Ceriano Laghetto ma con il cuore e la mente a casa di Luca e Diego
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Buon pomeriggio!!!
Dopo aver consumato il video messaggio vi posto il capitolo nuovo.. grazie per le visite ed i commenti!!!
CAPITOLO 9
Io e Paola dopo aver ordinato la pizza e dopo aver ritirato la torta ritornammo a casa e trovammo Luca e Diego a suonare, ci incantammo a guardarli dopodichè mi ricordai della torta che si stava per sciogliere così andai in cucina e la misi nel freezer poi ritornai in salotto sedendomi sul divano accanto alla mia amica; i ragazzi ci videro e smisero di suonare, appoggiarono le chitarre sull’altro divano e vennero verso di noi stampandoci un bacio sulle labbra.
“Ha chiamato tua madre e ha detto di richiamarla” disse Luca per poi riprendere “non mi sembrava molto felice” “in che senso?” chiesi con sguardo interrogativo, Luca mi guardò serio “non lo so, non mi ha voluto dire niente” disse serio; presi il telefono che avevo lasciato sul divano e cercai il numero, premetti il tasto verde e feci partire la chiamata.
Mentre aspettavo che mia madre rispondeva guardavo Luca ma non riuscivo a decifrare il suo sguardo, mi sembrava spaventato, impaurito per qualcosa che magari sarebbe successo da qui a pochi minuti; finalmente dopo un po’ di squilli mia madre rispose così distolsi lo sguardo da lui e mi concentrai sulla telefonata.
“Pronto” rispose mia madre, “pronto.. mamma, Luca mi ha detto che mi hai chiamato” dissi un po’ agitata per quello che mi doveva dire, “si, ti devo dire una cosa importante. Intanto Auguri anche da parte di tuo padre..” “ grazie” dissi interrompendola dopodichè la invitai ad andare avanti a parlare; “Fede, stamattina qualcuno che conosci molto bene mi ha fermato e mi ha detto che oggi sarebbero venuti tutti lì per festeggiare il tuo compleanno” disse, sbiancai letteralmente e gli occhi cominciarono a diventare lucidi “mamma, ho capito bene?” “si, hai capito benissimo. Vogliono rovinarti la festa, e sono intenzionati a farlo” rispose seria.
“Non mi interessa se vengono qui, possono benissimo suonare il citofono quanto vogliono tanto non gli apro. Non mi rovineranno la festa” dissi determinata più che mai dopodichè la salutai e chiusi la chiamata, mi alzai e, dopo aver appoggiato il telefono sul tavolino posto di fronte al divano, scappai in camera sbattendo la porta e mi sedetti su una cassapanca posta davanti alla finestra e mi misi a guardare fuori cercando di trattenere le lacrime.
Dopo che sono andata in camera Luca, Diego e Paola si guardarono e diventarono tristi di colpo “non possono rovinare tutto, abbiamo faticato tanto per convincerla a fare questa festa e adesso rovinano tutto? No, io non ci sto” sbottò Diego sedendosi sul divano accanto a Paola, Luca lo guardò un po’ triste ed un po’ arrabbiato “infatti non rovineranno niente, io non glielo permetterò” disse seguito a ruota da Paola “infatti basta non farli salire in casa, ma c’è un problema, la Fede deve andare a ritirare le pizze” “l’accompagno io in caso che quelli sono sotto casa” rispose il Biondo per poi andare in camera seguito dagli altri due.
Stavo guardando fuori dalla finestra immersa nei miei pensieri quando sentii la porta aprirsi così mi girai e vidi entrare tutti, Diego e Paola si sedettero sul letto mentre Luca mi si avvicinò cercando di abbracciarmi ma io mi scansai, non perché non volevo un suo abbraccio ma solo perché non volevo sporcargli la camicia bianca con il trucco.
“Che ho fatto?” domandò Luca con uno sguardo triste, lo guardai allo stesso modo “niente, non voglio sporcarti la camicia con il trucco” dissi sincera e con gli occhi lucidi, “non m’importa della camicia, esiste la lavatrice.. vieni qui”; si sedette di fronte a me e mi strinse in un abbraccio senza lasciarmi più andare, una lacrima mi sfuggì e scese lungo la guancia così mi staccai e l’asciugai dopodichè li guardai “sapevo che mi avrebbero rovinato tutto” dissi sospirando.
Paola mi guardò “non ti rovineranno niente. Basta che non gli apri e non li fai salire in casa” disse seguita a ruota da Diego “ma sanno dove abiti?” chiese lui, lo guardai e mi ricordai che la Ele sapeva la via dove abitavo perché era venuta con me a scegliere la casa; tolsi quel ricordo dalla mente e risposi “si, che lo sanno. La Ele è venuta con me a scegliere la casa, quindi, sa dove abito” “e tu non gli aprire il portone e la porta di casa” disse Luca, “è quello che farò” risposi io determinata più che mai.
“Anche perché il concerto privato lo facciamo solo per te e Paola e non per loro” disse Diego per poi proseguire “quindi, via quella faccia triste e facci un sorriso”; feci un sorriso e stavo per aprire bocca quando suona il citofono, li guardai tutti un po’ spaventata perché avevo paura che erano loro “sono arrivati” dissi in preda all’agitazione, Luca mi strinse la mano tra la sua “calmati, potrebbero essere Andy e Pietro con le loro ragazze” disse lui.
In effetti potevano essere pure loro ma io non volevo andare a rispondere al citofono così guardai Luca con uno sguardo da cucciolo “ho capito, vado io a vedere chi è” disse lui alzandosi dalla cassapanca ed andando in salotto seguito da Diego, invece Paola rimase lì con me; dopo un po’ si alzò dal letto e si sedette vicino a me “Fede, stai tranquilla che nessuno ti rovinerà niente stasera” disse lei, la guardai triste “lo spero” “comunque, cambiando discorso.. cosa ti ha regalato Luca?” chiese con il suo fare indagatore.
“Non lo so perché il regalo non me lo ha ancora dato” risposi per poi proseguire “mi ha solo detto che lo devo indossare stasera” “sei curiosa?” domandò ridacchiando, ridacchiai pure io “tanto” risposi dopodichè ci alzammo ed andammo in salotto trovando Andy e Pietro con le rispettive ragazze, li salutammo e ci sedemmo sul divano accanto a Luca e Diego.
“Melissa e Francesco quando arrivano?” chiese Sabrina, la ragazza di Pietro; io e Luca ci guardammo dopodichè rivolgemmo lo sguardo agli altri senza parlare ma ci pensò Pietro a farlo “Sabry, loro due non sono stati invitati dopo quello che hanno fatto a Luca” disse guardandola dritta negli occhi, Sabrina lo guardò allo stesso modo “peccato, almeno avevo qualcuno con cui parlare” “puoi parlare con Paola, Katia e la Fede” ribattè lui.
Sabrina sbuffò incrociando le braccia al petto e guardando male Pietro dopodichè lui, Andy e Diego presero i loro strumenti e cominciarono a suonare mentre Luca mi prese per mano facendomi alzare dal divano e mi condusse in camera, mi sedetti sul letto e lui tirò fuori una borsetta dal borsone, si sedette sul letto e me la porse; “tieni, spero ti piaccia” disse lui un po’ timido, “sicuramente mi piacerà” risposi mentre leggevo con gli occhi lucidi il biglietto di auguri dopodichè tirai fuori il pacchetto dalla borsa, tolsi la carta ed aprii la scatolina rimanendo imbambolata di fronte alla catenina.
“Amore, dì qualcosa” disse Luca preoccupato così mi riscossi da tutti i pensieri che mi affollavano la mente ed alzai lo sguardo su di lui “è bellissima, grazie” dissi timida, “sicura?” domandò teso, sorrisi timidamente “sicurissima. E poi hai azzeccato il mio animale preferito, è molto bella” risposi; Luca si rilassò e le sue labbra si tesero in un sorriso dopodichè appoggiai la scatolina di fianco a me, gli presi il viso tra le mani e lo baciai delicatamente sulle labbra.
Appena ci staccammo mi girai dandogli le spalle e lui mi mise la catenina al collo dopodichè ci alzammo e tornammo dagli altri, Luca si mise a suonare mentre io andai in cucina e cominciai a preparare la tavola ma sapevo che non sarei rimasta sola a lungo; infatti Paola mi raggiunse quasi subito e con il suo fare indagatore comincia a guardarmi ma soprattutto ammira la catenina.
“Wow.. ha scelto bene il Biondo, è proprio bella” disse guardando la catenina, alzai lo sguardo su di lei “già, non credevo che mi regalava una cosa del genere. Sono rimasta imbambolata quando ho aperto la scatola” dissi ancora con la mente a qualche minuto prima, lei mi guardò seria “Luca ti ama davvero e con questo regalo te lo ha dimostrato. Se per lui eri solo un’amica ti regalava una maglietta, ma invece no, ti ha regalato questa splendida catenina e ti ha dimostrato che per lui conti davvero tanto” “lo so, infatti voglio vivermi questa storia giorno per giorno” dissi sincera.
Finii di preparare la tavola ed io e Paola ci spostammo in salotto e ci sedemmo sul divano ad ascoltare i ragazzi suonare; ad un certo punto smettono tutti ed a Diego venne un’idea “che ne dite se andassimo tutti a bere l’aperitivo?” chiese guardando tutti, acconsentimmo entusiasti così ci alzammo e, dopo aver preso le borse, usciamo di casa e chiudo a chiave dopodichè saliamo in ascensore e scendiamo al pianoterra, usciamo in strada e ci incamminiamo verso il bar.
Appena arrivati entriamo e ci andiamo a sedere ad un tavolo dopodichè arrivò il cameriere così ordinammo tutti lo spritz e, quando se ne va, cominciammo a parlare del più e del meno; dopo pochi minuti ritornò il cameriere che ci portò i nostri aperitivi così cominciammo a bere ridendo e scherzando tra di noi ma quella bella atmosfera venne interrotta da qualcuno che conosco fin troppo bene.
“Ciao Fede, auguriii!!!” disse qualcuno, mi girai in direzione della voce e vidi mio cugino Alessandro con mia cugina Chiara così mi alzai di scatto “grazieee!! Ma che ci fate qui?” chiesi abbracciandoli, mio cugino mi guardò “non ci siamo mai persi il tuo compleanno e non ce lo perderemo nemmeno quest’anno.. comunque.. non ci presenti?” disse ridacchiando, ridacchiai pure io “si, si.. certo” dissi dopodichè mi girai verso gli altri che mi guardavano curiosi, soprattutto Luca che non capiva chi fossero ed aveva uno sguardo cupo e le sue labbra non sorridevano più, così li presentai a tutti “ragazzi, loro sono
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Alessandro e Chiara, i miei cugini” dissi, loro li salutarono e si sedettero al nostro tavolo facendosi portare anche loro gli aperitivi mentre gli altri uno ad uno si presentarono.
