Vai a Team World Shop
Pagina 6 di 6 PrimaPrima ... 456
Risultati da 51 a 56 di 56

Discussione: Was it dream?

  1. #51
    Supporter


    Data Registrazione
    Sep 2008
    Messaggi
    159
    Inserzioni Blog
    3

    Predefinito Re: Was it dream?

    Capitolo 27: Dolce risveglio

    Fissavo il piccolo sorcio accoccolato nel mio letto, ascoltavo il suo respiro regolare e leggero. Le accarezzai una guancia. “Cucciolo, quanto vorrei che ti svegliassi” Bisbigliai. Lei si sistemò meglio sotto le coperte: si racchiuse in posizione fetale, come faceva di solito.
    Presi la pillola e il bicchiere d’acqua che erano sul comodino, spinsi la pillola a forza dentro la bocca di Amanda, poi le feci bere l’acqua a piccoli sorsi. Che fatica ogni volta! Cercava sempre di sputare la pillola ed ogni volta dovevo ricacciargliela in bocca.
    Qualcuno bussò alla porta, Shannon. “Ehi fratellino, come va?”
    “Bah, dorme bella tranquilla”
    “Ha bisogno di molto riposo, chissà quanto le ci vorrà per riprendersi e che faccia farà quando vedrà il tuo brutto muso fissarla”
    Gli diedi una pacca in pancia. “Cercherò di spiegarle ogni cosa, voglio farmi perdonare nel migliore dei modi. Ho tanta voglia di riaverla accanto a me”
    “Preparati psicologicamente. Io vado, oggi è il primo giorno di esame, che brutta roba!” Piagnucolò.
    Gli diedi una pacca sulla spalla. “Good luck, my lovely brother”
    “Non chiamarmi così! Mi incavolo. Buona giornata” Prese la borsa che aveva lascia-to accanto alla porta e uscì di casa.
    Presi il cucciolo tra le braccia e le baciai il collo, se fosse stata sveglia mi avrebbe graffiato e morso, ma visto che dormiva ne approfittai. La cullai e la coccolai. Quanto era bella! Come si fa a far del male a una ragazza dolce, buona e bellissima come lei? Soltanto un mostro poteva farlo e quel mostro morirà per questo.
    Amanda balbettò qualcosa. “Ja, Ja, Jaaaaaaaaaaaa!!!!!” Irrigidì i muscoli delle spalle. Si accucciò nell’incavo della mia spalla. Sospirò. Che cosa stava sognando?
    “Amy, mi senti?”
    “Mmh! JJ?”
    Mi stava chiamando? “Sono qui, mio piccolo amore”
    “Mmh… Don’t go…” Smise di parlare. Si rilassò. Le appoggiai la testa sul cuscino, l’adagiai cautamente sul letto e accesi il walkie-talkie. La baciai delicatamente sulla fronte e poi scesi in salotto, dove accesi l’altro walkie-talkie.
    Non andare, aveva detto non andare. Che cosa stava sognando? Perché è così difficile capire le donne? Uffa, come sono complicate!

    Mi svegliai per colpa di un rumore. Amanda. Il rumore proveniva dal walkie-talkie. Salii in fretta e furia le scale. La ragazza si dimenava nel letto, sudata e con le lacrime agli occhi. Piangeva e non riusciva a respirare. Chiamai il dottore e il resto della combriccola – che non so cosa stesse facendo nelle altre due stanze – e dissi di correre immediatamente in camera mia.
    Claudia ed Elena cercarono di tranquillizzare l’amica, ma più parlavano e più lei si dimenava di qua e di là. Sentivo che diceva qualcosa. “I… Need… You… Don’t go… JJ… Please… Don’t go away”
    Il dottore arrivò dopo 15 minuti. Fece i suoi controlli e poi somministrò un tranquillante alla ragazza. “E’ tutto apposto” disse, mentre riponeva gli strumenti nella sua borsa. “Ha avuto un brutto sogno. State tranquilli”
    “Per un brutto sogno si dimenava in quel modo?” Chiese Tomo.
    “E’ normale quando una persona è in questo stato… Bene, ora vado. Se ci sono altri problemi chiamatemi. Buon pomeriggio”
    Rimanemmo in silenzio a guardare Amanda dormire più tranquilla, aveva un visino così buffo!
    Shannon sfregò le mani. “Bene! Vado a studiare matematica fino a mezzanotte. Sono davvero felice” Sbuffò, si girò verso la porta ed uscì.
    “Vuoi che ti porti due bei piatto di pasta?” Chiese Elena
    Shan si affacciò allo stipite, sorrise. “Con doppio pomodoro?”
    “Ovviamente”
    “Beh, sarebbe un’ooooooottima idea” Allungò il sorriso fino alle guance, poi scappò in camera saltellando.
    Se non studiava (cosa che faceva raramente) mangiava, adora mangiare.
    La camera si svuotò, rimanemmo io e il cucciolo dormiglione. Socchiusi la porta. Oh, Amy, perché ti ho lasciato andare? Adesso non saresti in questo stato. Le baciai il collo. Rabbrividì, sussurrò qualcosa di incomprensibile e si avvicinò a me. Percepivo i suoi capelli sulla mia gamba. La presi in braccio, le appoggiai la testa al mio petto. Un piccolo sorriso si disegnò sul suo volto: sentiva il battito del mio cuore, adorava ascoltarlo, la confortava. Le accarezzai la guancia. “Risvegliati, mio piccolo amore, ho tanto bisogno di te. I’m feeling alone”

    Passò una settimana e mezzo e Amanda ancora dormiva beata. Shannon aveva finito gli esami scritti, gli mancava solo l’orale e poi era libero per sempre dal peso della scuola, beato lui! Al piano di sotto mio fratello ripeteva la sua tesi, facendo avanti e indietro per il salone, Tomo suonava il violino, Claudia ed Elena giocavano a briscola. Io me ne stavo seduto sul letto – come mio solito – accanto al sorcio. Dopo la crisi aveva ricominciato a dormire tranquilla. Mi accucciai vicino a lei e mi addormentai.

