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  1. #1
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    Predefinito I waiting for the day to come

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    Bene, bene, bene...hello family!
    Allora, questa è la mia fanfiction...
    spero sia di vostro gradimento!!!
    Buona lettura


    I WAITING FOR THE DAY TO COME
    PROLOGO
    15 ANNI PRIMA

    Mi sento tanto sola.
    Non so dove sono: sono nel giardino di una grandissima casa bianca da me sconosciuta.
    La mamma mia ha detto di aspettar qua fuori…ma mi sto annoiando, la mia bambola in questo momento mi dà noia.
    Mi avvio così verso la porta d’ingresso, troppo immensa per una bimba di 5 anni, e cerco in tutti modi di suonare il campanello senza alcuno risultato
    - Hey!!! – esclama una voce dietro di me facendomi sobbalzare: è un ragazzo non molto alto, dai capelli castani e dai grandi occhi verdi
    - Oh, scusi…sarebbe così gentile da suonarmi il campanello? Non ci arrivo…
    Il ragazzo ride di gusto e, dopo aver scaraventato un enorme borsone vicino alla porta, estrae un mazzo di chiavi
    - Io abito qua…e lei, signorina?
    - Voglio andare dalla mia mamma…qua fuori mi sento tanto sola, non mi va più di giocare con la bambola!
    Il ragazzo ora mi fissa pensieroso:
    - Ma certo!!! Tu sei Amy, vero?
    - Come fai a conoscere il mio nome? – chiedo spaventata al ragazzo
    - Ahahah!!! Non avere paura, ok? Conosco la tua mamma…mi ha parlato molto di te!
    - Oh…
    Si china in modo da arrivare all’altezza del mio viso e mi porge la mano
    - Io sono Shannon ed ora in poi non dovrai aver paura perché io ti proteggerò!
    Inizialmente non so cosa fare, stringo forte la bambola e continuo a fissare il tizio davanti a me. Alla fine mi faccio forza e, molto lentamente, avvicino la mia manina alla sua finché non la stringo del tutto.
    - Welcome to the family, girl! – esclama continuando a stringere la mia mano.
    Si alza in pieni e, con un semplice gesto, apre la porta
    - Vieni, ora ti porto dalla tua mamma…
    La hall è davvero immensa ed è seguita da un lungo corridoio dal lungo tappeto azzurro
    - Tu sei il mio principe azzurro??? – gli chiedo ripensando alle ue parole
    - Ma no, piccola….quando sarai più grande, capirai tutto!!! – mi risponde ridendo.
    - Ma io sono grande!!! Ho 5 anni!!! – protesto battendo i piedi a terra.
    - Beh, lo so che sei grande…ma quando sarai una bella donnina come la tua mamma, capirai tutto per bene!!!
    - Uffa!!! – esclamo sbuffando. Continuamo a camminare finchè non iniziammo a sentire delle voci, forse quella della mamma e di un’altra signora, e sull’uscio di una delle tante porte del corridoio sta appoggiato un ragazzo alto, dai capelli castani e dagli occhi azzurri come il cielo. Ha un’aria piuttosto imbronciata, non sò per quale motivo ma mi dà una brutta sensazione
    - Bene… - sentì la voce dell’altra signora - …quando Amy avrà raggiunto l’età giusta, sposerà Jared…
    Il ragazzo dagli occhi di cielo mi congelò con il suo sguardo ricco d’odio e ributtanza.
    Ultima modifica di _DanyEverest_; 18-10-2011 alle 21:49

  2. #2
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    Predefinito Re: I waiting for the day to come

    I WAITING FOR THE DAY TO COME
    CHAPTER 1
    15 ANNI DOPO...


