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The end of this chapter

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Di , 15-07-2012 alle 19:57 (1234 Visite)
Si chiude la mia vita da teenager con la fine delle scuole superiori.
Si chiude un periodo di cinque anni in cui sono nate e finite amicizie, in cui il cuore da ragazzina sbandava ad ogni paio d’occhi azzurri che incontrava, in cui le parole non uscivano mai e se uscivano erano quelle sbagliate.

Ho in mano un diploma - anche se non ancora fisicamente - che attesta che sono ragioniere e programmatore con sotto stampato un bel punteggio di 96/100.
Per una volta mi sono sentita fiera di me, lo scorso 12 luglio, quando ho letto i risultati: cinque anni che sono serviti a qualcosa, sforzi che finalmente venivano premiati col punteggio più alto della classe. Mi sono sentita brava, forse per la prima volta, e non credo ci sia nulla di male ad ammetterlo.

Gli esami di maturità mi hanno messo addosso meno ansia del previsto, forse perché avendo studiato tutto l’anno avevo inconsciamente una certa sicurezza alle spalle. Non nego che prima dell’orale ho avuto voglia di darmela a gambe, io e la mia tesina sull’omosessualità.

Qualche giorno prima dell’orale ho iniziato a parlare dell’omosessualità per la prima volta, da sola: cose che già sapevo ma che non avevo mai detto ad alta voce, né a me stessa né a nessun altro. Un po’ mi spaventava, perché so da dove nascono le mie debolezze. Crescendo però, ho imparato che devo fare delle mie debolezze i miei punti di forza. Ed è andata decisamente meglio del previsto.

Sono fiera di me. Davvero stavolta. Ho chiuso un ciclo della mia vita fatto di alti e bassi, risalendo dai momenti “no” a testa alta e spesso con la spinta della musica alle spalle.

Ho fatto l’esame senza tentare di copiare da qualcosa o qualcuno, per rispetto di me stessa e delle ore passate sui libri più che per rispetto degli altri: credo che questa sia una di quelle cose che si fanno per sé, per misurarsi con se stessi.

Questo post è dedicato a tutti quelli che non hanno creduto in me.
A chi diceva che la seconda prova era troppo difficile e troppo lunga ho risposto con un 15/15. A chi dice che i ragazzi italiani non sanno l’inglese ho dimostrato il contrario col massimo dei punti. A chi mi diceva che devo parlare di più ci tengo a dire che anche all’orale ho avuto il massimo: parlo quando ho qualcosa da dire, quando ho qualcuno che mi ascolta, e quando la situazione lo richiede.
Dedico quest’intervento anche a chi - in cinque anni - ha leccato il culo alle solite 1-2 persone limitandosi a dirmi “anche tu puoi fare un bell’esame, però”.

Ora inizia un’altra storia.

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