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Vecchio 14-11-2009, 20:33   #1 (permalink)
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predefinito Scegli me, scegli me, scegli me. Fallo e basta. Ti prego.

Eccomi qua, con l'ennesima fan fiction.
Non ne ho mai finita una, quindi stavolta non dirò "sì, la finirò" perchè non lo so, e ora ho solo voglia di farvi leggere ciò che sto scrivendo, in questo periodo non buono della mia vita.
Sembra quasi che il dolore mi porti a scrivere.
Il titolo può sembrare scontato, ma non lo è.
Dopo tutto questo discorso posto.


Scegli me, scegli me, scegli me. Fallo e basta. Ti prego.

Cos'è l'amore?
Molte persone tentano di darne una definizione.
Ma l'amore non si può definire, l'amore è irrazionale.
Si ama. Non c'è un perchè.






Capitolo 1-ANCORA TU, PERENNEMENTE DENTRO DI ME.

Verona. Mancava poco alla fine del 2008 e la neve scendeva lenta in quella mattina.
L’inizio delle vacanze di Natale significava che stava per iniziare la mia prima vacanza con la mia amica Anna.
Mi chiamo Antonella, ho 17 anni e mezzo e la storia che vado raccontarvi inizia quando ero nel quarto in quarta liceo scientifico linguistico; vivo a Verona da sempre e da molti anni vivo con mia nonna in un appartamento vicino al centro. Poco distante abitano i miei genitori.
Quella mattina, era la mattina della partenza per Milano, una settimana nella metropoli: aria di novità, di felicità dopo quei mesi orrendi.
Ero passata a perdere da agosto ad ottobre due delle persone più importanti della mia vita e io non ero riuscita a dire la mia, mi ero rinchiusa, avevo provato a lottare per tenerli a fianco a me ma non c’ero riuscita.
Per fortuna c’era Anna, lei sì che c’era sempre, lei sì che mi capiva.
-Il treno è partito in orario- sottolineò Anna guardandomi da dietro gli occhiali.
Io risi –Miracolo, significa che qualche entità divina non ci vuol far perdere neanche un secondo a Milano-
Eravamo partite molto presto, Anna si mise ad ascoltare la musica e lentamente vidi i suoi occhi chiudersi, sorrisi, lasciandola riposare.
Tirai fuori il mio i-pod ,il libro Eclipse della Meyer e mi rilassai. Concentrata com’ero nella lettura il viaggio trascorse tranquillo.
Scendere dal treno, con tutta quella folla, fu arduo e ancora di più, trovare un taxi, dato che sembrava che tutti, come noi, non sapessero come aggirarsi in quella grande città.
L’arrivo in albergo ci fece tirare ad entrambe un sospiro.
Una doccia veloce per entrambe e pronte per il primo giro a Milano: zona duomo, Sant’ambrogio erano le nostre mete principali. Musei e musei, sembrava più una vacanza culturale, ma era divertente, almeno così pensavo io.
La sera sarebbe stata la vera vacanza: trovammo un locale dove a quanto pare suonavano band emergenti e occupammo un tavolo, lei ordinò un sex on the beach io una birra e intanto parlottavamo tra noi, impazienti dell’imminente live.
Dopo qualche minuto dalla nostra entrata, entrarono quattro ragazzi, che ridevano tra loro, uno di loro si voltò involontariamente dalla nostra parte e incontrò il mio sguardo, lo abbassai immediatamente.
Il live iniziò, era una tribut-band dei vecchi Guns ‘N’ Roses, Anna vide l’entusiasmo esplodere in me e rise, inutile dire che cantammo assieme al cantante tutta Don’t Cry. Quella canzone. Il ricordo mi faceva male, ancora lui nella mia testa.
La pausa tra una band e l’altra vedemmo i ragazzi del tavolo vicino avvicinarsi, io e Anna ci guardammo come per dire “e ora cosa vogliono questi?” Cercai di non pensare alla figura che avevo fatto poco prima.
Li osservai meglio, erano molto diversi tra loro, lo si notava da primo impatto, ma sembravano molto uniti.