    Just gonna stand there and watch me born, but that’s alright because I like the way it hurts. Just gonna stand there and hear me cry, but that’s alright because I love the way you lie, I love the way you lie…

    Buio. Soltanto buio intorno a me. Nessun odore, nessun sapore, nessun rumore. Il vuoto assoluto. Dove stavo? “Jay!” Urlai. Nessuno rispose. Gridai ancora più forte: “Ja, Ja, Jaaaaaaaaaaa!” Niente. Soltanto io, in un posto nero e senza vita.
    Qualcosa mi cinse i fianchi. Sentivo il respiro di qualcuno sul mio collo. “Sono qui, mio piccolo amore, non ti lascio”
    La sua voce l’avrei riconosciuta tra mille, unica e perfetta. Intrecciai le mie dita alle sue. “Che bello riaverti”
    Mi baciò il collo. Non potevo vederlo, era ancora tutto buio. Gli accarezzai la guancia. “Mi dispiace” Bisbigliai. “Mi dispiace per tutto quello che ti ho fatto. Ho provato a dimenticarti, ma non ci sono riuscita”
    “Ora sei qui con me, è questo l’importante” Mi girò, il suo respiro caldo si spostò sulla mia guancia. Avvicinai le mie labbra alle sue…

    Respirai profondamente. Sentivo dei suoni ovattati: due voci maschili.
    “Pensi che si sia svegliata?”
    “Non lo so, l’ho sentita respirare meglio di prima”
    Qualcosa martellava nel mio petto: il cuore batteva a mille e non smetteva.
    “Mmh!” Borbottai.
    “Amy? Sei sveglia?”
    Il cuore balzò e ricominciò a battere alla velocità della luce. Quella voce, quanto era bella! L’angioletto, il mio angioletto era lì.
    “Amanda? Rispondi a mio fratello, si sta preoccupando!”
    “Mmh!” Mi girai e mi racchiusi in posizione fetale.
    “Fuori da questa stanza! La spaventi!”
    “Veramente si spaventerà quando vedrà te che cerchi di farle chissà cosa”
    “Eclissati”
    Passi, una porta che si apre e poi si chiude.
    Una mano mi accarezzò i capelli e le guance. Che brividi!

    (Continua nel post successivo)

  2. #52
    Supporter


    Data Registrazione
    Sep 2008
    Messaggi
    159
    Inserzioni Blog
    3

    Predefinito Re: Was it dream?

    Quanto era passato da quando ero ritornata al mondo dei vivi? Due minuti? Due ore? Due giorni? Boh… Avevo perso la cognizione del tempo. Sentivo le persone parlare, ma ancora non riuscivo ad aprire gli occhi, non mi andava, il mio piccolo mondo non reale era bellissimo, perché avrei dovuto lasciarlo? Forse perché c’era qualcuno che mi aspettava dall’altra parte. Un ragazzo basso ma grosso come un armadio, un ragazzo simile a un dolce orsacchiotto. Due ragazze rosse alte e molto belle… Ma soprattutto… Un ragazzo dagli occhi di ghiaccio che ti fa sciogliere in meno di un secondo. Ah, sì! Lui! La cosa più importante se mi volevo svegliare! Ma… Probabilmente lui non mi avrebbe più voluto: gli ho spezzato il cuore, come quella p****** di Lara aveva spezzato il suo. Forse era meglio se mi svegliavo e poi uscivo per sempre dalla sua vita. Avrei cambiato scuola, città, paese. Ogni cosa, per non vederlo soffrire a causa mia.
    Bene, è il momento di tornare alla realtà. Che pizza! Ok, tre, due uno…
    MONDO, SONO TORNATA A ROMPERE LE SCATOLE!!!
    Aprii gli occhi. La prima cosa che vidi erano delle foto di un bimbo con dei grandi occhi azzurri, dei poster di rock/metal band, e un cellulare, dove una certa persona rompeva le scatole all’angioletto. Poi eccolo, seduto su una sedia, con la testa sul letto dove stavo io. Aspetta un attimo… Io… Ero… Nella… STANZA DI JARED???? Aaaaaaaaaaaaaaah!!!!!!! Saltai. Jared si svegliò. “Eh? Che è successo?” Si guardò intorno, si fermò con il viso attaccato al mio, le labbra che si sfioravano. “Amy!” Mi abbracciò, stritolandomi.
    Sentii male allo stomaco. “Ahi!” Dissi.
    “Oddio, scusami. Dimenticavo che avevi male alla pancia”
    Mi guardai, indossavo una maglia di una squadra di football e dei pantaloncini lunghi fino a metà coscia. Chi è che mi aveva conciato così? Alzai la maglia, la mia pancia era piena di lividi violetti, osservai le braccia, anch’esse piene di lividi. Pensai a come me li ero procurati. Buio assoluto… Che pizza. Detesto dimenticare le cose importanti…
    “Tutto a posto?” Jared mi fissava, i suoi occhi mi fecero girare la testa.
    “Sì, tutto bene. Sto cercando di capire come mi sono fatta questi lividi”
    “Non te lo ricordi?”
    “No, per niente. Come è successo? E Lollo dove è?” Perché avevo detto Lollo? Ah, sì, stavamo insieme, credo… Oddio! Voglio ricordare!
    Shannon entrò in camera “Ehi, frate…” Si bloccò, guardò verso di me. “Amanda! Sei viva!” Mi stritolò.
    “Sì, sono viva, ma adesso potrei morire soffocata, lasciami respirare!”
    Slacciò l’abbraccio. “Finalmente ti potrò torturare come ai vecchi tempi”
    “Ah, come sono contenta… Hai finito gli esami? Sai già come sono andati?”
    “Sì, ho finito gli esami. Non so ancora quanto ho preso, i quadri usciranno a metà luglio. Ma penso siano andati bene. Ci hai fatto prendere un bello spavento piccola peste!” Mi scompigliò i capelli.
    “Beh, almeno mi sono fatta coccolare”
    “Eh già. Quello che ti coccolava maggiormente è il signor occhioni azzurri qui accanto a me, non ti ha lasciato per un secondo” Appoggiò la mano sulla testa del fratello. “Bene, credo che voi due abbiate molte cose da raccontarvi. Vado a chiamare il medico”
    Medico? Quale medico? Perché avevo bisogno di un medico? O era per Jared? Dio santo voglio capirci di più su questa storia!
    Il viso di Jared sembrava stanco. Si guardava le mani che giocherellavano con le lenzuola. Stavo per aprire bocca quando il campanello suonò. Guardammo tutti e due verso le scale. Passi pesanti. Un uomo sulla quarantina in camice bianco bussò alla porta della camera. “Buongiorno” disse. “Vedo che la nostra paziente si è svegliata”
    Sì, il medico era per me. Che brutta roba! Salutai con la mano.
    “Allora, come stai?”
    “Un po’ di mal di testa” Colpa di quei grandi occhi azzurri di JJ… “e mal di pancia”
    Mi misurò la pressione, il battito cardiaco e guardò i lividi violetti su pancia, braccia e viso. Che dolore!
    “Sembra tutto a posto. Puoi sospendere la cura delle pillole per un po’. Vediamo come va”
    Stavo prendendo delle pillole? E’ per questo che sentivo qualcosa di liscio e schifoso che qualcuno mi ficcava in gola? Bleah!
    Il medico ci salutò e andò via. Jared ed io ci guardammo negli occhi.
    “Beh, credo che adesso me ne ritornerò a casa mia” Dissi.
    “Cosa? Non puoi! Hai bisogno di riposare”
    “Posso anche riposare a casa mia, Claudia ed Elena possono venirmi a trovare per vedere come sto” Scesi dal letto e mi diressi verso la porta. Jay mi sbarrò la strada. “Tu non vai da nessuna parte!” Il suo viso si rattristò. “Ti prego, siediti”
    Obbedii. Non potevo far arrabbiare l’angioletto…
    Si sistemò a sedere ai miei piedi, mi prese le mani fra le sue. “Sono stato un grandissimo s******. Giuro che non volevo più stare con quella deficiente di Lara”
    Ricordai la sera, alla festa di compleanno di Shannon. Quel maledetto bacio che si erano scambiati. “E allora perché non le hai detto di no?”
    “Perché mi ricattava. Diceva che se la lasciavo avrebbe scatenato chissà che cosa. E’ già successo con il suo ex… E’ rimasto in coma per 10 settimane”
    “Potresti ripetermi perché sono in casa tua, mi sono risvegliata nel tuo letto con questi vestiti?”
    “Davvero non ricordi che cosa ti è capitato?”
    “Veramente no… E vorrei sapere dove è Lollo”
    “Speravo stessi scherzando” Chinò la testa, guardò il pavimento. “La sera della festa di fine anno, Lollo si è incavolato con te perché non avevi cantato la sua canzone e pensava che non lo amavi più, anzi, che non avevi mai smesso di amare me”
    Ok, stavo ricominciando a ricordare… Dei flashback stavano ritornando.
    “Quando sei uscita, dopo aver finito di cantare, Lollo ha cominciato a picchiarti, c’era anche Lara”
    Sì, ricordavo, mi sembrava che la voce fosse quella di Lara.
    “Ecco perché hai tutti quei lividi”
    “Perché c’era anche Lara?”
    “Quei due si sono alleati dopo che ci siamo messi insieme; alla festa Lara ha capito che io non l’amavo veramente perché guardavo solo te; quindi ha voluto farla pagare a te perché era colpa tua. Ti è chiara un pochino la storia?”
    “Sì, abbastanza… Credo”
    Sorrise debolmente. “Quando inizia il nuovo anno scolastico Lollo e Lara la pa-gheranno molto cara: Lollo probabilmente verrà bocciato anche se passa gli esami di riparazione e poi verrà sospeso per tre mesi, Lara è già stata bocciata e verrà sospesa anche lei per tre mesi. Però devono venire a scuola per pulire il cortile e robe varie” Alzò lo sguardo verso di me. “Riesci a perdonarmi per quello che ti ho fatto?”
    Che devo fare? Perdonarlo? Dirgli Sì, è stato solo uno stupido sbaglio, lasciamo indietro il passato e ricominciamo? O devo prendermi un momento di pausa?
    “Sì, ti perdono. Ma voglio stare un attimo tranquilla e riflettere…” Quanto mi sento deficiente!
    Annuì.
    “Ora posso andare a casa mia?”
    “Assolutamente no! Tu rimani qui con noi. Non mi fido a lasciarti da sola. E adesso devi dormire”
    “Non ci penso proprio!”
    “Ti devo convincere io?”
    “E come fai?”
    Cominciò a farmi il solletico sulla schiena e sulle parti dove non avevo i lividi. Risi e scalciai. “Va bene, va bene. Dormo, basta che la smetti”
    “Funziona sempre questo metodo” Mi prese in braccio e mi cullò. Chiusi gli occhi. “Buonanotte” Sussurrò, stampandomi un bacio sulla fronte.

