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    V.I.P


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    Predefinito Echelon, l'isola che ascoltava il mondo

    credits: Echelon, l'isola che ascoltava il mondo

    ho appena letto questo articolo su wired.it un giornale che apprezzo moltissimo e che compro ogni mese
    mi ha affascinato moltissimo per la foto e per l'articolo stesso.
    se ne è parlato e riparlato, ma sinceramente, non pensavo mai di vedere una singola foto della base centrale di Echelon.
    mi ha fatto "tenerezza" se così si può chiamare...benchè non approvi il sistema stesso, portando lo stesso nome di sto coso penso sia stato naturale

    vi lascio l'articolo
    magari lo apprezzerete come me

    Il luogo è un paradiso. L'isola è magma. Basalto e quarzo. La bocca di vulcano si apre al centro dell'Atlantico, tra Africa e Sudamerica.

    «Il regno del total control. Dove l'incubo diventa realtà. È qui che devi venire se non vuoi credere a quello che ti mostrano in televisione».

    Simon Norfolk, classe 1963, nato a Lagos in Nigeria ma cresciuto in Inghilterra, di professione fotografo, aveva deciso di scoprire il significato nascosto di espressioni come "identità digitale" e "informazioni sensibili". Per farlo è venuto qui. Ad Ascension Island. «Ci sono arrivato con uno dei Tristar che partono dall'aeroporto militare di Brize Norton, nell'Oxfordshire, quelli che fanno scalo all'isola nel loro viaggio verso le Falkland. Mi interessava saperne di più sul tema del futuro: la guerra tra privacy e sicurezza. Sono partito con in testa le letture dei più grandi giornalisti d'inchiesta che hanno scritto di spionaggio elettronico: James Bamford e Nicky Hager».

    Ascension Island: uno scoglio nell'oceano. Una zolla di terra, nuvole di vapore rarefatto all'orizzonte e il verde tumido della vegetazione. Qui i colori non sono i cristalli liquidi di un gioco virtuale. E questo non è Lost. Ma potrebbe essere il luogo del rovesciamento, dove ogni più fine scoperta della democratica era mediatica - dal fax alla rete, dal Gsm al Gps fi no all'Umts - può diventare strumento di controllo.

    Infatti.

    Ricordate Echelon, il più prodigioso network informatico capace di filtrare ogni comunicazione elettronica? Fonti giornalistiche ne avevano parlato diffusamente già nel 1998: si era detto di 120 satelliti spia in orbita ed era stato pubblicato un elenco semiufficiale di undici stazioni terrestri orientate in grado di spiare obiettivi militari, commerciali e civili.

    Appunto.

    Ascension Island è uno dei siti del network, ma al di fuori della lista ufficiale e conosciuta. La base è gestita dagli uomini del Gchq - il servizio segreto britannico deputato allo spionaggio elettronico - e da una manciata di agenti della statunitense Nsa, la più potente agenzia di intelligence del mondo. Dai tempi delle prime rivelazioni sul network tutto è cambiato. Ma abbiamo scelto di partire da qui, dal viaggio fotografico di Norfolk e da questo anonimo scoglio nell'oceano, per scoprire come si è evoluta la tecnologia dell'occhio elettronico. Per scoprire cosa è rimasto di Echelon. E per vedere fi n dove la paura può spingere a violare i confini della democrazia.

    Un passo indietro.

    Ovvero alla fine degli anni Novanta, quando Nicky Hager, un giornalista neozelandese, e Duncan Campbell, un collega inglese, cominciano a parlare di una rete tanto capillare da generare paranoia. Secondo le loro ricostruzioni il sistema Echelon (l'origine del nome resta controversa, in inglese significa "scaglione"), cui hanno accesso i paesi membri dell'alleanza di intelligence che, dalla fine della seconda guerra mondiale, ha unito Stati Uniti e Gran Bretagna, ma anche Canada, Australia e Nuova Zelanda - è un sistema infallibile. Un occhio globale che, attraverso sofisticati software di analisi, è in grado di portare all'attenzione dei servizi tutte le comunicazioni in cui si ritrova una delle "parole chiave" immesse nei giganteschi computer dictionary, ospitati nelle stazioni Echelon e connessi tra loro. Dalle email private ai messaggi diplomatici, tutto può cadere nella rete ed essere intercettato.

    Le parole chiave possono essere le più diverse tra loro. Per intenderci e attualizzare: da "Osama" a "Obama", o anche solo "bomba". Le indagini dei giornalisti indicano che dietro il network c'è, su tutti, la Nsa (National Security Agency), la centrale dello spionaggio statunitense con responsabilità di analisi del Sigint (il segnale dell'intelligence elettronico). Sull'argomento si sono fatti dei film, Nemico pubblico a Hollywood nel 1998, The Listening in Italia nel 2006. Era l'ossessione di fine millennio: l'ipersensibilità generalizzata sul tema della riservatezza nelle comunicazioni. Un fascino perverso circondava le basi del network: cattedrali per il controllo dello spazio e dell'informazione elettronica. Di Ascension Island, a quell'epoca, si sapeva pochissimo. L'isola restava avvolta nel segreto. Si sospettava l'esistenza di una centrale di ascolto per l'intercettazione delle comunicazioni smistate dai satelliti Intelsat nell'emisfero dell'Atlantico meridionale. Un brivido e mille domande restano anche oggi nel racconto di Norfolk. «Certo, io qui ho visto solo frotte di ingegneri su pickup sgangherati. Giravo libero per le strade, come fanno tranquillamente gli asini e le pecore insieme ai pochissimi indigeni di Ascension Island». Ma? «Quello che non sono riuscito a sapere è a che cosa hanno lavorato, qui in mezzo all'oceano, quei contractor al soldo di Computer Sciences Raytheon, l'agenzia che collabora con il comando aerospaziale statunitense».

    Non perdiamo di vista l'obiettivo. Dopo la scoperta di Echelon la paranoia debordava e nessuno guardava avanti, al controllo delle dinamiche di mercato e della società globale. Alla possibilità, cioè, che Echelon non fosse il Grande Fratello costruito per farsi i fatti nostri ma - forse più sottilmente - un superpotere affrancato da responsabilità giuridiche, destinato in primo luogo a disciplinare in anticipo le possibilità sconvolgenti che nascevano dalle nuove tecnologie destinate all'uso di massa. Andrea Monti, l'avvocato italiano che su Echelon è un'autorità a livello internazionale, ne è convinto: «Prima di internet i dibattiti sulla libertà di stampa spesso erano teorici. Oggi, invece, la rete offre opportunità reali per un controllo del potere. Peccato che le nostre splendide democrazie occidentali stiano imboccando la strada opposta. Stiamo convertendo strumenti per l'antagonismo politico in strumenti di controllo». Più concretamente? «Parliamo di Grande Fratello, con un certo gusto per la suggestione, ma non ci accorgiamo di come nella vita di tutti i giorni le nuove norme internazionali che disciplinano e restringono l'uso della rete, limitano al tempo stesso la libertà di espressione, soprattutto nei paesi a regime totalitario. Anche questo è Echelon».

    La sensazione di girare a vuoto ce l'ha avuta del resto anche Nicky Hager, autore di Secret Power, il libro che nel 1998 fece scalpore nel mondo denunciando le possibilità incontrollabili del network. «All'epoca abbiamo perso un'occasione», riflette. «Non c'è stata alcuna svolta. E oggi, se qualcosa è cambiato, è stato in peggio rispetto al 1998». Di Echelon qualcuno aveva provato a chiedere conto. «So che il Parlamento europeo istituì una commissione e ci furono anche relazioni di esperti. Alcuni governi, dopo l'uscita del mio libro, si sono dichiarati disponibili a intraprendere azioni contro il network». Qualcosa, però, è andata storta. Gli avvenimenti hanno preso una piega pericolosa. Gli attacchi alle Torri gemelle, nel 2001, hanno cambiato la storia. E occorre riconoscere che dopo «è diventato politicamente quasi impossibile criticare l'intelligence statunitense», sostiene Hager. «Ma così non va. Rimane sotto gli occhi di tutti cos'è successo in Iraq. Eppure, dopo l'11 settembre non c'è stato più un momento utile per provare a cambiare qualcosa. Per scrivere qualche regola da fare rispettare anche alle spie. Perché è di questo che parliamo quando parliamo di Echelon».

    Insomma, dopo dieci anni di clamore e paranoia non sappiamo ancora nulla. E gli scandali aumentano. I più diversi enti deputati alla sicurezza - è successo probabilmente anche in Italia, il caso Telecom sta lì a dimostrarlo - si scambiano dati riservati all'oscuro dell'opinione pubblica. Le informazioni provenienti dalle banche dati viaggiano di mano in mano. Perché non è possibile regolamentare questo flusso?

  2. #2
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    Predefinito Riferimento: Echelon, l'isola che ascoltava il mondo

    Uh che bell'articolo. L'isola che ascoltava il mondo.. Mi ha sempre incuriosita questo sistema di sorveglianza. Poi, avendone il nome, a maggior ragione xD

  3. #3
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    Predefinito Re: Echelon, l'isola che ascoltava il mondo.

    Sembra un film... ...affascinante.

  4. #4
    New Kid on TW


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    Predefinito Re: Echelon, l'isola che ascoltava il mondo.

    Si sembra un film è l'espressione che è apparsa anche nella mia mente....e si, affascinante davvero....

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