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Vecchio 16-11-2009, 18:02   #2 (permalink)
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predefinito Re: Scegli me, scegli me, scegli me. Fallo e basta. Ti prego.

Nel primo post, non ho scritto i ringraziamenti, poichè non mi venivano le parole.
Ora le lascerò scorrere.
Inanzitutto, la dedico alla persona a me più vicina, la seconda protagonista della storia, Anna.
Oggi è un anno che ci conosciamo, devo ringraziare proprio una mia vecchia fan fiction per questo. Lei è molto importante per me, avete presente il sole? Lei è il mio sole, che m'illumina, rende le cose migliori e sconfigge le eclissi.


La dedico poi ad altre quattro persone molto importanti e fondamentali per me:
Sabrina,Deborah, Valeria e lui, il ragazzo senza nome, che in realtà ha un nome ben preciso.





Capitolo 2

Il ragazzo che mi aveva distrattamente guardato non era molto alto, aveva una carnagione olivastra, i capelli neri e uno sguardo vispo, furbo, sempre sull’attenti.
Un altro sempre bassino, portava i capelli castano chiari abbastanza lunghi e sembrava una persona disponibile e buona.
Il terzo, che, come gli altri mi sembrava di aver già visto, aveva i capelli castani ondulati portati lunghetti e stava ridendo. L’altro era il più alto di tutti e i suoi occhi chiari spiccavano sul suo viso, guardinghi.
Il ragazzo dai capelli mossi si sedette al nostro tavolo e disse “Da qui c’è un’acustica migliore” Io e Anna ci guardammo come per dire –speriamo in bene!-
Iniziò il secondo live, erano le undici di sera e il freddo stava entrando anche dentro al locale, una voce alal fine del secondo live spezzò il silenzio e disse “comunque piacere io sono Stefano”
Mi voltai verso la voce e vidi il ragazzo moro sorriderci dopo aver parlato.
C’era qualcosa in lui che mi ricordava L’ALTRO; mi persi nei miei pensieri e non mi accorsi che anche gli altri si erano presentati e Anna avevo risposto.
Una voce mi riportò alla realtà.
“….ehi vogliono sapere come ti chiami!”
Scossi la testa e mi accorsi che quattro ragazzi mi stavano fissando “scusatemi io mi chiamo Antonella comunque, mi ero distratta”
I ricordi. Sempre ad affiorare nel momento meno adatto.
Quei quattro ragazzi sconosciuti ci offrirono da bere, e dopo l’ultima canzone suonata da un gruppo grunge io e Anna prendemmo la saggia decisione di tornare in hotel.
Eravamo sfinite, volevamo dormire ma lei mi disse “Ci stavi pensando vero?” Mi conosceva bene lei, sapeva a cosa pensavo, lo sapevo sempre. Accennai un sì con il capo e io le dissi “E te?” lei disse con sarcasmo “Sto cercando di evitare quella zona del pensiero”. La capivo fin troppo bene.
La giornata dopo passò tranquilla tra lo shopping che ci potevamo permettere e non, la sera decidemmo di andare allo stesso locale.
Lei mi disse “Magari vediamo Carmine dagli occhi belli”
La guardai, stava trattenendo una risata , io dissi con tono di sfida “Vuoi dire che li ha più belli dei miei?”
Lei mi guardò dall’alto in basso e disse “Ovvio che sì”.
Misi il broncio, facendo la finta offesa, ma scoppiammo entrambe subito a ridere.
Una risata tra amici è la cosa migliore e rende felice anche la persona più infelice al mondo.





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Vecchio 19-11-2009, 20:17   #3 (permalink)
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predefinito Re: Scegli me, scegli me, scegli me. Fallo e basta. Ti prego.

Ehi ragazzo senza nome, Die die my darling è solo per te.