    Oggi è un giorno speciale, pregisamente il mio 20° compleanno.
    La giornata è iniziata abbastanza bene, come sempre mi sono alza presto per andare a lavoro e fuori il sole splende limpido e luminoso.
    Scendendo in cucina per far colazione, canticchio "Closer to the edge" e subito mia madre mi accoglie sorridendo
    - Buongiorno tesoro, buon compleanno!!!
    - Grazie mamma... - esclamo abbracciandola.
    Quasi dimeticavo: mi chiamo Amy ed oggi compio finalmente gli anni. Mi sono trasferita con la mia famiglia in Italia quando avevo 5 anni, quindi non mi ricordo molto del mio passato in America...ci siamo ritornati raramente, solamente per far visita ai miei nonni. Vado all'università ma in estate lavoro nella libreria più famosa della città. Sono una grande fan dei 30 seconds to mars fin dagli inizi della loro carriera: la loro musica è un qualcosa di così sublime che mi fa uscire letteralmente fuori di testa.
    Stamattina ho voluto per forza mettermi una loro maglietta per andare a lavoro, fregandomene se la proprietaria mi dirà qualcosa:
    - Tesoro...
    - Sì? - esclamo prima di mettere in bocca una fetta di pane tostato
    - No, niente... - risponde mia madre, uscendo dalla stanza; mi è sembrata strana, qualcosa non va e devo scoprirlo assolutamente...ma devo rinunciare perchè sono piuttosto in ritardo. Bevo volecemente il succo, saluto mia madre prendendo la borsa ed esco fiondandomi in macchina. Accendo la radio e metto "Oblivion" a tutto volume mentre sfreccio per le strade di Roma: le strade sono già stracolme di persone, tra romani e vari turisti, e ne sono felice perchè più gente c'è, meglio è!
    Arrivata ai pressi della libreria, cerco un parcheggio libero e, come al solito, c'è sempre il defficente che ti prende il posto; ma non possono starsene a casa??? Fortunatamente, poco più in là, riesco a trovare un buco dove parcheggiarmi; scendo velocemente dalla macchina e mi affretto ad arrivare in libreria:
    - Buongiorno!!! - esclamo sfoggiando uno dei miei sorrisi migliori; le mie colleghe mi sorridono venendomi incontro:
    - Ciao Amy, auguri!!! - mi dicono strittolandomi, finchè non arriva la proprietaria che, come al solito, rovina sempre tutto
    - Cos'è questo baccano??? Tutte al lavoro, forza!!! - tuona con la sua voce stridula da far saltare i timpani. Appena rimango da sola, si avvicina e guarda con disprezzo la mia maglia:
    - Amy, sò che oggi è il tuo compleanno...ma mi sembrava di esser stata chiara quando ho detto di non voler vedere queste magliette!!! - mi rimprovera infastidita
    - Lo so... - riesco solamente a dire, quando invece vorrei prendera a schiaffi
    - Oggi passa, va bene? Ma la prossima volta...
    - Non ci sarà più una prossima volta... - intervengo guardando in basso
    - Bene, al lavoro allora!!! - esclama tornando alla sua postazione che si trova nel piano superiore. Appoggio le mie cose e inizio a prendere la prima scatola di libri da sistemare; alla fine, non mi importa niente se mi ha rimproverata...l'ho pensato anche questa mattina e lo continuo a pensare anche adesso...perchè lei non può costringermi a mettere da parte quello che amo...è stata lei stessa a dirci, fin dal primo giorno, di essere noi stesse...come faccio ad esserlo se tu mi privi di quel fattore così importante da farmi sentire completa?