“Come avete fatto a trovarmi?” domandai a Chiara mentre mangiavo una patatina, lei appoggiò il bicchiere sul tavolo e mi guardò “siamo stati da tua madre convinti che tornavi a casa, ma quando ci ha detto che non tornavi abbiamo deciso di raggiungerti” rispose seguita a ruota da suo fratello “ora ho io una domanda. Che fine hanno fatto gli altri?” chiese mio cugino guardandomi, lo guardai seria “mi sono allontanata da loro per non finire in un brutto giro” risposi per poi finire di bere il mio spritz.
Alessandro e Chiara stettero zitti ma vidi che continuavano a guardare verso la porta, decisi di lasciar perdere così appena finirono gli altri ci alzammo e ci fermammo alla cassa, pagai io per tutti con il loro disappunto ma siccome sono una ragazza testarda non ho voluto sentire ragioni così hanno desistito; dopo aver pagato uscimmo ed io detti le chiavi di casa a Paola dopodichè loro si avviarono verso casa mia mentre io e Luca mano nella mano ci avviammo verso la pizzeria.
“Lù, stasera non lasciarmi da sola. Non lo so, ma i miei cugini non mi convincono” dissi girando lo sguardo verso di lui, Luca mi guardò “tranquilla, non ti mollo neanche sotto tortura tranne che per suonare.. comunque.. ho notato che continuavano a guardare verso la porta” disse lui mentre entravamo dentro la pizzeria; “si, l’ho notato pure io però ho lasciato perdere. Ho la brutta sensazione che si sono portarti dietro tutti gli altri e se è così non risponderò più di me stessa, avrai un bel da fare per tenermi calma” dissi guardandolo teneramente.
“Naaa.. basta non rispondere alle loro provocazioni e tutto si risolve.. ora godiamoci questa festa, ok?” domandò accarezzandomi una guancia, lo guardai annuendo dopodichè ritirai le pizze, pagai ed uscimmo incamminandoci velocemente verso casa; arrivati suonai il citofono e ci facemmo aprire il portone, entriamo chiudendocelo alle spalle, saliamo in ascensore e lentamente cominciamo a salire verso il piano.
Mentre salivamo mi avvicinai a lui e gli stampai un bacio sulle labbra dopodichè arrivammo al piano così uscimmo ed entrammo in casa, Luca andò in cucina a portare le pizze mentre io andai in camera a posare la borsa poi li raggiunsi e mi sedetti al tavolo vicino al Biondo cominciando a mangiare la mia pizza ma notai che non c’erano Alessandro e Chiara.
“Ma i miei cugini dove sono?” domandai incuriosita, “sono andati in albergo a mangiare” disse Andy seguito da Diego “hanno detto che tornano dopo con il regalo” disse per poi proseguire “poi tu mi spieghi una cosa” “che cosa?” chiesi con sguardo interrogativo, Diego alzò lo sguardo su di me “perché non ci hai detto che sai suonare la chitarra?” domandò con un sopracciglio alzato; li guardai tutti seria compreso Luca che mi guardava a bocca aperta “non l’ho detto perché non era importante. Ho smesso di suonare la chitarra tanto tempo fa quando ho smesso di andare al conservatorio e forse ho capito cosa mi hanno regalato quei due che sono arrivati da Los Angeles” risposi seria.
“Dopo ci suoni qualcosa?” chiese Andy, scossi la testa “no, sono arrugginita” risposi per poi finire di mangiare la mia pizza; non era vero che ero arrugginita ma non volevo ricordare brutti momenti, mi sono sempre pentita di aver lasciato il conservatorio ad un passo dal diploma ma ormai quello che è successo è successo ed ora non posso più tornare indietro.
Mi riscossi dai miei pensieri e mi alzai tirando fuori la torta dal freezer e l’appoggiai sul ripiano aspettando che si sciogliesse un po’; appena gli altri finirono di mangiare presi la torta con la candela posta al centro e la portai al tavolo dopodichè Pietro l’accese e Paola prese la macchina fotografica pronta per scattare un po’ di foto.
Stavo per spegnere la candela quando Paola mi interruppe “ricordati di esprimere un desiderio” disse per poi prepararsi a scattare la foto; annuii e chiusi gli occhi esprimendo il mio desiderio dopodichè li riaprì e guardando Luca soffiai sulla candela spegnendola poi la tolsi e tagliai le fette mettendole nei piatti, li passai agli altri e cominciammo a mangiare il dolce, dopo che Luca ha aperto la bottiglia di spumante, mentre ci scattavamo qualche foto a vicenda.
Appena abbiamo finito i ragazzi si alzarono ed andarono in salotto ad accordare gli strumenti mentre le ragazze mi aiutavano a sistemare la cucina dopodichè li raggiungemmo e presi i regali cominciando ad aprirli tutti; da Paola ricevetti una borsa stupenda, da Diego una maglietta lunga da mettere con i legghins, da Andy e Silvia una trousse di trucchi, invece da Pietro e Sabrina un profumo.
Li ringraziai tutti con un bacio sulla guancia dopodichè mi sedetti sul divano tra Paola e Silvia mentre i ragazzi cominciarono a suonare; io, Paola e Silvia ci divertivamo un mondo ascoltando le loro canzoni e cantandole a squarcia gola, invece Sabrina sembrava annoiarsi ma sinceramente non m’importava. Ad un certo punto sentimmo suonare il citofono, i ragazzi smisero di suonare e li guardai senza sapere cosa fare.
“Fede, vai ad aprire. Sicuramente sono i tuoi cugini” disse Andy, annuii e sospirando andai a rispondere al citofono “chi è?” “Fede, apri” rispose mio cugino così gli aprii il portone e la porta di casa ma non sapevo che da li a pochi minuti qualcuno mi avrebbe rovinato la festa; guardai Luca un po’ spaventata, tanto che lui appoggiò la chitarra sulla sedia e si avvicinò a me abbracciandomi dopodichè riuscii a calmarmi un po’ e mi staccai appena in tempo per vedere chi era entrato in casa.
Appena li vidi tutti sbiancai “e loro che ci fanno qui? Non sono stati invitati” dissi guardando in cagnesco mio cugino, lui mi guardò serio “sono venuti per festeggiare il tuo compleanno credendo che non lo avresti festeggiato” seguito a ruota da mia cugina “sono tuoi amici e dovevi renderli partecipi della festa, ma evidentemente questi sfigati ti hanno fatto il lavaggio del cervello” disse guardandomi male e guardando male gli altri; guardai Luca un po’ triste, mi abbracciò stampandomi un bacio sulla guancia per tranquillizzarmi, gli altri cominciarono ad alterarsi ma non parlarono perché era una questione tra me e loro.
Guardai mia cugina in cagnesco “mi dispiace per te ma non mi hanno fatto nessun lavaggio del cervello, ho voluto cambiare vita e voi dovete accettarlo che vi piaccia o no” dissi categorica, Andrea mi guardò “tu sei una di noi e non abbiamo mai accettato il tuo trasferimento. Ti convinceremo a farti cambiare idea e tornerai a Milano a fare quello che facevi prima, ovvero, le gare” disse lui str***zo come sempre; appena sentii quello deglutii rumorosamente, non gliel’avrei data vinta per nessuna ragione al mondo “io da Verona non mi muovo mettetevelo bene in testa. State facendo così perché non volete che io sia felice e non vi va giù il fatto che io mi sia innamorata di nuovo e mi sia messa insieme a Luca” dissi guardandoli tutti male e stampando un bacio sulle labbra a Luca.
“Era meglio che ti richiudevi in convento così avremmo evitato tutto questo” disse la Ele uscendo da casa mia dopodichè gli altri ed i miei cugini mi guardarono male e la seguirono sbattendo la porta.
Guardai immobile quella porta chiusa, sentivo le lacrime salire ma le ricacciai indietro dopodichè rivolsi lo sguardo su tutti gli altri che mi guardavano curiosi “bè.. il concerto è già finito?” chiesi con uno sguardo da cucciolo, scoppiarono tutti a ridere e Luca mi stampò un bacio sulla guancia “no, ora si riprende” disse prendendo la chitarra in mano e sedendosi sulla sedia, io mi sedetti sul divano accanto a Paola e loro, dopo avermi rivolto uno sguardo, cominciarono a suonare.
“Tutto a posto?” chiese Paola seria, la guardai per una frazione di secondo “credo di si. Realizzerò più tardi quello che è successo” risposi rivolgendo lo sguardo sui ragazzi, “se ti vuoi sfogare lo sai che ci sono” disse, io annuii sorridendogli dopodichè cominciammo a fare foto su foto non solo ai ragazzi ma anche tra di noi; verso le 2.00 la festa finì così Andy, Pietro, Silvia e Sabrina ci salutarono ed andarono a casa loro, invece Paola mi aiutò a sistemare mentre Luca e Diego staccavano gli amplificatori.
Appena hanno finito ci sediamo sul divano e tutti mi guardano “sicura che va tutto bene?” domandò Diego, alzai lo sguardo su di lui “si, va tutto bene anche se non mi aspettavo la reazione dei miei cugini” dissi per poi riprendere “ma dovevo immaginarmi che erano venuti qui insieme a loro.. comunque.. spero che ora avranno capito che da qui non me ne vado” “e prima hai avuto ragione, gli rode il fatto che ti sei innamorata di nuovo” disse Paola, “già. Di sicuro non mi vado a rinchiudere in un convento” risposi facendo il verso della Ele.
Ceriano Laghetto ma con il cuore e la mente a casa di Luca e Diego
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Scoppiammo tutti a ridere fino a farci scendere i lacrimoni dopodichè Diego e Paola ci salutano ed escono per andare a casa, invece io andai in camera mia togliendomi i tacchi che non sopportavo più, mi cambiai ed andai in bagno a truccarmi dopodichè tornai in camera trovando Luca seduto sul letto ed appoggiato a terra uno scatolone; lo guardai curiosa e mi avvicinai sedendomi sul letto ed abbracciando il Biondo da dietro “amore, che cos’è?” chiesi stampandogli un bacio sul collo, “non lo so. L’ho trovato sotto al tavolo della cucina insieme a questo biglietto” rispose facendomi vedere quel pezzo di carta.
Lo presi in mano e lessi il biglietto di auguri e capii che era un regalo di mio zio e mia zia così mi staccai da lui ed aprii lo scatolone e tirai fuori una custodia evidente, la aprii e mi trovai davanti una Fender Stratocaster nera e rossa uguale a quella di Luca; passai le dita su quelle corde facendole vibrare, mille sensazioni mi attraversavano il corpo e mille ricordi mi affollavano la mente ma a riportarmi alla realtà ci pensò Luca “che ne dici di provare a suonarla?” chiese spostandomi una ciocca dietro ai capelli.
Lo guardai non tanto convinta “non lo so se ci riesco” dissi per poi spostare lo sguardo sulla chitarra, lui mi mise un dito sotto il mento e mi fece alzare lo sguardo su di lui così da guardarlo negli occhi “ci riuscirai, ho notato i tuoi occhi brillare appena hai visto la chitarra” disse serio; annuii e con le mani tremanti presi in mano la chitarra, me la misi al collo e mi sistemai meglio dopodichè feci un respiro profondo e, dopo averla accordata, cominciai a suonare improvvisando.
