Vai a Team World Shop
Pagina 1 di 6 123 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 56

Discussione: Was it dream?

  1. #1
    Supporter


    Data Registrazione
    Sep 2008
    Messaggi
    159
    Inserzioni Blog
    3

    Predefinito Was it dream?

    Titolo: Was it a dream?
    Autore: Buryme
    Genere: romantico, un po’ fantastico (credo XD)
    Personaggi principali: Io, Claudy, Elly, Jared, Shannon, Tomo
    Raiting: per tutti
    Disclamair: Fatti reali misto immaginazione
    Commenti:http://forum.teamworld.it/showthread...35#post5732935
    E’ la mia prima fan fiction, perciò abbiate pazienza, soprattutto con i verbi e con il fatto che i 30 sono delle persone “normali”.


    Capitolo uno: Nuovi arrivi

    “Chi c’è là?” Niente, solo alberi e un bosco, buio e freddo. Ma vidi una strana figura muoversi tra i cespugli. Lo guardai, ma egli scappò via “Aspetta!” Ma non ascoltò e si nascose. Cominciai a rincorrerlo per il bosco.
    “Aspetta! Torna indietro!” Alla fine si fermò e mi guardò di nuovo, ma questa volta negli occhi, non riuscii più a staccarmi dai suoi, color blu “Perché stavi scappando?” non rispose, mi guardò ancora e poi mi prese la mano.
    “Perché non riuscivo a dirti che…” ma non finì.
    “Che cosa?” Lo incoraggiai.
    “Che io…”

    La sveglia suonò e il sogno sparì dalla mia mente.
    Quel giorno sarebbe arrivato un nuovo ragazzo nella nostra classe. Non sapevo nulla di lui, solo che aveva la mia età, un fratello più grande di un anno e un amico lì a scuola.
    “Meglio se mi preparo. Oggi sarà una giornata molto lunga” Feci una doccia e andai a vestirmi.
    Arrivai a scuola un po’ più in ritardo del solito e non trovai la mia compagna di banco.
    “Scusa Claudy, sai dov’è Lory?”
    “E’ lì da Anna” Lory mi notò e con aria molto da innocente mi fece cenno se poteva stare lì.
    Non le volevo dire di no
    “Puoi stare lì, non ti preoccupare”
    Fece un grazie.
    “Vorrà dire che starò da sola in primo banco” Claudy mi mise una mano sulla spalla.
    “Buona fortuna! Ma non puoi chiedere a Elly, vero?”
    “No, lei è con la smilza che non si ammala mai. Ma a proposito è di nuovo in ritardo?”
    “Penso di sì. Ohi! Arriva la prof! Bye, bye!”
    Mi sedetti al mio posto, la prof entrò con il nuovo ragazzo e dietro di loro Elly.
    “Ragazzi, salutate il vostro nuovo compagno. Presentati”
    “Ciao a tutti. Io sono Jared Leto. Vengo dalla Louisiana”
    “Siediti qui al primo banco” Disse la prof.
    Perfetto, cominciamo bene pensai. Jared si accomodò vicino a me e rimase in silenzio.
    La prima ora passò in fretta. Elly e Claudy richiamarono la mia attenzione su di loro, tra noi non fu mai difficile parlarci, avevamo inventato un nostro alfabeto perché eravamo tutte e tre in primo banco, nella fila a sinistra, l’unica cosa furono i nostri compagni di banco che ci divisero. I prof e i “coetanei” capirono subito che noi eravamo unite e ci chiamarono le tre rosse, dal nostro colore di capelli.
    “Come sta andando?” Chiese Claudy.
    “Non mi sembra tutto a posto” Sussurrò Elly.
    “Insomma… Non spiccica una parola” In realtà la prof domandò a Jared da che scuola veniva e cose del genere. Per il resto silenzio assoluto.
    Ad un tratto prese il cellulare e iniziò a giocherellarci, o forse no. Guardai meglio cercando di non farmi scoprire. Non fu un gioco, ma scrisse un messaggio. Lessi solo due parole. Molto significative.
    Anche la seconda ora finì e andammo in aula computer.
    “Beh? Ora voglio i dettagli!” Disse Elly.
    “Niente di speciale. Come ho già detto è rimasto muto”
    “Qualcos’altro?” Domandò Claudy.
    “Mmh… Ah sì, verso la seconda ora ha iniziato a scrivere dei messaggi.”
    “Sai per caso con chi?”
    “Penso con la sua ragazza…”
    “HA UNA RAGAZZA???” Chiesero in coro Elly e Claudy.
    “Credo di sì… Almeno… Sono riuscita a leggere un ti amo” Interessante… Altro soprannome per noi: Le tre curiose.
    “Hai capito il ragazzo” ricominciò Elly.
    “Dovete stare zitte, chiaro?”
    “Saremo mute come dei pesci! Promesso.” Ci sedemmo ai nostri posti, stavolta vicine. La prof ci fece stare zitti ed iniziammo ad esercitarci. Non riuscii a scrivere nemmeno una parola quel giorno, chissà come mai…
    Claudy iniziò a farmi i gesti
    Stai bene?
    Penso di sì… Non lo so, non riesco a scrivere nulla… Mi blocco…
    Elly ci interruppe Che c’è Amy?
    Mi blocco nel bel mezzo del compito!
    Mmh…Cosa strana… Senti io ho quasi finito, vuoi fare cambio?
    Sì, non appena la prof esce…Cioè tra tre… due… uno… La prof si alzò ed uscì.
    Vai! Posti scambiati.
    Brave come al solito! Fece Claudy.
    Ci hai cronometrate?
    Sì, 10 secondi e 2
    Stiamo migliorando!

    Già, ormai siamo esperte delle uscite della prof!
    L’ora terminò.
    “Dieci minuti di rilassamento” Elly, stiracchiandosi.
    “Lo saranno per te! Dopo c’è Scienze… E quei dannati compiti non li ho finiti!” Sbuffai
    “Guarda che li hai fatti tutti! E anche molto bene!”
    “Davvero?” Sbalorditivo.
    “Sì, c’erano solo questi, basta.”
    Il prof fu in anticipo come al solito, posò la sua giacca sulla sedia e i libri sul tavolo.
    “Amanda, sai se c’è il nuovo ragazzo?”
    Ma perché sempre a me? Mi odia o cosa? Nessuna risposta, solo un’alzata di spalle in sincronia.
    “Sì prof, Leto è già arrivato, ma penso sia fuori adesso.” Quando rientrammo in classe lo vidi appoggiare la sua roba sul banco e sgattaiolare via per il corridoio.
    “Sarà con la fidanzatina” Elly.
    “O con suo fratello” Io.
    “O con il suo amico” Claudy.
    “O con tutti e tre” Insieme.
    Il prof strabuzzò gli occhi “VI leggete nel pensiero o cosa?

    Le ore finalmente finirono ed uscimmo da scuola.
    “Libertà, aspettami!” Disse Claudy.
    “Per domani non abbiamo nulla, vero?” Domandai.
    “No, ma ti do io un compito” Mi provocò Elly.
    “Che cosa sarebbe?”
    “Domani dovrai riuscire a parlare con Jared”
    “Seeeee, fosse facile…”
    “Per te sarà una passeggiata”
    “E se non ce la faccio?”
    “Riproverai dopodomani”
    Claudy si sentì esclusa “Da chi andiamo oggi a casa?”
    “Volete venire da me?”
    “D’accordo!”

    Casa di Elly:
    “Allora… Iniziamo a fare il programma per Amy”
    “Uffa! Ti sei proprio fissata!”
    Elly mi ignorò e prese un quaderno degli appunti “Potresti vestirti di rosso e… No, no… Troppo diretto” Stracciò un foglio e lo buttò via “Continuiamo…”
    “Scusa se ti interrompo, ma cosa intendevi con troppo diretto?” Domandai.
    “Beh… Devi solo parlargli, meglio qualcosa di meno aggressivo
    Claudy era turbata “Ora io non capisco cosa intendi…”
    “Lo capirete. Magari una… Nah, troppo da signora. Via questo” Accartocciò un altro foglio e lo buttò vicino al primo.
    Secondo me fra poco impazzisce mi fece Claudy. Per me sta già impazzendo.
    “Ehi. Guardate che vi ho visto”
    “’Sta storia degli occhi dietro la testa non mi piace”
    Claudy e io passammo le ore sedute sul letto a leggere Breaking Dawn in inglese, mentre Elly continuò a buttar giù le sue idee… Ma non riuscì a trovare nulla di interessante “Forse se… No! Non va bene…” Stracciò un altro foglio “Un bel… No, nemmeno” I fogli stracciati si accumularono in terra.
    “Elly, hai finito? Non ne possiamo più!”
    “Sto cercando qualcosa per farvi parlare!”
    “Ma perché ti interessa così tanto?”
    “E’ nuovo, perciò sono curiosa di sapere che cosa gli piace”
    “E se gli mando un biglietto?”
    “Troppo monotono”
    “Fa’ come ti pare… Però noi avremmo un certo languorino.”
    “E va bene, tanto avevo esaurito le idee”
    Ultima modifica di Buryme; 20-02-2009 alle 21:03

  2. #2
    Supporter


    Data Registrazione
    Sep 2008
    Messaggi
    159
    Inserzioni Blog
    3

    Predefinito Riferimento: Was it dream?

    Capitolo due: Presentazione

    “Amanda, non so come dirtelo ma…”
    “Amanda! Svegliati o farai tardi!” Urlò mia madre dall’altro capo della casa.
    “Oddio, ma che ore sono?” Le sette e dieci.
    “Amanda?”
    “Sì, sì… Ora mi preparo! Non rompere!” Feci le cose il più velocemente possibile ed uscii.
    In classe, come al solito, nessuno si accorse che fossi entrata. Tranne Claudy, ovviamente “Ciao Amy!”
    Misi il mio zaino vicino al banco “Ohi! Ciao!”
    “Come mai ci hai messo tanto?”
    “Non è suonata la sveglia” Fortunatamente, ma purtroppo ci fu un’altra voce ancora più grave.
    In quel momento entrò anche Elly “Ciao!”
    “Incredibile! Elly è un pochino in anticipo!”
    “Ragazzi, sta arrivando il prof!” Il nostro rituale di inizio giornata: le persone che facevano le sentinelle. Ci buttammo tutti ai nostri posti e poi arrivò anche Jared con il telefono in mano.
    “Jared, muoviti! Il prof è dietro di te.” Gli urlò Lollo. Si sedette in fretta.
    “Buongiorno prof.” Jared fu intento a mettere dentro la tasca il cellulare, chinato.
    “’Giorno ragazzi. Leto, anche tu ti devi alzare”
    “Ah, mi scusi prof… Avevo una scarpa slacciata” Bella scusa.
    Per tutto il resto dell’ora Elly continuò a farmi i gesti Parlagli! Maledizione digli qualcosa!
    Elly, lo sai che se dico o faccio qualcosa il prof mi richiama. Te l’ho detto, c’è l’ha con me! Ci proverò dopo.
    Quando dopo?
    Questo non l’ho ancora deciso.