  3. #53
    Supporter


    Data Registrazione
    Sep 2008
    Messaggi
    159
    Inserzioni Blog
    3

    Predefinito Re: Was it dream?

    Capitolo 28: I’m thinking about it

    Mi svegliai nel cuore della notte. La villa era silenziosa. Momento perfetto per sfuggire e ritornarmene a casa mia…
    Trovai degli indumenti sulla poltrona, probabilmente Jared o gli altri li avevano presi da casa mia e li avevano portati lì. Mi vestii e scesi le scale con passo felpato. Arrivai in salone. La luce si accese “Dove stai andando?” Disse una voce calda e assonnata. Saltai e caddi per terra. “Ehm… Io… Volevo prendere un po’ di aria fresca”
    Jared si avvicinò e mi aiutò ad alzarmi. “Ti accompagno io se vuoi” Mi squadrò. “E perché sei vestita? Secondo me volevi fuggire da qui”
    “Ehm… Forse…”
    “Non te lo permetto! Sei mia prigioniera” Si avvicinò con il viso al mio, sentii il suo respiro sulle mie labbra.
    “No!” Mi allontanai.
    Mi guardò, un po’ stupito.
    “Ho… Ancora… Paura… Per favore, sii ragionevole”
    “Hai ragione. Ti do tutto il tempo che vuoi. Ma ricordati che i miei sentimenti per te non cambiano” Mi abbracciò. Affondai il viso nell’incavo del suo collo, annusai il suo profumo, quanto mi era mancato! “E ora, ti riaccompagno in camera”
    Sbuffai. “Non ho più sonno!”
    “Vuoi che te lo faccia tornare io?” Mi solleticò i fianchi.
    “No, va bene. Ho tanto sonno”
    Mi diede la mano e mi portò nella sua stanza. Mi prese in braccio e mi appoggio sotto le coperte.
    “Resti vicino a me, per favore?” Chiesi.
    Sorrise, accarezzandomi una guancia. “Certo, piccolina” Si ficcò sotto le coperte e mi abbracciò. “Buonanotte” Disse
    Sbadigliai. “Buonanotte” Appoggiai la testa sul suo petto e ascoltai il battito del suo cuore. Lui spense la luce e mi diede un bacio sulla fronte.

    Mi svegliai presto, sul mio petto vidi una testolina rossa che dormiva beatamente, le accarezzai quei capelli morbidi, finalmente era di nuovo con me, non proprio in forma di fidanzata, ma l’avrei fatta ritornare, ad ogni costo… Ok, forse esageravo, ma non potevo farcela senza quella dolce ragazza di cui mi ero innamorato perdutamente. La strinsi di più a me, avvicinai le mie labbra alle sue…

    “Cosa stai facendo???” Urlai.
    Jared spostò il suo viso dal mio e mi guardò. “Scusa…” Si rattristò.
    La sua espressione fece rattristare anche me, gli diedi un bacio sulla guancia. “Fammi pensare, prima di ferirti di nuovo” Quanto volevo urlare al mondo intero che amavo da morire quel ragazzo, ma era meglio aspettare un po’, però mi promisi che sarei ritornata con quel meraviglioso angelo molto presto.