Notavo Luca guardarmi in silenzio incantato da come muovevo quelle corde, avevo gli occhi chiusi ma percepivo il suo sguardo su di me così mi fermai e li aprii guardandolo senza pronunciare parola; “perché ti sei fermata? Stavi suonando bene” disse asciugandomi una lacrima che era scesa, “perché devo darti delle spiegazioni” dissi sincera.
Stava per ribattere ma lo fermai “quello che ho detto mentre stavamo mangiando è una bugia, non è vero che sono arrugginita e penso di averlo dimostrato ora improvvisando ma non voglio rievocare brutti ricordi” dissi per poi riprendere “oltre a frequentare la scuola alberghiera frequentavo anche il conservatorio ma quest’ultimo l’ho mollato ad un passo dal diploma pentendomi molto, ma ormai non posso più tornare indietro” “chi l’ha detto? Puoi sempre farti trasferire gli esami, che hai fatto al conservatorio di Milano, a quello di Verona e prendere il diploma” disse per poi riprendere “quando suonavi te e la chitarra eravate una cosa sola, hai talento e non lo sprecare.. comunque.. ho scoperto un’altra cosa della tua vita”.
Mi accarezzò una guancia ed io tolsi la chitarra e l’appoggiai nella custodia dopodichè mi buttai su di lui facendolo sdraiare sul letto “dici che devo riprovare?” chiesi, mi guardò teneramente “dico di si ed io ti aiuterò” disse per poi baciarmi dolcemente sulle labbra, sorrisi e mi spostai sotto il lenzuolo mentre Luca si cambiò e nel giro di pochi secondi mi raggiunse, mi abbracciò ed io appoggiai la testa sul suo petto e ci coccolammo un po’ dopodichè stanchi ci addormentammo.
La serata è stata un po’ rovinata dagli ex amici di Federica ma non sono riusciti a fermare i festeggiamenti; Luca ha scoperto un’altra cosa della vita di Federica, ora cosa succederà? Se lo volete sapere tutto nel prossimo capitolo.
Ceriano Laghetto ma con il cuore e la mente a casa di Luca e Diego
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Buonasera a tutte!! Vi posto il capitolo interamente su paola e diego... grazie per le visite ed i commenti!!!
CAPITOLO 10
PAOLA
E’ passata una settimana dalla festa di compleanno della Fede, è stata una settimana tranquilla tranne qualche piccolo intoppo causato al pub dagli ex amici della Fede e se non era per Luca per lei quella sera sarebbe finita male; riguardo a me e Diego, la nostra storia va a gonfie vele e siamo più innamorati che mai, siccome Christian mi ha concesso una settimana di vacanza Diego ha deciso di portarmi al mare ma la località non me l’ha voluto dire.
Stavo dormendo beatamente quando sento suonare la sveglia così di malavoglia prendo il telefono e la spengo dopodichè mi alzo ed ancora un po’ assonnata vado in cucina e comincio a preparare la colazione; appena è pronta verso il latte in una tazza e mi siedo al tavolo cominciando a berlo mentre mangiavo un cornetto.
Mentre facevo colazione m’immersi nei miei pensieri ricominciando a pensare in che località marina mi avrebbe portato Diego, mi vennero in mente alcuni nomi di città ma non so se avevo indovinato; quando ho finito mi alzai e misi tutto in lavastoviglie dopodichè ritornai in camera mettendomi davanti all’armadio dove tirai fuori un paio di shorts, una canotta e intimo ed andai in bagno a lavarmi ed a vestirmi, mi truccai leggermente, un po’ di profumo e sono pronta.
Uscii dal bagno ritornando in camera, indossai le all star e misi le ultime cose in valigia dopodichè la chiusi, presi la borsa con lo stretto necessario ed andai in salotto appoggiando tutto vicino alla porta di ingresso poi mi sedetti sul divano aspettando l’arrivo di Diego.
Stavo immersa nei miei pensieri quando il mio cellulare cominciò a squillare, lo presi in mano e vidi che mi stava chiamando la Fede così premetti il tasto verde e risposi “pronto, Fe come mai mi chiami a quest’ora?” chiesi mentre guardavo fuori dalla finestra per vedere se arrivava Diego, sentii un sospiro e poi attaccò a parlare “volevo augurarti buon viaggio e poi devo chiederti un consiglio” rispose ma io la interruppi “dimmi tutto” dissi curiosa di sapere; la Fede fece un sospiro dopodichè cominciò a raccontare “Luca vuole farmi conoscere i suoi genitori, secondo me è troppo presto ma lui dice che è il momento giusto.. non so cosa fare” disse un po’ preoccupata, sorrisi tra me e me “vai tranquilla. I suoi genitori sono delle persone stupende e ti mettono subito a tuo agio, se te li vuole far conoscere significa che per lui è una storia seria” “dici che mi sto facendo troppe preoccupazioni?” domandò, “direi di si” dissi per poi riprendere “devi solo stare tranquilla ed essere te stessa” risposi dopodichè ci salutammo e chiusi la chiamata.
Ad un certo punto sento suonare il campanello così misi via il cellulare ed andai ad aprire la porta trovandomi davanti Diego, sorrisi ed il cuore cominciò a battermi all’impazzata tanto che sembrasse che dovesse uscirmi dal petto da un momento all’altro; pian piano avvicinai il mio viso al suo e lo baciai dolcemente sulle labbra dopodichè lo feci entrare e chiusi la porta poi mi prese il viso tra le sue mani ed appoggiò le sue labbra sulle mie.
Gli buttai le braccia al collo ed approfondii il bacio schiudendo le labbra e facendo giocare le nostre lingue, brividi mi percorrevano la schiena ed il cuore non dava segni di fermarsi e continuava a battere alla velocità della luce; dopo un po’ ci staccammo e ci guardammo negli occhi sorridendo “mi dici dove mi porti?” chiesi facendo lo sguardo da cucciolo.
Diego scosse la testa “no, non te lo dico e non farmi quella faccia perché non ci casco” rispose lui, lo guardai mettendo il broncio ed incrociai le braccia al petto “uffa, sei cattivo” “si, molto” disse ridacchiando ma io continuavo a guardarlo offesa con le braccia incrociate così cominciò ad accarezzarmi la guancia “mi piace quando metti il broncio” disse per poi stamparmi un bacio sulle labbra; sbuffai divertita “uffa, non riesco a tenerti il muso neanche per cinque minuti” dissi per poi scoppiare a ridere seguita da lui dopodichè ci calmammo e lo abbracciai avvolgendo la sua vita con le braccia, feci un sospiro profondo “ti amo” dissi guardandolo dritto negli occhi.
Diego rimase senza parole, era stupito e non si aspettava che gli avrei detto quelle due parole magiche ma in quel momento era quello che mi sentivo di dirgli; Diego sorrise avvolgendo i miei fianchi con le sue braccia “ti amo anch’io” rispose di rimando lui con gli occhi che brillavano, sorrisi e lo baciai sulle labbra.
“Se sei pronta ed hai preso tutto possiamo andare” disse lui prendendo in mano la mia valigia, invece io mi avvicinai al divano e recuperai la borsa “si, ho preso tutto” dissi per poi chiudere le persiane del salotto; uscimmo di casa e, dopo aver chiuso a chiave, salimmo in ascensore e scendemmo al piano terra dopodichè uscimmo in strada e ci avvicinammo alla macchina, Diego mise la valigia nel baule poi salimmo e partimmo per il mare.
Durante il tragitto stavo attenta ai cartelli per capire dove mi stava portando fino a quando su un cartello lessi Jesolo così girai lo sguardo verso di lui “mi stai portando a Jesolo?” domandai tutta felice; Diego annuì senza distogliere lo sguardo dalla strada, “che bello, che bello, che bello” continuai a dire mentre mi sistemavo meglio sul sedile rivolgendo lo sguardo fuori dal finestrino.
Diego scoppiò a ridere come un matto così girai lo sguardo verso di lui “che hai da ridere?” dissi facendo la finta offesa, lui mi guardò per una frazione di secondo senza smettere di ridere “niente, niente. E’ solo che quando fai così mi sembri una bambina che ha appena ricevuto il regalo che tanto voleva” rispose per poi rivolgere lo sguardo sulla strada; scoppiai a ridere anch’io “bè.. diciamo che mi sono lasciata un po’ andare, ormai dovresti essere abituato” dissi ridendo fino alle lacrime, “eccome se lo so” rispose lui ridendo insieme a me dopodichè presi un cd, lo misi nella radio ed accompagnati dalla musica di Bon Jovi continuammo il viaggio.
Dopo un paio d’ore arrivammo davanti all’albergo e scoprii che era a quattro stelle così scendemmo e scaricammo la chitarra e le valigie dalla macchina dopodichè trascinandole, visto che avevano le rotelle, entrammo dentro la hall avvicinandoci alla reception; mentre Diego parlava con una receptionist, io mi guardavo intorno senza parole meravigliata dalla bellezza della hall che era colorata di tutte le tonalità di blu ed azzurro con qualche sprazzo qua e là di oro, sembrava di essere sul fondale marino.
Mi ripresi dai miei pensieri appena in tempo per vedere Diego avvicinarsi a me così prendemmo le valigie e le trascinammo fino agli ascensori, salimmo e lentamente cominciammo a salire fino al piano; mentre salivamo Diego mi abbracciò e mi stampò diversi baci sulle labbra dopodichè il campanello ci avvisò che eravamo arrivati al piano così prendemmo le valigie ed uscimmo dall’ascensore incamminandoci verso la nostra camera.
Ci fermammo davanti ad una porta, Diego la aprì ed entrammo in camera, rimasi stupita da quanto era bella così appoggiammo le valigie in un angolo e la chitarra sul divano e ci mettemmo a perlustrare la stanza; di fianco all’ingresso c’era un divano e davanti ad esso un piccolo tavolo mentre sulla parete era attaccata una tv al plasma. A fianco del salotto c’era una porta Diego la aprii e ci affacciammo per vedere il bagno costruito interamente in marmo e con la vasca idromassaggio dopodichè la chiudemmo ed andammo nella zona notte dove c’era un letto matrimoniale enorme poi aprii la finestra ed uscii sul balcone seguita da Diego.
“Wow” erano le uniche parole che riuscii a dire guardando quel favoloso panorama davanti a noi, visto che la nostra camera si affacciava sul mare, dopodichè girai lo sguardo verso Diego e vidi che guardava dritto davanti a sé assorto nei suoi pensieri; decisi di non rovinare quel suo momento così rientrai dentro e presi la mia valigia, la aprii e cominciai a mettere tutti i vestiti nell’armadio ed il mio beauty ed i trucchi nel bagno dopodichè notai che Diego era ancora fuori sul balcone così decisi di raggiungerlo di nuovo.
