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Discussione: Provaci ancora, Tim

  1. #1
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    Predefinito Provaci ancora, Tim

    Autrice: ElyCool
    Trama: Riuscirà il nostro eroe Tim ad essere finalmente ufficializzato? Quali sotterfugi inventerà l'antagonista Jared per non ufficializzarlo? Tomo e Shannon saranno gli aiutanti del bassista o pensano come il loro capo di non volerlo ufficializzare? Ma quante volte ho ripetuto "ufficializzare"?
    Personaggi: Jared Leto, Timothy Kelleher, Shannon Leto e Tomo Milicevic.
    Genere: comico
    Disclaimer: la FF non è stata scritta a scopo di lucro (magari, potrei far soldi) e non conosco personalmente né Jared né gli altri (magari, di nuovo.)
    La FF è stata scritta per il contest.

    COMMENTI: http://forum.teamworld.it/showthread.php?t=96819

    "Dai!"
    "No."
    "Dai!"
    "Ti ho detto di no."
    "D..."
    "Prova a ripeterlo ancora una volta e la risposta diventerà "MAI"."
    Detto questo prese la porta e se ne andò sbattendola.
    Lui era diventato troppo insistente e l'altro sembrava non sopportarlo più da un pezzo. Non che l'avesse mai fatto, in effetti.
    Nell'ultimo tour europeo Tim, "Il bassista. Quale? Ah, quello nuovo.", aveva ottenuto sempre più consensi da parte degli echelon, ma anche da Tomo e Shannon fino al punto che quest'ultimo aveva azzardato a proporre a Sua Maestà di ufficializzarlo... Non l'avesse mai fatto.
    Jared, davanti allo specchio come al suo solito, rischiò di accecarsi con l'eyeliner.
    "Dimmi, ma sei fuori?"
    "Veramente sono dentro, Jared."
    Shannon sarà stato anche un gran batterista, ma non faceva delle battute propriamente divertenti.
    "Dicevo... hai visto come l'hanno accolto l'ultima volta?"
    "Non m'interessa. E' scappato dal tour bus e nessuno l'ha fermato. Anzi, Tomo l'ha perfino incitato!"
    "E' sempre colpa di Tomo."
    "Già. In ogni caso, al momento, non ho intenzione di renderlo ufficiale."
    "Perchè? Sei geloso?" La voce di Shannon diventò carica di ironia. Adorava punzecchiare il fratello fin da quando erano bambini, ma amava ancor di più vederlo in difficoltà nel trovare una giustificazione.
    "Ehm... No... No. No no no. E' che non ho voglia di aumentargli lo stipendio."
    Per Shannon più che una scusa, questa volta, sembrava la triste verità.
    "Vabbè, dai. Poverino, però. Aveva già preso una cassa di Corona per festeggiare…"
    “Con quali soldi?”
    “Con quelli delle maglie false…”
    “Meno male che c’è qualcuno che se ne occupa, denuncia quella gente e ci rimborsa tutto.”
    Shannon fu contento che Jared non afferrò il fatto che era proprio il bassista a venderle.

    Tim passava la maggior parte del tempo ad assillare Jared sulla questione dell’ufficializzazione e così era successo anche quella mattina.
    Ormai il bassista aspettava che Lui gli rivolgesse uno sguardo anche solo di sfuggita per appiccicarglisi addosso tutta la giornata tempestandolo di suppliche.
    Tomo e Shannon scommettevano soldi su soldi e perfino caramelle su quest’argomento.
    Il chitarrista era convinto che Jared prima o poi avrebbe ceduto in lacrime, mentre il batterista riteneva che Jared l’avrebbe sfidato in una partita a Guitar Hero e, dato che era un bravo ragazzo per niente calcolatore, avrebbe messo in difficoltà Tim proponendogli di suonare "Red”, in onore della vecchia gloria di My So-Called Life.
    Ma al momento King J. sembrava solo interessato a sfuggirgli.
    Ad esempio, se erano in studio per registrare i pezzi per il nuovo album (sì, avete letto bene!) e Tim faceva un casino pazzesco con la sua parte, Jared non solo non lo colpiva con il microfono come faceva abitualmente, ma non lo considerava minimamente.
    Se erano al Mc Donald's e Tim prendeva il suo solito Happy Meal, Jared non cercava più di rubargli il giochino mentre il bassista era in bagno a lavarsi la macchia di ketchup sui pantaloni: gliela lasciava e andava ancora a comprargli una porzione extra di patatine per evitare che gli parlasse.
    Se erano davanti alla tv, Jared gli permetteva di vedere tutte le puntate di Heroes… e poteva addirittura registrarle!
    Tim, dal canto suo, dava il meglio di sé nell’essere petulante. Gli esempi sono pressoché inutili, ma pensate che se Jared era in bagno… no, vabbè non esageriamo. Lasciate perdere, Tim non si spingeva fino a tanto. Sappiate solo che era veramente tedioso. Sembrava quasi una fangirl, ma era molto molto molto peggio.
    “Hey Jared, dove stai andando?”
    Tomo l’aveva intravisto mentre usciva velocemente dalla stanza dopo l’ennesima implorazione del bassista. (“Quale? Ah, sempre quello nuovo.”) e cercò di fermarlo.
    “Vado fuori a prendere una boccata d’aria. Quel tizio mi farà andare in esaurimento nervoso se continua così!”
    “Sai bene cosa devi fare per fermarlo…”
    “NO.”
    Tomo rise: ci voleva veramente poco a fare perdere la pazienza a Jared ed era cosa risaputa, ma si sapeva anche che a lui piaceva cercarsi le rogne.
    “Pensaci un po’ su, magari.”
    “Lo farò...”
    Il chitarrista gli fece un sorriso in risposta.
    “…fra qualche anno.”
    Il sorriso di Tomo si tramutò in uno sguardo di disapprovazione mentre Jared alzò i tacchi e uscì di casa.
    Non sapeva se farsi un giro con la macchina oppure andare a piedi. Scelse la prima opzione anche perché era stanco di essere deriso da metà forum ufficiale (e non solo) a causa delle sue camicie a quadri ed era dell’opinione che in automobile era meno difficile che venissero notate.
    Si mise la mano nella tasca per cercare le chiavi, ma si accorse di averle lasciate in casa. Che fare? Tornare in casa con il terrore di sentirsi arrivare Tim alle spalle o iniziare a camminare per Los Angeles con la solita camiciola da boscaiolo che suscitava tanta ilarità?
    Amante del rischio e orgoglioso del proprio “gusto” in fatto di moda com’era, decise di infiltrarsi in casa senza fare il minimo rumore e sgattaiolare, sempre senza fare il minimo rumore, con le chiavi in mano.
    Aprì la porta lentamente. Non sembrava esserci nessuno nelle stanze vicine, forse erano tutti in cucina a cercare di consolare Tim annegando il suo dispiacere in una tazza di latte e Cap’n Crunch.
    “Bene… ora prendo le chiavi che sono qui sul tavolino ed esco il più velocemente possibile da questa gabbia di matti” pensò.
    Nello stesso istante la stanza si riempì di un suono a tutti e quattro conosciuto: la musichetta trash-metal-dance che Jared teneva come avviso dei messaggi ricevuti.
    “M***a…” disse mentre cercava il Blackberry in qualche tasca dei pantaloni per zittirlo.
    La suoneria, però, non era sfuggita agli altri che spuntarono fuori dalla cucina per guardare cosa stava succedendo.
    Tim, con il cucchiaio in mano e pezzi di cereali tra la barba, gli lanciò uno sguardo misto tra il compiacimento e la commozione. Era tornato lì per lui, che caro.
    “Pensavo fossi uscito…”
    “Anch’io, Tim.”
    “Veramente io sono rimasto qui…”
    “No, pensavo anch’io di essere uscit… lascia stare.”
    Shannon prese la parola. “Che ne dite di risolvere questa questione una volta per tutte?”
    Jared gli scoccò un’occhiataccia ma Shannon gliela ricambiò con tanto di pernacchia.
    Era giunto il momento di chiudere il discorso dell’ufficializzazione di Tim e Jared lo sapeva bene. Restava il fatto che non sapeva dare la risposta giusta.
    “Ok. Propongo una sfida. Se vince Tim lo ufficializzo, se perde diventa mio segretario personale.”
    “Ed Emma?”
    “Non l’ho licenziata?”
    “No.”
    “Ah. Allora se Tim perde dovrà… uhm… ecco. Non dovrà più uscire dopo i concerti a firmare gli autografi fino a quando non sarà autorizzato da me medesimo. Ci stai, Tim?”
    Shannon e Tomo si voltarono verso il bassista per vedere la sua reazione. Sarebbe stato perfetto fare una scommessa di venti dollari, tre caramelle al mou ed un muffin al cioccolato, ma il momento non era così opportuno.
    Tim non ci pensò due volte. “Accetto!” fu la sua risposta.
    Ultima modifica di ElyCool; 20-07-2008 alle 18:13 Motivo: inserito il link per i commenti

  2. #2
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    Predefinito Riferimento: Provaci ancora, Tim

    Per chi non fosse di casa, passare davanti alla porta dell’edificio e vedere un cartello con la scritta “Enjoy your stay and please stay out of this house” non avrebbe avuto senso. Ed infatti non ce l’aveva proprio per nulla, ma Jared era sempre stato così teatrale e, scontentarlo in questa situazione, non sarebbe stata una cosa carina.
    La stanza scelta per il grande duello fu quella di Jared, anche perché lo sgabuzzino di Tim non veniva pulito così spesso.
    “In cosa consiste la prova?” chiese Shannon. Nonostante fosse passata quasi una settimana, JayJay non aveva proferito verbo con nessuno. Tomo aveva cercato più volte di strappargliela di bocca, ma Jared aveva tenuto le labbra serrate per tutto il tempo. “Vedrete” rispondeva, ma entrati nella sua camera non videro esattamente nulla se non un cesto di frutta su un tavolo e due blocchi da disegno con annesse matite.
    “La prova consiste nel… Shannon, rullo di tamburi per cortesia…”
    Shannon si ritrovo a picchiettare svogliatamente le dita sullo stipite della porta.
    “…prova di disegno!”
    Tomo e Shannon trattennero a stento le risate (Tomo quasi si soffocò con la caramella vinta nell’ultima scommessa), ma Jared sembrava così orgoglioso e sicuro di sé che iniziarono a prendere sul serio la competizione.
    Tim non sembrava minimamente spaventato. Non aveva mai frequentato l’Università D’Arte Chissàchecosa a Philadelphia come qualcuno di sua (e nostra) conoscenza, ma solitamente si divertiva a fare disegnini sui fogli come prova di futuri autografi ed era piuttosto bravino.
    “Kelleher, sei pronto?” Jared pensava che chiamarlo per cognome avrebbe potuto dare un tono più duro alla sfida.
    Della stessa opinione era Tim. “Certo, Leto.”
    Iniziarono a mettere su carta ciò che vedevano. Tim iniziava ad agitarsi. Non poteva vedere cosa stava facendo Jared ma sembrava veramente concentrato ed armeggiava con matite e tempere in modo molto veloce. Lui aveva fatto un buon lavoro in poco tempo, ma non gli pareva sufficiente.
    Come avevano stabilito di comune accordo, i giudici erano il batterista e il chitarrista, quasi increduli di assistere a tutto ciò. A che punto erano arrivati quei due? Troppo presuntuosi, troppo testardi, troppo ambiziosi… ma, diavolo, erano uguali!!!
    La prova stava per volgere al termine. Jared sembrava soddisfatto e così anche, ma un po’ meno, Tim.
    “Il tempo è scaduto, ragazzi. Mostrate i vostri capolavori ai giudici.”
    Nello stesso momento i due girarono i blocchi.
    Jared aveva fatto il suo solito disegno pseudoermeticopostmoderno che prevedeva una linea dritta ed un puntino mentre Tim… “Oddio, più che un cesto con frutta è un… cioè, non lo so. E’ orrendo!” fu il commento di Shannon.
    Tomo, dopo essersi consultato con il batterista, dichiarò il vincitore della sfida.
    “Io e Shannon abbiamo deciso. Il vincitore è…”
    Jared stava per sfoderare il suo miglior sorriso con tanto di occhioni azzurri abbaglianti mentre Tim aveva ormai perso ogni speranza quando entrambi udirono “Siete pari!”
    I due sfidanti si guardarono sbigottiti e Shannon arrivò in soccorso di Tomo dicendo che tutti e due i lavori erano meravigliosi, ma poco realistici.
    “Ma non faceva schifo il mio?” chiese Tim
    “Non quanto quello di Jared” rispose il batterista.
    Shannon allora comunicò ai due di trovare un accordo, visto che la sfida non aveva avuto né un vincitore né un vinto.
    Furono lasciati da soli nella stanza e Jared fu il primo a prendere la parola.
    “Perché vuoi essere ufficializzato?”
    “Beh…”
    “Rispondi con sincerità, Tim…”
    “Ok, Jared. Ok…”
    Jared gli sorrise con gentilezza. Tim non era male, alla fine. Era un po’ nevrastenico e molto pesante, ma in fondo erano veramente simili. Certo, non era bello come lui ma con un po’ di eyeliner sarebbe migliorato parecchio.
    “Jared, ecco… Io penso che dovrei essere ufficializzato per questo motivo…”
    “Ti ascolto.”
    “Non capisco perché io non posso entrare a far parte della band in maniera formale e voi, invece, tenete ancora Tomo da tutti questi anni senza abbandonarlo in qualche stazione di servizio durante il tour.”
    “Motivo più che valido. Sei dei nostri. Ufficialmente.”
    Si abbracciarono amichevolmente, ma essendo così fieri si staccarono subito per una stretta di mano più seriosa e meno equivoca per chiunque li avesse visti.
    “Ehm… tanto per chiarirci… Non sono gay…”
    “Oh, nemmeno io. Lo sono solo per marketing!” disse Jared facendogli l’occhiolino.

    E fu così che nel 2030 il terzo album della band americana dei 30 Seconds To Mars vide la luce. Immaginate la sorpresa degli echelon (che diventarono tutti “echelon old school”, chissà perché) quando videro sul booklet il nome di Tim.
    Ed immaginate Tomo all’interno di uno Spizzico in un autogrill in Patagonia che si chiedeva ancora quando sarebbero passati a riprenderlo.

    -Fine-

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