    Assorta nei miei pensieri, vado a sbattere adosso a una persona facendo cadere sia la scattola che tutto il suo contenuto:
    - Oh no... - esclamo esasperata senza neanche chiedere scusa; mi chino per risistemare tutti i libri nella scatola e la persona a cui sono andata adosso si anche lei e mi porge un paio di libri:
    - Grazie... - sussurro e, mentre prendo i libri, non posso far a meno di guardare chi ho davanti a me. E' un ragazzo tutto imbaccucato, con uno strano cappello, un foular a schacchi che lo copre fin sotto il naso e un paio di Ray-ban a goccia bellissimi. Mi alzo continuando a fissarlo come se avesse un aria famigliare:
    - Mi scusi per prima... - gli dico mortificata e super imbarazzata; il ragazzo si toglie gli occhiali mostrando due grandi occhi color del cielo che mi tolgono, proprio come la prima volta che vidi gli occhi di Jared:
    - Tranquilla, non è successo niente!!! - risponde facendomi l'occhiolino.
    "Oh mamma" penso cercando di non scogliermi in 5 secondi davanti allo sconosciuto:
    - Mi dica... - riprendo cambiando discorso - ha bisogno di una mano?
    - Per favore, dammi del tu! - risponde lui guardandomi intestamente
    - Certo... - balbetto rossa come un peperone, non riuscendo a tener testa a quello squardo:
    - Allora... - esclama improvvisamente con tono allegro guardandosi attorno - vorrei comprare un nuovo libro!
    - Che genere preferisci? - chiedo sorridendo, pensando in realtà a quanto sia strano
    - Qual'è il tuo preferito? - mi chiede a sua volta posando nuovamente il suo sguardo su di me. Non gliel'hanno mai insegnato che non si risponde mai con un'altra domanda?
    - Beh...mi piaciono molto le storie che riguardano la condizione femminile, come ad esempio "Bruciata Viava o " Mille splendidi soli"!
    - Interessante...eppure ti vedevo più come fan fegata di Twilight...
    - Cosa? - esclamo sgranando gli occhi - A me piaciono molto il fantasy, sopratutto le storie d'amore "paranormali, con vampiri e licantropi...ma Twilight proprio no, lo odio!
    - Finalmente qualcuno che si salva! - esclama ridendo, contaggiando anche me; non so come ma questo ragazzo ha un qualcosa di speciale che spiegherevve il perchè mi batte così forte il cuore, anche se lo conosco da neanche 5 minuti. Lo porto nel reparto che interessa la condizione femminile:
    - Ecco qua!!! Questo è il primo reparto che ti farò vedere...poi, se vuoi, ti orto dal "fantasy" - gli dco appoggiandomi all'enorme scaffale
    - Tranquilla...hai detto che questo reparto ti piace molto, no? -
    - Sì...ho uno spirito combattivo e quando leggo queste storie vorrei prendere il primo posto per poter far valere i diritti d queste povere ragazze...per la precisione bambine! - gli spiego con una certa luce negli occhi che mostra l'adrenalina che è in me quando parlo di questi argomenti che mi stanno a cuore.
    Legge qualche titolo, fin quando non vedo che prende "Bruciata viva" e lo sfoglia, poi si appoggia con la schieda allo scaffale e inizia leggere la trama; questi pochi secondi li sfrutto per osservarlo meglio: quegli occhi...i suoi lineamenti...non è possibile che sia realmente lui!
    Alza lo sguardo e mi fissa per un tempo che mi pare interminabile...poi, quello che mai mi sarei aspettata!
    Toglie sia la sciarpa che il cappello e alza su le maniche confermando quelle che erano le mie teorie: cavolo, ho parlato per tutto il tempo Jared!!!