“Amore, a cosa stai pensando?” chiesi abbracciandolo da dietro, lui mise le sue mani sulle mie “sto pensando che sono qui in questa bella località, con la ragazza che amo, pronto per passare una settimana di puro relax solo con te” rispose lui per poi girarsi e guardarmi dritto negli occhi dopodichè mi baciò delicatamente le labbra per poi stringermi in un abbraccio; rimanemmo abbracciati per un po’ dopodichè rientrammo dentro, chiudemmo la finestra ed accendemmo l’aria condizionata poi io mi buttai a peso morto sul letto, invece Diego si mise a disfare la valigia mettendo i suoi vestiti nell’armadio.
Quando ha finito si stese accanto a me abbracciandomi e stampandomi un bacio sulla guancia “che ne dici se usciamo a mangiare e poi andiamo in spiaggia?” chiese accarezzandomi una guancia, lo guardai perdendomi in quegli occhi color nocciola che tanto mi fanno impazzire “direi che è un’ottima idea” risposi sorridendo dopodichè ci alzammo tutti e due, presi la borsa ed uscimmo dalla camera incamminandoci mano nella mano fino all’ascensore, saliamo e scendiamo nella hall poi usciamo ed abbracciati ci incamminiamo alla ricerca di un posto dove mangiare.
Ceriano Laghetto ma con il cuore e la mente a casa di Luca e Diego
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Re: Un nuovo inizio
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Arrivammo davanti ad un ristorante così entrammo ed un cameriere ci portò subito ad un tavolo, ci sedemmo ed ordinammo da bere dopodichè ci lasciò i menù e se ne andò così noi cominciammo a guardarli indecisi su cosa prendere; alla fine decidemmo di prendere tutti e due le pennette al salmone così, appena ritornò il cameriere con le bevande, ordinammo e quando se ne va cominciamo a parlare tra di noi.
“Tu lo sapevi che la Fede sapeva suonare la chitarra ed aveva frequentato il conservatorio?” chiese guardandomi, alzai lo sguardo su di lui “no, non lo sapevo infatti quando l’ha detto sono rimasta stupita” risposi per poi riprendere “mi piacerebbe sentirla suonare” “se devo essere sincero pure io, Luca mi ha detto che è brava e sta cercando di convincerla a ricominciare il conservatorio” disse lui mangiandosi un grissino; ne presi uno anch’io e lo mangiai “riuscirà a convincerla ma nessuno deve mettergli i bastoni tra le ruote, e tu sai di cosa sto parlando” dissi bevendo un sorso d’acqua.
Diego annuii e stava per parlare ma non fece in tempo perché arrivò il cameriere con i nostri piatti così cominciammo a mangiare guardandoci dolcemente e parlando del più e del meno.
“Riusciremo a passare una settimana tranquilla senza interruzioni?” chiesi guardandolo dritto negli occhi, lui mi guardò allo stesso modo “lo spero. Ho bisogno di rilassarmi dopo questi mesi intensi di lavoro, anche perché poi mi chiuderò in studio per registrare il nuovo album” rispose per poi bere un sorso d’acqua e proseguire “e devo essere carico” “riusciremo a vederci?” domandai un po’ triste; mi guardò e cominciò ad accarezzarmi il dorso della mano “tranquilla, non passerai in secondo piano. Riusciremo a vederci, magari non frequentemente ma ci vedremo”.
Annuii un po’ più tranquilla e finimmo di mangiare così ci alzammo ed andammo a pagare dopodichè uscimmo e ritornammo in albergo, salimmo in ascensore ed andammo in camera; appena entrati ci mettiamo davanti all’armadio e prendiamo i costumi dopodichè Diego va in bagno, invece io preparo la borsa con il telo mare, le creme solari e la macchina fotografica poi mi siedo sul letto ad aspettare che Diego esce dal bagno.
Dopo un po’ vedo la porta aprirsi, lo vidi venire verso di me e mi stampò un bacio sulle labbra dopodichè mi alzai ed andai in bagno, indossai il costume ed il copricostume ed uscii ritornando di là e sentii Diego parlare con qualcuno al telefono poi chiuse la chiamata e mi guardò “pronta?”.
“Si, possiamo andare” dissi prendendo la borsa da mare dopodichè uscimmo e ci avvicinammo all’ascensore, salimmo e scendemmo nella hall poi uscimmo dall’albergo e mano nella mano ci incamminammo verso la spiaggia.
“Con chi stavi parlando prima al telefono?” chiesi curiosa come sempre, lui mi guardò per una frazione di secondo “con mia madre e mi ha detto che stasera Luca gli fa conoscere la Fede” disse lui ridacchiando, sorrisi “alla fine la Fede si è convinta” dissi per poi riprendere “perché ti sei messo a ridere?” “perché mi volevo vedere la scena” disse scoppiando a ridere; risi anch’io dopodichè arrivammo in spiaggia ed affittammo un ombrellone e due lettini così ci avvicinammo e, dopo esserci messi in costume, ci sdraiammo, ci mettemmo la crema e ci mettemmo a prendere il sole.
DIEGO
Io e Paola dopo esserci messi in costume ci siamo messi a prendere il sole, io mi immersi nei miei pensieri guardando le onde del mare che si infrangevano sulla spiaggia; speravo vivamente che le fan mi lasciassero stare almeno per questa settimana, visto che la volevo passare in totale relax senza essere disturbato dopodichè girai lo sguardo verso Paola e la vidi prendere il sole con le cuffie dell’i-pod nelle orecchie mentre canticchiava una canzone.
Sorrisi e gli toccai il braccio dopodichè girò lo sguardo verso di me togliendosi una cuffia e mi guardò “amore, che succede?” “cosa stai cantando?” chiesi guardandola; arrossì di colpo ma io feci finta di niente “ama ancora” disse per poi riprendere “è la mia preferita, perché?” “niente, sei brava a cantare” dissi per poi accarezzargli una guancia, diventò rossa come un peperone “non è vero, sono stonata ma tu sei più bravo di me” disse sorridendomi e stampandomi un bacio sulle labbra per poi rimettersi a prendere il sole così presi anch’io il mio i-pod e con le cuffie nelle orecchie mi misi ad ascoltare un po’ di musica.
Siccome mi stavo annoiando decisi di andare a farmi un bagno così misi via l’i-pod e mi alzai dal lettino “amò, io vado in acqua. Tu rimani qui o vieni con me?” chiesi guardandola, girò lo sguardo verso di me “rimango qui ancora un po’. Ti raggiungo più tardi” disse, io annuii e mi avviai dopodichè molto lentamente entrai in acqua; stavo nuotando tranquillamente quando vidi avvicinarsi a me una ragazza, la guardai curioso fino a quando si fermò davanti a me “ciao.. ehmm.. mi dispiace disturbarti ma ho fatto una scommessa con le mie amiche e tu dovresti aiutarmi a vincerla” disse un po’ timida.
La guardai un po’ imbarazzato ma volevo sapere di che scommessa stava parlando anche perché non volevo rovinare la mia storia con Paola “di quale scommessa stai parlando?”; alzò lo sguardo su di me “per vincere devo darti un bacio” disse timidamente arrossendo di colpo, sbiancai letteralmente in faccia “un bacio a stampo?” chiesi titubante, “ehmmm.. no. Un bacio con la lingua” rispose molto più sicura di sé.
Quando disse così sbiancai ancora di più, se la bacio perderei Paola all’istante e posso dire addio alla mia settimana di mare con lei ed io non voglio; mi riscossi dai miei pensieri appena in tempo per vedere che si era avvicinata molto ed i nostri visi erano vicinissimi tanto che le nostre labbra si stavano per sfiorare, mi tirai indietro e guardai oltre la ragazza davanti a me vedendo Paola che se ne stava andando.
Liquidai la ragazza che avevo di fronte “mi dispiace, non posso. Cercati qualcun’altro per farti vincere la scommessa, non voglio grane con la mia ragazza” dissi per poi uscire dall’acqua e lasciarla lì sbigottita dalla mia reazione dopodichè raggiunsi Paola al nostro ombrellone e vidi che stava raccogliendo le sue cose.
“Che stai facendo?” chiesi triste, lei alzò lo sguardo su di me guardandomi arrabbiata “non lo vedi? Raccolgo le mie cose e me ne vado in albergo, tu ritorna pure da quella. Ho visto come ti teneva compagnia e non mi venire a dire che stavate solo parlando perché eravate troppo vicini” rispose con la voce tremante e sull’orlo delle lacrime; mi sedetti sul lettino “non l’ho baciata se è questo quello che ti preoccupa ed è vero che stavamo parlando” dissi triste, scosse la testa “mi dispiace ma non ti credo. Eravate troppo vicini per due ragazzi che stavano solo parlando” disse per poi riprendere “questa scusa valla a dire a qualcun’altra” “ma..”.
Non mi fece finire di parlare che mi zitti trafiggendomi con lo sguardo “niente ma. Vado in albergo, voglio stare da sola per un po’” disse per poi prendere la sua borsa e se ne andò lasciandomi lì da solo; mi sdraiai sul lettino mettendomi le mani nei capelli, sapevo che sarebbe finita così e so che dovrei chiarire ma gli avrei lasciato un po’ di tempo per sbollire la rabbia e poi gli avrei spiegato come sono andate veramente le cose.
Con questi pensieri indossai gli occhiali da sole e misi le cuffie dell’i-pod nelle orecchie ed ascoltando un po’ di musica mi misi a prendere il sole con il pensiero fisso rivolto a Paola.
Diego ha portato Paola al mare ma una ragazza sconosciuta ha rovinato tutto; Paola ha visto quello che è successo e se ne è andata. Luca ha deciso di far conoscere i suoi genitori a Federica. Cosa succederà?
Diego riuscirà a spiegargli come sono andate le cose? Paola gli crederà? Come andrà la serata tra Luca e Federica? Se lo volete sapere tutto nel prossimo capitolo.
Ceriano Laghetto ma con il cuore e la mente a casa di Luca e Diego
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Re: Un nuovo inizio
Buonasera a tutte!!!
Perdonatemi per l'enorme ritardo ma tra il browser del pc che va lento e l'ispirazione che mancava non riuscivo a finire il capitolo poi Martedì sono andata a vedere Luca e Diego e non sono riuscita a continuarlo del tutto perchè la concentrazione è mancata. Basta chiacchiere ora vi lascio al capitolo... grazie per i commenti e le visite anche se vorrei che aumentassero un pò!!
Fede
CAPITOLO 11
PAOLA
Entrai in albergo e salii in ascensore cercando di trattenere le lacrime ma non so fino a che punto riesco a farlo, visto che i miei occhi cominciano a bruciare; il campanello dell’ascensore indica che sono arrivata così esco sul piano ed a passo svelto cammino fino alla nostra camera, apro la porta ed entro dentro chiudendomela alle spalle dopodichè mi appoggio con la schiena e scivolo giù, fino a sedermi sulla moquette, e scoppio in lacrime.