    La lezione finì. Jared si alzò “Prof, posso andare in bagno?”
    “E’ urgente?”
    “Sì prof, molto urg… Ugh!” Vidi una ragazza bionda con gli occhiali avvicinarsi a Jared. Non poté non essere… Elly, Claudy. Avvicinatevi. Deve essere lei la ragazza.
    Ella si schiarì la voce “Ciao, Jay”
    “Ehm… Ciao anche a te” E si diedero un bacio sulla guancia.
    “E’ lei il bagno?” Si intromise il prof.
    “N-no, v-veramente lei è… un’amica”
    “Molto intima.” Precisò la ragazza. Jared la guardò male.
    “Senti Lara, è meglio se torni in classe”
    “Sì prof. A dopo, Jared”
    “Ehm… A dopo”
    “Vai a sederti” E anche il prof se ne andò.

    La prof d’Italiano arrivò “Ragazzi, andiamo nel laboratorio 5”
    Mentre fummo in corridoio Elly cominciò con il suo discorso sull’accaduto “Se l’è scelta piuttosto carina la ragazza”
    “Tu dici?”
    “Possiamo non parlare di questo argomento?” Domandai.
    “Hai ragione. Parliamo di quando intorterai Jared”
    “Che? Ma neanche fra un milione di anni”
    “E andiamo, so che gli vuoi chiedere qualcosa”
    “I-io? Ma tu stai diventando pazza!”
    “Lo sai che io sono molto curiosa di sapere che cosa… Come posso dire… Combina”
    “Tu, ma io no! Perché non facciamo cambio di posto? Ormai penso che Lory si sia stabilita vicino da Anna”
    “Ah no, non pensarci nemmeno. Io rimango al mio banco vicino alla smilza e tu parlerai con il signorino, che lo voglia o no”
    Mi arresi, anche se non ebbi la volontà. “Ma perché deve succedere tutto a me?”
    “Vedrai che ce la farai. Ti darò io i consigli”
    “E’ questo quello che mi preoccupa maggiormente” Ci sedemmo al computer ed iniziammo a creare la nostra storia fantastica con i nostri tre personaggi. Feci una proposta “Mi sa che è meglio cominciare con il personaggio di Claudy”
    “Giusto” Annuirono Elly e Claudy in coro.
    “Vedo che riesci molto spesso a cambiare discorso”
    “Elly, please, ora basta. Lasciami vivere.”
    Mi squadrò e con aria di sfida “Ne riparleremo”
    Altre tre ore passarono e dopo ginnastica ci recammo al bar. Tutte le ragazze si sedettero ad un tavolo insieme, mentre io, Elly e Claudy ci sedemmo in un tavolo solitario. Non notai Jared né al bar né al tavolo con i quattro maschi della classe. Sarà in compagnia della sua bella, oppure… “Voi prendete qualcosa?” Claudy interruppe i miei pensieri.
    “No, io non ho fame” Risposi.
    “Tu Elly?”
    “Secondo te cosa rispondo? Ho i muffin al cioccolato che ha fatto mia madre! Sono a posto per tutta la giornata” I ragazzi ci guardarono male, anzi mi guardarono male.
    Elly lo capì. “Che cosa vogliono, Amy?”
    “Non lo so” Dissi con voce fredda. I maschi cominciarono a consultarsi. Poi si rigirarono verso di me. “Amanda, sai dov’è Jared?”
    “Non dovreste saperlo voi?”
    “Beh, non ci ha detto nulla. Pensavamo che siccome sei sua compagna di banco lo sapessi tu”
    “Avete sbagliato persona” Adesso sono anche diventata una… La campanella suonò e rientrammo in classe. Jared, in ritardo, andò subito dietro dai maschi. Da quel che riuscii a leggere dal labiale sembrò che avesse detto “C’è l’ho fatta” Poi ritornò vicino a me.
    Subito dopo la prof di diritto entrò in classe e chiese a Jared…
    Che barba, sempre le solite cose… Mi fece Claudy
    Cioè?
    Per esempio chiedono a Jared in quale scuola è stato, da quanto è qui, bla, bla, bla.
    Beh, sono le cose che un professore deve sapere.
    Va bene, ma non è meglio scrivere tutto su un foglio, che ne so, come una specie di curriculum?
    Hai ragione anche tu.

    Per tutto il tempo fui assopita. Inutilmente Elly cercò di farmi ritornare nel mondo reale.

    Durante il tragitto per casa di Claudy incontrammo Jared con la sua ragazza che litigavano. Gli passammo di fianco ed egli sbraitando mi arrivò contro e mi colpì facendomi barcollare.
    “Ehi!” Urlò Claudy. “Com…” Fortunatamente Elly ci portò via prima che Claudy…
    A casa non discutemmo del fatto e di come dovevo intortare Jared, stranamente. Ma facemmo i compiti mangiando i muffin di Elly.

    Quella notte non riuscii a chiudere occhio per quel sogno ricorrente.
    Quando mi addormentai incominciò un incubo, invece del mio sogno: ero in un posto ghiacciato con pochi alberi intorno. Da dietro un cespuglio uscì il ragazzo, gli andai incontro, ma egli si trasformò in un corvo gigante nero dalle ali frastagliate e gli artigli appuntiti.
    Dallo spavento mi svegliai e caddi giù dal letto.
    Suonò la sveglia ed Elly mi guardò dal letto a castello “Amy, che ci fai per terra?”
    “Ehm… Ho fatto un brutto sogno”
    Il giorno cominciò veramente male.
    Quando il prof arrivò in classe prese il registro e cominciò a scorrere i nomi ad occhi chiusi. “Oggi interroghiamo…” Il dito si fermò sul prescelto. “Anna, poi…” Ricominciò “Poi… Ambra”
    Claudy fu terrorizzata Non me. Ti prego non me.
    “Poi Claudia”
    Ma è un’ingiustizia! Sbatté la testa contro il banco.
    “E poi Isabella. Voi due qui davanti vi potreste spostare?” Chiese a me e a Jared.
    Presi la mia roba e andai al posto di Claudy, Jared mi seguì e si sedette al posto di Ambra.
    Claudy e Ambra andarono ai nostri posti come anche le altre interrogate.
    “Tu sei il ragazzo nuovo, vero?” Domandò il prof a Jared.
    “Sì prof, sono Jared Leto.” Non gli chiese nient’altro, iniziò a interrogare le ragazze.

  3. #3
    Supporter


    Data Registrazione
    Sep 2008
    Messaggi
    159
    Inserzioni Blog
    3

    Predefinito Riferimento: Was it dream?

    Intanto io scrissi delle frasi di canzoni sul libro: Why are you here? Are you listening? Can you hear what I am saying?
    Elly mi guardò e mi fece E’ il momento giusto per parlargli. Dai!
    E va bene, ti faccio ‘sto favore. Basta che però non rompi più!
    Okay! Ci sto.

    Cercai un foglio nel mio diario, ma me ne arrivò uno dal mio compagno di banco. Alzai lo sguardo e incontrai i suoi occhi. Non me ne fui mai accorta ma erano color blu chiaro. Rimasi impalata a fissarlo. Poi mi ripresi e lessi il biglietto.
    Ciao. Scusa se in questi giorni sono stato scortese, ma ero piuttosto timido.
    Gli risposi. Non fa niente.
    Mi dispiace per ieri pomeriggio, ti sei fatta qualcosa?
    No, ma penso che Claudy avrebbe fatto qualcosa a TE.
    Penso che tu abbia ragione… Comunque posso farti qualche domanda?
    Di che genere?
    Tipo… Cosa ti piace fare al di fuori della scuola?
    Domanda difficile. Ehm… Faccio teatro, suono il pianoforte e canto, tu?
    Mi piace lo snowboard, suono la chitarra e mi piace dipingere.
    Da quanto tempo sei qui in Italia?
    Beh… Ho vissuto in America del Sud, ad Haiti, in un comune del Colorado, in Wyoming, per poi stabilirmi in Virginia. Poi sono venuto qui in Italia all’età di 10 anni.
    Conosci molto bene l’italiano.
    Sì… più o meno… Sono qui comunque da 7 anni, perciò.
    Ti hanno insegnato anche i tuoi genitori? Fece una smorfia.
    Soprattutto mia madre. Dove abiti?
    Non proprio lontanissimo dalla scuola, te?
    Una via parallela di questa, praticamente qui di fronte. Hai dei fratelli?
    No, sono figlia unica… Però ho un fratellastro e una sorellastra. Valgono?
    Rise. Credo di sì. Quanti anni hanno?
    Lui 29 lei 19. Tu hai qualche fratello o sorella? Come se non lo sapessi.
    Sì un fratello più grande di un anno.

    L’ora terminò “I voti ve li dico la prossima volta. Arrivederci.” Disse il prof.
    Allungai le braccia e Claudy venne a rimpadronirsi del suo posto
    “Com’è andata?”
    Claudy storse il naso. “Bene, penso, spero, credo.”
    “Calmati.”
    “Sei riuscita a parlare con…”
    “Non abbiamo parlato, abbiamo scritto su un biglietto. A proposito, dov’è finito?” Mi guardai intorno e vidi Jared che lo sventolava.
    “Beh, poi ci dirai.”
    “Va bene.” Quando tornai a posto Jared mi squadrò e poi mi guardò in faccia.
    “Che c’è?”
    “Sai che il colore dei tuoi occhi è veramente strano?”
    “Perché?”
    “Sono un miscuglio tra cioccolato puro e caramello.”
    “Vogliamo parlare dei tuoi occhi color ghiaccio?” Amanda, come primo giorno di conversazione stai esagerando. Mi dissi.
    Per il resto della giornata pensai ai suoi occhi, alla sua scrittura, a come mi guardò e a tante altre cose di lui… Ma perché?

