<<Dai, non te la prendere con me, io che ho fatto?>>, si sedette vicino a me. io invece mi alzai, isterica e nervosa.
<<Niente, è colpa di Diego! Lo odio, lo detesto! Mi regali Luca?>>, feci insofferente.
<<Sai che non posso, lo amo>>, sorrise, <<ma se mai ti spiego che devi fare col fratello>>.
<<Oh, sì, ti prego. Hai trovato un modo doloroso per ucciderlo come ti avevo chiesto l’altro giorno?>>, ad un tratto mi entusiasmai. Ok, ammetto che ogni tanto ci andavo pesante.
Dalla faccia di Chiara capii che l’idea di farlo fuori non la allettava quanto me, purtroppo.
<<No, direi proprio di no. Però posso dirti con certezza che non lo odi affatto, e lui non odia te>>, si fece seria.
<<Ma che stai dicendo?! Non ricordi nulla di quello che mi dice? Giorni fa aveva da ridire perfino sul mio modo di vestire, odia le mia VANS! Io amo le mie Vans! Lui non ha il diritto di farlo, eppure se ne frega. Ergo, mi odia. Prende in giro il mio modo di cantare, di suonare, e io vivo di questo!>>
<<Si, ma, cara mia, nei tuoi buoni venti anni non hai imparato nulla sulla ottusità dei maschi? Più ti odiano, più ti amano>>.
<<Cretinate! Luca non è così!>>, ribattei.
<<Ma Luca è un caso a parte! Lasciamo stare quel poraccio!>>
Aveva ragione su questo. Luca era il ragazzo più dolce che avessi mai incontrato.
<<Ora fammi parlare, per favore. Ragioniamo un attimo insieme. Chi è Diego?>>
<<Un deficiente?>>, alzai un sopracciglio, disgustata.
<<Metti un secondo da parte quest’odio, tutt’altro che represso direi, per piacere? Adesso rispondi seriamente. Chi è Diego?>>
<<Il fratello di Luca… e il suo contrario>>, mi arresi.
<<Esatto! E su cosa ti prende in giro? Non dire “su tutto”>>.
<<Sulle cose che amo di più>>.
<<E perché vuole sminuire ciò che ami di più? non perché ti odia, rifletti, se ti odiasse non ti verrebbe dietro come un cagnolino ovunque vai, ti starebbe lontano. Lui semplicemente dimostra in questo modo il bene che ti vuole. Non te lo dice perché pensa di non interessarti.
<<E ci ha preso in pieno!>>, la bloccai.
<<Fammi finire>>, fece con uno sguardo minaccioso, <<L’odio che ti mostra è solo per nascondere l’amore che in realtà prova…>>
<<Questo è ridicolo! Basta, non voglio più ascoltarti. Voglio ucciderlo. Anzi, penso proprio che andrò a menarlo oh, sì, gliele darò di santa ragione a quell’ignorante che non sa neanche cosa significa “please”>>. Di certo mi ero sfogata, ma non avevo finito.
Uscii dalla cucina e mi incamminai velocemente verso la porta.
<<Dove vai? Ferma! Sono in concerto adesso!>>, disse seguendomi.
<<Se n’è andato 15 minuti fa. Al massimo sta andando al teatro. Mmh, lo raggiungo lì. Sarà un omicidio con i fiocchi!>>, sorrisi maleficamente, e uscii da casa.
Sentii Chiara mormorare a mascella serrata: <<Povero Diego, speriamo bene…>>
Mi catapultai in macchina e partii in quinta.
Adesso mi sentiva quel cretino. Ogni secondo che passava lo odiavo di più. più assurdità di quelle che aveva detto Chiara erano solo quelle che si inventavano le fans. Sempre appiccicate come sanguisughe. “Diego di qua, Diego di là”. Ma perché non tornavano a casa che alle 21 avevano il coprifuoco? E lui faceva il cascamorto ovviamente. Eh, ti pare che rifiutava una carezza.
Ecco il teatro! Oh, quante ne avrebbe prese!
Parcheggiai in doppia fila e corsi verso l’entrata. La gente era ancora in fila fuori. Io sorpassai tutti, ma la guardia non voleva lasciarmi passare. Mi teneva per un braccio.