Non credevo che Diego baciasse un’altra ragazza mentre sta con me in vacanza e per lo più davanti a me, non ci potevo ancora credere che mi avesse fatto tutto questo; avevo bisogno di parlare con la Fede così presi il telefono e, dopo aver cercato il numero, feci partire la chiamata ed aspettai che rispondesse.
“Pronto” “Fede..” dissi ma non riuscii a continuare, “Paola, che è successo? E perché stai piangendo?” chiese così feci un respiro profondo e gli risposi “Diego mi ha tradito in spiaggia” “coooosa? Ne sei sicura?” domandò, asciugai una lacrima che scese veloce sulla guancia destra “si, l’ho visto con i miei occhi e lui mi ha raccontato la scusa del “stavamo solo parlando”” risposi in lacrime; “Pa, sei realmente sicura di quello che hai visto? Perché a Luca, Diego, ha raccontato una cosa molto diversa” disse in modo serio, “cioè?” chiesi “te lo spiegherà lui se gli darai modo di spiegarsi, a Luca sembrava sincero” disse molto convinta, “va bene, appena torna gli darò modo di spiegarsi” dissi dopodichè ci salutammo e chiusi la chiamata poi mi alzai ed andai in bagno a farmi una doccia.
DIEGO
Stavo sul lettino ad ascoltare un po’ di musica immerso nei miei pensieri, stavo rovinando tutta la nostra vacanza.. e per cosa poi? Per una stupida ragazza che mi ha chiesto di fargli vincere una scommessa; sbuffai nervoso, non sapevo cosa fare così alzai lo sguardo e vidi la ragazza di prima venire verso di me insieme alle sue amiche. Non gli volevo rivolgere la parola perché è colpa sua se Paola se n’era ritornata in albergo lasciandomi qui da solo; si stava avvicinando rapidamente ed io dovevo farmi venire in mente qualcosa e pure alla svelta ma non mi venne in mente nulla.
Ad un certo punto decisi di chiamare mio fratello così presi il cellulare e, dopo aver cercato il numero, feci partire la chiamata e dopo pochi secondi mi rispose.
“Culo, che vuoi? Possibile che mi devi sempre disturbare?” disse un po’ scocciato, ops.. forse l’ho disturbato “scusa, ma ho bisogno di parlare con qualcuno e tu sei l’unico” dissi serio e con la voce che tremava un po’, “sei troppo serio per i miei gusti, che è successo?” domandò lui; alzai lo sguardo davanti a me e vidi quella ragazza ferma a pochi passi da me così mi affrettai a rispondere “stavo in acqua quando mi si è avvicinata una ragazza e mi ha chiesto di aiutarla a vincere una scommessa che aveva fatto con le sue amiche, per vincere doveva darmi un bacio. Io mi sono tirato indietro ma Paola ci ha visto insieme ed ha frainteso tutto” dissi tutto d’un fiato.
Sentii un sospiro “Diè, ma che mi combini? Hai provato a parlarci?” chiese, “si ma se ne è tornata in albergo senza lasciarmi spiegare. Lei pensa che l’ho tradita ma non è così” dissi in modo molto triste; “Diè, ora tu torni subito in albergo e parli con lei. Se non ti vuole ascoltare la metti alle strette e poi finite in bellezza la serata, hai capito cosa intendo?” disse lui, “si, ho capito” risposi dopodichè lo salutai e chiusi la chiamata per poi mettere via il telefono, sospirai e mi alzai dal lettino dopodichè presi tutte le mie cose e mi incamminai verso l’albergo.
Appena arrivato salii in ascensore e lentamente cominciai a salire, mi appoggiai alla parete e mille pensieri cominciarono a frullarmi in testa, avevo paura che non mi stesse ad ascoltare e mi lasciasse per questa caz***ta; il suono del campanello dell’ascensore mi riportò alla realtà, le porte si aprirono ed uscii sul piano e lentamente camminai fino alla mia camera, misi la scheda nella serratura ed aprii la porta dopodichè entrai dentro e sentii l’acqua della doccia scorrere così mi sedetti sul divano, presi in mano la chitarra e cominciai a suonare distrattamente mentre aspetto Paola che uscisse dal bagno.
Ero talmente immerso nella musica che non mi accorsi che era uscita dal bagno e si era seduta vicino a me così smisi di suonare e la guardai con uno sguardo triste.
“Perché ti sei fermato?” chiese guardandomi dritta negli occhi, sostenni il suo sguardo “perché ti devo parlare e ti devo spiegare come sono andate veramente le cose” risposi per riprendere “sempre se mi dai modo di spiegarmi”; stette zitta così cominciai a parlare “quando sono andato in acqua si è avvicinata quella ragazza e mi ha chiesto se la potevo aiutare a vincere una scommessa che aveva fatto con le sue amiche, doveva baciarmi per vincere ma io mi sono tirato indietro” dissi triste.
Una lacrima gli scese lungo la guancia “ma quando vi ho visto eravate troppo vicini” disse lei singhiozzando, gli asciugai le lacrime “mi ero immerso nei miei pensieri e lei si è avvicinata troppo e, quando mi sono accorto, mi sono tirato indietro e ti ho seguito. Ti giuro che non l’ho baciata, anche perché se l’avessi fatto, mi sarei preso a pugni da solo” dissi accarezzandogli una guancia; Paola scoppiò a ridere ed io la guardai stranito “che hai da ridere?” chiesi, lei si calmò “niente, niente. Mi sono immaginata la scena di te che ti prendi a pugni” disse ed io scoppiai a ridere insieme a lei.
Quando ci calmammo ci guardammo dritto negli occhi “davvero non l’hai baciata?” chiese, “no, non l’avrei mai fatto. Ti amo troppo per tradirti e poi tu sei molto meglio di quella ragazza”; Paola sorrise, quel sorriso che amavo tanto “scusa, ma mettiti nei miei panni. Vi ho visto lì vicini vicini con le labbra ad un centimetro, come la dovevo prendere?” chiese per poi riprendere “scusami, ho frainteso tutto”.
Gli accarezzai una guancia “non fa niente ma la prossima volta dammi modo di spiegarmi” dissi, lei annuì dopodichè gli presi il viso tra le mani e la baciai dolcemente sulle labbra poi mi staccai “perdonato?” dissi ad un centimetro dalle sue labbra, Paola annuì per poi baciarmi di nuovo.
Rimaniamo a coccolarci per un po’ tra baci e carezze dopodichè, ad un certo orario, cominciamo a prepararci per la serata; mentre Paola si mise davanti all’armadio io entrai in bagno e mi feci una doccia rilassandomi sotto l’acqua calda ed immergendomi nei miei pensieri, ero felice di aver sistemato tutto con lei e menomale che mi ha perdonato se no non sapevo veramente come uscirne e la prossima volta starò più attento alle ragazze che mi si avvicinano.
Con questi pensieri finisco di lavarmi così esco dalla cabina avvolgendomi in un asciugamano, mi asciugo e mi vesto a metà dopodichè esco dal bagno e mi metto davanti all’armadio indeciso su che camicia indossare; alla fine mi vestii con un paio di jeans chiari ed una camicia bianca dopodichè indossai le scarpe e ritornai in bagno a sistemarmi i capelli con un po’ di gel poi ritornai di là.
“Amore, io sono pro..” mi bloccai alla sua vista, era stupenda con quel vestito viola senza spalline che gli arrivava poco sopra il ginocchio dopodichè la vidi venire verso di me e mi mise una mano sotto al mento “amore, entrano le mosche” disse per poi stamparmi un bacio sulle labbra; mi ripresi “sei stupenda” dissi diventando rosso come un peperone, mi ringraziò con un sorriso dopodichè prese la borsa ed uscimmo dalla camera e mano nella mano ci avvicinammo all’ascensore, salimmo e scendemmo nella hall per poi andare nella sala ristorante, ci sedemmo al tavolo ed aspettammo che i camerieri cominciassero a servire tutti.
Ad un certo punto notai Paola nervosa così la guardai con uno sguardo interrogativo “che succede? Mi sembri nervosa” dissi seriamente, mi guardò allo stesso modo “quella è nel nostro albergo e quando è passata ti ha lanciato uno sguardo che mi ha innervosito parecchio” rispose un po’ scocciata, ridacchiai “siamo gelose?” domandai, “bè.. direi. Dopo quello che è successo..” disse intristendosi; diventai triste “fregatene, non roviniamoci la serata per colpa di una sconosciuta” dissi accarezzandogli una mano dopodichè i camerieri cominciarono a servire i piatti a tutti e, quando ce li misero davanti, cominciammo a mangiare.
FEDERICA
Sono seduta sul divano ad aspettare Luca che mi deve venire a prendere, è un po’ in ritardo ed io comincio ad agitarmi tanto che inizio a muovere la gamba nervosamente e per distrarmi faccio zapping con il telecomando senza seguire minimamente la tv; ero nervosa perché avevo paura di non piacere ai suoi genitori e, secondo me, quando arriverà avrà il suo bel da fare per calmarmi.
A distogliermi dai miei pensieri il campanello della porta che suona così mi alzai di scatto ed andai ad aprire trovandomi Luca davanti, lo faccio entrare e chiudo la porta dopodichè lo saluto con un bacio sulle labbra.
“Vado bene vestita così?” chiesi molto nervosa; ero vestita con un semplice paio di jeans chiari, una maglietta rosa e le decolté bianche con il tacco.
Ceriano Laghetto ma con il cuore e la mente a casa di Luca e Diego
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Re: Un nuovo inizio
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Luca mi guardò da testa ai piedi “sei perfetta, non devi essere nervosa” disse accarezzandomi una guancia, lo guardai dritto negli occhi “lo so, ma è più forte di me. Ho paura di non piacere ai tuoi genitori” dissi abbassando lo sguardo; Luca mi mise un dito sotto al mento e mi obbligò ad alzare lo sguardo incastrando i miei occhi nei suoi “gli piacerai di sicuro, tranquilla. Sanno tutto di te e devi essere solo te stessa” disse stampandomi un bacio sulla guancia.
Grazie a lui riuscii a calmarmi un po’ dopodichè presi la borsa e, dopo aver spento la tv, uscimmo di casa, salimmo in ascensore e scendemmo al piano terra poi uscimmo in strada e mano nella mano camminammo fino alla macchina, salimmo e partimmo per andare a casa Fainello; durante il tragitto guardavo fuori dal finestrino e continuavo a ripetermi tra me e me di stare calma e che sarebbe andato tutto bene, ma a distogliermi dai miei pensieri ci pensò Luca “amore, a che pensi?” chiese guardandomi per una frazione di secondo per poi rivolgere lo sguardo sulla strada.
Lo guardai e decisi di mentire “niente. Cosa farai se ci sono le fan davanti a casa?” domandai, mi rispose senza distogliere lo sguardo dalla strada “tranquilla, non ce ne dovrebbero essere. Quando sono uscito di casa erano lì e le ho accontentate con foto ed autografi e, siccome Diego non c’è, dovrebbero essersene andate” disse togliendo la mano dal cambio e prendendo la mia stringendola tra la sua “tranquilla, andrà tutto bene” riprese guardandomi per una frazione di secondo.