    A casa mia preparai il caffè, lo misi sul fuoco e ricominciai a pensare a quei bellissimi occhi blu.
    “Amy?”
    “Eh?”
    “Il caffè.”
    “Oddio!” Mi risvegliai dai miei pensieri e spensi il fuoco. “Ehm… Caffè?”
    “Io passo.”
    “Anche io. Ma a cosa stavi pensando?”
    “Mmh… Niente.”
    “Ah no cara, quello non è niente. Dai ora ce lo devi dire. Ci hai messo la pulce nell’orecchio.” Mi provocò Claudy
    “Stavo pensando agli occhi di Jared che assomigliavano a quelli del mio sogno.”
    “Quale sogno?” Domandò Elly stupita.
    Iniziai a raccontare il mio sogno e poi anche quello che feci con Jared quel giorno.

  4. #4
    Supporter


    Data Registrazione
    Sep 2008
    Messaggi
    159
    Inserzioni Blog
    3

    Predefinito Riferimento: Was it dream?

    Capitolo tre: Amicizie

    Passarono quasi due settimane da quando io e Jared avevamo iniziato a parlare.
    In quel momento fui sul mio letto ad ascoltare i Linkin Park con l’I-Pod e a meditare sul fatto che non riuscivo più a lasciar perdere Jared, sì mi ero innamorata di lui, dei suoi occhi, del suo viso perfetto e della sua voce.
    “Amy? Ci sei?”
    “Sì ragazze, venite pure”
    Elly e Claudy entrarono in camera e si appollaiarono per terra.
    “Stai bene?” Chiese Claudy.
    “Sì, stavo pensando”
    “A quel sogno?” Elly.
    “No, a qualcos’altro, anzi a qualcun’ altro
    “A cosa o a chi?”
    “Dovreste saperlo, è semplicissimo”
    “A Jared?” Domandarono tutt’e due in coro.
    “Sì, proprio a lui. Non riesco a togliermi dalla testa niente di Jared! Mi sono…”
    “Oh santo cielo, veramente? Ma hai poi capito il sogno?”
    “No, non ancora. Ma penso che abbia a che fare proprio con lui. E poi sì, mi sono innamorata. Ma non credo che lui provi lo stesso per me”
    “Tu che ne sai?”
    “Beh… Oh, e va bene non ne ho la più pallida idea”
    “Ah, mi sembrava” Disse Elly.
    “Senti, ma hai già conosciuto suo fratello e il suo amico?”
    “Scusami? Sono sempre stata con voi, con Jared parlo solo con i foglietti e poche volte al giorno, se no i prof ci scoprono”
    Bussarono alla porta.
    “Avanti”
    “Ciao, io esco. Avete per caso bisogno di qualcosa?”
    “No, grazie mamma, siamo apposto”
    “Okay, allora a stasera. Ciao”
    “Arrivederci” Dissero le ragazze.
    “Dicevamo?”
    “Parlavamo di te e di Jared”
    “Ah, sì. Quindi io e lui non è che riusciamo molto a parlare. Non abbiamo l’alfabeto di noi tre”
    “E poi i prof vi potrebbero scoprire”
    “Come per esempio il prof di Scienze” Aggiunse Claudy.
    “Eh già”
    “Hai paura di dirglielo che ti piace?”
    “Sì, infatti non glielo voglio dire”

    Il lunedì tornammo a scuola “Oggi che farai con Jared?” Claudy, incuriosita.
    “Non lo so”
    “Forse ti chiederà se gli piaci” Si intromise Elly.
    “Mah… Chi lo sa”
    “Si parla del diavolo” Sussurrò Claudy. Jared era entrato in classe.
    “Ciao ragazzi!”
    “Ciao” Dissero i maschi.
    “Ciao Amanda”
    “Ciao anche a te!”
    “Passato bene il week-end?”
    “Vi lasciamo soli” Claudy ed Elly se ne andarono ai loro posti
    “M-ma?” Balbettai. Mi sedetti al mio posto e Jared fece la stessa cosa. “L’ho passato bene, tu?”
    “Io pure, ma non riuscivo a togliermi dalla testa una ragazza”
    “Ah, la tua ragazza?”
    “Non lo sapevi?”
    “Cosa?”
    “Io e la mia ragazza ci siamo lasciati”
    “Quando?”
    “Un giorno dopo esser arrivato qui” Non era mica per colpa mia, vero?
    La prof arrivò in classe “’Giorno prof”
    Mi sentii male, la sua voce risuonò nella mia testa. Perché?
    “Tutto a posto?” Domandò.
    “Sì” Mentii, ma non volevo farlo preoccupare, se a lui interessava la mia salute.
    Grazie al cielo la giornata finì in fretta. Con le cuffie dell’I–Pod nelle orecchie uscimmo da scuola. Cominciai a cantare.
    Passammo davanti a tre ragazzi ed Elly mi tolse la cuffia e mi sussurrò “E’ Jared”
    “Dove, dove, dov’è?” Impazzii per trovarlo.
    “E’ lì con altri due ragazzi”
    “Chi sono?”
    “Non ne ho idea”
    “Carino quello più basso” Parlò Claudy.
    “Non disturbiamoli” Dissi, anche se mi faceva male. Jared si girò verso di noi e mi salutò con la mano. Gli altri due ci guardarono con la coda dell’occhio.

    A casa di Elly: “Sono curiosa di sapere chi sono quei due tipozzi”
    “Penso di aver capito”
    “Chi?” Domandarono.
    “Il fratello e l’amico”
    “Non si somigliano”
    “Vero, spero che ce li presenti tu sai chi”
    “Sìì. Oddio, come sarà conoscere il fratello?” Elly entusiasta.
    “Uguale a conoscere lui…”
    “Ah, siamo messi bene” Ridemmo tutte. E iniziammo i compiti.
    Dentro di me entrò una sua parte estroversa.

    Il giorno dopo, entrando in classe, vidi Jared, in anticipo, sedersi e cominciare a scrivere qualcosa.
    Le sentinelle furono accostate “Il prof!”
    “Buongiorno”
    “Salve prof”
    Jared mi diede una gomitata leggera “Amanda?”
    “Sì?”
    “Tieni” Mi passò un biglietto di nascosto dal professore.
    “Amanda, che cosa c’era per oggi” Mi chiese quel rompi del prof, alzai lo sguardo. “I climi”

    Durante il cambio dell’ora lessi il biglietto:
    Alla fine dell’ora di palestra vieni al bancone del bar.
    Jared
    Anche Elly e Claudy lo guardarono
    “Forse ti deve dire che…”
    “Macché! Sarà per...”
    “Non mi interessa per che cos’è, ho paura di parlargli”
    “Rilassati, mancano due ore”

    All’ultima ora di palestra, sul quadro svedese, pensai al nuovo biglietto Perché mi ha scritto quello? Che cosa vuole? Non ho paura di quello che accadrà, ma di come gli dovrò parlare.
    Fui terrorizzata, anche perché quel maledetto quadro si muoveva troppo. Non appena mi girai dondolando dall’ altro lato vidi Jared con le mani congiunte che bisbigliava qualcosa.
    Riuscii a finire l’esercizio e andammo a cambiarci.
    “Lo hai fatto bene” Si congratulò Claudy.
    “Come no… Stavo per scivolare”
    “Ma almeno non ti sei rotta niente”
    “Bella consolazione, Elly”
    “Figurati! Sono sempre a tua disposizione”
    Accarezzai il biglietto di Jared.
    “Paura?”
    “Un po’, ma posso farcela”
    Al bar vidi Jared al bancone Puntuale “Venite con me?”
    Si scambiarono un’occhiata “Perché?”
    “Vi prego” Cominciai a tirar fuori il labbro e a sbattere gli occhi
    “Ecco l’espressione da cucciolo bastonato e adesso…”
    “Pspspspspspspspspspspsps”
    “Lo sapevo” Si arresero. “Tu intanto vai, noi veniamo subito”
    “Thank you”
    Corsi dal ragazzo che amavo. “Ciao”
    “Ciao”
    “Come è andato il quadro?”
    “Bene, a te?” Prese una pizza. “Grazie”
    “Così, così. Come mai stavi bisbigliando?”
    “Quando?”
    “Mentre io ero su”
    “Non stavo bisbigliando, stavo pregando”
    “Per chi?”
    “Quante persone c’erano sul quadro?” Contai.
    “Per me? E com’è?”
    “Avevo la fifa che…”
    “Eccoci” Parlò una voce maschile.
    “Ciao fratellino”
    “Ciao Shan”
    “Siamo qui” Arrivarono tutti nello stesso momento.
    “Beh? Non…”
    “Ah sì, loro sono Shannon, mio fratello” Jared indicò un ragazzo alto e moro. “E lui è Tomo, il mio migliore amico” Indicò il ragazzo vicino al fratello.
    “Piacere, io sono Amanda, loro sono Elena e Claudia”
    “Ciao”
    Le due conoscenze salutarono con la mano.
    Oddio, lo avevo detto che era carino e anche piuttosto alto. Fece Claudy.
    Chiedi poi a Jared qualunque cosa sui due.
    La solita Elly curiosa.
    Rise.
    Tomo si avvicinò a Claudy, ella arrossì.
    Non lo conosco e già mi batte forte il cuore.
    “Che cosa ti piace fare?” Le domandò.
    “Mi piace lancio del peso e sub”
    “Lo fai qui lancio del peso?”
    “Sì”
    “Mi sa che ti vista una volta”
    Oh, perfetto.
    “Non sei tanto male”
    Claudy abbassò lo sguardo “Grazie”
    Shannon fece la stessa domanda a Elly.
    “Faccio pianoforte e tu?”
    La campanella ci interruppe.
    Dopo chiediglielo!
    Sì, chiedo su tutti e due.