Capitolo 3
Quella sera. In quel locale. Sedute con quei ragazzi nuovamente a ridere e scherzare, vidi la sua ombra entrare. E ricordai che lui da pochi mesi viveva lì a Milano dove frequentava l’università.
Credevo fosse un’illusione quell’alto ragazzo dall’aria persa nei propri pensieri. Quel ragazzo che avevo conosciuto bene. La mia vita era stata spezzata da quando aveva deciso di non parlarmi. Lo fissavo, lo fissavo non m’importava del resto; all’improvviso i suoi occhi si girarono e mi videro, mi riconosceva sì , erano passati pochi mesi dall’ultima volta che ci eravamo visti. Il ragazzo di cui non voglio dire il nome, 7 lettere che fanno troppo male.
Era da agosto che non mi parlava più. Tutti i brutti ricordi riaffiorarono. Continuava a fissarmi dalla soglia della porta, non era proprio cambiato.
Sentii scuotermi il braccio, Anna mi disse “Anto, no” Pedro rise, non aveva capito ovviamente e disse “Ti piace andare in trance Anto?” Scossi la testa e sussurrai “C’è solo una persona che non desideravo vedere.”
I suoi occhi che mi fissavano dal tavolo mi facevano rabbia, ma non riuscivo a muovermi, a parlare.
A un certo punto Stefano parlò e disse “Ma cos’è successo, è il tuo ex?” Scossi la testa “E’ più complicato. Tra noi era un rapporto strano, che andava al di là dell’amicizia, almeno lui dimostrava così. E tutto a un tratto non mi ha più parlato, detto sbrigativamente.” Le parole uscivano in fretta dalla mia bocca con tono piatto.
Stefano fissò LUI, che per la prima volta notò chi c’era attorno a me.
Anna disse “andiamo via”.
Io risposi testardamente “io resto, andate via” Anna fece per prendermi per protarmi via ma vidi Carmine fermarla e dirle “lascia che risolva” Lei cercò di ribellarsi, ma alla fine andò via con Carmine,Marco e Danilo.
Guardai Stefano e dissi “tu non vai?” scosse la testa e disse “Meglio che resti qui, in caso di una crisi.” Lo guardai, per la prima volta distraendomi da LUI, e sorrisi. In un momento come quello. Incredibile.
All’improvviso una vocina nella mia testa mi disse Vai, vai da lui e parlagli.
Mi avvicinai a Stefano e gli dissi “Aspettami qua okay?”
Lui rise e disse “non scappo”.
Mi alzai e tremando mi avvicinai e dissi “Ciao.”
Alzò gli occhi dalla birra e disse “ciao. Non avrei mai creduto di trovarti qua.”
“Sono in vacanza. Anzi, non ti dovrei alcuna spiegazione, dato che tu quel ***** di giorno hai deciso di non parlarmi più” Sentivo le lacrime che cominciavano a scendere, reazione immediata ad averlo lì, di fronte a me.
Lui mi guardò e disse “E’ complicato.”
A sguardo basso dissi “Perché? Spiegami.”
Lui disse “Va bene lo farò. Il mio migliore amico, che tu conosci, beh ecco lui era pazzo di te.”
Che ragione era quello perché LUI non doveva più parlarmi?
Io dissi “e allora?” mi guardò “era geloso di noi.” Vide che stavo per fargli un’altra domanda e mi disse “Il nostro rapporto lo faceva star male, dato che non era affatto come quello che aveva con te. E mi ha pregato di non parlarti più. Io l’ho fatto, è il mio migliore amico, ora ti sto parlando solo perché non c’è”
Ma non me lo poteva dire in qualche modo? Come aveva potuto farmi soffrire così senza dire niente? Taglio netto, certo.
Il dolore scorreva nel sangue che pulsava più che mai, avevo pure la nausea. Perfetto. Sentii delle braccia sorreggermi e poi un annebbiamento.
Mi risvegliai dopo poco.
Sapevo di chi erano quelle braccia che prima mi avevano retto e sorrisi a Stefano e dissi “grazie, ora sto meglio”.Evitavo di guardare dall’altra parte. Sapevo tutto ormai, per lui non era stato doloroso come per me, no per niente. Volevo solo andare via.


