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BabyBritney90

Qualche volta i ruoli non sanno bene dove andare.

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Di , 19-01-2010 alle 20:52 (572 Visite)
Da quel giorno tutto era cambiato. La solita routine spezzata da un fatto senza senso. Le gote diafane di Hannah che avevano accolto tante lacrime adesso assorbivano la luce fioca della lampada che risiedeva supina sul comodino. Neanche una goccia salata le scendeva dagli occhi. Gli occhi asciutti ormai da troppo tempo.
Niente aveva senso.
Dentro di lei c’era qualcosa che odorava di stantio in contrasto con il suo viso da eterna bambina. L’innocenza che la caratterizzava si era andata a farsi benedire. Ma forse se si guardava attentamente la si poteva scorgere in un angolo dell’esistenza di Hannah che tremava, ansimando cercando di risplendere come una volta di candido bianco.
Fuori la luna ragnava sovrana.
I corpi sudati di Hannah ed Alex si posavano dolcemente sul letto che troneggiava in mezzo al loro monolocale.
“Devi rollarla bene se no viene una schifezza.” Alex a gambe incrociate guardò male Hannah “Non ho bisogno che tu me lo dica, visto che poi neanche lo sai fare.” Leccò la striscia di carta e si accese la canna, ma non fece in tempo che la ragazza gliela rubò dalla bocca “Hannah no!” ma niente ormai era diventata sorda ad ogni sua parola.
La canna di carta bianca si era impossessata delle mani di Hannah e la sua bocca la richiedeva smaniosa, mentre Alex si limitò a guardarla contrariato.
“Non può andare avanti così.” il fumo usciva fiero dalla bocca di lei che si accingeva a rispondere al ragazzo che aveva sempre di più un’aria cupa “Cosa deve cambiare? Il fatto che finiamo a fare sempre sesso su questo letto?” lui scosse la testa ridendo “Devi smetterla di fumare.” Il viso di lei si indurì “Perché sono una ragazzina, giusto?” lui sorrise scuotendo la testa sapendo la scenata che gli stava per presentare per l’ennesima volta.
“Spiegami posso fare sesso con te, ma non sono abbastanza grande per fumarmi una canna? Non pensi che sia un po’ egoistico da parte tua?” si alzò dal letto e gli porse brusca l’oggetto di tanta discussione. Lui non si scompose più di tanto.
“Hannah.”
La solita frase composta solo dal suo nome che aveva fin troppo significato da poterla ignorare sbattendo la porta. Quindi rimase lì, limitandosi a cercare qualcosa da mettersi addosso.
Un pensiero doloroso si fece vivo nella sua mente, prese una sigaretta dal pacchetto che stava sul tavolo e pesantemente si buttò sul letto accanto ad Alex, che alzò gli occhi infastidito dal fatto che lei non lo ascoltasse più come una volta. Aveva iniziato ad ignorarlo da quando lei aveva deciso di solcare la soglia del suo mondo dannato.
“Perché non scrivi più? Creavi cose speciali.” Disse Alex riaccendendo l’oggetto della discussione precedente.
La carta bruciava velocemente ogni volta che la sigaretta si poggiava sulle labbra rosse di lei. Cercò di scacciare il pensiero, ma ormai faceva troppo chiasso e la bocca non poté tacere le parole.
“Sono brava con le parole. Tutto qui. Non ho niente di speciale.”
“Hannah non mi hai risposto alla domanda.” Lei sorrise amaramente “Perché infondo ogni mia parola mi suona ipocrita con fondo amaro. Penso di sentire ogni mia parola, ma se non fosse così? Se fossi una pazza che s’immagina semplicemente le emozioni?”
“Ti definirei pazza solo perché hai deciso percorrere la strada con me. Le tue emozioni sono vere.” Le avvicinò la mano al viso, ma lei si scansò. Era vero ormai era sorda ad ogni parola.
“E se fossi semplicemente carne ed ossa? Se dentro fossi vuota?” lui scossa la testa convinto “Hannah tu non sei vuota, se lo fossi perché ogni volta che ti tocco sento qualcosa?”
Semplicemente sorda.
Indifferente.
“Forse si spiegherebbe questo eco dentro di me che mi dilania i sensi. Forse capirei la mia voglia di film d’horror. Il dolce sapore della paura che si scioglie in bocca. La più semplice delle emozioni da provare.” Alex sorrise alle parole della ragazza. Non c’era molto da ridere, ma lui era così.
“Tu sei semplicemente una drogata di adrenalina.” Lei sorrise di rimando “Drogata di adrenalina che per poco mi dà vita, facendomi credere di essere vera.”
Niente aveva ormai più senso. I ruoli continuavano a girare vorticosamente spostandosi da un soggetto all’altro.
Alex per la prima volta credette in quei sentimenti che Hannah professava ogni giorno, ma che adesso rinnegava con ogni parte del suo corpo. Lei si rese conto che forse tutto ciò in cui credeva non fosse poi così vero e concreto. Tante volte aveva pensato di sfiorare con le candide mani tutti quei sentimenti che la facevano sentire viva. Tutti quei sentimenti che aveva intenzione d’insegnare ad Alex.
“Il voler bene ad una persona sembra così ipocrita quando l’uomo alla fine s’interessa solo di se stesso.”
Alex si avvicinò alla piccola ragazza, abbracciando la sua fragilità. Non le avrebbe permesso di credere in quelle parole, perché non erano sue. Il suo cuore non credeva in ciò che diceva. Lei che era sempre stata piena di tutti quei sentimenti che caratterizzano l’essere umano, non poteva credere veramente in ciò che diceva.
Quelle parole erano colpa dell’influenza di Alex.
Era solo colpa sua e lui lo sapeva.
Lo sentiva urlare dentro la sua testa incessantemente, mentre le parole “colpevole” gli bruciavano la pelle bianca che chiedeva solo di sentire qualcosa.

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Commenti

  1. L'avatar di LaStefaH*
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    Meraviglia.
  2. L'avatar di sabri90
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    è a dir poco stupendo questo post Stellì (L)
  3. L'avatar di Fabry_Fy
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    Ma quanto mi sono mancati i tuoi post,non lo puoi neanche immaginare ampur.
    T'amo (lOVE U)