    La prof di diritto non c’era. Mi rivolsi a Jared “Perché ci hai fatto fare questo incontro?” Egli ci pensò un istante “Elly è molto curiosa, l’ho accontentata”
    “Ma come…” Rantolai “Comunque, credo che si siano prese un colpo di fulmine” Come il mio…
    “Anche loro due”
    “Wow, bella storia” Se fosse lo stesso anche con te. “Parlami un po’ di loro”
    “Te lo hanno chiesto le…” Non finì la frase, le mie amiche del cuore erano in ascolto.
    “Esattamente”
    Mi parlò all’orecchio “Shannon suona la batteria, il pianoforte ed è appassionato di fotografia” Ad Elly poteva veramente interessare “E Tomo suona la chitarra, il violino e anche il pianoforte”
    “Passioni sane”
    “Sembrano fatti l’uno per l’altro”
    “Quindi ieri pomeriggio hanno preso la cotta?”
    “Non proprio ieri… Ma già da un po’”
    “Eh?”
    “Ne avevo parlato e poi alcune volte vi siete incrociati. Certo che le rosse fanno un grosso effetto” Si avvicinò alla mia guancia.
    Lo distrassi “Ma Tomo abita con voi?” Si allontanò un poco e ritornò all’orecchio. “Non esattamente, i genitori hanno un ristorante, perciò, siccome tornano a casa tardi, lo ospitiamo” La sua voce era calda, stava per riparlare, ma fu interrotto da Lollo. “Scusa un secondo. Sì?”
    “Mi puoi controllare questo foglio?” Il resto del discorso non lo capii.
    “Dicevamo?”
    “Non me lo ricordo più”
    “Fa niente”

    Durante il ritorno a casa Claudy mi bombardò “Allora? Parla! Parla!” Mi scosse.
    “Claudy, sta per parlare” La fermò Elly. Iniziai a raccontare.

    La foresta ricoprì la mia mente, era nera e fredda.
    Ero dentro una piccola pianura verde smeraldo. Al centro un piccolo stagno argentato che emetteva luce e minuscole lucciole danzanti.
    Di fronte a me sbucò dagli alberi il mio principe. Percorse il lago che ci divideva e, prendendomi per mano, mi trasportò con sé. Roteammo sull’acqua e ci guardammo negli occhi.
    “Amy, tesoro”
    “Jared, dimmi”
    “Giù!” E caddi dal letto. “Ma che diamine?”
    Sopra di me Elly e Claudy mi guardarono sorridenti. “Scusa, non potevamo resistere” Tirai un cuscino e mugugnai qualcosa di incomprensibile.
    “Alzati! Altrimenti facciamo tardi”
    “Okay, okay” Mi preparai a tempo record e ci dirigemmo verso scuola.
    Incontrammo Jared e gli altri in auto. Guidava Shannon. Scesero.
    “Buongiorno”
    “Hola”
    “A dopo fratellino, ciao Elena”
    “Ciao Claudia” Disse Tomo.
    Oh my God. Mi ha salutato!
    E ci risiamo…
    Lo sai che abbiamo la cotta… Anche tu ce l’ hai.
    Zitte! Ce l’ha cotta numero uno qui…
    Tanto non ci capisce.

    “Li avete fatti i compiti di matematica?”
    “Ovviamente… Non vedo l’ora di correggerli”
    “Me li faresti vedere, per favore?”
    Oh oh!
    “Certo”

    Quando suonò la campanella della ricreazione Jared stava per andare giù al bar. “Perché non vieni anche tu con le altre? Ci fareste compagnia”
    “Lo domando”
    “Bene a dopo” Si avvicinò alla mia guancia e mi baciò.
    Balbettai. Ed egli mi scompigliò i capelli.
    “T-ti ha b-baciato?”
    “Credo di sì. Prima che mi dimentichi: andiamo giù con loro”
    Nessuna risposta, eravamo già per le scale.
    Trovammo i ragazzi seduti ad un tavolo e ci fecero segno di venire.
    “Hai fatto colpo, Amanda?”
    “Non ne ho idea, chiedilo a lui”
    Elly accostò la sedia vicino a Shannon “Posso?”
    “Tutto quello che vuoi”
    Ultima modifica di Buryme; 27-02-2009 alle 18:41

  5. #5
    Supporter


    Data Registrazione
    Sep 2008
    Messaggi
    159
    Inserzioni Blog
    3

    Predefinito Riferimento: Was it dream?

    "Jared, posso farti una domanda?"
    "Anche due"
    "Come mai sei venuto in questa scuola?"
    "Diciamo ke detestavo la mia vecchia scuola e perché c'era la mia ragazza"
    "Ah"

    Claudy ruppe il silenzio che si formò. "I miei genitori sono partiti per una vacanza"
    "Quando tornano?"
    "Tra tre settimane"
    "Mio padre invece è partito per Roma, come anche mia madre. Staranno via a lungo"
    "Nessuna rottura di scatole per un bel po'!"

  6. #6
    Supporter


    Data Registrazione
    Sep 2008
    Messaggi
    159
    Inserzioni Blog
    3

    Predefinito Riferimento: Was it dream?

    Capitolo quattro: Primo appuntamento… a sei!

    Venerdì pomeriggio dopo la scuola, io e le ragazze eravamo in camera mia ad ascoltare musica e a cantare a squarciagola
    “Allora , stasera che facciamo?” Chiese Elly.
    “Ci guardiamo un film?” Proposi.
    “Perché no? Che cosa c’è alla tv?”
    “Aspettate che vado a vedere” Andai a prendere la guida di Sky e la sfogliai “Venerdì… Venerdì… Venerdì. Ahah! C’è un horror”
    “Bene, come si intitola?”
    Urban Legend
    Alle nove ci mettemmo sul divano e accendemmo la televisione.
    “Preparo i popcorn” Dissi.
    Il film iniziò. Già da quando c’era la prima vittima eravamo spaventate.
    Ad un certo punto dalla porta del corridoio entrò una donna mascherata con un coltello in mano.
    “Aaaaaaaaah!” Urlammo
    “Ragazze, sono io” Mia madre.
    “Perché hai un coltello in mano e una maschera?”
    Accese la luce. “Ma che dici? Questa è una maschera purificante per il viso e quest’altro” lo sventolò “è il contenitore dei dischetti struccanti”
    “Ah” Affermò Elly.
    “Mamy, abbiamo urlato perché ci siamo spaventate con il film”
    “Che cos’è?”
    “Urban Legend” Dicemmo in coro.
    “Non sembra bello” Socchiuse gli occhi.
    “Per ora… Ma il protagonista è molto carino”
    “Come vi pare, io vado a dormire. ‘Notte”
    “’Notte”

    Alla terza vittima sentimmo qualcosa far vibrare il divano.
    Claudy buttò in aria i popcorn “Ah! C’è qualcuno li dietro!” In realtà…
    “Un momento” Guardai nella fessura “E’ il cellulare”
    “Chi è?” Si incuriosì Elly.
    “Non lo so. Non lo conosco” Lo aprì. “Pronto?”
    “Amanda? Sono Jared” Mi si fermò il cuore per un secondo ed ebbi la sensazione di svenire.
    “Dimmi”
    “Volevo chiederti se sei libera domani sera”
    Oh cavolo! Che gli potevo dire? Scusa Jared non posso? Oppure Aspetta che devo controllare l’agenda? Nah… Feci la cosa più banale “Ehm… Sì, sono libera”
    “Anche le altre? Shannon e Tomo non vorrebbero rimanere da soli”
    “Penso di sì
    “Evvai!”
    “Come?”
    “No niente. Allora domani alle otto davanti alla scuola, va bene?”
    “Sì, allora a domani”
    “’Notte”
    “Ciao” Riattaccai e rimasi impalata.
    “Amy? Che è successo?” Mi misi in piedi e cominciai a saltare.
    “Domani abbiamo un appuntamento con i ragazzi!!!”
    “Oddio! Evviva!” Saltarono anche loro.
    “Oh, il mio Shanny” Sospirò Elly.
    Finimmo il film e andammo a dormire.
    Non feci nessun sogno, forse non avevo idee.
    Accese la luce. “Ma che dici? Questa è una maschera purificante per il viso e quest’altro” lo sventolò “è il contenitore dei dischetti struccanti”
    “Ah” Affermò Elly.
    “Mamy, abbiamo urlato perché ci siamo spaventate con il film”
    “Che cos’è?”
    “Urban Legend” Dicemmo in coro.
    “Non sembra bello” Socchiuse gli occhi.
    “Per ora… Ma il protagonista è molto carino”

    Alla terza vittima sentimmo qualcosa far vibrare il divano.
    Claudy buttò in aria i popcorn “Ah! C’è qualcuno li dietro!” In realtà…
    “Un momento” Guardai nella fessura “E’ il cellulare”
    “Chi è?” Si incuriosì Elly
    “Non lo so. Non lo conosco” Lo aprì. “Pronto?”
    “Amanda? Sono Jared” Mi si fermò il cuore per un secondo ed ebbi la sensazione di svenire.
    “Dimmi”
    “Volevo chiederti se sei libera domani sera”
    Oh cavolo! Che gli potevo dire? Scusa Jared non posso? Oppure Aspetta che devo controllare l’agenda? Nah… Feci la cosa più banale “Ehm… Sì, sono libera”
    “Anche le altre? Shannon e Tomo non vorrebbero rimanere da soli”
    “Penso di sì
    “Evvai!”
    “Come?”
    “No niente. Allora domani alle otto davanti alla scuola, va bene?”
    “Sì, allora a domani”
    “’Notte”
    “Ciao” Riattaccai e rimasi impalata.
    “Amy? Che è successo?” Mi misi in piedi e cominciai a saltare.
    “Domani abbiamo un appuntamento con i ragazzi!!!”
    “Oddio! Evviva!” Saltarono anche loro.
    “Oh, il mio Shanny” Sospirò Elly.
    Finimmo il film e andammo a dormire.
    Non feci nessun sogno, forse non avevo idee.