    Morale della storia, mi vergogno così tanto di non averlo riconsciuto...anche perchè ho proprio la loro maglia!
    Alla fine ha comprato proprio "Bruciata viva" ringraziandomi perchè, secondo lui, ha passato una bellissima giornata in compagnia di una sua fan: ahia Jay, non si fa con una fan il cascamorto!
    Alle 20.00 stacco stanchissima e affamata più che mai; non m'importa se oggi è il mio compleanno...voglio solamente andarmene a casa!
    In macchina, per tutto il tempo, non ho fatto che ripensare a Jared e a quanto mi piacia come persona: non è come quando lo vedi in fotografia o nei live e pensi a quanto sia bello...posso finalmente confermare quale persona fantastica sia il mio idolo, anche se l'avrei continuato a dire senza conoscerlo!
    Una volta arriata a casa, vedo mia madre arrivarmi incontro con un sorrido grande come tutto il mondo:
    - Ciao mamma... - le dico guardandola in modo strano
    - Ciao tesoro... - mi risponde sempre con quel sorriso da ebete e malata di mente
    - Come mai quel sorriso? - le chiedo e poi noto che ha le mani dietro la schiena
    "Uh, regali!" penso felice come una bambina.
    - Chiudi gli occhi!!! - esclama euforica; io faccio quello che mi ha detto e sento che mi prende una mano appoggiandomi sopra un pezzo di carta. Chi diamine è?
    - Ora puoi aprirli!!! - mi sussurra e, una volta aperti gli occhi, divento peggio di una lastra di marmo: il pezzo di carta è in realta un biglietto aereo, con sopra scritto la città che racchiude in sè migliaia di ricordi: Los Angeles.
    - O...mio..dio!!! - grido non riuscendo a trattenere le lacrime - Grazie mamma, è il più bel regalo che potessi mai ricevere!!!
    - Sono contenta che ti piacia tesoro! - mi dice abbracciandomi
    - Potro finalmente rivedere i nonni... - balbetto tra i singhiozzi
    - Certo tesoro...ma starai da alcuni amici che non vedono l'ora di conoscerti!!! -
    - Oh bene...quande la partenza? -
    - Domani mattina!