Io annuii e senza staccare la mano dalla sua ripresi a guardare fuori dal finestrino la città scorrere via; appena arrivati, Luca parcheggiò e spense la macchina dopodichè scendemmo e mano nella mano ci avvicinammo al cancello dopodichè mi guardò incastrando i suoi occhi nei miei “pronta?”, annuii così lui aprì il cancello ed entrammo dentro chiudendocelo alle spalle dopodichè ci avvicinammo alla porta ed il cuore ricominciò a battere all’impazzata per la tensione.
Prima di entrare ci guardammo dritto negli occhi e Luca mi stampò un bacio sulle labbra che stranamente riuscì a calmarmi un po’ dopodichè aprì la porta ed entrammo dentro, Luca mi portò in salotto dove c’erano i suoi genitori che stavano sistemando la tavola ed appena ci videro smisero e vennero verso di noi; Luca li guardò sorridendo e mi presentò “mamma, papà lei è Federica” disse lui per poi rivolgermi uno sguardo rassicurante, li guardai accennando un timido sorriso “salve” li salutai timida senza staccare la mia mano da quella di Luca.
Mi guardarono sorridendo “bene, finalmente ti conosciamo. Io sono Elisa e lui è mio marito Luciano” disse per poi essere interrotta dal marito “e dacci del tu perché non siamo poi così vecchi” continuò lui, li guardai ancora più timidamente e sicuramente sarò rossa come un peperone “va bene” risposi dopodichè i suoi genitori finirono di sistemare la tavola e vidi arrivare un cane, un labrador che saltò addosso a Luca cominciando a leccargli la faccia.
“Elvis, smettila..” lo fece scendere e gli fece un po’ di carezze dopodichè Elisa andò in cucina mentre Luciano staccò Elvis da Luca dopodichè mi prese per mano e mi fece fare il tour della casa e Luca si fermò in bagno a lavarsi la faccia poi entrammo in camera sua e ci sedemmo sul letto ed io cominciai a guardarmi intorno; dal disordine che c’era avevo già capito che Luca era un ragazzo disordinato, la scrivania era piana di fogli e sulla sedia qualche vestito “vedo che io e te abbiamo qualcosa in comune” dissi guardandolo, mi guardò con uno sguardo interrogativo così mi affrettai a spiegargli “il disordine” dissi ridacchiando.
Scoppiò a ridere “in effetti la mia camera è un po’ in disordine ma riesco a trovare tutto” disse per poi guardarmi dritto negli occhi, mi incantai a guardarlo e non capii più niente così diminuii la distanza che c’era tra noi ed appoggiai le mie labbra sulle sue e ci lasciammo andare ad un bacio che non voleva avere fine per poi cominciare a coccolarci; ad un certo punto sentimmo chiamare così ci alzammo ed uscimmo dalla camera scendendo in salotto, ci sedemmo al tavolo ed appena Elisa ci passa i piatti cominciammo a mangiare.
Durante la cena la mia timidezza sparì e cominciammo a parlare del più e del meno ma soprattutto parlammo di me anche se alcune cose i genitori di Luca le sapevano già visto che lui gliele aveva raccontate; appena finito ci alzammo ed io aiutai Elisa a sistemare tutto dopodichè Luca mi prese per mano e scendemmo in taverna. Rimasi incantata alla vista di tutte quelle chitarre ed i miei occhi si illuminarono subito, tanto che Luca scoppiò a ridere, lo guardai male ma poi scoppiai a ridere pure io.
“Ho sempre sognato di entrare qui dentro” dissi guardandomi intorno, “bè.. è il sogno di ogni fan vedere la nostra taverna” disse per poi abbracciarmi da dietro ed appoggiando la testa sulla mia spalla “tu sei privilegiata”; mi stampò un bacio sulla guancia dopodichè si staccò ed io mi avvicinai ad una chitarra di Luca e feci vibrare le corde poi mi girai e lo vidi trafficare su una scrivania “che stai facendo?” chiesi con uno sguardo interrogativo.
Si girò di scatto e mi guardò con uno sguardo di uno che è stato colto in flagrante “ehmm.. siediti sul divano perché devo farti vedere una cosa e non voglio sentire una risposta negativa” disse seriamente per poi venire verso di me con dei fogli in mano, ci sedemmo sul divano e mi porse questi fogli “che cosa sono?” chiesi curiosa; mi guardò colpevole “mi sono permesso di fare una cosa, so che dovevo chiederti un parere prima di farla ma non ho saputo resistere” rispose serio.
Abbassai lo sguardo su questi fogli e quando lessi il titolo il cuore cominciò a battermi all’impazzata per l’agitazione, rimasi paralizzata senza muovere un muscolo e non riuscivo a pronunciare parola; Luca mi sventolò una mano davanti agli occhi “amore, dì qualcosa” disse allarmato, mi ripresi e lo guardai “mi hai preso il modulo di iscrizione per il conservatorio?” domandai con la voce tremante. Luca annuì abbassando lo sguardo, gli misi un dito sotto al mento e glielo alzai così da poterlo guardare negli occhi “quando dovrei consegnarlo?” chiesi con un timido sorriso, i suoi occhi si illuminarono “tra due giorni. Significa che hai deciso di iscriverti?” domandò abbozzando un sorriso.
Annuii “ma da sola non ce la farò, mi dovrai aiutare” dissi guardandolo dritto negli occhi, sorrise “ti darò tutto l’aiuto che vuoi” disse per poi prendermi il viso tra le mani e mi dette un dolce bacio; rimanemmo lì a parlare di quell’iscrizione e mi feci spiegare tutto nei minimi dettagli dopodichè la compilai e la misi nella borsa poi decidemmo di suonare un po’ così Luca mi passò una chitarra acustica di Diego e, dopo averle accordate, ci mettemmo a suonare qualche canzone che conoscevamo entrambi.
Dopo un po’ di ore smettemmo così appoggiammo le chitarre e mano nella mano salimmo in salotto, i suoi genitori misà che erano andati a dormire così presi la borsa, mentre Luca le chiavi della macchina ed uscimmo di casa dopodichè salimmo in macchina e partimmo per andare a casa mia; appena arrivati ci fermammo davanti a casa ed io lo guardai “grazie, se non fosse stato per te quell’iscrizione non l’avrei mai presa e neanche compilata. Ti amo” dissi guardandolo dritto negli occhi.
Mi sorrise “figurati, l’avevo capito che da sola non ce l’avresti fatta. Infatti non ti ho detto niente e sono andato io a prendere i moduli, ho voluto farti una sorpresa” disse con un timido sorriso; gli sorrisi dopodichè con il cuore che batteva all’impazzata avvicinai il mio viso al suo e gli detti un dolce bacio sulle labbra che non voleva avere fine, ma purtroppo ci dobbiamo staccare per riprendere fiato.
“Stasera è andato tutto bene e tu che avevi paura” disse ridacchiando, mi feci piccola piccola “uffa, non prendermi in giro. E’ sempre così quando conosco i genitori del mio ragazzo, il nervosismo prende il sopravvento ma poi mi sciolgo” “ho notato, non la finivi più di parlare” rispose scoppiando a ridere; lo guardai male “senti chi parla” risposi mettendo il broncio, Luca smise di ridere e mi guardò male ma poi scoppiammo tutti e due a ridere.
Quando ci calmammo ci demmo un ultimo bacio e ci salutammo dandoci la buonanotte dopodichè scesi dalla macchina e, dopo aver attraversato la strada, entrai dentro il portone e salii in ascensore, invece Luca partì per ritornare a casa sua; arrivata al piano uscii e, dopo aver aperto la porta entrai dentro, buttai la borsa sul divano ed andai in bagno a struccarmi dopodichè andai in camera e mi cambiai poi mi misi a letto e mi addormentai con il sorriso sulle labbra.
Ceriano Laghetto ma con il cuore e la mente a casa di Luca e Diego
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Re: Un nuovo inizio
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PAOLA
Quando sono con Diego il tempo scorre veloce e senza rendermene conto mi ritrovai alla fine della cena, per tutto il tempo non abbiamo fatto altro che guardarci negli occhi lanciandoci sguardi innamorati senza preoccuparci delle altre persone che stavano intorno a noi; appena finito di mangiare ci alzammo e mano nella mano uscimmo dalla sala ristorante per poi andarci a sedere sui divanetti della hall.
“Che facciamo? Andiamo a farci un giro?” domandai guardandolo ma notai che aveva una faccia strana, mi guardò “si, si.. andiamo. Quelle mi stanno innervosendo” rispose dopodichè ci alzammo, mi prese per mano e ci incamminammo verso l’uscita; appena passammo davanti a quelle ragazze Diego mi baciò e quelle ci guardarono un po’ male così sorridendo sotto i baffi uscimmo ed una volta fuori scoppiammo definitivamente a ridere.
Quando ci calmammo ci asciugammo le lacrime che ci erano scese per le troppe risa “oddio.. hai visto che faccia hanno fatto quando mi hai baciato?” chiesi ridendo, lui mi guardò e scoppiò di nuovo a ridere “si, stavano a bocca aperta e fra poco gli entravano le mosche” disse ridendo; tra le risate ci facemmo un giro per il lungo mare di Jesolo dopodichè ad un certo orario decidiamo di tornare indietro così ci incamminammo verso l’albergo ed appena arrivammo salimmo subito in camera.
Appena entrammo in camera Diego uscì sul balcone, invece io buttai la borsa sul divano e mi tolsi subito i tacchi che non sopportavo più dopodichè lo raggiunsi fuori e lo abbracciai da dietro stampandogli un bacio sul collo, lui si girò e prendendomi il viso tra le mani cominciò a baciarmi; all’inizio rimasi un po’ rigida, colta di sorpresa perché non mi aspettavo che mi baciava in quel modo dopodichè mi lasciai andare e buttandogli le braccia al collo risposi a quei baci. Mi baciava in modo strano diverso dal solito, voglioso e malizioso allo stesso tempo dopodichè mi spinse dentro in camera fino a quando toccammo il letto e cademmo uno sopra l’altro.
Ci staccammo un attimo per riprendere fiato e ci guardammo negli occhi “ti va se…” azzardò a dire, io lo bloccai appoggiandogli un dito sulle labbra “zitto e baciami”; gli presi il viso tra le mani e ricominciai a baciarlo dopodichè ci mettemmo in ginocchio e con le mani che tremavano un po’ cominciai a slacciargli la camicia bottone per bottone, gliela sfilai lasciandola cadere a terra e gli accarezzai il petto che si riempì di brividi, lui molto più sicuro di sé mi slacciò il vestito e me lo tolse lanciandolo non so dove.