    Il giorno dopo, quando mi svegliai, le altre stavano ancora dormendo. Uscii lentamente dalla stanza e trovai mia madre intenta con le valigie. “Ciao mamma”
    “Ciao. Com’era poi il film?”
    “Non male. Oggi parti?”
    “Sì, vado su a Monaco”
    “Quando torni?”
    Mi accarezzò la testa. “Non lo so” La abbassai “Ferma! Ne avevi una grossa”
    Tolsi la sua mano dai capelli “Smettila con queste doppie punte. M’hai rotto Senti… Stasera esco con le ragazze”
    “Dove andate?” Si comincia.
    “A cena fuori. Con… dei ragazzi”
    “Chi sono?”
    “Dei miei compagni. Beh… Uno di loro è un mio compagno, gli altri due sono suo fratello e un suo amico”
    “Mi posso fidare?” Miiiiii, no mamma, sono dei serial killer. “Certo mamy”
    “Non si sa mai. Come si chiama il tuo compagno?”
    “Jared”
    “Ti sei innamorata di lui?”
    “Forse, ma questi non sono affari tuoi”
    “Ah no, finché vivrai sotto questo tetto saranno affari miei” Uffa. Ficcanaso. “Se per caso avete intenzione di sposarvi fatemelo sapere per tempo”
    “Non stiamo neanche insieme!”
    “E’ vero, hai ragione. Beh io vado, altrimenti le mie colleghe partono senza di me” Mi abbracciò e mi diede un bacio.
    “Ciao e buon viaggio”
    “Fate le brave e salutami le tue amiche” Ovvio… Prese la borsa e uscì.
    “Chiamami quando arrivi”
    “Okay, ciao”
    Richiusi la porta. Misi a tavola tre tazze e versai il latte.
    “Ciao”
    “Ben svegliate”
    Claudy fui ancora nel mondo dei sogni “Mmh… Tua madre?”
    “E’ partita da poco. A proposito, vi saluta” Mangiammo la colazione e poi ripassammo Inglese per la verifica.
    “Non ricordo nulla! Prenderò un 4!”
    “Non dire così” Cercai di consolare Elly. “Andrà bene”
    “Beh, tu non avrai problemi, sei brava in Inglese e poi hai un americano come vicino di banco”
    “Potremmo chiedere a lui” Claudy ci diede una grande idea.
    “Giusto. Sicuramente ci darà una mano”
    “Soprattutto a te, Amy”
    “Perché?”
    “Ma non lo hai notato come ti guarda, perché ti avrebbe dato un bacio l’altro giorno?”
    “Non l’ho notato e non lo so perché”
    “Ma sei capocciona tu! E poi secondo te perché ci ha invitato a cena fuori? Perché ci ha fatto conoscere i suoi amici?” Si collegò ogni cosa.
    Alzai le braccia come per dire basta “Ho capito. E’ vero tutto questo. Ma non mi ama”
    Claudy mi rimproverò con la testa. Elly fece un versetto “Lo vedremo”

    Ad una ad una ci preparammo e ci vestimmo. Claudy indossò una minigonna nera, una camicetta bianca con i polsini larghi. “Tacco da dodici o da dieci?”
    “Abbassa ancora un po’. Meglio un tacco da cinque”
    “E va bene. Scarpe nere con un tacco minuscolo"
    “Perfetta.” Disse Elly “Ora tocca a me” Si mise dei pantaloni beige e una maglia scura con disegni floreali e i capelli legati con l'elastico.
    Io mi lavai i capelli, indossai un paio di jeans neri e una maglietta scollata aderente un po’ frastagliata.
    Ci facemmo delle domande per la verifica “Che vuol dire stranger?”
    Elly pensò “Straniero”
    “No, quello è foreigner. Stranger vuol dire estraneo” La corressi.
    “Vedi? Non ce la farò mai!”
    “Non dire così. Altrimenti non ci riuscirai mai veramente”
    La sera, mentre mi pettinavo, chiamò mia madre “Pronto?”
    “We, allora?”
    “Tutto a posto. Come è andato il viaggio?”
    “Bene, ora le mie colleghe sono in camera distrutte”
    “Lo immagino”
    “Fra poco esci?”
    Mi passai il lucidalabbra “Sì, stiamo finendo”
    “Allora ti lascio”
    “Ciao” Riattaccò.
    “Siete pronte?”
    “Aiuto!” Fece Claudy “Una mano con i capelli?”
    Facemmo un perfetto chignon stretto da due bastoncini, con la frangia libera.
    “Che ore sono?”
    “Le otto meno un quarto”
    “Si, ci siamo” Prendemmo le borse ed uscimmo.
    Elly mi prese per un braccio “Sciogliti i capelli”
    “Why?”
    “Fallo e basta” Tolsi il forchettone e andammo verso la scuola. Pochi minuti dopo arrivarono i ragazzi. “Buonasera signore” Disse Shannon.
    “Hello” In coro.
    Tomo offrì il braccio a Claudy. Shannon diede la mano ad Elly.
    Jared invece mi si avvicinò solo.
    “Fratellino, noi ti seguiamo” Shannon si rivolse a Jared.
    Non capii quel che successe, ma io e Jared ci avvicinammo a un enorme auto.
    “Sai guidare?” Sbalordita.
    “Forse?”
    “Fai poco lo spiritoso. Quando hai preso la patente?” Qui non puoi prima dei diciotto anni” A meno che…
    “L’ho presa a sedici quando sono tornato in America” Tutto chiaro. Salimmo in macchina e ci avviammo verso il ristorante.
    Dietro di noi c’era un’ altra auto e una moto.
    “Sono loro”
    “Sì, Shannon in macchina e Tomo in moto”
    “Perché Tomo non ha la patente?”
    “Stai facendo troppe domande”
    “Ah, scusa”
    “Comunque, lui sì, ha sedici anni, ma non è venuto in America” Risposta sensata.
    Mentre aspettavamo il verde del semaforo Jared mi fissò “Non ti avevo mai vista con i capelli sciolti”
    “Molti mi dicono che sono troppo lunghi” Che andassero dove so io…
    “Stai bene. Oggi sei più bella del solito”
    Arrossii “Grazie”
    Giunti a destinazione prendemmo posto nel ristorante. Era color rosso con delle specie di lucine di Natale attaccate al soffitto.
    Ci sedemmo a un tavolo rettangolare, noi ragazze da un lato: Claudy alla mia sinistra ed Elly alla mia destra, i maschi si misero di fronte alle corrispettive compagne.
    Arrivò il cameriere un po’ incavolato “Benvenuti, cosa volete da bere?”
    “Io non bevo” Dissi.
    “Sei Coca-cole”
    Jared chiese della scuola “Siete pronte per la verifica?”
    “No, abbiamo studiato tutto oggi ma… niente”
    “Vi aiuto io” Bingo!
    Ci portarono da mangiare ed Elly cominciò a parlare di Claudy e di quando era piccola “Allora, Tomo, lo sai che cosa combinava la tua amichetta?” Claudy si girò lentamente e la guardò con occhi infuocati alzando le sopracciglia “Vuoi che parli di te, cara?”
    Mi abbassai ed Elly rimase fulminata “Sì, sto zitta” Mugolò.”
    Claudy si rigirò sogghignando soddisfatta.
    “Povera Elly” La accarezzò Shannon “Perché non racconti a me quello che facevate?”
    Mi girai io. “Provaci Elly e ti squarto”
    Claudy rimase a fissare Tomo.
    Oh cavolo! Claudy non sogghigna. Le toccai il braccio.
    “Sì? Qu’est – ce que ça?" Ci ritirammo indietro.
    “Lo sapete che l’Universo è astratto?”
    “Interessaaante” Shannon prese in giro suo fratello.

  7. #7
    Supporter


    Data Registrazione
    Sep 2008
    Messaggi
    159
    Inserzioni Blog
    3

    Predefinito Riferimento: Was it dream?

    Tomo rise sotto i baffi. Per tutta risposta Jared fece una linguaccia.
    Tra le tante risate fu mezzanotte e mezza.
    Noi tre eravamo rincitrullite, gli occhi di Elly e Claudy imploravano “Caffè… Caffè”
    “”Forza ragazze, è ora di avviarsi” Disse Tomo.
    Alzandomi inciampai nella gamba del tavolo e caddi tra le braccia di Jared,
    “Tutto okay?” Domandò allarmato.
    “Eh… Sì, ah… Scusa” Mi tolsi da lui, purtroppo. “Grazie”
    Elly non ne poté più “Can we go?”
    “Sì, tesoro. Vi accompagniamo noi a casa”
    Salutammo gli altri e barcollando entrai in macchina.

    Un quarto d’ora più tardi l’auto si spense.
    “Amy, dove sono le chiavi di casa?”
    “Nella tasca destra dei jeans” Con la bocca impastata.
    Avvertii una mano sfiorarmi delicatamente e poi non sentii più il sedile sotto di me. Fui in braccio a Jared.
    “Non è che peso?”
    “Tu non ti preoccupare. Dormi”
    Quando mi appoggiò sul letto crollai del tutto.

    In sogno ero ancora con il ragazzo e ballavamo. Egli mi accarezzò il viso e sentii il calore della sua pelle.
    Il calore?
    Mi svegliai di soprassalto e Jared ritrasse la mano. Ma la trattenei.
    “Che ore sono? Dove sono? E gli altri?”
    “Sono le quattro, sei nel tuo letto e secondo te dove sono gli altri?”
    Con la faccia assonnata ripetei “Dove sono gli altri?”
    “A dormire. Lo dovresti fare anche tu”
    “Dimmelo, senno non dormo”
    Sbuffò. “Allora, Elly e Shannon a casa di Elena, Claudy e Tomo a casa di Claudia”
    “Ora sto meglio”
    “Dormi” Ripeté stressato.
    “Ma sono ancora vestita! Devo mettere il pigiama”
    “Vado di là. Buonanotte” E mi baciò sulla fronte.

    Il sogno ricominciò: il principe mi riportò a terra e scappò via.
    “No! Ti prego! Resta” Lo abbracciai “Ti amo, Jared”

  8. #8
    Supporter


    Data Registrazione
    Sep 2008
    Messaggi
    159
    Inserzioni Blog
    3

    Predefinito Riferimento: Was it dream?