    Finalmente riuscii a salutare Claudia, Elena e Tomo che non vedevo da una vita. Quando entrarono mi ritrovarono incollata a Jared, fecero delle facce pucciose.
    “Siete di nuovo insieme?” Chiese Claudia.
    Occhioni azzurri ed io ci guardammo. Non rispondemmo.
    “Ah, ok, come non detto…”
    Le due rosse mi abbracciarono, sentii un leggero dolore alla pancia e alle braccia, cercai di resistere.
    Tomo si avvicinò con una torta al cioccolato.
    Mi leccai i baffi.
    “Sapevo che ti sarebbe piaciuta parecchio” Sorrise. “Bentornata nell’orribile mondo reale”
    “Grazie, si stava bene nel mondo dei sogni… Ma se sono insieme a voi è tutto perfetto”
    Sorrisero e ci lasciarono soli. Jared giocherellò con la federa del cuscino, mi sdraiai sul letto e lo guardai, alzò i suoi grandi occhi verso di me, mi raggelarono. “Sai, mi sei mancata tanto” Mi baciò la guancia.
    Che brividi.

    Giugno e luglio passarono.
    Mamma ritornò da Monaco, ma rimaneva a casa solo fino a metà settembre, poi sarebbe ritornata in Germania, per poi ritornare in Italia a Natale. Che gran caos!
    Shannon passò gli esami di maturità, finalmente era libero dal peso della scuola. Era molto felice. Aveva preso 78/100, sembrava che non avesse per niente voglia di studiare, invece ce l’aveva fatta con una media perfetta.
    Dopo essere stata per un bel po’ a casa dei guys, ritornai a casa mia, tanto c’era mia madre che mi controllava.
    Jared ed io non eravamo ancora tornati insieme. Volevo ancora pensarci su; Elena e Claudia dicevano che non dovevo aspettare troppo, altrimenti Jared avrebbe cambiato idea.
    Un giorno mi arrivò un suo messaggio:

    Ciao Amy, possiamo vederci questo pomeriggio sotto casa tua?

    Rimasi paralizzata dopo aver letto il messaggio. Claudia ed Elenca – che erano vicino a me – lo lessero, non riuscii a leggere nelle loro menti, purtroppo dopo il trauma avevamo perso il potere, peccato. Avevo paura: che cosa mi doveva dire? Risposi di sì, gli scrissi l’orario e aspettai quel pomeriggio pauroso.

    Mi sedetti a una panchina sotto casa. Jared arrivò puntuale, era vestito con una camicia bianca che evidenziava il suo magnifico fisico e dei pantaloni neri.
    Ci salutammo, si sedette accanto a me.
    “Che mi dovevi dire?”
    Con un braccio mi cinse la spalla, con l’altra mano prese la mia. “E’ passato un po’ di tempo da quando mi sono ridichiarato, tu hai detto che volevi aspettare ancora, ma adesso sto impazzendo: voglio averti, perché ti amo, non posso farcela senza di te, ho bisogno dei tuoi dolci baci, ho bisogno di ogni cosa che avevamo fino al compleanno di Shannon”
    Sentii dei passi dietro di noi, notai due ragazze dai capelli rossi, un ragazzo grosso come un armadio, e un altro con i capelli lunghi fino al collo che si nascosero dietro un palazzo. Ritornai al discorso di Jared che mi strinse la mano. “Ti prego Amy, mi manchi tanto”
    Udii due voci femminili e una risata maschile, poi qualcuno tirò un calcio a quello che rideva “Ahio! Come sei bastardo…” Qualcun’altro lo zittì. Riguardai dietro di me, le due rosse ci fissavano, quando mi videro si nascosero, sorrisi. Accarezzai la guancia di Jared. “Anche tu mi sei mancato, Jay. Sono stufa di sentirmi sola. Quindi, sì, voglio ritornare con te, ad ogni costo”
    Gli occhi dell’angelo si illuminarono, mi abbracciò forte, poi mi baciò, prima sulla fronte, poi sul naso, sulla guancia e infine sulle labbra. Mi girò la testa, quanto mi erano mancati i suoi baci! Finalmente ero di nuovo con lui, il mio angelo dagli occhi di ghiaccio.
    “Ti amo” Sussurrò.
    “Ti amo anche io”
    Prese fuori qualcosa dalla tasca: due scatoline di velluto rosso. Ne aprì una, c’era il ciondolo a forma di fiocco di neve che avevo buttato per terra la sera del compleanno di Shannon, la collana era stata cambiata, sembrava più resistente. Jay mi aiutò ad indossarla, poi aprì l’altra scatolina in cui c’era l’anello a forma di stella, quello era rimasto del tutto intatto; si inginocchiò davanti a me e mi prese la mano
    “Oddio” Dissi.
    Sorrise. Infilò l’anello nell’anulare destro. “Non voglio più perderti, mio piccolo amore. Ti prometto che sarò un buon fidanzato. E… Magari… Anche qualcosa di più, quando saremo più grandi”
    Mi inginocchiai anche io. “Per ora pensiamo a stare insieme, solo noi due, per il futuro c’è ancora tanto” Gli presi il viso tra le mani e lo baciai.
    Le due rosse applaudirono. Shannon e Tomo esultarono.
    Jared mi prese in braccio. Andammo tutti a casa mia, dove c’era mia madre.
    Finalmente potevo presentarle Jay.
    “Mamma, lui è Jared, Jared, mamma”
    “Salve” Jay le porse la mano.
    Mia madre la strinse e sorrise.
    “E loro due sono Shannon e Tomo”
    Si salutarono.
    “Rimanete a cena?”
    “Veramente… Volevo rapirle sua figlia, se me lo lascia fare…” Rispose Jay.
    “Ah, beh, così non l’avrò fra i piedi. Puoi anche tenertela se vuoi”
    “Grazie mamma, anche io ti voglio bene…”
    Andai in camera mia, riempii un borsone e ritornai in sala. “Ciao mamma”
    “Mi raccomando, fate i bravi”
    “Ci sono le due rosse che mi proteggono”
    “Bene, allora sto più tranquilla” Si rivolse ad Elena e Claudia. “Tenetela d’occhio”
    “Sarà sotto sorveglianza…”
    “...24 ore su 24”
    “Adesso andiamo” Cacciai via la combriccola, salutai di nuovo mia madre e ritornammo a casa.