Ripresi un po’ più di sicurezza e gli slacciai la cintura e gliela tolsi dopodichè gli sbottonai i jeans e glieli sfilai buttandoli a terra dopodichè ci sdraiammo e ricominciammo a baciarci, le nostre lingue danzavano insieme ed i nostri cuori palpitavano all’unisono e mille brividi invadevano i nostri corpi; ad un certo punto stufi di questo gioco ci togliemmo l’intimo a vicenda ed i nostri corpi si unirono e cominciarono a danzare in una danza piena di amore e sospiri. In quel momento esistevamo solo noi due in quel mondo magico e quella litigata era ormai lontana, sentivo il suo cuore che batteva insieme al mio e le sue carezze con i baci sul collo mi provocavano brividi per tutto il corpo.
Quella danza andò avanti per un bel po’ dopodichè esausti ci addormentammo abbracciati cullati dai nostri respiri.
Diego e Paola hanno fatto pace; la serata di Federica e Luca è andata bene e lei ha deciso di iscriversi al conservatorio. Ora cosa succederà? Tutto nel prossimo capitolo.
Ceriano Laghetto ma con il cuore e la mente a casa di Luca e Diego
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Re: Un nuovo inizio
Buonasera a tutti!! Scusate l'enorme ritardo ma l'ispirazione è andata a farsi un viaggio e non voleva tornare.. comunque.. sono riuscita a scrivere il capitolo. Spero vi piaccia e spero di arrivare a 1000 visite!!
Fede
CAPITOLO 12
Il giorno dopo mi svegliai molto tardi, visto che dovevo andare al lavoro alla sera, e neanche il tempo di alzarmi dal letto che mi suona il cellulare così lo prendo in mano e vidi sul display il nome “Luca”, sorrisi come un ebete con la mente rivolta verso il sogno che avevo fatto quella notte dopodichè premetti il tasto verde e neanche il tempo di rispondere che la sua bellissima voce mi arrivò dritta alle orecchie “amore, apri che sono qui sotto”.
Chiuse la chiamata lasciandomi lì come una scema dopodichè scrollai le spalle ed andai in salotto e gli aprii il portone; tempo pochi secondi e sentii bussare alla porta così andai ad aprire facendolo entrare dopodichè la richiusi e lo salutai con un bacio sulle labbra.
“Giorno amore” dissi con gli occhi che brillavano.
“Giorno anche a te cucciola. Come siamo felici stamattina” rispose accarezzandomi una guancia.
Annuii felice “merito tuo e del sogno che ho fatto stanotte.. comunque.. hai già fatto colazione?” chiesi per poi avviarmi verso la cucina, ma lui mi prese per un braccio e mi spinse verso la mia camera “no. Ora tu ti prepari ed andiamo al bar a farla poi andiamo in piscina”. Solo allora mi accorsi che era vestito con un paio di pantaloni corti che gli faceva pure da costume, una maglietta e le all star così entrai in camera seguita da lui che si sedette sul letto invece io mi misi davanti all’armadio e tirai fuori un paio di shorts, un top ed il costume dopodichè mi chiusi in bagno e cominciai il mio restauro.
Dopo un’ora ho finito così uscii vestita e pettinata e ritornai in camera trovando Luca seduto alla scrivania intento a scrivere qualcosa, così mi avvicinai e lo abbracciai da dietro stampandogli un bacio sulla guancia “che stai scrivendo?” chiesi appoggiando il mento sulla sua spalla; appoggiò la matita e si girò verso di me mettendomi le mani sui fianchi “niente, scarabocchiavo mentre ti aspettavo. Ci hai messo un’eternità a prepararti ed a momenti facevo la muffa” disse ridacchiando.
Ridacchiai pure io “scusa, ma dovevo farmi il restauro se no non potevo mettermi il costume” dissi per poi stampargli un bacio per farmi perdonare dopodichè indossai le all star, preparai lo zaino con all’interno l’asciugamano, crema solare, macchina fotografica, portafoglio, i-pod e cellulare; “pronta, possiamo andare” dissi afferrando lo zaino, Luca si alzò “era ora anche perché il mio stomaco reclama cibo”.
Scoppiai a ridere scuotendo la testa dopodichè uscimmo tutti e due dalla camera ed andammo in salotto, afferrai le chiavi di casa ed uscimmo e, dopo aver chiuso a chiave, salimmo in ascensore e scendemmo al piano terra per poi uscire in strada e mano nella mano ci incamminammo verso il bar.
“In quale piscina andiamo?”chiesi curiosa di saperlo, “al Caneva, perché? Hai qualche problema?” chiese girando lo sguardo verso di me; “no, no. Nessun problema, solo che ti trascinerò su qualche scivolo” dissi per poi entrare al bar, ci sedemmo ad un tavolo ed aspettammo il barista che veniva a prendere le ordinazioni.
“Sicura che riuscirai a trascinarmi su qualche scivolo?” chiese guardandomi dritto negli occhi, annuii convinta senza distogliere lo sguardo da lui dopodichè arrivò il barista a prendere le ordinazioni così ordinammo due cappuccini con il cacao e due cornetti alla nutella poi se ne va e ritorniamo a parlare tra di noi ma noto alcune ragazze guardarci; “Lù, quelle ragazze continuano a guardarci” dissi un po’ allarmata, lui si gira a guardare per poi rigirarsi verso di me “tranquilla, sono delle fan. Passano più tempo davanti a casa mia che a casa loro, io e Diego non ne possiamo più per non parlare di quelle che dicono che dobbiamo toglierci la barba” disse un po’ scocciato.
Stavo per rispondergli quando arrivò il barista a portarci le nostre ordinazioni così cominciammo a fare colazione “comunque quelle che dicono così non sono vere fan perché vi seguono solo per l’aspetto fisico e non per la musica che fate” dissi dando voce al mio pensiero per poi riprendere “prima o poi si stuferanno di fissarci”; lui alzò lo sguardo su di me “siamo gelose?” “no, però mi da fastidio essere fissata insistentemente” dissi facendomi piccola piccola dopodichè finimmo di fare colazione così ci alzammo ed andammo a pagare, uscimmo dal bar e Luca mise il braccio intorno alle mie spalle invece io misi il mio intorno alla sua vita ed abbracciati ci incamminammo verso la macchina.
“Però potevi fermarti a fargli qualche autografo, ci sono un po’ rimaste male” dissi cercando di capire perché ha fatto così.
Mi guardò serio “non mi sono fermato perché non volevo essere tempestato di domande che riguardano te, e credimi, me ne avrebbero fatte tante” rispose lui staccandosi da me dopodichè aprì la macchina così salimmo e partimmo per andare al parco acquatico.
Durante il tragitto continuai a pensare alla sua risposta tanto che non prestavo attenzione alla radio e Luca se ne accorse “amore, a che pensi?”; girai lo sguardo verso di lui “stavo pensando a quello che hai detto prima, ho paura che quelle ragazze pensano che sia colpa mia che non ti sei fermato” dissi sincera, mi guardò per una frazione di secondo “tranquilla, non lo pensano. Sono io che non ho voluto fermarmi, tanto quando torniamo indietro le troviamo davanti a casa.. comunque.. a che ora attacchi a lavorare stasera?” chiese per poi rivolgere lo sguardo sulla strada.
“Inizio il turno alle 18.00, spero di non addormentarmi durante la serata” dissi ridacchiando per poi proseguire “vieni stasera, vero?” “certo che vengo, e tu vieni con me settimana prossima? Ho un concerto ed intanto che ci siamo festeggiamo ferragosto” domandò senza distogliere lo sguardo dalla strada, lo guardai sorridendo “si, vengo volentieri se Christian mi da il giorno” dissi; in effetti non avevo voglia di passare ferragosto da sola anche perché i miei ex amici avrebbero potuto raggiungermi per farmene di tutti i colori, visto che sono abituati ad andare al lago quel giorno.
Ero talmente immersa nei miei pensieri che mi accorsi soltanto di essere arrivata quando Luca mi accarezzò una guancia così mi ripresi e scendemmo dalla macchina per poi avviarci verso l’ingresso, facemmo i biglietti ed entrammo andando subito alla ricerca di un posto libero; appena lo trovammo stendemmo gli asciugamani dopodichè ci mettemmo in costume e, dopo esserci messi la crema, ci sdraiammo a prendere il sole con lo sguardo rivolto l’uno all’altro.
“Diego e Paola hanno fatto pace?” “si, spero solo che Diego non si metta più nei casini. Appena le ragazze lo trovano da solo subito si avvicinano e ci provano spudoratamente con lui, ci credo che Paola si è arrabbiata ma almeno hanno fatto pace a modo loro” disse ridacchiando; lo guardai sbigottita “vuoi dire che..” mi bloccai perché non volevo dire quella parola ad alta voce ma lui lo capì lo stesso “si, si.. non me lo ha detto apertamente ma l’ho intuito perché Diego ci metteva un po’ a rispondere alle mie domande, mi sa che aveva la testa tra le nuvole” disse scoppiando a ridere.
Scoppiai a ridere pure io dopodichè lo presi per mano, facendolo alzare, e lo buttai in piscina; quando riemerse dall’acqua si tolse i capelli da davanti agli occhi e mi guardò in cagnesco ma rideva sotto i baffi “tu, ora sei morta” disse uscendo dall’acqua ed avvicinandosi a me. Appena capii cosa voleva fare scappai ma lui mi rincorse raggiungendomi, mi prese per un braccio e cercò di buttarmi in piscina; cercai di fare resistenza ma alla fine cedetti e mi ritrovai catapultata in acqua, lui si tuffò subito dopo di me ed appena riemersi mi trovai faccia a faccia con lui, mi tolse i capelli che mi cadevano sugli occhi e mi abbracciò avvolgendomi i fianchi con le braccia.
Avvolsi i suoi fianchi con le mie braccia e lo guardai dritto negli occhi dopodichè pian piano i nostri visi si avvicinarono e le nostre labbra si sfiorarono in un lento e dolce bacio; in quel momento eravamo nel nostro mondo e non ci preoccupavamo della gente intorno a noi che ci guardava dopodichè ci staccammo e, senza distogliere lo sguardo l’uno dall’altra, ci demmo qualche bacio a stampo ripetuto per poi uscire dall’acqua ed andammo a divertirci sugli scivoli.
PAOLA
Il giorno dopo mi svegliai con un sorrisino ebete stampato in faccia, girai lo sguardo alla mia sinistra ed osservai Diego per un po’; era bellissimo con tutti i capelli arruffati e le labbra che si tendevano in un sorriso, mille pensieri mi passavano per la testa e cercavo di tenere a freno l’impulso di baciarlo mordendomi il labbro inferiore. Dopo un po’ lo baciai sulle labbra, che mi tentavano, e vidi che aprì i suoi meravigliosi occhi che tanto mi hanno fatto innamorare.
“Buongiorno” salutai perdendomi in quel mare nocciola.
“Che bel buongiorno” disse lui per poi prendermi il viso tra le mani e baciarmi.