    Capitolo cinque: My future home

    Mi alzai alle dieci e mezzo.
    “Che stanchezza” Sbadigliai.
    Suonò il telefono. “Ma dove si è cacciato?”
    Guardai tra le coperte. “Pronto?”
    “Amy, sono Claudy”
    “Ohi! Che c’è?”
    “Ti volevo chiedere se volevi venire con Jared a casa da me”
    “Sono ancora mezza rinco, non so neanche se è ancora qui Jared. Dammi il tempo di prepararmi”
    “Va bene, a dopo”
    Andai in sala da pranzo ed alzai la serranda.
    “Buongiorno”
    “Uha!” Persi l’equilibrio “Mamma mia Jared, mi hai fatto prendere un infarto”
    “Sorry” Mi aiutò ad alzarmi.
    “Sei poi rimasto qui”
    “Non potevo mica andarmene con la tua sbronza”
    “Sbronza? Ma se non ho neanche bevuto! Come mai stavi qui in sala?”
    “Non te lo ricordi?”
    “Che dovrei ricordare?”
    “Il fatto che alle quattro ti dei svegliata e…”
    “Ah ora rimembro” Andai in cucina.
    “Che fai?”
    “Mi preparo la colazione”
    “Ah no!” Mi afferrò i fianchi e mi buttò sul divano. “Tu stai qui, io ti faccio un caffè”
    “Adesso non è che non sia autosufficiente”
    “Non mi fido con te ai fornelli, oggi” Si avviò per alla credenza.
    “Claudy ci ha invitato a casa sua”
    “Dopo andiamo da lei, sicuramente ci saranno anche gli altri” Sa sempre tutto.
    Mi porse il caffè. “Bevi, ti sveglierai”
    “Grazie. Hai per caso qualche vestito?”
    “Sì, in macchina” Incredible.
    “Tu lo sapevi?” Dimenticavo, sapeva sempre tutto.
    “Non si sa mai se…”
    Finì di bere “Non… dire… un’altra… parola”

    Sulla porta, prima di uscire, Jared mi tirò dal braccio dolcemente e mi abbracciò.
    Appoggiai la testa sulla sua spalla e cominciò a coccolarmi. “Sai, stanotte ho sognato due parole che dicono tutto quello che provo per te”
    “Anche io lo penso”
    Ci guardammo negli occhi e poi mi baciò sulle labbra. Non posso staccarmi!Non voglio staccarmi!

    Velocemente mi intrufolai nell’ auto e annusai il profumo che emanava.
    Arrivati a casa di Claudy trovammo Shannon che aiutò Elly a scendere.
    “Salve, Jay” Disse sorridente.
    “Hello”
    Bussammo alla porta, ma era aperta.
    “C’è nessuno?”
    “Salve ragazze!” Claudy era appollaiata su una poltrona.
    “Dov’è Tomo?” Ci indicò la cucina.
    Shannon si allungò verso lo stipite della porta. “Stai ancora mangiando?” Alle undici?”
    Tomo, con il cucchiaio in mano, salutò e, con il boccone in bocca, annuì.
    “Lo so, è strano” Disse Claudy.
    Il ragazzo deglutì “Che ce devo fa’?” Scoppiammo a ridere.
    “Che facciamo oggi?”
    “Beh… Andiamo tutti a casa nostra” Dissero Shannon e Jared.
    “Che facciamo ancora qui? Forza! Fuori” Li spinsi tutti davanti alla porta di casa
    “Ehi, calma. Devo finire di…”
    “Hai già magnato troppo. Via!”
    “Shan, guidaci tu”
    “Con piacere”
    Ero emozionata. Chissà come è la casa di Jared.
    “Lo hai fatto apposta, vero?”
    “Cosa?”
    “A buttarci fuori di casa”
    Risi. “Maybe”
    L’auto di Shannon si diresse su per una collina e si fermò.
    Spalancai la bocca. “Accidenti” Una villa bellissima.
    “Non hai visto dentro” Mi slacciò la cintura e venne ad aprirmi la portiera. Mi offrì la mano, come potei rifiutare?
    Raga, che ve ne pare?
    Voglio venirci a vivere!

    “Pronte?” Domandarono i ragazzi.
    “Pronte!” Rispondemmo.
    Le porte si spalancarono e davanti a noi un lungo corridoio bianco.
    Entrammo, a destra c’era la cucina e una scala a chiocciola, a sinistra la sala da pranzo e un grande salotto.
    “Oh capperi”
    “E già, lo dicono tutti”
    Jared mi abbracciò e ci condusse in salotto. “Ma tua madre?”
    “Lei è con suo mar… Cioè, mio padre, in Louisiana e in giro per il paese”
    “Avete tutta la casa per voi”
    “Sì, mamma si fida ciecamente di noi"
    “Shanny, mi porti a vedere la tua stanza?” Chiese Elly con voce da bimba.
    “Anch’io! Anch’io!” Urlò Claudy.
    “Facciamole felici”
    “Sììììììì!” Cinguettarono in coro.
    “Scusate ragazzi, ma c’era qualcosa nel latte stamattina? Hanno bevuto degli alcolici ieri sera senza che io me ne accorgessi o cosa?”
    “E’ L’emozione” Mi sussurrò all’orecchio Jared, teneramente.
    Il piano superiore era ancora meglio, c’erano le quattro stanze (Anche quella di Tomo), una stanza della musica e la palestra. Subito Claudy ed Elly si fiondarono sulla batteria, ovviamente, prima che Claudy notasse la chitarra di Tomo.
    “Ora possiamo morire felici”
    Dopo andammo ognuna in camera dei… fidanzati.
    La stanza di Jared era bianca con una parete ricoperta di poster dei NIN, dei Sigur Ros, dei Pink Floyd e dei Led Zeppelin.
    A destra della porta era collocata una libreria piena di fantasy, a sinistra un armadio e una grande porta finestra, di fronte alla porta il letto da una piazza e mezzo. Vicino ai poster ds trovavano delle foto del… mio ragazzo quando era piccolo, osservai i suoi occhi azzurri ancora più belli di adesso.
    Jared chiuse la porta e mise un CD nel lettore.
    “Ti piace molto il Rock”
    “Da sempre”
    Mi sporsi alla finestra e vidi la piscina.
    “Attenta a non cadere!”
    “Avete una piscina?” Non suonò come una domanda, ma perlopiù come una domanda retorica.
    “Non la usiamo ora, troppo freddo” Notai Elly uscire di corsa e buttarsi ad angelo su delle foglie secche inseguita da Shannon con le mani nei capelli.
    Scoppiai a ridere.
    “Che c’è di così tanto divertente?”
    “Vieni a controllare”
    Si affacciò. “La tua amica è pazza”
    “E’ per questo che è simpatica”
    “Parliamo di noi due adesso” Si avvicinò a me con i suoi occhi meravigliosi, ma proprio mentre ci stavamo per sfiorare sentimmo un assolo di chitarra seguito da un applauso, mi girai verso la porta.
    Jared alzò gli occhi al cielo.
    “E’ Tomo”
    “Andiamo a vedere” Lo presi per mano e lo trascinai nella stanza della musica.
    Tomo era seduto con la chitarra in mano e Claudy era vicino a lui.
    “Mi sembrava di aver sentito un applauso”
    “Ciao Amy!”
    “Ciao Jay, ti va di unirti anche te?”
    “Perché no” Afferrò la chitarra e un microfono e cominciò.
    La porta della stanza si riaprì e sbucarono fuori Shannon e Elly.
    “Non vorrete mica iniziare senza di me, vero?”
    “Dai! Alla batteria”
    Cantarono e suonarono.
    Io ed Elly vedemmo, nascosto dagli amplificatori, un pianoforte. “Elly, pensi anche tu quello che penso io?”
    “Vai!” Jared, Tomo e Shannon smisero di suonare.
    “Vuoi avere tu l’onore, Elly?” Domandò Shannon.
    “Sì!” Si sedette sulla panca e iniziò. “Amy, canti?”
    “No, no!”
    “Ti preeego”
    “Magari dopo, quando avrai finito”
    “Gngngngngn” Sghignazzai. “Allora, che vi suono?”
    “Che ne dici di una canzone dei Queen?”
    “Certo!” Cominciò a suonare Somebody to love.
    Jared mi strinse a sé e mi coccolò.
    “Bella, vero?”
    “Lo è sempre stata”
    “Amy, è quasi finita, tocca a te”
    “No, per favore!”
    “Ah, ah, lo hai promesso” Finì la canzone e si alzò. “Prego”
    Ebbi tutti gli occhi addosso Fatti coraggio, Amy.
    “L’hai voluto tu” Spostai lo sgabello e cominciai a suonare Numb dei Linkin Park.
    “Devi cantare”
    “Ah, pure”
    “Non è niente senza le parole”
    “Tu non hai cantato!”
    “Questa è un’eccezione…”
    “Grrrrrrrrr…”
    Si schiarì la voce.
    “E va bene, mi hai convinto” Ricominciai da capo e cantai.
    Non appena terminai tutti cominciarono ad applaudire.
    “Sei bravissima, me lo dovevi dire prima”
    “Complimenti Amy!”

    Purtroppo arrivò il momento di tornare a casa.
    Shannon accompagnò Elly, Tomo Claudy e Jared me.
    “Sei triste?”
    “Speravo che questo giorno non finisse più”
    Mi accarezzò i capelli “Ce ne saranno altri, tranquilla”
    Arrivammo sotto casa mia in pochissimi minuti, se non secondi. “Mi spieghi una cosa, Jay?”
    “Se posso”
    “Come facevi a sapere dove abitavo?”
    “Ehm… Non sai quante volte ti ho seguita fin qui”
    “Eeeeeh? T-tu mi hai seguita? E non dire perché non ti fidavi di lasciarmi da sola”
    “Ma è vero”
    “Sono sempre stata con le mie amiche. Non ci è mai successo nulla in tutti questi quattro anni di scuola” Aprii la portiera.
    Iniziò a piovere e ci riparammo sotto la tettoia.
    "Ti sei arrabbiata?"
    “No. Vuoi venire dentro?”
    “Se vuoi, ma solo per cinque minuti” Certo che voglio!
    “Grazie per oggi”
    “Non c’è di che, farei di tutto per te” Arrossii.
    Guardò l’orologio. “Ti devo lasciare. Shannon, quando tornerà a casa, avrà sicuramente fame”
    “A domani?”
    “Sicuro” Mi baciò. “Buonanotte”
    Stavo per svenire ma mi attaccai al divano.
    “Strano che mamma non abbia chiamato, okay tre, due, uno” Squillò il telefono.
    “Lo sapevo” Lo aprii “Ciao mamma”
    “Ciao, come sta andando?”
    “Bene, bene, a te?”
    “A posto. Ti devo dire una cosa, ritorno tra due mesi” Scivolai per terra.
    “Così tanto?”
    “Lo so, ma è per il lavoro” Lavoro, sempre e solo lavoro.
    “Raccontami di ieri sera”
    “Che ti devo dire. Niente. Lo dovresti immaginare”
    “Vi siete messi insieme?”
    Presi uno yogurt dal frigo “Chi lo sa”
    “Siete fidanzati” Mamma intuitiva. “Poi me lo farai conoscere. Ci aggiorniamo”
    Riattaccai e dopo aver mangiato andai a letto.

