamentarsi, anzi, si è beccato una marea di risate da parte nostra e di tutti gli invitati.

    A Jared non avevo mai parlato del mio folle, oramai passato da molto, amore per Nick Carter, non gli dissi niente fino al giorno in cui non lo incontrammo in un locale.

    “Amore, cambiamo locale per favore?”
    “Perché? Non ti piace la musica?”
    “No no, c’è altro.”
    “Ah, guarda chi c’è, uno dei Backstreet. Nick giusto?”
    “Si è lui…”
    “Tesoro che c’è?”
    “Non ti ho mai detto niente perché oramai è passato, ma a sto punto. Anni fa, prima di “conoscere” te e i 30, deliravo un pochino per i Backstreet, non che ora io non li apprezzi più ma sono passati un po’ in secondo piano. Soprattutto LUI”

    Penso che capì quello che volevo dire, e lo vidi allontanarsi, ma confesso che all’inizio pensavo a tutto tranne che a quello.
    Mi voltai e iniziai a rufolare nella borsa in cerca del cellulare, dovevo avvisare Carla (che, indovinate dove stava?? Da Tomo!!) che nel locale dove stavo c’era anche Nickuzzo Patatuzzo (eh oh, i soprannomi rimangono che ci volete fare?)

    Mentre scorrevo la rubrica alzai lo sguardo e, mamma santissima, stavano parlando.
    Stetti ferma, posai il cellulare, Carla avrei potuto avvisarla anche dopo, dovevo gustarmi la scena.
    Stettero qualche minuto a parlare, poi Jay mi chiamò con un cenno verso di lui.

    “Vieni, usciamo”
    “Dove andiamo?”

    Uscimmo dal locale, nel parcheggio posteriore, e appena aprì la porta mi vidi li davanti Nick con una tipa (bionda…a buon intenditore poche parole. Diciamo anche, chi sa, sa!)
    In parole povere, Jared, capendo il mio discorso, era andato da Nick a parlare, si erano già visti e presentati tempo addietro (e io davvero non ne sapevo nulla), e parlando del più e del meno gli aveva proposto d’andare a parlare fuori così non c’era la musica a disturbare.
    Avevo un po’ la pelle d’oca. Forse perché era stato partecipe dei miei sogni e desideri per anni e anni, così tanti anni che avevo anche perso il conto di quanti ne fossero passati.

    “Nick, lei è Angel, la mia fidanzata. E’ italiana”
    “Piacere” e mi allungò la mano.
    Titubai un po’ prima di allungare la mia. Qualche secondo spensi il cervello. Poi lo riaccesi subito e allungai la mia. “Piacere mio Nick”
    La mia reazione penso fu una delle più classiche a sto mondo, ma nessuno, nemmeno Nick avrebbe portato via Jared dal mio cuore.
    Mi presentai anche con quella tipa che poi non rividi più quando vedevamo Nick da qualche parte…non cambierà mai.

    Tra una parola e un’altra venne fuori che ero stata a vedere i Backstreet spesso e volentieri durante i tour. Venne fori la mia passione per loro, e la mia vecchia passione per lui.
    Ero tranquilla, ero serena e soprattutto Jared capì tutto, anche se ogni tanto ci fa qualche battutina sopra tutt’oggi. Lo strozzerei! ^^’’’
    Passammo qualche oretta li nel locale a ballare, a bere e a scherzare.
    Chiesi a Nick come stavano i suoi, sorelle e fratello. Chiesi anche degli altri Boys e tutte le risposte furono positive. Bene bene! Contenta!

    Finita la serata tornammo a casa. Jay mi spiegò che non dovevo avere paura a dirgli del mio passato perché lui si fidava sul presente. Ognuno di noi ha un passato, se dobbiamo averne timore, non si andrebbe avanti.
    Vero è anche che quando si arrivò a casa trovammo Sha e Tim a giocare ad un videogioco e Tomo e Carla che usurpavano beatamente alcolici dalla vetrina del bar nel salotto e Jay non si trattenne nemmeno per cinque secondi, appena entrato, disse ridendo

    “A lei piaceva Nick dei Backstreet Boys!! Ma ci credeteeeeeeee?? Mi chiedo come possa piacergli io a sto punto, mi sa che devo andare a farmi biondo ahahahahahaha!”
    “Grazie eh! Prima mi fai discorsi altolocati su sto fatto e poi mi prendi in giro. Brutto antipatico che non sei altro. ******o!”
    ”Dai, ma tra tutti proprio lui??”
    ”Eh, e che ci posso fare io??? E poi qua dentro non sono la sola…”

    Silenzio.
    Immaginatevi la scena. Loro tre che si girano verso Carla che beveva beatamente abbracciata da Tomo, inizia a ridere. Tomo si alza, lei per poco non casca dallo sgabello, e dice
    “OH MIO DIO NOOOOOOO!!!! Anche te???”
    “Eh, il passato Tomo, il passato. Io e Angel ci conosciamo perché seguivamo i Boys eh…non ve lo abbiamo mai detto perché…bo? Perché non glielo abbiamo mai detto?”
    “E che ne so io? Forse perché non era mai saltato fuori l’argomento”
    “Carla no…tutto ma non quel *******e biondo fighettino di Nick Carter”
    “Oh ciccio bello, direi che il salto di qualità l’ho fatto no?? Zitto e siediti”

    Clamoroso. Finimmo per ridere tutti assieme e brindammo al passato nascosto mio e di Carla.

    Poi qualcosa da rinfacciare a Jay lo ebbi anche io, la mia piccola rivincita me la presi. Cattiva eh?? Ghghgh!

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