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La paura di non ragionare ma vivere..

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Di , 05-02-2010 alle 17:42 (636 Visite)
La crisi adolescienziale è una delle tante tappe della vita che tutti, chi prima e chi dopo, dobbiamo affrontare. In un tempo forse un pò prematuro, mi sono ritrovata anche io a dover affrontare il mio periodo di crisi.
Fin da piccola sono sempre stata molto sensibile ai cambiamenti, ed è stato proprio durante il primo cambiamento della vita che mi sono ritrovata a dover fare i conti con la mia crisi interiore.
Era l'anno della prima media, e mi sentii come catapultata di forza in un mondo che non era il mio. Gli insegnanti improvvisamente diventati freddi e formali, sembravano quasi pretendere l'impossibile. Il carico di compiti era notevolmente aumentato, mille argomenti da ricordare e un sacco di pagine da studiare. Sembrva quasi di essere approdata all'inferno.Per quanto mi sforzassi a tenere il ritmo che gliinsegnanti pretendevano, non ci riuscivo. Ogni mattina svegliarmi con la consapevolezza di dover andare a scuola er aun incubo che mi toglieva il sorriso già ad inizio giornata. E più passavano i giorni più il malumore cresceva dentro di me fino ad arrivare al giorno in cui mi rifiutai di andare a scuola. Da quando smisi di andare a scuola cominciò un periodo di totale assenza dal mondo. Diventai apatica a qualsiasi tipo di attività, la mia mente era un labirinto di pensieri negativi senza uscita. Tutto mi sembrava sbagliato, tutto mi faceva paura. Soffrivo, ma non cercavo aiuto. Tenevo tutto dentro facebdo accrescere sempre di più il mio malumore. Inizialmente sfogavo tutta la rabbia repressa attraverso lunghe crisi di pianto che a lungo andare raggiunsero il livello dell'isterismo. Successivamente però piangere non mi bastava più, non riuscivo a trovare pace. Avevo bisogno di un nuovo modo di sfogare il mio malumore, e arrivò quindi il giorno in cui cminciai a sfogarmi facendomi del male fisico da sola. Pur di sfogarmi in qualche modo comincai a prendermela con me stessa. Questa forma di masochismo fu il culmine della mia crisi interiore che da quel momento in poi andò via via scemando. Ne usii completamente solo cono l'aiuto di una psicologa che mi accompagnò passo dopo passo nel mio cammino di risalita. Anche adesso, dopo anni, il ricordo di quell'anno resta vivo sulla pelle, così come restano le cicatrici.

Ho voluto trascrivere qui questa storia, perchè da poco ho rispolverato i ricordi. E tra i momenti belli del passato, purtroppo ci sono anche quelli brutti e un pò tragici che poi mi hanno fatto diventare la persona che sono adesso. Credo di non averne mai parlato con nessuno apertamente. Ed era giusto, secondo il mio modo di pensare, che soprattutto chi amo.. sapesse queste piccole oscurità del mio passato. Non è stato un gran bel momento della mia vita, e non è neanche un gran momento da rispolverare troppo spesso. Ne ho riparlato adesso, e credo non lo rifarò mai più. Forse dopo oggi, posso provare davvero a cicatrizzare quel ricordo che ancora adesso brucia dentro.

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Commenti

  1. L'avatar di Valsyy*
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    No amo, con qualcuno ne hai parlato... con me.
    Non ricordo quando, forse nel 2007, ma ne parlammo.
    E ti avevo promesso che ci sarei stata per sempre, pur di non farti ricadere laggiù in quel buco nero.
    Che enorme cazzata. Che stupida che sono stata, dopo nemmeno un anno me ne andai.
    E mi spiace, tanto, tantissimo.
    Spero che ora non sia più come prima - non lo è, vero? -, non parlo di masochismo, ma di quel vuoto interiore... ci sono passata anch'io, so cosa vuol dire alzarsi, lavarsi, andare a scuola senza nemmeno accorgersene di averlo fatto.
    E' assurdo, non vivi.

    ... Comunque i ricordi rimangono, è vero.
    Però possono essere maggiori quelli belli, sai?
    E noi ne abbiamo già collezionati un po' di nostri. Propongo di aggiungerne altri, tanto da oscurare del tutto e di privare il dolore di ciò che quelli cattivi sono dentro di te.

    Stavolta rimango, DAVVERO.

    Ti amo,