Quando ci stacchiamo ci perdiamo per un attimo l’uno negli occhi dell’altra “che dici se facciamo colazione in camera soli soletti?” chiese sfoderando il suo sorriso che mi piace tanto, sorrisi pure io “dico che è una buona idea” dissi per poi alzarmi e coprendomi con il lenzuolo andai in bagno mentre Diego ordinava la colazione.
Entrai nella cabina e mi feci una doccia veloce rilassandomi sotto l’acqua calda e ripensando alla notte appena trascorsa; dopo un po’ uscii ed indossai l’accappatoio
Ceriano Laghetto ma con il cuore e la mente a casa di Luca e Diego
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Re: Un nuovo inizio
Continuo sopra
dopodichè ritornai da Diego e vidi che si era rimesso a dormire così mi avvicinai e mi misi sopra di lui “amore, ho preso in mano la chitarra ma mi è caduta e si è rotta” gli dissi nell’orecchio; aprì gli occhi di scatto “cooosa? Dimmi che non è vero…” disse tutto allarmato, tanto che scoppiai a ridere fino a farmi scendere i lacrimoni dopodichè gli feci vedere la chitarra “ci sei cascato” “ma sei scema, mi hai fatto prendere un infarto. Ora ti faccio vedere io”. Mi ribaltò e si mise sopra di me cominciando a farmi il solletico.
“ahahahah.. Diè.. ba-basta.. ahahah..” non riuscivo neanche a parlare dalle troppe risa, Diego non si fermava “no, non mi fermo. Mi hai traumatizzato” “ahahah.. ti.. pr-pre-prego.. basta.. ahahah” dissi ridendo; per fortuna bussarono alla porta così Diego si fermò e guardandomi si alzò “ti sei salvata se no continuavo”disse per poi andare ad aprire.
Dopo pochi minuti ritornò con il carrello della colazione così ci sedemmo entrambi sul bordo del letto e cominciammo a fare colazione; quando abbiamo finito ci prepariamo entrambi ed, appena siamo pronti, usciamo dalla camera e saliamo in ascensore scendendo nella hall ed usciamo dall’hotel incamminandoci mano nella mano verso la spiaggia.
Durante il tragitto continuava a venirmi da ridere per la scena di prima “prima dovevi vedere la tua faccia, era troppo buffa” dissi ridendo per la scena di prima; Diego mi guardò in cagnesco “se, se.. e smettila di ridere” rispose per poi scoppiare a ridere pure lui. Arrivammo in spiaggia che ridevamo come matti dopodichè ci sistemammo al nostro ombrellone, ci mettemmo in costume ed andammo subito in acqua a divertirci.
FEDERICA
Le ore passavano ed io e Luca, dopo che ci siamo divertiti sugli scivoli, ci siamo seduti sul mio asciugamano uno di fronte all’altro e ci siamo messi a giocare a carte; dopo l’ennesima partita persa Luca sbotta scherzosamente “ma non è giusto che vinci sempre te” disse facendomi lo sguardo da cucciolo che mi piace tanto.
Scoppiai a ridere divertita “non è colpa mia se mio nonno mi ha insegnato tutti i trucchi possibili ed immaginabili” “voglio la rivincita” disse incrociando le braccia e sfidandomi con lo sguardo; annuii ridendo e riprendemmo a giocare ma io non riuscivo a stare seria perché Luca continuava a borbottare, tanto che alla fine smise di giocare “basta, non gioco più. Vado in acqua, vieni anche tu?”.
“No, non mi va. Rimango qui a prendere un po’ di sole” dissi per poi prendergli il viso tra le mani e baciarlo sulle labbra, ci sorridemmo a vicenda dopodichè lui si alzò ed entro in acqua mentre io misi via le carte e mi girai a pancia in giù a prendere il sole ascoltando un po’ di musica ed immergendomi nei miei pensieri; è strano com’è cambiata la mia vita da quando ho conosciuto Luca, mi ha fatto ritornare felice ed ogni giorno mi innamoro sempre di più. Se mi lasciasse non so cosa farei, forse ricadrei in quel tunnel di tristezza che negli ultimi due anni mi ha fatto compagnia e mi chiuderei di nuovo a riccio senza parlare con nessuno e senza vedere nessuno perché quando stai così la voglia di vivere manca.
A distogliermi dai miei pensieri qualcuno che si sdraiò sulla mia schiena e mi baciò la guancia “a cosa stai pensando?”, sorrisi quando sentii la sua voce “a com’è cambiata la mia vita da quando ti ho conosciuto” risposi sincera; Luca si spostò sul suo asciugamano e si mise a pancia in giù con lo sguardo rivolto al mio “e com’è cambiata?” “in meglio” dissi sorridendo.
Si avvicinò ancora di più a me e mi prese il viso tra le mani baciandomi delicatamente sulle labbra dopodichè ci staccammo e mi sfoderò uno dei suoi sorrisi, che farebbe sciogliere qualsiasi ragazza, e passammo la giornata tra risate e scherzi tra di noi; ad un certo orario raccogliemmo tutte le nostre cose, ci rivestimmo e mano nella mano ci avviammo verso l’uscita del parco acquatico dirigendoci nel parcheggio, salimmo in macchina e partiamo per tornare a casa.
“Preparati psicologicamente per quando arriverai a casa” dissi ridacchiando, Luca mi guardò per una frazione di secondo per poi rivolgere lo sguardo sulla strada “tanto non dirò niente. Ti terrò nascosta il più possibile anche se sarà difficile” rispose lui serio per poi riprendere “in fin dei conti a loro non dovrebbe interessare e poi non voglio che vieni insultata”; lo guardai seria “Lù, prima di tutto io sono una fan e alcune di loro le conosco ed ho stretto pure un legame di amicizia, non penso che mi giudicheranno perché sto insieme a te” risposi per poi riprendere “mentre alcune che conosco di vista, perché le ho viste ai concerti, mi giudicheranno subito visto che ogni volta che mi vedono mi squadrano dalla testa ai piedi” “e forse ho capito anche chi sono” rispose lui scocciato.
Arrivammo davanti a casa mia così lo salutai con un veloce bacio a stampo dopodichè presi il mio zaino e scesi dalla macchina entrando direttamente nel portone, salii in ascensore e lentamente cominciai a salire verso il piano; appena arrivata le porte si aprirono ed uscii dall’ascensore dopodichè aprii la porta di casa ed andai dritta in bagno, svuotai lo zaino e misi tutto in lavatrice poi mi spogliai e mi feci una doccia veloce.
Quando ho finito uscii dalla cabina ed indossai l’accappatoio dopodichè mi asciugai e mi piastrai i capelli, visto che erano super gonfi, mi truccai leggermente ed uscii rientrando in camera e mi misi davanti all’armadio indecisa su cosa mettere; alla fine optai per un paio di jeans alla pinocchietto, una maglietta e le all star così mi vestii, un po’ di profumo e sono pronta dopodichè andai in salotto, afferrai la borsa con lo stretto necessario ed uscii di casa scendendo di corsa le scale ed uscendo in strada.
A passo svelto mi incamminai verso il pub, visto che ero leggermente in ritardo ma non mi accorsi di essere seguita; quando arrivai mi girai e vidi una persona che assomigliava a qualcuno che conoscevo ma non ne ero sicura così entrai dentro e, dopo aver messo tutto nel mio armadietto, andai in sala, salutai tutti e mi misi a lavorare.
PAOLA
Per tutto il giorno ci divertimmo in spiaggia tra scherzi e risate ma non sono mancati gli sguardi assassini che lanciavo alle altre ragazze che continuavano a fissare Diego con la bava alla bocca mentre passavano davanti al nostro ombrellone; ad un certo orario tornammo in hotel ed appena entrata in camera sbotto “ma tutte le ragazze la vogliono finire di mangiarti con gli occhi? Mi da fastidio che ti fissano nonostante ci sia io vicino” dissi sedendomi sul letto con le braccia incrociate.
Diego ridacchiò e mi venne incontro inginocchiandosi davanti a me e mettendomi le mani sui fianchi “mi piaci quando fai la gelosa ma io amo solo te e, se lo vuoi sapere, le altre non le ho neanche guardate” disse stampandomi un bacio sulle labbra, sorrisi “lo so, ma voglio vedere te al posto mio” “reagirei esattamente come te” rispose serio; ci sorridemmo a vicenda e ci demmo un bacio che non voleva avere fine dopodichè, quando ci staccammo, ci alzammo entrambi e lui si chiuse in bagno mentre io mi misi davanti all’armadio indecisa su che vestito mettere.
Alla fine decisi per il vestito blu con una vistosa scollatura dietro che lasciava scoperta la schiena dopodichè preparai la borsa con lo stretto necessario e mi sedetti sul letto in attesa che Diego uscisse dal bagno; dopo mezz’ora uscì così entrai io e mi feci una doccia veloce dopodichè uscii e mi asciugai, i capelli li lasciai mossi e li tirai su fissandoli con delle mollettine poi mi truccai ed uscii dal bagno, presi il vestito dall’armadio e lo indossai, misi i sandali con il tacco, un po’ di profumo e sono pronta.
Mi girai in cerca di Diego ma non lo vidi, andai sul balcone e non c’era neanche lì così presi la borsa e vidi che c’era un biglietto, lo presi in mano e lessi cosa c’era scritto “amore, ti ho preparato una sorpresa. Ti aspetto giù nella hall, ti amo”; mentre leggevo il cuore aveva cominciato a battere all’impazzata e non dava segno di fermarsi e con gli occhi che brillavano afferrai la borsa ed uscii dalla camera, salii in ascensore e scesi nella hall raggiungendolo ai divanetti dove si era seduto.
Appena mi vide davanti a lui rimase un po’ imbambolato ma si riprese subito dopodichè si alzò e mi stampò un bacio sulla guancia “sei bellissima” “grazie, anche tu non sei per niente male.. comunque.. che sorpresa mi hai preparato? Lo sai che sono curiosa” dissi sorridendo; Diego scoppiò a ridere “lo so, infatti non ti faccio aspettare ancora” disse dopodichè mi prese per mano ed uscimmo dall’hotel incamminandoci per non so dove fino a quando scoprii che stavamo andando in spiaggia.
Arrivammo e vidi un tavolo apparecchiato per due con due candele accese sopra “ma.. ma..” riuscii solo a dire perché le parole mi morirono in gola, non sapevo che dire ed ero molto sorpresa e da lui tutto questo non me lo sarei mai aspettato timido com’è; arrivammo al tavolo e ci sedemmo “è tutto stupendo, grazie” dissi con gli occhi lucidi, mi guardò sorridendo “prego, sono felice che ti sia piaciuta la sorpresa. Ogni tanto esce il mio lato romantico” disse ridacchiando, ridacchiai pure io “ma tu sei sempre romantico, a modo tuo, ma lo sei”.
Scoppiammo a ridere dopodichè il cameriere portò i piatti così cominciammo a mangiare parlando del più e del meno senza smettere di lanciarci sguardi innamorati per la durata
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