    Saltai sul letto di Jared e rubai il suo cuscino, me lo strinsi forte tra le braccia.
    “Grazie, mi tradisci con il guanciale. Mi sento offeso”
    “Vieni anche tu a prendere le coccole” Sorrisi.
    “Sììììììììììììììììììììììì!!!” Buttò via il cuscino e si infilò tra le mie braccia. Strofinò il viso sul mio collo, poi lo baciò. “E’ così bello riaverti con me” Sussurrò.
    Giocherellai con i suoi capelli. “Sono contenta anche io, amore” Ci baciammo.
    “Che ne dici se ci guardiamo un film solo noi due”
    “Va bene, che cosa hai nella tua videoteca”
    “Mmmmmmh… Stavo pensando di guardare Titanic”
    “Tu vuoi farmi scoppiare a piangere, vero?”
    Aggrottò le sopracciglia.
    “Quel film mi fa piangere parecchio”
    Sorrise. “Ti consolo io tesoro” Scese dal letto, prese il DVD dallo scaffale e lo infilò nel lettore.
    Mi ero dimenticata di quante cose c’erano in quella stanza, il televisore era la prima cosa che non ricordavo. Mi accoccolai sul letto, Jared si mise accanto a me.
    Anche se era estate, la casa era molto fresca e si stava bene abbracciati stretti.
    Il film iniziò, anche se non lo guardammo molto: eravamo troppo impegnati a coccolarci dopo tanto tempo passato lontani l’uno dall’altra.

  4. #54
    Supporter


    Data Registrazione
    Sep 2008
    Messaggi
    159
    Inserzioni Blog
    3

    Predefinito Re: Was it dream?

    Capitolo 29: Finally Together

    Calore, tanto calore, non ne avevo mai sentito così tanto. Non era il caldo dell’estate, era qualcosa di più piacevole.
    Aprii gli occhi pian piano, Jared mi fissava, seduto accanto a me, senza maglia. Non vi preoccupate, non avevamo fatto niente quella notte, lui aveva molto caldo, quindi se l’era tolta. Il suo braccio mi cingeva le spalle. Mi allungai verso il suo viso.
    “Buongiorno” Sussurrai.
    “Ciao cucciolo” mi baciò sulla fronte, mi prese tra le sue braccia e mi fece sedere sulle sue gambe.
    “Non è che peso?”
    “No, tranquilla” Mi accarezzò i capelli.
    “Che si fa oggi?” Sorrisi.
    “Io volevo rimanere qui a far niente insieme a te. Oppure scendiamo in salotto e stiamo con gli altri”
    Mi accoccolai sul suo petto. “Preferisco la prima opzione”
    Mi baciò i capelli. “Lo immaginavo”
    Alzai la testa verso di lui. Mi guardò con quei grandi occhi, felice. Mi prese il viso tra le mani e mi baciò sulle labbra. La testa cominciò a girare e il cuore batté forte. Abbassò le braccia sui miei fianchi e mi strinse a sé. “Ti amo” Bisbigliò.
    Risi, ero tanto felice. “Anche io” Gli mordicchiai il collo. Sentii che si lamentava. Ridacchiai.
    “Amore, se non la smetti ti torturo”
    Lo guardai. “Perché dovrei smettere?”
    “Ehm… Perché… C’è qualcosa che…” Arrossì.
    “Che cosa?”
    “Controlla di persona” Sussurrò nel mio orecchio.
    Sgranai gli occhi.
    “Già, la bestiolina lì sotto ti vuole”
    “Come ha fatto???”
    “E’ rimasto per troppo tempo senza una persona che lo curasse… E’ normale che si sia svegliato”
    “Si è eccitato con così poco?” Percepivo qualcosa di… Duro… Deglutii. “Che cosa dovrei fare?”
    “Se lo vuoi soddisfare ti aspetta…”
    “Ehm, Jay, non credi che dovremmo aspettare ancora un po’?”
    Sospirò. “Sì, hai ragione. La bestiolina rimarrà buona finché vorrai tu”
    “Ma tu e L…”
    Mi guardò male.
    “…Lei lo avete…”
    Sgranò gli occhi. “Assolutamente no! Mi ero ripromesso che non lo avrei mai fatto con quella prostituta”
    “Ah, bene”
    Mi fissò negli occhi. “Invece te e Lollo che avete combinato?”
    Mi paralizzai. “Ehm… Io e lui… Ehm…”
    I nostri nasi si toccarono. “Sì?”
    “Ehm…”
    Sbatté le palpebre più volte.
    “Ok! Io e lui lo abbiamo fatto…”
    “Quante volte?”
    “Non mi ricordo! Comunque erano poche”
    Si buttò all’indietro sul cuscino.
    “Ti sei offeso?”
    “Eh? No, tranquilla. Stavo pensando”
    “A che cosa?”
    “Chi è più bravo tra i due, io o lui?”
    “A dire la verità… E’ più bravo lui”
    “Ma che cattiva che sei” Mi buttò sul letto e mi fece il solletico. “Sei davvero una cattiva ragazza”
    “Scherzavo! Sei più bravo tu!”
    Smise. “Sarà meglio, tesoro” Mi baciò.
    “E poi non potevo non farlo, ero in astinenza da troppo tempo”
    “Così mi deprimi! Sai da quanto tempo sono in astinenza? Da cinque mesi! La bestiola ed io ci sentiamo molto soli…”
    Gli accarezzai la pancia. “Resistete ancora per un po’. Intanto tu fai divertire la povera bestiola”
    “Ho smesso di torturarlo all’età di 15 anni. Preferisco che qualcun’altra me le faccia”
    “Quel qualcun’altra chi sarebbe?”
    “Mi prese la mano e l’appoggiò lì sotto. “Saresti tu”

    Non pensate troppo male! Non abbiamo fatto nulla di tanto sconcio! Soltanto qualche piccola cosa con le mani e… la lingua. Non siamo andati oltre. Posso dirvi che Jay è più dotato di prima. Il periodo di pausa ha fatto bene a lui e alla bestiola… Questa cosa mi rende ancora più contenta.

