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; Tra palco e realtà.



Porta itineris dicitur longissima esse.

La porta è la parte più lunga di un viaggio.


E io so che voglio un Sogno,
e voglio un senso,
voglio una partita che mi faccia dare un senso
e questa vita sia
la mia Strada in salita
che mi possa guidare in ciò che amo
e così sia.


Gioia, Amore, Gratitudine.



Il meglio deve ancora venire.

L'amore conta,
conosci un altro modo per fregar la morte?




Tenere botta, sempre.

  1. Miss Perfetta Idiota

    Di , 29-12-2011 alle 18:43 (; Tra palco e realtà.)
    Mi sento un’idiota. Una perfetta idiota. Proprio perfetta, una di quelle con la I maiuscola.
    È possibile avere un cuore così diviso tra ragione e sentimento?
    No, sono solo cose da film, cose che trovi solo nei bei romanzi d’amore.
    Ma questo non è un romanzo, purtroppo.
    Sto piangendo.
    Sto piangendo come una bambina. Forse una bambina un po’ cresciuta, che però, come ‘n’idiota, non ha ancora smesso di aspettare il ragazzo dai capelli biondi, occhi azzurri, cavallo ...
  2. Ogni lacrima una cascata

    Di , 22-12-2011 alle 21:38 (; Tra palco e realtà.)

    Mi guardo da lontano.
    Che fai?
    Piangi?
    Non sono io.
    Non lo sono mai stata.
    La matita nera cola.
    La speranza scivola via.
    Ogni lacrima una cascata.



  3. Assenza

    Di , 16-12-2011 alle 17:42 (; Tra palco e realtà.)
    Le scarpe le ho, non sono uscita solo con le calze vero?, no. I jeans ci sono, non sono rimasta in mutande. Giubbino, sciarpa e felpa ci sono. Senza di loro iberno. Portafoglio, mp3, cellulare, abbonamento del pullman sono presenti all’appello. Mi sono pettinata..beh, non proprio, sarebbe una guerra tutte le mattine, vabè. Mi sono lavata la faccia, sì. Mi sono truccata..male, come al solito, ma la matita c’è.
    È qualche festa particolare oggi, per la quale potrei stare benissimo a casa a ...
  4. Noah

    Di , 12-12-2011 alle 19:09 (; Tra palco e realtà.)
    Si chiama Noah, con la H in fondo. Non ridere, non ho deciso io il suo nome. È americano, del North Carolina.
    È un ragazzo semplice, è vestito da contadino..o da muratore..o manovale. Non sono sicura del suo lavoro. Forse lavora al porto, non ricordo esattamente. Ha le bretelle marroni e una camicia a scacchi sporca di non so cosa. Occhi scuri, vispi, allegri, vivi, sorridenti. Capelli biondo cenere. Basco grigio. Sorriso timido ma accattivante.
    È un ragazzo semplice..ah..l’ho già ...
  5. Centoventimila

    Di , 08-12-2011 alle 21:00 (; Tra palco e realtà.)


    Bisognava esserci. Tutto qui. Bisognava essere là per capire tutto. Per capire tutto quello che ci sta dietro, per capire la gente, per capire il calore, per capire l’amore che circondava quel piccolo aeroporto sconosciuto. Mi dispiace tantissimo di essermelo perso.

    120.000 persone. Centoventimila persone. Centoventimila cuori che battevano tutti insieme allo stesso ritmo. Duecentoquarantamila mani sollevate al cielo. ...
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