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South of no Nord; ©

Sid e Nancy.

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Di , 10-05-2010 alle 14:56 (1259 Visite)
Sid e Nancy.


Lui è lì, su quel palco, poco meno di un uomo e poco più che un bambino. Suona Punk puro in un epoca dove il Punk è un fantasma dell’epoca d’oro; suona il suo basso, quello bianco e nero simile a quello di Sid, Sid Vicious.
Lei è lì, sotto quel piccolo palco, donna e bambina, morta e viva. È lì e lo guarda, sente quelle note colpirla alla bocca dello stomaco. Il suo gruppo preferito suonato anche da lui. Sid lo chiamano, e lei chi è per sperare di essere la sua Nancy?
La vede, è lì, ci sperava, pur non conoscendola. È lì coi capelli lisciati tinti di rosso e gli occhi che, pur non vedendoli, sa cerchiati di nero, e di un colore, di una profondità tutta loro che gli chiude lo stomaco. Parlano, quegli occhi, e lui ne ha paura.
Perfetto. Uguale a lui. Bambino ed uomo insieme. Ha sbagliato un passaggio e lei lo sa, ma nessun’altra se ne renderà conto, troppo presa da lui e dalla sua bellezza. E’ finito, e lei sa che non riuscirà a parlargli, a dirgli che è stato bravo, ma ha sbagliato un passaggio. Non riuscirà a parlargli perché lui avrà le sue ragazze, avrà la sua vita da vivere e lei non ne farà mai parte.
Appoggia il suo basso al sicuro, dove non potrà rompersi, e la cerca. Cerca Nancy. Così la chiama, non sa il suo nome, non sa quasi nulla di lei, anzi, non sa nulla di lei. Ma che è speciale, che è lei che fa battere il suo cuore, questo lo sa. L’onda delle ragazze, delle groupies si fiondano su di lui, su di loro, su un povero gruppo Punk formato da adolescenti.
Deve spingere, prendersi gomitate da tutte le parti ed occhiate cattive per riuscire ad uscire dal piccolo locale pieno; l’aria è gelida, la pelle d’oca le corre sulle braccia, l’aria aperta quasi pura, pulita, e non esausta come quella all’interno del locale. Se lo immagina, all’interno, con ragazze stupide, oche, le sue groupies.. Ma lei chi è per giudicare? Lei non era lì per vederlo nel suo ambiente naturale? Per sentirlo suonare quelle canzone che anche lei ama? Chi è lei per giudicarle?
L’astinenza da nicotina, il nervosismo causato da quelle oche che li seguono ovunque neanche fossero delle star, e il pensiero di lei lo accentuano. Lei dov’è? Dov’è finita quella ribelle dai capelli rossi? La ragazza dal sorriso infranto? L’aria fresca della sera lo investe e lui stringe le sue spalle, si stringe dentro al suo giacchetto nero di pelle. Il fumo della sigaretta si libera nell’aria e dentro di lui, e solo adesso nota quella figura seduta con le ginocchia al petto e la testa appoggiata su di esse, la luce illumina quella testa di capelli gonfi e rossi.
«Posso sedermi?» si volta e lo guarda annuendo. Un piccolo sorriso timido le si allarga sul viso, ma gli occhi tradiscono la realtà: umidi, intrisi di una tristezza densa di parole.
«Hey, tutto ok?» Un terribile nodo allo stomaco a vedere quella sconosciuta con quello sguardo denso. Come può una sconosciuta fare quest’effetto?
«S-sì, tutto ok… Avete suonato bene, però hai sbagliato un passaggio» balbetta su quel “” che sa di bugia ed è chiaro che lei non sa mentire.
«In che canzone?» La guarda con un sopraciglio alzato ad accentuare la domanda e la sua voglia di risposta;
«This Is Not A Love Song, però non si notava molto a meno che uno non conosca bene la canzone».
Sorrideva , lui, il Sid Vicious di periferia senza l’eroina nelle vene, sorrideva a quella ragazza che infondo non conosceva, ma gli pareva di conoscerla da una vita.
«Che maleducato! Non mi sono presentato, piacere Diego, ma per tutti sono…»
«… ma per tutti sei Sid. Comunque sono Giulia».
Il nome, il suo nome. Finalmente l’ha scoperto dopo troppo tempo, dopo troppi mesi che l’aveva chiamata in mille modi nella sua testa, nel suo cuore, ma per lui, alla fine, era diventata Nancy; “Who kills Nancy? No one is innocent” e chissà perché lui pensava a lei leggendo quella frase sulla sua maglietta, alla ragazza dal sorriso infranto e dagli occhi che parlano.
«Per me sei Nancy, sai?»
Il suo sguardo che sembra chiedere spiegazioni, parla per lei.
Lui parla a ruota libera, le spiega quei mesi in cui la guardava di nascosto, di quei mesi in cui lui avrebbe voluto stringerla tra le sue braccia e il nodo allo stomaco per il suo sguardo triste. Lei sorride, mentre il viso prende il colore dei capelli, sorride anche con gli occhi, ma non parla perché le parole non servono. Quel sorriso ha detto molto di più.
La stringe a sé come se si conoscessero da sempre. Come se quel gesto fosse qualcosa di normale.
«Per me sarai Nancy, perché Sid ha bisogno della sua Nancy».



©.

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Aggiornato il 11-05-2010 alle 22:20 da GeMe_FiNlEyZzAtA

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Ad occhi chiusi; ©

Commenti

  1. L'avatar di _*MiCeTTa NeRa*_
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    Davvero bello!
    Poi io adoro Sid e Nancy
  2. L'avatar di S a r a
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    Brividi.

    Sei bravissima a scrivere,
    fidati di una bacucca come me. u.u