    Il sogno andò avanti: Jared si girò verso di me “Anche io ti amo. Ma avevo paura”
    Gli accarezzai il viso. “Non c’è niente di cui aver paura. Affronteremo insieme qualsiasi cosa. Te lo prometto”

  9. #9
    Supporter


    Data Registrazione
    Sep 2008
    Messaggi
    159
    Inserzioni Blog
    3

    Predefinito Riferimento: Was it dream?

    Capitolo sei: Verifica e previsione

    Lunedì andai a scuola e trovai Claudy ed Elly che ripassavano intensamente.
    Non le disturbai e mi misi al mio posto.
    “Amy! Ti prego, aiutaci!” Non potevo però lasciarle sole.
    “Che cosa non vi è chiaro?”
    “Tutto”
    Entrò anche Jared. “Ciao”
    “Ciao, Jay”
    Elly e Claudy ci mandarono una frecciata.
    Niente bacio, oggi?
    “Non posso, ora… Ci sono anche gli altri” Jared aveva intuito quello che dicevano.
    “Capito”
    “Inglese?” Domandò.
    “Esatto, e non sappiamo un tubo!”
    “Ve l’ho già detto che io e Shannon vi possiamo aiutare. Non vi dovete preoccupare”
    Elly allungò il collo verso la porta. “Di solito la prof adesso dovrebbe arrivare”
    “Alcune volte non c’è… Soprattutto il lunedì”

    “Arriva sì o no la prof?”
    Lory guardò. “No, non c’è ancora”
    Passarono i minuti e della prof nessuna traccia.
    “Okay, ormai sono le 8 passate, la prof non è arrivata. Sììììììììì!”
    “Andiamo a prendere qualcosa per merenda, tanto Jared ci aiuterà dopo”
    “Già che ci siamo… Elena, ti va di vedere Shannon in palestra?”Domandò Jay
    Elly rimase a bocca aperta. “Sì! Sì! Sì!”
    “Tomo dov’è?” Chiese Claudy.
    “Giù al bar, ora ha religione”
    “Alla conquista del bar!”
    Uscendo dalla classe Jared mi prese per mano “Voi intanto andate, vi raggiungiamo tra poco”
    Le mie amiche capirono subito e si avviarono.
    Mi portò vicino al muro. “Non avevi detto che non volevi farti vedere dagli altri con me?”
    “Non mi importa più” Mi ingabbiò con le braccia nell’angolo.
    “Cambi spesso idea”
    Sorrise e mi baciò. Abbassò pian piano le mani e le posò sui miei fianchi.
    “Ehi, cosa state combinando voi due?” Il prof di Scienze ci rimproverò.
    Ci allontanammo l’uno dall’altro. “Ehm… Io dovrei andare al bar” Risposi e fuggii, nascondendomi dietro la macchinetta delle merendine.
    “E tu?”
    “Io… In bagno” Jared scappò.

    Giù al bar trovai Elly che urlava e saltellava per andare in palestra.
    “Ma dove vi eravate cacciati?”
    “Il prof ci ha sgamati mentre…”
    “Non voglio sapere altro”
    “Sei tu che ce lo hai chiesto” Tomo fece una faccia strana.
    “Possiamo andare?” Domandò Elly esaltata.
    In palestra c’era Shannon che correva ed Elena lo salutò. Si mandarono occhiate affettuose per tutto il tempo… Fortunatamente Shannon riusciva a capire quello che doveva fare.

    Quando uscì dallo spogliatoio Elly gli saltò addosso “Shanny!” Egli le prese il viso tra le mani e la baciò, ci mancava poco che gli sveniva in braccio.
    Le tre ore successive passarono velocemente, come la ricreazione.
    Claudy, non appena suonò la campana, cominciò a giocare con la sua collanina per tranquillizzarsi.
    “No! La verifica di Inglese no!” La classe era in subbuglio.
    “Tu ci aiuti, vero? Tu ci aiuti, vero?” Elly terrorizzata a Jared.
    “Ma quante volte ve lo devo dire? Però aiuterò soprattutto la mia ragazza”
    “Se ci fossero anche Shannon e Tomo…”

    La prof fece spostare i banchi. Il compito non era difficile, almeno le prime dieci domande, ma Claudy non riusciva a capire, Help me! Ti prego Amy!
    Quale vuoi sapere?
    La 2.
    2C.
    E la 3?
    3B.

    Elly era nella stessa condizione, Come è la 11?
    Riscorsi le domande 11D.
    E la 12?
    Questa non la so.
    “Jared?” Chiesi sotto voce.
    “Dimmi”
    “L’hai già fatta la 12?”
    Riguardò il foglio. “Grazie” 12 A.
    Continuammo così per altri 15 quesiti ma poi cominciarono i dolori.
    “La 18?”
    “Oh cacchio, non mi viene” Jay cominciò a mangiarsi le unghie.
    La prof passò tra i banchi. “C’è qualche problema?”
    “No, no, è che non so la numero 18”
    “Jared, lo dovresti conoscere bene l’inglese”
    “Anche i migliori possono sbagliare”
    Ella sorrise. “Pensa a lavorare, magari te lo ricordi”
    “ E mo’?”
    “Mandiamo un messaggio a Shan”
    “Sei sicuro che non ti, anzi, ci scoprirà?”
    “Se non l’ha fatto prima, non lo farà neanche adesso” Tirò fuori il cellulare e digitò i tasti. Intanto io cercai di ricordarmi qualcosa e aiutai, per quanto potevo, le mie due migliori amiche.
    Grateful vuol dire “grato”
    “Bene, Shan mi ha risposto. Allora…”

    Finimmo la verifica e quando la campanella suonò uscimmo da scuola.
    “Spero sia andata bene”
    Jared mi si avvicinò. “Vedrete che avremo preso 8”
    “O anche di più, vi ho aiutato anche io” Si pavoneggiò Shannon.
    “Ehm… Oggi da chi andiamo?” Chiese Claudy imbarazzata.
    “Hai ragione… Ragazzi, di solito noi facciamo una cosa” Risposi.
    I tre si guardarono. “Ovvero?”
    “Il lunedì andiamo da Elly”
    Shannon la fissò e sorrise. “Cara, sarei molto curioso di vedere casa tua”
    “Ma se l’hai già vista!”
    “Ah, davvero?”
    “Non fare lo scemo. Sii serio per una volta”
    Egli fece una risatina. “Impossibile”
    “Muoviamoci, va” Jared mi prese per il fianco. “Non ci stiamo in macchina, vero?”
    “E’ omologata per cinque”
    “Ma voi venite in auto anche se vivete a neanche un chilometro di distanza???” Domandai.
    “Amy, tu pensi che sia così… come dire… facile, ma in realtà ci mettiamo una vita a venir giù e a ritornare a piedi” Mi sussurrò Jay. Mi voleva sedurre, ma riuscii a resistere, per poco.
    “Questo non significa che dovete inquinare l’ambiente, scusate se lo dico”
    “Lo so tesoro, ma è un po’ difficile, ci dobbiamo svegliare molto presto”
    Stavo per sciogliermi. Resisti Amy. Ma come cavolo posso controbattere?
    “E va bene, mi hai convinta”
    “Andiamo a piedi, se ti và. Noi due da soli”
    Ero sciolta del tutto. “S-Sì” Balbettai.

    Mentre camminavamo e scherzavamo arrivò un messaggio a Jared sul cellulare. Sbuffò.
    “C’è qualcosa che non va?” Domandai preoccupata. Non rispose, rimase a guardare il telefono.

    A casa di Elly facemmo i compiti ed ascoltammo musica.
    Non so come, ma mi addormentai tra le braccia di Jay.
    Sognai una montagna, un manto bianco, degli sci e una casetta calda e accogliente che ospitava delle persone abbracciate.

  10. #10
    Supporter


    Data Registrazione
    Sep 2008
    Messaggi
    159
    Inserzioni Blog
    3

    Predefinito Riferimento: Was it dream?

    Capitolo sette: Fiducia

    “Amy, amore, sveglia” Qualcuno mi scrollò delicatamente.
    “Ah no, stavolta non ci casco”
    “In cosa?”
    Aprii gli occhi e mi trovai quelli azzurri del mio angelo davanti.
    Fuori era già buio, colpa dell’inverno. “Ma che ore sono?”
    “Le cinque” Come passava in fretta il tempo…
    Mi stiracchiai, ancora ingabbiata da Jared.
    “Che facciamo?”
    “Oh! Aspetta! Me lo stavo per dimenticare” Egli si alzò e andò a prendere l’ MP3 dallo zaino. “Senti questa” Mi fece indossare le cuffie e selezionò una canzone.
    L’inizio, strumentale, era molto particolare.
    Ascoltai intensamente, anche le parole:
    Look at the red, red changes is in the sky
    Look at the separation in the borderline
    But don’t look at everything here inside
    And be afraid, afraid to speak your mind

    “E’ bellissima”
    “Ti va se diventa la nostra canzone?”
    Sbarrai gli occhi e rimasi impalata.
    “Ehi! Non ti ha mica chiesto se lo vuoi sposare” Disse scherzosamente Shannon.
    Elly gli tirò una gomitata.
    “Ahio!” Egli si massaggiò il braccio. “Mi hai fatto male” piagnucolò.
    “Era la mia intenzione” Rispose lei.
    Shannon socchiuse gli occhi. “Preparati a correre che arrivo”
    “Oh diamine”
    Si rincorsero per tutta la casa ridendo e urlando: “Sei sadica!”
    “E tu sei immaturo”
    Si fermarono davanti alla porta della camera dove stavamo noi.
    Shan mise il muso e le braccia sui fianchi. “Non è vero. Gnè, gnè, gnè” Disse con voce da bambino di 2 anni.
    “No, no, mica… Chi l’ha detto che è un bambino immaturo? Ha solo 18 anni” Parlò Tomo.
    “Quasi 19” Precisò Claudy.
    “Anche voi due vi ci mettete adesso?”
    “Nooooooi?” Domandarono in coro.
    “Nessuno mi vuole bene!” Shan tirò su col naso. “Tranne il mio fratellino, vero, vero, vero?!”
    “No” Rispose secco Jay.
    “Aaaaaaaaaaaah” Urlò Shannon.
    Lo andai a consolare. “Povero piccolo Shan, è così solo”
    Si mise il dito in bocca “Voglio la mamma. Sigh!”