    Rimanemmo accoccolati a letto. Qualcuno bussò alla porta.
    “Avanti”
    “Saaaaaaalve ragazzi” Tomo fece capolino in camera. “Volevamo sapere se vi va di venire giù in piscina.
    “Con molto piacere!” Esultai.
    “Bene, allora vi aspettiamo” Chiuse la porta.
    “Aspetta, ma io non credo di avere il costume con me”
    “Dont’ worry. Ce n’è uno nel mio armadio”
    Scesi dal letto e curiosai. Trovai il costume vicino a quello di Jared. “Ma questo non è un costume! E’ un filo interdentale! Non ci sto qui dentro!”
    “Oh, sì che ci stai”
    “Se vuoi che mi esca la ciccia da tutte le parti allora sì, ci sto” Soprattutto potevo perdere roba dal davanzale…
    “Vedrai che riesci ad entrarci. E’ un costume brasiliano. Me lo hanno inviato i miei genitori”
    CHE COSA?!? “I… Tuoi… GENITORI?”
    “In realtà è stata un’idea del mio patrigno. Voleva farti un regalo di benvenuto in famiglia. Lo ha fatto anche a Elena e Claudia”
    Guardai il filo interdentale. “Bel regalo… Mi sembra che tu non gli abbia raccontato di quanto sono grassa…”
    “Ti devo picchiare?” Mi fece girare verso il bagno. “Vai a metterlo”
    Miseriaccia, era peggio dell’altro costume, cercai di sistemare il più possibile il reggiseno. “Perché ho un davanzale così enorme?!?” Borbottai.
    “Per me sei perfetta”
    “Tanto me lo faccio ridurre.
    Momento di silenzio. Jared aprì la porta del bagno. “Ti lascio se lo fai. La tua quarta abbondante è magnifica” Richiuse la porta.
    Ma che cavolo di discorsi facevamo?
    Uscii dal bagno e presi l’accappatoio che Jay mi aveva lasciato sulla poltrona. Lo indossai, lui mi abbracciò da dietro e mi baciò il collo. Aveva un asciugamano legato in vita. Mi girai verso di lui. “Si è addormentato?” Domandai.
    Abbassò lo sguardo verso l’asciugamano. “Vuoi controllare?”
    “No, non ci tengo, grazie…”
    Mi diede la mano e scendemmo, verso il giardino.
    La combriccola era già a sguazzare in acqua. Entrammo nel box.
    “Salve piccioncini. Vi unite alla gara di gavettoni?” Chiese Shannon.
    “Ovvio” Jay mi buttò in acqua.
    Quando tornai in superficie presi la gamba di occhioni azzurri e lo trascinai in piscina. Rise, mi prese in braccio e mi coccolò. Shannon ci tirò addosso dell’acqua. Lo guardai male e mi vendicai. Elena balzò da dietro l’animale e lo buttò giù.
    Claudia e Tomo stavano vicino all’idromassaggio. Anche le ragazze avevano il costume brasiliano (detto filo interdentale). Jared e Shannon nuotarono verso di loro e trascinarono giù l’orsacchiotto. I tre cominciarono a tirarsi l’acqua, Claudy si allontanò dal campo di battaglia e venne da noi. Osservammo i guys giocare, poi ci unimmo alla guerra. Saltellammo e ridemmo fino alle sette di sera.

    Mi buttai sul letto, nessuno mi poteva smuovere da lì.
    Jared mi punzecchiò.
    “Mmmh…” Mugolai.
    Mi solleticò i fianchi.
    Mi allontanai.
    “Se non ti alzi ti prendo su con la forza” Bisbigliò nel mio orecchio.
    “Mmmh… Vai tu a farti la doccia” Strinsi il cuscino.
    “Va bene, ma quando torno voglio vederti in piedi”
    “Sì, sì” Borbottai.

    Mi stavo addormentando quando qualcuno mi slacciò il reggiseno. Saltai in piedi. Guardai in cagnesco Jay, lui sorrise. “Se non vuoi che te lo tolga, vai in bagno”
    Ubbidii.
    Quando uscii ritornai a fissarlo in cagnesco. “Sei un b*******”
    “E tu una dormigliona” Abbassò lo sguardo verso l’accappatoio. “Dimmi che hai qualcosa sotto”
    “Veramente… No”
    “Mettiti il pigiama, potrei saltarti addosso sennò”
    Presi i vestiti e l’intimo, tornai in bagno e mi cambiai.
    Dopo andammo al piano terra. Toccava a noi ragazze cucinare. Pensammo a come potevamo sfamare quei tre animali. Preparammo qualcosa di fresco e sfizioso: insalata di farro.
    Finita la cena parlammo e scherzammo un po’, poi ci sedemmo sul divano a guardare un film.

    “E’ stata una bella giornata” Dissi dal bagno.
    Jared sistemò le coperte. “Lo penso anche io. La parte che mi è piaciuta di più è stata stamattina. La bestiola ora è più contenta”
    “Bene, non pensare che ti faccia un altro trattamento molto presto”
    Si appoggiò allo stipite della porta del bagno e mi guardò con faccia triste. “Perché?”
    “Perché è molto stancante e ho già soddisfatto abbastanza la bestiola”
    “Ma tra due giorni avrà di nuovo bisogno di attenzioni!”
    “Gliele darai tu”
    “Non ci penso proprio. Non mi vuole più, ha soltanto bisogno di te”
    “Ci penserò” Mi sedetti a letto.
    Mi guardò con aria speranzosa.
    “Non significa che è un sì, ok?”
    Sbuffò. “Ti pregooooooooo!!!”
    “Vedremo, ora, si dorme”
    Venne sotto le coperte. “Spero che domani cambi idea”
    “Non credo proprio. Buonanotte”
    “Uffi. Buonanotte” Mi baciò e spense la luce.

  5. #55
    Supporter


    Data Registrazione
    Sep 2008
    Messaggi
    159
    Inserzioni Blog
    3

    Predefinito Re: Was it dream?

    Capitolo 30: Sorpresa!

    Thank you, thank you so much for forgiving me. I’m happy, I’m so happy with you.
    Mi svegliai presto e scesi in cucina a prepararmi qualcosa. Trovai Tomo seduto al tavolo in sala da pranzo, con una tazza di caffè in mano e dei biscotti su un piatto.
    “Good morning” Dissi
    “Dobro jutro”
    Mi fermai e sgranai gli occhi.
    Rise. “Adoro dirlo, mi piace tanto vedere le facce che fanno le persone”
    Gli rubai un biscotto. “Dovresti insegnarci il croato”
    “Ti piacerebbe imparare le parolacce?”
    “Sìììììì!”
    “Bene, farò delle lezioni private. Però dovete pagarmi”
    Mi sedetti di fronte a lui. “Claudia ti pagherà… E chissà in quale modo”
    Si leccò i baffi. “Mi piace molto questa cosa” Sorrise.
    Andai in cucina, presi un muffin al cioccolato, il latte dal frigorifero e il cacao solubile. Tornai in sala e chiacchierai con Tomo.
    Sentimmo un fruscio. Guardammo verso le scale, qualcuno stava scendendo con passo felpato. Jared si avvicinò a noi.
    “Come mai sveglio così presto?” Chiesi.
    “Mi sentivo solo, te ne sei andata lasciandomi al buio”
    “Poverino, il buio potrebbe uccidere”
    Fece la faccia spaventata. “Ci ha già provato, ma sono sopravvissuto grazie alla mia bellezza” Mi diede un bacio sulla fronte, rubò una goccia di cioccolato dal mio muffin e si diresse verso la cucina.
    Sentimmo un tonfo al piano di sopra. “Shannon si è svegliato” Disse Tomo.
    Una porta si aprì e si chiuse sbattendo, Shan scese con passo pesante, sbadigliando. Arrivò da noi.
    “Buongiorno” Dicemmo in coro Tomo ed io.
    Lui grugnì, andò in cucina ciondolando. Jared stava per uscire con una ciotola di latte, si scontrarono e un po’ di latte cadde in testa a Shan che si svegliò, guardò male il fratello. “Questa me la paghi”
    Jared posò la ciotola sul tavolo della sala. “Vuoi la guerra? Cominciamo” Si picchiarono in modo giocoso, Shan prese Jay in braccio e lo portò in giardino, aprì la porta del box dove stava la piscina e lo gettò in acqua.
    Tomo ed io scoppiammo a ridere.
    Scesero Claudia ed Elena. “Cos’è tutto questo baccano?” Chiese Elly.
    “Il tuo fidanzato ha buttato il suo fidanzato” Tomo mi indicò. “nella piscina” Ab-bracciò Claudia e se la tenne in braccio.
    Jared uscì dall’acqua, Shannon scappò fuori, il fratello gli saltò addosso e caddero per terra.
    Claudy si accucciò sulla spalla di Tomo. “Che pazzi scatenati”
    I due tornarono in casa ricoperti di fili d’erba e imbrattati di fango. Elena guardò in cagnesco Shannon.
    “Credo che andrò a farmi una doccia” L’animale fuggì al piano di sopra.
    Incrociai le braccia e guardai male Jay.
    “Ehm… Vado a fargli compagnia” Si eclissò.
    Tornarono dopo un po’ e si sedettero accanto a noi a chiacchierare. Cercarono di stare lontani per non tirarsi di nuovo qualcosa in testa.

    Finito di fare colazione ci preparammo, i due fratelli andarono nella stanza degli strumenti e cominciarono a suonare: Jared strimpellò la chitarra e canticchiò qualcosa, Shan lo seguì e batté il tempo con la batteria. Si intromise anche Tomo che prese la sua chitarra e seguì Jared. Le ragazze ed io ci sedemmo in semicerchio e li ascoltammo.
    You know enough to know the way, six billion people just one name (I found). I found tomorrow in today. Apocalyptic and insane, my dreams will never change. You wanna be the one in control. You wanna be the one who's alive. You wanna be the one who's old. It's not a matter of luck, it's just a matter of time. Stand out on the edge of the earth, stand out on the edge of the earth, dive into the center of fate, walk right in the sight of a gun, look into the new future's face. Ah, mannaggia! Non so che altro dire”
    Le ragazze ed io applaudimmo. Shannon continuò a tamburellare mentre Tomo face-va qualche accordo. Jared prese un foglio da una cartellina e cominciò a scrivere qualcosa. Andai vicino a lui a curiosare.
    Tell me did you see her face, tell me did you smell her taste, tell me what’s the difference, don’t they all look the same inside?“Non mi sembra che c’entri molto con la canzone” Sussurrai.
    “Hai ragione, questo pezzo andrà in un’altra canzone…”
    “Hai già dato il titolo a quella che ci avete suonato prima?”
    “Stavo pensando di chiamarla Edge of the Earth
    “Confine della terra, beh, ci sta” Sorrisi.
    Mi baciò sulla guancia. “Bene,” Si rivolse ai ragazzi “se voi due volete continuare a suonare vi lascio” Mi guardò. “Vieni con me in camera?”
    Annuii.

    Mi sedetti sul letto, Jay prese un CD dalla sua collezione e lo inserì nel lettore, poi si sdraiò accanto a me, appoggiando la testa sulla mia gamba. Sospirò.
    “Che cosa vuoi fare a parte ascoltare la musica?”
    Alzò gli occhi verso di me. “Un’idea ce l’avrei” Fece un sorriso a trentadue denti. “La bestiolina ha già bisogno di coccole”
    “Mmmh… Assolutamente no!”
    “Daaaaaaaaaaaai! Ti vuole!”
    Feci di “No” con la testa.
    Mi solleticò i fianchi. “Non la smetto finché non lo fai felice”
    “Noooooooooooooooo! Ti prego, smettila, lo faccio divertire!”
    Tolse le mani. “Sarà meglio” Mi baciò sulle labbra…

