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.Diario di un'inetta.

Primo Capitolo

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Di
Sim
, 22-08-2007 alle 13:36 (1120 Visite)
Questa finestra era troppo umida per toccarla, questo momento era troppo malinconico per poterlo assaporare.
Fuori non c’era più il sole da quando avevo cominciato a pensare tutta questa situazione, la luce aveva fatto posto alle ombre e il cielo ne risentiva. Le nuvole erano scure, imbronciate in un disegno ben escogitato. Non pioveva, ma tutto lo lasciava presupporre. Un tuono. Ora un altro. Strano, in genere si vede prima un fulmine.. ma tutto è talmente veloce che non capisco più niente,non mi rendo conto delle lancette sulla parete scandiscono il tempo.
Era da una sola settimana che ero lì, e di cose ne erano successe in grande quantità. Ero sola in quella stanza fredda, circondata dal temporale. In quel momento cupo ripensavo alla sera prima, a quando in un preciso istante mi sono sentita una cosa sola con un’altra persona, a quando due corpi di due giovani si sono uniti come la natura stabilisce, come l’Architetto Supremo vuole, come è tipicamente augurabile ad ogni ragazzo che attraversa la maturità. Da quella finestra, da quel davanzale, vedevo il mondo. Era come fermo, impassibile, Non un accenno di vento, solo nuvole e rumori,. Davanti un parcogiochi, non c’era nessuno. Tutti i bambini pieni della loro innocenza erano ormai a casa, cullati dalle loro madri, perché quale madre sciagurata avrebbe lasciato la propria creatura ai pericoli di un cielo minaccioso?
Mi offriva l’ispirazione per pensare, mi offriva la possibilità di riflettere e capire bene cosa e chi volevo. Com’è possibile.. fino ad un mese fa avrei dato la vita per il suo migliore amico,e dopo poco mi sono ricreduta? Com’è possibile? Ma si sa, noi donne siamo strane. Strane e meravigliose.
Ecco.
Finalmente.
Una, due, tre gocce sul davanzale.
Ecco la quarta.
Tutte le altre scendono in una massa compatta. Piove, piove. Si è alzato anche il vento. Forte, molto forte. Come conseguenza porta il cigolio delle altalene, le foglie che lo seguono passive, incoscienti, morte, come possedute da un’entità suprema. Le foglie sono come me, con una differenza: loro possono volare, io no. Anzi, ho detto una cosa errata.. io posso volare sulle ali dei sogni. E pensare che su quell’altalena pochi giorni fa.. meglio lasciar perdere.
Cosa vedo? Un gatto. Corre fra la pioggia. L’istinto felino lo obbliga ad evitarla, lo obbliga a correre per trovare un riparo. Scuote la testa, finalmente si ripara nella cuccia del cane. È ironico pensare che tu sia lì, a guardare il mondo, e non hai la capacità di poterlo cambiare, intervenire, modificarlo…distruggerlo.
La Margherita era nella camera affianco, dormiva in un sonno profondo.. sognava. E mentre sognava rideva, almeno per quanto ho potuto vedere in quei 5 minuti che le ho invaso la camera per poter trovare il carica batterie. Certo, come poteva non ridere? A lei le cose andavano bene. Andavano alla grande. Nessuno poteva immaginare cosa fosse successo la sera prima, nessuno poteva minimamente pensarlo. Avevamo affittata la casa per un mese, rimanevano ancora 3 settimane. Cosa avremmo fatto? Chi avremmo incontrato?
Che pensieri orribili mi prendono la mente. Che cose brutte. Ma io avevo lui, o almeno credevo di averlo. Meglio tornare ad osservare il mondo.
Fuori era totalmente cambiato, era ancora più nero, la pioggia era storta e batteva direttamente sulla finestra, era così paurosa che muovevo la testa per paura di prenderla dritta in viso.
Non so chi mi disse quelle cose, non lo so. Fatto sta che aprii la finestra, non per tanto, ma la aprii.
Un ondata di pioggia mi prese in pieno, le gocciole sulla pelle mi rinfrescavano, mi rigeneravano. Ero bagnata, ero preoccupata, ma come la Deny prima, avevo un sorriso in viso. Ridevo. Forse era la pioggia che mi faceva ridere. Un tuono enorme, scosse il vedro, aprii gli occhi, vidi che avevo bagnato tutto. Chiusi la finestra, corsi in bagno a prendere un asciugamano nella confusione che avevo lasciato quando mi ero svegliata. Pulii tutto, sapevo che lei mi avrebbe ucciso maniaca dell’ordine com’è. Mi asciugai anche il viso, ma non asciugai solo la pioggia.. cos’erano quelle cose insieme alle gocce? No non ci credo, non posso crederci. Eppure.. si, brava Simona, erano proprio lacrime. Perché lacrime? Chi mi capisce? Alzai gli occhi, ero seduta a terra nella pozza d’acqua, guardai fuori un ultima volta. Un suono acuto distolse la mia attenzione, mi girai di scatto. Cos’era?
Il mio cellulare. Si era illuminato. Era un messaggio. No, no, non lo voglio leggere. Non voglio.
Chi potrebbe essere? Chi mi potrà mai cercare?
Mi avvicino, quei 3 metri mi sembravano mille chilometri. I passi si facevano più pesanti, la mano che prese il cellulare ancora di più. Lo presi in mano, aprii il messaggio.
Ho voglia di te.”
Era lui. Era lui.




tutta pura fantasia.

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Commenti

Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
  1. L'avatar di *Dark Twilight*
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    Belle le parole ma non ho capito cosa è!^^
    è una storia inventata??
  2. L'avatar di Sim
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    yep, scritto io.
    è un immagine che avvevo da un pò nella testa e l'ho buttata fuori.
  3. L'avatar di *Candy*
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    Scritto benissimo,complimenti.
  4. L'avatar di _SiL*
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    Wow Sim ma è fantastica!!!!!!!!!!!!!!BELLISSIMA!!!!!
  5. L'avatar di F r @
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    stupenda *.*

    =Fr@=
  6. L'avatar di *irene88*
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    sim scrivi da dio *-*
    è stupenda
  7. L'avatar di *Dark Twilight*
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    Ma di che cosa parla?cioè che argomento ha?
  8. L'avatar di *Silvia*
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    ma... o.o è bellissimo qll che hai scritto...sembrava di immaginare le scene....*-*
  9. L'avatar di nuralovefinley
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    bellaaaaaaaaa*-*
  10. L'avatar di stefy echelon
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    hai scritto delle bellixime parole complimenti
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