    Quella sera i ragazzi rimasero con noi.
    “Hai sognato qualcosa prima?” Mi domandò Jared.
    “Sì, una montagna e delle persone in una casa”
    Rifletté sulle parole che avevo appena pronunciato. “Che ho detto?”
    “No, niente, rilassati” Mi massaggiò le braccia, che avevo contratto.
    Verso le dieci e mezza Elly e Claudy si appisolarono.
    “Restate qui o andate a casa?”
    “Devo prima essere sicuro che ti addormenterai” Jay mi prese in braccio e cercò di portarmi a letto.
    Mi dimenai. “Non ho sonno! Rimettimi giù!”
    “Amore, sei stanca”
    “Ho dormito”
    Si fermò un attimo. “Su questo non ti do torto, ma ti devi riposare”
    “E se non lo faccio?”
    “Come ho già detto in passato fai troppe domande e poi… Scoprirai la mia parte peggiore” Cominciò a farmi il solletico nella pancia. Non riuscii a liberarmi e iniziai a ridere. “Va bene, vado a dormire”
    Terminò la tortura. “Ti accompagno”
    In camera, Shan guardava Elly e Tomo Claudy.
    Saltai sul letto.
    “Vuoi che ti canti una ninnananna?”
    “Anche tu fai troppe domande. Comunque… Se ti va”
    Cantò la canzone che mi aveva fatto ascoltare quel pomeriggio. Sbadigliai e pian piano mi addormentai.
    Ormai ero nel dormi veglia e Jared mi accarezzò la guancia.
    “Guys, è ora di avviarsi”
    “’Notte, Amy” Mi sussurrò il mio angelo all’orecchio e mi diede un bacio. “Ti amo”
    Le due parole mi rimbombarono nella testa e le immagazzinai.
    Il sogno avanzò: mi vidi in mezzo alla stanza con una coperta rossa sulle gambe davanti a un fuoco e… i ragazzi intorno a me.
    Jared non c’era.
    Guardai fuori dalla finestra. Nevicava, lo intravidi con uno snowboard nero con delle scritte rosse sotto. Era senza casco.

    Martedì alla terza ora andammo in palestra, dovevamo fare la verifica sul quadro svedese.
    “Claudina bella, lo facciamo insieme, giusto?”
    “Aspetta, fammici pensare”
    “Non c’è niente su cui pensare! Muoviti” Elly prese il braccio di Claudy e la trascinò sul quadro.
    “Io e te” Mi fece Jared.
    “Sìììììì, tre metri sopra il cielo. No dai scherzo”
    Elly si incastrò quando con Claudy dovette fare cambio di colonna.
    “Non mi tirare un calcio!”
    “Non è colpa mia. Sei tu che metti i piedi storti”
    “Non provare ad offendere”
    “E’ la verità!” Si legarono tra loro.
    “Piantatela e finite l’esercizio” La professoressa si stava arrabbiando.
    “Prof, sono incastrata”
    “Mica sei l’unica, sai? Non è che tutto il mondo gira intorno a te…”
    La prof salì sul quadro e slegò le ragazze. Poi ridiscese “Adesso sorpassatevi. Senza attorcigliarvi”
    Jared rimase a guardare la scena, era troppo buffa.
    Si tirarono anche degli schiaffi, ma grazie al cielo erano ben salde.
    “Adesso arriva la parte più difficile: la verticale”
    Deglutii a fatica, non doveva essere una bella cosa…
    “Prof, come diamine faccio?”
    “Io mi schianto”
    “Ora calmatevi” Mise i piedi a posto a tutte e due e fece fare la capriola.
    Mi vennero i brividi quando pensai alla fine che potevo fare: spiaccicata sul materassino…
    Ripensai a come dovevo mettere le mani quando salivo: Se vado a destra devo vedere la mano destra. Se vado a sinistra devo vedere la mano sinistra.
    “Evviva”
    “E’ finita” Si abbracciarono.
    “Non sembra tanto semplice”
    “I prossimi”
    “Siamo noi”
    “Perché non lo facciamo per ultimi?”
    “Troppe domande, vieni”
    “Non ci riesco!”
    “Ti aiuterò” Jared riusciva sempre a togliermi il magone. “Ti fidi di me?” Mi tese la mano.
    “Sì” Gliela presi.

    Non fu difficile salire, ma bisognava stare attenti a come e dove si mettevano le mani.
    In cima mi bloccai. Jay mi guardò con occhi rassicuranti.
    “Ora dovete scambiarvi di posto, ma allo stesso momento”
    “Contiamo insieme”
    Chiusi gli occhi. “Tre”
    “Due”
    “Uno”
    “Adesso”
    Entrai nel buco che mi lasciò e mi risedetti sulla sbarra di legno.
    “Mettete le mani come vi ho detto la scorsa settimana”
    Se vado a destra devo vedere la sinistra. Se vado a sinistra devo vedere la destra.
    Scesi lentamente e mi ritrovai alla penultima sbarra.
    “Forza ragazzi, dovete fare la verticale: tiratevi giù con il sedere e stendete le gambe in alto. E ora, lentamente, fate la capriola e appoggiate le gambe a terra, una alla volta. Senza sbattere contro il coso di legno”
    Toccando il terreno mi girò la testa.
    Jared mi tenne su “Hai visto? Ragazza di poca fede”
    “Ora posso svenire”

    Durante il tragitto per casa cercai di ricordare tutti i sogni di quell’ultimo mese. Qualunque cosa potesse essere ricollegata alla realtà.
    Vediamo, la notte prima che arrivasse Jared ho sognato un bosco e una persona, lui, che non riusciva a dirmi “Ti amo”. Ma questo cosa vuol dire?
    Lasciamo perdere. La seconda notte la stessa cosa, ma… niente!
    La terza notte ho fatto un incubo… Lasciamo perdere.

    Due sere dopo. Alzai la testa e appoggiai il dito sulle labbra. Se mi ricordo, ero in una foresta e giravamo sopra un laghetto.
    Va beh… Ce l’ha fatta solo quella sera,dopo cena.

    “Amy? Attenta!”
    Guardai dalla parte della voce ma… sbattei la testa contro un palo. “Ahi!” Vidi delle stelle roteare.
    “Te lo avevo detto di stare attenta. A che pensavi?” L’angelo mi guardò con quei suoi occhi azzurri e mi intontirono.
    “Te lo posso dire dopo?” La testa cominciò a far male. La massaggiai.
    “Forse è meglio se vai in macchina oggi. Io ed Elly passeggeremo un po’” Parlò Shan.
    “Claudy, allora ci guidi tu verso casa”
    “Sì”
    “Amy, riesci a camminare?”
    “Ho male alla testa, non alle gambe”
    “Non si sa mai”
    “Certo che hai preso una bella botta. Ti sta venendo il bernoccolo” Disse Shannon.
    “Che?” Tastai la fronte “Non fare il cretino”
    “Scherzavo”
    “Cammina” Jay lo spinse via.

    “Che sonno!”
    “Eh già, quel quadro mi ha spaccato. Guarda Shan” Elly mostrò le braccia al ragazzo.
    “Ho anche la schiena spaccata” Si lamentò Claudy.
    Stavo per crollare ma resistetti. Dovevo pensare ai miei sogni, alle farfalle che mi ballavano nello stomaco, a quel dolce angelo affianco a me che mi coccolava e alla mia fortuna spacciata. Era tutto troppo bello per essere vero!
    Mi rilasciai andare dai ricordi e chiusi gli occhi.
    “Jay, Amanda sembra entrata in trance” Disse Tomo. Il resto delle voci le lasciai fuori.
    Venni trasportata nel mio subconscio e poi capii una cosa: forse ero una veggente, beh… Non proprio in quel senso, ma i sogni erano quasi reali. Certo, in un senso strano… Siccome erano mezzi fantastici.
    “Amy? Stai bene” Chiese una voce preoccupata, la voce dolce di Jared.
    Mi teneva per le spalle. Riaprii gli occhi “Jay, tranquillo. Sono sveglia”
    “Lo sai che stai impazzendo?” Disse Shannon da dietro Elly.
    Qualcuno gli tirò una ciabatta. Fu Tomo.
    Il colpito si girò “Vuoi la guerra?”
    “Ovviamente”
    “E guerra sia!” Scattarono in piedi e si stavano per buttare addosso delle scarpe.
    “Non distruggetemi la camera. Usate cose morbide” Parlò Claudy.
    “Non preoccuparti cara” Presero dei cuscini dal letto.
    “E’ da qualche giorno che ti vedo persa nei tuoi pensieri”
    “Cerco di capire il mio cervello”
    “Perché?”
    Sospirai “Vuoi la verità?”
    I due litiganti si stopparono.
    “Certo”
    Esitai un attimo prima di riparlare “Potreste andare di là, per favore?”
    Jared li guardò.
    “Fate in fretta, mi raccomando” Disse Shan. E prese per la vita Elly.
    “Good lucky, Amy” Ella fece l’occhiolino. Ricambiai.
    Quando rimasi da sola con Jay parlai dei sogni, dalla prima sera in poi. Fino all’ultimo: “Te lo avevo già raccontato un po’”
    Strabuzzò gli occhi.
    “Lo so, sono pazza. Lo ha detto anche tuo fratello”
    Mi abbracciò e accarezzò i capelli. “Non è vero, è una cosa bellissima”
    “La pazzia o il fatto che sono un pochino veggente?”
    “La seconda”
    “Really?”
    “Beh, non sei veggente veggente, per ora” Si staccò. “Ma è un gran dono, se vogliamo chiamarlo così. Non ti sto mentendo”
    Le farfalle invasero lo stomaco, Jared mi baciò sulle labbra, era il più lungo che mi avesse dato fino a quel momento. Non staccarti!
    Come non detto… Per continuare a parlare gli domandai: “Avete qualcosa in programma per il weekend?”
    “Non ancora”
    “Ti prego, non dire nulla agli altri di quello che ti ho raccontato”
    “Tutti i tuoi segreti sono anche i miei. Fidati” Mi ribaciò.

Pagina 1 di 6 123 ... UltimaUltima

Segnalibri

Segnalibri

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •