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QUiERO; QUiERO BAiLAR ~

~ Uno stupidissimo cono gelato.

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Di , 09-07-2009 alle 12:08 (1254 Visite)
Marta, Giorgia e Fabio non esistono.
In realtà i loro nomi sono altri.

Marta camminava disinvolta in strada, quasi saltellando sui piedi, con quel suo essere sicura ed esuberante.
Indossava un paio di jeans neri, una canotta verde e le Converse, anch’esse verdi.
Aveva sistemato un ciuffo ribelle con una mollettina.
Domandava e si rispondeva da sola, chiacchierava e raccontava della giornata appena trascorsa alla sua amica Giorgia che pazientemente la assecondava.
Poi rideva.
Forse il sorriso è l’unica cosa che non manca mai dal viso di Marta.
Riesce a sorridere in qualsiasi occasione, magari anche quando non sarebbe necessario o appropriato.
Ma Marta è fatta così, è solare ed è felicissima della sua vita.

Questa sera però, avrebbe preferito non uscire.
Sarebbe stata più volentieri in casa, raggomitolata sulla poltrona a guardarsi uno dei suoi amatissimi film.
Ma quando Giorgia l’aveva chiamata, invitandola ad uscire, non aveva saputo resistere alla volontà dell’amica.
E così Marta e Giorgia erano fuori anche stasera e camminavano l’una a fianco dell’altra.

“Andiamo in gelateria?” Chiese Giorgia.
“E la dieta?” Domandò a sua volta Marta.
“Per stasera non la facciamo. Per favore..” E a quegli occhi supplichevoli Marta non seppe resistere. Un’altra volta.
Le due ragazze entrarono in gelateria con lo stesso fare che avevano fuori. Ridendo e scherzando.
“Io un cono fragola e liquirizia e lei..” Cominciò Giorgia, lasciando proseguire il discorso a Marta.
Ma non ricevendo alcuna risposta, Giorgia si voltò dalla parte dell’amica e vedendola imbambolata seguì il suo sguardo.
Non impiegò molto a capire cosa stava fissando, o meglio chi.
Stava entrando in gelateria un gruppo di ragazzi di età compresa fra i quindici e i diciassette anni.
E in quel gruppo c’era Fabio.
Marta lo sapeva.
Anche Giorgia lo sapeva.
Fabio è stato il primo vero ragazzo di Marta, l’unico del quale forse si fosse davvero innamorata.
Alle medie erano in classe insieme e questo amore era nato nel corso dei tre anni, lentamente, fra un compito ed un’interrogazione.
Il sorriso di Marta si trasformò prima in una smorfia, poi in un’espressione di disgusto.
Dai suoi occhi scomparirono il gelataio e l’amica Giorgia.
E poi puff.. rivide quella gita, quel pullman, quella camera d’albergo.
“Scusa..” Si affrettò a dire Giorgia.
“Non ti preoccupare, non è colpa tua. Lo avevo detto che non avevo voglia di uscire, forse è meglio che me ne torni a casa.” E così dicendo Marta lasciò la gelateria, l’amica Giorgia e il gelataio con due coni in mano, passando a testa bassa accanto al rumoroso gruppo di ragazzi.
Non lo vide, ma riconobbe il suo odore e si sentì il suo pesante sguardo addosso.
Solo allora cominciò a piangere, rivedendo ogni singola scena di quei mesi trascorsi con lui.

Intanto Giorgia si sentiva in colpa per averla trascinata, quasi a forza, là dentro, e avrebbe quasi voluto uccidersi, consapevole di essere stata la causa dell’inizio di un’altra crisi.
Allora prese il cellulare e digitò velocemente una frase che aveva letto su Facebook.
Non pentirti di quello che hai fatto se quando lo hai fatto eri felice.

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Commenti

  1. L'avatar di elisa2390
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    Bello BenS
  2. L'avatar di S a r a
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    Wow,chebbella storia. *ò*
  3. L'avatar di SiR3N
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    Bello ma triste, e mi dispiace.
    Non voglio che tu stia così, cavolo.