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Vecchio 21-11-2009, 21:39   #4 (permalink)
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predefinito Re: Scegli me, scegli me, scegli me. Fallo e basta. Ti prego.

A volte mi chiedo se sono stata io l'illusa nei mesi passati, o è stato lui a renderli così.


Capitolo 4

Intanto Carmine,Anna,Marco e Danilo si erano fermati nel parco davanti a casa di Carmine.
Dani chiese a Pedro(Marco) “Non è che mi accompagneresti a prendere le sigarette?”
Pedro lo guardò sbuffò e accettò.
Ka disse ridendo rivolto ad Annì “E così rimasero soli nel bel mezzo della notte”
Annì lo guardò fisso negli occhi, ma appena vide il suo sguardo ricambiare, lo abbassò e disse “Eggià..che si fa? Hai qualche idea?”
Ka aggiunse “L’unica è quella di parlare per conoscersi un po’”
Anna lo guardò e disse “Okay, niente domande strane però u_ù”
Lui rise, anche con gli occhi, un vero sorriso, e disse “Mmm che peccato volevo divertirmi..” , Anna si allontanò dalla panchina, ovviamente per scherzo, facendo una faccia allarmata, come se fosse spaventata da ciò che aveva detto.
Lui la fissò e disse “ti sei spaventata?” si alzò allarmato e le si avvicinò.
Lei notò la viva preoccupazione negli occhi di lui e scoppiò a ridere dicendo “scherzetto” lui sbuffò e disse “Giusto per farmi notare che non apprezzi le mie battute” lei rispose a tono “No, giusto per farti notare che mi diverto”.
Scoppiarono entrambi a ridere e lui disse “Bene, nome, cognome, data di nascita, residenza,hobby,situazione sentimentale e chi più ne ha più ne metta” Lei rise e disse “Lo devo fare davvero?” Lui annuì ridendo e disse “Per divertirsi. Dopo lo faccio anch’io.”
Si misero seduti sulla panchina e si misero a parlare, ogni tanto, anzi più di ogni tanto, lo sguardo magnetico di lui si posava su di lei, che cercava di non lasciar trasparire l’evidente emozione a star da sola con quel nuovo ragazzo.
Sarebbe stato come quell’altro? Sperava proprio di no, in quel momento il cuore di Annì era pieno di una nuova e fondata speranza.
Sperava di trovare qualcosa di diverso, qualcosa da renderla felice come mai.
Chi l’avrebbe mai detto?
Quella serata la finirono soli, dato che gli altri, vedendoli che ridevano assieme li lasciarono soli.
Lui la riportò in hotel e disse “Notte Annì, felice di averti conosciuta.” La abbracciò, il ragazzo era caldo, confortante.
Lei disse a voce bassa “Notte anche a te Carmine, e a domani”.




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Vecchio 25-11-2009, 15:13   #5 (permalink)
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In questo momento lo picchierei odio quando mi fissi.





Capitolo 5

Mi diressi fuori dal bagno, guardando solo davanti ai miei piedi ma sapendo che qualcuno mi seguiva.
Allora non gli ero mai piaciuta, nemmeno un poco.
Non mi aveva neanche considerato mai una grande amica.
Avevo appena avuto la conferma.
Mi aveva illuso per mesi: con i gesti, le parole e gli sguardi.
Come potevo ancora sopportare tutto questo? Semplice, lo amavo. Un amore troppo grande, forse, ma l’irrazionalità dell’amore si dice che sia la cosa più bella al mondo.
La sua voce mi tolse dai pensieri “C’è un ultima cosa che devo dirti, in privato” Disse guardando il mio nuovo amico.
Ste si avvicinò a me e disse “ti aspetto fuori, ti riaccompagno io”
Uscì, il ragazzo senza nome mi fece di nuovo sedere e io dissi “allora, cos’altro vuoi dirmi? Qualche particolare in più per farmi capire che di me non ti è mai importato niente?” Le mie parole erano dure, ma sincere.
Lui mi fissò, sorpreso e disse con il tono con cui parlava quand’era arrasbiato “Ma cosa stai dicendo!”
Io “Capisco che lui è importante, è il tuo migliore amico. Ma facendo in questo modo non hai dimostrato altro che menefreghismo nei miei confronti”
Lui disse, ormai infuriato “Come puoi pensare che di te non m’importi? Non hai mai pensato che i gesti che ho fatto li ho fatti sempre e solo perché ho sempre tenuto a te?”.
Le parole arrivarono dritte al cuore e qualcosa si sistemò con voce laconica riposi “Allora proprio per questo dovevi fare qualcosa. Io ho sofferto, ma non starò qui a ripetertelo. Tanto da quanto ho capito se ci fosse lui qui tu faresti finta che io non esista. Quindi un’ultima cosa.”
Era così difficile dirgli che l’amavo?
Non sarebbe stato un comportamento troppo irrazionale?
Perché non potevo costruirmi un nuovo rapporto con lui?
Per poi soffrire un’altra volta, già.
Saggiamente lo fissai e dissi “Addio” reprimendo quella dannata voglia di dirgli la verità.
Uscii dal locale e scoppiai a piangere. Le gambe mi tremavano, come altre volte che avevo pianto per lui.
Ma stavolta c’era Stefano a sorreggermi. Nella notte ascoltò le mie lacrime.
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Vecchio 29-11-2009, 20:02   #6 (permalink)
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M-A-L-E-D-U-C-A-T-O.


Capitolo 6

Mi riportò in hotel e mi disse “Sicura che non ti serve altro?”
Lo guardai negli occhi, ancora gonfi e dissi “Sicura, sei stato troppo gentile con me. E pensare che ci conosciamo appena”.
Lui fece una risata leggera e disse “Di solito non sono così, il mio istinto è diverso.”
Sorrisi e dissi “Beh, sono contenta che tu sia così con me. Grazie ancora, a domani”:
Si avvicinò, istintivamente e mi abbracciò. L’abbraccio di un amico mi serviva.
Corsi su in camera, Anna stava scrivendo al telefonino, dissi “sono tornata”
Mi abbracciò anche lei, forte, per farmi sentire che c’era; questo lo sapevo bene. Se non ci fosse stata lei sarei crollata, lei era la mia forza.
Le dissi “Non gli ho detto niente, non ne valeva la pena. Ho solo detto addio.” Le lacrime si rigettarono ancora per tutta la notte, soffocate sul cuscino con un’amica che non mi avrebbe mai abbandonato.
La mattina dopo mi svegliai, cercando di capire ciò che era successo, rimettendo assieme i pezzi e mi ricordai che appena si fosse svegliata Annì le avrei dovuto chiedere della SUA serata.
Cercavo di evitare la parte del mio pensiero dedicata a lui.
Mi raccontò per filo e per segno cos’era accaduto con ka, il discorso procedeva sciolto e io alla fine le dissi “Ti piace eh? Ammettilo” Lei mi guardò e disse “Credo sia presto per dire se mi piace o meno, ci conosciamo appena. Però m’intriga e non poco.” Io la guardai e risi.
Ogni giorno, fino alla fine della vacanze, sperammo di rivederli. Ma niente, sembrava che ce li fossimo immaginati.
Chi aveva il coraggio di chiamarli?
Ultimo giorno di vacanza a Milano, alle 18 avevamo il treno.
Eravamo in giro per le ultime compere, quando sentimmo una voce chiamarci, acuta e chiara sembrava tanto Pedro. E difatti era lui con gli altri tre, noi li guardammo male, ovviamente per scehrzo, infatti in realtà eravamo contente di vederli.
Dani ci venne incontro abbracciandoci e disse “Sapete com’è abbiamo avuto degli imprevisti con la casa discografica e allora…”
Coloro che ci avevano reso la vacanza migliore erano tornati.
Ci sedemmo su delle panchine che erano lì vicino, e dopo un paio di domande su come andavano le cose, Pedro propose una cosa “Dato che Carmine ha una casa qui vicino e voi fra poche ore dovete partire, che ne dite se andiamo da lui a vedere un film?” Io e Anna accettammo entusiaste l’idea.
Appena entrammo in casa appoggiammo sfinite le valigie a terra; e Anna mi disse “Ho sete, vado a bere. Carminee mi puoi accompagnare nella tua cucina, dato che è un luogo a me sconosciuto?”
Carmine la prese sottobraccio e disse “Ma certo Annì”dicendolo sorrideva guardandola negli occhi. Lei fece finta di niente e prese il bicchiere d’acqua, lui intanto parlò “Allora, ritornerai presto a Milano?” Lei deglutì e disse “Sai com’è ho scuola fra una settimana, quindi direi che mi verrà un po’ difficile. Quindi se ci volete vedere dovete venire voi..” Lui la guardò fisso, serio e disse “E chi ti dice che io ti voglia vedere?” Le parole colpirono Annì nel petto che abbassò lo sguardo e disse a bassa voce “certo, è vero..”. Improvvisamente Carmine scoppiò in una risata fragorosa ed abbracciò Annì dicendo “Dai è ovvio che ti voglio vedere, stavo scherzando” Lei ricambiò l’abbraccio ma poi disse “La prossima volta che dici una cosa del genere per scherzo ti tiro qualcosa in testa!” Lui sbuffò e disse “Tanto non ci arrivi” ANnì lo guardò torva e disse “Sai, se la smettessi di prendermi in giro mi passerebbe anche la voglia ma tu non fai che stuzzicarla” si guardarono per un altro attimo torvamente e poi scoppiarono nuovamente a ridere.
Intanto io mi buttai sul divano, ero eccessivamente stanca, avevo solo voglia di dormire quando sentii una voce che mi disse “Stai meglio vero?” Mi voltai verso Ste, che mi stava guardando e dissi “Si, grazie. Tu stai bene?” Fece cenno di sì con il capo. Per la prima volta notai che nella sua gentilezza c’era qualcosa di strano, già lui mi aveva detto che era con me che faceva così, ma perché? Mi incantai nei miei pensieri, e, senza accorgermene lo fissai.
Per fortuna Dani e Pedro arrivarono in salotto, dato che lui stava per dirmi qualcosa dle genere “Non fissarmi” a mio parere.
Li guardai e dissi “Che si guarda?” Dani fede scorrere i dvd tra le sue mani “Allora una notte al museo, silent hill, signore degli anelli…” Io feci una smorfia e dissi “Mi dispiace troppo rifiutare la terza offerta, ma è troppo lungo e se lo metti su occupo casa di Carmine fino a che non me li vedo tutti e tre di fila.” Scoppiarono tutti a ridere, e ridendo arrivarono anche Annì e Carmine.
Pedro disse “Grazie di degnarci della vostra presenza”
Guardammo il film in silenzio e il tempo trascorse velocemente, decisero di accompagnarci alla stazione, ci abbracciarono, ci strinsero come se fossimo amiche che conoscono da anni, anziché da giorni.
Vidi Carmine ed Anna stringersi in un abbraccio più forte rispetto agli altri, vedevo il dolore negli occhi suoi, di lasciare quel nuovo sollievo.
La lacrima scappò, ma non davanti a loro fortunatamente.
Le vacanze natalizie finirono, il freddo aumentava e anche la neve.
Quei ragazzi non si facevano sentire da troppo tempo, eravamo stati per loro solo un passatempo?




I commenti non è che mi facciano schifo, eh.
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