<<Ehi! Lasciami! Io conosco i ragazzi!>>, cercavo di divincolarmi, ma quello era un cristone alto due metri. Fortunatamente Luca passava lì vicino, e quando mi vide disse alla guardia di farmi passare.
<<Grazie, molto gentile>>, feci sarcastica, quando mi lasciò il braccio.
<<Marty, che fai qui? Non sapevo che venissi>>, disse confuso.
<<No, tranquillo, sono venuta a suonarle a Diego>>, dissi seria. <<Puoi dirmi dov’è?>>
<<Certo, è in camerino. Ah, mi raccomando, dagliele anche da parte mia>>, rise.
<<Motivo?>>
<<Inventalo. Ci meniamo per poco>>, ammiccò.
<<Perfetto>>, mi girai dalla parte opposta e imboccai il corridoio per il backstage.
<<Diego!>>, lo chiamai. Niente, non lo sentivo e non lo vedevo. <<Diego!>>
<<Chi è che mi chiama?>>, era lui.
<<Idiota!>>, mi avvicinavo sempre di più.
<<Marty, sei tu? Il tuo affetto mi riempie il cuore di gioia! Ci siamo lasciati mezzora fa, ti mancavo?>>, fece sarcastico.
Eccolo lì, ancora neanche era pronto per il concerto. Se ne stava fermo, impalato a fissarmi con quella sua solita aria da “sono meglio io di te” e aveva un sorriso prepotente che odiavo.
<<Tu, mancavi a me? ma nemmeno nei tuoi sogni più remoti!>>
<<Allora perché sei qui?>>
<<E tu perché eri da me oggi? Sapevi che Luca e Chiara non c’erano perché non erano insieme oggi!>>, lo accusai.
<<Io… io…>>, balbettava confuso.
<<Ah!>>, beccato!
<<Beh, cosa vorresti dimostrare con ciò?>>
<<Niente…>>, mormorai a testa bassa.
<<Quindi sei venuta qui per non dirmi niente?>>
<<Esatto… e ora me ne vado>>. Ma che mi succedeva? Ero confusa io? E da quando parlavo con Diego e non capivo più nulla? E perché non me ne andavo, ma rimanevo lì imbambolata davanti a lui?
<<Marty devo dirti una cosa>>, si avvicinò. Era quasi serio.
<<Oh, no>>, spalancai gli occhi e indietreggiai.
<<No cosa?>>, chiese.
<<Non dirmi nulla>>, lo pregai.
<<No, seriamente, è importante. Prima di tutto volevo dirti che mi dispiace>>. Non potevo credere a quello che avevo sentito. Diego era dispiaciuto. E per qualcosa che riguardava me?! Ero impietrita davanti a lui.
<<Ti chiedo scusa se ti ho offesa…>>
<<Se mi ha offesa?>>, alzai la voce, <<Se mi hai offesa?? Oh, santissimo, e usi il “se”? Tu non mi h ai offesa, mi hai semplicemente lacerata! Ti rendi conto che ogni giorno accanto a te è stato infernale? Non ti sei mai accorto che quello che dicevi mi faceva male? Sì, ok che ti rispondevo e ti mandavo a quel paese molto fieramente, aggiungerei, ma volevo solo nascondere la verità>>
<<E qual è la verità?>>
<<La verità… è che io una volta ti stimavo , e tanto. Poi hai deciso di non sopportarmi e hai cominciato a trattarmi malissimo, e…>>
<<E tu sei una dura>>, sorrise lui, ma non era un sorriso arrogante. Era un sorriso che non avevo mai visto sulla bocca di Diego.
<<Beh, non potevo lasciare che…>>
<<Un porcospino coi capelli a panettone. Così mi chiamasti al primo litigio>>, disse nostalgico.
<<Non potevo lasciare che mi offendessi senza motivo, così inventai anch’io delle ragioni per odiarti>>, quasi quasi sorridevo… Ma non volevo farlo!
<<C’è un motivo se mi accanivo così contro di te>>, tornò serio.
<<Non lo dire, ti prego>>, lo supplicai.
<<Perché?>>
<<Siamo troppo diversi Diè…>>, e da quando gli davo “soprannomi” che non lo deridessero? Non mi riconoscevo più.
<<Marty…>>. Perché si avvicinava?








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Spero vi piaccia 





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