    ECCO IL PRIMO CAPITOLO, SPERO VI SIA PIACIUTO!
    KISS KISS E AL PROSSIMO CAPITOLO!

  3. #3
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    Predefinito Re: I waiting for the day to come

    I'M WAITING FOR THE DAY TO COME
    CHAPTER 2
    LOS ANGELES


    Sono le 6.30 del mattino quando suona la sveglia e ancora mi chiedo se questo non sia un bellissimo sogno; mi sembra già di vedere la vista di Los Angeles dal finestrino. Come se fossi seduta in aereo euforica come non mai.
    Mi alzo dal letto e scendo a far colazione dove vedo mia madre seduta al tavolo della cucina con dei fogli, notando la sua espressione fin troppo triste:
    - Mamma...tutto bene? – le chiedo fermandomi alla porta della cucina
    - Oh, Amy…sì, sì…stai tranquilla… - balbetta alzandosi dalla sedia e prendendo i fogli in una velocità impressionante; cos’avrà da nascondere? Perché questa reazione nei miei confronti?
    Faccio colazione guardando continuamente l’orologio come se lo supplicassi di mandare avanti il tempo al momento dell’imbarco e, dopo aver finito, corro a vestirmi. Controllo almeno un miliardo di volte se ho preso tutto e poi, con l'aiuto di mia madre, carico in macchina le mie 4
    valigie strapiene di vestiti che quasi scoppiano:
    - Bene, è il momento di andare! - esclamo un pò malinconica ma comunque felicissima
    - Oh tesoro mio... - dice mia madre abbracciandomi e piangendo disperata
    - Dai mamma, è solamente qualche settimana! - la rassicuro stringendola forte ma non spiccica parola, neanche un semplice "già"...ma che sta succedendo? Prima la reazione con i fogli...e adesso questo pianto disperato come se non dovessi mai più tornare...qualcuno me lo potrebbe spiegare?
    - Mamma... - dico decisa intenta a scoprire questo "segreto"
    - Oh, è tardi...sbrigati se non vuoi perdere l'aereo! - esclama staccandosi da me e asciugandosi le lacrime; come al solito deve sempre cambiare discorso
    - Mamma, sentimi...devo chiederti... - riprendo convinta
    - Vai tesoro, sei in ritardo! - insiste lei dandomi un bacio sulla guancia; è inutile, non riesco a saperlo ma lo scoprirò comunque!
    Salgo in macchina e, dopo aver dato un occhiata veloce a mia madre, accendo e parto alla volta dell'aereoporto; check-in, controlli di sicurezza e imbarco...il tempo è passato velocissimo e finalmente sono seduta al mio posto vicino al finestrino, vivendo dal vivo i pensieri di stamattina. E poi di nuovo quel pensiero: mia madre. In questi giorni era strana, stranissima! Era sempre melanconica, mangiava poco e dormiva poco...una notte, passando dalla sua camera, l'ho sentita piangere...forse c'entro io in questo suo balzo d'umore perchè mi dava fin troppe attenzioni e cercava di passare sempre il più tempo possibile con me. Eppure mi ha permesso di andare a Los Angeles...qui le cose non quadrano!