    Non appena potei scivolai giù dal letto e scappai via. Uscii dalla camera, il resto della combriccola guardò fouri dalla stanza degli strumenti. Li salutai e scesi le scale, mi nascosi dietro uno dei divani.
    Jared arrivò correndo. “Amore, dove sei?” La sua voce assomigliava a quella di un film horror, si diresse verso la cucina e cercò qualcosa nei cassetti. Gironzolò per il piano terra. “Tesoooooooro, vieni fuori” Arrivò nel salone, con un coltellino.
    Cacchio. Pensai
    Sentii un respiro dietro di me, mi girai, lui mi fisso con sguardò assassino. “Ma ciao, piccola”
    Sfuggii. Risalii le scale e mi precipitai dagli altri. “Io non sono in questa stanza, chiaro?”
    Si cucirono la bocca. Mi guardai un attimo intorno per cercare un posto dove nascondermi, mi buttai dietro la batteria dove stava Shan, riuscivo a vedere quello che succedeva.. Jared tornò al piano superiore e cercò nelle altre camere, venne nella stanza dove stavamo noi e chiese se mi avevano visto, gli altri fecero segno di “No” con la testa. Gesticolai un Grazie alle mie migliori amiche. Il cellulare di Shannon suonò. “Hi, mum” Rispose.
    Jared si avvicinò alla batteria, posò il coltellino per terra.
    Le ragazze e Tomo si allontanarono leggermente.
    “Non è per voi, è per la birichina…” Sorrise occhioni azzurri.
    Deglutii a fatica.
    “Really?” Continuava Shannon. “I think they will be very happy to hear it… Yes, okay. I think is better in November. Thanks mum, Jared would talk to you. Bye mum, I love you”
    Jared prese il cellulare. “Hello. How are you?... We are fine” Rise. “Don’t worry, they are like three angels and we are happier now… No, I don’t. Tell him hello from us… You know that I don’t want to talk to him. Okay, bye. I love you more than Shannon”
    Il fratello gli tirò un leggero pugno sul braccio.
    “Sorry? Ah, only one second. Tomo, nostra madre vuole parlare con te” Gli passò il telefono.
    “Good afternoon my lovely Godmother… No they’re not good guys, they are very bad: Jared want to kill her girlfriend and I don’t know why… Don’t worry, we will stop him if he hurted Amanda… Okay. Are my parents with you?... Thank you Constance” Quando la madre di Tomo prese il telefono lui cominciò a parlare in croato. Gli altri si guardavano e non capivano una parola di quello che diceva l’orsetto.
    Dopo averci fatto impazzire con quella lingua chiuse la telefonata e diede il cellulare al proprietario. Le ragazze guardarono Shannon con grandi occhi “Cosa ti ha detto tua madre?” Chiese Elena.
    L’animale guardò suo fratello Jared, che intanto stava prendendo il coltellino lasciato a terra. “Ci ha chiesto se volevamo andare due settimane in America, hanno detto che staranno alla casa di New York”
    Le ragazze ed io esultammo, Jared si voltò dove stava il fratello. “Shan, la tua batteria ha per caso urlato?”
    Mi tappai la bocca. Shannon, salvami, ti voglio tanto bene. Pensai.
    “Fratellino, hai sentito male, Elena e Claudia hanno esultato”
    Jared guardò le due rosse.
    “Dai retta a tuo fratello per una buona volta” Sorrise Claudia.
    Jay fece una faccia strana, si avvicinò alla batteria. “Perché vedo un groviglio di capelli rossi? Oh, ma guarda un po’ chi c’è, Amanda richiusa su sé stessa, ma salve”
    “Ciao, amore” Sorrisi.
    Jared alzò la mano con il coltello.
    “Fratellino, non farle niente, hai sentito quello che ha detto Tomo a mamma, vero?”
    “Dopo sarai in guai grossi caro” Continuò Tomo.
    Altra smorfia di Jay. “Tesoro, puoi venire un attimo di là?”
    Deglutii. Mi alzai in piedi e seguii Jared in camera.
    Posò l’arma sul letto. “Conosci il metodo per farti perdonare?”
    “Ho molta paura di sapere qual è, ma ho una piccolissima idea. Che cosa mi devo far perdonare?”
    “Gli scherzetti che mi fai” Sghignazzò. Mi prese per la mano e mi tirò a sé. “Sto di nuovo impazzendo: ho voglia di fare qualcosa che piace a tutt’e due, ma tu dici che dovremmo aspettare ancora” Mi baciò.
    Come potevo resistere? No, dovevo farcela, stare tranquilla e aspettare ancora un po’. Il suo profumo mi fece girare la testa. Com’era bello, quasi, quasi. NO! Tener duro e aspettare, che cosa difficile per entrambi.
    “Mi dispiace” Sussurrai.
    “Tranquilla, abbiamo ancora tanto tempo” Ci baciammo.
    Tornammo dagli altri, Shannon stava organizzando il viaggio insieme a Tomo: “Allora, potremmo partire a fine ottobre e tornare per metà novembre. Ma prima,” Si rivolse a noi ragazze. “dovere parlarne con i vostri genitori”
    “Bene,” Dissi. “vado a chiamare mia madre” Stavo per uscire dalla stanza quando Tomo mi bloccò sulla porta: “Perché la vuoi chiamare quando abita a pochi metri da qui?”
    Sbuffai. “Non mi va di andare a casa, anche se dovrei prendere un COSTUME PIU’ COPRENTE e altri vestiti”
    Jared mi prese a braccetto. “Ti accompagno io e magari ti prendo in braccio se sei stanca” Fece un gran sorriso.

    (Continua nel post successivo)

  6. #56
    Supporter


    Data Registrazione
    Sep 2008
    Messaggi
    159
    Inserzioni Blog
    3

    Predefinito Re: Was it dream?

    Tornai in camera e presi la borsa con le chiavi di casa mia, salutammo il resto della combriccola ed uscimmo di casa.
    Rimpiansi di non aver chiamato con il numero fisso: era TROPPO caldo. Jay mi guardò. “E’ molto fresco, vero?”
    Mi girai verso di lui con aria assassina. “Moltissimo”
    Ridacchiò e si tolse la maglia.
    “Ma fai con comodo, meno male che non c’è nessuno”
    “Saresti gelosa se una ragazza guardasse il mio magnifico corpo?”
    Gli infilzai le unghie nel braccio. “Sì, parecchio, tesoro” Poi lo graffiai.
    “Ahi!” Piagnucolò. “Gatta cattiva, osserva quello che mi hai fatto!” I segni delle unghie e i graffi diventavano pian piano rossi.
    Sghignazzai.
    “Purtroppo non posso torturarti adesso, ma vedrai quando saremo di nuovo a casa nostra”
    Arrivammo al mio appartamento, mamma stava guardando la TV. “Ciao ragazzi, che ci fate qui?”
    “Siamo venuti a prendere dei vestiti e ti vorremmo parlare di una cosa. Jared, comincia tu, io vado a prendere gli indumenti” Gli diedi una pacca sulla spalla, mi guardò male.
    Mentre andai in camera ascoltai Jay balbettare e cercare di mettere insieme delle frasi. Ridacchiai. Presi uno zaino e infilai delle magliette a maniche corte, pantaloncini (anche se non mi stavano per niente bene), intimo, una camicia da notte e il costume intero. Tornai da mamma e Jared. “Gli stavo dicendo che va bene se andate in America per due settimane, così migliori il tuo inglese, ma come farete con la scuola? Tra un mese cominciate l’ultimo anno”
    “Faremo i compiti durante il soggiorno e chiederemo per e-mail ai compagni che cosa stanno facendo del programma” Beato Shan che aveva già finito la scuola.
    “Mi raccomando,” Disse mia madre. “non restate indietro e prendete buoni voti”
    “Quindi è un sì?”
    “Assolutamente”
    “Sìììììììììììììì!!!” Esultai, abbracciando mia madre. “Grazie, grazie, grazie, grazie” Saltellai.
    “E i soldi?”
    Mi fermai, girai lo sguardo verso occhioni azzurri.
    “Il 90% del viaggio ce lo pagano i nostri genitori, lei deve solo mettere qualche soldo, noi invece dobbiamo portare del denaro se vogliamo prendere qualcosa”
    Sorrisi.
    “Allora ti cambierò 350€ in dollari”
    Esultai di nuovo, ci salutammo e ci avviammo verso casa. Anche se era caldo saltellai dalla gioia.

Pagina 6 di 6 PrimaPrima ... 456

Segnalibri

Segnalibri

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •