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    Predefinito C’era una volta Amore.

    Ragazzeee! E' troppo tempo che non mi presento con una shot! Eccovi questa allora! Diciamo che è da ridere va' Spero vi piaccia



    L'amore gioca brutti scherzi... Ma avete mai pensato che magari la colpa della nostra sofferenza va... a una mira sbagliata?


    C’era una volta Amore.
    Ad Amore piaceva insinuarsi negli animi infelici e donare felicità a chi ne ha bisogno.
    Un giorno vide una triste ragazza in cerca della sua anima gemella e pensò bene di aiutarla a raggiungerla. Scoccò la sua freccia e colpì tanto fortemente che lei se ne accorse. Da quel momento fu diversa: gli occhi le brillavano, le faceva male lo stomaco, era perennemente “sulle nuvole”. Ma dopo un po’ divenne triste, perché l’anima che cercava non era accanto a lei. Non la trovava da nessuna parte.
    Amore allora intervenne di nuovo e fece incontrare i due innamorati. Fu tanto grande l’emozione che i due pensavano di conoscersi da sempre e sapevano che non si sarebbero MAI separati, che si sarebbero amati per Sempre.
    Amore, soddisfatto e contento per le due anime, tornò sui suoi passi e si occupò di chi altro aveva bisogno di lui…
    …E vissero tutti felici e contenti.
    Fine.


    Magari andasse così, vero? Tutti lo speriamo, lo sogniamo la notte. Ma purtroppo non sempre siamo aiutati. Anzi, il più delle volte ci ritroviamo soli… a riflettere. Quello che provo è vero amore? È giusto andare avanti per questa strada? E se poi soffro?
    Ciò che sto per raccontare è, infatti, una sudata e difficile, ma intensa storia di un amore impossibile.

    <<Ti odio!>>, uscii dalla stanza sbattendomi la porta alle spalle, urlando come non mai. Ma qualcuno la aprì. <<Diego, basta, mi hai stancato! Non ti sopporto più!>>, continuai, nera dalla rabbia.
    <<Eh, no, cara, non ti sopporto io!>>
    <<Perfetto, allora perché stai ancora qua? Vattene, fammi il piacere!>>, feci scorbutica al massimo.
    <<Volevo solo avere l’ultima parola>>, rispose anche lui nero in viso, <<E ora puoi anche andartene>>, incrociò serio le braccia.
    <<Ma questa è casa mia!>>, adesso stava proprio esagerando, <<Sparisci dalla mia vista, subito!>>, urlai tanto che ebbi la sensazione che le mie corde vocali potessero scoppiare da un momento all’altro.
    <<Bene!>>, fece isterico.
    <<Bene!>>, sottolineai.
    Mi guardò con occhi rossi e svelto uscì dalla porta principale.
    <<Arrogante, stupido… idiota!>>, esclamai tra me e me con tutta la cattiveria che avevo in corpo.
    <<Guarda che ti ho sentito!>>. Ancora parlava?
    <<Cosa c’è nella parola “VATTENE” che non comprendi bene?>>
    <<La parte in cui me ne vado!>>.
    <<Dio santo, aiutami tu, ti prego>>, alzai il viso al cielo, esausta.
    Mi diressi di fretta in cucina e, strattonando la sedia, mi sedetti incrociando le braccia.
    Che cosa dovevo fare? Non sopportavo più Diego, litigavamo sempre. Oh, come non lo sopportavo! Ma… un momento! Io non l’avevo MAI sopportato! Ancora non capivo perché Luca cercasse sempre di placare le acque. Era inutile!
    Poi, come se non bastasse, non potevo fare un passo che Diego mi seguiva. E sempre per controbattere! Non gli stava bene nulla di quello che facessi o dicessi. Aveva da ridire su ogni santissima cosa che accadeva. E soprattutto odiavo la sua autostima a mille che lo portava ad essere ancora più arrogante di quanto già non fosse. Insomma, avessi potuto scegliere se liberarmi di lui o tenermelo intorno, avrei di gran lunga preferito che una macchina lo avesse investito. E Luca che continuava a dire che dovevamo imparare a capirci. Quello poi era un altro che di cavoli suoi se ne faceva tanti! Ironicamente parlando. Era il “dovevamo” che non mi piaceva. Perché dovevo fare qualcosa che non avevo nessuna intenzione di fare? Non potevo semplicemente star lontana da Diego il più possibile come avevo sempre fatto? Senza parlare del fatto che avevo sempre avuto una cotta per Luca e non glielo avevo mai detto. Poi quando ha trovato la sua “anima gemella”, cosa che io stavo ancora cercando, ho deciso di tacere la cosa per sempre.
    Ma non per questo dovevo beccarmi il fratello deficiente! Oh, no. Luca aveva proprio capito male. Io e Diego eravamo troppo lontani, come l’Egitto e la Tanzania, due opposti come il giorno e la notte, lui si riteneva perfetto, io ero umilissima. Non volevo assolutamente avere a che fare con un prepotente, egoista, apatico. Era l’ultimo dei miei pensieri.
    Improvvisamente sentii dei passi, poi di fronte a me apparve Chiara, la mia migliore amica.
    <<Ehi, anima gemella di Luca, stavo proprio pensando a te>>, la mia sembrava più un accusa, dal tono di voce.
    <<E’ un onore o devo sentirmi in colpa?>>, fece spaventata.
    <<Non lo so… Tutte e due forse>>.
    <<Perché?>>
    <<Devo forse ricordarti che per colpa tua ora Luca cerca di sistemarmi con Diego?>>. Forse dal nome di Diego capì che scherzavo nell’incolparla… certo, fino a un certo, fino a un certo punto.
    <<Ah, quindi è stato lui a lasciare la porta aperta?>>
    La guardai malissimo, quasi quanto Diego.
    <<Devo dedurre che avete di nuovo discusso per la centesima volta?>>, continuò. Mi capiva sempre.
    <<Sei veramente intelligente>>, constatai.
    <<Grazie>>, sorrise lei soddisfatta.
    <<Non volevo essere gentile, stavo solo analizzando i fatti>>, terminai brusca.

  2. #2
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    Predefinito Re: C’era una volta Amore.

    <<Dai, non te la prendere con me, io che ho fatto?>>, si sedette vicino a me. io invece mi alzai, isterica e nervosa.
    <<Niente, è colpa di Diego! Lo odio, lo detesto! Mi regali Luca?>>, feci insofferente.
    <<Sai che non posso, lo amo>>, sorrise, <<ma se mai ti spiego che devi fare col fratello>>.
    <<Oh, sì, ti prego. Hai trovato un modo doloroso per ucciderlo come ti avevo chiesto l’altro giorno?>>, ad un tratto mi entusiasmai. Ok, ammetto che ogni tanto ci andavo pesante.
    Dalla faccia di Chiara capii che l’idea di farlo fuori non la allettava quanto me, purtroppo.
    <<No, direi proprio di no. Però posso dirti con certezza che non lo odi affatto, e lui non odia te>>, si fece seria.
    <<Ma che stai dicendo?! Non ricordi nulla di quello che mi dice? Giorni fa aveva da ridire perfino sul mio modo di vestire, odia le mia VANS! Io amo le mie Vans! Lui non ha il diritto di farlo, eppure se ne frega. Ergo, mi odia. Prende in giro il mio modo di cantare, di suonare, e io vivo di questo!>>
    <<Si, ma, cara mia, nei tuoi buoni venti anni non hai imparato nulla sulla ottusità dei maschi? Più ti odiano, più ti amano>>.
    <<Cretinate! Luca non è così!>>, ribattei.
    <<Ma Luca è un caso a parte! Lasciamo stare quel poraccio!>>
    Aveva ragione su questo. Luca era il ragazzo più dolce che avessi mai incontrato.
    <<Ora fammi parlare, per favore. Ragioniamo un attimo insieme. Chi è Diego?>>
    <<Un deficiente?>>, alzai un sopracciglio, disgustata.
    <<Metti un secondo da parte quest’odio, tutt’altro che represso direi, per piacere? Adesso rispondi seriamente. Chi è Diego?>>
    <<Il fratello di Luca… e il suo contrario>>, mi arresi.
    <<Esatto! E su cosa ti prende in giro? Non dire “su tutto”>>.
    <<Sulle cose che amo di più>>.
    <<E perché vuole sminuire ciò che ami di più? non perché ti odia, rifletti, se ti odiasse non ti verrebbe dietro come un cagnolino ovunque vai, ti starebbe lontano. Lui semplicemente dimostra in questo modo il bene che ti vuole. Non te lo dice perché pensa di non interessarti.
    <<E ci ha preso in pieno!>>, la bloccai.
    <<Fammi finire>>, fece con uno sguardo minaccioso, <<L’odio che ti mostra è solo per nascondere l’amore che in realtà prova…>>
    <<Questo è ridicolo! Basta, non voglio più ascoltarti. Voglio ucciderlo. Anzi, penso proprio che andrò a menarlo oh, sì, gliele darò di santa ragione a quell’ignorante che non sa neanche cosa significa “please”>>. Di certo mi ero sfogata, ma non avevo finito.
    Uscii dalla cucina e mi incamminai velocemente verso la porta.
    <<Dove vai? Ferma! Sono in concerto adesso!>>, disse seguendomi.
    <<Se n’è andato 15 minuti fa. Al massimo sta andando al teatro. Mmh, lo raggiungo lì. Sarà un omicidio con i fiocchi!>>, sorrisi maleficamente, e uscii da casa.
    Sentii Chiara mormorare a mascella serrata: <<Povero Diego, speriamo bene…>>
    Mi catapultai in macchina e partii in quinta.
    Adesso mi sentiva quel cretino. Ogni secondo che passava lo odiavo di più. più assurdità di quelle che aveva detto Chiara erano solo quelle che si inventavano le fans. Sempre appiccicate come sanguisughe. “Diego di qua, Diego di là”. Ma perché non tornavano a casa che alle 21 avevano il coprifuoco? E lui faceva il cascamorto ovviamente. Eh, ti pare che rifiutava una carezza.
    Ecco il teatro! Oh, quante ne avrebbe prese!
    Parcheggiai in doppia fila e corsi verso l’entrata. La gente era ancora in fila fuori. Io sorpassai tutti, ma la guardia non voleva lasciarmi passare. Mi teneva per un braccio.
    <<Ehi! Lasciami! Io conosco i ragazzi!>>, cercavo di divincolarmi, ma quello era un cristone alto due metri. Fortunatamente Luca passava lì vicino, e quando mi vide disse alla guardia di farmi passare.
    <<Grazie, molto gentile>>, feci sarcastica, quando mi lasciò il braccio.
    <<Marty, che fai qui? Non sapevo che venissi>>, disse confuso.
    <<No, tranquillo, sono venuta a suonarle a Diego>>, dissi seria. <<Puoi dirmi dov’è?>>
    <<Certo, è in camerino. Ah, mi raccomando, dagliele anche da parte mia>>, rise.
    <<Motivo?>>
    <<Inventalo. Ci meniamo per poco>>, ammiccò.
    <<Perfetto>>, mi girai dalla parte opposta e imboccai il corridoio per il backstage.
    <<Diego!>>, lo chiamai. Niente, non lo sentivo e non lo vedevo. <<Diego!>>
    <<Chi è che mi chiama?>>, era lui.
    <<Idiota!>>, mi avvicinavo sempre di più.
    <<Marty, sei tu? Il tuo affetto mi riempie il cuore di gioia! Ci siamo lasciati mezzora fa, ti mancavo?>>, fece sarcastico.
    Eccolo lì, ancora neanche era pronto per il concerto. Se ne stava fermo, impalato a fissarmi con quella sua solita aria da “sono meglio io di te” e aveva un sorriso prepotente che odiavo.
    <<Tu, mancavi a me? ma nemmeno nei tuoi sogni più remoti!>>
    <<Allora perché sei qui?>>
    <<E tu perché eri da me oggi? Sapevi che Luca e Chiara non c’erano perché non erano insieme oggi!>>, lo accusai.
    <<Io… io…>>, balbettava confuso.
    <<Ah!>>, beccato!
    <<Beh, cosa vorresti dimostrare con ciò?>>
    <<Niente…>>, mormorai a testa bassa.
    <<Quindi sei venuta qui per non dirmi niente?>>
    <<Esatto… e ora me ne vado>>. Ma che mi succedeva? Ero confusa io? E da quando parlavo con Diego e non capivo più nulla? E perché non me ne andavo, ma rimanevo lì imbambolata davanti a lui?
    <<Marty devo dirti una cosa>>, si avvicinò. Era quasi serio.
    <<Oh, no>>, spalancai gli occhi e indietreggiai.
    <<No cosa?>>, chiese.
    <<Non dirmi nulla>>, lo pregai.
    <<No, seriamente, è importante. Prima di tutto volevo dirti che mi dispiace>>. Non potevo credere a quello che avevo sentito. Diego era dispiaciuto. E per qualcosa che riguardava me?! Ero impietrita davanti a lui.
    <<Ti chiedo scusa se ti ho offesa…>>
    <<Se mi ha offesa?>>, alzai la voce, <<Se mi hai offesa?? Oh, santissimo, e usi il “se”? Tu non mi h ai offesa, mi hai semplicemente lacerata! Ti rendi conto che ogni giorno accanto a te è stato infernale? Non ti sei mai accorto che quello che dicevi mi faceva male? Sì, ok che ti rispondevo e ti mandavo a quel paese molto fieramente, aggiungerei, ma volevo solo nascondere la verità>>
    <<E qual è la verità?>>
    <<La verità… è che io una volta ti stimavo , e tanto. Poi hai deciso di non sopportarmi e hai cominciato a trattarmi malissimo, e…>>
    <<E tu sei una dura>>, sorrise lui, ma non era un sorriso arrogante. Era un sorriso che non avevo mai visto sulla bocca di Diego.
    <<Beh, non potevo lasciare che…>>
    <<Un porcospino coi capelli a panettone. Così mi chiamasti al primo litigio>>, disse nostalgico.
    <<Non potevo lasciare che mi offendessi senza motivo, così inventai anch’io delle ragioni per odiarti>>, quasi quasi sorridevo… Ma non volevo farlo!
    <<C’è un motivo se mi accanivo così contro di te>>, tornò serio.
    <<Non lo dire, ti prego>>, lo supplicai.
    <<Perché?>>
    <<Siamo troppo diversi Diè…>>, e da quando gli davo “soprannomi” che non lo deridessero? Non mi riconoscevo più.
    <<Marty…>>. Perché si avvicinava?
    Ultima modifica di sammi fainello; 24-04-2011 alle 23:31

  3. #3
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    Predefinito Re: C’era una volta Amore.

    <<Che cosa vuoi fare?>>, sparai spaventata. Perché eravamo tanto vicini da poterci toccare? Mai stata così vicina a Diego.
    <<Ehi, stai lontano, mi fai ancora ribrezzo>>, dissi. Ma sembrava non ascoltarmi. Perché doveva sempre fare di testa sua? Forse avevamo quasi chiarito e lui non mi ascoltava.
    <<Dai Diè…>>, fiato sprecato perché tanto mi bloccò. A questo punto potevamo sfiorarci davvero.
    <<Sta’ un po’ zitta>>, fece più serio del solito.
    <<Non voglio stare zitta. Perché dovrei stare zitta? Parliamo invece!>>
    <<Io non voglio parlare>>, non appena finì la frase, che io non compresi bene fino al secondo dopo, mi avvicinò violentemente a lui e mi tappò la bocca… sul serio stavolta. Mi faceva così schifo il pensiero delle sue labbra sulle mie, eppure provavo un certo piacere ora che quel pensiero era divenuto realtà. Anche se ancora non potevo credere che il mio peggior incubo avesse preso forma… una forma molto piacevole. Ok, perché nessuno si staccava? Era durato abbastanza a lungo, anche troppo per i miei gusti. Ma perché non mi allontanavo io? Provai, giuro, ma le sue labbra erano troppo invitanti, sempre più, e ora la situazione cominciava a farsi seria. Ora i suoi baci non mi saziavano più, volevo qualcos’altro. Volevo Diego, strano a dirsi, ma lo volevo mio, tutto. Se l’avessi pensato anche solo un giorno prima probabilmente mi sarei fatta rinchiudere in un manicomio con tanto di camicia di forza. Ma ora era lì, e non si staccava da me. Non potevo farmelo scappare. Quando i baci cominciarono a farsi più piccanti lo allontanai, ma per poco. Volevo solo un po’ di spazio per controllare bene la stanza. Vuota. Porta chiusa. Grande! Tornai vicino a Diego e senza pensarci due volte passai all’attacco. Diego a petto nudo non l’avevo mai immaginato, e sinceramente non capivo perché adesso ne avevo una voglia pazzesca. Sapevo solo che ero affamata di lui.
    <<Tu sei pazza>>, sorrise lui quando mi allontanai per due secondi.
    <<Forse. Ma carpe diem, tesoro>>, feci in tempo a rispondere e a vedere Diego sorridere, che ero di nuovo appiccicata a lui.
    <<Diego muoviti, devi prepararti>>, improvvisamente si aprì la porta e Luca ci colse in flagrante.
    <<Ma che cosa… No. Non credo ai miei occhi>>, rise Luca.
    Fui costretta a ricompormi, purtroppo , ma non mi voltai verso la porta. Rimasi ad ammirare e rimirare Diego.
    <<Luca potrei anche mandarti a quel paese. Non sai bussare? Non ci vuole mica una scienza!>>, disse furibondo. Forse lo ero anch’io.
    <<Va beh, scusate, la prossima volta vado da solo sul palco>>, ribatté il Biondo.
    <<Non ho detto questo. Va beh, tanto è inutile. Arrivo subito>>, fece il fratello rimettendosi la maglietta. Guardò male Luca che era rimasto sulla porta e ci guardava con un sorriso a 32 denti, forse un po’ divertito. Finalmente aveva raggiunto il suo scopo malefico.
    <<Ci vediamo dopo>>, mi disse il Moro. Ora il suo sguardo era diverso. Non era più arrogante, ma solare… quasi dolce.
    Gli strappai un altro bacio. Per poco non gli strappavo il labbro inferiore. Doveva essere MIO.
    Si diresse verso Luca, che gli diede una gomitata amichevole sul petto, e insieme sparirono.
    Cominciavo a sentire le urla delle fans che riempivano il teatro. Forse avrei visto il concerto. Armai ero lì, e amavo vederli suonare.
    Ad un tratto sentii dei passi vicini, anzi, una corsa. E apparve Luca.
    Mi raggiunse che ancora sorrideva.
    <<Marty, ti prego, promettimi che stanotte non me lo fai riportare a casa>>, ora rideva a crepapelle.
    <<Lù! Cosa vuoi insinuare con questo?!>>, risi.
    <<Niente! Ma a me ha stufato, tienilo tu>>.
    <<Solo per oggi>>, scherzai.
    <<Certo! Allora se domani non torna a casa mi devo preoccupare?!>>
    <<Ci pensiamo domani>>, risi ancora. Poi mi stampò un bacio sulla guancia.
    <<Ti voglio bene>>, disse dolcemente come solo lui sapeva fare.
    E sparì di nuovo. Pochi secondi dopo sentii che il pubblico acclamava e chiamava: Luca e Diego Fainello, i Sonohra.



    « Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende,
    prese costui de la bella persona
    che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende.

    Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
    mi prese del costui piacer sì forte,
    che, come vedi, ancor non m'abbandona.

    Amor condusse noi ad una morte.
    Caina attende chi a vita ci spense » .
    Ultima modifica di sammi fainello; 24-04-2011 alle 23:37

  4. #4
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    Predefinito Re: C’era una volta Amore.

    Questa shot è stupenda.
    Scrivi divinamente, dico davvero.
    Un bacio.
    Deb

  5. #5
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    Predefinito Re: C’era una volta Amore.

    Citazione Originariamente Scritto da Debora Brazil Visualizza Messaggio
    Questa shot è stupenda.
    Scrivi divinamente, dico davvero.
    Un bacio.
    Deb
    Grazie mille!
    E' un onore, davvero

  6. #6
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    Predefinito Re: C’era una volta Amore.

    Una meraviglia *-*
    Davvero tanti ma tanti ma tanti complimenti
    Scrivi proprio bene, lo sai?

    Alla prossima,
    Giulia.

  7. #7
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    Predefinito Re: C’era una volta Amore.

    Quanto mi è piaciuta, davvero tanto tanto (:
    Forse anche per i tratti di ironia che ci hai messo, ma davvero, mi hai stupito, mi piace molto.

    Complimenti ancora;
    Alla prossima ; )
    Un bacio
    Ge.

  8. #8
    Roadie


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    Predefinito Re: C’era una volta Amore.

    Bellissima

  9. #9
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    Predefinito Re: C’era una volta Amore.

    Eccola la mia Love **
    Come promesso eccomi qui (:
    Mmmm La Shot è Favolosa **
    Mi è piaciuta tantissimo
    Guarda che ne aspetto altre!
    Quindi non far passare i millenni prima che ne posti un'altra,, perché scrivi molto bene e le tue shot meritano di essere lette da altre persone no solo dalla scrittrice
    Ahahahhahahahahhaha
    Un bacione
    I Love you

  10. #10
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    Predefinito Re: C’era una volta Amore.

    Citazione Originariamente Scritto da giulytriler Visualizza Messaggio
    Una meraviglia *-*
    Davvero tanti ma tanti ma tanti complimenti
    Scrivi proprio bene, lo sai?

    Alla prossima,
    Giulia.
    Quanto mi è piaciuta, davvero tanto tanto (:
    Forse anche per i tratti di ironia che ci hai messo, ma davvero, mi hai stupito, mi piace molto.

    Complimenti ancora;
    Alla prossima ; )
    Un bacio
    Ge.
    Bellissima.

    Vi ringrazio davvero tanto! Non avrei mai pensato di poter leggere commenti del genere *-* Grazie


    Eccola la mia Love **
    Come promesso eccomi qui (:
    Mmmm La Shot è Favolosa **
    Mi è piaciuta tantissimo
    Guarda che ne aspetto altre!
    Quindi non far passare i millenni prima che ne posti un'altra,, perché scrivi molto bene e le tue shot meritano di essere lette da altre persone no solo dalla scrittrice
    Ahahahhahahahahhaha
    Un bacione
    I Love you
    Muahahahahahah Ero sicura che ti sarebbe piaciuta! Dopotutto, scredito Diego in modo impeccabie! xD Che cattiva
    Certo my Love! Mi metto al lavoro sti giorni e cerco di far venir fuori qualcosa di altrettanto originale
    Pure tu però eh!
    Love u always

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