    - Siamo quasi arrivati, signorina!
    Sono in taxi diretta a quella che sarà la mia abitazione qui. Los Angeles è bellissima, non la ricordavo così bella!
    L'arrivo in aereoporto è stato veloce e, fortunatamente, ho subito trovato un taxi; il tipo del taxi è un vecchietto molto simpatico di origini italiane che mi ha quasi fatto da guida: qualunque edificio o posto, lui mi spiegava cos'era, come quando e perhè è stato sostruito consiliandomi inoltre di visitarlo o dagli semplicemente un occhiata.
    - Eccoci qua! - esclama una volta arrivati a destinazione. Mi aiuta a prendere le valigie e, dopo averlo naturalmente pagato, sfreccia via salutandomi con un gran sorriso e un "ARRIVEDERCI".
    Faccio un grande sospiro e, una volta girata, mi prende un colpo...no, è uno scherzo o cosa? Oppure è soltanto il frutto della mia immaginazione?
    Sono davanti ad un enorme casa bianca che conosco fin troppo bene: la casa di Jared Leto. Non è possibile...non può essere pura coincidenza...perchè mia madre non mi ha mai detto niente sapendo la mia passione per la loro musica? Forse era questo il grande segreto che mi nascondeva ormai da giorni...
    Con molta calma, cerco di trascinare le valigie fino alla soglia di casa e, sfinita, suono il campanello sedendomi su una delle quattro valigie;
    chi mi apre, con mia grande sorpresa è Shan:
    - Ciao Amy! - esclama allargando le braccia
    - Ah...ciao! - dico imbarazzata
    - Mamma mia, quanto sei cresciuta...non ti riconosco più! - mi dice con il suo sorrisino amichevole; ehi, fermi tutti...com'è che Shannon mi conosce? Non ricordo di averlo mai conosciuto quando ero più piccola...
    - Vieni, ti aiuto con i bagagli! - riprende afferrando due valigie come se fossero vuote; io mi limito a prendere le altre due trascinandole per il lungo corridoio:
    - Amy, ma guardati! Come sei cresciuta...sei bellissima! - esclama Constance venendoci incontro e abbracciandomi
    - Ciao Constance, sono felice di rivederti! - dico con un grande sorriso; chi non vorrebbe conoscere mamma Leto?
    - Lasciate pure le valigie lì...anche tu Shan, poi le salite! - dice indicando un angolo vicino alla grande scalinata che porta al piano superiore da cui, all'improvviso, ecco scendere un alta figura magra, dai capelli marroni e gli occhi col del cielo: Jared!
    - Allora, dov'è... - esclama entusiasto ma, appena mi vede, diventa serio - ...Amy.
    Io non spiccico parola, lo guardo un pò sorpresa: forse si sarà ricordato di me?
    - Eccoti qua, Jay! Amy è appena arrivata! - dice Constance mettendo una mano sulla mia spalla sinistra
    - Ah...ciao Amy! - mi saluta freddo e molto acido. Che diamine ha? Non gli ho fatto niente!
    Senza spiccicare parola, si dirigge seguti da fratello a quello che dovrebbe essere il salotto ; io, invece, seguo Constance in cucina:
    - Che strano Jared...era entusiasto di vederti... - dice Constance un pò preoccupata mentre prepara del caffè - spero cambi atteggiamento...
    - Lo spero anch'io... - sussurro guardando dalla finestra.
    - Che fanno queste due belle signore? - grida Shan irrompendo nella stanza, facendoci sobbalzare. Si avvicina poi alla madre e le schiocca un bacio sulla guancia:
    - Oh Shan, sempre il solito! - esclama Constance ridendo. Poi Shan si avvicina a me e mi cinge la vita con un braccio:
    - Allora...com'è andato il viaggio? - mi chiede con un tono di voce dolcissimo; non per dire, ma mi sta per venire un qualcosa per colpa del suo braccio e la sua voce
    - Benissimo direi...la mamma non smetteva più di piangere! - rispondo ridendo
    - Oh povera Kelly...e dimmi, come sta? - mi chiede Constance porgendoci due tazze di caffè
    - Benissimo, sai? Le piace tenersi in forma...quindi mi costringe ad unirmi ai suoi giretti in bici mattutini...ormai usa solo quella, è come una fissazione!
    - Mmh, interessante... - dice Shan dopo aver sorseggiato del caffè
    - Ahahahah, lo so che voi amate andare in bici! - dico ridendo
    - Ti andrebbe di far un giro in bici più tardi? - mi chiede Shan guardandomi intensamente e quasi mi sciolgo in 5 secondi; oggi i suoi occhi sono di un bellissimo verde smeraldo
    - Ah, certo...se avessi avessi la bici... - sussurro arrossendo
    - Tranquilla, puoi usare la mia! Io prenderò quella di mio fratello! - dice tranquillamente facendomi l'occhiolino
    - Dai Shannon, ora lascia tranquilla Amy...sicuramente vorrà vedere la sua camera, disfare le valigie e farsi un bella doccia - esclama Constance con un largo sorriso; lei sì che mi capisce.
    Così, con l'aiuto di Shan, portiamo su le valigie e arriviamo alla mia stanza
    - Eccola qua! Questa è la stanza degli ospiti quindi non hai bisogno di usare il bagno comune perchè ce l'hai in camera! - dice mostrandomi la camera - mamma ha cercato di renderla un pò più femminile per farti sentire a tuo agio!
    - E' una donna stupenda...la adoro! - dico sorridendo
    - Beh certo...è mia madre! - dice vantandosi
    - Seee, abassa la cresta! -
    - Dai, ti lascio stare...a dopo! -
    E se ne va facendomi l'occhiolino; ah, inutile...i fratelli Leto sono identici...due cascamorti!
    Finalmente sola, mi stendo sul letto e chiudo gli occhi pensando ad una cosa: dopo andrò da Jared!


    AL PROSSIMO CAPITOLO, KISS KISS!

  4. #4
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    Predefinito Re: I waiting for the day to come

    I'M WAITING FOR THE DAY TO COME
    CHAPTER 3
    ODIO E...FORSE UN NUOVO AMORE?




    Ho detto che avrei parlato con Jared? Bene, è quello che farò!
    Dopo aver sistemato le ultime cose nell'armadio, apro la porta e mi precipito nel corridoio...per dove? Non so neanche dov'è la sua camera! Devo assolutamente trovarlo io...non voglio chiedere a Shan o Constance...sarebbe imbarazzante!
    Facendo qualche passo, sento all'improvviso una lieve melodia che mi conduce ad una porta socchiusa dove posso vedere chiaramente Jared seduto sul letto intento a suonare la chitarra. Busso una prima volta ma sembra non sentirmi; provo una seconda volta senza nessun risultato così apro piano la porta finchè finalmente mi vede:
    - Non si usa bussare? - esclama infuriato smettendo di suonare
    - Ho bussato varie volte ma non hai risposto... - rispondo sentendomi a disagio
    - Allora, c'è qualche problema? mi chiede sbuffando
    - Beh...devo dirti una cosa... - dico abbassando lo sguardo
    - Dilla, su! -
    - E' che...ecco... -
    Mentre cerco di aggrapparmi a un qualcosa, si alza irritato e mette a posto la chitarra. Noto poi che ha "Bruciata Viva" sulla scrivania:
    - "Bruciata Viva"! L'hai già letto? - chiedo felice prendendo il libro in mano
    - Certo che no...e non intendo farlo! -
    - E perchè scusa? Allora non l'avresti dovuto comprare! - chiedo perplessa
    - Per farti un favore, in quanto mia falsa fan che non è riuscita neanche a riconoscere il suo idolo! -
    Non so ma è come se all'improvviso un coltello mi trafigge il cuore, provocandomi una fitta e un dolore atroce; a questo punto, non ci vedo
    più dalla rabbia e gli grido in faccia tutto quello che penso:
    - Senti un pò, ******o pallone gonfiato, io sono venuta qua per cercar di farti cambiare idea su di me...invece tu mi parli sgarbatamente e mi insulti con parole che non sai quanto possono far male...non sai chi sono, come sono fatta realmente...come puoi dirmi una osa del genere solamente perchè non ti ho riconosciuto? Non sai niente di niente! Sei solo un ignorante...non sono una di quelle che ti sbava dietro solamente perchè sei Jared Leto...no! Del tuo essere, a questo punto, non me ne frega...per me conta la musica, la vostra musica e quello che riesce a trasmettermi! E aspetta...vuoi che la dica tutta? A questo punto trovo una spiegazione sul perchè tu non abbia una fidanzata e
    perchè le tue ex ti abbiano lascito...sei un ******issimo ******o!!! -
    Detto questo me ne vado via sbattendo la porta e rifuggiandomi in camera: perchè adesso sto piangendo? La verità fa male...ho finalmente capito chi è la persona che canta nel mio gruppo preferito...un arrogante e presuntuoso...vorrei andarmene da qua, tornare in Italia da mia madre...ma c'è un qualcosa che mi spinge a restare...
    Bussano alla porta e, pensando che fosse Jared, grido infuriata:
    - Jared, fottiti!!!
    - Ehi, qua qualcuno ha litigato...o mi sbaglio? - esclama Shan aprendo la porta. Io, il più velocemente possibile, cerco di asciugarmi le lacrime:
    - Ah...n-no...ti sbagli! - dico fingendo, anche se non mi riesce bene
    - Amy...stai fingendo!!! - dice puntandomi il dito contro, rimanendo sulla soglia della stanza
    - Ok, ho litigato con Jared... - rispondo sbuffando; subito Shan si siede vicino a me, sul letto
    - Vuoi raccontarmi cos'è successo? - mi chiede dolcemente
    - Beh...volevo solamente cercare di togliere la fredezza di Jared...ma è scoppiato un finimondo...mi ha detto delle cose bruttissime che mi hanno fatto male, molto male... - racconto piangendo in silenzio guardando in basso
    - Oh Amy... - mi dice Shan alzandomi il viso in modo da guardarlo - ...Jared solitamente non è la persona che sembra; adesso è freddo, fa il prezioso...ma vedrai che con il tempo cambierà tutto!
    - Anche tua madre mi ha detto così... -
    - Lo so...ma questa volta sarà diverso, ok? - dice facendomi un largo sorriso
    - Sì... - sussurro un pò triste
    - Dai, non fare così...non mi piace vederti triste! - sussurra dolcemente accarezzandomi una guancia, facendomi arrossire.
    - Sbaglio o dobbiamo andare a fare un giro in bici? - gli chiedo col broncio
    - E' vero! Andiamo su! - esclama prendendomi per mano e aiutandomi ad alzarmi
    - Aspetta Shan, non tirarmi! - gli dico ridendo mentre lui mi tira per tutto il corridoio come un forsennato. Salutiamo velocemente Constance e poi andiamo nel garage a prendere le biciclette.
    - Allora...dove andiamo? - chiedo seguendolo
    - Non preoccuparti...sono io la tua guida!
    - Ma almeno dimmi dove andiamo! - esclamo arrabbiata
    - Shh, zitta e pedala! - mi zittisce ridendo
    - Uff... - sbuffo ridendo anch'io.
    Devo proprio dirlo: adoro già Shan...sto benissimo con lui, mi sento protetta e al sicuro...sò che posso contare su di lui perchè sò che ci sarà sempre per me!
    Passiamo tutto il giorno in giro, ridendo e scherzando come due pazzi ubriachi. Dopo aver pranzato in un piccolo bar, continuamo il nostro giro per la città finchè piano piano il sole non scende dando spazio alla sera
    - Non andiamo a casa? Siamo stati in giro tutto il giorno! - chiedo accostandomi a lui
    - No...voglio portarti in un posto che sicuramente adorerai! - mi risponde sorridendomi; che ha in mente?
    Senza dire niente continuo a seguirlo e mi accorgo piano piano di sentire della brezza marina che mi punzecchia la pelle finchè non vedo una
    grande ruota panoramica illuminata, così capisco dove mi ha portato:
    - Non ci credo...Santa Monica beach! - grido felice
    - Non hai detto che volevi venirci? - mi chiede ridendo sotto i baffi
    - Certamente! - esclamo sempre più felice. Appoggiamo le biciclette e iniziamo a passeggiare per il lungo pontile che da sulla spiaggia, poi
    ci appoggiamo alla ringhiera di legno osservando le stelle che ormai spuntano in cielo per indicare che la notte è ormai giunta
    - Into the night... - canticchio spensierata
    - ...desperate and broken! - continua stonato Shan facendomi scoppiare a ridere
    - Ti prego Shan, è una bellissima serata...non vorrai far piovere spero! - esclamo continuando a ridere come una matta
    - Ehi, parla per te...quando canti sembri una cornacchia! - si difende rispondendomi in rima
    - Io ho una bellissima voce...e dovresti riconoscerlo! -
    - Lo so... - dice serio guardando il mare - ...è per questo che lo dico!
    Lo guardo incredula...è serio, fin troppo e mi stupisce quello che mi ha detto...poi esamino i suoi lineamenti soffermandomi sulle sue labbra che continua a mordicchiarsele pensieroso.
    - Grazie per la bellissima giornata Shan...mi sono divertita tantissimo! - sussurro arrossendo
    - Sono contento di averti fatto divertire...volevo farti dimenticare l'episodio di stamattina... - dice guardandomi con un largo sorriso
    - Ci sei sicuramente riuscito...ho sicuramete pensato a tutt'altro! -
    - A cosa hai pensato? - chiede avvicinandomi piano a me ritrovandoci spalla a spalla
    - A tante cose...e una di queste è sicuramente il fatto che ti voglio un gran bene!
    - Amy, ricordati una cosa...io sarò sempre vicino a te...
    - ...per proteggermi? - gli chiedo guardandolo negli occhi intensamente
    - Certo! - sussurra non distogliendo lo sguardo dai mie occhi; ok, ora la situazione si sta facendo imbarazzante!
    - E'...meglio se andiamo, no? Constance crederà che ci siamo persi! - balbetto scappando da quella situazione e facendo qualche passo indietro
    - Già, andiamo! -
    Ci affrettiamo a prendere le bici e poi, in fretta, ci avviamo verso a casa Leto mentre ormai i lampioni sono acessi da un pezzo.
    Arrivati, ci accoglie subito Constance:
    - Ragazzi, finalmente! -
    - Scusaci per l'ora, siamo stati in giro per la città tutto il giorno! - le dico sperando non pensi male
    - Ah, tranquilla...è che è così tardi! - mi risponde guardando Shannon in modo strano; decido così di togliere il disturbo
    - Io vado in camera... -
    - Certo... - dice Constance continuando a guardare il figlio; salgo le scale e mi diriggo verso la mia stanza. Proprio quando sto per superare la camera di Jared, ecco che la sua figura sipiazza davanti a me:
    - Oh, eccola qua... - esclama con il suo tono freddo - ...pensavo vi foste persi! -
    - Beh, per tua sfortuna no! - rispondo con il suo stesso tono cercando di passare
    - Allora dimmi, com'è andato il giro in bici? - mi chiede piazzandosi davanti per non farmi passare
    - Benissimo, mi sono divertita da matti...senza di te! -
    Detto questo riesco a passare e mi chiudo in camera!

    Nel frettempo, in cucina:
    - Shannon, hai dimenticato vero? - chiede Constace al figlio arrabiata
    - No, mamma...l'ho solamente portata a fare un giro per la città! - risponde Shannon sbuffando
    - Sai benissimo che Amy deve sposare Jared quindi non devi metterti in mezzo, ok? -
    - Non mi sto mettendo a mezzo! Jared ha insultato Amy e ho solamente cercato di farla sorridere!
    - Benissimo, allora tu dovrai far in modo che Amy e Jared facciano pace, intensi? Non devi fare il dolce e lo zuccherino con lei...ti avevo già detto che non era una buona idea quella del giro in bici!
    - Va bene, ho capito...e smettila di farmi la ramanzina perchè non sono un bambino di 5 anni! - grida alzandosi e andando anche lui nella sua camera.




    SCUSATE LA MIA LUNGHISSIMA ASSENZA, MA CON LA SCUOLA PROPRIO NON SONO RIUSCITA A POSTARLO PRIMA.
    IN PIU', DURANTE LE VACANZE, HO AVUTO UN GROSSO IMPREVISTO...
    PAZIENZA, MEGLIO TARDI CHE MAI...NO?
    AL PROSSIMO CAPITOLO, KISS KISS

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